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Controinformazione, complottismo, negazionismo… e revisionismo

Molti validi autori della galassia pacifista, antimperialista ed anticapitalista hanno denunciato la continua manipolazione e falsificazione delle notizie da parte dei media di regime e l’importanza di una corretta informazione su ciò che accade nel mondo.

Tra i libri che hanno trattato di questo argomento vanno ricordati “La fabbrica della menzogna” di Vladimiro Giacchè, “La disinformazione e la fabbrica del consenso attraverso i media” di Paolo Borgognone, “Giornalisti comprati” in cui il giornalista tedesco Ulfkotte rivela come lui stesso e gran parte dei giornalisti tedeschi siano stati per anni sul libro paga della CIA, “La sporca guerra contro la Siria” in cui il professore di storia australiano Tim Anderson smaschera le bugie con cui i paesi della NATO coprono l’aggressione tuttora in corso contro quello sfortunato paese. Gli ultimi tre libri sono editi dal coraggioso editore Zambon, che ha pubblicato anche un “Dossier Sebrenica” in cui si denunciavano le menzogne che hanno giustificato l’intervento della NATO in Bosnia.

Di fronte a questo cumulo di menzogne la controinformazione è stata alimentata, con precise documentazioni, da siti come No War, Lista e Comitato No NATO, Comitato contro la guerra di Milano, Info-CIVG, l’Antidiplomatico; dalle riviste La Voce di GAMADI, Marx 21 e Contropiano.
Sulla questione della pandemia da Corona-virus è stato pubblicato un documentato dossier audio-visivo a cura dell’amico Patrick Boylan – “Agnelli sacrificali”: www.interculture.it/3/7 – in cui, dati alla mano, si denuncia il fatto che l’espansione della pandemia nei paesi capitalisti occidentali sia stata causata in gran parte dalle pressioni degli imprenditori che hanno spinto i governi a tenere aperti stabilimenti industriali, servizi non essenziali, e centri turistici. Si può aggiungere tra le cause la scarsità delle risorse assegnate alle strutture sanitarie in seguito ai tagli e le privatizzazioni, e soprattutto per quanto concerne la seconda ondata, il mancato rafforzamento dei trasporti (in particolare scolastici), l’insufficiente incremento dei controlli e dei tracciamenti dei focolai. I dati dimostrano che in paesi socialisti come la Cina, Vietnam, e Cuba, dove è stato istituito un blocco temporaneo totale, ed è stato effettuato un tracciamento diffuso con tamponi, il numero delle infezioni è stato 100 o addirittura 1000 volte inferiore a quelli di USA, Brasile, Francia, UK ed Italia. Anche in alcuni paesi capitalisti, dove per l’azione decisa dei governi di tendenze ecologiste o moderatamente progressiste sono state prese le misure necessarie – vedi Nuova Zelanda, Corea del Sud e Slovacchia – il ritmo delle infezioni è stato minimo.

Corretta è stata in Italia la posizione di un partito come Potere al Popolo, del sindacato di base USB e della rivista Contropiano, che hanno organizzato delle manifestazioni, non per negare la presenza del virus, ma per chiedere provvedimenti certi ed adeguati per tutti quei lavoratori dipendenti o indipendenti, e per le fasce più deboli della popolazione, danneggiati dalla pandemia, aggirando anche i veti ed i ricatti dell’Unione Europea, che condiziona gli eventuali finanziamenti a condizioni inaccettabili.

In questo quadro tutta l’azione di controinformazione corretta è gravemente compromessa dall’esplodere di pulsioni irrazionaliste e sciocchezze complottiste e negazioniste, cui si è incautamente abbandonato parte del movimento di cointroinformazione che con tanta passione si era invece battuto in passato per denunciare le bugie con cui erano state giustificate le aggressioni alla Jugoslavia, all’Iraq, alla Libia, i colpi di stato in Serbia, Ucraina, Georgia, Bolivia, i tentativi per ora falliti di destabilizzazione del Venezuela, Bielorussia, Hong Kong, le trame finanziarie della UE e l’espansione aggressiva della NATO.

Negare addirittura la presenza del virus è una stupidaggine madornale, dovuta anche ad infiltrazioni da parte di movimenti negazionisti di destra e reazionari. Attribuire addirittura tutta la costruzione di una presunta falsa pandemia ad un gigantesco complotto demo-plutocratico (o magari addirittura giudaico), di cui sarebbero agenti Bill Gates, Soros, le multinazionali produttrici di medicinali ed i governi compiacenti, rischia di mettere in ridicolo anche le passate e future denunce, quelle ben documentate, sulle reali malefatte di questi signori. La pandemia esiste realmente, anche se non è pesante come quella “spagnola” che provocò decine di milioni di morti. Oggi siamo “solo” a circa un milione e mezzo di morti e 55 milioni di infettati, in genere concentrati in alcuni paesi capitalisti. Vanno certamente denunciate le responsabilità dei governi che non abbiano preso le misure necessarie o abbiano preso misure insufficienti e contraddittorie, come quello italiano, tirato e spinto da tutte le parti e sottoposto a forti pressioni. Tuttavia è certo che il virus agisce: esso è sempre quello di tipo “corona” che, a seconda delle mutazioni che subisce, può rivelarsi anno dopo anno più aggressivo e pandemico, o causare solo delle più modeste influenze.

Altre polemiche e manifestazioni di paure irrazionaliste devono essere attese nel momento in cui saranno messi a punto definitivamente e si giungerà alla somministrazione dei vaccini già prodotti in Cina, Russia, UK, Germania, USA, ed anche in Italia. Si può discutere sulla reale efficacia di un singolo vaccino, sulle eventuali controindicazioni, ma è un fatto certo, scientificamente provato, che i vaccini sono stati una grande risorsa per l’umanità e che hanno debellato malattie terribili che facevano strage: come il vaccino antivaioloso già messo a punto dal medico inglese Jenner all’inizio dell’800; quello contro la rabbia messo a punto dal famoso biologo Pasteur a metà dell’800; quello prodotto alla fine dell’800 contro la difterite, malattia che colpisce un bambino su 20 nei paesi africani dove non si riesce ad iniettarlo e che provocò una strage in Russia nel caos seguito alla caduta del’URSS quando non si riusciva più ad effettuare le vaccinazioni; fino ai vaccini Salk e Sabin che hanno debellato la poliomelite a metà ‘900, e quelli contro morbillo e rosolia. Nel caso di malattie virali, che resistono agli antibiotici, il vaccino è l’unica vera cura. Speriamo che il movimento No Vax, basato in gran parte su considerazioni errate e demagogiche, non crei a questo proposito paure diffuse ed ingiustificate; anzi speriamo che i vaccini possano essere distribuiti anche tra la popolazione dei paesi più poveri schiacciati sotto il tallone dell’imperialismo e del capitalismo finanziario.

