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Spilamberto, 31 dicembre 2019 – La notte senza tempo

Eventi Paolo D'Arpini 14 dicembre 2019

“Uscire di casa è già un lungo passo per riconquistare la terra”, scriveva l’amico bioregionalista Fulvio di Dio. E sono d’accordo con lui, soprattutto se l’uscire di casa avviene nel momento in cui maggiormente la pigrizia ci coglie. Per questo ogni anno il 31 dicembre facciamo una passeggiata notturna godendo del ritorno alla natura in qualsiasi condizione atmosferica. Quest’anno l’excursus spazio/temporale della “Notte senza Tempo” si svolge a Spilamberto, in provincia di Modena. Leggete gli intenti ed il programma per questo capodanno fuori dal tempo e fuori da ogni logica…

31 dicembre 2019 a Spilamberto: “La Notte senza Tempo del Circolo Vegetariano VV.TT.

Tradizionale passeggiata notturna di fine anno in qualsiasi condizione atmosferica.
h. 19 – Appuntamento a Spilamberto in una casa accogliente per la preparazione collettiva della cena conviviale con le vivande vegetariane da ognuno portate. Scrittura dei pensierini: quelli relativi alle propensioni negative che si vogliono emendare e quelli di buona volontà e di buon auspicio per il nuovo anno veniente.
h. 22 – Partenza nella notte buia, vagando lungo il fiume Panaro.
h. 00 – Senza appuntamento davanti al fuoco acceso e cerimonia di buon augurio per il nuovo anno. Al ritorno si terrà un canto di mantra per la purificazione della mente e una meditazione finale.

La manifestazione è gratuita, salvo un’offerta volontaria per le spese organizzative, per partecipare è necessario comunicare la propria presenza, la partecipazione non è coperta da polizza assicurativa, ognuno interviene a proprio rischio e pericolo.

Alcune indicazioni sul significato dell’evento:

“Lo spirito non può essere scisso dalla materia, sono espressione l’una dell’altro. Il naturale afflato che si manifesta di fronte alla meraviglia di sé e del mondo…” (Saul Arpino)

Perché organizzo questa “Notte senza Tempo”, invitando alcuni amici, pazzi forse come me, a condividere il freddo, la pioggia, il vento, la neve… o qualsiasi situazione ambientale la natura ci voglia offrire…? Forse per capire che anche l’assurdo è una componente della vita. Se dovesse per me esserci nella mia esistenza solo “ragionata e comoda intelligenza” vorrebbe dire che son prossimo alla morte o già morto.

Perciò chi decide di venire lo faccia per stare con se stesso, nella condizione in cui si trova e che la vita gli pone davanti, senza specularci sopra.

Quest’anno il 31 dicembre 2019 ci sarà uno spicchietto di luna crescente per illuminarci lungo i greti ghiaiosi del fiume Panaro. Magari è consigliabile munirsi di torcia elettrica a dinamo ed in caso di maltempo venire incappucciati e ben agghindati con abiti caldi e scarponi da neve.

Paolo D’Arpini

Info e prenotazioni: circolovegetariano@gmail.com – Tel. 333.6023090

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Economia circolare per legge, salviamo il paesaggio, Treia: il destino della fierucola bioregionale, Lilli crocerossina, origine del natale “cristiano”, la mia opinione sulla canapa…

Il Giornaletto di Saul del 14 dicembre 2019 – Economia circolare per legge, salviamo il paesaggio, Treia: il destino della fierucola bioregionale, Lilli crocerossina, origine del natale “cristiano”, la mia opinione sulla canapa…

Care, cari, l’Italia ha recepito il pacchetto U.E. sull’economia circolare. Il termine per il recepimento delle direttive è il 5 luglio 2020. Tra le novità nuovi obbiettivi per la raccolta ed il riciclo dei rifiuti urbani ed imballaggi, un ampliamento dei rifiuti domestici da recuperare, limiti al conferimento in discarica, responsabilità estesa dei produttori, interventi per ridurre gli sprechi alimentari ed il marine litter… – Continua: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2019/12/economia-circolare-per-legge.html

