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Pizzata a Montecorone, Siria aggredita, i gruccioni ritornano, nuovi paesaggi bioregionali, metamorfosi nei valori di genere…

forno a legna a casa di Pietro di Montecorone

Il Giornaletto di Saul del 9 maggio 2015 – Pizzata a Montecorone, Siria aggredita, i gruccioni ritornano, nuovi paesaggi bioregionali, metamorfosi nei valori di genere…

Care, cari, oggi pomeriggio, alle ore 16, siamo a casa di Pietro a Montecorone di Zocca per esplorazione del territorio e affinamento del programma del prossimo incontro collettivo ecologista (del 20 e 21 giugno 2015). Oggi alle ore 16.30 passeggiata nel bosco ed alle ore 18.30 pizzata collettiva – Per raggiungerci: 333.6023090

Il lungo viaggio dei pollini allergenici – Scrive Arpat: “La maggior parte dei pollini allergenici sono caratterizzati da una modalità di diffusione operata dal vento, definita anemofila. Questa modalità di diffusione implica la produzione di una notevole quantità di polline e può pertanto creare problemi per la salute dei soggetti allergici…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2015/05/il-lungo-viaggio-dei-pollini-allergenici.html

Lutto per l’umanità. Ucciso Eusebio – Scrive Istinto Animale: “L’ennesimo assassinio di un difensore dell’Amazzonia – “L’assassinio a sangue freddo di Eusébio, non è che un evento tra tanti, la punta di un iceberg, in un susseguirsi di azioni di disboscamento feroce, di sterminio silenzioso di numerose tribù, di disinteresse per una cultura millenaria, ricchissima di risorse, che a breve potrebbe rivelarsi, anche agli occhi dei più inetti, come determinante per il futuro del paese e del mondo”

Siria aggredita, come la Palestina – Scrive CIVG: “Il membro di Al Fatah, Abbas Zaki, ha sottolineato che la Siria ha subito un’aggressione straniera lanciata da 80 paesi, chiarendo che il Movimento Palestinese non può stare a guardare quando l’aggressione straniera ha la stessa equivalenza di quella contro la Palestina nel 1948….” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2015/05/08/abbas-zaki-la-siria-aggredita-come-la-palestina-nel-1948/

Siria. La turchia si prepara ad inviare truppe di terra: http://www.presstv.ir/Detail/2015/05/07/409859/Syria-Grsel-Tekin-turkey-opposition

Anniversario. Grazie all’URRSS – Scrive M.N.: “L’8 maggio 1945, la Germania si arrende. Ricordiamo, a chi ha poca memoria, a chi nulla sa, a chi non vuole o fa finta di non sapere, l’importanza che ebbe l’Unione Sovietica nello sconfiggere Hitler. Senza l’Armata Rossa la guerra non sarebbe stata vinta. Il 9 maggio 2015, dalle 16 alle 18, davanti al Colosseo (uscita della metropolitana) manifestazione a Roma organizzata dai russi e dagli ucraini russofoni per celebrare il 70^ della Vittoria contro il nazifascismo… evento non festeggiato a Roma e snobbato dagli Stati Uniti, ma che la comunità ucraina russofona ritiene doveroso ricordare anche alla luce della recrudescenza del nazismo in Ucraina.”

Calcata. Il ritorno dei gruccioni – Scrive Parco: “A maggio, come ogni anno, i gruccioni torneranno dall’Africa subsahariana dopo un viaggio di migliaia di chilometri. I gruccioni sono facilmente osservabili mentre, con volo planato, cacciano gli insetti di cui si nutrono, o mentre riposano sui rami in gruppi familiari, l’uno appollaiato vicino agli altri. Una comunità è presente anche nel parco del Treja, nei pressi di Calcata… ” – Continua: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2015/05/calcata-il-ritorno-dei-gruccioni.html

Mio commentino: “A dire il vero questi gruccioni li ho visti solo nei disegni della Francesca Cavani, durante il compleanno di Caterina tenuto in Emilia nel 2010: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/09/01/tradizione-contadina-in-emilia-il-23-e-24-settembre-2010-%E2%80%9Dequinozio-di-autunno-e-luna-piena-tavole-rotonde-e-mostra-darte-su-cultura-contadina-ed-archetipi-animali%E2%80%9D-la-celebr/