Che poi i vaccini saranno prodotti nei paesi occidentali da grandi case farmaceutiche come la Pfizer che ne trarranno profitto, questo è inevitabile in regime capitalistico, dove anche il pane, la pasta, l’Aspirina, e tutti i dispositivi che permettono la vita moderna sono fatti per il profitto. Ogni movimento di controinformazione, per essere credibile ed efficace, deve sempre basarsi su notizie certe e dati scientifici inoppugnabili, andando al nocciolo dei problemi ed evitando facili demagogie.

Roma 24.11.2020 Vincenzo Brandi

P.S. – “Colgo l’occasione per scusarmi con Paolo d’Arpini per essermi dimenticato di citare tra le preziose fonti di controinformazione il Circolo Vegetariano di Calcata (circolovegetariano@gmail.com). Purtroppo, quando scrivo gli articoli vado sempre di fretta per gli innumerevoli impegni, per cui mi scuso anche verso tutti gli altri siti che ho dimenticato di citare (ad es. comedonchisciotte@yahoo.it, ecc.). Ringrazio anche Paolo per aver ripreso il mio articolo, che ovviamente non è una verità rivelata ma – spero – una fonte di discussione.” (V.B.)

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Cina. La verità resiste malgrado le menzogne USA

Le infinite ondate di propaganda demonizzante a cui siamo stati sottoposti sulla Cina negli ultimi anni. così come sulle nazioni socialiste Cina, Corea democratica e Cuba, servono a escludere chi si trovano nel raggio del controllo imperiale dalla consapevolezza che la propria vita possa essere realisticamente diverso. La classe dirigente capitalista dell’impero USA/NATO, che cerca di intensificare l’austerità per mantenere alti i profitti nel declino imperiale e il collasso economico, non può permettere alle masse su cui governano di scoprire che il socialismo ha successo nel mondo proprio ora. Il blocco dei Paesi che rimane geopoliticamente fedele agli Stati Uniti durante il passaggio a un mondo multipolare è costituito da Canada, Regno Unito, Australia, India, Giappone e Corea del sud.

Questi sono Paesi che partecipano attivamente alla guerra fredda di Washington contro la Cina, o che possono essere probabilmente portati all’ovile coi piani di unificazione imperiale come la NATO 2030 (che mira ad espandere la NATO agli alleati dell’Asia-Pacifico di Washington). Altrimenti, Washington si ritrova sempre più isolata negli sforzi per sottomettere la Cina semplicemente perché la sua ascesa rende necessaria a sempre più Paesi collaborare economicamente con Pechino. Paesi come l’Australia, che quasi sempre si schiera con Washington nella guerra asimmetrica contro la Cina, subisce di conseguenza un dannoso isolamento economico. Anche se Biden cerca di riparare i danni che la bellicosità senza compromessi di Trump su Cina e Russia ha creato nelle relazioni di Washington con molti alleati meno fedeli, tale guerra fredda persisterà a causa dell’insaziabile desiderio dell’impero di mantenere l’egemonia globale. Ciò continuerà ad esacerbare le tensioni economiche interne e gli scontri diplomatici che l’impero USA/NATO sperimenta ultimamente. E queste crisi, come recentemente notava Justin Trudeau, mettono ovunque la classe dirigente capitalista in una posizione sempre più instabile: “Il mondo è in crisi. Invece di incrociare le dita e sperare che le grandi potenze lo capiscano, diamo un’occhiata a cosa possiamo fare per cambiare insieme… Non aspettiamo che qualcun altro agisca, facciamolo noi stessi”.

Per gli imperialisti, questo allegro appello all’azione comporterà maggiore rafforzamento militare, riduzione di salari e benefici sociali per la classe lavoratrice globale e l’inasprimento dei poteri da stato di polizia. Quest’ultimo sviluppo recentemente si mostrava nel Regno Unito. Le azioni del governo per l’approvazione di una legge spycops che consenta omicidio e stupro sanzionati dallo stato, e il perseguimento della Francia di una nuova legge che costringa i bambini musulmani ad avere numeri d’identificazione. Politiche più fasciste come queste continueranno ad apparire nei prossimi anni, anche nelle “democrazie” liberali come gli USA di Biden.

Come possono gli imperialisti impedire che queste realtà sempre più atroci nella vita nel blocco filo-Washington sfocino in crescita della coscienza di classe? Come si può reprimere lo spettro di Marx e Lenin, con la rabbia delle masse va dirottata sui campi politici liberali che non minacciano il sistema? Con un’intensa campagna per convincere le masse che le idee di Marx e Lenin non vanno seguite, perché gli attuali esempi funzionanti di esse sono di gran lunga peggiori di qualsiasi cosa che esista col capitalismo. Questo è lo scopo dei titoli dei giornali che affermano che la Cina compie un genocidio contro gli uiguri, che la dipingono come una minaccia alla libertà di Hong Kong e Taiwan, che ne demonizzano il sistema politico come oligarchia oppressiva che promuove ambizioni imperialiste globali. Quest’anno, la propaganda della Think Tank Development Initiative per l’Ucraina utilizzava tali idee nel tentativo di mettere il sentimento del pubblico ucraino contro la Cina: “Il Partito Comunista Cinese non è amico di nessuno, né vero partner; vuole dominare il mondo e minare la democrazia liberale. Utilizza investimenti in infrastrutture strategiche, cattura d’élite (coltivare individui potenti), ricatti politici, attacchi informatici e disinformazione, come abbiamo visto negli ultimi anni, e specialmente nella pandemia COVID-19. Il sogno cinese si trasforma in incubo cinese. L’approfondimento delle relazioni con la Cina, se non da una solida posizione di forza, metterà sicuramente a repentaglio le relazioni cogli Stati Uniti? Un paese in cui l’opposizione al nuovo imperialismo cinese è l’ultimo grande tema che unisce i partiti repubblicano e democratico”.

