Archivio della Categoria 'Compagni di viaggio'

Testimonianze dalla Palestina – “Provo vergogna di essere ebreo!” – “Basta con struzzi e coccodrilli”

Rabbino Mijael Even David: ” Il giorno che ho provato vergogna di essere ebreo”.

Mijael Even David, rabbino, ripudia e condanna la brutalità delle
pratiche politiche sioniste. Ripudia e denuncia l’assassinio del
giovane Muhammad Abu Jdeir, che è stato rapito, torturato e bruciato
vivo dai coloni israeliani:

“Oggi, noi, ci siamo uniti ai roghi dell’Inquisizione. Bruciamo le
persone di una diversa fede e diciamo che è il nostro Dio a
chiedercelo. Oggi, ci uniamo alle orde dei cosacchi con l’odio
selvaggio e assassino senza vedere altro che, il fatto, di essere
diversi. Oggi, ci uniamo agli assassini nazisti, uccidendo un bambino
brutalmente per la sua razza ed etnia.
Oggi non siamo più il popolo eletto, perché non fummo scelti per
questo. Abbiamo bisogno, forse, di altri duemila anni di Esilio, per
ricordare ciò che dovremmo essere. Oggi, perdiamo qualsiasi
superiorità morale, che pensavamo di possedere. Siamo esattamente come
quelli. Anche noi siamo degli assassini. Tutti noi. Coloro che hanno
bruciato, gridato “ morte agli arabi”, dichiarato che la Torah ci
chiede di uccidere, assassinare e vendicare. Coloro che hanno visto
tutto questo e non hanno fatto niente, coloro che domani nulla
faranno.
Soprattutto chi cerca di mettersi a posto le coscienze con i confronti
“ però noi non festeggiamo gli omicidi”, “ a noi, non ci insegnano a
scuola a odiare”, “ noi non consideriamo eroi i terroristi”. Dio
l’Altissimo, però non è su di loro è su di noi. E’ su la perdita di
noi stessi, del fallimento come nazione. Abbiamo ovviamente fallito.
In futuro, quando studieranno le leggende sulla distruzione della
nostra società, del nostro Stato, essi leggeranno “ Per l’omicidio, il
fuoco, il brutale assassinio di Muhammad Abu Jdeir, il nostro Tempio
fu distrutto, la nostra Terra divenne desolata e fummo esiliati tra le
Nazioni”.
” La pace non è mai stata così lontana. Mai come adesso mi sono
vergognato di essere israeliano. Mai avevo provato vergogna come ora
di essere ebreo”.

http://negratinta.com/rabino-mijael-even-david-el-dia-que-me-avergonce-de-ser-judio/

……………………….

Basta con struzzi e coccodrilli – Da Gaza al mondo, parla un gruppo di cooperanti italiani in Palestina

Basta con chi fa finta di non vedere. Basta con chi pensa che una
partita di pallone sia più importante di un’intera popolazione inerme
sotto le bombe… Basta con chi dà del terrorista a un’intera popolazione
senza mai aver voluto ascoltare le voci di Gaza. Basta con giornalisti
che scrivono articoli comodamente seduti da casa o dalle redazioni a
Roma e Milano. Basta con l’equidistanza a tutti i costi. Basta con le
condanne bipartisan e con le parole misurate.
Siamo operatori umanitari e condanniamo la violenza verso i civili, SEMPRE.
Per questo non possiamo restare silenti dinanzi ad un attacco armato
indiscriminato verso una popolazione che non ha rifugi, posti sicuri o
possibilità di fuga. Una popolazione strangolata economicamente e
assediata fisicamente, rinchiusa in una prigione a cielo aperto.
Non possiamo far finta di nulla. Noi Gaza la conosciamo perché ci
lavoriamo, perché la viviamo e lì abbiamo imparato cos’è la
sofferenza, ma anche la resistenza. E non parliamo di lancio di razzi:
per i circa due milioni di persone che risiedono a Gaza, che vivono da
48 anni sotto occupazione dimenticate dal mondo, che piangono morti
che sono sempre e solo numeri, che subiscono interessi politici sempre
più importanti della vita umana… resistere è essere capaci,
nonostante tutto, di andare avanti.
Gaza ci ha insegnato semplicemente la dignità umana.
Siamo qui e ci sentiamo inermi e, ancora una volta, esterrefatti
perché continuiamo a leggere articoli di giornale che a nostro avviso
non rispecchiano la realtà. Non raccontano lo squilibrio tra una forza
occupante e una popolazione occupata. Enfatizzano la paura israeliana
dei razzi lanciati da Gaza, che condanniamo ma che, fortunatamente,
non hanno procurato morti, e riducono a semplici numeri le oltre 90
vite spezzate a causa dei bombardamenti Israeliani in meno di tre
giorni.

