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NWO. L’orrore e la vergogna della menzogna americana…

Non c’è nulla di più triste e patetico di un famigerato bugiardo che urla, sputa, insulta persone normali a destra e sinistra, mentre terrorizza chi dice la verità. Ultimamente, l’occidente è diventato chiaramente furioso. Quanto più ha paura di perdere il controllo sul cervello di miliardi di persone in tutti gli angoli del mondo, tanto più aggressivamente urla, tira calci e ridicolizza se stesso. Non nasconde nemmeno più le intenzioni, che sono chiare: distruggere tutti gli avversari, siano Russia, Cina, Iran o qualsiasi altro Stato patriottico e indipendente. Silenziare tutti i media che dicono la verità; non la verità come definita a Londra, Washington, Parigi o Berlino, ma la verità percepita a Mosca, Pechino, Caracas o Teheran; la verità che al servizio della gente, non la falsa pseudo-verità inventata per sostenere la supremazia dell’impero occidentale. Sono stati stanziati enormi fondi per l’assalto mortale della propaganda nata a Londra e Washington.

Milioni di sterline e dollari sono stati assegnati e spesi, ufficialmente e apertamente, per “contrastare” le voci di russi, cinesi, arabi, iraniani e latinoamericani; voci che finalmente arrivano agli “Altri”, gli abitanti desolati del “sud globale”, delle colonie e delle neo-colonie; gli schiavi moderni che vivono negli Stati “clienti”. La maschera cade e la faccia cancerosa della propaganda occidentale si svela. È terribile, spaventosa, ma almeno è ciò che è, perché tutti possano vederlo. Niente più suspense, sorprese. All’improvviso è tutto allo scoperto. È spaventoso ma onesto. Questo è il nostro mondo. Questo è come s’è ridotta la nostra umanità. Questo è il cosiddetto ordine mondiale, o più precisamente, neocolonialismo.

L’occidente sa come massacrare milioni di persone e manipolare le masse. La sua propaganda è sempre stata dura (e ripetuta mille volte, non diversamente dalle pubblicità aziendali o dalle campagne d’indottrinamento fascista della Seconda Guerra Mondiale) quando proviene dagli Stati Uniti, o brillantemente machiavellica e letale se proviene dal Regno Unito. Non dimentichiamolo mai: il Regno Unito ha assassinato e ridotto in schiavitù centinaia di milioni di esseri umani inermi e molto più avanzati, per secoli in tutto il mondo. A causa del talento nel lavaggio del cervello e nella manipolazione delle masse, il Regno Unito ha commesso innumerevoli genocidi, rapine riuscendo a convincere il mondo che va rispettato e autorizzato a mantenere mandato morale e seggio al Consiglio di sicurezza dell’ONU.

Il regime occidentale sa mentire, spudoratamente ma professionalmente, e soprattutto, sempre. Ci sono migliaia di menzogne accumulatesi, consegnate con perfetti accenti “educati” dalla classe superiore: bugie su Salisbury, comunismo, Russia, Cina, Iran, Venezuela, Cuba, Corea democratica, Siria, Jugoslavia, Ruanda, Sud Africa, Libia, rifugiati. Ci sono bugie su passato, presente e persino futuro. Nessuno ride, vedendo questi teppisti imperialisti come Regno Unito e Francia predicare, nel mondo e con faccia di bronzo, libertà e diritti umani. Non fa ridere, ancora. Ma molti lentamente s’indignano. I popoli di Medio Oriente, Africa, Asia e America Latina cominciano a capire di essere stati ingannati e raggirati; che le cosiddette ‘istruzione’ e ‘informazione’ provenienti dall’occidente non sono altro che spudorato indottrinamento.

Per anni ho lavorato in tutti i continenti, compilando storie e testimonianze sui crimini dell’imperialismo e sul risveglio del mondo, “riassunti” nel mio libro di 840 pagine: “Exposing Lies Of The Empire“. Milioni ora possono vedere, per la prima volta, che i media, come BBC, DW, CNN, Voice of America, Radio Free Europe/Radio Liberty, li hanno ingannati sfacciatamente per anni e anni. Reuters, AP, AFP e diverse altre agenzie di stampa occidentali sono riuscite a creare una narrativa uniforme nel pianeta, con giornali locali che in tutto il mondo pubblicano fabbricazioni identiche provenienti da Washington, Londra, Parigi e altre capitali occidentali. Immagini totalmente false su argomenti importanti come Unione Sovietica, Comunismo, Cina, ma anche libertà e democrazia sono state incise in miliardi di cervelli umani. La ragione principale del risveglio dei popoli nel mondo d’essere ancora oppressi dall’imperialismo occidentale, è il lavoro incessante di media come New Eastern Outlook (NEO), RT e Sputnik, in Russia, CGTN, China Radio International e China Daily in Cina, TeleSur in Venezuela, al-Mayadin in Libano e Press TV iraniana.

