Archivio Autore

Fermento elettorale – La sinistra prepara il listone unificato: “Italia Bene Comune”

Sarà l’effetto Mélenchon. O il piano inclinato che inizia dalle primarie di domenica – la nuova incoronazione di Renzi – e conduce al voto anticipato in tempi più o meno rapidi. Quale che sia la ragione, la sinistra italiana sembra aver scoperto all’improvviso la voglia di rimettere insieme i pezzi, e soprattutto la necessità di preparare una lista comune in vista delle politiche.

Gli indizi sono diversi, e sono arrivati tutti insieme. L’intervista di Massimo D’Alema all’Huffington Post il giorno dopo il voto francese, quella di Giuliano Pisapia a Repubblica ieri, poi l’intervento di Nicola Fratoianni in risposta a D’Alema, l’incontro a porte chiuse tra Pisapia e i gruppi parlamentari di Mdp e quello pubblico, nel pomeriggio, tra Pierluigi Bersani e Pippo Civati.

Gli ha risposto Fratoianni: “D’Alema propone un punto di vista interessante e voglio evitare che il suo appello cada nel vuoto. L’unità della Sinistra è importante, certamente, ed è altrettanto vero che presentarsi alle elezioni politiche con tre o quattro liste a sinistra del Pd potrebbe essere poco intelligente”. La condizione – spiega poi al Fatto – è che il nuovo incontro sia nel segno di una “radicale discontinuità” rispetto alle politiche renziane. Ce l’ha con Giuliano Pisapia. L’ex sindaco nell’intervista di ieri si era prestato a un ultimo appello a Renzi per una legge elettorale con premio di coalizione, nell’ottica di una (inverosimile) rinascita del centrosinistra a guida Pd. L’ex premier ha risposto picche, confermando la totale indifferenza a tutto ciò che sopravvive alla sua sinistra: ha stabilito con rinnovata spavalderia che il vincitore delle primarie di domenica (ovvero lui medesimo) sarà anche il prossimo candidato a Palazzo Chigi.
Gli altri si organizzano di conseguenza. I confini del Campo progressista già coincidono, in pratica, con quelli di Articolo 1. Pisapia ha prima sfilato con Bersani, Roberto Speranza, Enrico Rossi e Francesco Laforgia al corteo milanese del 25 aprile, poi ha riunito i gruppi parlamentari di Mdp al Capranichetta, di fronte a Montecitorio.

L’ex sindaco – sottolinea qualcuno tra i contraenti della “nuova” sinistra – si sta autocandidando a prenderne la guida. Ma per trovare quel nome c’è tempo. Pippo Civati invece aspettava questo momento da due anni, da quando ha mollato il Pd renziano per primo, in splendida solitudine. “Ora facciamo un centrosinistra che va da Boccia a Che Guevara”. Per Boccia intende Francesco, deputato (ancora) Pd e sostenitore di Michele Emiliano. Il trionfo di Renzi nelle primarie – è convinto Civati, e non solo lui – provocherà nuovi smottamenti in uscita dal Pd. Intanto il fondatore di Possibile incontra Bersani: “Prepariamo giorni migliori”. Si dicono d’accordo su prossima (ennesima) “costituente” della sinistra. Per Civati, “possiamo iniziare anche domani”.

Tommaso Rodano

Commenti disabilitati

USA, guerrafondai di professione – Agli statunitensi piacciono le bugie… che li aiutano a promuovere le loro guerre

