Archivio della Categoria 'Lettere inviate e ricevute'

Al capezzale della finzione democratica…

…Questa democrazia è la causa dei mali che stanno affondando questa civiltà, è il macigno che schiaccia un patto sociale che viveva da almeno un paio di secoli. Ma civiltà che risale quasi a tremila anni fa’. Così, per gradire.

E’ stata un’ubriacatura collettiva, un’ipnosi generale. Forse è stata una geniale trovata di illuministi ben consci che dovevano trovare un sistema per imbrigliare forze che servivano loro per scardinare un vecchio inefficace mondo monarco-assolutista. Bel rischio dovevano correre quegli onanisti della ragione, quei masturbatori del pensiero.

Vediamo un po’.
I maledetti si inventarono un giochetto. Facciamo decidere al Popolo. Come? Facciamolo “VOTARE”! In che modo? Come nell’agorà di Atene, una testa, un voto.

E questa è la prima fregatura democratica. Finsero, giocando sulla dignità e non sulla forza, che una vecchina con l’artrite abbia la stessa forza d’urto di uno scaricatore, di un taglialegna. Mistificazione abissale. I rapporti di potere sono sempre, da quando esiste la Storia, fondati sulla forza, non sul diritto, non sulla dignità, non sulla inesistente parità. Chiunque fosse in grado di smentirmi, si faccia avanti.

Seconda fregatura democratica, I maledetti illuministi ed i loro successori, dimenticarono ad arte che nell’agorà ateniese votavano solo i maschi, bianchi e liberi. Casomai oligarchia, quindi. Ma c’è di più nelle pieghe della fregatura. Fu dimenticato il coccio. Ostracon, in greco. Pezzo di anfora rotta riciclato (grandi, i greci!), sul quale si scriveva il nome del personaggio che aveva combinato qualche democrataggine sgradita. Pussa via! (Ve lo immaginate, se fosse possibile oggi? Navi ed aerei piene di politici esiliati. Code ai valichi con Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, che però chiuderebbero i confini. Barconi di ostracizzati? Sai le risate?).

Terza fregatura democratico-illuminista. Questa forma di scelta durò poco, ovviamente: la piazza non conteneva più gli sciammanati e furono inventate le “bulé”: rappresentanza che vive ancora oggi. Bello schifo: le correnti plutocratiche estesero i loro viscidi e velenosi tentacoli.

Riesumata dai furbetti del quartierino, la democrazia è servita a chi veramente deteneva il potere finanziario, per giustificare massacri democratici in due guerre mondiali, montagne di cadaveri qua e là per il mondo, ove le risorse erano e sono concupite da chi non ha mai sazietà di soldi ed oro, e sbandierata come motivazione nobile e cavalleresca per inviare truppe da occupazione. Portiamo la democrazia, vomitano i macellai, ché è il bene assoluto. Schifosi! In certe civiltà il concetto non esiste neppure: hanno un’altra forma di patto sociale, che a loro sta bene. Però hanno la sfortuna di star seduti sul petrolio, od altra materia prima essenziale, ed allora devono essere democraticizzati. Solo in Iraq lo scherzetto è costato un milione di morti. Poi ci scandalizziamo se quelli si inquietano e mettono le bombe. Mi incaz….. arrabbio assai, ovviamente, ma capisco che è tutto quello che possono fare: la tecnologia è bianca, loro hanno solo la tecnologia del loro corpo. Questione di razza.

Ma la Storia e la Verità sono due persone per bene, come amo dire. E hanno telefonato al loro fratello maggiore, il Tempo: “metti le cose a posto, per favore”.

Provate a guardare con occhio disincantato, scettico ed un po’ cinico (cioè civile) quello che ha provocato la democrazia. La maledetta e lurida democrazia è vuota di valori e ha dovuto costruirsene di fasulli per fingere di riempire l’abisso siderale che ha dentro di sé. Fateci caso: le uniche bandiere condivise dai giovani sono quelle della squadra di calcio, magari accompagnate da sbarre, coltelli, addirittura pistole. Democrazia ludica. A scuola certi professori hanno timore ad entrare: i bulli imperversano e la democrazia non riesce a fermarli. Certe volte ci pensa un soffitto che crolla, ma questo è un altro discorso. Fanno fortuna invece quelli che riescono ad imporre una moda giovanile: consumismo gioioso democratico, devastazione morale democratica. Democrazia mercantile.

