Risultato della ricerca:

Politica taroccata, immagini, punti di vista, prospettive… e tutte le bugie dei media mainstream

Cortei imponenti o ammucchiate accroccate alla bell’e meglio si possono vedere indifferentemente su una stessa circostanza. Basta alzare o abbassare l’angolo di visuale. Il fatto è, però, che se la realtà vera del corteo imponente è reale, è una cosa, se invece di tratta di una accozzaglia posticcia, è tutt’altro: una truffa (qualunque siano le ragioni che l’hanno determinata) o, peggio ancora, è un reato!

Che la rappresentazione giornalistica dei fatti debba prevedere e consentire “sceneggiature ad arte” per incidere emotivamente sui destinatari dei messaggi, a me sembra non solo scorretto ma anche oltre il limite della legalità ed è, senza attenuanti, indice di malafede e dolo.

E la malafede e il dolo non generano la “dietrologia” ma piuttosto la sgradevole sensazione di “essere presi per il di dietro”, che è tutt’altro.

Potrei andare molto avanti nella spiegazione di questi principi, tutti riconducibili al tema della criminosità dell’uso che, a mio avviso, si fa dei mezzi di informazione nell’epoca attuale, ma mi fermo qui, rimandandovi solo, per approfondimenti, al manifesto in calce, che non manca certo di spunti documentati su cui ragionare insieme … con chi volesse partecipare.

“Temo che se non ci risvegliamo sarà anarchia! Cominciamo col confrontarci seriamente, allora, perché credo davvero che tutti insieme si possa fare molto per debellare la patologia dell’informazione cancerogena che ammorba il nostro Paese!

Adriano Colafrancesco
(Via B. Brandolini 20 – 00139 Roma – detesto gli anonimi – 3357722977)

Video collegato: https://mail.google.com/mail/u/0/#inbox/15cc976322a6719b?projector=1

Documento menzionato:

Manifesto per la rivendicazione del servizio pubblico televisivo in Italia mediante azione legale di tutela collettiva

La storia d’Italia, dal dopo guerra a oggi, è caratterizzata da un unico tragico filo conduttore, costellato di eventi solo apparentemente disgiunti tra loro. Da Portella della Ginestra alle stragi più recenti, passando per non poche vittime illustri – Mattei, Pasolini, Moro e chi più ne ha più ne metta – è un continuo susseguirsi di vicende accomunate da una costante inequivoca e incontrovertibile: sono tutte storie con punti interrogativi gravi che non hanno mai avuto risposta e sospetti più che ragionevoli di inquietanti ingerenze esterne. La ragione di quelli che potremmo chiamare, ribattezzando il nostro inno nazionale, “sfracelli d’Italia”
https://www.youtube.com/watch?v=bI5kuJQzMbA

è semplice: l’Italia, come diceva il “venerabile Gelli”
https://www.youtube.com/watch?v=oKARRcHjLxs

ha un posizionamento geo-politico molto più rilevante di quello che si possa immaginare. ”Molo importantissimo del mediterraneo” come si avvicendano a dire da sempre i nostri politici, è in verità molto più che un semplice polo logistico per scambi internazionali. E’ avamposto strategico in ottica di presidio tattico, militare e politico su scala internazionale e per questo di altissima appetibilità. Se non si parte da questo quadro di riferimento, tutto risulta vano rispetto ai fini della comprensione autentica della nostra storia contemporanea.

In questo quadro si inserisce e va letta una delle più gravi responsabilità imputabili al soggetto pubblico che, per definizione, dovrebbe concorrere con attributi di chiarezza, completezza e correttezza, al servizio della società civile: il sistema dell’informazione ed in particolare il servizio pubblico televisivo, la Rai Radio Televisione Italiana, ente a ciò preposto e sostenuto per questa ragione con soldi dei contribuenti.

Due espressioni, tra loro agli antipodi, rendono bene la natura del problema affrontato in queste video-pagine:
“Considero il giornalismo un servizio pubblico come i trasporti pubblici e l’acquedotto. Non manderò nelle vostre case acqua inquinata” Enzo Biagi
“Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media”, Licio Gelli.
Da un lato la visione corretta, fondata sulla consapevolezza autentica della funzione civile dei mezzi di informazione, dall’altro la visione strumentale, fondata sulla consapevolezza delle potenzialità abnormi del controllo dell’informazione a fini di condizionamento sociale.

In buona sostanza la televisione è questo: una risorsa preziosa per accompagnare nel modo più nobile la crescita della società civile, oppure uno strumento micidiale per le capacità di impatto negative che può avere col suo uso ingannevole e manipolatorio. Per queste ragioni, per le sue potenzialità di influenza, in particolare nel nostro Paese, è stata ridotta ad ancella della politica.

Tutti sono consapevoli della irregolarità del servizio pubblico televisivo in Italia
https://www.youtube.com/watch?v=Q-4xv1G4Xqw

ma dichiarazioni di denuncia verbale a parte, nulla si è mai fatto per contrastare la presenza di questa grave anomalia, per ovvii interessi di tutela del sistema.