Certo, ci sono molti altri media anti-imperialisti orgogliosi e decisi in varie parti del mondo, ma quelli citati sono i più importanti vettori della contro-propaganda proveniente da Paesi che hanno combattuto per la loro libertà e che hanno semplicemente rifiutato di essere conquistati, colonizzati, prostituiti e soggiogati dall’occidente. Una potente coalizione anti-imperialista di Stati veramente indipendenti si è formata e solidificata. Ora ispira miliardi di esseri umani oppressi ovunque sulla Terra, dandogli speranza, promettendo un futuro migliore, ottimista e giusto. Essere all’avanguardia di molti cambiamenti positivi ed aspettative è il “nuovo media”. E l’occidente guarda, inorridito, disperato e sempre più al vetriolo. È disposto a distruggere, uccidere e schiacciare, solo per fermare quest’ondata di “ottimismo pericoloso” e lottare per vere indipendenza e libertà.

Ora ci sono attacchi continui ai nuovi media del mondo libero. In occidente, RT è minacciata d’espulsione, il brillante e sempre più popolare New Eastern Outlook (NEO), è finito sotto un malvagio attacco informatico da parte, molto probabilmente, hacker occidentali professionisti. TeleSur viene periodicamente paralizzato da sanzioni vergognose scatenate contro il Venezuela, e lo stesso banditismo si rivolge a PressTV iraniano. Vedete, l’occidente sarà responsabile di miliardi di vite in rovina nel mondo, ma non subisce sanzioni ed azioni punitive. Mentre Paesi come Russia, Iran, Cina, Cuba, Corea democratica e Venezuela devono “affrontare le conseguenze” principalmente sotto forma di embargo, sanzioni, propaganda, intimidazione diretta, persino bullismo militare, semplicemente per aver rifiutato di accettare la folle dittatura globale occidentale, e per aver scelto una propria forma del governo e sistema politico oltre che economico.

L’occidente semplicemente non sembra capace di tollerare il dissenso. Richiede obbedienza piena e incondizionata, una sottomissione assoluta. Agisce da fondamentalista religioso e teppista globale. E per peggiorare le cose, i suoi cittadini sembrano essere così programmati od indifferenti o entrambi, che non capiscono ciò che i loro Paesi e “cultura” fanno al resto del mondo.

Quando sono intervistato, mi viene spesso chiesto: “il mondo affronta il vero pericolo della Terza Guerra Mondiale?” Rispondo sempre “sì”. È perché sembra che Nord America ed Europa non sappiano smettere di costringere il mondo ad obbedienza e schiavitù di fatto. Sembrano non voler accettare alcun accordo razionale e democratico sul nostro Pianeta. Sacrificherebbero uno, decine o centinaia di milioni di esseri umani solo per mantenere il controllo sull’universo? Sicuramente lo farebbero!

L’hanno già fatto in diverse occasioni e senza pensarci due volte, senza rimpianti e senza pietà. La scommessa dei fondamentalisti occidentali è che il resto del mondo sia molto più decente e assai meno brutale da non poter sopportare un’altra guerra, un’altra carneficina, un altro bagno di sangue; che piuttosto si arrenda, rinunci ai propri sogni su un futuro migliore, invece di combattere e difendersi da ciò che appare sempre l’inevitabile aggressione militare occidentale.
Tali calcoli e “speranze” dei fanatici occidentali sono falsi. I Paesi che ora vengono minacciati ed intimiditi sono ben consapevoli di cosa aspettarsi se si arrendono alla pazzia occidentale e agli imperialisti.

La gente sa, si ricorda cosa vuol dire essere schiavi. La Russia di Eltsin, crollata, fu saccheggiata dalle multinazionali occidentali, sputata faccia dai governi europeo e nordamericano; ebbe l’aspettativa di vita scesa ai livelli dell’Africa sub-sahariana. La Cina sopravvisse a un’agonia inimmaginabile del “periodo di umiliazione”, saccheggiata e spartita da invasori francesi, inglesi e statunitensi. L’Iran derubato del governo legittimo e socialista, dovette vivere sotto un maniaco sadico, il burattino occidentale scià. L’intera America “latina”, con le sue vene aperte, con la cultura in rovina, la religione occidentale che gli chiudeva la bocca; con letteralmente tutti i governi e leader socialisti e comunisti democraticamente eletti rovesciati o assassinati, o quantomeno manipolati dal potere di Washington e dai suoi lacchè. La Corea democratica, sopravvissuta a un genocidio bestiale contro i propri civili, commesso da Stati Uniti ed alleati nella cosiddetta guerra coreana. Vietnam e Laos, violentati e umiliati dai francesi, e poi bombardati da Stati Uniti e loro alleati. Sud Africa… Timor Est… Cambogia…

