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Franco Libero Manco: “Finché gli esseri umani si nutriranno come le belve si comporteranno come le belve”

I continui episodi di improvvisa violenza che si stanno verificando in Italia, e non solo, non hanno precedenti nella storia recente. Non passa giorno che non si registri una esplosione di follia con efferati risvolti drammatici di cui le vittime sono quasi sempre le donne e i minori.

Questa lunga catena di delitti, in apparenza inspiegabili, riconduce il problema al fenomeno di pochi anni fa della cosiddetta mucca pazza diventata tale perché alimentata con residui di carnami inadatti alla sua natura di animale erbivoro. L’identico effetto non lo si può non associare all’essere umano per sua natura frugivoro. Mai l’umanità ha consumato quantitativi di carne come in questo periodo storico, e siccome la carne è un alimento adatto agli animali predatori (serve a dar loro la necessaria aggressività per uccidere la preda) la logica vuole che se gli umani consumano questa sostanza è probabile che si verifichino i medesimi effetti e di conseguenza si verificheranno “inspiegabili” comportamenti aggressivi e violenti.

Se una persona si nutre di alimenti scarsi di un determinato principio nutritivo, (per esempio di piante coltivate su un terreno povero di un certo minerale), anche il suo organismo accuserà la stessa carenza e questa si riflette inevitabilmente sulle funzioni del suo organismo. Ogni nutriente può far funzionare meglio o peggio un organo del corpo e di conseguenza l’intero organismo.

Il nostro cervello è una macchina che funziona prevalentemente a glucosio, se scarseggia tale nutriente funzionerà male, con le conseguenze che si immaginano. Noi siamo quello che mangiamo e quello che mangiano determina la nostra condotta. Questo l’aveva previsto già il grande Krishna che Nella Bhagavad Gita rispondendo ad Arjuna che gli chiede come potersi salvare dalle conseguenze delle vite passate e raggiungere la liberazione dal ciclo di rinascita e morte. E il Dio risponde: “Tu sei ciò che mangi e le tue attività modellano la tua vita. Se regoli il cibo e le attività puoi vincere le tendenze demoniache e promuovere le tendenze pure dentro di te. Il cibo è la principale forza creativa: la condotta morale, le buone abitudini, o sforzo spirituale, tutto dipende dalla qualità del cibo”.

Vi sono aminoacidi (come la tirosina, di cui sono ricchi i prodotti animali) che favoriscono la concentrazione nel cervello dei neurotrasmettitori dopamina e adrenalina i quali inclinano l’individuo alla competizione, alla litigiosità, all’aggressione, alla violenza (gli yogi indiani sostengono che i carnivori non possono mai raggiungere l’estasi). Anche la fenilalanina, di cui sono ricchi le carni, i formaggi ed anche i legumi, e un eccesso di zuccheri e di colesterolo nel sangue risultano essere tra i maggiori imputati.

Per contro altri principi nutritivi presenti principalmente nei prodotti vegetali, in virtù del loro altro contenuto in amidi e fibra consentono la concentrazione di triptofano nel cervello consentendone la trasformazione in serotonina, neurotrasmettitore che favorisce uno stato di calma, di serenità, di socievolezza la di empatia, di disponibilità verso gli altri. Anche l’ossitocina, ormone dell’amore, predispone all’empatia, alla fiducia negli altri. In sostanza, è possibile aumentare o diminuire certe funzioni cerebrali, introducendo con la dieta certi aminoacidi in misura maggiore o minore di altri.

E’ documentato che grassi di origine animale, zuccheri e carboidrati raffinati compromettono la salute del cervello, mentre una dieta vegana svolge un’azione protettiva. Due importanti cardiologi (Michael Cooper e Michael Agent) hanno dimostrato come la meditazione è in grado di abbassare di un terzo il livello di colesterolo nel sangue: e se la mente è in grado di condizionare la materia allo stesso modo la materia (il cibo) è in grado di condizionare il pensiero e di conseguenza la condotta dell’individuo. In sostanza, siccome ogni cibo entra in relazione con la nostra coscienza e con la nostra mente, modificando la dieta si influisce anche sulle emozioni e sul comportamento della persona.

