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Covid-19, Fase 2 – Anziani ai domiciliari permanenti…?

Lunario Paolo D'Arpini 14 aprile 2020

Anziani ai domiciliari permanenti?– Scrive il Corriere della Sera *: “Le ipotesi allo studio- «Scaglionati»: è questa la parola chiave per la «fase 2»  dell’epidemia da coronavirus. È la fase delle riaperture che comincerà dal 4 maggio, quella dove i divieti non scompariranno ma saranno certamente allentati e si programmerà il ritorno in attività di aziende, negozi, liberi professionisti. Quella dove conterà, e molto, anche l’età delle persone. E dunque gli ultimi a poter uscire di casa saranno i cittadini che hanno più di 70 anni…. A tracciare il piano per l’uscita di chi ha più di 70 anni nel comitato tecnico scientifico sarà il professor Roberto Bernabei, specialista di gerontologia.”

Commento di V.Z.: “A casa dovrebbe stare chi è positivo, finché non ritorna negativo. Il resto è follia scatenata dall’OMS a vantaggio delle farmaceutiche. Costerebbe di meno (e sarebbe più razionale) fare un test a tutti piuttosto che mandare in malora l’economia nazionale e le libertà costituzionali.”

Commento di V.M.: “Fate sapere a questi criminali che SI METTONO IN QUARANTENA I MALATI ED I SINTOMATICI, NON LE PERSONE SANE CON LA SCUSA DI NON FARLE AMMALARE. PER FARLE CREPARE PIAN PIANO, MURANDOLE IN CASA SE ANZIANE!…”

Commento di G.F.: “Siamo sempre i più loffi. Da noi i “compagni” – termine che ha il valore ormai di “Bella Caio” cantato dalle Sardine – se la fanno sotto in casa…”

Commento di Sara Cunial (ex M5S): “Dopo anni di politiche scellerate che hanno portato al collasso la sanità italiana, gli stessi aguzzini della Cosa Pubblica si auto-investono salvatori di quella patria che hanno contribuito a distruggere. Così, con il pretesto dell’emergenza, danno il colpo di grazia alla vera economia di questo Paese, ai diritti dei cittadini e alla nostra già fragile democrazia”

Articolo menzionato: https://www.corriere.it/cronache/20_aprile_14/coronavirus-fase-2-4-maggio-uscite-scaglionate-fasce-d-eta-app-piano-gli-over-70-d2667608-7dc5-11ea-bfaa-e40a2751f63b.shtml

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02.02.2020. Candelora laica e offerta di luci con canti

Lunario Paolo D'Arpini 1 febbraio 2020

…il 2 febbraio si festeggia la “Candelora” che trae origine da un’antica festa pagana denominata “Lupercalia”, connessa al culto antico della Madre Terra, tesa a rappresentare i riti della sessualità e della fertilità.“Candelora candelora dell’inverno semo fora. Ma se piove e tira vento nell’inverno semo dentro” – Così recita il detto popolare, dal che dovremmo dedurne che siamo ancora nel pieno dell’inverno, visto il maltempo che imperversa… Ciò non toglie che dal punto di vista astrologico a partire dai primi di febbraio si avverte, almeno nello spirito, l’inizio della primavera.

Certo non è la primavera astronomica… è un’avvisaglia di primavera. Questo è un periodo di freddo intenso ma riprende a crescere la durata del giorno ed anche l’aria a volte si addolcisce ed invita i piccoli germogli, che stentano a uscir dal suolo, ad avventurarsi fuori alla luce del sole. In questi giorni sentiremo un’aggiunta di energia, chiamiamola una scorta psico-energetica, che consente di affrontare condizioni straordinarie e crisi acute -come avviene talvolta alle piantine che si avventurano al sole e ricevono invece la gelata- è una questione di vita o di morte!