Ci sono carceri viventi, relitti in decomposizione, abbandonati dopo gli attacchi mortali occidentali “liberatori”: Libia e Iraq, Afghanistan e Honduras, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo, solo per citarne alcuni. Servono d’avvertimento per chi ha ancora delle illusioni su “buona volontà” e spirito di giustizia occidentali! Siria… Oh, Siria! Guardate cosa ha fatto l’occidente in un Paese orgoglioso e bello che si è rifiutato di piegarsi e leccare i piedi di Washington e Londra. Ma guardate anche quanto è forte, quanto determinato può essere chi ama veramente il proprio Paese. Contro ogni previsione, la Siria si è opposta, combattendo e vincendo i terroristi stranieri circondata e sostenuta dalla grande coalizione internazionalista! L’occidente pensava di scatenare un altro scenario libico, ma invece si scontrò con un pugno di ferro dai nervi d’acciaio, un’altra Stalingrado. Il fascismo fu visto, affrontato e fermato. Ad un costo enorme, ma fermato! Il Medio Oriente guarda. Il mondo guarda. I popoli ora vedono e ricordano. Cominciano a ricordare chiaramente cosa gli è successo. Iniziano a capire. Sono incoraggiati. Comprendono chiaramente che la schiavitù non è l’unico modo di vivere.

La coalizione anti-occidentale o più precisamente anti-imperialista è ora solida come l’acciaio. Perché è una grande coalizione di vittime, di popoli che sanno cos’è lo stupro e il saccheggio, cosa sia la distruzione completa. Sanno esattamente cosa infliggono gli autoproclamati sostenitori della libertà e della democrazia, il fondamentalismo culturale ed economico occidentale. Questa coalizione di nazioni indipendenti e orgogliose è qui per proteggersi, proteggere se stesse così come il resto del mondo. Non arrendersi mai, mai indietreggiare.

Perché i popoli hanno parlato e inviano messaggi chiari ai loro leader: “Mai più! Mai capitolare. Non cedere alle intimidazioni occidentali. Combatteremo se attaccati. E resisteremo, orgogliosamente, qualunque cosa, non importa quale forza brutale vada affrontata. Mai piegarsi, compagni! Non cederemo mai di fronte a chi diffonde il terrore!” E i media in questi meravigliosi Paesi che resistono all’imperialismo e al terrore occidentali diffondono innumerevoli messaggi ottimistici e coraggiosi. E la dirigenza occidentale osserva, agitandosi e sporcandosi i pantaloni. Sa che la fine del suo brutale dominio sul mondo si avvicina. Sa che i giorni dell’impunità stanno finendo. Sa che il mondo giudicherà presto l’occidente, per i secoli di crimini che ha commesso contro l’umanità. Sa che la guerra dei media sarà vinta da “noi”, non da “loro”. Il campo di battaglia è in via di definizione. Con alcune brillanti eccezioni, gli occidentali e i loro media serrano le fila, attenendosi ai loro padroni.

Come molti altri scrittori, ero stato senza tante cerimonie cacciato da Counterpunch, una delle pubblicazioni sempre più anticomuniste, anti-russe, anti-siriane e anti-cinesi degli Stati Uniti. Dal loro punto di vista, scrivevo per diverse pubblicazioni “sbagliate”. Sono davvero orgoglioso che abbiano smesso di pubblicarmi. Sto bene dove sono: contro loro, e contro altri media occidentali. L’estensione del controllo ideologico occidentale del mondo è degenerata, veramente perversa. I suoi media e sbocchi “istruttivi” sono pienamente al servizio del regime. Ma il mondo si sveglia e affronta tale fondamentalismo culturale e politico mortale. È in corso una grande battaglia ideologica. Questi sono tempi eccitanti e luminosi.

Niente potrebbe essere peggio della schiavitù. Le catene si spezzano. D’ora in poi, non ci sarà impunità per chi ha torturato il mondo per secoli. Le loro bugie, così come i loro carri armati, saranno affrontate e fermato!

Andre Vltchek *

* Filosofo, romanziere, regista e giornalista investigativo. È un creatore di Vltchek’s World in Word and Images, autore del romanzo rivoluzionario Aurora e diversi altri libri. Scrive in particolare per la rivista online “New Eastern Outlook“:
https://journal-neo.org/2018/04/08/degeneracy-and-fundamentalism-of-western-media-control/

Traduzione di Alessandro Lattanzio – Sito Aurora

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Appello per l’uscita dell’Italia dalla NATO – Portare l’Italia fuori dal sistema di guerra – Attuare l’articolo 11 della Costituzione

L’Italia, facendo parte della Nato, deve destinare alla spesa militare in media 52 milioni di euro al giorno secondo i dati ufficiali della stessa Nato, cifra in realtà superiore che l’Istituto Internazionale di Stoccolma per la Ricerca sulla Pace quantifica in 80 milioni di euro al giorno.

