Archivio della Categoria 'Testimonianze sul Circolo'

Treia, 8 dicembre 2016 – Storia della Fierucola delle Eccellenze Bioregionali

Per raccontare questa storia debbo fare diversi passi all’indietro e partire da quando a Verona fondai la prima associazione di cultura “mista” d’Italia, Avvenne sulla scia del ‘68, a quel tempo le associazioni si “legalizzavano” depositando uno statuto e la lista dei fondatori alla Questura di appartenenza e così feci nel 1970 aprendo nei locali di una vecchia osteria dei poeti sita in Piazzetta San Marco in Foro quel che si chiamava “Club Ex”, composto non solo di ex sessantottini ma soprattutto di membri della cultura locale, scrittori, artisti, cantanti, etc. Dall’ Ex passarono gruppi come i Gatti di Vicolo Miracoli, artisti come Degani e persino cantautori di “fuori porta” come Francesco Guccini ed altri. A quel tempo io stesso mi fregiavo del titolo di “artista concettuale” ed essendo un alternativo lanciai una contro-biennale (in antitesi a quella borghese e finta di Venezia) definita “itinerante” che si svolgeva lungo le strade di Verona, una specie di “marcia”che al posto dei cartelli di protesta esibiva opere d’arte portate a mano (od in motoretta) in ostensione.

Dopo qualche anno, avendo cambiato genere ed essendomi dedicato alle attività spirituali ed essendo tornato nella mia città natale, Roma, aprii un centro di meditazione che si chiamava “Sri Gurudev Mandir” che ospitava ricercatori d’ogni risma, con cui compartecipai al primo Festival dello yoga italiano, che si tenne a Milano nel 1974.

Alfine nel 1977, dopo un periodo di “prova”, mi trasferii stabilmente nel villaggio abbandonato di Calcata, che doveva essere demolito per rischi sismici, lì fondai nel 1979 con altri amici “mezzo spiritualisti e mezzo artisti” l’associazione teatrale che si chiamava Vecchi Tufi, che operò per le vie di Calcata e dei paesi limitrofi con l’esecuzione di varie pieces dal sapore zen (articolo esemplificativo: https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2013/04/il-circolo-vegetariano-vvtt-ed-il-parco.html?m=0). Giunse quindi il tempo in cui sentimmo il bisogno di avere una sede “meno mobile” e così, con buona parte dei soci dei Vecchi Tufi, fondai nel 1984 il Circolo VV.TT. per promuovere oltre alla cultura alternativa ed allo yoga anche la pratica vegetariana ed ecologista e la ricerca di un’armonia fra società e habitat.

Dal corpo del VV.TT. nacquero anche altri movimenti e sigle, come ad esempio il Comitato per la Spiritualità laica, il Punto Verde di formazione bioregionale, etc. , per dare una visibilità esterna alla nostra “cultura” organizzavamo incontri per la promozione del biologico, i primi in Italia, nonché eventi open air, in giardini, nel Parco del Treja, in vecchie strutture, nella nostra sede, ma anche in sedi istituzionali di Calcata, di Roma e di vari altri luoghi del Lazio. L’evento che mi sta più a cuore si svolse nel Palazzo Baronale di Calcata con il titolo evocativo di “Fiera delle Arti Creative” (articolo esemplificativo: http://www.parcotreja.it/public/it/news/2008/archivio_080325.asp) che poi si spostò anche a Viterbo con il titolo di “Biennale d’arte creativa” (Articolo esemplificativo: http://www.viviviterbo.it/node/38267).

Ma le cose non stanno mai ferme e ad un certo punto, nel 2010, da Calcata mi trasferii armi e bagagli (ovvero compreso il Circolo VV.TT. e tutto l’ambaradam) in quel di Treia, in provincia di Macerata, ospite della mia fedele compagna, Caterina Regazzi.

