Archivio della Categoria 'Lettere inviate e ricevute'

renzie, presidente per grazia ricevuta, perché “poteva non sapere”…

Renzi è Presidente per grazia ricevuta…
ma non è quella dell’ambasciatore Israeliano, né quella di Kissinger-Napolitano, ..la grazia più importante è quella che gli ha fatto un magistrato, poi casualmente promosso, che ha deciso che lui , condannato in prima istanza su denuncia della Corte dei Conti, ‘poteva non sapere’ delle assunzioni , incarichi , ecc. quando era a capo dell’ Ente Locale toscano …
CRAXI, NON POTEVA ‘ NON SAPERE’…
BERLUSCONI, NON POTEVA ‘NON SAPERE’….
MA RENZI (essendo al LOGGIA to in Toscana ?) ,
LUI, POTEVA … ‘NON SAPERE’…

La legge Severino ha giuridicamente ‘espulso’ Berlusconi dalla politica, ma ora , essendovi rimasto impigliato un sodale del PDirenzi, quel ‘personaggetto’ di De Luca, Renzi si è impegnato a cambiare la legge ..
Davvero singolare che il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana sia protagonista, prima, della riprova che ‘La Legge NON è uguali per tutti’ , poi che la Legge può essere cambiata a fini di parte e addirittura personali ; che era l’accusa (LEGGE AD PERSONAM) che media e PDS/DS/PD facevano a Berlusconi…
Ma l’erede di Berlusconi non può fermarsi dove si fermò il maestro…

Ed eccolo stabilire nuovi record :
Annuncia che cambierà la Legge Severino e in base a come pensa di cambiarla…cancella subito la sentenza della Magistratura, emessa sulla base della legge in vigore e, sulla base di una legge inesistente, con i poteri della Presidenza del Consiglio riabilita il ‘ NON Presidente’ della Campania..
Ma il Governo Renzi essendo un Governo politicamente fuorilegge, come tale si è comportato anche facendo una legge elettorale peggiore di quella bocciata dalla Corte Costituzionale (ma ora approvata in versione ancora peggiore, perchè Mozzarella è diventato Presidente della Repubblica e, non ricordando quello che decise come vice-Presidente della Corte Costituzionle, ‘digerisce’ tutto ciò che gli scodella Renzi per conto delle clientele e lobby PD) .

La Corte Costituzionale sentenzia che la Legge Fornero che tagliava le pensioni non è applicabile e il Governo decide, con un proprio decreto che, alla faccia della Corte, non restituirà il dovuto, ma solo il 40% a chi riceve meno di 2000 Euro lordi, il 20% a chi riceve sotto i 2500 lordi e il 10% a chi riceve tra i 2500 ed i 3000 (e Mozzarella ‘ingoia’).

La Procura di Tarando, sulla base degli accertamenti ambientali, sanitari e sulla sicurezza dei lavoratori, ha convalidato il sequestro senza facoltà d’uso dell’altoforno n°2, sprovvisto dei più elementari dispositivi idonei alla protezione dell’incolumità dei lavoratori . Da notare che, proprio mentre la direzione dell’azienda garantiva che tutto era ‘in ordine’, restava ucciso l’ operaio Alessandro Morricella … e Renzi che fa ? Ieri sera 3 luglio, ha emesso un Decreto Legge che ‘annulla’ il sequestro…(http://damatorosa.eu/ilva-limpresa-strategica-nazionale-ch…/)

E per fortuna che siamo nella Patria del Diritto ,
E per fortuna che la nostra Costituzione (del resto inapplicata in ogni sua parte dai governo DC, PCI, FI … & complici) sancisce la separazione dei poteri !

Fernando Rossi

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Non solo Grecia, l’imbroglio UE – BCE è rivolto a tutti noi cittadini europei

bce

E’ in gioco il futuro dell’Europa e di tutte le cittadine e i cittadini europei il 5 luglio 2015 con il referendum che è stato indetto in Grecia dal governo di Syriza sulle proposte dei “creditori”: l’ultimo piano – quello del 25 maggio 2015 – per il rientro dall’imbroglio del cosiddetto “salvataggio” nei confronti dello Stato greco.

