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Requiem per l’agricoltura italiana… che muore (per far un piacere “al mercato”)

Sono andato a ripescare un mio vecchio intervento parlamentare. Correva l’anno 1999: l’euro non era ancora in circolazione, ma già la globalizzazione impostaci dai poteri forti aveva cominciato a fare gravi danni. Da tempo ero in rotta di collisione con la linea del mio partito, sebbene non fossi ancòra giunto alla completa rottura. Percepivo confusamente che l’Unione Europea ci stava portando a sbattere, ma tante cose non mi erano ancòra chiare, non potevo immaginare la vastità e la complessità del piano che era stato messo in atto per distruggere l’economia dei paesi europei.

L’intervento in questione era, una volta tanto, in linea con l’indirizzo del partito; anzi, era una dichiarazione ufficiale di voto a nome del gruppo di Alleanza Nazionale. L’oggetto della votazione era la ratifica (cui AN era contraria) di un accordo internazionale con cui il governo italiano s’era impegnato ad importare enormi quantità di prodotti agricoli (fra cui 410.000 tonnellate di agrumi) dal Marocco.

Il quadro generale – ripeto – non appariva ancòra nitido, ma qualcosa di pur vago iniziava a delinearsi. Riporto un passo del mio intervento: «Ormai c’è un disegno, ci sono date ben precise per la creazione di una zona di libero scambio nel Mediterraneo, da qui a pochi anni. Allora io mi domando (e domando al collega Prestamburgo che poco fa ha affermato che non ratificando quest’accordo si perderebbe una buona occasione per sottoporre l’agricoltura siciliana alla sferza del mercato e della concorrenza) quale concorrenza si possa immaginare tra operatori economici che ai propri operai corrispondono 120.000 lire al giorno, ed altri che, come quelli marocchini, pagano un operaio agricolo si e no 120.000 lire al mese? Quale concorrenza potrà mai sostenere l’agricoltura italiana nei confronti di questi numeri?» (Camera dei Deputati, resoconto stenografico n. 578 del 28/07/1999).

Certo, c’è anche un pizzico di umano autocompiacimento, per avere avuto la vista lunga… Ma non è per questo che a quel trattato ho spesso ripensato in questi giorni, man mano che giungevano – una dopo l’altra – le notizie dei tanti accordi commerciali che l’Unione Europea è andata stipulando con i vari paesi arabi: con l’Egitto per le arance, con la Tunisia per l’olio, con il Marocco per i pomodori, e speriamo che si fermino qui.

La motivazione ufficiale è che bisogna aiutare l’economia dei paesi arabi, disastrata dai contraccolpi del terrorismo. Ma i motivi veri sono altri, sono i dettami del liberismo che impongono di cancellare ogni tutela per gli interessi generali e di sottomettere i processi economici all’unica regola del “mercato”, quella della domanda e dell’offerta. Regola che, di per sé, non tiene in grande considerazione l’interesse generale; ma che – in un’epoca che tende a fare del mondo intero un unico grande “mercato” – si traduce in una sentenza di morte per numerose economie nazionali. Per quelle europee, in particolare, destinate ad essere schiacciate – tutte, anche la tedesca – fra la potenza straripante dell’economia americana e delle multinazionali, e la concorrenza delle economie dei paesi poveri, che producono a costi risibili.

Ma non è tutto, perché dal 1999 ad oggi sono cambiate alcune cose, e non certamente in meglio. Allora, accordi del genere si stipulavano fra Stato e Stato, fra l’Italia e il Marocco. E il governo italiano non poteva spingersi oltre certi limiti, dovendo pur rispondere in qualche modo all’opinione pubblica nazionale. Oggi, invece, questi accordi li stipulano gli organismi europei, che se ne fregano allegramente degli interessi del comparto agricolo italiano (o di quello greco, o di quello spagnolo…).

Certo, meraviglia che di tali manovre si facciano complici anche elementi italiani. Apprendo, per esempio, che la Commissione Commercio Internazionale del Parlamento Europeo ha dato il via libera all’accordo per l’olio tunisino anche con il voto favorevole degli europarlamentari italiani del Partito Democratico.

