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USA, Ue, Russia e Cina – Posizioni sistemiche geopolitiche di fronte alla crisi venezuelana ed oltre

Le posizioni di Moavero riguardo alla crisi venezuelana mi confermano che è un uomo del Quirinale. E sta dettando la posizione italiana sul Venezuela. Oggi la posizione ufficiale di Conte, cioè del governo, è molto simile a quella della Mogherini, cioè della Commissione Europea e il M5S sta scontando una micidiale subalternità dovuta alla paura che salti il governo; una subalternità che pagherà a caro prezzo.

Vediamo i pro della posizione della Commissione Europea, fatta propria dal nostro governo: se si rifanno subito le elezioni presidenziali è difficile che il signor nessuno Guaido (che non si è mai presentato alle presidenziali, che è di fatto sconosciuto in Venezuela ed è osteggiato dalle altre primedonne dell’opposizione) possa vincere. Certo, da una parte sarebbe un colpo alla sovranità del Venezuela, un cedimento ai diktat imperiali, ma dall’altra parte c’è un’alta probabilità che i Bolivariani possano rivincere.

Secondo me gli Europei sarebbero soddisfatti, perché penserebbero di aver messo a tacere Trump e schivato l’ennesima crisi internazionale.

Ma vediamo la realtà: gli USA vogliono il Venezuela e continueranno a volerlo si dovesse votare un giorno sì e uno no sotto gli occhi di un milione di osservatori internazionali.

Agli USA delle elezioni non interessa un bel nulla, a meno che non vadano nella direzione da essi voluta e “facilitata”, come in Brasile.

Agli USA della legalità internazionale e di quella delle nazioni non importa un bel nulla. E a fronte delle solite minacce, non credo che la UE si opporrebbe ai nuovi tentativi di destabilizzazione e di rovesciamento di un governo legittimo non asservito, nemmeno se le elezioni fossero santificate dall’alto giudizio (mi’ nonno) della UE.
Guardate la crisi con l’Iran. La Fortezza Europa ha partorito il topolino della INSTEX, la società finanziaria comunitaria che serve ad aggirare le sanzioni contro Teheran. Ma dove si sta tenendo, proprio in questi giorni, la riunione voluta da Trump che ha come obiettivo quella di organizzare una sorta di NATO anti-Iran centrata su USA, Israele e Arabia Saudita? A Varsavia, che è un Paese nato e UE (e “sovranista” di destra).
Certo, la UE ufficialmente nicchia, ma l’Impero le sta già mettendo i piedi in testa.
(Piotr)

Commento di F.R.: “la UE conta una sega, e l’Italia è la mano che si muove. Preghiamo Vlad e Xì che sappiano mettersi di traverso anche questa volta ad un’azione di forza (per ora diplomatica, domani probabilmente militare) che gli USA desiderano da anni condurre. Il punto non è volere ma potere… allo stato attuale, chi altri può svolgere il ruolo di katechon? non certo noi Europei, che costantemente ci allineiamo ai dettami imperialisti anche quando nuocciono a noi stessi…”

Commento di F.G.: “A me dà l’impressione che, come i Cinque Stelle, Vlad e Xi la stiano menando come ai tempi della Libia: aggrottano la fronte, arricciano il naso e poi?
Dove sono le loro navi nei Caraibi, i loro S300 o, meglio S400 antiaerei (quelli negati alla Siria, ma venduti a Arabia Saudita e Turchia!), le loro Forze Speciali, le loro colonne di soccorsi per svuotare l’infiltrazione pseudoumanitaria dei golpisti? In Siria, aldilà della più meno spessa cortina fumogena del “ritiro delle truppe”, in un terzo del territorio nazionale occupato gli Usa e i loro mercenari e pulitori etnici curdi fanno quello che gli pare, fingendo di combattere i ridotti Isis, ma sterminando la popolazione civile araba e negandogli gli aiuti in arrivo da Damasco. Mentre fanno quel che gli pare, a ridosso di Aleppo, i turchi e i loro mercenari Al Nusra e Isis in Idlib e Afrin, in preparazione dell’ulteriore annessione di territorio concordato con gli Usa nella “zona cuscinetto” di 40 km, che non è altro che annessione. Come in Iraq. Mentre, sbattendosene altamente dei rimbrotti russi, i gangster israeliani continuano. a bombardare a piacimento tutta la Siria, con la scusa della presenza iraniana. Fino a che punto vogliamo fare affidamento sui responsabili russi e sui prudenti cinesi?…”