E’ bene parlare di “imbroglio” perché in realtà sulla stessa stampa confindustriale possiamo apprendere che l’operazione di FMI, Commissione UE e BCE è stata sostanzialmente copertura da parte dei contribuenti europei (240 miliardi di cui 40 dall’Italia) per rilevare con denaro pubblico l’esposizione privata delle banche tedesche e francesi (soprattutto, le italiane per soli 10 miliardi). I loro prestiti hanno foraggiato grandi opere inutili, dissipazioni e tangenti collegate per il “magna magna” di una ristretta oligarchia ellenica. Si tratta quindi di un debito illegittimo su cui non esiste responsabilità da parte della massima parte del popolo greco e dell’attuale governo. Si pensi solo alle Olimpiadi preventivate per 1,5 miliardi di euro e che poi sono costate 30 miliardi!

Se una scelta coraggiosa del popolo greco farà vincere il NO all’austerità (non all’euro, come twitta Renzi) si aprono spazi per una comunità internazionale dei diritti, della democrazia, della giustizia sociale, della conversione ecologica, della pace.

Se la paura invece farà vincere il SI sarà purtroppo gioco-forza rassegnarsi al “commissariamento” della Grecia da parte degli eurocrati al servizio del complesso finanziario militare che potranno proseguire meglio nella tortura sociale praticata in questi anni, sfociata nella “crisi umanitaria” (disoccupazione, povertà, malattie, assenza di servizi pubblici) che i media non riescono a nasconderci.

L’1% degli straricchi, una classe globale, in questo caso nel suo settore europeo, con vari marchingegni istituzionali e finanziari, vuole prendersi tutto, con l’aiuto del 9% dei suoi maggiordomi ricchi, lasciando il resto della popolazione nella migliore delle ipotesi a stecchetto, marchiata dallo stigma dell’indebitamento, fino allo “scarto” dell’esclusione.

Stiamo parlando anche delle famose “regole” europee (i parametri deficit e debito PIL, il fiscal compact, statuto e ruolo della BCE, etc.) che stanno ammazzando i greci e che stanno strozzando tutti noi del 90% in tutti i Paesi europei, ma in special modo quelli conosciuti sotto l’acronimo PIIGS.

La scadenza quindi ci riguarda, da cittadini che dobbiamo interessarci di politica in senso autentico, come ricerca del benessere comune e contrasto delle ingiustizie che non possono passare impunite.

Dobbiamo e possiamo intervenire, fare sentire la nostra voce, esprimere la nostra volontà: e non soltanto attraverso i tradizionali strumenti delle manifestazioni nelle piazze fisiche o quelli più recenti delle piazze telematiche.

L’euro ha un futuro solo se viene separato dall’”austerità”: e questo vale anche per l’Unione Europea.

Abbiamo bisogno di uno strumento politico per arginare il “dominio della finanza globale” (citazione di Papa Francesco), non certamente di una macchina al servizio della “dittatura finanziaria” (citazione di Stéphane Hessel).

A questo scopo possiamo, per esempio, anche qui dall’Italia, lanciare un segnale forte alle Troike, alle banche ed agli speculatori, ai partiti-sgherri dell’usura internazionale (quelli che qui ci hanno beneficato, si fa per dire, con oltre 2.100 miliardi di debito pubblico, oltre 70.000 euro a persona, includendo i neonati).

Possiamo praticare e diffondere alcune vie, con diverso grado di radicalità, ma tutte utili, di protesta e proposta contro l’attuale assetto del sistema finanziario e bancario, la vera controparte che dobbiamo individuare e – democraticamente – colpire, se non vogliamo cadere nel gioco di “prendiamocela con il più debole che è più facile”:

1- chiudere comunque i nostri conti presso le grandi banche francesi e tedesche;

2 – spostare e depositare i risparmi dalle banche italiane (spesso “armate”) presso le Poste;

3- diventare clienti di “Banca Etica” o di altre istituzioni finanziarie alternative;

4 – costruire cooperative finanziarie autogestite.

Possiamo meditare e prendere queste decisioni pratiche di “obiezione bancaria”; e motivarle con un significato politico collettivo comunicando, sotto il titolo: “Imbroglio greco, ridateci i nostri soldi!”, un messaggio via mail al Presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker (alla URL: http://europa.eu/europedirect/write_to_us/index_en.htm); e per conoscenza alla Campagna OSM-DPN all’indirizzo: locosm@tin.it;

ESIGIAMO dalla Commissione Ue e dai governi europei che si diano da fare perché il maltolto sia restituito ai cittadini (e quindi, per cominciare sottratto dal computo dei debiti pubblici dei vari Stati).

