Archivio della Categoria 'Testimonianze sul Circolo'

26 maggio 2012 – Corre un anno senza Peter Boom, vivendo come sarebbe piaciuto a lui..

Francesco Uda, anch’egli amico di Peter Boom, mi scrive da Viterbo per informarmi che si sta organizzando la celebrazione del primo anniversario della sua dipartita: “Forza e coraggio ci vediamo il 26 maggio. Una Festa per ricordare l’amico PETER BOOM che il 26 maggio 2011 ci ha lasciato. Nella mattinata, chi vuole, autonomamente e senza cerimonie, potrà visitare i resti mortali dell’amico Peter nel cimitero di Viterbo. Ore 16:00 apertura della Sala dove si vedranno foto e video su PETER, chi vuole potrà parlare di Peter, narrare aneddoti, leggere, cantare, recitare.. Info. http://www.peterboom.it/arrivare.html”

Ho pensato perciò di scrivere anch’io qualcosa….

Ricordo la raccomandazione costante con la quale Peter mi salutava ogni volta che stavamo per lasciarci: “Mi raccomando, comportati male..”. Beh, debbo dire che ho sempre seguito il suo consiglio e soprattutto adesso che lui è salito oltre il “Cielo dei Giusti” mi impegno moltissimo a rompere i coglioni a tutti ed manifestare quel che sono senza remore, malgrado gli acciacchi dell’incipiente vecchiaia….

Ma, visto che siamo in tema di memoriali, vorrei fare una breve cronistoria del mio rapporto amicale con Peter Boom. Tutto cominciò quando lui ancora abitava a Nepi, durante una mostra d’arte su Dioniso e sull’edera del comune amico Gigetto. Diciamo che forse sarà stato nel 1991 o nel 1992, anno della Scimmia di Acqua molto adatta alla trasmissione culturale trasgressiva. Di lì a poco girammo assieme, sotto la macchina da presa di Felici, il documentario “Un barbaro a Nepi” in cui tra l’altro si chiedeva l’istituzione del matrimonio fra “innamorati dello stesso sesso” (il termine l’ha usato Obama in un suo recente discorso elettorale). Nel 1993 abbiamo corretto assieme le bozze del suo ultimo libro “Duemila e venti, il Nuovo Messia”. Per una decina di giorni dalla mattina alla sera, nel salone luminoso e comodo del piano nobile del Circolo vegetariano VV.TT., seduti al tavolone appositamente creato dalla Ciarla di Calcata, abbiamo trascorso il tempo a parlare di ecologia, di arte, di società in decadenza, della fine del mondo e del Nuovo Messia (che verrà..?). Poi nel gennaio del 1994 il libro usci per i piombi della Big di Gianfranco Paris, la stessa casa editrice che editava il nostro mensile Etruria. Ovvio che subito dopo il libro, in cui si parlava di rapporti pansessuali, sorgesse lo stimolo di fondare un Comitato per la Pansessualità, che fu registrato al comune di Viterbo (all’allora sindaco Gabbianelli) dallo stesso Peter Boom, che ne era il coordinatore.

Sul tema della Pansessualità Peter produsse una serie impressionante di documenti e ricerche, tant’è che negli anni realizzammo diverse manifestazioni sul tema, sia a Calcata che a Viterbo ed a Roma. Altro passo importante compiuto assieme fu quello della fondazione del comitato per la Spiritualità Laica, avvenuto a Calcata e successivamente esportato a Roma. Sulla spiritualità laica organizzammo vari convegni anche a Viterbo, di uno rammento un bellissimo manifesto realizzato dal suo ex compagno. Ma non voglio fare qui una cronistoria di tutti gli atti compiuti assieme al “fratello” Peter. Però debbo menzionare l’incoraggiamento che lui mi diede, in un particolare momento di difficoltà nella mia vita (dal 2004 al 2006) in cui stavo abbandonando ogni attività sociale ed informativa (vivevo senza luce elettrica in una specie di stamberga), a quel punto mi obbligò a ricevere l’aiuto tecnico di Francesco Uda, il quale mi rifornì di un computer da lui accroccato, e ripresi così a scrivere ed a organizzare eventi e incontri culturali.

Proprio su questa scia organizzammo a Bagnaia un meeting anti-papale, in previsione della visita di Ratzinger nel 2009 (ricordo che all’incontro in piazza noi eravamo tre o quattro, mentre Peter mi disse che lì ad osservarci c’erano almeno altrettanti agenti della Digos, che lui conosceva bene), in quella occasione Peter voleva che io andassi ad abitare nel suo orto di Bagnaia, ove c’era una piccola costruzione, ma io -pur ringraziandolo della sua offerta- declinai l’invito, non mi sentivo ancora pronto di abbandona Calcata.

L’ultimo dei nostri incontri fu anche un clou artistico finale, avvenne durante la prima biennale d’arte creativa di Viterbo, da me organizzata in collaborazione con l’APAI nel 2010, in cui Peter tenne una importante conferenza sul messaggio degli alberi alla ex chiesa di San Salvatore a San Carluccio. Dopodiché abbandonai Calcata e la Tuscia al loro destino e mi ritirai nel “buen retiro” di Treia, nella casa avita della mia compagna Caterina.

