Viterbo: “Disabilità congenita, disabilità da malattia e disabilità da disavvertenza medica” – Il caso emblematico di Peter Boom

Leggo con sgomento che questa settimana è dedicata agli handicappati. E mi
sono chiesto se fosse un’operazione prettamente propagandistica alla quale
partecipano tutte le autorità.

Nel settembre 2003 fui reso handicappato da una iniezione anestetica spinale
(anzi due, perché alla prima il dottor Lepri non riuscì a penetrare con l’ago
dentro la spina dorsale)   all’ospedale Belcolle di Viterbo. Avevo firmato per
l’anestesia totale spiegando al dottore le ragioni di questa mia esigenza.
Quando uscì dall’ospedale dopo l’operazione (eseguita alla perfezione dal
chirurgo Massimo Fattorini) non sentivo più quando il piede della gamba destra
mi arrivava a terra. Mi consigliarono di prendere il Neurontin, che non mi fece
niente. Dopo sei mesi un medico mi disse che non sarei più guarito perché i
nervi ancora non riescono a guarirli, in questo caso il nervo sciatico della
mia gamba destra risultò lesionato.

 

Cammino male, storto e solo per piccole  distanze con un bastone seggiola, faccio continue cure (pagate da me) e i  dolori si fanno sentire sempre. Andai dall’avvocato che dovette scrivere all’ospedale per ottenere la cartella clinica (a me dissero che era andata  persa) e fui anche in seguito trattato con metodi che non esito a definire
mafiosi, indegni per la professione dei medici ed altrettanto vergognosi per un
ospedale. Andai dal Servizio Sociale (sic!!!) del Comune di Viterbo dove ho
presentato le domande per farmi almeno rimborsare le due seggiole Stannah che
ho dovuto mettere a casa, non ho sentito più niente. La Commissione Invalidità
della ASL evidentemente e anche giustamente è un apparato molto diffidente (a
causa di tutte le invalidità dichiarate falsamente) e mi ha quest’anno
riconosciuto il 70% di invalidità (40% per la sordità e solo il 30% per la
gamba).

 

Per conoscere questa percentuale ho passato una mattinata negli uffici
(palazzo di vetro, ma di vetro poco trasparente) della ASL senza ottenere una
risposta e per ottenerla ho di nuovo dovuto chiedere aiuto all’avvocato.
Invece di assistere gli handicappati mi pare che veniamo soltanto ostacolati e
meno male che cammino ancora un po’, ma per quelli che stanno peggio di me
questo mondo e questa burocrazia dev’essere un inferno al quale non ci si
riesce nemmeno a ribellare. Sono caduto parecchie volte (la gamba destra può
cedere completamente ed all’improvviso) col risultato che anche il ginocchio
destro si è rovinato per cui ritengo di aver diritto almeno ad un
accompagnamento, un indennizzo. A Viterbo l’esistenza per gli handicappati non
è semplice, i parcheggi riservati sono spesso occupati abusivamente e a
Bagnaia, dove abito, regna la più completa anarchia, il borgo giorno e notte
invaso da macchine che non hanno permessi. La irresponsabilità del Comune è in
questo caso enorme, perché ambulanze, Vigili del Fuoco e persino le Forze
dell’Ordine hanno difficoltà o sono addirittura impossibilitati di passare in
caso di necessità. Durante le sacrosante feste parcheggiare diventa
impossibile, non hanno la sensibilità e l’intelligenza di assegnare posti
alternativi temporanei dove gli handicappati possono lasciare le loro macchine.
Che vergogna!!!  Altrettanto irresponsabile è il fatto che le strisce pedonali
sono quasi cancellate e che non vengono mantenute visibili. Nell’ultimo mese
sono stato quasi investito per tre volte dalle macchine, una situazione di
grande pericolo più volte segnalata ma…. nessuna risposta.

Quando vado in piazza del Comune gentili vigilesse mi fanno sempre
parcheggiare per poter accedere agli uffici, per andare in qualche negozio, per
partecipare ad un convegno in Prefettura o allo Schenardi. La sera del 10
agosto per poter assistere al concerto del mio amico Harold Bradley nel cortile
del Comune, ho parcheggiato dove le suddette vigilesse mi fanno sempre
parcheggiare e senza arrecare nessun danno alla sicurezza o impedimento alla
circolazione. La mia macchina aveva il contrassegno dell’invalidità bene
esposto e accanto c’era parcheggiato l’automezzo dell’organizzazione del
concerto con tanto di autorizzazione del Comune. All’uscita abbiamo trovato le
multe.

 

L’organizzatore si è scusato, ha preso la multa mia dicendo che
l’avrebbe portata dal Sindaco Marini. Può darsi che il solerte vigile abbia
fatto legalmente il suo dovere, ma il risultato pratico è che il centro storico
per me diventa zona praticamente off limits, salvo quando ci trovo le mie care
vigilesse, forse più ligie e anche più comprensive di tanti loro colleghi. La
multa mi è ora arrivata a casa e vorrei che il Sindaco si attivasse per
levarmela.
L’elenco sarebbe ancora lungo, ma spero che le mie richieste ricevano una
risposta adeguata anche perché certamente non peseranno sul deficit del Comune
o altri enti implicati.
Peter Boom.

I commenti sono disabilitati.