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USA, guerrafondai di professione – Agli statunitensi piacciono le bugie… che li aiutano a promuovere le loro guerre

Lunario Paolo D'Arpini 27 aprile 2017

Gli americani sono abituati a mentire per costruire guerre.
Mentirono sul Lusitania per entrare nella prima guerra mondiale.
Mentirono su Pearl Harbour (erano informati) per entrare nella seconda.
Mentirono sul Golfo del Tonchino per avviare l’escalation in Vietnam.
Mentirono sulla Jugoslavia (finanziando i separatisti) per distruggerla.
Mentirono sull’11 settembre (una evidente demolizione controllata e un aereo “scomparso nel nulla” in Pensilvanya) per fare guerra in Afghanistan.
Mentirono sulle armi di Saddam Hussein per aggredire l’Irak.
Mentirono sulle armi di Gheddafi per aggredire la Libia, e cominciarono ad incontrare qualche ostacolo, poiché Russia Today sbugiardò in tutto il mondo il falso della presunta “Insurrezione sulla Piazza Verde”.davanti a tutto il pianeta, mostrando il faso delle presunte intercettazioni ed esibendo tracciati radar e foto satellitari del Sukoi ucraino che abbatteva il Boeing.
Mentirono sull’abbattimento del volo MH17 in Ucraina, ma i russi li sbugiardarono
Mentirono sulla Crimea, la cui annessione alla Russia fu regolare, come conseguenza di un democratico referendum, ma non riuscirono ad attaccarla in alcun modo.
Mentirono sul Donbass filorusso, attaccato dall’Ucraina e non viceversa, e non riescono ad averne ragione.
Mentirono due volte, nel 2013 e nel 2017, sugli attacchi chimici in Siria, ma in entrambi i casi i falsi furono smascherati, e i russi sono ben presenti in Siria, dove hanno deviato il 61% dei missili U$A.
Mentirono quindi sulla Corea del Nord, che quale non belligerante da 63 anni non minaccia assolutamente nessuno, ma russi e cinesi hanno chiarito che non gradiscono l’interferenza statunitense, e la situazione è divenuta una impasse imbarazzante da cui Washington non sa più come uscire (già ha indotto la stampa a dichiarare che forse il nucleare nordcoreano è solo ferrovecchio inservibile).

Tutto questo forse deve dirci qualcosa:
1) Gli U$A, che hanno collezionato 222 anni di guerra su 239 anni di esistenza, sono la maggiore minaccia mondiale contro la pace;
2) Russia e Cina, potenze nucleari, si rivelano progressivamente un baluardo sempre più insormontabile contro le minacce di guerra americane.
3) Probabilmente i cambiamenti futuri verranno non dai nostri cabarettistici partiti politici di un occidente spompato, ma dai mutamenti degli equilibri internazionali planetari, con rapporti di forza in continua evoluzione, il cui baricentro, piaccia o no, si sposta sempre più verso Est.

Vincenzo Zamboni

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Melting Pot, l’invasione aliena e l’auto-ghettizzazione della “walled community”

Lunario Paolo D'Arpini 26 aprile 2017

In un mondo in cui vi è stato imposto l’integrazione forzata con altre popolazioni profondamente diverse senza che mai il vostro governo vi abbia prima chiesto se effettivamente questa fosse la vostra più intima volontà, vi siete mai fermati a chiedervi qual’è invece il contrario dell’integrazione ?

Ve lo dico io si chiama autoghettizzazione, ne sanno qualcosa gli americani che l’hanno inventata e implementata prima di tutti, alla faccia quindi che il diverso è bello e piace.

Dopo l’ennesimo attentato terroristico di matrice islamica in Europa, a cui ne seguiranno purtroppo molti altri ancora, dopo l’escalation di disagio popolare che molte istituzioni faticano ormai a contenere, si perde ormai il numero di sindaci che respingono alle prefetture i cosiddetti finti profughi assegnati d’ufficio ai vari comuni italiani, qualcuno inizia a guardare avanti pensando a come difendersi o come fuggire da tutto questo.