Disse l’amico Stefano Panzarasa: “Dal Treja a Treia c’è solo una linguetta di differenza..”. In verità trattasi di una linguetta molto lunga, composta da centinaia di aderenti che non mi seguirono affatto, salvo in occasioni particolari come durante le “feste comandate” del Circolo. Treia non avendo a fianco una città come Roma ed essendo poco “propensa” alla cultura alternativa non ha consentito al nostro Circolo di crearsi un entourage pari a quello del passato. Poco male, mi son detto, ripartiamo da dove siamo e vediamo cosa succede.

Non avendo la possibilità di cooptare un numero di affiliati in sintonia con la filosofia vegetariana ecologista e spiritualista laica mi adattai alle consuetudini locali, basate su un forte attaccamento alle tradizioni, e con pochi amici più o meno “convinti” fondai nel 2015 un comitato civico denominato “Treia Comunità Ideale” che organizzò con non poche difficoltà una prima “Fiera delle Eccellenze Bioregionali”, che si tenne sotto l’ex Mercato Coperto sottostante al Palazzo Comunale. Malgrado tutto la cosa ebbe successo, piacque sia agli amministratori, inizialmente un po’ scettici, ed anche al popolo treiese che partecipò con interesse (articolo esemplificativo: http://www.comune.treia.mc.it/eventi-cms/1-fiera-delle-eccellenze-bioregionali/).

Lo scopo della Fiera è quello di valorizzare le produzioni locali in ogni aspetto, dall’agricoltura, all’artigianato, all’arte, alla cultura, alle attività sociali e ricreative, etc.

Per l’edizione di quest’anno subentrò il problema del titolo che non può insignirsi del nome “Fiera” per via di certe limitazioni poste dalla Regione Marche, quindi abbiamo cambiato il nome in “Fierucola”, anche per dare una connotazione più idonea al luogo ed alla composizione dell’impianto. La manifestazione di quest’anno, chiamata perciò “Fierucola delle Eccellenze Bioregionali” si svolge l’8 dicembre 2016 a Passo di Treia, sotto i portici della Chiesa della Natività e nei locali della Torre Molino ma anche nelle strade ed in vari altri luoghi (vedi programma: http://treiacomunitaideale.blogspot.it/2016/11/passo-di-treia-fierucola-delle.html).

La peculiarità di questa nuova edizione sta nella forma condivisa, ovvero ci sono diverse associazioni che compartecipano all’evento: Ass. ACLI La Torre, Coop. La Talea, Protezione Civile di Treia, Fotocineclub Il Mulino, AVIS di Treia, Ente Disfida del Bracciale, etc. e confido anche nella partecipazione della Banda e della Truppa dei Tamburini e di altri gruppi locali.

Un particolare ringraziamento rivolgo alla Parrocchia di Treia per aver messo a disposizione i portici della Chiesa ed al Comune per aver concesso l’uso della Torre Molino e per l’aiuto logistico. Tutti i treiesi ed i vicini sono invitati a partecipare…

Paolo D’Arpini

Programma di massima:

8 Dicembre 2016 – Passo di Treia

Il Comitato Treia Comunità Ideale con: Ass. ACLI La Torre, Coop La Talea, AVIS di Treia, Cinefotoclub Il Mulino, Ente Disfida Bracciale organizza la II Edizione de

“La Fierucola delle Eccellenze Bioregionali”


Sotto i Portici della Chiesa della Natività

Esposizione di prodotti agricoli locali, trasformazioni agroalimentari, artigianato, bricolage, oggetti natalizi, cucito e merletti, cesti, attrezzi…

Apertura al pubblico dalle ore 10 alle ore 20

Ore 10.30 – Inaugurazione della Fierucola. Benedizione del Parroco e saluto del Sindaco. Svelamento dell’istallazione natalizia “Della Speranza”