La cattiva alimentazione impoverisce le facoltà cognitive e favorisce la demenza. La droga rende apatici, assenti, modifica il pensiero e il comportamento delle persone. Il profumo inebria, calma e rilassa. Traumi in specifiche zone del cervello ledono specifiche funzioni. Certi settori del cervello coinvolti in processi emotivi lo sono anche nella elaborazione dei pensieri. Differenti emozioni attivano differenti zone del cervello e viceversa.
“I nostri risultati dimostrano che ciò che si mangia influenza il modo di pensare”, ha detto Fernando Gomez-Pinilla, professore di neurochirurgia presso la David Geffen School of Medicine presso la UCLA e un professore di biologia integrativa e fisiologia nel Collegio UCLA di Lettere.

Studiosi dell’University of California hanno dimostrato che anche i batteri presenti nell’intestino possono modificare alcune funzioni psichiche; in sostanza si può modificare lo stato psichico dell’uomo utilizzando specifici alimenti (intuizioni che risalgono ad Ippocrate). Modificando la flora batterica intestinale si possono influenzare le risposte psichiche, e con esse migliorare o peggiorare determinati comportamenti.

Anche gli stati d’animo e le emozioni si riflettono su tutte le cellule e le funzioni del corpo. Le emozioni negative generano disarmonia nelle funzioni fisiche e alterano i battiti cardiaci. Sentimenti come l’odio, la gelosia, la paura se persistono possono arrivare a provocare dei cambiamenti organici e quindi delle vere malattie. I capelli di una donna belga condannata a morte dai tedeschi divennero improvvisamente bianchi nella notte precedente l’esecuzione. Non solo la mente ma anche la coscienza umana è un’energia capace di modificare il mondo fisico.
La meditazione, la preghiera, giocano ruoli determinanti nei processi di guarigione. La mente ha il potere di attivare le difese immunitarie dell’organismo ed operare la guarigione. Un terzo delle persone guarisce attivando il potere della mente. Un atteggiamento attivo nei confronti della malattia influenza pesantemente il decorso. Anche l’ipnosi risulta essere un potente mezzo di guarigione. Gli esperimenti placebo sono una realtà riconosciuta anche dalla medicina ufficiale. Addirittura mente e cuore possono interagire al di fuori della dimensione spazio e tempo.

Seneca faceva notare che tra i mangiatori di carne si trovano i tiranni, gli organizzatori di eccidi, di faide e di guerre fratricide, i mandanti di assassinii, gli schiavisti, mentre coloro che si nutrono dei frutti della terra sono caratterizzati da comportamenti miti e socievoli. E Porfirio (considerato da S. Agostino il più grande dei filosofi) scriveva: “Non è tra i mangiatori di vegetali ma tra i mangiatori di carne che si trovano gli assassini, i ladri, i tiranni. Il regime vegetali più di ogni altro è adatto a dare una salute perfetta e una mente riflessiva e filosofica”. E Rousseau: “Comunque si voglia spiegare il fenomeno, è certo che i mangiatori di carne sono in genere feroci e crudeli più degli altri uomini. E’ quindi necessario non abituare i bambini a nutrirsi di carne, se non per la loro salute almeno per il loro carattere”. Lamartine: “Sono convinto che uccidere gli animali per nutrirsi della loro carne sia una delle disgrazie della razza umana. Io credo che queste immolazioni questo appetito di sangue, questa vista di carni palpitanti, siano fatti per rendere il cuore più duro e brutale”.Questo l’aveva intuito già Platone, vegetariano, che consentiva il consumo di carne solo ai soldati che partivano per la guerra.

Le popolazioni, o le comunità più pacifiche e miti, sono quelle che hanno escluso la carne dalla loro dieta, come gli Hunza del Kashmir, i russi del Caucaso, gli indiani del Toda e dello Yucatan (centro America), i Vilcabamba nell’antico Perù, gli indigeni del Monte Hagen nella Nuova Guinea, i Carani Guaranti dell’America del Sud, certe tribù dell’Africa o gruppi di Indios del Brasile nord-occidentale o gli Indios Piaroa in Venezuela. In questi non c’è traccia di aggressività e di violenza e l’odio è sconosciuto.

