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Vegetarismo e l’etica del possibile…

Una idea morale utopica, come quella vegana ed antispecista, ha un grande appeal attrattivo su molti animalisti. Come tutte le idee aldilà della portata attuativa nella società corrente rischia però di diventare un’altra forma di “ismo”, una filosofia religiosa che cerca attraverso i suoi adepti di elevare la coscienza con il solo risultato di contribuire a ulteriormente dividere la società umana in “credenti” e “infedeli”. Insomma la filosofia vegana manca di capacità attuativa e come tutte le filosofie e religioni resta un ideale alla portata di pochi “eletti” disgiunti dal contesto.

Ritengo personalmente che per andare verso una consapevolezza della comune appartenenza e della pari dignità e complementarietà della vita, insomma delle reciproche relazioni fra specie, sia importante che vengano riconosciute le differenze per poter allo stesso tempo riconoscere l’eticità naturale senza forzare la natura.
L’astrazione del pensiero trasformato in “morale” non aiuta la manifestazione di una spontanea “compassione” che si manifesta in un interspecismo maturo.
Tutti gli esseri viventi attingono e si originano dalla comune matrice che differenziandosi ha assunto le innumerevoli forme, ognuna complementare e relata alle altre, ognuna con alcuni aspetti evolutivi utili al mantenimento della vita ed alla ulteriore propagazione e fioritura di nuove specie.
L’uomo non è l’ultima parola in natura e questo deve essere sempre presente nella considerazione di chi si pone il “problema” del bene collettivo.
La vita si nutre della vita, su questo non ci sono dubbi, d’altra parte vediamo che esiste un certo equilibrio anche nel modo in cui questo costante e collettivo alimentarsi avviene. I microorganismi svolgono funzioni essenziali come base alimentare degli organismi più complessi e contribuiscono al riciclaggio della materia morta.
Le piante procurano ossigeno e forniscono cibo agli animali ed allo stesso tempo ricevono humus e sostanze organiche utili in cambio. Gli animali aiutano la propagazione delle piante, e qui non mi riferisco semplicemente agli insetti che facilitano l’impollinazione, bensì a tutte le specie di erbivori che sfogliando le piante senza ucciderle fan sì che esse affondino vieppiù le radici nella terra.
Le piante producono frutti appetibili ed i semi vengono diffusi in altri spazi dagli animali. L’eccesso di erbivori viene calmierato con la presenza di predatori e fra erbivori e predatori c’è una armonia di co-presenza. Essi aumentano e decrescono sulla base delle necessità finali delle piante nell’ambiente.
Tutti sanno che i leoni quando aggrediscono un branco di antilopi, ricevono dalle antilopi stesse un “tributo” in forma dell’animale più malandato del gruppo, una specie di “offerta/sacrificio” che tra l’altro ha la funzione di mantenere sano il branco. Insomma la natura pur nella sua apparente crudeltà è saggia e materna. Si occupa di tutti gli aspetti e nulla trascura per i suoi figli. Al contrario ove manca l’interscambio, come ad esempio nelle nostre periferie urbane in cui sono aumentati indiscriminatamente alcune specie avicole e terricole per la mancanza di idonei “calmieratori”.
Anche l’uomo per migliaia di anni ha rispettato questa “etica naturale” contribuendo a mantenere la vita sul pianeta in equilibrio. Solitamente l’uomo, come tutti gli animali frugivori, non ha bisogno di alimentarsi direttamente delle carni di altri animali. Vedasi le scimmie antropomorfe nostre cugine che fanno un uso insignificante di carne, assumendo solo piccole quantità di insetti o piccoli animaletti della foresta a mo’ di integrazione alimentare, quando necessario. Altrettanto fanno i cinghiali e gli orsi. Però, ad esempio, gli orsi che si sono spostati al polo nord ovviamente hanno modificato la loro dieta sino a renderla totalmente carnivora e così è avvenuto per l’uomo che nella sua lenta occupazione del pianeta e spostandosi sempre più dall’habitat tropicale originario ha dovuto pian piano modificare in parte o totalmente le sue abitudini alimentari, per necessità di sopravvivenza.
La scoperta dell’agricoltura molto ha comunque contribuito per riportare l’uomo alla sua dieta originaria. Fermo restando che a seconda della latitudine la dieta varia in base al reperimento di risorse alimentari, vediamo che oggigiorno le capacità produttive, senza voler ricorrere alla chimica od agli OGM, garantirebbero all’uomo nutrimento sufficiente non solo i 6 miliardi di individui che siamo ma per almeno 10 volte tanti…. E qui veniamo al punto dolente… L’uomo avendo perso un contatto diretto con la natura ha utilizzato le sue capacità tecniche e la sua capacità di sottomettere (e sottomettersi) per assoggettare la sua stessa specie ed anche le altre ad un dominio utilizzativo e speculativo che non tiene conto della pari dignità di tutti gli esseri viventi.
L’uomo ha diviso la società umana in “schiavi” produttori di ricchezza (per l’uso di pochi “padroni”) e le specie animali in “oggetti di mercato” da sfruttare ignominiosamente come merce. I grandi finanzieri ed i produttori del denaro, staccati dal contesto umano, galleggiano razzisticamente sul resto dell’umanità e fingono di fornire ai loro sottoposti un benessere privo di valore, in forma di cibo sanguinolento e crudele e malsano proveniente dagli allevamenti intensivi e dai macelli.
Questo meccanismo è non solo la causa della distruzione del pianeta, per il consumo di tutte le risorse e per l’avvelenamento degli elementi naturali, ma è anche causa della perdita totale dell’anima originaria, della naturale e rispettosa correlazione fra esseri viventi e habitat….
Mi rendo conto di aver toccato un argomento che a questo punto con l’etica propugnata dai cosiddetti animalisti viaggia in una sorta di parallelismo antagonista….
E’ vero che le abitudini alimentari vanno modificate in funzione di un ritornò alla naturalità.. ed è anche vero che non si può separare l’uomo dagli altri animali. Il muto aiuto è necessario per la reciproca sopravvivenza e per la comune crescita karmica. Gli spazi naturali vanno recuperati senza forzature e la specie umana non deve necessariamente saltare da “dominante” a “in estinzione”. Riscoprire il significato della fatica, del reciproco aiuto, della simbiosi mutualistica senza prevaricazioni… insomma vivere in una Pace Interspecista è la chiave della nostra e “loro” sopravvivenza.
Bisogna stancarsi del “vizio” in cui siamo costretti a vivere ed iniziare a recuperare la capacità di procurarci il nostro cibo senza dover ricorrere al mercato e senza doversi vendere ai “padroni del mondo”. La rivolta è necessaria, lo sforzo è necessario….