Lunario Paolo D'Arpini 27 aprile 2017

Gli americani sono abituati a mentire per costruire guerre.
Mentirono sul Lusitania per entrare nella prima guerra mondiale.
Mentirono su Pearl Harbour (erano informati) per entrare nella seconda.
Mentirono sul Golfo del Tonchino per avviare l’escalation in Vietnam.
Mentirono sulla Jugoslavia (finanziando i separatisti) per distruggerla.
Mentirono sull’11 settembre (una evidente demolizione controllata e un aereo “scomparso nel nulla” in Pensilvanya) per fare guerra in Afghanistan.
Mentirono sulle armi di Saddam Hussein per aggredire l’Irak.
Mentirono sulle armi di Gheddafi per aggredire la Libia, e cominciarono ad incontrare qualche ostacolo, poiché Russia Today sbugiardò in tutto il mondo il falso della presunta “Insurrezione sulla Piazza Verde”.davanti a tutto il pianeta, mostrando il faso delle presunte intercettazioni ed esibendo tracciati radar e foto satellitari del Sukoi ucraino che abbatteva il Boeing.
Mentirono sull’abbattimento del volo MH17 in Ucraina, ma i russi li sbugiardarono
Mentirono sulla Crimea, la cui annessione alla Russia fu regolare, come conseguenza di un democratico referendum, ma non riuscirono ad attaccarla in alcun modo.
Mentirono sul Donbass filorusso, attaccato dall’Ucraina e non viceversa, e non riescono ad averne ragione.
Mentirono due volte, nel 2013 e nel 2017, sugli attacchi chimici in Siria, ma in entrambi i casi i falsi furono smascherati, e i russi sono ben presenti in Siria, dove hanno deviato il 61% dei missili U$A.
Mentirono quindi sulla Corea del Nord, che quale non belligerante da 63 anni non minaccia assolutamente nessuno, ma russi e cinesi hanno chiarito che non gradiscono l’interferenza statunitense, e la situazione è divenuta una impasse imbarazzante da cui Washington non sa più come uscire (già ha indotto la stampa a dichiarare che forse il nucleare nordcoreano è solo ferrovecchio inservibile).

Tutto questo forse deve dirci qualcosa:
1) Gli U$A, che hanno collezionato 222 anni di guerra su 239 anni di esistenza, sono la maggiore minaccia mondiale contro la pace;
2) Russia e Cina, potenze nucleari, si rivelano progressivamente un baluardo sempre più insormontabile contro le minacce di guerra americane.
3) Probabilmente i cambiamenti futuri verranno non dai nostri cabarettistici partiti politici di un occidente spompato, ma dai mutamenti degli equilibri internazionali planetari, con rapporti di forza in continua evoluzione, il cui baricentro, piaccia o no, si sposta sempre più verso Est.

Vincenzo Zamboni

Commenti disabilitati

Integrazione forzata, Marche: Dea Madre e sibille, nuovo pensiero femminile, memoria di un tempo che vive, nascita dell’“io sono”, resoconto della Festa dei Precursori 2017…

Il Giornaletto di Saul del 27 aprile 2017 – Integrazione forzata, Marche: Dea Madre e sibille, nuovo pensiero femminile, memoria di un tempo che vive, nascita dell’“io sono”, resoconto della Festa dei Precursori 2017…

Care, cari, in un mondo in cui vi è stata imposta l’integrazione forzata con altre popolazioni profondamente diverse senza che mai il governo vi abbia prima chiesto se questa fosse la vostra più intima volontà, vi siete mai fermati a chiedervi qual’è invece il contrario dell’integrazione ? Ve lo dico io si chiama auto-ghettizzazione, ne sanno qualcosa gli americani che l’hanno inventata e implementata prima di tutti, alla faccia quindi che il diverso è bello e piace…. – (Eugenio Benettazzo) – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/04/26/melting-pot-linvasione-aliena-e-lauto-ghettizzazione-della-walled-community/

Gandhi rivisitato – Scrive Mara La Banga: “…col suo totale assoggettamento alle multinazionali, con l’immiserimento della terra a causa degli scarichi inquinanti e dell’imposizione delle monoculture quel traditore di Gandhi ha ridotto l’India alla miseria nera. Ci sono voluti decenni per riprendersi dallo sfacelo causato da Gandhi e Nehru e dal loro corrottissimo partito del Congresso. I miti di regime sul “bravo” Gandhi in India sono tramontati da un pezzo, oggi in India chiunque sa che genere di criminale sia stato Gandhi, ma in Occidente c’è ancora chi gli da credito!”

Marche. La Dea Madre e le sibille – Scrive Simonetta Borgiani: “Nelle Marche molte sono le leggende sulle sibille, ma escluse queste rappresentazioni di Macereto e dipinti più recenti, non ci giungono tramandate immagini e informazioni precise di come fosse e come vivesse. Anche le storie della sibilla di Antoine de la Sale, Andrea da Barberino, il Tannhauser di Wagner, che si ispirano a leggende locali, sono come vedere la sibilla riflessa allo specchio, ma non vediamo chi c’è di fronte allo specchio…” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/04/la-dea-madre-le-sibille-ed-il-culto.html

Mio commentino: “…intervento “inaspettato” e molto interessante, ha fatto bene l’autrice a contestualizzare il discorso, un aspetto importante del bioregionalismo,..”

