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Joe Fallisi, l’astrologo: “Destra.. sinistra.. quale delle due è la mano del diavolo?”

Lunario Paolo D'Arpini 25 gennaio 2012

Per il mondo antico, così come per il Medioevo, la destra, il diritto (retto), il davanti e l’alto erano le parti-direzioni considerate eccellenti(1).

Se il davanti e l’alto rimandano al culminare del Sole, cioè alla sua massima luminosità, allo stesso modo la preferenza accordata al diritto e alla destra rivela un’indubbia origine astronomico-astrologica. “Il tempo che intercorre fra l’istante in cui sorge o tramonta il primo grado di un segno [immateriale] dello zodiaco e quello in cui sorge o tramonta l’ultimo grado, (…) chiamato tempo ascensionale, o tempo discensionale, (…) varia per ogni segno e per ogni diversa latitudine terrestre. (…)

Nella rotazione completa di 24 ore sorgono tutti i 360 gradi di equatore. In 12 ore sorgono 180 gradi e in 1 ora sorgono 15 gradi di equatore. L’arco di 30°, che sull’eclittica corrisponde ad un segno zodiacale, sull’equatore corrisponde ad una rotazione di 2 ore. Le ore equatoriali sono dette anche ‘equinoziali’ poiché i due equinozi sono sull’equatore e quando il Sole si trova in questi punti i suoi semiarchi diurni e notturni sono entrambi di 180° (= 12 ore) e il giorno dura quanto la notte. (…) I segni dello zodiaco che sorgono con un arco equatoriale minore di 30°, ovvero in un tempo minore di 2 ore, sono detti segni di breve ascensione, o segni obliqui, o segni curvi. Sono il Capricorno, l’Acquario, i Pesci, l’Ariete, il Toro, i Gemelli. I segni dello zodiaco che sorgono con un arco maggiore di 30°, ovvero in un tempo maggiore di 2 ore, sono detti segni di lunga ascensione, o segni retti. Sono il Cancro, il Leone, la Vergine, la Bilancia, lo Scorpione, il Sagittario. I segni che sorgono obliqui, tramontano retti e viceversa. (…) Poiché il cerchio dell’equatore rappresenta il sorgere e il tramontare nel tempo medio della rotazione diurna (2 ore = 30°, 24 ore = 360°), i segni che sorgono in un tempo minore assumono un significato analogo a ciò che avviene velocemente e senza fatica, quelli che sorgono in un tempo maggiore sono analoghi a ciò che avviene con lentezza. Queste sono le opinioni di alcuni autori:
* Anonimo: ‘i segni retti significano il lento compiersi di eventi retti e sinceri, i curvi il compiersi rapido di eventi tortuosi o arditi’.
* Doroteo: ‘per ogni azione che desideriamo retta e sincera scegliamo il sorgere dei segni retti e ancora la Luna o il significatore dell’azione in essi.

Ma se vogliamo un evento fallace od incerto serviamoci dei segni curvi o dei tropici’.
* Efestione: ’se lo schiavo fugge al sorgere di un segno curvo, o quando la Luna è in esso, andrà errando nella sua fuga, ma in segni retti giungerà dove vuole’.
* Giuliano di Laodicea: ‘i segni retti convengono agli accordi, i curvi alle trasgressioni’.
* Retorio: ‘… i segni retti e curvi hanno significato sulla eutocia e distocia…’.
* Pseudo Tolemeo (Centiloquio): ‘… i segni retti e curvi hanno significato sulla corporatura’.”(2) 


“Il sorgere di un segno retto è indice di ciò che si compie lentamente e con fatica, di un segno curvo od obliquo il contrario [Doroteo]. Quando un bimbo viene alla luce, se la Luna è in un segno obliquo ed è osservata od accerchiata dai malefici, indica il parto difficile [Retorio]. I segni retti ed obliqui partecipano al giudizio sulla corporatura [Pseudo-Tolemeo], onde gli astrologi indiani definiscono come segni di media ascensione le coppie Gemelli-Cancro e Sagittario-Capricorno [Sphujidhvaja]. Retto ed obliquo, orthòs e plàghion, hanno inoltre un’accezione morale, rispettivamente: ciò che è vero e ciò che è equivoco. Il cerchio dell’equatore, rappresentando la giusta misura del tempo, rende sospette le levate che si compiono in tempi minori: ove non vi è fatica, vi è sovente raggiro; a sua volta, un’azione ove vi è raggiro si fa tortuosa e comporta travaglio. I segni retti indicano ‘il lento compiersi di eventi retti e sinceri’ [An.Ludw.]; gli obliqui o curvi ‘il compiersi rapido di eventi tortuosi o arditi’ [id]. ‘Quando vogliamo ricercare rettamente e sinceramente qualsiasi evento, scegliamo il sorgere dei segni retti e ancora la Luna o il significatore dell’evento in essi.

Similmente se vogliamo un evento fallace od incerto serviamoci dei segni curvi o dei tropici’ [Doroteo], se i segni retti sorgono ‘tutto avverrà rapidamente, mentre i curvi generano sforzi, difficoltà e ritardi’ [id.]. Il sorgere dei segni retti, senza testimonianza dei malefici, indica che ciò che viene intrapreso verrà compiuto senza ostacoli; al contrario, il sorgere dei segni obliqui, senza la testimonianza dei benefici, indica azioni lunghe e difficili [Efestione].”(3)
”Ai tempi degli antichi Greci, (…) gli indovini, quando volevano presagire il futuro volgevansi verso settentrione, e così i segnali celesti, che per essere fausti dovevano apparire nella regione orientale, trovavansi alla loro destra.”(4)


“Dopo il loro sorgere (…) gli astri si innalzano sopra la linea dell’orizzonte e, allorché giungono all’XI, X e IX luogo si configurano con esagono, quadrato e trigono all’oroscopo. Sono, questi, aspetti di elevazione, gli astri si trovano allora nelle parti destre rispetto al grado che sorge, in una regione del cielo che è sorta prima del grado dell’oroscopo al quale si configurano. Più brevemente, sono astri destri e per tale ragione fortiores, giacché gli astri destri recano maggiormente a compimento i loro decreti che non i sinistri. Nel circolo dello zodiaco sono destri quei segni la cui declinazione è boreale, dall’Ariete alla Vergine; allo stesso modo, nello spazio del giorno, l’emisfero che si estende dal grado che sorge all’occidente è detto destro, quello occultato dalla terra sinistro. Ora, la parte del cielo che è sopra l’orizzonte est nobilior et fortior. (…) Il senso della sovreminenza di un astro consiste nella facoltà dell’astro più alto di alienare, corrompere la forza dell’astro inferiore o, al contrario, di confortarlo (…). Ogni astro posto nel trigono o quadrato od esagono destro [ovvero precedente] è sovreminente rispetto a quello che è nel sinistro [o seguente]. Si muove infatti verso di lui.(…) La sovreminenza più efficace è quella che avviene con la figura del trigono e del quadrato ed invero l’astro che in tal modo esercita sovreminenza è fortissimo, sia esso benefico o malefico, soprattutto se angolare [ed orientale (…)].

