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Bioregionalismo, ecologia profonda, spiritualità laica – Intervista di Lorenzo Merlo con Paolo D’Arpini


Intervista di Lorenzo Merlo con Paolo D’Arpini

LM: Paolo, come sei definito dalle persone?

P D’A: Sderenato. Anzi mezzo sderenato, perché sono anche una persona abbastanza equilibrata e anche un po’ impegnata.

Ma mezzo sderenato penso sia una tua definizione di te stesso, le persone, come ti definiscono?

Se potessero conoscere il significato del termine mezzo sderenato credo che lo userebbero volentieri perché mi rappresenta.

Ma non conoscendolo?

Non conoscendolo forse potranno dire che sono un tipo particolare molto strano, un po’ mezzo sciroccato in sostanza, anche perché il mio modo espressivo si manifesta in questa forma.

In occasione della tua presentazione tenuta a Treia a una mia pubblicazione, ho scritto di te: “Uno dei referenti della ricerca umanistica, per non dire spiritualistica italiana”. In che termini ti calza? O non ti calza?

Ci sta perché nella ricerca spirituale non è importante ricoprire una carica autorevole anzi, è esattamente il contrario. Se noi andiamo a vedere la funzione che svolsero gli insegnanti, o santi, o maestri che furono, erano sempre sotto traccia. Poi dopo, successivamente magari, venivano portati in auge e descritti come chissà che, ma nel momento in cui vivevano la loro normale esistenza terrena, erano persone normalissime, probabilmente anche abbastanza emarginate. È un aspetto da tenere in considerazione.

C’è una sorta di piccola vanità – senza accezione negativa – nel ricordare questa similitudine?

Certo, senza accezione negativa. Perché effettivamente non ci si può vantare di essere un maestro. E se non c’ è il vanto, non c’è neanche l’esposizione di se stessi nel mondo; ne è una conseguenza. O perché si è magari incapaci di esprimere sentimenti, pensieri o, scusa la parola, insegnamenti. Non si può fare come se fosse un insegnamento cattedratico dove uno si erge a maestro. Il compito o la missione deve essere, o può essere, compiuto senza pretese, in una forma del tutto semplice e conviviale.

Quanto hai appena detto, ha dei legami con la tua educazione, la tua famiglia, la tua biografia diciamo giovanile?

Può darsi. Nel senso che devi sapere che la mia famiglia (dal lato paterno) era di origine ebraica. Durante il periodo fascista, per evitare i problemi che tutti possiamo immaginare, mio nonno decise di cambiare il cognome e di convertirsi al cristianesimo e così evitò di essere perseguito. In seguito a ciò, non è che la nostra famiglia fosse diventata cristiana, però era diventata laica. Nel senso che non seguiva più nessuna forma religiosa. Questo imprinting in qualche modo mi è rimasto, nonostante a quel tempo non è che fossi particolarmente consapevole di ciò che era avvenuto. In seguito ne venni a conoscenza e compresi il motivo per cui non c’erano particolari convenzioni religiose nella mia famiglia e ci si limitava nel perseguimento di un’etica umana. Tutto ciò è stato importante per me, perché non sono stato impregnato di una particolare religione. In seguito alla morte di mia madre fui invece mandato in collegio dai salesiani e lì cominciai ad apprendere anche qualcosa della religione cattolica. La novità mi prese però per breve tempo, nel senso che appena capii che il cattolicesimo non era altro che una sequela di dogmi e favole, capii che tutto sommato non faceva per me e quindi proseguii sulla strada della laicità. Nella prima parte della vita tutti i bambini vivono in una dimensione dove ciò che sognano si realizza, perciò se sognano di cavalcare nel cielo, prendono una scopa e la cosa si compie. E non possono che riferire di aver cavalcato nel cielo.

Quell’incanto quando si è interrotto per te? Ti ricordi il momento, o la circostanza o l’episodio che ha provocato l’infrazione?

L’interruzione avvenne per un fatto fortuito che improvvisamente mi rese consapevole della vacuità di ciò che appare. Avvenne tantissimi anni fa quando i miei si erano trasferiti a Trieste a causa di mio padre che lavorava nelle ferrovie. Ero un bambino piccolissimo, avrò avuto forse tre anni, o qualcosa di più. Una sera, voci sotto casa annunciavano lo spettacolo di un circo. La promessa dei miei genitori, che mi avrebbero portato a vedere lo spettacolo, accese – come sarebbe accaduto ad ogni bimbo – la mia eccitazione.
Mi ero piazzato sotto al tavolo e mi agitavo come fa un bambino che cerca di attirare la attenzione. Improvvisamente, alzandomi in piedi sbattei la testa e persi i sensi. O forse no, perché ricordo che ero perfettamente consapevole di ciò che stava accadendo. Tuttavia caddi a terra senza più riuscire a muovermi. Intanto però vedevo che i miei genitori mi prendevano, mi portavano a letto, cercavano di rianimarmi. Ero completamente cosciente e allo stesso tempo non compivo alcun gesto, alcun movimento.
Fu da quell’esperienza che mi resi conto, che ciò che consideriamo reale, non è la realtà come se fosse un oggetto, ma è soltanto uno stato interiore della consapevolezza. Quello stato permaneva nonostante l’apparente o effettivo svenimento. Quando riaprii gli occhi mi ritrovai in mezzo al mondo con questa consapevolezza. Per la prima nella mia vita mi accorsi di non essere nel mondo pur essendo del mondo, almeno in qualche forma.