Roma. Radionica e Radioestesia – Scrive Centro: “La radionica è da molti anni usata, con ottimi risultati, per riequilibrare l’energia delle persone, ma le sue applicazioni non si limitano agli esseri umani, includono anche animali e piante. Ultimamente abbiamo notizia di diversi successi ottenuti con questa innovativa “scienza”, che cura a distanza …” Segue con indicazioni del convegno sul tema che si tiene a Roma il 30 aprile 2017: http://retedellereti.blogspot.it/2017/04/roma-30-aprile-2017-radionica-il-potere.html

Francia Italia – Scrive Paolo Cova: “I risultati delle presidenziali francesi rappresentano un momento politico importante che coinvolge anche il nostro Paese. Essi si incrociano con le imminenti primarie del PD, che costituiscono uno strumento superiore ad un click sul ‘mi piace’, ed avranno un’incidenza su scelte istituzionali e politiche di un futuro prossimo…”

Per un nuovo pensiero femminile – Scrive Giovanna Sorbelli: “Il nostro impegno per la creatività delle Donne, attraverso il Magazine Eudonna, non può farci dimenticare la vocazione del nostro circuito, che forse rappresenta l’originalità del nostro Progetto: far maturare la consapevolezza di un nuovo pensiero Femminile, che superi le contraddizioni della Parità, e che sia al tempo stesso intellettuale e politico, il secondo al servizio del primo, entrambi capaci di contaminare le menti delle Donne, anche oltre i confini nazionali… – Continua: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2017/04/roma-eudonna-per-un-nuovo-pensiero.html

E guerra sia! – Scrive Enrico Galoppini: “Per capire come mai gli Stati Uniti minacciano continuamente qualcuno (che ovviamente costituirebbe – secondo la loro astuta e martellante propaganda – una “minaccia” per loro ed i loro “alleati”) bisogna farsi una ragione del fatto che i popoli, anche quando lo sono sui generis come gli americani, hanno una loro peculiare psicologia. Avete voglia a raccontarvi la favola che tutto il mondo è paese e che buoni e cattivi sono equamente distribuiti per il pianeta. No, bisogna entrare nell’ordine d’idee di leggere la storia di questo particolare popolo che sono gli americani, di studiarne la loro ideologia ed interpretarne gli obiettivi per arrivare a vederci chiaro, e cioè che la loro psiche è molto diversa dalla nostra e che quella li porta ad aggredire sistematicamente gli altri popoli per rapinarli e piegarli ai loro disegni. E se quelli non si arrendono.. che guerra sia, tanto l’hanno voluta sempre gli altri!”

Memoria di un tempo che vive – Scriveva Roberto Sgaramella: “Avendo conservato dai miei studi il gusto del teatro, ho sempre ritenuto che il Circolo vegetariano VV.TT. fosse il miglior palcoscenico per coinvolgere gli ospiti stranieri nello svolgersi del Rito. Sì, antropologicamente parlando, si tratta del Rito primordiale: il pasto nel suo significato materiale e liturgico. Comunione e confronto sono i due ingredienti che lo distinguono da ogni altra forma rituale. Ed è quanto avviene tra i frequentatori del Circolo: comunione d’intenti e confronto d’idee, ovvero i due irrinunciabili ingredienti che modellano l’espressione della civiltà…” – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2014/04/26/21/

Il lato oscuro del “pacifismo” – Scrive Shankar Nath Baba: “Quando diranno: “Pace e sicurezza”, allora di subito una improvvisa rovina verrà loro addosso, come avviene alla donna incinta con le doglie; e non scamperanno affatto” (1° Tessalonicesi 5:3). Le soli petizioni dei preti rossi di Satana: disarmiamo le nazioni civili, così i terroristi potranno massacrarci più facilmente. Chesterton -un vero cattolico, non un finto-prete come Zanotelli- diceva che il pacifismo è sempre oggettivamente filo-dittatoriale. Per un motivo molto semplice. Se i dittatori si armano senza che nessuno possa impedirlo, i pacifisti che propagandano il disarmo nelle nazioni civili ovviamente contribuiscono a rendere il fronte sguarnito per la difesa contro i dittatori…”

