Archivio della Categoria 'Alimentazione vegetariana'

Franco Libero Manco: “La vita media aumenta… ma non la salute!”

Nella rima metà del 900 l’età media della donna era di 43 anni, quella dell’uomo di 42 circa. Oggi, nel 2012, la vita media, sia della donna che dell’uomo, si può dire sia raddoppiata. Ma

l’ EUROSTAT e la CIA, sostengono che negli ultimi quattro anni la nostra aspettativa di vita va accorciandosi.

Nei secoli passati un bambino su tre moriva prima di un anno di vita. Alla fine dell’800 in Italia il 38% circa dei bambini moriva prima dei 5 anni, dal 1950 in poi la mortalità scende progressivamente dal 10% al 3 per mille attuali.

Uno dei punti fermi a sostegno dei vantaggi e dei benefici della medicina convenzionale, a cui fa riferimento molta gente, è che nonostante i danni collaterali delle medicine di sintesi, nonostante gli alimenti, l’aria, l’acqua siano inquinati, la vita media è aumentata, e naturalmente i meriti vengono attribuiti alla medicina che con i suoi farmaci ha contribuito a questo traguardo.

In realtà nel fare il confronto dei dati tra la vita media attuale quella dei secoli passati si esclude l’altissima mortalità infantile, la morte per parto, le guerre, l’estrema fatica cui era sottoposta la gente, la poca igiene e la scarsa alimentazione: se nel paragone si escludessero questi fattori si capirebbe che se le generazioni passate avessero avuto gli agi ed il benessere delle generazioni attuali, cioè cibo in abbondanza, sei ore di lavoro giornaliero, igiene, assenza di mortalità per guerre, assenza quasi del tutto di mortalità per parto e di mortalità infantile ecc. la loro vita media sarebbe stata sicuramente più lunga della nostra.

Sino a pochi decenni fa i pochi che sopravvivevano alle dure condizioni di vita erano di gran lunga più forti e robusti degli anziani contemporanei. I nostri nonni lavoravano i campi fino a tarda età per 10-12 ore al giorno, e chi sa cosa significa zappare la terra può rendersi conto della forza e dell’energia necessaria. Qualunque palestrato oggi credo non sarebbe in grado di zappare o spaccare la legna solo per un’ora. Gente che durante la giornata lavorativa mangiava pane, olive e fichi secchi e la sera a cena, quelli più fortunati, legumi e verdure di campo. A 70 anni erano curvi e scarniti ma duri come l’acciaio.

In sostanza è vero che attualmente la vita degli individui è aumentata rispetto soltanto a 50 anni fa, ma è aumentata la lunghezza della vecchiaia non la salute delle persone che passano gli ultimi venti anni della loro vita tra terapie e analisi di ogni genere facendo la spola tra un ospedale ed una clinica. La medicina attuale, (improntata a intervenire sugli effetti non ad eliminare le cause) conosce tutto della malattia ma poco o niente della salute; è in grado di tenere in vita anche i moribondi perché il suo scopo non è tanto guarire la persona ma curarla, il chè non è la stessa cosa.

Franco Libero Manco

Commenti disabilitati

OGM – Corrado Clini, della C.E., all’insaputa degli italiani, apre le porte agli OGM in Italia…

Scrive Giuseppe Nacci: “Qualcuno, MAI eletto da NESSUNO, decide per TUTTI NOI…..

Alla Sacra ATTENZIONE del POPOLO SOVRANO, e con PREGHIERA di massima DIFFUSIONE…. Sabato, 10 marzo 2012, sul quotidiano “IL PICCOLO” di TRIESTE,del 10 marzo 2012, a pagina 17 è stata riportata la notizia che a Bruxelles il “facente funzioni” di MINISTRO dell’AMBIENTE – CLINI CORRADO – MAI ELETTO DAL POPOLO SOVRANO, avrebbe aperto le porte dell’ITALIA agli ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (OGM). Quale semplice medico, mi trovo quindi costretto a rammentare a TUTTI che gli OGM sono una gravissima minaccia per la salute di TUTTI NOI..”