Secondo gli impegni assunti dal governo nel quadro dell’Alleanza, la spesa militare italiana dovrà essere portata a oltre 100 milioni di euro al giorno.

È un colossale esborso di denaro pubblico, sottratto alle spese sociali, per un’alleanza la cui strategia non è difensiva, come essa proclama, ma offensiva.

Già il 7 novembre del 1991, subito dopo la prima guerra del Golfo (cui la NATO aveva partecipato non ufficialmente, ma con sue forze e strutture) il Consiglio Atlantico approvò il Nuovo Concetto Strategico, ribadito ed ufficializzato nel vertice dell’aprile 1999 a Washington, che impegna i paesi membri a condurre operazioni militari in “risposta alle crisi non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza”, per ragioni di sicurezza globale, economica, energetica, e migratoria. Da alleanza che impegna i paesi membri ad assistere anche con la forza armata il paese membro che sia attaccato nell’area nord-atlantica, la Nato viene trasformata in alleanza che prevede l’aggressione militare.

La nuova strategia è stata messa in atto con le guerre in Jugoslavia (1994-1995 e 1999), in Afghanistan (2001-2015), in Libia (2011) e le azioni di destabilizzazione in Ucraina, in alleanza con forze fasciste locali, ed in Siria. Il Nuovo concetto strategico viola i principi della Carta delle Nazioni unite.

Uscendo dalla Nato, l’Italia si sgancerebbe da questa strategia di guerra permanente, che viola la nostra Costituzione, in particolare l’articolo 11, e danneggia i nostri reali interessi nazionali.

L’appartenenza alla Nato priva la Repubblica italiana della capacità di effettuare scelte autonome di politica estera e militare, decise democraticamente dal Parlamento sulla base dei principi costituzionali.

La più alta carica militare della Nato, quella di Comandante supremo alleato in Europa, spetta sempre a un generale statunitense nominato dal presidente degli Stati uniti. E anche gli altri comandi chiave della Nato sono affidati ad alti ufficiali statunitensi. La Nato è perciò, di fatto, sotto il comando degli Stati uniti che la usano per i loro fini militari, politici ed economici.

L’appartenenza alla Nato rafforza quindi la sudditanza dell’Italia agli Stati Uniti, esemplificata dalla rete di basi militari Usa/Nato sul nostro territorio che ha trasformato il nostro paese in una sorta di portaerei statunitense nel Mediterraneo.

Particolarmente grave è il fatto che, in alcune di queste basi, vi sono bombe nucleari statunitensi e che anche piloti italiani vengono addestrati al loro uso. L’Italia viola in tal modo il Trattato di non-proliferazione nucleare, che ha sottoscritto e ratificato.

L’Italia, uscendo dalla Nato e diventando neutrale, riacquisterebbe una parte sostanziale della propria sovranità: sarebbe così in grado di svolgere la funzione di ponte di pace sia verso Sud che verso Est.

Per l’uscita dell’Italia dalla Nato e per un’Italia neutrale. Firmate l’Appello qui: https://www.change.org/p/la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale

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I nostri antenati erano vegetariani e vivevano di erbe spontanee – A Treia, il 29 aprile 2018, riconoscimento delle erbe spontanee

I riflettori della scienza si accendono sulla paleodieta. Un
team di scienziati aggiunge nuove verità sui pasti consumati dai nostri
antenati. E se il ritorno alla preistoria, riportato in auge da diversi
studiosi del passato e nutrizionisti, è diventato un trend molto stimato
dai salutisti, uno studio condotto in Israele getta una nuova luce
sull’alimentazione paleolitica, molto più varia e ricca rispetto a
quella riportata nei libri di oggi, ai quali potrebbero mancare diverse
pagine di ingredienti.

Primo dato da sfatare: la tavola preistorica non era così sbilanciata
verso le proteine come si crede. Anzi, gli scienziati che hanno mappato
gli ‘avanzi nel piatto’ dei nostri antenati parlano di un tripudio
vegetariano. Il sito israeliano ha invece rivelato appieno la vera dieta
preistorica, con un’abbondanza di informazioni sul suo lato ‘vegano’,
che sono state preservate dagli allagamenti.

Yoel Melamed e Naama Goren-Inbar della Bar-Ilan University di Ramat Gan
(Israele), con i loro team hanno compilato dati sulla diversità e
abbondanza di resti vegetali nei periodi in cui vi è evidenza di
attività umana. Hanno inoltre esaminato i resti di piante nei lassi
temporali in cui non risultava presenza umana. Confrontando le due serie
di dati, sono arrivati a farsi una ragionevole idea dei vegetali che
deliberatamente gli uomini del passato avevano radunato dal loro
ambiente.