Il significato recondito della Candelora sta a rappresentare l’incontro-scontro degli opposti: Yang (il caldo), Yin (il freddo).Un momento questo che presuppone un cambiamento ineluttabile. E la spinta viene da quella ‘terza parte’ (la continua mutazione) che conduce al rinnovamento della vita. L’organismo vivente è in stretta correlazione con tutto ciò che lo circonda. Ad alcune cose è affine ad altre è in antagonismo. Saper far fronte a situazioni opposte mantenendo un equilibrio di mente e di corpo, deriva dalla capacità dell’organismo e della mente di integrare nel loro funzionamento le diverse energie vitali. L’acqua, il cibo, il freddo, il caldo, il moto, la quiete, il sonno la veglia, la pulizia e l’influenza spirituale…. la somma di tutti questi fattori, vissuti correttamente, è salute. Perciò accettiamo il freddo e le avvisaglie di primavera con la “benedizione delle candele”, simbolo quest’ultimo della luce che avanza!

In sintonia con questo messaggio, il 2 febbraio 2020, alle ore 20,  a Spilamberto accenderemo  anche noi le nostre candele… nella Cave  di meditazione di Caterina, e  canteremo un antico inno dedicato all’offerta di luci (Jota se Jota).

Paolo D’Arpini – Info. 333.6023090 – circolovegetariano@gmail.com

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“Compagni di viaggio. La ricerca spirituale laica inizia e finisce nel Sé” di Paolo D’Arpini con postfazione di Caterina Regazzi

“Compagni di viaggio. La ricerca spirituale laica inizia e finisce nel Sé”
Autore: Paolo D’Arpini
Postfazione di Caterina Regazzi
Edizioni OM Bologna, Via 1 Maggio 3/e – Quarto Inferiore
Tel. 051 767079 – Cell. 393/33.64.368

Dalla IV di copertina:
“Compagni di viaggio” è una sorta di diario, una raccolta di aneddoti e di esperienze vissute assieme a personaggi particolari, diremmo “straordinari”, incontrati lungo il cammino spirituale. La via personale dell’autore è quella della spiritualità laica, quindi questi incontri con i “santi” sono narrati in modo molto informale senza alcuna enfasi o pretesa, cercando comunque di trasmetterne l’insegnamento o il messaggio ricevuto. In alcuni casi gli incontri non sono nemmeno avvenuti su un piano fisico ma su un piano elettivo. Il testo contiene resoconti di prima mano di alcuni momenti significativi vissuti assieme a diversi maestri, una narrazione di dialoghi e confidenze, le stesse che si raccontano tra amici nei momenti d’intimità, durante il ritorno alla nostra vera casa.

Postfazione di Caterina Regazzi:

Il mio amato Paolo mi ha chiesto di scrivere una postfazione al suo libro “Compagni di viaggio”, ed io, che pure compagna del suo viaggio sono, mi ci accingo, non dico di buon grado, in quanto le cose da fare nella mia vita sono tante (per me) e le energie in questo periodo sono poche. Del resto glielo devo proprio perché la lettura di certi suoi racconti, di cui molti sono compresi in questo libro, è stata per me un grande nutrimento, che mi ha fatto avvicinare ancora di più, di quanto non stessi già facendo da sola, ad un mondo di spiritualità in cui l’evento principale, la tendenza a… più forte è la “scoperta del Sé”. Eh si, perché nonostante il contenuto più evidente in questo libro siano i racconti
degli incontri di Paolo con vari santi e saggi, incontri diretti, fisici, ma a volte solo indiretti, i personaggi descritti e ricordati hanno avuto per Paolo, ed indirettamente avranno sul lettore, lo scopo di aiutarlo a scoprire il proprio Sé, fungendo da specchio, in cui l’ente si riflette, vi vede e si riconosce.

Il testo, a tratti, è un dialogo di Paolo con se stesso o forse con un ipotetico lettore, per cui, per me è stato quasi impossibile, nella correzione delle bozze, fare alcun taglio, alcuna sostituzione, persino, come avevo iniziato a fare, togliere alcuni puntini di sospensione che per me erano di troppo, che evocavano un discorso “parlato” più
che scritto, e che qui abbondano. È una scrittura appunto “evocativa” che lascia al lettore la possibilità di immaginare, per terminare la frase, un finale tutto suo. Difficile per me, che sono una persona molto concreta (o lo ero?), digerire questo tipo di scrittura.

