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Milano – Titano, expo e veline…. (copiando il MOSE)

Expo e veline

Minuscolo il pensiero dell’autore.
MAIUSCOLO IL TESTO DELLE VELINE.

E’ PUNTO DI RIFERIMENTO “UNICO” DI TUTTA LA SQUADRA
E DI TUTTO IL PROGETTO. E’ OPINIONE CONDIVISA (da
tutte le veline?) CHE SENZA DI LUI L’OPERAZIONE SAREBBE
A RISCHIO. Sans lui le deluge!
L’INGEGNERE DELLE IMPRESE IMPOSSIBILI SI DIMETTE A
META’. Cosa che chi riceve le dimissioni dovrebbe
considerare inaccettabile. Ma non è così.
SALA: “RICORDO CHE IL FATTO DI AVERE UN AVVISO DI
GARANZIA NON E’ SUFFICIENTE PER OBBLIGARMI A CHIEDERE
UN PASSO INDIETRO A UN MIO COLLABORATORE. Mezzo
passo indietro va bene?
Ue’ Peppin! I Suoi collaboratori in queste condizioni sono
ormai 40!!
LA CINESE ALIBABA’ STRAVALUTATA A WALL STREET.
Quasi come i nostri quaranta ladroni!

E se si levasse di mezzo l’”innocente” Sala?
Se non si è accorto di niente, cos’ha fatto per tre anni
oltre a raccontare favole entusiasticamente riferite
dalle veline? Tipo? “I LAVORI SONO ADDIRITTURA IN
ANTICIPO”. Scommettiamo che –da sole, ma con fotografo –
non sono mai state a vedere i lavori di EXPO?
Nonostante il ritardo sia “pazzesco”, sabato pomeriggio e
domenica lavorano solo i sorveglianti (pagati 3,5 euro all’ora)!
Di notte avranno lavorato solo quattro o cinque volte
per passare sopra ferrovia e autostrada.
Di gare regolari probabilmente Sala non ne ha fatta nessuna.
Di gare ne ha fatte poche e questo l’ha raccontato.
Tutto era stato deciso in altre sedi e da anni. I rapporti
delle ditte concorrenti col TITANO datano da più di un
decennio.
EXPO è solo un’appendice del MOSE.
I rapporti milanesi del TITANO con le ditte venete sono
consolidati (questa nota è dell’autore che può testimoniare
su un rapporto che all’epoca – 2007 – un paio di giornalisti
non vollero riferire e allora i giornalisti non erano ancora
stati scavalcati dalle veline.
UN MODO TECNICO PER DIRE CHE TUTTO DIPENDE E PASSA
DA LUI. Ma la stessa cosa non vale forse per tutti i RUP
(responsabile unico del procedimento)? Vale anche per quelli
che –vi assicuro, ci sono – a malapena sanno dove sono
localizzate le opere di cui sono RUP!
Ne è un esempio il DELFINO del MEGARUP.
IL FIORE ALL’OCCHIELLO RESTA LA DEMOLIZIONE E LA
RICOSTRUZIONE DEL TEATRO ALLA SCALA. C’ERA UNA
VORAGINE NEL CUORE DELLA CITTA’ E IL “NOSTRO” PRESE
SULLE SPALLE (un vero titano!) LA RESPONSABILITA’ DI
CONCLUDERE I LAVORI NEI DUE ANNI PREVISTI.
Ma poi si scoprì che non erano state rispettate alcune importanti
norme di sicurezza e molti lavori furono rifatti.
DETTO, FATTO. 7 DICEMBRE 2005 E’ L’APICE DELLA CARRIERA.
Segue il dettagliato elenco dei numerosi premi ricevuti per questo
capolavoro wagneriano con una botta di salsa svizzera. La velina
non accenna allo spropositato aumento dei costi. Anche il
MAUSOLEO FORMIGONIANO E’ STATO FATTO IN FRETTA.
Triplicando il preventivo in un velinistico tripudio.
UN RUP FANTASMAGORICO COME L’ALBERO DELLA VITA.
GIA’, PERCHE’ SONO POCHI I RESPONSABILI DEL PROCEDIMENTO
QUANTO LUI!(non come lui, ma quanto lui). E – sull’onda di una
irrefrenabile ammirazione – UNO CHE TANTO SA FARE SQUADRA
(anche con i faccendieri?), TANTO NE E’ PUNTO DI RIFERIMENTO
INSOSTITUIBILE. LUI LAVORA COSI’: SEMPRE IN CANTIERE,
SEMPRE ATTENTO ALLE CARTE (che talvolta la polvere dei cantieri
sporca) CHE DEVE FIRMARE, SEMPRE IN CONTATTO CON LE
IMPRESE CHE LAVORANO PER LUI (niente ci dice di quelle per cui
LUI lavora).
E pindaricamente:”RESPONSABILE-UNICO-APPUNTO”.
Ma nel mausoleo una crepa s’intravede.
“UN RUOLO DIVENTATO ANCOR PIU’ DELICATO E DECISIVO NEL
MOMENTO IN CUI AL PADIGLIONE ITALIA SONO COMINCIATI
I PROBLEMI”.
Caspitina! LUI si era forse assopito un attimino sotto il peso
di tante medaglie?
Segue la sfilza dei problemi venuti a galla solo perché qualcuno
venuto da Napoli ci ha messo dentro, appena appena, il naso.
Riprende, estatica, l’elegia:
“NEL FRATTEMPO, AL PADIGLIONE ITALIA E’ CORSA CONTRO
IL TEMPO (ma non erano in anticipo?) E TUTTO PARE
GRAVARE SULLE SUE SPALLE (che sono titaniche!)
SOPRATTUTTO DOPO CHE A LUI SONO STATE AFFIDATE (ANCHE),
nota l’enfasi, LE DELEGHE PIU’ IMPORTANTI DEL DIRETTORE
DEL PADIGLIONE CESARE VACIAGO (pussa via, nanerottolo,
che faso tuto mi!).
L’estasi velinistica tocca vette irrangiungibili:
PER TUTTO QUESTO MOTIVO (ma un motivo si può dimezzare?)
IN MOLTI HANNO TREMATO ALL’IDEA DI UNA SUA USCITA DI SCENA.

