Archivio della Categoria 'Alimentazione vegetariana'

Cucinare in pace. La Tavola di Pitagora – La proposta di Marinella Correggia

Caro Paolo, sempre interessantissimo il tuo Giornaletto di Saul (http://www.circolovegetarianocalcata.it/2019/11/28/la-verita-storica-il-paradosso-delle-divisioni-treia-corso-di-formazione-dei-volontari-la-ribellione-dei-padroni-alberi-straordinari-ditalia-il-respiro-di-dio/) e la formula grafica è eccezionale, permette sia una lettura veloce ed essenziale dei primi paragrafi sia poi l’approfondimento. Bravo.

Vado per punti:

1) Mi metti in contatto con Massimo Erbetti sulla questione rifiuti? E’ nominata anche Rieti, provincia nella quale abito e vorrei dedicare un po’ di tempo a valorizzare quel testo sulla prevenzione dei rifiuti fatto anni fa.., come per la salute, la prevenzione è tutto, la cura (raccolta differenziata e riciclaggio) è molto meno.

2) per la recensione del libro sugli alberi. Gente come noi, che vive e soffre, come scrisse Primo Levi nella Tavola periodica (Nichel). Anzi bisognerebbe iscriversi all’associazione Patriarchi d’Italia.

3) Forse andrò a Osimo per scrivere su Spring Color, fabbrica di colori naturali che uso da decenni e vorrei valorizzarli x quel che posso. Magari passo a trovarvi? Quanto dista Castelfidardo da voi?

4) E infine una propostina, caso mai tu stessi organizzando un evento dalle tue parti, vedi se si può inserire questo che ti descrivo qui sotto.

SIMPLA, DUE ORE SUL CIBO AMICO DEL CLIMA E DELLA SALUTE

- PRESENTAZIONE DEL LIBRO CUCINARE IN PACE
- MINICORSODI ECOSALSE FACILI senza elettroomestici né imballaggi
- MINICORSO DOLCETTI CRUDI DEL PARADISO TERRESTRE
- ASSAGGI SENZA STOVIGLIE USA E GETTA! (porto io quelle durevoli)
- DISTRIBUZIONE DEL RICETTARIO di venti ecosalse semplicissime

Io porto anche gli ingredienti

Indice del libro CUCINARE IN PACE
La tavola di Pitagora

Macello globale
Un modello rosso sangue
Fame, malnutrizione e malattie del XXI secolo
L’eterna Treblinka degli allevamenti
L’urlo dei cadaveri d’argento
La concorrenza fra 5 ovvero l’impossibile quadratura del cerchio
Fame e guerra
Clima, la spada di Damocle
Più caldo, più fame. E più sete ovviamente.
Scarsità idrica e altri disastri socioambientali.
Contadini e braccianti: più fatichi meno mangi!

Del non mangiar carni: che cosa mangeremo domani? La tavola mondiale
Prima la salute
Dieta lieve e a bassa impronta ecologica, idrica ed etica
Cibo rispettoso dei viventi
Agroecologia che salva il clima
Minimo comun denominatore, come la pace
Uscire dallo sfruttamento

Le materie prime del buon mangiare
Istruzioni: la scelta delle materie prime
Istruzioni sul modo di trasformare in cibo le materie prime e gli alimenti di base
Dove compro – se compro: mercati dei produttori, negozi leggeri
Per mangiatori non sedentari: in un modo o un altro, l’importante è coltivare
Viaggio nella dispensa della sobrietà creativa: quello che non ho…
La nostra dispensa pitagorica
Mangiare in salute

In cucina e a tavola
La cucina senza sprechi
Il buon destino di crusca, bucce, torsoli, gambi, nòccioli, foglie, semi
Festina lente. la variabile tempo.
Cucinare e conservare a energia (quasi) zero
Frigorifero o anche no
Stupefacenti mano-domestici a manovella ed elastico!
Come e dove cuocio, se cuocio?
Ecogalateo e stoviglie
Strumenti edificanti: borraccia, gavetta e sporta coram populo
Azioni pubbliche: ecomense, ecosagre ed ecofeste
Fare il compost.

