Archivio della Categoria 'Lunario'

Nasce a Roma il nuovo P.D.S. (Popolo Della Sovranità) dall’unione gaia di Storace ed Alemanno

Lunario Paolo D'Arpini 21 febbraio 2017

Nella stessa giornata in cui si consumavano le tribolazioni scissioniste del Partito Democratico all’Hotel Parco dei Principi, al Marriott Park Hotel dell’Eur di Roma, il polo antagonista di destra, approfittando dello stato confusionale dell’avversario, incrudeliva fondando il nuovo PDS.

All’assise del Marriott il matrimonio politico tra… Gianni Alemanno e Francesco Storace.

Quivi anche il messaggio del mai domito Cavaliere di Arcore, entusiasta del nascente Popolo Della Sovranità che di sicuro «saprà essere parte integrante di un centro-destra che si candida a governare il Paese»

Che dire? Nulla! Siamo finalmente al Post PD, meglio così!

Adriano Colafrancesco
www.adriacola.altervista.org

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Karma e libertà di scelta (in chiave buddista)

Lunario Paolo D'Arpini 19 febbraio 2017

Molti chiarimenti in materia di ‘karma’ e ‘libero-arbitrio’ si trovano negli scritti Buddisti (Sutra). Da essi par di capire che un vero e proprio ‘atto-libero’, in realtà, non sia che un’utopica illusione (come, del resto, lo sono tutti i fenomeni e le manifestazioni di questo mondo e di questa forma di esistenza). Ovviamente, parlando in termini di realtà ultima, o assoluta. Perché, in termini di realtà relativa, o mondana, allora purtroppo tutti i fenomeni e le manifestazioni appaiono davvero ‘reali’ alla nostra mente ingannata, con tutte le conseguenze del caso, che sono appunto: il ‘karma’.

Quindi, in un certo senso, si può dire che, anche se così non sembra, questo ‘karma’ è proprio il nostro ‘agire’ volontario, o pseudo-libero. Significa perciò che proprio il nostro “volere” (o non volere) questa o quella cosa, è ciò che mette in moto una causa con il relativo e obbligatorio ‘effetto’ che, in questa ‘realtà’ duale e fatta di ‘opposti’, genera una forza-energia di tipo contrastante, che si risolve nel farci sperimentare, prima o poi, una sorta di ‘ricompensa, o punizione, per aver desiderato, o voluto, una certa cosa che ha direzionato la nostra mente verso il ‘bene’ o verso il ‘male’. E’ un po’ la teoria, ben spiegata nei Sutra, del seme e del suo germoglio… Così come un chicco di riso non potrà mai produrre una spiga di grano (e viceversa), così pure una volontà, o azione negativa, non potrà mai produrre effetti ‘positivi’ (e viceversa)…

Ecco dunque spiegato in breve la dinamica del ‘karma’ e dell’apparente idea di ‘libero-arbitrio’. Si può, quindi, eseguire qualunque azione a nostro piacimento, in questo mondo, ma sarebbe bene che noi si sia istruiti ed informati sul fatto che, in seguito, ogni effetto derivante da quella nostra azione, torna come un ‘boomerang’ a scatenarsi su noi stessi. Che lo si capisca o no, questa è una ‘legge’ universale e quindi non può prescindere dal fatto che noi la si conosca o meno.

Tant’è vero che tutti i Sutra ammoniscono che le nostre ripetute rinascite non sono altro che il frutto o il prodotto, cioè l’esecuzione forzata, dei nostri desideri, o paure, messi in moto da quel ‘karma’, e che non si sono ancora potuti realizzare, o non sono ancora intervenuti a punirci.