Il benefico rende illustre la genitura, il malefico oscura. E infine, di norma, ogni astro posto nella parte destra esercita sovreminenza sull’astro posto nella parte sinistra, astro verso il quale si dirige. (…) Se la sovreminenza è figura destra, si può dire brevemente che esercitano sovreminenza gli astri che hanno meno gradi, soggiaciono alla sovreminenza gli astri che hanno più gradi; vi è pertanto sovreminenza anche fra gli astri posti nel medesimo segno o luogo (…).”(5) Nelle carte del cielo australi la sovreminenza è figura sinistra.(6)


Questi i significati etimologici e le corrispondenze e sinonimie di “diritto”, “retto”, “destro”, “curvo”, “obliquo” e “sinistro”(7):
diritto e dritto 1. sp. dereczo; port. direito; prov. dreit; rum. drept; fr. droit; come aggett. dal lat. DIRECTUS [contratto in D’RECTUS] pp. di DIRIGERE porre in linea retta, dare una direzione, drizzare, governare (v. Dirigere e cfr. Diretto). – Fatto, Condotto ed anche Posto in linea retta; Che non piega da nessuna banda e non torce; e il suo contrario è, secondo i casi, Torto, Tortuoso, Cavo, Inclinato, Pendente. – Fig. Retto, Legittimo; Giusto, Onesto; Esatto; Acconcio, Accorto, Sagace [che vede dirittamente]; Favorevole; Destro; e sovente è anche opposto di Rovescio (che si suppone aspro e tortuoso).
Deriv. Dirittamente; Dirittura.
2. Come sost. dal b. lat. Directum ciò che è retto, e fig. giusto, ragionevole, onesto, da DIRIGERE, dirigere, guidare, regolare (v. Dirigere). – Principio di giustizia dal quale debbono prender norma e misura gli atti della libertà umana; Legge o complesso di leggi; Ciò che a ciasuno spetta secondo la legge naturale o positiva; Facoltà riconosciuta dalla legge di fare o non fare, di obbligare od impedire altrui, di conservare o conseguire alcuna cosa. – vale pure Scienza delle leggi; ed in senso speciale Emolumento, oppure Tassa, Dazio, Tributo che il cittadino deve per disposizione di legge. – «A diritto, a buon diritto» = A ragione, Giustamente.rètto = lat. RECTUS da REGERE nel senso di stendersi in alto (v. Reggere): ma il Canello la dice forma aferrica di DIRETTO come RITTO lo è di DIRITTO. Diritto, In linea retta, Che non è curvo o, Che non piega da nessuna parte; fig. Che non devia dal gusto, da ciò che è conveniente, e quindi Buono, Onesto.
«Caso retto» dicesi dai grammatici il nominantivo dei nomi rispetto agli altri casi, che si chiamano obliqui.
In anatomia: preso sostantivamente dicesi così L’ultimo intestino, quello che confina coll’ano, perché posto d’alto in basso, senza curvature né flessioni.
Deriv. Rettamente; Rettezza; Rettificare; Rettitudine.
 dèstra = lat. DÈSTRA sincope di DÈXTERA [sottinteso mànus mano] (v. Destro). La mano che è dalla parte del fegato, la quale per concorrervi maggior quantità di sangue, e per essere adoperata ordinariamente più dell’altra, è più vigorosa e più agile.dèstro prov. destre; sp. diestro; port. destro: dal lat. DEXTER [= gr. DEXITEROS], che sembra essere la forma comparativa del non usato DEXIUS che rimane a diritta, favorevole [= gr. DEXOS abile, pronto, industre], come DEXIMUS e DEXTIMUS n’è la forma superlativa: dalla radice DAKS = DAX, che si trova nel corrispondente sscr. DAKS-AS E DASINAS (= a. slav. DES-INU) in origine che è o va a diritta (onde daksinâ il mezzogiorno), e poi abile, idoneo, che gli etimologisti ricollegano al verbo DAKS-E, DAKS-AMI muoversi, affrettarsi, esser valido e attivo ed anche colpire.


Ciò che rimane all’uomo a mano destra, cioè dalla parte della mano che sta al lato del fegato; fig. presa somiglianza dal vigore e dalle attitudini della destra di fronte alla sinistra mano, vale Agile, Accomodato a operare con franchezza, Svelto, Lesto, e indi Agevole, Idoneo, Sagace, Scaltro. – Come sost. poi sta per Congiuntura propizia, favorevole: lo che risale ai tempi degli antichi Greci, perché gli indovini, quando volevano presagire il futuro volgevansi verso settentrione, e così i segnali celesti, che per essere fausti dovevano apparire nella regione orientale, trovavansi alla loro destra. 
Deriv. Destreggiare; Destrezza (sscr. daxya); Destriero; Addestrare. Cfr. Desterità.
curvo prov. e cat. corb; sp. corvo; fr. courbe: dal lat. CURVUS, che secondo il Furlaretto trae dal gr. GUROS rotondo, che interposto il digramma eolico diviene GURFOS, ma che i più rannodano alla rad. KR che ha il senso di piegare, volgere in giro, che è nel gr. KYR-TOS (ted. kru-mm, a. slav. kri-vu) curvo, KOR-ONE cosa piegata, nel lat. CIR-CUS cerchio, nell’a. a. ted. HRI-NG (mod. Ring) anello, nel lit. KREI-VAS attorto, nel sscr. HVAR-ATI curvarsi, andare a sghembo, e più tipicamente, con ripetizione della radice, nel sscr. C’ARKRAS ruota, cerchio (cfr. Cilindro, Circo, Corona).
Alquanto piegato in arco; contrario di Diritto, di Piano.
Deriv. Curvo; Curvare; Curvatura; Curvezza; Curvità; Incurvare; Ricurvare.
 
