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Treia: in conclusione, Borsacchio: incontro CIR, Marche: piccoli passi, RAI ad usum renzi, carta colorata e dominio mondiale, olocausto animale…

paolo alla finestra

Il Giornaletto di Saul del 2 agosto 2015 – Treia: in conclusione, Borsacchio: incontro CIR, Marche: piccoli passi, RAI ad usum renzi, carta colorata e dominio mondiale, olocausto animale…

Care, cari, ieri sono arrivati anche mia figlia Caterina con i nipotini Matteo e Massimo. Stamattina presto Ettore se ne torna in Toscana. Gente che va gente che viene. Questi giorni a Treia c’è grande movimento. Stasera la festa della Disfida col Bracciale si conclude con i fuochi d’artificio… e poi anche questa sarà fatta!

Treia. La Disfida del Bracciale si conclude – Scrive Caterina Regazzi: “… abbiamo assistito ai vari incontri organizzati nell’ambito delle manifestazioni della Disfida del Bracciale: visita al Museo archeologico e alla Pinacoteca con intermezzi di recite in tema, per la regia di Victor Carlo Vitale. Queste piccole rappresentazioni sono veramente deliziose, i ragazzi che recitano sono bravissimi, i costumi sono molto belli ed il tutto si svolge in un clima pieno di gioia e divertimento, alleggerendo le spiegazioni sugli oggetti, statue, lapidi, manufatti, quadri da parte della pur bravissima e gentile guida. Anche lo stomaco non deve patire ed infatti prima della seconda performance, quella alla Pinacoteca comunale, c’è stato un buffet con vini locali pregiati, calcioni e ravioli. Assistendo a queste recite mi si è acceso il desiderio di partecipare anche alla prossima manifestazione su Dolores Prato, nei luoghi in cui lei, bambina, fu presente, come ci ha anticipato la assessora Edi Castellani…” – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2015/08/01/treia-1-agosto-2015-il-racconto-del-giorno-prima-mentre-la-disfida-del-bracciale-continua/

Consiglio sociale – Scrive V.Z.: “10 persone allineate e concordi valgono di più di 90 disallineate e discordi, basti pensare all’esempio della formazione a testuggine. Questo è il motivo per cui il “peso” politico di un gruppo non dipende semplicemente dalla sua numerosità. Gruppi meno numerosi ma molto organizzati contano di più di gruppi maggiormente numerosi ma disorganizzati…”

Roseto degli Abruzzi. Incontro – Scrive CIR: “L’incontro del CIR si svolgerà dal 3 al 9 Agosto 2015 sulle Rive del Mar di Itaka, un progetto Permaculturale nella Riserva Naturale del Borsacchio a Roseto degli Abruzzi nella provincia di TerAmo dove vive una Comunità Diffusa. Il tema affrontato è: RIABITARE = CUSTODIRE..” – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2015/08/borsacchio-roseto-degli-abruzzi-dal-3.html

Italia sfregiata – Scrive V.S.: “L’Italia è sempre più brutta, sfregiata dal proliferare di pale eoliche e pannelli fotovoltaici montati ovunque che devastano il paesaggio, talvolta anche aggredita da uno Stato violento che non sa tutelarla.”

Marche. Piccoli passi verso la meta – Scrive Barbara Archeri: “Il mese di luglio 2015 è stato abbastanza fecondo per i comitatinrete. Confermate in modo definitivo e con la revoca delle autorizzazioni le vittorie di Fano Tombaccia, Fano Monteschiantello e Montefelcino. I tre impianti a biogas, mai decollati, sono seppelliti. Significativo successo a Sassoferrato, località Montelago, l’impianto eolico trova il no della Sopraintendenza…” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2015/08/marche-comitati-in-rete-buoni-seme.html

Curdi. Il genocidio continua – Scrive A.G.: “..un popolo di 40 milioni di curdi, è l’unico popolo al mondo, così numeroso, a non avere un proprio Stato…..E’ stanziato nella vasta regione del Kurdistan che fu smembrata e posta, per volontà delle potenze vincitrici della I Guerra mondiale, dopo lo scioglimento dell’Impero Ottomano, sotto il dominio di Iran, Irak, Siria e Turchia……La persecuzione di questo grande e fiero popolo sembra non finire mai. Ancora oggi bombardieri turchi fanno strage di curdi innocenti che hanno la sola colpa di rivendicare la propria libertà dal tiranno Erdogan, sorretto nel paese da una maggioranza islamica, il quale, facendo finta di bombardare postazioni ISIS, bombarda postazioni del PKK curdo…”

Riforma RAI. Ad usum renzi – Scrive Adriano Colafrancesco: “Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media”, disse Licio Gelli. Il piano di rinascita democratica (detto anche programma di rinascita nazionale o semplicemente il Piano) era una parte essenziale del programma piduista e consisteva in un assorbimento degli apparati democratici della società italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avrebbe avuto al suo centro l’informazione…” – Continua:
http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2015/08/olocausto-animale-e-la-pieta-negata.html?showComment=1438456522668#c764415363513677566

Viterbo. Vandali al Bullicame – Scrive Giovanni Faperdue: “Nella notte di venerdì 31 luglio, alcuni vandali sono penetrati all’interno del recinto del Parco del Bullicame di Viterbo ed hanno ostruito ad arte, lo scarico della vasca grande. Per entrare i malviventi hanno praticato un buco nella rete della recinzione. I vandali hanno inserito all’interno del tubo di scarico delle vasca grande, pietre e stracci con l’intenzione di renderla inutilizzabile. C’è voluto un lavoro di qualche ora di alcuni volenterosi bagnanti per rimuovere il “tappo”, e rendere ancora funzionale lo scarico”

Carta colorata e dominio mondiale – Scrive Claudio Martinotti Doria: “I detentori del potere monetario, finanziario, economico (che nel mondo corrispondono essenzialmente e cumulativamente ad una dozzina di dinastie), cui il potere politico è totalmente sottomesso e semplice servitore, hanno elaborato nel corso degli ultimi secoli, a partire dalla creazione della Banca d’Inghilterra (fine ‘600), ed in particolare negli ultimi decenni, un sottile ed efficacissimo sistema per schiavizzare la popolazione senza che questa se ne renda conto, anzi infondendo l’illusione di libertà…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2015/08/01/l%E2%80%99attuale-sistema-monetario-e-finanziario-ci-ha-reso-schiavi-che-si-illudono-di-essere-liberi-%E2%80%A6/

