Archivio della Categoria 'Lunario'

Eunucazione democratica: “Il rottamatore colpisce ancora!” – E quel che c’è da sapere sull’Art. 18

Lunario Paolo D'Arpini 25 settembre 2014

Eunucazione democratica

Ci annunciarono l’arrivo del ”rottamatore” di persone, di quelle persone che occupano le sedie nel suo partito.
resto sbigottito e prendo atto che esistono ancora persone capaci di ”rottamare altre persone”.
Il soggetto ”rottamatore” – che ha già visitato la villa del bunga – ”prima colpisce nel suo partito, ma chi non lo era ….” .
e prendo atto che la società imbocca la solita via delle chiacchiere invece di innalzare la bandiera del valore della dignità, invece di considerare che ”il riconoscimento della dignità inerenti a tutti i membri della famiglia umana costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo” – è l’apertura della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
Quel rottamatore ”poi colpisce l’art. 18, ma …….”
l’art. 18 ha – fin’ora – impedito la ”rottamazione” di persone ”lavoratori-dipendenti”, ed è sopravvissuto ai feroci e potenti attacchi per farlo scomparire.
più precisamente, l’art. 18 ha – fin’ora – impedito la ”pratica” del disconoscimento della citata dignità umana, quella che viene proclamata ”intoccabile” dalla legge fondamentale tedesca, tedesca.
Senza alcun motivo viene licenziata una persona umana ……… attenzione a quel licenziatario, attenzione alla sua resistibile ascesa.
Allo stato bisogna erigere le barricate, altro che difesa dell’art. 18 a parole.

Vito de Russis

Note integrative:

L’art. 18 è uno degli ultimi baluardi giuridici che rimangono per rendere effettivo l’articolo 1 della costituzione. Quello che manca come elemento di analisi in tutti i dibattiti ed in tutta la propaganda di regime è che l’articolo 18 non limita in alcun modo la libertà imprenditoriale del datore di lavoro, ma tutela contro i LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI, ovvero quelli senza giusta causa e senza giustificato motivo.
la libertà di licenziare è sempre esistita. Da avvocato del lavoro, sono anni che faccio cause per impugnare licenziamenti, alcune si vincono ed alcune si perdono.
Esistono i licenziamenti DISCIPLINARI, PER GIUSTIFICATO MOTIVO (CRISI E RISTRUTTURAZIONI AZIENDALI) GIUSTIFICATO MOTIVO SOGGETTIVO (SOPRAVVENUTA INIDONEITà DEL LAVORTORE, ECCESSIVA MORBILITA’), COLLETTIVI (CRISI AZIENDALI).
Una azienda seria che rispetta le regole non si troverà mai ad avere a che fare con l’articolo 18.
I licenziamenti illegittimi perchè privi di giusta causa e giustificato motivo mascherano licenziamenti discriminatori impossibili da dimostrare o che non possono essere considerati tali in base alla definizione legislativa (che prevede motivi razziali, religiosi, di sesso etc).
Ho assistito a licenziamenti collettivi intimati a tutti gli iscritti al sindacato più combattivo (e solo a quelli), licenziamenti individuali disciplinari e non, intimati a lavoratori che pretendevano il rispetto dell’orario di lavoro, delle ferie, il pagamento delle retribuzioni.
L’articolo 18 rende (o meglio rendeva prima della legge Fornero) antieconomico l’esercizio arbitrario del potere di licenziare da parte del datore di lavoro, prevedendo pesanti sanzioni economiche in caso di impugnazione del licenziamento e suo annullamento in tribunale.
La cancellazione dell’art. 18 renderà conveniente licenziare, il gioco varrà la candela.
Tutti i diritti dei lavoratori saranno sottoposti al ricatto del posto del posto di lavoro e diventerà un rischio fare qualsiasi rivendicazione.
Già oggi con la liberalizzazione dei contratti a termine i lavoratori mi chiamano e poi mi dicono “aspettiamo a vedere se mi rinnovano il contratto, poi semmai gli scriviamo una lettera”.
Questo è il risultato, stanno reintroducendo la schiavitù.
Ciao, Dario

……..