Purtroppo con una nazione drogata e plagiata da questa vile deriva aberrante di stampo cattocomunista, per la maggior parte della popolazione il futuro è tutt’altro che roseo. Ci sono lettori che mi scrivono chiedendo che cosa possono fare per i loro figli: pensate prima a voi stessi ed auspicate che la vostra discendenza sia dotata di geni atti a non farsi sopraffare; il titolo di studio, tranne qualche caso isolato, non servirà a nulla, anzi magari li schiaccerà ancora più in basso a dove si trovano ora.

Ma ritorniamo sui primi passi, come dicevo l’unica soluzione fai da te che si può per adesso implementare per proteggersi e per proteggere la propria famiglia è l’autoghetizzazione ossia ritirarsi a vivere all’interno di comunità residenziali chiuse dal resto del mondo.

Detta così sembra stia parlando di un altro pianeta in realtà si tratta di aree residenziali molto peculiari, riservate ad una fascia della popolazione generalmente benestante che predilige uno stile di vita in cui determinate minacce, rischi e pericoli sono completamente assenti.

Tecnicamente si chiamano gated community oppure anche walled community ossia nuclei residenziali recintati e monitorati. In Italia non sono ancora presenti in misura massiva, ma basta aspettare e lo diventeranno presto.

Dopo due anni di valutazioni e considerazioni personali anch’io ho scelto di andare a vivere in una struttura residenziale di questo tipo. Esistono in tutto il mondo occidentale, si va dal Messico a Cipro, dalla Spagna agli USA: rappresentano complessi urbani solitamente molto distanti dalle aree metropolitane, caratterizzati da grandi spazi verdi e vegetazione lussureggiante, molti di essi anche per ragioni di marketing sono ubicati in prossimità di aree costiere, ma mai a ridosso del mare, questo per evitare la massa, il rumore o i tipici fastidi che si hanno quando si vive a stretto contatto con persone appartenenti alle fasce economiche più basse (low class people).

Queste gated community che solitamente sono costruite all’interno di grandi campi da golf sono dotate di un servizio di vigilanza e polizia privata: per entrare o uscire dalla comunità si deve passare per un check point vigilato giorno e notte in cui vengono registrati e monitorati gli accessi dei visitors ossia gli ospiti dei residenti. Ogni residence community al proprio interno è molto simile ad un piccolo paesino all’italiana, è presente tutto quello che serve per vivere senza pensieri, supermercato, pub, palestra, ogni sorta di impianto sportivo, scuola primaria, clinica medica, veterinario, boutique, wine bar, sportello bancario, edicola, parrucchiera, estetista, un ventaglio di ristoranti ed in taluni casi anche una chiesa (cappella privata).

Le auto circolano all’interno della comunità al massimo dei 30km orari ed in ogni caso vige un sistema di telecamere interno per sanzionare eventuali infrazioni, ognuno ha il proprio parcheggio numerato e coperto davanti casa sotto le fronde di qualche salice o betulla cosi che non si impazzisce a cercare un posto in cui lasciare l’auto, tutta la community si sviluppa attorno a sentieri immersi nel verde e viali per piste ciclabili o passaggi pedonali di modo che tanto persone anziane quanto bambini possono girare liberamente senza angoscia per i rispettivi genitori.

Non ci sono spacciatori, violentatori, scippatori o balordi per i viali interni. Qui viene il bello che dimostra quanto l’integrazione forzata sia la più grande menzogna di questo secolo propagandata in Italia dal PD & Company: chi se lo può permettere si autoghettizza ossia si ritira a vivere in queste tipologie di enclave residenziali in cui state certi non vedrete mai islamici, asiatici, diversamente bianchi o sovietici.

Tasso di criminalità interno pari allo zero per cento. Potete lasciare la vostra mountain bike da mille euro in giardino o al parcheggio del supermarket interno senza catenaccio, tanto non ve la tocca nessuno. La notte potete dormire senza serrare la porta di ingresso tanto nessuno si sogna di entrare. La vigilanza gira (con molta discrezione) armata giorno e notte, non c’è posto al mondo in cui ti puoi sentire più sicuro. Tecnicamente siete in una fortezza wasp. Questo acronimo sta per white anglo saxon protestant ed era utilizzata un tempo per indicare un cittadino statunitense discendente dei colonizzatori originari inglesi, non appartenente quindi a nessuna delle tradizionali minoranze etniche (afroamericani, ispanici o asiatici). Oggi invece è utilizzata per indicare la cultura e il modo di vita di gruppi circoscritti di persone, generalmente bianchi cristiani benestanti di origine nord europea, conoscitori della lingua inglese, stanziatisi a vivere in altri paesi da quello loro nativo.

