Archivio della Categoria 'Lettere inviate e ricevute'

Siria unita e libera! – Tutti i siriani, siano essi curdi, sunniti, sciiti, alawiti, drusi, cristiani o laici, sono uniti contro gli invasori stranieri

“La Rete NO WAR condanna fermamente l’invasione della Siria ad opera dell’esercito turco come crimine di guerra. Rischia di provocare ulteriori disastri e sofferenze per tutte le popolazioni di quel paese, e per tutte le popolazioni del Medio Oriente già così gravemente provate.

Plaude la decisione della comunità curda siriana di riunirsi agli altri popoli della Siria ponendosi sotto la sovranità del Governo Siriano e lottando a fianco dell’esercito nazionale per respingere l’invasione delle truppe turche, invece di continuare a rincorrere l’illusoria “protezione” degli Stati Uniti, la cui stessa presenza in Siria è comunque illegittima.

I siriani di tutte le etnie e confessioni — curdi, sunniti, sciiti, alawiti, drusi, cristiani — sono convissuti insieme pacificamente e proficuamente da generazioni e potranno farlo in futuro, se lasciati in pace.

La sconfitta dell’invasore turco ed il ritiro di tutte le forze straniere e delle formazioni jahadiste e terroriste presenti nel paese è premessa indispensabile per l’apertura di una trattativa per una maggiore autonomia dei curdi-siriani nel quadro di una Siria multietnica, integra, indipendente, laica e socialista.

Chiediamo al Governo italiano di adottare tutte le misure necessarie, non solo per porre un embargo totale su tutte le forniture di armi alla Turchia, ma anche per sottoporla se necessario a sanzioni, e – contemporaneamente – chiediamo di annullare le sanzioni alla Siria, che causano enormi sofferenze alla sua popolazione, e riallacciare normali relazioni con il Governo di Damasco.”

Proposta di Comunicato redatto da Vincenzo Brandi (Rete No War di Roma)

Sottoscritto da Paolo D’Arpini del Circolo Vegetariano VV.TT.

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Russia e Cina unite contro l’imperialismo USA e UE

Il mondo capitalista è in declino. L’occidente marcisce. Rabbia e nichilismo si riversano dall’impero i cui cittadini sono frustrati; non in pace con se stessi. Il Nord America e l’Europa imperialisti sono furiosi con Paesi come Venezuela e Cuba perché i loro pensatori e leader smascherano il terribile deterioramento dei valori che scade dai Paesi neo-colonialisti e storicamente imperialisti. Ma sono Cina e Russia ad essere in prima linea nonostante le nazioni occidentali e i loro propagandisti. È tutto grottesco, adesso. La Russia che ha salvato il mondo dal nazismo e che ha contribuito a decolonizzare decine di nazioni, è ora “il Paese meno gradito” in Europa. La Germania, che uccise milioni di ebrei, rom, slavi e altri, è la più amata. In occidente, a nessuno importa che la Germania stia ancora saccheggiando nazioni come il Venezuela mentre usa la sua potenza industriale e bancaria per spogliare le nazioni indifese dalle loro ricchezze. La Cina, un potente Paese comunista (o chiamatelo “Paese socialista con caratteristiche cinesi”), viene derisa e umiliata dalla propaganda occidentale.

L’arroganza degli indottrinanti europei e nordamericani e la maggior parte dei loro servili pseudo-intellettuali, del cosiddetto centro-destra, non ha confini. La maggior parte di loro soffre di complessi di superiorità incurabili. Sentono di avere il diritto di giudicare la Cina; per decidere se è “veramente” comunista o meno, e se è sulla strada giusta. La Cina è calma, qualcuno potrebbe persino dire nazione timida. Non importa quanto potente sia diventata, cerca di risolvere armoniosamente i conflitti coi suoi autoproclamati avversari. Non attacca e non provoca. Storicamente, si prende cura del benessere dei vicini e persino delle nazioni lontane. Per millenni la saggezza è andata così: “se i vicini stanno bene, starà bene anche la Cina”. I leader cinesi e il popolo cinese sono convinti che se il mondo fosse prospero, la Cina ne trarrebbe beneficio.