Questi sono gli inganni che gli imperialisti usano per ritrarre il loro sistema sempre più infernale come l’unico ordine politico che va sostenuto. Vogliono capovolgere la realtà di ciò che succede in Cina e negli altri Paesi socialisti in modo che le masse non facciano il salto ideologico verso il sostegno al marxismo-leninismo. Anche se la Cina è praticamente l’unico Paese i cui standard di vita sono aumentati quest’anno nella depressione nel mondo capitalista, la Corea democratica non ha praticamente subito danni dal Covid-19, Laos e Vietnam l’hanno affrontato in modi altrettanto efficaci, e Cuba sta avendo il vaccino nonostante le sanzioni degli Stati Uniti rallentino il progresso in questo senso. Questi Paesi comunisti sono visti come tirannie nell’immaginario anticomunista.

Quest’anno, la neoliberale Heritage Foundation si assicurava che tutti coloro che la considerano un’autorità ricevano questo messaggio sui cinque Paesi, martellando nelle loro teste: “Dopo 60 anni di “Revolucion”, il popolo cubano ancora aspettao le elezioni democratiche promesse da Fidel Castro. I leader socialisti hanno promesso di abbattere i dittatori solo per sostituirli con le loro dittature marxiste in luoghi come Cina, Corea democratica, Vietnam e Laos”. Nella religione dell’anticomunismo, tutti i pensieri sulla classe devono iniziare e finire con questo. Non importa quanto diventi necropolitico il capitalismo (e se pensare che il capitalismo sia pessimo adesso, nei prossimi decenni produrrà orrori che non vorremmo immaginare), l’alternativa è senza dubbio peggiore.

Un ritratto invertito delle condizioni della Cina moderna è fondamentale in questo. Anche se il Partito Comunista Cinese ha appena annunciato di aver eliminato la povertà nelle poche contee in cui persisteva, prima di quest’anno, i media occidentali cercano di far credere all’opinione pubblica nordamericana il contrario. Tali propagandisti spacciano (prese direttamente dalla NATO, dal governo degli Stati Uniti e dall’industria delle armi) che affermano che in Cina c’è massiccio lavoro forzato autorizzato dallo Stato. Lo fanno dipingendo gli uiguri come oppressi, sfruttati e detenuti a milioni (questa cifra proviene da studi altrettanto inaffidabili condotti da fondamentalisti cristiani di estrema destra). Affermano che la Cina imprigiona “veri marxisti”, anche se tali marxisti sono in realtà infiltrati di organizzazioni di facciata imperialiste come il National Endowment for Democracy (il gruppo che era dietro lo sforzo di ritrarre la popolazione di Hong Kong come oppressa dal PCC). Dipingono la RPC esattamente come i Paesi pro-USA. Il blocco dell’impero è palesemente genocida nei confronti di gruppi sfavoriti, governato da un gruppo irresponsabile di oligarchi ed è sempre più priva di diritti umani per la popolazione generale.

Lo fanno perché non vogliono che guardiamo oltre il muro della censura imperialista, delle manipolazioni narrative e del fanatismo radicato culturalmente per vedere che il socialismo lavora per centinaia di milioni di persone nel mondo. Vogliono che restiamo fedeli alle forze del capitalismo e dell’imperialismo, rimanendo nei nostri rispettivi campi liberali o reazionari. E se diventiamo anticapitalisti, vogliono che manteniamo l’indottrinamento sulla natura malvagia degli stati socialisti in modo da non abbracciare una linea rivoluzionaria coerente. Perché pensate che gli imperialisti dipingano la Cina come intenzionata a “minare” la società liberale, anche se non cerca di immischiarsi negli affari di altri Paesi, tanto meno fomentare le rivoluzioni? Perché la stessa presenza dell’ideologia marxista-leninista guida della Cina è una minaccia per l’impero. E se riescono a far sì che tutti odino visceralmente la Cina, possono convincere tutti ad allontanarsi da una coscienza rivoluzionaria.

Rainer Shea, 24 novembre 2020

Fonte Primaria: https://rainershea.com/f/the-ideological-purpose-of-anti-chinese-propaganda

Traduzione di Alessandro Lattanzio: http://aurorasito.altervista.org/?p=14345

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“Come hanno distrutto la sinistra” – Lettera di Fulvio Grimaldi

“Il modo più sicuro per corrompere un giovane è istruirlo a stimare di più coloro che la pensano alla stessa maniera, piuttosto che quelli che la pensano diversamente” (Friedrich Nietzsche)

“Un gran numero di coloro che si adoperano per cause di sinistra sono non soltanto vili, ma al limite della collusione. Vorrebbero che i cambiamenti fossero gentili, ma non lo sono. Vorrebbero che la decenza si avverasse senza che nessuno debba soffrire, o subire guai, ma non succede. E, soprattutto, vorrebbero dare ai nemici del buon governo il beneficio del dubbio, ma io non glielo do. Non è solo una differenza di approccio, è una totale spaccatura tra le relative filosofie. Non puoi rivelare verità, nella speranza che questa non turbi la cena di qualcuno” (Julian Assange)

Chiedo subito scusa al grandissimo Celine per aver assegnato a una modesta didascalia il titolo di uno dei suoi capolavori.

In questa intervista fattami dagli amici del validissimo sito “comedonchisciotte”, ripercorro, a volo d’uccello cattivo, oltre mezzo secolo di itinerario della Sinistra. Di quella PCI, del ‘68, riformista, rientrata, OGM e finta che fosse. Credo che la fenomenologia antropologica, morale, teorica e pratica di una Sinistra, sempre più tra virgolette, possa contribuire a spiegarci cosa sia successo man mano che la Storia procedeva e la Sinistra ci riprovava, o arretrava, dalla svolta di Salerno di Togliatti, con il piombo di Yalta sulle spalle, passando per la lotta partigiana, la “lunga marcia attraverso le istituzioni”, l’antagonismo del decennio ’68-’77, le sue intuizioni e innovazioni teorico-pratiche del marxismo, alla feroce repressione dello Stato delle stragi e successivi ripiegamenti e tradimenti, fino a una cosa che si chiama sinistra, o centrosinistra, ed è di estrema destra.

