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Resoconto dell’incontro collettivo ecologista – Montesilvano 21 e 22 giugno 2014

I due giorni del solstizio estivo 2014 a Montesilvano

Comincio con le parole di Paolo indirizzate come ringraziamento a Michele Meomartino: “Reduci dall’incontro collettivo ecologista tenuto ad Olis il 21 e 22 giugno diamo testimonianza della ottima riuscita dell’incontro. In un momento in cui centinaia di migliaia di persone “perdono” tempo a parlare di calcio, o ad andare ai concerti rock o peggio ancora, abbiamo riscontrato come l’intelligenza sia ancora viva in Italia.. presente in quella cinquantina di persone capaci di emettere speranza e proporre soluzioni per il futuro proprio e del pianeta. Grazie Michele per aver ospitato e contribuito a d organizzare questo evento, la Terra ed i suoi abitanti, tutti, ti sono riconoscenti. (Paolo D’Arpini)”.

In queste parole, effettivamente, Paolo ha sintetizzato il succo dell’incontro. Eravamo in un luogo che è magico per la sua atmosfera: un anfiteatro naturale, circondato da alti alberi spontanei che danno sempre una frescura favolosa, in lontananza e solo nei momenti di assoluto silenzio si ode un sottofondo leggero che proviene dal cosiddetto “mondo civilizzato”, auto in transito sulla vicina autostrada per intenderci, che ci ricordano il mondo in cui viviamo; anche alcune lucciole sono venute ad allietare la serata del 21 giugno, modestamente, forse qualcuno non le ha neanche notate, la loro luce era mescolata ai bagliori del fuoco che per un paio d’ore è arso a ricordarci di mantenere viva la nostra intelligenza. Così creando un clima di comunione e di condivisione soprattutto fra le donne presenti che hanno riscoperto la loro essenza di femmine innamorate della vita, della danza, dell’Amore. Questo la sera.

Tornando al pomeriggio, ed iniziando il vero e proprio resoconto, dirò che l’incontro era cominciato facendo una passeggiata intorno alla sede dell’associazione per raccogliere erbe officinali e aromatiche e fiori per preparare l’acqua di San Giovanni, con Adriana Gandolfi. Lì abbiamo realizzato quanto il periodo solstiziale rappresenti l’apice della realizzazione, della manifestazione della natura, ancora in fieri, perché molti frutti sono ancora di là da venire, ma tutti sono già in embrione. Il frumento che è alla base della nostra alimentazione, invece, era già praticamente pronto per il raccolto. Ritornati alla base e messe a bagno le erbe nell’acqua che avremmo poi utilizzato per la benedizione del giorno successivo, ci siamo seduti in cerchio e abbiamo ascoltato diversi giovani e meno giovani raccontare le loro esperienze di “lavoratori e cultori dell’ecologia e dell’ambiente, della solidarietà, del riciclo e riuso”.

Adriana e Giuseppe dell’Associazione “Le Radici”, Tiziana e Fabrizio di Sinergi Natura, con le loro produzioni (oggetti creati con carta riciclata, marmellate, succhi, altro), Cristiano Del Toro, architetto paesaggista e Donato Silveri, agronomo. E’ stato molto bello vedere e ascoltare dell’entusiasmo con cui si cerca di fare un’opera che non solo è destinata ad un sostentamento personale e collettivo, ma anche ad un cambiamento di un’impostazione della società, che ormai dovrebbe aver inteso che il consumismo e l’apparire non “pagano” e che l’unica possibilità è un ritorno a valori quali l’amicizia, la solidarietà, la collaborazione, la condivisione delle esperienze e della vita, e che il sintonizzarsi con la natura e l’ambiente in cui viviamo crea uno stato di benessere che nessuna medicina, nessuna vacanza esotica ci possono dare.

