Archivio della Categoria 'Alimentazione vegetariana'

Non mangiare la carne… conviene!

Alcuni dicono: “Non mangiare la carne è una scelta come un’altra e occorre rispettare le scelte altrui”. Mangiare la carne non è affatto una scelta come un’altra, non è come scegliere di mangiare pasta o patate: c’è di mezzo la sofferenza e la vita di esseri fatti come noi per i quali vivere o morire non è la stessa cosa: c’è la differenza tra la vita e la morte.

Essere vegani vegetariani è un preciso imperativo morale e civile, dal momento che al consumo di alimenti animali sono correlati i problemi più gravi del pianeta. Difendere la scelta onnivora significa giustificare la legge della supremazia del forte sul debole e questo genera una cultura di indifferenza verso la vita e il dolore in senso lato. Non è una scelta come un’altra dal momento che per produrre un solo kg di carne di manzo sono necessari: 100.000 litri di acqua, 7 litri di petrolio, 15 kg di cereali,12 mq di foresta, oltre a contribuire a generare fame e malattie nei paesi più poveri.

Non è una scelta come un’altra dal momento che per produrre carne vengono abbattute le foreste e che gli allevamenti di animali causano inquinamento dell’aria, della terra, dei mari e dei fiumi più di tutti i veicoli a motore del pianeta. Rispettare la scelta di chi mangia la carne è come rispettare l’idea di chi giustifica lo schiavismo, il razzismo, la tortura o la pena di morte. Non si può impedire ad una persona di mangiare la carne dal momento che la legge lo consente; ma per noi resta un atto dannoso e moralmente ingiusto. Coloro che considerano estremisti i vegani e credono vogliono imporre le loro idee, se cadessero nelle mani dei cannibali, certo non sarebbero così propensi a giustificare la legge del più forte. Per noi un animale è come un essere umano e la nostra coscienza ci impone di difendere l’uno e l’altro.

Associazione Vegetariana Animalista

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Commento di Giuseppe Altieri: “non basta non mangiare animali, come conseguenza bisogna chiudere tutti gli allevamenti industriali e lasciare al pascolo solo gli animali selvatici, gli altri, purtroppo, vanno abbattuti… O gli esseri umani… o le vacche e i maiali, quelli attualmente viventi nelle fabbriche di animali coperte o a cielo aperto… solo una volta eliminati tutti questi animali eccedenti, che oggi mangiano come almeno 20 miliardi di persone… la madre terra tornerà a respirare e noi con lei altrimenti è già la fine cerchiamo di salvar più esseri umani possibile. Giuseppe Altieri”

Mia rispostina: “Forse non serve abbatterli, sarà sufficiente non farli più riprodurre… Anche perché lo smaltimento di milioni di cadaveri comporterebbe ulteriore inquinamento! Nel frattempo occorre pian piano diminuire i consumi di prodotti di origine animale, d’altronde il consumo di carne in Italia è negli ultimi anni già diminuito, mentre nei paesi emergenti continua ad aumentare… Buona parte delle carni di animali allevati in Italia viene esportata in paesi come Cina, Giappone, Turchia, etc. e chi potrà convincerli a smetter di mangiar carne?”

Replica di Giuseppe Altieri: “ovviamente se li abbattono qualcuno se li mangerà… purtroppo, l’importante è chiudere questi lager zootecnici prima possibile, la pianura Padana è una delle tre aree mondiali più inquinate da metano ossidi di azoto ammoniaca e co2, dalle innumerevoli stalle che mangiano il doppio di tutti gli italiani… per produrre schifezze avvelenate come il prosciutto e il grana padano… Cina e altri paesi che incrementano la carne….? Si fermeranno da soli
per autodistruzione, il problema immediato è che intanto muore il pianeta Terra madre… speriamo che alla fine non rimangano al mondo solo i sionisti… che la salute se la curano a dovere, io 3 figli li ho messi al mondo… tu? Ciao Giuseppe”