Se vuoi saperne di più sui danni causati dagli OGM leggi anche:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/09/19/relazione-del-dr-giuseppe-nacci-al-convegno-sana-bologna-2008-13-settembre-promosso-da-aam-terra-nuova-coordinamento-scientifico-studio-agernova/

Commenti disabilitati

Horse Angels e le nozioni per un mangiare etico…

Horse Angels è una associazione nazionale onlus a tutela degli animali e dell’ambiente, ma anche del rapporto corretto tra esseri umani e animali/ambiente, in particolare, ma non solo, in riferimento agli equini, per i quali conoscete già la nostra campagna stampa il cavallo non si mangia. Ora alziamo il tiro, per difendere anche quei cavalli, e altri animali, allevati appositamente per le carni. Ma anche le persone, e il loro diritto a conoscere esattamente cosa comprano per alimentarsi.

Chiediamo alle migliaia di persone che ci seguono e ci vogliono bene di riflettere sulle proprie abitudini alimentari, per salvaguardare il più possibile la propria salute e quella del pianeta.

Qui di seguito alcune NOZIONI BASE PER MANGIARE ETICO

1) Mangiare meno carne. La maggior parte della carne che finisce nel piatto proviene da allevamenti intensivi che maltrattano gli animali e occorre una grande quantità di risorse per produrre, trasportare e conservare quella carne, molte più risorse di quelle richieste per il mercato di altre pietanze.

2) Mangiare meno carne per ridurre l’impatto sull’ambiente e favorire, volendo mangiare carne, gli allevamenti a kilometro zero e che impongono meno sofferenza sugli animali che verranno macellati.

3) Crescere le proprie verdure. Non c’è modo migliore per ottenere prodotti freschi e biologici che fanno bene al corpo e alla mente. Anche se non si dispone di un cortile, un davanzale assolato può fare un grande giardino.

4) Orientarsi ai prodotti biologici.

5) Fare ricerca. Il consumo deve essere critico. Occorre realmente conoscere cosa c’è nel piatto, che cosa è buono per voi e cosa non lo è. Niente più dello studio delle etichette può aiutare il consumatore a divenire un mangiatore etico.

6) Scoprire da dove il cibo proviene. La maggior parte delle persone non ha idea del luogo da dove arriva il cibo che si trova al supermercato. Iniziate a comprare dai posti dove si sa per certo da dove viene il cibo o visitate le aziende agricole da soli e comperate direttamente dal produttore.

7) Fare il compostaggio. I rifiuti alimentari possono dare vita ad un ricco terriccio da usare come fertilizzante. Impiegatelo.

8) Mangiare meno prodotti alimentari trasformati, che spesso sono meno sani, e richiedono più energia per essere processati e packaging per essere commerciati.

9) Mangiare assecondando le stagioni. Avete veramente bisogno di pomodori in inverno? Se volete mangiare etico, mangiate stagionalmente.

10) Privilegiare i cibi che stanno in basso nella catena alimentare. Si smaltiscono più velocemente e rilasciano meno tossine. Mangiare verde aiuta a rimanere giovani più a lungo.

11) Aumentare i vegetali introdotti nella dieta. Il corpo umano ha bisogno di una buona quantità di nutrizione vegetale per rimanere sano. Ogni volta che si compone un piatto, dare uno spazio equilibrato alle materie prime, privilegiando verdure, frutta, legumi e cereali.

12) Trovare un equilibrio personale nella dieta. Alcuni vogliono rinunciare a tutti i prodotti animali, mentre altri non possono neppure immaginare una vita senza. Trovate il vostro equilibrio, basandolo però su un consumo critico.

Horse Angels

Commenti disabilitati

Pareggiare il deficit sanitario riducendo le tasse ai bio-vegetariani ed aumentandole a chi si nutre malamente