Durante l’arco della giornata nella piazza e nella via principale di Passo Treia si tengono degustazioni di prodotti tipici locali, intrattenimenti ludici, giochi per bambini, giri sul cavallo, sfilate di tamburini e di babbi natale, concertino leggero e musica popolare deambulante, stands turistici ed apertura dei negozi


Nei locali della Torre Molino

Esposizione di opere d’arte e d’ingegno, libri, foto, attività olistiche…

Apertura al pubblico dalle ore 15 alle ore 20

Dalle ore 15 alle ore 18 si svolgono diversi eventi, canto sciamanico, poesie, esercizi di rilassamento, danza-terapia, concertini di hang drum e organetto…

Ore 18.30 – Tavola rotonda. Condivisione di saperi, arti e conoscenze, con interventi di rappresentanti della cultura e della produzione locale e brindisi finale

Info. 0733/216293 – 366.1519289 – 336.1552181 – 338.9387061
La manifestazione è libera e gratuita gli organizzatori declinano ogni responsabilità per eventuali danni causati a cose o persone in seguito agli eventi connessi

L’evento si svolge con il Patrocinio morale della Proloco e del Comune di Treia

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HALLOWEEN: CON MAGHI E SENSITIVI AL CIRCOLO VEGETARIANO CALCATA

Roma, 30 ott. (Adnkronos)- A chi voglia trascorrere la notte di Ognissanti in modo insolito, il Circolo vegetariano di Calcata da’ appuntamento per ”La scoperta di Hallooween/Calcata attraverso la magia”. L’incontro e’ per domani nella cittadina del viterbese, e offrira’, a quanto si propongono gli organizzatori di spiegare ”aspiranti maghe e stregoni” di apprendere -spiega una nota del Circolo- i rudimenti di divinazione. I partecipanti potranno studiare alcune tecniche ”per la comprensione del sistema astrologico, confrontato con la mitologia pagana dell’Agro Falisco”.

Alle 17 in punto, a Calcata, dara’ il benvenuto ai neofiti il veggente Hou (in cinese significa scimmia), definito il ”veggente dell’impossibile”. Hou sara’ affiancato da due pittrici sensitive che tracceranno il ”ritratto psicosomatico” dei partecipanti. Secondo gli organizzatori della manifestazione Calcata e’ stata ritrovo per questi riti sin dall’antichita’: ‘’sin dal tempo dei Falisci l’acrocoro di Calcata fu sempre un luogo di culto, pianoro sacro dal quale invocare gli dei”. E si racconta che la notte del 31 ottobre le streghe si dessero appuntamento sulla collina di Narce, il monte dirimpetto a Calcata per trasmettere le loro nenie con l’aiuto degli echi della valle, a tutti gli abitanti del borgo.

(Ata/As/Adnkronos)

30 ottobre 1995 – http://www1.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/1995/10/30/Altro/HALLOWEEN-CON-MAGHI-E-SENSITIVI-AL-CIRCOLO-VEGETARIANO-CALCATA_093900.php

Tanto per mantenere una memoria di quanto fatto nel passato a Calcata, quando halloween non corrispondeva alla sagra della birra e delle musicacce.

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“Per campi e boschi cercando un po’ d’erba” – Memoria storica sul Circolo vegetariano VV.TT.

I poco conosciuti ma importanti benefici di uno «sport» che non costa nulla e neppure nuoce all’ambiente. Una grande quantità di erbe e piante selvatiche sono utilizzabili per l’alimentazione e per altri scopi utili – come si è fatto per secoli e come si ricomincia a fare in molte località

E’ facile, nei climi clementi, praticare il lavoro più antico del mondo: la raccolta di vegetali selvatici, venuti su da soli, senza cure né padroni. Ecologico e pacifico. Basta inoltrarsi in un bosco o anche solo imboccare una strada di campagna, posare l’attenzione sui suoi bordi verdi e staccare delicatamente foglie e bacche. Un centinaio di metri e il cesto si riempirà; almeno una quindicina di specie. In piena estate, se gli alberi danno refrigerio al terreno in certe ore della giornata, si possono trovare ortica, finocchiella, menta, melissa, malva, piantaggine, diversi tipi di cicoria, lattuga e carota selvatiche, gramigna, vitalba, tarassaco, e more e sambuco. C’è anche il gigantesco tasso barbasso (verbascum thapsus) ma serve a poco, perché è giusto un sostituto del tabacco. In primavera è un rigoglio di germogli da cura disintossicante, mangiando.