Commento di P.P.: “Ve li vedete i Russi che intervengono militarmente a 10.000 km da casa e i Cinesi a 15.000? Con degli eserciti tutti configurati per la difesa, senza portaerei e altri mezzi per la “proiezione di potenza”?
La Russia è molto debole, la sua situazione interna sta deteriorandosi (a parte l’agricoltura che è rinata), è totalmente circondata dalla Nato. Già il suo intervento (limitatissimo) in Siria è stato un miracolo e di sicuro ci sono delle dialettiche che io non conosco a fondo, ma deleterie, tra Putin e la serpe in seno Medvedev (gli ultimi provvedimenti economici, specie quello sulle pensioni, hanno abbassato sensibilmente il consenso a Putin). Lo stesso vale per l’Iran, che dopo Ahmadinejad è stato un disastro autolesionista continuo.
Gli USA hanno una strategia, seppur perseguita caoticamente perché in una crisi sistemica pochissime ciambelle riescono col buco: organizzare la loro area d’influenza storica in un impero formale, circondare gli avversari euroasiatici con un cordone sanitario fatto di guerre, caos e sanzioni, sperando così che la loro situazione interna si deteriori.
E’ una strategia molto sensata. E sia la Russia che l’Iran la stanno subendo, anche con situazioni interne non floride. La Cina è più solida.
Dal canto loro la Russia e la Cina contano sull’approfondimento della crisi sistemica che vede gli USA tendenzialmente penalizzati sul piano finanziario ed economico. Il problema è che l’egemonia si gioca su tre fattori: quello economico, quello militare e quello politico/ideologico. E, secondo me (e credo anche secondo Russi e Cinesi) il primo ormai è irrecuperabile da parte degli USA. Quello politico/ideologico è invece ancora a favore degli USA anche se è abbastanza dipendente dal primo, mentre il fattore militare è ancora appannaggio degli USA, per quanto dalla fine della II Guerra Mondiale non abbiano mai vinto una guerra.
Sul piano di una guerra nucleare sono tutti pari. Ma non è una gran consolazione.
Se i tre fattori egemonici fondamentali non fossero divisi, non ci sarebbe caos sistemico. E invece c’è…”

Commento di F.G.: “Le distanze geografiche qui contano poco, come dimostrano gli Usa. E furono gli stessi russi a rammaricarsi di non essere stati pronti a reagire sulla Libia. Troppe attenuanti basate sull’assunto delle debolezze economiche. E quelle statunitensi allora?
Com’è che si è arrivati a una Russia totalmente circondata dalla Nato e non agli Usa con i russi a Cuba, in Venezuela, in Bolivia, in Nicaragua, ad Haiti?
E perchè aspettare centinaia di incursioni israeliane, limitandosi a borbottare, prima di concedere il sistema S300 e neanche l’S400 che invece ricevono turchi e sauditi. Realpolitik? Mica un po’ miope, per caso?
Contare sull’approfondimento della “crisi sistemica” degli Usa è come contare su un buon vento che ci porti via il riscaldamento climatico.
Anche la comunicazione dei due colossi euroasiatici sull’enormità che si sta verificando in Venezuela e sugli abusi scandalosi di Trump e Israele non è all’altezza del pericolo.
Credo che varrebbe la pena coltivare qualche dubbio sulla sagacia e coerenza delle strategie sinorusse…”

Articolo collegato: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2019/02/12/vibrata-protesta-contro-i-ministri-italiani-che-hanno-accolto-a-braccia-aperte-i-golpisti-venezuelani/

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Vibrata protesta contro i ministri italiani che hanno accolto a braccia aperte i golpisti venezuelani

Come potete leggere qui (sotto), non solo Salvini ma anche Moavero ha incontrato i golpisti del Venezuela fra i quali Ledezma, repressore dei venezuelani per decenni e architetto di colpi di Stato!