Negli ultimi mesi, per giunta, il governo a guida del mai eletto premier Matteo Renzi, in un più generale quadro di devastanti e illegittime riforme costituzionali, ha prima annunciato e poi messo mano ad interventi che, concepiti all’insegna di un nuovo corso del servizio pubblico televisivo nel nostro paese, si sono in realtà rivelati di consolidamento e, più ancora, peggiorativi, rispetto al quadro esistente.
L’annuncio da parte di Matteo Renzi della introduzione del Capo d’azienda in Rai
https://www.youtube.com/watch?v=ok6t5p1kNLg

punto estremo di perversione della sua proposta di riforma, è di indiscutibile “ispirazione Arcoriana” (dunque bipartisan, ammesso e non concesso che nel nostro Paese si possa parlare di bipolarismo politico effettivo), come dimostrano le affermazioni pubbliche del 15/11/2012 di Giorgio Lainati (Popolo della Libertà) Vice presidente della Commissione di Vigilanza
https://www.youtube.com/watch?v=i-jv_tzkkBI

Questo per una ragione semplicissima, che nessuno denuncia con la dovuta chiarezza: Matteo Renzi è in tutta evidenza la carta di sostituzione di Silvio Berlusconi, nello stesso e unico processo di sottomissione del Paese a poteri diversi da quelli della autentica volontà popolare. Carta di sostituzione preparata con cura e allevata in tivvù….

La preparazione dell’avvento di Matteo Renzi (inciuccio tivvù)
https://www.youtube.com/watch?v=kudzrdGiv0g

….quella stessa tivvù, venuta da molto lontano… sciatta e cafona
https://www.youtube.com/watch?v=-BkA-03QwUU

…..che aveva preparato ancor prima l’avvento di mister B con l’iscrizione a libro paga nelle sue televisioni di due beniamini del grande pubblico….

Vianello & Bongiorno promoter di Forza Italia
https://www.youtube.com/watch?v=_yWUPpDI9PY

Quella tivvù storicamente accreditata presso la gente comune….

Il primo televisore
https://www.youtube.com/watch?v=dmTrBBlQpJY

….per la sua autorevolezza quasi oracolare… Arbore, Frassica e Troisi/Brazzi
https://www.youtube.com/watch?v=0Njqmvf68Oc

…..erogatrice oggi di un servizio pubblico mostruosamente snaturato, che ha messo il nostro Paese, in balìa da anni di una perversa dittatura della cattiva televisione concepita, con finalità e scopi ben precisi: “Bisogna tenere la gente isolata, e nella nostra società ciò significa incollarla alla televisione. Una strategia perfetta. Sei completamente passivo e presti attenzione a cose completamente insignificanti, che non hanno alcuna incidenza. Sei obbediente. Questo è il trucco. Questo è ciò che i media hanno il compito di fare. Se si esaminano i programmi trasmessi dalla televisione si vedrà che non ha molto senso interrogarsi sulla loro veridicità. E infatti nessuno si interroga su questo. L’industria delle pubbliche relazioni non spende miliardi di dollari all’anno per gioco. L’industria delle pubbliche relazioni è un invenzione americana che è stata creata all’inizio di questo secolo con lo scopo, dicono gli esperti, di controllare la mente della gente, che altrimenti rappresenterebbe il pericolo più forte nel quale potrebbero incorrere le grandi multinazionali” *

Dittatura imposta perché funzionale agli interessi di un sempre più chiaro quadro di involuzione democratica in atto su scala internazionale

“Le democrazie europee sono al collasso totale, indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere, perché sono decise da burocrati e dirigenti non eletti che stanno a Bruxelles. Questa rotta è la distruzione delle democrazie in Europa e la conseguenza sono dittature. Il neoliberismo è un grande attacco alle popolazioni mondiali, il più grande attacco mai avvenuto da quarant’anni a questa parte” *

* (Noam Chomsky – 24/01/2014 – Festival delle scienze, Auditorium Parco della Musica di Roma)

Dittatura imposta spudoratamente con modalità “piratesche”, come denunciano senza mezzi termini personalità storiche, vere fondatrici, della televisione italiana

I pirati del ventunesimo secolo (da una intervista a Ugo Gregoretti)
https://www.youtube.com/watch?v=3P97JYC39nU

Dittatura imposta per un uso di propaganda partigiano sfacciato, degno dei migliori tempi dell’Istituto Luce
https://www.youtube.com/watch?v=vKtkH0SzLI4

Dittatura imposta in un recente passato attraverso portatori di interessi di parte, messi alla
direzione del primo tiggì della televisione pubblica
https://www.youtube.com/watch?v=Fk4qWU3WRek

ridotto a farsa di cronache stereotipate e ripetitive, in cui primeggiava il gossip come corollario ideale per mascherare l’uso strumentale del mezzo… tg monitor 29 giugno 2011
https://www.youtube.com/watch?v=PX92Qva35Wg

