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I risvolti della democrazia rappresentativa (in Italia e nel mondo) e analisi del voto amministrativo del maggio 2012 (dopo Parma)

Democrazia fasulla – Ormai è evidente che la democrazia è un’istituzione fasulla. Il partito degli astenuti e dei voti nulli ha superato il 50%. Al ballottaggio a Genova, ad esempio, ha votato solo il 40% (senza contare le schede bianche e nulle) il che significa che il sindaco è stato eletto con il 20% dei voti. Ma la cosa andrà ancora avanti, salvo una dubbia affermazione della politica di protesta, e finiremo come negli USA, la democrazia più importante del mondo e che ci fa da esempio, in cui il presidente rappresenta si e no un quinto degli americani. Insomma la democrazia è solo una oligarchia sorretta dall’alta finanza. Infatti se non ci fossero i contributi dell’alta finanza, sia al candidato democratico che a quello repubblicano, come potrebbero essi sostenere le spese delle campagne elettorali? Niente paura i contributi vengono ripagati con i posti nel governo (vedesi le varie posizioni occupate dalla Goldman Sachs, tanto per dirne una). E’ perciò evidente che i presidenti USA sono solo burattini dell’alta finanza. Ma non è forse la stessa cosa di quel che sta succedendo in Italia con il golpe del napoletano e la connivenza dei partiti tutti?

Riporto qui l’editoriale del Giornaletto di Saul del 22 maggio 2012:

Parma – Federico Pizzarotti, candidato del Movimento 5 Stelle, ha vinto con il venti per cento di scarto: 60,14, a 39,86. “Siamo pronti a governare”, ha detto il nuovo sindaco. “La prima cosa che farò sarà concentrarmi su quello che è il debito”. E’ la sconfitta anche di Bersani: è lui che aveva voluto Bernazzoli. Svolta epocale. Ha battuto di quasi venti punti Bernazzoli, sostenuto da tutto il centrosinistra. E’ la presa della Bastiglia, la Stalingrado sognata da Beppe Grillo. E’ l’addio alla vecchia politica e lo spazio al nuovo. A una cosa che ancora non è definita, forse, ma che esiste già e si chiama Movimento 5 stelle. La poltrona di primo cittadino di una delle città più importanti d’Italia non è un caso isolato. Nessuno lo avrebbe pensato. Non un mese fa. Forse nemmeno ieri.. L’affermazione del Movimento 5 Stelle accade in un momento auspicioso, è iniziata la stagione dei Gemelli. Bene, ora vediamo che succede… In fondo son contento anch’io della vittoria di Parma… se fossi stato lì avrei votato per il Movimento dei Grillini, con tutti i difetti è l’unico che pone prospettive di riuscita verso un cambiamento positivo. Per i partiti è stata una bella batosta e se la meritano!

Ed ora un divertente dialogo fra me ed una amico che dopo aver letto l’editoriale mi scrive:

C.C. – “Perché non fai da garante / organizzatore per il centro italia? (magari già lo fai). Con anche Vittorio e qualcun altro con la zucca, io direi che ci sono..”

Risposta – Ma di cosa? Ti riferisci al Grillo? Od a che? Il Grillo non lo conosco ed io non mi faccio certo avanti, alla mia età.. Penso che tu o Vittorio potreste darvi da fare, perchè non prendi contatto con lui e fate una combine? Se servirà un “appoggio” morale, non mi tiro indietro”

C.C. – “Si, mi riferisco a Grillo. Francamente, ritengo che potrebbe essere – per me, ma anche per molti italiani (salvo poi a ricevere l’ennesima fregatura – l’’ultima fermata per un tram che si chiama disillusione completa…”

Risposta – “Insisto… provateci… Se serve una mano, una benedizione o che.. – non mi tiro indietro… Largo ai giovani!”

C.C. – “Sì, grazie (ma vorrei avere solo una parte di facilitatore non di leader, non credo di averne le forze e forze manco le capacità). Però io intendo dire che, vista la possibile portata sociale rivoluzionaria, c’è bisogno di un forte centro morale oltre che culturale. Credo che tu possa quindi significare questo. Anche il posto (che non conosco, Treia) potrebbe essere il nostro Tibet, lontano ma illuminante”

Risposta – “Ti ringrazio… caro C., ma ritengo che al grillo non gliene possa fregare di meno di me, del Tibet, della forza morale e quant’altro… Scusa la franchezza, non è che ho dubbi sul Grillo, ho solo
certezze… Attualmente figurati ci sarà una scalata per occupare i posti all’interno del Movimento 5 Stelle.. ed entreranno solo quelli che si “scappellano” davanti al capo. Ciò non toglie che io sia contento della vittoria di Parma, è stato un bello schiaffone ai politicanti di mestiere che meriterebbero ben altre lezioni, se gli italiani avessero un po’ di cuore (intendo fegato)…. Accordati con Vittorio, lui è l’uomo giusto, ha una buona dose di peli sulla pancia per affrontare le fiere! Prendi contatto col grillo e proponilo…. Se servirà, come già detto, farò scendere le mie benedizioni, ma forse meglio di no.. potrebbero persino risultare controproducenti… Chi fa professione di verità odia la verità…”

Paolo D’Arpini

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Il sistema si sente minacciato.. e studia le contromosse: esercito, gendarmi, servizi segreti, processi giudiziari, brigate rosse e nere… etc. etc.