Lungo il tuo percorso ti sei avvicinato alla dimensione altra, alla dimensione che la cultura non ci passa, chiamiamola genericamente spirituale. Pur condividendo la tua critica al concetto di insegnamento, hai avuto un maestro?

Da un punto di vista formale intendi?

Volevo arrivare a chiederti, da cosa è scaturita la tua ricerca spirituale?

È scaturita soltanto da esperienze vissute, non da trasmissioni consapevoli, di conoscenza se così vogliamo chiamarla. A parte l’apprendimento attraverso libri in cui magari venivo a conoscenza di una certa forma di spiritualità “altra” basata sull’autoconsapevolezza e sulla ricerca di sé. Ma quello era un accrescimento se vogliamo intellettuale. Dal punto di vista invece spirituale vero e proprio, quella conoscenza non può essere trasmessa sul piano intellettuale. Può essere invece assorbita soltanto attraverso una trasmissione diretta, attraverso un riconoscimento diretto. Potremmo chiamarlo energetico, vibratorio o estetico. Ed è esattamente il tipo di rapporto che ebbi in primis con il mio maestro spirituale. Con il quale scambiai pochissime parole, ma tutto quanto passò attraverso una trasmissione energetica, diretta, immediata. Non c’era assolutamente bisogno di spiegazioni perché la consapevolezza avveniva da sé. Usare il termine telepatia è limitante. Avveniva perché c’era un’osmosi totale, una totale condivisione. E quindi quello che passava era semplicemente ciò che veniva risvegliato. Non poteva proprio essere definito un insegnamento.

Da allora, dalla giovinezza ad oggi, sono passati diversi decenni. Puoi puntualizzare i passaggi della tua evoluzione, della tua ricerca?

Corrispondono alle fasi della vita. Nei periodi in cui la giovinezza ci rende più baldi, più fieri e più dediti all’agire, le forme di esperienza si manifestavano anche in modi concreti come attraverso ad esempio dei viaggi. Intrapresi infatti un lungo viaggio in Africa con mezzi di fortuna, spesso a piedi. Tutta l’Africa nera mi insegnò il ritorno alla presenza nella natura, mi sentii vicinissimo agli animali. Incontrai anche animali che consideriamo pericolosi come leoni, elefanti, scimmie soprattutto. Sono una forma di riconoscimento della nostra origine che ci fa capire quanto siamo loro affini.

Il momento in cui sei inserito ora, sul quale sei concentrato, si chiama spiritualità laica, ecologia profonda e bioregionalismo?

In questa fase è come quando si va avanti con l’età. A un certo punto si fa una sintesi di tutto quello che si è vissuto e che si è appreso attraverso l’esperienza. In qualche modo si chiama elaborazione e rielaborazione, memoria, visione all’interno e proiezione. Accade anche in forma di dialogo, come stiamo facendo in questo momento.
Magari, come negli anni trascorsi, quando non ero così propenso a un dialogo di questo tipo, che in qualche modo comporta anche una concettualizzazione se vogliamo così chiamarla, avevo uno spirito più poetico, scrivevo poesie o raccontini. Adesso invece per poter condividere non disdegno l’uso anche di terminologie che forse potrebbero essere definite intellettualismi, perché comunque è un modo per precisare il significato.
Mi viene in mente un amico, Massimo Angelini. Un giornalista anche lui, che ha scritto (e che abbiamo presentato qui a Treia) un libro dal titolo Ecologia della parola. In cui, attraverso il percorso etimologico, si scoprono i cambiamenti dei significati. Si da un valore alla parola attraverso la sua vera accezione. È uno studio sui significati reali che le parole hanno assunto nel tempo, senza mai trascurare l’accezione originale. Quindi, quando si parla di spiritualità laica – un tema sul quale scrivo da diversi anni per la rivista NonCredo – Il primato laico del dubbio, tengo presente che il primo punto della spiritualità laica è quello di non identificarsi con qualsiasi credo, con qualsiasi fede religiosa, perché la spiritualità laica non è soltanto una forma di laicità o di laicismo, è la spiritualità naturale dell’uomo. Quella che in forma di ecologia profonda possiamo definire l’intelligenza-coscienza, che ci consente di poter testimoniare la vita.
Tuttavia, nella spiritualità laica c’è una predilezione della relazione con la natura o addirittura un annullamento della relazione con la natura, a causa di un’identificazione di noi stessi come parte della natura.

Questo non è in qualche modo legato al paganesimo o all’animismo e perciò con un contenuto di fede?

Ci sono delle affinità. La differenza sostanziale è che nel paganesimo si faceva riferimento ad enti, ad entità reali rappresentative della natura. Quindi Genius Loci o, Spiritus Loci. Mentre invece nella spiritualità laica si tiene conto della valenza di tutti gli elementi viventi, o anche non viventi che però rappresentano una sostanzialità nella natura, ma non come forme di dignità altre, sono solo espressioni diverse della totale manifestazione naturalistica. Allora potremmo definire l’ecologia profonda una forma di naturalismo, ma nell’accezione in cui tutto è, non nell’accezione di una parcellizzazione delle forme.
Questa differenza delle forme è chiaro che esiste come esiste la differenza tra tutti gli esseri umani o fra tutto ciò che è vivente. Non c’è una foglia dello stesso albero che sia uguale all’altra. Non c’è un granello di sabbia su migliaia e migliaia di granelli che sia uguale all’altro. Ciò non toglie che tutti rappresentino la medesima sostanza, origine, madre. Questo è importante.
Per cui la spiritualità laica, è laica perfino nei confronti della spiritualità laica.