Ed è proprio a Treia, il 27 maggio 2011, che mi giunse la lettera di Giovanni: “Ciao Paolo, devo purtroppo comunicarti che ieri sera Peter è morto a casa sua a seguito di un arresto cardiaco. Tra oggi e domani eseguiranno un autopsia per accertarsi della causa del decesso. Ti chiedo cortesemente di diffondere a conoscenti e amici. Ti terrò aggiornato per i funerali civili…” Al che gli risposi: “Grazie per avermi informato… speriamo che la Sua Anima riposi in pace… Provvederò ad informare gli amici e conoscenti” E subito dopo scrissi questo comunicato: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2011/05/peter-boom-come-io-lho-conosciuto-di.html.

Ecco, con queste poche parole ho voluto ricordare vari momenti dell’amicizia profonda e della collaborazione culturale tra me e Peter Boom.

Paolo D’Arpini

………………….

Alcune frasi (prese a caso dal mio archivio) di Peter Boom:

“Proprio all’avvicinarsi del mio 75-esimo abbiamo deciso con il mio legale, l’avvocato Paolo Pirani, di avviare un processo civile nei confronti della ASL di Viterbo, in quanto il processo penale iniziato anni fa (non sto scherzando!) è stato archiviato il 16 febbraio del 2009. Non sono molto pratico di processi, anzi non ne capisco niente e molta gente mi ha detto che era meglio lasciar perdere perché non avrei preso un ragno dal buco…”

“Se continueranno testardamente a riempirci di crocifissi con attaccato quel povero Cristo che pensò di sacrificarsi per salvare tutti noi, allora mettessero almeno un’altra immagine accanto e cioè quella di un terribilmente torturato corpo di Giordano Bruno dato alle fiamme in piazza Campo de’ Fiori a Roma e … visto che sono un pansessuale ci metterei pure un bel quadruccio di Alfredo Ormando datosi alle fiamme proprio in piazza San Pietro in protesta contro la perfida e gravissima emarginazione perpetuata dai cosiddetti preti cristiani”

“Già una ventina di anni fa avevamo suggerito, assieme a Paolo D’Arpini, di aprire i Parchi dell’Amore e speriamo che da Bari questa iniziativa si spanda per tutti i comuni d’Italia preferendo la comodità, la sicurezza e l’igiene all’ipocrisia” (http://www.pansexuality.it)

“Notizia ferale: un’agguerrita organizzazione di gay atei americani ha creato un laboratorio segreto per contrastare la chiesa sottoponendo gli eterosessuali a tremende scariche elettriche per farli diventare omosessuali, un ottimo metodo -secondo loro- per evitare il pericolo di sovrappopolazione”

“…nella religione cattolica la parola “amore” viene spesso utilizzata in modo contorto ed alienante, ad esempio la gerontocrazia vaticana ha abusato della santissima parola amore della quale non conoscono il significato, compreso forse meglio duemila anni fa da un Cristo che certamente non avrebbe permesso quella pedofilia ed il plurifavoreggiamento di essa perpetrata senza amore, per puro sfruttamento sessuale di bambine e bambini da preti frustrati e senza scrupoli..”

“Nel settembre 2003 fui reso handicappato da una iniezione anestetica spinale (anzi due, perché alla prima il dottor Lepri non riuscì a penetrare con l’ago dentro la spina dorsale) all’ospedale Belcolle di Viterbo. Avevo firmato per l’anestesia totale spiegando al dottore le ragioni di questa mia esigenza. Quando uscì dall’ospedale dopo l’operazione (eseguita alla perfezione dal
chirurgo Massimo Fattorini) non sentivo più quando il piede della gamba destra mi arrivava a terra. Mi consigliarono di prendere il Neurontin, che non mi fece niente. Dopo sei mesi un medico mi disse che non sarei più guarito perché i nervi ancora non riescono a guarirli, in questo caso il nervo sciatico della mia gamba destra risultò lesionato”

“Mi chiamo Peter Boom e boom, nella mia lingua l’olandese, significa albero. Sono un alberello di media statura, molto più basso della maggior parte degli alberi. La quercia arriva a 40 metri di altezza, ma viene superata dal frassino e dal faggio. Nelle nostre zone climatiche l’abete può raggiungere i sessanta metri, giusto per far notare quanto sono piccolo io…”

“Come autore della Teoria e della Filosofia della Pansessualità ho sempre considerato che gli esseri umani in principio portano dentro di sé tutte le opzioni sessuali comprese quelle pedofile. Naturalmente le possibilità nocive della nostra sessualità devono venir evitate, soprattutto quelle violente e/o senza consenso, come si riscontra spesso nei confronti di minori. Inoltre un minore d’età il più delle volte non è ancora capace di discernere cosa sia dannoso o no e di dare il proprio consenso o meno.Più problematica si presenta la situazione di bambini poveri, subnormali, handicappati, come quelli sordomuti violentati sistematicamente in un istituto religioso nel nord Italia”