Lunario Paolo D'Arpini 17 maggio 2012

Questo è un collage di vari interventi (proposti da Giuseppe Turrisi che li ha accorpati), a integrazione dell’articolo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/05/16/stato-sovrano-la-penultima-bugia-e-come-sempre-il-sistema-salva-se-stesso-usando-pure-lantipolitica-ed-i-brigatisti/

Una storia affascinante se non fosse che a tratti è pure vera

Cosa accomuna Giovanni Leone, Giuseppe Saragat, Aldo Moro, Federico Caffè e il Signoraggio.

Nel 1974 viene emessa in Italia una banconota di stato di 500 lire una banconota coperta dallo stato italiano, senza signoraggio bancario ossia senza riconoscere interessi a nessuno. Ma già Il DPR del 20 giugno 1965 (Sargat) e la legge del 31 marzo 1966 n 171 (governo Moro) legge che da attuazione della moneta di stato (500 lire Aretusa dal 1966 al 1975). Dal 1974 al 1975 doppia emissione per la sostituzione). Dal 1974 con il DPR 14 febbraio parte la serie Mercurio, DM 2-aprile -1979 .

legge 31-3-1966, N 171 e D.M. 17033 del 20-10-1967. Quindi la cosa fù possibile

Moro fece passare insieme a Leone nel 74-76 l’emissione di moneta cartacea a corso legale sottraendo riprendendosi parte della sovranità che la costituzione attribuisce allo stato e non alla banca centrale che è privata..
le famose 500 lire di carta.. con i decreti del presidente della repubblica il D.P.R. 14-2-1974 ed il D.P.R. 5-6-1976
tratto da un articolo di M. Saba.

Attenzione alle date,sempre molto significative,in questo lasso di storia che non si studia,non per nulla,in nessuna scuola nè università!

1) La prima emissione ci fu nel 74 pochi mesi dopo nel 75 Leone fu al centro di furiosi attacchi sia da parte del giornale L’Espresso e del Partito radicale(da sempre i più implicati con gruppi di pressione internazionali e filoatlantici allora come oggi col gruppo repubblica che si limitano ad eseguire le direttive che vengono dal gruppo Rothshild che ha la proprietà del Financial Times ed Econimist)
Vi ricordate quando Di Pietro rilasciò loro una intervista dicendo ad USA ed UK che dovevano invadere l’Italia per liberarci da Berlusconi?
O i tanti dubbi sull’eliminazione della prima repubblica sempre operata da Di Pietro..

2) La seconda emissione nel 76 sempre su decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Leone e fortemente voluta anche da Moro e dalla sua fazione..
Dopo una serie di ripetuti attacchi dei giornali e del partito radicale addirittura Pannella testimoniò per dimostrare che Leone avesse preso tangenti nel caso Lockeed ,oggi dopo 20anni chiedono scusa dicendo che si erano sbagliati..
http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Leone#Le_dimissioni
Nel 78 incredibilmente 20 giorni dopo la morte di Moro 9maggio 1978 (ritrovamento) invece di preoccuparsi il mondo politico di trovare i responsabili e dei mille depistaggi dei ministri dell’interno e della polizia/carabinieri con tutti gli ufficiali massoni,si preoccuparono di attaccare Leone ed il 15 maggio si dimise.
Segno che i due erano legati …nel loro destino e l’unica cosa che li legava era questa..ed in giusti 20 giorni tra 9 maggio ed il 15giugno di eliminarono entrambi..con diverse messe in scena alcune ad oggi completamente svelate altre ancora buie,ma le scuse dei radicali non nascondono quello che avvenne.
Con Moro, irreprensibile non poterono usare il metodo Hoover ossia la ”charachter distruction” ed usarono le maniere pesanti.

Moro e Leone si erano avvalsi per questa emissione anche della consulenza di Federico Caffè (che era consulente per vari ministeri ed anche del centro studi di banchitalia!) anche lui scomparso in condizioni mai spiegate nel 1987..e che aveva pubblicato studi sulla moneta buona e la moneta cattiva..la prima quella legata ad un valore reale la seconda quella stampata dal nulla (ma gli antisignoraggisti diranno che manco lui,uno dei massimi economisti del secolo ,a livello mondiale,non ci aveva capito nulla!)..e si era messo di traverso alle privatizzazioni delle banche pubbliche..poi tutte privatizzate da due governi sotto l’egida di Draghi..

