Archivio della Categoria 'Alimentazione vegetariana'

Horse Angels e le nozioni per un mangiare etico…

Horse Angels è una associazione nazionale onlus a tutela degli animali e dell’ambiente, ma anche del rapporto corretto tra esseri umani e animali/ambiente, in particolare, ma non solo, in riferimento agli equini, per i quali conoscete già la nostra campagna stampa il cavallo non si mangia. Ora alziamo il tiro, per difendere anche quei cavalli, e altri animali, allevati appositamente per le carni. Ma anche le persone, e il loro diritto a conoscere esattamente cosa comprano per alimentarsi.

Chiediamo alle migliaia di persone che ci seguono e ci vogliono bene di riflettere sulle proprie abitudini alimentari, per salvaguardare il più possibile la propria salute e quella del pianeta.

Qui di seguito alcune NOZIONI BASE PER MANGIARE ETICO

1) Mangiare meno carne. La maggior parte della carne che finisce nel piatto proviene da allevamenti intensivi che maltrattano gli animali e occorre una grande quantità di risorse per produrre, trasportare e conservare quella carne, molte più risorse di quelle richieste per il mercato di altre pietanze.

2) Mangiare meno carne per ridurre l’impatto sull’ambiente e favorire, volendo mangiare carne, gli allevamenti a kilometro zero e che impongono meno sofferenza sugli animali che verranno macellati.

3) Crescere le proprie verdure. Non c’è modo migliore per ottenere prodotti freschi e biologici che fanno bene al corpo e alla mente. Anche se non si dispone di un cortile, un davanzale assolato può fare un grande giardino.

4) Orientarsi ai prodotti biologici.

5) Fare ricerca. Il consumo deve essere critico. Occorre realmente conoscere cosa c’è nel piatto, che cosa è buono per voi e cosa non lo è. Niente più dello studio delle etichette può aiutare il consumatore a divenire un mangiatore etico.

6) Scoprire da dove il cibo proviene. La maggior parte delle persone non ha idea del luogo da dove arriva il cibo che si trova al supermercato. Iniziate a comprare dai posti dove si sa per certo da dove viene il cibo o visitate le aziende agricole da soli e comperate direttamente dal produttore.

7) Fare il compostaggio. I rifiuti alimentari possono dare vita ad un ricco terriccio da usare come fertilizzante. Impiegatelo.

8) Mangiare meno prodotti alimentari trasformati, che spesso sono meno sani, e richiedono più energia per essere processati e packaging per essere commerciati.

9) Mangiare assecondando le stagioni. Avete veramente bisogno di pomodori in inverno? Se volete mangiare etico, mangiate stagionalmente.

10) Privilegiare i cibi che stanno in basso nella catena alimentare. Si smaltiscono più velocemente e rilasciano meno tossine. Mangiare verde aiuta a rimanere giovani più a lungo.

11) Aumentare i vegetali introdotti nella dieta. Il corpo umano ha bisogno di una buona quantità di nutrizione vegetale per rimanere sano. Ogni volta che si compone un piatto, dare uno spazio equilibrato alle materie prime, privilegiando verdure, frutta, legumi e cereali.

12) Trovare un equilibrio personale nella dieta. Alcuni vogliono rinunciare a tutti i prodotti animali, mentre altri non possono neppure immaginare una vita senza. Trovate il vostro equilibrio, basandolo però su un consumo critico.

Horse Angels

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Pareggiare il deficit sanitario riducendo le tasse ai bio-vegetariani ed aumentandole a chi si nutre malamente

