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Il cavallo di Treia del 25 maggio 2014 ed il Lucifero che scava oscure e profonde separazioni nella comunità treiese

La Patria è il luogo d’origine… ma il paesello in cui si vive è la casa avita o quella scelta per viverci (che è poi la stessa cosa). Infatti è la comunità in cui viviamo quella che maggiormente si riconosce come propria. Essa è la terra del popolo. E noi popolo di Treia ci apprestiamo a riconoscerci nel nuovo sindaco, il primo cittadino (o la prima cittadina) che verrà dopo il 25 maggio 2014.

Questa è la prima volta da quando mi sono trasferito a Treia che assisto e partecipo ad una campagna elettorale per le amministrative. Debbo dire che mi sto divertendo. Al mio solito cerco di scoprire tutto il bene (e magari pure il male) di questa campagna. La mia ricerca è cominciata l’autunno dello scorso anno (4 ottobre 2013) allorché Alberto Meriggi mi invitò alla presentazione di una nuova associazione “Adesso Treia”, che intendeva proporsi come “volano di un rinnovamento nella scia del fiorentino Renzi” (già ospite della cittadina in occasione della Festa estiva di Symbola).

Sul nome e nel nome di Renzi si è giocata la partita del “nuovo che avanza”. Ma pian piano questo nuovo ha preso le sembianze del solito vecchio giochetto delle tre carte (carta vince carta perde). Apparentemente però tutti i treiesi son diventati un po’ renziani ed ognuno spinge con il suo “renzino”.
Tutti renziani? Beh, io di sicuro non lo sono.

Anche se per amicizia di Alberto Meriggi ho aderito al sodalizio di “Adesso Treia” ove ho trovato un bel gruppo di intellettuali fantasiosi e pieni di idee originali ed il percorso di questo sodalizio è stato vario e pieno di colpi di scena. Prima di là e poi di qua. Ed infine non si capisce bene se -in verità- sia rimasto proprio in mezzo al guado!
Beh, per non sbagliare e non far torto a nessuno ho consegnato il nostro programma (quello del Circolo Vegetariano VV.TT.) a tutti ed ho partecipato agli incontri di tutte le compagnie in lizza. Quella di: Franco Capponi, Daniela Cammertoni, Andrea Mozzoni…
Chi sarà il cavallo vincente? E’ certo che sarà “…oni”.
Ma da quella già riportata e dalla successiva riflessione desidero trarre alcune considerazioni sulla società e sul governo futuro di Treia: “solo una personalità debole ha bisogno di simulacri in cui identificarsi”, e questo è proprio ciò che avviene da parte di molti che, speranzosi, si rispecchiano nell’ideale specifico dell’”…oni” che amano! Tale atteggiamento, spesso, è passivamente e acriticamente imitativo, e può propriamente attecchire in quelli di spirito debole con vocazione forte all’identificazione esteriore e che vogliono realizzare un proprio interesse.
E l’interesse comune?

Dal punto di vista della sintesi dovrebbe trovarsi in un miscuglio dei tre “..oni” ma non è consentito votare per tre candidati, occorre sceglierne uno.

Il meno peggio? Il Renzi della situazione?

Nel tempo medievale i detentori del Potere si avvalevano della forza lavoro per produrre, infatti, senza contadini e artigiani non c’era cibo e nessuna ricchezza; dunque, in qualche modo una forma di tutela esisteva per il popolo, perché un castellano senza mano d’opera, indebolito, non sarebbe sopravvissuto all’ingordigia degli avversari. Ma oggi?

Oggi… auguriamoci che la competizione a tre non imbrogli la comunità col solito cavallo di Troia (Treia). Quello de “l’amore che vince sull’odio” e che nasconde in realtà uno strascico di nefandezze pre e post elettorali. Il cavallo di Treia è anche un disegnino ironico creato dal bravo artista Dumì, lo stesso che in vetrina espone la vignetta “attenti all’uomo”.

Sì, concittadini, attenti all’uomo.. e non sbagliate a mettere la croce sull’ “..oni” giusto, e non lasciate che l’opposizione, capeggiata da un certo Lucifero, prenda il sopravvento (reclamando per sé -in incognita- il titolo di vicario). Il Lucifero che scava oscure e profonde separazioni nella comunità treiese.

