Archivio della Categoria 'Lettere inviate e ricevute'

Il Montini non andava beatificato… Parola di Arrigo Colombo

Al Vescovo di Roma Jorge Mario Bergoglio
al Segretario di Stato Pietro Parolin
al Card. Angelo Bagnasco

La beatificazione di Montini non doveva farsi

papa montini

Molti lo hanno detto, e lo ripetono in questi giorni.
Montini, infatti, ha compiuto un atto gravissimo di sopraffazione della volontà dell’intero Popolo di Dio. Sopraffazione giudicata scandalosa, e che tutti ricordano.
Un vero atto di dispotismo.

Avendo un’idea repressiva della contraccezione, sottrasse questo argomento alle decisioni del Concilio Vaticano II e lo affidò ad una Commissione rappresentativa della Chiesa, in cui cercò a più riprese d’immettere personaggi conservatori e retrivi.
Ciononostante la Commissione si pronunziò a favore della contraccezione.

Allora lui pubblicò l’enciclica Humanae Vitae in cui la proibiva.
Un atto di perverso autoritarismo.
Un papa, infatti, non può fare tutto ciò che vuole, ma deve agire secondo ragione e saggezza, secondo la legge della coscienza e la suprema legge evangelica.
In questo caso doveva anzitutto rispettare il parere di una Commissione che, così com’era composta, era espressione dell’intero Popolo di Dio.

Inoltre la ragione, e con essa la dottrina teologica, gli diceva che la contraccezione non è un atto contro natura e non ha nulla di perverso, non infrange nessun diritto e nessuna legge;
è semplicemente una gestione razionale delle proprie funzioni biologiche.
Qui del fatto procreativo, che è un fatto di grande impegno.
Nel rapporto amoroso, mentre il fatto unitivo o amativo, l’amplesso, appartiene alla quotidianità e nutre il rapporto stesso, il fatto procreativo, per le altissime responsabilità che comporta, deve intervenire poche volte in vita.

Montini ha prevaricato tutto questo, abusando della sua autorità e mettendo in difficoltà l’intera Chiesa. Non può essere proposto come figura esemplare.

Parliamo di Montini e non di Paolo VI perché consideriamo il nome dinastico (introdotto definitivamente verso il Mille, cioè dopo circa un millennio) profondamente antievangelico, quindi profondamente abusivo.
Si ripresenta inoltre qui il problema, già lamentato da molti, che si sta avviando un costume
per cui ogni papa canonizza i suoi predecessori, sì che a sua volta sarà canonizzato.
Un fatto oltremodo sconveniente.

Prof. Arrigo Colombo

Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università del Salento-Lecce
Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160
E-mail arribo@libero.it/ Pag web http://digilander.libero.it/ColomboUtopia

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Politica ed amministrazione in transizione – Lettera pubblica di Franca Oberti

tasse

Si parla tanto di debito pubblico, ma a me non risulta di aver mai avuto debiti con nessuno. Com’è possibile che uno Stato che ha fatto scelte assurde, imprevidenti e sconsiderate, si debba ora rifare sui suoi concittadini per pagare i “suoi” debiti? Comincio ad essere stanca di pagare per gli altri.

Se lo Stato ha dei debiti, bisognerebbe che tutti coloro che furono e sono coinvolti in questi debiti, fossero resi pubblici e chiedere a loro di pagare i suddetti debiti.

Dopo tutto non si fanno mancare nulla, nemmeno assicurazioni e avvocati di ultimo grido. Posseggono beni pignorabili, hanno barche, auto e aeroplani. Gioielli, abiti costosi e si tolgono tutti gli sfizi recandosi ovunque in hotel cinque stelle. Fanno viaggi e crociere e percepiscono stipendi da favola.

Ma a questi sconsiderati politici viene mai chiesto un sacrificio?
Paga Pantalone??? C’è tanta gente che la pensa come me, come si può fare per costringere i veri debitori a pagare per i loro errori? Noi li abbiamo votati credendo facessero gli interessi di tutti, invece hanno fatto solo i loro e ora “noi” dobbiamo pagare!