Protestiamo mandando email come gruppi o come singoli, nell’oggetto potremmo mettere:

Ministro Moavero ecco la storia criminale dei golpisti venezuelani che lei ha ricevuto!

a questi soggetti

segreteria.ministro@esteri.it
con copia a:
guglielmo.picchi@esteri.it
manlio.distefano@esteri.it
emanuela.delre@esteri.it

E senza dilungarci, mandare quanto segue (con firma al fondo):

Ministro Moavero, che vergogna! Legga qua la storia criminale dei soggetti che lei ha ricevuto oggi!
In particolare Ledezma.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-incontro_con_i_golpisti_venezuelani_moavero_peggio_di_salvini_alla_farnesina_addirittura_il_fuggiasco_ledezma/82_27132/

Per chi non fosse a conoscenza della famigerata storia di Ledezma sintetizziamo noi in questi passaggi:

Nel 1992, da Governatore del Distretto Federale di Caracas, nominato dall’allora presidente Carlos Andres Perez, Ledezma caratterizzò la sua gestione per la repressione brutale delle proteste sociali, in particolare contro studenti e giornalisti.

In seguito è stato accusato per le irregolarità compiute in qualità di sindaco del Municipio Libertador (1996-2000). Anche queste gestione si caratterizzò per una forte repressione condotta contro i venditori ambulanti, e i pensionati che reclamavano un’adeguata pensione di vecchiaia.

Nel 2000 viene sconfitto nella contesa elettorale da Freddy Bernal (candidato della Rivoluzione) per la riconferma alla carica di sindaco. Non riconosce i risultati.

Arriviamo quindi al 2002 quando Ledezma sostiene il colpo di Stato ordito contro il presidente Chavez e partecipa attivamente alla serrata del settore petrolifero diretta ad affamare il popolo per giungere al rovesciamento del Comandante Chavez.

Ancora golpismo nel 2004, quando lo troviamo a coordinare il cosiddetto ‘Plan Guarimba’. Viene accusato di aver incitato i militanti del suo partito Alianza al Bravo Pueblo ad appiccare le fiamme alla sede del partito Movimento V Republica a Caracas.

Di nuovo sindaco, questa volta dell’area metropolitana di Caracas, appena eletto licenzia 2.252 lavoratori e congela il salario dei pensionati.

Fino a giungere al 2014 quando partecipa attivamente al piano golpista ‘La Salida’, dove persero la vita 43 venezuelani innocenti e si produssero oltre 100 feriti. Viene segnalato tra i promotori del progettato assassinio di Leopoldo Lopez al fine di provocare una forte reazione per rovesciare il governo.

Costui è Ledezma. Il “vampiro” Ledezma è stato un repressore durante i governi della IV Repubblica, un golpista durante i governi Chavez e Maduro e oggi grazie al ministro “Monti” Moavero è di casa alla Farnesina. Una vergogna incredibile, una macchia indelebile.

Marinella Correggia

Integrazione: Rete No War oggi su Sputnik: a proposito del tentativo di golpe eterodiretto da Washington in corso in Venezuela: https://it.sputniknews.com/opinioni/201902127261847-roma-manifestazione-contro-golpe-venezuela/?fbclid=IwAR21ET-pGGfS9qJawexRMeEQk9C0-ihgfh2Rb-t5yvrHpBlPigAOEU91Xzo - (mi han mandato delle domande stamani in fretta – non potevo consultarvi ma spero di aver risposto bene .. ho voluto citare a più riprese Rete No War) e poi mi han chiesto di mandare foto dalla manifestazione. NB. Non so dove hanno preso la mia qualifica “giornalista” del Manifesto, quando sono solo collaboratrice esterna dal 91, ma siccome il Manifesto sul Venezuela sta facendo benissimo, ok…”

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Finanziarizzazione. La disuguaglianza e le sue origini – di Luigi Caroli

La più grande minaccia alla sicurezza e al benessere di tutti noi era – cinquant’anni fa – il comunismo. Di conseguenza, i giornali ne parlavano quasi tutti i giorni. Oggi, una minaccia politica resta ancora, ma i media non ne fanno cenno alcuno.
E’ il CAPITALISMO FINANZIARIO SFRENATO E SENZA SCRUPOLI. Dilaga in gran parte del mondo, osannato dall’ideologia liberal e protetto dalla potenza americana.

Da circa quarant’anni, il capitalismo dei mercati finanziari ha preso saldamente il potere in Occidente. E ciò succede anche se le sue ripetute crisi – che avvengono a distanza di pochi anni – hanno minato la prosperità e il benessere dei cittadini comuni.