Nonostante le diverse varietà di piante raccolte a Gesher Benot Yàaqov,
aggiunge però Henry, è molto improbabile che le persone che vivevano lì
avrebbero potuto rimanere in buona salute con un’alimentazione
rigorosamente vegetariana. Ma forse era loro necessaria “solo una
quantità molto piccola di proteine animali e grassi per integrare una
dieta prevalentemente a base vegetale”.

Qualunque sia la verità, la squadra di esperti ora suggerisce che una
grande varietà di piante sarebbe stata una caratteristica importante
dell’alimentazione molto prima dagli albori dell’agricoltura. Il sito di
Gesher Benot Yàaqov conserva anche alcune delle prime prove di un
utilizzo del fuoco controllato, e di strumenti che avrebbero permesso di
trattare gli alimenti prima di cuocerli. La conoscenza dell’ambiente ha
permesso agli ominidi di sfruttare le piante stagionali, permettendo
potenzialmente loro di abitare nella stessa posizione durante l’anno.
Gli esperti hanno così scoperto che avevano un gusto straordinariamente
ampio e spaziavano su un vasto range di sapori. Sul fronte ‘green’ è
emerso che avevano raccolto non meno di 55 diversi tipi di piante –
noci, frutta, semi e gambi sotterranei – che mangiavano come verdure.
“La dieta umana moderna è chiaramente limitata rispetto a quella.

(Fonte: http://www.repubblica.it/scienze/2016/12/11/news/0626/)

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A Treia, il 29 aprile 2018, ultimo giorno della Festa dei Precursori, accompagnati da Aurora Severini, faremo un esperimento di ricerca e raccolta di erbe spontanee che integreranno il nostro pranzo. Partenza alle ore 10.30 dalla sede del Circolo Vegetariano VV.TT. in Vicolo Sacchette 15/a (vicino Porta Montegrappa). Il pic nic collettivo che segue si tiene alle ore 13.30 nel giardino del Circolo, ognuno porta qualcosa. Partecipazione gratuita. Prenotazioni: 0733/216293 – circolovegetariano@gmail.com

Articolo collegato: http://treiacomunitaideale.blogspot.it/2018/02/treia-festa-dei-precursori-2018-in.html

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Commento di Maurizio Di Gregorio: “…penso che la memoria ancestrale sia onnivora, con una netta prevalenza vegetariana. Nei tempi antichi si mangiava quel che c’era e la scelta era sia limitata che relativa. L’apporto proteico è legato al concetto di surplus, sia alimentare che patrimoniale, non per niente era considerato benedetto e sacrificale e riservato alle occasioni festive. I dati dell’antropologia materiale rivelano concordi questo dato attraverso innumerevoli culture. Dopo tanti anni sono arrivato a pensare che la netta contrapposizione onnivorismo/ vegetarianesimo sia figlio dell’epoca odierna troppo e insanamente sbilanciata in senso carnivoro. Ed abbia un valore rieducativo piuttosto che essenziale…”

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“Propedeutica sulle origini delle credenze religiose e culturali e loro ripercussioni” di Claudio Martinotti Doria – Recensione

Per coerenza comportamentale per ben quarant’anni mi sono sempre rifiutato di scrivere un libro, se non come co-autore e su richiesta degli stessi editori che mi conoscevano (in ambito naturalistico e storiografico). Ora ho voluto compiere un’eccezione, giustificata dalla straordinarietà culturale del periodo che stiamo vivendo, soprattutto in Italia, grazie ad un gruppo di studiosi qualificati e autori dotati di coraggio e onestà intellettuale, facente parte di quella corrente di studi e di rinnovamento culturale che definirei di “analisi critica e demistificatoria delle religioni e della storia delle antiche civiltà”.

Autori che in questi anni ho studiato accuratamente, che mi hanno indotto a riflessioni e sintesi, correlazioni e rielaborazioni, argomentazioni e concettualizzazioni, che non potevo tenere per me (essendo nella mia indole condividere la conoscenza acquisita), reputandole di estremo interesse collettivo. Essendo andato ben oltre il lavoro svolto da questi ricercatori, pervenendo a una visione d’insieme complessiva plausibile, che credo nessuno abbia mai esposto finora, frutto di decine di anni dedicati a studi e ricerche documentali, ispirazioni e intuizioni personali, congiuntamente a un perseverante impegno personale.

Questa è la motivazione essenziale, la principale, che mi ha indotto a scrivere un libro, pur sapendo che ogni anno oltre 50mila italiani lo fanno con il risultato che finiscono quasi tutti al macero (seppur sempre più metaforicamente, perché con le nuove tecnologie digitali di carta se ne spreca sempre meno).