Vivisezionisti pubblicitari – Scrive Simona De Nicola: “Negli ultimi giorni sono apparsi su vari giornali articoli e lettere a sostegno della vivisezione. Un gruppo di “scienziati” si è espresso a favore della vivisezione, sostenendo che “la scienza non può rinunciare a sperimentare sugli animali”, chiedendo lo “Stop alle mozioni animaliste. Mettono a rischio la ricerca” e altre prese di posizioni oscurantiste. Queste persone vogliono far credere di essere loro a favore della scienza, e che sia contro il progresso chi invece si batte per porre fine alla sperimentazione animale. In sostanza, presentano la realtà a rovescio: sono loro ad essere contro il progresso, a voler usare metodi obsoleti, a non voler aprire gli occhi sull’inutilità di sperimentare su una specie per ottenere dati validi su un’altra…” Info. info@agireora.org”

Casalincontrada. Nuovi paesaggi bioregionali (sonori)… – Scrive Sebastian: “…il suono costruito: le vibrazioni della campana tibetana e il coro delle voci dei bambini nella vecchia neviera di forma cilindrica a Casalincontrada. Il suono naturale: ascolto dei suoni della natura, vento insetti, fronde degli alberi, fruscii di erba e foglie e il dolce rumore del nulla…” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2015/05/casalincontrada-nuovi-paesaggi.html

Esternazioni di “El Supremo” – Scrive G.V.: “IN UN SUO LASCITO ALLE FOLLE, BEN PROTETTO DALLA POLIZIA IN ASSETTO ANTIGUERRIGLIA, EL SUPREMO, alias Matteo Renzi, ha dichiarato a FUTURA MEMORIA CHE: L’UE è come un ragazzo intelligente che NON vuole studiare e che occorre spronarlo…”

Fiuminata. Permacultura – Scrive Thom: “Ciao tutti, vi invitiamo cordialmente a Fiuminata, nel’ Alta Valle del Potenza (nelle Marche). Facciamo una piccola e bella settimana della permacultura insieme: in Maggio, dal 25 al 31. Magari ci vediamo presto! Info. thom.meiseberg@posteo.de”

Tuscia. Eolico pesante contro chiese antiche – Scrive Paolo Conti: “A Tuscania e a Orvieto è imminente il rischio che si realizzino due progetti di impianti eolici inaccettabili perché troppo invasivi e collocati nel posto sbagliato. I progetti eolici che impegneranno le prospettive intorno alla chiesa di san Pietro a Tuscania e il Duomo di Orvieto minacciano di stravolgere paesaggi pregiati, alterandone fortemente la percezione sociale e compromettendone la bellezza e il paesaggio che le circonda. Le due chiese sono capolavori identitari della storia e della cultura del nostro Paese. L’allarme viene da un gruppo di associazioni ambientaliste…” – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2015/05/tuscia-eolico-pesante-contro-chiese.html

Work in progress. La schivitù continua – Scrive Franca Oberti a commento dell’articolo http://paolodarpini.blogspot.it/2015/05/work-in-progress-la-schiavizzazione.html -: “Atmosfera apocalittica che si può trovare in uno splendido film degli anni ‘70, “La fuga di Logan”, dove uomini microchippati venivano “eliminati” d’ufficio a 30 anni, dopo essere stati sfruttati e riprodotti ad hoc… Però certi messaggi disfattisti non li condivido, per esempio quelli di natura politica… si può reinventare la politica e cancellare la partitica, ma occorrono leader che abbiano il coraggio di mettersi in gioco e non burattini manovrati da oscuri figuri…”

Zoccola. Ammessa in parlamento – Scrive Vincenza: “Clamorosa decisione dell’ufficio di presidenza che dopo aver sospeso 61 deputati del Movimento 5 Stelle per aver gridato in aula “onestà”, ha graziato il deputato del Partito Democratico, Francesco Sanna, che ha dato della “zoccola” alla collega Carla Ruocco (M5S). Zoccola in aula si può dire, onestà no!”