Il parere di Matteo renzi: “Il segretario del PD, matteo renzie, ha pubblicamente dichiarato: “A Pasqua mangerò l’agnello, è una tradizione familiare. Se uno è vegetariano o vegano merita rispetto ma non bisognerebbe strumentalizzare una scelta personale. Io non farò mai una campagna su questo. In politica ci sono già tanti animali, non mettiamoci anche quelli veri. Comunque sono di Firenze e se mi toccano la ‘fiorentina’ mi arrabbio….”. Gli agnelli appena nati continueranno a essere strappati alle madri e sgozzati…”

Commento di Paolo Mario Buttigleri:
““Non sono italiano
non sono omosessuale
non sono fiorenzuolano
non sono laureato
non sono eterosessuale
non sono trans
non sono vegano
non sono carnivoro
sono un raggio d’infinito
che attraversa il tuo sguardo”
(Paolo Mario Buttiglieri)

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Articolo collegato:

L’allevamento industriale conduce alla morte del pianeta – Scrive F.L.M.: “Ogni anno gli animali consumano 5.000 tonnellate di soli antibiotici che finiscono nelle falde acquifere. L’aria, la terra, i fiumi ed i mari sono contaminati dalle deiezioni degli animali che producono escrementi 130 volte l’intero genere umano. Le coltivazioni a foraggio, per gli animali dall’allevamento, sono trattate con pesticidi, diserbanti, fungicidi, insetticidi, erbicidi, fitofarmaci, che dall’animale passano nel metabolismo di chi consuma prodotti animali e derivati. Secondo le proiezioni pubblicate dalla Fao, lo stile di vita occidentale porterà la produzione di carne a più che raddoppiare entro il 2050, arrivando dagli attuali 230 milioni di tonnellate a 470 milioni…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2018/01/allevamenti-industriali-e-impatto.html

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Vegetariani alle soglie del 2018

Un anno impegnativo quello che sta per abbandonarci. È stato anche l’anno del 65° compleanno in cui si sono intrecciati il nostro passato storico, la figura limpida del fondatore Aldo Capitini, il presente indaffarato e promettente, ma anche il senso di inadeguatezza rispetto alle guerre e alle violenze della Storia attuale e il futuro che si disegna sempre di più con una sensibilità nuova verso gli Animali e verso gli ultimi della Terra.

Ogni successo dell’associazione per noi corrisponde a un traguardo verso il cambiamento che è, proprio per il suo ritmo passo passo, più duraturo e irreversibile: gli Animali sono il nostro specchio, che cosa pensiamo di loro e come li trattiamo è la cartina tornasole di come vogliamo vivere, di che cosa sono le nostre priorità, di come vediamo il resto del mondo che ci vive accanto. Alla fine, sta a noi decidere se prendere la vita come una continua lotta per la sopravvivenza (vivere, morire e sopraffare) o come il luogo dove mettere in campo la nostra integrità di esseri sensibili, giunti gli uni agli altri.

Che cosa ci auguriamo per noi e per tutti voi? Un anno nuovo 2018 sereno con tante occasioni di “azioni ombrello”, protettive nei confronti dei più deboli e radicate nella convivenza pacifica.

L’Idea Vegetariana – Associazione Vegetariana Italiana

Nota aggiunta:

Ogni anno sono molte le vittime dei giochi pirotecnici, persone che si feriscono e che rischiano la vita e che, a volte, rimangono menomate per sempre; questi pericoli tuttavia non dovrebbero costituire l’unico deterrente al loro uso: ci sono altre buone ragioni per festeggiare l’anno nuovo che arriva senza lo sconquasso dei fuochi artificiali. Il primo fra tutti è lo spavento che questi rumori assordanti e improvvisi scatenano negli animali di casa ma non solo…

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Franco Libero Manco: “Chiudere i mattatoi e diventare vegetariani…”

“Bisogna chiudere i mattatoi, a costo di un terremoto economico planetario” (Voltaire) – Uno slogan, una speranza, un’utopia. Tutte le grandi innovazioni nascono nell’un’utopia. Nessuno di noi si illude perché tutto dipende dell’evoluzione civile, morale e spirituale di un popolo. Sappiamo che la nostra battaglia è impari e disperata. Noi lottiamo con le fionde contro i carrarmati. Ma sappiamo che anche un carrarmato è vulnerabile e che se agiremo concordi e determinati vinceremo la nostra battaglia.

