Archivio della Categoria 'Lettere inviate e ricevute'

Aspettando Diego Fusaro… che sarà a Biella il 22 giugno 2018

Caro Diego Fusaro, so che sarai a Biella il prossimo 22 giugno 2018, per la presentazione del tuo libro, e persone di mia conoscenza ed io desideriamo comunicarti che siamo molto d’accordo con te allorchè affermi: “Sarebbe anche opportuno un dialogo cooperante tra le diverse aree del sapere e le diverse attività dello spirito di modo che si potesse far valere una visione d’insieme che è quello che più manca perché oggi manca una visione d’insieme che sia alternativa e pensi altrimenti rispetto a quella dominante” – (a 7’ ca dal dialogo con Foa): https://www.youtube.com/watch?v=Ae2LnC0Ql6I

Così anche il vice presidente emerito della Corte Costituzionale dr. Paolo Maddalena:
https://scenarieconomici.it/la-scoperta-della-verita-nella-societa-della-menzogna/

“E’ CHIARO CHE AL MOMENTO ATTUALE DELL’UMANITA’ NON POSSIAMO FARE A MENO DI ESSERE INTERDISCIPLINARI.

In questa società moderna così evoluta, così interdipendente una funzione grande per alcuni pionieri del nuovo diritto è stata la scoperta della Bioetica. E qui c’è il forte collegamento tra diritto e bioetica: dare vita ad un ordinamento giuridico che tuteli la cultura della vita in una società che sta facendo sempre più prevalere la cultura della morte è un’impresa veramente ardua per la quale ci si deve impegnare perché ne va di mezzo la vita del pianeta. L’Italia sta pagando un tributo enorme. La miseria è in aumento. Abbiamo perso gran parte del paesaggio, dell’ambiente, del sistema naturale che ci circonda. Solo una filosofia della bioetica può contrastare l’indirizzo di alcune leggi ANTICOSTITUZIONALI.. NOI VIVIAMO NELLA SOCIETA’ DELLA MENZOGNA PUBBLICITARIA E POLITICA. OCCORRE SCOPRIRE LE VERITA’

E anche lo psicologo ricercatore Mauro Scardovelli – a 6’ ca – https://www.youtube.com/watch?v=Y_HOl9erF9Q – “Abbiamo costruito una scienza che si fonda sulla separazione fra le discipline … ora la Scienza vera è quella che studia l’Unità del Tutto. … In Occidente abbiamo fatto un passaggio incredibile nella scienza perchè ci siamo occupati soprattutto di cose materiali.. ma dal punto di vista della visione generale si può dire che addirittura siamo andati indietro… Questa separazione di saperi purtroppo è andata a scapito di una visione generale. Le singole discipline non sono in grado di risolvere i problemi perché la Natura non presenta problemi disciplinari…. allora si fa un convegno. In questo convegno parla il biologo, il sociologo, il politologo, il fisico, il chimico (ndr l’economista) poi si va tutti a casa e tutto ritorna come prima perché non crea un’unione, non si crea quel senso di unità verso l’Uno che ci consentirebbe di creare una Scienza che sia intelligente” (da “una lezione da imparare”)

Scardovelli afferma che oltre la laurea in psicologia acquisì anche quella in giurisprudenza ma si accorse che in quella facoltà non si sapeva nulla di economia

L’antropologo-teosofo Bernardino del Boca: http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it/: “Finché non sarà fatta sintesi tra i vari rami della Scienza (ndr comprese quelle economico/finanziarie) e non si sarà sottoposta questa sintesi alla luce della Spiritualità il fenomeno umano non potrà essere compreso nella sua finalità e nemmeno nella sua espressione individuale (La Dimensione Umana – 1971) (B. del Boca è stato seguito da molte persone biellesi)

Questo invece il parere del banchiere Pietro Sella di Biella da: http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-09-27/la-fabbrica-ruota-e-voglia-innovare-biella-132836.shtml?uuid=ACJPuf5

Mi colpisce una frase di Pietro Sella, un nome che pesa perché qui tutto intorno parla della sua famiglia, che chiude l’incontro: «I laureati dopo il 2007 non chiedono nulla, lavorano sedici ore al giorno e non chiedono nulla, ce la possono fare se almeno diciamo che il futuro dipende dal loro lavoro e dal loro impegno». Vuol dire: non priviamoli anche della speranza. Come dargli torto?

16 ore al giorno: avranno tempo per pensare ?

