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I nostri antenati erano vegetariani e vivevano di erbe spontanee – A Treia, il 29 aprile 2018, riconoscimento delle erbe spontanee

I riflettori della scienza si accendono sulla paleodieta. Un
team di scienziati aggiunge nuove verità sui pasti consumati dai nostri
antenati. E se il ritorno alla preistoria, riportato in auge da diversi
studiosi del passato e nutrizionisti, è diventato un trend molto stimato
dai salutisti, uno studio condotto in Israele getta una nuova luce
sull’alimentazione paleolitica, molto più varia e ricca rispetto a
quella riportata nei libri di oggi, ai quali potrebbero mancare diverse
pagine di ingredienti.

Primo dato da sfatare: la tavola preistorica non era così sbilanciata
verso le proteine come si crede. Anzi, gli scienziati che hanno mappato
gli ‘avanzi nel piatto’ dei nostri antenati parlano di un tripudio
vegetariano. Il sito israeliano ha invece rivelato appieno la vera dieta
preistorica, con un’abbondanza di informazioni sul suo lato ‘vegano’,
che sono state preservate dagli allagamenti.

Yoel Melamed e Naama Goren-Inbar della Bar-Ilan University di Ramat Gan
(Israele), con i loro team hanno compilato dati sulla diversità e
abbondanza di resti vegetali nei periodi in cui vi è evidenza di
attività umana. Hanno inoltre esaminato i resti di piante nei lassi
temporali in cui non risultava presenza umana. Confrontando le due serie
di dati, sono arrivati a farsi una ragionevole idea dei vegetali che
deliberatamente gli uomini del passato avevano radunato dal loro
ambiente.

Nonostante le diverse varietà di piante raccolte a Gesher Benot Yàaqov,
aggiunge però Henry, è molto improbabile che le persone che vivevano lì
avrebbero potuto rimanere in buona salute con un’alimentazione
rigorosamente vegetariana. Ma forse era loro necessaria “solo una
quantità molto piccola di proteine animali e grassi per integrare una
dieta prevalentemente a base vegetale”.

Qualunque sia la verità, la squadra di esperti ora suggerisce che una
grande varietà di piante sarebbe stata una caratteristica importante
dell’alimentazione molto prima dagli albori dell’agricoltura. Il sito di
Gesher Benot Yàaqov conserva anche alcune delle prime prove di un
utilizzo del fuoco controllato, e di strumenti che avrebbero permesso di
trattare gli alimenti prima di cuocerli. La conoscenza dell’ambiente ha
permesso agli ominidi di sfruttare le piante stagionali, permettendo
potenzialmente loro di abitare nella stessa posizione durante l’anno.
Gli esperti hanno così scoperto che avevano un gusto straordinariamente
ampio e spaziavano su un vasto range di sapori. Sul fronte ‘green’ è
emerso che avevano raccolto non meno di 55 diversi tipi di piante –
noci, frutta, semi e gambi sotterranei – che mangiavano come verdure.
“La dieta umana moderna è chiaramente limitata rispetto a quella.

(Fonte: http://www.repubblica.it/scienze/2016/12/11/news/0626/)

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A Treia, il 29 aprile 2018, ultimo giorno della Festa dei Precursori, accompagnati da Aurora Severini, faremo un esperimento di ricerca e raccolta di erbe spontanee che integreranno il nostro pranzo. Partenza alle ore 10.30 dalla sede del Circolo Vegetariano VV.TT. in Vicolo Sacchette 15/a (vicino Porta Montegrappa). Il pic nic collettivo che segue si tiene alle ore 13.30 nel giardino del Circolo, ognuno porta qualcosa. Partecipazione gratuita. Prenotazioni: 0733/216293 – circolovegetariano@gmail.com

Articolo collegato: http://treiacomunitaideale.blogspot.it/2018/02/treia-festa-dei-precursori-2018-in.html

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Commento di Maurizio Di Gregorio: “…penso che la memoria ancestrale sia onnivora, con una netta prevalenza vegetariana. Nei tempi antichi si mangiava quel che c’era e la scelta era sia limitata che relativa. L’apporto proteico è legato al concetto di surplus, sia alimentare che patrimoniale, non per niente era considerato benedetto e sacrificale e riservato alle occasioni festive. I dati dell’antropologia materiale rivelano concordi questo dato attraverso innumerevoli culture. Dopo tanti anni sono arrivato a pensare che la netta contrapposizione onnivorismo/ vegetarianesimo sia figlio dell’epoca odierna troppo e insanamente sbilanciata in senso carnivoro. Ed abbia un valore rieducativo piuttosto che essenziale…”

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“Propedeutica sulle origini delle credenze religiose e culturali e loro ripercussioni” di Claudio Martinotti Doria – Recensione

Per coerenza comportamentale per ben quarant’anni mi sono sempre rifiutato di scrivere un libro, se non come co-autore e su richiesta degli stessi editori che mi conoscevano (in ambito naturalistico e storiografico). Ora ho voluto compiere un’eccezione, giustificata dalla straordinarietà culturale del periodo che stiamo vivendo, soprattutto in Italia, grazie ad un gruppo di studiosi qualificati e autori dotati di coraggio e onestà intellettuale, facente parte di quella corrente di studi e di rinnovamento culturale che definirei di “analisi critica e demistificatoria delle religioni e della storia delle antiche civiltà”.

Autori che in questi anni ho studiato accuratamente, che mi hanno indotto a riflessioni e sintesi, correlazioni e rielaborazioni, argomentazioni e concettualizzazioni, che non potevo tenere per me (essendo nella mia indole condividere la conoscenza acquisita), reputandole di estremo interesse collettivo. Essendo andato ben oltre il lavoro svolto da questi ricercatori, pervenendo a una visione d’insieme complessiva plausibile, che credo nessuno abbia mai esposto finora, frutto di decine di anni dedicati a studi e ricerche documentali, ispirazioni e intuizioni personali, congiuntamente a un perseverante impegno personale.