Proviamo a descrivere la natura o l’identità del Bioregionalismo e dell’Ecologia profonda.

Inizialmente il bioregionalismo aveva un carattere prevalentemente geografico. Adottava gli habitat naturali per suddividere le regioni della natura. Dava all’area considerata il titolo di entità organica. In quanto i suoi differenti abitatori, minerali, vegetali e animali si erano aggregati a mo’ di organismo unico.
Peter Berg è stato colui che s’è inventato la parola. Di lui ricordiamo Alza la posta. Saggi storici sul bioregionalismo. La sua scia è stata seguita da altri, tra cui Gary Snyder con La pratica del selvatico. Buono, selvatico, sacro e altri titoli.
Nel frattempo – la questione era iniziata negli anni ’60 del secolo scorso, negli Stati Uniti, connessa alla Cultura Beat – il bioregionalismo ha evoluto il suo contenuto andando praticamente a condividere il principio base dell’Ecologia Profonda, ovvero che c’è una sola vita, che tutto è sua espressione.
Ma il tuo stesso libro Sul fondo del Barile – Crisi sociale e recupero del sé o quello di Guido della Casa, Ecologia Profonda, sebbene, appunto, in chiave di ecologia profonda fanno riferimento alle espressioni della natura come differenze formali, tutte interdipendenti, di una sola vita. Come è per i vari organi di un organismo vivente. Solo successivamente interviene la descrizione degli organi specifici, ma sempre tenendo presente che esso, come tutti gli altri sono terminali della stessa natura. Una montagna, un fiume, un deserto, una pianura, cioè ogni cosa, ha la sua specificità, in cui la vita si manifesta in un certo modo, con forme differenti e con aggregazioni funzionali. Un’eventuale pan-ingegneria sarebbe disastrosa.

Siamo espressioni di un grande corpo dunque?

Questo grande corpo non è soltanto la terra. Di solito nell’ecologia profonda ci occupiamo del pianeta Terra, Gaia, come una forma vivente in se stessa no? Allo stesso tempo l’ecologia profonda compie un passo verso quello che potremmo definire anche panteismo, secondo la visione di Giordano Bruno, dove tutto quanto ciò che è Uno si manifesta in ciò che è in tutte le forme.

Rispetto a questi tre temi Spiritualità Laica, Ecologia Profonda e Bioregionalismo, e coniugando la tua ricerca e contemporaneamente la conduzione di un blog e di diversi siti dedicati a questi argomenti, pensi di avere il polso della diffusione di questi concetti e della cultura che implicano? Oppure, qual è la maggiore difficoltà o il più frequente equivoco in cui le persone rischiano di incappare nei confronti di questi temi che interessano lo Spirito e il Tutto? Il Tutto in che cosa viene colto, in che cosa viene equivocato?

L’equivoco si manifesta a tutti i livelli, ad esempio nell’ambito bioregionale, ricordo che tanti anni fa partimmo con La Rete Bioregionale Italiana (ufficialmente nata ad Acquapendente nella primavera del 1996) e con l’idea di diffondere il bioregionalismo. Se ne appropriò la Lega Nord per definire le bioregioni come ambiti etnici, dove la vita delle persone era praticamente condizionata dalla cultura locale e quindi dall’etnia che viveva in quel luogo. Questo è stato un fraintendimento, perché tutti noi bioregionalisti ci riconosciamo nel luogo in cui siamo nati o viviamo.
Quindi bioregionalista può essere anche una persona che non è nata nel luogo, ma che vivendolo lo riconosce come un’espressione di sé. A quel punto si integra completamente nel luogo. Ma non solo nel luogo, anche nella comunità con cui vive. E non solo quella umana, ma di tutti gli esseri viventi che vi partecipano. Per questo chiunque può essere bioregionalista in qualsiasi luogo, perché è soltanto un’apertura verso la presenza nel luogo. Questo è stato il primo fraintendimento.
Il secondo fraintendimento riguarda l’ecologia profonda. Come dicevi prima si fa quasi menzione a una sorta di New-age, dove tutto quanto è legato alla natura e i riti Wicca e questo e quell’altro.
Anche noi bioregionalisti organizziamo le celebrazioni dei vari equinozi e solstizi… ci sono determinati momenti dell’anno che vanno riconosciuti come importanti. Però non gli diamo un’importanza assoluta in quanto riconoscimento di una qualche divinità naturalistica. È soltanto un percorso da celebrare per essere felici di poter vivere nel momento in cui siamo. Un modo per riconoscere che altri, più belli o più brutti, hanno un loro significato e valore.
La maggior parte della gente, soprattutto quelli che fanno riti un po’, diciamo così, pagani, magari preferisce festeggiare il solstizio d’estate, ricordare i Celti, Stone Age e tutte le cose di quel genere, per contemplare la bellezza del sole nella sua pienezza. Ma altrettanto importante, chiaramente, è il solstizio invernale perché dopo la vita che si è richiusa ad approfondire le radici, risorge e pian piano ritorna ad esprimersi. Oppure l’equinozio di primavera, dove la vita ci riporta ad una bellezza. O quello d’autunno, come in questa occasione, dove condividiamo la consapevolezza che questa bellezza ha un grande valore.
Se in primavera di questo valore non ce ne rendiamo conto perché tutto quanto fiorisce, in autunno le cose che cominciano pian piano a scemare, hanno un significato più forte. Non a caso si dice che proprio l’autunno è il momento per la raccolta dei frutti migliori dell’uomo, per l’uomo. Come ad esempio la vite e l’ulivo. L’ulivo è simbolo di vita in assoluto, non soltanto in termini cristiani. La vite perché è quello spirito, il senso dello spirito e non a caso anche nella religione cristiana viene utilizzato il vino per la comunione.

