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Vegetarismo: “L’educazione verso l’alimentazione vegetariana inizia dalla prima infanzia….”

Educate i bambini a valorizzare e a rispettare il piccolo, il minuto, il diverso ed egli crescerà valorizzando e rispettando anche il grande; ma se lo educate a valorizzare e a rispettare solo il grande egli crescerà incapace di rispettare sia il grande sia il piccolo e farete di lui un essere egoista ed infelice.

Credo che l’ostacolo maggiore per educare i bambini alla buona e giusta alimentazione siano i genitori spaventati dall’idea che una dieta priva di prodotti animali possa causare carenze di vario tipo nell’organismo dei piccoli. “Lo dicono i medici che bisogna mangiare la carne, la televisione, i preti, anche Gesù mangiava il pesce…”.

Per educare i più piccoli alla corretta alimentazione bisogna che prima siano correttamente informati i genitori, gli insegnanti e educati gli stessi bambini: intervenendo solo su questi ultimi il problema è risolvibile solo in parte. I bambini educati alle regole della corretta alimentazione, priva di prodotti animali, trovano l’ostacolo dei genitori e degli insegnanti i quali, molto spesso, carenti delle necessarie nozioni inerenti la corretta alimentazione, credono di fare il bene dei piccoli convincendoli e magari costringendoli a mangiare la carne e i derivati animali.

Ma per educare il bambino all’igiene naturale e alle regole della buona alimentazione occorre immedesimarsi nella mente e nella pulita coscienza del piccolo. Per prima cosa è indispensabile far capire che ogni essere vivente mangia il cibo più adatto a lui e che il cibo più adatto a noi è di origine vegetale; occorre parlare del valore del cibo, dell’importanza della giusta e corretta alimentazione; abituarli a mangiare in tempi regolari, a lavarsi le mani prima di mangiare e porre attenzione sul prodotto che stanno consumando; educarli a masticare bene gli alimenti, a bere più volte al giorno, a mangiare la frutta lontano dai pasti, a non eccedere mai nel quantitativo, invogliarli a preferire i cibi naturali  rispetto a quelli prodotti dalle industrie che sono trattati, conservati, addizionati; invogliarli a preferire i cibi crudi rispetto a quelli cotti facendogli capire la differenza che c’è tra un alimento vivo ed uno denaturato con la cottura; parlare dell’importanza degli alimenti biologici e integrali cercando di spiegare loro la differenza tra un cibo integrale ed uno raffinato; evidenziando la differenza tra un frutto dolce, semidolce o acidulo; fargli soffermare sulla differenza di forma, di colore, di gusto, spiegare la differenza tra pianta e frutto, tra tubero e  ortaggio, spiegare come vengono coltivati gli alimenti vegetali e quanto impegno è necessario prima che arrivino sulle nostre tavole; fermare la loro attenzione sulla funzione della buccia che riveste la frutta, sui semi, sulla polpa. Se gli si dà ancora da mangiare del formaggio o del latte far capire che è prodotto dalla mucca o dalla pecora per i suoi piccoli, non adatto alla nostra specie. Parlare dei componenti nutrizionali degli alimenti che ci consentono di vivere bene, di crescere sani e robusti;  parlare loro dei minerali, delle vitamine, degli zuccheri, dei grassi, delle proteine presenti negli alimenti che entreranno e diventano parte del nostro organismo. Spiegare il processo che subisce il cibo dopo essere stato ingerito, in che modo si trasforma in energia, in nuovi tessuti ecc.

La cosa migliore è abituarli ad osservare con maggiore attenzione tutto ciò che li circonda. Parlar loro del mondo degli animali, in che modo e con quale fatica cercano di procurarsi il cibo necessario. Far notare che ogni animale, anche il più piccolo ha, come ognuno di noi, una mamma, un papà, dei fratellini, degli amici, che come noi amano giocare, che come noi a volte sono impauriti, hanno sentimenti,  e che come noi soffrono se violentati o privati della libertà o dei loro genitori, dei loro amici o del loro ambiente naturale. Mettere in risalto la bellezza delle piccole cose, semplici, minute, l’importanza della diversità nell’universo della vita, stupirli con la perfezione di ogni essere vivente, la bellezza di una farfalla, il profumo dei fiori, le infinite sfumature dei colori, la forma di un sasso, la perfezione di una foglia, la maestosità di un albero; far notare che tutte le cose che ci circondano sono esseri viventi, grandi, piccoli e piccolissimi. Educarli a rispettare qualunque cosa, anche il filo d’erba e far capire che anche la pianta più umile se spezzata può soffrire perché i rami di un albero sono come le nostre braccia, le nostre dita.