Questa è la motivazione essenziale, la principale, che mi ha indotto a scrivere un libro, pur sapendo che ogni anno oltre 50mila italiani lo fanno con il risultato che finiscono quasi tutti al macero (seppur sempre più metaforicamente, perché con le nuove tecnologie digitali di carta se ne spreca sempre meno).

Del resto le statistiche non fanno sconti per nessuno e le valutazioni sono conseguenziali e logiche. Solo il 20% degli italiani leggono qualcosa, nel senso che sono in grado di leggere e capire quello che leggono; solo l’8% leggono abitualmente libri e capiscono correntemente i contenuti dei libri, anche quelli impegnativi; ogni anno si cimentano nell’impresa circa 50mila autori (o presunti tali), cercando di emergere dall’anonimato, l’analisi costi benefici e il calcolo delle probabilità, per qualsiasi autore è in partenza fallimentare. Se poi il libro è auto-finanziato è quasi certo che non rientreranno neppure nelle spese sostenute.

Basti dire che alcuni degli autori da me citati, quelli di maggior successo, vendono poche migliaia di copie ogni anno, non ricavando certo di che vivere …

Se alle considerazioni di cui sopra aggiungete che il sistema editoriale italiano è dispersivo, oneroso e penalizzante, nel senso che tra editori, distributori e punti vendita (che siano librerie o siti di commercio elettronico come Amazon), fino al 90% del prezzo di vendita di un libro viene da costoro trattenuto per il loro profitto, seppur l’apporto sia quasi nullo, come i rischi che corrono, poiché non devono neppure fare magazzino, con le nuove tecnologie produttive i libri li stampano man mano che sono ordinati, mentre gli e-book non costano loro quasi nulla. Conseguenza per cui all’autore rimangono le briciole, che a loro volta saranno tassate onerosamente dal vorace fisco italico. Dal che’ si deduce che per scrivere un libro occorre essere fortemente motivati, o dal proprio Ego oppure perché si ha effettivamente qualcosa da comunicare, che si ritiene importante.

Finché si tratta di autori allo sbaraglio che scrivono romanzetti e si dedicano a cazzeggiare, con velleità letterarie e facoltà linguistiche da scuola superiore (cui sono mancate sufficienti ripetizioni), o sono pseudo ricercatori che sfruttano i lavori altrui componendo una sorta di collage personalizzato con elucubrazioni fantasiose e modaiole, poco importa, hanno scritto per diletto e per appagare il proprio Ego vanaglorioso, non rischiano nulla e potranno vantarsi in famiglia e tra i conterranei, ritenendosi scrittori.

Se invece l’autore ha dedicato parecchi anni a studi e ricerche per documentarsi e scrivere un saggio, un’analisi critica, un compendio, una ricerca storica, ecc., su argomenti delicati e importanti, allora il discorso si fa diverso. L’investimento è enorme per l’autore, il fatto che il frutto del suo lavoro sia fagocitato da altri che non centrano pressoché nulla e non forniscono alcun valore aggiunto, costituisce l’apoteosi dell’assenza di riconoscimento del valore altrui e di equità attributiva e distributiva. Che è il tipico andazzo italico, un paese in cui il parassitismo ha raggiunto la massima espansione distruttiva e i talenti sono costretti a emigrare per sopravvivere con dignità.

Motivo per cui, appena completato il libro nella sua stesura (siamo ormai nelle fasi di revisione finale e impostazione editoriale) avevo deciso fin da subito, dopo essermi anche consultato con alcuni di questi autori con cui interagisco occasionalmente, di non tentare neppure l’approccio editoriale tradizionale (che oltretutto farebbe ritardare la pubblicazione di parecchi mesi, mentre essendo di estrema attualità, andrebbe diffusa subito), ma di ricorrere ai nuovi canali informatici che consentono con spese minime di evitare gli editori e di tentare di raggiungere il pubblico on line, con reciproca convenienza (costi inferiori per i lettori, maggiori introiti per l’autore). Poi è accaduto che durante uno dei numerosi scambi di email che ho ogni giorno (essendo in rete dal ’96 ho ormai circa 10mila contatti consolidati) uno degli editori che conosco, capendo che stavo scrivendo un libro mi ha chiesto su che argomento verteva e si è dimostrato interessato, di conseguenza mi ha chiesto di farglielo pervenire prima di procedere all’auto-pubblicazione, con la promessa che lo avrebbe esaminato subito.

Siccome non intendo perdere tempo, perché secondo me la tempistica ha la sua importanza, i contenuti del mio libro, pur essendo al 90% di argomentazione storiografica, sono di strettissima attualità e utilità, secondo me andrebbe pubblicato ora, non tra sei mesi. Quindi oltre ai tempi stretti nei quali l’editore esaminerà il libro (spero di riuscire a inviarglielo entro una decina di giorni al massimo) mi sono chiesto cosa ne pensavano i miei interlocutori abituali e conoscenti.

Con questa mia comunicazione vorrei semplicemente cogliere quanti tra Voi potrebbero essere interessati al libro che sto per pubblicare (di cui troverete una sinossi in fondo a questa email) e cosa suggerite di fare: vorrei farmi un’idea dell’interesse che vi suscita o se non ve ne frega una cippa. Tale rilevamento sarebbe per me prezioso per poi scegliere se lasciar fare all’editore o pubblicarlo autonomamente, in base anche ai Vostri suggerimenti in proposito. Occorre tener presente che se lo pubblica un editore, come quello che lo sta aspettando, avrebbe una maggiore visibilità perché verrebbe commercializzato tramite i canali di cui dispongono gli editori di una certa importanza, anche per accordi che fanno tra di loro, per cui comparirà su più cataloghi e circuiti di vendita. Se invece lo pubblico autonomamente potrei contare solo sul passaparola on line.