A seguire hanno portato la loro esperienza personaggi di un calibro notevole: prima Giovanni Damiani, biologo, ed esperto in ecologia ambientale, che è stato tra l’altro direttore generale dell’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (oggi Ispra) e componente della Commissione Nazionale per le Valutazioni dell’Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente, il quale ha fatto un’interessantissima relazione parlando, tra l’altro, dell’impossibilità di “scoprire” le modificazioni genetiche artificiali degli organismi e della prossima scarsità di fosforo nell’ambiente per cui sarà indispensabile a breve prevedere il recupero delle deiezioni animali e umane da utilizzare, dopo maturazione, in agricoltura…. e quindi della necessità di attrezzarsi con le “compost toilet”, che del resto sono già ampiamente state studiate, sperimentate e vengono utilizzate con profitto in varie parti del mondo.

Di seguito è intervenuto Antonio Onorati, arrivato appositamente da Roma, Presidente del Centro Internazionale Crocevia, che ha parlato della necessità della rivalutazione dell’agricoltura contadina e del percorso che sta facendo a livello parlamentare la relativa proposta di legge. Ha riferito di aver avuto recentemente un incontro col Ministro dell’Agricoltura col quale hanno ribadito la necessità di mantenere il divieto della coltivazione degli OGM in Italia.

La domenica del 22 giugno abbiamo cominciato con alcuni esercizi di Makko-Ho sotto la guida della dolce Antonella che ci ha raccontato della sua esperienza: da persona debole e con tanti problemi di salute, superati facendo un percorso fisico e mentale-spirituale basato anche su questi semplici ma efficaci esercizi, ora è diventata una bella e forte giovane donna che esprime energia e benessere.

Abbiamo poi rifatto un cerchio di condivisione in cui sono state raccolte le esperienze di Francesco dell’Emporio Primo Vere di Pescara, un negozio di prodotti biologici ed equosolidali, ma anche luogo di ritrovo e centro culturale, dove il “profitto” è una parola sconosciuta. I produttori, locali o lontani ed il rivenditore stesso hanno tutti un giusto reddito. Poi Massimo Pamio, della casa editrice Noubs, ci ha raccontato del Museo della Lettera D’Amore di Torrevecchia Teatina. Importante anche l’intervento di Nancy, una prof americana, trasferitasi in Abruzzo, che ha parlato dell’importanza del vegetarismo per la presa di coscienza ecologista e per l’evoluzione umana.

Da Roma era venuto anche il fedele Vittorio Marinelli, Presidente di European Consumers, che ci ha raccontato 3000 cose, tra cui della predisposizione, in alcuni ristoranti degli States, di una “sedia elettrica per aragoste”, resasi necessaria per l’aumentata sensibilità di alcuni umani non vegetariani che però si sono resi conto della gran sofferenza a cui sono sottoposti questi animali che abitualmente vengono cotti mettendoli vivi nella pentola di acqua bollente. Purtroppo non abbiamo potuto neanche salutarlo quando se n’è andato, la domenica pomeriggio: noi eravamo andati a fare un riposino, mentre lui avendo un impegno per la sera a Roma (il concertone dei Rolling Stones al Circo Massimo) non poteva attardarsi. Nel frattempo, a compensazione, ci aveva raggiunti anche Sonia Baldoni, reduce da uno dei suoi percorsi erboristici in un luogo tra il Lazio, l’Abruzzo e la Campania.

Durante le conclusioni espresse in un cerchio nel pomeriggio è stata sottolineata la gioia nella scoperta di condividere un percorso comune, nella diversità, ognuno secondo i propri mezzi e le proprie attitudini, con la speranza che la nostra visione possa contaminare sempre più persone fino ad un cambio di mentalità della società umana nel suo complesso.

Noi probabilmente non vedremo questo cambio, ma come diceva Gandhi, non è importante raggiungere la meta, ma la strada che percorri.