Come il mondo sorge in esistenza… Il mondo nasce con la nascita dell’ “io sono” – …qual è il meccanismo concettuale dietro alla creazione del mondo? A questa domanda Nisargadatta Maharaj rispose in modo lucido e chiaro: la creazione del mondo, come apparizione nella coscienza, ha un decuplo aspetto: – Purusha (maschile o mente) e Prakriti (femminile o natura), il materiale psichico e fisico. – L’essenza dei cinque elementi fondamentali (visti come stati energetici): etere, aria, fuoco, acqua e terra, in continua e mutua frizione. – I tre attributi (o qualità): satva (armonia), rajas (attività), tamas (inerzia). Un individuo può pensare di essere lui stesso ad agire, in realtà il suo nome e forma non sono altro che l’espressione combinata dell’incontro fra questi fattori… – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2016/04/il-mondo-nasce-con-la-nascita-dell-io.html

La vita strana – Scrive Roberto: “La vita è anche fatta di appuntamenti mancati, cari Paolo e Caterina, anche quest’anno sono riuscito a non venire alla Festa dei Precursori, mannaggia… Mi sarebbe veramente piaciuto, insieme alla mia dolce Rosy essere presente lì con voi, ma lei con una tosse secca e stizzosa, io con ’sto cavolo di cuore che dopo 4 by pass ancora mi fa i capricci, abbiamo dovuto rinunciare all’evento. Va beh! C’era la mia forma astrale che volteggiava libera e felice sui cieli di Treia, anche se come diceva il grande Giorgio Gaber, nella sua canzone sul significato della parola libertà, è che la libertà è partecipazione quindi caro il mio me stesso cerca di stare bene e di essere presente al prossimo appuntamento. Capito!? Un abbraccione – P.S. Sapete un qualche rimedio efficace e naturale per la tosse secca?”

Rispostina di Caterina: “Latte caldo e miele!”

Treia. Resoconto della Festa dei Pecursori 2017 – Scrive Caterina Regazzi: “Molto lunga e intensa è stata questa edizione della Festa dei Precursori del Circolo vegetariano VV.TT., iniziata il 23 e conclusa il 25 aprile 2017. Come al solito io inizio queste giornate con un po’ di batticuore: chi ci sarà? chi non ci sarà? filerà tutto liscio? E, come al solito, tutto è andato nel migliore dei modi, grazie al senso di presenza e di partecipazione degli intervenuti. Tanto per cominciare, abbiamo la fortuna di avere due amici generosi e preziosi…” – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2017/04/26/treia-resoconto-della-festa-dei-precursori-dal-23-al-25-aprile-2017/

Ce l’abbiamo fatta! Ciao, Paolo/Saul

…………………………………..

Pensieri poetici del dopo Giornaletto:

“Ciò che ci piace è bello, ciò che non ci piace è brutto; ma il brutto nel giro delle cose tornerà ad essere bello, e il bello ad essere brutto; perciò si può dire che una sola anima penetra l’universo. Per questo il saggio venera l’unità”. (Chuang Tze)

…………………….

“Schiavo è colui che aspetta qualcuno che venga a liberarlo” (Ezra Pound)

Commenti disabilitati

Treia – Resoconto della Festa dei Precursori, dal 23 al 25 aprile 2017

Molto lunga e intensa è stata questa edizione della Festa dei Precursori del Circolo vegetariano VV.TT., iniziata il 23 e conclusa il 25 aprile 2017.

Come al solito io comincio queste giornate con un po’ di batticuore: chi ci sarà? chi non ci sarà? filerà tutto liscio? E, come al solito, tutto è andato nel migliore dei modi, grazie al senso di presenza e di partecipazione degli intervenuti.

Tanto per cominciare, abbiamo la fortuna di avere due amici generosi e preziosi, Aurora e Rossano, di Staffolo. Paolo li aveva contattati già da diverso tempo. Lei è una donna estremamente appassionata di erbe spontanee (e non) e della natura in genere, e ci ha accompagnati al mattino in una bellissima passeggiata erboristica in una strada proprio qui vicino al circolo nei pressi del lavatoio, ricchissima di piante.
L’immagine può contenere: 1 persona, persona seduta, bambino, pianta e spazio all’aperto
Avremmo potuto passare due ore buone nel primo metro, tanta era la ricchezza in biodiversità del luogo. Speriamo che l’amministrazione, grazie alla presenza anche del suo rappresentante per l’ambiente, Adriano Spoletini, sia sensibile alla tutela di questo patrimonio alla portata di tutti e che questo possa essere apprezzato e conosciuto sempre più dagli abitanti del luogo.

