Archivio della Categoria 'Alimentazione vegetariana'

Vecchi pregiudizi duri a morire e la paura di rinunciare alla carne…

E’ mentalità comune molto diffusa l’idea che la carne sia un alimento necessario, che dà sostanza, che dà forza, che sia ricco di proteine utili alla crescita e che specialmente in uno stato di malattia sia utile inserirla nella dieta. Chi sostiene questo probabilmente è condizionato da abitudini arcaiche, che è poco informato, che non ha mai letto un testo di nutrizione. In sostanza la carne risulta essere tra gli alimenti meno completi sotto l’aspetto nutrizionale e quindi non solo non necessaria ma oltremodo dannosa.

Anche le persone più sensibili alle tematiche vegetariane spesso hanno paura di rinunciare totalmente al consumo di prodotti animali o derivati per un’atavica quanto ingiustificata paura di incorrere a qualche carenza nutrizionale. Una paura difficile da superare, specialmente se sono coinvolti dei bambini.

Per superare questa paura abbastanza consolidata basterebbe considerare che un terzo della popolazione mondiale vive, per vari motivi, da vegetariana; che i vegani godono di una salute migliore rispetto gli umani onnivori; che nella carne, pesce, formaggi, uova e derivati vari non vi è alcun principio nutritivo che non sia presente nel mondo vegetale, senza gli inevitabili effetti dannosi di questi prodotti (perché incompatibili con la nostra natura); che la completezza nutrizionale dell’alimentazione vegetale è stata confermata non solo da una miriade di scienziati e ricercatori indipendenti ma da una delle più autorevoli organizzazioni del mondo in fatto nutrizionale, l’ American Dietitic Association, che fin del 2009 ha dichiarato: “Tutte le diete vegetariane, comprese quelle vegane, correttamente pianificate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono apportare benefici nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Sono appropriate in tutte le fasi del ciclo vitale, incluse gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, nonché per gli atleti”.

Inoltre, è utile considerare che per le generazioni che ci hanno preceduto negli ultimi 10 mila anni l’alimento carneo era un’eccezione non la regola e la salute del popolo era migliore di quella delle classi abbienti che potevano permettersi alimenti a base di animali.

I grandi uomini di spirito, di genio, santi e filosofi da sempre hanno raccomandato di escludere dalla dieta l’alimento carneo: la loro genialità e la loro eccellente salute dimostra chiaramente la non necessità nell’alimentazione umana. Da ricordare che i due più grandi geni, vanto dell’umanità, Pitagora e Leonardo da Vinci erano vegan.

Infine, se nella carne, nel pesce o nei prodotti caseari vi fosse qualche principio nutritivo non presente nel mondo vegetale coloro che non consumano questi prodotti dovrebbero accusare carenze nutrizionali invece risulta che il popolo dei vegani gode di una salute migliore rispetto a coloro che ne fanno uso.

Franco Libero Manco

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Quali sono gli alimenti adatti all’alimentazione umana?

UN ALIMENTO E’ ADATTO ALL’ALIMENTAZIONE UMANA SE… E’ COMPATIBILE CON IL NOSTRO ORGANISMO E RISPONDE ALLE SEGUENTI CARATTERISTICHE:

1: essere esteticamente attraente, appetibile, desiderabile

2: avere un buon profumo

3: essere commestibile da crudo, gradevole e gustoso

4: essere facilmente digeribile e assimilabile

5: avere il giusto ed equilibrato quantitativo di nutrienti

6: essere compatibile con la morfologia umana

7: non contenere residui chimici né adulterazioni

8: non deve generare patologie

9: non essere facilmente deperibile

10 : non causare danni all’ecosistema

11 :essere economicamente conveniente

12: essere eticamente compatibile

13. essere un alimento necessario e apportare benefici al nostro organismo

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1: essere esteticamente attraente, appetibile, desiderabile:

un pezzo di carne cruda, un pesce, un mollusco, un volatile, il corpo di un animale morto, è tutt’altro che desiderabile: attrae solo gli animali predatori, gli sciacalli, gli avvoltoi, i serpenti, non l’uomo.