obliquo e obliquio = lat. OBLIQUUS e OBLICUS comp. della part. OB verso, per, e LIQUIS voce antica significante piegato, torto, da una rad. europ. LAC-, LIC-, che ha il senso di piegare, volgere a traverso, ond’anche lic-inus che ha le corna curvate in avanti (detto di bovi), limus per lic-mus sbieco (detto di occhio, che volge in direzione diversa dalla faccia), limes per *lic-mes via traversa, limen per *lic-men pietra che sta a traverso la porta di casa, lux-us (= gr. Lox-os) torto, slogato, il sabin. lix-usa ciambella, a cui fanno riscontro il lit. lenk-ti (= ted. lenk-en) piegare, link-ti piegarsi, lug-nas pieghevole, l’a. slav. leka io piego, non che il gr. lyg-os vimine (che si attorce), lyg-oô piego, annodo, lech-rios obliquo, ecc. che fanno capo al sscr. ling-âmi piego, ed alla quale congiungesi pure il lat. lig-are (cfr. Lago, Legare, Liccio, Lima, Limite, Limitare, Lussare, ed anche Bilenco, Collimare, Eliminare, Preliminare, Sublime). 

Che non è diritto o perpendicolare, Che va di traverso; e fig. Ingiusto, Reo; Ambiguo, Equivoco.
Sinon. di Sbieco, Sghembo, Stolto, Stravolto, Tortuoso.
Der. Obliquare; Obliquità; Bièco.
 
sinistra = lat. SINISTRA (v. Sinistro). La mano manca.sinistro = lat. SINISTRUM |il cui superlativo è SINISTIMUM|, che alcuno congiunge a SINUS seno, cioè che si nasconde sotto le pieghe della veste, come appunto nella toga romana la mano sinistra (v. Seno), altri a SENEX vecchio, come dire, più degno, e terminazione -TER, come in magis-ter, minis-ter. Che resta dalla parte della mano manca, che è la meno esercitata e quindi la più debole.

Presso i Romani, i quali volti a mezzogiorno avevano il levante a sinistra, donde venivano agli auguri i buoni auspici, significò pure di felice augurio, prospero, lieto: ma presso altri popoli e specialmente i Greci, i quali volti nei loro riti religiosi a settentrione avevano alla sinistra il ponente, da cui si partivano i cattivi auguri, significò Infelice, Infausto, Triste, Avverso, Perverso, Cattivo, e questo senso accettato poi anche dai Latini trapassò nelle lingue romanze e vi perdura tuttora. Come sost. Disgraziato accidente.
 Deriv. Sinistrare propr. Andare a sinistra obliquamente: Tergiversare, indi Imperversare, Andare in fallo.


Joe Fallisi

NOTE
(1) Cfr. Aristotele, De Coelo, Sansoni, Firenze 1961, Libro II, 2, p. 285a, 20 e 3, p. 285b, 15 sgg.
 

(2) Scuola di Astrologia Classica. Fondamenti astronomici e nozioni elementari di astrologia classica, di Giuseppe Bezza e Marco Fumagalli. Lezione 2 – La sfera locale. 18. Segni retti e segni curvi (cfr. http://www.cieloeterra.it/scuola.html).
 
(3) G. Bezza, Commento al primo libro della Tetrabiblos di Claudio Tolemeo, Nuovi Orizzonti, Milano 1992, p. 294.
 
(4) Ottorino Pianigiani, Vocabolario etimologico della lingua italiana, Edizioni Polaris, 1991, p. 401 (cfr. http://www.etimo.it/?term=destro&find=Cerca).
(5) G. Bezza, op. cit., pp. 268-271.
 
(6) “I nomi stessi dei punti cardinali dell’orizzonte sono stati attribuiti in relazione al nostro emisfero, assumendo poi un valore universale. Coloro che giungono, per la prima volta, dall’emisfero boreale a quello meridionale, non possono non sentirsi letteralmente disorientati constatando che il sorgere del Sole (Est), rivolti verso il Sud dell’emisfero in cui si trovano (verso il mezzogiorno), avviene alla loro destra, invece che alla sinistra, come accade nell’emisfero da cui provengono. Perciò nelle figure australi di nascita e di rivoluzione l’Ascendente e il Discendente devono essere invertiti rispetto a quelli settentrionali – e così i segni immateriali, le declinazioni e le latitudini celesti, dal momento che opposte sono le stagioni nell’uno e nell’altro emisfero –, rimanendo invariato solo l’asse X/IV. I pianeti, infatti, in tali figure, procedono lungo l’eclittica da sinistra verso destra, in senso orario, mentre sorgono e vanno a culminare da destra verso sinistra, in senso antiorario. Senza l’inversione dei segni e, insieme, della disposizione delle Case, le carte del cielo dell’emisfero Sud sono temi di fantasmi sbilenchi.” (J. Fallisi, “L’imperturbabile equità”, “Phôs” n. 12, giugno 2006, p. 14, http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/92570; cfr. http://www.cieloeterra.it/articoli.maradona/maradona1.html).
 

(7) Ottorino Pianigiani, op. cit., pp. 418 (cfr. http://www.etimo.it/?term=diritto&find=Cerca), 1133 (cfr. http://www.etimo.it/?term=retto&find=Cerca), 401 (cfr. http://www.etimo.it/?term=destra&find=Cerca, http://www.etimo.it/?term=destro&find=Cerca), 382 (cfr. http://www.etimo.it/?term=curvo&find=Cerca), 924 (cfr. http://www.etimo.it/?term=obliquo&find=Cerca), 1289 (cfr. http://www.etimo.it/?term=sinistra&find=Cerca, http://www.etimo.it/?term=sinistro&find=Cerca).

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La natura dei venti e degli archetipi nell’emisfero nord ed in quello sud – Nell’imperturbabile equità descrittiva di Joe Fallisi

Lunario Paolo D'Arpini 24 gennaio 2012

Il vento è un “movimento orizzontale o verticale di una massa d’aria dovuto a differenze di pressione, le quali a loro volta sono dovute a una distribuzione ineguale di calore. La corrente d’aria si muove nella direzione che va dalla zona ad alta pressione verso quella a bassa pressione. Ma nella genesi del vento intervengono altre due forze, una deviante dovuta alla rotazione della Terra (forza di Coriolis(1)) e una di attrito causata dalle asperità della superficie terrestre. (…) Nell’emisfero boreale, stando con le spalle al vento, la bassa pressione è in diagonale avanti a sinistra, mentre l’alta pressione è dietro a destra.