Molte di queste gated community che arrivano ad accogliere nella generalità dei casi oltre cinquemila persone possono anche essere sono concepite come retirement village ossia complessi residenziali per accogliere ed ospitare anziani pensionati autosufficienti: la Florida ha creato un business unico al mondo attorno a queste realtà.

In Europa abbiamo il Portogallo, con la regione dell’Algarve che ha fatto copia e incolla. Le comunità sono chiuse su se stesse per definizione: per acquistare una proprietà immobiliare (villetta indipendente, appartamento, casa a schiera) dovete essere ammessi dal consiglio di amministrazione della community, presentare determinate credenziali personali e avere referenze professionali, questo con lo scopo di proteggere e tutelare chi ha già scelto di viverci prima di voi quanto chi ha deciso di effettuare eventualmente un investimento immobiliare.

Cosi facendo si evita ad esempio che possano entrare come residenti in pianta stabile nella comunità persone generalmente non gradite alla moltitudine. L’approccio può sembrare discriminatorio o a sfondo razzista in realtà rappresenta tanto una forma di difesa quanto una espressione di libertà assoluta ossia voglio essere libero di scegliere con chi vivere e di chi avere a fianco come vicino di casa.

Questa è la motivazione principale che spinge ad effettuare queste scelte di vita radicali. Come italiani invece siamo ormai da più di tre anni che abbiamo persone all’interno delle nostre farlocche istituzioni che decidono per voi proclamandosi detentori della verità assoluta ed obbligandovi ad accettare la ricchezza culturale (chiamiamola cosi) di genti disperate che arrivano nel nostro paese con la certezza di andare alla fiera della cuccagna. Molti lettori mi scrivono chiedendo dove possono andare a vivere via dall’Italia per scappare da questo contesto delirante, tuttavia la risposta non è data da una nazione in sé ma dal come vorrete vivere all’interno di quel paese prescelto. L’escalation di terrorismo islamico ed una voluta immigrazione/invasione non controllata sono appena all’inizio. In questi termini la gated community (leggasi fortezza wasp) specie se avete figli ancora in tenera età, vi potrà aiutare a superare questa epoca di follia generazionale nella consapevolezza che il futuro difficilmente potrà essere migliore di adesso.

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Afghanistan – trump-donaldo avvisa il mondo… con una bomba “fatale” si è suicidato (politicamente)

Avviso al mondo. Bomba fatale

Lanciata, per la prima volta, la “madre di tutte le bombe”, la cui deflagrazione equivale all’esplosione di 11 tonnellate di tritolo. Gli Usa, Unione Sadici Aguzzini, l’hanno sganciata in Afghanistan, la bomba denominata MOAB (vi dice qualcosa? Sì, proprio i Moabiti, tra i “cattivi” della mitologia dell’antico Israele. Moab è il nome di un figlio che, secondo la Bibbia, Lot avrebbe concepito con… una sua figlia…) – Una bomba che sarebbe in grado di distruggere TUTTO nel raggio di centinaia di metri. L’obiettivo? Ma certo, la solita ISIS… Però hanno sbagliato mira colpendo 18 combattenti (alleati). Un avvertimento mafioso a qualcun altro!?….