2: avere un buon profumo:

se non è camuffata con la cottura e con le spezie la carne dell’animale morto emana il tipico ripugnante fetore dei cadaveri. L’odore della carne e del pesce è nauseabondo e la puzza serve a tenerci lontani da quell’alimento.

3: essere commestibile da crudo, gradevole e gustoso:

la carne cruda è durissima per la dentatura umana e non è gradevole al gusto; sono necessari dai 5 ai 20 giorni di frollatura per ammorbidirla. Carne e pesce per motivi di igiene e masticazione devono essere cotti e la cottura altera e distrugge quasi del tutto le proprietà nutrizionali.

4: essere facilmente digeribile e assimilabile:

la carne impiega dalle 50 alle 70 ore dal momento dell’assunzione all’espulsione e soprattutto è di difficile assimilazione perché i legami delle cellule resistono agli enzimi digestivi.

5: avere il giusto ed equilibrato quantitativo di nutrienti:

la carne è priva di carboidrati, di fibre, povera di vitamine (specialmente quelle termolabili) e di enzimi in gran parte distrutti con la cottura; anche i minerali sono resi inorganici con la cottura e quindi di difficile utilizzo dall’organismo; inoltre la cottura altera anche le proteine che flocculano, i grassi si ossidano. La cottura del pesce rende quasi inservibili gli omega 3.

6: essere compatibile con la morfologia umana:

se l’essere umano fosse strutturato anatomicamente a mangiare anche la carne avrebbe denti adatti a lacerarla direttamente dall’intero animale, saliva, stomaco, intestino ed enzimi appropriati a neutralizzare l’acido urico. L’essere umano manca di artigli, di zanne, non ha velocità necessaria a rincorrere la preda e soprattutto ha repulsione alla vista del sangue e dei cadaveri.

7: non contenere residui chimici né adulterazioni:

carne e pesce contengono residui chimici dei mangimi e di medicinali somministrati agli animali d’allevamento. Inoltre gran parte della carne deriva da animali ammalati.

8: non deve generare patologie:

la statistiche dicono che maggiore è il quantitativo di proteine animali consumate è maggiore è la possibilità di contrarre patologie come uricemia, ipertensione, reumatismo, gotta, cancro, diabete, malattie cardiovascolari… Inoltre è ricca di grassi saturi e colesterolo, genera radicali liberi, leucocitosi digestiva, acidifica il pH del sangue, sottrae calcio all’organismo.

9: non essere facilmente deperibile:

come tutti gli organismi animali morti la carne, specialmente il pesce, va in rapida putrefazione sviluppando putrescina, cadaverina istamina, ammoniaca, indolo, scatolo…

10: non causare danni all’ecosistema:

gli spazi per adibirli a pascolo e la coltivazione dei mangimi per animali d’allevamento sono la prima causa di deforestazione; assorbono il 70% delle terre coltivabili, producono il 21% di gas serra, il 37% di metano, il 65% di perossido di azoto. Gli allevamenti intensivi solo in Italia inquinano quanto 140 milioni di esseri umani e un solo impianto ittico quanto 60.000 persone.

11:essere economicamente conveniente:

con il costo medio di un kg di carne (20 euro circa) si possono acquistare derrate alimentari per il nutrimento di 3 giorni di una persona. Il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia viene assorbita dalle cure per neutralizzare gli effetti della cattiva alimentazione. La spesa farmaceutica annua è di 2,5 miliardi di euro solo per farmaci antitumorali. Senza le sovvenzioni statali il costo della carne sarebbe proibitivo per la maggioranza delle persone.

12: essere eticamente compatibile:

la carne è il risultato della sofferenza e dell’uccisione di miliardi animali allevati in modo brutale è uccisi nel più totale disprezzo della loro vita e della loro sofferenza; è un prodotto che avvalora la legge del più forte e che rende insensibili all’altrui sofferenza; degrada moralmente, preclude l’evoluzione dello spirito, rende più aggressivi, abbassa le frequenze energetiche dei chakra…

13. essere un alimento necessario e apportare benefici al nostro organismo:

la buona salute dei vegetariani e dei vegani dimostra che la carne non è necessaria alla nostra salute; non apporta benefici ma causa le peggiori moderne patologie: diabete, ipertensione, uricemia, cancro, ictus, infarto…