Aliberth

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Mio commentino: “…di tutte le teorie su causa effetto o sincronicità prediligo il pensiero taoista (contenuto anche nell’I Ching) per cui ognuno di noi incarna un ente idoneo ad esprimere un certo tipo di energia che va a combinarsi con tutte le energie degli altri enti (non solo umani ovviamente). Il senso dell’io che si appropria dell’azione compiuta è semplicemente una proiezione mentale, come il senso di identificazione con le qualità espresse. In verità la mente individuale funziona come una griglia psichica che consente il passaggio di pulsioni energetiche corrispondenti alle qualità spazio temporale che contribuiscono al funzionamento della eterna mutazione. Dal che se ne deduce che non può esserci premio o castigo individuale né responsabilità o merito per l’ente. Ciò non toglie che la chiarezza di visione del “meccanismo” consente l’uscita di scena dell’ente illuminato, o come dicono i taoisti “il ritorno alla matrice”. Ma tale “assorbimento” è anch’esso una componente del funzionamento globale. Anche in questo caso la funzione del “risvegliato” è semplicemente quella di indicare la “via di uscita” a chi staziona nei pressi…” (Paolo D’Arpini)

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Dichiarazione del Comitato Centrale del KKE sulla visita di Alexis Tsipras in Ucraina

Lunario Paolo D'Arpini 17 febbraio 2017

Il Primo Ministro Alexis Tsipras ha scelto di visitare l’Ucraina in un periodo in cui un regime è stato imposto su questo Paese attraverso un colpo di stato, supportato dagli USA, dall’UE e dalla NATO ed anche con l’utilizzazione di gruppi fascisti.

La visita ha coinciso con un nuovo inasprimento della situazione in Ucraina Sudorientale, con l’esplosione di nuovi massacri, con l’attuale Presidente Poroshenko che insieme al suo governo reazionario porta la responsabilità principale di tutto ciò.

Ha visitato l’Ucraina in un momento in cui è in corso il processo-farsa per mettere fuorilegge il Partito Comunista Ucraino, in cui i monumenti sovietici ed antifascisti vengono demoliti e i collaborazionisti con il nazismo vengono presentati alla gioventù come “patrioti”.

Questo regime a cui il Signor Tsipras ha fatto visita ha creato una “lista nera” degli oppositori politici, che include anche quadri del KKE tra cui G. Lamproulis, deputato e vice portavoce del Parlamento greco e S. Zarianopoulos, deputato del KKE al Parlamento Europeo, poiché essi hanno dimostrato il vero interesse e la solidarietà del KKE con il popolo dell’Ucraina che viene massacrato nella regione del Donbass.

Le discussioni sulla cooperazione nella cornice della UE e della NATO, sugli accordi commerciali, dimostrano che la cosiddetta “politica estera multidimensionale” del governo SYRIZA – ANEL non è nient’altro che mettersi a servizio degli interessi del capitale in modo unidimensionale, interessi ben lontani da quelli dei popoli di Grecia ed Ucraina.

Ufficio Stampa del Comitato Centrale del Partito Comunista di Grecia (KKE)

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

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“La riforma proposta dal governo Renzi è dannosa alla Nazione” – Lettera alle istituzioni

Lunario Paolo D'Arpini 3 dicembre 2016

Al Pres. Serrgio Mattarella – presidenza.repubblica@quirinale.it
al Premier Matteo Renzi – matteo@governo.it
al Pres. Pietro Grasso – pietro.grasso@senato.it
alla Pres. Laura Boldrini – boldrini_l@camera.it

La riforma proposta dal governo è dannosa alla Nazione

1. La soppressione del Senato come organo ordinario della legge è contraria al modello democratico che s’incentra nel Parlamento come organo della legge coi suoi due pilastri di Camera e Senato. A questa soppressione segue un rafforzamento del Governo, che già con Berlusconi e ora con Renzi, da esecutivo del Parlamento tende a diventarne il gestore.
I due rami del Parlamento semmai devono essere rafforzati; la presenza di deputati e senatori dev’essere obbligatoria, le assenze multate.

2. Anche la riforma del titolo quinto della Costituzione rafforza il Governo, togliendo alle Regioni prerogative in fatto di occupazione e sicurezza sul lavoro, professioni, energia, ambiente.

3. Sulla stessa linea è la via preferenziale che il Governo si riserva per l’approvazione delle sue proposte di legge.

4. L’iniziativa popolare viene resa più difficile: per la proposta di referendum si passa da 500.000 a 800.000 firme, davvero eccessive; per le proposte popolari di legge si passa da 50.000 a 150.000.

5. Il CNEL non dev’essere soppresso ma riformato in un gruppo di esperti (tra venti e trenta; ora sono 65, ma occupati nella loro professione) che lavorano a tempo pieno su problemi di economia, finanza, lavoro, povertà. E preparano proposte di legge.