Ma, parlando di spiritualità, come si fa ad essere concreti? Ognuno di coloro che leggeranno questo testo, potrà trovarvi fatti, idee, immagini che gli “risuonano” o magari cose che lo infastidiranno, ma di certo questo libro non può lasciare indifferenti. Il percorso spirituale di Paolo è la sua vita e la sua vita è il suo percorso spirituale. Questi racconti sono stati originariamente scritti durante anni ed anni di incontri e di esperienze. Un libro sulla spiritualità laica? Sugli incontri della sua vita che hanno illuminato il suo percorso? La descrizione dell’emergere improvviso dal buio della luce del suo spirito? Presto fatto: c’è un grande baule immaginario dove negli anni sono stati fortunatamente (anche per noi) e fortunosamente (per lui) raccolte le impressioni, le esperienze, che si possono leggere e godere anche come “semplici” avventure, che appaiono vive e vivide come fossero state vissute appena ieri e raccontate in maniera così vitale e a volte anche auto-ironica che ci pare di vederle scorrere davanti ai nostri occhi e, come un bambino che guarda e riguarda per dieci, venti volte sempre lo stesso cartone animato o si fa leggere per dieci venti volte la stessa favola, io leggo e rileggo alcune di queste storie con rinnovato piacere e godimento (la lebbrosa, l’abbracciona, la storia con Leslie, ecc.).

Mi ritengo una persona molto fortunata di poter godere di queste esperienze anche se di seconda mano perché Paolo non ne fa mistero e le custodisce sì nel suo cuore, ma le condivide generosamente con chi sa che le potrà apprezzare e farsene bagaglio. E così sarà per chi si avvicinerà a questo libro, certo che dopo averlo letto e magari anche riletto, consumandolo quasi, ognuno potrà guardare dentro e fuori di sé, con maggior chiarezza e amore. Ancora una volta, Paolo, grazie per quello che ci doni e di essere quello che sei. (Caterina Regazzi)

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Psicostoria religiosa. Il cristianesimo è una invenzione di Paolo di Tarso

Lunario Paolo D'Arpini 26 dicembre 2019

Ciò che viene definito “storia” è al meglio una cronaca aggiustata in funzione di soddisfare le esigenze dei potenti coinvolti negli eventi descritti… oppure rispecchia le posizioni ideologiche dei narratori, che debbono in ogni caso far sempre i conti con il potere in carica.. Lo vediamo anche nelle cronache attuali, quelle dei giornali, radio e tv, in cui la narrazione dei fatti è sempre aggiustata al fine di soddisfare un “potere” od un “idea”…

Secondo la teoria di Albert Einstein si può dedurre che una forma che si manifesta nella spazio è semplice durata nel tempo. Come dire che la proiezione energetica della forma è individuabile soltanto in rapporto con la sua prosecutio temporale. Da qui l’idea che ogni cosa ed ogni accadimento sono semplici proiezioni spazio temporali, e pertanto “immaginarie”, ovvero percepibili attraverso la visione, in un continuum inscindibile… La coscienza riflessa della mente è in grado di fermare i fotogrammi nel caotico flusso energetico spaziotemporale rendendo le forme, i fatti, insomma ciò che compone lo svolgimento dell’agire, non solo visibili ma anche consequenziali e sperimentabili sensorialmente.

Nella descrizione degli eventi, definita storia, prevale l’impressione dell’osservatore (come sopra evidenziato), questa è la caratteristica della mente individuale che, percependo attraverso la rete di sue predisposizioni, interpreta ed aggiusta i significati delle azioni vissute o riportate.

A questo punto per conoscere una parvenza oggettiva di “verità” occorre rivolgersi alla psicostoria, ovvero alla capacità di lettura della memorizzazione automatica, empirica, della registrazione contabile non percettibile, presente nell’insieme degli eventi. Per cui se vogliamo conoscere la storia, quella vera, è necessario introdursi nel magazzino akashico della funzione mnemonica vitale, che è presente in forma olografica in ognuno di noi.