E’ di questi giorni la notizia della volontà da parte della Commissione europea di tassare il cibo spazzatura (junk-food) considerato responsabile di molte patologie che gravano sui bilanci nazionali; cibo che è accusato di causare obesità o sovrappeso a 22 milioni di bambini europei. Nel mirino bevande dolci e gasate, cibi con eccesso di grassi saturi e sale. La colpa va attribuita al comune cattivo stile di vita e alle abitudini alimentari familiari carenti delle necessarie regole in fatto di corretta alimentazione. Il piano Sanitario Nazionale del Ministero della Salute 2003-2005 ribadisce che “I costi diretti dell’obesità in Italia ammontano a 23 miliardi di euro l’anno, la maggior parte dovuti a ricoveri. L’obesità e il sovrappeso sono i reali responsabili di una serie di gravi patologie cardiovascolari, metaboliche, osteoarticolari, tumorali e respiratorie che apportano una ridotta aspettativa di vita ed un notevole aggravio per il Sistema Sanitario Nazionale”. Secondo l’Oms 9 decessi su 10 sono dovuti al cattivo stile di vita. Ogni anno in Italia si spendono 20 miliardi di euro (3 miliardi solo per farmaci anticancro) per curare gli effetti prodotti dal cattivo stile di vita e da un’errata alimentazione responsabile di patologie come cancro, diabete, ipertensione, infarto, ictus ecc. mentre le statistiche ci informano che lo stile di vita vegetariano e soprattutto vegano consente di scongiurare molte patologie e allungare la vita anche di 15 anni. L’American Medical Association afferma: “Uno stile di vita totalmente vegetariano può prevenire il 90% di ictus cerebrale e il 97% di infarti” (la sola spesa cardiologica in USA ammonta a 250 miliardi di dollari l’anno). Vale la pena ricordare che il rischio di cancro alla prostata, mammella e colon è 4 volte maggiore in chi consuma carne, uova e latticini tutti i giorni. Inoltre. 7 persone su 10 muoiono a causa di un consumo eccessivo di grassi saturi e colesterolo: i prodotti di origine animale sono i più ricchi di grassi saturi e l’unica fonte di colesterolo. Considerato che un corretto stile di vita (cioè quello seguito dai vegani) può ridurre considerevolmente le peggiori patologie cui è afflitto il genere umano occidentale e che gran parte delle risorse umane ed economiche vengono dissipate per curare queste patologie; considerato che cibi spazzatura, come anche la carne e i derivati animali, sono i prodotti maggiormente incriminati, coloro che ne fanno uso sarebbe giusto far pagare in toto le spese mediche derivanti da patologie correlate al consumo di tali prodotti. Inoltre. Considerato che per produrre 1 kg di carne di manzo sono necessari dai 50 mila ai 100 mila litri di acqua potabile, 9 litri di petrolio, 15 kg di cereali, 12 mq di foresta e che a questi bisogna aggiungere non solo l’iperbolica cifra delle spese sanitarie per curare le malattie ma quelle dell’inquinamento dell’aria, della terra, del mare, delle falde acquifere, il buco nell’ozono, le piogge acide, la desertificazione ecc. E considerato che a questi bisogna aggiungere la sofferenza e la morte per fame delle popolazioni in via di sviluppo dovute alla sottrazione delle terre dei contadini e destinate a pascolo o a coltivazioni di monocolture per gli animali d’allevamento. E considerato che a questi bisogna aggiungere l’estinzione, irrevocabile dalla faccia della terra per tutti i millenni che verranno, di un’infinità di specie di vegetali e animali: basti pensare che per produrre un solo hamburger si perdono una ventina di specie vegetali, una dozzina di specie di uccelli, di mammiferi e rettili. E considerato infine che un terzo di tutte le risorse energetiche dell’Occidente sono assorbite dall’industria della carne, che un vegetariano risparmia 4000 mq di foresta all’anno, considerato tutto questo sarebbe giusto che ai vegetariani fossero ridotte le tasse mediche generate da coloro che vogliono vivere incuranti della propria salute e che per il puro piacere del palato non esitano a consumare prodotti riconosciuti come nocivi per la salute le cui tasse mediche poi ricadono su tutti, compresi i vegetariani. Certo rendere attuabile questa ipotesi non è facile dal momento che ognuno potrebbe improvvisarsi vegetariano per avere una riduzione sulle tasse. Ma resta comunque una realtà che penalizza i vegetariani e tutti coloro che seguono corretti stili di vita a vantaggio di quanti incuranti dei danni del cibo spazzatura preferiscono i piaceri della gola alla buona salute.

Franco Libero Manco

Commenti disabilitati

L’utopia di un mondo vegetariano… potrà mai divenire realtà?