Il “manifesto”, che si intitola “quotidiano comunista” e che nasce per sostenere il rivoluzionario Mao contro l’ossificato despota Stalin, ed è in effetti l’house-organ del più retrivo e feroce apparato di potere globale e delle sue strategie di mistificazione, è per me l’epitome di questo processo degenerativo.

Le forze che ontologicamente dovrebbero rappresentare gli interessi e la volontà delle maggioranze deprivate, nello scontro con le élites predatrici e sociopatiche, oggi impegnate in una definitiva vittoria sull’umanità in quanto tale, registra una sconfitta storica. Nel momento della massima e, forse, ultimativa offensiva dei padroni, oggi riqualificati signori del Nuovo Ordine Mondiale, una resistenza o, meglio, la controffensiva della forze che si sottraggono al pensiero unico, sarebbe di un’urgenza vitale. Ma da quella che si definisce ancora con il termine “sinistra” non ci vengono segnali, né di azione, né di coscienza, tanto da far diventare quel termine sinonimo di subalternità, consociativismo, complicità.

Tra quelli che si prenderanno la briga e il tempo di guardare questa chiacchierata vi saranno sicuramente parecchi la cui ostinata incomprensione dei mutamenti occorsi, dei tempi e loro contenuti travisati, degli opportunismi praticati, li riempirà di indignazione e risentimento per le valutazioni fatte. Da altri spero venga una reazione positiva, di confronto, di riesame delle convinzioni, magari di condivisione.

Qui non si tratta di un saggio storico e teorico sui perché e sui protagonisti dell’inversione a U di coloro che pretendevano di guidare nella marcia di emancipazione delle masse. Potendo dire “io c’ero”, data una lunga vita e una varia, ma continua, partecipazione professionale e politica, questa intervista non offre che ricordi, spunti e conclusioni personali, impressionistici.

Per riappropriarci di una visione chiara di quanto è e di quanto occorre nella congiuntura, credo che bisogna rifarsi alle nostre radici, a quelle lontane. A quelle cha scindono nettamente il nostro pensiero, i nostri sentimenti, i nostri propositi e obiettivi, da quelli del dominatore. E, prima ancora, da quelli dei mistificatori travestiti, i pifferai del millenario inganno che vuole trascinarci alla sconfitta e alla morte sotto i vessilli dell’umanitarismo, della compassione, della promessa della salute, una volta spirituale, un’altra fisica, e della vita, a condizione che ci adeguiamo.

Invio questo video dell’intervista fattami dal sito comedonchisciotte, dopo il pandemonio successo con il precedente invio di un mio post sul blog che ha causato un malfunzionamento e il conseguente fastidio di una caterva di risposte a molti che siete nella mia lista di posta. Con l’aiuto del mio webmaster e di alcuni amici, sembra che l’intoppo sia stato superato. Sempre che non si sia trattato di un malevolo intervento esterno.
Se la cosa dovesse ripetersi, con di nuovo risposte che intasino la vostra posta, per favore informatemi. Intanto, di quanto è successo mio malgrado, vi chiedo scusa.

Fulvio Grimaldi

Link all’intervista: https://www.youtube.com/watch?v=0w2NjpxxQAU

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E questo è il testo di Giuseppe Russo, “comedonchisciotte”, di accompagnamento all’intervista.

“C’è bisogno di parole nuove per definire ciò che siamo”. Intervista a Fulvio Grimaldi

Dopo l’ultima intervista a Fulvio Grimaldi che tanto interesse aveva suscitato nel nostro pubblico, abbiamo avuto il piacere di ospitarlo nuovamente sugli schermi del dissenso: questa volta, approfondendo uno spunto emerso nell’incontro precedente, abbiamo parlato della storia della sinistra italiana attraverso una lunga cavalcata a briglia sciolta nel Novecento, nelle sue suggestioni e nei suoi fantasmi.
A proposito di quel “Sessantotto lungo una vita” (dal titolo di una delle sue opere), Fulvio Grimaldi non ci sta a buttare il bambino con l’acqua sporca; da protagonista di quell’esperienza come militante di Lotta Continua, parla di “fratture” che sono riuscite “a sporcare una grande esperienza di popolo” e del ruolo giocato da tanti ambigui personaggi che hanno agito da opportunisti o da cavalli di Troia. Interessante la rievocazione di un episodio in particolare: la scoperta che la tipografia che dava alle stampe il quotidiano Lotta Continua (di cui Fulvio è stato direttore) era di proprietà di tale Robert Cunningham Junior, figlio di un agente Cia di stanza a Roma e legato, a sua volta, al servizio segreto a stelle e strisce.
Passando in rassegna la storia del PCI, Fulvio risale quindi alle origini di quel “tradimento” che si manifesterà attraverso gli “strappi” di Enrico Berlinguer e poi, più compiutamente, con la Bolognina di Occhetto: “la svolta di Salerno” con la quale Togliatti, nell’aprile del ’44, recependo le direttive di Stalin abbandona i propositi rivoluzionari e la pregiudiziale antimonarchica ed entra nel secondo governo Badoglio in qualità di vicepresidente del consiglio. Impietoso è dunque il giudizio sulla strategia della “lunga marcia nelle istituzioni” : “le lunghe marce finiscono nel deserto”. Dopo aver quindi demolito il mito di Enrico Berlinguer, ce n’è anche per Fausto Bertinotti, inchiodato alle sue responsabilità di curatore fallimentare di ciò che restava del movimento e della sensibilità comunista in Italia. Tutte queste vicende hanno rappresentato un trauma, una lacerazione profonda nella coscienza di quello che è stato “il popolo della sinistra”, e da tali esperienze ci si risolleva solo dopo aver accumulato nuove energie e nuova rabbia. Nel XXI secolo il sol dell’avvenire non è dunque tramontato, ma ha cambiato traiettoria: è in America Latina che bisogna guardare per esserne ancora abbagliati. Lo faremo. A risentirci sugli schermi del dissenso.