Bisogna pescare nell’inconscio, bisogna percepire quello che è presente nella mente universale in forma di traccia mnemonica psico-fisica. Bisogna comprendere gli eventi narrati non solo dal punto di vista del narratore ma di quello dei vari personaggi coinvolti. Bisogna sprofondare nel mondo archetipale e sapersi riconoscere in ognuno dei “modelli” evocati. Bisogna lasciar andare la ragione e l’analisi per soffermarsi sulla memoria collettiva dalla quale possono così emergere messaggi e intuizioni diverse dalle conclusioni descritte nella storia ufficiale.

Secondo la teoria della “psicostoria” si potrebbe arrivare a ciò attraverso l’analisi memorica residua impressa negli oggetti coinvolti negli eventi… Con questo metodo possono aversi risultati “stravolgenti” rispetto a quelle che sono le opinioni sulle cause degli eventi storici, ad esempio nell’analisi che stabilisce i motivi della caduta dell’impero romano di solito si evidenziano sia la decadenza dei costumi, sia la calata dei barbari ma non si tiene mai conto delle conseguenze dell’affermazione cristiana, che fu veramente un fatto disgregante e distruttivo della romanità, trasformandola da civiltà politica laica in mera fondazione religiosa.

E qui mi sembra utile fare una piccolo inciso. Dopo la scoperta dei rotoli di Qumran è risultato evidente che gli insegnamenti e le cronache in essi contenuti anticipavano di fatto tutti gli insegnamenti cristiani. Solo che quei rotoli erano di molto antecedenti all’ipotetica nascita di Cristo. Dopo la distruzione di Gerusalemme ad opera di Tito si intensificò la diaspora ebraica (che era già iniziata da tempo immemorabile essendo gli ebrei già presenti in moltissimi luoghi nel mondo). Fra i vari gruppi o sette ebraiche quella degli Esseni era la più spiritualmente qualificata e la meno radicata alle tradizioni rabbiniche.

Da qui la bella pensata di Saulo di Tarso, un ebreo cittadino romano il quale, evidentemente al corrente della filosofia essena, aveva capito una cosa… ovvero che nella immaginazione scritturale ebraica si continuava a prospettare l’arrivo di un messia, salvatore d’Israele, ma di messia -o autodefinitisi tali- ne erano passati a decine nei secoli ed il risultato era sempre stato deludente. Per questo Saulo decise -pragmaticamente e mettendosi contro le gerarchie rabbiniche- che non valeva più la pena di proiettare la venuta del messia in un futuro lontano (cosa che per tutti gli altri ebrei era motivo di speranza e di forza per continuare a mantenere la “fede”) e intuì anche che non poteva trionfare presso le popolazioni umane una religione che fosse trasmissibile solo per via ereditaria diretta (geneticamente). Egli decise perciò due cose che cambiarono radicalmente la struttura della religione giudaica, allargandola sempre più e rendendola inoltre alla portata di tutti. In primis Saulo stabilì che il messia non doveva venire in futuro ma era già venuto in passato e “descrisse” (come fatto storico) un personaggio (che dal punto di vista delle cronache ufficiali romane non è mai esistito) mettendogli in bocca quegli insegnamenti che facevano parte della tradizione dei rotoli del Mar Morto (di cui sopra) e soprattutto stabilì che si potesse aderire alla nuova “religione” non solo per censo ma anche per conversione…. Quella fu la causa della frattura definitiva tra la sua setta chiaramente “eretica” e l’ebraismo tradizionale e da quella frattura nacque il cristianesimo (che assunse una sua identità specifica a partire dal III secolo d.c o meglio dall’anno 1.000 di Roma).

Questo percorso esemplificativo, che qui vi ho narrato, è il risultato di una “lettura” psicostorica.

Paolo D’Arpini

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Il M5S di Luigi di Maio perde seguito e consensi perché obbedisce alla UE e alla NATO! La Lega di Matteo Salvini se ne giova finché è all’opposizione…

Lunario Paolo D'Arpini 30 ottobre 2019

Le elezioni in Umbria confermano la crisi del sistema politico della Repubblica Pontificia asservita alla NATO e all’UE!