Tutto ciò che scriviamo non è frutto di opinioni personali o giudizi
morali; è sancito e ribadito dai principi del diritto internazionale e
del diritto umanitario internazionale, che muovono il nostro operato
ogni giorno.

Riteniamo inaccettabile che la risposta all’omicidio dei 3 coloni,
avvenuto in circostanze ancora ignote, sia l’indiscriminata punizione
di una popolazione civile indifesa: il diritto umanitario vieta le
punizioni collettive – definite crimini di guerra dalla IV Convenzione
di Ginevra (art. 33).

Israele ha addossato la responsabilità a Hamas, attaccando
immediatamente la Striscia, causando la risposta dei gruppi
palestinesi con il lancio di missili su Israele. Il governo israeliano
sostiene di voler colpire gli esponenti di Hamas e le sue strutture
militari. E’ davanti agli occhi di tutti che ad essere colpiti finora
sono soprattutto bambini e donne. Basta con lo scrivere che Israele
reagisce ai missili da Gaza, la verità per chi vuol vederla è lì sotto
gli occhi di tutti, e i numeri, se non interpretati con slealtà, sono
chiari.

Dall’8 luglio, inizio dell’operazione militare “Protective Edge”,
Israele ha bombardando 950 volte la Striscia, distruggendo
deliberatamente oltre 120 case, (violando l’articolo 52 del Protocollo
aggiuntivo I del 77 della convenzione di Ginevra), uccidendo 93
persone (inclusi 30 minori 16 donne,15 anziani e 1 giornalista)
ferendo oltre 600 persone, di cui 50 in condizioni molto gravi.
Oltre 900 persone sono rimaste senza casa, 7 moschee, 25 edifici
pubblici, 25 cooperative agricole, 7 centri educativi sono stati
distrutti e 1 ospedale, 3 ambulanze, 10 scuole e 6 sport club
danneggiati.

Dall’altro lato, il lancio di razzi da Gaza, secondo il Magen David
Adom (servizio emergenza nazionale israeliano), ha causato 123 feriti
di cui: 1 ferito grave; 2 moderati; 19 leggeri; 101 persone che
soffrono di shock traumatico.

Di fronte a questi numeri ci sembra impietosa la non obiettiva
copertura di gran parte della stampa internazionale e nazionale,
dell’attacco israeliano verso la Striscia di Gaza. Per questo
riteniamo necessario prendere posizione e ribadire la necessità di
riportare l’informazione, sullo scenario militare in corso, alle
dovute proprorzioni.

Ci appelliamo infine ai responsabili politici in causa e a quanti
possano agire da mediatori, affinchè le operazioni militari cessino
immediatamente e perché si ponga fine all’assedio nella Striscia di
Gaza.

Siamo un gruppo di cooperanti che vive e lavora in Palestina. Tutto
ciò che scriviamo è verificato da testimonianze sul campo e da fonti
di agenzie internazionali. Per maggiori informazioni scrivete a:

cooperantipalestina@inventati.org

Commenti disabilitati

USA (intelligence) – Legalizzare le droghe, l’ultimo ritrovato della finanza usuraia per fare affari e rimbambire la gente

Un amico che va spesso in USA poche settimane fa mi disse che là avvertiva qualcosa di strisciante, legato al malcontento popolare, mi disse… ‘per mantenere gli usurai di Wall Street, drenano a chi si fa il mazzo e hanno trasformato intere generazione di persone istruite in friggitori di patatine… hanno reintrodotto uno schiavismo soft… e ora la gente, che è armata, inizia ad aprire gli occhi’

Mi sono ricordata queste sue parole a proposito del malcontento strisciante nel leggere questa notizia che segue, dal Giornale, qualcosa inizia a scappare fuori mano alla finanza apolide sionista, e hanno fatto liberalizzare le droghe… ultimo assalto alla sanità mentale della gente, prima che il popolo americano che non li conosceva arrivi a svegliarsi, a identificarli e a distruggerli o cacciarli come ha sempre fatto la Vecchia Europa…