Per cui vi chiedo cortesemente di inviarmi un’email comunicandomi in primo luogo se siete interessati e poi se preferireste l’auto-pubblicazione o la pubblicazione tradizionale tramite editore. Il libro sarà di circa 200 pagine con ricca iconografia a colori per cui non costerà meno di 15 euro quando sarà pronto (tramite editore è facile che costerà oltre i 20 euro).

Premetto fin d’ora che il libro non verrà da me regalato a nessuno, come si usa fare abitualmente, proprio per i motivi sopra esposti, non avendolo scritto per vanità e per vantarsi nel proprio seppur ristretto entourage, sarebbe un’incoerenza assai sospetta e provocherebbe legittimi dubbi sulle effettive motivazioni dell’autore e del valore dell’opera. Così si eviteranno anche situazioni forzatamente imbarazzanti, del tipo “adesso che me l’ha regalato, lo dovrò leggere controvoglia, perché se mi dovesse chiedere cosa ne penso che figura ci faccio?”. Il libro invece andrebbe letto solo per spontaneo desiderio di farlo e non perché indotti da motivi di amicizia o parentela o conoscenza. Così non si corre il rischio che venga riposto in uno scaffale in attesa di essere considerato fra un tempo indefinito, ma avendolo scelto liberamente e pagato, sapendo (perché ve lo sto dicendo) che è di estrema utilità per comprendere la realtà in cui viviamo, lo leggerete al più presto possibile.

V’invio un caro saluto e v’invito a leggere la sinossi sotto riportata e a farmi sapere cosa ne pensate.

Cav. Dottor Claudio Martinotti Doria

Email: claudio@gc-colibri.com – Blog: www.cavalieredimonferrato.it

Sinossi del libro:

Propedeutica sulle origini delle credenze religiose e culturali e loro ripercussioni. (*)

Con un breve glossario dei testi antichi

L’autore ha sintetizzato in quest’opera le ricerche svolte da decine di studiosi qualificati sui contenuti dei testi antichi, con particolare riferimento alla Bibbia, rendendoli accessibili al grande pubblico, grazie ad un linguaggio semplice e preciso. L’apporto innovativo dell’autore consiste soprattutto nella rielaborazione e attualizzazione dei risultati cui sono pervenuti tutti i ricercatori da lui accuratamente esaminati, tramite connessioni e correlazioni, deduzioni, ispirazioni e intuizioni, argomentando plausibilmente i vari passaggi e dinamiche epocali e concettuali, conducendo uno studio unico nel suo genere, sulle ripercussioni nel corso del tempo fino ai giorni nostri di quanto descritto nei testi antichi.

Uno studio d’impressionante attualità che ci fa rendere conto che la Storia andrebbe totalmente riscritta, che la maggioranza delle nostre convinzioni si basano su falsità e mistificazioni, condizionandoci e limitandoci nella nostra libertà, non solo di azione ma anche di pensiero. Lo studio costituisce un prezioso contributo nell’acquisizione di una maggiore consapevolezza e libertà di espressione delle nostre effettive potenzialità.

Maggiori informazioni:

Il lavoro pubblicato rientra nell’ambito delle ricerche di vari autori recentemente pubblicati e conosciuti (soprattutto dai frequentatori del WEB): Mauro Biglino in primis, David Donnini, Enrica Perucchietti, Laura Fezia, Stefania Tosi, Sabina Marineo, Francesco Esposito, Massimo Barbetta, Enrico Baccarini, Riccardo Tristano Tuis, Giulio Perrotta, Pietro Buffa, e tanti altri che sarebbe troppo lungo citare (che troverete nell’esauriente bibliografia del libro oppure citati nell’opera), ma soprattutto di quelli che li hanno preceduti, anche di parecchi decenni, che essendo troppo antesignani non hanno avuto i mezzi e le opportunità disponibili ora, soprattutto grazie alla tecnologia delle comunicazioni, e sono rimasti pressoché sconosciuti al pubblico, perché censurati, osteggiati ed emarginati. Tutti ricercatori appartenenti a quella corrente di studi e di rinnovamento culturale che l’autore definisce di “analisi critica e demistificatoria delle religioni e della storia delle antiche civiltà”.

L’autore ha preferito un approccio divulgativo e propedeutico anziché tecnicistico, ponendosi nei panni di coloro che si accostano a questi autori e studi, privi di una sufficiente base culturale e propedeutica predisponente. Gli autori che si cimentano su questi delicati e prorompenti argomenti (dal forte impatto emotivo, sociale e culturale) ormai sono oltre una ventina, forse già una cinquantina, tenendo conto di quanto il mondo dell’editoria sia dispersivo e tante opere rimangano sconosciute. Ben presto diverranno cento, duecento, trecento, ecc.. Autori allo sbaraglio, che cercheranno un proprio spazio di visibilità approfittando della “moda culturale e sociale del momento”, almeno in rete, perché le istituzioni e i media ovviamente continueranno imperterriti a negare e boicottare l’argomento, faranno finta di niente, come fanno di solito, finché il loro castello di menzogne non gli crollerà addosso.

