Credit (o non credit) Suisse…? Della serie “un crac tira l’altro!”

Credit Suisse. La più grande banca svizzera e fra le maggiori del giro del mondo.

Queste sono solo le ultime “imprese” dell’istituto per iper-ricchi.

Febbraio 2020: l’amministratore delegato deve andarsene perché sorpreso a spiare tramite investigatori della banca due suoi colleghi di alto rango. Della serie: mai fidarsi dei colleghi.

Dicembre 2020: viene alla luce che Credit Suisse ricicla denaro da traffico di droga (i due colleghi hanno spifferato?). La Confederazione deve processare. Il processo invia in galera uno o più banchieri e commina multe all’istituto.

Le operazioni di cui sopra avevano fruttato un miliardo di dollari (anche di più, dicono), soldi usati per pagare tangenti, ma pubblicizzati come interventi umanitari per la pesca del tonno in Mozambico.

Febbraio 2022: l’inchiesta “Suisse secrets” rivela che la ineffabile banca svizzera detieni conti segreti di malavitosi, torturatori, più altri gentiluomini ricercati per svariate attività criminali. Inoltre Credit Suisse ha una consistente comparto di conti corrente riservati ad evasori fiscali di chiara fama (ma senza nome).

Marzo 2022: la brillante attività della Credit Suisse rivela un buco impressionante che affonda la speculazione, detta “borsa valori”, di tutto il mondo.

Ahinoi, cosa succederà?

16 marzo 2022: Credit Suisse chiede aiuto allo Stato.

E lo Stato non può certo rifiutare il “Reddito di Cittadinanza” ai banchierii. Come per i pescatori del Mozambico è una questione umanitaria !

(Verificare per credere: fonte Wikipedia)

Proverbio cinese: “Un crac tira l’altro.” (G.S.)

Articolo collegato: https://paolodarpini.blogspot.com/2023/03/banche-e-finanza-il-grande-botto-si.html

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Intanto negli USA profondi: “Danno l’Oscar a Navalny mentre il sistema bancario e finanziario dell’Occidente va in frantumi, rischiando di trascinare mezzo mondo nel baratro: https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/25112-alessandro-bianchi-pino-arlacchi-a-l-ad-i-brics-hanno-sfondato-ma-in-italia-nessuno-ne-parla.html

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