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Scorie radioattive… e liberalizzazioni governative per stiparle in Italia – Poveri noi, ma chi ce l’ha mandato questo…?

“Si sentiva il bisogno di un governo tecnico, non eletto dal popolo, che, con l’appoggio dei partiti destri e sinistri, uniti appassionatamente in un governissimo blindato, sancisse la fine della democrazia in Italia… La democrazia è una parola obsoleta.. ora si dice “liberalizzazione”, che equivale a dire “svendita di ogni dignità e giustizia a favore del mercato”. Grazie monti, il popolo si ricorderà di te e di chi ti sostiene…” (Saul Arpino)

Un piccolo comma nel decreto sulle liberalizzazioni riapre la questione delle scorie nucleari, stabilendo che il governo può installare dove vuole i depositi senza il parere ora discriminante delle istituzioni locali. Effetto nimby a parte, il problema è che così si rischia di andare verso la creazione di tanti depositi (in gran parte rendendo stabili quelli ora provvisori). Intanto i deputati del Pd della zona più sensibile, il vercellese (a Saluggia c’è l’85% delle scorie italiane) pur restando fedeli a Monti promettono battaglia, bollando la decisione come «inaccettabile». Con la mappa dei depositi di scorie radioattive in Italia.

Sedata dopo il referendum, la bagarre sul nucleare sta per riaprirsi per un articolo contenuto nel decreto del governo Monti sulle liberalizzazioni. Nascosto tra articoli che hanno avuto finora più eco, c’è infatti spazio anche per l’atomo. Anzi, per i suoi scarti, le scorie. L’articolo 25 (accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari) vorrebbe dare impulso al decommissioning e rendere più facile l’autorizzazione di nuovi depositi nucleari, in deroga – se necessario – a procedure ordinarie. «Se fosse approvato autorizzerebbe i nuovi depositi nucleari nei siti a rischio», denuncia Gian Piero Godio, instancabile antinuclearista piemontese di Legambiente, che se non avesse setacciato ogni angolo del decreto non avrebbe scovato una norma sfuggita ai più.
Tra i siti meno idonei la palma d’oro spetta a Saluggia, in provincia di Vercelli, che delle scorie è la capitale (è qui stoccato l’85% dei rifiuti radioattivi del nostro Paese, tra cui oltre 300 metri cubi liquidi a più alta radioattività): depositi temporanei nella golena della Dora Baltea e a monte dell’acquedotto del Monferrato.
«L’articolo 25 toglierebbe ai Comuni la possibilità di decidere se un impianto nucleare può essere realizzato o meno», sottolinea Godio. Due parlamentari del Pd, Luigi Bobba e Roberto Della Seta (eletti nel vercellese) – che sostengono Monti come tutto il partito di Bersani – annunciano, però, battaglia: «Se passasse così com’è, Saluggia diventerebbe la discarica delle scorie nucleari italiane, senza bisogno di ottenere le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza previste dalla legge per tutte le nuove infrastrutture. Per questo, proporremo al Senato e alla Camera modifiche radicali all’articolo e ci auguriamo che il governo non insista su una via totalmente inaccettabile».

Si tratta di una norma, che in termini diversi, era comparsa anche nel decreto Salva Italia, ma fu espunta dalle successive correzioni. Non è la prima volta che per mano governativa verrebbero rafforzati i poteri di Sogin (Società gestione impianti nucleari), successe già nel 2003 quando il governo Berlusconi decretò lo stato di emergenza sui siti nucleari, a causa – si disse – del pericolo di attentati terroristici. In sella, a quel tempo, c’era il generale Carlo Jean, che in qualità di commissario Sogin autorizzò a Saluggia (Vercelli) il contestato mega deposito D2 – di cui sono iniziati da poco i lavori – in virtù dei poteri speciali e in deroga alla normativa urbanistica.
È la prima parte del comma 4 quello che impensierisce maggiormente gli ambientalisti e che secondo loro «esautorerebbe i comuni e i sindaci»: una volta ottenuto l’ok del ministero dello Sviluppo economico, Sogin potrebbe operare senza ulteriori “ostacoli” burocratici. L’autorizzazione diventerebbe, infatti, variante, e sostituirebbe ogni provvedimento amministrativo.
Fatte salve le specifiche procedure previste per la realizzazione del Deposito nazionale e del Parco tecnologico richiamate al comma 3, l’autorizzazione alla realizzazione dei progetti di disattivazione rilasciata ai sensi dell’articolo 55 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.230 nonché le autorizzazioni di cui all’articolo 6 della legge 31 dicembre 1962 n. 1860, e all’articolo 148, comma 1-bis, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, rilasciate a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto, valgono anche quale dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, costituiscono varianti agli strumenti urbanistici e sostituiscono ogni provvedimento amministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla osta, atto di assenso e atto amministrativo, comunque denominati, previsti dalle norme vigenti costituendo titolo alla esecuzione delle opere.
«Così – sostiene Godio – si dà mano libera a Sogin di installare dove vuole i depositi senza il parere discriminante delle istituzioni locali. Tanti depositi renderanno meno esigente la costruzione di un vero deposito nazionale più sicuro, che per legge doveva essere pronto entro la fine del 2008. Sogin ha ultimamente chiesto l’autorizzazione per la costruzione di depositi, a sua detta temporanei, in ogni sito italiano, situati spesso in località illogiche». Solo in Piemonte sono previsti due depositi nucleari a Saluggia, altri due a Trino Vercellese e un deposito nucleare a Bosco Marengo (in fase di realizzazione). «I siti – conclude Godio – rischiano di diventare depositi di sé stessi, in barba al decommissioning che dovrebbe eliminare nei luoghi ogni vincolo derivante dalla presenza di radioattività».