Metamorfosi nei valori di genere – Il femmineo e la sua simbologia sono mutati radicalmente nel corso dei secoli. Nella remota antichità il femminile era rappresentativo di un potere creativo assoluto e totale. Tutte le divinità si mostravano in aspetto femminile od in forme che evocavano tale qualità, a cominciare dalla Grande Madre, la natura stessa, sino a Madre Acqua, Madre Luna ed anche Madre Sole, etc. (la formula sacra più antica, il Gayatri Mantra, è dedicata a Savitri, la dea dell’energia solare). Le donne in quanto incarnazione primigenia del potere procreativo erano pertanto degne di amore e di devozione. La paternità era “sconosciuta”, la madre esisteva di certo e questo era un dato incontrovertibile…” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2015/05/metamorfosi-nei-valori-di-genere-il.html

Commento di Shanti Di Lieto: “Stiamo attendendo da tempo il Ritorno del sacerdozio femminile, della Guida della Società da parte delle donne più sagge e illuminate. Un Mondo in cui la Vita sia il Valore più prezioso, e custodire i doni di Madre Natura, proteggere la nostra Casa, cioè il Pianeta, che abbiamo l’onore di abitare!

Attendiamo fiduciosi! Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“La vita è un mistero da vivere, non un problema da risolvere.” (Osho) 

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Terre Nostre: “Salvare Assisi, la città di San Francesco, dalle bio-speculazioni della green economy..”

Domenica 18 maggio 2014 ad Assisi, nella città di S.Francesco, si tiene la seconda marcia nazionale per la salvaguardia della salute, per l’aria, l’acqua, la terra e il cibo sani.

In Umbria si trovano i comitati ambientalisti provenienti da tutta Italia uniti dall’obiettivo di proteggere l’ambiente, la salute, l’agricoltura dai nuovi assalti di un sistema di sfruttamento sempre più aggressivo che si esprime anche attraverso le speculazioni della “green economy”.

L’appuntamento di Assisi intende contribuire alla crescita di un movimento di coordinamento nazionale “Terre Nostre” che, oltre all’opposizione alla perdurante corsa alle biomasse, operi anche un efficace contrasto coordinato nei confronti di trivellazioni, stoccaggi di gas naturale, eolico selvaggio, incenerimento di rifiuti, campi elettromagnetici, perdurante larghissimo uso di pesticidi in agricoltura.

La crescita senza regole di impianti a biomasse e al biogas rappresenta oggi una delle principali emergenze su questo fronte. E’ una minaccia insidiosa e diffusa capillarmente in oltre 1000 comuni italiani, sempre più intrecciata ad altre forme di assalto ai territori in nome di politiche dell’energia e di gestione dei rifiuti che di sostenibile hanno solo la falsa etichetta “bio”.

La proliferazione degli impianti a biogas e biomasse, sostenuta da super incentivi, è ancora in corso. La prospettiva di guadagno elevato e sicuro hanno allentato ogni freno inibitore ed hanno indotto a calpestare leggi fondamentali quali i diritti alla salute, alla sovranità alimentare, alla proprietà, alla sicurezza e al libero esercizio delle attività economiche. Si è imbarbarita la vita pubblica spingendo le amministrazioni locali a scelte contrarie al bene dei cittadini, negando diritti di informazione e partecipazione.

Si è cercato addirittura (e si cerca) di realizzare centrali all’interno dei Parchi regionali, sulla riva di lagune costiere, in località termali, nel contesto di coltivazioni di grande pregio (comprese prestigiose Doc).

La forza dei tanti comitati sorti sui vari aspetti del contrasto alla nocività ambientale e, sul tema specifico delle biomasse e del biogas, deriva dalla crescente consapevolezza del valore della posta in gioco. E’ infatti in discussione la vivibilità ma anche la riconoscibilità e l’identità dei luoghi. E’ inquinata l’economia da capitali speculativi privati, è avvelenata la democrazia.