Paolo D’Arpini

Ah, approfitto dell’occasione per invitarvi tutti alla Festa dei Precursori, che si tiene al Circolo Vegetariano VV.TT. di Treia il 25 aprile 2014:
http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2014/03/treia-dal-25-al-27-aprile-2014.html

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Il punto di vista di Filippo Giannini: “…per ricordare… la storia degli ultimi 70 anni”

O italiani, quale Stato vi aspettavate da una Repubblica nata dagli scenari di Piazzale Loreto?
Stato corrotto, Nazione appestata, Magistratura allineata. E non poteva che essere così.
E’ certo che i nostri legislatori (o “Padri della Patria”) non hanno perso tempo. Gli scandali (che parola strana) sono iniziati con la nascita – sarebbe meglio dire “aborto” – dell’Italia “liberata”.
Quanti italiani oggi ricordano il caso del principe Don Giulio Pacelli (nipote di Pio XII) e del conte Stanislao Pecci (pronipote di Papa Leone XIII)? E siamo appena al 1947, due anni dalla tanto desiderata cacciata della “cupa tirannia”. Erano personaggi al centro di uno scandalo finanziario, risolto poi a favore dei due nobili signori – neanche a dirlo – dal giovane Giulio Andreotti.
Quanti ricordano il “Progetto Fiumicino” (primi anni 1960)? Fu un classico esempio di sperpero del denaro pubblico e di incapacità tecnica; uno dei tanti casi di lotta di potere fra uomini della Democrazia Cristiana.
Il “caso Fiumicino” era ancora all’attenzione del “Popolo sovrano” quando ecco scoppiare un nuovo scandaletto. L’ordinario di Economia Agraria di Napoli, professor Manlio Rossi Doria, denunciava un gigantesco fenomeno di “clientelismo di Stato” a favore della DC: la “Federconsorzi” aveva indebitamente incassato 1.064 miliardi (al valore di allora). L’onorevole Paolo Bonomi, presidente della “Coldiretti”, organizzazione democristiana committente della “Federconsorzi”, rimase coinvolto nella faccenda. E’ superfluo sottolineare che non solo tutto fu impantanato, ma, grazie al clima politico instaurato dagli uomini che si avvicendarono dal 1948 al Ministero dell’Agricoltura, questi riuscirono addirittura ad evitare che ulteriori operazioni si svolgessero al riparo da ogni controllo sia del Parlamento, sia del Governo, ma anche della Corte dei Conti.
Siamo ancora nel 1963, e quasi a gemellaggio degli scandali precedenti, venne alla luce lo “scandalo delle banane”. Era il momento della famiglia Caltagirone e del suo amico il Ministro Franco Evangelisti. Fu solo per un caso che questo scandalo si ampliò; infatti Caltagirone aveva organizzato un sontuoso banchetto nel ristorante più alla moda di Palermo, il “Charleston”; a capotavola sedeva l’onorevole Giacomo Mancini, il quale, forse per l’eccessivo appetito (ricordiamolo era un socialista) si sentì male tanto da essere trasportato in ospedale, fu a causa di questo malore che la notizia si divulgò in tutta Italia.
Vi ricordate – siamo nel 1976 – lo scandalo degli aerei “Hercules”? L’entità del furto di pubblico denaro, operato a favore dei soliti noti, può trovare le sue dimensioni secondo quanto ebbe a dire il presidente della “Lockheed”, società costruttrice degli “Hercules”: Dal ’70 al ’74 abbiamo speso tre miliardi per corrompere politici e funzionari pubblici italiani, per convincerli ad accettare gli “Hercules”. Da questa dichiarazione venne fuori, su indicazioni dell’avvocato della “Lockheed”, l’”Antelope Cobbler”, nome in codice di uno dei politici italiani corrotti. Fra gli altri nomi vennero indicati anche quelli di Luigi Gui e Mario Tanassi, che ritengo siano stati i capri espiatori di nomi ben più illustri. Rinviati in giudizio davanti alla Corte Costituzionale, il primo (Gui) fu assolto, il secondo (Tanassi) condannato. Durante il processo vennero coinvolti personaggi di primissimo piano, quali l’allora Presidente della Repubblica, Giovanni Leone e i fratelli Antonio e Ovidio Lefebvre.
Fu Mino Pecorelli a denunciare sul suo giornale “OP” la “supertruffa dei petroli”. Voglio ricordare che questi fu assassinato dai “soliti ignoti” nel 1979. Le vicende che riguardano il povero Pecorelli sono cose normali tanto che vide l’assoluzione di Giulio Andreotti indagato quale mandante dell’omicidio. In merito a questa truffa, il petroliere Silvio Brunelli rese questa testimonianza ai giudici di Treviso: “Affidavamo a un nostro collaboratore fidatissimo un compito particolare. Ogni mese doveva andare a Roma portandosi delle borse piene di milioni. Circa 200 milioni al mese. Questi soldi servivano infatti a pagare i vertici della Finanza che sapevano della truffa dei petroli e dovevano continuare a chiudere un occhio. I finanzieri non erano i soli ad esser pagati”. Un danno per lo Stato ancora oggi non ben definito, ma, si dice, tra i duemila e i quattromila miliardi. I nomi dei politici coinvolti: il democristiano Sereno Freato, consigliere di Aldo Moro, i socialisti sottosegretari Giuseppe Di Vagno e Maria Magnani Noya. Fu in questa circostanza che il senatore missino Giorgio Pisanò accusò il Ministro democristiano dell’Industria Toni Bisaglia; che querelò il suo collega senatore. Nel giro di assegni fraudolenti risultarono coinvolti, Liliana Fantasio, anch’essa collaboratrice di Aldo Moro; e Giuseppe Di Vagno, socialista, questi giustificò il possesso di assegni sospetti sostenendo che erano “consulenze particolari”: consulenze che, tuttavia, non vennero denunciate nella sua dichiarazione dei redditi. Anche il “golden boy” del calcio italiano, Gianni Rivera, figurò fra gli imputati per un assegno, intestato a suo nome, di 50 milioni di lire.