Niente livore, ma una ragionevole e ragionata analisi dei fatti, al di fuori del mio caso personale.
Stanno preparando una modifica delle pensioni, che forse attenua la Fornero, proposta Damiano e Baretta, ma che rischia di penalizzare di nuovo i Quota96, oltre chequelli nati negli anni successivi prevedendo delle penalizzazioni se si va in pensione prima dei 66 anni! Io mi sono arrabbiato sulla questione dei poteri dei DS e sulla “riforma ” della scuola, che è la stessa che ha presentato la Gelmini, insieme all’Aprea, la hanno presa da loro, hanno cambiato i nomi dei presentatori e la hanno riciclata, senza vergogna, dopo che per anni è stata combattuta anche da parte del loro elettorato. Francesco

Commenti disabilitati

Tiana – La storia di Apollonio, il pagano vegano antesignano

Lunario Paolo D'Arpini 24 settembre 2014

Apollonio

Apollonio di Tiana nasce a Tiana, in Cappadocia, nel 1° secolo d.C. e muore ad Efeso nell’anno 97. Portatore un messaggio nuovo, cosmopolita, è considerato il Gesù pagano, conosceva la religione di Zarathustra. E’ vegano, taumaturgo e filosofo, conduce vita ascetica osserva un periodo di silenzio di cinque anni, pratica il celibato, compie miracoli, cura, resuscita, scaccia demoni; si nutre solo di verdura, frutta secca e pane, gira scalzo non indossa lana o pelli di animali ma solo lino, evita come la peste il denaro e crede nella comunanza dei beni. Apollonio cerca in ogni modo di abolire la violenza verso gli umani e non umani, si batte per abolire i sacrifici di animali, i sacrifici dei tori e la sofferenza dei cavalli. Segue la via tracciata da Pitagora, che più tardi seguiranno Empedocle, Eraclito, Teofrasto Plutarco e Porfirio; mentre viene osteggiato da altri come Lattanzio, Eusebio, Agostino, Giovanni Crisostomo, Gregorio Nazianzeno che lo considerano nemico della Chiesa.
Pregiudizi e leggende sono scaturite intorno alla figura di Apollonio. L’imperatore Alessandro Severo lo considerava un dio; per i pagani era un essere superiore a Gesù stesso , ma per i cristiani era un anticristo; alcuni lo ritenevano un extraterreste altri addirittura, hanno messo in dubbio la sua stessa esistenza. Flavio Filostrato di Lemno, vissuto nel 3° secolo, nella Vita di Apollonio di Tiana, dice che divenne assistente del medico Esculapio, che era solo un sapiente, e che fin da giovinetto volle diventare pitagorico per aiutare i poveri curandoli con la medicina.