“Sarebbe ora che venisse fatta piena luce sulla morte di Papa Luciani il quale, sembra, volesse mettere fine alle illegalità commesse dallo IOR, istituto da mettere sotto stretto controllo internazionale in quanto il riciclaggio sporco è destabilizzante non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa e probabilmente per tutto il mondo. Un poveraccio che non teme la verità, Peter Boom”

“…abbiamo pensato con Paolo D’Arpini di organizzare a Viterbo un Comitato per la cultura le pari opportunità ed i diritti civili, nel centro storico di Bagnaia, circoscrizione di Viterbo, in un locale di mia proprietà che potrebbe essere la sede di tale comitato… (settembre 2009)”

“La spinta (drive) sessuale può essere indirizzata verso infinite ed a volte anche incredibili manifestazioni. Non solo verso esseri umani, ma anche verso animali o con l’ausilio di svariati oggetti. Naturalmente non tutta la gamma di queste opzioni è consigliabile. E’ bellissimo se viene praticato con Amore verso gli Altri, verso la Natura e verso se Stessi”

“…grazie a politici (volutamente?) incompetenti, spesso corrotti, il sistema fiscale è inefficiente così come l’apparato giudiziario che a causa della farraginosità e la conseguente lunghezza dei processi dà ampia possibilità di sfuggire alle condanne a chi può permettersi buoni avvocati (frodi edilizie – terremoti – etcetera, etcetera). Ho sentito dire addirittura che quasi nessun imprenditore sia scampato al dover pagare tangenti o far comunque favori a trasversali politici nel caso di appalti pubblici”

Testimonianze riprese dai media: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/02/17/n%c2%b0-5-%e2%80%93-cronache-commenti-testimonianze-ufficiali%e2%80%a6-sul-circolo-vegetariano-di-calcata-e-sulla-teoria-della-pansessualita-descrizione-sincretica-delle-varie-espressioni-sessual/

Commenti disabilitati

Riccardo Oliva: “…un libro aperto per dire grazie a Voi per quel che mi avete potuto trasmettere!” – Resoconto poetico degli ultimi due giorni della Festa dei Precursori 2012

Grazie Paolo, per aver invitato una persona spontanea, di spirito libero ma accorto, che dallo Zodiaco Cinese, risulta avere nella sua intima natura, un po’ di Scimmia, un po’ di Tigre ed un po’ di Cavallo, pur essendo però un Leone con un probabile dovere da compiere hic et nunc.

Grazie Paolo, per aver ospitato una persona con zaino e sacco a pelo, che sembrava dovesse andare a riposare in un rifugio di alta montagna e che invece si è ritrovato a dormire in una stanza grande come la propria abitazione, all’interno di una reggia antica, elevata in altezza e strutturata su tre livelli, che il tuo karma ti ha consegnato dopo che per molto tempo hai vissuto in una vera e propria baracca (parole non mie) viaggiando per il mondo quando ancora le tue gambe potevano mantenere la posizione del fiore di loto.

Grazie Paolo, perché alla tua sacrale ospitalità, non me la posso di certo cavare con due bottiglie di vino e una colazione offerta, ma ora forse ho scoperto il “dono” che potrò farti la prossima volta.

Grazie Paolo, per aver accettato al tuo formativo convivio, uno che forse si avvicina al tuo “sentire guerriero”, visto che tu sai, avendo conosciuto profondamente e da vicino la saggezza vedica, che sentirsi uno Kshatriya non vuol mai dire violenza fine a se stessa o il prevaricare sul più debole, ma vuol dire auto-disciplina marziale verso se stessi e dirittura interiore inequivocabile sulla Via prescelta.

Grazie Paolo, per avermi fatto assistere e partecipare al tuo rito quotidiano di Omkara, Arati Sadguru, dedicato al guru che accompagna ognuno di noi nel suo percorso, ma che si deve cercare di vedere brillare in un solo luogo, fuori dal tempo e dallo spazio, cioè all’interno del proprio cuore.

Grazie Paolo, per quel bagliore che hanno i tuoi occhi e che mi ricordano i Brahmana, i Babaji e i Rshi che ho visto nel mio brevissimo soggiorno in India, perché sono solo quegli occhi che possono dare la speranza a chi ha ormai solo occhi spenti nei confronti delle vicende della vita, o passivamente ha ceduto alle lusinghe di Mammona.

Grazie Paolo, per quello che con poche semplici azioni riesci a dimostrare di essere, un uomo di sintesi che cerca l’essenziale e ama l’immediatezza in un confronto.

Grazie Paolo, per il tuo saper mettere a frutto che i segreti di una sana alimentazione durante la propria vita, si sia vegetariano, vegano, frugivoro, onnivoro, crudista o fruttariano sono solo un cammino che deve condurre ad un punto di non ritorno, che è riscoprire il proprio essere.