Senso di colpa – Scrive Paolo Buttiglieri: “il senso di colpa attanaglia l’occidente: vergogna di nutrirsi di animali, vergogna di respingere invasori clandestini, vergogna è l’essenza della cultura cattolica di cui siamo imbevuti fin dalla nascita”

Olocausto animale e la pietà negata – Scrive Franco Libero Manco: “…ciò che mi sconvolge, che mi fa impazzire, che devasta il mio equilibrio e valica ogni mia possibile giustificazione è che l’olocausto animale avviene con l’avallo, la giustificazione e la benedizione della maggior parte delle religioni, specialmente quelle di ceppo ebraico, e di ogni educatore religioso che ne fa parte. Ed io ne provo vergogna e orrore ad essere della stessa specie di coloro giustificano questo stato di cose…” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2015/08/olocausto-animale-e-la-pieta-negata.html

Commento di Joe Jo Bass: “Beh , secondo Biglino, traduttore dall’Ebraico dell’Antico Testamento, per conto della Casa Editrice San Paolo, Yawhe era un essere originario di un altro pianeta, un Elohim (ce n’erano altri; Lui stesso diceva di sé “Io sono UN Dio geloso”… geloso di chi , se fosse stato l’ unico Dio?); l’odore di carne bruciata  di animali, o anche di umani, figli primogeniti) gli produceva una sensazione di benessere da endorfine. La piastra che si vede bene nel disegno, sul petto del sacerdote, era sembra quasi costruita su specifici dettami, descritti nell’Antico Testamento, per proteggere il corpo del sacerdote (Aronne ) da radiazioni e/o fenomeni elettromagnetici; ha infatti molta somiglianza con una “Gabbia di Faraday”; e, sempre come si vede in foto, l’Elohim doveva sapere che qualcuno gli si si stava avvicinando, perciò come si vede la veste era munita di tintinnanti campanelli. Sembra fantascienza, ma tutto assume una Sua logica, sotto quel punto di vista…” – Continua in calce al link segnalato

Commento di L.P.: “Il Signore ha fatto una piccola parte degli uomini a Sua immagine e somiglianza. Gli altri li ha fatti a somiglianza di. satana”

Contiamo di esserci anche domani, ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Man mano che la libertà politica ed economica diminuisce, la libertà sessuale ha tendenza ad accrescersi a titolo di compensazione. E il dittatore sarà ben accorto a incoraggiare questa libertà. Aggiungendosi al diritto di sognare sotto l’influenza della droga, del cinema, della radio, essa contribuirà a riconciliare costoro con la schiavitù che è il loro destino” (A. Huxley)

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L’attuale sistema monetario e finanziario ci ha reso schiavi che si illudono di essere liberi …

banca d'inghilterra

I detentori del potere vero, cioè monetario, finanziario, economico (che nel mondo corrispondono essenzialmente e cumulativamente ad una dozzina di dinastie), cui il potere politico è totalmente sottomesso e semplice servitore, hanno elaborato nel corso degli ultimi secoli (potremmo concepirne l’inizio con la creazione della Banca d’Inghilterra alla fine del ‘600) ed in particolare negli ultimi decenni, un sottile ed efficacissimo sistema per schiavizzare la popolazione senza che questa se ne renda conto, anzi infondendo l’illusione di libertà.

Spesso sentiamo parlare dell’1% che detienem e controlla la ricchezza contro il 99% che la crea con il proprio lavoro ma non la detiene. E come giustamente ed ironicamente rilevato nel video proposto da Messora, la situazione non muta mai , sia perché non c’è consapevolezza, la gente e volutamente tenuta all’oscuro, nell’ignoranza economica più totale, e quindi non può neppure lontanamente percepire i meccanismi truffaldini che sono stati elaborati per “schiavizzarli”, ma soprattutto perché il 99% ambisce ad entrare a far parte dell’1% dei privilegiati, disposti a fare qualsiasi cosa per riuscirci, ed anche questa ambizione è indotta artificialmente e continuamente alimentata. Perché è funzionale al sistema.
In linea di massima le cose stanno così, ma le proporzioni sono ben diverse, la vera ricchezza è nelle mani non dell’1% ma semmai dello 0,1‰
Sono in pratica quegli individui cui i detentori del potere reale ai vertici della piramide (la dozzina di famiglie cui ho fatto cenno) hanno nel tempo consentito di avvicinarsi sempre più alla “stampante monetaria” ed al suo complesso sistema di partecipazione distributiva elitaria.
Come in una qualsiasi struttura gerarchica, pensiamo ad esempio all’Esercito, ci sono un’infinità di gradi, ogni volta che si attuano delle riforme i gradi anziché ridursi aumentano, ne inventano di nuovi, in modo da accontentare sempre più persone della struttura dando loro dei piccoli riconoscimenti per la loro fedeltà e lealtà al sistema. A volte si perviene persino al ridicolo o patetico, sembra poco intelligente ma è efficace, è funzionale al sistema, ne garantisce il protrarsi e consolidarsi, così come le decorazioni, le medaglie, le insegne, le onorificenze, ecc., tutto concorre ad ipnotizzare e schiavizzare rendendoci utili idioti.
Riprendendo la metafora o paradigma dell’Esercito, diciamo che la massa è nella sezione Truppa, Graduati e Sottufficiali (la base della piramide); poi c’è una significativa minoranza di ufficiali inferiori e superiori che godono già di un discreto benessere, e poi si passa agli Ufficiali Generali, fino al Capo di Stato Maggiore della Difesa. Diciamo che dagli Ufficiali Generali in su siamo pressappoco nell’un per diecimila di cui accennavo sopra. Sono già i privilegiati, hanno redditi, fringe benefits, e sensazione di potere (i primi gradi percettivi, una specie di corsia preferenziale per poi pervenire al “delirio di onnipotenza”, apoteosi dell’Ego) che già li fanno sentire esseri superiori.
In realtà sono ancora dei semplici servitori, un assistente qualsiasi di un manager di una multinazionale di quelle contano (quelle in cima alla piramide) li può umiliare, stroncarne la carriera e far trasferire in qualsiasi momento o far “suicidare” (come spesso accade quando si infrangono le regole non scritte o si diventa un pericolo).
Ed ovviamente per accedere all’ambito ruolo di servitori dell’élite (camerieri e maggiordomi) esiste una modalità di accesso consuetudinaria (non scritta e regolamentata), una sorta di censura selettiva che impedisce ai soggetti privi dei necessari requisiti, e che potrebbero divenire intemperanti, impertinenti e pericolosi, di venire integrati nel sistema, nonostante i loro sforzi prostitutivi, adulativi, di captatio benevolentiae.
Come una volta e per molti secoli era impossibile accedere al rango della nobiltà se non si nasceva nobili (almeno finché la classe mercantile approfittando della debolezza militare ed economica della nobiltà e dei regnanti ha iniziato a comprare i titoli), se non si nasce in certe famiglie, se non si lavora per certe multinazionali o banche d’affari, se non si è studiato in certi atenei, se si è privi di certe “referenze”, ecc., non si hanno speranze di accedere in quell’élite di servitori dei padroni del vapore e soprattutto non si fa carriera.
Quindi il sistema è saldo, a tenuta stagna, impermeabile. Non si può scalfire, lo si può solo svelare, rendere meno opaco.
Individualmente si può solo cercare di non divenirne mai complici, nei limiti del possibile. E credetemi, è già molto impegnativo.
Dedicatevi a questi argomenti, sono quelli primari, sono quelli che condizionano tutto il resto nel corso dell’esistenza umana, compresa la salute