E’ un meccanismo che va ricostruito alla rovescia.

La piramide che si è creata in 60 anni di storia va ribaltata. Cominciamo a governare dal basso e sono sicura che quando arriveremo alla cima della piramide, ci sarà una bella pulizia, sempre che tutto sia fatto con onestà, lealtà ed etica.
I comuni sono l’organo più vicino alla gente e sono diventati, ad oggi, i primi vessatori del popolo. Esiste un sindaco che desideri il bene dei suoi concittadini e il suo in egual misura? Con la povertà dilagante, forse, siamo arrivati al punto nodale.
Non ci sono più le corse al cadreghino comunale perché non c’è più latte da succhiare!
Si candidano i soliti figuri, quelli che la gente ha sempre visto lì, in quel posto, senza nemmeno capire cosa ci vanno a fare. Si candidano quelli che hanno “i soldi” così trovano contatti per investire e spadroneggiare. Si candidano quelli che pretendono di comandare e stabilire le “loro” regole. Raccontano favole con le loro parlantine, contando ancora sull’ingenuità delle persone. Tentano le scalate per arrivare alla vetta di quella malsana piramide, ancora e ancora e ancora.
Ecco che in questo momento i “giorgio la pira” che covano tra la gente, potrebbero finalmente uscire allo scoperto! Le donne che sanno governare una casa, possono governare anche un comune. Non hanno mire, perché sentono ancora l’appartenenza ad una famiglia che richiede la loro presenza. Non si montano la testa – forse alcune, quelle che da sempre sono convinte che è giusto emulare il maschio – sanno stare al loro posto e tengono testa a tutti, con la logica femminile dell’accoglienza e del rispetto per l’altro.
Il presidente dell’Uruguay Mujica ha dato un esempio talmente positivo in tutto il mondo da suscitare commenti ovunque. In Italia, per lungo tempo, giravano video Youtube dove lui esponeva il suo punto di vista; poi tutto è sfumato nelle nebbie padane e negli aranceti del sud. L’Italia è prevalentemente agricola, ma gli agricoltori si sono montati la testa e pretendono di produrre per esportare, invece stanno facendo ammalare i terreni e lasciano che le multinazionali importino tutto da altre nazioni, con la scusa che l’economia è globale. Un’agricoltura a misura d’uomo potrà salvare il carrozzone Italia e sfamare il suo popolo senza bisogno di controllare i vari PIL, le borse, gli andamenti di mercato.

Lo spreco energetico è diventato insostenibile. Da decenni ci si lamenta degli uffici che tengono i riscaldamenti al massimo e poi aprono le finestre… ma dove esiste!!?! Chiudete ‘ste finestre e mettetevi un maglione! Abbassare al livello che lo Stato ha deciso per tutti sarebbe un atto più che dovuto, invece anche qui si fanno figli e figliastri e nelle case siamo obbligati, mentre nei luoghi di potere no! Un po’ di meno a tutti e un po’ di più per tutti, sembrerebbe un controsenso, ma è quello che un politico futuro potrebbe adottare come slogan, sapendo che è solo uno tra tanti, non il migliore, né il superiore, e neppure l’eletto!

E poi basta con l’elemosina… è solo un gesto che libera la coscienza, ma non educa chi la riceve. Offrire lavoro è molto più utile, risolve i problemi interni e aiuta le persone ad essere dignitose e grate. Chi non lavora non mangia, è ovvio! Certo è che se per ogni lavoretto umile e limitato nel tempo ci sia subito uno Stato/aquila che coi suoi artigli si risucchia tutto il piccolo guadagno… la gente preferisce NON LAVORARE! E magari farsi mantenere dalle istituzioni che ci sguazzano in questi incartamenti e riescono a conservare tanti posti di lavoro inutili.