Mauro Ravarino

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George Soros… resa dei conti! – “Tutto quello che è successo da allora e quello che sta succedendo oggi!”

Bene, per coloro che hanno chiesto più informazioni e la fonte della Notizia riguardo le accuse nei confronti di Soros, (vedi: http://paolodarpini.blogspot.com/2012/02/russia-santa-zio-vladimir-putin-spicca.html) ecco la seconda parte tradotta nel miglior dei modi.

La notizia è del 24 Gennaio 2012, siccome nessun notiziario o cartastraccia nazionale ha voluto riportarla, interessandosi per lo più al signor Monti (con il quale a breve faremo i conti), ok… si continua.

G. Soros – Ormai è per scontato che da oggi in poi non ci saranno intrallazzi fatti da dietro le quinte che porteranno la firma di Soros, di Rich e nemmeno dei loro cani sciolti che si trovano in tutto il pianeta, la loro firma e metodo di imbrogliare è ormai conosciuta dappertutto, cosi come è conosciuta la fonte da dove provengono le istruzioni e le somme in carta straccia per far crollare il sistema finanziario di qualche nazione o Stato, i QE3 a Base di Derivati commerciali provenienti da queste associazioni non verranno accettate in nessun stato perché sono falsificate, gli stessi derivati furono usati dalla Goldman Sachs e dalla J.P.Morgan per salvare i conti della Grecia al fine di farla entrare nella comunità monetaria della UE nel giro di anni che va dal 2003 al 2007, nello stesso periodo i dirigenti delle due società si apprestavano a portare alle Isole Cayman e alle isole of Man accumulati i ricavati in “Hedge Fund”???

Annuncio Nr.1
Il governo Greco ha deciso di andare in Tribunale contro le due Super Banche Goldman Sachs e J.P Morgan accusandole di truffa aggravata e il tentato smantellamento di uno Stato sovrano.

Annuncio Nr.2
In queste ore la Grecia è decisa a lasciare l’Unione Europea e cercare la salvezza nel modo in cui l’ha fatto l’Islanda.

Annuncio Nr.3
Questo è un diretto AVVISO all’Associazione Criminale denominata “Federal Reserve”: ogni tentativo di salvare la Goldman Sachs e la J.P.Morgan con altri metodi criminali che devono rispondere dei loro crimini nei confronti della Grecia, cercando di usare SOLDI dei contribuenti Americani per salvare la Grecia, ci sarà una immensa RAZZIA da parte dei Militari USA.
http://farm8.staticflickr.com/7163/6627675261_c06aa47ba5_b.jpg

Per chiudere il discorso, un comunicato diretto al Presidente “Barack Hussein Obama Soetoro”:

Dal momento che LEI ha firmato l’abominevole e criminale documento Act ( NDAA) annullando di fatto la Costituzione Americana e tutti i diritti dei cittadini, Lei signor presidente ha DICHIARATO guerra al Popolo Americano , lei non avrà mai più alcuna chance di essere rieletto come presidente degli Stati Uniti d’America.
Appartenenti all’Associazione Patrioti facenti parte dell’esercito, assieme ad Agenti del Tesoro USA, a breve porteranno le prove ad alti funzionari dell’Esercito USA che BILIONI di Dollari provenienti da Provisioni e da ritorno di capitali, sia da parte di Hillary Clinton e Bill Clinton, dalla famiglia Neonazi Bush e dal Candidato alla presidenza per i Repubblicani… Mitt Romney, sono stati “Parcheggiati” da queste persone alle Isole Cayman, questi soldi provengono dalla vendita e commercio ILLEGALE dei “mortage-backed-securities”.

Queste sono le dichiarazioni fatte da alti funzionari delle Autorità USA:

VIDEO: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=HFumSJCiioctom Heneghan, International Intelligence Expert-
http://julius-hensel.com/2012/01/putin-vs-soros/

Spero di essere stato chiaro nella traduzione e spero che anche voi vi terrete pronti a quello che potrebbe venire noi incontro prossimamente se questi criminali decidono di giocare tutto senza pensarci sopra ai danni che faranno, per chi si sia meravigliato del perché tutti questi movimenti di truppe e mezzi dentro l’America, penso che la risposta stia proprio qui, su questo argomento di spostamento di truppe non posso dare risposte perché non si hanno ancora notizie concrete, per il resto tutto è veritiero.

