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Viterbo – Marcella Buzzi scrive al Presidente della Regione Lazio Zingaretti: “All’ospedale di Belcolle si mangia male perché….”

Gentile Sig. Presidente Zingaretti – Regione Lazio

Le scrivo questa lettera, in rappresentanza di molti malati che sono ospiti, per ovvi motivi, nell’ospedale di Belcolle. Il problema che le vorrei esporre, sembrerebbe di poca importanza, ma mi creda, per chi si trova nella condizione di degente, è molto sentito. Da alcuni mesi, per effetto dei tagli alla sanità, è stata chiusa la cucina dell’ospedale, una cucina che era aperta da solo qualche anno, totalmente nuova, con tutti i parametri di legge e che funzionava in modo eccellente, composta da un personale altamente qualificato, cuochi, aiuto cuochi , e addetti alla cucina, formavano un gruppo veramente straordinario, veri professionisti dei fornelli, che hanno sempre cucinato e preparato cibi davvero buoni, e di altissima qualità.

Purtroppo però, dopo la chiusura dei locali, e dopo che parte del personale è stata licenziata su due piedi , la ditta appaltatrice, “società Innova di Pomezia”, ha preferito un metodo di risparmio molto curioso, preparando i pasti a Pomezia, “sede centrale”, e mandandoli a Viterbo.

Cibi preparati e precotti, molto scadenti sia come qualità, che sapore, ben lontano da quelli che erano preparati dai cuochi di Bel colle. Le pietanze che giungono dalla sede centrale sono davvero immangiabili. Pasti preparati da giorni, (e nell’ospedale Bel colle, solo riscaldati), non possono essere considerati soddisfacenti, né per i degenti, né per i familiari, che si vedono costretti, ha portare i vitti da casa, sempre se si è fortunati ad avere qualcuno a farlo.

Non pensi, che tutto questo accada solo perché i nostri cittadini Viterbesi, sono di gusti difficili, sfido chiunque a mangiare piatti già preparati da giorni, pietanze che quando vengono aperti, rilasciano olezzi tutt’altro che appetitosi. In questi mesi sono state tantissime le denunce e gli appelli fatti dai pazienti, dai famigliari, ed anche dallo stesso personale, che da novembre non riesce più a usufruire di una cucina decente, fin ora tutti gli appelli sono caduti nel vuoto.

Sembra proprio che questo problema non interessi proprio a nessuno. Per chi si trova in ospedale, lontano dalla propria casa, il momento del pranzo e della cena, diventano i due soli punti di riferimento, diventando quasi la sola cosa importante dell’intera degenza, un momento di normalità. Presidente, so che nei prossimi giorni giungerà a Viterbo per impegni elettorali, quindi approfitto di questo, per invitarla a far visita nell’ospedale, e rendersi conto dei grossi disagi, chiedere agli stessi ospiti, cosa pensano dei pasti offerti. Sono consapevole che la nostra regione vive momenti di grave crisi, ma possibile che i primi a pagare, devono essere sempre i più deboli?

La decisione di chiudere la cucina, a mio avviso è stata una scelta sbagliata e irresponsabile, poiché si sarebbero potute provare altre soluzioni, tutelando, il posto di lavoro di molte persone, e lasciando a Belcolle, un servizio unico e invidiato da tanti altri ospedali. Magari sarebbe bastato ridurre la scelta delle portate, francamente quattro primi, quattro secondi, quattro contorni, sono troppi, ridurli avrebbe fatto scendere il costo della spesa per l’acquisto delle materie prime, quindi un notevole risparmio, d’altronde, non si chiedeva certo una varietà infinita di cibi, è inutile avere su carta un menù di venti portate immangiabili, basterebbero anche una semplice pasta al ragù e una minestra decente.

In nome di tanti ammalati le chiedo di ascoltare quest’appello, e di esaminare la possibilità di riaprire i locali della nostra cucina, le saranno davvero grati tanti e tanti viterbesi, che in lei hanno avuto fiducia.

Riaprire la mensa a Belcolle significherebbe ridare lavoro a tante persone, significherebbe riportare un sorriso tra i pazienti, significa ripristinare un servizio dignitoso alla collettività.

Marcella Buzzi del Movimento di Opinione “Insieme per il territorio“

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La storia di Esaù insegna che non conviene vendere la primogenitura per un piatto di lenticchie…. Ovvero: Sovranità monetaria… e la ricerca della liquidità perduta (e proposta di cambiale sociale)!

Coloro che mettono i loro risparmi in banca, non si domandano mai cosa succede dopo che hanno depositato i loro soldi.. Dagli amici ho avuto importanti informazioni che rigiro, per chi è interessato a capire.

G.Q.

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“I veri banchieri, quelli che fanno i soldi, sono quelli delle banche private; la BC (Bankitalia) – o la BCE (Banca Centrale Europea) – è solo lo strumento di copertura che i banchieri privati, per giunta azionisti di Bankitalia, utilizzano per proteggersi. Quindi Sovranità Monetaria significa…ridare completamente al Popolo, attraverso dei loro rappresentanti, il potere di creare e gestire la massa monetaria e questo significa rendere la moneta al 100% reale cioè tutta la moneta in circolazione deve essere in pezzi di metallo e carta, al 100% fisica e quindi controllata al 100% dallo Stato.