Una tivvù, già capace di vera e propria, manipolazione delle notizie (Mills)
https://www.youtube.com/watch?v=uD0Cm0_WCNE

oggi impunemente autrice di vera e propria denigrazione dell’avversario politico
https://www.youtube.com/watch?v=pkBqHJkh4E0

con speculare, al tempo stesso, esaltazione di figure di patetico profilo istituzionale (e, quel che è peggio, internazionale) americani a Roma
https://www.youtube.com/watch?v=6Pe6qfryiEg

abilissimi nell’arte di mentire fino al punto di riuscire persino a rinnegare se stessi senza pudore “o passi dal suffragio elettorale o non sei credibile”
https://www.youtube.com/watch?v=wcgAPysZsAs

In questo contesto – nel quadro di evidente uso manipolatorio del mezzo – si colloca e spiega senza altre interpretazioni possibili, il reato più grave contestabile alla televisione di stato:

L’OMISSIONE DI SERVIZIO PUBBLICO TELEVISIVO

ampiamente documentabile ai fini di supporto di una auspicabile azione legale di tutela collettiva. Il REATO di omissione di servizio pubblico televisivo nel nostro Paese è infatti testimoniato da documenti inconfutabili, di cui la Rai finge di ignorare l’esistenza.

Molto attenta, infatti, alla pubblicazione di notizie ridicole, di fonte anonima e concepite essenzialmente per puri scopi di “distrazione di massa”, come quella che segue…

Isis, annuncio video di Anonymous
“L’attentato sventato era a Firenze”
https://www.youtube.com/watch?v=Em9Q0if3VBE

…..viene meno al compito “grave” per cui è pagata dagli utenti e oscura notizie di grande rilevanza nel drammatico scenario internazionale, su cui incombono pesanti minacce al mantenimento della pace stessa nel mondo, come quelle che seguono, tutte riferite a testimonianze autorevoli e di indubbio valore informativo e formativo della pubblica opinione …..

Michael T. Flynn, Defense Intelligence Agency, USA.- “Armare i Salafiti, Al Qaeda e i Fratelli Musulmani in Siria? Fu “una deliberata decisione del Governo USA”
Servizi segreti USA
https://www.youtube.com/watch?v=m0Xli7y_Jxc&list=PLimc7jftHxGX03Y-osGsA4AnjyFb8vy-L&index=1

Lawrence Wilkerson, ex colonnello della Us Army, già consigliere della sicurezza nazionale e segretario di Stato con Colin Powell, sotto George Bush: “Gli ufficiali militari appena vanno in pensione dall’esercito, sono assunti dai produttori di armi, o dai media per rendere i media a favore della guerra. Gli Stati Uniti sono sempre più orientati, primo, ad aumentare il potere, secondo, a diventare ricchi. Lo scopo della politica estera statunitense è quello di sostenere il complesso che abbiamo creato nello stato di sicurezza nazionale che è alimentato, finanziato, e continuamente potenziato dall’interminabile guerra”. L’Impero non ne ha mai abbastanza. Questa è la natura del potere imperiale: essere insaziabile. Non ha mai uno status quo stabile. Ha uno status quo sempre più instabile…….Una forte minoranza, o anche maggioranza, dei cittadini statunitensi deve levarsi in piedi e dire: ne ho abbastanza. Questo significa fare una rivoluzione? E sia”.
“Questa nave sta affondando” dice l’ex Ufficiale di Bush
https://www.youtube.com/watch?v=kgig1QVU2lY

Raymond Mc Govern, analista della CIA dal 1963 al 1990, a capo del National Intelligence Estimates (sedici agenzie della Intelligence Community USA), estensore del briefing giornaliero del Presidente USA, insignito della Intelligence Commendation Medal.
“Quando gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno attaccato l’Iraq si è trattato di una guerra di aggressione pura e semplice, secondo la definizione stabilita dal processo di Norimberga…..oggi (con la complicità di media come il New York Times e il Washington Post) ci stanno spingendo verso una nuova guerra in modo molto simile a quello che accadde nel 2002/2003 quando invademmo l’Iraq con il nostro esercito, per fermare il terrorismo……”
Intervento al Parlamento Europeo del 1* dicembre 2015
https://www.youtube.com/watch?v=yKi_ng1w3t0

Boris Cyrulnik – University of the South, Toulon-Var, Prix Renaudot 2008. “L’estremismo islamico non è un caso. E’ una organizzazione che esiste da molto tempo…si mette l’odio nei quartieri in difficoltà: è intenzionale, è una politica. Si mette l’odio, si selezionano questi giovani socialmente e psicologicamente sfavoriti, gli si offrono corsi d’addestramento militare. E cos’è questa organizzazione? Dei gruppi politici. Utilizzano il terrorismo come un’arma perché è efficace ed economica. Non è costosa. Si può sconvolgere una società con pochi uomini sacrificabili, è meno cara di un esercito … Una volta che questi giovani sono stati reperiti, fabbricati e sacrificati, scatenano processi politici mondiali”
Toutes les guerres sont manipulées par le meme groupe occulte
https://www.youtube.com/watch?v=iTRyjNiUKnI

Giulietto Chiesa “We must consider the scope of the news that has come out these past few days. That the United States is looking into 9/11 again. What happened is that the Senator Bon Graham made a very important statement during a broadcast of CBS’s famous “60 minutes”.
The United States reopened the case on 9/11
https://www.youtube.com/watch?v=YV49b4p0jvI