Il mio pensiero è che il messaggio di Cristo abbia un grande valore, che i contenuti del cristianesimo abbiano un grande valore, mi riferisco per esempio non solo all’amore ma al perdono, soprattutto rispetto a quanto succede in altre religioni, dove il perdono è sostituito dalla legge del taglione. Il vero messaggio cristico più che cristiano, nella vulgata è andato perduto e sono rimasti quelli i dogmi, gli schemi, le gerarchie. Sei d’accordo con questa lettura? Sei d’accordo con il fatto che il cristianesimo abbia un grande annuncio da fare e l’ha fatto a suo tempo, del tutto frainteso, del tutto dimenticato?

Certamente sono d’accordo per quanto riguarda l’insegnamento del Cristo di cui noi abbiamo ricevuto soltanto briciole e anche travisate e manipolate. Sarebbe bella una ricerca, soprattutto per quanto riguarda dei messaggi più genuini di quelli che sono chiamati i Vangeli Apocrifi e anche dei famosi Rotoli di Qumran, dove c’è l’insegnamento esseno che corrisponde a quello cristico ma a lui antecedente. Comunque possiamo riscontrare che questa filosofia, continuiamo a chiamarla cristica, è sicuramente un messaggio innovativo all’interno di tutta una serie di impostazioni religiose che in quel periodo erano dominanti nel Medio Oriente mediterraneo.
Il senso del perdono che non è come viene inteso, un calcolo per sottrarci alle nostre responsabilità, come molti fanno nei confronti della confessione. Come stavo leggendo in un testo scritto da Franco Berrino, Daniel Lumera, David Mariani – Ventuno giorni per rinascere – Mondadori, dove il perdono è un reggente della guarigione se autentico amore.
Poi c’è il perdono razionale che calcola, che si considera valido per cancellare dalla nostra mente la tendenza alla recriminazione. E poi c’è quello emozionale, che è invece rivolto ad un perdono verso se stessi e quindi alla cancellazione anche del senso dell’offesa, perché si rivede nella trasposizione della posizione come: “è successo” e basta. E quindi non c’è neanche più bisogno del perdono.

Il perdono perciò corrisponde o è sovrapponibile a quello che la tradizione orientale ci tramanda come accettazione?

Io direi che è molto simile al concetto della compassione buddista. In quel caso la compassione equivale al perdono.

Quindi il perdono, la compassione, hanno un valore terapeutico nei confronti dell’individuo che riesce ad arrivare a quel livello per non ritenersi più offeso nell’orgoglio?

Certo non solo quello, ma è anche la porta di ingresso per poter accedere all’autoconoscenza. Perché poi essendo in grado di poterci identificare nell’altro attraverso il perdono, automaticamente siamo anche più propensi ad accettare noi stessi per quel che siamo e quindi siamo in grado di poterci vedere sempre più in profondità, fino a superare quel velo dell’illusione che ci fa identificare con un nome e una forma. Quel vedersi sempre più in profondità è ulteriormente terapeutico. Beh a quel punto direi che la terapia scompare. Fino ad un certo punto ci può essere, fino alla psicologia transpersonale noi possiamo intuire che c’è un percorso attraverso l’approfondimento, ma poi c’è una fase successiva che non può essere più razionalmente analizzata e quindi non ci può essere più neanche una terapia. Se vogliamo intraprendere un percorso in cui piano piano ci liberiamo della zavorra e dalle sovrastrutture è comunque corretto interpretarlo come perdono-terapia. Le vie spirituali, se sono sincere ed oneste tutto sommato danno questo indirizzo. Nel Taoismo, c’è l’abbandono. Pian piano impariamo a rilasciare ciò che ci aveva fatto assumere una posizione, che ci faceva considerare particolarmente benedetti, fino al punto di pensare di essere in grado di poter decidere, per la natura, per la vita, per gli altri esseri senzienti. Quindi fino a farci credere nel nostro egoismo.