La burocrazia va ribaltata: paga solo chi può avere un esubero consistente, non chi con quei pochi soldi di tasse ci potrebbe mangiare un mese perché non ha altro, nemmeno più un lavoro.

I controlli ci sono perché la gente è disperata e l’aumento di ogni tassa o tributo serve solo ad alimentare i focolai di ribellione. “Che l’innse?” diceva il Balilla per provocare la rivoluzione che scacciò gli austro-ungarici dalla Liguria.

E’ un urlo che mi sale dal cuore spesso… ma la voce non esce, bloccata dalle mille e una regole, dalle scadenze, incombenze, tributi, tasse, gabelle ed elemosine.

E’ un drammatico periodo di transizione, occorre che le persone ne siano consapevoli.

Quando saranno finiti anche i pochi e risicati risparmi, forse, ricominceremo a vivere e progettare il futuro e impareremo di nuovo a capire cosa vuol dire condividere ed essere solidali.

Franca Oberti

Franca Oberti

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Commento integrazione di A. M. C.:

“Sono totalmente d’accordo con Franca Oberti e ritengo che lo Stato, attraverso i Governi incompetenti che lo gestiscono, non ha il diritto di indebitarsi in un sistema a tasso variabile.
Ma come è possibile una tale leggerezza, neanche io che sono una pulce mi sono mai lasciata incastrare con prestiti a tasso variabile mentre i nostri governanti lo hanno fatto senza porsi problemi con estrema leggerezza e ora stanno con il fiato sospeso sull’andazzo dello « spread », anzi ci stanno i cittadini che sono quelli che devono sempre pagare il conto degli errori di chi li governa.

La realtà è una sola : lo Stato è stato esautorato dalla finanza internazionale, i nostri veri governanti non sono più quelli che eleggiamo, i quali fanno ormai solo da paravento, coloro che ci governano sono i capifila dell’economia e della finanza mondiale annidati sulle alture di Wall Street. C’è da chiedersi cosa fare, come uscire da questa dittatura della finanza mondiale e se il termine « democrazia » sventolato ai quattro venti in qualsiasi occasione ha ancora un senso e come restaurarlo, a pieno tittolo, senza sommosse e rivoluzioni che temo si stiano preparando negli animi dei cittadini di tutta Europa oppressi dalle imposture dell’economia e della finanza mondiale.

Noi Italiani siamo particolarmente malmessi con il Paese occupato dalla fine della seconda Guerra Mondiale, con duecento basi militari delle forze occupanti dotate di testate nucleari su tutto il nostro territorio, non possiamo neanche respirare senza chiedere il permesso. Trasformati in pattumiera degli occupanti, ora, siamo anche obbligati ad ospitare i soldati statunitensi che rientrano dalle missioni in Africa alfine di evitare gli isterismi della popolazione che si sono manifestati, a casa loro, a causa della paura di un epidemia di Ebola.

Mi chiedo, giorno e notte, come l’Italia e l’Europa potranno uscire da questa situazione senza pagare un altissimo prezzo, con sommosse e spargimenti di sangue, ma non trovo risposta, non vedo profilarsi all’orizzonte personalità europee capaci di realizzare questo miracolo politico, economico e culturale.”

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Leopolda, San Giovanni, Arcore… tutti i luoghi dell’inciucio permanente

teatro magico

IL TEATRO MAGICO DEI GLOBALIZZATORI D’ITALIA UNITI

I politici dei partiti creati e sostenuti dalle multinazionali e della banche, per recitare nel teatro che porta il nome di ‘democrazia illusoria’, si scambiano twitter , interviste e battute ad effetto, dai vari angoli del loro palcoscenico della politica.

I media messi a loro disposizione sono ben lieti di aver trovato in Renzi, un direttore della compagnia teatrale con il bollino della “American Academy of Dramatic Arts” che, con maestria, ogni settimana inventa le false flag che consentono loro di non parlare del tunnel della globalizzazione in cui ci tengono prigionieri.