Fulvio Grimaldi “L’immigrazione è quella che deve convincere il popolo bue, decerebrato dal costante martellamento dei mezzi di informazione falsi e bugiardi, obbedienti e servili, tentacoli del potere…… sono raccapriccianti le immagini che arrivano dalla Grecia, paese che già è stato scarnificato dalla comunità europea, con il concorso di tutta la comunità internazionale che ha assistito al martirio della culla della nostra civiltà…”

L’immigrazione? E’ una strategia Usa per controllare l’Europa
(fonte Byoblu di Claudio Messora)
http://www.byoblu.com/post/2015/08/18/limmigrazione-e-una-strategia-usa-per-controllare-leuropa-fulvio-grimaldi.aspx#more-35860

Maurizio Blondet “In Francia è stato notato che lo “spontaneo” ammassarsi di immigrati al Pas de Calais, da cui cercano di giungere in Gran Bretagna sotto il tunnel ferroviario, è gestito da una organizzazione che si chiama No Border, di militanti anarchici e dei centri sociali”.
La Commissione Europea finanzia i militanti pro-immigrati

http://www.maurizioblondet.it/la-commissione-europea-finanzia-i-militanti-pro-immigrati/

….. oltre che a compendi informativi che da soli possono condizionare totalmente la corretta interpretazione dei fatti, come quelli dei comprovati falsi video sulle bombe all’aeroporto di Bruxelles
https://www.youtube.com/watch?v=CjQzmG1WdDc&spfreload=10

o delle “esercitazioni di polizia in atto” (San Bernardino 2015)
https://www.youtube.com/watch?v=WoxQpwfeTj0

svolte in concomitanza con tutti gli attentati terroristici degli ultimi anni

WTC del 1993, Oklahoma City del 1995, 11 settembre 2001, Londra del 2005,
Boston 2013, Parigi Bataclan 2015, – Fonte Massimo Mazzucco –http://www.luogocomune.net/LC/index.php/15-terrorismo/4338-terrorismo-fatto-in-casa

Tutto ciò a conferma, ancora una volta, dell’uso manipolatorio dei media, denunciato in tempi non sospetti da una delle voci più accreditate del giornalismo televisivo italiano di ieri e di oggi, che sarebbe bello risentire in proposito

“I nostri governanti vogliono farci vivere nel migliore dei mondi televisivi.
Purtroppo questo Paradiso è l’Inferno della democrazia”
Lilli Gruber contro la manipolazione mediatica
https://www.youtube.com/watch?v=68INRAL_ryA&feature=em-subs_digest-g

magari in un confronto professionale aperto al pubblico, con qualificati operatori del mondo della comunicazione, seriamente attenti al tema della manipolazione dei media
(intervista a Marcello Foa – fonte Byoblu di Claudio Messora)
https://www.youtube.com/watch?v=6luR0RS5fWI
“I giornalisti mostrano evidenti lacune nella copertura di eventi drammatici come quello del terrorismo, oscillando fra un’informazione mainstream fin troppo ingenua e che su certi aspetti va contestata e un atteggiamento complottista a prescindere che mira non a verificare i fatti ma a trovare riscontri a idee precostituite. I governi e i servizi segreti tendono, dopo gli attentati, a coprire i propri errori, anche sviando l’opinione pubblica e con una sovrabbondanza di dettagli sorprendente e contraddittoria rispetto ai tempi di un’indagine e al segreto istruttorio. Organizzazioni come l’Isis hanno imparato le tecniche per amplificare l’eco della loro propaganda. E poi c’è chi ha interesse ad ingigantire la percezione delle minacce dell’Isis, manipolando filmati che vengono attribuiti allo Stato islamico ma che molto verosimilmente non sono opera dei terroristi islamici, come dimostrato da esperti di tecniche cinematografiche e dai giornalisti che hanno colto dettagli rivelatori, ma sistematicamente ignorati dalla stampa mainstream, che ama le visioni in bianco e nero. E il cui coraggio intellettuale è alquanto intermittente”.

In conclusione

La centralità del tema del “dovere di servizio” nel campo della comunicazione – di quella televisiva in special modo – è del tutto evidente. E molto più pesante di quanto possiamo immaginare! La televisione, medium per definizione, subìto spesso in modo passivo, perché non cercato, come avviene nel caso di tutti gli altri mezzi di comunicazione, se ha in passato concorso in modo importante alla formazione del modello identitario del paese, oggi ancora di più, col suo ruolo accresciuto e consolidato negli anni, ha responsabilità di faro nell’orientamento dell’opinione pubblica, come a nessun altro medium è dato di avere!

E questa responsabilità del servizio pubblico televisivo è il primo vero bene comune da tutelare e difendere, a salvaguardia della società civile.

Di fronte alla riforma del servizio pubblico televisivo proposta dal governo Renzi, ridefinire RAI come acronimo di Rapina Agli Italiani è quanto mai pertinente e opportuno!