Quelli che fanno più pena, se siete buoni, o più schifo se siete come me, sono i reggitori della cosa pubblica. Devono inventarsi marchingegni giuridici bizantini per procrastinare il più possibile il voto.

Anche se drogato, fasullo, bugiardo e soprattutto inutile, il voto rischia di diventare una flebile vocina che dice “il re è nudo”. Terrore democratico. Compravendita di pacchetti di voti, mafiosi interessi e ricatti hobbistici (nella peggiore delle accezioni). Decadimento umano, morale, giudiziario del dovere del rappresentante democratico che del bene del cittadino se ne interessa come di un raffreddore di un esquimese. Fossero almeno preparati, intelligenti, smaliziati, uno potrebbe almeno provvisoriamente, mandare giù la scodella di guano democratico servita quotidianamente dai giornalisti-linguetta proni a novanta gradi ai poteri forti. Ma oltre che marci sono incapaci ed ignoranti.

Ogni tanto scappano delle chicche: il Renzi afferma che il San Gottardo ha abbandonato la Svizzera e si è trasferito in Italia. Un giornalista mediaset, conduttore del Tg di tele4,, nel furore giudaico, sbrodola che Ciarle Chaplin era giudeo: Charlot invece affermò, alla domanda se fosse ebreo “non ho questo privilegio” (però aveva capito chi gestiva il potere mediatico, evidentemente. I media sono pieni di cialtronate sparate della casta: ovvio, hanno mandato al Parlamento solo pecore ubbidienti. Cosa pretendete da una pecora democratica?
La democrazia, serva e sodomizzata dal denaro, ubbidisce agli ordini: permette di entrare a centinaia di migliaia di negri ed arabi, che hanno il compito strategico di snaturare Nazione, Civiltà, Razza, Cultura.

Devono inventarsi mode, manie, gossip strampalati per evitare che il comune mortale compia il peccato mortale più grave, il reato sociale inaccettabile: pensare. O, peggio ancora, chiedere “perché”.

Con tutto questo la democrazia parlamentare sta morendo: si inventano di tutto per camuffare l’odore di cadavere, la puzza di carogna. Ma non ce la fanno. La fiducia del popolo nelle istituzioni democratiche è sceso a percentuali da errore statistico, circa il 3%.

Fine delle trasmissioni. Ci hanno provato, i democratici. Ma la loro porno novella non è riuscita mai, in nessun luogo al mondo, a diventare Romanzo Epocale.

Stralcio di una lettera di Fabrizio Belloni

Cell. 349 333 4006

…………………..

Articolo in sintonia: http://www.iltimone.org/30771,News.html

Commenti disabilitati

Cardinal bagnasco, cardinale d’Italia.. la bibbia “parola di dio” e Biglino l’iconoclasta

“Il bagnasco è andato in pensione da alto ufficiale militare… E POI NEGANO CHE ESISTE LA CASTA SACERDOTALE… ma è molto strano che tutte queste gerarchie sacerdotali provengano dalla carriera militare…” (Giornaletto di Saul del 3 maggio 2016).

“Basta rendersi conto che a valle di queste gerarchie militari ci sono tutte le guerre che hanno martoriato il Pianeta da decine di anni, anzi, da secoli. Tali gerarchie ne sono le ispiratrici; basta leggere la storia e girare su internet a occhi aperti e si vedrà che la quasi totalità delle guerre è stata fomentata da gesuiti e soci. Tutte le guerre di qualche centinaio di anni fa erano guerre di potere fra Imperatori e Papa (vedasi in Italia le lotte fra Guelfi e Ghibellini), da cui l’ultimo uscì vincitore e assoggettò al suo volere tutti gli Stati europei e, a seguire, quelli delle loro colonie e così via. E oggi, tramite i banchieri “ebrei” (trattasi perlopù di ashkenazi di origine kazara) e il ricatto del debito pubblico, sottomette tutti gli Stati della Terra, salvo quelli dove ancora non è entrato il sistema bancario centrale (Iran, Siria, Corea del Nord), dopo aver creato le primavere arabe, che hanno portato all’inglobamento di Libia, Egitto, Tunisia, Iraq. Ma ovviamente mica lo fa in prima persona! Basta cercare e qualcuno disposto, per soldi e per potere, ad agire in prima linea (vedi USA) si trova sempre…” (Marco Bracci)

Integrazione:

La lotta è sempre stata da chi detiene il potere della COMUNICAZIONE e chi aspira ad essere INFORMATO. Prima della guerra cruenta e dello spargimento di sangue c’è mlo spargimento di chiacchiere e l’emissione di fumo ( il fumo dell’incenso, usato per millenni, ne è la tangibile riprova). E’ dall’inizio degli anni 50 del precedente secolo che mi sforzo di rompere il cerchio…NON dell’ignoranza, ma della MISERIA MORALE. Perché è la miseria morale la causa ( lo scrivono fin dai tempi di Pitagora) dell’ignoranza. LA PAURA è un sentimento primordiale. La soggezione! Penso alla faccia tosta (che è la loro UNICA ragion d’essere) di quei preti che vanno in Radio o TV facendo il predicozzo e millantando chissà quali conoscenze circa la vita del buon Gesù. PENSO, infine, ( e per questa ragione sono convinto che un grande cambiamento è alle porte) al fatto che, come spuntato dai recessi del SAPERE reale, un uomo inizialmente solo come Mauro Biglino (lo chiamerei BIBLINO) sta mettendo in crisi un sistema di TRUFFA ai danni dell’intera umanità durata qualche decina di millenni. Biglino, infatti, li sta fregando in questo modo: a coloro che sostengono essere la bibbia la vera e propria parola di Iddio (ma chi è costui?) non dice che tale scritto NON è la parola di Iddio, ma dice che la bibbia DICE cose diverse da quelle che sostengono i biblisti. Ed il bello è che in questo è anche sostenuto da fior di rabbibi!” (Giorgio Vitali)

Commenti disabilitati

Viterbo – Biennale (delle Arti Creative), dal 5 maggio al 5 giugno 2016

“Tutto il mondo è un palcoscenico” (As you like it, W.S.)

Viterbo, 5 maggio – 5 giugno 2016 – CANTIERE BIENNALE VITERBO

Il 5 maggio si apriranno le porte del Cantiere Biennale nelle sedi di : Palazzo dei Priori, Palazzo dei Papi e Convento, Museo e giardino Santa Rosa Venerini, con allestimenti work in progress, per cercare quella magia che ci salva e cura dalle tenebre, per vivere con intensità nel quotidiano anche il mondo invisibile dei pensieri e dei sentimenti ed arrivare, non esausti ma felici, fino all’ultimo giorno per l’inaugurazione.

Nell’Anno Giubilare della Misericordia e del 400° anno dalla morte del grande scrittore William Shakespeare, la Biennale di Viterbo, giunta alla 4a edizione, è la più “giovane” d’Italia, giovane nello spirito, nelle dinamiche, e nell’attenzione sempre riservata fin dagli esordi, alla generazione artistica accademica, emergente e contemporanea, senza mai dimenticare ed esaltare la bellezza e la cultura antica.

Un Cantiere dove di giorno in giorno si costruirà, o ricostruirà: saranno a ricordarcelo I Solisti Aquilani con un Concerto al Duomo di San Lorenzo il giorno 6 maggio alle ore 21. Mentre pittori, scultori e performers accoglieranno il curioso spettatore nelle sedi espositive di Palazzo dei Priori in sala Regia, Palazzo dei Papi in sala Alessandro IV, nel Convento Santa Rosa Venerini con le Accademie di Bari, Firenze, Milano, Roma, Urbino e Verona, nonchè il liceo artistico di Conegliano (Tv).

Due le aperture speciali : il Museo Santa Rosa Venerini, dove oltre la visita, sarà presente la mostra “… camminando con Francesco” di Stefano Galardi; l’attiguo giardino con l’inaugurazione della prima residenza d’artista di Viterbo in cui l’artista ceramista Daniela Lai realizzerà in itinere e interazione con altri artisti ed alcuni bambini, durante tutto il mese della Biennale, un’opera site specific : l’evoluzione della gioia allo stato puro, come solo il gioco legato all’infanzia, all’aperto e di gruppo possono creare (tutti i giorni dalle 17,00 alle 19,00).

Sempre nel Convento Santa Rosa Venerini si allestirà la prima residenza teatrale. Mentre al Gran Caffè Schenardi “Cleopatra divina donna d’Inferno”, di e con Antonella Rizzo, si presenterà nella sua vera essenza di donna. Si arriverà quindi, pronti per la “Prima“ il 5 giugno, con la partecipazione straordinaria di Bonaria Manca (Orune, 1925*) e la sua “lezione di Vita quotidiana ed Arte”, cui verrà assegnato da Apai il Riconoscimento Internazionale per la Cultura Indipendente in Movimento.