Nell’emisfero australe, sempre stando con le spalle al vento, la bassa pressione è avanti a destra, quella alta è dietro a sinistra.”(2) “In prima approssimazione, per abbozzare un modello, molto semplificato, si può supporre che in ciascun emisfero della Terra si stabiliscano tre grandi cellule di convezione. (…) In esse si verifica lo stesso fenomeno (…) [delle] correnti oceaniche: le forze di Coriolis (…) attorno alle alte pressioni fanno deviare le correnti d’aria in senso orario nell’emisfero boreale e in senso antiorario nell’emisfero australe. L’opposto avviene per i venti che circolano intorno alle depressioni. (…)

Le tre cellule che in ogni emisfero rimescolano continuamente la troposfera lasciano in mezzo, sull’Equatore, una regione di calma quasi assoluta. Gli alisei che da Nord e da Sud convergono sull’Equatore, arrivati in prossimità di esso, per l’alta temperatura si innalzano a qualche migliaio di metri sopra il mare come se si infilassero in un camino: e sotto abbiamo il fenomeno delle ‘calme equatoriali’ (doldrums), drammaticamente descritto da tanti marinai all’epoca della navigazione a vela. (…)

I sistemi ciclonici, caratterizzati da una bassa pressione atmosferica, si formano quando si incontrano masse di aria calda e fredda generando un vortice. Nell’emisfero Nord i venti ciclonici soffiano in senso antiorario intorno al minimo barico; il contrario avviene nell’emisfero Sud. I sistemi anticiclonici, caratterizzati da un’alta pressione, nascono da flussi di aria discendenti che ruotano in senso orario nell’emisfero Nord e in senso antiorario nel Sud.”(3)

Notava nel suo grandioso Lessico Gerolamo Vitali: “D’altra parte, quando parliamo sia della natura dei venti sia di quella dei segni, parliamo sempre rispetto alla regione boreale che noi abitiamo, ma è fuor di dubbio che, passando l’Atlantico e dirigendoci oltre l’Equatore, faremo esperienza di condizioni esattamente opposte alle nostre.”(4) (…)

L’Equatore (dal lat. mediev. aequator -oris, der. di aequare “uguagliare”; popr. “che rende uguali [i giorni e le notti]”) è il circolo massimo ideale, tracciato sulla sfera terrestre, risultante dall’intersezione con essa di un piano condotto per il centro della Terra perpendicolarmente all’asse di questa. A 22 km da Quito, capitale dell‘Ecuador, c’è la cosiddetta “mitad del mundo”, esattamente sulla linea equatoriale. E’ il luogo in cui, nel 1736, la spedizione guidata da Charles-Marie de la Condamine per conto dell’Accademia delle Scienze di Francia effettuò le misurazioni che dimostrarono come questo fosse realmente l’Equatore (gli stessi calcoli diedero origine anche al sistema metrico decimale e provarono che la terra non è una sfera perfetta). I suoi 40.076.594 m. toccano, partendo dal meridiano di Greenwich e andando verso Est, l’oceano Atlantico, il Gabon, il Congo, lo Zaire, l’Uganda, il lago Vittoria, il Kenia, la Somalia, l’oceano Indiano, l’Indonesia, l’oceano Pacifico, l’isola Isabela dell’arcipelago di Colón, l’Ecuador, la Colombia e il Brasile. Gli atlanti non riportano nessuna città esattamente a 00° 00’ di latitudine (ad eccezione, secondo Henri Le Corre, di Macapa, in Brasile), ma molte nella zona equatoriale, che si estende sino a 4° Nord e Sud.

In effetti, il problema di come debbano essere valutati i segni in relazione al circolo massimo e alla sua fascia (e anche, più in generale, a tutta la zona che dall’Equatore si estende sino ai tropici) è, comunque, di estremo interesse e bisognerebbe affrontarlo sulla base di ricerche sul campo e studi specifici, tutti ancora da farsi. L’Equatore, dove le stagioni non esistono più e vi è solo differenza di altezze meridiane e di ombre (nella primavera-estate dell’emisfero boreale, sul circolo massimo, il Sole culmina verso il Nord e proietta le ombre verso il Sud; nell’autunno-inverno culmina verso il Sud e le ombre inclinano verso il Nord), divide il globo terrestre in due emisferi diametralmente opposti e uguali e “appartiene”, allo stesso titolo e “giustamente”, a entrambi. A latitudine geografica zero, con traiettoria in linea retta perpendicolare al piano dell’orizzonte, sorgono e tramontano tutte le stelle e l’ampiezza della sfera celeste visibile nelle 24 ore è di 360°; allo stesso modo, la durata del dì è sempre uguale a quella della notte (il medesimo fenomeno si verifica, nel mondo intero, nei giorni degli equinozi, con il Sole sull’Equatore). Così, per esempio, quando avviene, nell’emisfero Nord, l’equinozio di primavera e in quello Sud l’equinozio d’autunno, all’Equatore il Sole può considerarsi tanto in Ariete (e dunque sotto il dominio di Marte), quanto in Bilancia (retto quindi da Venere), a seconda che si consideri come polo elevato quello Nord oppure quello Sud. (…)

I nomi stessi dei punti cardinali dell’orizzonte sono stati attribuiti in relazione al nostro emisfero, assumendo poi un valore universale. Coloro che giungono, per la prima volta, dall’emisfero boreale a quello meridionale, non possono non sentirsi letteralmente disorientati constatando che il sorgere del Sole (Est), rivolti verso il Sud dell’emisfero in cui si trovano (verso il mezzogiorno), avviene alla loro destra, invece che alla sinistra, come accade nell’emisfero da cui provengono. Perciò nelle figure australi di nascita e di rivoluzione l’Ascendente e il Discendente devono essere invertiti rispetto a quelle settentrionali – e così i segni immateriali, le declinazioni e le latitudini celesti, dal momento che opposte sono le stagioni nell’uno e nell’altro emisfero –, rimanendo invariato solo l’asse X/IV. I pianeti, infatti, in tali figure, procedono lungo l’eclittica da sinistra verso destra, in senso orario, mentre sorgono e vanno a culminare da destra verso sinistra, in senso antiorario. Senza l’inversione dei segni e, insieme, della disposizione delle Case, le carte del cielo dell’emisfero Sud sono temi di fantasmi sbilenchi. (…)

Sulla linea esatta dell’Equatore i mulinelli e vortici dell’acqua (persino quelli del lavandino) non si formano più, ma appena si va, anche solo di qualche metro, oltre questo limite estremo essi ricompaiono – con moto antiorario nell’emisfero Nord, orario nell’emisfero Sud: in entrambi i casi nel senso dei segni – a causa della forza deviante di Coriolis, che risulta nulla all’Equatore (5). I segni immateriali rispondono verosimilmente al medesimo principio. Superato anche di poco il circolo massimo, autentico spartiacque e “spartiventi” e “spartisegni”(6) sul quale la dialettica di questi ultimi si dissolve, essi ritrovano tutta la loro natura e realtà palpitante, che si manifesta con la medesima forza, ma in modo speculare, nei due opposti emisferi.