Per far ciò è necessario quindi non solo ridare allo Stato il potere di creare e gestire la questione monetaria, ma anche emanare leggi che obblighino le banche private (che possono continuare a fare un lavoro di vera intermediazione) ad una riserva del 100% e reale cioè…se ho 100 di depositi, non solo non posso prestare più di 100 ( a meno che non sia capitale della banca stessa che ha in cassa) ma quei 100 di depositi non possono essere utilizzati dal depositante finché sono in banca; dovrebbero cioè essere vincolati, invece oggi in buona parte non lo sono e come conseguenza vi è un’ulteriore creazione di denaro dal nulla, oltre a quello già creato dal nulla attraverso la riserva frazionale, da parte delle banche private.

Oggigiorno inoltre, nell’UE; la riserva obbligatoria è oramai inesistente:
0% per depositi e titoli con scadenza maggiore di 2 anni
2% per depositi con scadenza inferiore ai due anni
2% che è per di più, dall’inizio degli anni novanta, “mobilitabile” ciò non è un vero 2%, ma lo deve essere in media nell’arco del mese, in sostanza, quindi, le banche private hanno “carta bianca” oggigiorno; l’unico vincolo è di bilancio…ma i bilanci delle banche private sono controllati solo da Bankitalia.

Per far quadrare il bilancio, poichè in realtà le banche hanno molte più attività delle passività cioè hanno molti più crediti (prestiti, investimenti) che debiti (depositi) devono in qualche modo far quadrare il bilancio.
In sostanza, si fanno falsi bilanci, che nessuno può controllare al di fuori di Bankitalia, quale Istituto di Vigilanza. E’ come se le stesse banche private controllassero i loro stessi bilanci.
D’altra parte al giorno d’oggi, con il computer ed il trasferimento in un attimo di denaro via etere non è facile controllare tutto. Comunque di solito le banche private non sfruttano al massimo la potenziale libertà che hanno perchè non vogliono rischiare di fallire per insolvenza e fare una figuraccia quindi si autocontrollano in un certo senso ma comunque creano molto denaro dal nulla lo stesso.

Ad esempio, una banca che ha in passività 100 di depositi, per far quadrare i conti di bilancio può comunque creare attività per un ammontare simile non dando così nell’occhio ma in realtà crea quella moneta dal nulla, dato che i 100 di depositi sono per lo più disponibili per i depositanti. Per esempio, sappiamo che le banche private creano quindi in questo modo denaro dal nulla. Giusto? Bene..allora..immaginiamo un bilancio di una banca..l’utile, inserito nel passivo, sarà la differenza tra l’attivo ed il passivo, aggiunto del capitale sociale e riserve (per semplificare).

Ora, poniamoci questa domanda: nel bilancio, il capitale più interessi che la banca privata crea dal nulla, e che poi gli viene restituito dove finisce? Non sono soldi che la banca incassa, ciò il capitale, che poi viene restituito con interessi, quando torna indietro capitale + interessi alla banca..nel bilancio, dove finiscono quelle cifre? Se ci pensiamo la banca segna in attivo i crediti (cioè denaro momentaneamente prestato) ed in passivo i debiti (depositi) ed il denaro che è stato prestato e che è tornato indietro con gli interessi, dove risulta in bilancio? Ebbene, non c’è…la banca crea dei fondi nascosti che non risultano dal bilancio.
Per quanto riguarda Bankitalia il denaro che essa presta allo Stato è registrato nel passivo, ma quando quella quota prestata torna indietro con gli interessi tutti quei soldi dove vanno a finire? Dovrebbero essere nell’attivo…ma ciò non farebbe quadrare i conti.

I conti in un tale sistema non possono quadrare, perchè c’è una quantità di numeri (denaro) che è creato dal nulla e che non fa parte del bilancio. Tutti quei soldi potrebbero essere conteggiati tra gli utili, in passivo, ma vedere cifre così enormi di utili creerebbe sospetto e soprattutto, non farebbe quadrare i conti. Quei soldi vanno a finire in fondi nascosti che non risultano da bilancio e poi quei soldi verranno divisi tra gli azionisti e serviranno anche a comprare il silenzio di chi sa.

Forse Bankitalia, gli interessi che paga lo Stato li segna in bilancio e bisognerebbe esaminare il suo bilancio. Quindi possiamo dire che in sostanza i soldi che le banche creano dal NULLA, finiscono nel NULLA, cioè nelle tasche degli azionisti e dei loro affiliati.

In sintesi, riflettiamo su: depositi, crediti (soldi prestati dalla banca, capitale) e crediti restituiti (capitale + interessi); guardiamo un bilancio e vediamo se li troviamo segnati da qualche parte; il trucco contabile sta nel detrarli dai crediti in bilancio…ma nella realtà, al di là del bilancio, dove vanno a finire?