Il dominio della finanza sull’economia ha aumentato – in misura insopportabile – la disuguaglianza. Qualche numero vi aiuterà a capirne l’intensità.

I ricchi sono diventati sempre più ricchi e le loro tasse – lungi dall’aumentare in proporzione – sono state addirittura ridotte dai governi. La scusa? Se una persona, specie un imprenditore, guadagna di più (risparmiando sulle tasse), potrà più facilmente creare posti di lavoro e distribuire benessere.
Fole! E’ avvenuto l’esatto contrario.

Il salario medio di un operaio statunitense – negli ultimi 40 anni – è rimasto uguale.
E’ salito un pochino quello medio delle donne ed è diminuito quello degli uomini.
Per contro, è aumentata – dell’80% – la produttività.
I ricchi capitalisti se la sono goduta tutta mentre a chi l’aveva – in larga misura – generata, non sono toccate neanche le briciole.

E – fatto singolare – è diminuita di molto l’incidenza sul PIL della produzione industriale (scesa sotto il 14%). Per contro, è cresciuta – a dismisura – l’incidenza della finanza (passata dal 3 al 18%).
Gli stipendi vigenti nella finanza (mondiale) sono molto alti. Superiori di parecchio a quelli delle più nobili e delle più utili professioni. Le operazioni finanziarie avvengono a ritmo inconsulto. Lo scambio delle azioni avviene a ritmo frenetico, aumentando – di molto – gli incassi complessivi dell’intermediazione.
Quel che è peggio, la finanza non investe nella produzione ma preferisce farlo (per tre quarti sul totale) nella finanza.
I maneggioni (stessa radice di manager) guadagnano cifre folli e si autopremiano, anche quando le cose vanno male. Obama nel 2009 ha lasciato che i grandi banchieri
che avevano creato voragini(ricorda il fallimento Lehman Brothers del 15 settembre 2008), riempite dai soldi del Tesoro americano(solo in quel caso i neoliberisti hanno considerato utile l’intervento dello Stato), ne prendessero una grossa parte per attribuirsi ricchissimi premi.

MALUS PER IL 99,9%, BONUS PER LO 0,1%. Costoro non creano valore, ma estraggono valore senza che nessuna loro attività venga controllata. Ci sono nel mondo centinaia di banche ombra, di cui non si conoscono i proprietari.
Risultato di tutto questo? Avete certo letto che l’1% della popolazione del pianeta possiede il 50% della ricchezza mondiale. Il 5% ne possiede il 90%.

Il primo 1% possiede il 50%, il secondo 1% possiede il 18%, il terzo 1% possiede il 10%, il quarto 1% possiede il 7%, il quinto 1% possiede il 5%, il 20% possiede zero.

La RICCHEZZA MONDIALE è 520.000 miliardi di dollari. I super-ricchi, VERI PAPERONI, sono 1500 (lo 0,2% del totale). Sono coloro che possiedono almeno 1 miliardo di dollari. Possiedono complessivamente 6.200 miliardi, pari al 12% del totale. Alla creazione dei meccanismi – perlopiù truffaldini – che consentono smisurati arricchimenti a un discreto numero di persone la cui maggior dote è la mancanza di scrupoli, contribuiscono prestigiose Università inglesi (patria del liberismo), le grandi banche d’affari e il Tesoro statunitensi e perfino i bocconiani, avvizzito fiore della nostra parrocchietta economica. Quando si tratta di far leva sulla miglior preparazione (derivante dalla casta d’appartenenza) per imbrogliare i più ignoranti (i risparmiatori) non si tirano indietro. Sappiate che da un paio d’anni hanno la cattedra di BITCOIN (la cui quotazione in cinque anni è salita da 1 dollaro a 20.000 ma, da mesi, oscilla tra i 3300 e i 3800 dollari). Il professore di bitcoin raccomanda agli allievi: nelle catene di Sant’Antonio l’importante è il “timing”. I professori della Bocconi pontificano sul quotidiano FAKE NEWS alzando al cielo i lai verso i populisti che esprimono dei dubbi, ma quelli sono “ignoranti che sbagliano i congiuntivi”.