Comunque sia, la giornata era bella e soleggiata anche se fresca, i partecipanti interessati (cerco di nominarli tutti: Rossano, Simonetta, Fernando, Adriano, Lauretta, Danizete, Donatello, figlia, genero e nipotino, Silvana, Stefano e Mariagrazia, Mara Labanga con Matteo e Riccardo) e Aurora ci ha incantato scoprendo anche erbette apparentemente insignificanti, nascoste fra le altre, ma di quelle meno conosciute e appariscenti ci ha decantato proprietà e ha raccontato aneddoti. Ne nomino solo alcune: caccialepre, alliaria, cardi di veri tipi tra cui quello mariano, malva, da tutti conosciuta, strigoli, papavero, crepis, tarassaco, attaccavesti, gigaro o pandiserpe, vitalba, centocchi, senape e altre che in questo momento mi sfuggono. Anche Aurora è rimasta stupita di tanta biodiversità. Alla fine abbiamo avuto anche un incontro ravvicinato con alcune capre che soggiornano lungo un tratto della scarpata che risente alquanto negativamente della loro presenza.

Tornati indietro, ultime due chiacchiere e poi ci siamo divisi per il pranzo. Siamo rimasti in 9 e ci siamo avvicinati a casa, dove Paolo era rimasto per farci trovare il desco pronto e alcune cosette. Ma anche lì Aurora ha avuto modo di stupirci con le sue belle e buone preparazioni culinarie, tutte a base di piante spontanee e frutta da lei raccolte e lavorate. Non mancavano un vino aromatizzato con bacche di rosa canina e una bevanda al sambuco, fresca fresca dell’annata.

Poi siamo scesi al Circolo e lì piano piano ci hanno raggiunto diverse persone: Mavi, Umberto Rocchi, fitoterapeuta, Alberto Meriggi, il nostro amico storico che ci arricchisce ogni anno con le sue dotte dissertazioni in tema, Petra, la scultrice e potatrice di ulivi ed altro, Fabrizia e suo marito, Francesco Orazi, Antonello Andreani, musicista, ed in più alcuni che erano presenti nella mattinata e che sono ritornati. Mavi ha presentato il libro “Quaderno vegetariano con Gianni Rodari, in cui sono descritte le ricette fantastiche dell’Era Ecozoica.

Meriggi ci ha parlato degli esperimenti dell’Accademia Georgica sulla rotazione delle colture, sulla conoscenza delle erbe spontanee da parte dei contadini che le usavano come integrativo e della lavorazione della canapa a Passo di Treia. A rotazione poi ognuno dei presenti ha detto qualcosa di sé aggiungendo proprie esperienze sul tema erboristico.

La seconda giornata, 24 aprile 2017, è stata più tranquilla. La mattinata era libera, infatti Stefano e Mariagrazia sono andati a fare un giro a Macerata a prendere alla stazione Uphahar Anand e Ferdinando Renzetti (Fiordifango), i quali arrivavano uno da Riccione e l’altro da Pescara. Poi al pomeriggio è arrivato Felice (Rosario Colaci) che era stato invitato a presentare il suo libro, Non ho tempo per la fretta, dove sono raccolti circa 100 componimenti poetici sulla natura e sulla vita.

Felice aveva portato anche un campione delle sue innumerevoli produzioni: erbe secche per la preparazione di tisane (tiglio, biancospino, finocchio selvatico, melissa, ecc.) frutta secca (mele, cachi), caffè di ghiande e i suoi libriccini del Seminasogni, oltre naturalmente al suo libro. Ci ha raccontato qualcosa della sua vita e di come è nata questa vera e propria sua esigenza di scrivere poesie in rima.

La poesia e la musica sono stati gli ingredienti principali, chi ha suonato (Stefano Panzarasa, Antonello Adreani e Upahar), chi ha letto poesie (Paolo), chi ha raccontato qualcosa di sé. Io ho letto molto emozionata un paio di brani dal libro “la Figlia del Sarto” di Lucilla Pavoni, che, purtroppo, da un paio di mesi non è più con noi. E’ stato un pomeriggio “leggero” ed emotivamente molto coinvolgente. Il tutto è terminato, per chi è rimasto, con una cenetta a casa nostra.

La terza giornata, il 25 aprile 2017, è stata, almeno per me, alquanto impegnativa. Già tutto questo movimento di situazioni e persone mi aveva creato una certa apprensione ed alla notte non avevo dormito troppo bene. Al mattino c’è stato il laboratorio di ceramica neolitica condotto da Stefano Panzarasa nei locali della sezione dell’Auser Treia.