Oltre 100 ricette davvero eco, veg, facili ed economiche
7 ricette degli altri
7 inaspettate crudizie
7 salse istantanee
7 cibi di base
7 insalate arcobaleno
7 conserve per la rivoluzione e per guadagnare tempo
7 minestre e zuppe
7 piatti di cereali asciutti
7 piatti di ortaggi cotti
7 piatti di proteine dalle piante
7 (volte 7) torte salate, calzoni, polpette, crocchette e frittate
7 ricette con gli “scarti”
7 ricette delicate
7 dolci con zuccheri interni
7 dolci ma sani
7 tisane crude e cotte all’acqua di rubinetto

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Il carnivorismo non ha giustificazioni salutistiche né religiose

Strumentali le posizioni di alcuni nutrizionisti quando affermano che chi sceglie il regime vegetariano/vegano deve farsi seguire da un nutrizionista perché può incorrere a carenze di vit. B12, ferro, calcio e omega 3. Mai che i presentatori televisivi intervistassero una persona che non mangia carne alla quale chiedere lo stato di salute, se fa riferimento al nutrizionista o se ha carenza dei nutrienti dei quali allarmano la popolazione. A differenza di tutte le altre la nostra specie è la sola che ha bisogno che qualcuno gli dica cosa mangiare.

Potenza della comunicazione mediatica al servizio delle grandi lobby agroalimentari e zootecniche: la popolazione associa automaticamente le proteine alla carne, l’omega 3 al pesce e il calcio ai formaggi. I nutrizionisti ancora usano l’anacronistico termine di “proteine nobili”, (io le chiamerei ignobili) dando a queste un valore che non hanno. Se fossero realmente “nobili” non sarebbero associate alle peggiori patologie e se fossero realmente necessarie coloro che non ne fanno uso accuserebbero carenze, invece la loro salute è migliore di coloro le utilizzano. In verità è molto meglio e più salutare consumare due prodotti (cereali e legumi) piuttosto che uno solo e salvarsi degli effetti collaterali dei prodotti carnei e derivati animali. Allo stesso modo per l’omega 3 di cui è ricco il mondo vegetale senza ingerire le sostanze putrefattive e nocive del pesce. E il calcio nei latticini? Sono proprio questi, essendo altamente acidificanti, che sottraggono calcio all’organismo. (flm)

Per discutere questi e simili temi è stato organizzato un incontro presso AVA, il 21 novembre 2019 alle ore 18,00, in piazza Asti 5/a Roma. Relatore il Dr. Luca Del Nevo, titolo della conferenza “LE TESTIMONIANZE DI GUARIGIONE DEL TAUMATURGO LUCA DEL NEVO”

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MACELLAZIONE RITUALE: TRADIZIONE ARCAICA E CRUDELE

“La compassione è un miracolo più grande del camminare sulle acque”

Vi è un valore morale al di sopra di tutti gli altri: la compassione, la capacità dell’animo umano di condividere la sofferenza dell’altro, unica vera garanzia per il rispetto tra componenti una comunità e la loro pacifica convivenza. Valore che tutti i grandi mistici, santi e grandi filosofi hanno invocato e che oggi sicuramente approverebbero, specialmente se le tradizioni ed i rituali appartengono ormai a contesti violenti mai giustificabili.

L’indifferenza verso il dolore e la vita dell’animale da sempre inclina l’essere umano all’ingiustizia e alla violenza verso il suo stesso simile.

Secondo i dettami biblici all’uomo è affidato il compito di tutelare tutte le creature (Ge. 2,15). Ogni legge è data affinché un popolo attui il suo percorso evolutivo, ma quando la tradizione preclude lo sviluppo etico, civile, culturale e spirituale dell’uomo deve necessariamente essere superata.

Ogni progresso sociale ha potuto attuarsi soprattutto nel superamento di tradizioni non più rispondenti alle necessità civili, democratiche di una comunità. Nulla ha valore imperituro; solo la compassione, l’amore, la misericordia sono immutabili nel tempo alle quali ogni altro principio è destinato ad uniformarsi. “Non fare ad altri ciò che non vorresti per te stesso”, questa è la legge valida sotto ogni cielo e che oggi tutti i Grandi certamente estenderebbero a tutti i viventi.

Una tradizione ha valore e va rispettata solo nella misura in cui è strumento di evoluzione per l’uomo sul piano della crescita della coscienza civile e morale, e soprattutto quando è in accordo con le mutate esigenze dell’animo umano proteso verso la sua integrale realizzazione in armonia con tutte le creature, nel rispetto della sacralità della vita, della libertà, della valorizzazione delle differenze formali costituenti la diversità biologica; diversamente le tradizioni devono essere superate, come sono state superate dal mondo occidentale le crocifissioni, i roghi o lo schiavismo, la lapidazione ecc.