Franco Libero Manco

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La dieta migliore è quella che non si fa…

Negli ultimi anni imperversa un numero impressionante di diete proposte da personaggi che, tranne poche eccezioni, hanno poco o nulla a che fare con la scienza dietologica: furbastri che si arricchiscono sfruttando l’ignoranza assai diffusa in fatto nutrizionale. E così c’è

– La dieta Hig-Protein Low-Card, che prevede molte proteine e pochi carboidrati.

– La dieta Pritikin che utilizza percentuali molto elevate di carboidrati (circa il 76 % delle calorie giornaliere) a fronte di quantità ridottissime di lipidi.

– La dieta Atkins iperproteica, iperlipidica e a basso apporto di carboidrati.

– La dieta a Punti che assegna ai vari alimenti un punteggio che non bisogna superare a fine giornata.

– La dieta Beverly Hills con uno scarsissimo apporto di proteine e lipidi, che dura un mese e varia ogni settimana.

– La dieta Ornish, che propone una dieta vegetariana povera di grassi e ricchissima di carboidrati.

– La dieta del Minestrone che prevede minestroni, verdura e succhi di frutta in quantità industriali.

– La dieta dei Gruppi Sanguigni che differenzia l’alimentazione in base al gruppo sanguigno delle persone: 0, A, B, AB.

– La dieta Biogenic che suddivide i cibi in 4 gruppi in ordine decrescente di energia.

– La Crono Dieta che si basa sulla capacità dell’organismo di assimilare i nutrienti a seconda del momento della giornata.

– La dieta a Zona con una quota di carboidrati molto bassa e l’apporto di grassi e proteine del 30% delle calorie giornaliere.

– La dieta del Gelato con un gelato e una porzione di frutta al posto del pranzo.

– La dieta del Panino previsto al posto del pranzo, un tramezzino o un toast.

– La dieta Messegué che autorizza a mangiare per 6 giorni alla settimana in modo libero e poi stare a dieta al settimo giorno.

– La dieta del Pompelmo che prpone il consumo di mezzo pompelmo prima di ogni pasto.

– La dieta dell’Uovo Sodo che autorizza a mangiare in quantità illimitata un solo qualunque alimento.

– Poi c’è la dieta dell’Indice Glicemico, la dieta South Beach, la Dieta in Rete ecc. ecc.

In sostanza c’è una dieta per ogni esigenza per gente vorrebbe dimagrire senza rinunciare a nulla, o perdere peso continuando a mangiare quel che si vuole. Ma specialmente in questo campo non è possibile avere “la botte piena e la moglie ubriaca”: o l’una o l’altra. Le tremende immagini di prigionieri nei campi di concentramento o delle popolazioni indigenti del Terzo Mondo sconfessano qualunque attenuante: il solo modo per dimagrire è… quello di non mangiare.

In tutto questo pullulare di soluzioni “miracolose” è come se l’umanità fosse impegnata a cercare la sua dieta ideale; come se il leone carnivoro o la mucca erbivora cercassero la loro dieta ottimale. Mai che qualcuno degli autori delle diete più note o dei nutrizionisti televisivi si domandasse quale sia l’alimentazione adatta all’essere umano prevista da madre natura; cioè capire per quale carburante è stato progettato l’essere umano.

Si sa, ogni persona ha esigenze nutrizionali diverse a seconda dello stile di vita, della latitudine in cui vive, del lavoro e dell’attività fisica che svolge, ma per tutti gli esseri umani, ed in misure adeguate, l’alimentazione deve comprendere: vitamine, minerali, proteine, grassi, zuccheri, oligoelementi, fibra ed acqua. Qualunque dieta che non prevede questi fondamentali macro e micro nutrienti è da considerare dannosa.

Spesso le diete improvvisate hanno effetti collaterali molto gravi, specialmente in chi ha una fragile situazione psichica. Per esempio, tutte le diete ipocaloriche fanno dimagrire, anche le più banali, ma privano l’organismo dei nutrienti necessari e lo condannano al deperimento.