Molti gli eventi in calendario, un viaggio, un sogno che ricalcherà quello di uno Shakespeare ventenne, con il suo stile e talento visionario, che nell’estate del 1584 salpa dal porto di Dover alla volta dei Paesi Bassi, tra tumulti e contese, passando di città in città, quelle città e paesaggi che fanno da sfondo all’umanità varia che il giovane incrocia lungo il suo cammino: spie e patrioti, mercanti e predicatori riformisti, raffinati intellettuali e sanguinari uomini d’arme, giovani vergini suicide e smaliziate prime donne di compagnie teatrali.

Un lungo viaggio iniziatico, come nell’opera alchemica di Eva Tarantello, nel corso del quale il giovane poeta incontra praticamente tutto quello che riverserà nella sua opera, ben sapendo che “le propensioni di un carattere si deducono tutte da un certo numero di sentimenti, così come con poche cifre è possibile scrivere tutti i numeri” (Léon Daudet). Con pochi segni: l’Arte.

Laura Lucibello, curatrice

Ufficio stampa Apai Arte : info@apaiarte.it – info@biennaleviterbo.it

Commenti disabilitati

La Macedonia colorata che piace a zion soros sam

Ci sono persone “ben informate” che ancora credono che i fenomeni socio politici in corso nei vari paesi e le varie rivoluzioni colorate siano frutto di moto spontaneo delle masse o di significative minoranze sociali particolarmente evolute. Un paio di anni fa dopo il colpo di stato nazifascista oligarchico in Ucraina, spacciato per moto democratico popolare di piazza, la stessa leadership USA del dipartimento degli Esteri aveva ammesso che avevano investito 5 miliardi di dollari in quel paese europeo (ricordate che alcuni nostri parlamentari non sapevano neppure che fosse in Europa?) per sovvertire il precedente regime filorusso. Il canovaccio è sempre lo stesso da parecchi anni, strategia elaborata dall’entourage di George Soros e dai servizi americani, finanziando le ONG e le Fondazioni, i mass media ed i gruppi paramilitari, politici locali e unità di agenti infiltrati e consulenti militari, ecc..

Se in Macedonia, uno stato balcanico di piccole dimensioni con solo due milioni di abitanti, ma strategicamente importante per la sua collocazione geopolitica, gli USA hanno aperto una mega ambasciata con 400 dipendenti, che sia perché hanno pianificato qualcosa? Non è che per caso la popolazione sia semplicemente ritenuta alla pari di animali da allevamento ed ammaestrati? I media in tal caso servono esclusivamente per l’addestramento e l’addomesticamento delle masse tramite disinformazione e mistificazione preventivamente pianificata e mirata all’obiettivo, che è quello di sovvertire le condizioni politiche del paese per sostituire la classe politica con un’altra predisposta ad asservire gli interessi USA.

Successivamente verranno collocate basi militari americane e si sosterrà l’economia locale con prestiti delle istituzioni finanziarie controllate dagli USA. Il gioco è sempre lo stesso con qualche variante in corso d’opera. Dovrebbe essere evidente a tutti se solo ci fossero ancora giornalisti degni di questo nome, ma ormai per scoprire queste tattiche collaudate occorre rivolgersi alla rete o a qualche libro inchiesta di qualche coraggioso autore disposto a rischiare in prima persona divenendo persona “non gradita” ai vari regimi elitari ormai totalmente nella sfera d’influenza americana, come i paesi Baltici, la Polonia, l’Ucraina, ecc.. Stanno predisponendosi a provocare un conflitto bellico in Europa, proprio come avvenne oltre settant’anni fa, perché è l’unico modo in cui gli USA possono ancora sostenere la loro economia ed il dollaro come moneta internazionale di riferimento, conservando non solo il loro potere nel mondo ma soprattutto il tenore di vita della loro classe dominante.

Claudio Martinotti Doria

…………………………….

Articolo collegato:

Segnali di pericolo: l’artificiosa rivoluzione macedone in corso

Skopje, in Macedonia, è in subbuglio, l’ultimo obiettivo della crisi e del cambio di regime creato in Europa.

People wave national flags during a protest in front of the Government building in Skopje, Macedonia.

Migliaia di persone sono scese per le strade in dissenso per la grazia del Presidente Gjorge Ivanov verso alcuni funzionari. Come abbiamo visto in Ucraina e altrove, il vecchio gioco della Guerra Fredda continua. Una nazione all’apice della crisi occidentale contro l’est che potrebbe presto combattere, non per la libertà, ma per diventare l’ennesima pedina di un gioco mortale. Il lettore più attento non sarà sorpreso dal trovare volti familiari nella folla in fermento che circonda un governo. I macedoni vengono trascinati in un vortice da cui non potranno mai uscire. Ecco un altro sguardo su come Stati Uniti e alleati hanno truccato la scacchiera.