Il pensiero di Apollonio: “E’ cosa migliore non offrire sacrificio di alcuna specie a Dio, non accendere alcun fuoco in Suo onore, e non assegnare a Lui alcuno di quei nomi dei quali si servono gli uomini per designare degli oggetti materiali ; Egli è infatti al di sopra di tutte le cose: è il primo; gli altri dei vengono solamente dopo di Lui. Egli nulla attende dagli altri dei, meno ancora da noi, poveri umani… Per domandare a Colui che sta al di sopra di tutti, quello che a noi conviene, noi dovremmo servirci di ciò che vi è di superiore in noi, cioè dello spirito; ora lo spirito non ha bisogno di alcun aiuto materiale per formulare la sua preghiera. Perciò non consumate alcun sacrificio per Dio, l’Onnipotente, che sta al di sopra di ogni cosa. Se taluno si dice mio discepolo, non frequenti luoghi pubblici, non uccida alcun essere vivente, non mangi carne, sia esente da invidia, da malignità, dall’odio, dalla calunnia, dal risentimento, ed abbia esso il proprio nome iscritto fra i nomi di coloro che hanno conseguito la liberazione. Seguendo queste regole i miei discepoli acquistano un senso innato della giustizia e della verità, nessuna posizione sembrerà loro più invidiabile di quella in cui si trovano, essi incutono timore ai tiranni in luogo di essere loro schiavi. Gli dèi benediranno essi più per le loro piccole offerte che non coloro che spargono sui loro altari il sangue dei vitelli”.
“La terra produce ogni cosa e chi vuole essere in pace con gli esseri viventi non ha bisogno di alcunché, poiché i suoi frutti si possono cogliere, e altri coltivare secondo le stagioni, in quanto essa è la nutrice dei suoi figli: ma la gente, come se non udisse le sue grida, affila le spade contro gli animali per trarne cibo e vestimento. I Bramani dell’India invece non approvano tale condotta e istruirono i Ginni dell’Egitto a respingerla: da costoro Pitagora, che fu il primo dei Greci a frequentare gli Egizi, prese la sua dottrina che lasciava alla terra gli esseri animali; e affermando che i suoi prodotti sono puri e adatti a nutrire il corpo e la mente, di questi si cibava. Sostenendo inoltre che gli abiti che si portano solitamente sono impuri, in quanto provengono da esseri mortali, si abbigliava di lino; e per la stessa ragione intrecciava il vimine per farsene calzature”.

Commenti disabilitati

Inversione dei poli terrestri… è già successo 780.000 anni fa

Lunario Paolo D'Arpini 16 settembre 2014

Inversione dei poli magnetici

Durante questi ultimi anni, il campo magnetico terrestre si è
indebolito e il nord ha cambiato posizione. Un invertimento completo è
già avvenuto 780.000 anni fa ed è ancora possibile, ma ora potrebbe
danneggiare i nostri sistemi elettrici e comunicazioni. Il campo
magnetico della terra è essenziale per la vita sul pianeta, poiché
esso devia particelle cariche e la radiazione del sole. Ma numerose
missioni scientifiche dal 1980 hanno dimostrato che questo scudo si
sta indebolendo, che potrebbe essere un’indicazione che il nord
magnetico e il polo sud hanno iniziato il processo di inversione,
qualcosa che è accaduto in numerose occasioni in tutta la storia della
terra. Infatti, i nostri primi antenati hanno già vissuto qualcosa di
simile.

L’Agenzia spaziale Europa (ESA) spiega in un video cosa accadrebbe se
ci fosse un’inversione completa, qualcosa che «è possibile». «Si è
verificata 780.000 anni fa, ma gli uomini delle caverne non avevano
cellulare, GPS o fornitura di reti elettriche,» dice ESA. Se c’è
un’inversione dei poli, tutti quei sistemi in cui la nostra società si
basa potrebbero subire gravi danni. «Ci troviamo indietro all’età
della pietra?»

Commenti disabilitati

Obama perde le penne in Ucraina… e mo’ che figura ci farà con Calimero?

Lunario Paolo D'Arpini 5 settembre 2014

Calimero

Barack Obama è riuscito a portare l’Ucraina sull’orlo del collasso politico, economico e sociale. Adesso cerca di incolpare la Russia per i danni che ha prodotto. La cosa è assurda. Mosca non è in alcun modo responsabile della caduta dell’Ucraina nell’anarchia. La responsabilità di questo disastro nella sua interezza spetta a Washington, allo stesso modo che in Iraq, in Afganistan, in Libia e, più di recente, in Siria, sono queste tutte malefatte e disastri creati da Washington. Se si deve incolpare qualcuno, gettate la colpa ad Obama.