Grazie Paolo, perché riesci a riportare vedute differenti di qualsiasi discorso incominciato, nella giusta direzione, trovando la sintesi e la ricerca dell’essenziale, tu che sai tanto e spazi dai pensieri di Ramana Maharshi alle storielle zen che conducono alla conoscenza del Tao, senza mai dimenticare il nostro retaggio del classico mondo antico, cui il sottoscritto si sente fortemente legato.

Grazie Paolo, perché tu sai, con grande naturalezza, cambiare i tuoi panni, passando da cuoco eccellente di gustosi piatti preparati con grande accuratezza, ad attento osservatore in grado di rispondere ai più importanti interrogativi legati a conoscenze in vari campi dello scibile.

Grazie Paolo, perché da saggio uomo Zen, non trascuri che alla base dell’Ecologia Profonda ci deve essere come condizione prioritaria, il vivere comunitario dove agli approfondimenti culturali deve accompagnarsi sempre l’agire nel pratico e l’atteggiamento giusto rivolto al quotidiano.

Grazie Paolo, perché pur non conoscendolo personalmente, ma solo dai suoi scritti, sei in sintonia e apprezzi colui che considero un po’ un mio maestro di vita, Rutilio Sermonti, uomo schietto, saggio e consapevole nelle idee come nelle azioni, un po’ come lo sai essere anche tu.

Grazie Paolo, per avermi fatto conoscere meglio Caterina, che sa differenziarsi come fanno le donne che hanno un loro stile nel farsi apprezzare, che sa essere una donna che non lascia sfuggire nessun particolare al suo sguardo attento, che sa comportarsi in maniera umile e silenziosa, che parla poco perché probabilmente sa tanto ma non ha bisogno di ostentarlo e soprattutto perché ha portato sulle sue spalle il proverbio della Tigre, a me così caro.

Grazie Paolo, per avermi fatto conoscere Franco, un simpatico milanese con cui mi sono confrontato apertamente parlando a ruota libera da Ezra Pound ai Mercati Finanziari, dalla II guerra mondiale alla cancrena partitocratica attuale, dalle multinazionali farmaceutiche che hanno dichiarato guerra senza confini alla vera medicina, alla mia BMW dell’83 e alla sua Gilera del ‘64 e a discorsi anche più leggeri, pur confidandogli che però se oggi la scelta è tra vivere da schiavi o morire da eroi, io scelgo sicuramente la seconda opzione, perché sono Romano e preferisco la nobile via del combattere piuttosto che il mercanteggiare la propria esistenza e perché, proprio come disse Furio Camillo, “Roma si riscatta con il ferro e non con l’oro”.

Grazie Paolo, perché è sempre Franco che sapendo leggere bene gli occhi di una persona prima di accompagnarla ad una introspezione interiorizzata, con la sua meditazione, mi ha fatto meglio comprendere quanto l’insegnamento di Plutarco afferma, cioè che abbiamo due orecchie ed una bocca perché dovremmo sapere prima ascoltare e solo dopo parlare, pratica zen che provo spesso ad applicare alla mia natura ma che essendo piuttosto egocentrico (anche se annullare o esaltare il proprio ego appare alquanto inutile essendo tutti noi persone, cioè maschere), molto irruento e, volontariamente o non, che si va a trovare quasi sempre al centro dell’attenzione; ma Franco ha anche voluto giustamente punire la mia favella, che si era presa troppe libertà, facendomi mancare letteralmente il respiro, o meglio il prana, attraverso una lunghissima vibrazione mantra, dopo che con la mente avevo creato una stanza con specchi neri e bianchi, passando dai colori perfettamente ordinati dei chakra.

Grazie Paolo, per Renzo, un contadino poco avvezzo a parlare ma semplice e genuino nel suo agire; per quell’umile ciclista ecologista che ha fatto 80 Km. per arrivare, che ci ha detto poco ma che ci ha invece lasciato molto; grazie per l’artista, rocciatore, apneista Nazzareno per la sua compagna e per la sua deliziosa creaturina ammaliata dai “suoi” tappi e dalle “sue” canzoni.

Grazie Paolo perché ho anche conosciuto Stefano, cantautore, geologo, responsabile ambientale dei Monti Lucretili, ceramista, artista del pane ed eco-pacifista, che va in giro per le città a far conoscere il suo vate preferito Gianni Rodari, che nonostante abbia una visione del mondo molto distante o addirittura opposta alla mia, come nella magia del Tao, dove il principio Yin si trova anche nello Yang e viceversa, abbiamo entrambi una complementarietà nell’obiettivo che cerchiamo di ottenere: il saper donare noi stessi a qualcuno o qualcosa!