Ma forse non è il caso di meravigliarsi. Sono cose che succedono quando si perde la bussola. Magari i poveretti credevano di andare in direzione degli interessi italiani, e invece seguivano soltanto le indicazioni dei mercati.

On. Michele Rallo
www.europaorientale.net

ULTIMA ORA: ELEZIONI AUSTRIACHE. I segnali si moltiplicano. L’Europa scricchiola. Ce ne occuperemo prossimamente.

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Invito agli amici di Roma e dintorni per l’incontro collettivo ecologista del 26 giugno 2016 a Ronciglione

Il 26 GIUGNO 2016 saremo a Ronciglione (Vt), nello Studio del Fienile di Villa Lina (Viale della Resistenza 65 – Tel. 0761/625303), per un incontro con gli amici che non vediamo da tempo. Tale incontro è definito “Collettivo Ecologista” poiché si parlerà a rotazione durante le due sessioni in cerchio che si terranno una la mattina ed un’altra il pomeriggio. In modo che ognuno di noi potrà raccontare per pochi minuti le sue esperienze e progressi nel percorso di consapevolezza spirituale ed ecologista.

Noi saremo a Villa Lina sin dal pomeriggio del giorno precedente ma questo nostro invito è specificatamente riguardante la giornata del 26 giugno, che è domenica (ed è rivolto agli amici di Roma e del Lazio).

Ti comunichiamo questo appuntamento con un certo anticipo in modo che
tu possa organizzarti e garantire la tua presenza ed anche noi
possiamo organizzarci e comunicare allo staff di Villa Lina quante
sono le persone che aspettiamo per il pranzo. Il pasto, che si tiene
alla ore 13.30, sarà vegetariano e biologico, preparato con prodotti
bioregionali e dell’orto e lo staff dell’agriturismo richiede un
contributo forfettario di Euro 15 a persona.

Le due sessioni di condivisione del 26 giugno si tengono rispettivamente la mattina alle ore 10.00 la prima ed il pomeriggio alle ore 16.00 la seconda. Durante questi “sharing” verranno anche proposti programmi successivi
da tenersi a Treia ed in altri luoghi a noi connessi e verranno presentati, a chi non li conoscesse, i nostri ultimi libri. Verrà anche presentato il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale, un’antologia di articoli utili alla conoscenza e pratica bioregionale e spirituale. La sera, al termine dell’ultimo “Sharing”, pensavamo di andare a farci una pizza sul lago di Vico, in un posto tranquillo, per gli ultimi saluti e chi vorrà esserci sarà benvenuto.

Ovviamente per tutto ciò abbiamo bisogno di avere conferma della tua presenza che ti preghiamo di comunicarci non oltre il 15 giugno 2016.

Il Collettivo Ecologista si terrà, presumibilmente all’aperto, nel giardino di Villa
Lina, ma in caso di pioggia contiamo di tenerlo all’interno dello
Studio del Fienile, che non ha però grandi spazi, per cui anche per
questa ragione è importante sapere quanti saremo all’incontro.

Attendiamo una tua gradita risposta e speriamo di vederci presto…

Paolo D’Arpini e Caterina Regazzi

circolovegetariano@gmail.com

Cell. Di Caterina: 3336023090

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No alla “cannabis” di stato – Lasciate che la canapa cresca libera nei nostri campi e giardini…

In questi giorni, in ambiti governativi, si torna a parlare di “legalizzazione della cannabis”, ovviamente per motivi di “cassa” poiché legalizzare la canapa porterebbe enormi utili alle casse dello stato… Così si apre un’altra frontiera delle tasse, dello sfruttamento popolare, dopo la statalizzazione del tabacco e dei liquori e quella del gioco d’azzardo si passa alla vendita della canapa con il bollino di stato. Veramente non sarebbe la vera canapa, quella da sempre coltivata in Italia, ma una canapa “aggiustata”, da sballo… Ma, secondo me, non dovremmo andare verso la legalizzazione bensì verso la liberalizzazione e non chiamare questa pianta cannabis, marijuana ecc, dandogli l’accezione di “droga”, ma chiamarla con il suo nome comune: canapa. Solo la canapa esiste, un’unica pianta che a diverse latitudini e climi ha proprietà diverse, esattamente come l’uva (come scritto nel mio articolo: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2015/08/12/la-canapa-bioregionale-non-e-droga/).