Una volta avvelenavano le acque (le presunte ‘tubature di piombo’ a Roma sotto Claudio e Nerone, che avrebbero fatto impazzire la gente… tutte palle, gli archeologi hanno dimostrato che i tubi degli acquedotti romani erano in ferro, quindi ‘qualcuno’ di saturnino ( piombo= saturno ) che voleva creare casino buttava qualcosa- tipo carogne di animali o veleni vari- nelle falde acquifere… da cui le purghe contro di LORO travestiti da ‘cristiani’ che Claudio, Nerone, Domiziano, fino ad arrivare a Diocleziano, Costantino e gli Imperatori d’ Oriente, applicarono a fasi alterne facendo leggi restrittivissime contro la LORO possibilità di movimento… )

Ora, dall’inquinamento degli acquedotti, passano a diffondere le droghe prima che la rabbia esploda tra la gente messa a food stamps… siamo vicinissimi alla LORO fine e NON hanno Arca in cui andare… i russi li tengono nel mirino, i cinesi non li vogliono, e gli europei sono resilienti

Ora che gli USA, dopo essere stati USAti per le loro guerre di Sion, non riescono più a vincere, li vogliono distruggere prima che gli americani distruggano loro che li hanno espropriati della loro nazione… spero che vada così e che il LORO destino sia quello del GOLEM… essere distrutti dagli americani che hanno corrotto, prima che mandino in pezzi l’America col suo popolo

Notizie di cronaca spicciola:
Colorado, i biscottini alla marijuana vanno a ruba pure tra i bimbi – IlGiornale.it

Danni allo sviluppo cerebrale degli adolescenti, calo del quoziente intellettivo medio e nei casi più gravi schizofrenia. È quanto rischia di succedere, e in parte sta già succedendo, nello Stato americano del Colorado, dove il commercio e la detenzione di marijuana dal primo gennaio sono libere da ogni vincolo.

Medici e psichiatri hanno lanciato l’allarme, il rischio è che un’intera generazione di giovani vada letteralmente in fumo. La legalizzazione della cannabis si sta dimostrando un affare d’oro per i produttori locali e per lo stesso Colorado, che impone su questo business un elevato prelievo fiscale. Che gli investitori pagano senza batter ciglio vista l’esplosione della domanda.

Peter Williams, un coltivatore locale di cannabis, sta facendo letteralmente una fortuna. Interpellato dal quotidiano britannico Daily Mail, dichiara candidamente che in base al volume di vendite giornaliere a fine anno potrebbe raggiungere un introito di circa 25 milioni di dollari. Il signor Williams ha sviluppato una tecnica di coltivazione particolarmente sofisticata e ha concluso accordi sia con Chicago che con Las Vegas, nell’eventualità che il commercio libero della cannabis sbarchi anche lì.

Per il Daily Mail il suo negozio è un “McDonald’s della marijuana”, con tanto di guardie armate per garantire l’ordine. Nella sola Denver, la città più popolosa, ci sono 200 punti vendita, altri 100 nel resto dello Stato. Che grazie alla marijuana sta registrando entrate fiscali da record, e chiude un occhio sugli effetti devastanti che tale commercio può avere sulla popolazione.

In vendita non si trova solo erba da fumo, ma anche alimenti e bevande “corrette” alla marijuana. E gli episodi tragici dall’inizio dell’anno non mancano. Come il diciannovenne che si è lanciato dal balcone dopo aver mangiato un biscotto alla cannabis, o la casalinga che chiama la polizia perché il marito è in preda alle allucinazioni dopo aver bevuto una bibita “corretta”. La polizia purtroppo non ha fatto in tempo, e il marito allucinato ha sparato in testa alla moglie davanti ai loro tre figli.

Il pericolo più grave sono proprio alimenti e bevande alla marijuana, in libera vendita e poco distinguibili dai prodotti standard. In particolare le barrette al cioccolato possono provocare stati di allucinazione per via della dose decisamente forte. Il rischio che questi alimenti vengano consumati da minori è elevatissimo, e nello Stato si sono registrati in questi mesi diversi ricoveri di bambini in preda al panico, con stati di ansia e allucinazioni, dopo aver consumato prodotti alla cannabis. Diversi minori portano la marijuana anche a scuola, con i rivenditori che usano per attrarli con la pubblicità anche personaggi dei cartoni come i “Flintstones”.