Vi ricordate Michele Sindona? Questo finanziere (siamo a metà degli anni ’70) fu l’intestatario di uno “scandalo da insalata all’italiana” che vide coinvolti politici, logge massoniche, alta finanza, mafia. Ricorderete certamente la fine dell’uomo di Patti: avvelenato (misteriosamente) in carcere, secondo lo stile dei Borgia .
E vogliamo tralasciare il “suicidato” Roberto Calvi, trovato impiccato sotto il ponte dei “Black Friars” a Londra? Calvi si portò dietro oscuri intrecci con la P2 e con uomini politici “d’onore”. Adriano Zampini, un faccendiere torinese, rivelò nel 1983 di aver corrotto rappresentanti della Giunta rossa di Torino guidata da Diego Novelli e dal vicesindaco Enzo Biffi Gentili.
Un’istruttoria aperta dal magistrato russo Stepankov avrebbe accertato che solo dal 1971 al 1990 il Partito Comunista Italiano avrebbe ricevuto oltre 47 milioni di dollari da Mosca (valore dell’epoca). E i magistrati italiani che hanno indagato su questo scandalo hanno dovuto chiudere l’inchiesta “pur sussistendo concludenti e persuasivi elementi sulla rilevantissima ed operante invocata contribuzione del Pcus al Pci, ecc. ecc.”. Come dire: una mano lava l’altra ed entrambe fregano il popolo italiano.
Quanto ci costa questo paradiso di libertà e di democrazia nel quale abbiamo la fortuna di vivere? Cifre da pazzi, che sarebbe veramente interessante confrontarle con quelle dell’”infame Regime”.
E qui mi fermo, perché siamo arrivati a giorni più recenti, giorni che hanno visto il rapimento di Aldo Moro e l’uccisione degli uomini della sua scorta. Un mistero che rivela, però, la demoniaca capacità di uomini maestri di intrighi, di corruzione, di spietata determinazione, il cui unico scopo è il mantenimento del potere: quel potere che è stato loro affidato dai “liberatori”. Questo è stato possibile grazie all’eliminazione di quell’apparato che per almeno vent’anni li aveva allontanati dalle leve di gestione.
Qualche lettore, che ha avuto la cortesia di leggermi sino ad ora, potrebbe essere tentato di chiedermi se “in quel periodo” ci furono scandali simili. Senz’altro no! Il più noto vide primo attore (erano gli anni 1928-1929) l’allora Podestà di Milano, il fascista Belloni che, approfittando della sua carica, fece approvare un piano regolatore edilizio che prevedeva la demolizione di alcuni edifici nella zona intorno al Duomo. In combutta con alcuni amici e parenti, fece acquistare, a prezzi stracciati, quelle proprietà “condannate”. Come seconda operazione il Belloni fece modificare il precedente piano così da salvare quegli edifici da lui e dagli amici acquistati. Se la truffa fosse andata in porto i “malandrini” avrebbero potuto godere di grandi ricchezze immobiliari. Fu Farinacci che denunciò il losco affare direttamente a Mussolini, il quale – è noto aveva, fra gli altri, il grave difetto caratteriale quasi maniacale di rispettare il pubblico denaro – denunciò i truffatori alla magistratura. Belloni e gli altri furono condannati a pene carcerarie pesantissime, pene tutte interamente scontate in carcere.
Esattamente come oggi… Vero?
Tornerò sull’argomento, perché c’è tanto, ma tanto da aggiungere.
Prima di terminare; vedo che debbo dare una spiegazione al … ne godo, come dal titolo. Debbo fare una premessa: sono per carattere un tantinello cattivo e vendicativo. La Provvidenza ci aveva mandato un uomo onesto e costruttivo. Gli italiani lo hanno assassinato e il suo corpo appeso per i piedi e, ancora oggi, vilipeso. Ecco perché quando assisto a ruberie e furbetterie da parte dei politici ne godo. E pensate che ancora oggi c’è gente che festeggia la data della liberazione.
E per spiegarmi meglio voglio ricordare quanto ebbe a dire il deux ex machina della mascalzonata dei Trattati di Versailles, il Presidente venuto da Oltre Oceano Thomas Woodrow Wilson nel corso di una serie di lezioni ai ragazzi americani alla Columbia University: “Dal momento che il commercio ignora i confini nazionali e il produttore preme per avere il mondo come mercato, la bandiera della sua nazione deve seguirlo e le porte delle nazioni chiuse devono essere abbattute. Le concessioni ottenute dai finanzieri devono essere salvaguardate dai ministri dello stato, anche se in questo, venisse violata la sovranità delle nazioni recalcitranti… Vanno conquistate o impiantate colonie, affinché al mondo non resti un solo angolo utile trascurato o inutilizzato”.
Molto esplicito, è vero?