L’antropologia, l’anatomia comparata, lo studio degli istinti, l’immunologia ed altro ancora dimostrano chiaramente che l’uomo appartiene all’ordine dei primati, alla classe dei mammiferi, al genere homo, alla specie homo sapiens, alla categoria dei frugivori di conseguenza la sua dieta ideale dovrebbe essere frugivora, cioè fatta di frutta, ortaggi, legumi, semi e radici. A questo è da aggiungere la necessaria attività fisica, il variare il più possibile gli alimenti, possibilmente biologici, integrali e di stagione, consumando 5 porzioni giornaliere di frutta e verdura ( possibilmente cruda), e masticare a lungo: più si mastica meno si mangia.

Appurato questo tutto diventa più facile in fatto nutrizionale, ricordando che la buona salute dei vegani viene non da ciò che mangiano ma da ciò che escludono dalla dieta, cioè tutti gli alimenti di origine animale e loro derivati, prodotti denaturati, industriali e raffinati.

La mia logica mi induce a credere che la principale causa di obesità è da ricercare nel consumo di cibi spazzatura che essendo scarsi, o privi del tutto, di nutrienti l’organismo richiede un quantitativo maggiore di alimenti nel tentativo di disporre di quelli necessari che troverebbe in un quantitativo minore se biologici ed integrali. Inoltre, l’organismo trattiene liquidi per diluire le tossine in circolo indotte dai cibi innaturali.

Franco Libero Manco

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Consigli per la crescita interiore – Pensieri elevati e massime vegetariane

Vorrei suscitare in te che leggi il senso della visione universale, ciò che consente di percepire interamente il miracolo della Vita, il sentire profondo del palpito sostanziale delle cose; suscitare l’amore per la bellezza di essere liberi nel profondo e padroni del proprio destino e così valorizzare il prodigio della compassione, della bontà e della saggezza, il valore della virtù, la preziosità delle diversità biologiche, l’amore per la Terra patria di tutti i viventi, la necessità del sincretismo delle grandi dottrine, la sublime visione di un Dio unico. E vorrei che tutto questo divenisse il fondamento di ogni realtà individuale e sociale. Per questo ti suggerisco di far tue le seguenti considerazioni.

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Sii grato alla vita, vivi con entusiasmo, valorizza l’attimo che fugge; la vita è un bene troppo prezioso per aspettare di viverla domani: è più fugace del vento che passa.

Non fare nulla di cui potresti pentirti, ma comportati come vorresti
che gli altri si comportassero con te. E prima di dormire ogni sera
fai l’esame di coscienza, chiediti se le buone azioni e i buoni propositi
siano stati superiori ai cattivi, e ravvediti se sei caduto nell’errore, pentiti se hai fatto del male.

Prima di ogni scelta sii riflessivo, attento, lungimirante e nel dubbio segui il cuore più che la mente. Non si vede bene che col cuore. Se la menzogna è l’egoismo dominano la verità tu migliora il mondo iniziando da te stesso.

Nel bene dai per primo l’esempio e sii ogni giorno migliore.

Ogni giorno la vita ti rinnova la possibilità di essere migliore, supera quindi i tuoi limiti, le tue chiusure, le ostinazioni, cerca di non fare mai lo stesso errore: il buon carattere apre ogni porta.

Tutti siano importanti, ma nessuno lo sia più di te stesso.

Scegli la persona che avrai accanto per la vita non per interesse, non per semplice simpatia, non per attrazione dei sensi ma per affinità elettive: in questo sta il segreto di una vita serena, felice e in armonia con le nuove generazioni. Importante non è il pensiero di un uomo ma i suoi sogni, le sue speranze, le cose in cui crede, il modo in cui vive.

Il solo modo per rendere felice un uomo è quello di aiutarlo ad essere migliore.
Non esiste barriera che l’amore non possa infrangere. Ricorda che spesso la gente diviene egoista
perché guarda all’egoismo degli altri.