Res nullius, bene di tutti
Nei boschi che resistono, nei campi non avvelenati e intorno alle stradine sterrate, le piante spontanee che gli anglosassoni chiamano «volontarie» sono res nullius, cosa di nessuno e di tutti, bene comune gratuito e abbondante da quando le donne della preistoria portavano a «casa» molto più cibo dei maschi cacciatori, raccogliendo erbe, semi, frutti spontanei.
Si dice fitoalimurgia l’alimentazione con piante selvatiche; diversa dalla fitoterapia perché per prevenire o alleviare piccoli disturbi, disintossicarsi e fare il pieno di sali minerali e vitamine ricorre non a tisane o infusi ma a risotti, minestre arricchite di erbe, insalate e macedonie (crudo è meglio). L’antica pratica è stata ampiamente messa in pratica in Europa durante le guerre del Novecento ed è in uso tuttora in molte parti del pianeta, là dove sopravvivono foreste e aree verdi; integra l’alimentazione dei poveri sia in condizioni di normale miseria sia nelle emergenze; quante volte si è letto distrattamente dei coreani del Nord o dei sudanesi o degli afgani ridotti a «mangiare erbe selvatiche»? Da noi non è in gioco la sopravvivenza, ma avvicinarsi alle pratiche del Sud del mondo imparando a riconoscere, raccogliere e conservare le erbe e i frutti spontanei, ricollega alle radici (diremmo anzi alle foglie), fa bene alla salute e alle tasche e diventa in fretta una passione leggera, più rinfrescante che bruciante. Fra le informazioni che si scambiano i Bilanci di giustizia, seicento famiglie italiane impegnate a riformare il budget domestico secondo criteri eco-sociali, ci sono le modalità di raccolta e trasformazione delle erbe e dei frutti selvatici.

Il Circolo Vegetariano VV.TT. di Calcata e le sue erbe
L’unico ferro del mestiere è un buon manuale con le foto e indicazione delle parti commestibili. Ma le prime uscite sul campo vanno fatte con un insegnante: per imparare a conoscere e raccogliere senza danni – alla salute e alla vegetazione – almeno alcune decine di «erbe base nostrane» fra le 20.000 commestibili che spuntano sul pianeta, anzi che fioriscono… molti non sanno che si possono mangiare in insalata la primula, il fiore della malva, il nasturzio, la speronella, l’acacia.

In un pomeriggio di agosto, Paolo D’Arpini di Calcata (Viterbo), impedisce agli «allievi» di raccogliere le infiorescenze bianche al sapore di carota, perché gli sembra che ce ne siano poche; e raccomanda di prendere poche foglie per ogni piantina. Pastori, contadini e capre sono stati i maestri di botanica di Paolo, che da venti anni anima il Circolo vegetariano Vv.Tt in quel particolarissimo villaggio laziale su uno sperone altissimo di tufo. Nessuno ha mai saputo bene cosa significhino quelle quattro lettere nel nome del Circolo ma la sua storia è densa: sensibilizzazione vegetariana ed ecologica; difesa dei luoghi e delle tradizioni locali; petizioni sugli olocausti preventivi di vacche presunte pazze; pensionato di galline montoni conigli e capre sottratti al destino di finire inforchettati e colà invece mantenuti a mais ed erba con alcune «adozioni a distanza», insufficienti a inserire fra gli ospiti anche maiali e buoi.