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Integrazione di Vincenzo Zamboni: “Ancora una volta l’immaturità degli $tati Uniti si è manifestata nella incapacità a produrre un governo ragionevole ed affidabile.
La possibilità di un governo orientato alla distensione e coesistenza pacifica con gli altri popoli, requisiti minimi per una nazione che voglia dirsi civile, annunciata da Trump, non è durata nemmeno tre mesi, e possiamo considerare il nuovo presidente come politicamente suicidatosi di fronte al cosiddetto “deep state” bellico, incapace e criminale che sembra avere conquistato il potere reale, probabilmente supportato dai peggiori estremisti sionisti di Tel Aviv.
La colossale stupidità di simili yankee, bambini viziati perennemente intenti a giocare con la benzina e i fiammiferi, sembra finora inesauribile, mentre solo la potenza di Russia e Cina costituisce una barriera alle follìe dei criminali di Washington, poiché un confronto nucleare costituirebbe solo un grande suicidio collettivo, cosa che è certamente chiara, oltre che a tutti gli esseri raziocinanti, anche a molti ufficiali delle catene di comando e controllo dei dispositivi atomici.
Fino a quando il pianeta Terra portrà sopportare gli incredibili pericolosi idioti che allungano le mani sulle leve dei comandi U$A ?
Quando accadrà che i cittadini statunitensi riescano ad assicurare al loro paese una classe politica dirigente capace di affrontare la realtà, invece di sognare ad occhi aperti deliri di potenza sulle spalle del mondo intero ?
I cittadini statunitensi, in definitiva, sono uomini o fantocci ?
Non sono stufi di vedere il loro paese passare alla storia come una primitiva rozza pestilenza ?
Razza di imbecilli !
Si fa appello ai cittadini degli $tati Uniti perché si attivino in ogni maniera per defenestrare i criminali della guerra dal governo della nazione e delle sue forze militari.
Fine che, naturalmente, ogni essere civile raziocinante cerca di ottenere nel proprio paese.
Ringraziamo, nel frattempo, i nervi saldi dei governanti cinesi e russi di fronte alla nuova ondata di follìa demenziale, criminale e patologica emanata da Washington.
L’ Euramerika, priva di strategia, priva di idee ragionevoli, priva di progetti utili, priva di comprensione della realtà, priva di futuro, è isolata rispetto all’ Eurasia, cioé isolata dal resto del mondo (per chi si annoia a fare i conti: l’Euramerika è popolata da circa 800 milioni di persone, su un pianeta da 7 miliardi di individui).
Come sorpresa nell’uovo di Pasqua sarebbe interessante per i dirigenti euramerikani un dispositivo che riattivi l’intelligenza nelle loro sinapsi cerebrali.
Il capitalismo è certamente una tigre di carta (si tratta infatti di cartamoneta), ed è un delirio psicopatologico che le sue montagne di carta vengano difese da montagne di armi delinquenziali costruite a coprire il vuoto dell’imbecillità integrale.
I banditi assassini dei governi euramerikani dovrebbero essere arrestati e processati per i loro sanguinari delitti.” (Vincenzo Zamboni)

Articolo in sintonia: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2015/04/fine-del-mondo-ultima-spes-discorsi.html

Commento di Carlo Cavalletti: “dopotutto anche le bombe su Hiroshima e Nagasaki le hanno sganciate sostanzialmente come avvertimento all’URSS le cui truppe erano nel cuore dell’Europa…. certamente un avvertimento mafioso come quello di allora, ma più in piccolo….”

Commento di Uberto Tommasi: “Rex Tillerson, il fantasma saggia le reazioni di Putin per trovare una crepa nella sua solidità. Se Putin vacilla è la guerra. Intanto i sud coreani e i giapponesi si cagano addosso e sperano solo che i missili coreani non siano in grado di trasportare bombe atomiche. Spara caldo Trump non tiene conto di quanto siano a rischio i suoi alleati vicini alla Corea…”

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Mandato cittadino di arresto contro donald trump per l’aggressione alla Siria del 6 aprile 2017 con 59 missili

Lunario Paolo D'Arpini 12 aprile 2017

La raccolta, domenica 9 aprile 2017, di firme per l’incarcerazione* di Donald Trump,
reo di 59 aggressioni missilistiche contro la Siria il 6 aprile scorso, è stata un successo!

Ecco le foto di alcuni dei firmatari che hanno accettato di apparire sul nostro sito
e nei giornali USA tramite United for Peace & Justice:
http://www.peaceandjustice.it/photos/2017-04-09_arrest_trump

La raccolta prosegue il 12 aprile 2017, in piazza Barberini a partire dalle ore 17, nel quadro della manifestazione contro l’escalation USA in Siria, indetta da EuroStop.

Patrick Boylan – patrick@boylan.it
per Statunitensi per la Pace e la Giustizia – Roma

*tecnicamente, le firme sono state apposte su un “Mandato cittadino di arresto” a nome di Donald Trump.
La legge statunitense prevede, infatti, che singoli cittadini possono arrestare qualsiasi persona
– anche una personalità pubblica — se viene colta in flagranza di reato e se la polizia non interviene.