Intervista rilasciata a Treia il 21 settembre 2019

Fonte:
http://www.victoryproject.net/articolo.php?id=712

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Le forze della pace, Treia: one billion rising, rinunciare alla carne è necessario, le pecore di Mirko, degradazione sociale ed evoluzione spirituale, “parlare, pensare e vivere senza dire io”, essere ciò che si è…

Il Giornaletto di Saul del 14 febbraio 2020 – Le forze della pace, Treia: one billion rising, rinunciare alla carne è necessario, le pecore di Mirko, degradazione sociale ed evoluzione spirituale, “parlare, pensare e vivere senza dire io”, essere ciò che si è…

Care, cari, l’esigenza della guerra, dell’impiego della forza in quanto dote disponibile è insopprimibile? L’impiego della ragione è in grado di assorbire quegli istinti fino a renderli superflui? Succedanei vari come lo sport e la guerra simulata possono bastare per scaricare l’energia che genera il desiderio della lotta? Rinunciare, mortificare, castrare l’espressione della forza è un bene o un male? I suoi risvolti negativi relativi all’equilibrio sono altrettanto importanti? Solo l’opulenza e il timore crescente di morte, cioè l’individualismo sfrenato possono salvarci dalla guerra? E il numero crescente di psicopatologie e suicidi che significa?… – (Lorenzo Merlo) – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2020/02/le-forze-della-pace-e-le-forze-della.html#comment-form

Commento di Ferdinando Renzetti: “Vento forte, lungoviaggio, fiori senza nome. Per noi che amiamo il caldo, la primavera si avvicina nella citta silente. Il rombo di un aereo rompe l’atmosfera di pace e armonia, un gabbiano occhialuto e un piccione viaggiatore, ora la sirena d’un allarme in lontananza, sto parlando con un barbone davanti alla chiesa, vuole la chitarra e la suona un po’, sono al mare sul tappetino azzurro a suonare, questa splendida giornata…” – Continua in calce al link

Treia. Stand Up for “One Billion Rising” – Anche quest’anno Treia vuole far sentire la propria voce a favore delle donne. Per questo ci ergiamo con uno “Stand Up”, collegato a “One Billion Rising”, un evento per affermare una cultura della libertà, del rispetto e della solidarietà, linfa vitale per una rivoluzione pacifica. Partecipano all’iniziativa: Auser Treia, Comitato Treia Comunità Ideale, Adesso Yoga ed altri gruppi. Appuntamento Venerdì 14 Febbraio 2020, alle ore 17, in Piazza della Repubblica al centro storico di Treia, indossando un indumento rosso… – Continua: http://treiacomunitaideale.blogspot.com/2020/02/treia-14-febbraio-2020-stand-up-for-one.html

La guerra alla Libia è stato un male – Scrive M.C.: “Il presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, ha ricordato (youtu.be/xshDl3gqVqs) nel suo discorso al 43° Governing Council dell’IFAD e in conferenza stampa, come la guerra alla Libia, condotta sopra la testa degli africani, abbia sparso terrorismo nel Sahel…”

Salvare il pianeta? Rinunciare alla carne è necessario – Scrive F.L.M.: “Solo con l’allevamento intensivo ed industriale è possibile nutrire un popolo di carnivori. Se oggi un solo kg di carne assorbe 12 mq di foresta e l’industria zootecnica agro-alimentare assorbe il 70% delle terre coltivabili causando la distruzione dell’80% delle foreste pluviali, quanta terra servirebbe per far pascolare 5 milioni di soli bovini in Italia?…” – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2020/02/13/la-rinuncia-al-cibo-animale-e-la-chiave-della-rigenerazione-umana/

Roma. Mostra su Federico Fellini – Scrive Fidia: “Il mio sogno migliore, mostra di Natino Chirico dedicata a Federico Fellini con la cura di Miriam Castelnuovo. Saranno esposte 15 opere dominate dalla materia e dal colore che l’artista ha voluto dedicare ai grandi temi del Cinema. Alle ore 19.30 l’artista si esibirà in una Performance. Galleria Fidia Via Brunetti 49 – Roma – Info: info@artefidia.com”

Le pecore di Mirko – Scrive Michele Meomartino: “Ogni anno con regolare puntualità, appena comincia l’inverno, ritornano le pecore in pianura. Intorno casa mia ci sono molti terreni incolti adatti per il pascolo e soprattutto c’è un clima mite. La transumanza dura alcuni mesi prima che le pecore ritornino negli stazzi di montagna. Un giorno, di alcuni anni fa, un pastore bussò alla mia porta e…” – Continua: https://retedellereti.blogspot.com/2020/02/le-pecore-di-mirko_13.html

Salvare la Costituzione – Scrive CDC: “Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale continua la sua azione in difesa del principi costituzionali i quali, a poco più di tre anni dalla vittoria referendaria, sono ancora messi in discussione su diversi aspetti. Per questo il CDC ritiene che sia ancora indispensabile continuare la resistenza ai tentativi in atto, tra i più rilevanti, per le ripercussioni istituzionali, politiche e sociali, riguardano i temi della autonomia differenziata delle Regioni ed il taglio dei parlamentari. Info: segreteria@coordinamentodemocraziacostituzionale.it”

Degradazione sociale ed evoluzione spirituale – “Di seguito una mia considerazione sugli interrogativi sollevati dall’abbassamento generale del livello di “coscienza” nella società attuale. Con l’aumento della popolazione mondiale e con la presenza sulla scena di milioni e milioni di anime “giovani”, ovvero incarnazioni di animali che si avvicinano per la prima volta nella sfera “umana”, è inevitabile che il livello della consapevolezza generale sia passato ad una condizione “inferiore”, anzi l’evoluzione stessa sembra arrestarsi. Ma questi alti e bassi sono necessari per una evoluzione globale…” – Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2020/02/levoluzione-permane-anche-nellapparente.html