Di fatto ci prendono in giro con finti cambiamenti del sistema televisivo pubblico, perché ben consapevoli che la televisione può tutto. Nel bene e nel male.
· “Sta avendo luogo una rivoluzione molto più significativa di qualsiasi cambiamento del potere economico. Sotto l’impatto della propaganda, le vecchie costanti del nostro pensiero sono divenute variabili. Ad esempio, non è più possibile credere nel dogma originale della democrazia”. Walter Lippmann.
· “Viviamo immersi in una grande finzione, con vari livelli: locale, nazionale e globale, in cui i media di massa per eccellenza si combinano e si appoggiano mutuamente per creare un mondo di teleirrealtà o di irrealtà, in cui lo spirito delle persone viene sottomesso ad un bombardamento costante per lavare il cervello. Se non siete prevenuti di fronte ai mass media, vi faranno amare l’oppressore ed odiare l’oppresso”. Malcom X

In questo scenario, di fronte ad un uso sempre più spregiudicato della televisione pubblica, in un quadro di drammatica aggressione ai dettami costituzionali, la sola risposta possibile sta nella mobilitazione civile, da attuare con una azione legale collettiva. Se ciò accade…….”questa potrebbe essere la prima puntata di una nuova Tivvù…… eventualmente, sarà sempre meglio essere contestati per aver provato a dire delle verità, che continuare a patire a prezzo di certi patteggiamenti!”(Enzo Biagi).

Repertorio interviste ed eventi sul tema della riforma del servizio pubblico televisivo in Italia

“La Rai ai cittadini”, MoveOn Italia
https://www.youtube.com/watch?v=jGzX4cPrEl8

Alessandro Gilioli (L’Espresso)
Il conflitto di interessi è un tabù. Il problema è che su questo problema manca la trasparenza.
https://www.youtube.com/watch?v=cSodcqflKN8

Andrea Melodia (Presidente Unione Cattolica Stampa Italianai)
Avere un cattivo sistema di comunicazione pubblica, significa avere un sistema di comunicazione cattivo in generale
http://www.youtube.com/watch?v=44m20iLYDEE

Angelo Bonelli (Federazione dei Verdi)
Pluralismo nell’informazione è anche impedire l’espulsione dei temi che riguardano la vita quotidiana
https://www.youtube.com/watch?v=pOp4naWCajg

Anna Lodeserto (EIMP)
Alla riforma della Rai manca una cornice adeguata: la legge sul conflitto di interessi e sull’antitrust. Questa è una questione che tenteremo di risolvere anche con altri partner dei paesi europei
https://www.youtube.com/watch?v=NtJq1lFc-xs

Antonello Falomi – Italia dei Valori
Occorre che non siano i partiti nella commissione parlamentare di vigilanza a nominare i membri del coniglio della Rai. Occorre che questo sia rimesso nelle mani dei legittimi proprietari: i cittadini utenti del servizio pubblico
https://www.youtube.com/watch?v=NCJUogysz3U

Antonio Turri (Cittadini contro le mafie)
La democrazia in questo paese è malata. C’è un problema di democraticità dell’informazione intensa come difficoltà di accesso all’informazione. C’è la tendenza nel nostro paese mettere bavagli e censure
https://www.youtube.com/watch?v=W7hHkHT8ci8

Carlo Rognoni (PD)
La Rai non può permettersi di avere un consiglio di amministrazione nominato con la legge Gasparri
http://www.youtube.com/watch?v=BPWpStA5UXs

Carlo Tecce – (Il Fatto Quotidiano)
La televisione deve “servire” nel senso più aulico della parola, deve far sì che il cittadino da inconsapevole diventi sempre più consapevole e preparato.
http://www.youtube.com/watch?v=oa9HOXLZjVA

Carlo Verna (ex segretario Usigrai)
Noi chiediamo a tutti i partiti di presentare, in campagna elettorale, una riforma della governance della Rai
http://www.youtube.com/watch?v=ChRlosmGXvc

Carmine Fotìa (giornalista – Articolo 21)
L’occupazione della Rai da parte dei partiti prosegue ancora oggi. La Rai cambierà soltanto attraverso l’azione dei cittadini
https://www.youtube.com/watch?v=BSyNgXsCOC0

Corradino Mineo (PD)
Nel sistema attuale la Rai è anche una televisione commerciale
http://www.youtube.com/watch?v=3JTj_bYPO_A

Daniela de Robert (Giornalista Tg2)
Continuiamo a credere che il fatto che la Rai non abbia funzionato come servizio pubblico televisivo non abbia funzionato, non significa che non possiamo farne a meno
https://www.youtube.com/watch?v=cogikAuWECc

Domenico D’Amati (Articolo 21)
E’ indispensabile mettere le mani nella riorganizzazione della Rai. Non può continuare la Rai ad essere esposta a pesanti influenze politiche e partitiche
https://www.youtube.com/watch?v=1QPNR_qGEJQ

Ettore Bernabei – (ex DG Rai)
Oggi solo gli inglesi usano la BBC come servizio pubblico, come pilastro della sicurezza culturale, civile…..
http://www.youtube.com/watch?v=hdkWA9OcDbQ