Gran Bretagna. Laburisti sconfitti – Scrive Mauro Gemma: “Significativa la sconfitta del Labour filo UE. I britannici (che al referendum avevano votato per il Brexit, compresi moltissimi lavoratori laburisti), sono evidentemente rimasti sconcertati dall’ambiguità del Labour e hanno, purtroppo, preferito votare per il mostro conservatore diretto dall’attuale premier Boris Johnson, che sull’uscita dall’Unione Europea ha giocato tutte le sue carte…”

Salviamo il paesaggio – Scrive Alessandro Mortarino: “In molti ci hanno chiesto come mai il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio (al quale aderiscono anche il Circolo VV.TT. e la Rete Bioregionale Italiana ndr) quest’anno non abbia promosso iniziative per celebrare la Giornata mondiale per il suolo, del 5 dicembre. A tutti abbiamo risposto con ferma cortesia che quest’anno proprio non ci pareva il caso…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2019/12/13/salviamo-il-paesaggio-il-suolo-si-salva-tutto-lanno-non-solo-il-5-dicembre/

Cantori stonati – Scrive Luigi Caroli: “Ciao Paolo, nell’isola di Pasqua ci furono sicuramente coloro che continuarono a sostenere che gli alberi si potevano tagliare senza problemi. Sarebbero sicuramente ricresciuti. Non è stato così. Erano anche loro an nebbia ti? PS: le elucubrazioni sui difetti del MES sono perfettamente inutili. Contiamo poco. Quasi niente e ciò avviene ormai da lunga pezza…”

Mio commentino: “Caro Luigi, ci sarebbe parecchio da aggiungere e commentare  ma non voglio far polemiche inutili… lasciamo che il mondo vada dove deve andare!”

Treia. Il destino della Fierucola bioregionale… – Scrive Ferdinando Renzetti: “…ho letto il commento dispiaciuto di Caterina sulla Fierucola bioregionale di Treia, strano che un posto così bello come il vecchio mercato coperto, in quella bella piazza, non attragga neanche i frikkettoni dei paraggi, ci sarebbe da parlarne più diffusamente. Posso dire che già la Festa dei Precursori, di fine aprile, è poco frequentata dai treiesi… – Continua: https://treiacomunitaideale.blogspot.com/2019/12/treia-passata-la-festa-gabbatu-lu-santu.html

Marche. Documento unione contadina USI CIT – Scrive Seminasogni: “Ciao sono Marco, vi sottopongo il caso segnalato dall’Unione Contadina delle Marche sulla vicenda che sta coinvolgendo 140 famiglie di lavoratori di una ditta di Porto Sant’Elpidio, di fatto licenziati per aver rivendicato condizioni dignitose di lavoro. Se qualcuna/o volesse maggiori informazioni o a partecipare ai prossimi incontri può contattarmi senza problemi. Info: 3387687874 – manimarco82@gmail.com”

Lilli nel ruolo di crocerossina… – Scrive Maria Bignami: “Una cara amica mi ha raccontato questa sua esperienza, e desidero condividerla. Negli anni 1942-43 Lilli lavorava a Milano in zona Porta Vigentina e Porta Romana, in quel periodo gestiva un negozio di parrucchiera. Poco distante era stato ristrutturato uno stabile in economia, ma decoroso. Questo veniva utilizzato come infermeria, per accogliere e curare i feriti in guerra. Nella pausa pranzo, Lilli…” – Continua: https://retedellereti.blogspot.com/2019/12/lilli-nel-ruolo-di-crocerossina.html

Montecorone. Incontro con Enrico Manicardi – Domenica 15 dicembre 2019, ore 15.30, incontro a Ca’ Lamari di Montecorone di Zocca con Enrico Manicardi, autore di “Liberi dalla Civiltà” (http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2014/12/liberi-dalla-civilta-di-enrico.html). Durante l’incontro verranno proposte soluzioni ecologiste. Seguirà dibattito con i presenti. Info: 059.989639”

Ascoli Piceno. Libraria – Scrive Anna Casini: “Ho il piacere di invitarVi alla presentazione del volume “Aborigeni Mezzadri” – storie di economia circolare, che si terrà Venerdì 20/12/2019 alle ore 18.00 ad Ascoli Piceno presso la Bottega del Terzo Settore in corso Trento e Trieste 18. Info: anna.casini@regione.marche.it”