I problemi dell’Ucraina sono iniziati quando il Dipartimento di Stato di Washington ha determinato la destituzione del Presidente eletto, in Febbraio, sostituendolo con un fantoccio obbediente che ha acconsentito ad eseguire tutte le direttive di Washington. Il nuovo governo – la “Giunta”- ha scatenato una guerra in piena regola contro gli ucraini di etnia russa dell’Est che ha diviso la popolazione civile ed ha condotto il paese alla rovina. Il piano per “pacificare l’Est” è stato concepito da Washington, non da Kiev e tanto meno da Mosca. Mosca aveva richiesto in ripetute occasioni di porre fine alla violenza e che si riallacciassero i negoziati di pace ma ogni richiesta è stata respinta dalla marionetta di Obama a Kiev ed ha condotto ad un aggravamento dei combattimenti. Washington non vuole la pace. Washington vuole la stessa soluzione che ha imposto in Iraq, in Libia, in Afghanistan ed in Siria: cioè uno stato fallito ed in preda al caos in cui i risentimenti e le lotte settarie si mantengano in punto di ebollizione in modo da poter installare le proprie basi militari avanzate che permettano di sfruttare le risorse a proprio piacimento. Così una nazione formalmente indipendente può essere ridotta ad uno stato permanente di dipendenza neocoloniale. (Chomsky) Questo è il progetto di base dovunque Washington si posizioni. La stessa regola si applica in Ucraina. La unica opzione per la popolazione è quella di armarsi e combattere ed è quello che hanno fatto qui in Ucraina.

Dontesk e Lugansk hanno costituito le loro milizie armate ed hanno mosso guerra al nemico. Hanno affrontato l’esercito sussidiario di Obama sul campo di battaglia e lo hanno fatto a pezzi. Per questa ragione adesso Obama ha schierato i suoi propagandisti per diffondere menzogne su una presunta invasione russa. Il governo di Obama ha bisogno di far distrarre l’opinione pubblica perché le forze armate della Novorussia (chiamate separatiste) pro Russia) stanno prendendo a calci nel fondo schiena le legioni di Obama.

Ed è per questo che Washington e Kiev si sono ritrovati in preda al panico completo, perché niente di questo doveva accadere. Obama aveva calcolato che l’Esercito sarebbe riuscito a soffocare in breve l’insurrezione, a schiacciare la resistenza, ed avvicinarsi al suo obiettivo di stabilire basi e sistemi di missili della NATO sul fianco occidentale della Russia.

Bene sapete che succede? Le cose non stanno seguendo quel corso e probabilmente non ci arriveranno mai. I combattenti della Novorussia sono troppo duri, troppo intelligenti e sono troppo motivati per essere sopraffatti dagli irresponsabili ospiti di Obama.

Putin non ha inviato carri armati ed artiglieria in Ucraina. Non era necessario. Le milizie sono ben fornite di veterani agguerriti che sanno come combattere e che sono molto esperti su quel terreno. Domandatelo a Poroshenko il cui esercito sta subendo una dura lezione nelle ultime due settimane: vedi ultimo rapporto …….

Vedete come procede la cosa? L’esercito ucraino sta subendo una sconfitta rovinosa, il che significa che la gloriosa strategia del pilastro di Obama semplicemente ha dovuto sbattere la testa contro un muro di mattoni. In poche parole, la Russia non ha invaso l’Ucraina.

I propagandisti dei media stanno cercando di occultare il fatto che le forze militari della Novorossia stanno prendendo a pedate nel culo l’Esercito di Kiev e prendendo nota dei nomi degli ufficiali. Questo è quello che sta succedendo realmente –

Questo è il motivo per cui Obama e la sua banda di facinorosi “neocons” sono al momento furiosi. Succede perché non sanno più come fare, visto che la loro posizione si è vista in difetto in tutte le questioni: l’espediente è quello di mentire spudoratamente fino a che non trovano un accordo su una nuova linea di azione.