Cav. Dott. Claudio S. Martinotti Doria www.cavalieredimonferrato.it claudio@gc-colibri.com

la redazione

Per saperne di più sul vero e principale problema che opprime l’umanità (in particolare quella cosiddetta “Occidentale”), cioè su come funziona il sistema monetario e finanziario e le banche (soprattutto quelle Centrali, che a loro volta sono controllate da quelle private), vi consiglio di dedicare il tempo necessario (sono interventi sia video che scritti piuttosto lunghi ma ne vale certamente la pena) per vedere, ascoltare, leggere i seguenti due recentissimi interventi on line (entrambi di fine luglio 2015):

- Sul blog Byoblu di Claudio Messora http://www.byoblu.com/ : La creazione del denaro � Marco Saba vs Giovanni Zibordi, vedere il video e poi leggere tutti i commenti: http://www.byoblu.com/post/2015/07/28/la-creazione-del-denaro-marco-saba-vs-giovanni-zibordi.aspx

- Su Il Corriere delle Regioni http://www.ilcorrieredelleregioni.it/ leggere il lungo intervento tecnico dell’Avv. Marco Della Luna “I MUTUI BANCARI SONO UNA FRODE: COME DIFENDERSI”, http://www.ilcorrieredelleregioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6316:mutui-bancari-sono-una-frode&catid=40:economia&Itemid=57 compresi i commenti

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L’acqua alla gola, grande usura, l’eurotassa che piace, natura amica, disastri ambientali, anche l’Islam ha avuto un periodo aureo

acqua alla gola

Il Giornaletto di Saul del 1 agosto 2015 – L’acqua alla gola, grande usura, l’eurotassa che piace, natura amica, disastri ambientali, anche l’Islam ha avuto un periodo aureo

Care, cari, quando l’acqua è alla gola si impara a nuotare… Quando le operazioni speculative di compravendita vanno bene le banche e gli istituti finanziari guadagnano moneta legale, che convertono in beni reali, arricchendosi. Quando le cose vanno male e le banche accumulano perdite, i governativi regalano loro soldi pubblici per ripianare le perdite. In questo modo la popolazione è fiscalmente incastrata a lavorare per arricchire i banchieri, costi quel che costi… (Vincenzo Zamboni) – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2015/07/economia-delle-contingenze-quando.html

Laicità e sincretismo – Scrive Joe Jo Bass a commento dell’articolo http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2015/07/laicita-e-sincretismo-in-alternativa.html -: “I principi dell’Etica (Ama il prossimo Tuo come Te stesso, non rubare, non ammazzare, non dire falsa testimonianza; vivi in una famiglia in un gruppo in uno stato) li imparai da bambino, a catechismo. Nessuno di Voi ha notato che l’Etica Cristiana, pur criticabile, imperfetta come ogni cosa umana, è via via scomparsa, e sono aumentati nel contempo i seguaci del ruba ed arraffa, gli scandali pubblici, la maleducazione, gli sprechi, il menefreghismo… L’ Etica cristiana faceva da “collante” da malta cementizia. Via via pezzi di muro dello Stato, della Società son divenuti pericolanti o caduti. L’educazione va insegnata da piccoli, e l’etica pure. Il Crocifisso era un po’ il simbolo del sacrificio dell’uno per l’ altro. Tolto quello avanza il nulla…”

Mia rispostina: “Una nuova consapevolezza “etica” e spirituale deve sorgere nell’umanità aldilà di ogni religione. Questa consapevolezza deve essere propria di ogni essere umano e non “una consuetudine” sociale”

Grande Usura. Se un poeta ne capisce più di un economista – Scrive Francesco Lamendola: “..dai tempi di Pound, i meccanismi dell’usura mondiale si sono enormemente perfezionati e ulteriormente ramificati, per esempio con la creazione delle agenzie di “rating”, vere e proprie centrali di potere finanziario “terroristico”, dai cui verdetti dipende la sorte di immense somme di denaro, spostate a vantaggio o a svantaggio non solo di singole imprese e società, ma di intere nazioni sovrane (o che s’illudono di essere ancora sovrane); e che il suo appello, pertanto, non ha perso nulla della sua drammatica urgenza, al contrario, è divenuto questione di vita o di morte…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2015/07/31/ezra-pound-e-la-grande-usura-se-un-poeta-ne-capisce-piu-di-un-economista/

Mobilitazione contro la NATO – Scrive Alex Zanotelli: “l’Italia gioca un ruolo cruciale per la NATO. A Napoli è stato da poco inaugurata una sede NATO a Lago Patria con 1.500 militari. A Sigonella (Catania) entrerà in funzione il sistema Ags definito da M. Dinucci “il più sofisticato sistema di spionaggio elettronico, non in difesa del territorio dell’Alleanza, ma per il potenziamento della sua capacità offensiva fuori area, soprattutto in quella medio-orientale.” Per di più nel 2016 Sigonella diventerà la capitale mondiale dei droni. E per pilotare i droni, entrerà in funzione nella vicina Niscemi, il sistema MUOS di telecomunicazioni satellitari..” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2015/07/31/mobilitazione-generale-contro-la-nato-appello-di-alex-zanotelli/

