Vegetarismo religioso: “Anche fra i cattolici c’è qualche santo..” – Lista di buoni cristiani vegetariani

Qualcuno dice che noi ingiustamente accusiamo la Chiesa cattolica di essere indifferente alla sofferenza degli animali e dimentichiamo che alcuni suoi rappresentanti attuali stanno sostenendo la nascita all’interno della Chiesa di movimenti aperti al vegetarismo e al rispetto degli animali. Noi siamo ben lieti di questo, anche se ritengo improbabile ch la Chiesa possa mutare ufficialmente la sua visione antropocentrica. Per dimostrare la nostra buona volontà riporto l’elenco in ordine alfabetico, sicuramente incompleto, dei maggiori Santi cristiani che si sono astenuti dal mangiare carne. Se non ricordo male complessivamente i Santi nella religione cristiana sono circa 12.000, cioè rispetto a tale numero un’esigua minoranza. Inoltre, mai o quasi mai hanno rinunciato alla carne per rispetto e amore verso l’animale ma principalmente per mortificazione personale, cioè rinunciare ad uno dei piaceri fondamentali della gola, o perché ritenuta impedimento alla realizzazione spirituale.

 

Agostino di Ippona (354-430), santo, vescovo, la  sua mensa era parca e frugale, composta di erbaggi e legumi.

Ambrogio di Milano (339-397), santo, vescovo, tra i primi dottori della Chiesa latina, scrittore, fu assertore del regime vegetariano, escludeva dalla sua mensa carne, pesce, uova e latticini, nutrendosi di erbaggi, frutta e verdura. Diceva: “La carne fa cadere anche le aquile che volano”.

Antioco Eremita, visse fino a cento anni nutrendosi di verdure crude e bevendo sola acqua.

Basilio Magno (330-379), santo, vescovo, dottore della Chiesa orientale, padre del monachesimo orientale, legislatore monastico. Fondò una comunità di asceti che si nutrivano solo di pane e verdure e bevevano solo acqua.

Benedetto da Norcia (480-547), santo, patriarca del cenobitismo occidentale, nella sua regola il divieto assoluto della carne per i monaci e anche per i bambini.

Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), santo e dottore della Chiesa, si nutriva di pane, latte e zuppa di verdure. Affermava: “Troverete più nelle foreste che nei libri”.

Bonaventura da Potenza (1651…), beato francescano, nella regola dei Certosini da lui fondata l’astinenza totale dalle carni che estese pure ai monaci ammalati: chi disobbediva a questa regola veniva espulso dall’Ordine.

Caterina da Siena (1347-1380), santa, dottore della Chiesa, una delle maggiori scrittrici del XIV secolo, rinunciò alla carne fin da piccola nutrendosi di pane, erbe crude e bevendo solo acqua.

Cesario d’Arles , santo, scrisse due regole, la prima per i monaci, la seconda per le sacre Vergini del monastero di S. Giovanni Battista. In questa regola era assolutamente vietato mangiare carni.

Chiara da Montefalco vissuta nel 13° secolo, si nutriva di frutta ed erbe selvatiche e pur dormendo sopra un giaciglio fatto di sassi si conservò sempre in salute.

Filippo Neri (1515-1595), dopo una visione non mangiò più carne o pesce e si nutrì esclusivamente di pane, erba e qualche f rutto.

Francesca Romana (1384-1440), santa, sposa, madre, vedova esemplare. Operò strepitosi miracoli. Fin da giovanissima si astenne dal vino e dalla carne.

Francesco di Paola (1416-1507), santo, eremita, fondatore dell’Ordine dei Minimi, per la sua dieta parca e frugale fu chiamato dai suoi contemporanei “mangiatore di radici”.

Fulgenzio di Ruspe, visse verso la fine del 5° secolo, santo, monaco e vescovo, non mangiava mai carne.