Ecco allora che:
- Renzi, dopo aver detto che il Job Act era la vera risposta al precariato, contenendo una norma sul finanziamento pubblico per le imprese che assumono a tempo indeterminato (posto fisso), alla Leopolda cambia nuovamente le carte in tavola e dichiara solennemente che : “ Volere lavoro a tempo indeterminato nel 2014 è come cercare di inserire i vecchi gettoni telefonici negli Iphone” ;
- ‘la sinistra’ della CGIL, e quella dentro e fuori dal PD, chiedono modifiche al Job Act e minacciano di voler imboccare la strada di una vera e dura opposizione ..di sua maestà ;
- Berlusconi, che con il patto del Nazareno con Renzi ha salvato il suo impero finanziario lasciando a Verdini la cogestione di Pd e PDL in parlamento, recita ‘malamente’ la sua parte del copione dichiarando che: “Il premier attuale con una mano ha dato gli 80 euro a qualcuno, con l’altra ha aumentato le tasse a tutti”.

Fanno di tutto per non prendere atto che l’Unione Europea è nata su basi sbagliate, succube degli interessi economici degli USA e si è sviluppata ancor peggio dando mano libera al “mercato” gestito dalla grande finanza, che lo governa e lo usa per rendere globale il suo potere.

Alla Banca Centrale Europea sono stati conferiti pieni poteri sovrani su finanza ed economia, sottraendoli agli stati, al Consiglio d’Europa e al parlamento europeo; abbiamo ‘regalato’ alla BCE anche la proprietà stessa della moneta, per avere la quale ora ci indebitiamo con i banchieri che posseggono la BCE.

E’ talmente evidente che senza la moneta pubblica non avremo mai le risorse per la difesa del suolo (delle imprese e del lavoro), che persino agli alluvionati di Genova sono ora stati cancellati 50 milioni di Euro di contributi pubblici !

I profondi danni creati da tali scelte che PD, FI & complici hanno fatto e vogliono (debbono) mantenere per non perdere il sostegno di banche e multinazionali, sono: l’indebitamento “pubblico”, anche per coprire le fallimentari speculazioni finanziarie delle stesse banche; la svendita delle industrie pubbliche che avevano fatto il “miracolo economico” dell’Italia nel dopoguerra; l’impossibilità di difendere l’agricoltura, l’allevamento, la pesca, l’industria, l’artigianato e i servizi italiani, con drammatiche ricadute sui livelli occupazionali, dalla impari competizione con sistemi paese in cui vigono tributi, salari, costi energetici e tutele ambientali enormemente più ridotti; la diminuzione dei finanziamenti per la scuola, la ricerca, la cultura, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e architettonico del paese.

Si può sfuggire alla globalizzazione che mortifica imprese, posti di lavoro, salari, stipendi, pensioni e pubblici servizi, solo uscendo dal sistema che la impone; il resto è teatrino politico.

