Pechino sente puzza di truffa e comincia a ritirare i suoi soldi dalle banche occidentali…

Da qualche settimana tutte le strade portano a Pechino, o per meglio dire, sembra che da Washington tutte le strade portino a Pechino. Evidentemente qualcosa bolle in pentola nei rapporti tra le due superpotenze. Nel giro di poche settimane abbiamo visto nella capitale del Celeste Impero Bill Gates, Antony Blinken, John Kerry, Janet Yellen e addirittura l’ormai centenario Henry Kissinger. Troppo viavai per essere una semplice casualità. Ma andiamo con ordine e forse riusciamo a trovare anche un filo logico.

E’ certamente vero che Bill Gates non ha alcun ruolo nel governo americano, ma è altrettanto vero che l’enorme potere economico e tecnologico fa di quest’uomo un componente fondamentale dell’élite dominante negli USA e dunque in Occidente. Secondo tutti gli analisti la visita di Gates ha avuto come obbiettivo quello di tentare un disgelo tra le due superpotenze impegnate in una lotta senza esclusione di colpi in settori di grande interesse del tycoon americano come la supremazia tecnologica, il disaccoppiamento tra la sfera d’influenza USA e quella cinese e con la conseguente fine della globalizzazione, la guerra per le terre rare e per la produzione di microchips (1).

Stralcio di un articolo di Giuseppe Masala – https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/26057-giuseppe-masala-la-cina-ritira-i-soldi-dall-occidente.html

Commento di Jure Eler: “E mo’ a dove lo appendiamo, il nostro debito immane? Mi sento quasi come Sansone… Direi quasi ben ci sta, se uno non vuol capire c’è ben poco da fare. Peccato per i nostri figli. Ciao Europa!”

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