Per esempio: presto 100…me ne tornano 80…quindi ora ho 20 di crediti…ma quegli 80 che mi tornano dove finiscono? In bilancio risulta 20 di crediti…ma nella pratica dove sono? Ricordiamoci sempre che quei 100 prestati sono creati dal nulla…quindi gli 80 che ritornano sono puliti…salvo interessi da pagare ai depositanti, che oggi sono ridicoli. ”

(Fonte: http://www.disinformazione.it/bilancifalsibanche.htm)

Esiste un’ Authority che controlli che la contabilità finanziaria delle banche non sia taroccata ? NO !
Purtroppo i cittadini elettori inconsapevolmente votano i partiti (sia di destra che di sinistra) non sapendo che essi sono collusi con questo sistema usuraio bancario.

I partiti non parlano mai delle banche, se non per salvarle.

I cittadini quindi, stimolati dalla propaganda politica, credono di migliorare la situazione con il loro voto, cosi facendo non fanno altro che permettere che questa enorme truffa continui.

Nascerà mai un partito o movimento onesto e che tuteli il cittadino?

Bella domanda … come se ne esce ?

Sappiamo che informarsi costa fatica e parlarne al nostro prossimo anche… La gente preferisce informarsi dalla Tv e parlar d’altro ….

passate parola — almeno!

…………………………….

Cambiale sociale. Proposta – Scrive Casimiro Corsi: “C’è il progetto della Cambiale sociale promosso da Alba mediterranea che è a portata di mano e non c’è nulla da creare ex novo.Un cittadino può emettere 12000 euro l’anno, 1000 al mese di cambiali sociali, che per accordo contrattuale non andranno mai all’incasso ma gireranno fino alla scadenza. Poi sono a tasso negativo perché perdono valore ogni mese. Inoltre l’uso della Cambiale sociale non obbliga alla fatturazione in quanto per la Sezione tributaria della Cassazione: il momento impositivo si verifica alla scadenza e non c’è obbligo di bollo come dice Galloni. Si crea il Reddito di cittadinanza senza uscire dall’euro!”

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Mosse e movimenti per la pace in Siria e contromosse e contromovimenti per la guerra in Siria

PROMEMORIA (alcune date conosciute):

- ITALIA: il 15 maggio 2013 la Bonino ha dichiarato le priorità che vuole perseguire in politica estera, fra le quali quelle concernenti la Siria;

- USA: ieri si è saputo che hanno preparato un disegno di legge da far firmare al Congresso USA per RI-FORNIRE DI ARMI I “RIBELLI” IN SIRIA ( atto totalmente illegale, come previsto da trattati EU e ONU )

-USA: ieri l’ONU ha approvato la soluzione di condanna nei confronti del governo siriano proposta da KATAR!!!!

-GIORDANIA metà della settimana prossima: riunione di quelli che personalmente mi pare evidente costituiscano il covo di neonazicapitalisti ( autonominati amici della Siria, in realtà committenti-assassini e rapinatori del popolo siriano) in preparazione all’incontro all’appuntamento del 27 maggio 2013;

- TURCHIA 23 maggio 2013: riunione di quelli che personalmente mi pare evidente siano mercenari pro-neonazicapitalisti (autonominati opposizione della Siria, in realtà manovali-assassini del popolo siriano e non solo ) a Instanbul;

- 27 maggio 2013: riunione degli autonominati “amici della Siria” per decidere circa l’allentamento ulteriore dell’embargo armi alla Siria: l’intenzione è quella di sabotare i trattati UE e ONU che vietano, sulla carta ma in realtà…, l’illegale e criminale fornitura d’armi a popoli in crisi con i propri governi sovrani.
Nonostante il gravissimo sostegno “religioso” e materiale da parte del Katar ai gruppi terroristici in Siria (contribuendo a mandarvi fatwe criminali e di induzione alla pura violenza che con la religione non ha niente a che fare, ragazzini plagiati disoccupati e studenti senza futuro rapinato a causa della mancata ridistribuzione degli enormi proventi dei monopoli della risorsa naturale petrolifera della terra, galeotti fatti uscire appositamente dalle galere mandati in Siria ad uccidere ricattati tramite il sequestro delle loro famiglie, finanziamneti di armi leggere e pesanti, finanziamenti di corsi di addestramento estremisti, finanziamento di media falsificatori ) il Katar si è preso anche la briga di imporre la risoluzione di condanna delle violenze del governo siriano CHE l’ONU IERI HA APPROVATO!!!!! ) Ecco dunque che si rivela necessario spiegare, per chi non ha avuto modo prima di accedere all’informazione reale, il modello di partigiano “pro-democrazia” creato e garantito da tutte le istituzioni politiche-economiche e soprattutto “CULTURALI” di USA-EU-KATAR-ARABIA SAUDITA-TURCHIA ( video ): http://www.youtube.com/watch?v=Xf9QKwmzSQo Derna, Libia; Altro esempio ideale di “partigiano pro-democrazia” , bene comune, joker e patrimonio dell’umanità : http://breakingnews.sy/ar/article/17444.html ( video ) Esecuzione di 12 civili siriani a Deir ez-Zor abbattuti con la pistola 15-5-2013