Finché la canapa bioregionale non potrà ritornare libera nei nostri campi e giardini, assieme a tutte le altre piante medicinali, alimentari e di varia natura, non potremo mai attuare una sana ecologia botanica. Mentre la legalizzazione della “cannabis” porterà ad un ulteriore indebolimento della società, soprattutto del mondo giovanile. Già vedo ovunque torme di giovani dediti a perder tempo con tablet e telefonini, bevendo birrette ed aperitivi e fumando sigarette, a tali vizi poi si aggiungerà la cannabis di stato atta ad ottenebrare ulteriormente le coscienze.

La soluzione -come ripeto- è la liberalizzazione della coltivazione della canapa bioregionale, dai molti usi e con basso tasso di cannabinolo.

Paolo D’Arpini

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Canapa libera tutti, ceramica neolitica, latte e formaggi, interspecismo maturo, vaccinazioni dubbie, tutela dell’ambiente e scie chimiche, partito astensionista…

Il Giornaletto di Saul del 27 maggio 2016 – Canapa libera tutti, ceramica neolitica, latte e formaggi, interspecismo maturo, vaccinazioni dubbie, tutela dell’ambiente e scie chimiche, partito astensionista…

Care, cari, in questi giorni, dopo il decesso di Pannella, in ambiti governativi si torna a parlare di “legalizzazione della cannabis”, ovviamente per motivi di “cassa” poiché legalizzare la canapa porterebbe enormi utili alle casse dello stato… Così si apre un’altra frontiera delle tasse, dello sfruttamento popolare, dopo la statalizzazione del tabacco e dei liquori e quella del gioco d’azzardo si passa alla vendita della canapa con il bollino di stato. Veramente non sarebbe la vera canapa, quella da sempre coltivata in Italia, ma una canapa “aggiustata”, da sballo… Ma, secondo me, non dovremmo andare verso la legalizzazione bensì verso la liberalizzazione e non chiamare questa pianta cannabis, marijuana ecc, dandogli l’accezione di “droga”, ma chiamarla con il suo nome comune: canapa. Solo la canapa esiste, un’unica pianta che a diverse latitudini e climi ha proprietà diverse, esattamente come l’uva.. – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2016/05/27/lasciate-che-la-canapa-cresca-liberamente-nei-nostri-campi-e-giardini/

P.S. Di questi temi ne parleremo anche durante il prossimo incontro collettivo ecologista che si tiene a Ronciglione il 25 e 26 giugno 2016. Non mancate!

Ritorno alla ceramica neolitica – “….intorno a diecimila anni fa si va affermando la rivoluzione agricola, cioè il passaggio da un’economia di raccolta dei frutti spontanei stagionali ad un’economia basata sulla coltivazione. I grandi animali sono scomparsi e la caccia e pesca non danno più sicurezza per il cibo, è in questo periodo che i nostri progenitori da nomadi si trasformano in stanziali costruendo i primi villaggi nei luoghi più fertili. A quel tempo le falde acquifere erano più superficiali, infatti sono ancora visibili fessure da dove l’acqua sgorgava e serbatoi di raccolta del prezioso liquido. La ricchezza di creta nelle terre  marchigiane fece sì che nello stesso periodo si sviluppò la fabbricazione di utensili ceramici. Quei primi contenitori imitavano nelle forme i più antichi utensili ricavati dal legno scavato e dalle ossa di animali. Prendendo spunto da questi antichi modelli cercheremo di ricostruirne alcuni ex novo…. – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2016/05/26/14-agosto-2016-la-riscoperta-della-ceramica-neolitica/

Frascati. Eventi – Scrive Associazione: “Tutti gratuiti gli eventi offerti da Giornalisti Nell’Erba per la festa del suo decennale. Nel pomeriggio del 27 maggio 2016, a Frascati, molti saranno i temi toccati all’interno della giornata dedicata alla sostenibilità ed ai cambiamenti climatici. – Info. giornalistinellerba@gmail.com ”