Nel video sotto in lingua Inglese è possibile capire che è l’Elite Mondiale a volere il Nuovo Ordine Mondiale che da anni è tanto discusso nei Blog pro e contro:

VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=AZU0c8DAIU4&feature=player_embedded

A dichiararlo è Robert Welch, 1899-1985 fondatore della John Birch Society, in un suo discorso nel 1974 dice chiaramente tutto quello che è successo da allora e quello che sta succedendo oggi. Nel 1952 decise di entrare in politica per la candidatura con i Repubblicani, quando si accorse quello che veramente stava dietro le quinte e le offerte che gli furono fatte per soddisfare le esigenze di alcuni criminali, decise di abbandonare la politica e andò in pensione nel 1956 senza mai più interessarsi di politica.

Corrado Belli

Fonte: http://www.stampalibera.com/

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Save the macaque from Mauritius shipped by Air France to the notorious american lab Shin Nippon Biomedical for animal vivisection

Dear Air France-KLM Cargo representative,

I’m writing to you today to express my disappointment and displeasure at the fact that your company continues to transport animals to laboratories, despite overwhelming public and scientific opinion that animal experimentation is both unacceptable and unnecessary.

On february 1st 60 macaque monkeys will be shipped on AirFrance-KLM cargo planes from Mauritius to the notorious american lab Shin Nippon Biomedical Laboratories. I ask you to stop this shipment and rethink your company’s policy on the transport of lab animals.

Animals in laboratories endure extreme suffering in cruel and
scientifically pointless experiments, including being forced to inhale
noxious gasses, being force-fed chemicals and injected with poisons,
before being left to suffer and die with minimal care or consideration for
their needs.

I ask that you use your influence within Air France-KLM to stop the feb. 1st shipment of 60 macaque monkeys from Mauritius to the Us and bring your company in line with the majority of air cargo transporters who refuse to transport animals destined for the vivisection industry.

Sincerely, Paolo D’Arpini
Circolo vegetariano VV.TT.

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Antonio Pantano… e la Verità incontestabile sul debito pubblico, sul signoraggio bancario e sulla moneta circolante…”

Apologo

Salva Europa – Scrive Caterina: “E’ una giornata uggiosa in una piccola cittadina, piove e le strade sono deserte. I tempi sono grami, tutti hanno debiti e vivono spartanamente. Un giorno arriva un turista tedesco e si ferma in un piccolo alberghetto. Dice al proprietario che vorrebbe vedere le camere e che forse si ferma per il pernottamento e mette sul bancone della ricezione una banconota da 100 euro come cauzione. Il proprietario gli consegna alcune chiavi per la visione delle camere. Quando il turista sale le scale, l’albergatore prende la banconota, corre dal suo vicino, il macellaio, e salda i suoi debiti. Il macellaio prende i 100 euro e corre dal contadino per pagare il suo debito. Il contadino prende i 100 euro e corre a pagare la fattura presso la Cooperativa agricola. Qui il responsabile prende i 100 euro e corre alla bettola e paga la fattura delle sue consumazioni. L’oste consegna la banconota ad una prostituta seduta al bancone del bar e salda così il suo debito per le prestazioni ricevute a credito. La prostituta corre con i 100 euro all’albergo e salda il conto per l’affitto della camera per lavorare. L’albergatore rimette i 100 euro sul bancone della ricezione. In quel momento il turista scende le scale, riprende i suoi soldi e se ne va dicendo che non gli piacciono le camere e lascia la città. Nessuno ha prodotto qualcosa. Nessuno ha guadagnato qualcosa. Tutti hanno liquidato i propri debiti e guardano al futuro con maggiore ottimismo. Ecco, ora sapete con chiarezza come funziona il pacchetto di salvataggio UE! ERA GIA’ SCRITTO!”

Pubblicato su: http://saul-arpino.blogspot.com/2012/01/il-giornaletto-di-saul-del-27-gennaio.html

………………..

Caterina, con l’apologo sopra riportato, ha – senza volerlo e saperlo – sintetizzato un intero trattato di “movimento della moneta” che il sistema bancario applica da secoli, in nome della “dottrina del liberismo”, e, in applicazione del quale, nel XX secolo George Soros, ebreo esule/profugo dall’Ungheria, si arricchì personalmente, con speculazioni poi condivise anche con altolocati “personaggi italiani”, nel 1992, quando … sparirono 57.000 miliardi di lire dalle casse della Repubblica Italiana, senza che un magistrato aprisse indagini. Criterio che è “pratica corrente delle banche”.

L’ho spiegato più volte, sia insegnando negli anni ’90 col Maestro di diritto Giacinto Auriti nella università di Teramo/Atri, sia proponendo il criterio in diversi saggi e libri. Ma NESSUNO ha mai preso sul serio quel tipo di attività , mentre la stampa – adusa ad essere serva delle banche – mi addebitava “allucinazioni” ed incompetenza in merito.