ROMA, ITALIA, 15 GIUGNO: GIU’ LE MANI DALLA SIRIA, MANIFESTAZIONE MONDIALE CONTRO LA GUERRA E PER LA PACE IN SIRIA

GINEVRA, SVIZZERA, GIUGNO 2013 : CONFERENZA MONDIALE DI PACE PER LA SIRIA

TESTIMONIANZE DALLA SIRIA

Per ulteriori testimonianze sulla Siria vedi questo video: http://www.youtube.com/watch?v=dwv7JXgPxLI
Pubblicato in data 31/ago/2012 CLICK CAPTIONS FOR SPANISH SUBTITLES Manufacturing Dissent is a documentary posthumously dedicated to Syrian Palestinian actor Mohamad Rafea, who was kidnapped, tortured and finally brutally murdered on Sunday November 4th 2012 by terrorist groups that have been set loose on the country since the US, UK and their western and Gulf State allies launched a covert war in Syria in early 2011, dressed up by the media as a “revolution”. The words spoken in this video by Rafea, and the courage he shows here, is why he was murdered. Manufacturing Dissent is a feature about the psychological-warfare by the media and political establishment of the west and their allies aimed at facilitating the US, European and Israeli agenda of getting rid of the current Syrian government. It demonstrates how the media has directly contributed to the bloodshed in Syria.Manufacturing Dissent includes evidence of fake reports broadcasted/published by the likes of CNN, BBC, Al Jazeera and others and interviews with a cross section of the Syrian population including an actor, a craftsman, a journalist, a resident from Homs and an activist who have all been affected by the crisis. Produced by journalists Lizzie Phelan and Mostafa Afzalzadeh. Edited by Lizzie Phelan. Website for the documentary here http://www.manufacturing-dissent.com/ designed by Shahinaz Alsibahie.
With thanks to the Syrian Social Club for part funding this documentary.French version here: http://www.youtube.com/watch?v=Goj6VX.

INOLTRE

I membri delle delegazioni di sostegno a Mussalaha e per la Pace in Siria stanno pubblicando in web le proprie relazioni sulle testimonianze raccolte direttamente in Siria solo pochi giorni fa, fra cui quelle dell’avvocato nordamericano di San Francisco Bay California Paul Larudee, dal team FPM http://www.freepalestinemovement.org ( vedi http://www.pressenza.com/it/2013/05/ comunicato 1-2 ) e il giornalista cileno, residente negli USA Francisco Coloane ( JUAN FRANCISCO COLOANE es Analista Internacional. Miembro de la delegación de periodistas que visita en Siria. Viaje organizado por la Unión Sirio Venezolano, liderada por Naím Chabouk. ).
Alla The Mussalaha Delegation to Syria ( http://www.globalresearch.ca/findings-of-the-mussalaha-peace-mission-to-syria/5335074 ) ha partecipato anche Marinella Correggia.

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Dopo il caso di mastectomia di Angelina Jolie – Tumori di origine psichica…. e terapie “dolci” dr. R.G. Hamer e del dr. Bruce Lipton

Ante scriptum

La stampa internazionale ha diffuso la notizia che la giovane nota attrice americana Angelina Jolie, madre di sei figli, si è sottoposta a mastectomia preventiva perché nel suo sangue è stato riscontrato il gene BRCA3 che si presume responsabile di alcuni tumori al seno. L’attrice quindi, pur non avendo alcuna diagnostica di tumore, ha così deciso a scopo preventivo.

Ripropongo perciò alcune riflessioni:

Il genetista Tian Xu dell’università di Yale ha scoperto nel 2010 che i tumori possono anche essere causati dallo stress emotivo e fisico. E’ la prima volta che viene collegato, dalla medicina convenzionale, lo stato emotivo all’insorgere di una patologia. Importante anche che lo abbia dichiarato un genetista. Si precisa subito che la parola stress non deve indurre nell’errore di pensare agli stress che investono il quotidiano di quasi tutte le persone.

L’insorgere di patologie è dovuto a traumi psico-emotivi acuti, drammatici. E, sempre per evitare paure inutili (questi articoli si prefiggono proprio il contrario) ripetiamo ancora che non tutti gli shock si trasformano in malattia; dipende dall’intensità del conflitto e dalla durata. In base a quanto intenso e a quanto lungo è stato il conflitto la fase di riparazione sarà altrettanto intensa e impegnativa con sintomi rilevanti.

Se il conflitto si risolve in breve tempo il corpo non avrà tempo per lavorare a livello tissutale e conseguentemente anche la fase riparativa sarà irrilevante. Si susseguono in questi ultimi tempi, sorprendendo numerosi ricercatori, le notizie che più scienziati scoprono correlazioni simili a quella del genetista Tian Xu. Ripetiamo, data l’importanza, le recenti dichiarazioni del premio Nobel 2008 in medicina Luc Montagnier : “I fattori psicologi sono di vitale importanza per sostenere il sistema immunitario. E se eliminiamo questo sostegno dicendo a chi è malato che è condannato a morire, basteranno queste parole a condannarlo.)