Fernando Rossi

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Intervento integrativo di Vincenzo Mannello:
“….notizie…degne di un casino mediatico.
Faccio fatica,confesso,ad andar dietro alle novità che arrivano ogni momento da radio,televisioni ed internet con un flusso continuo di informazioni che,il giorno dopo,ricerco sui principali organi di stampa.
Ed io sono soltanto una persona che fa questo per passione,dilettantescamente.
Immagino che compito quasi sovraumano debbano svolgere i responsabili delle testate online,specie quelli che desiderano offrire ai lettori “di tutto” nel rispetto del vero pluralismo.
La Leopolda,star indiscussa di questi giorni…,la Camusso e la Cgil già sono state superate da Renzi con la sua scultorea massima : “il posto fisso non c’è piú” !!
Che,unito all’altra (limitata ai postcomunisti) “non ridaremo il partito ai reduci”…ha delineato una volta per tutte il programma di governo del Putto fiorentino,la ideologia (si,proprio ideologia) che lo guiderà e la sua assoluta fiducia nella ignava rassegnazione del popolo italiano.
Niente piú posto fisso….in Italia,Europa e nel mondo. Trionfo auspicato e realizzabile del “sogno americano” : io ti sfrutto e faccio i soldi…tu non rompere i cabasisi !!
Non è forse questa la massima espressione del liberalcapitalismo ? Sfruttamento della maggioranza assoluta del popolo (bue) e libertà dei ricchi di far ciò che si vuole.
Quindi governo compatto su questa strada con la benedizione dell’UEismo di Bruxelles,di Napolitano,della Confindustria,della finanza globalizzata e,presumo, di Papa Francesco (sempre ossequioso ed ecumenico con il Quirinale).
Spazzati,in un sol colpo,i “reduci” del vecchio Pci….e la sodale di sempre…la Cgil.
In una qualunque nazione che avesse ancora un poco di sangue caldo in circolazione la pubblica ostentazione da parte di un presidente del consiglio, e dei suoi ispiratori banchieri ,della “fine del posto fisso” e della necessità di “limitare (come se già non lo fosse) il diritto di sciopero” avrebbe portato in piazza non qualche centinaio di migliaia di pensionati ed affini per fare una scampagnata a Roma con tamburi ed orchestrine ma milioni di dimostranti ,tutt’altro che pacifici, in ogni piazza d’Italia.
Con in testa i giovani…quelli che rischiano di più….quelli clamorosamente assenti…(salvo lodevolissime,minoritarie eccezioni).
Leopolda…la stazione di partenza di Renzi,già arrivato a Roma profittando del vuoto totale di una qualunque “opposizione”.
Ha dichiarato che,nel 2023,tornerà a fare il comune cittadino.
Si,dopo aver consegnato definitivamente al capitalismo globalizzato l’Italia e gli italiani….,si potrà magari concedere il meritato riposo.
Attenzione,chi legge rifletta e si renderà conto che è uno scenario davvero realizzabile…nefasto per noi ed eredi.

p.s. le “altre” notizie le analizzeremo prossimamente,Leopolda per noi è la piú importante di tutte”

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Anna Maria Campogrande: “L’Europa e il nuovo colonialismo inglese”

la perfida albione

Dietro le manovre in atto per imporre all’Europa l’inglese come lingua unica si nascondono obiettivi di natura economica immediati ma esse mirano anche ad una forma molto più grave e nefasta di vera e propria colonizzazione totale dell’Europa sul piano commerciale, culturale, sociale, militare e strategico.

Nell’ambito della Pubblica Istruzione e degli Affari Sociali, per fare un solo esempio, le pressioni esercitate in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio per la liberalizzazione di tutti i settori inclusa l’Educazione nazionale, la Salute pubblica e via dicendo parlano chiaro. I nostri politici, non solo italiani ma europei, nelll’insieme, stanno giocando un gioco molto pericoloso, c’è da chiedersi se se ne rendano conto e se sanno dove vogliono andare a parare. Mutatis mutandis, questa storia mi fa pensare alle persecuzioni contro gli Ebrei. All’inizio sembravano cose banali e, in fin dei conti, secondo i benpensanti dell’epoca, accettabili. La massa dei cittadini non ha osato levare la voce per tempo. Coloro che venivano ingiustamente perseguitati si sono piegati, a portare la stella, a vedere sminuiti i loro diritti civili, poi alla deportazione e, infine, ai maltrattamenti, ai lavori forzati, perché nessuno avrebbe mai potuto immaginare che in fondo al tunnel c’erano le camere a gas. Non ci sono state rivolte, poche fughe, tutto si è compiuto all’insaputa dei più e contro la buona fede, ispirata dal conformismo, della stragrande maggioranza di coloro che avrebbero dovuto reagire subito. Non credo di esagerare affermando che siamo, attualmente, nella stessa identica situazione anche se i termini del problema si pongono in modo diverso.