Questa è l’essenza della BRI (Belt and Road Initiative), spesso definita come la “Nuova via della seta”. Certo, non è semplice ma in sostanza lo è. La Nuova via della seta” è il fiore all’occhiello dell’internazionalismo cinese. Ho visto la Cina “in azione” in luoghi come Africa e Oceania, e ne rimasi molto colpito. Sono antimperialista e internazionalista, quindi sostengo decisamente la Cina!
Sempre più mi considero comunista ed internazionalista, non un “marxista”. Karl Marx era un personaggio storico europeo, un buon analista e critico del vecchio regime capitalista primitivo. Era preoccupato principalmente dal sistema europeo, senza usare molta energia per attaccare colonialismo ed imperialismo. Negli ultimi secoli, il problema più orribile fu il saccheggio occidentale del pianeta da parte dell’occidente. Marx non vi prestò molta attenzione. Paesi come Unione Sovietica e Repubblica popolare cinese, che difesero gli indifesi, sono costantemente e molto professionalmente demonizzati da Londra, Parigi, Berlino e Washington, che impazziti di follia li “paragonano ai fascisti”, mentre è chiaro che l’unica equazione onesta andrebbe fatta tra nazifascismo e colonialismo europeo e nordamericano, o più precisamente, neo-colonialismo e imperialismo. Pur perfezionando il proprio sistema socialista, la Cina ha imparato molto dagli errori commessi dall’Unione Sovietica. Non li ripeterà.

Chi di noi è vicino all’Accademia delle Scienze Sociali, o alle principali università e organi di informazione cinesi, fa del suo meglio per spiegare gli errori commessi nell’Unione Sovietica e nel cosiddetto blocco orientale. Basandosi sulle analisi del passato proprio e di altri Paesi socialisti, la Cina combatte per la sopravvivenza del mondo e per il migliorare il tenore di vita del propria popolo. Mi piace il suo approccio; sono orgoglioso di far parte del “processo”. E sostengo la Cina con tutto il cuore perché so che se cadesse, venisse distrutta dall’occidente imperialista, sarebbe la fine di ogni speranza per la nostra umanità. L’occidente ha già dimostrato cosa farebbe al pianeta se gli fosse permesso di continuare a governare impunemente su miliardi di esseri umani. Unite ed alleate, Cina e Russia creano un potente blocco di nazioni indipendenti. Direttamente e indirettamente, difendono quei buoni Paesi osteggiati, brutalizzati, persino terrorizzati dall’occidente. Entrambe traggono beneficio dalla collaborazione. Adesso ne beneficiano anche decine di Paesi di tutti i continenti. Mi piace ciò che vedo. La speranza è nell’aria. È bella. È piena di ottimismo. Ed è per questo che sostengo e celebro il 70° anniversario della Repubblica popolare cinese!

Inutile dire che la Cina viene intimidita e provocata da quasi tutti i Paesi occidentali, così come dai loro Stati-clienti. In realtà, attaccare la Cina è la carriera più redditizia per il mediocre giornalista che lavora per i mass media che per individui affamati di soldi da tutto il mondo. Le ragioni di tali attacchi sono fin troppo facili da identificare: la Repubblica Popolare Cinese chiaramente vince in tutti i campi e le aree, sia sull’imperialismo che sul capitalismo selvaggio: ideologicamente, intellettualmente e socialmente. Con solo una frazione del PIL pro capite (rispetto all’occidente), la Cina elimina la povertà estrema. Le sue infrastrutture sono ora migliori di quelle occidentali. I progressi nel campo dell’ecologia non possono essere eguagliati da alcun’altra parte del mondo. La sua creatività nel campo della cultura e della scienza è colossale. La vita del popolo cinese migliora notevolmente. Ed è molto difficile non notare che anche la vita dei popoli dei Paesi che collaborano con la Cina migliorano di molto. Sempre più ovvio è tutto ai popoli del mondo, sempre più inorriditi ne sono i Paesi tradizionalmente colonialisti e imperialisti. Non possono offrire nulla al mondo, poiché le loro economie e culture si basano sul saccheggio da secoli. Non possono fermarsi, riformarsi, lavorare per salvare il mondo. E così, tutto ciò che possono fare per garantirsi lo status quo è infangare Cina e Russia; sorelle decise che collaborano incessantemente per un pianeta di molto migliore. Per decenni, la Cina ha cercato di scendere a compromessi, per placare l’occidente. Ha fatto tutto il possibile e l’impossibile per evitare conflitti diretti o indiretti. Solo di recente ha capito che l’unico risultato che l’occidente accetterebbe sarebbe una Cina piegata e arresa, rinunciando al suo sistema del “socialismo con caratteristiche cinesi”. E questo è inaccettabile per il governo di Pechino e per il popolo cinese. Ecco perché la sfilata in Piazza Tiananmen del 1° ottobre 2019. Ecco perché il chiaro messaggio all’occidente: il sistema cinese non è in vendita. La Cina non si piegherà. Ecco perché venivano presentate nuove armi, progettate per respingere chiunque osi attaccare la RPC. In Russia dicono: Chi viene con la spada, di spada morirà.