La BCE, usando dei suoi nuovi poteri, oltre a stampare la moneta che serve allo scopo, deve inquisire le banche responsabili dell’”azzardo morale”, destituendo i loro manager. Se entrano in area default dopo la bonifica si deve procedere alla loro pubblicizzazione!

Noi, cittadini e cittadine da tutta l’Europa, in sostanza abbiamo da ottenere quanto chiesto dalla petizione rinvenibile alla seguente URL: https://www.policat.org/validate/0001550132-45708129550

1- Una conferenza europea sull’annullamento del debito greco come di altri paesi europei, che sia fondata sull’analisi di commissioni di audit pubbliche e finanziata dal denaro recuperato dalle banche e dagli speculatori finanziari, reali beneficiari dei salvataggi

2- La fine dell’applicazione delle politiche di austerità che provocano ingiustizia e povertà in Europa e nel mondo intero

Con questo appello chiamiamo alla consapevolezza ed alla mobilitazione una cittadinanza europea che vuole vivere nella dignità del lavoro e del rispetto dei diritti fondamentali delle persone.

Alfonso Navarra

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Tsipras, il referendum ed il gioco delle tre carte

Notizia di cronaca: Grecia, Tsipras pronto ad accettare quasi tutte le condizioni dei creditori Lo scrive il Financial Times online, facendo riferimento a una lettera di Tsipras giunta a Bruxelles… (RAINEWS.IT)

Tsipras  ed il gioco delle tre carte

Sono vicino alle amicizie politiche che avevano creduto che l’indizione del Referendum potesse essere la prova della reale intenzione di Syriza di non accettare il nuovo Memorandum della Troika e di uscire dall’ Euro, non pagando il debito ‘detestabile’ e puntando ad ottenere il rimborso, anche parziale, del prestito di guerra tedesco .. che né Bundesbank né governo intendono onorare…

Qualcuno mi dica quanto è serio indire un referendum in cui il Governo chiede il NO dei cittadini e, contemporaneamente, lo stesso Governo scrive un SI alla Troika .. a rigor di logica si chiama ‘follia’, ma il problema è purtroppo assai chiaro: Tsipras e la maggioranza di Syriza pensano di restare nell’Euro e nell’Europa delle banche e delle multinazionali, ma pensa di poter ‘non rispettare ‘ le loro regole.

Pura illusione…

In questo modo, perderanno certamente il Referendum, daranno la colpa al popolo ma dichiareranno di doverne rispettare la volontà, e a settembre, il nuovo governo si ripresenterà con nuove proposte e il gioco continua, mentre la Grecia muore…

Fernando Rossi

………

Commento di Pietro Ferrari: ” Esatto, temporeggiatori sulle pelle altrui ma ormai abbiamo capito che non esiste futuro nel SEBC per i Paesi mediterranei …anche perché né lui né Varufakys hanno MAI parlato di uscire dal SEBC o di conquistare una vera sovranità monetaria, ma solo di uscire dall’austerità rimodulando le ‘negoziazioni’ che per noi avvocati significa: pagheremo di più ma allunghiamo i tempi per versare le singole tranches…”

………………

Articoli in sintonia:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2015/06/30/grecia-la-bufala-del-referendum-democratico-the-referendum-on-the-5th-of-july-and-the-stance-of-the-kke/

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2015/06/30/sulla-crisi-in-grecia-e-sulle-possibili-soluzioni/

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2015/07/01/anche-noi-siamo-grecia-insieme-ai-greci-votiamo-no-allausterita-pratichiamo-lobiezione-contro-la-dittatura-delle-banche/

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Anche noi siamo Grecia – Insieme ai greci, votiamo NO all’austerità. Pratichiamo l’obiezione contro la dittatura delle banche!

Grecia  vota no

E’ in gioco il futuro dell’Europa e di tutte le cittadine e i cittadini europei il 5 luglio 2015 con il referendum che è stato indetto in Grecia dal governo di Syriza sulle proposte dei “creditori”: l’ultimo piano – quello del 25 maggio 2015 – per il rientro dall’imbroglio del cosiddetto “salvataggio” nei confronti dello Stato greco.