L’autore ha cercato di agevolare l’approccio di chi si accosta per la prima volta a questi argomenti, ma anche di facilitare la memoria e la consultazione di coloro già avvezzi a questi studi e autori, ma non possono certo ricordare ogni particolare utile, ogni analogia o correlazione, e quindi sia il glossario commentato, che la divisione per argomenti delle varie interessanti note e riflessioni, sia l’evidenziazione in grassetto dei nomi e dei concetti di rilievo, sia la ricca iconografia corredata da un’esaustiva didascalia per ogni singola immagine, consentiranno al lettore una rapida ed efficace consultazione del testo, soprattutto nella versione digitale.

Un testo che integrerà il lavoro degli autori in esso citati, con un valore aggiunto qualitativo e funzionale, e favorirà i lettori nell’ascolto delle loro conferenze e nella lettura dei loro libri, e che potrebbe essere portato con sé per essere consultato quando ci si reca a tali conferenze o mentre si visionano sul WEB e in ogni propizia occasione d’incontro e socializzazione.

Le informazioni, riflessioni e rielaborazioni argomentate fornite nel libro sono molte, interessanti e alcune sorprendenti, se non sempre del tutto inedite, quantomeno risulteranno sconosciute ai più e di un’attualità sconcertante, probabilmente in nessun altro lavoro sono così concentrate, rese accessibili e fruibili tramite un linguaggio semplice e scorrevole, che stimola all’approfondimento. Un libro che non potrà lasciare indifferenti e probabilmente cambierà il modo di approcciare e interpretare la realtà.

(*)

Il titolo è quello che gli ho assegnato personalmente, se decidessi di farlo pubblicare tramite editore potrebbe variare.

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4 marzo 2018… La democrazia che non c’è più e le elezioni inutili e fasulle

Avere di che mangiare, bere, vestire e dormire era giusto nel 1792 così come è giusto oggi. Non disporne, era ingiusto allora ed oggi pure.
Di fatto i legislatori non riescono nemmeno a produrre un risultato conforme alle semplici “Opere di misericordia” della tradizione cristiana popolare (anche un bambino li capisce, e ne capisce l’importanza).

Dietro tanta retorica legalista si trova una profonda inconsistenza, inadeguatezza e povertà d’animo di istituzioni che non rappresentano i bisogni umani.
Una evidente vergogna per i sedicenti “civili” istituzionali.

E’ forse per questo che la fiducia nelle istituzioni è in caduta libera.

“Ci sono persone (e non poche), in Italia, che non sanno come fare a poter soddisfare i bisogni primari, e la situazione è che sono affidati alle iniziative di carità (non è retorica dirlo), a fronte di una società politica incapace di organizzarsi, mentre lascia spendere cifre folli per gli atti di guerra imperialista.
In due sole parole: una vergogna”. (Da discussioni elettroniche).

Credo che allo stato attuale delle cose solo ciechi, tonti e malintenzionati possano non aver visto quanta povertà e miseria è stata prodotta ed esiste nel mondo in cui attualmente viviamo.

Alle ultime elezioni amministrative, la percentuale dei votanti è stata inferiore al 50% degli aventi diritto, segno evidente che la maggioranza della popolazione ormai non ripone alcuna fiducia nell’organizzazione stato, e che ogni e qualsivoglia governo istituzionale (nazionale o locale che sia) è di fatto in minoranza nel paese reale.

Il continuo crollo di consenso sta ad indicare un corrispondente crollo di potere effettivo, salvo quello della forza bruta, poiché l’inganno è sempre meno creduto, ed è evidente che i cittadini non hanno altra alternativa efficace se non quella di creare e sviluppare le forme dell’autonomia, autogoverno, auto-organizzazione e democrazia diretta, riprendendo in mano la propria sovranità popolare negata da prepotenti impostori di governo e di incivile sopraffazione.

Non un uomo, non un voto, non un soldo, non un appoggio alla infame partitocrazia usurocratica di guerra e rapina contro i popoli, senza se né ma o però, né oggi né mai: gli esseri umani riprendano in mano la loro sorte negata dai traditori di regime.

La vita è ciò che si fa, non ciò che si delega votando.

Sarvamangalam

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La valle degli Elfi, il senso del luogo, Fiastra: no tap, Putin il ribelle, per il karma ci vuole pazienza, messaggi dell’altro mondo…

Il Giornaletto di Saul del 15 dicembre 2017 – La valle degli Elfi, il senso del luogo, Fiastra: no tap, Putin il ribelle, per il karma ci vuole pazienza, messaggi dell’altro mondo…

Care, cari, la Valle degli Elfi, come forse già sapete, sta attraversando un periodo di grande messa alla prova, e con forza e unione sta richiarendo la visione della direzione da intraprendere come Popolo Unito, con il suo passato e le sue conquiste. Vuole essere un modello e un ispirazione per tutti, dimostrando che una nuova visione del mondo e delle relazioni è possibile, e che se si cerca bene si può trovare un posto in un mondo che ha dimenticato i valori di libertà, autonomia, creatività, autoproduzione, ecc.. Ricordando che la Terra è un Bene Comune e che non essendo nostra non ha senso venderla, parcellizzarla, farci speculazione di ogni genere.. La Terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra..ogni cosa è correlata come il sangue che ci unisce. Anche la Valle degli Elfi è un Bene Comune e va protetto… (Giulietta Blu)… – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2017/12/il-popolo-elfico-della-valle-dei.html