Latte e formaggi – Scrive Franco Libero Manco: “…latte, latticini e formaggi sono alimenti altamente acidificanti e questo costringe l’organismo a sottrarre calcio buono per conservare l’equilibrio acido-basico del sangue e della matrice extracellulare. Anche le proteine animali e loro derivati provocano un’eccedenza di sostanze acide che richiamano calcio nel sangue favorendo l’osteoporosi. Il calcio del latte solo in parte è utilizzabile dall’organismo umano perché reso inorganico con la bollitura..” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2016/05/26/latte-e-formaggi-causa-di-osteoporosi/

Montelabate. Festa del Pane – Scrive Gabriel: “A Col di Vita Nova – Montelabate (PG), il 28 maggio, dalle 9.00 fino al tramonto: Festa del pane , con musica! Vivremo una fantastica giornata di condivisione dei miei e vostri saperi in armonia e gioia! Dalla mattina saremo impegnati a fare del buon pane a lievitazione naturale, cioè con della Pasta Madre ultra centenaria e che io rinnovo da sedici anni. Info. 366.4656181″

Interspecismo maturo – Ritengo personalmente che per andare verso una consapevolezza della comune appartenenza e della pari dignità e complementarietà delle forme viventi, insomma delle reciproche relazioni fra specie, sia importante che vengano riconosciute le differenze per poter allo stesso tempo riconoscere l’eticità naturale senza forzare la natura. L’astrazione del pensiero trasformato in “morale” non aiuta la manifestazione di una spontanea “compassione” che si manifesta in un interspecismo maturo. Tutti gli esseri viventi attingono e si originano dalla comune matrice che differenziandosi ha assunto le innumerevoli forme, ognuna complementare e relata alle altre, ognuna con alcuni aspetti evolutivi utili al mantenimento della vita ed alla ulteriore propagazione e fioritura di nuove specie…” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2013/08/interspecismo-maturo-chiedersi-chi.html

Abruzzo. Proteste animaliste – Scrive Carlo Consiglio: “ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU e WWF hanno indirizzato nei giorni scorsi una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi per chiedere che il Governo proceda all’impugnazione della Legge n. 11 della Regione Abruzzo, del 13 aprile 2016, tale legge consente attività cinofile e cinotecniche all’interno del Parco Sirente Velino e delle altre Riserve naturali. Info. info@carloconsiglio.it”

Dubbi sulle vaccinazioni – Scrive Romano Luciano: “..-Demenziale obbligare i bambini a vaccinarsi..-, questa l’affermazione fatta da Red Ronnie durante la trasmissione Virus. Il tema è caldo perché è da giorni che si parla di statistiche che vedono in Italia una recrudescenza di malattie che dovrebbero essere quasi debellate proprio dai vaccini…” – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2016/05/le-vaccinazioni-potrebbero-anche-far.html

Caffè amaro – Scrive Paolo Sensini a integrazione e commento dell’articolo https://paolodarpini.blogspot.it/2016/05/nuove-norme-anticorruzione-per-gli.html?showComment=1464248635916#c8006713625881752873 -: “Ora, per blindarsi da ogni critica, la Casta degli statalesi si accinge a varare una norma la quale prevede che le pene stabilite per alcuni reati, tra cui la diffamazione a mezzo stampa, siano “aumentate da un terzo alla metà se il fatto è commesso ai danni di un componente di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario a causa dell’adempimento del mandato, delle funzioni o del servizio” – Continua in calce al link segnalato

2 giugno repubblicano. Combattere ludicamente contro l’astensionismo, in preparazione del Referendum costituzionale di ottobre – Scrive Lidia Menapace: “Abbiamo bisogno di un’occasione festosa perché non si supera l’astensionismo a furia di prediche, esortazioni, caldi inviti seguiti da firme prestigiose: una festa ha da essere una Festa ed essere invitante e allegra. Perciò il 2 giugno occupiamo pacificamente tutti gli spazi di verde pubblico, parchi giardini, stendiamo tovaglie ed imbandiamo tavoli per consumare assieme i cibi della nostra tradizione culinaria, annaffiata da vini conformi. Invitiamo chiunque sia con noi a consultare il materiale, a prendere volantini, a firmare per il NO al referendum di ottobre…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2016/05/per-un-2-giugno-veramente-repubblicano_26.html