Fortunatamente, Paolo ed io, non eravamo ancora partiti per tornare a Treia, quando al crepuscolo si è unito a noi Amerigo Costantini, scultore, coltivatore e tanto altro che ci ha fatto sognare con i suoi racconti sul suo rapporto e i suoi esperimenti con le piante, che fa crescere di più o di meno, solo col programma da lui “immaginato”, senza carezze o musica. Fantastico.

Grazie Michele (anche per gli ottimi pranzetti vegetariani), Fabiola e Ciro (il gatto). Grazie Paolo, grazie a tutti i 60 partecipanti che non sono qui nominati, Grazie anche a Montesilvano!

Caterina Regazzi

Post scriptum di Paolo D’Arpini: “Confermo l’avvenuta santa presenza di Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers, all’incontro. Le sofferenza da lui patite dormendo sul duro e adattandosi a cibo scarno gli garantiscono la futura entrata in Paradiso (anche per l’opera meritoria di aver sporto denuncia penale contro la giunta Friuli Venezia Giulia per la coltivazione fraudolenta di OGM).. Questa è una certificazione.

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Treia. Progetti in Comune – In attesa della nuova primavera culturale e sociale che verrà…


Progetti ecologici, culturali e spirituali per una nuova primavera treiese…

“Il futuro non ha bisogno di rivoluzioni.. il futuro ha bisogno di un nuovo esperimento!” (Osho)

Allorché, nella primavera del 1984, decisi di fondare il circolo vegetariano VV.TT. lo feci nella piena consapevolezza che lo scopo della nuova associazione sarebbe stato quello di andare contro… Eravamo un manipolo di ribelli quel giorno davanti al notaio Giuseppe Togandi nel suo studio di Orte e mentre compivamo il nostro dovere giurando fedeltà alle finalità del sodalizio stavamo anche andando contro tutte le norme consolidate di ogni vecchio sodalizio, affermando (tra l’altro): “Lo scopo dell’associazione è quello di istituire e promuovere in tutti gli spazi ritenuti opportuni pratiche per lo sviluppo spirituale e meditazioni collettive, sperimentazioni di sopravvivenza in luoghi selvaggi e seminari sull’uso armonico delle riserve della natura, organizzare e promuovere la ricerca di cure naturali per la mente e per il corpo, dimostrare e divulgare l’importanza di un’esistenza armonica e piena d’amore…”.

Insomma stavano fondando una nuova religione chiamata “spiritualità laica” facendo finta di niente…

Il fatto è che per mettere in pratica queste finalità associative -necessariamente- dovevamo andar contro le regole e le consuetudini della società in cui viviamo.. Insomma ci siamo presi la briga di cambiare il mondo, ribellandoci alle norme restrittive e meschine della cultura corrente. Ecco perché dal 1984 celebriamo La Festa dei Precursori, ogni anno, per ricordarci quello scopo prefisso e proseguire indefessi nella meta di rompere il ghiaccio verso nuove frontiere dell’intelligenza umana.
Il mondo ha oggi un grande bisogno di precursori ribelli, questo è un momento in cui se non vi saranno parecchi spiriti ribelli i nostri giorni sulla terra, come specie umana, sono contati…

Stiamo scavando la nostra tomba e siamo molto vicino al punto di non ritorno…

Dobbiamo cambiare il nostro modo di vedere e di agire, creare più energia meditativa, sviluppare più amore ed armonia. Per farlo dobbiamo distruggere il vecchio, la sua bruttura, le sue putride ideologie, le sue stupide emarginazioni, le superstizioni idiote per veder nascere un nuovo essere umano dagli occhi limpidi.

Discontinuità con il passato, ecco il significato della ribellione, continuando a percorrere coraggiosamente nuovi sentieri con spirito di sacrificio e discriminazione. Insomma andiamo avanti a fare i rompighiaccio, senza occupare alcun luogo, senza perseguire alcun potere, semplicemente sperimentando la nostra crescita in tutti i particolari del vivibile….