Ai cartelli della droga colombiana non pare vero di poter liberamente coltivare erba negli Stati Uniti e si preparano allo sbarco, pronti a fare del Colorado la loro base per l’export. E anche gli alberghi di Denver si sono adeguati al clima: dai 21 anni in poi si ha diritto alla dose di benvenuto direttamente in camera e ad un pratico vaporizzatore.

Le autorità locali, mentre incassano soldi a palate grazie alle imposte, sembrano anche rendersi conto che la situazione sta sfuggendo di mano e rischia di avere conseguenze catastrofiche. L’amministrazione di Denver ha deciso di investire i soldi delle maxi-entrate fiscali in programmi specifici per l’educazione dei minori sui rischi delle droghe. Un tentativo, o più probabilmente lacrime di coccodrillo.

Mata Hari

Commenti disabilitati

Tarcisio (il bertone) e Bild (lo strozzaprete)

“Ci voleva il tabloid tedesco Bild per dirci che TARCISIO BERTONE (cardinale) si sarebbe appropriato di 15 milioni di euro da conti vaticani…” (Doriana Goracci)

“Il Vaticano ha aperto una inchiesta sull’ex segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, già arcivescovo di Genova, per appropriazione indebita. E’ quanto scrive il tabloid tedesco Bild, secondo il quale il cardinale sarebbe sospettato di essersi appropriato indebitamente di 15 milioni di euro da conti vaticani. Bild cita fonti non ufficiali vaticane. I soldi di cui si sarebbe appropriato Tarcisio Bertone, sarebbero andati a un produttore televisivo amico dell’ex segretario di Stato del Vaticano. E’ quello che scrive la Bild, che oggi rivela un’inchiesta aperta proprio al Vaticano a carico del cardinale per appropriazione indebita di 15 milioni. L’operazione sarebbe avvenuta ”nel dicembre 2012 con una obbligazione convertibile”. La transazione si sarebbe fatta nonostante la resistenza della banca vaticana, e sotto la pressione di Bertone. Bild riferisce che ad una domanda del tabloid, il direttore dell’Autorità di informazione finanziaria del Vaticano, Renè Bruelhart, ha sostenuto di non poter ”né confermare né smentire” la notizia sull’indagine vaticana relativa al cardinale Bertone.”
(Notizia Ansa)

Commenti disabilitati

Per adesso Treia può attendere…. Un parere “politico” personale di Paolo D’Arpini

“Un tale che abitava presso la porta Yan della capitale di Song dimagrì tanto per il dolore della morte dei suoi genitori che fu deciso di conferire la carica di “maestro dei funzionari” a questo modello di pietà filiale. I vicini si sentirono incoraggiati a seguirne l’esempio. Metà di essi morì di cachessia, senza aver ottenuto nessuna carica pubblica” (Chaung Tzu)

Il 28 aprile 2014 io e la mia compagna Caterina siamo andati ad una riunione dell’Associazione Adesso Treia, riunione che attendevamo con ansia viste le recenti vicissitudini non proprio felici dell’associazione, in vista delle prossime elezioni comunali.

Con Adesso Treia ho avuto rapporti sin dal primo incontro, che si tenne il 4 ottobre dello scorso anno (vedi presentazione di Alberto Meriggi: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2013/10/treia-adesso-adesso-e-treia.html), in cui l’associazione venne presentata al pubblico.

Sin da quella prima riunione diedi la mia adesione, anche perché sentivo il bisogno di un collegamento sociale che qui a Treia non ero ancora riuscito ad ottenere in altri ambienti. Nel frattempo le riunioni si sono succedute e tutti, me compreso, nutrivamo belle speranze. Ma la vita non sempre va come noi vorremmo (o cerchiamo di prevedere) e l’associazione, pur avendo dimostrato grande fermento culturale, non è riuscita ad inserirsi adeguatamente nel contesto “politico” treiese malgrado numerosi tentativi da parte nostra, tentativi indirizzati in ogni direzione del contesto sociale della città. E, a questo punto (secondo me), bisogna essere pronti ad entrare nel fiume della vita navigando a vista.

Abbiamo fatto tardi o non avevamo il biglietto giusto o il treno era sbagliato, non si sa, ma non si poteva fare altrimenti. E comunque eccoci qui “in forma di lobby culturale” che cerchiamo comunque di influire positivamente sulla società di Treia, proponendo cambiamenti di prospettiva e soluzioni innovative per il governo della città, restando comunque all’esterno dell’agone elettorale….

