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L’utopia di un mondo vegetariano… potrà mai divenire realtà?

Molte volte i giovani che vivono in famiglia sono ostacolati dai genitori, parenti o anche amici, nella loro scelta vegetariana e spesso l’armonia familiare viene turbata da questa scelta che oltre ad essere considerata pericolosa per la salute del ragazzo mette in crisi la madre abituata a servire a tavola prodotti convenzionali. Quando mi parlano di tale situazione mi viene in mente la frase di Gesù: “Non crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra; non sono venuto a portare pace ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa” (Mtt 10,34). La rivoluzione vegetariana non è facile da digerire per chi non è ancora è informato sugli effetti in grado di produrre un’errata alimentazione sulla propria vita e sul contesto sociale e così da avere la capacità di fare il passo decisivo. Le grandi innovazioni conoscono sempre tre fasi: la prima è la derisione, la seconda la considerazione e la terza l’accettazione. Cambiare abitudini alimentari non è cosa facile se tale scelta non è sostenuta da una forte motivazione etica o salutistica, specialmente quando la gente è condizionata da tradizioni consolidate. Nulla, a mio avviso, impedisce il progresso mentale e morale come l’ostinato riferimento alle tradizioni. Se l’umanità si è in parte evoluta è grazie al superamento di certe concezioni che in altri periodi storici erano ritenute giuste e utili. Ma nonostante la paura che a volte suscita il cambiamento molte cose sono mutate. Oggi non si accetta più il concetto che la donna sia nata per servire l’uomo, il negro per servire i bianchi, i poveri per servire i ricchi, i deboli per servire i forti. La nostra è una vera e propria rivoluzione esistenziale: noi non chiediamo una povertà più dignitosa, ma la sua totale abolizione; non chiediamo guerre meno cruenti, ma la loro cancellazione dalla storia futura; non chiediamo giustizia per gli uomini, ma per tutte le creature in grado di soffrire, non chiediamo gabbie più grandi per gli animali, più pulite, ma vuote; non chiediamo la regolamentazione della caccia o della pesca, ma la loro totale eliminazione; non chiediamo la riduzione del consumo della carne degli animali martoriati, ma l’abbattimento, la demolizione fino alle fondamenta dei mattatoi; noi non chiediamo la chiusura degli stabulari dei vivisettori, ma la loro irrevocabile e perenne chiusura. Utopia era considerare al tempo dei romani la eliminazioni dei combattimenti al Colosseo; era utopia pensare di scoprire nuove terre oltre le colonne d’Ercole; era considerare l’unificazione dell’Italia al tempo dei Borboni; era pensare di approdare sulla luna, parlare e vedere in diretta l’immagine di qualcuno che si trova all’altro capo del pianeta. Ma un’utopia non si attua in un giorno: è sempre il frutto sofferto e macerato di un processo evoluivo. Ogni filosofia, ogni dottrina nasce da un seme gettato che col tempo diventa albero e da i suoi frutti. Non tutte le utopie sono destinate a diventare realtà: solo se nella loro essenza vive il seme per il bene di tutte le cose: così sarà per l’utopia vegetariana. Ma affinché le utopie diventino realtà c’è bisogno di gente folle da credere realizzabile un progetto mai realizzato. Procedere con calma senza infastidire i macellatori di animali ed i guerrafondai? Non è nella nostra visione delle cose. Ma chiedere tutto e subito è una follia. Occorre procedere pere gradi dando alla gente il tempo di capire, di informarsi, di sensibilizzarsi perché è l’ignoranza la madre di tutte le sventure, è l’indifferenza verso chi soffre ciò che ha fatto di questo mondo un luogo di dolore. Molto dipende da noi, dalla nostra volontà, dalla passione e dall’amore con cui conduciamo questa luminosa missione. La nostra causa procederà inevitabilmente, è nell’ordine evolutivo delle cose, nonostante la deludente realtà che a volte anche i migliori, dopo un primo entusiastico approccio, dimenticano la causa e si eclissano per motivi forse non sempre sono giustificabili. Questo significa non aver capito l’importanza della nostra missione che a mio avviso è più grande dei nostri interessi personali, di ogni progetto, di ogni affetto. La nostra è opera di civiltà, è opera di giustizia da portare ovunque, in famiglia, nei gruppi, nelle scuole, nelle chiese, e che importa se il nostro messaggio genera fastidio o irritazione; Gesù diceva che non si accende una lampada per metterla sotto il moggio. Dobbiamo far capire che è meglio e più giusto smettere di magiare gli animali, che si può godere di una salute migliore, che l’umanità può essere migliore, che tutto può essere migliore e che tutto dipende da cosa si decide di portare a tavola, perché è sempre la nostra coscienza e la nostra intelligenza positiva a fare la storia.