L’indifferenza verso la sofferenza altrui è il vero cancro del genere umano.

Educare le nuove generazioni alla valorizzazione delle diversità,
al rispetto del “piccolo, del marginale ”: questa è la condizione
per la rigenerazione del pensiero e della coscienza umana.

Sii memore del passato ma aperto all’innovazione.

Informati, apriti alla conoscenza, cerca la verità nelle cose, non demandare al altri ciò che puoi raggiungere
con le tue forze: finché la tua felicità dipenderà dagli altri sarai votato alla delusione.

Ricco e felice non è colui che ha maggiori sostanze ma chi ha meno bisogni.

Spesso la nostra colpa maggiore è quella di preoccuparci delle colpe degli altri.

Dai tempo alla gente di capire. Un albero non cresce in un giorno.
La verità è una luce che acceca chi non è abituato a guardarla.
Più sei grande e più ricevi luce ma è anche più vasta l’ombra che proietti.
Ricordati, il fine dell’uomo è quello di essere il più possibile simile a Dio,
comportati dunque come se ogni tua azione dovesse essere commessa davanti a tutti.

I momenti difficili, le prove che la vita ci impone, servono a temprarci e a renderci migliori,
né Dio permetterebbe un peso più grande delle nostre possibilità, né mai se da ciò non ne venisse un bene.
Non di rado le difficoltà sono il tragitto più breve per arrivare alla meta.

Non ti annienti lo sconforto, non ti abbandonare alla disperazione:
il momento più buio della notte è anche l’inizio del giorno.

Coltiva un ideale in cui credere e servire. Dai il tuo fattivo contributo in una causa giusta
e non pretendere più di quanto sai dare.

Nulla è più prezioso della tua dignità. Sii onesto, leale, giusto
e non permettere a nessuno di umiliarti.

Domina l’orgoglio, gli impulsi disarmonici del corpo, sii padrone della tua mente,
non scendere a compromessi con la tua coscienza. Il tuo carattere sarà il tuo destino.

Metti ordine nella tua vita, non essere dispersivo,
taglia e getta via ciò che è inutile e dannoso.

Sii sempre moderato nelle parole, coerente nelle azioni, leale nei propositi, giusto nei giudizi. Ma se puoi astieniti
dal giudicare: i pensieri sono mani armate: non vi è pensiero o azione che non abbia i suoi effetti universali.

Non essere attaccato ad alcuna cosa, non farti dominare dalle esigenze, qualunque esse siano,
ma coltiva la moderazione, la semplicità, l’essenziale.

Aiuta sempre chi ti tende la mano: la fortuna è instabile come l’acqua del mare.
Non cadere nella trappola della provocazione: è la prova che rivela la nostra vera natura.

Sviluppa il pensiero analitico e non accettare passivamente nulla
che non viene dalla tua intima ricerca.

Non adirarti con il tuo prossimo, fuggi la lite, la provocazione, la volgarità, la violenza,
anzi, prodigati per ristabilire la pace e l’armonia.

Evita l’indolenza, il pettegolezzo, la critica disfattista, la maldicenza, il rancore, l’invidia:
non è la vittoria sugli altri ciò che conta ma il trionfo su se stessi:
equilibrio e moderazione sono sempre sinonimo di forza.

Il rimprovero non sia una sferza ma un pungolo che sprona ad avanzare:
se il rimprovero trattiene una volta su dieci la promessa di una ricompensa slancia nove volte su dieci.

Non insuperbirti se ti viene mosso un rimprovero, ma traduci in esperienza
e cerca nelle motivazioni i motivi del richiamo.

Apriti alla bellezza della fratellanza biologica: tutte le cose parlano per chi sa ascoltare:
l’essenziale è invisibile agli occhi.

Astieniti dal mangiare il corpo degli animali nostri fratelli, non macchiarti del crimine di ucciderli, di sfruttarli,
di farli soffrire in alcun modo. Ogni dolore causato ricade prima o poi su chi lo ha causato secondo la legge di causa-effetto,
e impedisce la necessaria evoluzione. Da cosa mangia si riconosce un uomo.