Cara pizza – Scrive Luca Fausto Canapini: “Mi sono fermato con un amico a mangiare un pezzo di pizza. Ho pagato: 3.60 euro. Ho pensato che ai tempi della lira avrei pagato circa 7 mila lire. Chi si ricorda quant’erano capirà che è una cifra astronomica per due pezzi di pizza. Astronomica. Qualcuno potrebbe dire che è l’euro. Qualcun’altro che è la crisi. Allora penso alla recente crisi, quella del 2008. Ebbene prima del biennio 2007-2008 soltanto 10 famiglie italiane guadagnavano quanto il 35% degli italiani. Dopo la crisi quelle stesse famiglie guadagnano come il 60% degli italiani. Sessantapercento. Dunque mi pare che la parola crisi andrebbe ripensata: per pochi è stata la manna dal cielo. E non mi si venga a dire che siamo poveri e che dobbiamo crescere. Più di così? Siamo territorialmente minuscoli, abbiamo poche risorse energetiche eppure siamo l’ottavo paese più ricco del mondo dietro a colossi come Cina o USA… Allora, perché io devo pagare 3.60 per la pizza?”

Commento di Simone Pläce: “…tutto il sistema euro è stato ideato, fin dall’inizio, per drenare ricchezza da tanti concentrandola nelle mani di pochissimi… (oltre che per fare tante altre cose carine come distruggere lo stato sociale, deindustrializzare i paesi concorrenti, come poteva essere l’Italia, ecc. ecc.)”

Il grande inciucio – Scrive Giorgio Mauri: “Le privatizzazioni procedono a gogò, le liberalizzazioni stanno ferme, i debiti pubblici sono voragini senza fine. E’ così difficile da capire ? E’ così difficile capire che da Napolitano a Renzi, passando da Prodi, Monti, Letta e tutti gli altri, sono uomini che hanno subordinato tutto alle loro carriere ?”

Tutela dell’ambiente e scie chimiche – Scrive Stefano Panzarasa: “Due anni fa stavo conducendo una delle tante e belle riunioni nelle scuole del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili (dove ho la fortuna di lavorare come educatore ambientale) per presentare l’area protetta, la natura, la cultura e le problematiche ambientali. Alla fine di una di queste riunioni, in una classe di scuola media, un bambino si alzò e disse: “Professore tutto quello che lei ci ha spiegato sull’ambiente è storia vecchia, il problema adesso sono le scie chimiche!”. Io risposi dicendo che ero d’accordo, per quello che si è venuto a sapere le scie chimiche sono veramente un problema…” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2016/05/bioregionalismo-significa-vivere-in-una.html

Firenze. Vandana Shiva – Scrive Gloria Germani: “Il 29 Maggio 2016 (ore 20.45), importante evento speciale al Cinema Odeon, Piazza Strozzi, di Firenze che presenta “Serate per la nostra Terra – Terra viva: una  nuova visione per una cittadinanza planetaria”: Vandana Shiva, intellettuale e attivista indiana di fama internazionale sarà in sala per presentare l’ANTEPRIMA EUROPEA del film SEED THE UNTOLD STORY (90′, versione originale con sottotitoli in italiano). Info. 055-214068″

Notizie dal partito astensionista – Scrive Vincenzo Mannello: “le testate che volessero ospitare questo “sfogo” probabilmente si ritroverebbero messe all’indice tra quelle che fomentano il “populismo astensionista” …io invece le ringrazio anticipatamente perché, magari non condividendone il contenuto, darebbero una ulteriore prova che il pluralismo ancora esiste in Italia…. – Continua: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2016/05/roma-la-rai-ignora-le-specchiate.html

Mio commentino: “Ho dato spazio alla tirata di Vincenzo Mannello anche se non condivido il suo parere “astensionista”, ritengo che l’astensione avvantaggi solo il potere costituito… Come avviene negli USA dove talvolta vota meno di un terzo degli aventi diritto, ma i governi si formano lo stesso con i voti di coloro che hanno votato. Questa è dittatura della minoranza ed il non voto l’alimenta. Bisogna votare per il “meno peggio” sempre! E soprattutto bisogna andare a votare al referendum che è l’unica forma di “democrazia diretta” ancora consentita….”