Ora il tempo è maturo, negli anni a venire o l’uomo scomparirà o sulla terra farà la sua comparsa un nuovo essere umano con una visione diversa e quell’essere umano è un precursore.

Da quando, nel 2010, mi sono trasferito a Treia (nella provincia di Macerata), grazie all’accoglienza della mia compagna Caterina Regazzi, sto cercando di riproporre le attività culturali che hanno contraddistinto il mio modo di vita negli anni precedentemente trascorsi a Roma ed a Calcata. Sono lieto di aver incontrato qui persone che ho trovato subito in sintonia, come ad esempio il pittore Domenico Fratini, gentilissimo e poetico nelle sue espressioni, la scrittrice Lucilla Pavoni di San Severino, generosa nuova contadina, il prof. Alberto Meriggi, storico del periodo medioevale, Nazareno Crispiani, fotografo che vive a Treia da tanti anni ma è nativo di Macerata, la città in cui è sepolto mio padre, e numerose altre persone… di cui magari vi parlerò in seguito.

Già dall’8 dicembre 2010 abbiamo iniziato una collaborazione culturale con il Comune di Treia, organizzando la presentazione nella Sala Consiliare de La Figlia del Sarto (il libro di Lucilla), evento che intendeva celebrare la cultura delle Marche contadine nel mondo, anche con la proiezione di immagini, musica di organetto e vari interventi e racconti.

E’ questo aspetto dell’interesse per la natura e le sue forme che mi ha spinto a riproporre al Comune una collaborazione tecnica artistica per un ulteriore evento, la prima edizione nelle Marche della Festa dei Precursori, tenuto qui a Treia dal 7 al 15 maggio 2011, sul tema “Cure naturali, alimentazione bioregionale,agricoltura biologica e spiritualità della natura”. La manifestazione si è svolta con il patrocinio e la partecipazione dell’Accademia Georgica, della Proloco e del Comune di Treia.

Da allora la nostra presenza negli ambiti istituzionali sì è però interrotta, Per una duplice motivazione: l’apertura e successiva utilizzazione della nuova sede del Circolo (in Vicolo Sacchette 15/a – Treia) e le dimissioni anticipate del sindaco Luigi Santalucia (a metà ottobre del 2013), e conseguente commissariamento del Comune, il che ha impedito l’organizzazione di altri nostri eventi pubblici. Avevamo infatti previsto la presentazione del mio libro “Riciclaggio della Memoria” (Edizioni Tracce) per l’8 dicembre 2013, da tenersi nella Sala Consiliare, ma la cosa fu cancellata in attesa del’insediamento di una nuova Amministrazione.

Quest’anno, il 25 maggio 2014, si terranno le elezioni comunali da cui sortirà una nuova amministrazione, al momento in cui scrivo non so ancora chi sarà il nuovo sindaco ma i tre candidati, che sono andato ad ascoltare in diverse occasioni, mi sembrano persone amanti della cultura e disponibili, sperò perciò che -chiunque sia eletto- il progetto (già avanzato nel 2013) possa andare in porto… forse alla fine di quest’anno o nella primavera del prossimo magari in occasione della trentunesima edizione della Festa dei Precursori….

Paolo D’Arpini – Presidente del Circolo Vegetariano VV.TT. Treia (Macerata) – Tel. 0733/216293 – circolo.vegetariano@libero.it

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“Un giorno a Treia, durante la Festa dei Precursori 2014″ – Racconto di Caterina Regazzi

Le giornate si stanno srotolando una dopo l’altra e nel momento in cui sto scrivendo siamo già a sabato. Sono due giorni da quando sono partita da Spilamberto per partecipare alla Festa dei Precursori (che si è svolta il venerdì 25 aprile 2014 nella sede del Circolo vegetariano VV.TT.).

Erano passati più di due mesi da quando c’eravamo “lasciati” con Paolo e la voglia di stare assieme, (anche se per noi ormai è come stare sempre assieme) era tanta….