“Il potere non è un mezzo, è un fine. Non instaurare una dittatura per salvaguardare la rivoluzione; ma fare la rivoluzione, per instaurare la dittatura”. George Orwell

Trovare i loghi dell’Open Society Foundations di George Soros in Macedonia, e quello dell’USAID accanto non dovrebbe sorprendere chi studia il caos mondiale di questi giorni. Entrambe le entità collaborano offrendo borse di studio per acquistare una nuova legione di studenti “compiacenti” e futuri capi della Macedonia. Il piano per la società civile in Macedonia è la testimonianza di come il sistema di Soros e colleghi s’è attivato in tutte le repubbliche ex-sovietiche. Se l’Open Society Foundations di Soros non può essere accusata di corruzione palese, “comprare” l’amore della gente in queste nazioni certamente lo dimostrerebbe. Attraverso iniziative e partnership come quella della Youth Educational Forum (YEF), l’edificio politico di Soros in Macedonia si rispecchia in ciò che ho già indicato in Lettonia, Georgia e Libia.

E’ dovuto alla manipolazione sociale se vediamo giovani sostenere l’ulteriore americanizzazione, quando decenni di UE e influenza occidentale non hanno portato nulla alla Macedonia. Il PIL del Paese rimane basso, uno dei più bassi dei Paesi in via di sviluppo in Europa e Asia. Ancora una volta, Soros e il dipartimento di Stato degli Stati Uniti sono immersi fino al collo nel controllo dei regimi. Il Presidente Gjorge Ivanov che guarda a Mosca è al centro dell’attuale caos in Macedonia, e agli alleati dell’UE travolti dal disastro dei rifugiati serve il momento opportuno per siglare il destino della Macedonia.

Tensioni in Macedonia, scontri e arresti davanti al Palazzo presidenziale di Skopje

La lettera del 14 aprile delle 84 organizzazioni guidate dall’Open Society Foundation al Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, urla eversione nella mia mente. Ramadan Ramadani, membro del Consiglio dell’Open Society Foundation è in prima linea nel movimento, e l’elenco dei partner dell’organizzazione di Soros è ampio e radicato, così come in altri Paesi in crisi. I manifestanti davanti l’edificio del governo macedone sono in effetti istigati dai partner dei tentativi macedoni di Soros. L’elenco comprende; Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale — USAID, Missione UE in Macedonia, Direzione dello sviluppo e cooperazione — DSC, Fondazione dei Bambini Pestalozzi — Svizzera, Fondo per l’Istruzione dei Rom — Ungheria e Istituto per la politica europea di Berlino. Ancora una volta troviamo i cospiratori intrecciati con i beneficiari inconsapevoli della rete delle fondazioni di Soros. Grazie ai miliardi degli hedge funds, Soros ha creato tali reti per il cambio nelle “società aperte”, con Soros azionista di maggioranza, e altri investitori e partner che si fanno carico del resto del finanziamento. L’organizzazione non fa mistero della “fase auto-sostenibile” che ogni piano deve raggiungere. E’ interessante e un po’ deprimente che il contingente in Macedonia dei tentativi di Soros-USAID abbia forse involontariamente rivelato altre operazioni. Forse a causa della barriera linguistica isolante dell’organizzazione? Comunque l’Open Society Foundation in Macedonia delinea chiaramente i settori d’influenza e sono; istruzione, informazione, sanità, media, riforma della pubblica amministrazione, legge, Programma Est-Est: Partnership Cross Border, programma della società civile e Programma Promozionale Regionale della Ricerca (RRPP).

http://www.forexinfo.it/IMG/arton35833.jpgIl miliardario (in dollari) di origini ungheresi e cittadinanza americana George Soros

Citando le pagine dei “media” delle fondazioni si riconoscono noti inquilini. L’obiettivo principale dell’aspetto mediatico si prefigge:

— di migliorare il dibattito informato su temi relativi all’UE e contribuire alla promozione dei valori dell’UE;

— garantire la copertura mediatica delle problematiche connesse all’adesione all’UE, elezioni, contenziosi sull’adesione con la Grecia e la NATO;

— monitorare e sostenere lo sviluppo del quadro giuridico e normativo adeguato ai media e monitorarne l’attuazione in conformità con gli standard internazionali, compreso il funzionamento degli organismi di regolamentazione competenti.