Chiarisco. Chi effettua un versamento in banca, ha contestuale “scrittura” dell’importo nel conto corrente a lui intestato, ma pone anche lo stesso importo nel “deposito” della banca, la quale lo vanta come tale ed in pratica, disponendone per un istante o per il lasso di tempo nel quale la somma giacerà depositata, lo userà per sue convenienze. Queste sono sia il prestito di denaro a terzi che lo chiedessero alla banca, sia la corresponsione di somme a chi ottenesse un mutuo, sia la mera disponibilità a favore del dirigente della stessa banca (o del suo vero proprietario, o presidente, o amministratore unico) il quale usa quello ammontare – unito ad altri – per fare acquisti vantaggiosi alla banca (per esempio, un grattacielo a Pechino, una banca minore in Malesia o in Basilicata, o un supermercato a Trento) e, per norma e consuetudine, a se stesso, nella “percentuale di sua spettanza”. Operazione che impegna il denaro del versante (signor X che ha versato mille euro il 10 gennaio 2012) insieme con altro denaro giacente nei depositi della banca in questione per un lasso di tempo fissato da chi effettua la mega operazione ipotizzata.

Ma che il signor X può amministrare a piacimento con prelievi di tutta la somma o parte di essa anche il giorno 11 successivo, o poche ore dopo il versamento di partenza.Caterina ha dimostrato che i 100 euro dell’apologo compiono un percorso velocissimo, tanto che il primo avventore dell’albergo, al momento di definire la stanza da abitare desiste dall’impegno, rientra in possesso dei 100 euro e prosegue il suo cammino, ignaro di ciò che, mediante il suo deposito fiduciario di qualche minuto, si è attuato e sistemato.

Concetto chiaro e veritiero. Nel giugno 1991 il professore Auriti lo espose, in chiave più scientifica, durante un convegno all’università di Teramo, ed il cardinale della chiesa di Roma Joseph Ratzinger, suggestionato ed affascinato, lucido nella sua ferrata scienza teologica, chiese allo stesso professore di ottenere maggiori spiegazioni e dettagli, che ricevette in 4 successivi, documentati, lunghi incontri (due a colazione), cui sarebbe seguito, sotto forma di intervista, un articolato servizio pubblicato dal quotidiano della Santa Sede “l’Osservatore Romano”, a cura di un giornalista che “assediò” il professore per otto giorni. Giacinto Auriti morì il 10 agosto 2006, e MAI il giornale suddetto pubblicò quel servizio. Ratzinger è diventato pontefice della chiesa di Roma, e come “sovrano” mai ha fatto cenno a ciò che apprese dal professore Auriti, sulla “natura della moneta, e la circolazione di essa”.

Certamente mancando al dovere sociale e pastorale che compete non solo ad un Capo di Stato ma anche ad un Capo di religione.George Soros, entrato in rapporti stretti e fiduciari con amici banchieri del suo giro di amicizie, poté godere di “lettere” surroganti vero denaro, con le quali effettuò acquisti vantaggiosi di beni materiali che aveva pre-fissato nella rivendita immediata a prezzo superiore a quello dell’acquisto. Operazione “allo scoperto” che normalmente è prerogativa degli agenti di borsa. Cioè : con lettere (veri pezzi di carta, autografati da un banchiere) acquistò immobili in paesi lontani, o partite di petrolio, o altri beni, dei quali preventivamente aveva organizzato la vendita a prezzo maggiore, e, sovente, appena dopo aver utilizzato quella lettera trasmessa via telex o via fax (oggi, con internet ed email, tutto è più rapido e fulmineo), ottenne il ritorno della stessa lettera, così che nell’arco di qualche ora la partita debitoria della banca di partenza tornò a pareggiarsi con risultato formale nullo.

L’alta finanza funziona in questo modo. E quando si sente strombazzare nei comunicati radio e tivù che la borsa ha “guadagnato” si deve automaticamente pensare a chi ha “perso”, giacché il maggior incasso di uno coincide con l’alleggerimento del portafoglio del secondo. E vice-versa.

* * * * *

Per gli Stati il problema, oggi – e solo oggi, anche se il fenomeno è antico – è identico.Chi si trova al potere può effettuare operazioni monetarie di ogni genere di impegno. Sia con la “dotazione personale” (il presidente del consiglio dei ministri dispone di 10 milioni di euro l’anno, il presidente della repubblica di oltre tre milioni, tutti senza obbligo di “rendiconto”), sia con gli strumenti propri della funzione, il “premier” può decidere di acquistare 100 aerei da combattimento (operazione di molti miliardi di euro di costo), o di far edificare il ponte sullo stretto di Messina, o altra operazione “di pubblica utilità”, il costo della quale – oggi – è quasi sempre fuori del controllo (assai superficiale, e lento assai più del passo della tartaruga) della “Corte dei Conti”. Il Parlamento avalla senza discutere le decisioni. La somma pluriennale di tante attività (incluse le spese per la “sanità”, che nascondono soprattutto “spese pazze” incrementate anche dalla schizofrenica fissazione dei pazienti italiani ad abbondare con farmaci, visite ed analisi specialistiche) genera un vortice di “spese” che galleggiano tra enti (per esempio, la Cassa Depositi e Prestiti, che finanzia opere pubbliche con l’intermediazione di banche private, addette alla materiale erogazione del denaro necessario) e banche e banchette di ogni forma.Un esempio clamoroso riguarda la famigerata Equitalia s.p.a. che sarebbe addetta ad incassare somme per servizi un tempo erano remunerati con versamenti diretti all’ente pubblico fornitore.