Si mettono a memoria molte erbe in un minicorso pomeridiano con Paolo, anche se di molte non conosce i nomi latini: lezioni gratuite per chi ha faccia tosta, di una decina di euro cena compresa per chi pensa che la trasmissione della conoscenza vada ricompensata, anche quando l’insegnante è troppo timido. L’imbrunire conclude il corso; si sale un sentierino fra gli alberi (da uno pende da anni un bambolotto nudo e scolorito) per andare cucinare l’acquacotta nel «tempio della spiritualità laica», un boschetto con grotte un tempo rifugio di animali e forse uomini, ora gestito dal VvTt.

Paolo spiega: «Tornando dai campi, uomini e donne si attardavano ancora un po’ strada facendo, per raccogliere le diverse erbe che non di rado, insieme a un po’ di pane e a un filo d’olio, erano il pasto serale. Finché c’era un po’ di luce c’era da fare anche intorno a casa; intanto le erbe cuocevano. Bisogna aver pazienza…

22 agosto 2004 – Marinella Correggia
Fonte: www.ilmanifesto.it

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Il messaggio ecologista e spiritualista del Circolo Vegetariano VV.TT.

Usando un termine un po’ inflazionato potremmo dire che la nostra è un’azione sulla memoria degli elementi: acqua, aria, terra, fuoco ed etere aggiungendovi l’essere umano in quanto componente della natura. Se si perde il senso di appartenenza all’intera comunità dei viventi, infatti, si va verso l’annichilimento della nostra gloriosa specie umana.

Come dice l’amica Aurora Bussi: “Tutte le civiltà nascono e muoiono raggiungendo il limite di ciò che sfruttano”. In questo contesto occorre fare un parallelo fra elementi naturali e la presenza umana, nonché il rapporto fra i vari esseri.

Finché si continua a vedere l’uomo e la donna come separati dal resto del mondo non avviene quel processo alchemico trasmutativo della coscienza in termini di condivisione globale dell’uomo nella natura. Il nostro è un viaggio verso ciò in cui siamo sempre stati: la casa Terra. Ed una volta realizzato che siamo già a casa possiamo cominciare a prendere in considerazione un ritmo diverso, uno stile di vita diverso della nostra presenza sul pianeta. Possiamo definirlo Armonia?

“La flessibilità dell’ambiente ecologico e della civiltà umana, che risulta dalla combinazione di entrambi, è così un sistema ecologico che si definisce per ‘variabili interconnesse’ con soglie di tolleranza superiori ed inferiori. L’adattamento si consegue con la modificazione delle variabili”.

L’obiettivo sociale del circolo vegetariano VV.TT. è quello di creare una rete fra i vegetariani, gli ecologisti e gli spiritualisti laici e sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi trattati. Per questo realizza, nel corso dell’anno, numerose iniziative pubbliche.

Il Circolo edita un notiziario quotidiano chiamato “Il Giornaletto di Saul” che potrete leggere direttamente sul blog: http://saul-arpino.blogspot.it/

oppure su quello della Rete Bioregionale: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/

o su quello del Circolo VV.TT.: http://www.circolovegetarianocalcata.it/

o sul gruppo di Facebook: https://www.facebook.com/groups/171694546355215/

Paolo D’Arpini – Circolo Vegetariano VV.TT.
Vicolo Sacchette, 15/a – 62010 Treia (Mc)

Tel. 0733216293 – Email. circolovegetariano@gmail.com

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Treia – La Festa dei Precursori 2016 raccontata da Lucia Nardi

Treia – Eventi vissuti il 23, 24 e 25 aprile 2016

Il 23 aprile 2016 si è tenuta dalle ore 16,30 una tavola rotonda sul Lavoro Bioregionale. Il Comitato Civico “Treia Comunità Ideale”, il Circolo Vegetariano VV.TT., la Talea Onlus, A Sud Onlus, e la CGIL di Macerata e tutti i partecipanti hanno collaborato in sinergia per la realizzazione di questo Forum sul Lavoro Bioregionale Sostenibile. Il gruppo Aria di Stelle ha fatto un canto di buon auspicio per noi tutti, che ha ben inaugurato il pomeriggio. La tavola rotonda, come giro di condivisione in senso classico, è stata preannunciata dall’organizzatore Paolo D’Arpini e da Lucia Nardi, che ha subito presentato Marica Di Pierri.

