Miscellanea: “Trump, Carabinieri, Pensioni…” Il copione si disvela

Tre rapidissime riflessioni su tre temi cogenti: Trump, i carabinieri, le pensioni.

L’INCOGNITA TRUMP
Ricordate il precedente articolo che si intitolava “Donald Trump: da paladino della pace a sceriffo della guerra” e riferiva della evidente simpatia del Presidente USA per la fazione israeliana del premier Nethanyau. Si sottolineava il ruolo del genero di Trump, Jarod Kushner, finanziere ebreo-americano che ha sposato Ivanka, la figlia prediletta del tycon, e che è particolarmente vicino a Benjamin Nethanyau.
Ora, l’ultima mossa di Trump (che chiaramente prelude al riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato israeliano) si inserisce ovviamente in questo contesto, ed è una miccia a lenta combustione. Come minimo, provocherà una nuova intifada nei territori palestinesi; come massimo, l’incendio del mondo islamico. Gerusalemme, infatti, è una delle quattro “città sante” dell’Islam; e certamente i musulmani di tutto il mondo non accoglieranno con gioia la prospettiva che diventi la capitale della detestata entità sionista.
Ma a Nethaniyau sta bene così. Lui non è esattamente un uomo di pace. Il suo pallino – si sa – è una guerra contro l’Iran. Solo che Israele contro il gigante sciita non può farcela; a meno di voler usare le armi atomiche (che Tel Aviv detiene in gran numero, anche se tutti fanno finta di ignorarlo). Una cosa del genere, però, guadagnerebbe a Israele l’ostilità del mondo intero.
Da qui la necessità di coinvolgere sempre più fortemente gli Stati Uniti. E Pel-di-Carota sembra ansioso di farsi coinvolgere. Che Dio ce la mandi buona.

I CARABINIERI NEL MIRINO
Ricordate “Chi ha paura dei Carabinieri?” L’articolo si occupava di due campagne di stampa contro l’Arma. Una che prendeva come oro colato le accuse di due signorine americane che accusavano di stupro due carabinieri; ed una che adombrava un complotto di alcuni ufficiali dell’Arma per inguaiare il padre di Renzi. Due argomenti poi spariti misteriosamente dalle prime pagine. Chissà perché? Forse – ma è solamente il dubbio di un eretico – perché si trattava di due bufale? Comunque – concludevo – la mia sensazione era che si volesse mettere l’Arma quasi sul banco degli imputati.
Adesso – appena qualche giorno fa – un’altra campagna di stampa contro un giovane carabiniere, accusato di tenere in camera una bandiera “neonazista”. Una scempiaggine, quand’anche fosse stata vera, finita addirittura sulle prime pagine dei quotidiani e nei titoli di testa dei telegiornali. Quand’anche fosse stata vera, dicevo. Perché vera non era. Il pericoloso vessillo non apparteneva al Terzo Reich hitleriano, ma al Secondo, il prussiano, quello dell’Ottocento. Naturalmente – secolo più, secolo meno – la zelante stampa d’informazione non ha dato peso alla cosa. Ma – quel che è più grave – è che analogo atteggiamento sia stato tenuto dalla ministra della Difesa, Roberta Pinotti, che è intervenuta severamente sul vertice dell’Arma, invocando il massimo rigore.
Sia andata come sia andata, ancora una volta l’Arma dei Carabinieri è al centro delle polemiche. Perché? Qualche malpensante ha ipotizzato che qualcuno voglia preparare il terreno per il suo scioglimento e per la confluenza in una sorta di polizia dell’Unione Europea, per la quale è stato già stabilito il nome: Eurogendfor, acronimo che sta a significare Forza di Gendarmeria Europea. In sostanza, ci vogliono togliere anche i Carabinieri.
Ancora non hanno avuto il coraggio di farlo, ma io non escluderei che certe ridicole montature – sotto sotto – perseguano proprio questo obiettivo.

IN PENSIONE A 70 ANNI
Per finire, un richiamo all’età pensionabile: «In realtà – ad andare benissimo – nessuno dei trentenni di oggi potrà iniziare a “godersela” (si fa per dire) prima dei 70 anni.»
Qualcuno avrà certamente pensato che si trattava di una esagerazione. Purtroppo non è così, ed a confermarlo è un rapporto dell’OCSE appena pubblicato. Secondo questa fonte – più che autorevole – i giovani italiani che hanno cominciato a lavorare nel 2016 raggiungeranno la soglia del pensionamento a 71 anni e 2 mesi di età. “Merito” – naturalmente – di quel trucchetto riformista che aggancia l’età pensionabile alla “aspettativa di vita”. Che volete, queste sono le riforme “che l’Europa ci chiede”.

Michele Rallo

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