E ricordiamoci sempre che comunque dobbiamo morire… Ciao, Paolo/Saul

………………………….

Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“La mia venuta era testimonianza
di un ordine che in viaggio mi scordai…
Non sono che favilla d’un tirso. Bene lo so:
bruciare, questo non altro, è il mio significato”
(Eugenio Montale)

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LATTE E FORMAGGI: CAUSA DI OSTEOPOROSI…?

“Non esiste un solo studio che abbia documentato che una dieta ricca di latticini in menopausa sia utile ad aumentare la densità ossea e a prevenire le fratture osteoporotiche. La frequenza di fratture in menopausa è tanto maggiore quanto è maggiore il consumo di carne e di latticini” (Prof. Franco Berrino)
Franco Libero Manco

Se fosse vero che per garantirsi il calcio nelle ossa, come raccomandano i nutrizionisti televisivi, occorre consumare latte e latticini, perché metà degli americani è carente di calcio nonostante ne bevano a fiumi? perché gli Eschimesi, nonostante consumino giornalmente circa 2500 mg di calcio (ne bastano 800 mg), sono tra le popolazioni maggiormente colpite da osteoporosi? perché le popolazioni a maggiore introito di calcio di derivazione animale registrano maggiori incidenze di fratture?

In realtà latte, latticini e formaggi sono alimenti altamente acidificanti e questo costringe l’organismo a sottrarre calcio buono per conservare l’equilibrio acido-basico del sangue e della matrice extracellulare. Anche le proteine animali e loro derivati provocano un’eccedenza di sostanze acide che richiamano calcio nel sangue favorendo l’osteoporosi.

Il calcio del latte solo in parte è utilizzabile dall’organismo umano perché reso inorganico con la bollitura, la pastorizzazione, la sterilizzazione, la lavorazione: oltre 45 gradi il calore distrugge gli enzimi e senza enzimi (o loro carenza) le proteine e gli zuccheri del latte non sono correttamente digeribili e possono creare nel tempo problemi gastro-intestinali, diarrea, flatulenza, morbo di Crohn, ecc. Il calcio organico si trova solo nella frutta e nelle verdure crude.
La pastorizzazione disgrega calcio, magnesio e fosfati indispensabili per la formazione delle ossa, oltre a causare parziale coagulazione delle proteine e perdita di vitamine.
Con la sterilizzazione si perdono le vitamine B1, B2, B3, B6, B12, A, C, D ed alcuni amminoacidi essenziali.
Pare che l’eccesso di proteine, di grassi saturi, di calcio dei formaggi e latte vaccino facilita l’insorgenza dei tumori, l’insorgenza di malattie cardiovascolari, oltre a predisporre all’obesità, al diabete, all’ipertensione.
Alcune ricerche hanno riscontrato che il latte delle vacche da allevamento intensivo (cioè quello venduto nella grande distribuzione) contiene un ormone, l’estrone solfato, in maniera 33 volte maggiore rispetto a quello delle vacche che vivono allo stato naturale. Questo ormone è ritenuto causa di tumori al seno, prostata, testicoli e colon.
Un altro fattore imputato nei tumori al seno e alla prostata è l’ormone IGF-1: ormone ritrovato a livelli plasmatici elevati nei soggetti che consumano regolarmente latticini. La d.ssa Susan Hankinson di Harvard ha dimostrato che le donne sotto i 50 anni con i tassi di IGF-1 più elevati hanno un rischio 7 volte maggiore di contrarre il cancro al seno rispetto a donne con valori bassi, mentre gli uomini avevano un rischio 9 volte maggiore di contrarre cancro alla prostata.
Il latte di mucca è privo di: fibra, ferro, amido, omega 3, vit. C ed E. quindi alimento altamente squilibrato sotto l’aspetto nutrizionale.
Ogni latte è perfetto per il cucciolo di quella specie. Il latte di donna è perfetto per il neonato dell’uomo, la cui crescita è molto lenta, mentre il latte di vacca è perfetto per far crescere molto velocemente il vitello. Un neonato umano in sei mesi raggiunge il peso di circa 7-8 kg, mentre nello stesso periodo il vitello raggiunge circa 300 kg di peso perché il latte vaccino, a differenza del latte di donna, contiene enormi livelli di ormoni della crescita che nell’uomo possono squilibrare la funzionalità delle ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide, seni, ovaie, testicoli, prostata, ecc.).
Il latte vaccino può anche essere contaminato da prodotti chimici, ormoni, antibiotici, pesticidi, pus proveniente dalle mastiti, virus, batteri, prioni. Viene sovente arricchito con additivi, vitamine e minerali sintetici, semi, piante, frutti, proteine, acidi grassi, in alcuni casi, anche grassi di animali.
Le sostanze tossiche che con più frequenza si possono trovare in un bicchiere di latte di mucca sono: metalli e plastica, detergenti e disinfettanti, pesticidi e fertilizzanti, micotossine, diossine, antibiotici ed altri farmaci.