Origine del natale “cristiano” – Scrive Filippo Mariani: “Siamo ormai vicini alla festività di Natale, fervono i preparativi per la vigilia, cene, pranzi luculliani ci aspettano e poi brindisi e regali, ecc. ecc. E per i cattolici anche funzioni religiose. Ma aldilà dell’attesa del Natale quanti di voi si sono mai chiesti l’origine di questa festa, chi è stato ad inventarla e quando è comparsa per la prima volta? In questo breve servizio cercheremo di dare qualche risposta, di sfatare luoghi comuni e sconfessare fake news storiche, il tutto -come sempre- in nome della verità…” – Continua: https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2019/12/solstizio-invernale-lavvento-del.html

Canapa “leggera”, approvata alla Camera: “Un emendamento notturno dell’ 11 dicembre 2019  alla manovra economica 2020 approva la legalizzazione della Cannabis light, esulta il deputato del M5s Luca Merola, promotore dell’iniziativa. Emendamento alla prova del Senato. (https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2019/12/la-camera-approva-la-legalizzazione.html)
Lo scorso mercoledì notte, forse per sfinimento, Luca Merola, deputato del M5s, riesce a far passare il suo emendamento per far legalizzare la commercializzazione della cannabis con contenuto di Thc al di sotto dello 0,5%….”

La mia opinione sulla canapa – Sia la “cannabis indica” che la “canapa sativa” fra di loro si fecondano e si mescolano. Un po’ come succede nell’accoppiamento fra un nero ed una donna bianca. Possono prolificare  e ciò dimostra che sono della stessa specie. Esiste la selezione naturale e la selezione artificiale ma se la natura è lasciata a se stessa alla fine la canapa si adatta semplicemente al clima ed alla latitudine. Infatti la canapa coltivata in Italia per centinaia o migliaia di anni era una pianta completamente adattata al clima ed alla latitudine dell’Italia… – Continua: http://paolodarpini.blogspot.com/2018/03/canapa-o-cannabis-le-piante-si-adattano.html

Ciao, Paolo/Saul

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Pensieri poetici del dopo Giornaletto:

“Quasi mai realizziamo che possiamo tagliare via qualunque cosa dalla nostra vita, in qualunque momento, in un istante!” (Carlos Castaneda)

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“Ritengo che la Verità sia una terra senza sentieri e che non si possa raggiungere attraverso nessuna via, nessuna religione, nessuna scuola. Questo è il mio punto di vista, e vi aderisco totalmente e incondizionatamente. Poiché la Verità è illimitata, incondizionata, irraggiungibile attraverso qualunque via, non può venire organizzata, e nessuna organizzazione può essere creata per condurre o costringere gli altri lungo un particolare sentiero” (Jiddu Krishnamurti)

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Salviamo il Paesaggio: “Il suolo si salva tutto l’anno, non solo il 5 dicembre…”

In molti ci hanno chiesto come mai il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio (al quale aderiscono anche il Circolo VV.TT. e la Rete Bioregionale Italiana ndr) quest’anno non abbia promosso iniziative per celebrare degnamente la Giornata mondiale per il suolo, che puntualmente cade il 5 dicembre. A tutti abbiamo risposto con ferma cortesia, sottolineando che quest’anno proprio non ci pareva il caso, ma che non doveva essere considerata un’azione polemica, uno snobbismo alternativo, un atto di distinguo: ben vengano celebrazioni per richiamare lo stato di emergenza assoluta in cui versano i suoli italiani e di tutto il pianeta. Accendono riflettori troppo spesso lasciati fiocamente a rischiarare un problema grave, amplificano informazioni che la “gente normale” pare trascurare, aiutano a pensare.

Però una Giornata all’anno è una giornata. Ventiquattro ore di dati sciorinati, di terrore – giustamente – infuso. Poi torna il silenzio.
Un silenzio, ormai lo sappiamo, che è come un solco fra la scienza e la statistica – che da anni avvisano del pericolo – e la “politica”. Che prima non sapeva e ora finge di non sapere ancora. Che comprende, ma si fa vincere dal timore di guidare un cambiamento necessario, indispensabile, non più procrastinabile.