Prima della religione e storia alternativa di Don Chisciotte – Scrive F.R. a commento di https://paolodarpini.blogspot.com/2020/02/prima-della-religione-testamento-aperto.html?showComment=1581585519470#c1593837572574160624 -: “…in verità don Chisciotte partito dalla mancia col suo cavallo ronzinante e dopo un lungo periplo e varie peripezie arriva nel ducato di Urbino, rimane ospite del duca di Montefeltro. Qui incontra un giovane pittore e lo assume come scudiero, Pancho Sanzio…” – Continua in calce al link segnalato

“Parlare, pensare e vivere senza dire io”… – Intervista di Lorenzo Merlo con Paolo D’Arpini – L.M.: “Paolo, come sei definito dalle persone?” – P. D’A.: “Sderenato. Anzi mezzo sderenato, perché sono anche una persona abbastanza equilibrata e anche un po’ impegnata. Ma mezzo sderenato penso sia una tua definizione di te stesso, le persone, come ti definiscono? Se potessero conoscere il significato del termine mezzo sderenato credo che lo userebbero volentieri perché mi rappresenta. Ma non conoscendolo? Non conoscendolo forse potranno dire che sono un tipo particolare molto strano, un po’ mezzo sciroccato in sostanza, anche perché…” – Continua: http://www.victoryproject.net/articolo.php?id=712

Nota – Questo dialogo tra me e Lorenzo Merlo si è tenuto a Treia, il 21 settembre 2019, doveva essere un filmato, poi -non essendo soddisfacente la qualità delle riprese- è stato reso in testo. Mi sono riconosciuto in quanto è stato detto ed anche nelle diverse immagini tratte dal video. – Ringrazio Lorenzo per l’ottimo lavoro!

Per essere ciò che si è non serve un metodo – Nel Supplemento ai 40 versi di Ramana Maharshi, le tre strofe rilevate fanno parte del Vasishta Saram, che tratta degli insegnamenti sulla realizzazione del Sé. Da notare come non viene indicato il metodo del raggiungimento, in quanto il “raggiungimento” secondo la filosofia Advaita sta solo nell’eliminazione dell’ignoranza che il Sé è onnipresente…” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2018/09/per-essere-cio-che-si-e-non-serve-un.html

Ciao, Paolo/Saul

…………………………..

Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Cosa porto a casa non lo so!
Forse… un cuore di felicità
un’onda del mare che
si specchia nell’acqua
e il suffisso mentre
attraversa il cerchio
passando per il centro”
(Ferdinando Renzetti)

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Produzione di rifiuti urbani, giornalisti comprati, Egitto: se a Soros fa comodo che…, sulle foibe e dintorni…

Il Giornaletto di Saul del 13 febbraio 2020 – Produzione di rifiuti urbani, giornalisti comprati, Egitto: se a Soros fa comodo che…, sulle foibe e dintorni…

Care, cari, …la produzione di rifiuti urbani in Italia cresce in tutte le macro aree geografiche, in modo più marcato nel Nord, +2,7% a fronte di incrementi rispettivamente pari al +1,7% nel Centro e al +1,1% al Sud. In valore assoluto, il nord Italia produce circa 14,3 milioni di tonnellate, il Centro 6,6 milioni di tonnellate e il Sud 9,2 milioni di tonnellate. I valori più alti di produzione pro capite si osservano, come nelle precedenti annualità, per il Centro, con 548 chilogrammi per abitante, in aumento di oltre 10 chilogrammi per abitante… – (Ispra) – Continua: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2020/02/produzione-rifiuti-urbani-in-italia.html

Camaldoli. Valorizzazione della montagna – Scrive Paesaggi Terrazzati: “Il Manifesto di Camaldoli per la nuova centralità della montagna è il risultato della collaborazione tra istituzioni, associazioni, individui che hanno a cuore il futuro della montagna e dei suoi abitanti. Per adesioni ed info: coordinamento@paesaggiterrazzati.it”

Lotta di religione. Alla fine vincerà sion? – Scrive J.M. a commento dell’articolo https://paolodarpini.blogspot.com/2020/02/lotta-di-religione-e-di-potere-sion.html -: “Del resto Ben Gurion aveva predetto che nel 1999 la capitale del mondo sarebbe stata Gerusalemme. Si è sbagliato solo per qualche anno e bisogna dargliene atto…”

Giornalisti comprati. Recensione – Scrive Adriano Colafrancesco: “…nell’attesa che venga scoperto il vaccino per contrastare il pericolosissimo “TelevisionaVirus”, già responsabile, nel nostro paese, di innumerevoli casi di omissione di servizio pubblico nel campo dell’informazione, mi permetto di segnalare che, in questi giorni arriva, finalmente, nelle librerie italiane, il saggio “Giornalisti comprati“, scritto da Udo Ulfkotte… – Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2020/02/giornalisti-basso-prezzo-e.html

Svizzera. Omofobia come razzismo – Scrive Daniela Turrini: “In Svizzera, è appena passata la legge anti omofobia. D’ora in poi, l’omofobia (e la transfobia) sarà punita come il razzismo. Le lobby LGBT vogliono le leggi anti omotransfobia proprio per chiudere la bocca alle opposizioni con la minaccia della galera e per avere la strada spianata per perseguire tutti gli altri obiettivi…”