Del resto le statistiche non fanno sconti per nessuno e le valutazioni sono conseguenziali e logiche. Solo il 20% degli italiani leggono qualcosa, nel senso che sono in grado di leggere e capire quello che leggono; solo l’8% leggono abitualmente libri e capiscono correntemente i contenuti dei libri, anche quelli impegnativi; ogni anno si cimentano nell’impresa circa 50mila autori (o presunti tali), cercando di emergere dall’anonimato, l’analisi costi benefici e il calcolo delle probabilità, per qualsiasi autore è in partenza fallimentare. Se poi il libro è auto-finanziato è quasi certo che non rientreranno neppure nelle spese sostenute.

Basti dire che alcuni degli autori da me citati, quelli di maggior successo, vendono poche migliaia di copie ogni anno, non ricavando certo di che vivere …

Se alle considerazioni di cui sopra aggiungete che il sistema editoriale italiano è dispersivo, oneroso e penalizzante, nel senso che tra editori, distributori e punti vendita (che siano librerie o siti di commercio elettronico come Amazon), fino al 90% del prezzo di vendita di un libro viene da costoro trattenuto per il loro profitto, seppur l’apporto sia quasi nullo, come i rischi che corrono, poiché non devono neppure fare magazzino, con le nuove tecnologie produttive i libri li stampano man mano che sono ordinati, mentre gli e-book non costano loro quasi nulla. Conseguenza per cui all’autore rimangono le briciole, che a loro volta saranno tassate onerosamente dal vorace fisco italico. Dal che’ si deduce che per scrivere un libro occorre essere fortemente motivati, o dal proprio Ego oppure perché si ha effettivamente qualcosa da comunicare, che si ritiene importante.

Finché si tratta di autori allo sbaraglio che scrivono romanzetti e si dedicano a cazzeggiare, con velleità letterarie e facoltà linguistiche da scuola superiore (cui sono mancate sufficienti ripetizioni), o sono pseudo ricercatori che sfruttano i lavori altrui componendo una sorta di collage personalizzato con elucubrazioni fantasiose e modaiole, poco importa, hanno scritto per diletto e per appagare il proprio Ego vanaglorioso, non rischiano nulla e potranno vantarsi in famiglia e tra i conterranei, ritenendosi scrittori.

Se invece l’autore ha dedicato parecchi anni a studi e ricerche per documentarsi e scrivere un saggio, un’analisi critica, un compendio, una ricerca storica, ecc., su argomenti delicati e importanti, allora il discorso si fa diverso. L’investimento è enorme per l’autore, il fatto che il frutto del suo lavoro sia fagocitato da altri che non centrano pressoché nulla e non forniscono alcun valore aggiunto, costituisce l’apoteosi dell’assenza di riconoscimento del valore altrui e di equità attributiva e distributiva. Che è il tipico andazzo italico, un paese in cui il parassitismo ha raggiunto la massima espansione distruttiva e i talenti sono costretti a emigrare per sopravvivere con dignità.

Motivo per cui, appena completato il libro nella sua stesura (siamo ormai nelle fasi di revisione finale e impostazione editoriale) avevo deciso fin da subito, dopo essermi anche consultato con alcuni di questi autori con cui interagisco occasionalmente, di non tentare neppure l’approccio editoriale tradizionale (che oltretutto farebbe ritardare la pubblicazione di parecchi mesi, mentre essendo di estrema attualità, andrebbe diffusa subito), ma di ricorrere ai nuovi canali informatici che consentono con spese minime di evitare gli editori e di tentare di raggiungere il pubblico on line, con reciproca convenienza (costi inferiori per i lettori, maggiori introiti per l’autore). Poi è accaduto che durante uno dei numerosi scambi di email che ho ogni giorno (essendo in rete dal ’96 ho ormai circa 10mila contatti consolidati) uno degli editori che conosco, capendo che stavo scrivendo un libro mi ha chiesto su che argomento verteva e si è dimostrato interessato, di conseguenza mi ha chiesto di farglielo pervenire prima di procedere all’auto-pubblicazione, con la promessa che lo avrebbe esaminato subito.

Siccome non intendo perdere tempo, perché secondo me la tempistica ha la sua importanza, i contenuti del mio libro, pur essendo al 90% di argomentazione storiografica, sono di strettissima attualità e utilità, secondo me andrebbe pubblicato ora, non tra sei mesi. Quindi oltre ai tempi stretti nei quali l’editore esaminerà il libro (spero di riuscire a inviarglielo entro una decina di giorni al massimo) mi sono chiesto cosa ne pensavano i miei interlocutori abituali e conoscenti.

Con questa mia comunicazione vorrei semplicemente cogliere quanti tra Voi potrebbero essere interessati al libro che sto per pubblicare (di cui troverete una sinossi in fondo a questa email) e cosa suggerite di fare: vorrei farmi un’idea dell’interesse che vi suscita o se non ve ne frega una cippa. Tale rilevamento sarebbe per me prezioso per poi scegliere se lasciar fare all’editore o pubblicarlo autonomamente, in base anche ai Vostri suggerimenti in proposito. Occorre tener presente che se lo pubblica un editore, come quello che lo sta aspettando, avrebbe una maggiore visibilità perché verrebbe commercializzato tramite i canali di cui dispongono gli editori di una certa importanza, anche per accordi che fanno tra di loro, per cui comparirà su più cataloghi e circuiti di vendita. Se invece lo pubblico autonomamente potrei contare solo sul passaparola on line.