Emersione di querela contro renzie e boldrini e grasso – Scrive Orazio Fergnani: “LA QUERELA DEPOSITATA IL 2 AGOSTO DEL 2014 MA INSPEGABILMENTE EMERSA AGLI ONORI DELLA CRONACA LUNEDI 27 LUGLIO 2015 (http://www.affaritaliani.it/politica/napolitano-renzi-boldrini-grasso-denunciati-377137.html) SU AFFARI E FINANZA DEL GRUPPO DE ” IL SOL 24 ORE” (QUOTIDIANO DI CONFINDUSTRIA). MA NOI INTUIAMO IL PERCHE’…”

L’eurotassa che “piace” – Scrive Maurizio Monti: “Ero nello studio di un apprezzato notaio svizzero, un paio di settimane fa. C’era un gruppo di imprenditori, svizzeri, che parlavano dell’Europa, facendosi delle gran risate. Una volta, questo, mi succedeva con l’Italia, e me ne dispiaceva. Ora la dimensione è diversa. Ora è l’Europa a suscitare le più grasse risate al resto del mondo. Sappiate che fra non molto l’Europa obbligherà l’Italia, la patria del parmigiano, e non solo, a consentire di produrre il formaggio con il latte in polvere. Così capirete meglio quanto è buono il formaggio svizzero e che grasse risate si stanno facendo là….” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2015/07/schaueble-e-leurotassa-che-piace-ai.html

Pavullo olistica – Scrive Zelia Reggianini: “Con il patrocinio del Comune di Pavullo nel Frignano si svolge la terza edizione di Pavullolistica, 1 e 2 agosto 2015, dalle 11 alle 23 presso Palazzo Ducale – Via Giardini, 3 – Pavullo nel Frignano (MO)”

Province critiche – Scrive Aldo Nardini: “Province: l’allarme della Corte dei Conti. “La situazione è critica, per certi versi emergenziale”. La causa? Gli effetti della riforma Renzi”

Vivere a contatto della natura aiuta – Ambienti verdi migliorano il funzionamento del sistema immunitario, mentre gli ambienti poveri di natura sono associati a più alta incidenza di mortalità. E, come se non bastasse, in ambienti poco verdi si riscontrano tassi più elevati di aggressività e violenza. Chi invece vive a contatto con la natura è più generoso e socievole; percepisce maggiormente i legami di vicinato, sente un più forte senso di comunità e di fiducia reciproca ed è più disponibile ad aiutare gli altri… – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2015/07/31/vivere-a-contatto-della-natura-e-salutare/

Commento di Marilena: “permettetemi di sorridere a questa convinzione espressa: io abitavo in città e avevo legami solidali, poi sono arrivata in campagna, in mezzo al verde,tra gente rurale: ebbene, qui ho conosciuto da vicino gli aspetti più egoistici e faziosi, ho conosciuto il razzismo verso il forestiero, le lotte per i confini, le invidie, l’ignoranza, ecc. ecc. Fatico a restare umana. Naturalmente estraendo da questo ambiente “naturale” ci sono in esso uomini eccezionali, solidali, altruistici, non razzisti ecc. ecc., ma non perchè sono influenzati dalla natura che li circonda, ma perchè hanno fatto un percorso di vita consapevole, come quelli che vivono in città. Io sono la stessa che è nata in campagna, ha vissuto in un piccolo paese per 16 anni, poi 15 anni a Milano, poi 15 anni in una cittadina, per arrivare in collina a fare l’agricoltore: la realtà più cruda l’ho incontrata qui. io resto sempre la stessa, come tutti gli uomini in gamba che ho incontrato sul mio cammino. Per favore, smettiamo di idealizzare la natura e i contadini, finiamola con le categorie”

Mia rispostina: “all’inizio la situazione è come l’hai descritta tu, cara Marilena, il fatto è che le comunità rurali sono molto sospettose nei confronti dei nuovi venuti, occorre fare uno sforzo aggiuntivo per aprirsi ed integrarsi… poi tutto va bene, credimi!

Milano. Tocca darsi una mossa – Scrive Amalia: “Il 29 novembre 2015 a Parigi ci sarà il vertice sul clima. Si riuniranno i capi di tutti gli Stati per decidere come abbassare drasticamente i gas nocivi. Dalle misure e decisioni che prenderanno dipenderà il futuro del pianeta. Mi piacerebbe che anche a Milano associazioni, gruppi, persone organizzassimo un evento. Info. amalia.navoni@fastwebnet.it”

Disastri ambientali innegabili – Scrive Michele Rallo: “Il disastro ambientale è reale ed innegabile, e non è certo un’invenzione di complottasti o di fondamentalisti dell’ecologia. I segnali sono tanti, e gravissimi: il “buco nell’ozono”, lo scioglimento dei ghiacciai, il surriscaldamento della crosta terrestre, innanzitutto; ma anche i fenomeni climatici estremi che sempre più frequentemente funestano intere regioni..” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2015/07/alterazione-dellecosistema-terrestre.html

Milano. Via al taglio degli olmi – Scrive Luigi Caroli: “Lunedì 3 agosto, partendo da piazza Diocleziano alle 7,30 e proseguendo nei giorni successivi fino a Monteceneri, gli olmi di Mac Mahon verranno tagliati! Ventinove sono stati già condannati a morte immediata (per i restanti si vedrà) SENZA ACCETTARE il minimo contraddittorio.
E’ una balla colossale – smentita dalla relazione tecnica del progetto esecutivo – che avessero sollevato i binari! ATM ha deciso di procedere – senza ascoltare i consigli dei competenti ed eventualmente dei consiglieri di zona. Info. ste72mi@yahoo.it”

Anche l’Islam ha avuto un periodo aureo – Scrive Arabcomint: “L‘epoca d’oro dell’Islam, con il fiorire straordinario della scienza, dell’arte, della cultura, rappresenta una delle ere più importanti per lo sviluppo del pensiero umano. La religione islamica ha avuto il grande merito storico di avere sempre incoraggiato l’uomo a perseguire il sapere e la scienza in ogni campo dello scibile. I dotti musulmani erano spinti a raggiungere questi traguardi dai versetti del Corano e dalle parole del Profeta, che asserì: Cercate la conoscenza fino in Cina” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2015/07/anche-lislam-ha-avuto-un-periodo-aureo.html