In precedenti articoli si è evidenziata la necessità di etica nella ricerca per evitare percorsi e paure inutili con conseguente enorme dispendio di energie intellettuali e finanziarie (si pensi alla recente presunta pandemia). Si ritiene utile riportare anche le notizie pubblicate dalla ricerca convenzionale per facilitare, attraverso la comparazione, la comprensione delle difficoltà delle ricerche se prescindono dall’aspetto psico-emotivo delle persone e i conseguenti errori. A tale scopo trascriviamo un articolo pubblicato da “Il sole24ore”dell’ 8 luglio 2007:

“Genoma di donna – Le ultime sui tumori”: “Sono più importanti il gene o l’ambiente nel causare il cancro? Una risposta netta sarebbe attraente e se la scienza non è in grado di darla può sembrare che non abbiano le idee chiare; o che vi sia in corso una diatriba che non giova all’immagine della scienza e soprattutto è nell’interesse dei potenziali pazienti che vuol poi dire poi noi tutti. Eppure non è difficile capire che la genetica e l’ambiente sono entrambi importanti. La controversia potrebbe essere rinfocolata da due lavori recentemente pubblicati su “Nature” e “Nature Genetics”. Che ci siano persone ad alto rischio genetico per il cancro del seno si sa da tempo e nel 1995 sono stati identificati due geni chiamati BRCA1 e BRCA2. Ma non in tutte le famiglie con eccesso di tumori del seno si trovano mutazioni di questi geni e da allora si cerca un ipotetico gene “BRCA3”:
ebbene si sono trovati ora cinque geni che aumentano, di poco, il rischio di cancro del seno……………………………………..Ma dal punto di vista pratico a che cosa serve conoscere i nomi di qualche gene in più.?…………il BRCA3, se esiste, è molto dubbio e ancora ci elude. Per il momento è molto dubbio che trovare in una donna una di queste varianti possa arrecarle un beneficio superiore dell’ansia che inevitabilmente comporterebbe: ed è temibile che i rispettivi test vengano commercializzati e propugnati come screening su vasta scala. Dobbiamo tornare allora alla questione di partenza. Il cancro del seno insorge a causa di mutazioni del Dna che avvengono a caso: per questo siamo tutti a rischio. Ad aumentare il rischio di base concorrono fattori genetici e fattori ambientali…………………..non possiamo pretendere che i progressi della genetica superino rischi che da questa non dipendono……….questo nuovo modo di identificare i fattori genetici di rischio verrà esteso ad altri tipi di tumori e con il tempo farci inventare nuove terapie e forse anche nuove misure preventive”.

Nessun accenno dunque ai fattori emotivi scoperti dal dr. Hamer, dal biologo-genetista Bruce Lipton ed ora anche dal genetista Tian Xu citato da “Nature”. Quest’ultima notizia fa quindi ben sperare in una ricerca più “olistica” che tenga conto, oltre che dei fattori genetici e ambientali, anche di quelli psico-emotivi. E’ solo questa la strada che potrà aiutare i ricercatori a navigare in quel mare genetico senza fine che potrebbe portare l’umanità a credere di essere nata “per caso” così come le malattie.

Pertanto riportiamo la seguente comparazione fra le scoperte del dr. R.G. Hamer e quelle del dr. Bruce Lipton: “Le cinque leggi biologiche e la nuova biologia americana – Il capovolgimento diagnostico della medicina e la demolizione del programma del genoma umano: due scoperte scientifiche diverse per un traguardo comune”(1)

“Spesso nel percorso delle scoperte scientifiche abbiamo assistito al raggiungimento di risultati similari e complementari ottenuti, quasi contemporaneamente, da scienziati diversi, oltre che per nazionalità, anche per metodo di ricerca. Se questo ci fornisce da un lato la garanzia della scientificità delle scoperte, in quanto reciprocamente comprovabili, dall’altro ci conferma che quelle scoperte sono storicamente pronte per l’umanità. Kahlil Gibran scrisse che non si può insegnare nulla che non sonnecchi già nell’alba della nostra conoscenza. In questo senso possiamo dire che, grazie a due scienziati, il dr. R.G. Hamer e il dr. Bruce Lipton, stiamo assistendo al raggiungimento di uno straordinario traguardo comune: la definitiva prova scientifica del coinvolgimento della psiche umana nei processi patologici e nei processi biochimici del corpo umano.

Le conseguenze delle loro ricerche sono sconvolgenti, perché con le scoperte del dr. Hamer viene ribaltata la diagnostica della medicina, mentre con la nuova biologia americana del dr. B. Lipton viene annullato il determinismo meccanico cellulare. I risultati raggiunti, l’uno in medicina, il secondo in biologia, si avallano reciprocamente e soprattutto aprono la strada ad uno straordinario percorso di rivalutazione dell’individuo e della sua componente psichica. Le due scoperte nascono sulle ceneri di un metodo scientifico di ricerca giunto ormai al capolinea. Ci riferiamo al sistema di indagine riduzionistica sinora adottata da quasi tutti i settori della ricerca. Possiamo convenire che, con l’Illuminismo e il Rinascimento, l’uomo si sia dato delle nuove linee guida per lo studio della natura e dei fenomeni biochimici. Venne abbandonata ogni connessione di indagine riferita a contenuti interpretativi esoterici e religiosi, adottando invece i criteri della verificabilità e riproducibilità dei fenomeni per la classificazione di leggi certe e quindi ritenute scientifiche.

