Archivio della Categoria 'Compagni di viaggio'

18 luglio 2010 – Bazzano, nel Giardino di Maisha: “Al teatro delle immagini parlanti” – Metamorphosi Zen

Vieni nel giardino di Maisha, potrai trovare accoglienza, amore, gioia, libertà, natura, animali, uomini, aria, terra, fuoco, metallo, legno, comprensione, luce, suono, acqua, fiori, erba..

Nel giardino di Maisha potrai toglierti le scarpe e camminare consapevolmente su un manto verde, pieno di fiori e piccoli animali, potrai sederti o sdraiarti su Madre Natura e molto lentamente potrai sentire l’aria che ti porta questo messaggio:

“Lasciateci essere come pietre, come piante, come alberi. Lasciateci essere animali, lasciateci pensare e udire come loro.  
Ascolta l’aria! Tu puoi udirla, sentirla, odorarla e gustarla. L’aria sacra che rinnova tutto con il respiro. Spirito Vita respiro, rinnovamento, la parola significa tutto questo.  
Noi sediamo gli uni vicini agli altri, non ci tocchiamo, ma qualcosa è qui; noi sentiamo che qualcosa è presente tra noi.”

Vieni nel giardino di Maisha e fermati: un solo movimento chiamato “Shami Garbha”, fuoco e grembo, feto. L’accoglienza e la potenza del fuoco, che dona vita  e che raccoglie attorno a lui tutte le specie per aiutarle a sopravvivere, il ritorno a casa, il ritorno al focolare, come nel grembo caldo e divino della mamma..nel giardino di Maisha potrai trovare Pachamama, capace di fornirti un letto di erba e fiori per farti riposare, l’ombra del noce per proteggerti dal sole, acqua per dissetarti, fiori per rallegrarti gli occhi, piante ed erbe per deliziarti il palato..

Nel giardino di Maisha potrai ascoltare storie nuove, ma vecchie di mille e più anni, storie senza età, interpretate da persone come te: “Il teatro delle Immagini Parlanti” liberamente tratto dalle “101 STORIE ZEN”  con accompagnamento di musica originale  e suoni acustici e potrai quindi osservare il trascorre del tempo verso la sera.

Nel giardino di Maisha, al termine dell’esperienza teatrale, potrai assaporare cibo naturale, di tutti i colori di questa meravigliosa stagione che è l’estate, cibo libero da sofferenza animale, cibo carico di vita e di energia d’amore autoprodotto dalla associazione “IL CACOMELA” e lo potrai gustare seduto sotto l’ombra di un magnifico noce, albero magico, caro ai celti.

Nel giardino di Maisha inoltre potrai trovare i ragazzi del “Progetto Jatobà”:  ragazzi seri che hanno deciso di aiutare una cooperativa di donne brasiliane chiamate “le donne delle Casas de Barro”(casa di fango), vendendo in Italia i prodotti del lavoro di queste donne e cercando di aiutarle ad avere un piccolo reddito altrimenti precluso, causa le condizioni sociali in cui si trovano. Il paese si chiama Joaquim Nabuco nello stato di Pernambuco, dove la scorsa settimana si è abbattuto un uragano terribile che ha causato un alluvione il quale ha distrutto proprio questi villaggi, causando morti e dispersi, ancora oggi di difficile stima. Nel giardino di Maisha potrai quindi imparare a conoscerli ed apprezzare il loro lavoro e magari perché no, contribuire alla loro opera di solidarietà.

Quindi non ti resta che munirti di abiti comodi, la mente libera dalle conoscenze e uno zaino vuoto da riempire di gioia..

Programma : Bazzano (Bologna)  in Via Paolazzo 16

Domenica 18 luglio  2010

A partire dalle h. 18.00  Appuntamento nel Giardino di Maisha, presentazione del nuovo  progetto associativo e convenevoli.

h. 20.00   Rappresentazione “Al  teatro delle Immagini parlanti” ispirata alle 101 storie Zen, con musica originale  di Anghelina Yershova,   a cura del Circolo Vegetariano VV.TT.

h. 21.00  Degustazione vegana a cura di “Il Cacomela”

Per informazioni generali ed  indicazioni per aiutarvi a trovare il Giardino di Maisha:  Barbara – bamale@live.it 

Per informazioni sulla recita: Paolo – circolo.vegetariano@libero.it

La manifestazione é gratuita, chi lo desidera potrà lasciare un’offerta volontaria per l’organizzazione.