Giacomo Minore, apostolo, cugino di Gesù vescovo di Gerusalemme. Secondo Eusebio di Cesarea non mangiò mai carne di animali, né bevve vino.

Giovanni Battista, ultimo dei profeti ebrei, detto il precursore di Cristo, si nutriva di focacce e miele.

Giovanni Bono (1169-1249), fondatore dell’ordine degli Eremiti, non mangiava mai carne; consumava in una settimana quello che i loro confratelli mangiavano in un giorno.

Giovanni d’Avila (1499-1569), santo, sacerdote, si nutriva di legumi e frutta.

Giovanni Maria Vianney (1786-1859), santo e guida spirituale, si nutriva quasi essenzialmente di patate.

Girolamo (345-419), santo e dottore della Chiesa, tradusse e revisionò la Bibbia, auspicava il ritorno alla condizione antecedente il Peccato: “L’astinenza dalla carne ricomincia con la venuta di Cristo”.

Giuseppe Cottolengo (1786-1842), santo, fondatore di 4 comunità femminili ed una maschile ove la regola da lui stabilita prescriveva l’obbligo di non consumare carne.

Gregorio da Nazianzeno (329-389), santo, vescovo, dottore della Chiesa orientale, ritenuto il teologo più erudito mai vissuto, si riferisce che mangiasse esclusivamente lupini.

Leonardo da Porto Maurizio (1676-1751), santo, sacerdote, scrittore, non consumava né carne né pesce.

Matteo, apostolo, santo, evangelista. Clemente Alessandrino riporta che si nutriva di frutta, semi ed erbaggi.

Migne (1800-1875), abate francese, riteneva l’astinenza dalla carne ciò che maggiormente contribuiva alla perfezione e alla felicità dell’uomo.

Nicola da Tolentino (1245-1305), santo ed eremita agostiniano, si asteneva da carne, pesce, latticini e dai condimenti con grasso.

Nilo ( 910-1004), santo, mangiava pane, legumi e frutti e beveva solo acqua.

Paconio (292-346), santo, iniziatore della vita cenobitica, fondatore di numerosi monasteri ove i pasti erano a base di erbe, pane, olive,  formaggi con divieto assoluto di carne e vino.

Paolino di Nola (353-431), santo, osservò sempre l’astinenza dalle carni.

Pietro, apostolo, santo. Nei Ricognitinoum libros di Clemente Romano si riferisce che si nutrisse di pane, olive e raramente erbe.

Pietro d’Alcantara (1499-1562), santo, asceta francescano, uno dei più grandi mistici spagnoli, si nutriva tre volte a settimana consumando solo piselli e fave.

Pietro il Galata, consumava solo pane ed acqua.

Pietro Regalado, santo, francescano di stretta osservanza, straordinario taumaturgo, nelle comunità che fondò i membri si nutrivano solo di legumi, estendendosi da carne e vino.

Pio V (1504-1572), santo, vescovo, cardinale e poi papa, si nutriva con erbe e legumi.

Tommaso d’Aquino (1220-1274), santo, massimo rappresentante della Scolastica medioevale, eminente teologo, riteneva che carni, latte e uova costituissero il massimo incentivo alla lussuria.

Vincenzo Ferret (1350-1419) santo domenicano, è considerato il più grande predicatore di tutti i tempi, si asteneva dalla carne.

Senza dimenticare Francesco che, secondo Tommaso da Celano, sentiva compassione anche per i vermi; Gertrude di Helfta che pregava per qualsiasi creatura sofferente; Isacco di Ninive che provava compassione non solo per tutte le creature ma anche per i demoni, Atanasio di Alessandria, Nicola da Tolentino, Benedetto Labre, Cesare de Bus, Edmondo di Canterbury, Pietro di Tartasia…

 

Purtroppo la Chiesa non tiene conto di questo importante insegnamento, della compassione universale che ha caratterizzato la vita dei suoi migliori Santi.

 

Ricerca effettuata a cura di Franco Libero Manco

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