Avrei tanto altro da aggiungere, lo farò prossimamente.

Filippo Giannini

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Ucraina? No, Italia – Calata di rivoltosi “democratici” su Roma, il re napoletano si rifugia a Caserta (con i primi ministri uscenti), la Repubblica annuncia la “liberazione”

Fateci caso. I media-linguetta, obbedienti ed ossequiosi nei confronti dei “poteri forti” che danno loro lo stipendio, e che sono classificati nella classifica mondiale al 74° posto, dopo lo Zimbawe, sono riusciti a dare, della crisi Ukraina, la versione più falsa ed accomodata che si possa immaginare.

Nessuno ha sottolineato come un presidente democraticamente (quanti orrori nel nome della democrazia!) eletto abbia dovuto rifugiarsi nell’est filo russo, sotto la sollevazione della piazza a Kiev. Un po’ come se dal Nord calassimo a Roma e obbligassimo re Giorgio Napolitano a rifugiarsi a Caserta, con il lacchè di turno (Monti, Letta, Renzi….).

Ma i media ci hanno descritto i manifestanti (al soldo di Soros, l’uomo della Goldman Sachs, la banca dei “fratelli maggiori” Rotschild) come belli buoni e bravi, mentre il presidente è stato dipinto come un losco individuo, affossatore della democrazia. Solo perché non vuole e non voleva asservire l’Ukraina alla colonizzazione del consumismo.

Poi, quando Putin si è scocciato e la Crimea (da sempre russa), è tornata fra le braccia della madre naturale, con regolare referendum, i video ed i giornaloni si sono riempiti di foto di soldati senza mostrine o segni di riconoscimento. “Sono reparti speciali russi” squittivano i media. O falsi o incapaci. O tutte e due le cose insieme. Non erano russi. Non ve ne era neppure uno, in Ukraina. Erano i poliziotti di Kiev, licenziati ed epurati per aver tentato di mantenere l’ordine legittimo, che si erano rifugiati in luoghi più civili.

Così come nessuno ha citato le taglie che alcuni satrapi filo occidentali hanno messo sulle spoglie di ogni filo russo ucciso dai filo occidentali-consumisti.

Il nuovo regime a Kiev, guarda caso retto da un “fratello maggiore”, ha armato i ragazzotti della piazza. Di fronte si troveranno i professionisti poliziotti passati dall’altra parte. Saranno massacrati o si arrenderanno come sta succedendo negli sporadici scontri che inconsciamente i ragazzotti esaltati sono andati a cercare.

L’unica speranza che ha l’Ukraina è il senso di moderazione e la pazienza di Putin. Che si sta esaurendo, sottoposto ad una attacco economico dei soliti yankee.

Anche se può sembrare strano, Putin sta difendendo l’Europa.

E, notate, Germania ed Italia hanno assunto una posizione defilata dal resto dell’impero americano. “Trattiamo” hanno detto con lungimiranza.

Fabrizio Belloni

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…è Pasqua? scuola familiare, USA pronti alla guerra, UE semestre italiano “ombra”, Giacinto Auriti, società ecologica sostenibile

Il Giornaletto di Saul del 20 aprile 2014 – …è Pasqua? scuola familiare, USA pronti alla guerra, UE semestre italiano “ombra”, Giacinto Auriti, società ecologica sostenibile

Care, cari,

..è Pasqua? Gli auguri senza un progetto di salvezza scadono a una sorta di scaramanzia! – Scrive Stefano: “Risorgiamo con Gesù superiamo tutti i mali superando mammona ( = denaro ormai virtuale cioè inesistente =$, €, £, Yen, …): debiti pubblici e privati, guerre, terrorismo, droga, aborti, divorzi, rapine, truffe, tangenti, corruzione, fallimenti, suicidi, omicidi, incidenti, … Denarocrazia origine della burocrazia!” – Idee in ordine sparso (aiutateci a riordinarle anche inserendo Vostri concetti) sulle cause del disastro generale programmato dall’anticristo con il vitello monetario (“virtuale” cioè non esiste) in mano ai poteri forti (certe banche e Loro multinazionali).. – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2014/04/resurrezione-gli-auguri-senza-un.html

renzie il tagliatore – Scrive Il Sole 24 Ore: “Aveva detto che avrebbe messo in busta paga 80 euro in più a una platea di 10 milioni di italiani e lo ha fatto. Questa è la prima considerazione da fare su Matteo Renzi e il suo decreto. Il modo con cui si danno quei soldi, però, fa emergere non pochi dubbi. Innanzitutto perché in extremis sono rimasti fuori gli incapienti, i più poveri, malgrado le promesse fatte. Ma soprattutto perché il bonus vale solo per il 2014. Renzi può anche dire che si tratta di un intervento strutturale, e sicuramente la sua intenzione è di renderlo tale, ma in realtà l’articolo 1 del decreto afferma con chiarezza che dal primo gennaio del 2015 l’effetto del bonus si esaurisce.”