E se, a ricordo del provvedimento, Milano istituisse la SEPTEMBERFEST?

Luigi Caroli

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USA e dominio del mondo – La dottrina della guerra continua….

USA simbolo di guerra

Nel 2001 un barile di petrolio costava sul mercato mondiale circa 24
$, a metà del 2007 raggiunse i 70 $, nel 2008 toccò i 147 $ , toccando
in soli 7 anni il 600% del prezzo iniziale (vedasi, ad es: “Jeremy
Rifkin, The third industrial revolution”). Naturalmente questi
aumenti, precedentemente imprevisti da analisti evidentemente
superficiali, si riflettono su tutta la catena dei prezzi, entro una
economia tutta fondata e ancora vincolata agli idrocarburi. Negli anni
‘90 i pianificatori governativi statunitensi hanno commesso il grave
errore di ridurre la ricerca e sviluppo delle energie alternative agli
idrocarburi, sotto la direzione di amministrazioni in mano a politici
provenienti dall’ambiente economico petrolifero (vedasi, ad es: “John
Perkins, Confessions of an economic hit man”), il che li ha condotti
alla pianificazione di un ciclo di guerre per impadronirsi dei
principali paesi produttori di petrolio sul pianeta, come confermato,
ad esempio, dalle dichiarazioni del generale Wesley Clarck (piano per
la conquista di 7 stati petroliferi in 5 anni).

Grazie all’enorme spesa di bilancio militare, l’esercito statunitense
sa come vincere la guerra, ma il suo paese non sa come vincere la
pace, alla quale non riesce mai a dare alcun assetto stabile,
precipitando nel continuo costosissimo (per i contribuenti, oltre che
per il pianeta) circolo vizioso della guerra come strumento di
sopravvivenza.