L’eccesso di finanziarizzazione ha ridotto al minimo la crescita della produzione e dello scambio dei beni. Sta abbattendo salari e stipendi (tranne quelli della finanza) e ha generato una crisi di fiducia nel futuro che ha completamente cancellato l’ottimismo degli anni Sessanta e Settanta. La natalità – in Italia e in Europa – continua a diminuire. In Africa rimane alta e quindi l’emigrazione non potrà che crescere – vista anche la spoliazione dei loro terreni e dei loro giacimenti da parte di cinesi, francesi e company. A poco serviranno i muri e Salvini dovrà mettere in cantiere le cannoniere. Incuranti di tutto ciò, i principali adepti del NEOLIBERISMO formano un circolo ristretto di potere che domina la scena in Europa e in America e ne dirige l’andamento in materia di politica economica e di relazioni interne.

I poveri, non solo lo diverranno sempre più (non dimenticate che negli USA, dove il reddito medio è quasi due volte il nostro, 80 milioni su 325 sono poveri e un consistente numero di costoro vive peggio, non avendo assistenza sanitaria, dei nostri 8 milioni di poveracci) ma diverranno SCHIAVI senza neanche il diritto alla protesta. L’ideologia che impera è il NEOLIBERISMO. Il loro figlio è stato il GLOBALISMO. Ha giovato a una parte consistente degli abitanti di CINA, INDIA E VIETNAM, a una parte di COREA DEL SUD, ETIOPIA, NIGERIA e a parti minori di altri piccoli Paesi. Ha fatto diventare stra-ricchi 15 mila americani ma ha peggiorato la situazione di tutti gli altri. E’ – con la Cina – lo Stato dive sono state create le maggiori disuguaglianze. In 30 anni sono quintuplicati: SUICIDI (ora sono 45 mila all’anno), MORTI PER OVERDOSE (150 mila all’anno), CARCERATI – in 4800 prigioni (sono 2,5 milioni).

In Italia, possiamo annoverare tra gli entusiasti neoliberisti: Mario Monti, Mario Draghi (in attesa – dopo il 31 ottobre – di una nomina presidenziale bis di quella alla “Napolitano”), Alberto Alesina (che insegna ad Harvard e visita la Bocconi per scrivere con Francesco Giavazzi) e tutti i Bocconi Boys. Con una sola eccezione: ILARIA BIFERINI. Laureata, col massimo dei voti, alla Bocconi, ha già scritto due libri, in cui dissente totalmente dal verbo bocconiano.

“NEOLIBERISMO E MANIPOLAZIONE DI MASSA” (2017) e “I COLONY DELL’AUSTERITY” (recente). Riferisce che: LE MISURE IMPOSTE DAL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE E DALLA BANCA MONDIALE AI PAESI DEL TERZO MONDO SONO LE STESSE IMPOSTE AGLI STATI DELL’UNIONE EUROPEA.

A ruota, il gruppo dei strapagati lacchè: Luciano Fontana, Francesco Fubini e le GRANDI FIRME, autorevoli e supponenti estensori di fake news, Repubblica e Il Sole 24 Ore (che non ha mai difeso un piccolo imprenditore o un risparmiatore).
Attardati, ma in rimonta, arrivano coloro che si spacciano di sinistra. A sinistra non hanno il cuore ma il portafogli. Il seggio che cercano di conservare li ha trasformati in neoliberisti d’accatto. Sbandierano migranti, disoccupati, senza casa e tartassati da tasse (che loro cercano di non pagare).

VIGE IN TUTTO IL MONDO IL PENSIERO UNICO che accomuna DESTRA e SINISTRA.

Al culmine, le élites che ODIANO I POPULISTI (qualcuno dei vecchi sinistri ha dimenticato quando cantava “AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA”?). Loro sono passati alla riscossione. E, per non correre rischi, hanno impegnato parte del bottino nel tentativo di distruggere i populisti. Ci riusciranno?

Sul “quotidiano fake news”, sabato 26, Ferruccio De Bortoli ha mostrato chiaramente di non sapere un cazzo di quel che scrivono i maggiori esperti mondiali di economia scrivendo: “L’austerità aiuta la crescita”.