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“D’Arpin nun ce lassà…” – Ode d’addio al Paolo D’Arpini, detto anche Saul Arpino, che silente sen va dal falisco Treja per congiungersi alla sibillina Treia

CANTAMI, O DIVA,

DEL DOTATO PRIAPUS

LA GIOIA CAMPESTRE

CHE INFINITE ADDUSSE

GIOIE AI CALCATI…..

E’ un poema che deve essere scritto nella quiete di una notte coperta dalla “nube di Islanda”, mentre si espande per l’aere il canto possente a tono baritonale di Priapus, che inonda, accompagnato dai suoni del Flauto di Pan,  i territori circonvicini: Mazzano, Faleria, Campagnano, Sacrofano, Sant’Oreste, fino a Martignano, lago sacro ai Sileni.

Canta infatti il Grande Priapo, dagli attributi possenti, teneramente abbracciato al suo coinquilino boschivo, Lupo Mannaro, proprio quello che ammansì Franceschiello d’Assisi, liberando il profeta dai vincoli del fondamentalismo religioso da cui era affetto..

Ed ecco la voce di Priapo che intona:

“Canta, Lupo Mannaro canta,

la nenia che tormenta tutti i cuori della tribùùùùùùùùùùùùùù..

Dice, tremando la tua voce

io non avrò mai pace questo amore è una schiavitùùùùùùùùù.

(Lupo Mannaro è infatti innamorato di Lupa Capitolina!)

Scende la sera e laggiùùùùùùùùùùùùùù

brilla una stellaaaaaaaa

ma il nostro amore quaggiù

non brilla piùùùùùùùùùùùùù”

(Caspita!! C’è la nube assassina!)

Comunque tutti noi frequentatori di Calcata Vegetariana, cioè; Cantori girovaghi, Minestrelli (mangiatori di minestre vegetali preparate da Saulo), Troubadours, Trovatori, Trovatelli, Trobadores (di… fungi, di tartufi e tartufelli), improvvisatori di facezie, naturalisti, naturisti, nudisti e vestitisti, vegetisti, vegetariani, crudisti e crudeli (seguaci di Crudelia Dè Mon), buccisti di banane (scivolatori e sciatori su prato), papagheni, amici di Bin Laden, Zorro, Primula Rossa e Zazà, seguaci degli Amish, fedeli di fantasy, horror e kukluxklan, flebotomi, cacciatori di serpenti e di faine, sifilografi (che scrivono di Sifilo, figlio di Niobe, ma anche di sifilide), carmelitani scalzi e carmelitani ben calzati (attenti ai primi: costruttori di conventi dietro ai quali far eseguire duelli all’ultimo sanguine)…

NOI TUTTI, fra poco orfani di cotale organizzatore, quale messer Arpino, cosa inventeremo? A te clamamus, PRIAPE, exaudi orationem nostram!

Georgius clamans ex Calcatae silva

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CALCATAONLINE News – Finalmente l’inserto che proprio ci mancava… per la prima (e forse ultima) volta a reti unificate su questo schermo…

Malgrado la  sfiga, malgrado la censura, malgrado la pioggia, malgrado tutto…

Cari Amici, FINALMENTE CE L’ABBIAMO FATTA. Siamo su Internet!

L’inserto (giornalino embedded) “CALCATAONLINE”  fa la sua prima comparsa nel mondo virtuale con molta umiltà ma anche con grande entusiasmo, per presentare la sua linea, la sua proposta editoriale.

Non è stato facile. All’inizio c’è stato qualche contrattempo. Un errore d’impostazione del nostro Provider aveva fatto arrivare i nostri messaggi soltanto in alcune riserve indiane del New Mexico, creandoci non pochi problemi d’immagine. Perché i buoni pellirossa, vedendo le foto di Calcata, avevano preso il nostro paese per una di quelle loro arcaiche costruzioni nel cuore del Gran Cagnone e ne richiedevano, giustamente, la restituzione.

Fummo chiamati infatti dall’amministrazione comunale (sempre di Calcata) che avendo ricevuto un’intimazione su un foglio di carta appeso con una freccia nella bacheca del Parco del Treia, si era spaventata temendo una prossima dolorosissima scalpatura.

Abbiamo dovuto rivolgerci ad altro Provider e ripartire da zero.

Ma chi siamo? Che cosa vogliamo? Che cosa proponiamo al lettore?

Cercheremo di dare una risposta sintetica ma esauriente a questi interrogativi.