Molte volte i giovani che vivono in famiglia sono ostacolati dai genitori, parenti o anche amici, nella loro scelta vegetariana e spesso l’armonia familiare viene turbata da questa scelta che oltre ad essere considerata pericolosa per la salute del ragazzo mette in crisi la madre abituata a servire a tavola prodotti convenzionali. Quando mi parlano di tale situazione mi viene in mente la frase di Gesù: “Non crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra; non sono venuto a portare pace ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa” (Mtt 10,34). La rivoluzione vegetariana non è facile da digerire per chi non è ancora è informato sugli effetti in grado di produrre un’errata alimentazione sulla propria vita e sul contesto sociale e così da avere la capacità di fare il passo decisivo. Le grandi innovazioni conoscono sempre tre fasi: la prima è la derisione, la seconda la considerazione e la terza l’accettazione. Cambiare abitudini alimentari non è cosa facile se tale scelta non è sostenuta da una forte motivazione etica o salutistica, specialmente quando la gente è condizionata da tradizioni consolidate. Nulla, a mio avviso, impedisce il progresso mentale e morale come l’ostinato riferimento alle tradizioni. Se l’umanità si è in parte evoluta è grazie al superamento di certe concezioni che in altri periodi storici erano ritenute giuste e utili. Ma nonostante la paura che a volte suscita il cambiamento molte cose sono mutate. Oggi non si accetta più il concetto che la donna sia nata per servire l’uomo, il negro per servire i bianchi, i poveri per servire i ricchi, i deboli per servire i forti. La nostra è una vera e propria rivoluzione esistenziale: noi non chiediamo una povertà più dignitosa, ma la sua totale abolizione; non chiediamo guerre meno cruenti, ma la loro cancellazione dalla storia futura; non chiediamo giustizia per gli uomini, ma per tutte le creature in grado di soffrire, non chiediamo gabbie più grandi per gli animali, più pulite, ma vuote; non chiediamo la regolamentazione della caccia o della pesca, ma la loro totale eliminazione; non chiediamo la riduzione del consumo della carne degli animali martoriati, ma l’abbattimento, la demolizione fino alle fondamenta dei mattatoi; noi non chiediamo la chiusura degli stabulari dei vivisettori, ma la loro irrevocabile e perenne chiusura. Utopia era considerare al tempo dei romani la eliminazioni dei combattimenti al Colosseo; era utopia pensare di scoprire nuove terre oltre le colonne d’Ercole; era considerare l’unificazione dell’Italia al tempo dei Borboni; era pensare di approdare sulla luna, parlare e vedere in diretta l’immagine di qualcuno che si trova all’altro capo del pianeta. Ma un’utopia non si attua in un giorno: è sempre il frutto sofferto e macerato di un processo evoluivo. Ogni filosofia, ogni dottrina nasce da un seme gettato che col tempo diventa albero e da i suoi frutti. Non tutte le utopie sono destinate a diventare realtà: solo se nella loro essenza vive il seme per il bene di tutte le cose: così sarà per l’utopia vegetariana. Ma affinché le utopie diventino realtà c’è bisogno di gente folle da credere realizzabile un progetto mai realizzato. Procedere con calma senza infastidire i macellatori di animali ed i guerrafondai? Non è nella nostra visione delle cose. Ma chiedere tutto e subito è una follia. Occorre procedere pere gradi dando alla gente il tempo di capire, di informarsi, di sensibilizzarsi perché è l’ignoranza la madre di tutte le sventure, è l’indifferenza verso chi soffre ciò che ha fatto di questo mondo un luogo di dolore. Molto dipende da noi, dalla nostra volontà, dalla passione e dall’amore con cui conduciamo questa luminosa missione. La nostra causa procederà inevitabilmente, è nell’ordine evolutivo delle cose, nonostante la deludente realtà che a volte anche i migliori, dopo un primo entusiastico approccio, dimenticano la causa e si eclissano per motivi forse non sempre sono giustificabili. Questo significa non aver capito l’importanza della nostra missione che a mio avviso è più grande dei nostri interessi personali, di ogni progetto, di ogni affetto. La nostra è opera di civiltà, è opera di giustizia da portare ovunque, in famiglia, nei gruppi, nelle scuole, nelle chiese, e che importa se il nostro messaggio genera fastidio o irritazione; Gesù diceva che non si accende una lampada per metterla sotto il moggio. Dobbiamo far capire che è meglio e più giusto smettere di magiare gli animali, che si può godere di una salute migliore, che l’umanità può essere migliore, che tutto può essere migliore e che tutto dipende da cosa si decide di portare a tavola, perché è sempre la nostra coscienza e la nostra intelligenza positiva a fare la storia.

Franco Libero Manco

Commenti disabilitati