Questa missione, del tutto condivisibile ed encomiabile, trova la sua massima identificazione nella frase pronunciata da Francis Bacon nel 1543: “L’uomo dovrà dominare la natura”. Da allora ad oggi la ricerca non ha più arrestato questo sistema di indagine cercando di analizzare sempre più a fondo ogni fenomeno e reperto, avvalendosi di strumentazioni sempre più sofisticate. Questo sistema di indagine riduzionistica, ribadiamo validissima ed efficiente nello scopo e nel merito, ha trovato però il suo limite e capolinea proprio nel metodo della strumentazione adottata. Infatti sia che si riferisca al primo rudimentale microscopio sia che ci si avvalga dei recenti e modernissimi sistemi (TAC, PET, scintigrafia, microscopi elettronici) questo metodo di indagine non può riguardare ciò che non si vede. Mentre solo ciò che si vede viene considerato e quindi connesso ad una causa o ad un evento.

Ed è proprio sulla scorta di questo metodo che stiamo assistendo a tutte le ipotesi di connessione tra eventi del corpo umano e strutture del DNA, secondo il programma del genoma umano. La conseguenza inevitabile è l’attuale concezione del determinismo meccanico della cellula. E’ un po’ come se considerassimo le cellule del corpo umano del tutto avulse dalla nostra volontà e dal nostro agire, rimanendo noi impotenti ad osservare il loro comportamento. Per cui, quali vittime predestinate dal destino, quasi per fortuna o sfortuna, non ci resta che attendere e osservare l’evoluzione decisa dalle nostre 53 trilioni di cellule. Per converso tutto ciò che non trova posto in un vetrino di laboratorio, e quindi in primo luogo la psiche umana, non viene in alcun modo messo in relazione con l’evento organico.

Si comprende quindi perché lo studio dell’individuo in quanto recettore ed effettore di momenti emozionali e psichici sia stato oggetto di materie scientifiche definite psicologia o psichiatria, staccate dal mondo clinico della medicina o della biologia. Un riferimento vago ad una connessione tra le differenti discipline lo ritroviamo solo quando sentiamo dire dalla medicina ufficiale che “lo stress” in qualche modo incide sulla nostra salute, ammettendo velatamente che quella “cellula”, pur nel suo programma predeterminato da una sequenza dei nucleotidi del suo DNA cambia …..in qualcosa! Credo che mai parola e mai connessione più vaghe siano state dette in un panorama di ricerca scientifica. Quale persona al giorno d’oggi può dichiararsi non stressata dalla vita moderna? Non per questo ci si ammala e non basta certo andare a ricercare qualche ultracentenario tra i contadini di qualche paese remoto sulla terra per ricollegare una situazione di longevità al non-stress. E’ pur vero che sino ad oggi si è cercato, in diversi modi e attraverso vari settori della ricerca, una possibile connessione tra la psiche e l’organo, vedi ad esempio la psicosomatica, la PNL, la Medicina Cinese, la Metamedicina. Ma nessuno aveva trovato la riproducibilità e la verificabilità propri di una connessione scientifica.

“Ma tanto tuonò finché piovve”. Il dr. Bruce Lipton, scienziato biologo, ormai di fama internazionale, sta portando avanti in America la divulgazione della sua scoperta. Come tutti gli scienziati che si sono occupati del programma del genoma umano, per cui tutto viene ricondotto alla struttura del DNA, è partito dalla considerazione base del dogma scientifico elaborato dopo la scoperta del DNA da parte di Watson e Crick nel 1953: DNA – gene fisso – RNA – riproduzione del gene nel citoplasma -proteine – sintesi riproduttiva.
Secondo questo schema il DNA dunque sarebbe le fonte di ogni segnale da cui si origina il comportamento e la riproduzione della cellula.

Questa conclusione è in effetti l’unica consentita da un sistema di indagine che, pur nella sua valenza scientifica presenta il grosso limite, nella ricerca del rapporto causa-effetto, proprio nell’impostazione riduzionistica. Mentre l’attribuzione di un’attività propria del gene del DNA è solo una deduzione della visione di un determinismo meccanico autonomo della cellula. E’ come se un extraterrestre che volendo sapere la causa dell’incendio delle case sulla terra si limitasse ad osservare chi sta intorno ad una casa che brucia.

Dopo aver analizzato a supporto del valore statistico circa 100 incendi ed aver visto sempre la presenza dei pompieri, mentre cambiano proprietari e curiosi, si vedrebbe costretto a sostenere che la causa degli incendi sono appunto i pompieri. Allo stesso modo sostenere che il 25% dei carcinomi al seno può essere attribuito alla mutazione di due geni autosomici (BRCA1 e BRCA2) non può ritenersi una prova scientifica del tumore al seno.

In primo luogo perché una percentualizzazione di un evento non ci fornisce alcuna prova di riproducibilità scientifica, ma soprattutto perché, come rileva il dr. Lipton, siamo in effetti di fronte ad una mutazione del gene causata da un altro evento, sinora mai considerato: il segnale esterno alla cellula. Le osservazioni del biologo americano nascono da un diversa, ma quanto mai semplice, osservazione del fenomeno biochimico. Una cellula trova ogni fonte di sostentamento e di vita non dal nucleo centrale, ma dalla membrana esterna. Infatti è risaputo che se ad una cellula viene tolto il suo nucleo, essa continua a sopravvivere. Mentre se vogliamo la morte di una cellula dobbiamo operare sulla lisi della doppia membrana fosfolipidica.