Ben sapendo che un paese di 300 mln di abitanti non può in alcun modo
controllare militarmente un mondo di 7 mld di individui, negli anni
‘70 Jimmy Carter elaborò la dottrina delle guerre regionali per
procura, ovvero affidate a corpi armati esterni, sia eserciti di
alleati sia bande armate appositamente costituite, di cui i miliziani
talebani, Al Quaeda ed Isis sono le più note (tutte creature originali
Usa, ma non le uniche). Le alleanze tuttavia sono per loro natura
instabili, poiché soggette alla variabilità degli interessi in gioco,
come bastano a dimostrare le storie dei gruppi appena ricordati,
riguardo la cui posizione è irrilevante la “cultura islamica”
(questione propagandistica ad effetto per suggestionare le masse
occidentali intorno all’idea fallace di un pericoloso nemico
ideologico), mentre pesa molto il controllo dei flussi di idrocarburi.

Nel caso dei talebani l’alleanza e il voltafaccia dipesero dal
controllo del progettato gasdotto che avrebbe dovuto attraversare
l’Afghanistan, sul quale si ruppe l’iniziale alleanza con Clinton,
Osama Bin Laden ruppe con gli Usa, assieme alla sua fazione di Al
Quaeda (ma non tutta!) sull’occupazione e controllo statunitense
dell’economia dell’Arabia Saudita, ed Isis ha cambiato posizione da
quando la denuncia internazionale per furto di petrolio dell’Irak
nordoccidentale da parte del governo di Baghdad (Al Maliki) ha
sottratto lo sbocco degli acquirenti Chevron, Hess e Total, che non
vogliono essere coinvolti nella questione giuridica, sicchè Isis ha
dovuto chiudere l’oleodotto verso il Kurdistan (attraverso cui
commerciava con Israele, Europa ed Usa) e riaprire quello verso la
Siria, considerata però avversaria da Washington per la sua
indipendenza sovrana monetaria e bancaria (che la rende inattaccabile
alle politiche fraudolente dell’Fmi), sicché l’Isis si è trasformata
da alleato (nell’ambito del piano di spartizione dell’Irak in tre
stati più piccoli) a nuovo nemico da combattere (cfr: Tierry Meyssan,
Voltaire diplomatique, 23.06.14).

Combattere in che modo e con chi ?

Finora il complesso e perennemente instabile gioco di costruzione di
alleanze ed eserciti è stato affrontato, pur con perenni enormi
difficoltà, da Washington utilizzando la grande capacità di spesa che
le viene fornita dagli interessi derivanti dal monopolio sulla moneta
di scambio internazionale, che è stata il dollaro, fin dai tempo degli
accordi dell’immediato dopoguerra a Bretton Woods. Ma sono passati più
di sessant’anni, e dopo la fine del gold standard (che gli Usa
fingevano di garantire, fino alla caduta del bluff di fronte alle
richieste di rimborso francesi del 1971) ora sta cadendo anche il
monopolio del dollaro (che già l’Irak di Saddam Hussein aveva cercato
di aggirare, pure rifiutando il prestiti forzosi Fmi, veri motivi
della guerra del Golfo), da quando Russia, Cina ed India stanno
costituendo un nuovo fondo monetario Eurasiatico alternativo all’Fmi,
che dovrebbe basarsi sulla nuova moneta “doppia aquila”.

Ancora una volta, dunque, le difficoltà di un piccolo paese come gli
Stati Uniti nel tentativo di assicurarsi il controllo economico,
finanziario e politico del mondo per sostenere la propria posizione
parassitaria si scontrano con la perenne impossibilità di un
equilibrio stabile, specialmente dovendolo appaltare in gran parte ad
alleati che risultano necessariamente imprevedibili per la variabilità
dei loro interessi.

Il tutto conduce alla tradizionale irrisolvibilità del problema
politico di garantire il controllo di pochi sui molti, che ha sempre
generato continui aumenti di spesa gestionale per ogni impero,
segnandone progressivamente il declino e la fine, fin dai tempi
dell’Impero Romano ed anche prima.

La percentuale di spesa di gestione aumenta molto rapidamente con la
crescita di dimensioni di un macrosistema, il che, unitamente
all’interesse predatorio capitalista, costringe alla espansione
continua, che amplifica la necessità di servirsi di alleanze regionali
che complicano ulteriormente le difficoltà di gestione.
La storia umana, infatti, non ha mai retto molto a lungo le pretese di
stabilità dei grandi imperi, che finiscono per frantumarsi sotto il
peso crescente di contraddizioni irrisolvibili.
Le vie di uscita possibili in realtà passano proprio attraverso la
accettazione della ineluttabilità di frantumazione, che può venire
gestita attraverso la sostituzione del centralismo con il localismo
economico e finanziario.