E’ di questi giorni la notizia della volontà da parte della Commissione europea di tassare il cibo spazzatura (junk-food) considerato responsabile di molte patologie che gravano sui bilanci nazionali; cibo che è accusato di causare obesità o sovrappeso a 22 milioni di bambini europei. Nel mirino bevande dolci e gasate, cibi con eccesso di grassi saturi e sale. La colpa va attribuita al comune cattivo stile di vita e alle abitudini alimentari familiari carenti delle necessarie regole in fatto di corretta alimentazione. Il piano Sanitario Nazionale del Ministero della Salute 2003-2005 ribadisce che “I costi diretti dell’obesità in Italia ammontano a 23 miliardi di euro l’anno, la maggior parte dovuti a ricoveri. L’obesità e il sovrappeso sono i reali responsabili di una serie di gravi patologie cardiovascolari, metaboliche, osteoarticolari, tumorali e respiratorie che apportano una ridotta aspettativa di vita ed un notevole aggravio per il Sistema Sanitario Nazionale”. Secondo l’Oms 9 decessi su 10 sono dovuti al cattivo stile di vita. Ogni anno in Italia si spendono 20 miliardi di euro (3 miliardi solo per farmaci anticancro) per curare gli effetti prodotti dal cattivo stile di vita e da un’errata alimentazione responsabile di patologie come cancro, diabete, ipertensione, infarto, ictus ecc. mentre le statistiche ci informano che lo stile di vita vegetariano e soprattutto vegano consente di scongiurare molte patologie e allungare la vita anche di 15 anni. L’American Medical Association afferma: “Uno stile di vita totalmente vegetariano può prevenire il 90% di ictus cerebrale e il 97% di infarti” (la sola spesa cardiologica in USA ammonta a 250 miliardi di dollari l’anno). Vale la pena ricordare che il rischio di cancro alla prostata, mammella e colon è 4 volte maggiore in chi consuma carne, uova e latticini tutti i giorni. Inoltre. 7 persone su 10 muoiono a causa di un consumo eccessivo di grassi saturi e colesterolo: i prodotti di origine animale sono i più ricchi di grassi saturi e l’unica fonte di colesterolo. Considerato che un corretto stile di vita (cioè quello seguito dai vegani) può ridurre considerevolmente le peggiori patologie cui è afflitto il genere umano occidentale e che gran parte delle risorse umane ed economiche vengono dissipate per curare queste patologie; considerato che cibi spazzatura, come anche la carne e i derivati animali, sono i prodotti maggiormente incriminati, coloro che ne fanno uso sarebbe giusto far pagare in toto le spese mediche derivanti da patologie correlate al consumo di tali prodotti. Inoltre. Considerato che per produrre 1 kg di carne di manzo sono necessari dai 50 mila ai 100 mila litri di acqua potabile, 9 litri di petrolio, 15 kg di cereali, 12 mq di foresta e che a questi bisogna aggiungere non solo l’iperbolica cifra delle spese sanitarie per curare le malattie ma quelle dell’inquinamento dell’aria, della terra, del mare, delle falde acquifere, il buco nell’ozono, le piogge acide, la desertificazione ecc. E considerato che a questi bisogna aggiungere la sofferenza e la morte per fame delle popolazioni in via di sviluppo dovute alla sottrazione delle terre dei contadini e destinate a pascolo o a coltivazioni di monocolture per gli animali d’allevamento. E considerato che a questi bisogna aggiungere l’estinzione, irrevocabile dalla faccia della terra per tutti i millenni che verranno, di un’infinità di specie di vegetali e animali: basti pensare che per produrre un solo hamburger si perdono una ventina di specie vegetali, una dozzina di specie di uccelli, di mammiferi e rettili. E considerato infine che un terzo di tutte le risorse energetiche dell’Occidente sono assorbite dall’industria della carne, che un vegetariano risparmia 4000 mq di foresta all’anno, considerato tutto questo sarebbe giusto che ai vegetariani fossero ridotte le tasse mediche generate da coloro che vogliono vivere incuranti della propria salute e che per il puro piacere del palato non esitano a consumare prodotti riconosciuti come nocivi per la salute le cui tasse mediche poi ricadono su tutti, compresi i vegetariani. Certo rendere attuabile questa ipotesi non è facile dal momento che ognuno potrebbe improvvisarsi vegetariano per avere una riduzione sulle tasse. Ma resta comunque una realtà che penalizza i vegetariani e tutti coloro che seguono corretti stili di vita a vantaggio di quanti incuranti dei danni del cibo spazzatura preferiscono i piaceri della gola alla buona salute.

Franco Libero Manco

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L’utopia di un mondo vegetariano… potrà mai divenire realtà?