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Donald Trump versus Deep State… – Ma cosa è il Deep State?

Chi ha vinto le presidenziali negli Stati Uniti? La stampa mainstream ha incoronato Biden, ma la vicenda é tutt’altro che conclusa. A vincere, in realtá, dovrebbe essere stato Trump, ma i poteri segreti di un Deep State americano hanno probabilmente messo in atto una colossale frode per truccare il voto. Il fatto é – come ho piú volte scritto su queste pagine – che certi fortissimi poteri dell’alta finanza globalizzatrice non possono assolutamente permettersi un secondo quadriennio trumpiano, pena la definitiva sconfitta del progetto di annientamento degli Stati Nazionali (immigrazione, massacro sociale, “riforme”, eccetera).

In ogni caso, peró, é assai difficile che Donald Trump riesca a prevalere in questa battaglia che definire titanica é poco. Spero di sbagliarmi, ma temo che, alla fine, almeno uno dei membri “conservatori” della Corte Suprema sará colto da improvvisa prudenza e passerá dall’altra parte.

Comunque, nell’attesa dei prossimi sviluppi, mi sembra opportuno dedicare qualche riga a tracciare un breve profilo di quello che, con definizione approssimativa, viene chiamato Deep State e che oggi vorrebbe archiviare in fretta gli innegabili successi della presidenza Trump.
L’espressione Deep State (“Stato profondo”) venne coniata dal generale Dwight “Ike” Eisenhower, uomo-simbolo della vittoria americana nella Seconda guerra mondiale e, poi, 34° Presidente degli Stati Uniti d’America. Il popolare Ike la pronunció nel corso del suo discorso di commiato, nel 1961, all’atto del passaggio di consegne al suo successore, John Kennedy (che sará poi vittima di un misteriosissimo attentato).

Il Deep State – secondo la definizione datane da Eisenhower in quella circostanza – era il Military-industrial Complex (“Complesso militar-industriale”), un influente contro-potere che operava al di fuori e al di sopra del potere politico legittimamente costituito: una sorta di governo invisibile, dominato dalla potentissima industria bellica americana, in sotterranea complicitá con alcuni settori della politica e degli alti gradi militari che erano legati da accordi inconfessabili con la lobby degli armamenti. Il popolo americano – era il messaggio lanciato al suo successore – doveva essere tutelato contro il pericolo della crescente influenza di quel potere invisibile sulla politica americana.
In veritá, quello denunciato da Eisenhower era un complex edulcorato (mancava una componente fondamentale, quella dell’alta finanza), e non era comunque una novitá per la politica americana. Per buona parte del XX Secolo (e probabilmente anche prima) i poteri forti della societá americana avevano condizionato pesantemente le scelte del governo legittimo; determinando anche la partecipazione degli USA alle due guerre mondiali, con il “sollecitare” – per cosí dire – il potere politico ad optare per l’intervento (nonostante la popolazione statunitense fosse radicalmente anti-interventista).

A un certo punto si era anche andati vicino alla sua scoperta – diciamo cosí – ufficiale. Era avvenuto nel 1934, quando il Senato degli Stati Uniti varó una Commissione Speciale d’Inchiesta sull’Industria delle Munizioni (la cosiddetta Commissione Nye) allo scopo di accertare se la partecipazione degli USA alla Prima guerra mondiale fosse stata determinata dalle illegittime pressioni dell’industria degli armamenti sul governo. La Commissione accertó non soltanto il comportamento illegittimo dell’industria bellica, ma pure quello delle banche cointeressate alla produzione militare. E, indagando su quelle banche, appuró anche che queste avevano finanziato lo sforzo bellico dell’Inghilterra e dell’Intesa con cifre enormi (oltre 2 miliardi di dollari del tempo), e che le loro pressioni sul governo di Washington erano state determinate principalmente dalla esigenza di poter riscuotere sorte capitale e interessi di quei prestiti.

La Commissione era andata avanti come un treno, animata dal suo presidente, il senatore repubblicano Gerald Nye, uno di quei personaggi vecchio stampo che – per dirla con una frase fatta – “non guarda in faccia nessuno”. In poco piú di un anno di attivitá, dalla fine del 1934 a tutto il 1935, aveva tenuto 90 sessioni ed interrogato 200 testimoni, ivi compresi alcuni degli uomini piú potenti d’America.

Questa frenetica attivitá aveva inciso profondamente sull’opinione pubblica del tempo, oramai convinta della falsitá delle argomentazioni che avevano giustificato l’intervento degli USA nel conflitto. Peraltro, ci si avvicinava a grandi passi verso lo snodo fondamentale: la prova che l’ex Presidente, il democratico Woodrow Wilson, avesse mentito al Congresso ed al popolo americano per potere trascinare il paese in guerra. Era a quel punto, nel febbraio 1936, che la maggioranza democratica del Senato tagliava i fondi necessari per il funzionamento della Commissione, impedendo cosí che questa potesse continuare i propri lavori.

Venne poi la Seconda guerra mondiale, durante la presidenza di Franklin Delano Roosevelt, anche lui democratico ed anche lui in buoni, ottimi rapporti con certe “grandi famiglie” di Wall Street. Ufficialmente FDR – come a suo tempo Wilson – era contrario ad intervenire nella guerra d’oltreoceano; anzi, si era fatto rieleggere nel 1940 dietro solenne impegno che mai avrebbe mandato “i nostri ragazzi” a morire in Europa.

E, invece, pure in quel caso ci fu – provvidenzialmente – un atto di brutalitá del nemico che consentí al Presidente di forzare la mano e di entrare in guerra. Fu l’attacco giapponese a Pearl Harbour, che peró – secondo autorevoli ambienti militari americani – fu di fatto provocato dallo stesso Roosevelt, attraverso una politica continua di piccoli dispetti e di gravi provocazioni che, conoscendo la mentalitá nipponica, non potevano non provocare una forte reazione. E, infatti, fin dall’estate del 1941 i servizi inglesi avevano allertato gli americani circa la possibilitá di un attacco del tipo poi verificatosi a Pearl Harbour.