3) Ci sono poi attentati mai spiegati andati sotto il nome di ‘’strategia della tensione” ma di cui mai nessuno ha capito fino in fondo il reale significato(come non si sono mai capiti gli attentati contro i simboli dell’Italia dei monumenti del 93 anche li si parlava di ri-rendere pubblica banchitalia….certo un conto è la manovalanza ,la mafia,un conto i mandanti..ad oggi ignoti..che però costarono anche la vita a Falcone e Borsellino… !).

Parlo delle bombe nelle banche pubbliche..che poi sono state tutte privatizzate..e che dopo l’emissione di moneta sono l’ultimo baluardo della difesa dello stato..infatti mentre con quelli interessi si finanzia il pubblico con gli interessi ad una banca privata si finanzia la ricchezza dei privati..

Ecco che il 12 dic 1969 furono attaccate prima la la banca nazionale dell’agricoltura poi quella commerciale italiana poi quella nazionale del lavoro (quella che finanziava l’ENI di Mattei contro le sette sorelle) tutti in 53minuti tra Roma e Milano..nella prima ci furono 17 morti..
la seconda non esplose pare per un difetto la terza causò nel sottopassaggio 13 feriti!!Perchè banche? Perché banche pubbliche solamente?

Era un chiaro messaggio che le banche pubbliche che facevano l’interesse dello stato erano in rotta di collisione con le grandi banche private dietro all’imperialismo energetico USA..e volevano avere solo loro l’ultima parola su chi finanziare e chi no…poi per loro inaccettabile che uno stato possa diventare grande senza che loro si arricchiscano prestando soldi a strozzo!

In ogni caso i conti furono regolati molto tempo dopo a causa di una classe politica DC PSI che si opponeva.. tra il 92 ed il 94 quando l’intera classe dirigente che si era opposta al totale controllo delle banche internazionali fu eliminata con la fine della prima repubblica da parte di magistrati eterodiretti (allora come oggi!) e la Banca commerciali italiana così come quella nazionale dal lavoro furono privatizzate..e quindi finalmente sottratte al controllo dello stato..

4) Come non considerare la brutta fine che hanno fanno tutti quelli che hanno denunciato lo scippo della sovranità monetaria da parte delle banche ed hanno fatto mosse in direzione di riportarla in mano statale..tutti morti ammazzati…compresi i 4 presidenti USA(e guardacaso dopo la loro morte i presidenti eletti riportarono in auge elogiando le banche centrali o le grandi banche che prestavano allo stato soldi a strozzo)

Tra questi Lincoln, Garfield, McKinley, Kennedy John e poi Bob.. gli USA detengono il record assoluto di presidenti ammazzati… Kennedy come Moro/Leone poi fecero di peggio emisero moneta cartacea di stato(nel caso di Kennedy ritirate tutto subito dopo la morte..

Arrigo Molinari ex questone di Genova ha fatto una finaccia decine di coltellate proprio quando dove essere sentito dal magistrato per la sua denuncia sul signoraggio di Bce e banca centrale..
http://studimonetari.org/articoli/arrigomolinari.html

5) ovvio che Moro/Leone o Mattei od altri eliminati erano visti come antimperialisti o cmq ostacoli alla geopolitica e finanza USA sia che si trattasse di emissione monetaria,petrolio,armi appoggio a paesi non allienati..Moro non aveva scampo avendocele tutte..visto che aveva firmato il Lodo Moro che prevedeva territorio franco in Italia per i terroristi arabi (contro Israele) e voleva anche far andare il PCI al governo..e Kissinger (appartenente al ramo tedesco dei Rothshild infatti nacque in Baviera Heinz Alfred Kissinger nato Fürth curioso stessa zona,la Baviera,del nostro amato Ratzinger..un tiro di schioppo!) lo aveva avvisato minacciandolo (lo riporta il ministro Galloni)

……..
Mio commentino: ..basti vedere come si sono svolti i fatti di Moro, in Via Fani, il nascondiglio a pochi metri dalla polizia che lo cercava in tutta Italia, conseguenti leggi di Cossiga utili al controllo dei cittadini e tutt’ora in vigore, il fatto che Moro stesse impiantando un nuovo sistema, comprensivo di un tentativo di affrancamento dalle banche, stampando in proprio le 500 lire, etc. Ed inoltre la figura del becero Manconi (ed altri) che addirittura è poi diventato coordinatore dei Verdi… Tantissimi altri fattori.. Magari nelle BR (ne ho conosciuti alcuni) c’erano anche persone “convinte”ma le fila erano manovrate dall’interno! Ciò vale anche per i cosiddetti “eversori neri”.. Qesta la mia intuizione. Qualcuno non controllato ovviamente c’era, tipo ad esempio Feltrinelli .. ma quelli non controllati non facevano danno a nessuno, non erano funzionali al sistema, erano degli una bombers qualsiasi..” (P.D’A.)