Molte volte i giovani che vivono in famiglia sono ostacolati dai genitori, parenti o anche amici, nella loro scelta vegetariana e spesso l’armonia familiare viene turbata da questa scelta che oltre ad essere considerata pericolosa per la salute del ragazzo mette in crisi la madre abituata a servire a tavola prodotti convenzionali. Quando mi parlano di tale situazione mi viene in mente la frase di Gesù: “Non crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra; non sono venuto a portare pace ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa” (Mtt 10,34). La rivoluzione vegetariana non è facile da digerire per chi non è ancora è informato sugli effetti in grado di produrre un’errata alimentazione sulla propria vita e sul contesto sociale e così da avere la capacità di fare il passo decisivo. Le grandi innovazioni conoscono sempre tre fasi: la prima è la derisione, la seconda la considerazione e la terza l’accettazione. Cambiare abitudini alimentari non è cosa facile se tale scelta non è sostenuta da una forte motivazione etica o salutistica, specialmente quando la gente è condizionata da tradizioni consolidate. Nulla, a mio avviso, impedisce il progresso mentale e morale come l’ostinato riferimento alle tradizioni. Se l’umanità si è in parte evoluta è grazie al superamento di certe concezioni che in altri periodi storici erano ritenute giuste e utili. Ma nonostante la paura che a volte suscita il cambiamento molte cose sono mutate. Oggi non si accetta più il concetto che la donna sia nata per servire l’uomo, il negro per servire i bianchi, i poveri per servire i ricchi, i deboli per servire i forti. La nostra è una vera e propria rivoluzione esistenziale: noi non chiediamo una povertà più dignitosa, ma la sua totale abolizione; non chiediamo guerre meno cruenti, ma la loro cancellazione dalla storia futura; non chiediamo giustizia per gli uomini, ma per tutte le creature in grado di soffrire, non chiediamo gabbie più grandi per gli animali, più pulite, ma vuote; non chiediamo la regolamentazione della caccia o della pesca, ma la loro totale eliminazione; non chiediamo la riduzione del consumo della carne degli animali martoriati, ma l’abbattimento, la demolizione fino alle fondamenta dei mattatoi; noi non chiediamo la chiusura degli stabulari dei vivisettori, ma la loro irrevocabile e perenne chiusura. Utopia era considerare al tempo dei romani la eliminazioni dei combattimenti al Colosseo; era utopia pensare di scoprire nuove terre oltre le colonne d’Ercole; era considerare l’unificazione dell’Italia al tempo dei Borboni; era pensare di approdare sulla luna, parlare e vedere in diretta l’immagine di qualcuno che si trova all’altro capo del pianeta. Ma un’utopia non si attua in un giorno: è sempre il frutto sofferto e macerato di un processo evoluivo. Ogni filosofia, ogni dottrina nasce da un seme gettato che col tempo diventa albero e da i suoi frutti. Non tutte le utopie sono destinate a diventare realtà: solo se nella loro essenza vive il seme per il bene di tutte le cose: così sarà per l’utopia vegetariana. Ma affinché le utopie diventino realtà c’è bisogno di gente folle da credere realizzabile un progetto mai realizzato. Procedere con calma senza infastidire i macellatori di animali ed i guerrafondai? Non è nella nostra visione delle cose. Ma chiedere tutto e subito è una follia. Occorre procedere pere gradi dando alla gente il tempo di capire, di informarsi, di sensibilizzarsi perché è l’ignoranza la madre di tutte le sventure, è l’indifferenza verso chi soffre ciò che ha fatto di questo mondo un luogo di dolore. Molto dipende da noi, dalla nostra volontà, dalla passione e dall’amore con cui conduciamo questa luminosa missione. La nostra causa procederà inevitabilmente, è nell’ordine evolutivo delle cose, nonostante la deludente realtà che a volte anche i migliori, dopo un primo entusiastico approccio, dimenticano la causa e si eclissano per motivi forse non sempre sono giustificabili. Questo significa non aver capito l’importanza della nostra missione che a mio avviso è più grande dei nostri interessi personali, di ogni progetto, di ogni affetto. La nostra è opera di civiltà, è opera di giustizia da portare ovunque, in famiglia, nei gruppi, nelle scuole, nelle chiese, e che importa se il nostro messaggio genera fastidio o irritazione; Gesù diceva che non si accende una lampada per metterla sotto il moggio. Dobbiamo far capire che è meglio e più giusto smettere di magiare gli animali, che si può godere di una salute migliore, che l’umanità può essere migliore, che tutto può essere migliore e che tutto dipende da cosa si decide di portare a tavola, perché è sempre la nostra coscienza e la nostra intelligenza positiva a fare la storia.