NO TAP. Tappa di Fiastra – Scrive Giovanni: “Sarebbe importante  incontrarsi in gennaio con chi può esserci dalle varie reti per discutere delle proposte che stanno venendo fuori per l’organizzazione del prossimo GC nazionale di Firenze. La data del 13 GENNAIO in occasione di una tappa della carovana NO TAP nel centro Italia a Fiastra andrebbe benissimo. Potrebbe essere una occasione per partecipare alla lotta dei compagni e delle compagne in difesa del territorio , il loro ma anche quello di tutti , contro devastazioni e sfruttamento Potremmo riuscire a trovare un paio d’ore per trovarci in quell’occasione? Intanto abbiamo individuato la data dell’incontro fiorentino e cioè il 27-28-29 aprile. Info: giovannipandolfini@gmail.com”

Il senso del luogo – Non è necessario tornare alle “caverne” ma semplicemente ad uno stile di vita consapevole dello spirito del proprio luogo. J. Muir “per vivere la natura selvaggia ed una vera vita” dava molta importanza allo sviluppo del senso del luogo. La bioregione può essere giustamente definita come la migliore organizzazione naturale nel rapporto tra gli individui che cooperano tra di loro e lo spazio intimamente integrato ed unitario che li circonda… – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2016/12/bioregionalismo-essere-nel-luogo-in-cui.html

Niger. Nuova missione militare italiana – Scrive Marco Palombo: “Nuova missione militare italiana in Niger che impiegherà 450 uomini e 150 automezzi. “non solo per addestrare” ma anche per “attività di sorveglianza e controllo del territorio”. Il testo del decreto è stato inviato al Quirinale e nei prossimi giorni sarà sottoposto all’approvazione del Parlamento. 150 militari partiranno entro poche settimane, entro l’estate poi il contingente italiano “probabilmente” sostituirà il reparto francese “che occupa il caposaldo di Madama, un fortino della Legione Straniera”. In Niger ci sono le più importanti miniere di uranio del continente africano…”

Piccoli Putin crescono. Cronistoria del difensore della Grande Madre Russia – Scrive Pietro Golia: “Putin, il ribelle, l’irregolare, il ragazzo indisciplinato che fu espulso dai Pionieri, l’organizzazione dei giovani comunisti. Putin, il futuro ufficiale del Kgb, che fu battezzato in gran segreto dalla nonna. Un uomo che diventerà un attento e colto ufficiale dei servizi segreti, che da ragazzo rifiutava la disciplina, il sistema. Si vanterà all’inizio della sua presidenza di non essere stato un pioniere, ma un ribelle…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2017/12/lepopea-di-vladimir-putin-realta-o.html

Treia. La Fierucola nell’edizione nazionale di Auser Informa – 40 espositori dell’eccellenza artigianale e artistica del territorio, decine di eventi e un pubblico numeroso e tanto curioso. Chiude con il segno più la Fierucola delle Eccellenze Bioregionali organizzata a Treia per l’8 dicembre dall’Auser e dal Comitato Parrocchiale, con il patrocinio del Comune. “La manifestazione si è svolta a Chiesanuova, frazione di Treia che sembra un po’ un paese a sé stante, molto vivace e animato da giovani e meno giovani, nell’oratorio della Parrocchia che non è stato danneggiato dal terremoto, mentre lo è stata la Chiesa tanto che le funzioni si svolgono in un’ampia e comoda tenda…. ma pur sempre una tenda. Erano stati invitati espositori vecchi e nuovi e la risposta è stata buona”. Come favorire lo sviluppo delle opportunità di lavoro creativo, in sintonia con il bioregionalismo, in chiave ambientale, antropologica e di economia solidale? A questo ha cercato di rispondere la Fierucola che, finita la terza edizione, ora guarda alla quarta nel 2018. Per info: Auser Treia. Via Lanzi, 18/20 – Treia (MC) - auser.treia@gmail.com”

Per sopportare il karma ci vuole pazienza – Scrisse Alberto Mengoni: “…nel nostro mondo di manifestazione esiste la legge del Karma… E tutto quello che (ci) accade dipende da questa legge… Una persona fa (dice, o pensa) una certa cosa e questo fatto mette in moto tutta una serie di eventi e circostanze in linea con quella azione… Se l’azione è buona crea effetti buoni, se invece è meno buona, ovviamente creerà effetti spiacevoli. Il punto è che noi non abbiamo il controllo dei nostri pensieri…” – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2017/12/14/per-sopportare-il-karma-ci-vuole-pazienza/comment-page-1/#comment-367

Commento di Rosa Solito: “Concordo sul Karma e la via del Dharma al di là del fatto che si segua o meno un Maestro, a me personalmente piace più usare il termine “guida spirituale” mi da più un senso di non appartenenza, non dipendenza, una guida temporanea per intraprendere il proprio cammino…” – Continua in calce al link

Mia rispostina: “Ognuno vede le cose com’è giusto per se se stesso. Diceva Vivekananda che esistono tante vie spirituali quanti sono gli esseri viventi”

Messaggi dell’altro mondo – Scrive Kryon: “Saluti miei cari, Io Sono Kryon del Servizio Magnetico. L’ho detto (altre volte) prima d’ora: so dove sono. Per coloro che ascoltano, siamo ancora a Lima, in Perù. Vorrei proseguire un tema: il tema riguarda il futuro. Com’è una coscienza avanzata? Qualcosa, nella coscienza avanzata, permetterebbe agli umani di muovere le cose con il pensiero o altri tipi di cose che vedete nei libri di fantascienza: in realtà è meglio di così. Vorrei fare una cosa che ho già fatto: vorrei descrivervi il Nuovo Umano. Vorrei portarvi nel futuro..” – Continua: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2017/12/messaggi-dellaltro-mondo-la-speranza-e.html

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“L’Amore non è una passione. L’Amore non è una emozione. L’amore è una comprensione profonda del fatto che in qualche modo l’altro ti completa. Qualcuno ti rende un cerchio perfetto; la presenza dell’altro rinforza la tua presenza.” (Osho)

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La legge del Karma che governa tutto il creato… Ma sarà vero?