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Integrazione di Pars Today:

“Nonostante le incalzanti richieste di stop alla guerra l’amministrazione Trump si prepara ad un’altra operazione connessa alla precedente e cioè il trasferimento di tutte le sue forze di stanza dal 2002 nella base di Incirlik nel sud della Turchia. Queste forze erano già da tempo pronte in un trasferimento di massa verso le basi siriane già sottoposte ai lavori di espansione per permettere la piena operatività ai velivoli statunitensi. L’hub principale per le nuove us army forces è la città di Tabqa a soli 40 km ad ovest da Raqqa – capitale dello Stato islamico in Siria. Taqba inoltre è stata scelta come centro di assembramento per le forze kurde e arabe tribali in arrivo, coordinate dagli americani, pronte a sferrare un attacco di ampia scala su Raqqa – come anticipato qualche giorno fa in un precedente articolo.

Una volta ultimati i lavori anche nelle altre basi, (Hajar, Qamishli e Kobani ), gli americani saranno nelle condizioni logistiche ottimali per poter raddoppiare il loro potenziale aereo sul campo in modo da eguagliare l’attuale potenziale russo-siriano.”

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Integrazione di Pierre Balanian:

Amman. La presenza di una nave da trasporto militare americana fa ipotizzare lo scarico di veicoli destinati al “Free Syrian Army” con notizie di un’imminente apertura di un fronte nel sud della Siria al confine con la Giordania.
La nave militare americana Liberty Passion partita da Livono il 26 marzo scorso con a bordo 250 veicoli militari ha raggiunto – dopo una sosta in Romania fino al 6 aprile – il Canale di Suez negli stessi momenti nei quale il re di Giordania Abdallah si incontrava con il presidente americano Trump. La Liberty Passion ha attraversato il Canale di Suez venerdì 7 aprile e ha gettato l’ancora nel porto giordano di Aqaba alle ore 9,49 dello stesso giorno.

La nave, capace di trasportare centinaia di veicoli militari, fa parte della Sesta flotta americana basata nel Mediterraneo e non esegue mai parate dimostrative, si muove esclusivamente per compiere missioni ben precise. Di grande portata (stazza 58107 tonnellate) è arrivata contemporaneamente all’attaco aereo americano contro la Siria ed è rimasta per 40 ore ferma in Giordania prima di salpare domenica scorsa in direzione di Jedda in Arabia Saudita.

Dal Pentagono non è trapelata alcuna informazione sulla missione della nave militare in Giordania, ma dalle pagine dei social media degli oppositori al presidente siriano Assad si parla dello scarico in Giordania di molti veicoli militari destinati al “Free Syrian Army” con notizie di un’imminente apertura di un fronte nel sud della Siria al confine con la Giordania, con la supervisione delle truppe americane, in qualcosa di simile a quanto avvenuto nel nord della Siria con l’operazione “scudo dell’Eufrate” lanciata dalla Turchia.

Tutti gli analisti militari specializzati sul Medio Oriente sostengono che gli Stati Uniti interverrebbero militarmente in Siria soltanto se la Giordania fosse stata minacciata direttamente o indirettamente. Or bene il sovrano giordano ha espresso timori nel corso della sua ultima visita negli Stati Uniti rilasciando al Washington Post dichiarazioni di preoccupazione sulla “continuità geografica fra l’Iran, l’Iraq, la Siria e Heizbollah” enfatizzando sulle presenza delle “Guardie della Rivoluzione (iraniana) stanziate ormai a 70 Km di distanza dai confini con la Giordania”. Queste due dichiarazioni sono sufficenti per intuire la natura dei colloqui avvenuti nella Casa Bianca fra il sovrano giordano ed il Presidente americano che non erano certamente di mera visita di cortesia e complimenti come usano essere di solito la magior parte delle visite ufficiali dei capi di Stati arabi.