Franco Libero Manco

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Il crocifisso come patibolo di Gesù non è mai esistito.. Allora perché attaccarlo ai muri delle scuole?

Ancora una volta debbo tornare sul tema del crocifisso nei luoghi pubblici.. Lo scorso anno, con la sentenza di II grado del 18 marzo 2011, l’Europa ha dato ragione al governo italiano (ed implicitamente alla chiesa cattolica), quando la Grand Chambre ha assolto l’Italia accettando la tesi in base alla quale non sussistono elementi che provino l’eventuale influenza sugli alunni dell’esposizione del crocifisso nella aule scolastiche (caso Lautsi).

Quindi il crocifisso continuerà a restare affisso nei luoghi pubblici, in rappresentanza di Gesù Cristo e del vaticano, pur che -in verità- la croce non è mai stata usata come patibolo, soprattutto non lo è stata ai tempi in cui si presume Gesù sia vissuto e morto. Eventualmente fu usata per esecuzioni successive, impartite dagli stessi cristiani a “infedeli”, “eretici”, “oppositori” del regime papalino, e puniti pubblicamente con questa speciale sevizia.

Sulla esistenza fisica di Gesù ormai un sempre maggior numero di studiosi esprime dubbi -se non certezze contrarie. Tutti d’accordo invece sul fatto che la croce è un emblema inventato dai cristiani stessi, diversi secoli dopo la presunta morte del Cristo.

Nei vangeli si parla dello “stauros”, volendo indicare il patibolo ove morì Gesù, che è un semplice palo conficcato nel terreno usato a quel tempo per giustiziare i criminali. Pertanto se Gesù fosse stato giustiziato, miticamente o storicamente che sia, non sarebbe mai stato affisso ad una struttura a forma di croce, a braccia aperte.

Gli studiosi della bibbia sono consapevoli dell’errore pacchiano di traduzione del termine “stauros” ma non sono riusciti a rimediare a questo errore, ad esempio nel XVIII secolo diversi vescovi anglicani raccomandarono di eliminare tutti i simboli a forma di croce, ma non furono ascoltati.

Nell’iconografia cristiana non appaiono croci sino al tardo settimo secolo, sino ad allora Gesù era simboleggiato in forma di pesce, o rappresentato come un pastore, e mai raffigurato su una croce. La presunta visione della croce avuta da Costantino nel cielo, il momento della sua battaglia contro Massenzio, avvenuta nel quarto secolo, non si riferisce ad uno strumento di esecuzione capitale, si trattava bensì della lettera greca “X”, proveniente dall’iniziale della parola Xpicrtoa. E a dirla tutta l’idea della morte di Gesù sulla croce, in quanto vittima sacrificale per salvare l’umanità, è ripresa para para dalla simbologia Mitraica, e fu cooptata dal cristianesimo primitivo, come metodo di integrazione culturale, allo stesso modo in cui furono cooptate altre simbologie ed immagini del mondo pagano, ivi compreso il giorno di natale, che era il “natalis sol invictus” dei Romani….

Ma non voglio qui affrontare un discorso troppo ampio sulle origini, miti e furbizie del cristianesimo. Mi limito a constatare ed a evidenziare che il simbolo della croce non può essere collegato alla figura di Gesù.. al massimo potrebbe essere collegato all’uso improprio di questo strumento utilizzato dai cristiani stessi per tormentare i loro nemici…

Per cui consentire il crocifisso nelle scuole equivale a trasmettere un’immagine di morte e persecuzione praticata in nome del “salvatore”…. ed i cristiani che ostentano la croce stanno facendo pubblicità alla religione dell’inquisizione e della tortura.