Fatto è che, guardandoci attorno, ci siamo resi conto che la Storia (con la Z maiuscola!) ha innestato l’accelerazione. Dalla fine del comunismo ad Est, alla fine della raccolta delle bucce di banana e della colza in America del Sud, alla promessa di abbandono della RAI da parte di Santoro. Tutti fenomeni di fronte ai quali il cronista deve dimenarsi per trovare una chiave di lettura nuova e strumenti di analisi più sofisticati. E noi ci siamo dimenati. Ad esempio, cosa fanno i bantù durante le esibizioni calcistiche in Sudafrica? Che fine faranno i milioni di dosi di vaccini antinfluenzali spediti in gran fretta da quelle parti ad opera dei paesi d’occidente che le avevano comprate a caro prezzo?

Fortunatamente abbiamo raccolto accanto a noi alcuni giornalisti reduci da esaltanti esperienze presso un giornale enigmistico, dove avevano condotto dure battaglie a suon di anagrammi solforici e brillanti zeppe sillabiche.

Inoltre, alcuni esperti in reperti astronavali, ci hanno raggiunto come consulenti per i tanti avvistamenti di UFO’S nella nostra zona. Essi ci assicurano che una grande base extraterrestre, e forse anche extracomunitaria, si troverebbe direttamente sotto gli scavi della vecchia Veio o -in alternativa- sotto l’antica Narce.

Infatti, solo chi ha dimestichezza con l’acrostico bizzarro ed i quesiti della Syusy Blady (non è una lametta! Ma un’esploratrice! Vedi articolo su: http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=syusy+blady ) può capire ed interpretare la storia degli ultimi anni. L’idea dell’ approccio enigmistico è nata qualche anno fa quando Sapientoni, avendo seguito sui quotidiani la crisi Iugoslava, il problema del Medio Oriente, i guai di Cuba nel mirino degli USA, la crisi matrimoniale di Berlusconi, che ci risulta innamorato di una crocerossina in attesa di una prossima badante extracomunitaria, le noie fiscali di Briatore, il caso della nota presentatrice televisiva che non sarebbe riuscita a trattenere un peto durante l’intervista ad un reduce dall’isola dei famosi (ne parleremo in una prossima puntata), aveva dichiarato, riferendosi ad alcune dichiarazioni del papa…”Qui non ci si capisce un Ratz!”

Ci siamo pertanto precipitati su antiche collezioni di figurine di calciatori, per trarre ispirazione a quanto dovevamo presentare ai nostri non ancora affezionati lettori. Però siamo riusciti a trarre da questa esperienza letteraria alcune considerazione sulla modernità ed i suoi seguaci che ci attraggono in maniera ecoincentivata. Abbiamo pertanto a che fare con: esistenzialisti, beat, hobo, blouson-noir, teddy-boys (da non scambiare con Teddy Reno), rocker, mod, skinead, hippy, freak, hell’s angel, glam, headbanger, punk, no wave, new wave, ska, suedehead, new romantic, electro pop, rockabilly, psychobilly, dark, gothic, punk, grbo, trash metal, hooligan, hipster, paninaro, yuppie, ibizenco, snob. ovviamente, tra tutti costoro abbiamo preferito, come referente, una tipica espressione di italyanità: il greensciuscià. Quello che pulisce le false scarpe griffate, fatte di copertoni di automobile intrecciati con foglie di fico.

Per quanto riguarda i finanziamenti, siamo riusciti ad ottenere un contratto fisso con l’Associazione Nazionale Rianimatori Televisivi, che sostiene tutte le iniziative di carattere d’incompatibilità ambientale.

In futuro vi presenteremo, cari lettori, servizi eccezionali, quali un’indagine crittografica sulle risoluzioni dell’UE, un interessante quiz matematico sulle infinite combinazioni numeriche tra le varie etnie che compongono il Caucaso e la Balcania, una indagine allargata fra le biblioteche che ottengono i dossier delle cause penali sostenute da Berlusconi, un’approfondita analisi sulle conseguenze geopolitiche e paleontologiche delle dichiarazioni del papa Benedetto in relazione all’uso del preservativo nella Papuasia del Sud, la raccolta di pubblicazioni scientifiche relative alle conseguenze fra i condilomi dell’abuso alimentare di frutta OGM contaminata con DNA di Helephas Primigenius Calcatensis.