L’immagine può contenere: una o più persone, persone sedute, tabella, cibo e spazio al chiuso
Grandi e piccini si sono radunati durante il corso della mattinata nella stanza producendo un bel numero di statuine e piccoli contenitori. I manufatti sono rimasti poi quasi tutti qui da noi che nei prossimi giorni li porteremo ad Appignano, il paese dei coccetti, dove abbiamo preso contatto con la proprietaria di un laboratorio dotato di forno, disponibile a cuocerli.

L’immagine può contenere: una o più persone, persone sedute, albero, erba, spazio all’aperto e natura
E’ seguito un bel pranzo allestito egregiamente da Paolo (che di esperienza in proposito ne ha), a base di riso integrale, lenticchie in umido speziate ed insalata e arricchito dal farro di Michele Meomartino (che nel frattempo ci aveva raggiunto da Pescara), il tutto consumato nell’orto, sotto gli ulivi o sul muretto, all’ombra o al sole, allietati dalle note romantiche dei nostri amici cantori.

Non ho ancora detto che il pomeriggio del 25 aprile comprendeva la presentazione da parte di Mariagrazia Pelaia di alcuni libri di Marija Gimbutas (“La Civiltà della Dea”, primo e secondo volume e “Le Dee e gli Dei dell’Antica Europa”). Mariagrazia ha curato la traduzione di questi testi. Il mio compito era di fare da moderatrice forse però sarebbe stato meglio lasciare il compito a chi di queste cose ha più esperienza… Comunque la Tavola Rotonda ha avuto inizio: la Gimbutas era una archeologa e linguista lituana che studiò le culture del neolitico e dell’età del bronzo nell’antica Europa. Trovando in varie parti d’Europa reperti attribuibili allo stesso periodo (Neolitico) che raffigurano figure femminili in varia forma si è ipotizzato che una “Grande Dea” venisse adorata. Ho fatto un po’ fatica a capire, dato che sono quasi completamente digiuna di questo argomento, quale sia stato il contributo di queste scoperte nell’elaborazione dell’ipotesi (visto che all’epoca non c’era ancora la scrittura e quindi documenti scritti) dell’esistenza di una civiltà matristica (o, per chi preferisce il termine, matriarcale), che pure è ben conosciuta e trattata in vari ambiti.

Dopo l’intervento di Mariagrazia, che ha parlato della Gimbutas come di una “Precursora”, tanto per rimanere in argomento, si sono succeduti vari contributi, tra cui quello più in tema forse è stato quello dell’archeologo (classico) Enzo Catani. Altri interventi sono stati sviluppati, ognuno secondo le proprie conoscenze e propensioni.

Voglio nominare, perché erano state invitate appositamente per la “tavola rotonda” del pomeriggio, Patrizia Cavallo, una naturopata di Jesi; Maria Gemma Massi, studiosa di rune celtiche e di sciamanesimo e responsabile del gruppo Erbasacra di Ancona; Simonetta Borgiani del Comitato Treia Comunità Ideale, che ha parlato delle antiche sibille marchigiane, e Michele Meomartino della Rete Olistica Italiana che ha espresso apprezzamenti per il lavoro svolto da Mariagrazia Pelaia nel tradurre l’opera della Gimbutas. Tra gli altri c’erano anche Orietta di Ancona e Mara Labanga di Loreto con Matteo, un giovane e simpatico amico.
Il tema era sì la produzione della Gimbutas, ma secondo me, ci stavano bene anche propri punti di vista e di esperienze personali sul femminile o informazioni sulle dee femminili di stampo più locale (come le Sibille di Simonetta). Per finire Stefano Panzarasa, compagno di Mariagrazia, col suo intervento, ha riportato il discorso sul tema della civiltà della Dea.

Si era fatto tardi, si era creata una certa confusione, con vari discorsi incrociati, per cui siamo passati alla merenda a base di un buon dolce e biscottini con vino e tisana, il tutto condito anche da chiacchiere e convenevoli in libertà. Abbiamo proseguito la serata davanti ad una buona pizza con i pochi rimasti.
L’immagine può contenere: 1 persona

Per concludere, tornati a casa, si è tenuta una sessione dei bei canti proposti ed eseguiti da Upahar Ananad a cui ha partecipato anche un “ultimo arrivato”, Dimitri di Matelica.
Poi tutti a nanna, tutti più o meno toccati dall’intensità degli eventi!