Franco Libero Manco

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Zucchero…? Vade retro satana! Critica al saccarosio, origine di ogni male alimentare, secondo il vegetariano Franco Libero Manco

Lo zucchero bianco, o saccarosio, (considerato uno dei cibi killer) viene depurato con latte di calce e per eliminare la calce in eccesso viene trattato con anidride carbonica, poi con l’acido solforoso per eliminare il colore scuro; poi viene filtrato e decolorato con carbone animale e infine trattato con il blu oltremare (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno).

Rimane una sostanza bianca cristallina senza vitamine, sali minerali, enzimi e oligoelimenti che può causare stress pancreatico, fermentazioni intestinali, gas, alterazione della flora batterica, picchi glicemici, aggressività nei bambini, diabete, obesità, debolezza, problemi visivi, carie, osteoporosi, perdita di capelli, alterazione del sistema endocrino; inoltre può paralizzare i moti peristaltici intestinali, generare acidità gastrica, obesità e alterazione del sistema endocrino , sottrarre calcio alle ossa e può essere causa di cancro allo stomaco. Il saccarosio non viene consumato dall’organismo perché si “caramella” sulle mucose intestinali rallentando le funzioni digestive e bloccando la funzione degli enzimi.

Di conseguenza lo stomaco è obbligato a fabbricare quantità sempre maggiori di acido cloridrico e il pancreas si atrofizza nell’assorbire l’eccesso di acido prodotto ed il fegato s’incrosta fino all’asfissia perché non può eliminare questa sostanza. Per essere assimilato il saccarosio preleva dal nostro organismo vitamine e sali minerali al fine di bilanciare il pH del sangue a causa del suo forte potere acidificante, causando indebolimento delle ossa, carie, artrosi, osteoporosi, caduta di capelli, cuscinetti adiposi, cellulite, ritenzione idrica, alterazione della flora batterica, coliti, diarrea, oltre naturalmente il diabete.

Inoltre, un eccessivo consumo di zucchero può causare irritabilità, depressione, candidosi, picchi glicemici che compromettono il pancreas costringendolo a produrre insulina rischiando crisi ipoglicemiche. Lo zucchero, essendo una sostanza altamente acidificante, oltre a creare un ambiente adatto allo sviluppo di batteri, lieviti, muffe, funghi all’interno dell’organismo, è in grado di produrre acetaldeide (una tossina cancerogena) ed alcol. Più zucchero riceve l’organismo più microrganismi nocivi si sviluppano. Inoltre lo zucchero può danneggiare il nostro corredo genetico: una singola dose di zucchero può compromettere le cellule per una decina di giorni. Lo zucchero è un prodotto senza vita: mancando di sostanze vitali e di minerali sottrae gli uni e gli altri all’organismo, in particolare le vitamine del complesso B necessarie al corretto funzionamento delle cellule cerebrali la cui carenza può essere causa di aggressività e comportamento violento dell’uomo. Quando il cervello non è alimentato di glucosio si genera difficoltà di attenzione e minore resistenza intellettuale e fisica.

Una ricerca clinica condotta su minorenni particolarmente rissosi, reclusi in 14 istituti di pena statunitensi, ha dimostrato che eliminando lo zucchero industriale dalla loro dieta le risse diminuivano del 40%.

Analogo esperimento fu condotto in Inghilterra su 50 detenuti, con risultati pressoché analoghi. Un’altra ricerca condotta in Virginia su 276 giovani delinquenti detenuti, ha dimostrato la riduzione del 50% del comportamento violento a seguito della soppressione dello zucchero industriale. Questo, annullando l’efficacia delle vitamine del complesso B, danneggia il corretto funzionamento delle cellule cerebrali rendendo l’individuo più irritabile, più soggetto allo stress e più violento. Quando si consumano troppi farinacei raffinati o zuccheri industriali viene secreta l’insulina che alla fine causa infiammazioni e, col tempo, come abbiamo detto, obesità, diabete ed alcune forme di tumore. Questo perché l’insulina essendo un ormone della crescita può portare ad una proliferazione incontrollata delle cellule tumorali.

Gli obesi ed i sedentari necessitano di molta insulina, per questo sono più degli altri soggetti al cancro del pancreas. Lo zucchero ruba calcio e cromo perla sua digestione. Dà falsa euforia, eccitazione cui segue depressione, irritabilità, bisogno di altro zucchero.

Viene velocemente assimilato nel sangue perché privo degli altri componenti nutrizionali: enzimi, minerali, vitamine, proteine, acqua. Il pancreas deve riequilibrare l’innalzamento repentino di zucchero nel sangue e questo causa stress ormonale e abbassamento delle difese immunitarie.