Joe Fallisi

NOTE

(1) Descritta nel 1835 dall’ingegnere e matematico francese Gaspard-Gustave de Coriolis, essa regola il comportamento dei cicloni, così come la rotazione del pendolo di Foucault, e agisce su tutti i corpi in movimento in un sistema in rotazione facendoli deviare dalla loro traiettoria. E’ proporzionale al prodotto vettore della velocità di rotazione terrestre per la velocità del corpo in movimento e viene ad aggiungersi alla forza centrifuga, che agisce anche sui corpi fermi (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Coriolis).

(2) Atlante della Terra, UTET, Torino 1999, p. 448.

(3) Ibid., pp. 325-326; cfr. http://www.linguaggioglobale.com/terra/txt/37.htm, http://www.meteorologia.it/didattica/avanzato/circolazione%20generale.htm, http://digilander.libero.it/meteocastelverde/vento.htm).

(4) Hyeronimo Vitali, Lexicon Mathematicum Atronomicum Geometricum, Parisiis 1668, p. 77 (ristampato nel 2003, con introduzione e note di G. Bezza e prefazione di O. Faracovi, dalle Edizioni Agorà di La Spezia); cfr. G. Bezza, Commento al primo libro della Tetrabiblos di Claudio Tolemeo, Nuovi Orizzonti, Milano 1992, p. 321.

(5) Cfr. http://www.travelblog.it/post/4076/allequatore-con-la-forza-di-coriolis (ma v. anche http://it.wikipedia.org/wiki/Coriolis)

(6) Max Duval sostiene, con sicurezza degna di miglior causa, che non l’Equatore, bensì l’eclittica costituisce la linea di frontiera dei segni (cfr. M. Duval, “L’astrologie en hémisphère Sud et les régions sub-tropicales”, “L’astrologue” n. 118, 1997, p. 36). E poiché lo zenit delle località comprese fra il tropico del Cancro e il tropico del Capricorno viene a trovarsi successivamente, nell’arco della giornata, al di sopra o al di sotto dell’eclittica, nel primo caso si dovrebbe adottare lo “zodiaco nord”, nel secondo lo “zodiaco sud” (ibid.). Come se nel medesimo luogo, durante le 24 ore, il Sole, vero acrobata celeste, saltasse più volte da un segno a quello opposto!

(Da: Joe Fallisi, Maradona e l’emisfero australe. L’astrologia agli antipodi, libro in preparazione – cfr. http://www.cieloeterra.it/articoli.maradona/maradona1.htm)

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APPENDICE

Gerolamo Vitali

Quod adeo verum est, ut in Regno Chile, et in aliis terrae Australis nuper detectae regionibus, accolae contrarias nobis experiuntur ventorum naturas et qualitates; ut testis est Alphonsus de Oualles in descriptione Regni Chile [Alonso di Ovalle S.J., Historica relacion del reyno de Chile... 1646]. Nam ibi Auster perinde est ac nobis Aquilo, impetuosus, frigidus, et siccus: hic vero e contra; et ei collaterales venti qualitates assumunt calidas, et humidas eo prorsus modo, quo nobis experiri est Syrocum, et Austrum, quia profecto illis a Solo Antarctico, et frigida Zona, cuius naturam indunt Auster, et reliqui laterales adventant, Aquilo vero Circius, et Septentrio per Zonam torridam, atque Oceanum transeuntes aerem humoribus repletum et caloribus ferividum illuc asportant. (Hyeronimo Vitali, op. cit., 521,15 s.v. venti)

«Gli abitanti del regno del Cile e di altre terre australi non da molto scoperte sperimentano nature e qualità dei venti opposte, come testimonia Alfonso di Oualle (Historica relacion del reyno de Chile… 1646). Infatti, l’austro è simile al nostro aquilone: impetuoso, freddo e secco e il loro aquilone è il contrario. E i venti collaterali assumono qualità calde e umide, non diverse da quelle che noi sperimentiamo con lo scirocco e l’austro. Infatti per loro sopraggiungono dalla terra antartica e dalla zona fredda, la cui natura assumono l’austro e gli altri venti laterali, mentre l’aquilone e il circio e il vento del nord attraversano la zona torrida e l’oceano e apportano un aere pieno di umidità e che ribolle di calore.»

Vini in doliis fluctuatio ad vitis efflorescentiam, idque ut notat van Helmontius in vi magnetica non constituto tempore, sed tunc potissimum, quando pro locorum diversitate aut serius, aut tempestivius vitis floret, quamvis multis milliariis dissita, quamvis enim vinum extra provincias conterminas natum alio asportetur, ubi pro soli qualitate vitis provincialis, aut Aprili mense, ut apud nos, aut Octobri, ut in Chile Regno floret (Vitali, Digressio physio-theologica ad verbum sympathia, 46.9)

«L’agitarsi dei vini nelle botti si verifica quando la vite fiorisce, come osserva van Helmont ( De magnetica vulnerum curatione [1621]), e non a un tempo stabilito, ma piuttosto quando la vite è in fiore, ciò che può avvenire ora più tardi, ora più presto, secondo la diversità dei luoghi. E questo accade anche a molte miglia di distanza, giacché se un vino che è originario di regioni lontane viene trasportato altrove, si agita al tempo della fioritura della vite originaria: il mese di aprile per la vite delle nostre terre, il mese di ottobre per quella del regno del Cile»

Caeterum, cum de ventorum sicut et de signorum natura, et qualitatibus loquimur, semper loquimur habito respectu ad plagam Borealem quam nos inhabitamus; cum certum sit si trans mare Athlanticum, ultraque aequatorem pergeremus, oppositum ex asse ijs, quae hic dicimus experturos. Sed enim nobis loquimur nostrisque regionibus morem gerimus, quarum passiones experimur, affectiones patimur, aerem respiramus. (Hyeronimo Vitali, Lexicon Mathematicum Astronomicum Geometricum, op. cit., 77,360 s.v. auster)

«D’altra parte, quando parliamo sia della natura dei venti sia di quella dei segni, parliamo sempre rispetto alla regione boreale che noi abitiamo, ma è fuor di dubbio che, passando l’Atlantico e dirigendoci oltre l’Equatore, faremo esperienza di condizioni esattamente opposte alle nostre. Ma qui noi parliamo di noi stessi, ci regoliamo secondo ciò che è proprio delle nostre regioni, di cui viviamo gli eventi, subiamo gli influssi, respiriamo l’aria.»