E’ bene parlare di “imbroglio” perché in realtà sulla stessa stampa confindustriale possiamo apprendere che l’operazione di FMI, Commissione UE e BCE è stata sostanzialmente copertura da parte dei contribuenti europei (240 miliardi di cui 40 dall’Italia) per rilevare con denaro pubblico l’esposizione privata delle banche tedesche e francesi (soprattutto, le italiane per soli 10 miliardi). I loro prestiti hanno foraggiato grandi opere inutili, dissipazioni e tangenti collegate per il “magna magna” di una ristretta oligarchia ellenica. Si tratta quindi di un debito illegittimo su cui non esiste responsabilità da parte della massima parte del popolo greco e dell’attuale governo. Si pensi solo alle Olimpiadi preventivate per 1,5 miliardi di euro e che poi sono costate 30 miliardi!

Se una scelta coraggiosa del popolo greco farà vincere il NO all’austerità (non all’euro, come twitta Renzi) si aprono spazi per una comunità internazionale dei diritti, della democrazia, della giustizia sociale, della conversione ecologica, della pace.

Se la paura invece farà vincere il SI sarà purtroppo gioco-forza rassegnarsi al “commissariamento” della Grecia da parte degli eurocrati al servizio del complesso finanziario militare che potranno proseguire meglio nella tortura sociale praticata in questi anni, sfociata nella “crisi umanitaria” (disoccupazione, povertà, malattie, assenza di servizi pubblici) che i media non riescono a nasconderci.

L’1% degli straricchi, una classe globale, in questo caso nel suo settore europeo, con vari marchingegni istituzionali e finanziari, vuole prendersi tutto, con l’aiuto del 9% dei suoi maggiordomi ricchi, lasciando il resto della popolazione nella migliore delle ipotesi a stecchetto, marchiata dallo stigma dell’indebitamento, fino allo “scarto” dell’esclusione.

Stiamo parlando anche delle famose “regole” europee (i parametri deficit e debito PIL, il fiscal compact, statuto e ruolo della BCE, etc.) che stanno ammazzando i greci e che stanno strozzando tutti noi del 90% in tutti i Paesi europei, ma in special modo quelli conosciuti sotto l’acronimo PIIGS.

La scadenza quindi ci riguarda, da cittadini che dobbiamo interessarci di politica in senso autentico, come ricerca del benessere comune e contrasto delle ingiustizie che non possono passare impunite.

Dobbiamo e possiamo intervenire, fare sentire la nostra voce, esprimere la nostra volontà: e non soltanto attraverso i tradizionali strumenti delle manifestazioni nelle piazze fisiche o quelli più recenti delle piazze telematiche.

L’euro ha un futuro solo se viene separato dall’”austerità”: e questo vale anche per l’Unione Europea.

Abbiamo bisogno di uno strumento politico per arginare il “dominio della finanza globale” (citazione di Papa Francesco), non certamente di una macchina al servizio della “dittatura finanziaria” (citazione di Stéphane Hessel).

A questo scopo possiamo, per esempio, anche qui dall’Italia, lanciare un segnale forte alle Troike, alle banche ed agli speculatori, ai partiti-sgherri dell’usura internazionale (quelli che qui ci hanno beneficato, si fa per dire, con oltre 2.100 miliardi di debito pubblico, oltre 70.000 euro a persona, includendo i neonati).

Possiamo praticare e diffondere alcune vie, con diverso grado di radicalità, ma tutte utili, di protesta e proposta contro l’attuale assetto del sistema finanziario e bancario, la vera controparte che dobbiamo individuare e – democraticamente – colpire, se non vogliamo cadere nel gioco di “prendiamocela con il più debole che è più facile”:

1- chiudere comunque i nostri conti presso le grandi banche francesi e tedesche;

2 – spostare e depositare i risparmi dalle banche italiane (spesso “armate”) presso le Poste;

3- diventare clienti di “Banca Etica” o di altre istituzioni finanziarie alternative;

4 – costruire cooperative finanziarie autogestite.