Ero partita giovedì mattina abbastanza presto, fermandomi a Riccione, come ormai è consuetudine ogni anno da quattro anni, per prendere Upahar, il caro fratello spirituale di Paolo che, con la sua presenza ed i suoi bei canti, viene ad arricchire il nostro incontro e a riscaldare i nostri cuori.

Arrivati a Treia per l’ora di pranzo abbiamo trovato il gioioso Paolo ad accoglierci assieme ad un fumante piatto di maccheroni con un bel sughetto di verdure ed altre leccornie. C’era anche l’amico Alberto Pompili di Treia a condividere il pranzo e la compagnia.

Al pomeriggio ci hanno raggiunti Michele Meomartino e la dolce Fabiola e poi la nostra “maestra” erborista Sonia Baldoni. Tutti assieme abbiamo così cenato e poi condiviso i bei canti di Upa, il più amato da me è il Gayatri mantra. Così, stanchi, ma sereni, ci siamo ritirati per la notte. Io ho dormito tutto d’un fiato come non mi capitava da tanto.

Al mattino fervevano i preparativi per la festa che cominciava con l’ormai classica passeggiata erboristica condotta da Sonia. Mentre attendevamo i ritardatari ci siamo soffermati nell’orto del Circolo per un primo approccio con il luogo, purtroppo questa sosta iniziale è stata disturbata dalle lamentele di una vicina per la presenza della nostra gallina Ciccì.

Il mondo è strano! Comunque finalmente siamo partiti e Sonia ci ha ammaliato con le sue spiegazioni. La strada che avevamo progettato di fare alla fine si è rivelata troppo lunga, dato che le erbe (commestibili e non) trovate lungo il percorso erano talmente tante che ci costringevano a soste sempre più ravvicinate: malva, senape, caccialepre, silene, papaveri, ortica, consolida, olmo, sambuco, sambuco falso, gigaro (pan di serpe), crepis, cicorie, e tante altre. Di ognuna Sonia ci ha raccontato se sono o no commestibili, le proprietà e di alcune anche i significati esoterici.

Bisognerebbe seguirla con un registratore e poi trascrivere queste fantastiche “lezioni” all’aperto, che sono già di per sé istruttive, dato che si toccano tutte con mano, se ne sente la consistenza al tatto e il profumo (o l’odore) all’olfatto.

Eravamo un bel gruppetto, oltre a me, due ragazzi da Ancona, Cleo, Giuliana, Daniela e Maurizio, Loris, Jagran, Giusy e Nunzia, Mara, Aurora e Rossano e mi perdoneranno gli altri (una dozzina circa) di cui ora ho dimenticato il nome….

Tornati alla base abbiamo approfittato ancora del sole che ci ha favorito durante tutta la giornata, per sparpagliarci nell’orto per il picnic con il cibo appositamente cucinato da Michele più altre vivande vegetariane da ognuno portate: riso, farro con verdure, cannelloni di ortica, torte salate e dolci, petali di fiori e menta caramellati e tanto altro.

Si è distinta come al solito come cuoca sopraffina e generosa, la nostra amica Aurora. Sazi e riposati ci siamo poi accomodati al circolo, dove Upahar ci ha riportati al senso dell’essere nel luogo e nel momento, ognuno presente principalmente a sé stesso.

Siamo stati raggiunti nel frattempo da Alberto Meriggi e da Daniela Cammertoni e terminati i canti abbiamo dato inizio alla Tavola rotonda che quest’anno verteva su “Economia alternativa agricola e solidale”. Meriggi ha introdotto il tema con una relazione sulle vicende storiche, relative ad usanze e consuetudini di economia solidale spontanea in uso nei tempi passati a Treia, ma non solo. Poi Loris Asoli ha proseguito portandoci -anche se sinteticamente- la sua esperienza come fondatore della cooperativa “La Terra e il Cielo” di Arcevia. A seguire Michele Meomartino ha parlato, tra l’altro, del suo ultimo libro “Sogni condivisi” e delle sue esperienze nell’ambito della cooperazione sociale.