Commento di Sonia: “Niente più detrazioni per il coniuge a carico: è scritto tra le pieghe della più becera ambiguità del cosiddetto Jobs Act, LEGGE DI DELEGA al Governo, attualmente al vaglio del Senato. La lettera c) dell’art. 5 infatti recita così: “introduzione del tax credit, quale incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito complessivo della donna lavoratrice, e armonizzazione del regime delle detrazioni per il coniuge a carico”

Torre Mileto. Scuola Familiare – Scrive Francesco D’Ingiullo: “Ciao a tutte/i, vi invito ad uno degli eventi più attesi dell’anno in tema di educazione alternativa: il raduno estivo della Rete Scuola Familiare. Di seguito trovate tutte le informazioni riguardo l’evento e le modalità per partecipare ed alcune note che possono essere utili alla buona riuscita del raduno riguardo anche cose che servirebbe portare…” – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2014/04/raduno-estivo-rete-scuola-familiare-10.html

Informazione deviata di wikipedia – Scrive Rosso Conero a commento dell’articolo http://retedellereti.blogspot.it/2011/07/la-rete-delle-reti-e-linformazione.html -: “Ha ragione, signor D’Arpini, nelle sue preoccupazioni che emergono dal suo penultimo paragrafo (sui giovani sprovveduti “fìdati: lo dice wikipedia!”). A mio parere si dovrebbe mobilitare la politica: almeno per la versione italiana obbligare i gestori dei motori di ricerca a imporre la casualità dei link che escono dalle ricerche : adesso è anche infestante, questa wikipedia, perché è tre volte su quattro la prima soluzione che esce, pur essendo un’enciclopedia di dilettanti…”

USA dichiara guerra alla Russia. Usando l’economia – Scrive Ambrose Evans Pritchard: “Gli Stati Uniti hanno costruito una bomba al neutrone finanziario. Negli ultimi 12 anni hanno affidato ad un dipartimento di elite del Tesoro Usa il compito di affilare gli strumenti per una guerra economica, progettando come mettere il paese (la Russia) in ginocchio senza sparare un colpo. Questa strategia si basa sul controllo egemonico del sistema bancario globale, sostenuto da una rete di alleati e da una serie di paesi neutrali che, pur se con riluttanza, devono collaborare. È il “Progetto Manhattan” dei primi anni del 21º secolo. È un nuovo tipo di guerra, una specie di insurrezione finanziaria strisciante, con l’intento di incidere sulla linfa vitale finanziaria dei nostri nemici, senza precedenti per portata ed efficacia….” – Continua:
http://paolodarpini.blogspot.it/2014/04/russia-delenda-est-per-instaurare-il.html

Logica usa /e getta – Scrive Obama: “…la Russia non vuole la guerra perché è al corrente della superiorità militare Usa…”

Lecce. Sit-In pro ulivi – Scrive Ambiente e Salute: “Dopo il successo, pur in presenza della pioggia, del primo sit-in organizzato dopo il vergognoso eccidio di ulivi nel nome mistificato della Xylella, la mobilitazione civica si da appuntamento per Domenica 20 aprile dalle ore 18.00 alle ore 22.00 in Piazza Sant’Oronzo a Lecce, sotto il simbolico Ulivo lì presente! Info. forumambientesalute@gmail.com”

Morte e rinascita – Scrive Giorgio Di genova a commento dell’articolo http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/10/29/%E2%80%9Cil-ciclo-della-vita%E2%80%9D-al-palazzo-baronale-di-calcata-31-ottobre-9-novembre-2008-testo-di-simone-sutra-sul-significato-di-questi-giorni-nella-tradizione-esoterica/ -: “Interessante l’excursus preliminare all’incontro dell’8 novembre 2008. Se fossi stato presente alla discussione avrei certo confermato quanto scritto e, magari, se non fossero stati ricordati, il significato dei 3 giorni passati agli inferi da Cristo, figura lunare, prima della resurrezione, del passaggio dal matriarcato al patriarcato e delle conseguenze che resero infere le divinità femminili, scalzate appunto da quelle maschili, nonché della nostra perdita di quel contatto profondo con la natura che ai fachiri permette con la loro volontà di riaccordare le molecole di frutti e addirittura di smeraldi e tante altre cose ancora. La realtà è che noi uomini cosiddetti civili (o civilizzati) ci siamo impoveriti, smarrendo le energie della psiche, che sono state imprigionate nel nostro profondo dall’allontanamento progressivo dalle energie di natura, ancora possedute dagli sciamani e tanti altri da noi considerati primitivi. La nostra natura (e pertanto la nostra mens) è infinitamente più ricca di quanto pensiamo ed utilizziamo. Il sacro è dentro di noi, come ho ribadito nelle mie mostre sull’arte sacra, chiarendo che il sacro non è da confondersi con la religione, e la maggior parte delle persone non riescono a percepirlo. Quanto oggi poco  conosce di sé l’uomo e della propria storia! E tu, come attestano le tue attività, lo sai bene.