Il sindaco Franco Capponi, presente il 23 aprile, è intervenuto con piacere all’iniziativa riconoscendo lo slancio di “Treia Comunità ideale”, che sta proponendo cambiamenti. Ha inoltre ricordato gli sforzi dell’Amministrazione in tante direzioni, tra cui la riapertura del Parco di Villa Spada e l’attenzione al verde. La Di Pierri si è presentata come referente dell’Ass. A Sud Onlus ed ha proposto diversi spunti di riflessione, che troveremo approfonditi nel libro “Riconversione: un’utopia concreta”. La Di Pierri è una dei curatori di questo testo. Il secondo intervento è stato quello di Simona De Introna, Segretaria FP della CGIL di Macerata e dietista. La De Introna ci ha spiegato come l’alimentazione sia cambiata nel tempo, in base al contesto storico-culturale e quanta poca informazione ci sia oggi su cosa voglia dire dieta equilibrata. Simona si sta ora occupando soprattutto di informazione e di prevenzione nelle scuole. Dopo quest’intervento ho invitato a recitare Maurizio Angeletti, che ci ha donato una poesia scritta per l’occasione sui temi del Forum. Dopo Maurizio, ho annunciato Stefano Panzarasa, responsabile dell’educazione ambientale del Parco dei Monti Lucretili. Stefano ha parlato della sua attività nel parco, ma non solo, infatti egli è anche co-fondatore della Rete Bioregionale Italiana e membro del Centro Studi Ecozoici negli U.S.A. ed autore di brani musicali, che riprendono i testi di Gianni Rodari. Dalla Di Pierri in poi comunque il problema del rispetto ambientale, la questione alimentare, il problema dei rifiuti sono stati dei minimi comun divisori, che ognuno ha trattato da un diverso punto di vista. Per fare una piccola pausa è seguita un’altra poesia, recitata da Maurizio Angeletti.

A questo punto Caterina Regazzi è intervenuta con un discorso organico sui vari cambiamenti che sono avvenuti nella società ed ha affermato quanto sarebbe importante lavorare tutti, seppur di meno ed avendo del tempo per accudire chi ne ha bisogno. Anche Caterina è membro della Rete Bioregionale Italiana. Dopo un breve intermezzo musicale popolare, a cura di Luciano Carletti, ho presentato Adriano Spoletini. Adriano è impegnato nella valorizzazione dell’ambiente e si occupa di politiche sociali, ma in particolare di reinserimento lavorativo di ragazzi diversamente abili. Nella Talea Onlus Adriano e Lauretta cooperano per “far germogliare nuove piantine”, tramite le tante attività da loro svolte, compresa la legatoria. Terminato l’intervento di Adriano, è subentrata nella tavola rotonda Marinella Correggia, giornalista e scrittrice, che ci ha invitati a rivedere il nostro modo di interagire con la natura. La Correggia ci ha parlato di sganciamento individuale dall’economia di guerra, ossia ci ha mostrato una via ideale verso l’allontanamento dalla belligeranza ed ai mercati connessi ad essa. Ha inoltre scritto un manuale di pratiche per prevenire i rifiuti: “Zero rifiuti. Come cambiare l’economia?.”. Dopo una piccola pausa poetica, con Maurizio Angeletti, siamo passati al successivo ospite. Luigino Quarchioni sostiene la cultura del riuso dei beni, in quanto può essere importante prolungare il ciclo di vita degli elettrodomestici. Non buttare qualcosa di rotto, ma riaggiustarlo, trovargli un’altra funzione, riutilizzare i pezzi possono essere modi per non sprecare nell’economia domestica. Ad allietare la platea è seguito un intervento musicale di Luciano Carletti.