Se i bambini rifiutano di mangiare la frutta o la verdura è perché hanno subito un’alterazione delle capacità naturali gustative a causa dell’imposizione da parte degli adulti a mangiare prodotti innaturali, industriali e prodotti animali fin da i primi mesi di vita. In questo caso occorre rieducare il loro gusto preparando in modo accattivante questi importanti alimenti per farli riabituare ai sapori naturali.

La cosa più efficace, ma anche la più facile, è sensibilizzare i bambini verso la condizione degli animali. Con la dovuta delicatezza e senza urtare la loro sensibilità infantile, invitarli a guardare agli animali come a degli esseri fatti come noi con una forma fisica diversa, invitargli quindi a considerare che come noi tutti gli animali hanno gli occhi, un cuore, un cervello, il naso, le orecchie, la bocca ecc. e che far del male ad un animale è come far del male ad uno di noi, ad un amico,  ad essere umano.

Il tentativo di far leva sulla sensibilità naturale del bambino potrebbe portare ad una reazione avversa da parte di quei genitori o di quegli insegnanti che ancora considerano gli animali semplici alimenti per l’uomo. Ma se il problema è affrontato con la dovuta saggezza ed equilibrio, molto resterà nell’animo del bambino e avremo contribuito a fare di lui una persona più sana, più sensibile e più riflessiva e in questo avremo contribuito a porre le basi di un mondo migliore, libero dalla violenza e dal dolore

Franco Libero Manco

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Roma, 24 marzo 2010 – Protesta vegetariana davanti alla Rai, che sponsorizza il consumo di carne

Si svolge con l’adesione del Circolo Vegetariano VV.TT. la manifestazione di protesta contro la Rai, promossa da varie associazioni animaliste e vegetariane di Roma e d’Italia. Appuntamento a Roma, davanti al Cavallone di Viale Mazzini 14 dalle h. 15 alle 17, del 24 marzo 2010.

Scopo della manifestazione è quello di stigmatizzare l’odiosa sponsorizzazione fatta dalla Rai, ma anche da diverse televisioni private, per l’innaturale consumo di carne nella dieta umana.

“L’uomo anatomicamente e geneticamente è un frugivoro” (Paolo D’Arpini)

Comunicato AVA:

“MERCOLEDI’ 24 MARZO P.V. DALLE ORE 15,00 ALLE ORE 17,00 MANIFESTAZIONE DI PROTESTA CONTRO LA POLITICA DELLA RAI CHE  SPONSORIZZA IL CONSUMO DI CARNE, PESCE E DERIVATI ANIMALI RICONOSCIUTI DEVASTANTI PER LA SALUTE DELLE PERSONE, PER L’AMBIENTE, L’ECONO0MIA, LA FAME NEL MONDO, L’EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA UMANA, IL SENSO CIVILE, MORALE E SPIRITUALE E SOPRATTUTTO PER GLI ANIMALI CONDANNATI ALL’INFERNO DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI E ALLA MACELLAZIONE.” er adesioni scrivere a: francolibero.manco@fastwebnet.it 

 

…… Lettera corroborativa  da inviare ai politici

La lettera che segue, indirizzata ai vari politici e candidati amministratori, è stata concepita per essere inviata, in qualsiasi periodo dell’anno, ai rappresentanti dei vari partiti politici ma in special modo in prossimità delle elezioni. L’intento è di indurli a tenere in considerazione le istanze del mondo animalista e vegetariano e a farli impegnare in modo che siano rispettate le poche leggi vigenti in materia di tutela degli animali o a farsi promotori di nuove leggi a copertura di tutti quei settori che ancora ne sono sprovvisti.