Sappiamo benissimo che forse solo i figli dei nostri figli vedranno l’alba di un’umanità migliore, finalmente libera dalla violenza, dalle ingiustizie, dalle malattie, dal dolore. Siamo certi che questo accadrà, perché è nell’ordine naturale delle cose.

Noi siamo gli “anticorpi” dell’Organismo Terra, per questo stiamo ponendo a dimora il seme della chiusura definitiva dei mattatoi. Il percorso sarà lungo ed insidioso ma alla fine l’amore, la civiltà, la giustizia prevarranno, inevitabilmente: perché il futuro appartiene a chi difende la Vita.

Io sono sicuro che non passeranno molte generazioni e nei luoghi dove ora sorgono i mattatoi vi sarà una stele commemorativa, a perenne ricordo del lato più oscuro della storia e della coscienza umana, su cui, probabilmente, sarà scritto:

“In questo luogo, ad imperitura vergogna del genere umano, milioni di animali muti, indifesi ed innocenti vennero sistematicamente massacrati per essere divorati dagli umani. In questo luogo di spavento e di dolore sono stati versati fiumi di sangue, non per odio, non per vendetta ma per il semplice piacere gastronomico. In questo luogo hanno sofferto il terrore della morte e l’agonia non mostri sanguinari, feroci predatori ma miti e servizievoli nostri compagni di viaggio. In questo luogo fu negata la fratellanza biologica universale, fu disprezzata la vita e la sofferenza, fu calpestata la pietà, fu ucciso il rimorso, derisa la compassione, schernito l’amore. In questo luogo di orrore e di barbarie, in questo campo di perenne sterminio, in questa fucina di crudeltà e di insensibilità, in questo luogo trionfò a lungo non la civiltà ma l’arroganza più vile e regressiva, non l’amore ma l’egoismo più impietoso e distruttivo, non la giustizia ma l’ignoranza e la morte”.
In questa fase del progetto occorre:
- considerare i mattatoi come simbolo della battaglia animalista per spingere le varie associazioni e movimenti ad impegnarsi in modo prioritario nel raggiungimento di questo obiettivo;
- organizzare programmi di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica mediante volantinaggi, tavoli di informazione, conferenze e quant’altro utile allo scopo a dimostrare l’ingiustizia e gli orrori della cultura dei mattatoi e dell’alimentazione carnea;
- raccogliere suggerimenti su come mettere in atto programmi intesi a suscitare nella gente il giusto e naturale disgusto per la carne;
- raccogliere adesioni alla campagna di personaggi del mondo della cultura, della scienza, dello spettacolo, dell’arte.
- organizzare manifestazioni di protesta davanti ai mattatoi con l’invito agli addetti alla macellazione a cercare lavori alternativi;
- proposta di erigere un monumento a tutti gli animali brutalizzati dall’uomo nei mattatoi e non.
- lanciare la proposta provocatoria in modo che ognuno che mangia la carne debba dover uccidere con le proprie mani l’animale che intende divorare, oppure proporre visite guidate ai mattatoi dove ognuno può rendersi conto da dove viene la sua bistecca.

Ultima ed importante considerazione. Dagli ultimi dati risulta che in Italia vi siano circa 5 milioni di vegetariani. Ma considerando che nelle case degli italiani vi sono circa 30 milioni di animali domestici è lecito supporre che coloro che amano gli animali possano essere almeno 10 milioni: un esercito di persone potenzialmente vegetariane.

Occorre dunque fare in modo che tutti gli animalisti diventino vegetariani.

Franco Libero Manco

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Vivisezione, macellazioni halal e kosher e la farsa delle leggi a protezione animali…

L’assurdità di una legge che da una parte condanna e punisce e dall’altra autorizza e giustifica la violenza agli animali: l’identico meccanismo tra gli schiavi e i padroni di un tempo. Che razza di logica è questa? Maltrattare un animale in un luogo pubblico è condannato dalla legge, ma la stessa legge legittima ogni violenza agli stessi animali nei mattatoi o negli istituti di sperimentazione.