La Cina ha chiaramente compreso la saggezza di questo truismo. Certo, la Cina accoglie gli amici a braccia aperte. Aiuta chi ha bisogno. Cerca di costruire un mondo migliore. Ma non tollererà mai più attacchi, intimidazioni e crudo razzismo. In passato fu occupata, brutalizzata e umiliata. Ora, dopo 70 anni d’enorme balzo in avanti sotto la guida del Partito Comunista, la Cina è fiduciosa, forte e orgogliosa. Adoro questa fiducia. Ammiro ciò che la Cina fa in patria e all’estero. Ecco perché celebro col popolo cinese il 70° anniversario della loro madrepatria socialista. Ecco perché lavoro, giorno e notte, per mostrare al mondo i grandi successi della nazione più popolosa della terra. Credo anche che l’unione tra Cina e Russia rappresenti l’ultima speranza per la nostra umanità. Ho assistito alla sofferenza di popoli di tutti i continenti; vittime dell’imperialismo occidentale. Non mi bevo, neanche per un secondo, la propaganda secondo cui “tutte le nazioni sono uguali e che se fossero abbastanza forti, saccheggerebbero il mondo con la stessa brutalità con cui Europa e Nord America lo fecero per tutti quei secoli”. Non sono interessato a leggere e ascoltare le infime analisi degli occidentali sulla Cina. Sono interessato a ciò che i cinesi dicono del loro Paese!

Ora, 70 anni dopo la Vittoria, la nazione cinese è unita come non mai. E le nazioni che furono derubate di tutto dall’occidente, ora hanno il coraggio di sperare per la prima volta da generazioni. Ecco perché saluto la nazione che cambia il mondo e che, a 70 anni, sembra così giovane, gentile e piena di ottimismo!

Andre Vltchek

Filosofo, romanziere, regista e giornalista investigativo. È autore del Mondo di parole e immagini di Vltchek e autore di numerosi libri, tra cui la Cina e la civiltà ecologica. Scrive in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Fonte: https://journal-neo.org/2019/10/13/why-russia-and-china-stand-together/
Traduzione di Alessandro Lattanzio

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WPC e Fplp: “Giù le mani dalla Siria!”

Il WPC (Consiglio Mondiale della Pace) condanna con forza la nuova e terza invasione dell’esercito turco in Siria.
Dopo un periodo in cui le forze armate turche hanno ammassato uomini e mezzi militari lungo i confini della Siria e i successivi attacchi aerei contro obiettivi siriani, in questi giorni si sta verificando una pericolosa escalation con l’invasione delle truppe di terra.

Questa aggressione nella parte nord-orientale della Siria arriva come continuazione delle precedenti aggressioni nella parte nord-occidentale della Siria e come parte dei piani espansionistici del regime turco, con il pretesto della sicurezza per la Turchia. Si svolge con la piena complicità degli Stati Uniti e dei suoi alleati che mantengono anche truppe nell’area da diversi anni. Questa aggressione e la silenziosa tolleranza di molte parti costituisce una nuova grave minaccia ed un grande pericolo per i popoli della regione, soprattutto per il popolo siriano che soffre per gli 8 anni di aggressione imperialista senza precedenti e ben orchestrata, mentre gli Stati Uniti, la NATO, il L’UE, la Turchia e i loro alleati regionali hanno ospitato, finanziato, addestrato e istruito decine di migliaia di mercenari armati, con l’intenzione di attuare un violento cambio di regime a Damasco.

L’invasione e l’occupazione turca del territorio sovrano della Siria creeranno nuovi sfollati e aumenteranno il flusso di rifugiati. L’affermazione della Turchia di creare una “zona sicura” lungo i suoi confini con la Siria è ipocrita e non può nascondere le sue intenzioni di creare una vasta area controllata dalla Turchia stessa, cambiando anche il carattere demografico dell’area. La vera minaccia alla pace e alla stabilità deriva dai piani imperialisti per controllare le risorse energetiche, i gasdotti e creare sfere di influenza attraverso regimi accondiscendenti in Medio Oriente.