……..

Siete invitati anche voi a contribuire all’arricchimento di questa rassegna di notizie/opinioni: scrivete a Paolo D’Arpini: circolo.vegetariano@libero.it

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Notizia dall’Italia.. anzi no, dalla Luna! – di Marco Della Luna

Lunario Paolo D'Arpini 17 aprile 2012

Notiamo evidenti convergenze tra le strategie recessive del governo Monti e la strategia autolesionistica di certe banche e industrie. I due fenomeni si illuminano a vicenda.

A marzo 2012 nel silenzio dei mass media divampava il caso Viola-BPER-MPS. Fabrizio Viola passa da AD di Biper (Banca Popolare dell’Emilia Romagna) a direttore generale di MPS, proprio mentre si rinegoziava il contratto collettivo aziendale di quest’ultimo (31.000 dipendenti).

Nel bollettino BPER Futura (Dicembre 2011) dell’omonima associazione di azionisti BPER, si leggono dati molto rilevanti. Nei 3 anni della direzione Viola, BPER ha perso quasi 2/3 della capitalizzazione, il 40% dell’utile netto, il 300% circa del suo saldo interbancario (andando a – 4,3 miliardi), diversi gradi di rating, e ciononostante gli ha rinnovato l’incarico e pagato compensi per € 5.312.667. E’ inoltre esposta verso i propri massimi dirigenti per 431.000.000 – cioè questi hanno usato la banca per prestare a se stessi quella somma, in palese conflitto di interessi. Inoltre hanno messo su poltrone della banca loro familiari ed amici.

Viola subentra ad Antonio Vigni quale A.D. nella direzione di MPS, il quale, durante la direzione Vigni, è caduto in gravi difficoltà anche di liquidità, soprattutto perché ha speso 9 miliardi per comperare la Banca Antonveneta che ne valeva 2 (quindi qualcuno ha lucrato 7), perché era piena di sofferenze (6 volte la media di MPS) dovute alla prassi diffusa e accettata di concessioni allegre di crediti a soggetti inidonei, e al quasi assente controllo della qualità del credito. Vigni rimane al MPS come consulente, esterno?

Nessuno dei responsabili e dei beneficiari di questi disastri viene chiamato a render conto e a risarcire, anzi vengono rotati tra loro e la carriera continua. Cosa che difficilmente si può spiegare se non rifacendosi a un disegno a livello di poteri sovrastanti, che dà direttive e copertura per questo tipo di gestione.

BPER Futura denuncia quanto sopra e denuncia che “i consigli di amministrazione, un tempo composti da uomini di grande valore che vedevano l’incarico come un servizio a termine, si sono riempiti di Amministratori a vita, che considerano la carica un mestiere”. Reclama che i dirigenti siano pagati in base al risultato ed entro limiti di decenza, che abbiano incarichi a termine, che non possano usare la banca per dare soldi a se stessi e poltrone ai parenti. Cita il caso dell’amministratore Vittorio Fini, che ha subito due ipoteche giudiziarie di un pool di banche sue creditrici per 68,5 milioni di Euro, e tra queste banche vi è anche quella di cui è amministratore, la BPER!

E per quale motivo, per quale logica o merito imprenditoriale il CDA rinnovava l’incarico a Viola, nonostante i pessimi risultati, e gli ha anzi dato un maggior compenso, in parte determinato a discrezione? Mi chiedo io: lo ha fatto perché i risultati non interessano, o perché interessa che siano così, perché ha fatto esattamente ciò che gli si richiedeva? E, con questi presupposti, per quali interessi MPS viene affidato a un Viola, per quale logica programmatica?

Anche nella Fiat, massima industria nazionale, si notano decisi tratti di strategia “riduttiva”: Marchionne non la sta rilanciando tecnologicamente e commercialmente, non sta investendo i 20 miliardi promessi per ottenere le firme sindacali al nuovo contratto – sta considerando di chiudere un paio di stabilimenti in Italia.