Riflessioni sull’opera di Giacinto Auriti – Scrive Nereo Villa: “Propongo la lettura di queste riflessioni su certi ragionamenti del professor Giacinto Auriti, che non ho mai condiviso, come invece ho sempre condiviso la sua onesta e coraggiosa denuncia per truffa dell’8 maggio 1993 presentata contro la banca d’Italia, dimostrando che questa all’atto dell’emissione, presta denaro che invece dovrebbe accreditare, truffando così la collettività, che da proprietaria diventa debitrice del proprio denaro…” – Continua:
http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2014/04/nereo-villa-riflessioni-sul-pensiero-ed.html

Commento di Giuseppe Turrisi: “Tutto è perfettibile nella battaglia che è la vita all’interno del contesto spaziotemporale all’interno del dominio dello spirito ed uno studioso come te che conosce Steiner non può tralasciare che il codice giuridico (qualunque esso sia) è strettamente correlato alle condizioni storiche in cui si attua e che è una mediazione tra chi vuole guidare, chi si fa guidare e chi non volendosi fare guidare finisce davanti a quelli che poi esercitano il diritto in ultima istanza, la giustizia che lo rende vivo celebrandolo nelle sue chiese e nei suoi altari i tribunali, con le vittime sacrificali…” – Continua in calce al link sopra segnalato

Commento di Tucidite: “Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della Gloria come del Pericolo; tuttavia li affrontano”

Roma. Metro C disastrosa – Scrive Salviamo il paesaggio: “Roma, zona Colosseo: un patrimonio unico al mondo verrà radicalmente trasformato dall’aggiunta di un nuovo collegamento metro. Un patrimonio di tutti dissacrato con sufficienza, con l’alterigia di chi decide senza prestare alcuna attenzione al contesto, mortificando uno dei luoghi simbolo di Roma…”

UE. Semestre Italiano “ombra” – Scrive Nuovo Partito Comunista Italiano: “Il governo Renzi si prepara al semestre italiano nell’Unione Europea con un piano liberista e autoritario che colpisce a fondo la Costituzione. Ce lo chiede l’Europa, dice questo governo come i suoi predecessori. Così abbiamo avuto l’età pensionabile più alta d’Europa e una serie continua di leggi per estendere il precariato, ultima il Jobs Act. L’Italia è il solo paese della Unione Europea che ha messo nella Costituzione la clausola capestro del pareggio di bilancio e ora il governo Renzi si prepara ad una nuova ondata di privatizzazioni e tagli di servizi e di posti di lavoro, coperti dalla concessione di uno sgravio fiscale che verrà pagato con la distruzione di ciò che resta dello stato sociale, anche tramite una “spending review” che, invece di colpire corruzione e privilegi, intende bastonare ulteriormente i più deboli…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2014/04/19/unione-europea-proposto-un-semestre-italiano-ombra-popolare/

Ravenna, sobria (in eccesso) – Scrive Jalsha “Ieri è stato sorpreso in sella alla sua bici con valori alcolici superiori al limite di legge (3,32 grammi/litro), un pensionato 71enne del Ravennate ed è stato condannato a pagare una sanzione da 24.650 euro. Sta venendo meno il buon senso.. l’umana comprensione. Qualcuno dirà che un vecchietto su di giri in bici è un pericolo per sé e per gli altri. Forse questa logica ferrea e idiota ci porterà un giorno a dover camminare per strada con il casco in testa e obbligati ad essere assicurati, per evitare danni e costi inutili alla comunità. Io spero solo di vedere un giorno per strada tanti ubriachi in bici cantare allegramente inseguendo un uomo in divisa che fugge spaventato..”

Mio commentino: “…non c’è pace sotto gli ulivi….”