La causa è da ricercare nella retrograda mentalità antropocentrica che usa differenziare gli esseri viventi in categorie in cui alcune devono essere tutelate, altre possono essere fatte a pezzi, che è come considerare un crimine torturare o uccidere un europeo ma ritenere un fatto del tutto normale se le stesse violenze vengono inflitte ad un asiatico.

E così con l’avallo della legge miliardi di animali subiscono la più brutale, crudele distruzione del corpo con la mattazione, la vivisezione, la caccia, la pesca ecc. violando non solo ogni loro diritto naturale ma giustificando il più disumano trattamento: quello della tortura e del’uccisione cruenta.

La società umana ha da poco iniziato a tutelare alcune specie animali della immensa folla dei viventi: estendere i medesimi diritti ai restanti è chiedere troppo, anche se la differenza tra un vitellino ed un cane è solo nella forma del corpo ma la sofferenza percepita è identica. Perché allora si trattano in modo differente violenze analoghe? Perché l’agnellino può essere fatto a pezzi e arrostito e il cane tutelato?

Come è possibile considerare esecrabile alla medesima offesa inflitta al gatto e considerarla legittima se inflitta al coniglio? Come è possibile considerare un delitto la violenza su un cane ed essere consentita se la stessa viene inflitta nei laboratori di sperimentazione?

Il comma 2 dell’art. 1dei regolamenti comunali del Comune di Roma recita: Il Comune di Roma riconosce negli animali il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche… E non parla di animali d’affezione ma di animali. E dov’è il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche di un animale negli allevamenti intensivi?

E ancora. Il comma 1 dell’arti 5 recita: …il presente regolamento si applica a tutte le specie animali vertebrati ed invertebrati, tenuti in qualsiasi modo e detenuti a qualsiasi titolo, anche in stato di libertà o semilibertà…. o dimorano anche temporaneamente nel territorio del comune di Roma.

E il 4° comma dell’art. 7 ribadisce: A tutti gli animali di proprietà o tenuti a qualsiasi titolo, deve essere garantita costantemente la possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze, relative alle loro caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali. Altra norma in stridente contrasto con la realtà cui sono vittime gli animali destinati all’alimentazione umana.

Così puntualizzano i successivi articoli dei regolamenti. Comma 1 art 8: è vietato mettere in atto qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti degli animali; comma 2: è vietato tenere gli animali in spazi angusti, privarli dell’acqua e del cibo necessario o sottoporli a temperature climatiche tali da nuocere alla loro salute; comma 4: è vietato tenere gli animali in isolamento, privarli dei necessari contatti sociali intraspecisti ed interspecifici tipici della loro specie; comma 7: è vietato detenere permanentemente animali in gabbia ad eccezione dei casi di trasporto e di ricovero per cure…; comma 12: è vietato trasportare in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenze ,ferite o danni fisici anche temporanei… Tutte norme vergognosamente disattese.

Legge 189/2004 Art. 544 recita: Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. Una vera e propria presa in giro a danno dei poveri innocenti e indifesi animali.

Infine. Come può essere giustificata la tradizione islamica e quella ebraica i cui testi chiedono ai propri fedeli di essere compassionevoli, clementi e caritatevoli verso tutte le creature viventi e che gli animali siano considerati portatori di anima? L’islam chiede ai musulmani di essere compassionevoli verso tutte le forme di vita. Qualsiasi crudeltà verso gli animali è teoricamente vietata. Ma come conciliare la brutalità dei metodi Halal e Kosher?

Franco Libero Manco

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Carnivori si nasce? Le giustificazioni di chi non vuole rinunciare alla carne

“Se mangerete il cibo giusto sarete stupefatti, entrerete in un altro ordine di vibrazioni, vi sentirete legati all’universo ed in armonia con esso, godrete di uno straordinario stato di pace, di pienezza e di felicità” (Omraam Mickael Aivanhov)

Le giustificazione di chi si arrampica sugli specchi per giustificare se stesso e non rinunciare al piacere della carne

Secondo alcuni la consapevolezza che la pianta sia in grado di soffrire giustifica la mancanza di pietà per gli animali. E’ il solito ritornello di chi ritiene inutile fare poco dal momento che non è possibile fare tutto, che è come dire: è inutile sfamare un singolo indigente dal momento che non si può abolire la fame nel mondo; oppure che dal momento che la città è sporca lascio pure la mia immondizia sul marciapiede; e ancora: siccome l’aria è inquinata allora fumo due pacchetti di sigarette al giorno.