QUINDI, LA CARNE DI QUALUNQUE ANIMALE E’ TUTT’ALTRO CHE COMPATIBILE CON LA NATURA UMANA. NON SOLO NON E’ NECESSARIA MA È PORTATRICE DI DANNI: AL NOSTRO ORGANISMO, ALLA NOSTRA COSCIENZA, AGLI ANIMALI, ALL’AMBIENTE, AL TERZO MONDO, ALL’ECONOMIA (Franco Libero Manco)

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Il futuro vegano dei dissidenti della nuova era…

Noi siamo i dissidenti della nuova era, fuori dagli schemi convenzionali. Noi siamo, per nostra essenza e natura, prototipo della nuova umanità, chiave della rigenerazione umana, progenie di un futuro luminoso. Noi abbiamo occhi per percepire la sconfinata magnificenza del creato, la bellezza multiforme delle cose, ciò che la visione antropocentrica non è in grado di vedere; le orecchie per sentire il canto dello Spirito Universale, il cuore in grado di cogliere il battito pulsante della Vita. Siamo l’anello di congiunzione, il ponte tra un passato di sangue e di dolore e un futuro di armonia e di pace. Il nostro pensiero è granata prorompente, fiume che scende travolgendo le macerie di un passato informe ed ancestrale.

Il popolo di noi universalisti/vegan non ha guri, non ha maestri; la sua visione è sferica, universalista, sincretista. Nel nostro pensiero e nella nostra anima vive l’insegnamento dei Grandi della terra, coloro che hanno contribuito a rendere migliore l’uomo e la società in cui vive.

Noi rigettiamo la violenza, il contrasto, la guerra, l’ingiustizia, la prevaricazione, l’ipocrisia, l’inganno. Il nostro impegno personale è essenzialmente altruistico; noi siamo come vorremmo che l’umanità fosse: responsabili delle nostre azioni, lungimiranti, partecipativi, informati e compassionevoli. Questo siamo noi Universalisti Vegan.

Associazione Vegana Animalista – info@associazionevegananimalista.it

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Carnivorismo e malattie dell’ambiente…

Tutte le più gravi patologie sono in aumento specialmente le malattie infettive che tra il 1940 e il 2004 hanno ucciso quasi 60 milioni di esseri umani. Mille nuovi casi di tumore si aggiungono ogni giorno solo in Italia. Questo esponenziale incremento viene attribuito agli agenti patogeni (microrganismi che normalmente circolano tra gli animali e che finiscono col colpire anche gli esseri umani); all’alterazione degli ecosistemi, alle modificazioni ecologiche, al cambiamento climatico; ma nessuno punta il dito sulla causa principale che genera questo sistema di cose: gli allevamenti intensivi per la produzione di carne e l’incremento demografico che secondo le previsioni alla fine del 21° sec. gli abitanti della Terra saranno tra 10 e 23 miliardi con la conseguenza che raddoppierà o triplicherà il consumo di carne e questo porterà a situazioni catastrofiche per la salute umana e per l’ambiente ormai agli estremi.

Antiche scritture indù dicono che prima che la popolazione consumasse carne vi erano solo due malattie, dopo se ne svilupparono 78. Ippocrate a suo tempo ne annoverava 150. Oggi si calcola che siano almeno 40.000, ma questa allarmante situazione sembra non scuotere la coscienza di chi è deputato alla salute pubblica.

Interpellati in tal senso gli esperti del settore giustificano candidamente, questo continuo proliferare di nuove malattie, con l’allungamento della vita media, anche se queste vanno manifestandosi in età sempre inferiore colpendo anche la fascia dei bambini: come se l’essere umano, superata una certa età, fosse condannato dalla natura alle più terribili malattie. Cosa che non si ravvisa nel mondo naturale dove un animale vive in ottima salute e giunta la sua ora si apparta e si spegne serenamente senza il calvario delle malattie cui sembra condannata la specie umana.

La rassegnata convinzione comune che la causa dello sviluppo della malattie moderne sia dovuto all’inquinamento dell’aria, ai pesticidi che avvelenano la terra e agli additivi chimici che finiscono nel cibo; anche se la ricerca ufficiale dice che l’inquinamento incide solo per il 2% sullo sviluppo della malattie tumorali. Ma di fronte a tale allarmante situazione che cosa fanno le istituzioni per abbattere l’inquinamento generale a cui attribuiscono le malattie umane prodotto principalmente dall’industria zootecnica alimentare che da sola inquina più di tutte le altre industrie del pianeta?