Inoltre, e soprattutto, il dr. Lipton osserva che proprio sulla membrana esterna di ogni cellula troviamo la PIM (proteine integrali di membrana) veri e propri canali recettori ed effettori per l’entrata e l’uscita di segnali. La sequenza dei nucleotidi di un DNA dunque viene a subire delle varianti e delle modificazioni proprio dai segnali esterni. Questi segnali non si riducono solo a molecole biochimiche, ma comprendono anche tutte quelle immissioni di energia determinate dalle sinapsi dei neuroni, che se vogliamo possiamo ancora ricondurre a reazioni biochimiche, ma che in effetti possiamo più facilmente ricollegare alle emozioni e stati psichici provati dall’individuo. In sostanza la sequenza del processo biochimico del DNA non vede quest’ultimo l’artefice primo dei meccanismi cellulari, ma semplicemente un raccoglitore ed elaboratore di informazioni esterne. Un po’ come l’hardware di un computer che, in base ai dati ricevuti, immagazzina ed elabora i programmi futuri.

Le conseguenze sono di tutta evidenza: il DNA non è un “signore” che regola in modo predeterminato, a suo piacimento e a nostra insaputa, il divenire delle nostre cellule, ma è una meravigliosa struttura atta a regolare e mediare i segnali esterni, il tutto in un perfetto coordinamento con la vera centrale del nostro corpo: il cervello. Per capire come questa fenomenologia biochimica si traduca in un processo fisiologico, definito salute o malattia, troviamo la risposta negli studi del Dr. Hamer. Il dr. Hamer, dopo la morte violenta e improvvisa del figlio, non si accontentò di sentirsi dire che a causa dello “stress” subito, una “cellula impazzita” avrebbe deciso di scatenare un tumore al suo testicolo. Dopo continui riscontri nello studio di TAC cerebrali trovò la presenza dei focolai nel cervello che dimostravano la connessione tra evento psichico e organo. Da questa scoperta la sua ricerca ricevette un impulso del tutto nuovo, ma il metodo d’indagine era del tutto diverso rispetto a quello di un esame con un microscopio: occorreva chiedere al paziente cosa gli fosse accaduto.

Ci vollero pochi anni per mettere insieme il mosaico, ma dallo studio sinergico dell’embriologia e della filogenesi il dr. Hamer arrivò a dimostrare scientificamente la causa vera (il dr. Lipton direbbe il segnale esterno) che determina un cambiamento cellulare: il collegamento psiche-cervello-organo. Le scoperte del dr. Hamer confermano quindi la correlazione tra evento-segnale esterno e riflesso organico, ma il vero significato e portata di questa scoperta vanno al di là della semplice osservazione delle cause psichiche. La vera rivoluzione epocale che consegue alle leggi biologiche scoperte dal medico tedesco è la nuova accezione del significato del termine malattia. Da sempre la malattia è stata intesa come un errore della natura, al quale l’uomo-medicina deve porvi rimedio e i rimedi sinora proposti sono stati infiniti, ma tutti e comunque impostati sul principio suddetto del “brutto male”. Inoltre ogni sintomo del male, che sia proliferazione o riduzione cellulare, dolore o gonfiore, febbre o infiammazione viene trattato come “sbaglio” della cellula e allora l’obbiettivo sinora ricercato non può che essere unico: eliminare il sintomo. Dalla nuova accezione del rapporto causa-effetto scoperta e convalidata dalle ricerche citate ne consegue il nuovo modo di intendere il termine malattia: un Programma Speciale Biologico Sensato. Per un’esposizione migliore del concetto rimandiamo il lettore più esigente ai testi di Hamer .

Il Programma Speciale viene attivato da un evento shock, che ci coglie impreparati, acuto, drammatico e vissuto con un senso di isolamento. Questo momento è stato definito dal dr. Hamer DHS (Sindrome di Dirk Hamer) che ci porta immediatamente in uno stato di simpaticotonia, per lo più asintomatico, ma caratterizzato da una fase fredda: mani e piedi freddi, con difficoltà di dormire la notte. Dopo la soluzione del conflitto psichico si manifesta la fase successiva, proporzionale per intensità e durata alla precedente, e definita vagotonica, con evidenti sintomi di dolori, gonfiori e febbre. Questa seconda fase è intervallata da un momento di ritorno alla fase di simpaticotonia, determinata da una necessità di riequilibrio del corpo umano, prima di attuare la fase ultima di vagotonia e riportarci in carreggiata. Si resta attoniti quando l’applicazione di queste scoperte diventa oggetto di continue verifiche le cui conclusioni portano il ricercatore a riconoscere la loro validità dimostrando ed avvalorando così il termine di Leggi Biologiche. La storia ci insegna che le rivoluzioni non passano indolori ma alla fine il tempo e la forza degli uomini liberi hanno sempre avuto ragione.”

Il suindicato articolo del “Il sole 24 ore” evidenzia che, per ora, si pensa che “il cancro del seno sia dovuto a mutazioni del DNA che avvengono per caso” Le scoperte del dr. Hamer invece rilevano che il tumore del seno è quasi sempre dovuto ad un trauma psichico. Nel caso di tumore della ghiandola mammaria si tratta generalmente di un conflitto madre/figli, verso partner, verso il “nido”: Essendo la ghiandola mammaria legata al foglietto embrionale del mesoderma antico il tumore prolifera in conflitto psichico attivo e, cessato il conflitto psichico, si arresta la proliferazione e viene ridotto dai micobatteri o si incista. L’immaginazione scatenata dal conflitto psichico dà ordine al cervello di attivare la ghiandola mammaria per produrre più latte utile a salvare la vita delle persone che si avvertono in pericolo.