In tale operazione è necessario che ognuno telefoni al centralino della Camera (tel. 06 67601) o del Senato (tel. 06 67061) e chiedere, alla segreteria del partito a cui si vuole inviare la lettera, un indirizzo di posta elettronica, oppure un indirizzo postale. A questa lettera ognuno può aggiungere ciò che ritiene incompleto o togliere il superfluo:

Signor Presidente del Consiglio, Governatore,  Ministro, Senatore, Onorevole, Assessore…

mi preme ricordarLe, nell’interesse della salute delle persone, della protezione degli animali e nella tutela del patrimonio naturale e soprattutto nell’interesse del progresso civile, morale e sociale, nonché dei 6 milioni di potenziali elettori dell’arcipelago animalista e vegetariano, che alle prossime elezioni il nostro voto al suo partito e ai suoi rappresentanti dipenderà dall’impegno che da Lei avrà dimostrato nella risoluzione delle problematiche animaliste e vegetariane e per l’impegno a proporre nuove leggi inerenti le tematiche che ci vede coinvolti. In particolare ci ricorderemo del suo (ci auguriamo) impegno:

- a rendere attuabile la Dichiarazione Universale per i Diritti degli Animali proclamata dall’Unesco nel 1978 e riconoscere gli animali quali soggetti di diritto;

- salvaguardare il benessere degli animali mediante l’applicazione delle normative inerenti la detenzione, il trasporto e lo stordimento prima della macellazione;

- vietare la macellazione rituale o modificare il decreto legislativo n.333/98 che consente alle comunità islamiche ed ebraiche di uccidere gli animali senza stordimento;

- sia riconosciuto agli equidi lo status di animali d’affezione;

- favorire la ricerca di metodi alternativi alla vivisezione, con modifiche alla normativa n. 116/92, abolendo la deroga per la sperimentazione senza anestesia; vietare l’utilizzo degli animali nella didattica e la possibilità di sperimentare su cani, gatti, cavalli e primati non umani;

- vietare l’utilizzo di animali per uso bellico, sportivo e per i test di tossicità dei prodotti cosmetici e loro componenti;

- applicazione della legge n. 157/92 inerente le normative comunitarie in materia di caccia;

- vietare la pratica dell’uccellagione e del bracconaggio, l’uso di richiami vivi ed estendere la protezione della legge 157/92 a tutti gli uccelli migratori. Quindi ridurre il periodo di attività venatoria. Vietare la caccia nei terreni privati, nei parchi e nelle aree protette e sia esclusa la caccia dai finanziamenti del Coni;

- sia modificato l’art. 727 del codice penale in materia di abbandono di animali, eliminando dall’art. 1 del testo il termine “gravi” nella frase “ condizioni produttive di gravi sofferenze per l’animale”.

- estendere le sanzioni previste dalla legge 189/04 ai responsabili dei canili e stabulari in caso di condizioni sanitarie ed etologiche incompatibili con la natura dell’animale.

- impegnarsi affinché l’art. 3 della legge 189/04 venga applicata anche alle manifestazioni storiche e culturali;

- modifiche alle leggi speciali su circhi, zoo, palii, rodei e manifestazioni con uso di animali, quindi vietare l’utilizzo di animali nelle fiere, nelle feste popolari e religiose. – vietare inoltre l’importazione e la detenzione di animali esotici;

- osservanza della legge contro l’uso di pelli e pellicce di animali d’affezione;

- rispetto della quota di pesca, secondo le normative europee per impedire il saccheggio dei mari, la pesca indiscriminata e a strascico;

- normative inerenti la protezione dei consumatori da frodi alimentari e cibi contaminati da inquinanti chimici, medicinali di sentesi e metalli pesanti;

- garantire l’alternativa del pasto vegetariano nelle mense sociali, negli ospedali ed in tutti i ristori pubblici;

- sia abolita ogni propaganda pubblicitaria, diretta o indiretta, verbale o attraverso immagini, che possa favorire il consumo di ogni tipo di prodotto carneo, compreso il pesce;

- sia data, nei programmi televisivi, agli esponenti della cultura vegetariana, la possibilità di esporre le proprie argomentazioni in materia di prevenzione e cura delle malattie dovute a cattiva alimentazione;

- sia sostenuta da parte dei mezzi televisivi, specialmente RAI e Mediaset, la politica della prevenzione delle malattie attraverso programmi di educazione alimentare che pongano in evidenza i benefici dell’alimentazione vegetariana.

Ci ricorderemo del Suo impegno a favore di tutte le persone più disagiate, dei meno abbienti, dei meno rappresentati, delle popolazioni più povere del Terzo Mondo.

Da parte nostra ci impegneremo in modo che amici e parenti diano le loro preferenze elettorali alle persone prescelte dal vostro partito.