Gli obiettivi di questa seconda marcia nazionale sono chiari: richiamare l’attenzione della classe politica, ma anche dei media nazionali, dell’accademia, del mondo della cultura (che appaiono molto “distratti”) su situazioni che, pur in modo diffuso e quindi non con l’evidenza di tragedie come Taranto e Vado Ligure, incidono pesantemente su equilibri sociali, economici ed ambientali.

E incidono, come abbiamo visto, sulla stessa democrazia, sulla capacità di poter decidere a casa propria, di non subire pesanti interventi dall’esterno che stravolgono il territorio a soli fini di speculazione di gruppi privati.

Cittadini, comitati e coordinamenti di tutta Italia, non sono più disposti a veder calpestare diritti costituzionali ed i presupposti stessi della convivenza civile in nome di una distorta “libertà di impresa”.

Pertanto utilizzeranno tutte le forme di iniziativa democratica di protesta contro la realizzazione di tali industrie biogas e biomasse, classificate per normativa vigente, insalubri di prima categoria. In caso contrario, sono pronti a percorrere ogni via giudiziaria, anche per il risarcimento del danno.

Dr. Gian Piero Baldi
Presidente Associazione “Bio Ambiente

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Piansano (Viterbo) – Scempio ambientale con la scusa dell’energia pulita… Ecco quel che accade nel bacino lacustre di Bolsena…

Piansano(Vt): La fine di un habitat un tempo rigoglioso

L’area d’impianto è la caldera del Lago di Bolsena, già Geoparco, d’importanza vitale quale specchio d’acqua potabile per le rotte migratorie, e candidato Unesco. La strategia per il montaggio dei primi pali è volta ad evitare le zone di maggior impatto visivo, il primo montaggio sta avvenendo in una zona “nascosta”, lontana dal Lago di Bolsena e dal paese di Piansano. Da cui è chiaramente visibile Montefiascone.

Nottetempo la trasformazione della Tuscia prosegue a ritmi serrati.
Quando gli interessi dei pochi cambiano per sempre la vita di tutti.

Dopo la lunga sosta del periodo estivo, i più credono ad una strategia per evitare una ricaduta negativa a livello turistico e mediatico, i lavori all’industria di produzione energetica da eolico di Piansano ripartono con uno slancio sorprendente.

Si lavora di notte, per lo più. Le lunghe processioni con mezzi ultrapesanti si muovono lente lungo le statali e poi si inerpicano faticosamente nei reticolati di sterrato. Le carreggiate nuove vengono continuamente allargate a danno di alberi centenari che costeggiavano i reticolati originari, e si notano comunque i segni delle strisciate delle carrozzerie dei camion lungo i costoni scavati nella terra, segno evidente di errori grossolani nella fase progettuale. I mezzi per issare questi mostri eolici alti 130 metri arrivano dalla Puglia e dalla Sardegna, la manodopera è esigua ma ci si sorprende di continuo nel vedere sempre più velocemente assemblati i pezzi del fusto, entro breve si potranno vedere le prime tre torri del tutto ultimate.

Da Montefiascone e perfino da Tuscania sembrerà di toccarle e, quando anche quelle poste più direttamente vista lago saranno montate, tutta la Tuscia viterbese non sarà più immune dall’impatto paesaggistico.

Nel tempo abbiamo pubblicato diversi articoli a carattere scientifico sull’impatto sulla salute umana ed animale e sulla compromissione degli habitat naturali, con ripercussioni tangibili a breve e lungo termine su un’area di territorio di diverse centinaia di chilometri. Da Montefiascone sono ben visibili perfino le pale eoliche di Scansano, di misura e numero minore rispetto alla selva di pale che si sta realizzando nella caldera del Lago di Bolsena. Il contributo alla produzione energetica dell’eolico in Italia è assolutamente risibile e come contraltare c’è un sacrificio territoriale enorme. I dati ufficiali sono disponibili sul sito ufficiale del GSE, l’unica vera forza trainante delle rinnovabili è l’idroelettrico, nulla di nuovo quindi sotto il sole. Abbiamo immolato migliaia di ettari al fotovoltaico ed all’eolico, in aree di pregio agricolo-naturalistico e paesaggistico per la miseria dell’11% di produzione sul fabbisogno nazionale. La stessa percentuale oltre ad essere raggiungibile è anche superabile con una politica di risparmio energetico ed efficenza degli edifici e soprattutto della Rete Elettrica Nazionale, che invece di essere continuamente ampliata ha vitale urgenza di ammodernamento e manutenzione.