A tal punto Claudio Cagnolato ci ha incuriositi, tramite il suo discorso sui microorganismi effettivi, che sarebbe poi continuato il giorno dopo, presso la Talea. Intanto ci dice Claudio che la terra e l’uomo hanno già tutto ciò che gli occorre. Ringraziando Claudio, ho ripreso la parola. Catani è intervenuto lasciando una provocazione ed un messaggio ai giovani, che dovrebbero raccogliere queste idee ed interessarsi a questo fine del bene comune e dell’attenzione all’ambiente circostante. Bene si è inserito quest’intervento ina giornata che ha condannato l’individualismo ed il disinteresse della società consumistica nei confronti del bene dell’essere umano e della società. La De Introna come voce della CGIL è intervenuta per lanciare la raccolta firme per La Carta dei Diritti del Lavoratore, che vuol essenzialmente cambiare dei punti critici del Job Act. Infine Pallocchini de La Rucola e qualche altra persona tra la platea si sono interessati all’iniziativa, con qualche commento e cercando il dialogo. Siamo giunti a conclusione e così ho invitato il pubblico a partecipare alla visita alla Pinacoteca che sarebbe seguita, insieme a Cristiano Lambertucci. Abbiamo dunque lasciato la Sala Consiliare, che era davvero ben allestita con le sedie disposte in maniera circolare ed un corollario di foto di Treia, del Foto-cine-club.

La spiegazione riguardante la Pinacoteca è stata interessante ed un rifresco a cura de Le Delizie del Forno ha decretato la fine del pomeriggio. Ho così invitato la platea a partecipare alle altre attività previste per la serata, per il 24 e 25 aprile.

Luciano Carletti ha suonato per noi, concludendo allegramente la serata.

Il 24 aprile, Festa dei Precursori, la giornata è iniziata verso le 10,00 impastando il pane alla Talea.

Dopo l’attività è intervenuto Claudio Cagnolato, per approfondire l’argomento dei microorganismi effettivi e si è poi pranzato insieme.

Nel pomeriggio c’è stata la rassegna di attività olistiche, da me presentata.

Dopo un’affascinante dimostrazione e spiegazione di Tai Chi, Daniela Saltari ci ha portati nel mondo liberatorio della danza-terapia. Intanto pause delicate sono state condotte dal gruppo Aria di Stelle, Stefano Panzarasa alla chitarra e Maurizio Angeletti con le sue poesie. Il counselor Sandro Capponi ci ha un po’ spiegato il suo percorso ed è intervento sul massaggio del piede, come avviene e quali effetti ha sulla persona. Il massaggio del piede è rilassante ed anti-stress. Tuttavia Sandro Capponi, avendo svariati interessi nel campo olistico, ha anche proposto un Festival proprio qui in zona, da ideare insieme, grazie al contributo di tutti. Paola Pela ci ha spiegato simbolo e suono delle rune ed il valore della meditazione runica. Abbiamo riconosciuto le rune insieme e le abbiamo cantate, sussurrando. Paolo D’Arpini, organizzatore dei tre giorni, ha sintetizzato un po’ i vari interventi, spiegandoci l’I Ching ed il Libro dei Mutamenti, per accompagnarci nell’ascolto utile alle varie decisioni che si compiono. D’Arpini ci ha riportati sul “qui ed ora”, riuscendo a farci godere pienamente del momento di condivisione che stava avvenendo.

Dopo una merenda con il pane sfornato e i dolci fatti in casa, siamo andati a Passo di Treia a visitare la Torre del Mulino, con la guida di Enzo Catani ed Adriano Spoletini. Sicuramente anche questo è stato un momento di arricchimento e di dialogo, come tutta la giornata. E’ seguita una cena presso la Valle del Vento.