In conclusione, struttura, forza, sostegno e completezza dei fili delle ONG corporativo-governative sono tirati da dipartimento di Stato, ambasciata del Regno Unito, Soros e altri componenti, rendendo relativamente impotente qualsiasi vera forma di democrazia libera nella regione. Se la grazia o meno del Presidente Gjorge Ivanov ai funzionari elettorali indagati aggrada, è l’aspetto meno importante per i macedoni rispetto alla grande cospirazione per controllare i cittadini e la società. Le operazioni di Soros e dell’USAID, che operano sotto la copertura della filantropia e dell’altruismo, sono machiavelliche fino alle estreme conseguenze.

Come ho già mostrato in altri esempi, ONG ed egemonia degli Stati Uniti giocano molto sporco per dominare. Vorrei mettere in guardia il popolo della Macedonia almeno indagando sulle mie affermazioni.

Originariamente pubblicato sul sito katehon.com

Fonte: http://it.sputniknews.com/mondo/20160430/2582174/macedonia-crisi-rivoluzione-gjorge-ivanov.html#ixzz47JE1aIdT

Commenti disabilitati

Venezia – L’acqua sotto al naso….

Venezia è un imbroglio cantava Guccini, e cominciavano gli anni Ottanta. Ma “l’acqua alla gola e un dolore al livello del mare” li senti oggi molto più di allora: malapolitica, affari, incultura, inciviltà, spietato turismo stritolatutto passano su questa antica signora di stupefacente incredibile bellezza lasciandola ogni giorno più lacera, spogliata, dileggiata, punita, offesa, rassegnata.

Il merletto dei suoi palazzi oscurato dai bidoni rigurgitanti rifiuti, gli avanzi di cibo e di merci lasciati a cielo aperto in barricate, le piazze e le strade ingolfate da pulcinelleschi chioschi da festa di Piedigrotta, l’infilata di brutti negozi con la puzza al naso e di vetrine farcite di ciarpame acchiappaturisti, l’obbrobrio dei muri sconciati dagli sgorbi e corrosi dall’incuria, i cartelli degradati e inutili che uccidono dignità e decoro, i rari servizi e le tariffe da rapina, il rumore. Poi le grandi navi SOPRA Palazzo Ducale!

Ti chiedi come possa accadere che le grasse entrate di un turismo automatico, di certo tra i più fiorenti al mondo, degli eventi irripetibili, dei palazzi venduti perfino all’industria dei matrimoni, delle tariffe da emirati arabi, non generino – almeno! – politiche amministrative attente ad ogni pietra, ad ogni goccia di laguna, ad ogni prezioso respiro di questa città, e risorse che facciano di Venezia una cattedrale di bellezza dove entrare rispettosi, in punta di piedi e in silenzio. Fiumi di denaro, in quale mare finiscono? Purtroppo conosci ogni singola risposta.

Ti stupiscono di più il qualunquismo complice e diffuso, l’inciampare nell’anestetico mantra del sì-ma-Venezia-ha-sempre-il-suo-fascino, l’inconsapevolezza del disastro, la sovrana indifferenza di un turismo-cartavetro che tutto raspa e ingoia, gli affacciati dagli infiniti balconi e appartamenti della ciclopica “Costa Deliziosa” (sic) a fotografare San Marco e i turisti-che-fotografano…

Venezia e la meraviglia delle architetture, dell’arte, dei tesori, dei musei, degli eventi, della storia che custodisce: unici al mondo in una città unica al mondo. Ti dicono che deve bastare, ci vai per quello; il resto, pazienza. Come se l’arte e la memoria, la bellezza e la dignità, immerse nel degrado non ne uscissero contaminate e distrutte, come se tutto questo fosse inevitabile. Come se le gallerie, i musei, le architetture, i tesori, l’unicità di Venezia, fossero l’attenuante che mitiga la colpa, e non invece l’aggravante che condanna senza appello il nostro deficit di civiltà e chi questa città l’ha allegramente amministrata e devastata, i responsabili politici di una cultura lottizzata, spettacolarizzata, sfruttata, degradata.
Ma, contenti e gabbati, si continua.

Venezia masticata e sputata, Venezia imbrogliata, Venezia con l’acqua alla gola e un dolore al livello del mare. Venezia non respira già più.

Sara Di Giuseppe
faxivostri.wordpress.com

Commenti disabilitati