No, quest’anno non ce la siamo sentita. Di sciorinare dati, dispensare anamnesi, proporre cure. Abbiamo lasciato ad altri il compito di farlo, celebrando degnamente una giornata mondiale.
Noi abbiamo preferito continuare a lavorare e lavorare. Perchè dal febbraio dello scorso anno al nostro Paese noi abbiamo voluto offrire una risposta, tecnicamente e scientificamente efficace: una Proposta di legge per ARRESTARE il consumo di suolo e, allo stesso tempo, rilanciare il comparto edile (tra i principali artefici del nostro PIL) verso il riuso dei suoli urbanizzati.
E da marzo dello scorso anno questa nostra proposta è in discussione al Senato, tra alti e bassi di un iter che ancora una volta pare non avere fine.

Quest’anno il 5 dicembre ci pareva un momento di vita sociale troppo breve per festeggiarlo con lo sfarzo cerimoniale che ogni Giornata mondiale trascina con sè. Troppo breve.
Gli abbiamo preferito uno slogan, mormorato a fil di voce come si conviene tra persone sensibili, che sanno quale deve essere la rotta, conoscono gli scogli affioranti e sono pronti a solcare nel mare aperto.

Dopo la Giornata mondiale del suolo, dopo il 5 dicembre, mentre i riflettori si spengono, noi abbiamo chiaro che dal 6 dicembre 2019 al 4 dicembre 2020 sarà l’ora dell’anno (italiano) del suolo.

La nave è pronta da tempo e noi tutti ci siamo già imbarcati. L’orizzonte ci osserva e noi osserviamo l’orizzonte: la meta è davanti a noi.
Un giorno non basta, proviamo con un (altro) anno.

Senza celebrazioni, il 5 dicembre abbiamo discusso di come portare il tema suolo/paesaggio nelle attività didattiche che il Ministero dell’Istruzione ha deciso di inserire (un’ora alla settimana) nei percorsi scolastici.
Abbiamo definito una “Mozione” da trasmettere ai consiglieri di tutti i Comuni italiani per chiedere di sollecitare – dai territori – la ripresa concreta dell’iter di approvazione di una norma nazionale che contrasti il consumo di suolo: la nostra Proposta di legge e non altre.
Abbiamo posto le basi per un grande seminario scientifico (e politico…) nazionale che renda palese ciò che il mondo accademico, della ricerca e della scienza continuano a dire: dobbiamo cambiare rotta (ma ora lo dice anche la Corte dei Conti…).
Abbiamo intensificato le elaborazioni dei cinque gruppi di lavoro attualmente impegnati all’interno della nostra Rete nazionale (che, magari giova ricordarlo, è costituita da oltre 1.000 organizzazioni e decine di migliaia di singoli aderenti individuali).

E’ la celebrazione che quest’anno volevamo donare ai cittadini italiani. E così abbiamo fatto.

Ora, 6 dicembre, possiamo leggere la rassegna stampa della Giornata mondiale di ieri. Tutti concordi: il suolo è una risorsa non riproducibile, fragile, da difendere.

Ma come?

Con i fatti.
Con le scelte.
Approvando la nostra legge per l’ARRESTO del consumo di suolo e il riuso dei suoli urbanizzati.

Solo così. Altrimenti sono parole e ipocrisie.

Dal 6 dicembre inizia (meglio dire: continua) un percorso: chi non è ancora salito sulla nave, lo faccia. Non garantiamo passeggiate, ma fatiche.
Il premio è il risultato finale: la difesa – vera – di un bene comune. Il primo di una lunga serie…

Alessandro Mortarino – redazione@salviamoilpaesaggio.it

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La pseudo “rivoluzione verde”, piazza Fontana, effetto serra: c’è o non c’è?, MES: meccanismo ammazzastati, tassonomia e verde a rischio…

Il Giornaletto di Saul del 13 dicembre 2019 – La pseudo “rivoluzione verde”, piazza Fontana, effetto serra: c’è o non c’è?, MES: meccanismo ammazzastati, tassonomia e verde a rischio…