Qui la conferenza a Biella di Marco Saba del giugno 2017 sulla creazione della moneta: https://luogocomune.net/LC/forum/search?query=signoraggio%20bancario&childforums=1

Grazie di tutto. A presto.

Paola Botta Beltramo

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A proposito d’immigrazione – Lettera aperta al Premier Giuseppe Conte ed ai Ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Al Premier Giuseppe Conte
ai Ministri Luigi Di Maio
e Matteo Salvini

Si parla tanto, nel nuovo Governo e Parlamento, d’immigrazione e della sua soppressione.

Bisogna anzitutto distinguere due tipi d’immigrazione: quella da povertà e fame, l’Africa anzitutto, e quella da ribellioni e guerre, in particolare il vicino Oriente.

Quanto all’Africa è giusto che l’emigrazione massiccia degli ultimi decenni cessi, in quanto dannosa all’Africa stessa, in quanto la priva di forze giovanili e adulte, e quindi la impoverisce ulteriormente, non risolve il problema ma lo aggrava.

L’aiuto dell’Europa a quel continente fratello non deve però cessare, ma esplicarsi in un modo più intelligente e fecondo, affrontandone cioè l’arretratezza economica per mezzo di équipes di economisti inviate in ognuno di quei paesi per aiutarli a costruire un’economia efficiente, da parte di ognuno dei paesi dell’Unione Europea.

Un nuovo ordinamento dovrà essere varato, dopo il trattato di Dublino e la riunione di Lussemburgo; e la Commissione europea dovrà gestirlo. Ogni paese europeo dovrà impegnarsi nell’invio di un’équipe di esperti in un paese africano – o in più d’uno, dato che i paesi dell’Unione sono 28 e quelli africani 54; insieme o successivamente.

Il continente fratello che soffre di povertà e fame non sarà abbandonato; sarà invece aiutato in modo più efficace, com’è nostro stretto dovere.

Arrigo Colombo, Centro interuniversitario di ricerca sull’Utopia, Università del Salento-Lecce
E-mail arribo@libero.it/

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Neocolonialismo nel Mediterraneo. Da Mare Nostrum a Mare NATO…

I riflettori politico-mediatici, focalizzati sui flussi migratori Sud-Nord attraverso il Mediterraneo, lasciano in ombra altri flussi: quelli Nord-Sud di forze militari e armi attraverso il Mediterraneo. Anzi attraverso il «Mediterraneo allargato», area che, nel quadro della strategia Usa/Nato, si estende dall’Atlantico al Mar Nero e, a sud, fino al Golfo Persico e all’Oceano Indiano.

Nell’incontro col segretario della Nato Stoltenberg a Roma, il premier Conte ha sottolineato la «centralità del Mediterraneo allargato per la sicurezza europea», minacciata dall’«arco di instabilità dal Mediterraneo al Medio Oriente». Da qui l’importanza della Nato, alleanza sotto comando Usa che Conte definisce «pilastro della sicurezza interna e internazionale».

Completo stravolgimento della realtà. È stata fondamentalmente la strategia Usa/Nato a provocare «l’arco di instabilità» con le due guerre contro l’Iraq, le altre due guerre che hanno demolito gli Stati jugoslavo e libico, e quella per demolire lo Stato siriano.

L’Italia, che ha partecipato a tutte queste guerre, secondo Conte svolge «un ruolo chiave per la sicurezza e stabilità del fianco sud della Alleanza». In che modo, lo si capisce da ciò che i media nascondono.

La nave Trenton della U.S. Navy, che ha raccolto 42 profughi (autorizzati a sbarcare in Italia a differenza di quelli dell’Aquarius), non è di stanza in Sicilia per svolgere azioni umanitarie nel Mediterraneo: è una unità veloce (fino a 80 km/h), capace di sbarcare in poche ore sulle coste nord-africane un corpo di spedizione di 400 uomini e relativi mezzi.

Forze speciali Usa operano in Libia per addestrare e guidare formazioni armate alleate, mentre droni armati Usa, decollando da Sigonella, colpiscono obiettivi in Libia. Tra poco, ha annunciato Stoltenberg, opereranno da Sigonella anche droni Nato.

Essi integreranno l’«Hub di direzione strategica Nato per il Sud», centro di intelligence per operazioni militari in Medioriente, Nordafrica, Sahel e Africa subsahariana.