Non è vero sia necessaria una moneta unica per gli scambi
internazionali, potendo in realtà ogni nazione scegliere a quale
moneta fare riferimento, salvo esserne impedita con la forza militare
(la quale, però,per ovvi motivi non è applicabile contro le potenze
nucleari).

Non è vero sia necessario insistere con la politica energetica degli
idrocarburi (dei quali abbiamo, con l’inizio del XXI secolo, superato
il picco di estrattività mondiale), essendo disponibili molte vie di
sviluppo ed espansione di fonti energetiche rinnovabili a
disponibilità localmente diffusa.

La dirigenza statunitense degli ultimi trent’ anni finge di non sapere
queste cose, ma non ha modo di evitarne le conseguenze nella realtà.
Se non saranno nuove scelte politiche consapevoli, sarà, col tempo, la
dura necessità a costringere europa e nordamerica a cambiare
radicalmente i propri assetti economici, energetici e politici.
Più insisteranno nell’impiego di vecchi modelli irrealistici, più
perderanno l’occasione di arrivare presto e bene, costringendosi a
giungere tardi e male allo stesso esito conclusivo.

Vincenzo Zamboni

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La grande truffa religiosa: “Soffrite qui per star bene lì (nell’oltretomba)”

caccaiata dal paradiso terrestre

Carissimi Caterina e Paolo, tanto per cambiare il menù che da oltre due
millenni viene riproposto sempre lo stesso ininterrottamente, da maestri che traggono profitto nel convincere tontolo sul modo di vivere, sopportare e soffrire, trasportando l’umanità sino alla nausea con gli stessi piatti, stessi condimenti, stessi criteri, oggi in vena di cambiamenti propongo un bel sughetto concentrato sulle verità manipolate dalla storia per arricchire il sapere, con la geniale trovata del Paradiso Terrestre, quel Regno utopico d’oltretomba creato da alcune Religioni per il controllo universale delle anime.

Il Paradiso, simbolo del piacere e della gioia senza tempo, sicuramente un’opera originata dalla inimitabile mitologia Greca, i tascabili o telenovele sviluppate fra il 1500 sino al 300 a.C. degni di appartenere ai maggiori sforzi della fantasia in supporto della storia del mondo raccontata attraverso la Bibbia, riprodotta più volte con arrangiamenti secondo i periodi di interesse.

Il libro più venduto in tutti i tempi, superiore agli altri racconti di merito
quali l’Iliade e l’Odissea del VI secolo aC., oppure fra i mitici più
originali: la storia delle Divinità Greche, creata in epoche antecedenti.

Da questo insieme di racconti Biblici continuamente perfezionati in epoche successive, sembrano quasi creati come un invito destinato alla guida dell’uomo contemporaneo sulle vicissitudini del passato in un triangolo fra l’Africa dove nasce il mondo, il Medio Oriente dove nascono le Religioni e l’Occidente i maestri della guerra, che si sviluppano con una orribile impostazione della vita, formulata su astuzie, ribellioni, vendette e morte, le quali si mantengono attraverso i secoli come guida di comportamento per tutte le generazioni susseguenti che abbracciano il medesimo concetto di fede Religiosa.

Nell’Estremo Oriente, sin dalle epoche primitive antecedenti ad Adamo ed Eva, avevano un concetto spirituale assai diverso della divinità riconosciuta nei propri simili e nella natura, dimostrando che il bene e il male è dentro di noi, comandato dai nostri sensi secondo il nostro volere, controllato da una spiritualità profonda impostata sui diritti umani reciproci e sulle convinzioni di fratellanza.