Lo zucchero di canna integrale biologico, il malto d’orzo o il succo di acero, sono meno dannosi dello zucchero bianco. Ma meglio ancora sarebbe non utilizzare mai zucchero industriale: lo zucchero di cui ha bisogno il nostro organismo è solo quello della frutta fresca ed essiccata. Il fruttosio è il vero, solo carburante della macchina umana. Quando si sente la necessità di qualcosa di dolce la cosa migliore è consumare datteri, prugne o albicocche secche, fichi secchi, uva passa… Le bevande che necessitano di essere addolcite (caffè, tè ecc.) non dovrebbero essere consumate.

Franco Libero Manco

Alternative allo zucchero bianco 1) Zucchero di canna integrale, possibilmente biologico; 2) Melassa (deriva dallo zucchero di canna o da barbabietola); 3) Sciroppo d’acero (liquido zuccherino); 4) La Stevia (ha zero calorie); 5) Lo sciroppo di mele; 6) Il succo d’agave; 7) Il succo d’uva; 8) Lo sciroppo di mais; 9) Il malto d’orzo; 10) Lo sciroppo di riso; 11) L’amasake (ottenuto dalla fermentazione del riso)

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Vegetarismo, violenza della natura e fede in Dio… Libera deduzione su alcuni enigmi della vita di Franco Libero Manco

Non è facile conciliare la fede in Dio con l’essere vegetariani
nella volontà di non nuocere agli animali. Le leggi della natura sono
crudeli: la scena di un predatore che sbrana un altro animale è sicuramente raccapricciante. Tutti gli esseri viventi, dal microbo alla balena, per sopravvivere sono costretti a nutrirsi uccidendo altri esseri al punto che senza la sopraffazione del più forte sul più debole nulla potrebbe esistere e la stessa vita non potrebbe manifestarsi nell’universo. Sembra che il “male” della violenza, del dolore e della morte sia indispensabile affinché la vita trionfi. La vita sulla terra è la sintesi dell’equilibrio degli opposti, come positivo e negativo, notte e giorno, freddo e caldo, yin e yang ecc. Ciascun opposto non potrebbe esistere senza l’altro. L’universo stesso vive sull’equilibrio degli opposti, e l’universo contenuto nel nostro corpo non fa eccezioni.

Dunque la vita nasce grazie alla simbiosi armonica tra due opposti
(seme e terra, terra e acqua, idrogeno e ossigeno ecc.) e si sviluppa per mezzo della lotta alla sopravvivenza attuata per mezzo della sopraffazione dell’uno sull’altro organismo. Le due condizioni sono imprescindibili ai fine del progresso lungo la via dell’evoluzione di ogni essere.

Ma questo assunto si scontra con la legge dell’amore enunciata da
tutti i grandi mistici e santi (cioè da coloro che per antonomasia sono
considerati portatori della volontà del Creatore) e da tutti noi che
lottiamo per un mondo senza violenza tra gli esseri umani e tra questi e il resto del creato. Applicare la legge dell’amore, della compassione, della misericordia, del “non fare ad altri ciò che non vorresti per te stesso” e del “non ammazzare”, al mondo naturale contraddice e vanifica la legge che tutto governa. In sostanza se nella natura fosse regolata dalla legge dell’amore e della compassione, invece della reciproca violenza, la vita sulla terra cesserebbe.

Ogni essere vivente cerca disperatamente di fuggire il dolore, la
sofferenza, la morte. Ma la sofferenza è il solo meccanismo che consente alle creature di evolvere, di acquisire esperienza: nel tentativo di sfuggire al predatore, al dolore e alla morte, ogni essere sviluppa il suo istinto, la sua arguzia, la sua intelligenza e quindi si evolve. Abolire la violenza sarebbe come impedire l’evoluzione delle cose. Ma questo è in contraddizione con la legge dell’amore, della bontà e della misericordia invocata dai grandi mistici e da Dio.

Ma se la violenza è componente necessaria per il manifestarsi della
vita, se sono sempre i più indifesi a pagarne le conseguenze, come
giustificare il messaggio di tutti i grandi illuminati che si sono schierati
sempre in difesa dei più deboli? Non è forse porsi in contrasto con le leggi naturali che consentono alla creazione di perpetuare se stessa?
Di fronte all’eterno dilemma del perché della violenza naturale a mio avviso si possono azzardare 4 ipotesi:

1) Tutto è frutto del caso; ma a mio avviso la stupefacente realtà della
vita, la perfezione di ogni essere vivente e leggi che governano l’intero
universo fanno nutrire grossi dubbi in tal senso: è difficile credere che
non vi sia il disegno, il progetto o la volontà di Qualcosa o di Qualcuno.