In conclusione questa pretesa riforma tende a trasformare la democrazia in oligarchia, nel potere dei pochi che stanno al governo e dell’unico che ne è a capo, il premier e il suo gruppo, cioè oggi Renzi.
I risparmi di cui si vocifera tanto, si possono ottenere per altra via. Se si vuole.

Per il Movimento il Responsabile
Prof. Arrigo Colombo

Arrigo Colombo, Centro interuniversitario di ricerca sull’Utopia, Università del Salento-Lecce
Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel. 0832-314160
E-mail arribo@libero.it/ Pag web http://digilander.libero.it/ColomboUtopia

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Laicità, nel vero senso della parola…

Lunario Paolo D'Arpini 17 novembre 2016

Controllando sul vocabolario l’origine etimologica della parola “laico” viene fuori una cosa sconcertante… “Laico”, dal latino “laicus” di derivazione dal greco “laikos” significa “del popolo, profano, estraneo al contesto strutturale sociale e religioso”, opposto a “clerikos” (dal greco) “del clero”!

Tutta la storia è stata scritta dal patriarcato, ed anche il significato delle parole, tant’è vero che le antiche simbologie sono state descritte in negativo. Il fatto che la parola laikos in greco esprima un giudizio negativo aiuta la mia teoria….. Avvenne lo stesso per i pariah (o fuori-casta) indiani, così disprezzati dagli ariani (patriarcali). Sia il laico che il fuori-casta erano esclusi dalla società civile, costituita in termini di classe e censo (dal padre). Altrettanto essi erano considerati estranei alla cultura religiosa ufficiale (e quindi opposti al clericos ed al bramano).

Ad esempio nel sud dell’India, meno toccato dalla cultura patriarcale, si mantennero i culti dedicati alla shakti (energia femminile) in cui non vi è uno specifico sacerdozio costituito. Tutto ciò fa supporre che l’emarginazione sociale ed il dis-rispetto subito dai laici in Grecia,- o dai pariah in India-, (ritenuti apolidi, popolino basso ed ignorante) era senz’altro l’effetto della emarginazione finale nei confronti della cultura espressivamente libera e della spiritualità non gerarchizzata del matrismo.

Tra l’altro sia in Grecia, come nell’area dravidiana del subcontinente indiano, resistette (Creta ne è un esempio) un lembo matristico. La lotta di costume e di pensiero fra patriarcato e matrismo era ancora in atto ai tempi in cui fu coniato il termine “laikos” e “pariah” dalla cultura patriarcale che stava avendo il sopravvento sull’altra.

Parlare di “Spiritualità laica” corrisponde al parlare di “Spiritualità naturale”, ovvero una spiritualità non strutturata in alcuna forma di credo ma basata sull’intuizione spontanea dell’uomo, entrambe queste definizioni evocano la stessa identica cosa: la capacità di percepire in se stessi, senza tramiti, la presenza dello Spirito, una sintesi fra coscienza ed intelligenza.

Oggi il termine “laico” è sostanzialmente travisato ma è sicuramente preferibile restituire a questa parola la sua valenza piuttosto che condannare il termine in se stesso perché usato malamente, in questi ultimi anni, dalla “cultura laicista” in contrapposizione a quella “clericale”. Altrimenti facciamo come i tedeschi che oggi condannano la Svastica, per l’utilizzo fattone dal nazismo, dimenticando le migliaia di anni –ancora adesso- di sacralità simbolica (in molte parti del mondo) in cui la Svastica è l’emblema dell’energia creativa e della pace.

Perché darla vinta a chi storpia il significato invece di correggere le devianze (opera di strumentalizzazione)? Occorre restituire valore-verità al simbolo della Svastica, facendo altrettanto con la parola “laico” che è stata storpiata -nel significato profondo- dalle ideologie politiche e religiose, ma che non merita di scomparire dal nostro vocabolario. Spiritualità laica è espressione di autonomia di pensiero, un’espressione priva di connotazioni (…del popolo, estranea al costrutto sociale e religioso..), insomma libera!

Paolo D’Arpini – (Circolo Vegetariano VV.TT.)

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