Limitare i consumi superflui – Carta igienica in eccesso?… Soluzione: corretta alimentazione e lavarsi….

Ci sono fenomeni incomprensibili nel mondo moderno. No, non sto parlando della politica italiana, parlo di fenomeni di costume, anzi di consumo per me difficili da comprendere. L’Italia è un paese ricco di montagne e di sorgenti di acqua buonissima. Basta camminare per le nostre Alpi, Appennini, colline. Questa acqua arriva più o meno in tutte le case italiane, eppure siamo i primi consumatori in Europa di acqua minerale, con 206 litri a testa e 250 marchi differenti. Effetto del marketing incessante? Boh.

Altro fenomeno per me incomprensibile è l’uso massiccio di carta igienica. Una nota marca vantava negli anni ‘80 del secolo scorso 10 piani di morbidezza. Il consumo è in continua crescita, tanto che, in tempi recenti una marca concorrente srotolava km di carta igienica fin nello spazio.

Eppure niente è così poco igienico come la carta in bagno che serve solo a “spalmare” eventuali residui organici in zone delicate e sensibili. Dico “eventuali” perché chi è in buona salute produce residui di giusta consistenza e ben lubrificati che non producono effetti collaterali. Gli animali selvaggi e sani non necessitano di carta igienica. Ognuno di noi ha avuto modo di sperimentare almeno in qualche occasione, immagino.

La carta non garantisce alcuna igiene se non viene seguita da un accurato lavaggio. E allora? Perché non passare direttamente al lavaggio? Tutti abbiamo in casa il bidet, invenzione europea del 1700, ma di cui si trovano esemplari rudimentali in alcune case della Roma imperiale. Quei soliti romani che, mentre invadevano Europa, tutta la fascia mediterranea dell’Africa e il vicino oriente fino alla Turchia e all’Armenia portavano strade, ponti che non crollano e acqua potabile (guarda l’immagine sulla banconota da 5 euro).

E allora? E’ la società dei consumi che ci ha reso schiavi di consumi inutili e dannosi per la salute e per l’ambiente? In oriente dove la civiltà dei consumi non ha ancora preso piede è consuetudine usare una piccola bottiglia d’acqua per l’igiene intima cui è dedicata esclusivamente la mano sinistra. Non vi sembra più sano?

Mario Tozzi, noto ricercatore, geologo e scrittore ha confessato di usare solo acqua e sapone per l’igiene post-produzione. Sui nostri rotoli bisognerebbe mettere la scritta: “NUOCE GRAVEMENTE ALL’IGIENE INTIMA! LAVATI”.

La nostra crisi politica deriva da una scarsa igiene intima?

Maurizio Baldini – segreteria@traterraecielo.it
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