Viterbo. Terme dei Papi, emuntrici dell’acqua calda – Scrive Giovanni Faperdue: “Il Tar del Lazio in merito al ricorso presentato dalle Terme dei Papi, contro la richiesta congiunta della Regione Lazio e del Comune di Viterbo, per la limitazione dell’emungimento di acqua termale, da ragione allo stabilimento termale e sembra chiudere (solo per il momento) la diatriba. Infatti, nelle motivazioni della stessa, ad un certo punto afferma: …. in altre parole, la quantità di acqua (termale) che la società che gestisce il complesso termale può emungere, è pari a quella necessaria al corretto funzionamento dell’impianto termale..” – Continua: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2014/04/viterbo-le-terme-dei-papi-e-la-guerra.html

Roma. Giuramento Sacro – Scrive Orazio Fergnani: “RICORDO A TUTTI L’EVENTO DEL 21 APRILE 2014: DECLAMAZIONE DEL GIURAMENTO (contro il signoraggio bancario). DAVANTI ALLA STATUA DI SIMON BOLIVAR, APPUNTAMENTO ALLE ORE 11.00, INGRESSO NEL PARCO DEL MONTE SACRO, VIA FALTERONA, ROMA. Info. oraziofergnani@tiscalinet.it”

Discorso sulla società ecologica sostenibile – Scrive Caterina Regazzi: “Per il funzionamento di una società ecologica bioregionale un minimo di “intensivizzazione” dell’agricoltura è necessario, non possiamo coltivarci ognuno il proprio grano e tanto meno il proprio riso e neanche i nostri fagioli. E’ necessario che ci sia una persona di buona volontà (possibilmente) che coltivi un sia pur piccolo appezzamento di terreno con i diversi cereali, legumi, frutta. Non possiamo pensare di fare tutti gli agricoltori, ci vuole anche, per esempio, chi lavori nei trasporti, qualcuno che lavori in edilizia, qualcuno che faccia il medico, magari naturopata, qualcuno che faccia il dentista, il dentista a sua volta ha bisogno di attrezzi che qualche fabbrica li deve pur costruire, i vasi di vetro per conservare la passata di pomodoro, seppur fatta in casa e così pure quelli per le marmellate…” – Continua:
http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2014/04/societa-ecologica-agricoltura.html

Teniamoci pronti ad una umana sopravvivenza. Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Quello che veramente ami rimane,
il resto è scorie
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredità
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro
o a nessuno?
Prima venne il visibile, quindi il palpabile
Elisio, sebbene fosse nelle dimore d’inferno,
Quello che veramente ami e’ la tua vera eredita’
La formica e’ un centauro nel suo mondo di draghi.
Strappa da te la vanità, non fu l’uomo
A creare il coraggio, o l’ordine, o la grazia,
Strappa da te la vanità, ti dico strappala
Impara dal mondo verde quale sia il tuo luogo
Nella misura dell’invenzione, o nella vera abilità dell’artefice,
Strappa da te la vanità,
Paquin strappala!
Il casco verde ha vinto la tua eleganza.
“Dominati, e gli altri ti sopporteranno”
Strappa da te la vanità
Sei un cane bastonato sotto la grandine,
Una pica rigonfia in uno spasimo di sole,
Metà nero metà bianco
Né distingui un’ala da una coda
Strappa da te la vanità
Come son meschini i tuoi rancori
Nutriti di falsità.
Strappa da te la vanità,
Avido di distruggere, avaro di carità,
Strappa da te la vanità,
Ti dico strappala.
Ma avere fatto in luogo di non avere fatto
questa non è vanità Avere, con discrezione, bussato
Perché un Blunt aprisse
Aver raccolto dal vento una tradizione viva
o da un bell’occhio antico la fiamma inviolata
Questa non è vanità.
Qui l’errore è in ciò che non si è fatto, nella diffidenza che fece esitare.”
(Ezra Pound)

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Unione Europea – Proposto un semestre italiano (”ombra”) popolare

Il governo Renzi si prepara al semestre italiano nell’Unione Europea con un piano liberista e autoritario che colpisce a fondo la Costituzione. Ce lo chiede l’Europa, dice questo governo come i suoi predecessori. Così abbiamo avuto l’età pensionabile più alta d’Europa e una serie continua di leggi per estendere il precariato, ultima il Jobs Act. L’Italia è il solo paese della Unione Europea che ha messo nella Costituzione la clausola capestro del pareggio di bilancio e ora il governo Renzi si prepara ad una nuova ondata di privatizzazioni e tagli di servizi e di posti di lavoro, coperti dalla concessione di uno sgravio fiscale che verrà pagato con la distruzione di ciò che resta dello stato sociale, anche tramite una “spending review” che, invece di colpire corruzione e privilegi, intende bastonare ulteriormente i più deboli.

La democrazia è in pericolo, si costruisce un sistema elettorale ancora più autoritario ed escludente di quello attuale e ovunque, sul piano delle relazioni sociali, crescono le spinte antidemocratiche, di cui è parte fondamentale il recente accordo tra Cgil-Cisl-Uil e Confindustria sulla rappresentanza sindacale, che massacra ulteriormente i diritti sindacali e del lavoro.

Il governo Renzi ha fatto proprio l’obiettivo delle classi dirigenti e dei poteri forti del nostro paese, di usare il vincolo europeo per realizzare una controriforma sociale e politica globale e la crisi è diventata la grande occasione per realizzare il progetto. Ma l’obiettivo della controriforma globale è anche quello che le classi dirigenti europee vogliono imporre in tutto il continente. Per questo l’opposizione al governo Renzi deve oggi essere parte della lotta contro il potere e i vincoli che ci vengono imposti dalla Unione Europea.