Grazie Paolo, perché lui stesso portandosi in spalla le note di una chitarra ed una valigia piena, di libri, giochi e poesie, per far sognare i bambini di ogni colore e per dare speranza a tutti di poter creare un mondo migliore, rappresenta una persona bella e autentica che crede con tutte le forze nei valori suoi e della sua guida e anche se, a mio modo di vedere, sono utopiche per la società in cui viviamo, le accetto solo da chi è come lui, ma giammai dalle sedicenti democrazie che importano pace e solidarietà soffocando i popoli con missili o mercati, o sfruttano il razzismo per creare l’unica mono-razza che oggi esiste e che non è più bianca, nera rossa o gialla ma che alchemicamente è diventata “verde” come il Dio Denaro che sente di adorare.

Grazie Paolo, perché Stefano mi ha fatto conoscere Gianni Rodari, di cui alcune strofe delle sue filastrocche al di là di tutto, mi sono rimaste piacevolmente impresse, così come credo rimangano ben impresse ai bambini e alle bambine che ascoltano quel suo Orecchio Verde acerbo, quelli che vogliono far gli auguri ai gatti da Belluno a Siracusa; la frase che fa riflettere e dice “perché se il cielo è uno solo la terra è divisa in pezzetti”; la gomma (anti-nucleare) del Prof. Grammaticus da usare per cancellare le bombe H; o infine la canzone della lentezza che vuole ammonirci che la continua fretta va a discapito di quella calma interiore necessaria a porsi con uno sguardo diverso verso il Cosmo.

Grazie Paolo, perché è conoscendosi e con questi incontri, che si possono mettere a nudo le proprie maschere e liberare quel sè dagli infingimenti e dalle ipocrisie; ecco perché non sono guerrafondaio ma neppure pacifista, perché credo che la Pace sia solo una condizione temporale e mai duratura se non vi è come principio di fondo la Giustizia; ecco perché non mi riconosco nel matriarcato ma neppure in un becero maschilismo, visto che il mio bagaglio spirituale e culturale mi ha portato a far conoscere Uomini e Donne che hanno saputo Essere Esempio al di là della funzione rivestita in un particolare momento; ecco perché non credo nell’uguaglianza ma rispetto e difendo le diversità e le identità del Tutto, visto che nessuna cosa in Natura può essere mai identica ad un’altra e questo non vale certo solo per gli umani, ma vale per tutto ciò che è vita, per un animale, una pianta, una pietra, una foglia, un filo d’erba e perfino una goccia d’acqua; ecco perché condivido l’universalità ma non l’universalismo, perché considero gli ismi come un qualcosa che, nel bene o nel male, allontanano sempre un po’ dal centro; ecco perché preferisco avere più doveri che diritti, perché sono indicativi di un volersi assumere proprie responsabilità per sé e per il Creato, mentre ci dimentichiamo troppo spesso che l’unico diritto che l’uomo possiede su questa terra è: nessuno; ecco perché infine non mi sento di condividere il mio rapporto con quello splendido mistero che ci circonda, attraverso un anti-specismo di facciata, perché la soluzione va ricercata ben oltre il piano meramente biologico o specista.

Questi sono solo semplici input che mi piace lanciare perché ritengo che da uno incontro/confronto/ scontro ci siano le chiavi di lettura necessarie per avere un arricchimento da qualsiasi persona o elemento che ci si presenta di fronte alla nostra strada, che è sempre piena di pericoli ed in perenne mutamento.

Io solo una cosa veramente non saprò mai fare: fingere di essere quel che non sono, ma penso che chi mi ha conosciuto in questa o in altre occasioni, forse lo avrà già capito.

Grazie anche a chi c’era e che non ho citato, perché con loro non ho avuto modo di approfondire un discorso!

Grazie a Voi per quel poco o tanto, che mi avete potuto trasmettere!
Tutti, nessuno escluso!

Riccardo Oliva
Presidente Associazione Memento Naturae

Volontari a Difesa di Ciò che è Vita!!!

Commenti disabilitati

Erbe, alberi e magia… con Sonia Baldoni – Appuntamenti marchigiani da non perdere….

La parola ecologia deriva dal greco oikos che significa casa, ha cioè la stessa radice di economia, e questa filiazione etimologica mi ha sempre affascinato. Infatti attraverso l’ecologia, soprattutto quella profonda, ho appreso a considerare la natura come la mia vera casa cercando inoltre di trarre da essa il mio sostentamento. Finché un bel dì conobbi Sonia Baldoni di Jesi ed appresi attraverso le passeggiate fatte assieme a lei, o per mezzo di semplici cerimonie, a collegare l’ecologia, l’economia con la magia. Infatti quello che apprezzai maggiormente, dell’esempio di fornito da Sonia, è stata la sua spontanea passione per la riscoperta e per la trasmissione dei misteri naturali, quelli che solo le piante sanno conservare. Le piante indubbiamente sono gli esseri viventi più vicini allo spirito primordiale e sono le depositarie del potere magico della vita.