L’impatto sul comparto del turismo agricolo ed alberghiero si potrà verificare già dai mesi primaverili e tutti coloro che vivono ed investono nel turismo dovranno fare i conti con questo nuovo aspetto dominante del paesaggio. Per ora un piccolo microturismo locale si sta sviluppando in una lunga e continuata via crucis della popolazione di Piansano, che ancora non si capacita di ciò che sta accadendo alle sue campagne, ad appena un chilometro dall’abitato. Resta poi la scure pendente del nuovo impianto di Cellere-Canino che, se approvato, ridurrebbe Piansano in una gabbia di pale eoliche.

Ad oggi il montaggio è a circa 1/3 ma a 2 km in linea d’aria questo è ciò che si vede

L’iter autorizzativo del 2008 di questo impianto, e di conseguenza anche l’accordo sottoscritto dalla Provincia di Viterbo, in seduta segreta, hanno avallato, tra mille omissioni ed abusi, un sito industriale di produzione di energia in un luogo che non doveva essere compromesso e vincolato per 25 anni, senza alcuna possibilità di ripristino ante-operam, ad una tecnologia altamente impattante. Il Lago di Bolsena è un luogo di transito e meta di migrazioni da millenni, habitat ideale per uomini ed animali, ricco di storia ed opere d’arte, la più importante ed universalmente conosciuta ed amata è il paesaggio.

Questo mondo è in via d’estinzione

Elena Hagi – stilehagi@alice.it
www.retesalvaguardiaterritorio.it

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Altri articoli su eolico pesante a Piansano
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=eolico+piansano

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Alto Lazio: “La battaglia contro il nucleare, l’eolico pesante ed il fotovoltaico a terra.. continua!”

Nasce il Coordinamento Alto Lazio per le energie pulite e la difesa del paesaggio

Si sta formando un coordinamento fra tutte le associazioni e le persone che si oppongono allo scempio del territorio dell’Alto Lazio. Per evitare che amministrazioni sconsiderate e malconsigliate possano distruggere l’ambiente e il pasesaggio con la scusa della produzione energetica. Non mi riferisco solo ai vari bruciatori e inceneritori (vedi il recente caso di Monterosi) ma anche all’eolico pesante ed al fotovoltaico a terra..

A Piansano e nel compresorio vulsinate la battaglia contro l’eolico industriale sembra quasi persa, ecco cosa scrive Massimo del locale comitato antieolico: “Per Piansano ormai le speranze sono svanite, non c’è nulla da fare, i lavori procedono spediti e tra poco le torri faranno “bella” mostra di se’. Cerchiamo comunque di fermare la proliferazione.Un abbraccio a tutti”.. Però non sono convinto che il sindaco -novello Brenno- di Piansano riuscirà a completare il suo piano di distruzione sistenmatica dell’habitat.. ritengo che una volta che la popolazione capirà a quali rischi e quali danni verranno inflitti alla casa in cui dimorano essi saranno in grado di opporsi e scacceranno con il ferro colui che vuole guadagnare l’oro sulla pelle dei cittadini… Diamo tempo al tempo….

Comunque l’amico Oreste Rutigliano di Italia Nostra si sta muovendo per un coordinamento efficace, ecco cosa scrive: “Cari amici, la questione eolico nella Tuscia e nell’alto Lazio è ora nella mani di Italia Nostra ed in particolare dell’ing Paolo De Rocchi e di Luciano Meloni, che si muovono con grande abilità nei meandri della regione Lazio. Il gruppo di lavoro della Tuscia lavora a tutto campo e promuove anche la tutela del parco archeologico termale di Viterbo. Si lavoro su di un progetto di circa 5000ettari. Il cui valore è moltiplicato dal tracciato della Francigena che lo attraversa. Il tutto fa capo ad un lancio di Italia Nostra in questo territorio, dove i temi da affrontare sono specifici della Associazione. Che insieme al Comitato Nazionale del Paesaggio è laeder della battaglia contro la ” porcata” dell’eolico, voluto e sostenuto da Legambiente e dallo stesso WWF a livello centrale. Si lavora per un convegno alla Provincia di Viterbo su eolico e fotovoltaico ina aree agricole al quale siete tutti invitati!”