L’Hub, che diverrà operativo in luglio, ha sede a Lago Patria, presso il Comando della forza congiunta Nato (Jfc Naples), agli ordini di un ammiraglio statunitense – attualmente James Foggo – che comanda anche le Forze navali Usa in Europa (con quartier generale a Napoli-Capodichino e la Sesta Flotta di stanza a Gaeta) e le Forze navali Usa per l’Africa. Tali forze sono state integrate dalla portaerei Harry S. Truman, entrata due mesi fa nel Mediterraneo con il suo gruppo d’attacco.

Il 10 giugno 2018, mentre l’attenzione mediatica si concentrava sulla Aquarius, la flotta Usa con a bordo oltre 8000 uomini, armata di 90 caccia e oltre 1000 missili, veniva schierata nel Mediterraneo orientale, pronta a colpire in Siria e Iraq.

Negli stessi giorni, il 12-13 giugno, faceva scalo a Livorno la Liberty Pride, una delle navi militarizzate Usa, imbarcando sui suoi 12 ponti un altro carico di armi che, dalla base Usa di Camp Darby, vengono inviate mensilmente in Giordania e Arabia Saudita per le guerre in Siria e nello Yemen.

Si alimentano così le guerre che, unite ai meccanismi neocoloniali di sfruttamento, provocano impoverimento e sradicamento di popolazioni. Aumentano di conseguenza i flussi migratori in condizioni drammatiche, che provocano vittime e nuove forme di schiavitù…

«Sembra che essere duri sull’immigrazione ora paghi», commenta il presidente Trump riferendosi alle misure decise non solo da Salvini ma dall’intero governo italiano, il cui premier viene definito «fantastico». Giusto riconoscimento da parte degli Stati uniti, che nel programma di governo sono definiti «alleato privilegiato» dell’Italia.

Manlio Dinucci


(il manifesto, 19 giugno 2018)

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Italiani immigrazionisti a tutti i costi e la bufala dei “migranti salvati dalla Spagna”

Sono estremamente irritato dal modo con cui gli immigrazionisti cercano di infamare la parte avversa, e comincio a diventare intollerante alla loro aria di superiorità da autopresunti civili contro i barbari.
Perciò anche se l’episodio sarebbe in sé minimo, ho deciso di pubblicare il mio intervento di risposta su una bacheca “nonviolenta” in cui il politico di turno pubblicava il sarcastico “Spagna-Italia 1 a 0″, dopo l’annuncio che la Aquarius avrebbe potuto attraccare a Valencia.
L’episodio in sé sarebbe minimo.
Ma a questo punto ho perso la pazienza.
Non possono continuare a mentire e pure prenderci in giro.
Quando è troppo è troppo.

Ecco riportato il mio intervento:
Ora veniamo un attimo allo specifico della dicitura
“MONDIALI
Spagna-Italia 1 a 0″.
La Spagna, bontà sua, ha dichiarato di accogliere 629 migranti.
Anche se alcuni dicono che ne sta preparando il rimpatrio, fatto che verificheremo, in ogni caso dopo avere annunciato di avere a disposizione 8 (otto) posti letto nelle sue strutture.
Strano. Noi viviamo nel paese in cui il ministro Al Fano dichiarava in parlamento di essere pronto a requisire le case degli italiani per fare posto agli immigrati (che “migranti” non sono, perché si fermano qui, dunque chiamiamoli con il loro nome vero). Peraltro alcuni alberghi sono stati requisiti davvero, contro la volontà dei proprietari. Altri invece sono stati concessi dai proprietari in cambio di soldi.
Ma c’è un punto più importante.
In questo momento l’Italia sta ospitando circa 170mila richiedenti asilo.
La spagna appena 16mila: meno di un decimo.
E di fronte a tutto questo tu vieni a scriverci l’autorazzista antiitaliano (forma specifica delle deviazioni razziste) “Mondiali: Spagna-Italia 1 a 0″ ?
Ma che diavolo dici ?
Io nonviolentemente ti invito a un minimo di vergogna.
Perché sono cittadino italiano, e con questa hai insultato anche me.
E’ un insulto, sai, disprezzarci così.
Se ti incontro per la strada io non ti dò del “buonista”.
E non ti dò neanche un pugno, come tu affermi che daresti a chi ti dà del buonista, perché io i pugni sono disposto ad usarli solo come ultima ratio di legittima difesa per riparo da una eventuale aggressione fisica.
Ma siccome ci conosciamo da quando avevamo 17 anni se ti incontro per strada ti rifilo degli epiteti precisi coerentemente conseguenti a questo insulto agli italiani e quindi anche a me.
Credo che a tutto ci sia un limite, e che di quel limite si debba tener conto, anche nelle relazioni di amicizia con i conoscenti.
Esiste un limite alle bugie, alle prese in giro, ed agli insulti.
Non avrei voluto scrivere queste righe, ma tu sei un uomo politico, quindi la responsabilità di ciò che dici è superiore a quella di un individuo comune.
E siccome uso guardare con attenzione le parole, ho ritenuto che stavolta certe cose andassero davvero dette, in modo chiaro.
So per certo che un enorme numero di italiani sono stufi di essere presi in giro.
E stufissimi di venire colpevolizzati a casaccio.
Se io facessi ancora il politico ci penserei bene.
Quando lo facevo, infatti, ci pensavo.