Ma andiamo per ordine. Il mio primo maestro in erbe fu un pastore conosciuto a Calcata nei primi anni ‘70 del secolo scorso. Si chiamava Irmo, era diventato orbo in seguito ad un incidente di percorso nelle sue continue esplorazioni nei boschi. Irmo era originario di Amelia (in Umbria) e finché gli fu possibile era solito continuare la tradizione della transumanza. Con le sue bestie ogni anno, in primavera inoltrata, se ne partiva lungo la via Amerina sino a raggiungere le colline umbre. Gli ultimi anni, non potendo più percorrere le strade di campagna, si spostava con tutti gli armenti su un camion preso a nolo. Infine, avendo ormai messo su famiglia e non potendo più spostarsi per l’età e gli acciacchi si limitò a pascere le greggi nella valle del Treja. Quando lo conobbi mi parlava spesso delle piante della valle e mi spiegava di aver appreso a conoscerle osservando le capre e le pecore al pascolo. Dal loro comportamento, dai gusti stagionali, dalla qualità del latte prodotto, etc. aveva imparato quali fossero le loro proprietà.

Ovvio che restai molto intrigato da questi suoi racconti e volli anch’io seguire il suo esempio e comprai qualche pecora e qualche capra per vedere se avessero avuto qualcosa da insegnarmi. Ed in verità molto mi insegnarono… Imparai da loro a riconoscere quasi tutte le erbe commestibili della valle. Tra l’altro scoprii come anche gli ovini ed i caprini fossero dediti allo sballo.. Non so se era l’aria di Calcata, che induceva un po’ tutti ad eccedere con sostanze alteranti, ma scoprii come in primavera anche gli armenti si dilettassero con i germogli freschi di cicuta, una pianta psicotropa famosa sin dall’antichità, persino dedicandosi allo stramonio ed altre pianticelle “psichiche”..

Ricordo addirittura una pecora che era talmente assuefatta alle droghe naturali che addirittura morì di overdose, con gli occhi strabuzzanti e la bava alla bocca. Ma in questo non seguii mai quel cattivo esempio e mi limitai a raccogliere le piante selvatiche buone in cucina, cotte e crude. Non conoscevo nemmeno il loro nome, le chiamavo con nomi di fantasia. In seguito li conobbi attraverso le lezioni ricevute sul campo dal mio secondo maestro, Giuseppe Roveri, che era un erborista diplomato a Camerino e socio co-fondatore del Circolo vegetariano VV.TT.. Egli accompagnava spesso me ed altri appassionati in giro per la valle e ci raccontava tante storielle popolari sulle varie piante e sul significato dei loro nomi. Infine, trascorsi diversi anni, verso i primi di questo nuovo millennio, cominciai anch’io ad accompagnare neofiti alla ricerca di erbe e scrissi diversi articoli sulle proprietà e sul significato della forma, del colore, dell’odore di erbe e fiori e frutti.

Infine giunse la mia terza istruttrice, Sonia Baldoni e lei mi insegnò i significati magici delle piante e degli alberi, che sino a quel punto avevo trascurato. Ontano, lauro, agrifoglio, quercia… e le costellazioni collegate e gli spiriti benigni incarnati.

Il mio primo incontro con Sonia avvenne a Calcata, forse sette anni fa, ad una festa di luna piena di luglio. Dopo la consueta passeggiata nella valle del Treja, avevamo predisposto una cerimonia sotto la luna, attorno al fuoco, e lì essa apparve, introdotta dall’amico psicologo Ciro Aurigemma. Dopo aver mangiato le erbe da noi raccolte, e avendo iniziato il giro di condivisione sulle esperienze karmiche con la luna piena, ecco che Sonia propose di fare un’offerta rituale al fuoco.. e diede ad ognuno di noi una manciatella di erbe e fiori da lei precedentemente mescolati affinché li offrissimo alla fiamma girando intorno al falò. E fu così che iniziai a conoscere anche le virtù magiche delle piante.

Fatalità, dopo qualche anno, mi ritrovai a Treia (in provincia di Macerata) in visita alla casa della mia compagna Caterina, era il 2010, e pensai subito di organizzarvi un primo evento, un’altra festa della luna piena ma stavolta di agosto, e chiamai Sonia a partecipare. Dall’anno seguente mi trasferii stabilmente a Treia e lì iniziò una collaborazione più fitta ed intensa fra lei e me. Organizzammo la prima cerimonia della vigilia di Ognissanti (Samhain) in occasione dell’incontro annuale della Rete Bioregionale del 2010, che si tenne nel podere di Lucilla Pavoni (a San Severino Marche), la cerimonia fu ripetuta anche nel 2011… Nel frattempo c’era stata anche la Festa dei Precursori del maggio 2011, con riti dedicati al mondo femminile ed alla raccolta di rose e bacche di rosa canina, con preparazione di fiori di Bach, che si ripeterà anche quest’anno (2012).

Insomma sembra che con Sonia si siano ormai stabiliti due importanti appuntamenti marchigiani, uno in primavera ed uno in autunno.. I momenti migliori della natura, quelli in cui la natura prorompe in bellezza di fioriture e frutti.

Paolo D’Arpini

Articoli sulla presenza di Sonia Baldoni agli eventi del Circolo Vegetariano nelle Marche: http://www.circolovegetarianocalcata.it/page/2/?s=sonia+baldoni

………….