Mi rendo conto di non poter esaurire l’argomento con un singolo scritto… intanto ho buttato lì alcune riflessioni.

Paolo D’Arpini, presidente del Circolo Vegetariano VV.TT.

P.S. Ah, una buona notizia: La Corte Costituzionale della Polonia ha stabilito che la macellazione senza stordimento preventivo è una procedura incompatibile con i diritti degli animali…. Infatti si è espressa contro il ripristino della crudele macellazione rituale kosher (ebraismo) e halal (islamismo)… A volte la crescita è fatta di piccoli passi…

Fonte: http://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Il-vegetarismo-e-l-etica-nel-possibile#.VvV4CmvW_n0.facebook

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L’alimentazione vegetariana secondo Osho

…le abitudini, anche alimentari, si modificano solo attraverso una crescita in consapevolezza.

Non credo nel vegetarianismo, perché non credo in niente. I miei discepoli sono vegetariani non perché seguaci di una setta, non perché fedeli a una dottrina. Sono vegetariani, perché le loro meditazioni li rendono più umani, più vicini al cuore, e così vedono la totale stupidità di coloro che uccidono esseri viventi per cibarsene. È la loro sensibilità, la loro consapevolezza estetica, che li rende vegetariani. Io non insegno il vegetarianismo: è una conseguenza della meditazione. Ovunque sia accaduta la meditazione, le persone sono diventate vegetariane; sempre, da migliaia di anni.

Non puoi uccidere gli animali per mangiarli, non puoi distruggere la vita. Quando hai a disposizione cibi deliziosi di ogni tipo, che bisogno hai di uccidere degli esseri viventi? Non c’entra niente con la religione. Si tratta semplicemente di sensibilità, di comprensione estetica.

Giainismo e Buddhismo sono le uniche religioni senza dio e senza preghiera, ed entrambe sono automaticamente diventate vegetariane.