Da calcoli e scoperte scientifiche con riferimento a illustrazioni e scritti,
si suppone che Adamo ed Eva (forse mai esistiti) di cui la Religione Cristiana considera come i progenitori dell’umanità, dai quali ha origine la vita dell’ uomo sulla terra, con riferimenti grossolani che risalgono a circa 4, 8 massimo 5 mila anni avanti Cristo, in un Paradiso Terrestre descritto con Angeli, farfalle colorate e Verginelle, poi improvvisamente tutto oscurato da qualche cataclisma o dal Diluvio Universale, senza lasciare tracce.

I grandi filosofi che manipolano la psiche umana, vorrebbero farci intendere che prima di quelle date gli abitanti della terra erano rappresentati esclusivamente dal regno animale formato da varie specie di cui: i Primati, ritrovamenti di ossa di Dinosauri, scheletri di Politici mitizzati dalla storia, ecc., suddivisi in tre categorie principali: carnivori, vegetariani e onnivori.

In quel Paradiso Terrestre descritto nella Bibbia, vivevano beati una coppia di super privilegiati, soltanto due persone: Adamo ed Eva, figli prediletti del padrone del Podere, talmente ricco di ogni ben di Dio da definirlo Paradiso.

Il povero Adamo sempre in ozio come i figli di papà, preso sul naso da parte del serpente che girovagava libero per il Podere, in un momento di debolezza fu convinto ad assaggiare la prugna o la melina di Eva, dichiarati frutti proibiti dal Padrone della piantagione.

Adamo inizialmente caccia il serpente tentatore in malo modo, ma dopo varie insistenze da parte del serpente, Adamo fu convinto ad assaporare il frutto proibito che in verità non era ne una prugna e neanche una mela, ma un fico al femminile.

Al primo contatto Adamo ed Eva furono lusingati ed in mancanza della Radio o della TV si divertirono per ore e giorni trasgredendo la volontà del Padrone, il quale dopo essere stato informato dal serpente si arrabbiò terribilmente per la disubbidienza di Adamo, cacciandolo dal suo cospetto e obbligandolo assieme alla sua compagna Eva a seguire una vita di sudori, sofferenze e privazioni.

Povero uomo e povera donna, da allora, in seguito ad un errore provocato dalla tentazione di quel maledetto serpente, Adamo ed Eva, nonostante le varie richieste di perdono, non concesse, dovettero affrontare il castigo, un po’ meravigliati per il fatto che tutto l’amore precedente del Padrone del campo si trasforma improvvisamente in odio e maledizione.

Il Padrone, su tutte le furie e con voce baritonale continuava ad inveire ad alta voce, soffrirete per l’eternità insieme a tutti i vostri discendenti e conoscerete il duro lavoro, le incomprensioni, le malattie, le vendette, le guerre e la morte, e per farvi soffrire ulteriormente vi creerò anche la Politica diretta da incompetenti e il soldo governato da speculatori.

Il pappagallo che era presente alla scena, ripeteva: Mamma mia che castigo per un gesto d’amore, ma Adamo per riaversi dal grave castigo del padrone, lasciando il Podere gli urla dietro, non esagerare poiché siamo fatti della stessa pasta ad immagine e somiglianza, piuttosto fatti la barba e tagliati i capelli.

Adamo ed Eva dispiaciuti e nello stesso tempo meravigliati per le reazioni del Padrone del Podere, abbandonano il Paradiso e si incamminano mano nella mano per giorni e notti alla ricerca di un riparo dove passare i loro giorni.

Nel frattempo nasce Caino il primogenito ed a distanza di tempo nasce il
secondo marmocchio di nome Abele.

Fra i due fratelli ormai cresciuti, nascono dissapori e gelosie che sfoggiano in gravi liti per dividersi gli affetti della madre, unica donna da cui dividere anche le naturali necessità biologiche sessuali. Un’unica donna nuda dalle forme divine, con tre uomini in calore dai quali secondo la religione Cristiana si moltiplica l’umanità con incesti fra madre e figli, fratelli e sorelle.

Caino nato prima e per giunta il più forte, ha il sopravvento su Abele e un triste giorno in una ennesima lite, Caino uccide il fratello Abele.
Da qui parte la macabra storia del mondo dove l’umanità incoraggiata dagli esempi riportati nella Bibbia, prosegue la strada tracciata dalla storia, riproducendo tanti Caino e pochi Abele che possiamo paragonare come esempio fra il bene e il male.