Certi che vorrà prendere in seria considerazione la nostra proposta, aspettiamo sue notizie in merito all’impegno che vorrà prendersi per l’attuazione delle normative vigenti e dei progetti che vorrà elaborare per venire incontro alle nostre istanze, a noi che lottiamo per un mondo migliore.

Distinti saluti:

(Firma)

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Ricetta vegetariana macrobiotica marzolina: “Asparagi.. riso, pere e fantasia…”

La primavera bussa alle porte della natura e del cuore e non c’è miglior stagione che possa colorare la nostra tavola e la nostra fantasia! Come madre terra vuole, possiamo nutrirci con i doni che in questa stagione ci offre, seguendo dunque i principi della cucina macrobiotica ma associandola  anche alla cromoterapia, che utilizza i colori per stimolare e raggiungere un sano equilibrio tra mente e corpo. Si può scegliere il bianco del cavolfiore, come il cuore delle mele e delle pere, che richiamano i petali delle prime margherite. Piccoli boccioli cominciano a spuntare su prati verdi, proprio lo stesso colore della cicoria, dell’erbetta, della lattuga e degli spinaci. Accanto al bianco e al verde, l’arancione delle carote e dei mandarini e il giallo del pompelmo e del limone ricordano i primi raggi solari che tornano a riscaldare e schiarire, essendo oramai quasi del tutto conclusa la rigida stagione invernale.

Possiamo sbizzarrirci, e trasformare i nostri piatti in vere e proprie opere d’arte, accompagnate da un sano appetito! Si potrebbe preparare uno sfizioso timballo di asparagi.

Sarà sufficiente cuocere circa un chilo di asparagi al vapore, disporli in una teglia da forno e condirli con un filo d’olio extravergine d’oliva, sale marino; aggiungere un manciata di origano, timo e aglio e lasciare per qualche minuto in forno a fuoco basso. Il timballo, semplice e veloce da preparare, si può accompagnare a carote crude tagliate a strisce lunghe e sottili e un piatto di riso e lattuga. Far soffriggere, in poco olio, una cipollina e una lattuga tagliate finemente, aggiungere un po’  d’acqua e mezzo dado vegetale. Aggiungere il riso cotto a vapore, e lasciarlo mantecare, aggiungendo, se piace, una spolverata di prezzemolo e basilico 

E per regalare in ultimo dolcezza, come vuole la tradizione, si possono cucinare le pere al cioccolato. Saranno necessarie circa sei pere, zucchero di canna, cannella e cioccolato fondente. Far bollire in un litro d’acqua circa due etti di zucchero e qualche tronchetto di cannella, e quando il composto comincia a bollire, mettere le pere intere, con tutta la buccia a cuocere. Quando sono diventate morbide, spegnere e aspettare che si possano sbucciare, tagliare e pulire, eliminando il torsolo. Sdraiare in una pirofila le pere tagliate a dadini, oppure se si preferisce a metà, e coprire tutto con il sughetto di zucchero di canna e cannella, e coprire con del cioccolato fondente e infornare a fuoco molto basso e solo per il tempo necessario perché il cioccolato si fonda completamente. E per quest’ultima ricetta, si consiglia vivamente di utilizzare cioccolato e pere che offre la natura, e non da laboratorio: in quel caso la fantasia si potrebbe trasformare in allucinazioni e incubi non solo notturni. Nettuno inganna, e le pere sono molto accattivanti, come lo sono tutte le dolci evasioni e tentazioni….

Angela Braghin

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“Vegetarismo, una speranza per la pace e per l’ecologia nel mondo….” di Ciro Aurigemma

Il Comitato per il Nobel ha deciso di assegnare il Premio per la Pace a Barack Obama per i suoi “sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli”, si legge nella motivazione.

Il Comitato ha dato grande importanza  ai suoi sforzi per un mondo senza armi nucleari, Obama da presidente ha creato un nuovo clima nelle relazioni internazionali, la diplomazia ha riguadagnato centralità: infatti il dialogo ed i negoziati sono preferiti come strumenti per risolvere i conflitti. “L’immagine di un mondo libero dalle armi nucleari ha fortemente stimolato il disarmo ed i negoziati sul controllo degli armamenti”. “Grazie all’iniziativa di Obama – prosegue il testo della motivazione – gli Usa hanno un ruolo più costruttivo nella sfida ai cambiamenti climatici con cui il mondo si sta confrontando.