Anche l’Islam è composto da esseri umani, santi e poeti, come tutte le altre religioni del mondo. Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

Hanno detto: “Da ogni parte c’è la luce di Dio”. Ma gridano gli uomini tutti :”Dov’è quella luce?” L’ignaro guarda a ogni parte, a destra, a sinistra; ma dice una Voce: “Guarda soltanto, senza destra e sinistra!”. (Mevlana Jalaluddin Rumi)

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Ezra Pound e la grande usura – Se un poeta ne capisce più di un economista

Lunario Paolo D'Arpini 31 luglio 2015

Ezra Pound

Ezra Pound era un poeta: e i poeti, qualche volta (non sempre) vedono più lontano degli specialisti e dei “tecnici”, siano essi specialisti e “tecnici” della politica, dell’economia, della finanza, e perfino della scienza.
Quel che Pound aveva visto con folgorante chiarezza, pur nella modestia della sua cultura economica e finanziaria, era una cosa fondamentale, che, strano a dirsi, continua a sfuggire a molti economisti e a molti esperti del mondo finanziario; a meno che non sfugga loro intenzionalmente: ma allora ci troveremmo in presenza non di specialisti e di “tecnici” che, per un eccesso di specialismo, tecnicismo e riduzionismo, hanno perso di vista l’insieme, ma, molto più semplicemente e banalmente, di corrotti e traditori, che hanno venduto l’interesse generale in cambio di vantaggi personali. In breve, Pound si era reso conto che l’intera storia del mondo moderno è la storia di una lotta continua, incessante, senza quartiere, fra l’usura e il lavoro; guerra combattuta talvolta con le armi, più spesso con i tassi d’interesse sui prestiti che le banche concedono ai privati e perfino agli Stati sovrani, i quali ultimi, in cambio, cedono gradualmente quote della loro sovranità, indebitandosi sempre di più e accumulando un peso debitorio che, alla fine, li mette completamente alla mercé dei creditori.

Oggi la cosa è divenuta talmente palese, che anche l’uomo della strada ha finito per rendersene conto, o, quanto meno, per averne una certa qual consapevolezza, e sia pure incompleta e superficiale, sia pure priva di adeguati riscontri e conoscenze puntuali; negli anni Trenta del XX secolo ciò poteva anche non essere altrettanto evidente, specialmente per un poeta. Quel che aprì gli occhi a Pound non fu la crisi del 1929 in se stessa, ma la “scoperta” degli antichi statuti del Monte dei Paschi di Siena: di una banca, cioè, sorta proprio allo scopo di concedere prestiti a interesse moderato, e mirante non all’arricchimento sfrenato mediante il nodo scorsoio dell’usura nei confronti del debitore, ma avente lo scopo preciso di sostenere il piccolo commercio e la piccola impresa, di sostenere i singoli e le famiglie in difficoltà, in modo da promuovere, o contribuire a promuovere, il benessere e l’attività produttiva dell’intero corpo sociale.

Nella loro saggezza, i fondatori del Monte dei Paschi di Siena, nel tardo XV secolo, avevano visto e compreso che nessun privato e nessun gruppo sociale possono progredire e avvantaggiarsi, quando l’intera popolazione soffre nelle strette dell’indigenza; che la povertà sempre crescente dei molti non può finanziare, all’infinito, l’accumulo di ricchezza di pochi, o di pochissimi, pena il corto circuito dell’intera struttura sociale e l’insorgere di violenze, carestie, rivolte, guerre, le quali, comunque, ben difficilmente varranno a ripristinare l’armonia del corpo sociale, fin tanto che non si deciderà di agire sui meccanismi perversi della finanza – oggi diremmo: dell’economia virtuale e speculativa – tendenti a distorcere il sano ed equilibrato rapporto fra lavoro, risparmio individuale e benessere collettivo.

Il vero conflitto, dunque, non è – come vorrebbe il marxismo – fra capitale e lavoro, perché il capitale e il lavoro sono i due termini di una sana e necessaria dialettica economico-sociale; il vero conflitto, conflitto malefico e puramente distruttivo, è quello fra lavoro ed usura, intesa, quest’ultima, nel senso più ampio del termine: ossia tutto ciò che vive, parassitariamente, a spese del lavoro, e non incrementa la produzione, anzi, la frena e la scoraggia, né favorisce il risparmio, bensì lo distrugge, perché sottrae capitali a chi produce e li fa crescere a vantaggio di chi non produce, non lavora, non risparmia (nel senso intelligente del termine), ma vuole accumulare una ricchezza sterile e mostruosa, tendenzialmente illimitata, la quale, come una piovra maligna, assorbe e divora, una dopo l’altra, tutte le parti sane della società, fino a togliere ogni speranza, non solo di lavoro, ma di un futuro qualsiasi, alle giovani generazioni.

San Bernardino da Siena, che tanto si era impegnato sul fronte della questione sociale, e tanto si era adoperato per il prestito a basso tasso d’interesse, scagliandosi contro usurai ed Ebrei, muore nel 1444; il Monte dei Paschi di Siena viene fondato nel 1472, con la precisa finalità di soccorrere il lavoro e di favorire il piccolo risparmio, vale a dire come un vero e proprio monte di pietà, con la missione di soccorrere le classi e le persone disagiate. Le due date non sono lontane, le finalità sono pressoché identiche, come pure il luogo: tutte queste sono delle mere coincidenze? Ed è forse una coincidenza il fatto che si sia messo il silenziatore sull’aspetto sociale ed economico dell’apostolato di San Bernardino, così come si è scagliato l’anatema, o si è fatto cadere il velo dell’oblio, sulla dimensione sociale ed economica degli scritti di Pound e dei discorsi da lui pronunciati alla radio italiana durante la Seconda guerra mondiale, nei quali denunciava l’affarismo delle grandi banche e la volontà del governo americano di scendere in guerra, apparentemente per la difesa della libertà e della democrazia, ma in effetti per ripristinare il sistema mondiale della speculazione finanziaria e dell’usura, messo in crisi dal sorgere del modello alternativo rappresentato dal fascismo?