La mucche in allevamento intensivo vivono in condizioni di perenne stress e disperazione che abbassano le difese immunitarie e le predispongono a molte patologie. Gli ormoni somministrati le costringono a produrre 4-5 volte più latte (30-40 litri al giorno): è come se una donna la si costringesse a produrre 4 litri di latte al giorno, per poi rubarglielo.

Negli allevamenti solo un animale su mille viene controllato dal personale veterinario.

Cosa mangiano gli animali d’allevamento?
Residui di semi sgusciati di arachidi, di anacardi, di barbabietola da zucchero, di agrumi, farina sgrassata di carne di balena, sottoprodotti della lavorazione della birra, bucce di cacao, farine di sangue e di ossa, derivati da petrolio, siero di latte, scarti essiccati di uova, vinacce ecc. ecc.. L’animale d’allevamento è diventato una macchina di smaltimento rifiuti umani.

I medicinali somministrati agli animali d’allevamento
Sulfamidici, betabloccanti, anemizzanti, integratori, tranquillanti, ormoni, estrogeni, alcali, aminoacidi di origine sintetica, sostanze coloranti, conservanti (nitrato e nitriti), appetizzanti, minerali di sintesi… Ogni anno 10.000 tonnellate di antibiotici sono prodotti in Europa: più della metà è utilizzato per gli animali.

In studi condotti da dietologi dell’American Dietetic Association e Medici della Physician Committee for Responsible affermano: “Si ritiene che il latte prevenga l’osteoporosi ma la ricerca medica mostra il contrario. Anzi, un’assunzione maggiore di calcio attraverso prodotti lattiero-caseari è stata associata a rischi maggiori”. Noto è un altro studio condotto su 78.000 donne ad Harvard e durato 12 anni in cui è stato dimostrato che i soggetti che assumevano latte tre volte al giorno avevano un numero di fratture superiore a chi lo assumeva solo raramente.

Le principali cause che determinano l’osteoporosi sono: vita sedentaria; scarsa esposizione alla luce naturale, carenza di vitamina D, squilibri ormonali, errori alimentari, abuso di alcolici, proteine, alcol, caffeina, tannini, teobromina, sale, zucchero, tabacco, chemioterapia, antibiotici, diuretici, anoressia. Queste rubano calcio alle ossa e ne provocano l’eliminazione con le feci e le urine. Per contro le migliori fonti alimentari di Calcio sono: legumi, semi e tutte le verdure a foglia verde.
Quindi, le regole generali per ridurre l’incidenza di fratture ossee sono: non consumare carne, pesce latticini, uova, zuccheri semplici, alimenti raffinati; aumentare il consumo di frutta fresca e secca, verdura, legumi; evitare fumo di sigaretta e assunzione di bevande alcoliche, ridurre l’assunzione di sodio, fare attività fisica, mantenere un peso corporeo ideale.

Bere latte è come attaccarsi alle mammelle della mucca

IL CALCIO nei vegetali: (mg/ 100 gr)
Tarassaco: 316
Ruchetta: 309
Soia secca: 257
Fichi secchi: 286
Mandorle: 240
Prezzemolo: 220
Farina di soia: 210
Spinaci: 170
Nocciole secche: 150
Cicoria: 150
Ceci secchi: 142
Fagioli secchi: 135
Pistacchi: 131
Agretti:131
Bieta: 130
Radicchio: 115
Crusca di frumento integrale: 110
Indivia: 93

Franco Libero manco

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