Saranno nostri “compagni di viaggio” quei candidati che sapranno ascoltare le nostre proposte ed i nostri consigli (in qualsiasi “compagine” essi si trovino)… Anche se una certa vicinanza emozionale ed elettiva la percepiamo con chi maggiormente propone un cambiamento di registro dai sistemi della vecchia politica di campo….

Paolo D’Arpini

Commenti disabilitati

LETTERA D’ADDIO di GABRIEL GARCÌA MARQUEZ

“Ho imparato così tanto da voi, Uomini… Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata.” (Gabriel Garcia Marquez)

………

Sentii parlare di Garcìa Marquez per la prima volta nel 1975. Ero imbarcato su un mercantile che si recava in Brasile/ Uruguat/ Argentina a caricare la carne e i gamberoni brasiliani. Avevo un collega che mi parlava spesso di un romanzone dal titolo “Cento anni di solitudine” .

Subito non ci pensai molto anche perché entrava in un argomento che non conoscevo.

Fu solo diversi anni dopo che cominciai a interessarmi del Colombiano . Sopratutto dopo aver visto il film ” Cronaca di una morte annunciata” di Rosi, tratto appunto da un altro libro di Marquez. Da allora lo seguii sempre, lessi diverse sue opere. Puo’ sembrare strano ma i “100 anni ” fu tra gli ultimi che lessi.

Parallelamente, gia da tempo avevo iniziato a scrivere dei racconti ambientati in Venezuela, il cui primo fu ” L’ AmeriKano” ( che cominciai a scivere alla fine del ‘75 in navigazione, ma che venne pubblicato solo molti anni dopo da “Progetto SiderurgiKo di Rio Nero(PZ)) , nulla in comune con il film di Costa – Gavras ) a cui segui’ ” Los Empleados” ( gli Impiegati), una sorta di raccontini “fantozziani” ambientati nello stesso paese sud-americano . Fino infine al piu’ “fortunato” “Dona Pamela & Altri Racconti” che venne stampato nel 1993 per i Mille Lire di Stampa Alternativa e oggi esaurito .

Per la verità tutti i miei racconti “venezuelani” erano in realtà trasposizioni di personaggi del Ponente Ligure, ambientati in Venezuela (tranne l’ impiegato “Vallejo” , che è una specie di “Fantozzi” , nella realtà residente a Torino, metropoli nella quale ho vissuto 32 anni) .

Operazione non nuova in fondo. Che cosa c’ era di piu’ genuinamente italo- meridionale nei paranoici killers ” messicani” e nordamericani dei film di Sergio Leone?

Anche in “Dona Pamela” i miei personaggi vennero definiti ” una specie di corte dei miracoli ” , falla scrittrice e poetessa vercellese Fryda Rota e non a torto. Oggi lo scriverei con piu’ attenzione e impegno. Ma a volte la premura di scrivere ti impedisce di riflettere .

Ma tornando al nostro Marquez( che reputo il principale autore sudamericano del XX secolo, forse ancor piu’ di Amado, di Scorza e di Onetti) egli nacque in Colombia nel 1928( aveva percio’ compiuto da poco 86 anni). Era stato per tanti anni corrispondente a Caracas per un quotidiano colombiano come narra in un suo libro autobiografico. Dopo giovanili simpatie liberali( in Colombia il Partito Liberale era quanto di costituzionalmente piu’ progressista esistesse, come dire i Laburisti in Inghilterra ) , si avvicinò al piccolo Partido Comunista nella cui area rimase per tutta la vita, stringendo solida amicizia con Fidel Castro .

Certamente non tutti i colombiani se la sentirono di ricorrere alla lotta armata, come aveva fatto, ad esempio, il prete Camilo Torres( verso il quale il Marquez aveva profonda ammirazione), caduto in combattimento con i “regolares” nel 1966, che alla lotta di classe aveva, epperò, unito anche quella per l’ indipendenza della Colombia, e non solo quella economica, politica e militare, ma anche quella culturale, quasi a poterlo considerare un “nazionalista rosso ” .

Confesso che talvolta dissentii dal Marquez, quando negli anni’ 80, per la Polonia, aveva preso le parti del governo di Jarulzesky contro la c.d. “Solidarnosch” , Walensa, Woithila e Raegan.

Oggi non lo farei piu’ . E non perché io sia una specie di adoratore del c.d. “socialismo reale” ( errori e orrori ce n’ erano, e anche tanti!), ma perché da una tal situazione si sarebbe potuti uscire in un altro modo( magari anche con una prassi non-dogmaticamente marxista!) e non certo con la restaurazione del potere capitalista, clericale, e filo-americano che poco per volta a portato in tutti i paesi dell’ Est europeo il LIBERI$MO $ELVAGGIO .