Ha scritto Walter Mariotti nel suo articolo «Pound e l’MPS, banca contro l’usura» (sul mensile «Communitas», Milano, febbraio 2007, pp. 27-35):

«Un mondo nuovo. Dove il denaro è fondato sull’abbondanza della natura per tutti e non sulle speculazioni finanziarie di pochi. Dove il tasso di interesse è controllato e umano, dove l’orario di lavoro è ridotto per assistere le famiglie e gli anziani, dove la base dell’economia non è l’usura ma la natura. Non sono le teorie di un economista visionario ma di un poeta, l’americano Ezra Pound, che davanti agli Statuti del Monte dei Paschi di Siena, scoperti grazie all’ospitalità del conte Guido Chigi Saracini, capì tutto. Capì che la sua Musa non poteva più fare a meno di occuparsi dell’economia. Capì che le Magistrature repubblicane, che nel 1472 (Cristoforo Colombo non aveva ancora scoperto le Americhe) avevano fondato la prima banca del mondo, erano nel giusto. Una folgorazione. Quello era il modello per il mondo che si doveva costruire, a costo di seguire l’assurdo Benito Mussolini e la sua crociata contro la demoplutocrazia anglosassone, che ispirata dalla Banca d’Inghilterra stava distruggendo l’Europa e l’America in nome dell’usura. Per Pound, quegli statuti senesi erano una possibile risposta al nodo da sciogliere: quello fra interessi finanziari ed etica dello Stato. Il suo avvertimento era rivolto agli uomini del nostro tempo: le lotte, le grandi lotte che viviamo in maniera sempre più drammatica (dall’epilogo della Seconda guerra mondiale, in poi) sono, in realtà, la proiezione della lotta mortale fra l’usura, apolide e piratesca, e gli interessi di uno Stato ideale, che, rifiutandosi di asservirsi alle logiche finanziarie finalizzate al puro profitto, indebitandosi, dovrebbe difendere le ragioni vitali dei popoli […].

Da allora, l’elaborazione di un sistema politico ed economico efficace contro l’usura, diventerà il cuore delle riflessone di Pound, che nei suoi interventi intensifica la polemica contro le manovre politiche internazionali e l’anno seguente (1933), nell’”Abc dell’economia”, scrive: “La guerra è parte dell’antica lotta tra l’usuraio e il resto dell’umanità: tra l’usuraio e il contadino, tra l’usuraio e il produttore e, infine, tra l’usuraio e il mercante, tra l’usucrocrazia e il sistema mercantilista”. E sarà ancora l’usura la molla che lo spingerà all’ammirazione definitiva del fascismo e di Mussolini, incontrato proprio sul finire del 1933: “L’usura è il cancro del mondo che solo il bisturi del fascismo può asportare dalla vita delle nazioni”, disse. Dichiarando la necessità di disciplinare le forze dell’economia e adeguarle alla necessità della nazione. […]

[A Radio Roma, tra il 1941 e il 1943] attacca la guerra, l’interventismo di Roosevelt, la filosofia degli Alleati. L’alleanza tra il governo statunitense, la finanza inglese e il bolscevismo sovietico è contraria alla vera tradizione americana: “Non c’è nessun motivo per l’intervento degli Stati Uniti, perché il luogo dove difendere l’identità americana è il continente americano”. Ancora una volta è l’usura la causa della guerra e saranno “l’usura, l’oro, il debito, il monopolio, l’interesse di classe e l’indifferenza verso l’umanità a vincere davvero il conflitto”. Qualcuno legge in quei discorsi “rare perle di saggezza”, ma per le autorità americane sono “un miscuglio confuso di apologetica fascista, teorie economiche, antisemitismo e giudizi letterari”, che alla fine di luglio spingeranno per una sentenza di tradimento contro lo “pseudo americano Pound”. […]

[In due lettere private scritte al conte Chigi, nel gennaio e nel febbraio 1944] ha ancora la forza di criticare la stampa traditrice, l’usurocrazia che muove il mondo e gli scempi degli Alleati, che bombardando l’Italia e distruggendo i suoi monumenti hanno distrutto i simboli dell’umanità occidentale. Chiarisce, infine, in tre lucide righe, il suo rapporto con il fascismo: “Io volevo una riforma moderata. Dico Riforma, perché in essenza il ripristino della sanità già dimostrata dai fondatori del Monte dei Paschi in un mondo impazzito dai seguaci dei guastatori, stile San Giorgio”. E conclude ancora una volta con l’idea elaborata proprio a Siena dodici anni prima: Questa guerra non s’iniziò nel 1939 ma nel 1694 a Londra (data di fondazione della Banca d’Inghilterra, ndr) facendo parte della guerra tra usurai, ovvero usuroni, e chiunque produce, chiunque fa crescere il grano”. […]

A trentacinque anni dalla morte di Ezra Pound (1972) il problema su cui ha passato l’intera vita rimane ancora sul tappeto: la perdita di sovranità dello Stato di qualsiasi nazione indebitata a favore di quella illimitata del potere finanziario creditore, che all’epoca in cui Pound scriveva poteva sembrare un’oscura e catastrofica previsione è, oggi, una realtà incontestabile. Quasi tutti i Paesi del mondo, senza esclusione, sono o si avviano a diventare debitori di potenze finanziarie globali, super e trans nazionali (Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale, in primo luogo). Così come, a livello individuale, viviamo nell’epoca del credito al consumo dei bilanci familiari in default (fenomeno che Pound nemmeno immaginava). Forse bisognerebbe ripartire dagli statuti delle magistrature repubblicane senesi del 1472, e provare a uscire dal malinteso poundiano: ciò che è del popolo resti al popolo e alle sue forme di auto-organizzazione, lo Stato ideale non c’è e lo Stato, se c’è, favorisca l’auto-organizzazione del popolo.»

Al di là dei giudizi specifici su Mussolini e della personale conclusione dell’Autore del brano sopra riportato, secondo la quale lo Stato non può o non sa opporsi allo strapotere delle grandi banche e, pertanto, dovrebbe limitarsi a favorire una non meglio precisata auto-organizzazione popolare, ci sembra che in questa sintesi della posizione di Pound sulle questioni economico-finanziarie ci sia praticamente tutto; e va dato atto che, di questi tempi, è raro trovare un giornalista o uno studioso che sappia dire pane al pane e vino al vino, con altrettanta franchezza.