Perché i miei sannyasin sono vegetariani? Non è la mia filosofia, è semplicemente una conseguenza. Non insisto su quello. Io insisto sulla meditazione. Sii più vigile, più silenzioso, più gioioso, più estatico, e troverai il tuo centro più profondo. Molte cose seguiranno per conto proprio… e quando accadono in questo modo, non c’è repressione, non c’è lotta, non c’è privazione, non c’è tortura.

Ma se vivi il vegetarianismo come una religione o una filosofia, desidererai continuamente la carne; avrai sempre in mente la carne, la sognerai, e il tuo vegetarianismo sarà solo un abbellimento per il tuo ego.

… se mediti arriverai a una nuova sensibilità – un nuovo modo di vedere le cose – e non potrai uccidere animali.

Hai mai notato come le società vegetariane abbiano i cibi più deliziosi? I buddhisti, i giainisti… hanno la migliore cucina del mondo, per la semplice ragione che attraverso la meditazione hanno dovuto abbandonare il consumo di carne. E hanno cominciato a sperimentare con questi cibi appetitosi, così da non sentire la mancanza dei piatti a base di carne. …

L’intero regno animale fa parte di noi, e anche gli alberi. Solo ora gli scienziati hanno concluso per certo che gli alberi sono parte degli esseri viventi. E non solo questo, ma che possiedono anche una grande sensibilità, molto più grande della tua. Hanno messo dei macchinari attorno agli alberi, inserito dei fili negli alberi – macchinari come un cardiografo, che mostra il battito del cuore, fa vedere il battito del cuore di un albero. E se qualcuno si avvicina per tagliare un albero, il tracciato del cardiogramma immediatamente impazzisce: l’albero ha davvero paura e trema. Non solo quell’albero, anche gli altri alberi intorno impazziscono, nonostante non stiano per essere tagliati. Ma qualcuno, un amico, sta per essere tagliato e lo sentono.

La cosa più strana che è stata scoperta dagli scienziati è che se la persona che si avvicina con un’ascia sta solo facendo finta – non ha veramente intenzione di tagliare l’albero – il grafico rimane stabile. Questo è qualcosa di incredibile, che gli alberi sappiano se un individuo intende tagliarli o sta solo facendo finta. Sono molto più sensibili di te. Tu non riusciresti a capirlo: se qualcuno ti si avvicina con una spada, non ti rendi conto se sta per colpirti o sta solo facendo finta, recitando. Non puoi capirlo attraverso la tua sensibilità. La ragione è che l’uomo ha vissuto per milioni di anni in modo così insensibile, che ha perduto una delle più grandi qualità del suo essere. La meditazione piano piano ti ridà la sensibilità; e un uomo che è arrivato all’estasi suprema della meditazione, è sensibile come ogni albero, animale, qualsiasi cosa in tutta l’esistenza.

È questa sensibilità a rendere vegetariana la mia gente. E si tratta di un guadagno, non di una perdita. Ti renderà anche più amorevole, più compassionevole, più sensibile, più in grado di apprezzare la bellezza.

Ti renderà consapevole di una grande musica: la musica che si sente quando il vento soffia tra i pini, o il suono dell’acqua che scorre… la musica che c’è in questo momento, in questo silenzio.

Il silenzio è la musica più grande. È senza suono, ma può essere percepito.

Non senti che silenzio c’è qui? Non senti che le persone qui sono un tutt’uno, vibrano allo stesso ritmo, i loro cuori battono allo stesso tempo? Il vegetarianismo è una piccola cosa. Noi dobbiamo creare un mondo di persone veramente sensibili, che possano apprezzare la musica, la poesia, la pittura, che possano comprendere la natura, che possano capire la bellezza umana, il mondo che le circonda: le stelle, la luna, il sole.

L’umanità ha perduto il suo cuore, e noi dobbiamo ridarlo… a chiunque lo rivoglia.