Il Comitato condivide l’appello di Obama: «È giunto il momento per tutti noi di assumerci la nostra parte di responsabilità per una risposta globale alle sfide globali». Delude invece la scelta di riprendere il nucleare civile… Invece Lord Nicholas Stern, economista e autorità indiscussa del mondo accademico e scientifico, afferma intanto, come riportato dal Corriere della sera del 28 ott. ’09,  che è proprio nella dieta vegetariana che l’ umanità può cercare il suo ultimo rifugio prima di ritrovarsi soffocata dai gas serra: ridurre i consumi di carne  dice è  un requisito fondamentale per contenere l’ inquinamento e salvaguardare gli equilibri ambientali.

Stern parte dall’osservazione di alcuni numeri: un miliardo e 400 milioni di bovini allevati nei cinque continenti, 500 litri di metano prodotti da ciascun capo. Nel  2006 lo studioso scrisse per avvertire la Comunità internazionale che i costi del surriscaldamento globale avrebbero raggiunto la vetta dei 5,5 trilioni di euro… e che per invertire la rotta verso l’ autodistruzione si sarebbero dovute impostare politiche capaci di abbattere, entro il 2050 il 25 per cento degli agenti inquinanti immessi nell’ atmosfera. Sir Nicholas Stern, intervistato dal ‘Times’, colui che ha avuto la responsabilità degli economisti della Banca Mondiale ed ha collaborato con il governo britannico, come voce autorevole afferma: “È importante che si ragioni di quello che stiamo facendo e questo include anche una riflessione sulla nostra alimentazione”. Secondo i dati delle Nazioni Unite la produzione di carne è una delle fonti principali dei gas serra  ed è responsabile del 18 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica. Di conseguenza: per abbattere quella percentuale bisogna modificare la dieta quotidiana, dice Lord Stern  e bisogna che i governi si accordino per alzare i costi dei cibi «inquinanti»…Intanto secondo una stima recente pubblicata dal World Watch Institute (WWI), l’allevamento degli animali produce addirittura la metà di tutti i gas serra che l’umanità immette ogni anno nell’atmosfera…La notizia è  clamorosa, perché  triplica le precedenti stime della FAO che davano l’impronta carbonica dell’allevamento intorno al 18%. Come è giunto il World Watch a questa conclusione? Secondo gli autori del rapporto, la FAO ha omesso cinque contributi significativi per le emissioni.

1.      Occorre considerare le emissioni di CO2 legate alla filiera alimentare dell’allevamento (refrigrazione con perdite di CFC, trattamento, cottura)

2.      La FAO ha lavorato con dati del 2002 e ha sottostimato il numero di animali di allevamento. Correggendo questi dati  le emissioni aumentano.

3.      La FAO ha considerato solo la deforestazione annua per fare posto ai pascoli e alle colture da mangime, ma non ha considerato la deforestazione complessiva.

4.      Secondo la FAO, il Global Warming Potential è associato a un periodo di un secolo. In realtà il Metano decade molto prima, in circa 12 anni, ma durante la sua permanenza in atmosfera ha un enorme effetto serra. Il WWI sostiene che ci interessa valutare l’impatto che il metano ha adesso e non tra cento anni.

5.      Il WWI include inoltre tra le emissioni di CO2 anche la respirazione degli animali. Quest’ultimo punto è il meno convincente, poiché normalmente si considera che la respirazione degli animali non è un’emissione netta, dal momento che è poi equilibrata dalla fotosintesi dei vegetali di cui si sono nutriti e la spiegazione data dal WWI non mi sembra che riesca a rispondere in modo adeguato a questa obiezione.

Saremmo comunque al 43% … Ne consegue che la lotta ai cambiamenti climatici  passa per le nostre cucine, oltre che  per le centrali di produzione di energia elettrica…

Ciro Aurigemma, Psicologo e Responsabile Ecologia dell’AVI

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Homo Sapiens Sapiens, l’arresto evolutivo comincia con il consumo massiccio di carne e con la cottura dei cibi…. – Per salvare la specie umana torniamo al frugivorismo vegetariano

Dopo i gatti cucinati in diretta TV ecco altre bugie tendenziose di una televisione pubblica carnofila e macellatoria…

Nel programma “Ulisse” della televisione italiana si mostrano i nostri antenati che nella savana addentano famelicamente e con gusto il corpo sanguinolento e stomachevole di animali uccisi dai predatori (come se l’ape si fermasse deliziata sugli escrementi invece che sul polline). Mai che avessero mostrato l’ominide che mangia della frutta da un albero, anche se questa costituiva l’80% della sua dieta. Dai reperti archeologici e da studi di anatomia comparata, l’ominide alle origini e per milioni di anni vissuto nella foresta, non poteva che essere vegetariano perché sprovvisto di tutti gli attributi naturali comuni agli animali predatori, cioè mancanza di artigli, zanne, necessaria velocità a catturare la preda, succhi gastrici adatti a metabolizzare la carne, l’enzima uricase preposto alla neutralizzazione dell’acido urico, l’intestino corto, la lingua a raspa per lambire il sangue ecc.