Possiamo meditare e prendere queste decisioni pratiche di “obiezione bancaria”; e motivarle con un significato politico collettivo comunicando, sotto il titolo: “Imbroglio greco, ridateci i nostri soldi!”, un messaggio via mail al Presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker (alla URL: http://europa.eu/europedirect/write_to_us/index_en.htm); e per conoscenza alla Campagna OSM-DPN all’indirizzo: locosm@tin.it;

ESIGIAMO dalla Commissione Ue e dai governi europei che si diano da fare perché il maltolto sia restituito ai cittadini (e quindi, per cominciare sottratto dal computo dei debiti pubblici dei vari Stati).

La BCE, usando dei suoi nuovi poteri, oltre a stampare la moneta che serve allo scopo, deve inquisire le banche responsabili dell’”azzardo morale”, destituendo i loro manager. Se entrano in area default dopo la bonifica si deve procedere alla loro pubblicizzazione!

Noi, cittadini e cittadine da tutta l’Europa, in sostanza abbiamo da ottenere quanto chiesto dalla petizione rinvenibile alla seguente URL: https://www.policat.org/validate/0001550132-45708129550

1- Una conferenza europea sull’annullamento del debito greco come di altri paesi europei, che sia fondata sull’analisi di commissioni di audit pubbliche e finanziata dal denaro recuperato dalle banche e dagli speculatori finanziari, reali beneficiari dei salvataggi

2- La fine dell’applicazione delle politiche di austerità che provocano ingiustizia e povertà in Europa e nel mondo intero

Con questo appello chiamiamo alla consapevolezza ed alla mobilitazione una cittadinanza europea che vuole vivere nella dignità del lavoro e del rispetto dei diritti fondamentali delle persone.

Alfonso Navarra

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Commento integrazione:

Lors que, en tant que responsable de la coopération avec certains Pays de l’Amérique Latine, je visitais ces Pays et je pouvais constater les désastres que le FMI accomplissait dans ces Pays par l’imposition de politiques économiques iniques, je n’aurais jamais pu imaginer qu’un jour il serait venu dicter ses lois chez nous.

La Grèce a raison à vendre, il faudrait la soutenir à fond ! Elle a porté de l’avant son combat toute seule, un combat qui concerne tous les Peuples d’Europe.

J’espère que les Grecs diront NO et que les institutions européennes et les Etats Membres auront la sagesse de comprendre la signification de ce NO.

Ça suffit, le prix payé au néolibéralisme, à l’économie et à la finance mondiale, qui sont en train de destituer l’Etat et l’Etat de droit. Il faut revenir à une Europe européenne, à notre modèle social e culturel ! Il faut se réapproprier de l’économie et de la finance et les soumettre aux priorités d’une société équitable et juste.

Il faut éliminer la domination de l’anglais qui constitue un véhicule redoutable du néolibéralisme et de la pensée unique dans les affaires européennes.

Anna Maria Campogrande

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Sulla crisi in Grecia e sulle possibili soluzioni

Grecia per strada

Un giorno di ferie per la Grecia

In questi giorni non si sente altro che parlare del probabile default greco, ho letto decine e decine di commenti a questa notizia, per la maggior parte favorevoli al popolo Greco. Sappiamo qual’è la realtà, la bce vuole che la Grecia paghi il debito che ha nei confronti dell’Europa….ma non sappiamo in che modo si è creato questo debito o almeno, sappiamo quello che ci vogliono far sapere… Giornali che titolano circa i probabili effetti che il default greco potrebbe avere sul resto dell’eurozona soprattutto i paesi più deboli come l’Italia; alcuni sono arrivati a dire che i lavoratori di questi paesi dovranno rinunciare alle ferie per far fronte alla crisi greca…. Bene, sapete che vi dico ragazzi?

E’ una buona idea quella di rinunciare ad alcuni giorni di ferie per salvare il popolo Greco dai debiti, se ci fosse qualcuno in grado di organizzare una raccolta di fondi di questo tipo, di corsa farei una donazione, non tanto perché questo risolva il problema del popolo Greco, ci vuole altro, tempo sacrifici e comprensione, ma, soprattutto perché non lasceremo soli i nostri fratelli greci e ai capoccioni della bce fischierebbero le orecchie sentirebbero da che parte sta il popolo….. La maggior parte del debito greco (e non solo) è stato creato da speculazioni ed interessi illegali, che c’entra il popolo? Sono le banche a creare il debito bene è ora che la smettano…