Osho, From Death to Deathlessness

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Commento di Marco Bracci: “Intorno al vegetarianesimo, veganesimo, onnivorismo, macrobiotismo ecc. si possono fare tanti discorsi, partoriti dalla mente e ognuno di essi ha una parte di verità e una di errore. Ma una sola cosa è certa, le malattie derivano da uno scollamento fra la nostra anima, che desidera andare verso la Luce e ridivenire puro spirito, e il nostro corpo, che invece lasciamo gestire dall’ego. Tale scollamento si accentua sempre più quanto più l’anima viene caricata di colpe, che non sono altro che la mancanza di rispetto e osservanza delle Leggi Spirituali, fra cui, alla base di tutte, i Dieci Comandamenti di Dio, nei quali Comandamenti il quinto dice, categoricamente e senza disquisizioni e distinzioni, “Non uccidere”. E il settimo dice “Non rubare”, cosa che viene fatta quando si prende il latte dalla mucca per berlo o farne formaggio anziché lasciarlo bere al suo vitello, oppure rubiamo l’uovo deposto dalla gallina. Pertanto, qualunque motivazione si porti a sostegno dell’onnivorismo è sbagliata, come sono deboli quelle del vegetarismo (canini poco sviluppati, intestino lunghissimo, …). L’unica ragione per cui la carne e TUTTI gli alimenti derivati da animali fanno male, prima o poi, è che, per cibarsene, si è dovuto prima uccidere o far soffrire degli animali, anch’essi dotati di anima, pur se meno sviluppata di quella dell’uomo. I vegetali, invece, non hanno anima e ci sono stati dati specificamente da Dio per sostenere la nostra vita di uomini, anime incarnate. Ciò che fai agli altri lo fai a Dio, perché Dio è insito in ogni uomo e in ogni altra cosa. Pertanto, facendo del male al prossimo, chiunque esso sia, lo facciamo a Dio e, di conseguenza, a noi stessi, essendo Dio sia dentro il prossimo che dentro di noi…” (M.B.)

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Inquinamento del pianeta da allevamento e agricoltura industriale e la soluzione Vegetariana…

“Abbiamo distribuito per anni tonnellate di veleni sulla Terra; abbiamo invaso l’atmosfera di gas venefici e gettato nelle acque che ci attraversano ovunque, litri di sostanze chimiche e deleterie. Siamo arrivati da tempo al punto di non ritorno, eppure, mai come in questi “tempi ultimi” stiamo riscoprendo la natura!” (Franca Oberti)

Alcuni dicono che è colpa dell’industria automobilistica, di quella delle armi, delle centrali atomiche, della produzione elettrica non sostenibile, etc…. Macché, la verità è che la maggiore fonte di inquinamento globale e della produzione dei gas serra è causato dall’allevamento industriale… Per produrre l’enorme massa di “carne” che entra nei nostri intestini viziati….

Oltre un miliardo e mezzo di bovini allevati nei cinque continenti, a cui vanno aggiunti gli allevamenti intensivi di numerosi miliardi di suini, ovini, caprini, pennuti, etc. Ed i costi del surriscaldamento globale pesano sempre più sull’ambiente e per invertire la rotta verso l’autodistruzione occorre impostare politiche capaci di abbattere da subito il 25 per cento degli agenti inquinanti immessi nell’atmosfera.

A questo punto è importante che si ragioni su quel che stiamo facendo e questo include anche una seria riflessione sulla nostra alimentazione.

Secondo i dati delle Nazioni Unite la produzione di carne è una delle fonti principali dei gas serra. Di conseguenza bisogna modificare la dieta quotidiana e bisogna che i governi si accordino per interrompere la produzione di cibi «inquinanti»…

Secondo stime recenti l’allevamento degli animali produce addirittura la metà di tutti i gas serra che l’umanità immette ogni anno nell’atmosfera… Questo considerando le emissioni di CO2 legate alla filiera alimentare dell’allevamento (refrigerazione con perdite di CFC, trattamento, cottura), e tenendo in conto non solo la deforestazione annua, per fare posto ai pascoli e alle colture da mangime, ma anche la deforestazione complessiva e le monoculture OGM, solitamente trattate con diserbanti e concimi chimici.

A questi dati va aggiunto l’inquinamento massiccio dei mari e dei laghi dovuto alle “coltivazioni” di pesce in riserve costiere e conseguente avvelenamento da farmaci e antibiotici immessi continuamente nelle acque.

Ne consegue che la lotta per il mantenimento della specie umana sul pianeta passa per le nostre cucine…

Paolo D’Arpini

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Commento di Walter Rizzoli: ” Se la maggior causa di aumento della CO2 è l’allevamento di animali, vuol dire che ci sono molti (ma molti) più animali sul pianeta di quelli che ci sarebbero in un ecosistema ideale. Siamo veramente sicuri di questo?”