Spesso chi non vuole fare il proprio dovere tira in ballo la violenza naturale. Tutto ciò che vive vuole vivere, non morire. Senza la capacità di accusare dolore ogni essere vivente si lascerebbe uccidere, senza reagire. Ma l’umanità non è pronta a considerare alla stessa stregua la vita della pianta con quella della mucca, il cavallo, la pecora il maiale ecc. che, probabilmente, a differenza dei vegetali hanno i nostri stessi meccanismi fisici, chimici e biologici, i nostri stessi ricettori del dolore.

La nostra filosofia di vita, la nostra etica vegan, ci porta gradualmente ad escludere anche la pianta nella nostra nutrizione e nutrirci dei frutti della stessa, e questo non è affatto difficile farlo: oltre tutti i frutti succosi e commestibili degli alberi, noi vegan cerchiamo di consumare pomodori, melanzane, zucchine, peperoni, carciofi ecc., tutti i semi, tutti i cereali e tutte le leguminose. Ma c’è chi ci accusa che anche mangiare i frutti si causa violenza alla pianta, che è come volere paragonare il taglio di capelli all’uccisione di un uomo, o le bombe alle parolacce.

Dicono: “Bisogna tornare a consumare la carne degli animali allevati allo stato naturale”.

Ci vorrebbero altri 5 pianeti come il nostro per dare ai miliardi di animali ora allevati lo spazio necessario a farli pascolare in modo naturale. Solo attraverso gli allevamenti intensivi è possibile disporre dell’ingente quantitativo di latte, formaggi e uova che ora vengono consumate dell’umanità.

Perché la carne fa male? La carne degli animali non fa male solo perché lo dicono gli istituti di ricerca più screditati nel mondo e dagli scienziati indipendenti, non perché quello che mangiano gli animali è già contaminato, non perché agli animali vengono somministrati vari farmaci, non perché gli animali macellati possono essere ammalati: la carne fa male soprattutto per le ptomaine che si sviluppano da ogni organismo animale in via di putrefazione, cioè putrescina, cadaverina, istolo, indolo, fenoli ecc. tutte sostanze altamente tossiche.

Ma mangiare la carne fa soprattutto male agli animali, alla nostra coscienza, alla nostra capacità di condividere le sofferenza dei più deboli; fa male perché ci abitua alla logica della supremazia del forte sul debole, all’indifferenza verso la sofferenza del prossimo; fa male all’ambiente, all’economia, alle popolazioni del terzo mondo costrette a coltivare monocolture, cioè mangimi per gli animali d’allevamento per i paesi abbienti.

Per contro i vegetali per il loro alto contenuto di amidi e fibra favoriscono la concentrazione di triptofano nel cervello consentendone la trasformazione in serotonina, neurotrasmettitore che favorisce uno stato di calma, di serenità, di socievolezza.

Franco Libero Manco

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Commento di Veggie Pride: “In un giorno ordinario di un paese in tempo di pace…
Uccelli infilzati arrostiscono nelle vetrine. Corpi smembrati guarniscono gli scaffali. Sui ponti delle barche mucchi di pesci si dimenano impotenti mentre muoiono lentamente di asfissia. Negli allevamenti fetidi si consumano delle povere vite. Si tagliano al vivo e senza anestesia becchi, denti, testicoli. Si ingozzano a viva forza oche per ricavarne foie gras. Ovunque circolano camion pieni di condannati a morte. Sono coloro che saranno sgozzati, sventrati e ridotti in pezzi. Durante questo giorno ordinario, coloro che patiscono paura e sofferenza si contano a milioni. In questo paese in pace, la tortura e la morte sono all’ordine del giorno….”

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