Ritengo inverosimile che i nostri antenati, dotati di dentatura adatta a triturare frutta e semi siano stati in grado di dilaniare, senza l’uso di coltelli, le durissime carni di un qualunque animale ucciso da poco. Le scimmie pantroglodites, che hanno denti ben più affilati, mascelle e dentatura ben più potenti di quelle degli ominidi, raramente si nutrono anche di carne.

La tesi che questi filmati tendono ad evidenziare è che l’introduzione della carne nella dieta  (considerata alimento altamente proteico) sia stata la causa dello sviluppo cerebrale dell’ominide e quindi della sua evoluzione: è come dire che il lupo per evolversi dovrebbe includere nella sua dieta anche la biada. Questo assunto a mio avviso è falso e fuorviante in quanto un essere strutturato per essere vegetariano non può, per legge naturale, avere benefici mangiando sostanze incompatibili con la sua natura: naturalmente si celano i molti aspetti negativi da tale abitudine, cioè l’accorciamento della vita che ne consegue e lo sviluppo simultaneo delle malattie, come accertato dal più illustri paleoantropologi, uno fra tutti Reay Tannahili che nella sua pregevole “Storia del cibo”, afferma: “Meno della metà della popolazione  sopravviveva oltre all’età di 20 anni e il 90 per cento degli adulti morivano prima dei 40. Un uomo di 40 doveva sembrare un centenario”.. Infatti l’uso della carne fu sempre limitato e anche oggi le tribù di cacciatori primitive introducono, al massimo, il  20% della carne nella loro dieta. Inoltre. L’abitudine alla vista del sangue, l’insensibilità verso la morte e il dolore della vittima forse furono le cause che portarono l’ominide alla violenza verso i loro stessi simili.

Inoltre. Perché l’ominide che introdusse nella sua dieta anche la carne viveva in media 30 anni e non 7 volte il suo periodo di sviluppo come gli altri mammiferi?  Se anche il suo periodo di sviluppo fosse stato più breve del nostro attuale (di 19-20) e cioè di soli 5-16 anni, avrebbe dovuto vivere almeno 100 anni, di conseguenza la carne gli ha rubato 70 anni di vita.

Si sostiene che se l’ominide non avesse mangiato la carne avrebbe dovuto consumare grandi quantità di vegetali, come fanno i primati, per garantirsi  l’apporto energetico necessario a nutrire il suo cervello e quindi avrebbe dovuto dedicare molto tempo alla ricerca di cibo sottraendolo ad attività organizzative che potevano facilitare la sua evoluzione.

A mio avviso non fu l’alimento carneo a favorire lo sviluppo del suo cervello ma le estreme necessità di sopravvivenza che spinse l’ominide ad aguzzare l’ingegno per sfuggire ai nuovi predatori della savana; il bipedismo che gli liberò le mani, l’uso del fuoco, ma soprattutto l’inserimento nella sua dieta di un maggiore quantitativo di semi e cereali e poi la conseguente scoperta dell’agricoltura mediante la quale imparano a coltivare alberi da frutto, ortaggi senza dover dedicare parte del loro tempo alla ricerca di cibo.

Se fosse vera la tesi che siano state le proteine di origine animali a favorire lo sviluppo cerebrale degli ominidi e quindi l’evoluzione della specie, perché gli scimpanzè pantroglodites che sovente mangiano carne non si sono evolute? Basterebbe somministrare carne ai gorilla, ai bonobo, agli orango per farli fare un salto evolutivo? Invece succede che da un esperimento fatto su un gruppo di scimmie quando fu inserita nella loro dieta anche la carne in breve svilupparono le stesse malattie della specie umana. La cosiddetta “mucca pazza” ne è l’esempio: è diventata tale a causa di un’alimentazione incompatibile con la sua natura di erbivoro; l’identica cosa succede per gli umani.