Naturalmente vanno ad incolpare Putin per il marasma in cui si trovano (tutta colpa di Putin dicono), Che possono fare di più? Stanno esponendo le loro pedine nella mani su di un esercito superiore. Come possono spiegarlo nelle case della gente. Dare uno sguardo a questo estratto del New York Times……Vedi: Ukraine Reports Russian Invasion on a New Front

Parlano di una invasione furtiva? Diciamo che Gordon (del New York Times) ha trovato un sostituto delle “armi di distruzione di massa”. Quale sorpresa.

Questo non è neppure una finzione alla buona, è piuttosto come un racconto fantastico dei fratelli Grimm. Dove sono le foto? Se hai le prove mostrale, Gordon andiamo a vederle. Ma per favore assicurati che siano migliori dell’ultima volta, già che sai che queste sono foto false di soldati russi che presuntamente operavano in Ucraina. Questo è stato un altro inganno. Guardate pure ……Another NYT Michael Gordon Special? Robert Parry.

Questo è come l’accidente del volo delle Malaysia Airlines, l’ormai famosa menzogna dell’aereo abbattuto dai filo russi. Possiamo ricordare come John Kerry si recò ad ogni trasmissione di 5 stazioni televisive il giorno dopo l’accidente facendo di tutto con accuse false circa un missile terrra aria, circa i convogli russi fantasma senza la minima prova. Il giorno stesso gli esperti russi tirarono misero alla luce le prove a partire dai dati del satellite per cui c’era un aereo da combattimento ucraino che era stato visto avvicinarsi al volo MH17 solo qualche momento prima che il volo fosse abbattuto.Anche la BBC intervistò i testimoni oculari che avevano visto il caccia SU 25 avvicinarsi all’aereo passeggeri.

A chi dobbiamo credere quindi: a Kerry o ai fatti? A chi dovete credere questa volta: al “tubo di alluminio” o all’OCSE il cui supervisore, Andrey Kelin, ieri ha affermato ieri: “Abbiamo detto che non si è potuta osservare alcuna partecipazione di truppe russe, che non ci risultano entrati soldati o attrezzature militari russe. Nella scorsa settimana e in quella precedente si sono ascoltate accuse in relazione a convogli di veicoli blindati da trasporto del personale. Tutte queste i sono rivelate false allora e continuano ad essere false di nuovo adesso”. (RT)

Potete ripetere con me: non esiste prova di partecipazione della Russia, tutte le accuse si sono rivelate false. False, parola che equivale a finte, simulate, senza verità propaganda e stupidate, tutto un ambito di quelli che sembrano la specialità di Gordon del New York Times.

Qualsiasi persona che abbia seguito il conflitto sa che la giunta appoggiata da Washington a Kiev ha scatenato una gurra contro il suo stesso popolo nell’Est, che sono stati a bombardare ospedali, scuole, biblioteche, appartamenti, edifici pubblici, zone residenziali, ecc. nello sforzo di trascinare Putin in una guerra che possa sabotare l’integrazione fra Unione Europea e Russia. Si tratta di tutta una questione geopolitica. Si ricorda il pilastro in Asia? Questo è quello che appare in tempo reale Una massa di gente mascherata affinchè l’elite finanziaria a Washington possa mantenere il suo potere mondiale nel corso di una altro secolo più o meno.

(….) Se voi seguite l’evoluzione dei fatti nei blog che riferiscono degli avvenimenti di ogni giorno, si saprà che quello che sto dicendo è sicuro: La ciurma disorganizzata e demoralizzata che chiamano l’Esercito dell’Ucraina è stata sbaragliata e quasi ogni battaglia che hanno avuto con la milizia della Novorossia. Così come la blogger Moon of Alabama lo ha riassunto lo scorso giovedì:

”Il loro morale è bassissimo, il suo equipaggiamento vecchio, le munizioni scarse, e l’obiettivo della loro campagna è in generale dubbioso. Adesso incluso con alcuni deboli contrattacchi la controffensiva si è sviluppata di corsa”. http://www.moonofalabama.org/

L’unica cosa che si possa aggiungere è che li guida il maggior idiota che ci sia stato mai in una alta carica: Petro Poroshenko, il buffone grasso che si prende per Heinz Guderian spiegando i suoi panzer attraverso le Ardenne verso Parigi. Una vera barzelletta. (………..)