La “nettezza urbana” in passato si compensava direttamente al Comune che la effettuava. Così i servizi idrici, ed altro.In tale oceano di “esattori e grassatori”, di spenditori ed intermediari, venne “logico e facile” ai governanti italiani far esplodere il mito del “debito pubblico”.

Questo, in verità, nacque con la seconda guerra mondiale, quando le truppe Alleate di invasione ed occupazione della penisola italiana fecero dilagare pezzi di carta di nessun valore che mostravano sulla faccia importi da una a 10.000 lire – chiamate AM-lire – almeno per 640 miliardi di lire italiane (gli “storici di regime” sostengono che l’importo complessivo fosse di circa 240 miliardi di lire, ma, in verità, gli Alleati iniziarono a stamparne per tonnellate di peso dal … 1942, assai prima del 10 luglio 1943, quando il primo fantaccino americano mise piede in Sicilia, accompagnato da galeotti di origine siciliana scarcerati dagli ergastoli statunitensi, per “facilitare” la campagna militare sull’isola e la successiva locale “amministrazione”). AM-lire, però, che vennero “mescolate” al circolante monetario di vero valore che sorreggeva l’altra parte della penisola italiana, governata dalla Repubblica Sociale Italiana, alleata del Reich Germanico, in continuità d’una guerra intrapresa a fianco di questo, contro gli Alleati.

Poi fu il momento dei “generosi aiuti del popolo americano”sotto la sigla del “piano Marshall”, che, però, per “mera ragione contabile”, furono “compensati con addebiti di 1.200 milioni di dollari americani” sottoscritti dai governi italiani del dopoguerra. La “carità” fu soprattutto “pelosa”, e pelante.Dal 1948 (anno nel quale, dal 22 maggio, l’Italia ottenne dai vincitori la guerra maggiore affrancamento imposto dallo A.M.G.O.T. – Allied Military Government Occupied Territories – mai dopo completato, in forza di clausole vessatorie ancor oggi vigenti, che giustificano in parte le 113 basi militari straniere giacenti sul suolo italiano, oltre molto altro, imposto e sottratto in 67 anni) la Repubblica Italiana è “costretta” ad un debito pubblico ufficiale che si incrementa sempre più in forza di impegni debitori sottoscritti da TUTTI i governanti italiani.

* * * * *

I “rimedi” allo soluzione furono tirati fuori dal cilindro dei bankieri d’oltre confine e d’oltre oceano (comodamente dimoranti in paradisi fiscali) che, di recente, hanno paracadutato il Monti Mario a fingere di “risolvere” gli apparenti problemi finanziari italiani, mediante persuasiva attività verso i “sudditi”, opportunamente convinti – con martellante propaganda da radio, tivù e stampa, incalzati dai membri del parlamento, tutti supini agli ordini impartiti dall’estero – della personale “infedeltà contributiva fiscale”, dalla quale, però, sono totalmente esentate le “aziende bancarie” tutte, insieme con i “privilegi” inerenti chi il potere gestisce. Per questa – la infedeltà fiscale -, anzi, si impone alla stampa, ai giornalisti tutti, agli “esperti”, ai docenti di economia, che le banche siano “istituti bancari”.

Termine usurpato ed improprio, giacché nessuna banca – nemmeno quella che si indica “banca centrale”- ha forma e sostanza istituzionale (come i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Magistratura, l’esercito), ma, quella di società per azioni o di società di capitali a responsabilità limitata.

Basta avere un minimo di indipendenza mentale (e chi condivide lo spirito dell’apologo introduttivo lo ha di certo!) per capire che, in presenza di aziende bancarie che “non emettono scontrini fiscali e fatture” per i loro lucrosi introiti, e che redigono autonomamente i bilanci, certificati “in proprio” da “revisori dei conti” operanti solo per la forma, TUTTO il sistema bancario lucra su ciò che tutti i cittadini possiedono (essendo costretti ormai ad operare per ogni minimo acquisto ed attività mediante le banche).

E TUTTO IL SISTEMA BANCARIO detiene ingenti masse monetarie vere e liquide, delle quali tace l’entità, per compiacere i debiti formalmente contratti dai governanti falsari e felloni.