Care, cari, con la “rivoluzione verde”, così era stata definita la nuova agricoltura proposta dagli scienziati delle città, gli animali erano già scomparsi per via dei pesticidi, antiparassitari e rumori di macchine e trattori. Ma qualche anno fa sono arrivati dalla città pure i figli degli ecologisti-bioregionalisti che parlano di agricoltura biologica simile a quella praticata da nostri nonni, agricoltura biodinamica simile alla biologica volti ad aumentare lo strato di humus del terreno, permacultura la progettazione sostenibile dell’ambiente naturale partendo dall’abitazione cercando di mettere tutti gli elementi in relazione tra di loro, ogni cosa ha più funzioni… (Ferdinando Renzetti) – Continua: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2019/12/la-rinascita-dellagricoltura.html

Lilli nel ruolo… – Scrive Maria Bignami: “Cari amici e amiche, sono a voi per farvi gli auguri di Buone Feste. Desidero farli “avvolti” da un racconto speciale. A chi fa piacere riceverlo, sarò felice di inviarlo. Info: casavaldisasso@gmail.com”

A 50 anni da Piazza Fontana – Scrive ADN: “Erano le 16:37 del 12 dicembre 1969, in Piazza Fontana a Milano. Considerata “la madre di tutte le stragi” e da alcuni ritenuta l’inizio del periodo passato alla storia in Italia come “gli anni di piombo”, fu probabilmente l’evento più dirompente e drammatico di quella “strategia della tensione” – per continuare a usare espressioni poi diventate di uso comune e arrivate fino ai giorni nostri – che ha in quel 12 dicembre un punto di svolta nella storia repubblicana. Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2019/12/12/milano-e-roma-a-50-anni-da-piazza-fontana/

Imparare a foraggiarsi con le erbe – Scrive Scienza Marcia a commento dell’articolo https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2019/12/sopravvivere-con-le-erbe-bioregionali.html?showComment=1576142706786#c5488208916988077752 -: “…non capisco perché continuate a portare acqua al mulino dei GRANDI CRIMINALI ti consiglio di guardare questi due brevi video per capire – a) quanto sia ridicolo parlare di riscaldamento causato dall’uomo – b) quanto sia profondamente razzista il nuovo “ambientalismo”. Per altro un minimo di conoscenza della storia permettere di appurare che nei periodi leggermente PIU’ CALDI di quello attuale c’era una maggiore abbondanza di raccolti, altro che spettro della fame quello è arrivato col minimo di Maunder… – Continua in calce al link segnalato

Mia rispostina: “Grazie per i riferimenti che mi segnali, tra l’altro in diversi altri post ho pubblicato articoli sul tema. Il libro menzionato,”L’arte del Foraging”, distribuito e recensito da Fiori Gialli, parla di sopravvivenza tramite la raccolta di erbe selvatiche. Che la crisi alimentare sia in seguito al riscaldamento globale, ad una guerra mondiale, al raffreddamento del pianeta, alla crisi finanziaria, al crollo della civiltà… od altro, è irrilevante. Continua in calce al link soprastante…“

Effetto serra. C’è o non c’è? – Scrive Giorgio Nebbia: “…sulla esistenza dell’ ”effetto serra” si scontrano due vivaci gruppi. Un primo gruppo sostiene che esistono dei mutamenti climatici dovuti all’immissione nell’atmosfera di vari gas, principalmente anidride carbonica, ma anche metano, idrocarburi clorurati e fluorurati e alcuni altri. Un altro gruppo sostiene che i mutamenti climatici sono occasionali, che simili mutamenti ci sono sempre stati in passato, che la concentrazione dell’anidride carbonica è cambiata più volte durante la lunga storia geologica della Terra e che…” – Continua: https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2019/12/effetto-serra-o-nuova-glaciazione-i.html

Pedaso. Domenica 15 dicembre 2019 a Pedaso. Nel furore del Natale commerciale, Rocca Madre propone spazi e occasioni altre. Con “Pensando e facendo” staremo insieme al filosofo R. Mancini e alla genetista agronoma S. Grando. Info: info@roccamadre.it”

MES. Il meccanismo “ammazzastati” – Scrive Clara Statello: “Le crisi “viaggiano rapide, le crisi sono veloci e violente” e il Mes “rischia poi di ritardare gli interventi di politica monetaria e di far arrivare la BCE quando i buoi sono tutti scappati dalla stalla.” A pensarla così è Emiliano Brancaccio, professore di Economia Politica all’Università del Sannio. Ma non solo. Il fondo salva-stati, così come configurato, rischierebbe di aumentare l’esposizione di un Paese alla crisi economica. Un elemento di destabilizzazione, quindi, non di salvataggio…” – Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2019/12/mes-il-meccanismo-ammazzastati.html