Fai tuo e segui quanto ti suggerisco e sarai una persona libera.

Franco Libero Manco

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Una riflessione sull’alimentazione bioregionale e sull’uso dei prodotti di origine animale

Nel discorso dell’alimentazione “bioregionale”, ovvero una alimentazione basata sul cibo vegetale che viene prodotto nel luogo in cui si vive, in forma biologica e nella naturale stagione di maturazione, si è spesso parlato dell’opportunità di usare alcuni prodotti di origine animale, come il miele, il formaggio o le uova, senza però causare sofferenza agli animali.

Certo l’allevamento intensivo va abolito in tutti i modi, anche per ragioni di inquinamento ambientale, ma forse è possibile mantenere un certo equilibrio fra la presenza animale nelle fattorie contadine e l’utilizzo di alcuni sottoprodotti, come può essere il concime ma anche il latte o le uova.

Ho sperimentato io stesso – ad esempio – un piccolo allevamento di animali da cortile, non per uso carneo ma solo per ottenere le uova spontaneamente deposte e non covate, e questa collaborazione fra pennuti e uomo mi è sembrata conveniente e assolutamente non nociva.

Altrettanto si potrebbe fare con le mucche, se – come avveniva un tempo – esse vengono tenute allo stato brado o semibrado, e anche i maschi venissero mantenuti in vita per aiutare nel lavoro dei campi. Alla loro morte naturale le pelli ed altre sostanze utili, come le corna o le ossa, ecc, possono comunque venire utilizzate.

La cacca di mucca oltre che per concime può essere usata come “combustibile” e la sottrazione del latte alle madri avviene solo dopo l’allattamento dei vitelli. Quindi il latte utilizzato non è mai eccessivo e viene spontaneamente rilasciato dalle vacche domestiche. Insomma l’uso del latte va molto limitato (anche per rispetto alle vacche). La mia abitudine è quella di consumare una piccola quantità di yogurt, diciamo meno di un decilitro, che viene poi mescolato con riso bianco e sale a mo’ di “fine pasto”.

Altro alimento sempre ricavato dal latte, ovvero come sottoprodotto della produzione del burro, è il latticello, ovvero l’acquetta che si forma con la battitura della crema di latte per farne il burro. Questa acquetta è ottima come bevanda, con aggiunta di acqua ed un pizzico di sale ed erbe aromatiche.

Io stesso da anni faccio lo yogurt in casa. E’ semplicissimo: per cominciare si prende un barattolo qualsiasi (di vetro) con tappo largo. Si inserisce una quantità di latte intero a piacimento aggiungendovi una piccola quantità di yogurt attivo, si lascia riposare a temperatura ambiente per 24 ore… ed è pronto!

Dopo la prima preparazione ogni giorno si consuma lo yogurt e si aggiunge altro latte nello stesso barattolo senza mai lavarlo e lo yogurt si farà da sé. Se si vuole si può fare anche il formaggetto in casa… lasciando maturare lo yogurt anche per due tre giorni, farà un acquetta sul fondo ed uno strato di crema in superficie.

Filtrato con una pezza di mussolina, il liquido si può usare per cucinare, e la parte cremosa (dopo che si è ben asciugata) si mette in una ciotolina aggiungendoci: aglio, sale, olio, peperoncino. Sarà un ottimo antipasto o fine pasto, per tartine, ecc.

Paolo D’Arpini

(Fonte: http://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/La-dieta-bioregionale)

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Naturalismo, salute psicofisica ed erbe spontanee bioregionali

Durante le mie permanenze in alcune società primitive, in Africa ed in Asia, dove la tradizionale arte medica era ancora viva ed attuale, ho appreso alcuni segreti basilari sui metodi semplici di guarigione (da qui il termine “semplicista” utilizzato per i curatori con le erbe officinali) integrati con varie branche di conoscenza umana. A dire il vero queste conoscenze le ho ritrovate anche nelle comunità rurali italiane, ove la cura con le erbe ed i sistemi “empirici” non ufficializzati erano (e sono) ancora in auge in molti paesini.