Deciso a cambiare il menù dell’oste per un mondo migliore, bisognerebbe
riscrivere la storia con narrative esemplari di livello superiore come ad
esempio “c’era una volta in America” oppure “l’amore è una cosa meravigliosa” e perché no, “la vera storia di Gesù poi dato in pasto ai pesci per sostenere la risurrezione”.

Sono certo che un giorno scriveranno la storia di Osama Bin Laden, un
miliardario Saudita poliglotta e padrone delle due torri di Manhattan Island, (abbattute quell’11 settembre del 2001 da ignoti noti), il quale dedicò la sua vita in opere superiori a San Francesco per un mondo migliore, ma fu stroncato dai tanti Caino che popolano il mondo Occidentale, i quali sul letto di morte invocano pietà per i loro crimini.

Anthony Ceresa

………………..

Scriveva Federico Nietzsche: “E’ col trionfo “ecumenico” cristiano (sventura dell’umanità, degli animali, del mondo) che si è realizzata una globale inversione dei valori. Tutto ciò che nel mondo pagano, tra i nostri padri contadini politeisti, era percepito in maniera retta, pulita, veritiera, si è velato e capovolto. Mai un antico avrebbe dato, per esempio, nome di “amore” all’odio o viceversa. La nera pretaglia sfruttatrice è proprio questo che impose, urbi et orbi. Così, per almeno mille anni essa torturò in nome del bene…”

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Isernia – Iniziata la stagione della tortura alla volpe

Volpe morta nell'isernino

“Quando la caccia è aperta la volpe si può cacciare.”

Forse non tutti sanno che “Caccia alla volpe nella campagna romana” è un cortometraggio del 1938 diretto da Alessandro Blasetti, il primo esperimento di colore (technicolor) in Italia. In un video del Giornale Luce del novembre 1934 una voce maschile descrive come “gli appassionati si sono riuniti per questo brillante sport che conta nell’esercito e nell’aristocrazia romana, gran numero di fedeli cultori”.

Non cambia molto due anni dopo, l’altro Giornale Luce datato dicembre 1936, se non che una voce maschile descrive come “gli appassionati si sono riuniti per questo brillante sport che conta nell’esercito e nell’aristocrazia romana, gran numero di fedeli cultori”.

Su wikijunior leggo della volpe quanto segue:”Le volpi più grandi sono lunghe da 82/90 cm mentre le più piccole misurano fino a 50/90 cm. La coda è lunga 35 cm. Il colore della parte superiore è bruno e arancione e la parte inferiore è biancastra.La volpe vive nei boschi e sulle montagne,nei prati nelle città e spesso nei paesi. È diffusa in Europa dove vive fino a 2800 metri d’altezza. Spesso, quando è alla ricerca di cibo, si introduce in cortili e pollai.

La volpe è un carnivoro che mangia prede spesso deboli: galline e piccoli animali del bosco. Mangia anche rifiuti organici (scarti) per esempio bucce di banana, semi che noi non mangiamo ecc… Il piccolo di volpe non mangia carne subito dopo la nascita ma succhia il latte della sua mamma. Il parto avviene dopo 60 giorni e possono nascere fino 12 piccoli, ma di regola sono 4 o 5. Ci sono molte leggende attorno alla volpe e alla sua proverbiale furbizia. In realtà sembra che la volpe non sia proprio un animale così intelligente. I nemici della volpe sono gli orsi, le linci, gli uomini e altri animali più grandi di lei.”

Non so se in altra vita torniamo animali cose inanimate o persone, ma spero tanto che chi ha ammazzato una volpe nella campagna in provincia d’Isernia torturandola, impalandola su una sbarra, legandola con un petardo in bocca, muoia presto,imploda e non si ripresenti più in nessuna forma di vita, fosse pure un sasso.

Doriana Goracci

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La guerra della cartamoneta – Ovvero: se una montagna di dollari spazzatura non può comprare il mondo…

Cartamoneta spazzatura

L’informazione tende a darci una immagine dgli Usa come di una sorta di divinità onnipotente, ma le cose stanno davvero così ?