Paolo D’Arpini

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Tutto quel che c’è da sapere sulle “banche in mani ebree”

Care, cari,

… ha cominciato a piovere sulla neve.. ed ora per strada è tutto un pantano.. godiamoci anche questo! Così -visto che camminare è disagevole- si può stare più tranquilli al baretto a bere il cappuccino bollente, mangiando una bella bomba alla crema, e leggendo il solito giornalaccio.. no stavolta niente Corriere, sono passato al Resto del Carlino. Ed ho appreso varie cosette interessanti.. ad esempio che Celentano devolverà i suoi guadagni stratosferici (pagati dalla RAI) in beneficenza.. a chi però non si sa. Poi ho appreso come i modi di dire cambino la vita degli uomini (o sono gli uomini che cambiano i modi di dire?), una coppietta di inglesi in procinto di partire per una “vacanza” negli USA (scusate ho virgolettato perché non capisco come si possa desiderare una vacanza in USA), hanno scritto sul loro profilo su Twitter “We will come to destroy America”, appena sbarcati a New York sono stati arrestati e trattenuti per un giorno sotto interrogatorio dalla Police.. A nulla è servita la spiegazione che nello slang londinese “destroy” significa “enjoy” (godere) senza pietà per i modi di dire inglesi la Police li ha rispediti a London senza farli nemmeno uscire dal terminal. Sarà una “vacanza” indimenticabile… Ma questa storiella mi ha fatto soprattutto capire come il “grande orecchio” (non si tratta di un o’recchione nel senso napoletano) Echelon, o come cavolo si chiama, sta lì a controllare tutte le paroline che vengono inserite sui social network. Perciò state attenti a quel che scrivete su facebook dove l’o'recchione è persino più attivo… (me ne sono accorto ultimamente allorché appena inserita la parola “banche” abbinata a “in mani ebree” immediatamente è scattata la deprecazione.. e sono stato minacciato di bannamento (dai responsabili dei gruppi) se avessi postato ancora termini offensivi di quel tipo..

Le banche, si sa, non possono essere dichiarate “in mani ebree..” poiché sono enti privati dediti alla beneficenza dell’umanità intera (come il Celentano stesso). Le banche sono templi del dio in terra che vanno rispettate e ossequiate e temute ed ubbidite e poi ricordiamoci il comandamento supremo “non nominare il nome di dio invano”. Ho anche compreso -meglio tardi che mai- per quale motivo c’è tutta quella campagna contro Wikipedia.. poiché con la “scusa” dell’informazione.. loro ti dicono tutto su quali siano i potentati finanziari “in mani ebree” a cominciare da Facebook sino a… (censura), per finire con…. (censura).

Niente paura.. in Italia siamo a posto, abbiamo un capo di governo che è protetto e inviato diretto del dio bancario.

Infatti il monti mario, detto il bancario, è stato ossequiato e lodato in alto loco.. -e qui riprendo il discorso dei modi di dire deviati- egli è stato definito -parole del Resto del Carlino- “un italiano contro natura”.. che nel gergo economico corrente significa “ligio alle normative e ben-agente (Goldman Sachs and Trilateral)” insomma di lui ci si può fidare.. poiché essendo “contro natura” è sicuramente più vicino al dio…..

Ma a questo punto qualche lettore potrebbe dire “come è che questo D’Arpini, che tra l’altro è mezzo ebreo lui stesso, ce l’ha così tanto con il popolo eletto?”. La domanda merita una risposta, sia pur en passant e non esaustiva. Non è che ce l’abbia con gli ebrei ma con certi ebrei, chiamiamoli sionisti, che hanno travisato il senso di appartenenza ad una particolare cultura umana, f trasformandolo in un modo di estraniamento dall’umanità.

Tentando il tutto e per tutto per attuare una società in senso piramidale, usando il resto dell’umanità come un qualcosa da sottomettere. Questa prevaricazione è evidente nella formazione di Israele, supportata dalla lobby sionista stabilita in America. I sionisti hanno il ben visibile scopo di occupare i tasselli del potere economico e finanziario mondiale a fini egemonici. Questa tendenza è in verità osteggiata da diversi religiosi ebrei che non si riconoscono né in Israele né nella politica sionista. Allo stesso modo in cui parecchi cristiani non si riconoscono nella politica del vaticano, od in cui parecchi maomettani non condividono gli atteggiamenti del fondamentalismo musulmano.