Egitto. Se a Soros fa comodo che… – Scrive Fulvio Grimaldi: “Rispuntano quelli di Soros. Ebbene ci risiamo. Alle celebrazioni per Regeni e agli anatemi contro il “dittatore” egiziano, ora si affianca, rilanciando quelli, una campagna altrettanto violenta per l’arresto di Patrick George Zaki, studente a Bologna, rientrato in Egitto, fermato all’aeroporto ed, entro la nottata, trasferito nella sua città natale Mansura dove gli è stato confermato un fermo di 15 giorni e dove ha potuto incontrare legali e famigliari…” – Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2020/02/egitto-se-soros-fa-comodo-che.html

Lettera al Giornaletto di Saul – Scrive Marinella Correggia a commento del Giornaletto di ieri: “Paolo grazie x il tuo Giornaletto, chi si sveglia alle 4 x inviarlo e’ notevole. Ho letto con gusto la tua lettera alle Dulcinee. Poi con attenzione leggerò il lungo approfondimento sul coronavirus di Paola Botta Beltramo, e se è vero che la paura di ammalarsi fa ammalare, allora…io che ho come unico terrore quello delle malattie degenerative fisiche o mentali… mi ammalerò di quelle? O forse gli spiriti degli animali che non ho mangiato 40 anni di felice vegetarismo (una scelta facile e felice!) mi terranno una zampina sul cervelletto? Un abbraccio a te e Caterina”

Sulle foibe e dintorni – Scrive NPCI: “Non c’è in Italia persona che abbia una qualche conoscenza della storia dell’epoca che non sappia che tra l’inverno e l’estate del 1945 in Europa Orientale le armate e formazioni irregolari nazifasciste (tra queste ultime lugubremente celebri gli Ustascia di Ante Pavelic in Croazia alimentati dalla Chiesa Cattolica e dalle Autorità Italiane) furono travolte dall’avanzata verso Berlino dell’Armata Rossa e dall’insurrezione delle formazioni partigiane particolarmente forti e combattive in Jugoslavia, in Albania e in Grecia…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2020/02/12/la-gazzarra-delle-autorita-attorno-alle-foibe-e-indice-della-loro-disperazione/

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Nascondi ciò che sai. Cela il tuo talento. Ripara la tua luce. Aspetta il momento opportuno.” (Teng Ming Dao)

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Dal turbocapitalismo all’ecologia profonda, prima della religione, coronavirus e paura, la via dello zen…

Il Giornaletto di Saul del 12 febbraio 2020 – Dal turbocapitalismo all’ecologia profonda, prima della religione, coronavirus e paura, la via dello zen…

Care, cari, dal turbocapitalismo, che ci spinge all’appagamento dei sensi attraverso il continuo consumo ossessivo e compulsivo di carne e al sacrificio rituale del sangue degli animali, all’economia circolare e all’ecologia profonda degli sguardi e delle parole scambiati liberamente. Immaginare/raccontare la nostra terra e le nostre vite è una chiave concreta per salvarci da questo mondo, in questa particolare curva dell’antropocene… – (Fedinando Renzetti) – Continua: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2020/02/dal-turbocapitalismo-allecologia.html

Riunione via Skype del GSE – Scrive Suolo Europa: “Martedì 11 Febbraio 2020, alle ore 21:00. Tutti sono invitati, coloro che non vi hanno finora partecipato devono prima contattare via Skype: mario.catizzone7”

Prima della religione… – …son qui, come al solito, lancia in resta contro i mulini a vento… son rimasto solo, anche Sancho Panza se n’è andato (gli hanno offerto un posto come inserviente alla mensa dell’Opus Dei), pazienza mi rimane ancora Dulcinea ed ho pensato bene di scriverle il testamento che segue, prima della dipartita finale….”Dulcinea carissima,  siamo arrivati ad un redde rationem” – Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2020/02/prima-della-religione-testamento-aperto.html

P.S. – “Ho una mia visione sincretica dell’intelligenza e ritengo che agire ed intervenire sui mali correnti delle religioni, come pure del pensiero materialista, sia utile e necessario per l’evoluzione della nostra specie. Ho notato che esistono forti preclusioni all’intelligenza laica (cioè all’accettazione del libero pensiero) sia in campo ateo che in quello religioso…” – Continua in calce al link soprastante

Coronavirus e paura – Scrive Paola Botta Beltramo: “…l’attuale paura del morbo potrebbe derivare dalle affermazioni cosiddette “scientifiche”? Scrisse H.P. Blavatsky a proposito di epidemie: “La potenza dell’immaginazione sulle nostre condizioni fisiche si può constatare in molti modi. I medici intelligenti non esitano ad accordare a quella un potere curativo o morbigeno di gran lunga superiore alle pozioni. La paura spesso uccide ed i dispiaceri hanno un grande effetto sui fluidi sottili del corpo”… – Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2020/02/coronavirus-e-paura.html

Nota – Scrive Sputnik: “Il direttore generale dell’Oms ha annunciato che l’epidemia da coronavirus rappresenta “una minaccia molto grave per il resto del mondo”. Il nuovo coronavirus si chiamerà COVID-19. Lo ha comunicato il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale per la Salute, Tedros Adhanom Ghebreyesus…”

Bologna. Libraria – Presentazione del libro: “Ingredienti per l’intelligenza collettiva” con gli autori Francesco Pifferi e Massimo Giorgini. 21 febbraio 2020, ore 18:30, presso Albero della Vita in Via Saffi 1 – Bologna – Info e prenotazioni: 335.395227″