Caterina Regazzi

Album fotografici:

23 aprile 2017: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10211906650172114&set=a.10211906661172389&type=3&theater

24 aprile 2017: https://www.facebook.com/caterina.regazzi/media_set?set=a.10211923183905447.1547250609&type=3

25 aprile 2017: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10211924853827194&set=a.10211927207806042&type=3&theater

……………………………….

Articoli collegati:

https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2017/02/24/treia-festa-dei-precursori-cominciamo-dal-primo-evento-la-passeggiata-erboristica-del-23-aprile-2017-con-aurora-severini/

http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/03/treia-24-aprile-2017-non-ho-tempo-per.html

http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/04/treia-festa-dei-precursori-2107.html

http://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Mariagrazia-Pelaia-presenta-a-Treia-La-Civilta-della-Dea-dell-archeologa-Marija-Gimbutas

Commenti disabilitati

Melting Pot, l’invasione aliena e l’auto-ghettizzazione della “walled community”

Lunario Paolo D'Arpini 26 aprile 2017

In un mondo in cui vi è stato imposto l’integrazione forzata con altre popolazioni profondamente diverse senza che mai il vostro governo vi abbia prima chiesto se effettivamente questa fosse la vostra più intima volontà, vi siete mai fermati a chiedervi qual’è invece il contrario dell’integrazione ?

Ve lo dico io si chiama autoghettizzazione, ne sanno qualcosa gli americani che l’hanno inventata e implementata prima di tutti, alla faccia quindi che il diverso è bello e piace.

Dopo l’ennesimo attentato terroristico di matrice islamica in Europa, a cui ne seguiranno purtroppo molti altri ancora, dopo l’escalation di disagio popolare che molte istituzioni faticano ormai a contenere, si perde ormai il numero di sindaci che respingono alle prefetture i cosiddetti finti profughi assegnati d’ufficio ai vari comuni italiani, qualcuno inizia a guardare avanti pensando a come difendersi o come fuggire da tutto questo.

Purtroppo con una nazione drogata e plagiata da questa vile deriva aberrante di stampo cattocomunista, per la maggior parte della popolazione il futuro è tutt’altro che roseo. Ci sono lettori che mi scrivono chiedendo che cosa possono fare per i loro figli: pensate prima a voi stessi ed auspicate che la vostra discendenza sia dotata di geni atti a non farsi sopraffare; il titolo di studio, tranne qualche caso isolato, non servirà a nulla, anzi magari li schiaccerà ancora più in basso a dove si trovano ora.

Ma ritorniamo sui primi passi, come dicevo l’unica soluzione fai da te che si può per adesso implementare per proteggersi e per proteggere la propria famiglia è l’autoghetizzazione ossia ritirarsi a vivere all’interno di comunità residenziali chiuse dal resto del mondo.

Detta così sembra stia parlando di un altro pianeta in realtà si tratta di aree residenziali molto peculiari, riservate ad una fascia della popolazione generalmente benestante che predilige uno stile di vita in cui determinate minacce, rischi e pericoli sono completamente assenti.

Tecnicamente si chiamano gated community oppure anche walled community ossia nuclei residenziali recintati e monitorati. In Italia non sono ancora presenti in misura massiva, ma basta aspettare e lo diventeranno presto.

Dopo due anni di valutazioni e considerazioni personali anch’io ho scelto di andare a vivere in una struttura residenziale di questo tipo. Esistono in tutto il mondo occidentale, si va dal Messico a Cipro, dalla Spagna agli USA: rappresentano complessi urbani solitamente molto distanti dalle aree metropolitane, caratterizzati da grandi spazi verdi e vegetazione lussureggiante, molti di essi anche per ragioni di marketing sono ubicati in prossimità di aree costiere, ma mai a ridosso del mare, questo per evitare la massa, il rumore o i tipici fastidi che si hanno quando si vive a stretto contatto con persone appartenenti alle fasce economiche più basse (low class people).

Queste gated community che solitamente sono costruite all’interno di grandi campi da golf sono dotate di un servizio di vigilanza e polizia privata: per entrare o uscire dalla comunità si deve passare per un check point vigilato giorno e notte in cui vengono registrati e monitorati gli accessi dei visitors ossia gli ospiti dei residenti. Ogni residence community al proprio interno è molto simile ad un piccolo paesino all’italiana, è presente tutto quello che serve per vivere senza pensieri, supermercato, pub, palestra, ogni sorta di impianto sportivo, scuola primaria, clinica medica, veterinario, boutique, wine bar, sportello bancario, edicola, parrucchiera, estetista, un ventaglio di ristoranti ed in taluni casi anche una chiesa (cappella privata).