Testimoni oculari parlano di rafforzamento di presenza militare giordana al confine triangolare che separa la Giordania dalla Siria e dall’Iraq. Mentre tutti i cambiamenti avvenuti recentemente all’interno del Paese, come ad esempio l’allontanamento del Capo dell’Intelligence militare giordana Faisal Al Shawbaki poche ore dopo la fine del summit dei Paesi arabi membri della Lega araba e dell’incontro con il re saudita, sostituito da Adnan Al Gindi dimostrano un cambiamento di rotta e una disponibilità giordana ad avere un ruolo più attivo nella guerra in corso nella vicina Siria. L’avvicinamento della Giordania alla Russia aveva permesso al confine siro giordano di conoscere una fase di relativa pace, Daesh era sparito dalla Badiya Al Hammad e da ampie zone della Sueida orientale nel sud della Siria, sostituiti da forze leali alla Giordania anche se questa politica aveva creato tensioni con l’Arabia Saudita. La riappacificazione fra Amman e Riadh indica che qualcosa sta per cambiare anche fra i rapporti della Giordania con la Russia sopratutto per quanto concerne il fascicolo siriano.”

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Integrazione di Alfonso Navarra: “Il filorusso Trump ci porterà alla guerra contro la Russia? Il fatto che i Cruise contro Assad siano partiti da portaerei americane della VI Flotta con comando a Napoli, mette in rilievo che l’Italia, è una fondamentale piattaforma di lancio della strategia militareUsa/Nato responsabili di una situazione di conflitto sempre più pericolosa, a cui si aggiungono le ambizioni della Russia di Putin. Noi, “popolo della pace”, non possiamo starcene con le mani in mano mentre infuria la “guerra mondiale a pezzetti” (copyrightpapa Francesco), aumentando il rischio sottostante di una catastrofica guerra nucleare…”

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Integrazione di Vincenzo Zamboni: “Gli usa attaccano la Siria in quanto sostengono (senza esibire prove) che il suo governo abbia usato le bombe chimiche.
Il governo russo esige una indagine internazionale, il problema arriva al Consiglio di Sicurezza.
Gli yankee, con tutti i satelliti che hanno nella volta celeste, il sistema di spionaggio capillare sulla crosta terreste e la tecnologia d’avanguardia, perché non procurano le prove, così ci mettiamo il cuore in pace tutti, e i pennivendoli di regime non speculano sui fatti ?
Forse perché lo scopo è proprio “speculare in libertà”
E “liberamente bombardare” ?
A giudicare dalle passate dichiarazioni di Udo Ulfkotte, ex giornalista del Frankfurter Allgemeine, e di John Perkins, ex agente Nsa, lo scopo appare proprio quello.
Purtroppo finora il comportamento del governo statunitense è stato ancora una volta incivile, barbarico, primitivo, in tutta questa storia.
Il governo U$A deve uscire dalla preistoria.”

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Siria. Redde rationem… – Donald Trump colpisce ignominiosamente ed apertamente la Siria – La guerra è dichiarata!

Lunario Paolo D'Arpini 7 aprile 2017

Notizia di cronaca: “Gli Stati Uniti hanno condotto nella notte tra il 6 ed del 7 aprile 2017 un attacco con missili Tomahawk contro una base militare siriana vicino a Homs, sospettata di essere coinvolta nel raid con armi chimiche di martedì. Navi nel Mediterraneo hanno lanciato alle 4 e 40 ora siriana 59 missili che hanno colpito installazioni militari, dell’aviazione e depositi di carburanti. Il presidente americano Donald Trump ha chiesto a tutte le nazioni «civilizzate» di aiutarlo a mettere fine alla «guerra in Siria». La tv di Damasco ha denunciato «l’aggressione» e detto che ci sono state vittime nei raid…” (La Stampa)

Appello alla mobilitazione contro la guerra scatenata dal Trump:

Protest: Stop Trump’s War against Syria — 5:00 p.m. Friday, April 7 – 2017

The Trump administration is waging a new U.S. war of aggression in the Middle East. The target this time is Syria. More than 70 U.S. cruise missiles hit Syria tonight.

The ANSWER Coalition is calling on people and organizations to mobilize nationally coordinated protests Friday at 5:00 p.m. and throughout the weekend to demand an end to the U.S. war against Syria. These protests will be taking place in cities across the country, including Washington, D.C., at the White House.

It is noteworthy that in the hours before Trump ordered military strikes on Syria, Hillary Clinton emerged back into the public spotlight to demand that Trump carry out military strikes against Syria. The Trump-led Republican Party and the Democrats will now reunite on the basis of a new U.S. war in the Middle East.

Again, following a tried and true script, U.S. imperialist military actions against an independent, sovereign Middle Eastern government takes place under the pretext of protecting civilians from weapons of mass destruction.