Vincenzo Zamboni

………………………

Commento ricevuto:

“La sinistra del 3° millenio (ma anche ogni persona con valori etici e morali), in materia di internazionalismo e convivenza tra i popoli / immigrazione, dovrebbe uscire dal mainstream sorosiano dei falsi ‘diritti umani’ (cavallo di Troia per la globalizzazione del potere della grande finanza attraverso la destabilizzazione sociale e la riduzione di salari, diritti e welfare dei popoli europei) e riorganizzare pensieri e proposte, ragionando sui dati reali.
Come oggetto di riflessione aggiungo quanto ad un convegno sulla Palestina a Teheran, mi disse un comunista camerunense: “Voi in Europa ci private dei giovani più forti, più sani e più coraggiosi di cui i governi da voi insediati in Africa sono felici di liberarsi per evitare che chiedano migliori condizioni di vita nei loro paesi; poi li usate come servitori…
Abbiate l’onesta intellettuale e morale di guardare la verità in faccia.
L’Africa è attaccata dall’oligarchia criminale che voi legittimate con il voto.
Volontariamente o no, siete tutti complici del genocidio secolare del mio popolo.”
(Fernando Rossi)

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Un percorso collettivo per il cambiamento necessario

L’Italia che Cambia è un percorso collettivo, fatto di molti sentieri. Tutti vanno nella stessa direzione ma vi arrivano da posizioni e punti di vista differenti seguendo strade e percorsi particolari. Ne abbiamo individuati sette, da percorrere assieme.

SETTE SENTIERI DI TRANSIZIONE VERSO UNA SOCIETÀ PIÙ EQUA, GIUSTA E SOSTENIBILE. I vari punti non li abbiamo scelti noi dal nulla: ci sono stati segnalati, raccontati, trasmessi dalle realtà che abbiamo incontrato lungo il cammino. Li abbiamo voluti scrivere, raggruppandoli e organizzandoli per rendere espliciti gli obiettivi e gli ideali che ci muovono e che stanno alla base del nostro progetto.

Non sono dei punti di partenza ma di arrivo. Le realtà che raccontiamo, che abbiamo incontrato e che potete trovare sulla mappa, pur seguendo ciascuna il suo sentiero particolare, condividono con noi questo percorso e mirano verso la stessa meta. Dunque vi chiediamo, prima di segnalarci una nuova realtà da inserire nella mappa, di leggere questi pochi punti per capire se andiamo nella stessa direzione. Non importa che ogni realtà si occupi di tutti i punti, né che li rispetti tutti. L’importante è comprendere a fondo la visione, l’idea del mondo e della società a cui mirano i vari sentieri e capire di volta in volta se siamo mossi dalle stesse passioni.

SENTIERO 1: LA PERSONA Da cosa partire se non da noi stessi?
Lo sviluppo della persona e dei suoi talenti naturali è un aspetto fondamentale del cambiamento, l’unico in grado di garantire la consapevolezza necessaria per intraprendere qualsiasi iniziativa. Per questo motivo non possiamo non partire da punti fondamentali come: – Il riconoscimento dell’ESSERE UMANO come valore inestimabile – L’armonizzazione fra CORPO, MENTE e SPIRITO – Il riconoscimento dell’importanza della CULTURA, dell’ARTE, dell’ARTIGIANATO come un’attività fondamentale per lo sviluppo di una piena consapevolezza personale e sociale. – La necessità di una diversa valorizzazione del TEMPO LIBERO. Un tempo liberato da impegni costantemente prefissati che permetta alle persone di decidere liberamente del proprio agire – Lo sviluppo di una consapevolezza individuale che miri ad annullare gli IMPATTI DANNOSI diretti o indiretti del proprio agire su popolazioni, ecosistemi e culture