Il WPC, condannando con forza l’aggressione, chiede contestualmente il ritiro delle forze di occupazione straniera, sostiene il diritto sovrano del popolo siriano di decidere liberamente il proprio destino per il suo futuro. Esprimiamo la nostra solidarietà al coraggioso popolo siriano, alle forze antimperialiste in Turchia e chiediamo ai membri e agli amici del WPC di intraprendere azioni e iniziative per condannare l’aggressione in corso.

Giù le mani dalla Siria!

La Segreteria del WPC

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Anche il Fplp condanna l’invasione turca

Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (FPLP) condanna fermamente l’invasione turca del territorio siriano dal confine nord della Siria. Avevamo avvertito che si sarebbe arrivati a un tentativo di occupazione, alla luce delle ambizioni turche nel territorio siriano, che non sono cessate da quando Alessandretta (Iskenderun) è stata annessa alla Turchia nel 1939.
Il FPLP ritiene che questa invasione militare coordinata con l’amministrazione statunitense non sia isolata dagli obiettivi che stavano e stanno dietro il sostegno delle forze terroristiche in Siria da parte di questi due paesi e di molti altri, al fine di indebolire lo stato nazionale siriano e danneggiarne il ruolo, la sovranità, l’integrità territoriale attraverso l’istituzione di cantoni divisi per etnie e dottrine religiose.
Il Fronte invita i popoli arabi a prendere posizione e ad agire denunciando l’invasione turca e sostenendo la Siria nella difesa del suo popolo e di tutti i suoi territori.
Inoltre, invitiamo la Lega araba, che sabato prossimo terrà il suo consiglio ministeriale, a occuparsi di ciò che questa invasione turca costituisce in termini di minaccia alla sicurezza nazionale araba e minaccia per l’unità e l’integrità territoriale di uno stato arabo. Tale posizione richiede innanzitutto che la Lega Araba ritorni sui propri passi rispetto alla sciagurata decisione di escludere la Siria dalla Lega, e che non tolleri ulteriormente il sostegno di alcuni stati appartenenti alla Lega a gruppi terroristici che, coordinati con la Turchia e altri paesi, perseverano nel pianificare la distruzione della Siria.

Fronte popolare per la liberazione della Palestina
Dipartimento centrale di informazione

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Commento di V.B.: “La Turchia sta invadendo uno stato sovrano: la Siria, cui va espressa la nostra solidarietà. Ciò purtroppo è dovuto anche agli errori passati degli stessi Curdi che si sono alleati con gli Americani ed Israele ed hanno occupato con l’aiuto americano tutta la parte nord-orientale della Siria indebolendo lo stato siriano e mettendone in pericolo l’integrità e l’indipendenza. Oggi pagano il prezzo dei loro errori. Quindi condanna dell’attacco turco e solidarietà alla popolazione curda, ma anche solidarietà allo stato siriano invaso, la cui indipendenza ed integrità va preservata…”

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Proteste contro l’invasione della Siria da parte dell’esercito turco con il beneplacito USA

In Italia sono in corso varie manifestazioni che si limitano ad invocare solidarietà ai Curdi, dimenticando la necessità di difendere l’indipendenza e l’integrità della Siria tutta. Purtroppo l’integrità dello Stato siriano è stata messa in discussione anche dagli errori passati degli stessi dirigenti Curdi che si sono alleati con gli Americani ed Israele e con l’aiuto degli USA hanno occupato tutta la Siria nord-orientale, quella più ricca di gas e petrolio. Ora i Curdi pagano il prezzo di queste scelte, ma tutta la Siria ne paga il prezzo. Quindi solidarietà con il popolo curdo, ma anche di tutti gli altri popoli della Siria e difesa dell’indipendenza e sovranità dello Stato siriano. (V. B.)

Segnaliamo di seguito l’ottima iniziativa del Comitato Contro la Guerra di Milano che chiama alla solidarietà con la Siria invasa dall’esercito turco , secondo esercito della NATO.

SABATO 12 OTTOBRE 2019 – Dalle ore 17,30 in Piazza S. Babila a Milano

Presidio contro l’invasione della Siria

Mobilitazione contro l’invasione della Siria da parte della Turchia, appoggiata dal cosiddetto Esercito Libero Siriano (Free Syrian Army – FSA) addestrato ed armato da stati appartenenti alla NATO, USA in testa.
Questa aggressione costituisce una nuova grave minaccia ed un grande pericolo per i popoli della regione, soprattutto per il popolo siriano che soffre per gli 8 anni di aggressione imperialista senza precedenti, mentre gli Stati Uniti, la NATO, l’UE, la Turchia e i loro alleati regionali hanno ospitato, finanziato, addestrato ed istruito decine di migliaia di mercenari armati, con l’intenzione di attuare un violento cambio di regime a Damasco.
Invitiamo tutti ad aderire e partecipare.