Basta con la retorica ipocrita che presenta come un processo democratico quello che è un processo autoritario guidato dai governi liberisti più forti, dalla tecnocrazia e dai poteri economici e finanziari. L’Unione Europea reale è quella che attraverso le politiche di austerità ha risposto alla crisi con decine di milioni di disoccupati in più, è quella che smantella la più grande conquista dei suoi popoli: lo stato sociale. È quella della distruzione dei contratti e dei diritti del lavoro, della precarizzazione, della delocalizzazione e dell’incentivo alla concorrenza selvaggia tra lavoratori. L’Unione Europea reale è quella della chiusura delle frontiere anche ai sopravvissuti delle stragi sul mare, è quella che ha imposto, con i diktat dei governi tedeschi e di quelli succubi della Germania, la sovranità limitata ai paesi debitori, stravolgendovi le regole democratiche e le stesse Costituzioni, è quella che ha massacrato la Grecia, grazie anche ai suoi governi complici, compiendo una politica di sopraffazione che copre di vergogna tutte le sue istituzioni. L’Unione Europea reale è quella che dopo avere imposto patti devastanti come il Fiscal compact e il Mes, ora all’insaputa dei suoi popoli sta trattando con gli Stati Uniti il TTIP, un trattato che mette finanza e multinazionali al di sopra di qualsiasi potere istituzionale.

Così come il governo Renzi, questa Unione Europea è il nostro avversario oggi e non possiamo più subirne le aggressioni senza reagire davvero. Mentre le forze reazionarie in tutto il continente accrescono il loro consenso strumentalizzando la rabbia sociale contro questa Europa, le principali forze politiche del centrosinistra e le grandi centrali sindacali ne appaiono come i principali sostegni. Questo provoca una situazione pericolosissima per la democrazia, che finisce soffocata tra la tecnocrazia finanziaria, i governi social-liberisti, le rivolte reazionarie.

Vogliamo usare il semestre italiano per costruire l’opposizione, la contestazione, l’alternativa al governo Renzi e al sistema di potere europeo di cui è parte e che lo sostiene. L’Italia è ancora indietro su questo terreno. I movimenti reali e le lotte sociali hanno finora faticato ad individuare le controparti e gli avversari da combattere. A differenza che negli altri paesi del sud Europa massacrati dalle politiche dell’Unione Europea, della Troika e dei governi liberisti, in Italia non abbiamo ancora visto nelle strade una lotta democratica di massa contro l’Unione Europea e i suoi vincoli all’altezza della gravità della situazione. Questo ha indebolito le lotte e soprattutto dato spazio alle forze leghiste e del populismo di destra. Se si vuole uscire dalla tenaglia tra le politiche liberiste e autoritarie del governo Renzi e i lepenismi, bisogna costruire rapidamente un campo democratico e anticapitalista contro questa Unione Europea. Per questo proponiamo a tutte le forze che si oppongono ad essa e al governo Renzi e che rifiutano entrambi, nel nome del lavoro, dei diritti sociali, dei Beni comuni e della democrazia, di incontrarsi per definire un percorso comune, partendo da tre scelte di fondo.
1) L’opposizione al liberismo di Renzi e dei governi europei di centro destra e centro sinistra e a tutte le controriforme .
2) La lotta per abbattere le politiche di austerità e i trattati e i vincoli che le impongono.
3) Il contrasto alla deriva autoritaria sia sul piano del sistema politico che delle relazioni sociali, dalla legge elettorale del governo Renzi all’accordo sindacale del 10 gennaio.

Partendo da questi punti intendiamo proporre la costruzione di un’alleanza di forze diverse, che si muovono assieme contro la disoccupazione e per i diritti del lavoro e i Beni comuni, contro le privatizzazioni e per il rilancio del pubblico e dei diritti sociali, contro l’autoritarismo, per la democrazia politica e sindacale, per la partecipazione.

Il nostro obiettivo è giungere al semestre di presidenza italiana della Unione Europea dando avvio ad un Controsemestre del lavoro, dei diritti sociali, dei Beni comuni e della democrazia, che si contrapponga ai contenuti liberisti del governo Renzi e dell’Unione Europea per tutta la durata del semestre italiano.
Per definire la piattaforma e il percorso del Controsemestre popolare, proponiamo un primo incontro il 23 aprile, alle 15, a Roma, in via Galilei 53 (fermata metro A, Manzoni).

Prime firme proponenti:
Giorgio Cremaschi – Ross@
Confederazione Usb
Confederazione Cobas
Rete 28 Aprile – Cgil
Rete dei Comunisti
Sinistra Anticapitalista
Militant – Rete Noi Saremo Tutto

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