Noi siamo lontani dalla dichiarazione rilasciata nel 1983 al capo della Comunità Ebraica di Parigi quando un gruppo di animalisti e intellettuali francesi chiese di usare anestetizzanti per gli agnelli sgozzati dagli Ebrei. Il capo rabbino rispose che “Per la remissione dei peccati occorre la sofferenza, perché senza la sofferenza degli animali non ci potrebbe essere purificazione e redenzione per la Comunità Ebraica”. Un’affermazione oscurantista, quanto retrograda, dal momento che l’innocente paga, contro la sua volontà, per il peccatore. L’islam di tradizione ebraica richiama la Bibbia in cui per ben mille volte è riportata la parola sangue, sacrificio e vittima. Ma San Giovanni Crisostomo, uno dei Padri della tradizione cristiana, dice: “Che cosa stai dicendo Mosè?Il sangue di un agnello purifica gli uomini? Li salva dalla morte? Come può il sangue di un animale purificare gli uomini, salvare gli uomini, avere potere contro la morte?”

Noi vogliamo uniformarci alla condizione dell’uomo prima del peccato originale in cui nel paradiso terrestre Dio dà all’uomo un preciso comando ad essere vegetariani: “Ecco, io ti do ogni erba che produce seme e ogni albero in cui è frutto saranno il vostro cibo, mentre agli animali do la verde erba dei campi” (Gn: 1,29).

Per ciò che riguarda l’Islam, è nota la compassione di Maometto verso la condizione degli animali: “Esiste una ricompensa per chi fa del bene a qualunque essere vivente”. E secondo una tradizione Sufi Allah disse a Maometto: “Se proprio dovete uccidere, al posto di 40 polli uccidete una capra, al posto di 40 capre uccidete 10 mucche, al posto di 40 mucche uccidete 10 cammelli”, a dimostrazione del valore della vita attribuita ad ogni singola creatura e nella volontà di non causare inutili sofferenze specialmente a quegli animali il cui contributo è stato ed è determinante per il progresso dell’uomo. Sotto questi auspici il Corano continuamente richiama alla compassione e alla misericordia per gli animali e invita l’uomo a trattarli con il massimo rispetto perché “Chi non ha compassione per gli altri esseri viventi non avrà la compassione di Dio”.

Anche nella legge ebraica troviamo chiare indicazioni a superare antiche e non più giustificabili tradizioni: “Voglio l’amore non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti” (Os: 6,6), comando suggellato più tardi da Gesù nel discorso della Montagna, ampiamente accettato e condiviso sia dalla tradizione ebraica che islamica: “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”. E troviamo ancora che Dio, per bocca del Profeta Zaccaria si dissocia da certi rituali inutili e crudeli: “Pasci quelle pecore da macello, che i compratori sgozzano impunemente e i venditori dicono: Sia benedetto il Signore, mi sono arricchito e i pastori non se ne curano affatto. Neppur io perdonerò agli abitanti del paese oracolo del Signore “Ecco, io abbandonerò gli uomini l’uno contro l’altro, l’uno in balia dell’altro, non mi curerò di liberarli” (Zc:11,4-6)

Franco Libero Manco

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Alimentazione ed evoluzione umana

L’entità umana sembra costituita, fondamentalmente, da corpo, mente, coscienza e spirito. Ogni nostra azione è sempre preceduta da un pensiero mai disgiunto dalla coscienza e questa dalla componente spirituale. Se ne deduce che ogni nostra azione, come la scelta di un determinato modo di comportarsi e di alimentarsi, caratterizza l’intelligenza e la sensibilità dell’individuo.

Diceva la nota scrittrice francese, Simone Weil: “La compassione è un miracolo più grande del camminare sulle acque”. E in effetti è la più alta e qualificante espressione del genere umano: è il frutto dell’evoluzione morale, civile e spirituale di un individuo: conquista che si manifesta nella capacità di condividere la condizione dell’altro, in senso lato.

A mano a mano che nell’uomo aumenta l’intelligenza positiva e la sensibilità del cuore apprezza e tutela il valore della vita in tutte le sue manifestazioni. Ai primordi l’uomo limitava il suo interesse a se stesso, successivamente al suo nucleo familiare, poi al suo gruppo, alla sua etnia, fino ad espanderlo a tutti gli essere umani, o quasi. L’evoluzione, in fase successiva, chiama gli esseri umani ad estendere i codici del diritto all’esistenza, alla libertà e alla vita dall’uomo ad ogni essere senziente, comprese le piante, anch’esse dotate di sensibilità e di “voglia” di esistere.

Difficilmente un uomo giusto e sensibile, un mistico, toglierebbe la vita ad un animale per il piacere di mangiare le sue carni. A tal proposito H. D. Thoreau asseriva: “Sono fortemente convinto che cessare di nutrirsi di animali rappresenta un momento imprescindibile nella graduale evoluzione della razza umana”.