Si è costretti ad una considerazione elementare! Il signor Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat, attua riduzioni di personale e chiusure di stabilimenti in Italia, organizzando nel contempo investimenti oltre confine, così che attua scalata sua personale e del suo gruppo nella azienda americana Chrysler. Senza che alcun rilievo venga mosso dal governo nazionale italiano, dalla magistratura e dalla Guardia di Finanza questo signore trasferisce impunemente masse monetarie gigantesche oltre confine. E, nel contempo, lucra benefici anche personali da tali attività, mentre l’Italia intera ed i suoi cittadini sono avviliti da opposti provvedimenti restrittivi.

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La riprova è nella conoscenza della Storia.Dalla metà di settembre 1943 al 28 di aprile 1945 buona parte del territorio della penisola italiana fu governato dalla Repubblica Sociale Italiana (che i “falsari” della storia credono di dileggiare, indicandola erroneamente come “Repubblica di Salò”, per mezzo ministero di quello Stato istallato in quella cittadina in riva al lago di Garda). Quei governanti, sovrastati dalla guerra distruttrice, non sognarono mai di governare ed amministrare i cittadini vessandoli con imposizioni fiscali eccessive e straordinarie. Il Ministro delle Finanze designato dal Capo dello Stato (Stato che operava in vista di Assemblea Costituente, da convocarsi presto, a guerra finita, ma incardinato su 18 punti programmatici fissati a Verona durante il Congresso del Partito Fascista Repubblicano) fu il lucano professore dell’università di Napoli Domenico Pellegrini Giampietro, docente di economia politica e con esperienza di alcuni mesi del 1943 nella qualità di sottosegretario alle Finanze. Sistemati i problemi logistici per il trasferimento sia del Ministero che della Banca Centrale in zone lontane dal fronte bellico e dalla avanzante invasione militare nemica degli Alleati, il Ministro Pellegrini Giampietro fu costretto a commissariare la Banca d’Italia, in conseguenza dello abbandono del governatore Azzolini. Commissariando quel ruolo (incarico al napoletano avv. Orgera) il Ministro, mediante legittimo decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, abrogò tutti i ranghi direttivi della banca ed i criteri di “autonomia esterna” della stessa, ponendola a totale dipendenza dello Stato, con conferimento a favore della comunità nazionale sia della enorme massa di denaro liquido in essa giacente, sia della “riserva aurea” dalla banca custodita, che, per antica dicerìa, la banca considerava – come anche oggi accade – di proprio dominio e proprietà, mentre la riserva aurea era realmente di proprietà dello Stato e dei cittadini.

Con tale attività il nord dell’Italia ebbe bilancio ufficiale dello Stato attivo di 20,9 miliardi di lire. Attivo che, a guerra finita, controbilanciò la voragine passiva del “regno del Sud”, creata dalla inconsistenza di potere del regno stesso (esautorato dallo AMGOT citato) e dalla massa inflattiva di AM-lire diffusa dagli occupanti, poi trasformati in “liberatori”.

Certificazione della retta conduzione della cosa pubblica fu ratificata dal Presidente di una Commissione del Senato degli USA, sen. Winkersham, incaricato di esaminare la situazione generale dell’Europa alla fine del conflitto, che con nota diramata dalla stampa il 25 agosto 1945 confermò di aver trovato grande liquidità nelle riserve bancarie e dello Stato solo presso la Repubblica Sociale Italiana, e non negli altri Paesi.

I “falsificatori della Storia”, tacciono la reale portata civile e morale di questo Stato, limitandosi ad addebitare ad esso “torti e danni” subiti da una minoranza vessata, pur tacendo identici e maggiori torti e danni subiti da maggiori moltitudini, a causa di bombardamenti devastanti e distruttivi effettuati da chi, poi, diede da intendere di avere conferito “libertà” fittizia, per ammantare con essa un assoggettamento reale finanziario che , a cascata, comporta dopo 67 anni, un “debito fittizio” ed infinito a carico di 60 milioni di cittadini, liberi in apparenza.

* * * * *

Morale che si ricava dall’apologo e da quanto esposto è che :
1 la circolazione monetaria NON ha bisogno di “condizionamenti e salassi” da parte della attività bancarie private tutte;
2 i “buchi di bilancio” si sanano con corretta sovrintendenza dello Stato, quando questo è gestito da UOMINI seri e corretti, MAI condizionati da passato di dipendenza da bankieri di sorta;
3 le esigenze dei cittadini TUTTI devono essere – nell’ambito di sano orientamento sovrinteso dallo Stato – assecondate, al fine di non avvilire l’esistenza di alcuno;
4 il bilancio statale in passivo è fomite di indebito arricchimento del sistema bancario tutto, che lucra ogni momento di quello godendo di “tangenti naturali”;
5 se uno Stato denuncia passivo di bilancio, questo deve essere DIMOSTRATO in ogni dettaglio ed in ogni momento, con indicazione chiara di OGNI CREDITORE, che documenti il suo ruolo in maniera legittima.