Peraltro, avuta notizia dei preliminari dell’attacco, Roosevelt ed i suoi consiglieri militari avrebbero allertato con forte ritardo il Comando della Flotta del Pacifico, impedendo cosí che venissero predisposte idonee misure di difesa. Il ritardo – a detta dei critici del Presidente americano – sarebbe dipeso dal fatto che FDR avrebbe voluto che l’attacco giapponese fosse il piú devastante possibile, al fine di avere una motivazione forte che giustificasse una dichiarazione di guerra alle potenze dell’Asse.

Pur non volendo dar credito alle accuse piú gravi, era comunque evidente che la vicenda di Pearl Harbour avesse avuto dei punti oscuri. Le istituzioni americane, perció, promossero nel tempo ben otto diverse commissioni d’inchiesta, che peró produssero soltanto la destituzione di alcuni generali e ammiragli.

Nonostante ció, su Roosevelt (e sul Deep State) continuarono a piovere accuse da parte di autorevoli esponenti civili e militari: dal contrammiraglio Robert Theobald al capo dell’FBI, Edgar Hoover, per citare solo i piú noti.

Altro clamoroso episodio che varie fonti “non politicamente corrette” imputano a poteri forti piú o meno definiti, é l’assassinio del Presidente Kennedy. Assassinio avvenuto pochi mesi dopo la storica decisione di consentire l’emissione di certificati di credito (di fatto, una moneta parallela) direttamente da parte del Governo degli Stati Uniti, e non attraverso la Federal Reserve, la banca privata “centrale”. [vedi “Social” dell’8 novembre 2013]

Naturalmente, questa elencazione non é esaustiva. Altri avvenimenti del passato vi potrebbero essere aggiunti (a cominciare dall’assassinio del governatore Huey Long nel 1935). Ma anche certi eventi di questi giorni potrebbero rientrare in una ipotetica grande trama di uno “Stato profondo” che vuole a tutti i costi imporre il suo volere al popolo e al governo degli Stati Uniti. Penso anche a quest’ultima campagna elettorale presidenziale ed ai suoi arcani risultati ufficiali.

Attenzione: non esiste alcuna prova che i ricordati eventi siano tutti ascrivibili a indefiniti e indistinti “poteri forti” americani, né che siano tra loro collegati da un invisibile fil rouge. Mi sono semplicemente preso la libertá di mettere in fila alcuni fatti enigmatici, che sembrano peró coerenti con quella che a me pare quasi una costante della storia americana.

Certo, se dalle iniziative giudiziarie di Trump dovesse emergere che “qualcuno” si sia spinto fino a truccare le elezioni piú importanti della “patria della democrazia”, sarebbe lecito porsi altri e piú pesanti interrogativi. Ma questo i poteri forti non possono permetterlo. Ecco perché temo che, in un modo o nell’altro, a Donald Trump non sará consentito di andare fino in fondo.

Michele Rallo – ralmiche@gmail.com

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Commento – Integrazione di Adriano Colafrancesco: “mi auguro di far cosa utile informandovi che gli avvocati del Presidente Donald Trump – in particolare due legali di lunghissimo corso e vasta esperienza come Rudy Giuliani e Sidney Powell – hanno diffuso ieri, in diretta video, il quadro probatorio delle frodi elettorali avvenute nell’ambito delle ultime elezioni per la scelta del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.
Video / conferenza stampa avvocati Trump: https://twitter.com/RSBNetwork/status/1329462226378321920?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1329462226378321920%7Ctwgr%5E&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.radiospada.org%2F2020%2F11%2Ff09f94b4-video-conferenza-stampa-avvocati-trump-ecco-le-prove-della-frode-elettorale-risultati-da-ribaltare%2F

“ecco le prove della frode elettorale, Risultati da ribaltare”: https://twitter.com/RSBNetwork/status/1329462226378321920?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1329462226378321920%7Ctwgr%5E&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.radiospada.org%2F2020%2F11%2Ff09f94b4-video-conferenza-stampa-avvocati-trump-ecco-le-prove-della-frode-elettorale-risultati-da-ribaltare%2F

Dal momento che sulle base delle dichiarazioni dei citati legali la situazione sembra di assoluta chiarezza, nel prendere atto che alcune delle loro affermazioni lasciano quanto meno sbigottiti per il tenore dei contenuti
“Dinanzi a migliaia di testimoni possiamo affermare che non c’è una singola votazione in ciascuno stato che sia regolare. Soprattutto nella grandi città controllate dai democratici come Philadelphia”
“Saremmo stati sorpresi che non ci fossero irregolarità a Philadelphia, dato che lì tutte le ultime elezioni sono state irregolari e così a Detroit”
“Persino il NYT aveva avvertito su quanto pericoloso fosse il voto per posta“
“Perché il voto postale è pericoloso, fino a queste elezioni gravemente truccate ai rappresentanti di ogni partito è stato consentito di assistere all’aperura delle buste contenenti le schede, ma questa volta in molti luoghi non è stato consentito. Oltre 600.000 buste sono state aperte senza ispettori in Pennsylvania. Ma ci sono tanti altri modi con cui i dem hanno frodato in diversi stati. E abbiamo ben più di due testimoni: ne abbiamo migliaia. A Pittsburgh ci sono persone che anno votato DECINE di volte”
“In molti Stati abbiamo gli strumenti per ribaltare il risultato dichiarato”
Adriano Colafraancesco

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APPELLO PER EVITARE CHE I BAMBINI INDOSSINO LE MASCHERINE QUANDO NON NECESSARIO