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Sul Drago di Acqua, dal 23 gennaio 2012 al 9 febbraio 2013 – Un piccolo collage con alcune considerazioni e alcune domande… di Caterina Regazzi

Caro Paolo,
domani, 23 gennaio 2012, inizia l’anno del Drago d’Acqua ed allora tu l’hai voluto ricordare a tutti noi ed hai scritto alcune cose che mi hanno colpito: “…. L’elemento collegato all’archetipo di questo anno è l’Acqua, preposta alla comunicazione ed al senso del gusto …. Da essa nasce e si conserva la vita…… Grazie alle sue proprietà di contenere “disciolte” in sé le informazioni e di essere assorbita, entrando così intimamente a far parte delle diverse sostanze, l’acqua è l’elemento di “comunicazione” delle informazioni medesime: …. Ecco da dove nasce la sacralità dell’acqua: può riportare in Terra la Luce, l’equilibrio ecologico, così come può trasmettere al Cielo tutto quello che noi facciamo in Terra. Considerando che questo elemento caratterizza il Drago di quest’anno possiamo ben sperare che l’auspicabile cambiamento che tutti ci attendiamo possa infine manifestarsi.”

Poi ti ho chiesto quale fosse il riflesso che questo anno del Drago poteva avere su di me, che ho la Terra, pensando a voce alta: “ma quest’acqua non rischia di farmi impantanare?”

Tu mi hai risposto, molto saggiamente: “la Terra ha la possibilità di essere fecondata e di consentire alla vita di germogliare, assorbire l’acqua, convogliarla dove serve, lasciarsi riempire negli incavi… queste sono le azioni consone della Terra. La vita (Legno) nasce ove la Terra sa accogliere l’Acqua nel suo grembo. Anche la conservazione dell’Acqua nei recessi è una azione consona alla Terra.. ma non con avarizia bensì con la capacità di “rifocillare” al momento del bisogno, come fa un pozzo per l’assetato. A questo proposito consiglio la lettura dell’Esagramma corrispondente N° 48 Il Pozzo…. Nell’immagine dice: Sopra il legno vi è l’acqua. L’immagine del Pozzo. Così il nobile anima il popolo durante il lavoro e lo esorta all’aiuto reciproco”.

Quindi sono andata a leggermi su I Ching l’Esagramma 48 Il Pozzo e di questo e delle spiegazioni del libro mi hanno colpito queste frasi: “…il pozzo é un’immagine dell’organizzazione sociale dell’umanità riguardante le più primitive necessità della vita, che sono indipendenti da qualsiasi formazione politica. Le formazioni politiche, le nazioni mutano, ma la vita dell’uomo con le sue richieste, rimane la stessa… questa vita però é anche inesauribile. Le stirpi vanno e vengono ed esse tutte fruiscono della vita nella sua inesauribile copia… Per quanto diversi siano i talenti e la cultura degli uomini, la natura umana nei suoi fondamenti é la medesima in ognuno ed ognuno può, coltivandosi, attingere all’inesauribile fonte della natura divina dell’essenza umana”.

Che meravigliose parole!

Mi hanno fatto ripensare a quali sono i bisogni primari dell’essere umano, e di tutti gli esseri viventi, in fondo: nutrirsi, avere un riparo, riprodursi, mettersi in relazione, comunicando, ognuno secondo la propria natura. A proposito della cultura (e quindi anche della comunicazione, cioé di quello che si desidera trasmettere) sempre questo capitolo del Libro dei Mutamenti dice anche un’altra cosa importantissima, secondo me: bisogna fare attenzione al pericolo che, curando la propria cultura, non si penetri fino alle radici dell’umanità, rimanendo impigliati nelle convenzioni.

Allora, cerco di vedere le cose che mi scorrono davanti ai sensi: vista, udito, gusto, olfatto, tatto, usando la sensibilità mia propria come fosse un sesto senso, ripensando alle cose che ho vissuto in questi ultimi giorni, compresa la mattinata al mercatino dei polli: che stiamo facendo noi esseri umani, siamo o non siamo in sintonia con tutte queste belle frasi?

Siamo consapevoli di quale sia questa natura profonda, divina, dell’essere? E di quali sono le necessità dell’uomo? Non abbiamo perso di vista, forse, che la vita vissuta in maniera essenziale, badando semplicemente a quei bisogni “primordiali”, sarebbe più gioiosa, priva delle angoscie dell’uomo di oggi? Non diamo troppo bado forse ad usi e convenzioni quale quello che dobbiamo sempre avere di più, ma anche essere di più, e fare di più? Non cerchiamo tutti di avere qualcosa da dire, da spiegare, da insegnare agli altri, credendo che la nostra propria scelta di vita sia quella giusta, quella più condivisibile, più corretta, più etica? Non sarebbe meglio lasciar fluire la manifestazione spontanea del nostro essere in quel che può e vuole esprimersi e godere semplicemente, reciprocamente con il resto del mondo, della Vita?

Certo l’uomo ha qualcosa di diverso dagli animali, ha una consapevolezza di sé che a volte ci é anche un po’ di peso, che ci fa vivere di meno il presente e di più il passato, di cui rimpiangiamo i lati positivi ed escudiamo quelli negativi (pur considerando che tutto é relativo) ed il futuro, in cui riponiamo speranze, desideri e proiezioni a volte utopiche.

Questa consapevolezza però ci é anche di aiuto, ci può fare compagnia, ci può far vivere pienamente la vita in comunione con gli altri esseri, ffacendoci cogliere sfumature su cui altrimenti sorvoleremmo e di cui non ci renderemmo mai conto, continuando a rincorrere un “risveglio” avendo preso un sonnifero!!!

Mi auguro che quest’Anno del Drago mi trovi abbastanza presente!

Caterina Regazzi

………….