Ricordo il mio primo maestro, il capraio Irmo di Calcata, che oltre a produrre un buon cacio aveva mille rimedi per varie disfunzioni metaboliche ed altri acciacchi, avendo appreso, osservando le erbe predilette dalle capre, i segreti della “medicina animale”. Chi è che non ha visto i gatti, ad esempio, curare se stessi procurandosi il vomito con particolari erbe? L’animale selvatico è un esempio lampante di come si possa stare in buona salute senza mai ricorrere a cure mediche, infatti l’animale spontaneamente “previene” le malattie con una dieta equilibrata e consona alla sua conformazione, e cura gli eventuali avvelenamenti o disfunzioni con quelle piante che istintivamente riconosce idonee.

Nella medicina tradizionale indiana o cinese il sistema di base è praticamente lo stesso di quello animale. Innanzi tutto vale la prevenzione poi subentra il riequilibrio attraverso semplici sistemi naturali. Figuratevi che anticamente non esistevano quasi “medicine” c’erano solo “diete” disintossicanti e riequilibriatrici delle funzioni vitali. Ciò vale per l’Ayurveda, la scuola più antica conosciuta al mondo, ed anche per il Sistema elementale cinese (basato sui cinque elementi).

Ad esempio sia in India che in Cina il medico era pagato per mantenere in buona salute l’assistito, appena esso si ammalava veniva interrotto il pagamento, se non comminata una multa. Comunque prima di ogni consulto il medico soleva inquadrare gli aspetti zodiacali dell’assistito, per conoscerne le tendenze innate e quindi le propensioni a certi tipi di malattia o di scompenso organico. Innanzi tutto egli curava con indicazioni di riequilibrio, ad esempio riportando l’attenzione su alcuni elementi trascurati o carenti, in casi gravi si consigliava l’assunzione di sostanze elementali basilari, in casi ancora più gravi si interveniva con l’imposizione delle mani, massaggi, pressione ai piedi ed altre parti del corpo, agopuntura, etc.

In effetti quello che noi chiamiamo “malattia” non è solo una mancanza di salute bensì un’interruzione della condizione di equilibrio interno/esterno. Una mancanza di armonia fra le pulsioni interne con le necessarie risposte agli impulsi ambientali esterni. Noi siamo parte indivisibile del grande organismo vivente, l’insieme vitale che contraddistingue la vita in ogni sua forma, perciò allorché non siamo in grado di armonizzare il movimento interno/esterno automaticamente subentra una condizione di “malattia”. Definirla a questo punto psicosomatica od organica è del tutto irrilevante. La malattia è invero uno stato di “malessere” che trova espressione attraverso la somatizzazione nel corpo. Quando la malattia appare significa che uno o più degli aspetti energetici elementali sono manomessi.

Con il sistema medico attuale, basato su vaccinazioni e sull’assunzione di medicinali chimici, non si potrà mai raggiungere un saldo equilibrio. In quanto la “forzatura” medicinale aggiusta da una parte e rompe dall’altra, ed inoltre crea dipendenze e rende impossibile le forme spontanee di auto-guarigione. “Vera medicina è tutto ciò che contribuisce a ristabilire armonia senza altre alterazioni” afferma l’erborista Carlo Signorini. Certo, anche il semplicista od il medico ayurvedico od il guaritore sciamanico non può ignorare la sintomatologia del male, egli però agisce diversamente dal medico allopatico, per lui la sintomatologia è una avvisaglia, un segnale di qualcosa che sta più in profondità.

Un bravo guaritore, esamina ad esempio l’iride, definita lo specchio dell’anima, tasta il polso, scuote le membra, legge le linee della mano, etc. per cui i sintomi manifestati non possono trarlo in inganno, egli sa che i segnali hanno sempre una più profonda radice che li origina. In verità è la stessa malattia che racchiude la sua medicina, questo per la legge ben conosciuta degli “opposti”.

Così nel naturalismo bioregionale la salute si basa sui sistemi curativi naturali, partendo dalla conoscenza e dal messaggio delle piante e dalle manifestazioni psichiche connesse alla malattia.

Paolo D’Arpini

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