È indubbio che la pandemia in corso richieda provvedimenti di tutela della salute della collettività. Le ulteriori misure di recente adottate coinvolgono in modo marcato anche i bambini, nonostante essi (in particolare fino ai 12 anni) rappresentino solo una frazione minoritaria dei casi diagnosticati di infezione da Coronavirus (Ludvigsson et al., 2020; Liguoro et al., 2020) e possano trasmettere meno l’infezione rispetto ad adulti e anziani (Wu et al., 2020). Occorre considerare che i bambini sono spesso asintomatici e che esperti dell’OMS (come Van Kerkhove) ritengono che gli asintomatici in genere siano meno importanti nella trasmissione; anche il CDC di Guangzhou conferma la bassa contagiosità negli asintomatici (Luo et al., 2020). Sembra che gran parte dei pazienti pediatrici s’infetti in famiglia (Li et al., 2020; CDC 2020; Ladhani et al., 2020; UNICEF-WHO 2020).
Le misure restrittive sin qui adottate, per il particolare equilibrio psicologico dei bambini, hanno prodotto importanti ripercussioni sul loro stato di salute fisica e mentale (Loades et al., 2020; Chen et al., 2020; Caritas Italia Rapporto 2020 su povertà ed esclusione sociale in Italia); inoltre, al disagio psicologico-relazionale, si somma la rinuncia o il rinvio di cure e di assistenza sanitaria.
Un’indagine dell’IRCCS Gaslini condotta su oltre 3.000 italiani con figli, ha evidenziato in oltre due terzi dei bambini l’insorgenza di problematiche comportamentali, quali aumento dell’irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia, con gravità correlata in maniera statisticamente significativa con il grado di malessere dei genitori (IRCCS Gaslini, 2020).

Il 9 di Novembre il MIUR ha richiesto l’uso delle mascherine ai bambini di età superiore ai 6 anni per l’intera permanenza a scuola, anche quando è mantenuta la distanza interpersonale stabilita, in condizioni di staticità (Ministero dell’Istruzione, 2020). Questo provvedimento si discosta anche dalle aggiornate raccomandazioni OMS-UNICEF che ne indicano l’uso “anche per i bambini sopra i cinque anni quando non si possa garantire il distanziamento fisico [di almeno un metro] e c’è una trasmissione diffusa” (UNICEF-WHO 2020).
Sembra che al momento ci sia consapevolezza insufficiente di un aspetto: l’uso delle mascherine non determina “un piccolo disagio per ottenere grandi benefici individuali e collettivi per la comunità”, ma costituisce un compromesso tra i possibili danni e i benefici dell’uso del dispositivo, da implementare solo quando questi ultimi prevalgono chiaramente sui primi. Oltre agli effetti protettivi delle mascherine, verificati in condizioni di alto rischio, l’OMS indica 11 potenziali danni o svantaggi delle maschere (possibili: auto-contaminazioni, cefalee, difficoltà di respirazione, di comunicazione, lesioni cutanee, falso senso di sicurezza), ai quali va aggiunto un ulteriore rischio potenzialmente serio: nei soggetti con infezione ma asintomatici / pre-o pauci-sintomatici, la barriera meccanica rappresentata dalla mascherina riduce e limita l’eliminazione di virus (o di altri germi) che si stanno moltiplicando nelle vie respiratorie e causa una continua ri-inalazione degli stessi.

Si genera così un circolo vizioso che aumenta la carica virale cumulativa, con possibile discesa in profondità negli alveoli polmonari, dove è carente l’azione dell’immunità innata e conseguente notevole moltiplicazione virale. L’arrivo dopo 10-12 giorni degli anticorpi delle difese adattative trova una grande quantità di virus e scatena una importante infiammazione, con aggravamento della patologia (Donzelli, 2020). Le conseguenze di una prolungata e coatta ri-inalazione nei pochi litri d’aria presenti nei polmoni della quota di germi che in condizioni fisiologiche è eliminata con ogni atto espiratorio possono essere maggiori con l’aumento dei microrganismi di ogni tipo presenti nelle vie respiratorie, in particolare nella stagione invernale.
La prima grande ricerca randomizzata controllata pragmatica per valutare l’uso di mascherine soprattutto all’aperto ha dimostrato un tendenziale aumento delle infezioni respiratorie sia cliniche sia confermate in laboratorio tra i pellegrini alla Mecca che indossavano mascherine chirurgiche rispetto ai gruppi di controllo (Alfelali, 2020). Un’altra ricerca randomizzata controllata ha dimostrato anche un deterioramento delle prestazioni cardiopolmonari in soggetti sani durante l’esercizio fisico (Fikenzer, 2020).
L’uso della mascherina va pertanto valutato in relazione anche ai suoi potenziali effetti avversi, e limitato in tutte quelle situazioni in cui non sia assolutamente necessario.
Si aggiunga che il rapporto educativo e pedagogico è notevolmente limitato dalla copertura del viso: occorre considerare infatti che fino al 93% di tutta la comunicazione umana è non verbale (Mehrabian, 1971) e che gran parte di essa passa proprio attraverso il volto (Ekman et al., 2000).
Alterarla attraverso il blocco delle espressioni e delle micro-espressioni facciali può avere implicazioni immediate e a lungo termine nello sviluppo delle relazioni sicure e nella crescita psicoaffettiva dei bambini (Chronaki et al., 2015), con conseguenze sul piano psicologico e sociale incalcolabili.
I benefici netti di un impiego delle mascherine per l’intero orario scolastico quando è mantenuta la distanza interpersonale, in condizioni di staticità sono inoltre da dimostrare. Altri provvedimenti quali la dotazione di un microfono che consenta all’insegnante di non parlare a voce alta (limitando l’emissione di goccioline e aerosol), l’eventuale riduzione del numero di alunni per classe, un maggior numero di aule ben arieggiate, l’attività didattica anche all’aperto, gli orari flessibili di entrata e uscita per ridurre l’affollamento dei trasporti pubblici, le pratiche di igiene corretta, il rapido tracciamento di eventuali contatti con casi più probabilmente contagiosi (in relazione all’entità della carica virale rilevata), comportano benefici con un impatto negativo limitato sulla salute psico-fisica
dei bambini.
Il Comitato Nazionale di Bioetica raccomanda di “ridurre al minimo indispensabile le misure che più ricadono sui bambini con conseguenze negative, dedicando una specifica attenzione all’interesse del minore quale criterio etico-giuridico fondamentale per la valutazione del rapporto benefici-rischi delle misure ipotizzate” (CNB 2020).