Ogni causa si trasforma in effetto e ogni effetto si trasforma in causa. Voi dovete innanzi tutto comprendere che cos’è la legge della Compensazione: tutto quello che si fa, si deve pagare, perché non esiste causa senza effetto, né effetto senza causa.

Quando si vive secondo il retto pensare,il retto sentire e il retto agire i risultati, o conseguenze, sono sempre felici. Sfortunatamente il retto pensiero, il retto sentire e la retta azione sono impossibili finché una seconda natura in-umana (l’ego, l’io, il se stesso)agirà dentro di noi,attraverso di noi. E’ indubbio che l’Ego commette molti e numerosi errori, il cui risultato è il dolore.

Se ci è stata data la libertà,il libero arbitrio e possiamo fare quello che vogliamo, è però altrettanto chiaro che noi dobbiamo rispondere davanti a Dio di tutte le nostre azioni.
La Legge dell’Azione e delle Conseguenze (karma) governa il corso delle nostre varie esistenze e ogni vita è il risultato di quella precedente. Comprendere integralmente le basi e il modus operandi della legge del karma è indispensabile per orientare la barca della nostra vita in modo positivo ed edificante attraverso le sue varie scale.

Il Karma è la legge della Compensazione, non della vendetta. Ci sono alcuni che confondono questa Legge Cosmica con il determinismo e il fatalismo e credono che tutto ciò che capita all’uomo sia determinato inesorabilmente da tutto quello che è successo prima.

E’ vero che le azioni dell’essere umano sono determinati dall’ereditarietà, dalla paura e dall’educazione, ma è anche vero che l’uomo ha il libero arbitrio e può modificare le sue azioni, educare il suo carattere, conformare dei comportamenti superiori, combattere le debolezze e fortificare le virtù.

Il karma è una medicina che ci viene somministrata per il nostro bene. Invece, la gente, disgraziatamente, anziché inchinarsi riverente mente dinanzi all’eterno Dio vivente,protesta,bestemmia e si giustifica,  stupidamente discolpandosi e lavandosi le mani come Pilato. Con simili proteste non si può modificare il karma,al contrario sene riceverà di più duro e severo.

Quando si viene in questo mondo ci si porta dietro il proprio destino:alcuni nascono su un materasso di piume ed altri nella disgrazia. Se nella nostra passata esistenza noi abbiamo ucciso, allora verremo uccisi; se abbiamo ferito,verremo feriti; se abbiamo rubato,verremo derubati e con “il metro con cui misuriamo gli altri, noi stessi verremo misurati”.

Pretendiamo la fedeltà del coniuge quando noi stessi siamo stati adulteri in questa vita o in quella precedente. Chiediamo amore quando siamo stai spietati e crudeli. Sollecitiamo comprensione quando non abbiamo mai saputo comprendere nessuno e non abbiamo mai imparato a vedere dal punta di vista degli altri. Aneliamo fortune immense quando siamo stati sempre la causa di molte sfortune. Avremmo voluto nascere in una famiglia molto bella e con molte comodità, quando nelle passate esistenze non siamo stati capaci di dare ai nostri figli una famiglia e la tranquillità di un bel focolare.

Protestiamo contro chi ci insulta quando noi stessi abbiamo sempre insultato tutti quelli che ci stavano accanto. Vogliamo che i nostri figli ci obbediscano quando noi non siamo mai stati capaci di obbedire ai nostri genitori. Ci dà terribilmente fastidio la calunnia quando noi siamo stati dei calunniatori e abbiamo riempito il mondo di dolore.

Ci dà fastidio il pettegolezzo, e però non vogliamo che nessuno mormori di noi, e senza dubbio ci siamo sempre persi in pettegolezzi e chiacchiere parlando male del prossimo e mortificando la vita degli altri. In pratica abbiamo sempre reclamato quello che non abbiamo mai dato. In tutte le vite precedenti noi siamo stati malvagi e per questo meritiamo il peggio; ma pensiamo sempre che a noi ci debba toccare il meglio.

Fortunatamente, cari amici,la Giustizia e la Misericordia sono due colonne portanti della Fraternità Universale Bianca. La giustizia senza misericordia è tirannia, e la misericordia senza giustizia è una forma di tolleranza, compiacenza con il delitto.

Il karma è negoziabile,e questa è una cosa che potrà sorprendere moltissimo i seguaci delle varie scuole ortodosse. Certamente alcuni pseudo esoteristi e pseudo occultisti sono diventati troppo pessimisti nei confronti della Legge di Azione e Conseguenza. Essi suppongono erroneamente che questa attui in modo meccanico,automatico, quasi crudele. Gli eruditi credono che non sia possibile alterare questa legge; molto sinceramente io dissento da questo modo di pensare.

Se la Legge di Azione e Conseguenza,se questa nemesi dell’esistenza non fosse negoziabile,allora dove sarebbe la misericordia divina?Francamente, non si può accettare che vi sia della crudeltà nella divinità. Il Reale,tutto ciò che è perfezione,conosciuto anche con altri nomi – quali il Tao,Aum,Inri,Sein,Allah,Brahma,Dio,o per meglio dire gli Dei,non potrebbe assolutamente essere privo di misericordia, non può essere crudele, tirannico…Per questo ripeto in modo enfatico che il karma è negoziabile.

Quando una legge inferiore è trascesa da una legge superiore, la legge superiore lava via quella inferiore. Modificando la causa si modifica l’effetto. “Il leone della legge si combatte con la bilancia” Fai buone azioni per pagare i tuoi debiti.