Lettonia. Cittadini discriminati – Scrive Giulietto Chiesa: “Il 12 novembre era la giornata mondiale dei diritti umani e io ero davanti all’ambasciata di Lettonia a Bruxelles a protestare contro le discriminazioni che quel governo di xenofobi infligge da 25 anni alla grande minoranza russa della Lettonia. Minoranza di cittadini lettoni di lingua e cultura russa che non possono votare né in Europa, né in Lettonia. Una vergogna per tutti gli europei che o non sanno o fanno finta di non sapere…”

UE. Tassonomia verde a rischio… – Scrive Rinnovabili.It: “Francia, Gran Bretagna e altri sette Stati membri congelano l’accordo raggiunto fra Consiglio ed Europarlamento sulla classificazione degli investimenti sostenibili. Le nuove regole sulla tassonomia verde per la finanza europea potrebbero dover essere parzialmente riscritte per compiacere anche i grandi sostenitori di gas e nucleare…” – Continua: https://retedellereti.blogspot.com/2019/12/ue-rischio-le-nuove-regole-sulla.html

Commento di Marco Palombo: “Mi sembra che queste indiscrezioni sullo slittamento dell’accordo alla UE stiano circolando poco, ma siano invece attendibili…”

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Per godere del tuo vuoto interiore devi apprendere la meditazione. Il giorno in cui una persona inizia a godersi il proprio vuoto, la propria solitudine, il nulla, è uno dei giorni più belli della sua vita, perché da quel punto in poi potrà vivere in meditazione: e con questo intendo dire vivere in amore, con attenzione, essere un testimone…” (Osho)

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Milano e Roma – A 50 anni da Piazza Fontana

Erano le 16:37 del 12 dicembre 1969, in Piazza Fontana a Milano.

Considerata “la madre di tutte le stragi” e da alcuni ritenuta l’inizio del periodo passato alla storia in Italia come “gli anni di piombo”, fu probabilmente l’evento più dirompente e drammatico di quella “strategia della tensione” – per continuare a usare espressioni poi diventate di uso comune e arrivate fino ai giorni nostri – che ha in quel 12 dicembre un punto di svolta nella storia repubblicana. Il 12 dicembre 1969, in soli 53 minuti, furono ben 5 gli attentati terroristici che ebbero luogo nel nostro Paese: l’Italia che veniva colpita al cuore, colpita nelle sue due città simbolo, Roma e Milano.

Nella Capitale, quel giorno, gli attentati furono 3 e provocarono 16 feriti. A Milano una seconda bomba inesplosa fu rinvenuta in Piazza della Scala.

Ma fu soprattutto l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura a scuotere e terrorizzare il Paese: 17 le persone uccise e 88 quelle ferite.

Piazza Fontana fu solo la prima; poi Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera eccetera eccetera come cantava Gaber. Eccetera eccetera eccetera, anno dopo anno, è passato mezzo secolo. Cinquant’anni di storia d’Italia che, da quel 12 dicembre 1969, non è stata più la stessa.

Caro Sindaco, perché tanta violenza? Con questa domanda i bambini di una classe elementare di Muggia (Trieste) si rivolgevano in quelle ore al sindaco di Milano.

Fare memoria di quei fatti, di quei giorni e di quegli anni è nostro dovere morale, è dovere morale di ogni cittadino italiano. Oggi è una giornata importante e dobbiamo, tutti insieme, ricordare quel 12 dicembre di 50 anni fa, perché fa parte della storia più buia d’Italia, perché persone innocenti rimasero vittime di un disegno premeditato lucido e spietato per terrorizzare il Paese.

Per questo, oggi, vogliamo condividere con voi una delle testimonianze dirette di quei tragici fatti, una memoria che custodiamo qui in Archivio a Pieve e che per molti anni è rimasta secretata ma che oggi vorremmo leggere insieme a voi, per rendere omaggio a quelle vittime, per la loro memoria e per la memoria del nostro Paese.

Viva l’Italia, cantava De Gregori, l’Italia del 12 dicembre.