La via dello zen. Recensione – Scrisse Heugen Herrigel: “Anche se lo volessero certe persone non riuscirebbero a capire sino a che punto sia distorta la loro concezione della vita. Questa è la ragione per cui il buddhismo Zen rinuncia a svegliarle, non predica modelli da seguire, non crede nella forza edificatrice della parola. Sono discorsi che sfiorano l’orecchio ma non penetrano nel cuore…” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2019/11/chi-teme-lo-zen.html

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Conversare con genti diverse rende saggi gli uomini” (Miguel de Cervantes)

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Causa-effetto e destino crudele, Francia: è tempo di “sordine”, lotta di religione, azioni pro Palestina, oriente ed occidente…

Il Giornaletto di Saul del 11 febbraio 2020 – Causa-effetto e destino crudele, Francia: è tempo di “sordine”, lotta di religione, azioni pro Palestina, oriente ed occidente…

Care, cari, quando si parla della legge di causa ed effetto, ovvero di karma e sue conseguenze, alcune persone “religiose” ritengono che ci sia una ingiustizia di fondo, da parte della divinità, che consente la formazione di un male che poi deve essere scontato dalle anime, su questa terra o in un altro mondo, attraverso un “destino crudele”, personale e collettivo. In verità succede che proprio per la strumentalizzazione di questa presunta crudeltà nascono tutte quelle forme di ideologia estremistica che si prefiggono di comprovare la “realtà” del sogno… (Paolo D’Arpini) – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2018/12/verso-un-destino-crudele-o-verso-la.html

P.S. – La sola cosa da fare è abbandonare l’arroganza separativa e senza paura tornare alla nostra vera casa (che non abbiamo mai lasciato)…

Francia. E’ tempo di “sordine” – Scrive Adriano Colafrancesco: “…in Francia, a Bordeaux, il disgusto supera l’inaccettabile, con manifestanti di tutte le età, schierati al muro, presi e picchiati con una violenza che nulla ha a che fare con il mantenimento dell’ordine…” – Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2020/02/in-francia-e-tempo-di-sordine.html

Caracas. Per la pace – Scrive J.E.: “La delegazione del Comitato Contro La Guerra Milano è di ritorno da Caracas dopo il 1° Incontro Mondiale contro l’imperialismo per la vita, la sovranità e la pace, tenuto dal 22 al 24 gennaio 2020. All’incontro erano presenti 403 delegati internazionali provenienti da 72 paesi dei 5 continenti. Erano altresì presenti 2096 delegati venezuelani che accompagnano la Rivoluzione.”

Lotta di religione. Alla fine vincerà “sion”? – Qualcuno mi chiede come andrà a finire  questa lotta di “religione”. Mi sa che la religione c’entri poco, perché la lotta è sempre per il potere, ma … sta di fatto che le religioni di origine giudaica (ebraismo cristianesimo e islam) sono in stretto antagonismo fra loro, pur credendo nello stesso “dio”, solo che quel “dio” lo personalizzano a loro uso e consumo e quindi… – Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2020/02/lotta-di-religione-e-di-potere-sion.html

Torino. Salviamo il Valentino – Scrive Alberto: “il Parco del Valentino, a Torino, è sempre stata una delle maggiori attrazioni della città, ma da qualche tempo è in stato di abbandono, regna l’incuria e al tramonto è il posto prediletto di spacciatori. Il comitato Parco Vivo chiede all’amministrazione comunale di Torino di prendere provvedimenti al più presto…”

Azioni pro Palestina e nazioni colpite dalle sanzioni USA – Scrive V.B.: “Venerdì 14 febbraio 2020, alle 18,30, si terrà presso il centro Intifada a via Casalbruciato a Roma una riunione organizzativa per lanciare iniziative contro l’ignobile Piano Trump per cancellare dalle mappe la Palestina e contro i tentativi di intimidazione nei confronti del movimento di difesa dei diritti del popolo palestinese…” – Continua; http://www.circolovegetarianocalcata.it/2020/02/10/prossime-azioni-in-favore-del-popolo-palestinese-e-delle-nazioni-colpite-dalle-sanzioni-usa/

Commento di M.P.: “Grazie per la divulgazione di questa ottima sintesi, credo che sia evidente a tutti che questo è il momento dell’ impegno e non del disinteresse…”

Oriente ed occidente sono solo nella mente – La specie umana non può essere suddivisa in razze e ciò vale anche dal punto di vista culturale e spirituale. Se l’uomo si è fisicamente differenziato, nel colore epidermico e nelle fattezze somatiche, ciò è dovuto semplicemente all’adattamento al luogo, alla latitudine in cui si è insediato. Che egli appartenga ad un’unica specie lo dimostra inequivocabilmente la sua capacità di fertilizzarsi e riprodursi unendosi a qualsiasi altro essere umano… – Continua: https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2020/02/oriente-ed-occidente-sono-solo-nella.html

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Brandelli di emozioni pensieri,
nell’eterno presente,
la coscienza appare inaspettata
e se ne va inaspettatamente.
Ma c’è “qualcuno” che osserva l’andirivieni.
Brandelli di emozioni pensieri,
appiccicati assieme fanno il puzzle dell’io,
disintegrati granelli di polvere
se l’io non c’è.
E’ questo il soggetto?
Io, come dove quando perché, chi…”
(Paolo D’Arpini)

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