2) Le violenti leggi naturali non sono meccanismi voluti dal Creatore in
quanto Dio non può che essere buono e giusto per il fatto di consentire alla vita di manifestarsi e alle creature di progredire nel piano evolutivo. Se la creazione esiste è solo a vantaggio di questa non dell’Essere la cui potenza è in grado di creare il tutto dal nulla.

3) Il Creatore è indifferente alla sofferenza degli esseri viventi non
umani; non si da cura del singolo componente ma dell’intero Sistema. Però questa ipotesi non è suffragata dal pensiero dei grandi iniziati, dei grandi teologi o dei grandi filosofi perché inclinerebbe l’essere umano a reprimere il sentimento di pietà e compassione (sempre invocata dai giusti) che l’uomo spontaneamente nutre nei confronti di chi soffre e porterebbe inevitabilmente all’indifferenza verso gli stessi esseri umani. Se è per volontà di Dio che la tigre è strutturata fin dalle origini ad uccidere per nutrirsi allora Dio non può che essere ingiusto nei confronti delle vittime e indifferente al loro dolore. Non solo. L’agnello avrebbe da che obiettare ad essere stato progettato totalmente privo di difese, il rospo obiettare la sua poca eleganza o lo scorpione di essere stato creato tale.

4) Siccome è la forma fisica (frutto dell’evoluzione) a predisporre i
carnivori a nutrirsi di altri animali, gli erbivori di erbe ed i frugivori
di frutti, io credo che questa sia la concretizzazione materiale del loro
contenuto energetico e spirituale. Cioè, la natura del leone non potrebbe vivere in una gazzella, come l’essenza spirituale della mucca vivere in un’aquila. Ma il problema fondamentale a mio avviso sta in questo: se chiunque di noi obiettasse la sua stessa esistenza dimostrerebbe che la vita è un imposizione (anche se la vita secondo il pensiero religioso è un dono il ricevente dovrebbe avere la libertà di rifiutare o accettare il dono che gli viene offerto), e siccome Dio per definizione non può che essere giusto non impone nemmeno l’esistenza. Questa ipotesi porta alla logica conseguenza che le cose esistono non per volontà di Dio ma di se stesse, che esistono da sempre in un piano ed in una dimensione spirituale antecedente la stessa creazione e che mediante la vita tendono ad attuare il loro piano evolutivo, resosi necessario a causa di un allontanamento dall’Armonia primigenia che precede lo stesso Big Bang.

Cioè gli esseri allontanatisi dal Tutto Armonico iniziale, dalla
dimensione spirituale precipitano materializzandosi nel livello che
corrisponde al loro grado di pesantezza energetica da dove riprendono la risalita attraverso i vari regni, e di vita in vita, in un processo di
evoluzione e di smaterializzazione progressiva, riprendono il loro cammino a ritroso per tornare alla condizione antecedente la disarmonia generatasi nel Tutto Armonico iniziale (come una specie di onda anomala nell’immensità dell’oceano) che li ha precipitati nella dimensione terrestre. Cioè gli esseri sono da sempre in Dio e parte stessa di Dio, anche se questo porterebbe alla logica che in Dio si possa manifestare qualcosa di disarmonico. Una sorta di disarmonia in accordo con se stessa ma in antitesi al tutto armonico che ha generato la “caduta”. Ma questa è solo una mia ipotesi, alla quale però credo.
In che modo si manifesta la bontà di Dio verso le sue creature? Le
“scintille divine” o energetiche precipitate nella dimensione materiale
potrebbero non avere la possibilità di risalita e ristagnare per sempre
nella loro condizione: in questo Dio io credo manifesta il suo amore verso gli esseri viventi.

Quindi se le leggi della natura portano gli animali a divorarsi a
vicenda non è per volontà di Dio. Ed anche se la violenza impèri nella
natura e il debole soccombe sempre al più forte l’armonia, che consente il manifestarsi della vita e agli esseri di procedere nel paino
dell’evoluzione, trionfa sempre.