Ecco perché il pensiero di Ezra Pound sulle questioni del lavoro, della produzione, del risparmio e dell’usura, anche se non è il pensiero di uno specialista e di un “tecnico”, ma di un dilettante, e, per giunta, di un dilettante che è soprattutto un poeta, che vede le cose – economia compresa – con l’occhio del poeta e nella prospettiva del poeta, non ha perso nulla della sua attualità; anzi, le vicende degli ultimi decenni sono state tali da evidenziare quanto egli sia stato lucido, e addirittura profetico, nel denunciar e il male dell’usura e nel richiamare i popoli dell’Europa alla loro vera tradizione, alla loro vera identità. Tradizione e identità che sono entrate definitivamente in crisi in quell’anno e in quel luogo, il 1694 a Londra, allorché venne fondata la prima grande banca di Stato, la Banca d’Inghilterra: la prima di quelle centrali del potere finanziario, che emettono moneta e prelevano il frutto del lavoro, in cambio di denaro virtuale, falso, immaginario, creando il meccanismo del debito e strangolando, poco alla volta, l’economia reale, fatta di persone, di famiglie, di imprese, di commerci, i quali, a un certo punto, soccombono per asfissia, affinché, nel deserto universale creato dall’usura, rimanga, trionfante e necrofila, una sola vincitrice: la borsa.

Resta solo da aggiungere che, dai tempi di Pound, i meccanismi dell’usura mondiale si sono enormemente perfezionati e ulteriormente ramificati, per esempio con la creazione delle agenzie di “rating”, vere e proprie centrali di potere finanziario “terroristico”, dai cui verdetti dipende la sorte di immense somme di denaro, spostate a vantaggio o a svantaggio non solo di singole imprese e società, ma di intere nazioni sovrane (o che s’illudono di essere ancora sovrane); e che il suo appello, pertanto, non ha perso nulla della sua drammatica urgenza, al contrario, è divenuto questione di vita o di morte…

Francesco Lamendola
Il Corriere delle Regioni

(Fonte: http://danielepaceblog.blogspot.it/)

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“Mobilitazione generale contro la NATO” – Appello di Alex Zanotelli

NO NATO

Siamo di nuovo sul piede di guerra anche in Europa sia sul fronte Ucraina, come nel Mediterraneo. E questo grazie alla NATO.

E’ stata la NATO a far precipitare lo scontro con la Russia perché voleva e vuole che l’Ucraina diventi membro della NATO per poter così sparare i suoi missili direttamente su Mosca. La Russia ha reagito ed ecco la drammatica guerra civile di quel paese che rischia di diventare guerra atomica. “Ho le armi nucleari,” ha detto Putin. Ed infatti ha piazzato 50 missili con testate nucleari sui confini baltici della UE, puntandoli verso la Svezia per dissuaderla ad entrare nella NATO. ‘Vista la grave crisi, è stato convocato a Bruxelles il vertice NATO con la presenza del nuovo segretario USA alla difesa, Ashton Carter. All’ordine del giorno :potenziare la forza di reazione rapida della NATO portandola da tredicimila soldati a quarantamila uomini(il triplo!), piazzare 5mila soldati (a rotazione) nei Paesi Baltici e in Polonia ed infine spingere tutti i paesi NATO a spendere il 2% del PIL nella Difesa.

Ma ora si apre anche il Fronte Sud:il Mediterraneo. Il 22 giugno la UE ha dato il via libera (senza il benestare dell’ONU!) alla prima fase della missione navale EuNavForMed con cinque navi militari, due sottomarini, due droni e tre elicotteri e un “migliaio” di soldati per tentare di bloccare la partenza dei migranti dalla Libia. L’uso dei droni militari (a Sigonella operano da anni i droni Global Hawk) si intensificherà con questa missione UE “contro i trafficanti di esseri umani”, grimaldello di un’operazione sotto regia NATO per un intervento militare in Libia. Sia i governi di Tobruk come di Tripoli hanno risposto che reagiranno contro questo attacco.

E’ in questo pesante scenario di guerra che si terrà in Europa dal 28 settembre al 6 novembre la più grande esercitazione militare dalla caduta del muro di Berlino che coinvolgerà 35.000 soldati NATO, 200 aerei,50 navi da guerra .Questa gigantesca esercitazione “Trident Juncture 2015”, sarà pilotata dalla nuova base NATO di Lago Patria a Napoli. Giochiamo in casa e giochiamo con il fuoco.

Una domanda sorge spontanea: Ma cosa ci stiamo a fare ancora nella NATO? Ma a che serve , se non portarci in sempre nuove guerre?

La NATO è sorta come alleanza difensiva degli USA e dei paesi europei contro l’URSS e i paesi comunisti del Patto di Varsavia.

Il Patto di Varsavia e i paesi comunisti non ci sono più, ma la NATO continua ad esserci.
La NATO infatti avrebbe dovuto cessare con la caduta del muro di Berlino(1989). Non solo c’è, ma da alleanza militare difensiva è diventata offensiva per difendere gli interessi economici dei paesi membri ovunque essi siano minacciati. Questo è avvenuto nel vertice di Washington (1999). Mentre nel vertice di Praga (2009) la NATO ha fatto un altro salto:ha sposato la strategia della ‘guerra preventiva’. La NATO è una potenza militare che nessun avversario può eguagliare, basata anche sulle armi nucleari, che la “NATO deve mantenere finchè vi saranno nel mondo tali armi”,ha detto l’ex-segretario generale NATO Anders Rasmussen. E per evitare attacchi terroristici e missilistici, è stato annunziato al Vertice di Lisbona (2009) il progetto di uno Scudo antimissile. “La sola esistenza della NATO come alleanza cui aderiscono i paesi europei – ci rammenta giustamente il fisico Angelo Baracca- implica un’ipoteca pesantissima che vanificherebbe la migliore costituzione europea che si potesse concepire sia per gli aspetti della difesa, ma anche della democrazia effettiva e della libertà.”

Infatti sulla spinta della NATO, l’Italia in questi due decenni, ha partecipato alle guerre del Golfo (1991), Somalia (1994-’95), Bosnia-Herzegovina (1996-99), Congo (1996-99), Iugoslavia (1999), Afghanistan (2001), Iraq(2003), Libia(2011). Milioni di morti!

Solo nella guerra in Congo, quattro milioni di morti. E miliardi di dollari per fare queste guerre. Solo la guerra in Iraq (un milione di morti!) ci è costata almeno tremila miliardi di dollari, secondo le stime di J. Stiglitz (premio Nobel per l’Economia), fornite nel suo volume The Trillion Dollars War .