Per cui vi chiedo cortesemente di inviarmi un’email comunicandomi in primo luogo se siete interessati e poi se preferireste l’auto-pubblicazione o la pubblicazione tradizionale tramite editore. Il libro sarà di circa 200 pagine con ricca iconografia a colori per cui non costerà meno di 15 euro quando sarà pronto (tramite editore è facile che costerà oltre i 20 euro).

Premetto fin d’ora che il libro non verrà da me regalato a nessuno, come si usa fare abitualmente, proprio per i motivi sopra esposti, non avendolo scritto per vanità e per vantarsi nel proprio seppur ristretto entourage, sarebbe un’incoerenza assai sospetta e provocherebbe legittimi dubbi sulle effettive motivazioni dell’autore e del valore dell’opera. Così si eviteranno anche situazioni forzatamente imbarazzanti, del tipo “adesso che me l’ha regalato, lo dovrò leggere controvoglia, perché se mi dovesse chiedere cosa ne penso che figura ci faccio?”. Il libro invece andrebbe letto solo per spontaneo desiderio di farlo e non perché indotti da motivi di amicizia o parentela o conoscenza. Così non si corre il rischio che venga riposto in uno scaffale in attesa di essere considerato fra un tempo indefinito, ma avendolo scelto liberamente e pagato, sapendo (perché ve lo sto dicendo) che è di estrema utilità per comprendere la realtà in cui viviamo, lo leggerete al più presto possibile.

V’invio un caro saluto e v’invito a leggere la sinossi sotto riportata e a farmi sapere cosa ne pensate.

Cav. Dottor Claudio Martinotti Doria

Email: claudio@gc-colibri.com – Blog: www.cavalieredimonferrato.it

Sinossi del libro:

Propedeutica sulle origini delle credenze religiose e culturali e loro ripercussioni. (*)

Con un breve glossario dei testi antichi

L’autore ha sintetizzato in quest’opera le ricerche svolte da decine di studiosi qualificati sui contenuti dei testi antichi, con particolare riferimento alla Bibbia, rendendoli accessibili al grande pubblico, grazie ad un linguaggio semplice e preciso. L’apporto innovativo dell’autore consiste soprattutto nella rielaborazione e attualizzazione dei risultati cui sono pervenuti tutti i ricercatori da lui accuratamente esaminati, tramite connessioni e correlazioni, deduzioni, ispirazioni e intuizioni, argomentando plausibilmente i vari passaggi e dinamiche epocali e concettuali, conducendo uno studio unico nel suo genere, sulle ripercussioni nel corso del tempo fino ai giorni nostri di quanto descritto nei testi antichi.

Uno studio d’impressionante attualità che ci fa rendere conto che la Storia andrebbe totalmente riscritta, che la maggioranza delle nostre convinzioni si basano su falsità e mistificazioni, condizionandoci e limitandoci nella nostra libertà, non solo di azione ma anche di pensiero. Lo studio costituisce un prezioso contributo nell’acquisizione di una maggiore consapevolezza e libertà di espressione delle nostre effettive potenzialità.

Maggiori informazioni:

Il lavoro pubblicato rientra nell’ambito delle ricerche di vari autori recentemente pubblicati e conosciuti (soprattutto dai frequentatori del WEB): Mauro Biglino in primis, David Donnini, Enrica Perucchietti, Laura Fezia, Stefania Tosi, Sabina Marineo, Francesco Esposito, Massimo Barbetta, Enrico Baccarini, Riccardo Tristano Tuis, Giulio Perrotta, Pietro Buffa, e tanti altri che sarebbe troppo lungo citare (che troverete nell’esauriente bibliografia del libro oppure citati nell’opera), ma soprattutto di quelli che li hanno preceduti, anche di parecchi decenni, che essendo troppo antesignani non hanno avuto i mezzi e le opportunità disponibili ora, soprattutto grazie alla tecnologia delle comunicazioni, e sono rimasti pressoché sconosciuti al pubblico, perché censurati, osteggiati ed emarginati. Tutti ricercatori appartenenti a quella corrente di studi e di rinnovamento culturale che l’autore definisce di “analisi critica e demistificatoria delle religioni e della storia delle antiche civiltà”.