Altri successi del Marquez saranno “L’ amore ai tempi del collera” , ” Dell’ Amore e di altri demoni”, “Cronaca di un sequestro” (dedicato al narcotrafficante Pablo Escobar) .

Tirando le somme comunque scompare un insigne scrittore a cui devo molto per l’ ispirazione che mi ha dato. Un autore che ironizzava tutti gli aspetti piu’ tragici della vita, mettendoci quel senso dell’ humor, forse un briciolo sarcastico, che è tipico di molti sud-americani.

Ricordiamolo dunque…

J. Donoso C.

…………………………..

Se Dio

Se Dio, per un istante, dimenticasse che sono un pupazzetto di stoffa e mi donasse un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma in fin dei conti, penserei tutto quello che dico.

Darei valore alle cose non per quanto valgono, ma per quello che esprimono .

Dormirei poco, sognerei di più, capendo che per ogni minuto in cui chiudiamo gli occhi perdiamo sessanta secondi di luce.

Andrei quando gli altri si fermano, mi risveglierei quando gli altri si coricano.

Ascolterei quando gli altri parlano e… come saprei godermi un buon gelato al cioccolato!

Se Dio mi facesse dono di un ritaglio di vita vestirei senza fronzoli, mi butterei di pancia al sole, lasciando scoperto non solo il mio corpo, ma pure la mia anima.

Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e attenderei così l’arrivo del sole.

Dipingerei con un sogno di Van Gogh, sulle stelle, una poesia di Benedetti; e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.

Annaffierei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine, e l’incarnato bacio di quei petali…

Dio mio, se io avessi uno scampolo di vita…

Non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che amo che la amo. Ad ogni donna e ad ogni uomo farei capire che sono loro i miei prescelti e vivrei innamorato dell’amore.

Agli uomini dimostrerei che sbagliano quando pensano che uno smette di innamorarsi perché invecchia, ignorando che uno invecchia proprio perché ha smesso di innamorarsi!

A un bambino darei le ali, ma lascerei che da solo imparasse a volare.

Ai vecchi insegnerei che la morte non è fatta di vecchiaia, ma di oblio.
Tante cose ho imparato, da voi uomini…

Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna, senza capire che la vera felicità sta nel modo di salire quel pendio.
Ho imparato che quando un neonato afferra col suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo fa per sempre.

Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro uomo dall’alto in basso soltanto quando si appresta ad aiutarlo a rialzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma in verità di poco mi serviranno, perché quando mi metteranno dentro quella valigia starò, infelicemente, già morendo.

Dì sempre quel che senti e fa quello che pensi.

Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedrò dormire, ti abbraccerei forte e chiederei al Signore di poter essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che è questa l’ultima volta che ti vedrò uscire da quella porta, ti darei un abbraccio, un bacio e ti chiamerei poi indietro per continuare a darteli.

Se sapessi che questa è l’ultima volta che sentirò la tua voce, registrerei ognuna delle tue parole per poter ascoltarle una e un’altra volta, all’infinito.

Se sapessi che sono questi gli ultimi minuti che mi restano per guardarti, ti direi “ti amo”, senza pensare, scioccamente, che tu lo sai da sempre.
C’è sempre un domani e la vita di solito ci offre la possibilità di rifare ogni cosa per bene, ma se mi sbagliassi e l’oggi fosse tutto quanto ci rimane, mi piacerebbe dirti questo, che ti amo, e che non mi riuscirà di dimenticarti.

Nessuno, vecchio o giovane, ha il domani assicurato. Oggi potrebbe essere l’ultima volta che vedi coloro che contano per te.
Per questo non aspettare, fallo ora , perchè se quel domani infine non arriva, rimpiangerai il giorno in cui non trovasti il tempo di un sorriso, un abbraccio, un bacio; troppo occupato per concedere alla vita la sua ultima grazia.

Tieni coloro che ami vicino al cuore, sussurragli all’orecchio che hai bisogno di loro, amali, trattali bene, e trova del tempo per dire “mi dispiace”, “scusami”, “ per favore”, “grazie” , voglio dire, tutte quelle parole d’amore che hai in grembo.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici quanto tieni a loro.

Gabriel García Márquez
(Trad. di M. F.)

Commenti disabilitati