Nel caso invece di carcinoma duttale, ovvero carcinoma dei dotti galattofori (dei dotti dove passa il latte) durante il conflitto psichico attivo i dotti si ulcerano e riparano dopo la cessazione del conflitto . In questo caso i noduli si trovano solo nella fase di riparazione. Si tratta generalmente di conflitti di separazione dal partner, dai figli, genitori, parenti o persone vicine. L’ulcerazione dei dotti si produce allorchè l’immaginazione scatenata dal trauma psichico ordina al cervello di ulcerarli per lasciar scorrere quel latte che non serve più ad alimentare quel partner, quel figlio,quella persona a cui si è legati (si sono riscontrati casi in cui il conflitto psichico è stato scatenato dalla morte di un animale a cui la persona era molto legata). Il cervello non distingue tra realtà e immaginazione. Pertanto, come già spiegato nei capitoli precedenti, nelle persone, a differenza degli animali, quasi tutti questi traumi sono dovuti a fatti immaginativi, ovvero virtuali.

Le terapie possono essere infinite ma se si attua una corretta diagnostica la medesima diventa già di per sé parte importante dell’atto terapeutico.

Paola Botta Beltramo – gruppo teosofico biellese

(1) C. Trupiano – Rivista scientifica Psiche-Cervelli-Organi n.1 /2006

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Siria – Mussalaha con Mairead Maguire per la pace e l’autodeterminazione

Una delegazione internazionale di pacifisti guidata dalla premio Nobel per la pace irlandese Mairead Maguire sta visitando Damasco e altri luoghi del paese per sostenere il movimento di riconciliazione nazionale Mussalaha e
chiedere alla comunità internazionale, spiega Maguire, di rispettare la sovranità della Siria e l’assoluto bisogno di pace e autodeterminazione del popolo siriano, smettendo dunque di alimentare i gruppi armati e la destabilizzazione, e rimuovendo le sanzioni economiche che aggravano l’emergenza.

Anche una delegazione di giornalisti dell’America Latina è in Siria per denunciare la “manipolazione mediatica”.

Gli incontri diplomatici in corso a livello internazionale, soprattutto
fra russi e statunitensi, suscitano speranze e scetticismo a Damasco,
insieme al sollievo per la mancata risposta del governo all’attacco di
Israele. La capitale è stata colpita da autobombe fino a pochi giorni fa
(gli sbarramenti di cemento a protezione di strade e aree sensibili sono
ormai ovunque, dipinti con i colori della bandiera), e che convive con il
tuono dei colpi di mortaio o artiglieria notte e giorno (secondo il
governo mirano solo ad aree occupate da “terroristi” e senza la presenza
di civili).

La crisi economica dovuta anche alle sanzioni si somma all’afflusso di
sfollati in una città che conta già centinaia di migliaia di rifugiati
iracheni degli ultimi anni, e palestinesi da lunga data (la delegazione
aveva già incontrato in Libano i palestinesi che invece sono scappati
dalla Siria, soprattutto dal campo di Yarmuk, a lungo teatro di scontri
fra gruppi armati infiltrati e appoggiati da Hamas e residenti del campo
capitanati dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina –
Central Commando).

La delegazione in appoggio alla Mussalaha ha denunciato la manipolazione
mediatica che è al centro della tragedia siriana, con organi
d’informazione, Ong internazionali e governi che ascoltano solo fonti di
parte (locali o estere) e le rendono verità contribuendo, con la
demonizzazione di una delle parti, a giustificare le ingerenze
internazionali a favore dei gruppi di opposizione, e boicottando il
dialogo. Un esempio recente è l’uccisione di civili a Bania, città
costiera nella provincia di Lattakia.

L’opposizione armata giorni fa ha accusato dell’ultima strage di civili,
appunto a Bania, la milizia Mouqawama Souriyy (Resistenza siriana),
comandata da Mihraç Ural, di Antiochia, già militante rivoluzionario
marxista contro il governo turco. La sua milizia è impegnata sul terreno a
combattere i gruppi armati antigovernativi e islamisti. Ural, contattato
dal giornalista belga Bahar Kimyongur, si dice oltraggiato dall’accusa,
rivendica la sua storia di militante della sinistra rivoluzionaria e
accusa gruppi armati salafiti che avrebbero voluto vendicarsi per il
rifiuto di uomini del posto di prendere le armi con loro.
Anche oppositori antibaathisti di Bania, come Ahmad Ibrahim e il blogger
Ahmad Abou Al-Khair scagionano Ural e accusano gruppi terroristi.
Mairead Maguire e la delegazione hanno visitato ospedali e quartieri,
incontrato esponenti religiosi della Mussalaha (che continuano a
sottolineare l’eterna natura laica e tollerante del paese, messa a durissima
prova), vittime civili degli scontri e delle esplosioni, e diversi
esponenti dell’opposizione non armata, parlamentare ed extraparlamentare.

Marinella Correggia da Damasco

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