Se su un piatto della bilancia cosmica si mettono le nostre buone azioni e sull’altro le cattive, è evidente che il karma dipenderà dal peso nel piatto della bilancia. Se il piatto delle cattive azioni pesa di più,dobbiamo mettere più azioni buone sull’altro piatto allo scopo di far pendere la bilancia a nostro favore,per cui noi potremo ben cancellare del karma negativo facendo delle buone azioni per poter pagare i nostri debiti. Bisogna ricordare che non solo si paga con il dolore,ma anche facendo del bene. Capirete ora,miei buoni amici,quanto sia meraviglioso fare del bene.

Non c’è dubbio che il retto pensare,il retto sentire e il retto agire siano la cosa migliore in qualsiasi negoziazione. Non dobbiamo mai protestare contro il karma; l’importante è saperlo negoziare.

Disgraziatamente l’unica cosa che la gente fa,quando si trova in una situazione di
grande amarezza, è di lavarsi le mani come Pilato e dire che non ha fatto alcunché di male,che non è colpevole, e che è un’anima giusta.

Io dico a quelli che si trovano nella miseria, di rivedere la loro condotta,di giudicare se stessi,di mettersi anche per un attimo sul banco degli accusati e,dopo un esame di coscienza ed una sommaria analisi di se stessi,di cambiare la propria condotta. Se coloro che si trovano senza lavoro diventassero casti,infinitamente caritatevoli,miti e servizievoli al cento per cento,è ovvio che modificherebbero radicalmente la causa delle loro disgrazie, modificando di conseguenza anche gli effetti.

Non è possibile alterare un effetto se prima non vengono modificate radicalmente le cause che lo hanno prodotto, poiché -come abbiamo già detto- non esiste causa senza effetto,né effetto senza causa. Si deve sempre lavorare disinteressatamente con infinito amore per l’umanità;così facendo possiamo alterare le cause negative che hanno determinato gli effetti negativi.

Non c’è dubbio che la miseria abbia le sue cause nell’ubriachezza,nella disgustosa lussuria, nella violenza,nell’adulterio,nello spreco,nell’avarizia,ecc.

Vuoi guarire? Allora prenditi cura degli altri! Alcuni dei vostri parenti sono in galera? Lavorate per la libertà degli altri. Avete fame? Dividete il vostro pane con quelli che stanno peggio di voi.

Molti di coloro che soffrono si ricordano, nell’intento di risolverle, solo delle loro amarezze,però non si ricordano mai delle sofferenze altrui e nemmeno pensano lontanamente di risolvere le necessità del prossimo. Questo stato egoista della loro esistenza non serve a nulla; così facendo,l’unica vera cosa che possono ottenere realmente è quella di aggravare le loro stesse sofferenze.

Se queste persone pensassero agli altri,a servire i loro simili,a dare da mangiare a chi ha fame, da bere a chi ha sete,a vestire chi è nudo, ad insegnare a chi non sa, ecc., è chiaro che metterebbero buone azioni sul piatto della bilancia così da farla pendere a loro favore.In pratica, essi risolverebbero tutti i loro problemi. La gente è però molto egoista ed è per questo che soffre; nessuno si ricorda di Dio, né dei propri simili,se non quando è nella disperazione e questa è una cosa che tutti hanno potuto verificare da soli: così è l’umanità.

Purtroppo, miei cari amici,questo ego che ognuno ha dentro di sé, fa esattamente il contrario di ciò che stiamo dicendo; per questo motivo è urgente ed improrogabile ridurre il ‘me-stesso’ in polvere cosmica.

Pensiamo un attimo alla moltitudine di umanoidi che popola la faccia della terra. Essi, vittime dei loro stessi errori,soffrono l’indicibile. Senza l’Ego non farebbero errori e nemmeno ne subirebbero le conseguenze.L’unica cosa che si richiede per avere diritto alla vera felicità è, prima di tutto, di non avere Ego.

Certamente, quando dentro di noi  non esisteranno più gli aggregati psichici, gli elementi in-umani che ci hanno fatto diventare così terribili e malvagi, allora non c’è karma da pagare, e il risultato sarà la felicità.

E’ bene sapere inoltre che quando avremo eliminato radicalmente l’ego, la possibilità di commettere sbagli è annullata e di conseguenza il karma può essere perdonato.
La Legge del Karma,la legge della bilancia cosmica, non è una legge cieca: si può anche richiedere un credito ai Maestri del karma,e questa è una cosa che molti ignorano. E’ però urgente sapere che ogni credito va pagato con delle buone azioni; e se non verrà pagato la Legge colpirà con supremo dolore.

Dobbiamo renderci coscienti del nostro karma e questo è possibile solo per mezzo di una sorta di “allerta-novità” (cioè aprendoci al nuovo).Ogni fatto della vita, ciascun avvenimento, ha la sua causa in una vita precedente, ma noi abbiamo bisogno di renderci coscienti di questo.

Ogni momento di gioia e di dolore deve essere continuato in meditazione con mente quieta e in profondo silenzio. Il risultato sarà la sperimentazione dello stesso evento accaduto in una vita precedente. Allora noi prendiamo coscienza della causa di quel fatto,sia esso gradevole o sgradevole.

Chi risveglia la Coscienza può viaggiare nei suoi corpi interni, fuori dal corpo fisico, in piena volontà cosciente e studiare il suo proprio Libro del Destino nel tempio di Anubis e dei suoi 42 giudici.

