Manerbio trucida… Coordinamento contro il mega-macello in cui il sangue scorrerà a fiumi, notte e giorno…

Ante scriptum

Negli anni ‘60 del secolo scorso la provincia di Brescia era rinomata per i “balletti verdi” ovvero per le orgette gay che venivano organizzate in vari privèe.. Dai balletti verdi si è ora passati al sado-maso pesante con previsione di migliaia di sgozzamenti al giorno.. ma non si tratta di un perverso “gioco erotico” (o perlomeno non solamente) bensì della macellazione in serie più estesa e crudele d’Europa.. la cosa succederà a Manerbio in provincia di Brescia (ovviamente)…. Opponiamoci all’imminente orrore…. (Paolo D’Arpini)

Nasce il ‘Coordinamento Contro il Mega Macello’ di Manerbio (BS).

L’azienda ‘Bresaole Pini’, fondata nel 1982 con sede a Grosotto in
provincia di Sondrio, è uno dei maggiori produttori italiani di carne. Nel
1994 realizzano, nelle vicinanze di Budapest, uno dei macelli più
“moderni” del centro Europa, dove ogni settimana vengono uccisi 21.000
suini, per un totale di circa 1.100.000 ogni anno. Non solo in Ungheria, ma
anche in Polonia il gruppo valtellinese Bresaole Pini espande la propria
presenza costruendo tra il 2010 e il 2011 un altro stabilimento, il più grande
della nazione, con una capacità iniziale di macellazione pari a 6.000 maiali
al giorno.

Ed è proprio quest’ultimo impianto che viene preso come esempio per la
progettazione del mega macello che sorgerà a Manerbio in provincia di Brescia
e che raggiungerà il triste primato di macello più grande d’Europa.

Quello che più colpisce sono i numeri: 12.000 maiali macellati al giorno,
oltre 40.000 la settimana. Giorno e notte si ucciderà e si produrrà senza
sosta. Una catena di smontaggio continua. In altre parole un moderno campo di
sterminio dove degli esseri viventi arriveranno stipati in enormi camion, dopo
interminabili ore di viaggio, obbligati a scendere dal mezzo di trasporto e
spinti verso l’interno dell’edificio, dove troveranno la morte. Come un
centro commerciale ha al suo interno decine di negozi, il macello Pini sarà
suddiviso in diversi settori, dal macello alla lavorazione delle carni, dal
confezionamento alla distribuzione: nell’arco di 12 ore un essere vivente,
senziente, individuo unico che ha sviluppato un proprio carattere e una propria
sensibilità, sarà ucciso e trasformato in merce.

Crediamo che ogni essere vivente, animale umano o non-umano, si equivalga e
debba avere la possibilità di vivere la propria esistenza senza far fronte ad
alcun tipo di privazione, di prigionia, senza subire alcun tipo di
sfruttamento, di tortura, di maltrattamento, di abuso.

Il macello Pini a Manerbio diventerà uno dei tanti simboli che avrà come
obiettivo la liberazione animale e la lotta allo specismo. Sicuramente il primo
passo per salvare delle vite è scegliere uno stile di vita vegan, il che
significa non consumare, né acquistare prodotti che derivino dallo
sfruttamento animale (uova, carne, latte, pellicce, pelletteria, lana,…).

Esprimiamo la nostra solidarietà ai comitati ambientalisti che si stanno
mobilitando contro questa assurda costruzione, soprattutto perché sono in
gioco tantissimi fattori: dallo stupro costante del territorio, allo spreco di
risorse preziose come l’acqua. E’ altresì doveroso precisare da parte
nostra che se anche questi luoghi di tortura, allevamenti o mattatoi,
fossero ad impatto zero, il nostro impegno sarebbe il medesimo. Intendiamo
quindi ostacolare coloro che intendono fare soldi sporchi e facili, senza etica
e senza alcuno scrupolo.

Non vogliamo gabbie più larghe. Non vogliamo gabbie più grandi.
Vogliamo vedere le gabbie vuote, affinché nessuno essere vivente sia più
rinchiuso. Per la liberazione animale.

Coordinamento Contro il Mega Macello
email: contromegamacello@live.it

Con l’adesione del Circolo Vegetariano VV.TT.

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