Antonio Pantano – Scuola di “Valori giuridici e monetari”

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John Kleeves e la verità sulla colonia Italia.. (e dopo aver parlato è stato suicidato) –

(…) l’Italia ho già detto che è di Tipo A (cioè quando gli USA hanno la possibilità di imporre totalmente la propria volontà sul governo del Paese soggetto). Anzi, è il decano e il leader sia morale che politico che economico delle neocolonie USA in Europa. Se c’è un Paese europeo che fu una effettiva, totale e legittima preda di guerra degli USA nella WWII questo fu l’Italia: fu una delle due potenze dell’Asse, fece la sua guerra, la perse e fu occupata, rimanendolo sino adesso (oggi come oggi ci sono un paio di centinaia di basi militari USA sul territorio italiano, qualcuno dice solo 106).

L’Italia non ebbe neanche la fortuna della Germania, di essere in parte occupata dai Russi e di poter rinegoziare a Muro crollato. Logico quindi che l’Italia sia quello che è. Certo, la situazione non venne sbandierata ai quattro venti, anzi ci fu subito un accordo, più che per tenerla nascosta, perché non se ne parlasse. Venne inventata la Resistenza e la sua mistica, venne inventata una Repubblica e una nuova Costituzione, vennero inventati i partiti e le elezioni, con lo scopo di distrarre, ingannare, illudere. Straordinaria la classe politica italiana post 1945, selezionata con criteri assolutamente antimeritocratici, sia dal punto di vista professionale che intellettuale che soprattutto morale: largo ai peggiori fu la parola d’ordine.

Era ovvio, perché i migliori – specie i migliori dal punto di vista morale – non si sarebbero prestati, e difatti tranne le eccezioni di pochi illusi, di pochi ingenui, non si prestarono. Si trattava infatti non di fare politica, ma di fare polverone, di fare sceneggiate, di darla a bere ai connazionali, nel frattempo stornando un bel po’ di soldi pubblici per dirottarli una frazione nelle proprie tasche e il grosso verso la categoria ora dominante, quella dei Kapò.

Infatti anche con l’Italia gli USA adoperarono il loro solito sistema neocoloniale: la spartizione delle risorse locali con l’elite ricca del Paese, che in cambio mantiene il popolo tranquillo, lo addormenta e lo distrae magari con il grande spettacolo della politica parlamentare, delle sue liti, scandali, polemiche, elezioni, referendum eccetera, e all’evenienza lo reprime. In questo modo l’elite ricca del Paese diviene nella sostanza una categoria di Kapò, che in cambio di favori esclusivi controlla e reprime la massa connazionale, che viene sfruttata a piene mani. Naturalmente i kapò allo scopo assumono alle loro dipendenze una numerosa manovalanza di sottokapò, i politici, gli intellettuali, i figuranti generici, e la torma dei vigilantes, mazzieri e tonton macutes variamente addobbati.

La spartizione delle risorse nazionali italiane fra una elite traditrice in patria e gli USA è stata evidente: dopo il 1945, con una certa gradualità imposta dalla discrezione, sono scomparsi interi settori industriali strategici: aeronautica civile e militare, cantieristica navale militare, costruzione di artiglierie fisse e semoventi, industria elettronica e informatica, industria aerospaziale, missilistica, estrazione del petrolio all’estero e anche in patria (Mattei fu addirittura ucciso per ridimensionare l’Agip). Ciò era allo scopo di far importare all’Italia quei prodotti dagli USA, è evidente.

Nel contempo l’Italia era invasa di prodotti “culturali“ USA, come musica, libri e film, contro i quali non veniva posta alcuna restrizione .Clamoroso il caso della cinematografia, dove il neorealismo italiano – un filone troppo di successo anche nel mondo, dove faceva ombra a Hollywood – fu soffocato nel giro di pochi anni privandolo dei crediti cinematografici perché “il genere non andava più“.

Sistemi analoghi venivano usati anche nel settore industriale: il Personal computer fu inventato dall’ing. Perotto della Olivetti, che lo brevettò, ma in breve tempo guarda caso il brevetto finì alla IBM. La ricerca scientifica italiana fu di fatto proibita: fingendo incapacità e dabbenaggine della classe politica e sciocco baronismo della classe universitaria si evitò sempre accuratamente di renderla agibile in Italia, allo scopo di indirizzare i ricercatori italiani all’estero e nell’ambito in grande maggioranza, naturalmente, negli USA.

Attualmente ogni anno circa 10.000 giovani ricercatori italiani vanno a lavorare all’estero, direi negli USA, dove seminano i benefici industriali derivanti dalle loro scoperte, brevetti, invenzioni. E se qualche dirigente italiano si oppone a questa direttiva, a questa politica o, se si preferisce, a questi ordini americani, viene durissimamente punito, e vedasi certamente il caso dell’ex presidente del CNR Felice Ippolito. Il dottor Montezemolo in nome della Confindustria invoca il potenziamento della ricerca e sviluppo in Italia: bene, ma spero che sappia di cosa parla.