Con un insperato colpo di fortuna siamo riusciti ad agganciare un disegnatore, nativo di Sant’Oreste, che è quello scelto da Berlusconi per disegnargli i capelli sulla crapa pelata. Da lui avremo informazioni dettagliate e giornaliere sulla variazione del numero  dei capelli finti di Berlusconi. Tale statistica verrà da noi inserita in un particolare programma che farà seguito alla previsione del tempo e che chiameremo “La clessidra di feltro”.

Grazie ad altro amico, che fa l’ascoltatore presso un centro clandestino di intercettazioni sui monti della Tolfa, diretto dall’ex giudice Abbate, potremo ascoltare le telefonate segrete fra Milly Carlucci e lo zio, il noto boss della CIA Frank, in relazione al rilancio di Casa Savoia per i prossimi golpes in programma, con la proposta di far ballare tutti i giorni in tutti i Tg RAI e Mediaset del noto ballerino e chansonnier Emanuele Filiberto. 

Naturalmente, per reggere il confronto con la concorrenza, abbiamo dovuto adeguarci alle regole del mercato e similmente  a Striscia la Notizia che pubblica foto di stars del firmamento cinematografico durante e dopo il vomito, ci siamo premurati di offrire, ingrandita, la foto di una prostata appena estratta da un  personaggio alla moda (purtroppo censurata dal webmaster). Chi sarà? (nessuno potrà mai dirlo) ma al vincitore/indovino offriremo un biglietto per partecipare alla riffa che si terrà il 29 giugno a Calcata e che vedrà in offerta alcune specialità calcatesi: porcellini di Sant’Antonio in salmì.

Aggiungiamo che è nostro onore poter essere letti a Calcata, Faleria, Canale Monterano, Monte Acquatosta, Monte Cassino, Capranica, Caprarola, Bassano Romano, Bassano del Grappa e Vicarello. Un mondo. Un Multiverso! Noi, di “CALCATAONLINE”, amici degli amici.

In redazione: Georgius & Sauro, corrispondenti un po’ irriverenti

Prima edizione a reti unificate, su: “Altra Calcata… altro mondo” e su  “Circolo Vegetariano Calcata”

Nota: Attenzione le notizie pubblicate su CALCATAONLINE possono risultare anche vere!

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Spilamberto: “Osservando lo scorrere dell’acqua…. aspettando l’anima gemella” – Incontro sulle rive del fiume Panaro, martedì 6 luglio 2010

“Stretto é il sentiero dell’amore…  due non ci stanno!” (Sant Kabir)

“L’amore non può essere violenza..” (Saul Arpino)

Festa dell’incontro fra l’uomo e l’ambiente, fra il femminile ed il maschile.  Un progetto semplice  per  vivere  valori umani ricreando un tessuto sociale. L’iniziativa per contrastare ed allontanare lo spettro dell’indifferenza  viene presa  da alcune  donne ed uomini che si riconoscono nell’Umano. Madri e padri, ragazze e giovanotti, sagge donne ed uomini di mezz’età. L’idea  è quella del “incontrarsi” nella natura  per scambiarsi doni di propria creazione: disegni e sculturine, cestini con frutta selvatica, sassi tondi e colorati, vino e panini con formaggio, poesie d’amore e solidarietà spicciola. Tutto questo ed altro ancora potremo offrire e ricevere durante la manifestazione in cui non mancheranno momenti giocosi. Insomma, andiamo alla ricerca dell’anima gemella…. 

Ma l’aprirsi all’altro è solo il riflesso di quello che accettiamo in noi stessi. Questo rito  si svolge a Spilamberto in una calda serata feriale, il 6 luglio 2010, giorno in cui si commemora Santa Maria Goretti.

Sarà un “rispecchiarsi in movimento” per trovare sinergie e humus per una vivibilità sociale ed ecologica, durante un  picnic serale al Fiume Panaro che termina con una meditazione collettiva. Un momento per riflettere sull’esposizione che noi facciamo di noi stessi.  Corrisponde veramente alla verità interna, possiamo veramente ritenerci pronti di incontrare l’anima gemella, che a questo punto corrisponde esattamente al proprio Sé?  In questo interrogarsi ci sono gli elementi della spiritualità laica e dell’ecologia profonda.

……….

Programma:

Martedì 6 luglio 2010 – Spilamberto (Modena)

h. 18.30 – Appuntamento alle chiuse del fiume Panaro. Discesa al greto sulla spiaggetta degli innamorati. Semplicità di approccio, per ritrovare noi stessi nell’altro. Per capire che l’amore non può mai essere violenza.

h. 19.00 – Giro di condivisione archetipale e delle congiunzioni elementali di ognuno dei partecipanti e condivisione del cibo vegetariano da ognuno portato

h. 20.00 – Meditazione davanti al fuoco.