Vi è chi arguisce un piano per liquidare, mandandole a gambe all’aria, le grandi banche italiane e sostituirle con un sistema bancario, probabilmente, germanico, emanato da BCE e MES. E c’è un’analogia, un parallelismo tra un simile progetto e un progetto di mandare all’aria gli stessi paesi eurodeboli attraverso politiche di risanamento e sviluppo programmaticamente errate e fallimentari, per poi governarli direttamente via MES? Anche Corrado Passera, prima di esser fatto ministro dello sviluppo, aveva diretto una grande banca, Intesa San Paolo, con risultati non buoni. E così il nuovo presidente di MPS, Alessandro Profumo, indagato per frode fiscale, non è che abbia lasciato Unicredit in condizioni rigogliose. La sua controllata Fineco Leasing ha addirittura qualche pignoramento e sequestro conservativo – vedi Cerved.

E’ un fatto, che l’intero paese, tragicamente privo anche di significativi progetti infrastrutturali, appare in via di svuotamento, di raschiatura del fondo, di gestione terminale, ad esaurimento, non di preservazione e tantomeno di rilancio.

Come si può parlare di ripresa economica mentre si tagliano i redditi, si aumentano le tasse e le tariffe, e si procurano soldi alle banche all’1,7% non affinché finanzino la “ripresa” ma affinché speculino comperando btp che rendono il 6-5%?Dove va un paese che offre lavori instabili da 700 Euro al mese, e pensioni da 400, con un pari costo della vita rispetto a paesi dove stipendi e pensioni e servizi sono molto migliori e le tasse inferiori? Che senso ha vivere in esso, per un lavoratore, anziché emigrare? Credo che il disegno franco-tedesco di cui parla Galloni nel recentissimo saggio Chi ha tradito l’economia italiana? (ama pure in altri scritti) sia di eliminare, attraverso la demolizione del reddito, dell’autonomia nazionale e della capacità manageriale, tutte le strutture socioeconomiche e politiche autoctone, e insieme indurre ad emigrare gli imprenditori più attivi, a chiudere quelli meno forti (soprattutto la sacca di resistenza dura a morire delle piccole e medie imprese del Nord-Est), per poter poi plasmare, su un terreno spianato e sgomberato, incapace di opporsi, un’Italia diversa, a loro convenienza, facendone un bacino di mano d’opera a basso costo, vicino e direttamente controllato, che funga anche da mercato di sfogo per loro produzioni non meglio vendibili.

Questa ipotesi di drastico abbattimento economico spiega le scelte demolitive per l’Italia da parte di Merkel, Monti, Marchionne, Viola, Vigni e altri. Tutto quadra, tutto ha una sua coerenza. Anche l’elevare la pressione fiscale a livelli tali che gli investimenti non possono ripartire. Anche il porre sui carburanti accise tanto alte, che il conseguente crollo dei consumi determina una calo del gettito di accise sui carburanti, oltre a un generale rincaro dei prezzi e abbassamento della domanda, dovuti ai maggiori costi per trasporto, e che abbatte ulteriormente il gettito fiscale. La leva fiscale è usata per indurre imprese, capitali e cittadini capaci ad emigrare, a lasciar libero il territorio. Conosco consulenti che fanno proprio questo servizio alle aziende, aiutandole a restare legalmente operative in Italia, ma con sede, redditi e capitali esterizzati. Questo è il Salva-Italia di Monti: un Accoppa-Italia, o una Acchiappa-Italia. Precipitare il paese nella spirale dell’avvitamento fiscale facilità chi ne deve prendere il controllo da fuori.

E la supertassa per le supercars? I rivenditori italiani di Ferrari, Lamborghini e Maserati hanno avuto un crollo delle vendite, mentre i governi tedesco, francese e ungherese hanno introdotto norme che consentono di immatricolare tali automobili nei loro paesi risparmiando il 50% sul bollo e sull’assicurazione. Quindi il ricco italiano va là per comperarsi la supercar, e porta là il soldi del prezzo, del bollo e della polizza. E i rivenditori italiani si associano a partners stranieri per eludere il superbollo, trasferendo capitali e vetture all’estero. La Lamborghini se l’è già presa la Audi e ora fa concorrenza dura alla Ferrari, mentre la Maserati e la Ducati sono in procinto di essere rilevate da altri tedeschi. Vielen Dank, du lieber Mario! Analoga la storia della supertassa sugli ormeggi dei natanti: i natanti e i loro utenti se ne vanno all’estero e ormeggiano in marine straniere e pagano là, con danno per le marine e il turismo italiano. Difficile credere che misure così anti-italiane non siano fatte allo scopo di far emigrare chi può emigrare. Adesso stanno sistemando l’industria italiana media e grande, e schiacciando la piccola; poi manderanno in crisi le banche italiane (via EBA e BCE) per metterle sotto controllo di altro capitale straniero.