Previsioni di Paolo D’Arpini per l’anno del Drago di Acqua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2012/01/23-gennaio-2012-il-fatidico-anno-del.html

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23 gennaio 2012… il fatidico anno del Drago di Acqua.. comincia oggi – Previsioni e caratteristiche secondo la simbologia cinese

Lunario Paolo D'Arpini 20 gennaio 2012

Tutti lo aspettavano e finalmente è arrivato, il 23 gennaio con un volo maestoso appare in cielo il Drago, simbolo dell’anno 2012. L’elemento collegato all’archetipo di questo anno è l’Acqua, preposta alla comunicazione ed al senso del gusto. Gli studi di Masaru Emoto, sulle diverse qualità presenti nei cristalli ghiacciati, dimostrano che il messaggio spirituale e psichico viene portato dall’acqua. L’acqua rappresenta la memoria. Da essa nasce e si conserva la vita. Questo elemento magico è presente quasi esclusivamente sul pianeta Terra, dove ha trovato le condizioni fisiche, temperatura e pressione, necessarie alla sua manifestazione. Quello che succede nell’acqua, che si colora delle tante vibrazioni, succede anche nella dimensione del corpo umano, dove l’acqua scorre cambiando continuamente vibrazione e, a seconda del tessuto che irrora, si tinge delle vibrazioni attivando l’osmosi, lo scambio, il passaggio di quella forza vitale che si esprime nell’elettromagnetismo che è alla base della vita sulla Terra. Grazie alle sue proprietà di contenere “disciolte” in sé le informazioni e di essere assorbita, entrando così intimamente a far parte delle diverse sostanze, l’acqua è l’elemento di “comunicazione” delle informazioni medesime: le particelle elementari che la costituiscono, l’Idrogeno e l’Ossigeno, hanno indotto nei millenni la formazione di tutti i metalli e metalloidi, infatti si dice in Cina che l’Acqua è la madre del Metallo. La sua fluidità e “simpatia” con il pensiero consentono all’acqua di risuonare a qualsiasi vibrazione o frequenza e di modificarsi, mutando secondo le esigenze o l’uso richiesto. Ecco da dove nasce la sacralità dell’acqua: può riportare in Terra la Luce, l’equilibrio ecologico, così come può trasmettere al Cielo tutto quello che noi facciamo in Terra. Considerando che questo elemento caratterizza il Drago di quest’anno possiamo ben sperare che l’auspicabile cambiamento che tutti ci attendiamo possa infine manifestarsi.

Il Drago è l’unico segno cinese che si ispira al fantastico e rappresenta la capacità di portare a compimento i progetti intrapresi. Il Drago è il simbolo dello Yang per antonomasia, infatti nel Libro dei Mutamenti il primo esagramma, Il Cielo, Kien, denota la forza creativa Yang ed è rappresentato da 6 linee intere ognuna delle quali rappresenta un Drago in varie posizioni, partendo da sotto terra sino al volo empirico finale. L’immagine del drago è la saetta che brilla improvvisa nella notte primaverile e la sua voce è il tuono. La pioggia che scende irrora la terra e la feconda. La stessa simbologia viene ascritta a Indra il re degli Dei vedici ed a Giove, suo equivalente greco. Per questa ragione l’elemento cinese stabilmente collegato al Drago è il Legno. Corrisponde all’Aria della nostra tradizione, e nel libro dei Mutamenti è equiparato al “vento” che -come il legno- penetra e sottilmente trasmette attraverso il tatto. Il Legno significa emozioni, sentimenti amore, ed è nutrito dall’Acqua. Perciò si potrà ben sperare che quest’anno l’Acqua santa del Drago fecondi la terra e faccia nascere Amore e gioia.

Sì, ne sentiamo tutti il bisogno, abbiamo tutti sete di Amore e gioia.. e siamo stufi di vivere schiavi di interessi materiali e mondani che non appartengono alla nostra anima. Insomma il salto qualitativo della coscienza quest’anno sarà possibile.

Ovvio che saranno avvantaggiati soprattutto i nati stessi del precedente anno del Drago di Acqua, quelli del 1952, che compiranno 60 anni, ovvero completano un ciclo vitale predisponendosi ad una crescita -o rinascita- nello stesso corpo… Anche i nati del Drago del Legno (1964) saranno grandemente giovati e così tutti gli altri nati di qualsivoglia archetipo con lo stesso elemento. Pure coloro che hanno la Terra potranno ben utilizzare le informazioni portate da quest’anno prezioso, purché le mettano a frutto. Vantaggi anche per i portatori di Metallo che rivivranno l’emozione protettiva del grembo materno e potranno così ammorbidirsi nello loro durezze. Qualche problemino, soprattutto se si pongono in stretto antagonismo, avranno i rappresentanti del Fuoco.. ma la frizione può condurli a movimento ed a grande forza, se sapranno ben utilizzare l’Acqua del Drago i nati del Fuoco potranno partire verso la crescita, come locomotive in corsa.

In linea generale quest’anno indica una magnifica ripresa per tutti. Potremo buttare al vento la prudenza e gettarci nella realizzazione di progetti grandiosi. Ma sarà opportuno non sopravalutare le nostre forze. Quest’anno saranno favoriti i matrimoni, la procreazione e nuove attività. Attenzione però, il Drago è altrettanto forte nel condurre al successo come pure all’insuccesso, a causa della sua foga, un po’ cieca. Nell’oroscopo occidentale il suo equivalente è l’Ariete, ben conosciuto per l’avventatezza e l’eccessiva sicurezza di sé, che a volte porta al fallimento. Quest’anno perciò sarà caratterizzato da molte sorprese e anche da atti violenti della natura. Sono prevedibili rivolte e sovvertimenti, l’influsso potente del Drago verrà percepito da tutti. Per fortuna nostra l’elemento Acqua favorirà in ogni caso la maturazione e quindi anche se fossero commessi errori sapremo da essi apprendere.

Il Drago Acqua ci insegnerà ad accantonare il nostro ego meschino senza voler esporre a tutti i costi le nostre buone qualità ma mirando essenzialmente ad una espansione di coscienza collettiva. Quindi saremo in grado di attesa paziente e sopportazione per giungere a risultati migliori… restando però intimamente sempre fedeli al nostro “ideale superiore”.

L’Acqua avrà un effetto benefico e calmante sul questo Drago, conferendogli saggezza e gentilezza, basando la sua riuscita sulla perseveranza, la determinazione, la dedizione alla causa e soprattutto la capacità di dosare la forza per rispondere adeguatamente senza “rompere” ma -come l’acqua- sciogliendo le difficoltà.