SENTIERO 2: LA SCUOLA Nell’ottica di uno sviluppo armonico dell’individuo risulta fondamentale la costruzione di un modello educativo differente, non più basato sulla votazione, la competizione forzata, che non tenda ad uniformare le differenze, ma che piuttosto: – Metta al centro il bambino nella sua SPECIFICITÀ, premiando e valorizzando la diversità e non emarginando soggetti difficilmente omologabili. – Proponga, accanto alle discipline “ufficiali”, materie pratiche, ARTISTICHE, FISICHE, MANUALI – Consideri prioritaria la lotta all’ABBANDONO SCOLASTICO – Educhi ad un rapporto più sano e armonioso con l’AMBIENTE

SENTIERO 3: LE RELAZIONI UMANE La consapevolezza individuale è soltanto un primo passo. Subito dopo è necessario mettersi in relazione con gli altri, lavorare insieme per costruire le alternative. In questo senso è importante: – Valorizzare e mettere al centro le RELAZIONI UMANE e ricercare modalità inclusive e partecipative nel proprio agire; – Usare metodi di COMUNICAZIONE NON VIOLENTA nella risoluzione dei conflitti – Applicare modelli di COOPERAZIONE E COLLABORAZIONE che vadano gradualmente a sostituire quelli basati sulla competizione in ogni aspetto della vita e della propria professione – Sperimentare la condivisione degli spazi e delle risorse (co-working, co-housing ecc) – Rispettare i DIRITTI CIVILI e considerare le DIFFERENZE (di genere, razza, religione, cultura) come ricchezza [4], così come avviene in natura. – Riconoscere la QUESTIONE DI GENERE come presupposto per la costruzione di una società che metta al centro modelli e valori non esclusivamente maschili e miri alla ridiscussione dell’immaginario, del linguaggio e della loro conseguente attuazione. – Garantire i diritti di chi LAVORA tramite contratti e/o altre forme di garanzia dei principi base: maternità, malattia pagata, tempo libero riconosciuto, uguaglianza tra i sessi, integrazioni delle categorie svantaggiate

SENTIERO 4: IL CIBO E LA SALUTE “Siamo quello che mangiamo” affermava verso metà Ottocento il filosofo tedesco Feuerbach, aggiungendo persino “un popolo può migliorare migliorando la propria alimentazione”. Oggi si è sviluppata molta attenzione al cibo che mangiamo e al suo rapporto con la salute e la prevenzione, oltre che con l’ambiente. Cibo e salute sono due pilastri di una vita soddisfacente, oltre che due aspetti che necessitano di un cambiamento sostanziale. Perciò riteniamo importanti i seguenti punti: – Coltivare CIBO SANO, in modo sostenibile e rispettoso delle risorse e dell’ambiente. – Valorizzare l’AUTOPRODUZIONE come strumento di emancipazione economica e umana. – Rispettare e tutelare la natura e tutte le FORME DI VITA animali e vegetali – Passare da una cultura della malattia e della sofferenza ad una della SALUTE e della CURA del corpo e dello spirito – Alimentarsi in maniera sana come prevenzione primaria e lavorare sulla CULTURA ALIMENTARE e l’antica saggezza della alimentazione mediterranea – Costruire un SISTEMA SANITARIO esente da interessi economici, ma che metta al centro il benessere dell’essere umano – Garantire una completa LIBERTÀ DI CURA del paziente

SENTIERO 5: IL TERRITORIO E L’AMBIENTE Ed ecco che in questo percorso che va dall’individuo verso la collettività giungiamo al territorio. L’ambito locale è fondamentale sotto vari aspetti, dalla creazione dei legami comunitari allo sviluppo di economie di piccola scala. Inoltre sui territori spesso si consumano gli scontri fra i grandi potentati economici (nazionali, sovranazionali, globali) e le comunità locali. Ecco alcuni punti che riteniamo importanti su questo aspetto: – Gestione oculata e rispettosa del territorio in ARMONIA CON LA NATURA ed i suoi ritmi, nel rispetto della stessa e delle forme di vita animali e vegetali. – Valorizzazione e tutela del paesaggio, ponendo fine al CONSUMO DEL TERRITORIO e alla conversione di aree agricole in aree edificabili. – Gestione il più possibile collettiva e partecipata degli SPAZI PUBBLICI. – RIAPPROPRIAZIONE di quegli spazi che svolgano attività dannose alla salute pubblica (basi militari, ecc). – Graduale ritorno alla NATURALE VOCAZIONE DEI TERRITORI (alvei dei fiumi edificati, conversione di miniere-fabbriche in punti di particolare pregio paesaggistico e naturale). – Progressiva conversione del patrimonio edilizio esistente di scarsa qualità in edifici ad alta EFFICIENZA ENERGETICA e BIOEDILIZIA. – Riduzione dei RIFIUTI fino alla loro progressiva scomparsa, con conseguente scomparsa di discariche e inceneritori. – Valorizzazione turistica del patrimonio artistico e paesaggistico con modelli di TURISMO RESPONSABILE e rispettoso di persone, natura e ambiente. – Valorizzazione e ricerca della massima INTEGRAZIONE possibile tra i soggetti che insistono in un determinato territorio e quelli limitrofi – Costruzione e/o valorizzazione di modelli di MOBILITÀ SOSTENIBILE per l’ambiente