Tutto ciò considerato, si chiede di ripristinare le precedenti disposizioni, senza obbligo di mascherina per i bambini seduti al banco, e di evitare l’uso di mascherina durante l’attività motoria, pur con la raccomandazione di mantenere il distanziamento fisico.
Si chiede che si riconosca da subito a Dirigenti scolastici e docenti, in base al principio di autonomia scolastica (DPR 275/99), un margine di discrezionalità nell’applicare le norme anti-contagio, perché incidano il meno possibile sulla preminente funzione costituzionale della scuola e siano adeguate alle condizioni di ogni singolo Istituto. Si ricorda che l’autonomia scolastica è principio con copertura costituzionale, e non può pertanto essere limitata o esclusa da normativa di rango inferiore 1
.
Si chiede inoltre in ogni caso di aprire in sede scientifica-istituzionale un ampio confronto sugli effetti documentati in termini di efficacia e sicurezza dell’uso delle mascherine, sia nel contesto sopra indicato sia all’aperto, dando spazio adeguato anche alle argomentazioni scientifiche espresse da esperti del Gruppo di Lavoro Scuola Bene Comune.

Scuola Bene Comune - scuolabenecomune.gdl@gmail.com

1 Autonomia Scolastica
La Legge Delega 59/97 ha dato mandato al Governo di adottare alcuni Regolamenti
riguardanti la Pubblica Amministrazione. In tema di istruzione il Regolamento più importante è il DPR 275/99 che disciplina l’autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e innovazione.
L’art. 1 comma II del Regolamento stabilisce che “l’autonomia delle istituzioni scolastiche è
garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente
con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento.”
Con legge 3/2001 l’Autonomia Scolastica ha ricevuto copertura costituzionale ed è stata introdotta nel titolo V Cost. (art. 117, comma III).

ELENCO PRIMI FIRMATARI
• AlterLab
• ASSIS
• Associazione Art.33
• CIATDM
• CNPS Coordinamento Nazionale Precari Scuola
• Comitato Rodotà
• Coordinamento Nazionale Precari Sostegno
• Coordinamento presidenti consigli di istituto Lazio
• Direttivo Docenti Precari Toscana
• Federazione delle Scuole Steiner Waldorf in Italia – Sabino Pavone
• Fondazione Allineare Sanità e Salute
• Fridays for Future
• International University College di Torino
• La Scuola che Accoglie
• Lanterne e Grembiulini
• Osservatorio permanente sulla Legalità Costituzionale
• Osservatorio Indipendente sulla Salute e sul Benessere Mentale
• Osservatorio Scuola dell’Alleanza Italiana Stop 5G
• Progetto Bimbi Svegli
• Rete degli studenti medi
• Studio legale Stroppiana
• UIL Scuola
• USB Scuola
• Chantal Certan
• Sonia Cestonaro
• Elena Civita
• Marco De Bernardo
• Barbara Faes
• Cecilia Fazioli
• Maurizio Freschi
• Solange Hutter
• Franco Lorenzoni
• Stefania Ponti
• Alberto Zini

BIBLIOGRAFIA
Alfelali M., Haworth, E.A., Barasheed, O., Badahdah, A-M., Bokhary, H., Tashani, M., et al. 2020.
Facemask against viral respiratory infections among Hajj pilgrims: A challenging clusterrandomized trial. PLoS ONE 15(10):e0240287. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0240287
Chen B, Sun J, Feng Y. How Have COVID-19 Isolation Policies Affected Young People's Mental
Health? – Evidence From Chinese College Students. Front Psychol. 2020 Jun 24;11:1529.
doi:10.3389/fpsyg.2020.01529. PMID: 32670172; PMCID: PMC7327104.
Chronaki G, Hadwin JA, Garner M, Maurage P, Sonuga-Barke EJ. The development of emotion
recognition from facial expressions and non-linguistic vocalizations during childhood. Br J Dev
Psychol. 2015 Jun;33(2):218-36. doi: 10.1111/bjdp.12075. Epub 2014 Dec 10. PMID: 25492258.
CNB, Comitato Nazionale di Bioetica, 2020 COVID-19 E BAMBINI: DALLA NASCITA ALL’ETÀ SCOLARE.
Donzelli A., Mascherine “chirurgiche” in comunità/all’aperto: prove di efficacia e sicurezza
inadeguate. Epidemiol. Prev. preprint https://repo.epiprev.it/.
Ekman P., Friesen W.V., Hager J.C., Facial Action Coding System, Research Nexus division of Network
Information Research Corporation, Salt Lake City, 2002)
Fikenzer, S., Uhe, T., Lavall, D., et al., 2020. Effects of surgical and FFP2/N95 face masks on
cardiopulmonary exercise capacity. Clin. Res. Cardiol. Jul 6;1-9. doi: 10.1007/s00392-020-01704-y
Ircss Gaslini, Università di Genova: “Impatto psicologico e comportamentale sui bambini delle
famiglie in italia” in http://www.gaslini.org/wp-content/uploads/2020/06/Indagine-IrccsGaslini.pdf
Lazzarino AI, Steptoe A, Hamer M, Michie S. Rapid Response: Covid-19: important potential side
effects of wearing face masks that we should bear in mind. BMJ 2020;369:m2003 doi:
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Liguoro et al., SARS-COV-2 infection in children and newborns: a systematic review, J. Pediatr., 2020
Jul, 179(7):1029-1046, doi: 10.1007/s00431-020-03684-7
Loades, M., Chatburn, E., Higson-Sweeney, N., et al. Rapid Systematic Review: The Impact of Social
Isolation and Loneliness on the Mental Health of Children and Adolescents in the Context of
COVID-19, Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 2020/06/01,
0.1016/j.jaac.2020.05.009.
Ludvigsson J. F. Systematic review of COVID-19 in children shows milder cases and a better prognosis
than adults, Acta Paediatr., 2020 Jun, 109(6):1088-1095, doi: 10.1111/apa.15270
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Wu C, Chen X, Cai Y, et al. Risk Factors Associated With Acute Respiratory Distress Syndrome and
Death in Patients With Coronavirus Disease 2019 Pneumonia in Wuhan, China. JAMA Intern Med
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