Mia rispostina: “..guardati attorno, guarda la situazione del pianeta e te ne renderai conto… non è solo la presenza degli animali allevati.. ma il mantenimento di tale sistema alimentare che deve ricorrere all’agricoltura industriale…”

Replica di W.R.: “Questo non fa che confermare la mia idea di decrescita: meno persone, meno cibo industriale, meno agricoltura industriale, meno allevamento industriale. Inutile scagliarsi contro il consumo carne, evitando di focalizzare l’attenzione sul fatto che la maggior parte delle persone del pianeta in realtà si nutre perlopiù di cereali…”

Mia rispostina: “giusto… ma devi partire da te stesso… che senso ha attendere che l’umanità attui la “decrescita” a livello politico ed economico? Pensi che i nostri “governanti” e dittatori finanziari lo permetteranno? Comincia tu a decrescere nei consumi e già avrai fatto un pezzo del tuo dovere come essere umano consapevole… altrimenti sono solo belle chiacchiere per passare il tempo e sentirsi buoni. Inoltre… anche nel terzo mondo l’aumento dei consumi, soprattutto della carne, è un segnale che i potentati continuano a spingere verso la distruzione del pianeta… rallegrati con loro in attesa della fine”

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Non mangiare la carne… conviene!

Alcuni dicono: “Non mangiare la carne è una scelta come un’altra e occorre rispettare le scelte altrui”. Mangiare la carne non è affatto una scelta come un’altra, non è come scegliere di mangiare pasta o patate: c’è di mezzo la sofferenza e la vita di esseri fatti come noi per i quali vivere o morire non è la stessa cosa: c’è la differenza tra la vita e la morte.

Essere vegani vegetariani è un preciso imperativo morale e civile, dal momento che al consumo di alimenti animali sono correlati i problemi più gravi del pianeta. Difendere la scelta onnivora significa giustificare la legge della supremazia del forte sul debole e questo genera una cultura di indifferenza verso la vita e il dolore in senso lato. Non è una scelta come un’altra dal momento che per produrre un solo kg di carne di manzo sono necessari: 100.000 litri di acqua, 7 litri di petrolio, 15 kg di cereali,12 mq di foresta, oltre a contribuire a generare fame e malattie nei paesi più poveri.

Non è una scelta come un’altra dal momento che per produrre carne vengono abbattute le foreste e che gli allevamenti di animali causano inquinamento dell’aria, della terra, dei mari e dei fiumi più di tutti i veicoli a motore del pianeta. Rispettare la scelta di chi mangia la carne è come rispettare l’idea di chi giustifica lo schiavismo, il razzismo, la tortura o la pena di morte. Non si può impedire ad una persona di mangiare la carne dal momento che la legge lo consente; ma per noi resta un atto dannoso e moralmente ingiusto. Coloro che considerano estremisti i vegani e credono vogliono imporre le loro idee, se cadessero nelle mani dei cannibali, certo non sarebbero così propensi a giustificare la legge del più forte. Per noi un animale è come un essere umano e la nostra coscienza ci impone di difendere l’uno e l’altro.

Associazione Vegetariana Animalista

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Commento di Giuseppe Altieri: “non basta non mangiare animali, come conseguenza bisogna chiudere tutti gli allevamenti industriali e lasciare al pascolo solo gli animali selvatici, gli altri, purtroppo, vanno abbattuti… O gli esseri umani… o le vacche e i maiali, quelli attualmente viventi nelle fabbriche di animali coperte o a cielo aperto… solo una volta eliminati tutti questi animali eccedenti, che oggi mangiano come almeno 20 miliardi di persone… la madre terra tornerà a respirare e noi con lei altrimenti è già la fine cerchiamo di salvar più esseri umani possibile. Giuseppe Altieri”

Mia rispostina: “Forse non serve abbatterli, sarà sufficiente non farli più riprodurre… Anche perché lo smaltimento di milioni di cadaveri comporterebbe ulteriore inquinamento! Nel frattempo occorre pian piano diminuire i consumi di prodotti di origine animale, d’altronde il consumo di carne in Italia è negli ultimi anni già diminuito, mentre nei paesi emergenti continua ad aumentare… Buona parte delle carni di animali allevati in Italia viene esportata in paesi come Cina, Giappone, Turchia, etc. e chi potrà convincerli a smetter di mangiar carne?”