Il cibo a cui l’essere umano è istintivamente attratto caratterizza il suo livello evolutivo. Il carnivoro è attratto dalla carne, come l’erbivoro dall’erba e il frugivoro dalla frutta. Un bambino non sarà mai attirato da un pezzo di carne, o di pesce, mentre è spontaneamente attratto dalla frutta. I pasti a base di carne hanno sempre caratterizzato l’alimentazione dei guerrieri, dei duri di cuore, della gente insensibile all’altrui sofferenza. Per contro l’alimentazione da sempre adottata dalle persone sensibili, dai mistici, degli anacoreti, dai grandi filosofi e dagli uomini più illuminati di ogni tempo e paese, era ed è priva di prodotti cruenti.

Una persona messa davanti alla scelta tra due pietanze, l’una a base di frutta, l’altra di carne, se sceglie la prima vuol dire che la sua sensibilità, la sua cultura e la sua coscienza è affine a quel tipo di alimentazione, pacifica e non violenta; allo stesso modo, se sceglie la carne vuol dire che la sua intima natura è più affine ad un pasto cruento e questo caratterizza la sua indifferenza verso la vittima e verso i danni che tale alimentazione può produrre, e di conseguenza qualifica il suo livello etico, culturale e spirituale.

Franco Libero Manco

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Vegetarismo… ultima spes

Quando sai che il 15% della popolazione mondiale dispone dell’85% delle ricchezze naturali e mangia il 60% di tutto il cibo prodotto, mentre 50 milioni di persone (quanto le vittime della Seconda Guerra Mondiale) ogni anno muoiono di fame e di miseria e non ti ribelli a questa abissale ingiustizia, tu non sei un uomo.

Quando sai che nel mondo un miliardo e mezzo di persone percepiscono in un mese il salario di un giorno dell’ultimo manuale in Occidente, mentre ogni mucca riceve dalla comunità europea un sussidio di 2,5 dollari al giorno (il doppio di quanto dispone il 75% degli africani) e dici, “Che ci posso fare”, tu non sei un uomo.

Quando sai che tutte le malattie del mondo potrebbero essere debellate con la somma che il mondo spende in un solo giorno in armamenti militari (150 milioni di euro al minuto); che un sottomarino atomico costa quanto 4000 ambulatori medici; che i soldi spesi ogni anno solo negli Usa per curare le patologie e i danni causati da eccessi alimentari basterebbero ad eliminare la fame nel mondo e non ti senti sprofondare dalla vergogna, tu non sei un uomo.

Quando sai che il Sud per pagare i suoi debiti versa ogni anno 12.000 miliardi di dollari nelle casse dei paesi ricchi e che il 40% di tutte le importazioni agricole negli Usa destinati agli animali d’allevamento vengono dai paesi sottosviluppati e credi che sono cose che non ti riguardano, tu non sei un uomo.

Quando sai che milioni di tonnellate di eccedenze alimentari vengono distrutti, che centinaia di migliaia di capi di bestiame vengono inceneriti e che tonnellate di latte viene versato sulla strada per equilibrare i prezzi tra offerta e consumo, mentre 7 madri su 10 nel Terzo Mondo vedranno i loro bambini morire prima che abbiano compiuto 15 anni e il tuo cuore non si spacca dal dolore e dalla rabbia; tu non sei un uomo.

Quando sai che 170 miliardi di animali ogni anno vengono allevati in modo infernale e uccisi per imbandire le tavole degli umani, che i cereali utilizzati per produrre un solo kg della carne che mangi sarebbero sufficienti a sfamare 40 bambini e non senti di ribellarti a questa spaventosa follia collettiva, tu non sei un uomo.

Quando sai che 40 mila bambini muoiono ogni giorno (8 milioni ogni anno) per mancanza di acqua potabile mentre tu sprechi 100.000 litri di acqua mangiando un solo chilo di carne di manzo; quando sai che 1000 bambini solo in Italia vengono uccisi ogni giorno con l’aborto e hai ancora il coraggio di guardarti allo specchio, tu non sei un uomo.

Quando sai che nel mondo ogni anno 300 milioni gli animali vengono torturati e uccisi con la vivisezione (l’86% senza alcuna anestesia), e ti limiti a dire “poveretti”, tu non sei un uomo.

Se sei un uomo non ti nascondere dietro i tuoi falsi pregiudizi:

levati i tappi dalle orecchie, la benda sugli occhi, la corazza sul cuore.

E’ troppo comodo, troppo ipocrita limitarsi al lamento, alla critica, alla protesta.

E’ troppo comodo aspettare che siano gli altri a realizzare un mondo migliore.

Franco Libero Manco

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