L’autore ha preferito un approccio divulgativo e propedeutico anziché tecnicistico, ponendosi nei panni di coloro che si accostano a questi autori e studi, privi di una sufficiente base culturale e propedeutica predisponente. Gli autori che si cimentano su questi delicati e prorompenti argomenti (dal forte impatto emotivo, sociale e culturale) ormai sono oltre una ventina, forse già una cinquantina, tenendo conto di quanto il mondo dell’editoria sia dispersivo e tante opere rimangano sconosciute. Ben presto diverranno cento, duecento, trecento, ecc.. Autori allo sbaraglio, che cercheranno un proprio spazio di visibilità approfittando della “moda culturale e sociale del momento”, almeno in rete, perché le istituzioni e i media ovviamente continueranno imperterriti a negare e boicottare l’argomento, faranno finta di niente, come fanno di solito, finché il loro castello di menzogne non gli crollerà addosso.

L’autore ha cercato di agevolare l’approccio di chi si accosta per la prima volta a questi argomenti, ma anche di facilitare la memoria e la consultazione di coloro già avvezzi a questi studi e autori, ma non possono certo ricordare ogni particolare utile, ogni analogia o correlazione, e quindi sia il glossario commentato, che la divisione per argomenti delle varie interessanti note e riflessioni, sia l’evidenziazione in grassetto dei nomi e dei concetti di rilievo, sia la ricca iconografia corredata da un’esaustiva didascalia per ogni singola immagine, consentiranno al lettore una rapida ed efficace consultazione del testo, soprattutto nella versione digitale.

Un testo che integrerà il lavoro degli autori in esso citati, con un valore aggiunto qualitativo e funzionale, e favorirà i lettori nell’ascolto delle loro conferenze e nella lettura dei loro libri, e che potrebbe essere portato con sé per essere consultato quando ci si reca a tali conferenze o mentre si visionano sul WEB e in ogni propizia occasione d’incontro e socializzazione.

Le informazioni, riflessioni e rielaborazioni argomentate fornite nel libro sono molte, interessanti e alcune sorprendenti, se non sempre del tutto inedite, quantomeno risulteranno sconosciute ai più e di un’attualità sconcertante, probabilmente in nessun altro lavoro sono così concentrate, rese accessibili e fruibili tramite un linguaggio semplice e scorrevole, che stimola all’approfondimento. Un libro che non potrà lasciare indifferenti e probabilmente cambierà il modo di approcciare e interpretare la realtà.

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Il titolo è quello che gli ho assegnato personalmente, se decidessi di farlo pubblicare tramite editore potrebbe variare.

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4 marzo 2018… La democrazia che non c’è più e le elezioni inutili e fasulle

Avere di che mangiare, bere, vestire e dormire era giusto nel 1792 così come è giusto oggi. Non disporne, era ingiusto allora ed oggi pure.
Di fatto i legislatori non riescono nemmeno a produrre un risultato conforme alle semplici “Opere di misericordia” della tradizione cristiana popolare (anche un bambino li capisce, e ne capisce l’importanza).

Dietro tanta retorica legalista si trova una profonda inconsistenza, inadeguatezza e povertà d’animo di istituzioni che non rappresentano i bisogni umani.
Una evidente vergogna per i sedicenti “civili” istituzionali.

E’ forse per questo che la fiducia nelle istituzioni è in caduta libera.

“Ci sono persone (e non poche), in Italia, che non sanno come fare a poter soddisfare i bisogni primari, e la situazione è che sono affidati alle iniziative di carità (non è retorica dirlo), a fronte di una società politica incapace di organizzarsi, mentre lascia spendere cifre folli per gli atti di guerra imperialista.
In due sole parole: una vergogna”. (Da discussioni elettroniche).

Credo che allo stato attuale delle cose solo ciechi, tonti e malintenzionati possano non aver visto quanta povertà e miseria è stata prodotta ed esiste nel mondo in cui attualmente viviamo.

Alle ultime elezioni amministrative, la percentuale dei votanti è stata inferiore al 50% degli aventi diritto, segno evidente che la maggioranza della popolazione ormai non ripone alcuna fiducia nell’organizzazione stato, e che ogni e qualsivoglia governo istituzionale (nazionale o locale che sia) è di fatto in minoranza nel paese reale.

Il continuo crollo di consenso sta ad indicare un corrispondente crollo di potere effettivo, salvo quello della forza bruta, poiché l’inganno è sempre meno creduto, ed è evidente che i cittadini non hanno altra alternativa efficace se non quella di creare e sviluppare le forme dell’autonomia, autogoverno, auto-organizzazione e democrazia diretta, riprendendo in mano la propria sovranità popolare negata da prepotenti impostori di governo e di incivile sopraffazione.

Non un uomo, non un voto, non un soldo, non un appoggio alla infame partitocrazia usurocratica di guerra e rapina contro i popoli, senza se né ma o però, né oggi né mai: gli esseri umani riprendano in mano la loro sorte negata dai traditori di regime.

La vita è ciò che si fa, non ciò che si delega votando.

Sarvamangalam

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