E mi piacerebbe ascoltare l’opinione in proposito di qualche ministro dell’Istruzione, di uno di quelli più votati alla“efficienza“: efficienza per chi, per l’Italia o per qualcun altro? E’ per quello che insistono tanto sull’insegnamento della lingua inglese, perché sanno che i giovani talenti scientifici sono destinati agli USA? Per quanto riguarda gli stessi ricercatori italiani all’estero, sono addirittura orgogliosi di lavorare “in America“ e per carità se possono dire “al MIT, M-a-s-s-a-c-h-u-s-e-t-t-s I-n-s-t-i-t-u-t-e of T-e-c-h-n-o-l-o-g-y “: geni forse, ma ingenui sicuramente.

In pratica, come tutte le colonie, l’Italia deve pagare un tributo annuo al padrone, sotto forma di una passività commerciale imposta per importare beni che si potrebbero fare in casa (nutro seri dubbi sulle cifre dell’interscambio Italia-USA che vengono diffuse). E questa non è solo una opinione mia: nel 1995 nel suo libro“La grande scacchiera“ lo ha addirittura ammesso Zbigniew Brezinski, l’eminenza grigia del regime USA. Il flusso di migliaia di ricercatori invece è proprio l’equivalente degli ostaggi della miglior gioventù che nell’antichità i vincitori pretendevano dai vinti.

Tutto ciò per l’Italia ha comportato e comporta la perdita di centinaia di migliaia, forse di milioni di posti di lavoro, e ha comportato certamente la compressione del salario di quelli rimasti occupati, ed è realmente sbalorditivo rilevare come mai nessun sindacalista italiano, come certamente nessun politico, abbia protestato, o almeno mostrato di aver compreso la situazione.

Tutto ciò dal 1945 alla CMB, quando la dominazione USA sull’Italia era soft. Dopo il 1990, in pratica quando si cominciò a parlare guarda caso di un sistema politico bipartitico e maggioritario, questa dominazione è divenuta hard, perché gli USA non hanno più restrizioni né remore e quello che vogliono lo prendono. E si hanno avuto le privatizzazioni, che hanno avuto e stanno avendo (occorre tempo) il classico effetto neocoloniale: sottrazione di risorse al popolo (vendita a “privati“ di aziende di erogazione, utilities, acquedotti, reti elettriche e telefoniche, centrali, rotaie e vagoni, immobili pubblici, assicurazioni, banche ecc; si parla anche di vendere a “privati“ le strade, le coste) e loro ripartizione tra l’elite di Kapò locali e le Multinazionali, Finanziarie e altre Aziende USA.

Al banchetto al momento sono fatte partecipare entità anche di altri Paesi, ma ciò cesserà al momento opportuno. E tutto, ripeto, avviene nel silenzio di politici, giornalisti, scrittori eccetera di ogni e qualsivoglia partito, anche del più marxisticamente o“nostalgicamente“ puro e intransigente: la connivenza dei sottokapò è totale.

Sto forse affermando che c’è un complotto contro il popolo italiano? Certo che sì: l’Italia è un Tipo A e la sostanza della situazione di questi Paesi è proprio l’esistenza di un complotto contro i rispettivi popoli.(…)

CHI HA VINTO LA 2° GUERRA MONDIALE? un ritornello che ha accompagnato molti commenti delle celebrazioni del 25 aprile, afferma insistentemente che il movimento partigiano da un punto di vista militare non fu rilevante che, mai l’Italia sarebbe stata liberata se non vi fosse stato l’intervento dell’esercito anglo-americano, da qui il gesto polemico di chi non a compendio ma “in alternativa” alle manifestazioni del 25 aprile si reca a commemorare i caduti degli eserciti alleati, morti per la nostra libertà.

L’affermazione è una verità banale detta, tuttavia, con intenti faziosi al fine di sminuire il ruolo della Resistenza. Se si vuole affrontare la questione da un punto di vista storico-militare, aspetto che giudico importante ma non l’elemento essenziale, bisogna allora ricordare che l’Asse nazifascista fu sconfitto con grande difficoltà, dopo sei anni di guerra; per sconfiggerlo fu necessaria una grande alleanza che faceva perno attorno a Gran Bretagna, URSS e USA. E’ evidente che il merito fu di tutti, anche se l’apporto alla vittoria da un punto di vista militare fu diverso.

Affrontando il discorso sotto questo aspetto, senza rimozioni, bisogna allora precisare che il peso maggiore della guerra al nazifascismo fu sostenuto dall’URSS, che per prima sconfisse le invitte armate tedesche a Rostov e a Mosca e che con la battaglia di Stalingrado segnò la svolta della guerra, che lo sbarco in Normandia avvenne quando l’Armata Rossa era all’offensiva dal Baltico ai Carpazi e che anche dopo il D-Day più dei due terzi della forze armate del Terzo Reich rimasero a fronteggiare l’Armata Rossa. Anche questa è una verità banale ma pressoché rimossa. Il 9 maggio è stato il 66° anniversario della fine della guerra mondiale in Europa.

ESTRATTO DEL LIBRO “USA – Un paese pericoloso per la pace mondiale”
di John Kleeves

(Fonte: http://www.fileden.com/files/2010/1/3/2712390/Un%20paese%20pericoloso.pdf)

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