L’esito delle elezioni in Umbria conferma che crescono il malcontento, il malessere, l’insofferenza e la rivolta delle masse popolari contro il corso catastrofico delle cose che la borghesia imperialista ha imposto anche nel nostro paese da quando circa quaranta anni fa ha ripreso in mano nel mondo intero la direzione del corso delle cose. I partiti che da trenta anni a questa parte hanno composto i governi che hanno attuato nel nostro paese il programma della borghesia imperialista perdono terreno ad ogni elezione. Il PD di Romano Prodi e di Matteo Renzi, erede della combriccola del CAF (Craxi-Andreotti-Forlani) e del PCI di Berlinguer, perde ovunque voti ad ogni elezione. Il Partito di Berlusconi, da circa trenta anni portavoce politico della malavita organizzata e di molti gruppi imperialisti, segue la stessa strada. Si allarga la breccia che con il voto del 4 marzo 2018 le masse popolari hanno aperto nel sistema politico della Repubblica Pontificia asservita alla NATO e al Fondo Monetario Internazionale (FMI) diretti dai gruppi imperialisti USA e all’UE (Commissione e Banca Centrale) dei gruppi imperialisti europei.

I tentativi fatti dal M5S di Luigi Di Maio e dalla Lega di Matteo Salvini di rabberciare la breccia erano destinati al fallimento. Il fallimento è già lampante per il M5S da quando ha accettato di servire la NATO e l’UE, prima in compagnia della Lega e poi in compagnia del PD. Finché aveva dato voce all’insofferenza delle masse popolari per l’ordine imposto dalla comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti, il M5S aveva raccolto attivisti ed elettori. Da quando cerca di conciliare con le imposizioni dell’UE e della NATO le prospettive che ha fatto balenare agli occhi delle larghe masse, non fa che perdere voti e attivisti.

Matteo Salvini ha cercato di salvarsi: prima ha fatto il bastian contrario nel governo Conte di cui faceva parte e poi si è sganciato dal governo. Ma vive di promesse che non è in grado di realizzare. Nel primo governo Conte lo si è visto all’opera. L’emancipazione dall’UE e la creazione di una moneta ausiliaria (i minibot) sono rimasti chiacchiere. Ha invece fatto il campione della persecuzione degli emigranti, della repressione dei lavoratori (misure contro scioperi, picchetti, blocchi stradali e altre forme di lotta) e contro le famiglie che occupano case lasciate vuote e all’abbandono. Si è sganciato dal governo in tempo per raccogliere il malcontento nelle elezioni in Umbria e ne raccoglierà ancora, nelle prossime elezioni. Andare al governo, sarà la sua fine, benché abbia già raccolto i favori della criminalità organizzata (la cricca Fontana e Caianiello è solo un esempio) e di quei gruppi imperialisti che avevano in Berlusconi il loro esponente politico. Ma già ora la sua scesa non è irresistibile: in Umbria alle regionali di ottobre c’erano più elettori che alle europee di maggio (703.000 contro 687.000), ma la lega ha raccolto meno voti (154.000 contro 171.000).

Noi comunisti dobbiamo mobilitare ed elevare la resistenza che le masse popolari oppongono in ogni campo della vita sociale al catastrofico corso delle cose. Dobbiamo fare dei lavoratori organizzati una forza politica capace di prendere in mano il governo del paese e instaurare il socialismo: 1. potere delle masse popolari organizzate attorno al Partito comunista, 2. gestione pubblica pianificata dell’attività economica del paese per soddisfare i bisogni delle masse popolari e stabilire rapporti di solidarietà, collaborazione e scambio con gli altri paesi, 3. partecipazione crescente delle masse popolari alle attività specificamente umane da cui le classi dominanti da sempre le escludono.

Nell’immediato dobbiamo mobilitare i lavoratori avanzati, in particolare in ogni azienda capitalista e in ogni istituzione pubblica (scuole, ospedali, ecc.), perché costituiscano organismi che tutelino diritti e occupazione, prevengano e contrastino i piani dei padroni, si colleghino tra loro e rafforzino la resistenza anche fuori dalle aziende e dalle istituzioni.