La manifestazione é gratuita, la prenotazione necessaria.

Informazioni e prenotazioni:

Paolo D’Arpini: circolovegetariano@gmail.com

Caterina Regazzi – caterinareg@gmail.com

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Agenzia Fregoli a Viterbo: “Noleggiasi uomini e donne per ogni bisogna…” – Recita a soggetto del teatro Cinabro (entrata gratis… uscita a pagamento)

Il 30 maggio 2010 alle h. 19, nella chiesa sconsacrata di San Salvatore, in piazza San Carluccio (Quartiere San Pellegrino) si compie un rito pagano farsesco, una commedia degna della più classica Commedia dell’Arte:  “L’Agenzia Fregoli”  sbarca a Viterbo!

L’ultima creazione del Teatro Cinabro Calcata va in scena nell’ambito della Biennale d’Arte Creativa e sarà una sorpresa per tutti… E’ stata una sorpresa del trasformismo scenico persino per i suoi ideatori, infatti l’Agenzia Fregoli,  nel corso delle prove ha visto ripetutamente  cambiare i suoi attori…  Gente che va, gente che viene, uno resta e l’altra se ne parte,  maschi che diventane femmine e femmine che diventano maschi. Tutti alla mercé del fato  (e della richiesta-offerta di “Uomini a nolo…”). Con questa piece, liberamente tratta da brani di rivista anteguerra del principe Antonio De Curtis, si solletica il pubblico con sane battute “purgate” dalla censura.

“La censura esiste anche oggi!” qualcuno potrebbe obiettare.. -magari a ragione- ed esiste anche la crisi economica e la fame, motivo di più per ridere della fervida fantasia creativa di un Totò che aveva immaginato i Co.co.co, i call-center e la necessità di arabattarsi per vivere, con oltre settant’anni di anticipo…

Alcune notizie sulla fonte ispirativa:

Nato nel 1898, Antonio De Curtis, in arte Totò, ha fatto la sua “Università” recitando a Napoli nelle farse a soggetto, di origine ottocentesca e pulcinellesca. Le sollecitazioni per un giovane comico erano tante.  Da una parte la farsa urbana e sottoproletaria di Pulcinella, la farsa cafona e grassa della tradizione cavaiola, la farsa piccolo borghese di Don Feliciello Sciosciammocca, i pasticci linguistici di Don Antonio Tartaglia.

Dall’altra l’esplosione del varietà, erede del Cafè Chantant.

Da questo calderone emersero, insieme a lui, due altri grandi comici, il Viviani ed Edoardo, ambedue tesi al rifiuto della prigionia della maschera a favore del carattere e del personaggio.

Totò, al contrario, trovò la sua libertà espressiva proprio diventando maschera, esaltandola con il suo volto disossato, la disarticolazione del corpo e con le sue fulminanti invenzioni linguistiche.

Abbiamo liberamente tratto i due tempi della nostra farsa dalla Rivista “Uomini a Nolo”, scritta nel 1937 da Totò in collaborazione con Bel Ami (Anacleto Francini).

Questo testo, come tutti gli altri degli anni ’30, è segnato dalla ricerca di nuove diramazioni del linguaggio comico, principalmente il travestimento e una palese “lunarità” quasi surreale delle battute.

Nella nostra messa in scena ci siamo sforzati di impiegare le tecniche interpretative di quell’epoca, senza per questo tentare l’impossibile imitazione di quell’inimitabile “mostro comico” che fu Totò. Siete tutti invitati a “soffrire” con noi un sacco di felicità e di risate.

Battute finali:

“Così, gentile pubblico beneamato, finisce questa farsa un po’ arronzata.. e se qualche risata alfine c’é scappata… forse il nostro dover l’abbiam compiuto, perciò donateci un applauso di saluto… (applauso auspicabile).. Ed ora gentile pubblico beneamato non vogliamo farvi mancare il momento più amato della serata, il momento che tutti ci invidiano… (omissis)…”  Si chiude il velario con la  danza dei pompieri (forse).

Grazie per l’accoglienza che vorrete riservare alla nostra “fatica” teatrale e per la vostra auspicata presenza allo spettacolo!

Paolo D’Arpini

Personaggi, interpreti e foto di scena su:

http://teatrocinabrocalcata.blogspot.com/

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