Di questi ed altri argomenti se ne parlerà durante la Festa dei Precursori che si tiene a Treia dal 5 al 13 maggio 2012. Programma: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/01/e-iniziata-nel-1984-ed-ancora-continua.html

……………..

Commenti disabilitati

Tutto quel che c’è da sapere sulle “banche in mani ebree”

Care, cari,

… ha cominciato a piovere sulla neve.. ed ora per strada è tutto un pantano.. godiamoci anche questo! Così -visto che camminare è disagevole- si può stare più tranquilli al baretto a bere il cappuccino bollente, mangiando una bella bomba alla crema, e leggendo il solito giornalaccio.. no stavolta niente Corriere, sono passato al Resto del Carlino. Ed ho appreso varie cosette interessanti.. ad esempio che Celentano devolverà i suoi guadagni stratosferici (pagati dalla RAI) in beneficenza.. a chi però non si sa. Poi ho appreso come i modi di dire cambino la vita degli uomini (o sono gli uomini che cambiano i modi di dire?), una coppietta di inglesi in procinto di partire per una “vacanza” negli USA (scusate ho virgolettato perché non capisco come si possa desiderare una vacanza in USA), hanno scritto sul loro profilo su Twitter “We will come to destroy America”, appena sbarcati a New York sono stati arrestati e trattenuti per un giorno sotto interrogatorio dalla Police.. A nulla è servita la spiegazione che nello slang londinese “destroy” significa “enjoy” (godere) senza pietà per i modi di dire inglesi la Police li ha rispediti a London senza farli nemmeno uscire dal terminal. Sarà una “vacanza” indimenticabile… Ma questa storiella mi ha fatto soprattutto capire come il “grande orecchio” (non si tratta di un o’recchione nel senso napoletano) Echelon, o come cavolo si chiama, sta lì a controllare tutte le paroline che vengono inserite sui social network. Perciò state attenti a quel che scrivete su facebook dove l’o'recchione è persino più attivo… (me ne sono accorto ultimamente allorché appena inserita la parola “banche” abbinata a “in mani ebree” immediatamente è scattata la deprecazione.. e sono stato minacciato di bannamento (dai responsabili dei gruppi) se avessi postato ancora termini offensivi di quel tipo..

Le banche, si sa, non possono essere dichiarate “in mani ebree..” poiché sono enti privati dediti alla beneficenza dell’umanità intera (come il Celentano stesso). Le banche sono templi del dio in terra che vanno rispettate e ossequiate e temute ed ubbidite e poi ricordiamoci il comandamento supremo “non nominare il nome di dio invano”. Ho anche compreso -meglio tardi che mai- per quale motivo c’è tutta quella campagna contro Wikipedia.. poiché con la “scusa” dell’informazione.. loro ti dicono tutto su quali siano i potentati finanziari “in mani ebree” a cominciare da Facebook sino a… (censura), per finire con…. (censura).

Niente paura.. in Italia siamo a posto, abbiamo un capo di governo che è protetto e inviato diretto del dio bancario.

Infatti il monti mario, detto il bancario, è stato ossequiato e lodato in alto loco.. -e qui riprendo il discorso dei modi di dire deviati- egli è stato definito -parole del Resto del Carlino- “un italiano contro natura”.. che nel gergo economico corrente significa “ligio alle normative e ben-agente (Goldman Sachs and Trilateral)” insomma di lui ci si può fidare.. poiché essendo “contro natura” è sicuramente più vicino al dio…..

Ma a questo punto qualche lettore potrebbe dire “come è che questo D’Arpini, che tra l’altro è mezzo ebreo lui stesso, ce l’ha così tanto con il popolo eletto?”. La domanda merita una risposta, sia pur en passant e non esaustiva. Non è che ce l’abbia con gli ebrei ma con certi ebrei, chiamiamoli sionisti, che hanno travisato il senso di appartenenza ad una particolare cultura umana, f trasformandolo in un modo di estraniamento dall’umanità.

Tentando il tutto e per tutto per attuare una società in senso piramidale, usando il resto dell’umanità come un qualcosa da sottomettere. Questa prevaricazione è evidente nella formazione di Israele, supportata dalla lobby sionista stabilita in America. I sionisti hanno il ben visibile scopo di occupare i tasselli del potere economico e finanziario mondiale a fini egemonici. Questa tendenza è in verità osteggiata da diversi religiosi ebrei che non si riconoscono né in Israele né nella politica sionista. Allo stesso modo in cui parecchi cristiani non si riconoscono nella politica del vaticano, od in cui parecchi maomettani non condividono gli atteggiamenti del fondamentalismo musulmano.

All’interno delle religioni e delle ideologie si creano dei nuclei di potere che vanno persino contro l’ideologia o la religione ma che, all’occhio delle masse, si mostrano come portatori del messaggio di quella specifica religione od ideologia. Così va il mondo…. e dipende dall’egoismo e dalla malizia di pochi furbi e soprattutto dall’ignoranza di chi gli crede.