Se sono le proteine animali a favorire lo sviluppo del cervello gli animali carnivori dovrebbero essere tra i forti ed i più intelligenti. Invece succede che sono i primati fruttariani e gli erbivori ad essere i più intelligenti, i più potenti e i più prolifici: l’elefante, il toro, il bisonte, l’ippopotamo, il rinoceronte ecc.. Il gorilla è tre volte più grosso dell’uomo e 10 volte più forte. Il leone dorme 20 ore al giorno a differenza degli erbivori e dei frugivori che dormono solo poche ore, e non è solo perché hanno necessità di maggiori quantitativi di cibo da ingerire. Il leone che insegue la gazzella si ferma sfiancato dopo una breve corsa, mentre la gazzella corre per ore senza fermarsi.

Non solo. Eccessi proteici generano amiloidosi che porta alla comparsa nell’encefalo di una sostanza, che si produce a seguito ad una alterazione del metabolismo proteico, che porta all’invecchiamento precoce e quindi al morbo di Alzheimer che è appunto una malattia degenerativa dell’encefalo. Il celebre studioso Tennis J. Selkoe a tal proposito afferma: “Quando nell’encefalo si accumulano quantità eccessive di proteina amiloide, può insorgere la malattia di Alzheimer, anche se l’amiloide è secreto dal mesenchima solo se viene sovraccaricato da un’eccessiva quantità di proteine. Infatti in regime ipoproteico la situazione migliora”.

Il cibo adatto ad ogni specie è quello a cui ogni specie è istintivamente attratta. Una tigre verrà attratta dal corpo di un animale, una mucca da un cespuglio d’erba, una scimmia, come un essere umano, da un frutto. La natura ha anche previsto un margine di adattabilità alla dieta specie-specifica, per consentire la sopravvivenza in periodi di carenza; ma quando l’eccezione diventa regola quella specie degenera. In un altro esperimento condotto su alcuni carcerati in Francia nel secolo scorso fu dato loro mangiare solo della carne: gran parte di questi morirono nel giro di 40 giorni, per il semplice fatto che la carne è sostanza altamente squilibrata, cioè priva di glucidi, fibre e vitamina C. Gli animali predatori si garantiscono tali sostanze mangiando il corpo intero dell’animale, le ossa, le cartilagini, le interiora, cosa che gli ominidi non potevano fare se non in minima parte. Inoltre è utile ricordare che la carne cotta, oltre ad essere priva di enzimi, di vitamine, scatenante leucocitosi e putrefazione intestinale, essendo povera di sostanze nutritive spinge l’organismo ad ingerire maggiori quantità di cibo. Se il cibo crudo non fosse stato completo di nutrienti nessuna specie sarebbe sopravvissuta.

Sono utili da ricordare anche le dichiarazioni del Dr. Richard Lehne, anatomista: “L’anatomia comparata prova che la dentatura umana è totalmente frugivora e ciò è confermato dalla paleozoologia con documenti vecchi milioni di anni”. Carolus Linnaeus (1707-1778), celebre botanico: “La frutta è il cibo più adatto alla bocca, allo stomaco, alle stesse mani dell’uomo, disegnate appositamente per raccogliere e mangiare frutta. E anche se il genere umano ad un certo punto della sua storia acquisì abitudini onnivore, millenni di onnivorismo non hanno cambiato di una virgola anatomia e la fisiologia del suo corpo”. E Girolamo Savonarola, celebre frate domenicano vegetariano, ci lascia un test per la valutazione della vera fame. “I veri onnivori e i veri carnivori, quando sono affamati, sono attratti istintivamente da animali e carogne che interpretano come cibo immediato. Questo non accade mai all’uomo. Il ribrezzo che ogni uomo normale e sano prova alla vista del sangue e di un cadavere è la prova della sua natura non carnivora”.

Affermare che la carne sia stata la causa dello sviluppo cerebrale dell’ominide è assurdo quanto improbabile: sarebbe come affermare che la natura abbia programmato per lo sviluppo di una specie un’alimentazione diversa da quella compatibile con la sua struttura chimico-anatomica. Se l’ominide ha sviluppato la sua massa cerebrale non può essere in alcun modo attribuito all’introduzione della carne nella sua dieta ma dei semi e dei cereali che ha dovuto integrare in modo più massiccio, ma sempre limitato, e consumati allo stato crudo.

Franco Libero Manco

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