Il capo dei sacerdoti del Tribunale Cosmico del Karma è il Gran Maestro Anubis. Il Tempio di Anubis, il supremo reggente del karma,si trova nel mondo molecolare, chiamato da molti ‘mondo astrale’.In questo tribunale regna la regola dell’amore e della giustizia. In questo tempio esiste il ‘libro’ di ognuno con il proprio dare e avere, il diario su cui vengono minuziosamente  annotate le nostre proprie azioni positive e negative. Le buone azioni vengono rappresentate da strane ‘monete’ che i Maestri accumulano a beneficio degli uomini e delle donne che le hanno compiute.
In questo Tribunale ci sono anche avvocati difensori. Ma tutto si paga. Niente viene regalato. Chi ha buone azioni paga e se la cava bene nelle contrattazioni. I crediti sollecitati si pagano con lavori disinteressati e ispirati dall’amore verso coloro che soffrono.

I ‘Maestri del Karma’ sono Giudici di Coscienza che vivono nello stato di ‘jiina’(cioè, saggezza). Dovremo costantemente compiere buone azioni per poter pagare i debiti della nostra vita presente e di quelle passate. Ogni atto dell’uomo è retto da leggi superiori e inferiori. Tutte le leggi superiori sono riassunte nell’amore. Un atto di amore annulla gli atti passati ispirati da leggi inferiori.

Parlando dell’amore, il Maestro Paolo dice: “L’amore è paziente e tollerante: non invidia, non si esalta, non ingiuria,non fa i propri interessi,non si irrita,non si fa prendere dall’ingiustizia, ma si fa prendere dalla Verità. Crede a tutto,spera in tutto, sopporta tutto”.

Quando i Maestri del Karma officiano come Giudici usano la maschera sacra fatta a forma di testa di sciacallo o lupo piumato; così si presentano agli iniziati nei mondi interiori. Questa è la parte crudele della Legge dell’Amore.Negoziare con i signori della Legge è possibile attraverso la meditazione: pregate, meditate e concentratevi in Anubis, il reggente più acclamato della buona legge.

Per l’indegno, tutte le porte sono chiuse meno una: quella del pentimento.
“Chiedete e vi sarà dato,bussate e vi sarà aperto”.
 Di Samael Aun Weor

Fraternità Universale Bianca

http://www.fuocosacro.com/pagine/appunti/Karmadharma.htm
Trad. di A. M. Centro Nirvana

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TIPI DI KARMA:

Karma individuale- è quello che dobbiamo pagare per le nostre azioni personali negative; sono come delle cambiali che devono essere pagate e cancellate
Karma familiare- quando all’interno di una famiglia tutte le persone hanno debiti con la legge karmica; in questo modo tutti soffrono e a loro volta fanno soffrire.
Karma collettivo- è il karma che può subire il quartiere di una città, un paese, o una nazione, come ad esempio un’epidemia o un’inondazione.
Karma mondiale-è il castigo e la sofferenza a livello mondiale.
Karma-saya- Sono i marchi astrali dovuti al coito di un uomo con diverse donne o di vari uomini con una donna.
karma-yoga- Con il saggio uso delle nostre correnti sessuali ci uniamo alla divinità (yoga=unione con Dio) e contemporaneamente cancelliamo il karmasaya.
Karma-duro-è un karma in azione. Quando questo karma si trova ad uno stadio avanzato di sviluppo,non si può più fermare, deve arrivare inevitabilmente sino alla fine,e la conclusione è sempre catastrofica.
Katanzia-è il karma superiore,il karma degli Dei; sta al di sopra dei Signori della Legge combatte con la bilancia.

- Chi ha del capitale con cui poter pagare, paga e nelle contrattazioni se la cava bene. Chi non ha da pagare, paga con il dolore. Fate buone azioni così potrete pagare i vostri debiti. (SamaelaunWeor)

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Commento di Marco Bracci: “A conferma si veda il film Linea Mortale, in cui 5 studenti di medicina fanno un esperimento di ibernazione, per vedere cosa c’è dopo la morte. Tale pratica induce in loro delle “visioni”, che solo l’ateo, libero da qualsiasi pregiudizio religioso, capisce al volo e procede spedito verso la soluzione, il chiedere perdono alla ragazzina nera che, da bambini, aveva sempre preso in giro, causandole molto dolore. E, non ha caso, è lui che non subisce alcuna conseguenza dalla ibernazione e, sempre non a caso, è colui che conquista la bella ragazza, unica del gruppo, cui tutti facevano la corte. Per non parlare della brutta fine del “dongiovanni”, che invece perde l’unica ragazza, fra le innumerevoli che aveva avuto, che veramente ama, non avendo capito il messaggio delle sue visioni. La peggior sorte di tutte capita all’ideatore del progetto, che non vuole a nessun costo rendersi conto dei suoi errori di gioventù e ne subisce drammatiche conseguenze. Ed infine il perdono della ragazza verso se stessa e verso suo padre, che aveva visto suicidarsi, perché scoperto a drogarsi, e per il quale si era colpevolizzata per tutta la vita…”

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Integrazione di A. Devaraja Mudaliar: «Cosa ne è allora del libero arbitrio e della responsabilità individuale?».
Bhagavan spiegò: «L’unica libertà che si ha, è di lottare per acquisire quella Conoscenza (jñana), che permette di non identificarsi con il corpo. Anche se il corpo è oggetto del prarabdha, l’uomo è libero di identificarsi con il corpo ed aderire ai frutti delle azioni, oppure, di rimanere distaccato ed essere un semplice testimone delle attività».
Questo è un concetto che potrebbe essere di difficile accettazione perché stravolge ragionamenti molto diffusi, ma è esattamente l’essenza di quanto mi disse allora. Per questo aggiungo una sua citazione dal Thayumanavar: «Questo non deve essere insegnato a tutti, perché in molti casi, condurrebbe solo a discussioni infinite».
(Ramana Maharshi, Ricordi Vol. 1)

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