SENTIERO 6: L’ECONOMIA L’economia assume oggi un ruolo preponderante nella nostra vita. La forma economica dominante, chiamata liberismo, è caratterizzata dall’estensione del libero mercato ad ogni aspetto della vita, con un conseguente processo di mercificazione dell’esistenza. Ma un’economia diversa può esistere. Ecco alcune caratteristiche immancabili in una “economia che cambia”: – Considerare il DENARO come uno strumento al servizio dell’uomo, che non va emesso a fronte di un indebitamento ma distribuito in modo equo per soddisfare le esigenze primarie di ogni essere umano – Porre fine al concetto del DEBITO infinito e superare quello di CRESCITA INFINITA, sostituendo gradualmente il PIL con indici di benessere – Proibire la SPECULAZIONE sui beni primari (terra, acqua, cibo, risorse) e superare la cultura della scarsità apparente indotta dalla carenza del mezzo di scambio – Sviluppare le economie di scala locale, basate sull’aiuto reciproco e sul DONO oltre che sullo scambio monetario – DEMERCIFICARE l’esistenza, relegando l’economia al suo giusto ruolo.

SENTIERO 7: LA POLITICA Eccoci infine all’ambito più generale, la politica, l’arte dell’amministrazione e del governo di un territorio. Che la politica necessiti di un cambiamento è cosa nota al punto che gli stessi politici hanno iniziato a parlarne (seppur con intenzioni che non sempre corrispondono a quelle dichiarate). Ebbene, ecco come dovrebbe essere e cosa dovrebbe prevedere una sana politica secondo noi e le realtà che abbiamo incontrato: – Una progressiva riappropriazione della gestione della COSA PUBBLICA da parte della collettività – Il rifiuto di qualunque forma di SOPRAFFAZIONE e sopruso e dell’agire e pensare “mafioso” diretto e indiretto – La liberazione dell’azione politica da lobbies, centri di potere occulti, MAFIA e logge massoniche deviate – Il riconoscimento dell’esistenza di BENI COMUNI come acqua, cibo, natura (foreste, mari, fiumi), salute, energia, telecomunicazioni, che per loro natura appartengono a tutti e sono un diritto inalienabile di ogni essere umano, dunque non possono essere soggetti a regole di mercato e devono essere garantiti e tutelati. A questo proposito ci teniamo a precisare che Italia che Cambia è e intende rimanere un’associazione del tutto APARTITICA e fuori dalle competizioni elettorali: la politica, per noi, è quella che si fa dal basso, nelle scelte di tutti i giorni, e non si limita ad un “X” su una scheda in cabina elettorale. C’è poi un ultimo elemento, fondamentale, che però non è un sentiero a sé stante ma contribuisce dare forza agli altri. Parliamo DELL’INFORMAZIONE. Cambiare l’informazione è un aspetto fondamentale della transizione verso un nuovo paradigma, perché solo se si conoscono le alternative siamo realmente liberi di scegliere.

È quello che stiamo provando a fare noi, assieme a tanti altri bravi giornalisti, blogger, videomaker che ogni giorno (spesso su internet o su piccoli giornali locali, snobbati dai media mainstream) si sforzano per raccontare quello che funziona e ciò che si può fare per cambiare le cose. L’informazione sta cambiando; l’Italia, il Mondo stanno cambiando. Cambiate con noi?

Fonte: http://www.italiachecambia.org/

In sintonia con quanto qui esposto, siete invitati al Collettivo Bioregionale Ecologista che si tiene a Treia dal 23 al 24 giugno 2018:

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