Se leggete solo quel quotidiano farete figuracce discutendo con chi si fosse veramente informato leggendo qualcuna delle centinaia di pubblicazioni di prestigiosi economisti o i libri di due Premi Nobel per l’economia. JOSEPH STIGLITZ (2001) e PAUL KRUGMAN (2008). Loro scrivono l’esatto contrario. Per più del 90% degli economisti “veri”:
IN UN PAESE IN CRISI ECONOMICA, L’AUSTERITA’ E’ UN VERO E PROPRIO SUICIDIO. IL PAESE SI RIAVRA’ SOLO DOPO MOLTI, MOLTI ANNI E DOPO GRANDISSIME SOFFERENZE DEI SUOI CITTADINI. Ma…i ricchi “manipolatori di massa” – come li definisce Ilaria – otterranno un aumento dei loro stipendi. Sono strapagati per mentire da chi diverrà – lui sì – ancora più ricco con l’austerità.

Sono ormai molti i Paesi semidistrutti da una teoria spacciata (e considerata) come Vangelo da due autorevoli professori (una è donna, Carmen REINHART, l’altro è Kenneth ROGOFF).

Raccontata nel 2010, è stata stroncata nel 2013 da un ventottenne studente di economia che, rifacendo i conti che non gli tornavano, ha scoperto un errore nel foglio di calcolo che avrebbe dovuto convalidare la “nuova teoria”.
“Vedete? Ecco la prova empirica”. Quella visibile è la “balla empirica”!

In aggiunta alla contestazione dello studente, altri professoroni hanno evidenziato delle trascuratezze ed omissioni indegne di un professore universitario. Ma… basandosi su quella teoria, nel 2011 e nel 2012 Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea (la BCE diretta dal famoso e immeritatamente lodato Mario Draghi) avevano martoriato Grecia, Portogallo e Irlanda che l’hanno subita sulla loro pelle. Il maggior propalatore italiano di fake news, Federico Fubini, che per più giorni – allo scopo di annientare i nostri populisti – ha scritto balle colossali (che avrebbero potuto far fallire le banche italiane e tutta l’Italia) e si è augurato – vero traditore – che intervenisse la TROIKA per sottoporre l’Italia all’austerità che aveva imposto nel 2010 alla Grecia, è stato smerdato, davanti all’intera redazione, dal corrispondente da Bruxelles Ivo Caizzi, che ha evidenziato le sue bugie. Il tifoso di Berlusconi, che dirige una mezza dozzina di vicedirettori, ha punito il mentitore assegnandogli diversi altri articoli in prima pagina e un viaggio-premio – come inviato speciale – a DAVOS (Svizzera) per la riunione del Fondo Monetario. Ha così potuto rilevare – dopo accurate indagini – che in quel contesto Merkel (che lo bazzica da più di dieci anni) è più conosciuta di Conte. Che fiuto! Il “vero” giornalista rimane in castigo.

L’indefesso propagatore di menzogne, reduce da Davos, svela con un articolone odierno una scoperta fatta ad Harvard (dove insegna il suo “amico” Alesina).

Sono predisposti al fallimento i Paesi che hanno un alto tasso di mortalità infantile.

La colpa del nostro fallimento, inevitabile se non torneranno tutti i governanti di prima (compreso Berlusconi), è dei meridionali. Le loro strutture sanitarie non sono dotate dei miliardi che i ladroni milanesi sperperavano finanziando il celeste Formigoni. Talvolta (sono pugliese) gli ospedali nel sud non hanno neanche l’acqua corrente.
Un altro vicedirettore (Fubini lo è ad personam – forse cambia le pantofole al direttore) si è esibito – il 28 gennaio – in una scoperta. La nuova straordinaria balla che fa seguito a quella di De Bortoli di sabato 26 è la AUSTERITA’ ESPANSIVA.
Questa cazzata solenne, propalata nel 2009 da Alesina e da una sua giovane allieva, SILVIA ARDAGNA – ora capo economista in Goldman Sachs – fece sì che, quando il giovane studioso ventottenne scoprì che l’AUSTERITA’ NON FACEVA MIRACOLI (perché l’unico miracolo l’aveva fatto chi aveva compilato il foglio di calcolo errato), I BOCCONI BOYS FOSSERO LETTERALMENTE DERISI PER QUESTA SCOPERTA (?) DALL’INTERO CONSESSO ACCADEMICO MONDIALE. Si sbellicarono letteralmente.

Caro lettore, chiudo raccomandandoti un po’ di austerità. Farà bene a te e a tutta l’Italia. Non comprare più il “quotidiano fake news”.

Luigi Caroli – 10 febbraio 2019 – Milano ste72mi@yahoo.it

PS: Juncker e altre autorità finanziarie europee e mondiali si sono scusati per l’austerità imposta ai greci e ad altri sfortunati Paesi. Solo gli imbecilli insistono. Hanno il loro tornaconto.