Guardiamo il caso dell’Irak. 23 (dal ‘91, prima guerra del Golfo) anni di guerra statunitense non sono ancora bastati ad ottenere il controllo politico della situazione. il piano di spartizione in tre stati (”Grande Medio Oriente”) è del 2001, e ancora oggi si trovano ad aver perso un alleato, l’Isis del califfato, che doveva essere una loro creazione, ma dopo la denuncia di Baghdad contro il furto di petrolio Isis ha dovuto cambiare acquirenti, riaprendo l’oleodotto per la Siria, e tanto è bastato a far saltare tutti gli equilibri, sicché Washington vorrebbe liberarsi della sua creatura ma non ci riesce.

Intendo dire che il mondo oltre che più grande di quel che pensano i nostri giornali è anche molto più intricato e complicato di come lo vorrebbero dipingere, ed è piuttosto instabile.
E’ ovvio che 300 milioni di cittadini Usa non possono, da soli, controllare un pianeta abitato da 7 mld di individui (incluse non poche potenze atomiche).

Per questo Carter elaborò una strategia di guerre “Per procura”, conflitti regionali da gestire organizzando bande armate ed eserciti appositi.
Ma per quanti soldi tu possa avere, i cambiamenti autonomi di campo non li puoi eliminare, a causa delle variabili circostanze di interesse: le alleanze non sono stabili, e la “Guerra per procura” è un’arte perennemente sul filo del rasoio, un continuo gioco a finanziare ed armare chi poi ti si potrebbe rivoltare contro.

Finora l’arma della moneta internazionale monopolista ha sempre funzionato come enorme strumento di potere, ma se viene a mancare il monopolio si profila una situazione in cui l’aggressività rimane senza strumenti efficaci.

Tutto il meccanismo del capitalismo occidentale funziona attraverso l’espansione, ma se l’espansione si blocca quel meccanismo si inceppa.
Una moneta Lakota International non è concorrenziale al dollaro, ma una moneta russocinese sì.

Vladimir Putin infatti sta attuando un progetto di moneta alternativa russa, già in associazione con Cina e India. Si chiama Progetto Doppia Aquila e tende a sostituire il dollaro nelle transazioni internazionali. Se accadrà, l’immensa montagna di spazzatura verde chiamata “dollaro” non sarà più il valore di riferimento per i pagamenti internazionali e da quel momento in poi saranno cazzi amarissimi per Oblablama e l’Europa. Il volume di commerci internazionali che ricade nell’area Russia-Cina oltre India e Paesi Brics rappresenterà ben oltre il 50% degli scambi totali. Il che vuol dire che Putin potrà dettare legge su metà del Pianeta, e tutto questo senza sparare nemmeno un colpo.
[ Superpippo De Pippis ].

Ecco quindi spiegato in poche parole l’insostenibile nervosismo dei governi eurostatunitensi verso Mosca.

Gli ultimi superstiti ruderi sbrecciati di Bretton Woods si stanno sbriciolando e ormai crollando polverosamente.

L’aspetto più incredibile della situazione è perché mai nessuno lo abbia fatto prima.

Non c’è un solo motivo oggettivo al mondo per cui le nazioni debbano continuare ad impiegare il dollaro come unità monetaria degli scambi internazionali.

A parte l’esercito Usa, lo stesso che ha devastato l’Irak per motivi ben diversi dalla favola della “armi di distruzione di massa”, ovvero perché Saddam Hussein non intendeva accettare i prestiti forzosi Fmi vincolati agli interessi delle corporation statunitensi, e pure vendere petrolio in euro invece che in dollari (lo conferma l’ex insider John Perkins). E pure la Siria è continuamente minacciata di guerra per lo stesso motivo (gode di moneta sovrana, sistema bancario nazionalizzato, ed è estranea alla politica dei prestiti Fmi, di cui non ha bisogno).

Ma, a differenza dell’Irak, la Russia è una superpotenza militare nucleare, alleata di altre tre potenze nucleari (Cina, India, Brasile), il che mette fuori gioco l’esercito Usa.

Non rimane che prepararsi, avremo un mondo sempre più bipolare nel quale vivere, con buona pace di Washington e dei sogni del “nuovo secolo americano” (do you remember?).

Vincenzo Zamboni

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