Nessuno si preoccupa, veramente, dei degradi che subisce la nostra identità, la nostra civiltà e la nostra cultura, in senso lato, in particolare, la nostra lingua che costituisce la sintesi di tutte queste realtà, nel suo diritto di esistere, a pieno titolo, sul territorio nazionale e in seno all’Europa. Sul piano nazionale, l’Italia è un Paese occupato e sconvolto culturalmente, ben aldilà della semplice imposizione dell’inglese ovunque. Gli Italiani con l’uso inopportuno e senza freni dell’inglese stanno intaccando la loro « forma mentis » conferita dalla madrelingua, l’italiano, con grave danno della loro identità e della loro specifica creatività. Questo è particolarmente evidente nella musica, nel modo di far cinema, nella gestualità. Non solo si è arrivati a pretendere di tenere corsi esclusivamente in inglese nelle nostre università, ad abolire tasse e contributi per gli studenti che scelgono l’inglese, nel caso di possibile scelta tra i corsi in inglese e quelli in italiano. Non solo, si è arrivati ad imporre l’insegnamento dell’inglese ai bambini delle elementari e dell’asilo intaccando in tal modo la « forma mentis » in formazione in quella giovane età che solo la madre lingua può edificare e che conferisce all’individuo l’identità e la specifica creatività della civilizzazione di appartenenza.

In realtà, i cittadini italiani sono assediati giorno e notte dalla pubblicità, dalla stampa, dai programmi televisivi, in particolare quelli del servizio pubblico, che, disconoscendo totalmente il loro ruolo educativo, soprattutto nei confronti dei giovani, invece di trasmettere le belle serie edificanti di cui tutti i Paesi europei dispongono da « Don Matteo » a « Barnaby » a « Rex » e via dicendo, nelle ore di maggiore ascolto, inondano i canali di film e teleromanzi di serie con indicibili e gratuite scene di violenza e modelli di comportamento al dilà di quello che è lecito e accettabile da parte di qualsiasi essere umano.

Se quelli sono i prototipi di comportamento diffusi dalla TV di Stato, come stupirsi, poi, del dilagare della violenza nel nostro Paese, del bullismo tra i giovani o di fronte ad allievi che si presentano a scuola con un mitra nascosto in un astuccio di violino ? Il modello di questi comportamenti è ben noto e non è quello culturale italiano. Le influenze, a livello nazionale, sono opache e i risultati della colonizzazione culturale sono banalizzati, sono fatti apparire come un’evoluzione naturale del linguaggio e dei modi di fare. Oggi, gli Italiani sono quelli che infilano ovunque parole in inglese senza alcuna necessità allorché le parole in italiano esistono e sono di grande chiarezza. Gli Italiani sono quelli che hanno il Ministero del « Welfare », quelli che parlano in continuazione di « spending review » di « spread », sono quelli che, a livello dell’informazione televisiva e giornalistica ogni quattro o cinque parole in italiano ne infilano una in inglese, per vezzo, senza alcuna necessità. Gli Italiani sono quelli che dicono « summit » invece di « vertice », « band » invece di « banda » e cosí via… sono quelli che infilano la parola « privacy » in tutte le file e sale d’aspetto degli uffici pubblici mettendo a disagio la stragrande maggioranza dei cittadini i quali, ovviamente, non conoscono necessariamente l’inglese. Gli Italiani sono quelli che hanno trasformato il Sindaco in « primo cittadino » che stanno dimenticando il loro ricco vocabolario mettendo nel cestino centinaia di parole come, ad esempio : si, certo, certamente, di sicuro, d’accordo, eccetera… per cantonarsi al generico, imprecisato « OK » e al ridicolissimo « assolutamente si » che in buon italiano non significa, assolutamente, niente.