Però io credo che questo sia un bene (e non sto scherzando, lo farei anch’io!), perché il sistema Italia è tanto guasto e inemendabile, tanto asfittico e distruttivo, che spingere le imprese e le persone capaci e creative a trasferirsi in altri paesi sia veramente il modo migliore di fare il loro interesse. Un atto di amore. Inconfessabile, ma di amore. Esodo è bello. Resteranno, a contendersi il poco reddito e il poco welfare rimasti, le persone aventi scarso valore di mercato: i pigri, i vecchi, gli umanisti, i soggetti privi di utile formazione professionale. E naturalmente terranno loro compagnia i renditieri e i turisti di lusso che si godono il Belpaese come sempre, anzi più che mai.

Del resto, quando una società viene messa in forte e aperta interazione con società più grandi, più forti, più avanzate, più efficienti – come succede all’Italia nel contesto dell’Unione Europa – la storia mostra che quella società tende a dissolversi. Così come quando una società debole e “vecchia” viene esposta e compenetrata da popoli molto più prolifici e aggressivi. E anche questo è il caso dell’Italia.

Considerando ciò che Galloni dimostra nel suo ultimo saggio sul tradimento dell’economia italiana anche da parte di falsi alleati, non pochi sospettano che il piano sia appunto mandare all’aria il sistema paese per poi proporsi come salvatori. Monti sarebbe il commissario ad acta per l’esecuzione finale del piano franco-tedesco di abbattimento dell’economia produttiva italiana, di cui parla Galloni, e al quale le piccole imprese italiane, soprattutto, riescono ancora a opporsi. Se, nel corso degli anni, a opportuni intervalli, tolgo a una nazione la sua moneta, la sovranità del suo debito pubblico, l’autonomia di bilancio e fisco, la politica economica, le prospettive di lavoro, la possibilità di sviluppo, il diritto di fare una programmazione economica, poi le saboto il sistema creditizio e la precipito in recessione, costringendola a prendere con le tasse la ricchezza dei cittadini e svendere il suoi patrimonio pubblico per pagare gli interessi sul debito, dopo non mi rimane che presentarmi ad essa dietro la maschera “Europa”, con un sacchetto di spiccioli in mano, e dettarle le mia volontà. Sono padrone della piazza. La dittatura moderna è bell’e fatta, nel rispetto della legalità democratica, nonché accettata per bisogno.

Ma ritorniamo ai nostri bancari alle prese con i banchieri. I dipendenti di MPS, dal canto loro, sono allarmati dall’arrivo del Viola, che, non appena arrivato, parlando coi giornalisti prima che coi sindacati, annuncia un radicale peggioramento del contratto aziendale: la nuova direzione scarica su di loro 66 milioni di danni prodotti da cattiva gestione ai vertici. Ma i montepaschini hanno reagito con un’inedita dimostrazione di protesta il 16 Marzo in migliaia davanti alla sede di MPS, dove garrivano al vento quasi primaverile striscioni in cui si esprimeva il concetto “Amministratori superpagati, la colpa è vostra, pagate voi, basta sprechi, basta autoregali, non tirate in ballo la crisi, non scaricate su di noi.” Concetto che ritorna nei blog sindacali. Ma questi dipendenti dovrebbero capire e tener presente che sono alle prese non con scelte scorrette di persone specifiche, bensì con una deriva generale del management verso questo tipo di gestione in quanto questo tipo di gestione è quello che arricchisce più e prima il management in un sistema in cui l’economia è finanziarizzata – come meglio si comprenderà proseguendo nella lettura..

Rispetto al passato, nelle aziende, soprattutto in quelle grandi, e in particolare anche nelle grandi banche, si sta scegliendo di avere un personale low cost, poco istruito e poco formato (per evitare che sia capace di criticare, oltre che per risparmiare su formazione e salari) e sostanzialmente precario (per poterlo ricattare e per potersi liberare di quei dipendenti che non rendono o non rendono più). Sovente i nuovi assunti percepiscono salari intorno ai 700 Euro mensili, e si tende al ribasso. Tale livello retributivo trova accettazione perché scarseggiano le alternative e perché abbondano i giovani che tanto rimangono in casa coi genitori e si accontentano di una paghetta per i loro divertimenti o vizietti comuni nelle nuove generazioni. Per gestire questo personale, di bassa capacità, si diffonde l’uso delle procedure standardizzate e rigide (protocolli operativi) e si accentrano i processi decisionali, i controlli, mediante il crescente ricorso a strumenti cibernetici, togliendo autonomia anche ai quadri direttivi. Si tende a omogeneizzare il personale per renderlo più prevedibile, quindi meglio gestibile. Si introduce nei contratti il principio della fungibilità, ossia che l’azienda possa cambiare e abbassare le mansioni di ciascun dipendente, anche dei quadri direttivi, a sua discrezione – cioè si legittima il demansionamento. Con questo e col nuovo art. 18, il datore di lavoro dispone così di strumenti potentissimi, in grado di costringere il dipendente alla totale supinità.