The hypocrisy of the war-mongering politicians and media is astounding. The United States has been bombing Iraq, Yemen and elsewhere daily, killing hundreds of civilians in Mosul, Iraq in one attack alone. Scores of families, including their children, were murdered by American bombs. The U.S. media has been virtually silent about this crime.

In March, the Pentagon carried out 70 bombings of Yemen, more than in all of 2016, and continues to provide the bombs and bombers for the genocidal Saudi-led war on that country.

Now, the U.S. government is bombing the secular government of Bashar al-Assad at the moment that the Syrian national army was defeating al-Qaeda, the so-called Islamic State and other terrorist armed organizations. The Syrian government denies using chemical weapons. Instead of bombing first and asking questions later, shouldn’t there be an objective investigation into the facts?

Again, the U.S. government describes its war motives as humanitarian. Again, the U.S. government asserts that the targeted government possesses and has used weapons of mass destruction as the rationale for another bombing campaign.

At this point, every person in the United States should assume that the U.S. government, the Pentagon, and the CIA are lying when they seek to justify this new military aggression.

Let us not forget that the U.S. government insisted that it was required to go to war in Iraq to prevent the government of Saddam Hussein from using weapons of mass destruction. No such weapons existed in 2003. Hundreds of thousands of Iraqis died, tens of thousands of American troops suffered life-changing injuries or were killed, and the country of Iraq was fragmented, allowing ISIS to come into existence.

Trump’s military strikes against Syria pose a grave danger of escalating into a regional or even global confrontation. The Syrian government, in its battle against al-Qaeda, ISIS and other armed groups, has the support of Russia and Iran.

The ANSWER Coalition is calling on people and organizations to mobilize nationally coordinated protests Friday at 5:00 p.m. and throughout the weekend to demand an end to the U.S. war against Syria. These protests will be taking place in cities across the country, including Washington, D.C., at the White House.

“ANSWER Coalition” – info@answercoalition.org

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Commenti e integrazioni:

Scrive Mauro Gemma:
“Preceduto dal coro martellante dei servi di giornali e televisioni pubblici e privati di tutto l’Occidente, alla fine è arrivato il criminale attacco imperialista USA alla Siria.

Insieme ai tagliagole di Al Nusra e dell’Esercito “libero” siriano, anche l’ISIS esulta per l’insperata boccata di ossigeno offerta dagli Stati Uniti che fanno le manovre per la guerra globale.

Mentre la nostra opinione pubblica (sinistra, se esisti, batti un colpo!) deve ancora risvegliarsi dalla massiccia dose di anestetico che le siringhe del mainstream iniettano quotidianamente.

Mauro Gemma, direttore di Marx 21″

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Commento di Franco Trinca:

“Alla luce delle tragiche notizie del primo mattino, ho pensato di diramare il seguente messaggio, breve e incisivo:

RISCHIO DI GUERRA GLOBALE IN MEDIO ORIENTE: GLI USA COMPIONO UN CRIMINALE ATTACCO MISSILISTICO SENZA L’AUTORIZZAZIONE DELL’ONU!!!
L’alibi dell’uso di armi chimiche da parte della Siria è stato smentito da foto satellitari della Russia: l’aviazione del legittimo Governo della Siria ha attaccato un deposito militare dei terroristi dell’ISIS… che lì avevano stoccato contenitori di gas Sarin!!!
LA PACE MONDIALE E’ IN PERICOLO… BASTA CON LE AGGRESSIONI IMPERIALISTE GIUSTIFICATE CON PROVE FALSE, COME IN IRAQ, LIBIA, ecc.”