Io ho raccontato del mio incontro con Mario Cavani di Spilamberto, esempio di persona che per buona parte della sua vita ha lavorato per gli altri e per un’economia solidale.

Infine, a giro, ognuno si è presentato ed ha detto qualcosa di sé e dei suoi progetti. Tutti sperando in un mondo migliore dove si possa vivere serenamente del proprio lavoro, stando più in contatto con la terra e in sintonia con la natura, cercando di rispettarla come ha specificato Aurora, in tutte le sue forme, perché è da essa che veniamo ed è a essa che dovremo un giorno tornare.

Auguriamoci che questa “massa critica” possa aumentare sempre più e che la consapevolezza di far parte di un “unicum” possa essere condivisa con un numero di persone sempre maggiore, offrendo una spinta ad una vita semplice e naturale, senza sprechi inutili di risorse e senza egoismi. Abbiamo visto infatti a che punto questi egoismi ci hanno portato: un mondo dove l’infelicità dilaga e si è perso il vero significato della vita.

Per concludere la giornata abbiamo fatto un giro nel meraviglioso centro storico di Treia, che mi stupisce ancora oggi ogni volta che ci vengo. Spero che di questa ricchezza si rendano conto anche gli stessi treiesi e che si adoperino per preservarla dal degrado causato da costruzioni ed opere inutili e fuori luogo e dallo spopolamento. Treia potrebbe invece divenire la sede di una comunità ideale, quasi autonoma nei servizi e negli approvvigionamenti di beni, e servire da esempio per un nuovo stile di vita ecologico, che riscopra i vecchi valori senza negare completamente i progressi raggiunti, almeno quelli utili e non dannosi per l’ambiente.

Mi auguro che tutto questo divenga realtà e consiglio caldamente ai nuovi amministratori comunali che verranno di prenderlo in considerazione.

Caterina Regazzi
Vice-presidente del Circolo Vegetariano VV.TT. – Treia

Servizio fotografico: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2014/04/un-giorno-treia-durante-la-festa-dei.html

Breve video con canto di Upahar: https://www.facebook.com/photo.php?v=10202428471246463&set=vb.1034195848&type=2&theater

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Il cavallo di Treia del 25 maggio 2014 ed il Lucifero che scava oscure e profonde separazioni nella comunità treiese

La Patria è il luogo d’origine… ma il paesello in cui si vive è la casa avita o quella scelta per viverci (che è poi la stessa cosa). Infatti è la comunità in cui viviamo quella che maggiormente si riconosce come propria. Essa è la terra del popolo. E noi popolo di Treia ci apprestiamo a riconoscerci nel nuovo sindaco, il primo cittadino (o la prima cittadina) che verrà dopo il 25 maggio 2014.

Questa è la prima volta da quando mi sono trasferito a Treia che assisto e partecipo ad una campagna elettorale per le amministrative. Debbo dire che mi sto divertendo. Al mio solito cerco di scoprire tutto il bene (e magari pure il male) di questa campagna. La mia ricerca è cominciata l’autunno dello scorso anno (4 ottobre 2013) allorché Alberto Meriggi mi invitò alla presentazione di una nuova associazione “Adesso Treia”, che intendeva proporsi come “volano di un rinnovamento nella scia del fiorentino Renzi” (già ospite della cittadina in occasione della Festa estiva di Symbola).

Sul nome e nel nome di Renzi si è giocata la partita del “nuovo che avanza”. Ma pian piano questo nuovo ha preso le sembianze del solito vecchio giochetto delle tre carte (carta vince carta perde). Apparentemente però tutti i treiesi son diventati un po’ renziani ed ognuno spinge con il suo “renzino”.
Tutti renziani? Beh, io di sicuro non lo sono.