Fabio Granata – (FL)
Bisogna cancellare la legge Gasparri, far uscire i partiti dal consiglio di amministrazione della Rai.
http://www.youtube.com/watch?v=cDsPj91qoEs

Flavia Perina (FL)
Il vero problema del servizio pubblico è quello di tirare fuori i partiti
http://www.youtube.com/watch?v=qsRQN5MWq-Q

Flavio Lotti (Tavola della pace)
Cara Rai o ti apri o ti spegni! Noi chiediamo che la Rai si doti di una struttura editoriale e di un format dei diritti umani. C’è Rai sport, ci deve essere anche iuna Rai per i diritti umani
https://www.youtube.com/watch?v=iBTj_UbklW4

Francesca Fornario (Giornalista e autrice satirica)
La Rai non risponde agli interessi dei cittadini. Io penso che i cittadini dovrebbero informarsi del progetto di MoveOn che permette di partecipare alla gestione della televisione pubblica, come avviene in altri paesi, ad esempio, l’Inghilterra con la BBC.
http://www.youtube.com/watch?v=wywZCvuVuvg

Franco La Torre (Libera)
Le mafie sono cresciute enormemente, non sono più visibili. Questo vuol dire che la mafia può fare meglio i suoi interessi….La Rai ci deve aiutare a capire questo. La Rai ci deve aiutare a non girare la testa dall’altra parte!
https://www.youtube.com/watch?v=A_2Ao7qSsP4

Fulvio Fammoni (Fondazione Di Vittorio)
In Italia bisogna intervenire sul macigno del conflitto di interessi e bisogna intervenire sulla legge Gasparri
https://www.youtube.com/watch?v=7uXGQK4eH2w

Furio Colombo (PD)
E’ evidente che il dominio partitico non è desiderabile perché ha portato fatalmente, non per incidente, la Rai allo stato deplorevole in cui si trova
http://www.youtube.com/watch?v=3d0_eKEl0es

Gian Mario Gillio (Direttore Confronti)
Quello che ci sembra è che la Rai non rappresenti il pluralismo che abbiamo in Italia
https://www.youtube.com/watch?v=MDz_YiyB8rk

Gianfranco Mascia (Popolo Viola)
La corruzione parte da un fenomeno culturale e morale ed è la televisione che, come ci ha educato negli anni 50 e 60 anche a imparare l’italiano, deve rieducare anche dal punto di vista etico per portare giovamento al nostro paese
https://www.youtube.com/watch?v=OexG8lCuE7c

Giovanni Anversa
Più che della Rai ai cittadini, parlerei della Rai dei cittadini
http://www.youtube.com/watch?v=NXPcfiiQyqw

Giovanni Valentini (La Repubblica)
Fino a che la Rai sarà di proprietà del Tesoro e quindi del governo, controllata dai partiti, non si riuscirà a risolvere in modo organico la questione.
http://www.youtube.com/watch?v=dcnJbvANf-s

Giulia Innocenzi (conduttrice televisiva)
E’ soltanto attraverso una riorganizzazione della Rai, della più grande azienda culturale di questo paese, possiamo mettere al centro il cittadino
http://www.youtube.com/watch?v=JAcmOC9yR5Y

Giulietto Chiesa (giornalista)
Noi siamo stati espropriati di una parte di frequenze che sono andate a finire in mani private, cosa che ha rappresentato la causa del disastro morale, intellettuale e politico del nostro paese. Poi c’ è l’espropriazione da parte dei partiti….
http://www.youtube.com/watch?v=O2G6K3v752A

Giulio Cavalli (attore, scrittore e regista)
Se c’è un luogo come l’informazione e ancora di più nel suo senso più pieno la Raiche dovrebbe essere un presidio e invece diventa una spelonca di servitori, vuol dire che c’è qualcosa che non va e camminiamo sulle macerie democratiche
https://www.youtube.com/watch?v=D2Ez7a7TSxQ

Giuseppe Bomprisco (Uni On)
Come studenti crediamo che il freno della ingerenza politica nella Rai rappresenti un freno alle sue potenzialità e responsabilità di servizio
http://www.youtube.com/watch?v=e9Lms7BHQ_Y

Giuseppe De Marzo (Libera)
La situazione dell’informazione nel nostro paese diventa più difficile poiché il potere economico ha assunto un controllo molto forte sull’informazione
http://www.youtube.com/watch?v=TciO1fR6A_w

Giuseppe Giulietti (Articolo 21)
La questione del conflitto di interessi, della libertà nella comunicazione, è vitale per la democrazia
http://www.youtube.com/watch?v=324Ej7b0zPM

Linda Brunetta e Giovanna Koch – Anart e Scat (intervista)
Il problema del rapporto della Rai con noi autori è grave in quanto non riscontriamo il rispetto della nostra figura professionale e questo ha un riverbero abbastanza evidente nella qualità dei prodotti che vengono mandati in onda
http://www.youtube.com/watch?v=NDQHRAFfO6k