Ed è consigliabile, per questo anno, sapere bene dove si vuole arrivare, avere cioè chiaro il nostro scopo, in modo da evitare mete impossibili o superflue, facendo attenzione a non indirizzare le energie in troppi “rigagnoli” che poi si estinguerebbero senza condurre al risultato.

Ed ora un pensiero tratto dal Libro dei Mutamenti, in riferimenti all’Esagramma Kien (Il Creativo)

Da commenti alla decisione: “L’uomo santo, possedendo grande chiarezza sulla fine e sul principio e sul modo in cui i sei gradi si compiono ognuno a suo tempo, sale su di essi come su sei draghi verso il cielo”

Spiegazione: L’uomo santo (integro, saggio) il quale comprende i misteri della creazione che si celano nella fine e nel principio, nella morte e nella vita, nella dissoluzione e nella crescita, e comprende come questi opposti si condizionino e si completino reciprocamente, si innalza al di sopra della relatività di ciò che è caduco. Per lui il tempo significa soltanto che in esso i gradi del divenire possono dispiegarsi in successione. Egli è ben presente in ogni istante e usa i sei gradi del divenire (le sei linee dell’esagramma) come fossero dei draghi su cui salire verso il Cielo.

Ed ancora, nella sentenza è detto: “Il creativo opera sublime riuscita , propizio per perseveranza”.

Buon anno del Drago a tutti noi!

Paolo D’Arpini

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Figlio d’arte.. di Simone Sutra

Lunario Paolo D'Arpini 25 dicembre 2011

Figlio d’arte

Si deterse il sudore dalla fronte con il fazzolettone a pois rossi (su bianco); salire su quella collina era stata una faticaccia, ma ne era valsa la pena: il panorama era di una bellezza indicibile.
Montò il cavalletto, con quel sorriso serafico che già prevedeva ondate su ondate di ispirazione, colori che foravano di prepotenza il cielo per scendere a sistemarsi sulla tela, come se non avessero aspettato altro che la sua mano per invocarlo, nel rito magico ed eterno di cui lui era l’unico ufficiante.
Però adesso fammi tirar fuori i tubetti, non si sa mai…. potrebbero anche servire.
Bè, qualche pennellata posso pure iniziarla a dare, in attesa della vera ispirazione, quella con la “I” maiuscola.
Accidenti….il tubetto del verde è secco…ma niente paura: basta mischiare il giallo col verde.
Dai, iniziamo, c’è un capolavoro che mi aspetta, che attende ansiosamente l’opera delle mie dita per essere espresso e passare alla posterità.
E adesso? Cosa vuole questa cornacchia che mi volteggia intorno? Vai via, uccellaccio, sei un malaugurio?
Uffa…se ne è andato….riprendiamo.
Porc…! Guarda che ricordino mi ha lasciato sulla tela! Stramaledetto! Bè, a ripulire. Lo straccio, l’olio di lino…
Ahhhh! Una folata di vento in questa giornata d’agosto, che ci fa? Dio santo, mi casca tutto!
Nooo, il fango sulla tela no…!.Adesso mi tocca cercare un po’ d’acqua. Per fortuna che c’è un ruscelletto in fondo alla collina. Certo, scendere e poi risalire…. Ma tant’è, non c’è altro da fare.
Mezz’oretta dopo, eccolo di nuovo là, di nuovo padrone della situazione. L’occhio allenato inquadra esattamente la scena, il sorrisetto che gli increspa un angolo della bocca fa presagire l’orgasmico e scomposto affollarsi delle immagini sul quadro, preludio al disciplinato loro allinearsi seguendo linee imperiosamente ordinate dal loro signore e maestro con ineffabile precisione.
Ma che sete….e non ci aveva nemmeno pensato a portarsi un po’ d’acqua in una bottiglia. Tocca ridiscendere al ruscello, boia d’un mond!
Ecco, di nuovo giù. Là c’è una pozza in cui l’acqua sembra più limpida….Minchia, ma quant’è profonda? Ecco, le scarpe affogate e ricoperte di melma, i pantaloni inzuppati fino al ginocchio!!!!
Calma, non scoraggiamoci…l’arte ha il suo prezzo, questo si sa. Basti pensare a dei geni sfortunati come Van Gogh. Io sono forse da meno, sono forse immune alla sfortuna, maledizione di ogni vero artista ? Le scarpe me le posso pulire con il mio fazzolettone a pois, i pantaloni si asciugheranno pur bene prima o poi.
Ah, però l’acqua è buonissima! Per forza, questi ruscelli di campagna….la purezza, la limpidezza! Certo che il fazzoletto è da buttar via. Fa niente…ne ho comprati una confezione da 50 al discount.
Di nuovo in cima alla collina, il pennello di nuovo saldamente in mano, lo sguardo fiero e lungimirante, pregustando le imminenti glorie, i successi, i trionfi di pubblico e di critica…..
Ma …cos’è questo dolorino di pancia? Oh, no, l’acqua del ruscello!….Dio, sta diventando insopportabile! Devo assolutamente trovare un cespuglio per nascondermi e sgravarmi…. ma dove? Qui c’è solo un vecchio albero…Dai, di corsa, là in fondo mi sembra…
Ahhh, adesso va meglio. Mannaggia, non ho niente per purlirmi…Niente, vado con i pantaloni abbassati fino al cavalletto, dovrò utilizzare lo straccio per passare l’olio di lino…Pazienza!
Ma questa mucca che ci fa qua? Nooo, mi sta mangiando lo straccio! Vai via, bestiaccia! Non se ne va, dannata lei!…. Però posso usare il cavalletto come arma da brandire contro questo animale invadente. Aspetta che mi tiro su i pantaloni, però. Mhhh, che effetto sul didietro….
Via, via! Oh, se ne è andata per fortuna, anche se si è rotto il cavalletto. Ma…cosa ho sulla scarpa? Oddio, la sua cacca, che puzza!
Si avvicina all’orlo della scarpata sul lato opposto, dove l’erba è più alta, per pulirsi le scarpe.
Un passo falso ed è fatta.
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Una settimana dopo:
“Papà, guarda cos’ho trovato nell’erba! Un quadro!”
“Fammi un po’ vedere….Mhh, ma è bellissimo! Sembra un misto di Monet e Renoir, con buttato lì un Picasso prima maniera e un tocco di Klimt….Stupendo, anche se non si capisce cosa rappresenti! Comunque, adesso lo porto al mio amico il mercante d’arte Van Loon, e vedrai che ci facciamo un gruzzoletto con questa roba qua!”

Simone Sutra

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