Ma per noi l’insana quanto innaturale abitudine della specie umana di nutrirsi di cadaveri di animali è la causa di tutte le sventure che la condanna non solo a tutte le malattie che ne derivano, ma all’inquinamento generale, alla distruzione dell’ambiente e soprattutto all’atrofizzazione progressiva della coscienza resa sempre più indifferente verso il valore della vita e della sofferenza di miliardi di animali che sacrifica per mero piacere gastronomico. Ed è l’indifferenza verso la sofferenza altrui che ha fatto di questa terra un luogo di dolore.

Franco Libero Manco

“L’ALIMENTAZIONE VEGETALE INVECE DEL CIBO ANIMALE È LA CHIAVE DELLA RIGENERAZIONE UMANA”
(Richard Wagner)

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Vegetarismo e l’etica del possibile…

Una idea morale utopica, come quella vegana ed antispecista, ha un grande appeal attrattivo su molti animalisti. Come tutte le idee aldilà della portata attuativa nella società corrente rischia però di diventare un’altra forma di “ismo”, una filosofia religiosa che cerca attraverso i suoi adepti di elevare la coscienza con il solo risultato di contribuire a ulteriormente dividere la società umana in “credenti” e “infedeli”. Insomma la filosofia vegana manca di capacità attuativa e come tutte le filosofie e religioni resta un ideale alla portata di pochi “eletti” disgiunti dal contesto.