Cari saluti, Saul Arpino
(al secolo Paolo D’Arpini, ancora per poco in questa valle di lacrime)….

Commenti disabilitati

Villa San Giovanni in Tuscia, 28 gennaio 2012 – Eugenio De Vito, il gioco della danza…. ed un amarcord

Ante scriptum

Avevo già “declassato” il programma che segue, solo perchè si chiedono 10 euro di partecipazione… Ma poi ci ho ripensato, in fondo anche i danzatori debbono campare e non saranno quei 10 euro a rovinare un bilancio. Il fatto è che anch’io amo, forse dovrei dire amavo, la danza.. I primi anni della mia permanenza a Calcata, dal 1977 al 1983 circa, ogni sera o quasi c’era qualcuno che si metteva a suonare la chitarra, magari anche la fisarmonica (erano specialisti Zì Pietro e Paolino), qualcun altro tirava fuori gli immancabili tamburi, tamburelli e nacchere.. ed ecco lì che il popolo iniziava a danzare. Più che altro balli popolari, of course, saltarelli e danze in cerchio, ma lo sfogo era assicurato.. A fianco dei suonatori fiaschi e fiaschi di vino sempre riempiti di fresco in modo da non far mancare il carburante, sia ai musicanti che ai danzanti. Insomma comparando i prezzi di allora con quelli di adesso mi sa che il costo del vino ed i 10 euro chiesti da Eugenio, di Villa San Giovanni in Tuscia, stanno sullo stesso piano, pareggiano il conto….
Poi, lo confesso, a Villa San Giovanni in Tuscia non ci sono mai stato, forse non l’ho mai nemmeno menzionata nei miei scritti.. ed allora ho voluto rimediare… rilanciando le notizie sotto riportate, ricevute pel tramite degli amici bioregionalisti Marco e Marina di Blera (Blera sì che la conosco, ci ho pure fatto un paio di feste all’aperto)…

Paolo D’Arpini

……………

Sabato 28 Gennaio 2012, dalle 16,00 alle 19,00 – Centro Polivalente di Villa San Giovanni in Tuscia, seminario “IL GIOCO DELLA DANZA”

La cosa più importante che vorrei trasmettere, con questo breve incontro, è che la danza, come il teatro, è un gioco. Non è un gioco per femmine piuttosto che per maschi, o per persone particolarmente dotate o solo per chi è giovane.

Invece è un gioco aperto a tutti, che comprende diversi elementi: il corpo, il movimento, il contatto, la relazione con lo spazio e con gli altri. Ma anche l’immaginazione, l’ispirazione, l’improvvisazione, le emozioni che ci attraversano e di cui possiamo, anzi, dobbiamo fare uso per nutrire il movimento.

Poi, ma questa è già un’idea più personale, la danza è qualcosa che si fa prima di tutto in gruppo, a contatto con gli altri, un momento di scambio e condivisione. Dopo, magari, si arriva anche a fare un assolo, ma solo se uno ne ha voglia e sente di avere qualcosa da dire con il suo movimento. Perché secondo me la danza, come il teatro, esiste per comunicare.

Per questo il programma prevede tanti assaggi di lavoro sul corpo, soprattutto in gruppo, dunque:

- muoversi nello spazio, usando il pavimento come un alleato, imparando ad andare a terra e rialzarsi senza fare fatica;

- muoversi a contatto con gli altri, sfruttando tutte le possibilità del corpo;

- disegnare lo spazio;

- uso consapevole del respiro, del peso, allineamento del corpo e movimento confortevole;

- il coro danzante, ovvero nutrire il gruppo con il movimento, con le pause, con le suggestioni.

I linguaggi del corpo che userò si rifanno a diverse tecniche che ho studiato nel corso degli anni, tra cui: floor work, contact improvisation, release tecnique, yoga, clown, teatro fisico, maschera neutra.

Vi aspetto!

Eugenio Di vito

Nota aggiunta – La mia formazione.

Danza contemporanea con Susanna Odevaine, Anna Paola Bacalov, Simonetta Alessandri, Paola Rampone, Diana Damiani;
Ashtanga Yoga con Roberto Quintili; Verticalismo e metodo biotransazionale con Daniele Sardella e Ketty Russo; workshop e seminari intensivi con: Geordie Cortes Molina, Vera Mantero, Giovanna Agostini, Yasmine Godder, David Zambrano, Luic Touzé, Giovanna Velardi, Giorgio Rossi, German Jauregui Allue, Marco Torrice;
Teatro fisico, gestuale, maschera neutra con Isaac Alvarez; voce con Daniella De Panfilis;
Canto con Sonia Cannizzo, corpo e voce con Moss Beynon Juckes, Heini Kunari;
Clown teatrale con Gonzalo Alarcon, Pierre Byland, Stefano D’Argenio, Emanuele Av

Il seminario è aperto a tutti!

Per info e prenotazioni: 3294155464, info@tempocreativo.it
(La quota di partecipazione è di 10 euro)

Commenti disabilitati