Fonte: Counter Punch
Fonte secondaria: http://www.controinformazione.info/
Tratto da Rebelion

Traduzione: Luciano Lago

Commenti disabilitati

Resoconto del pellegrinaggio alla Grotta di Santa Sperandia – Treia 24 agosto 2014

Lunario Paolo D'Arpini 24 agosto 2014

Caterina Regazzi verso la Roccaccia di Treia
Caterina Regazzi verso la Roccaccia – Foto di Simonetta Borgiani

La passeggiata a Santa Sperandia è ormai una nostra bella
consuetudine, un rito, in cui associamo un bell’impegno fisico, che stanca ma ci fa sentire di essere ancora vivi e di poter disporre di un meccanismo che se ben oliato ancora ci sorregge e funziona, con un raccoglimento spirituale che, soprattutto se condiviso, ci conforta e consola dalle brutture cui assistiamo nel mondo, lontano e vicino a noi.

Il 22 e il 23 agosto 2014 ci avevano raggiunti Lorella da Gabicce, Maria da Vignola e Panini da Spilamberto e il 24 si è unita a noi Simonetta, treiese doc. Al mattino Paolo si è alzato di buon’ora per preparare i panini e le poche altre cibarie che ci siamo portati per rifocillarci a metà escursione. Intanto Maria completava egregiamente l’opera di sistemazione dell’orto iniziata il pomeriggio del giorno prima ed il risultato è stato uno spettacolo.

Panini intanto esplorava il paese e Lorella aiutava Paolo in cucina. Io non sono stata di particolare aiuto, la notte precedente avevo dormito maluccio e così ho approfittato per fare un sonnellino supplementare.

Dopo l’incontro alla fontanella sotto casa con Simonetta siamo partiti con due auto alla volta di San Lorenzo, andando piano per godere delle vedute che si godono da quella strada, una delle mie preferite nei dintorni, che sale dolcemente ma inesorabilmente con curve che ad ogni svolta lasciano intravedere un paesaggio via via sempre più aspro, con una vegetazione che vira verso la macchia mediterranea e un terreno sempre più roccioso.

Arrivati in cima e lasciate le auto abbiamo diretto i nostri passi verso la Roccaccia, con una prima sosta al grande crocifisso eretto nella spianata, ammirando piante difficili da vedere altrove (almeno per i luoghi che normalmente frequento): elicriso, ginepro, leccino, centaurea minore (Centaury dei Fiori di Bach), corniolo, un tipo di cardo viola e spinoso e tante altre. Simonetta che aggiungerà qualcosa a questo resoconto, ci ha raccontato della possibilità che Carlo Magno fosse passato da queste parti ed inoltre che la Roccaccia fosse un ritiro fatto costruire da Ottone III.

La vista in fondo al percorso, oltre le rovine, è sempre mozzafiato, nonostante il cielo non fosse proprio sereno. Il mare si intravedeva appena sfuocato per la foschia. Ma il tempo incalzava e presto siamo tornati verso il punto da cui si scende per la grotta. I gradini oggi mi sono sembrati più del solito, segno che l’età avanza. Ho rischiato anche di fare un brutto scivolone sulla breccia che ricopriva le traversine di legno.