Ritengo personalmente che per andare verso una consapevolezza della comune appartenenza e della pari dignità e complementarietà della vita, insomma delle reciproche relazioni fra specie, sia importante che vengano riconosciute le differenze per poter allo stesso tempo riconoscere l’eticità naturale senza forzare la natura.
L’astrazione del pensiero trasformato in “morale” non aiuta la manifestazione di una spontanea “compassione” che si manifesta in un interspecismo maturo.
Tutti gli esseri viventi attingono e si originano dalla comune matrice che differenziandosi ha assunto le innumerevoli forme, ognuna complementare e relata alle altre, ognuna con alcuni aspetti evolutivi utili al mantenimento della vita ed alla ulteriore propagazione e fioritura di nuove specie.
L’uomo non è l’ultima parola in natura e questo deve essere sempre presente nella considerazione di chi si pone il “problema” del bene collettivo.
La vita si nutre della vita, su questo non ci sono dubbi, d’altra parte vediamo che esiste un certo equilibrio anche nel modo in cui questo costante e collettivo alimentarsi avviene. I microorganismi svolgono funzioni essenziali come base alimentare degli organismi più complessi e contribuiscono al riciclaggio della materia morta.
Le piante procurano ossigeno e forniscono cibo agli animali ed allo stesso tempo ricevono humus e sostanze organiche utili in cambio. Gli animali aiutano la propagazione delle piante, e qui non mi riferisco semplicemente agli insetti che facilitano l’impollinazione, bensì a tutte le specie di erbivori che sfogliando le piante senza ucciderle fan sì che esse affondino vieppiù le radici nella terra.
Le piante producono frutti appetibili ed i semi vengono diffusi in altri spazi dagli animali. L’eccesso di erbivori viene calmierato con la presenza di predatori e fra erbivori e predatori c’è una armonia di co-presenza. Essi aumentano e decrescono sulla base delle necessità finali delle piante nell’ambiente.
Tutti sanno che i leoni quando aggrediscono un branco di antilopi, ricevono dalle antilopi stesse un “tributo” in forma dell’animale più malandato del gruppo, una specie di “offerta/sacrificio” che tra l’altro ha la funzione di mantenere sano il branco. Insomma la natura pur nella sua apparente crudeltà è saggia e materna. Si occupa di tutti gli aspetti e nulla trascura per i suoi figli. Al contrario ove manca l’interscambio, come ad esempio nelle nostre periferie urbane in cui sono aumentati indiscriminatamente alcune specie avicole e terricole per la mancanza di idonei “calmieratori”.
Anche l’uomo per migliaia di anni ha rispettato questa “etica naturale” contribuendo a mantenere la vita sul pianeta in equilibrio. Solitamente l’uomo, come tutti gli animali frugivori, non ha bisogno di alimentarsi direttamente delle carni di altri animali. Vedasi le scimmie antropomorfe nostre cugine che fanno un uso insignificante di carne, assumendo solo piccole quantità di insetti o piccoli animaletti della foresta a mo’ di integrazione alimentare, quando necessario. Altrettanto fanno i cinghiali e gli orsi. Però, ad esempio, gli orsi che si sono spostati al polo nord ovviamente hanno modificato la loro dieta sino a renderla totalmente carnivora e così è avvenuto per l’uomo che nella sua lenta occupazione del pianeta e spostandosi sempre più dall’habitat tropicale originario ha dovuto pian piano modificare in parte o totalmente le sue abitudini alimentari, per necessità di sopravvivenza.
La scoperta dell’agricoltura molto ha comunque contribuito per riportare l’uomo alla sua dieta originaria. Fermo restando che a seconda della latitudine la dieta varia in base al reperimento di risorse alimentari, vediamo che oggigiorno le capacità produttive, senza voler ricorrere alla chimica od agli OGM, garantirebbero all’uomo nutrimento sufficiente non solo i 6 miliardi di individui che siamo ma per almeno 10 volte tanti…. E qui veniamo al punto dolente… L’uomo avendo perso un contatto diretto con la natura ha utilizzato le sue capacità tecniche e la sua capacità di sottomettere (e sottomettersi) per assoggettare la sua stessa specie ed anche le altre ad un dominio utilizzativo e speculativo che non tiene conto della pari dignità di tutti gli esseri viventi.
L’uomo ha diviso la società umana in “schiavi” produttori di ricchezza (per l’uso di pochi “padroni”) e le specie animali in “oggetti di mercato” da sfruttare ignominiosamente come merce. I grandi finanzieri ed i produttori del denaro, staccati dal contesto umano, galleggiano razzisticamente sul resto dell’umanità e fingono di fornire ai loro sottoposti un benessere privo di valore, in forma di cibo sanguinolento e crudele e malsano proveniente dagli allevamenti intensivi e dai macelli.
Questo meccanismo è non solo la causa della distruzione del pianeta, per il consumo di tutte le risorse e per l’avvelenamento degli elementi naturali, ma è anche causa della perdita totale dell’anima originaria, della naturale e rispettosa correlazione fra esseri viventi e habitat….
Mi rendo conto di aver toccato un argomento che a questo punto con l’etica propugnata dai cosiddetti animalisti viaggia in una sorta di parallelismo antagonista….
E’ vero che le abitudini alimentari vanno modificate in funzione di un ritornò alla naturalità.. ed è anche vero che non si può separare l’uomo dagli altri animali. Il muto aiuto è necessario per la reciproca sopravvivenza e per la comune crescita karmica. Gli spazi naturali vanno recuperati senza forzature e la specie umana non deve necessariamente saltare da “dominante” a “in estinzione”. Riscoprire il significato della fatica, del reciproco aiuto, della simbiosi mutualistica senza prevaricazioni… insomma vivere in una Pace Interspecista è la chiave della nostra e “loro” sopravvivenza.
Bisogna stancarsi del “vizio” in cui siamo costretti a vivere ed iniziare a recuperare la capacità di procurarci il nostro cibo senza dover ricorrere al mercato e senza doversi vendere ai “padroni del mondo”. La rivolta è necessaria, lo sforzo è necessario….

Mi rendo conto di non poter esaurire l’argomento con un singolo scritto… intanto ho buttato lì alcune riflessioni.

Paolo D’Arpini, presidente del Circolo Vegetariano VV.TT.

P.S. Ah, una buona notizia: La Corte Costituzionale della Polonia ha stabilito che la macellazione senza stordimento preventivo è una procedura incompatibile con i diritti degli animali…. Infatti si è espressa contro il ripristino della crudele macellazione rituale kosher (ebraismo) e halal (islamismo)… A volte la crescita è fatta di piccoli passi…

Fonte: http://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Il-vegetarismo-e-l-etica-nel-possibile#.VvV4CmvW_n0.facebook

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