Si potrebbe scrivere un libro sulle pericolose deviazioni della lingua italiana che ne deturpano l’intrinseca armonia, matrice della nostra intrinseca, genetica, creatività. A livello europeo, le decisioni che sono prese e il loro funzionamento sono « tecnici » e non trasparenti, pochi sono coloro che sono al corrente dei termini del problema e pochissimi quelli che hanno la lucidità di comprenderne le conseguenze nefaste. L’Italia e l’Europa sono, oggi, come le vergini stolte della parabola perché non sanno vegliare e perdono di vista quelli che sono gli interessi fondamentali dell’Italia, dell’Europa e dei loro cittadini. Altri Paesi europei sono su posizioni autolesive simili a quelle italiane perché banalizzano la questione linguistica, la trattano con superficialità, non tengono conto della sua dimensione culturale, identitaria e democratica, non hanno ancora compreso cosa si profila in fondo al tunnel : il declino della civiltà europea, in particolare di quella greco-latina, e un’Europa duale costituita di cittadini di prima e di seconda categoria, quelli di madre-lingua inglese e tutti gli altri, con tutte le conseguenze che questo comporta.

Anna Maria Campogrande

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Precisazione e commento dell’autrice: “Caro Amico, Grazie per la pubblicazione della lettera a Renzi e dell’articolo, è importante che gli Italiani sappiano (http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2014/10/la-ue-manda-lettere-in-inglese-renzi.html)
Vorrei solo precisare che, dal mio punto di vista, il neo colonialismo è soprattutto statunitense. Possiamo definirlo Anglo-Anglo-americano ma sono in effetti soprattutto gli « Americani » che si battono in tutti gli ambiti della cosiddetta « Comunità Internazionale », che non è altro che un sistema messo a punto per servire i loro interessi e il loro modello di civiltà, allo scopo di imporre non solo l’inglese ma tutto quello che ne consegue in termini di modello sociale, di valori, di democrazia e di civilizzazione nel suo insieme.
Cordiali saluti, Anna Maria Campogrande”

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Ferdinando Renzetti è tornato, è tornato dal silenzio telemato

ritorno

paolo anch io, paolo noi, paolo voi, paolo essi, paolo per tutti!
paolo tana libera tutti! eccomi sono tornato, ferdinando!
sto valutando e soppesando, scrivendo e coltivando, ascoltando…
parole… parole per me per noi per voi per essi per tutti!

pane e cipolla!
sorrido sovvengo e svenga se mi chiedo a chi appartenga!
la patata!
anche oggi ho perso qualche passaggio!
sono preda di un pensiero debole o mi prendo in giro!
mi fa piacere ascoltare quello che racconti, anche se spesso mi e’ poco chiaro!
siamo un po lontani geograficamente! sono mesi che vivo isolato! parlo solo con
i vicini, i miei amici, luiugino anni 88, lulluccio anni 89, giuseppina anni 90
e mariano bravo suonatore di organetto anni 95. passeggio nelle vie del borgo,
traversine non ne vedo! vedosento un luminoso silenzio!
le traverisne reggono i binari della ferrovia, rette parallele verso l’infinito
divenire della materia che arrugginita o inossidabile che sia ha sempre una sua
bellezza intrinseca. ruggine e inossidabili sono stati della materia belle anche
esteticamente, mi piacciono i loro colori caldi e lucenti!
meglio suonare quadriglie al latte che bolle con batteria di pentole profuse ed
estruse! nella scalzati dell essere nudo, occhi umettati e assonnati nel morbido
mondo della poetica dell assoluto quotidiano, echi sorprendenti, solo per chi sa
comprendere o anche per chi non sa comprendere?
chi si sorprende fa oooohh!!
chi non si sorprende fa mbeehh!!
io intanto suono pentole e padelle barattoli e gusci dell essere sgusciato.
gliele stai cantando? bohh!!

soleluna
scheggia impazzita di luce
follia geniale onirocomica
dopo l equinozio d autunno
foglie secche nell aria
odore di mosto

Ferdinando Renzetti – f.renzetti@casediterra.it

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