Guerre di tutti i tipi, da quella ‘umanitaria’ a quella contro il ‘terrorismo’, ma il cui unico scopo è il controllo delle fonti energetiche e delle materie prime , per permettere al 20% del mondo di continuare a vivere da nababbi, consumando il 90% delle risorse del Pianeta. “Lo stile di vita del popolo americano- aveva detto Bush senior nel 1991- non è negoziabile.” E se non è negoziabile, allora non rimane altro che armarsi fino ai denti. Soprattutto con la Bomba Atomica, la Regina che domina questo immenso arsenale di morte che serve a proteggere i privilegi e lo stile di vita di pochi a dispetto dei troppo impoveriti.

Gli USA/ NATO hanno l’arsenale più potente e affidabile al mondo con ottomila testate nucleari, di cui circa duecento dislocate in Europa.

Settanta bombe atomiche sono in Italia: una cinquantina a Ghedi (Brescia) e una trentina ad Aviano (Pordenone). E questo in un Paese che ha detto, con un Referendum, no al nucleare civile! La NATO , sempre sotto comando USA , resterà “un’alleanza nucleare – ha ribadito Obama al vertice di Lisbona – e gli USA manterranno un efficiente arsenale nucleare per assicurare la difesa dei loro alleati.”

E tutto questo ci costa caro. “Il bilancio civile della NATO per il mantenimento del quartiere generale di Bruxelles- scrive M. Dinucci- ammonta a circa mezzo miliardo di dollari all’anno di cui l’80% pagato dagli alleati. Il bilancio militare della NATO per il mantenimento dei quartieri generali subordinati ammonta a circa un miliardo di dollari all’anno, di cui circa l’80% pagato dagli alleati. Il budget militare della NATO per il mantenimento dei quartieri generali subordinati ammonta a quasi due miliardi di dollari all’anno, pagati per il 75% dagli europei.”
Secondo i dati aggiornati al 2011, le “spese per la difesa dei 28 stati membri della NATO ammontano a 1.038 miliardi di dollari all’anno, una cifra equivalente a circa il 60% della spesa mondiale per le armi.”

E l’Italia gioca un ruolo cruciale per la NATO: siamo un paese chiave nello scacchiere militare dell’Alleanza Atlantica. A Napoli è stato da poco inaugurata una sede NATO a Lago Patria con 1.500 militari. A Sigonella (Catania) entrerà in funzione il sistema Ags definito da M. Dinucci “il più sofisticato sistema di spionaggio elettronico, non in difesa del territorio dell’Alleanza, ma per il potenziamento della sua capacità offensiva fuori area, soprattutto in quella medio-orientale.” Per di più nel 2016 Sigonella diventerà la capitale mondiale dei droni. E per pilotare i droni, entrerà in funzione nella vicina Niscemi, il sistema MUOS di telecomunicazioni satellitari di nuova generazione. Niscemi diventerà così la quarta capitale mondiale delle comunicazioni militari.
Non possiamo accettare una tale militarizzazione del nostro territorio, né tantomeno possiamo tollerare, a livello morale, la guerra con i droni. “Questa guerra con i droni porta gli USA in una pericolosa china morale”- scrive Jim Rice, direttore della rivista ecumenica USA Sojourners.

C’è solo un nome per tali uccisioni con i droni, sono veri e propri omicidi, non giustificati né moralmente né legalmente.

E sempre in questo contesto, il governo italiano ha “accettato” sul nostro territorio anche AFRICOM , il supremo comando americano per l’Africa con due basi: una a Vicenza per le forze aeree e l’altra a Napoli per le forze navali. Non possiamo accettare che il nostro paese ospiti qello che nessun paese africano ha accettato di ospitare. Non è questa la politica estera che l’Italia deve intrattenere con un continente crocifisso come l’Africa.

Da credente e da seguace di Gesù di Nazareth non posso accettare un mondo così assurdo: un Sistema economico-finanziario che permette a pochi di vivere da nababbi a spese di molti morti di fame e questo grazie a una NATO che spende oltre mille miliardi di dollari all’anno in armi e soprattutto con arsenali ripieni di spaventose armi atomiche. “La pace e la giustizia procedono insieme – diceva, negli anni della Guerra Fredda, l’arcivescovo di Seattle, R. Hunthausen. – Sulla strada che perseguiamo attualmente la nostra politica economica verso gli altri Paesi, ha bisogno delle armi atomiche. Abbandonare queste armi significherebbe di più di abbandonare i nostri strumenti di terrore globale. Significherebbe abbandonare il nostro posto privilegiato in questo mondo.”

Come credente nel Dio della vita non posso accettare un Sistema di morte come il nostro pagato da miliardi di impoveriti, milioni di morti di fame oltre che da milioni e milioni di morti per le guerre che facciamo. E come seguace di Gesù di Nazareth che ci ha insegnato la via della nonviolenza attiva, non posso accettare che il mio paese faccia parte della NATO, una realtà che doveva già essere scomparsa con la caduta del Muro di Berlino e che invece continua a forzarci ad armarci per sempre nuove guerre ‘ovunque i nostri interessi vitali’ siano minacciati.

Lo aveva già capito questo, Giuseppe Dossetti quando nel 1948 votò in Parlamento contro l’adesione alla NATO, mentre tutta la DC era schierata per il Sì. Lo fece in ossequio alla sua coscienza e al Vangelo. E’ quanto tocca a noi fare oggi, se vogliamo salvarci da questa follia collettiva. “La guerra è una follia – ha gridato Papa Francesco al Sacrario militare di Redipuglia – Anche oggi, dopo il secondo fallimento di un’altra guerra mondiale, forse si può parlare di una terza guerra combattuta a’pezzi’, con crimini, massacri, distruzioni…..”

E allora mobilitiamoci tutti, credenti e non, uniamoci al di là di ideologie o credi, contro questa gigantesca esercitazione militare NATO “Trident Juncture 2015” che si terrà in autunno.

Lo chiedo da Napoli, il centro comando di questa operazione, insieme al comitato napoletano “Pace e Disarmo”.
Perché non pensare a una manifestazione nazionale a Napoli o altrove, promossa da tutte le realtà del movimento per la pace, dalla Rete della pace come dal Tavolo della Pace, dai No Muos come dai No NATO? Tutti insieme perché vinca la vita!

Alex Zanotelli
Napoli, 29 luglio 2015

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