Quindi le speranze non sono perse ovunque e comunque… occorre rinsaldare le fila e non demordere.. soprattutto ora che dobbiamo anche combattere contro l’ipotesi del ritorno al nucleare… Vorrei qui ricordare che la produzione energetica -per essere veramente ecologica- dovrebbe essere il più possibile limitata al territorio bioregioanle, si parla insomma di autoproduzione, basata solo su fonti energetiche rinnovabili ma n non comprendenti impianti mastodontici e tecnologicamnte complessi. Insomma un moderato ritorno all’idroelettrico, un eolico compatibile, lungo le autostrade e nelle aree industriali, un fotoviltaico su nuove costruzioni e su capannoni, un biogas da liquami, un ricorso alle biomasse con colture dedicate, etc. ma soprattutto occorre una diminuzione massiccia dei consumi… questa la chiave per uscire fuori dal meccanismo stritolante consumista che rischia di trasformare la Terra in un deserto…

Ritornando al tema dell’eolico pesante scrive Fabio Tinelli Roncalli dell’ass. Via Dal Vento: “Continuano ad arrivare molte richieste di aiuto per l’assalto eolico che sta subendo il Lazio e la Tuscia. Ovviamente noi non possiamo fare molto se non denunciare la situazione, ma forse sarebbe il caso che chi è interessato pensi ad una specie di coordinamento ed azione comune come fatto sull’Appennino dalla Rete di Resistenza sui Crinali”

Insomma le persone di buona volontà non mancano… Sursum corda!

Paolo D’Arpini

P.S. Coloro che vogliono far parte del coordinamento per l’energia alternativa e la tutela del paesaggio possono contattare i numeri:
3355300760 (Fabio) e 336 606009 (Oreste)

Articoli pubblicati contro eolico pesante:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=eolico+pesante

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Produzione energetica da fonti pulite e rinnovabili..? Va bene… ma non con metodi che incentivano il meccanismo consumista ed industriale

Ancora una volta debbo ritornare sul tema della produzione energetica pulita….

 

Mi spiace doverlo fare perché stavolta debbo partire lancia in resta contro “le finte produzioni energetiche pulite”. In questo momento d’attesa sclerotica del picco del petrolio l’opzione nucleare viene spacciata come una soluzione praticabile ed intanto il sistema industriale e tecnologico spinge contemporaneamente verso processi “alternativi” che soddisfano invece l’esigenza della continua “crescita”…

Ad esempio negli ultimi giorni son tornato spesso sull’argomento dell’impianto a colza di Monterosi (Viterbo) su cui ho ricevuto vari commenti. Sergio Baffoni, di Ecologia Peacelink, dice: “Bruciatore ad olio di colza di Monterosi…? Il problema aggiuntivo è che dato che l’olio di colza non ha una resa altissima, a meno di non  alimentare la centrale con forti sovvenzioni per sostenere qualche lobby agricola, sarà necessario passare all’olio di palma. Con tutte le conseguenze per la deforestazione, le violazioni dei diritti delle comunità locali e soprattutto il danno al clima (conversione delle torbiere in piantagioni e rilascio di massicce quantità di CO2 in atmosfera)”

 

Insomma la centrale ad olio di colza di Monterosi è un fulgido esempio di come l’industria pesante e la finanza continuino ad occupare ogni ambito di produzione energetica, anche quello delle rinnovabili. Vedasi il fiorire di mega torri eoliche nelle nostre campagne o la copertura di migliaia di ettari coltivabili con neri pannelli solari.