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Scrive Ireo Bono:

Questa mattina ho appreso, con grande preoccupazione, che nella notte é partito un attacco missilistico statunitense contro la Siria, contro l’esercito di Assad.
A me pare che questa azione militare sia irresponsabile, molto pericolosa perché sul terreno siriano ci sono basi russe ed illegale perché attuata scavalcando l’Onu, al di fuori delle regole internazionali, come se gli Stati Uniti avessero la delega di guardiani del mondo.
Gli Stati Uniti, i principali responsabili della crescita dell’Isis e dell’attuale situazione disastrosa del Medio-oriente ed Africa del Nord, con le guerre della Nato contro l’Iraq e la Libia ed il sostegno ai ribelli con “Gli amici della Siria, ora con questo intervento militare, giustificato con il pretesto dell’ uso di gas tossici da parte di Assad che mi ricorda quello della strage di Racak per l’intervento contro la Serbia, riportano nel caos una situazione che con l’intervento della Russia e la liberazione di Aleppo sembrava offrire possibilità di pace.
Il Presidente Trump aggiunge guerra alla guerra, aggravando la situazione siriana con il rischio di un confronto con la Russia, e se a ciò si aggiunge la minaccia di un intervento militare contro la Corea Nord c’é veramente da preoccuparsi per la pace mondiale.
Spero che il sistema dell’informazione ed il governo italiano prendano le distanze dal folle ed illegale intervento statunitense che se appoggiato dalla Nato potrebbe trascinare l’Italia ed il mondo nella terza guerra mondiale.
Ireo Bono-Sv”

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Scrive Vincenzo Brandi:

“Nelle prime ore di oggi la Rete No War. la Lista No Nato, e ISM-Italia, avevano diffuso un comunicato sui pericoli di guerra incombente, comunicato sottoscritto anche dal Comitato contro la Guerra di Milano e dal Comitato con la Palestina nel Cuore: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/04/07/no-alla-guerra-daggressione-usa-contro-la-siria-comunicato-stampa-del-7-aprile-2017/

TRE ORE DOPO GLI USA HANNO COMPIUTO UN CRIMINALE ATTACCO MISSILISTICO SULLA SIRIA SENZA L’AUTORIZZAZIONE DELL’ONU.
SI PROFILA IL RISCHIO DI GUERRA GLOBALE IN MEDIO ORIENTE E NEL MONDO.
LO STATO ISLAMICO E AL QAIDA ESULTANO PER L’AIUTO.
L’alibi dell’uso di armi chimiche da parte della Siria è stato smentito e mai provato: I MASS MEDIA CON LE LORO BUGIE SONO COMPLICI DI QUESTA TRAGEDIA.
LA PACE MONDIALE E’ IN PERICOLO. BASTA CON LE AGGRESSIONI IMPERIALISTE GIUSTIFICATE CON PROVE FALSE, COME IN IRAQ, LIBIA, JUGOSLAVIA. (V.B.)

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Commento di Fabrizio Girolami: “La risposta degli Usa contro Assad dopo l’attacco chimico è appropriata e necessaria”, ha detto il ministro degli Esteri dell’Estonia, Sven Mikser. Per trovare uno a favore sono andati a scomodare il ministro degli esteri estone che tipicamente viene interpellato da tutta la stampa mondiale per dibattere delle più importanti questioni mondiali. A parte la solita feccia mondiale guerrafondaia schierata con loro….”

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EFFETTI COLLATERALI UMANITARI – Scrive Antonio Castronovi: “Oltre a sei militari della base ci sono anche 9 civili, tra cui anche quattro bambini, tra le vittime dell’attacco americano sulla base militare governativa nella Siria centrale, secondo quanto riferisce l’agenzia Sana controllata dal governo, che parla così di un bilancio di 15 vittime. Secondo la Sana, i missili statunitensi non hanno colpito solo la base militare di Shayrat ma anche abitazioni civili nei villaggi circostanti…”

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Commento di Massimo De Amicis: “Trump ho ordinato un attacco contro una base siriana per punire Assad.
In poco tempo, senza alcuna indagine appropriata, ha avuto la certezza che il premier siriano sia colpevole della strage effettuata in Siria con gas tossici e per questo ha ritenuto suo dovere punirlo.
A parte il fatto che nessuno ha mai pensato di punire gli USA per loro presunti crimini, ci domandiamo perché abbia reagito così tempestivamente, senza indugio alcuno?
0ra navi da guerra russe sono entrate nel Mediterraneo e si stanno dirigendo verso la loro base siriana per fronteggiare le navi americane dalle quali è partito il blitz. Ora potrebbe succedere di tutto, ma a casa nostra, non nelle loro.
Perché il repentino cambio di strategia di Trump verso la Russia che ha avuto il merito di aver fermato l’avanzata Isis? Per le immagini delle vittime ribelli siriane o per l’opposizione chiassosa delle sue città contro di lui?”

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