Replica di Giuseppe Altieri: “ovviamente se li abbattono qualcuno se li mangerà… purtroppo, l’importante è chiudere questi lager zootecnici prima possibile, la pianura Padana è una delle tre aree mondiali più inquinate da metano ossidi di azoto ammoniaca e co2, dalle innumerevoli stalle che mangiano il doppio di tutti gli italiani… per produrre schifezze avvelenate come il prosciutto e il grana padano… Cina e altri paesi che incrementano la carne….? Si fermeranno da soli
per autodistruzione, il problema immediato è che intanto muore il pianeta Terra madre… speriamo che alla fine non rimangano al mondo solo i sionisti… che la salute se la curano a dovere, io 3 figli li ho messi al mondo… tu? Ciao Giuseppe”

Il parere di Matteo renzi: “Il segretario del PD, matteo renzie, ha pubblicamente dichiarato: “A Pasqua mangerò l’agnello, è una tradizione familiare. Se uno è vegetariano o vegano merita rispetto ma non bisognerebbe strumentalizzare una scelta personale. Io non farò mai una campagna su questo. In politica ci sono già tanti animali, non mettiamoci anche quelli veri. Comunque sono di Firenze e se mi toccano la ‘fiorentina’ mi arrabbio….”. Gli agnelli appena nati continueranno a essere strappati alle madri e sgozzati…”

Commento di Paolo Mario Buttigleri:
““Non sono italiano
non sono omosessuale
non sono fiorenzuolano
non sono laureato
non sono eterosessuale
non sono trans
non sono vegano
non sono carnivoro
sono un raggio d’infinito
che attraversa il tuo sguardo”
(Paolo Mario Buttiglieri)

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Articolo collegato:

L’allevamento industriale conduce alla morte del pianeta – Scrive F.L.M.: “Ogni anno gli animali consumano 5.000 tonnellate di soli antibiotici che finiscono nelle falde acquifere. L’aria, la terra, i fiumi ed i mari sono contaminati dalle deiezioni degli animali che producono escrementi 130 volte l’intero genere umano. Le coltivazioni a foraggio, per gli animali dall’allevamento, sono trattate con pesticidi, diserbanti, fungicidi, insetticidi, erbicidi, fitofarmaci, che dall’animale passano nel metabolismo di chi consuma prodotti animali e derivati. Secondo le proiezioni pubblicate dalla Fao, lo stile di vita occidentale porterà la produzione di carne a più che raddoppiare entro il 2050, arrivando dagli attuali 230 milioni di tonnellate a 470 milioni…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2018/01/allevamenti-industriali-e-impatto.html

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Vegetariani alle soglie del 2018

Un anno impegnativo quello che sta per abbandonarci. È stato anche l’anno del 65° compleanno in cui si sono intrecciati il nostro passato storico, la figura limpida del fondatore Aldo Capitini, il presente indaffarato e promettente, ma anche il senso di inadeguatezza rispetto alle guerre e alle violenze della Storia attuale e il futuro che si disegna sempre di più con una sensibilità nuova verso gli Animali e verso gli ultimi della Terra.

Ogni successo dell’associazione per noi corrisponde a un traguardo verso il cambiamento che è, proprio per il suo ritmo passo passo, più duraturo e irreversibile: gli Animali sono il nostro specchio, che cosa pensiamo di loro e come li trattiamo è la cartina tornasole di come vogliamo vivere, di che cosa sono le nostre priorità, di come vediamo il resto del mondo che ci vive accanto. Alla fine, sta a noi decidere se prendere la vita come una continua lotta per la sopravvivenza (vivere, morire e sopraffare) o come il luogo dove mettere in campo la nostra integrità di esseri sensibili, giunti gli uni agli altri.

Che cosa ci auguriamo per noi e per tutti voi? Un anno nuovo 2018 sereno con tante occasioni di “azioni ombrello”, protettive nei confronti dei più deboli e radicate nella convivenza pacifica.

L’Idea Vegetariana – Associazione Vegetariana Italiana

Nota aggiunta:

Ogni anno sono molte le vittime dei giochi pirotecnici, persone che si feriscono e che rischiano la vita e che, a volte, rimangono menomate per sempre; questi pericoli tuttavia non dovrebbero costituire l’unico deterrente al loro uso: ci sono altre buone ragioni per festeggiare l’anno nuovo che arriva senza lo sconquasso dei fuochi artificiali. Il primo fra tutti è lo spavento che questi rumori assordanti e improvvisi scatenano negli animali di casa ma non solo…

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