Anche se per amicizia di Alberto Meriggi ho aderito al sodalizio di “Adesso Treia” ove ho trovato un bel gruppo di intellettuali fantasiosi e pieni di idee originali ed il percorso di questo sodalizio è stato vario e pieno di colpi di scena. Prima di là e poi di qua. Ed infine non si capisce bene se -in verità- sia rimasto proprio in mezzo al guado!
Beh, per non sbagliare e non far torto a nessuno ho consegnato il nostro programma (quello del Circolo Vegetariano VV.TT.) a tutti ed ho partecipato agli incontri di tutte le compagnie in lizza. Quella di: Franco Capponi, Daniela Cammertoni, Andrea Mozzoni…
Chi sarà il cavallo vincente? E’ certo che sarà “…oni”.
Ma da quella già riportata e dalla successiva riflessione desidero trarre alcune considerazioni sulla società e sul governo futuro di Treia: “solo una personalità debole ha bisogno di simulacri in cui identificarsi”, e questo è proprio ciò che avviene da parte di molti che, speranzosi, si rispecchiano nell’ideale specifico dell’”…oni” che amano! Tale atteggiamento, spesso, è passivamente e acriticamente imitativo, e può propriamente attecchire in quelli di spirito debole con vocazione forte all’identificazione esteriore e che vogliono realizzare un proprio interesse.
E l’interesse comune?

Dal punto di vista della sintesi dovrebbe trovarsi in un miscuglio dei tre “..oni” ma non è consentito votare per tre candidati, occorre sceglierne uno.

Il meno peggio? Il Renzi della situazione?

Nel tempo medievale i detentori del Potere si avvalevano della forza lavoro per produrre, infatti, senza contadini e artigiani non c’era cibo e nessuna ricchezza; dunque, in qualche modo una forma di tutela esisteva per il popolo, perché un castellano senza mano d’opera, indebolito, non sarebbe sopravvissuto all’ingordigia degli avversari. Ma oggi?

Oggi… auguriamoci che la competizione a tre non imbrogli la comunità col solito cavallo di Troia (Treia). Quello de “l’amore che vince sull’odio” e che nasconde in realtà uno strascico di nefandezze pre e post elettorali. Il cavallo di Treia è anche un disegnino ironico creato dal bravo artista Dumì, lo stesso che in vetrina espone la vignetta “attenti all’uomo”.

Sì, concittadini, attenti all’uomo.. e non sbagliate a mettere la croce sull’ “..oni” giusto, e non lasciate che l’opposizione, capeggiata da un certo Lucifero, prenda il sopravvento (reclamando per sé -in incognita- il titolo di vicario). Il Lucifero che scava oscure e profonde separazioni nella comunità treiese.

Paolo D’Arpini

Ah, approfitto dell’occasione per invitarvi tutti alla Festa dei Precursori, che si tiene al Circolo Vegetariano VV.TT. di Treia il 25 aprile 2014:
http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2014/03/treia-dal-25-al-27-aprile-2014.html

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Memoria Storica sul Circolo vegetariano VV.TT. – La campagna per il salvataggio degli agnelli pasquali. Testimonianza da un articolo del Corriere della Sera

Agnello pasquale – Scrive Pietro Melis: “Si avvicina la tremenda strage di agnelli di Pasqua. Avevo scritto due anni fa al sito cattolici vegetariani proponendo che facessero una dimostrazione silenziosa in p.zza S. Pietro. Mi hanno risposto male. Sono solo parolai. Anche la Michela V. Brambilla che falsamente ha attribuito prima dello scorso Natale a questo papa la frase “a Natale non mangiate agnello”. Sarebbe stato meglio che questo papa si fosse riferito ad un diverso S. Francesco, quello da Paola, che visse 94 anni ed era vegano (protettore dei vegani). Quello di Assisi era un carnivoro che amava le creature per mangiarle, come risulta dalla biografia di Tomaso da Celano. Inoltre promosse con il papa Innocenzo III il programma di sterminio dei Catari. La gente non lo sa. Dunque ha fatto bene questo papa, proveniente dal Paese famoso soprattutto come maggiore mangiatore ed esportatore di carne, a prendere il nome da Francesco d’Assisi. Ho scritto anche questo nel mio libro “IO NON VOLEVO NASCERE”. Potete fare voi qualcosa in p. zza S. Pietro prima della strage di agnelli di Pasqua?”