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Appello al Governo Italiano per la difesa della democrazia in Venezuela

Noi cittadini italiani, appartenenti a movimenti sociali, sindacati, partiti, organizzazioni ed associazioni, chiediamo al Governo Italiano di non riconoscere l’autoproclamato presidente Juan Guaidò e di respingere qualsiasi interferenza esterna alla sovranità della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Il popolo venezuelano ha già eletto un proprio Presidente nelle elezioni del maggio scorso, e questo si chiama Nicolas Maduro. Affermare il contrario significa dimenticare le norme fondamentali del Diritto Internazionale e avallare le minacce di guerra che il Governo di Washington e Donald Trump stanno lanciando incessantemente in questi giorni. Accodarsi alla isteria bellica significa,tra l’ altro, mettere a repentaglio la vita dei nostri concittadini.

Chiediamo all’Unione Europea di dimostrare la sua indipendenza dagli Stati Uniti e che sia attrice nella mediazione e nella conciliazione e non nella guerra e dalla parte del golpe.

Affinché l’Italia non macchi di nuovo la sua Storia di sangue, ma si faccia promotrice del dialogo e della Pace, come unica soluzione in questa delicata situazione, invitiamo tutti a partecipare al sit-in che si svolgerà martedì 12 febbraio 2019 dalle 14.00 alle 18.00 a Piazza Vidoni a Roma, in contemporanea con la discussione al Senato della questione venezuelana.

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba,
USB Unione Sindacale Di Base pag. nazionale,
Potere al Popolo
Rete dei Comunisti
Patria Socialista
Partito della Rifondazione Comunista
PCI – Partito Comunista Italiano
Italia – Venezuela Bolivariana
Eurostop.info
Giuristi Democratici
Nuestra América
Noi Restiamo
Rete No War
Jvp Italia
Associazione Italia Nicaragua
Altrenotizie
Casa del Popolo “Giuseppe Tanas”
SGB
CUB Roma
Comunità palestinese di Roma e Lazio
Migrantes Ecuatorianos con la Revolución Ciudadana
Rete di intellettuali ed artisti a difesa dell’umanità
Centro Studi Cestes
Contropiano.org
Palestina nel cuore
Associazione amici dei prigionieri palestinesi
Laboratorio europeo per la critica sociale
Circolo Vegetariano VV.TT.

Post Scriptum: Affinché l’Italia non macchi di nuovo la sua Storia di sangue, ma si faccia promotrice del dialogo e della Pace, come unica soluzione in questa delicata situazione, invitiamo tutti a partecipare al sit-in che si svolgerà martedì 12 febbraio 2019 dalle 14.00 alle 18.00 a Piazza Vidoni a Roma, in contemporanea con la discussione al Senato della questione venezuelana.

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Commento di Marco Palombo:
“Lunedì, 11 febbraio 2019, una delegazione di Guaidò, sarà al Viminale da Salvini. Martedì 12 febbraio mattina ci sarà discussione e voto a Montecitorio, il pomeriggio di martedì ci sarà discussione e voto al Senato. (Marco)”

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Italy Saves Europe’s Dignity over US Bullying of Venezuela


Della serie: “Dio li fa e poi li accoppia”

It’s comically ironic. France has now recalled its ambassador from Rome in a mounting row over Italy’s alleged “interference” in French internal political affairs. This is at the same that France and other European states are joining in a brazen campaign by the United States to overthrow the elected president of Venezuela, Nicolas Maduro. Irony doesn’t come much thicker than that.

The row between France and Italy is but the latest in a long-running spat between French President Emmanuel Macron and the newly elected coalition government in Rome. The Italian government is an unlikely coalition between the left-leaning Five Star Movement (5SM) and a rightwing party, La Lega (The League).

Both parties are highly critical of the EU establishment and neoliberal capitalist polices which France’s former Rothschild banker-turned-president Macron embodies.

Rome has also slammed France for its responsibility in fomenting massive immigration problems for Europe and Italy in particular through Paris’ criminal military interventions, along with the US and other NATO powers, in the Middle East and North Africa.