Avevo iniziato a lavorare alla Mediobanca ai primi di novembre, ed ero quindi in periodo di prova ancora per due mesi, quando, il 12 dicembre 1969, scoppiò una bomba alla Banca dell’Agricoltura, in Piazza Fontana. Ricordo che erano circa le quattro del pomeriggio quando improvvisamente si sentì un sordo boato, seguito quasi subito dal suono delle sirene delle autoambulanze e dei vigili del fuoco. Spalancate le finestre, si sentiva arrivare attraverso il giardino l’eco di un frastuono enorme, il rimbombo delle macchine che sfrecciavano e sembravano invadere tutto il centro della città. Dopo circa un quarto d’ora era arrivata la notizia che era esplosa una caldaia all’interno di quella banca. Subito si era parlato di morti e di feriti, di qualcosa di terribile che si era verificato non molto lontano da noi. Io e Gabriella eravamo annichilite. Il dottor L., che era apparso sulla porta per avere notizie, si era subito e soltanto preoccupato di sua figlia che a quell’ora poteva anche trovarsi in centro per qualche suo motivo. Non sembrava preoccuparsi di niente altro. Prima ancora però che noi si uscisse la sera, era arrivata una seconda notizia, secondo la quale non si era trattato di una caldaia, ma più precisamente di una bomba.
Le persone della mia età si ricorderanno che alla sera, alla televisione, era stata data in tutta fretta la notizia che la bomba era stata portata in banca, e lì fatta esplodere, dall’anarchico Pietro Valpreda, e che dopo quattro giorni, un altro anarchico, Giuseppe Pinelli, dopo essersi proclamato anch’esso colpevole, si era buttato giù dalle finestre della Questura, sfracellandosi al suolo.
Queste erano le notizie ufficiali, ma ben presto, proprio per la fretta e l’approssimazione con cui queste notizie venivano date, si era capito che la verità era tutt’altra, e che la strage, subito definita di Stato, almeno da Lelio Basso e da Camilla Cederna, aveva avuto motivazioni precise, nella sua spietata efferatezza. Alla fine del 1969, la situazione a Milano era in realtà molto calda, le lotte operaie si erano fatte molto massicce, e sicuramente si era deciso da qualche parte di mettere a tutto questo un bel freno. Qualche tempo dopo la strage, quando gli eventi, prima confusi, stavano ormai diventando sempre pia chiari, era stata indetta una manifestazione da parte delle forze di sinistra. I fatti e la situazione si profilavano così gravi che non esitai personalmente a parteciparvi, e come me fece la mia collega. Per la prima volta, nella Segreteria Generale di Mediobanca si verificava una totale assenza per sciopero, per di più senza preavviso. Per la cronaca, occorre dire che, oltre a noi due e a pochi altri, quasi nessuno aveva partecipato a quella manifestazione, pochissime persone sentivano la necessità di esprimere, con la loro presenza, tutta l’indignazione per i fatti atroci che erano successi. E questo spiega ancora una volta quanto sia forte la volontà di dissociarsi dalla realtà complessa che ci circonda. Quando mi presentai in ufficio il giorno successivo, fui immediatamente convocata dal dottor L., il quale, dopo avermi fatta sedere, mi fece stenografare quanto segue sul mio blocco:

Regole del posto
1. Non si deve mai lasciare l’ufficio sguarnito
2. Non si esce per nessun motivo, se prima non si preavvisa
3. Proibito far sciopero

Dopo queste ultime parole, io ero balzata in piedi come una molla e, piena di sdegno, gli avevo detto: “senta, dottor L., lei può decidere per me quello che vuole, ma non mi può assolutamente dire che è proibito far sciopero. Lei sa benissimo che, in quanto a questo, ognuno deve essere lasciato libero di fare quello che vuole”.
Pronunciate queste parole, ero immediatamente uscita dal suo ufficio e traballando per l’emozione, ero arrivata alla mia scrivania. Incredibile a dirsi non ci fu, da quel momento, né da quel giorno né mai, nessun’altra reazione da parte di nessuno.

Dalla testimonianza di Delia Rovarino, oggi conservata nell’Archivio diaristico nazionale

Archivio dei diari – adn@archiviodiari.it

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