Quante volte abbiamo dato soldi per salvare le banche dal fallimento, (l’Italia è piena di esempi) e adesso, le banche pretendono che vengano pagati i debiti…. certo intanto i vostri li abbiamo pagati noi….. Dobbiamo essere uniti per far capire che questa europa non ci piace e la Grecia ci sta dando l’occasione; facciamoci sentire vicini in modo tangibile ed impediamo alle banche di diventare padroni delle nostre terre e delle nostre vite. Ho sentito che ci sono già associazioni come NO-Nato che si sono attivate per il sostegno al popolo Greco, invito tutte le persone sensibili al problema a prendere contatto con tali associazioni per contribuire a far cambiare il vento.

Giuseppe Finamore

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TSIPRAS E L’ AZZARDO REFERENDARIO ..

Perché è un azzardo? perché la questione è assai più complessa e non risolvibile tra un si’ e un no’..La questione è direi epocale proprio nel modello d’ economia e nel dilemma se sia ancora possibile o meno perseguire per una nazione piccola,una scelta keynesiana di tipo socialdemocratico, tra monete sovrane,banche pubbliche degli STATI , democrazia e economie reali e territoriali,.. o se invece.. l’ unico DIO IN TERRA ,è oggi il globalismo economico produttivo delocalizzato e finanziario,senza regole e che quindi che …non può esservi altra economia!! che non sia decisa dai grandi gruppi multinazionali e sotto il controllo assoluto del sistema bancario e borsistico internazionale / capitalista.

Ecco perché Tsipras ha sbagliato, doveva offrire ai greci prima di tutto un modello di sviluppo alternativo a quello UE e global /capitalista / finanzista invece Tsipras e Varoufakis sono stati ambigui, dicendo di non voler uscire dall’ Euro ,senza neppure mai ufficialmente nominare la nuova dracma ,prendendo solo atto del disastro sociale in Grecia e come parzialmente ovviarvi a sostegno dei più deboli .E’ ovvio che offrire ai greci solo una trattativa confusa “tira e molla “con Brussel ,senza un vero -progetto e sullo sfondo .. il ritorno possibile ad una moneta come la Dracma , .visto… come incubo ,.internazionalmente flottante, .svalutabile,… senza dire… far capire davvero a che possa servire questa scelta, senza linee precise di sviluppo del “nuovo modello economico possibile greco”, può mettere nel panico la classe media greca ,con ancora dei risparmi ,nel timore di perderli del tutto ,…con la Dracma di nessun valore ,con inoltre le gigantesche pressioni verso il SI’…. poste dall’Europa che possono fare il resto e il risultato che un interessante percorso politico come quello di Syriza, che rischia di interrompersi ,in un referendum pericolosissimo – vanificando in caso di sconfitta , del tutto ,questa lunga ed estenuante trattativa/vertenza con la Ue Troika , …,colle dimissioni di Tsipras.,il ritorno dei centristi / euristi -Samaras Papandreu e il continuo del calvario per i più poveri ! Il ritorno RESTAURATIVO DEL PEGGIO DEL RIGORISMO USURAIO BANCOCRATICO! La democrazia non la si ottiene solo con dei referendum ma con progetti politici e architetture economiche perseguibili e intelligenti, soprattutto facendo capire al popolo la loro utilità ..dicendo la verità e mostrando sicurezza e guida sul cammino da intraprendere.

Gastaldo Paolo

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Povera Grecia

La Grecia farà default per un cifra paragonabile al conto in banca della madre dell’ex ministro Papandreu (lui sì persona seria, mica quello scavezzacollo di Varoufakis. El bloqueo, è un embargo commerciale, economico e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba
all’indomani della Rivoluzione castrista. John Perkins rivela nel suo libro “Confessions of an economic hit man”, di essere stato arruolato dal governo Usa allo scopo di risucchiare a favore degli Stati Uniti le ricchezze di paesi poveri, e ciò “attraverso manipolazioni economiche, tradimenti, frodi, attentati e guerre”. Tutti sappiamo che il controllo sulla ricchezza e il suo accumulo avviene tramite politiche “accondiscendenti”, e per ottenerle occorre che chi governa faccia i favori di pochi e non della maggioranza. Per cui nelle democrazie occidentali il fattor comune è dato da una sola cosa:
CORRUZIONE…”

Giorgio Mauri

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