Nelle grandi aziende che tradizionalmente coltivavano un principio di solidarietà, fiduciarietà e riguardo umano verso i dipendenti, anche per costruire una lealtà, una fidelizzazione del personale, da valorizzare nel tempo, questo principio viene abbandonato in favore di un rapporto strettamente utilitario e di sfruttamento in cicli sempre più brevi. La resistenza contro la riforma del lavoro del governo Monti è, alla luce di quanto sopra, una battaglia di retroguardia, se non una formalità ipocrita di chi doveva intervenire molto, molto prima. Ora i buoi sono già scappati.

Ma tutto questo “destino” era già interamente racchiuso nella scelta di aprirsi alla concorrenza con paesi dove i lavoratori costano poche decine o centinaia di dollari al mese, non hanno tutele sindacali, previdenziali, igieniche, antiinfortunistiche. E quella scelta è stata fatta negli anni ‘90 in ambito GATT-WTO con una decisione imposta unilateralmente dalla grande finanza americana e passivamente accettata da parlamenti e governi senza alcun coinvolgimento dei popoli, e senza nemmeno avvisarli che stavano per diventare anch’essi fungibili, cioè intercambiabili nei ruoli, e “licenziabili” – cioè abbandonabili dai capitali prodotti da loro stesso lavoro, perché oramai questi capitali – tutti i capitali – erano divenuti apolidi, footlose. E tutte le persone erano perciostesso divenute mere componenti del processo moltiplicativo di quel capitale. Proprio perché sin da allora gli attuali sviluppi, con le loro ricadute sui lavoratori e sui cittadini, erano prevedibili, oggi non sono credibili i partiti che si stracciano le vesti per l’articolo 18 e la cassa integrazione e i contratti flessibili, mentre allora stavano zitti zitti per non disturbare il manovratore, quando non elogiavano la sua liberale saggezza globalizzatrice.

Dovevano intervenire allora, mobilitare i lavoratori, combattere affinché ciò non avvenisse, arginare la Cina quando era ancora possibile, e intanto spiegare ai lavoratori e agli imprenditori occidentali che l’unico modo per restare competitivi e mantenere il tenor di vita e i diritti cui si erano abituati, era di impegnarsi anima e corpo nel progredire scientificamente, tecnologicamente e organizzativamente, eliminando ogni forma di parassitismo e di consenso elettorale basato sul parassitismo.

Marco Della Luna

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Consequences of American Default… and nearing of the next world war for control of planetary resources – by Paolo D’Arpini

Consequences of American Default… and nearing of the next world war for control of planetary resources – by Paolo D’Arpini

What’s going on – One of the reasons that makes it very likely a third world war is that America is close to bankruptcy, and the only way out without having to face an internal revolution, with unpredictable consequences, rest in tryng to control these foreign states with whom he contracted foreign debt .. or that could compete with its power production and military, by creating difficulties in his economic recovery.

These nations are quickly identified: China and Russia.

Then there is the factor that oil supply is nevertheless indispensable for the maintenance of both the technology and food (all of U.S. agriculture is based in agro / industry and use of agricultural machinery), as well as transportation and global trade take place all through the petroleum … Hence the push to invade first Iraq and Libya and now Iran.

In short, the end of the system is inevitable, with what consequences? One of the indirect effects, in preparation for the next catastrophe is hard servitude of nations of strategic interest, which may serve as a basis for continental missile attack.

Obviously we can clearly see the “privileged” position of Italy, called the U.S. aircraft carriers, which suggests the need for close political control (the Governissimo) and military on the peninsula that will absorb as much of an impact of the conflict at hand.

So government Monti Mario (or his worst successor) can not but continue, in order to maintain control increasingly strong on Italy….
This explains the reluctance of italian parties to give up Monti’s government and the “judicial” action to silence all opposition.

Receipts from U.S. sources next conflict – wrote Joseph Farah, an experienced American journalist with good sources, now next to Ron Paul, confirms: “The Russian army expected an attack on Iran will take place in summer, and has developed a action plan to move Russian troops in Armenia through Georgia, which borders the Islamic republic, according to Russian sources informed. Victor Ozerov, the head of the Russian Security Council said that the headquarters has prepared an action plan in case of attack on Iran ‘”

So as the analyst Barozzi Maurice, sayd: “International politics is subject to many unpredictable and variable turns. I personally think that if the West fails in some way to “tame” Russia, by the summer there are very strong danger of a war by incalculable consequences. The West (read USA), with all the factions that constitute it, of a financial nature and razzial-religious, is well aware of being at a historic crossroads, where it needs to eliminate, here and now, before it’s too late, interference to the constitution of an absolute world power. However, if the information we receive is correct, namely that Russia is gearing up to protect Iran militarily, this time for the US-Israel will not be the usual, convenient and safe walking military preceded by a carpet of bombs on a nation helpless … ”

Paolo D’Arpini

P. S. As for the understanding and consequences of the economic crisis watch this short cartoon explaining the Global Economic Collapse (near future …) with a cartoon: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/ article.php? storyId = 3977

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Daniele Carcea: “Finanziamenti pubblici ai partiti? … A volte ritornano!”