Giunti in fondo abbiamo letto le varie lapidi che ricordano la vita di Santa Sperandia e le vicende dell’eremo, poi abbiamo curiosato nella grotta e nella cappelletta eretta al suo fianco: molti messaggi sui quaderni sopra all’altarino, oggetti vari lasciati in dono, foto di persone per cui si chiede un aiuto o che forse non ci sono più, poi ci siamo seduti a consumare in silenzio il pasto. Intanto diverse persone arrivavano e partivano. Ci è giunta anche, inattesa ma molto gradita,
la telefonata di Sonia Baldoni. Anche lei avrebbe voluto essere con noi, ma all’ultimo momento ha dovuto rinunciare, ma ci chiamava da Capracotta per condividere il momento e lanciare un messaggio: per cercare di favorire un cambiamento di mentalità e di atteggiamento nei confronti dell’esistenza, ha proposto di cambiare il nostro linguaggio e smettere di utilizzare termini che sottolineano le differenze e le contrapposizioni: bene e male, giusto e sbagliato, buono e cattivo, cercando nuove parole. Grazie del pensiero, Sonia!

Al ritorno seguendo il consiglio di Simonetta abbiamo seguito una strada alternativa a quella a gradini: più lunga forse, ma più dolce ed anche mi pareva, con una diversa vegetazione. C’erano molte più erbe commestibili e di questo si è rallegrato Paolo che ama fantasticare di venire a finire i suoi giorni qui.

Arrivando in cima alla salita ci siamo resi conto che si avvicinava il momento di lasciarci: l’incontro è stato breve ma intenso, penso che tutti siamo tornati a casa con un po’ di serenità nel cuore e gli occhi pieni di belle immagini e le orecchie piene di silenzi.

Caterina Regazzi

…………………….

Integrazione/commento di Simonetta Borgiani:

“Con il collo dolorante per la sudata di oggi, penso a quanto la vita comoda ci abbia reso “polli di allevamento” per la debolezza fisica, e quanto invece saranno stati forti e robusti gli abitanti di questi luoghi quando nel medioevo coltivavano, allevavano, costruivano, vivevano sulle nostre colline.

Mi riferisco in particolare all’area de “la roccaccia” ed il vicino eremo di S. Sperandia visitati oggi con gli amici del Circolo Vegetariano VV.TT., tappa annuale che conserva sempre la sua magia. Ci è mancata la presenza di Maria Sonia, trattenuta da un altro impegno, ma perdonata perché è stata comunque presente molte volte, ma anche per la gentile telefonata che ha fatto a Caterina per saluti e consigli. Ogni erba o quasi è stata un mistero … millenarie tradizioni e conoscenze buttate al vento in una o due generazioni, con l’avvento dell’era industriale.

Per fortuna qualcuno cerca di recuperare queste conoscenze. io morirei probabilmente di fame o di avvelenamenti dopo un giorno, ho riconosciuto giusto qualche pianta di cicoria e di pimpinella. Il luogo ispira molti ragionamenti, dal religioso al naturalistico allo storico, con un ospite in particolare sig. Panini ho lungamente disquisito sulle recenti teorie di alcuni studiosi locali che ritengono sia questo il luogo dove Ottone III costruì il suo castello e morì per malattia, sulle leggende popolari (quella del serpente gigante nella grotta), e ovviamente sullo splendido panorama che arriva fino al mare.

Dalla Roccaccia siamo scesi all’Eremo, dove alloggiò questa Santa ancora venerata dopo oltre 700 anni dalla morte, nota per le abilità curative con le erbe, per le intercessioni politiche e soprattutto perché pare fosse molto brutta. Qui ci siamo rilassati e rinfrescati con una buona merenda, e due chiacchiere con tutti gli altri visitatori incontrati e di passaggio (il luogo in questi giorni è molto frequentato).

Prossima tappa che consiglio è l’eremo di S. Michele Arcangelo, sul monte di fronte a Santa Sperandia, e ne ho appena trovato un altro che non conoscevo: eremo di San Bonfilio in località Monte Nero sempre in territorio di Cingoli… quanti luoghi da riscoprire! (Simonetta Borgiani)”

Commenti disabilitati