 

Infatti bisogna smetterla -afferma il prof. Benito Castorina-  di identificare le rinnovabili col fotovoltaico che sta invadendo le campagne con milioni di mc. di cemento armato, acciaio, silicio, per la produzione dei quali bisogna bruciare quantità enormi di petrolio, scavare gli inerti dalle montagne, inquinare l’aria e surriscaldarla per un beneficio illusorio se consideriamo che su un metro quadro di superficie il sole scarica più di un kw di energia che viene totalmente utilizzata dalle piante, cosa che i pannelli solari si sognano…”

 

Poi va considerato il costo dello smaltimento successivo di questi impianti solari a terra… – conclude Castorina- domani sarà un problema demolire e buttare in discarica questi pannelli per ripristinare i campi di grano e le vigne e gli aranceti che oggi sono fatti abbandonare perché non rendono al contadino quanto un impianto  fotovoltaico (grazie agli sproporzionati incentivi)”

 

L’Italia paga milioni di euro per l’inquinamento da gas serra ed è importante riuscire a spostare l’attenzione sulle fonti rinnovabili veramente pulite ed accessibili, come potrebbe essere la produzione energetica da biomassa..  Ma non quella con combustibili liquidi, come l’olio di colza o l’olio di palma, che richiedono una lavorazione industriale e una  produzione agricola intensiva e inquinante.  La biomassa è preferibile da colture dedicate che abbiano anche usi collaterali e non il solo scopo di produrre combustibile.

 

Una biomassa che produca energia, etanolo biodiesel, biogas, syngas, carta, polimeri, mobili, medicine e chi più ne ha più ne metta, compreso l’eliminazione dei rifiuti, riciclaggio e tutte le cose che hanno senso per una fase transitoria nell’era del dopo petrolio.

 

Anche European Consumers è tornata sull’argomento della centrale termoelettrica di Monterosi: “Il 7 aprile 2011  è stata inviata , una raccomandata RR. – Interrogazione – indirizzata al sindaco di Monterosi ed al presidente della Provincia di Viterbo – Afferma l’avv. Vittorio Marinelli, presidente dell’associazione – Questo passo a favore dei consumatori ed a tutela dell’ambiente non deve essere interpretato come una negazione a produrre energia elettrica da fonti alternative.. Anzi è proprio negli intendimenti di European Consumers dedicare la massima attenzione alle fonti rinnovabili (vedi le diverse azioni sulla Free Energy: http://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=european%20consumers%20free%20energy). 

 

E’ perciò assolutamente necessario che la produzione energetica non sia una scusa per continuare ad utilizzare metodi che vanno a nocumento dell’ambiente e della salute. Decrescere, decrescere e prendere coscienza della comune appartenenza all’evento vita… E per concludere.. una domanda: “Dove andranno a finire quei milioni di ettolitri di acqua super radioattiva riversati in mare a Fukushima…?”

 

Paolo D’Arpini

 

Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana

Presidente Circolo vegetariano VV.TT.

Via Mazzini, 27 – Treia (Macerata)

Tel. 0733/216293  

 

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Altri articoli:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=energia+rinnovabile

 

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Commento di Guido sull’articolo soprastante: “L’energia ‘pulita’ non esiste, se prima non ci rendiamo veramente conto che la crescita economica è una terribile patologia della Terra.
Per quanto riguarda i dettagli, lasciando perdere lìolio di colza e tutte le altre amenità che si basano comunque sulla combustione.  L’eolico: consuma territorio, uccide esseri altamente senzienti, come gli uccelli, poi quelle pale non sono gradevoli. Bisogna limitarsi a qualche elica per estrarre acqua dal pozzo, o per i mulini a vento: i consumi devono restare sul posto.
  Il fotovoltaico: i campi di pannelli consumano territorio, poi bisogna trasportare l’energia con una rete, strade e trasporti. Per avere le quantità richieste dalla crescita continua bisognerebbe ricoprire ben presto superfici immense, impensabili. Va bene, ma solo sui tetti.  Le centrali idroelettriche “grandi” sono anch’esse causa di problemi gravi: tolgono l’acqua per lunghi tratti, allagano bacini, consumano territorio. Restano i pannelli solari termici, e – per l’energia elettrica – qualche centralina mini-idro di potenza massima dell’ordine di 500-1000 kW con restituzione immediata dell’acqua e consumi sul posto…  guido1936@interfree.it

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