Le auto circolano all’interno della comunità al massimo dei 30km orari ed in ogni caso vige un sistema di telecamere interno per sanzionare eventuali infrazioni, ognuno ha il proprio parcheggio numerato e coperto davanti casa sotto le fronde di qualche salice o betulla cosi che non si impazzisce a cercare un posto in cui lasciare l’auto, tutta la community si sviluppa attorno a sentieri immersi nel verde e viali per piste ciclabili o passaggi pedonali di modo che tanto persone anziane quanto bambini possono girare liberamente senza angoscia per i rispettivi genitori.

Non ci sono spacciatori, violentatori, scippatori o balordi per i viali interni. Qui viene il bello che dimostra quanto l’integrazione forzata sia la più grande menzogna di questo secolo propagandata in Italia dal PD & Company: chi se lo può permettere si autoghettizza ossia si ritira a vivere in queste tipologie di enclave residenziali in cui state certi non vedrete mai islamici, asiatici, diversamente bianchi o sovietici.

Tasso di criminalità interno pari allo zero per cento. Potete lasciare la vostra mountain bike da mille euro in giardino o al parcheggio del supermarket interno senza catenaccio, tanto non ve la tocca nessuno. La notte potete dormire senza serrare la porta di ingresso tanto nessuno si sogna di entrare. La vigilanza gira (con molta discrezione) armata giorno e notte, non c’è posto al mondo in cui ti puoi sentire più sicuro. Tecnicamente siete in una fortezza wasp. Questo acronimo sta per white anglo saxon protestant ed era utilizzata un tempo per indicare un cittadino statunitense discendente dei colonizzatori originari inglesi, non appartenente quindi a nessuna delle tradizionali minoranze etniche (afroamericani, ispanici o asiatici). Oggi invece è utilizzata per indicare la cultura e il modo di vita di gruppi circoscritti di persone, generalmente bianchi cristiani benestanti di origine nord europea, conoscitori della lingua inglese, stanziatisi a vivere in altri paesi da quello loro nativo.

Molte di queste gated community che arrivano ad accogliere nella generalità dei casi oltre cinquemila persone possono anche essere sono concepite come retirement village ossia complessi residenziali per accogliere ed ospitare anziani pensionati autosufficienti: la Florida ha creato un business unico al mondo attorno a queste realtà.

In Europa abbiamo il Portogallo, con la regione dell’Algarve che ha fatto copia e incolla. Le comunità sono chiuse su se stesse per definizione: per acquistare una proprietà immobiliare (villetta indipendente, appartamento, casa a schiera) dovete essere ammessi dal consiglio di amministrazione della community, presentare determinate credenziali personali e avere referenze professionali, questo con lo scopo di proteggere e tutelare chi ha già scelto di viverci prima di voi quanto chi ha deciso di effettuare eventualmente un investimento immobiliare.

Cosi facendo si evita ad esempio che possano entrare come residenti in pianta stabile nella comunità persone generalmente non gradite alla moltitudine. L’approccio può sembrare discriminatorio o a sfondo razzista in realtà rappresenta tanto una forma di difesa quanto una espressione di libertà assoluta ossia voglio essere libero di scegliere con chi vivere e di chi avere a fianco come vicino di casa.

Questa è la motivazione principale che spinge ad effettuare queste scelte di vita radicali. Come italiani invece siamo ormai da più di tre anni che abbiamo persone all’interno delle nostre farlocche istituzioni che decidono per voi proclamandosi detentori della verità assoluta ed obbligandovi ad accettare la ricchezza culturale (chiamiamola cosi) di genti disperate che arrivano nel nostro paese con la certezza di andare alla fiera della cuccagna. Molti lettori mi scrivono chiedendo dove possono andare a vivere via dall’Italia per scappare da questo contesto delirante, tuttavia la risposta non è data da una nazione in sé ma dal come vorrete vivere all’interno di quel paese prescelto. L’escalation di terrorismo islamico ed una voluta immigrazione/invasione non controllata sono appena all’inizio. In questi termini la gated community (leggasi fortezza wasp) specie se avete figli ancora in tenera età, vi potrà aiutare a superare questa epoca di follia generazionale nella consapevolezza che il futuro difficilmente potrà essere migliore di adesso.

Commenti disabilitati