Things came to a head this week when it emerged that Italian deputy Prime Minister Luigi Di Maio (and 5SM leader) had met with members of the Yellow Vest protest movement in France. The Yellow Vest movement has been holding nationwide demonstrations for the past 12 weeks protesting against Macron’s economic policies and what they call his elitist style of government. Di Maio and the other Italian deputy premier Matteo Salvini (leader of The League) have been openly supporting the French protesters, whom they identify with as part of a popular revolt across Europe against neoliberal austerity.

Reacting to reports of Italian government contact with the French protesters, France’s Foreign Minister Jean-Yves Le Drian said it was “outrageous interference” in his country’s internal affairs. The row has further escalated after France recalled its ambassador from Rome. The last time that happened was in 1940 during the Second World War. This is a major breakdown in relations between two of the EU’s founding members.

Here is where the irony descends into farce. France is blustering with rage at Italy’s alleged meddling in its sovereign affairs while at the very same time the French government is party to an international effort led by the US to bring about regime change in Venezuela. The hypocritical arrogance is priceless.

This week France and several other EU members, including Germany, Britain, Spain and the Netherlands, announced that they were “recognizing” a self-proclaimed president in Venezuela. Marginal opposition figure Juan Guaido declared himself the “interim president” of the South American country on January 23. There are well-documented links between Guaido and his far-right opposition party to the American CIA. The move to delegitimize the elected president, Nicolas Maduro, has been orchestrated by the Trump administration. It is a blatant illegal regime-change maneuver that violates the UN Charter and international law. Maduro’s socialist government and the nation’s natural oil wealth – the largest known reserves on the planet – are obvious targets for Washington and European capital.

Russia, China, Iran, Turkey, as well as some Latin American countries, including Mexico, Nicaragua, Bolivia and Cuba, have rightly denounced the interference in Venezuela’s sovereign affairs. Washington’s demand for Maduro to step down under the threat of US military invasion is a staggering display of imperialist aggression. But the international gangsterism is being indulged by certain European states, primarily France, which are bestowing a veneer of legitimacy to the whole disgraceful business.

Italy is one of the few EU states that has refused to go along with the US-led criminal campaign for regime change in Venezuela. The Italian government reportedly blocked the EU from issuing a joint policy statement calling for the recognition of Guaido as “president” in place of Maduro. Those European powers that are engaging in the Washington’s violation of Venezuela are doing so on their own complicity, not in the name of the EU.

Italy’s principled stand, along with Russia and China, in defense of Venezuela’s sovereignty is a commendable adherence to international law. By not allowing the EU to be associated with the US skulduggery, that is a vital setback to Washington’s machinations.

Thus, the Italian government has saved the EU from descending into total disrepute. It is bad enough that certain members like France are engaging in the US-led gangsterism against Venezuela, but at least Italy’s blocking action has prevented the EU as a bloc from being complicit.

If the fundamental principle of non-interference in the sovereign affairs of nation states is not respected, then the entire system of international law unravels. The principle has been violated many times in recent years, most notably with illegal wars conducted by the US and its NATO partners in the Middle East and North Africa. But the latest episode of regime change in Venezuela is perhaps the most audacious yet. Washington and its European lackeys are intent on abolishing the democratic mandate of President Maduro and the ruling of Venezuela’s Supreme Court.

Washington and its pathetic European accomplices are opening a Pandora Box of global lawlessness if they get away with their criminal bullying of Venezuela.

Russia, China, Italy and other nations are essentially holding the line between a semblance of order and unfettered chaos.

We may consider the Italian deputy premier’s contact with French protesters as ill-advised politics. But whatever mistake Italy may have done in that regard, it is negligible compared with the astounding arrogance and criminality of France and other European states in their violation of Venezuela’s sovereignty. The arrogance of France’s reaction to Italy’s alleged interference this week is a spectacle to behold.

If anything, Italy deserves applause and respect for exposing the hypocrisy of France and other European would-be Neo-colonialists.

A bitter aspect of the irony is this: the French president and others are contemptuous of democracy and international law, not just in Venezuela, but towards their very own people.

Strategic Culture Foundation

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Commento di J.E.: “Qui è dove l’ironia scende in una farsa. La Francia è piena di rabbia per una supposta intromissione dell’Italia nei suoi affari sovrani, mentre allo stesso tempo il governo francese è parte degli sforzi internazionali guidati dagli Stati Uniti per portare a un cambio di regime in Venezuela. L’arroganza ipocrita non ha prezzo.”

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