Nel pomeriggio del 25 aprile 2016 ci siamo riuniti con Paolo D’Arpini e Caterina Regazzi, presso il Circolo Vegetariano di Treia, per proseguire i festeggiamenti e la condivisione iniziata il 23 al Comune.

I presenti erano numerosi e tutti interroganti, come Mara, Fernando, Simonetta, Luca ed altri. Tra di loro alcuni sono intervenuti, come ad esempio Paolo D’arpini e Caterina Regazzi, Milena Campanella, Renato Tittarelli, Umberto Rocchi, Stefano Panzarasa e la sottoscritta.

Stefano Panzarasa ci ha invitati alla lentezza, accompagnandoci nel percorso con voce e chitarra e disponendoci ad un clima di gioia e scambio. Ha iniziato la condivisione Umberto Rocchi, esperto di aromaterapia, il quale ci ha parlato del grande aiuto fornito dalle essenze per una guarigione psicofisica. Milena Campanella ci ha parlato di estetica spirituale, presentando il suo libro, che fondamentalmente appare un unione dello scibile. Il testo parte dall’immagine, dall’arte, dalla Bellezza, per poi indagarne i simboli, i numeri dall’uno al dieci, i guardiani, angeli ed arcangeli. Si parte dall’individuo per giungere al Divino. Renato Tittarelli, dopo averci un po’ illustrato la sua formazione ed esperienza di vita, ci ha parlato di guarigione olistica ed aroma-terapia, ma soprattutto di rapporto tra curatore (medico, naturopata o psicologo che sia) e curato (paziente). La fiducia, l’ammissione di perfettibilità e di limiti sono aspetti fondamentali in tale relazione e nell’approccio alla guarigione, non tanto medica quanto spirituale dell’uomo. Paolo ci ha in primis ben spiegato il senso dell’amore universale, sintetizzando alcuni interventi. Egli ha motivato alla platea il perché della Festa dei Precursori ed il senso di questo scambio, narrandoci inoltre della nascita del Circolo e di altre esperienze.

Io ho svolto un Laboratorio di Scrittura Creativa e devo dire che era la prima volta che svolgevo il laboratorio con adulti. L’intento era quello di condividere i nostri punti di vista su delle tematiche forti quali Natura, Comunità, Amore e Spirito. Ho notato un bel confronto e diversi punti di contatto tra di noi. A torto o a ragione, non ho potuto che mettere del mio nel Laboratorio ideato per questo contesto, giusto per mantenere l’individualità nel confronto con l’altro ed ho infatti sintetizzato le idee che ne sono uscite fuori, offrendo una mia interpretazione di Natura, Comunità, Amore e Spirito. Da questa esperienza è nata di certo un’energia positiva e forse qualche nuova amicizia in più.

Di nuovo Stefano ha suonato per e con noi, allietandoci a ritmo di musica. La merenda con i dolci (di Gigliola) e la pizza è stata ottima.

Il messaggio che mi porto a casa da tale pomeriggio è racchiuso in una parola: “accettazione”. Questa parola magica abbiamo poi compreso che riguarda bene e male, bello e brutto, maschile e femminile, individuale e molteplice, Divino e umano, Tutto insomma. Accettare Tutto, nel momento presente, ci rende liberi e ci permette di essere noi stessi con gli altri. Grazie dunque a Paolo e Caterina ed a tutti i presenti per aver reso tale quest’esperienza!

Lucia Nardi

Registrazione del TG Marche, intervista al 12° minuto:
http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-e0503c86-9be1-4117-8dde-e20cd23f45ca-archivio.html#

Album fotografico del 23, 24 e 25 aprile 2016 a cura di Caterina Regazzi: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10208655373972241&set=a.10208655366452053.1073742057.1547250609&type=3&theater

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