All’interno delle religioni e delle ideologie si creano dei nuclei di potere che vanno persino contro l’ideologia o la religione ma che, all’occhio delle masse, si mostrano come portatori del messaggio di quella specifica religione od ideologia. Così va il mondo…. e dipende dall’egoismo e dalla malizia di pochi furbi e soprattutto dall’ignoranza di chi gli crede.

Cari saluti, Saul Arpino
(al secolo Paolo D’Arpini, ancora per poco in questa valle di lacrime)….

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Save the macaque from Mauritius shipped by Air France to the notorious american lab Shin Nippon Biomedical for animal vivisection

Dear Air France-KLM Cargo representative,

I’m writing to you today to express my disappointment and displeasure at the fact that your company continues to transport animals to laboratories, despite overwhelming public and scientific opinion that animal experimentation is both unacceptable and unnecessary.

On february 1st 60 macaque monkeys will be shipped on AirFrance-KLM cargo planes from Mauritius to the notorious american lab Shin Nippon Biomedical Laboratories. I ask you to stop this shipment and rethink your company’s policy on the transport of lab animals.

Animals in laboratories endure extreme suffering in cruel and
scientifically pointless experiments, including being forced to inhale
noxious gasses, being force-fed chemicals and injected with poisons,
before being left to suffer and die with minimal care or consideration for
their needs.

I ask that you use your influence within Air France-KLM to stop the feb. 1st shipment of 60 macaque monkeys from Mauritius to the Us and bring your company in line with the majority of air cargo transporters who refuse to transport animals destined for the vivisection industry.

Sincerely, Paolo D’Arpini
Circolo vegetariano VV.TT.

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Lotte di religione e secolarismo rivolto al potere…

….Se Mussolini ha cambiato attitudine nei confronti degli ebrei e del loro “terz’ordine secolare” (la massoneria), passando da un’amicizia (interessata) alla freddezza e quindi alla lotta per motivi tattici (la fondazione di uno Stato totalitario, l’alleanza – mal gradita ma accettata obtorto collo – con la Germania hitleriana), pagandone, cruentemente, le conseguenze, il MSI, poi MSI-DN, quindi AN, è sempre stato filo israeliano, da Michelini ed Almirante, passando per Accame e Caradonna sino a Fini. Allora perché tanto stupore davanti al viaggio-pellegrinaggio di Fini a Gerusalemme? Ignoranza voluta o invincibile? Finzione e combinazione politica, per mantenere i voti di una “minoranza rumorosa” e non perdere completamente la faccia? Francamente non lo so.

Il punto nevralgico invece è la “quasi-onnipotenza” che dal 1948 ad oggi ha raggiunto Israele, sin da portarci alla costruzione di un Nuovo Ordine Mondiale, eseguito dagli Usa, ma comandato da Israele stesso, partendo dal Medio Oriente (Iraq 1°, Afganisthan, Iraq 2°, Libia e prossimamente Siria ed Iran) per arrivare all’Europa e quindi al mondo intero.

Tutto sembra procedere secondo i loro piani, anche se vi sono sacche di resistenza inaspettate (Afganisthan e Iraq) e una parte d’Europa (Francia e Germania contro la preponderanza Americana), che ritardano la costruzione della “Repubblica Universale” e del “Tempio Universale”, sogno millenarista dell’Israele carnale che ha respinto il Redentore e vuole dominare questo mondo, senza curarsi dell’altro.

Tuttavia “l’uomo propone, ma Dio dispone”. Umanamente parlando la lotta è ìmpari, ma le sorti del mondo, della storia, sono nelle mani della Provvidenza che ci ha promesso: “Le porte dell’inferno non prevarranno!”. Non dimentichiamolo mai!