Mia rispostina: “Per parecchi anni abbiamo cercato di intervenire a favore degli agnelli, anche attraverso adozioni. Facciamo quel che ci è possibile, a “piazza san pietro” non ci bazzichiamo….” – Vedi anche:

Memoria Storica sul Circolo vegetariano VV.TT. – La campagna per il salvataggio degli agnelli pasquali. Testimonianza da un articolo del Corriere della Sera

PASQUA
come ti salvo dal forno il povero abbacchio
la lotta per salvare dal macello migliaia di agnelli

————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Come ti salvo dal forno il povero abbacchio

L’ agnello da latte, a Pasqua, di solito finisce prima in forno e poi sulle tavole imbandite. I vegetariani del circolo di Calcata (Viterbo), pero’ , lo vogliono vivo. Cosi’ hanno lanciato la campagna “lo sciopero della carne morta” e hanno allestito un ostello per capre, pecore, oche, coniglietti, galline e capponi. Un centro di prima accoglienza, insomma, con prati e recinti per tutti gli animali erbivori abituati a cadere in pentola la domenica della Resurrezione. “L’ agnello . dice Paolo D’ Arpini, presidente del circolo che da dieci anni ha la sede sulle pendici della rupe di Calcata . e’ il simbolo cristiano della Pasqua. Vivo, pero’ , non morto. Basta ricordare le immagini di santi dell’ iconografia religiosa, pensare a Gesu’ o a San Francesco con l’ agnello sulle spalle. I vegetariani vogliono tornare al messaggio originario cristiano di pace e chiedono una Pasqua “senza stragi di sangue”. Propongono cosi’ di risparmiare la vita a capretti e agnelli: “Portateli da noi, vivi. Li custodiremo e nutriremo nei nostri terreni e vi faremo scoprire quanto e’ bello averli per amici. Po li affideremo a famiglie che li amano e li cureranno. Perche’ tenere in casa un gatto e non una papera o una pecora in giardino?”. Per la campagna in favore degli animali erbivori sono scesi in campo anche l’ Ente nazionale protezione animali (Enpa) di Viterbo, la Lega antivivisezione e l’ Unione animalista. La Pasqua e’ la festa dell’ amore e del dono . dice Elva Viglino dell’ Enpa, ., perche’ allora sgozzare e squartare quelle povere bestie? E uno spettacolo davvero orrendo: appeno l’ ho visto sono diventata vegetariana”. Dalla rupe di Calcata, cosi’ imponente e magica che pare uscita da una favola dei fratelli Grimm, parte l’ invito per un pranzo pasquale semplice e alternativo. Nella grande cucina rustica, al primo piano del circolo vegetariano, sara’ servita una torta salata, con pecorino grattugiato, pezzi di caciotta e olive. Tra un boccale e l’ altro di vino fragolino prodotto artigianalmente, gli ospiti mangeranno solo fave fresche e uova sode di gallina, papera, oca e quant’ altro. Anche i dolci tradizionali saranno banditi dalla grande tavola di legno chiaro: niente colomba farcita, uova o campanelle di cioccolato. I bambini, poi al posto della solita sorpresa, di divertiranno a dipingere con colori naturali le uova vere, fresche fresche di pollaio. E per Pasquetta, tutti insieme in marcia, magari con gli animali al seguito, per una passeggiata nella valle del fiume Treja.

Cosentino Francesca

Pagina 47
(3 aprile 1994) – Corriere della Sera

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