Altra considerazione. Se lo scopo della creazione è dare la
possibilità alle creature di esistere e attuare la loro stessa evoluzione,
l’adesione alla legge della procreazione dovrebbe essere un principio
imperativo specialmente per coloro che, spiritualmente, sono i “portavoce” di Dio, ma quasi tutti i grandi iniziati, mistici e santi, hanno rinunciato a procreare (almeno dopo la loro conversione).

Ma come conciliare la fede in Dio con il vegetarismo? Contrariamente alla inesorabile e crudele legge naturale tutti i grandi iniziati, santi, profeti ed uomini illuminati hanno sempre affermato e ribadito, e ribadiscono, la bontà di Dio verso le sue creature. L’essere umano è la sola specie che può sottrarsi deliberatamente alla legge della violenza naturale, a non causare sofferenza e morte ad altri esseri viventi: la nostra conformazione fisica dimostra che non siamo strutturati per vivere uccidendo perché privi di artigli, di zanne, becco ecc., né abbiamo lo stomaco o gli intestini adatti a nutrirci di altri animali come i carnivori. In sostanza l’uomo è un essere disarmato, privo di armi di attacco e di difesa naturali, quindi un essere strutturato per essere pacifico e vegano: in questo la mia fede trova sintonia con la scelta vegetariana e nella possibilità di progredire nel piano evolutivo (possibilità che potrei non avere).

Se un giorno la violenza tra gli umani dovesse cessare resterebbe la violenza inaccettabile tra gli animali in natura. Ma a quel punto l’uomo
avrebbe diritto ad impedire al leone ad uccidere la gazzella per nutrirsi?
Io credo che il compito dell’uomo non sia solo quello di instaurare la non
violenza tra i suoi simili ma di estenderla nella creazione. Cioè, un giorno
lontanissimo l’evoluzione morale e spirituale umana potrebbe spingere l’uomo a fare in modo che almeno i grandi carnivori, con i quali può interagire, evitare che uccidano per nutrirsi, magari dando loro da mangiare gli animali che muoiono di morte naturale. Ma questa forse e solo un’utopia. Ma chissà, a volte le utopie…

Franco Libero Manco

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Vegetarismo e buon Dio – Commento di Marco Bracci all’articolo soprastante di F.L. Manco: “E’ vero, credere alla Bontà di Dio dopo aver osservato la violenza che c’è nella Natura è molto difficile. Per quanto mi riguarda, credo in questo: che Dio 1-ci ha dato il libero arbitrio, 2-ci ha detto “sottomettete la terra”. Per me, sottomettete la terra significa “elevatevi spiritualmente al di sopra degli altri regni della natura, cosiccchè essi siano sotto di voi, cioè più in basso nella scala evolutiva”. Invece il punto 2 è stato interpretato come un consenso a perpetrare ogni sorta di sopruso nei confronti della Natura, della Terra e degli Animali, arrivando addirittura a mangiarli, segregarli e violentarli nei laboratori. Essendo stato eletto da Dio a esempio per il resto della Creazione, animali e piante, appunto, operano esattamente come l’uomo fa e prevaricano i più deboli. Quindi l’uomo è colpevole non solo per quello che fa personalmente, ma anche per quello che fanno gli altri Regni, per emulazione, a causa del suo errato comportamento. E questa è la ragione per cui la Terra ogni tanto, ed ora sempre più spesso, si ribella e combina disastri. Li chiamiamo catastrofi naturali, ma altro non sono che le conseguenze del nostro, di uomini, errato modo di comportarci…. Come i mistici insegnano, prima che si reincarni ogni anima viene istruita sulla sua vita futura. Le vengono mostrati tutti i vantaggi per la sua evoluzione e le sofferenze che dovrà patire ogni volta che abbandonerà il sentiero tracciato (avendo il libero arbitrio). Non si interpreti questo come un’imposizione, semmai è un consiglio, tale e quale quelli che un buon genitore dà ai figli. Solo dopo l’istruzione, l’anima decide se affrontare l’avventura o no, ma siccome la sofferenza nell’aldilà è molto più grande che nell’aldiquà (perché di là non abbiamo l’ego che trova un sacco di scuse ai nostri errori e ce li fa buttare dietro le spalle), difficilmente rifiuta, perché vuole scontare più velocemente possibile per alleviare, appunto, tale sofferenza. A tal proposito consiglio la lettura della poesia di Hermann Hesse “La vita che ho scelto”

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