Comitato Contro la Guerra Milano – comitatocontrolaguerramilano@gmail.com

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Commento di Jurček: “Nessuna solidarietà alla dirigenza curda siriana che si è venduta agli Usa. Un’unica parola d’ordine: Siria indipendente e sovrana, bombe sugli invasori e sui balcanizzatori. Manifestare per i Curdi equivale a lavorare per chi la Siria ha cercato di distruggerla, e ancora sta nei suoi piani farla a pezzetti tra Turchia-Nato, Curdi-Usa, Israele e bande Isis scorrazzanti. Chi va in piazza oggi con D’Alema (leggetevi le sue porcate sui giornali) è lo stesso che ha coperto a sinistra la distruzione della Jugoslavia…”

Commento di P.P.: “La faccia di bronzo di Dalema è senza pari perché se ricordo bene fu lui a tradire Ocalan quando lo fece mandar via dall’Italia. Ricordo bene?”

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Contro l’invasione turca della Siria, usiamo il boicottaggio

Collaboriamo a fermare l’invasione della Siria e lo sterminio turco contro i curdi col boicottaggio economico: i dollari dei turisti e dei partner commerciali finanziano la guerra contro il popolo curdo. La Turchia è al 15° posto mondiale per le spese militari e l’Italia è il suo terzo fornitore di armi dopo Usa e Spagna.

Grazie ai 6 miliardi di euro dell’accordo Ue-Turchia sui profughi, la Ue finanzia il riarmo e le pretese egemoniche turche in Medio Oriente. La Turchia, pur nella Nato, è tra i principali sostenitori dei taglia-gole dell’ISIS, con i quali traffica in petrolio e armi.

Mentre immagini idilliache di sole, mare e spiagge delle regioni costiere turche vendono l’idea di un paradiso del villeggiante, le entrate dei turisti stranieri sono investite in cecchini, missili F16 e gas lacrimogeni nelle regioni curde.

Per questi motivi, è giusto boicottare la Turchia, paese militarizzato che occupa l’Anatolia curda, per distruggerne identità, cultura, istituzioni, procurando migliaia di morti e prigionieri.

Non scegliamo la Turchia come meta turistica perché ogni soldo speso dai turisti stranieri fornisce al governo i mezzi per continuare la sua massiccia campagna di distruzione militare che devasta villaggi, siti architettonici storici, e, naturalmente, la vita delle persone che vi abitano. Questo può contribuire a fermare la guerra e sostenere la nascita di paese democratico, rispettoso dei diritti umani e delle minoranze.

Si possono inoltre boicottiamo le aziende italiane che operano in Turchia e le aziende turche che vendono i loro prodotti (soprattutto alimentari) in Italia.

Michele Boato

presidente Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”

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L’altra campana sui Curdi – Scrive Sarah Abed: “I curdi ottennero popolarità grazie al marketing efficace sul pubblico occidentale come “combattenti della libertà” rivoluzionari, femministi e marxisti dal desiderio ardente di creare la loro un’utopia in cui regni la pace per tutti, un’immagine che Stephen Gowans recentemente criticava in “Il mito dell’eccellenza morale delle YPG curde”. Ciò che in realtà cercano di creare è uno Stato autonomo illegale ricavato da Paesi sovrani. La libertà che cercano è decisa massacrando i nativi nei Paesi che vogliono balcanizzare e dividere su linee settarie. Imposero arre prive di popolazioni indigene, utilizzando paura e forza supportati dai loro sponsor, ma violando diritti umani accettati a livello globale. Concordare con la loro causa è essere d’accordo col genocidio che, in sostanza, strappa persone dalle loro case e terre mentre si adattano convenientemente alle opinioni imperialiste delle nazioni occidentali…” – Continua: http://aurorasito.altervista.org/?p=7899&fbclid=IwAR2RnFkQ09xT2uxY5G9q0mpeOVGK-1rEkAuae6rKxWsGF3v8dV_Z6PwuOVQ

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Ha dichiarato Walid al-Mouallem all’ONU in merito all’invasione turca della Siria: “Certamente alcuni governi hanno danneggiato la Siria e danneggiato la sua gente. Tuttavia, non tratteremo nessuno secondo una logica di odio o di vendetta, ma piuttosto a partire dagli interessi del nostro paese e del nostro popolo, dal nostro desiderio di portare pace, stabilità e prosperità in Siria e nella regione…”

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