Da parte nostra dobbiamo fare come se tutto dipenda da noi, ma credere che tutto si svolge come Dio lo vuole. Occorre evitare lo scoraggiamento e la viltà, che porta tanti a nascondersi, come pure l’eccesso della temerarietà che porta pochi a peggiorare la situazione (facendo fare nuove leggi repressive, con atti sconsiderati da tifosi di footbal).

La lotta non deve cessare mai, l’uomo deve cooperare con Dio, non siamo fatalisti; ma nello stesso tempo occorre sapere che l’aiuto principale è nel nome di Dio, il quale esaudisce chi lo prega e vive rettamente, senza vendersi nè esaltarsi…

Don Curzio Nitoglia

(Tratto da: http://www.doncurzionitoglia.com/israelemsi.htm)

…………………

Un parere collaterale di Joe Fallisi: “Il fatto è che dinanzi a questo popolo-classe (per usare l’espressione del marxista De Leon), ci troviamo al cospetto di un vero “monstruum” storico, che non ha paragoni ed è ultracompatto pur se con mille facce. Esso, definito da tratti isolazionisti-razzisti-suprematisti fin dall’origine specialissimi e tanto legati all’etnia (e all’endogamismo), quanto alla religione anche se non praticata, ha avuto nei suoi rapporti con i non ebrei (id est col mondo intero) quell’attitudine sociale che fin dall’antichità l’ha reso inviso e odiato universalmente. Come non mi stanco di ripetere, la cartina di tornasole di tutto ciò, nei tempi successivi all’antichità classica, è il grande regno di Polonia-Lituania-Ucraina, da cui mai furono espulsi e dove per centinaia di anni la loro funzione, il loro specifico “lavoro” (che occupava la MAGGIORANZA della popolazione giudaica attiva) fu il sanguisugamento dei goyim (in specie dei contadini ortodossi), nel triplice ruolo di esattori per conto dei principi cattolici fannulloni e disgraziati, di distillatori di vodka e impestatori e per finire di usurai. In un cerchio malefico che costituì l’accumulo della ricchezza dei loro prominenti e, insieme, la loro stessa condanna e maledizione (a cominciare proprio dalla Polonia, dalla rivolta contadina anti-giudaica di Khmelnytsky). Questa è l’”eredità”, l’”ontos” che si portano sulle spalle. Certo non tutti e certo non necessariamente per omnia saecula saeculorum. Chi lo decide, chi vuole può sgravarsene, convivendo coi gentili senza sfruttarli, ritraendo i canini dalla giugulare. Alcuni – pochi -, di questi ebrei, ne ho già conosciuti di persona. Mi auguro saranno sempre di più in futuro. Consentitemi, tuttavia, di nutrire un moderato pessimismo”

Stralcio di un commento di Maurizio Barozzi: “Questo articolo di don Curzio Nitoglia è molto importante anche se presenta molte imprecisioni e alcune distorsioni tipiche dell’ambiente cattolico.
Nel suo insieme comunque è abbastanza veritiero. Devesi però specificare:
1. il MSI fu, senza alcun dubbio, un repellente partito conservatore e di destra, ad uso e consumo dell’atlantismo. In questo senso fu ovviamente anche filo israeliano. Privo di ogni vera linea politica e infarcito di un miscuglio di abborracciate culture di destra e di reminescenze nostalgiche del ventennio, il MSI partorì anche balorde tematiche strategiche come quelle che, tutto sommato, Israele era l’ultimo baluardo dell’uomo bianco in medio oriente e in Africa. Siamo quindi in presenza di un vero e proprio partito antifascista che come tale si comportò durante tutto il suo mezzo secolo di vita. Fini ne è stato un coerente e conseguente continuatore che, gettando in cantina orpelli, saluti romani e altri specchietti del genere per allocchi, ha reso esplicita quella che era sempre stata la natura ideologica e politica di questo partito.
Il fascismo e i fascisti non hanno nulla a che vedere con il MSI, come
dimostra la storia della Federazione Nazionale Combattenti della Repubblica Sociale Italiana che mai nulla ebbe a che vedere con il MSI e, per fare un esempio, quando nel 1967 affisse i suoi espliciti manifesti, “W La Lotta del Popolo Arabo”, aggredito da Israele, deteminò la reazione stizzita della direzione missista”

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