Lunario Paolo D'Arpini 11 aprile 2012

Il primo referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico, (la legge 195/1974 fu promosso dal Partito Radicale nel lontano 1977 e si tenne l’11 giugno 1978. Nonostante l’invito a votare “no” da parte di quasi tutti i partiti che rappresentavano il 97% dell’elettorato, il “si” raggiunse il 43,6%; anche se il quorum non fu raggiunto, fu una grossa vittoria politica. L’operazione dei radicali si ripete nel 1993, in piena tangentopoli, questa volta fu un successone, quorum raggiunto e 90% di SI.

Ma della volontà popolare i partiti se ne fregarono bellamente e l’anno dopo nel 1994 fecero rientrare dalla finestra il finanziamento pubblico, sotto forma di rimborsi elettorali.

Le cifre sono impressionanti, dal 1994 quando i rimborsi elettorali ammontavano a 47 milioni di euro, siamo arrivati nel 2008 a 503 milioni di euro, mezzo miliardo di euro; 10 volte tanto e non c’è nessun tipo di inflazione che giustifichi tale aumento. Inoltre oggi giorno per ogni euro che viene speso per le elezioni i partiti ne incassano 4 e mezzo. Se i partiti incassano il 350% di quello che spendono è chiaro che poi nasce il problema di gestire questo fiume di denaro e inevitabilmente i tesorieri vengono tentati dalla possibilità di gestire questo bottino frutto di un’estorsione legalizzata ai danni dei cittadini.

Il problema non sta essenzialmente nel tesoriere della Margherita Lusi, che può essersi comprato 10 anziché 5 appartamenti con il denaro versatogli in cassa dallo Stato o in quello della Lega del’ex buttafuori di discoteche Belsito o negli studi del Trota, il problema sta nei partiti e nella partitocrazia, nelle leggi che si sono fatti in 18 anni con le quali si sono aumentati tre volte il finanziamento pubblico camuffandolo da quote dei rimborsi elettorali. Il problema è a monte, il grave danno ai cittadini si compie nel momento in cui quasi tutti partiti presenti in Parlamento, eccetto i radicali, si mettono d’accordo per reintrodurre qualcosa che i cittadini elettori avevano bocciato.

Addirittura negli anni 90 tentano la strada “più democratica” del 4 per mille nella denuncia dei redditi, ma quando si rendono conto che le firme volontarie sono una percentuale minima e che quindi i fondi raccolti sono per loro nettamente insufficienti, in quattro e quattr’otto sbaraccano la legge e introducono i congrui rimborsi elettorali.

Oggi sono tutti pronti a stracciarsi le vesti e a proporre rivoluzioni normative, ma fino a ieri mattina tutti i partiti, con l’unica eccezione del movimento a 5 stelle di Beppe Grillo, che ha rinunciato ai rimborsi per i 4 consiglieri regionali eletti, si sono incamerati l’intero ammontare del finanziamento pubblico mascherato, Di Pietro compreso, che fra l’altro fa finta di non sapere che l’anno prima delle elezioni politiche non si può presentare alcuna richiesta di referendum abrogativo in Cassazione.

Appare evidente l’urgenza di riformare tutta la materia: abolendo quasi totalmente i finanziamenti pubblici, lasciandone solo una piccola quota, magari un ottavo dell’attuale somma erogata ai partiti, incentivando le iscrizioni ai partiti e quindi l’autofinanziamento come vorrebbe l’etica liberale, concedere la possibilità ai partiti di non pagare la posta cartacea che mandano e le telefonate che fanno, in sostanza agevolare l’attività partitica concedendo anche la gratuità di servizi essenziali per fare politica, come ad esempio la possibilità di utilizzare strutture pubbliche per poter fare convegni, comizi, riunioni, assemblee senza tirar fuori un soldo. Indispensabile è anche una norma che assoggetti i partiti a rendere pubblico il proprio bilancio e magari a metterlo su internet, comprese tutte le spese che vengono sostenute, una vera e propria rendicontazione conoscibile da tutti. La trasparenza è senz’altro il miglior antidoto allo sperpero di denaro pubblico e alla corruzione dentro e tramite i partiti.

Daniele Carcea

348/2839738

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