Lorella Zanardo (autrice e scrittrice)
Chiedere le riforme che chiedete, a cui noi abbiamo aderito, è fondamentale perché la televisione continua ad essere un agente di socializzazione importantissimo nell’età formativa
http://www.youtube.com/watch?v=j5FtRq9uYlg

Loris Mazzetti (Capostruttura di Rai 3)
Sono convinto che in tutti questi anni c’è stato un soggetto che è rimasto completamente escluso da tutto il dibattito che riguarda il sistema radio televisivo: l’utente, il telespettatore.
http://www.youtube.com/watch?v=R7Aj6HRXb2c

Luca Borgomeo (AGCom utenti)
In evidenza il declino della Rai come servizio pubblico
http://www.youtube.com/watch?v=pzl-8RKakRE

Lucia De Angelis (Indignerai)
Siamo qui per chiedere alla politica di liberarci dalla legge Gasparri. Siamo qui per dirvi che siamo quella Rai che abbiamo conosciuto e che vorremmo rivedere presto, contstualizzandola alla modernità per raccontare tutta l’Italia
https://www.youtube.com/watch?v=qfT6gad2ftQ

Luigi De Magistris
Dobbiamo liberare il servizio pubblico dalla lottizzazione partitocratica e dei poteri forti, espressione talvolta, attraverso i colletti bianchi, dello stesso sistema partitocratico
https://www.youtube.com/watch?v=0sWHJi2iByg

Marcello Masi – (Direttore Tg2)
In questi ultimi anni abbiamo vissuto purtroppo situazioni complicate, rese ancora più complicate da situazioni di ingerenza della politica nell’informazione, da parte di tutti i soggetti politici italiani
https://www.youtube.com/watch?v=2P-A-sIIfDY

Marco Mele (Sole 24 ore)
Nei fatti la Rai, come azienda, non può definirsi servizio pubblico…. La Corte Costituzionale lo ha detto più volte: la Rai percepisce il canone in quanto rappresenta il pluralismo e tutte le opinioni presenti nella società e non tra i partiti
http://www.youtube.com/watch?v=eQIdcYBWMzs

Marco Pierani (Altroconsumo)
Noi sulla questione della Rai abbiamo lanciato una azione di classe a favore dei cittadini perché la Rai torni a rispondere agli interessi dei cittadini e all’interesse generale del paese
http://www.youtube.com/watch?v=NoivsvxY2xw

Mario Sechi (Il Tempo)
La Rai è un patrimonio pubblico che va valorizzato e sviluppato. Le idee di inserire la Rai nel mercato tout court, non mi hanno mai convinto del tutto
https://www.youtube.com/watch?v=B7gaTWHDnEg

Massimo Marnetto (Libertà e Giustizia)
Da anni sappiamo che la Rai funziona da estensione dei partiti e per questo non è e non fa servizio pubblico
http://www.youtube.com/watch?v=cWUqMb6znbY

Matteo Orfini (PD)
Pensiamo che la Rai vada liberata dal controllo dei partiti. Ma da subito però! Non……..
http://www.youtube.com/watch?v=W3VqMZXYedY

Maurizio Sciarra (100)
La Rai è una azienda che dovrebbe produrre cultura e informazione ma che invece è bloccata da troppo tempo e non riesce più a raccontare il paese come peraltro è stato per il passato
http://www.youtube.com/watch?v=dWIFiITZ6Y0

Moni Ovadia
Una televisione come bene comune e a servizio dei cittadini non è un’utopia di anime belle. Con MoveOn è una proposta di legge che si propone di armonizzare il servizio pubblico televisivo sia nelle forme che nei contenuti
http://www.youtube.com/watch?v=wls9iDtU8UQ

Nichi Vendola (SeL)
In questi anni, la Rai è stata umiliata dall’occupazione selvaggia e dalle pressioni mafiose che ha subito, da un mondo del potere politico economico tracotante
http://www.youtube.com/watch?v=LwxoHCtN_A0

Nicola D’Angelo
Ci vuole qualcuno che garantisca la qualità del servizio pubblico e lo faccia per statuto, per legge.
Nicola D’Angelo – AGCom (intervista)
http://www.youtube.com/watch?v=z-gXLRsUcIc

Oliviero Beha (giornalista)
La Rai è un’azienda che potrebbe essere fondamentale per un rinascimento, una svolta, una ricostruzione di questo paese… la questione rai non è avvertita come dovrebbe essere, non è una questione aziendale, ma una questione politica profonda!
https://www.youtube.com/watch?v=oIwRQG5Ma2I

Paolo Gentiloni (PD)
La Rai è in una condizione molto grave
http://www.youtube.com/watch?v=WETyF-7Qdcg

Paul Ginsborg (Storico – Docente Universitario)
Un problema, quello del servizio pubblico, che non possiamo delegare ad altri
http://www.youtube.com/watch?v=qWzi8zrN1IE

Piero Badaloni (giornalista)
Trovo che la proposta MoveOn sia quella giusta per ridare ruolo agli utenti, cosa che ho potuto constatare nella mia esperienza pluriennale di corrispondente da altri paesi d’Europa
https://www.youtube.com/watch?v=GgkwNO3mJX8