In ogni iniziativa della Lega, dovunque sono presenti lavoratori, dobbiamo portare la parola d’ordine della nazionalizzazione e della gestione pubblica di ogni azienda che i padroni vogliono ridurre, smembrare, chiudere o delocalizzare. Se non facciamo valere la sovranità sulle attività produttive del nostro paese, la sovranità nazionale contro l’UE e la NATO resta nel campo delle chiacchiere elettorali.

Il PD è da anni il partito dei gruppi d’affari italiani e stranieri, asservito all’UE e alla NATO, ma ha ancora legami con una parte degli organismi e dei gruppi di lavoratori sorti quando il movimento comunista era forte: con tutti questi dobbiamo stabilire legami per elevare la resistenza al corso delle cose e far fronte senza riserve agli effetti della crisi sociale in corso, in campo economico, culturale ed ambientale.

Agli elettori e agli attivisti del M5S dobbiamo indicare la strada del legame con i lavoratori delle aziende e delle istituzioni che lottano per la difesa dei posti di lavoro: è l’unica via per cambiare il corso delle cose. Il M5S continuerà a perdere voti e consensi finché governerà senza nazionalizzare le aziende che i padroni vogliono ridurre, chiudere, smembrare o delocalizzare, supino agli ordini della UE e della NATO.

Nazionalizzare tutte le aziende che i padroni vogliono ridurre, chiudere, smembrare o delocalizzare, nazionalizzare i loro impianti, la loro rete commerciale, i loro brevetti e marchi, riorganizzare l’apparato produttivo al servizio delle masse popolari: questo deve essere il nucleo dell’attività governativa! Senza instaurare la sovranità sull’apparato produttivo non conquisteremo mai la sovranità nazionale!

A chi obietta la disastrosa gestione dell’apparato produttivo pubblico, dobbiamo far notare che essa è incominciata negli anni ’70. Prima l’apparato produttivo pubblico (IRI, ENI, banche, ecc.) era stato un componente della ripresa postbellica e del “miracolo economico”. Finché la borghesia fu impegnata a contrastare il movimento comunista, cioè fino agli anni ’70, i suoi funzionari fecero funzionare in modo efficiente il settore pubblico dell’economia: industrie, banche e perfino aziende agricole (come facevano funzionare la polizia, i carabinieri, le FFAA, Gladio, la P2, ecc.).

Il settore pubblico dell’economia ha avuto un ruolo positivo fino a quando la borghesia imperialista arrivò alla conclusione che non ne aveva più bisogno perché il movimento comunista, causa i limiti della sua sinistra e la collaborazione dei revisionisti moderni (la destra del movimento comunista), si era suicidato da sé. E d’altra parte la borghesia imperialista, causa la sovrapproduzione assoluta di capitale, aveva bisogno di privatizzare l’apparato produttivo pubblico e anche i servizi pubblici (con risultati di cui il Ponte Morandi di Genova è solo il più clamorosamente noto). Ma ora il settore privato (capitalista) dell’economia funziona così bene, che i capitalisti chiudono e delocalizzano (vedi FIAT, Whirlpool, IVECO, ecc.).

La sovranità sull’apparato produttivo è la base per la sovranità nazionale contro UE e NATO!

Faremo dell’Italia il primo dei nuovi paesi socialisti!

Il primo paese che romperà le catene del sistema imperialista mondiale, sarà di esempio e aprirà la strada anche alle masse popolai degli altri paesi e si gioverà del loro sostegno!

Nessuna azienda deve essere chiusa, smembrata, ridotta di dimensioni, venduta a gruppi stranieri!

Nazionalizzare senza indennizzo le aziende che i capitalisti vogliono vendere, smembrare, ridurre, delocalizzare!

Impedire lo smantellamento dell’apparato produttivo del paese è il punto principale di una vera lotta per la sovranità nazionale!

Non c’è sovranità nazionale né benessere popolare né sicurezza personale senza direzione delle autorità italiane e dei lavoratori sulle attività economiche che si svolgono in Italia!

Costituire un governo deciso e in grado di far valere la sovranità nazionale iscritta nella Costituzione del 1948 contro la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti, le sue istituzioni (UE, BCE, FMI) e il suo braccio armato (la NATO)!

Nuovo Partito Comunista Italiano – nuovo-pci@lists.riseup.net, nuovopci@riseup.net

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