Roberto Fico
L’informazione è il problema centrale del paese. Se non si riesce a superare questo problema anche la crescita di comunità del paese, di conoscenza e di libertà ne resta penalizzata.
https://www.youtube.com/watch?v=VG3e_9KzjuI

Roberto Natale (già segretario FNSI – SeL)
Con tutta evidenza la Rai così com’è non regge
http://www.youtube.com/watch?v=TkekfYeASVY

Roberto Zaccaria (PD)
La Rai rappresenta in qualche modo, nella sua dimensione di servizio pubblico un bene di tutti
http://www.youtube.com/watch?v=z-E1zC030-s

Sergio Bellucci (net left)
Se il servizio pubblico diventa un concorrente del mercato radiotelevisivo, non assolve al compito che gli viene affidato dalle leggi
http://www.youtube.com/watch?v=_bo4AFKxHEs

Stefano Fassina (PD)
La Rai ha bisogno di una riforma profonda
http://www.youtube.com/watch?v=oBAqndPz4Us

Tana de Zulueta (giornalista)
Quando parliamo di Rai, non stiamo parlando di televisione in astratto. Stiamo parlando di una Rai dei cittadini…di un bene pubblico
http://www.youtube.com/watch?v=Ohtaxhqh8cE

Ugo Mattei (Giurista)
L’unica resistenza possibile è quella di un’opinione informata
http://www.youtube.com/watch?v=zAOTJ3NTVSI

Ugo Gregoretti (giornalista – regista)
La mia convinzione è che il servizio pubblico è stato ucciso, o per lo meno ferito gravemente, dalla dottrina della privatizzazione
https://www.youtube.com/watch?v=tbtcyCr0HM8

Vincenzo Vita (PD)
La Rai oggi è un bene comune, da tutelare
http://www.youtube.com/watch?v=3MC-LftrDkw

Wolfgang Achtner (giornalista)
Nella mia esperienza internazionale di giornalista, ho potuto constatare che c’è un legame indissolubile e la buona informazione
http://www.youtube.com/watch?v=Sac5S1qCSAo

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

Fondamentalismo, messianismo e martirio ebraico e “cristiano”

Le persecuzioni anticristiane, specialmente le più antiche, erano intese
dai romani come una misura preventiva o repressiva nei confronti, non
di una nuova religiosità, ma dell’ostilità antiromana tipica dei
messianisti ebrei, ovverosia dell’ideologia di riscatto etnico e
religioso che voleva restaurare la dinastia davidica sul trono di
Israele e liberare la nazione dal dominio romano. È la forma assunta
nel primo secolo d.C. dal fondamentalismo religioso di stampo Maccabeo
che, duecento anni prima, aveva funestato la Palestina con sanguinose
ribellioni contro il dominio seleucida.

È qualcosa che i romani consideravano estremamente pericoloso;
innanzitutto perché i messianisti ebrei erano caparbi e tenaci; in
secondo luogo perché un eventuale significativo successo
dell’opposizione ebraica all’autorità imperiale avrebbe costituito un
pericoloso esempio da imitare per gli altri popoli sottomessi al
potere romano.

Ora, se osserviamo quanto avveniva allorché i cristiani erano
arrestati nel corso di una azione repressiva da parte delle forze
imperiali romane, dobbiamo constatare che essi non venivano condannati
e giustiziati in quanto tali, o perché seguaci di una fede monoteista
e di una teologia della resurrezione, ecc… La condanna e l’esecuzione
non procedevano prima che fosse stata verificata ufficialmente la loro
disponibilità a riconoscere l’autorità imperiale, ovverosia a
dichiarare pubblicamente che l’imperatore era il loro sovrano e
padrone. In termini esatti l’accusato doveva pronunciare questa frase:
Kaisar Despotes (=Cesare è il mio signore).

Attraverso questa impostazione inquisitoria era realizzata una precisa
distinzione fra le convinzioni puramente spirituali della persona
sottoposta a indagine e le sue convinzioni nei confronti dell’autorità
imperiale; ovverosia veniva scorporato dal suo atteggiamento religioso
quella che era la componente politica.

La logica romana era questa: “tu credi a tutti gli dei che vuoi, a
tutti i miracoli, le resurrezioni e i prodigi che ti pare… se ammetti
la sovranità dell’imperatore e ti assoggetti all’autorità romana sei
libero… se ti opponi sei un ribelle e, come tale, sarai condannato e
giustiziato”. Ed è logico che fosse così altrimenti, se i romani
fossero stati ostili alle convinzioni spirituali diverse dalla loro,
non avrebbero mai potuto regnare su un impero che comprendeva numerosi
popoli diversi o avrebbero dovuto giustiziare tutti quei sudditi che
non avessero rinnegato la loro religione per seguire quella di Roma.
Altre volte, nella storia di Roma, sono stati presi di mira i fedeli
di altre confessioni. Per esempio, verso il 186 a.C., il senato decise
l’eliminazione dei culti dionisiaci e a Roma morirono i martiri di
Dioniso; verso il 139 a.C. ci fu una espulsione degli astrologi dalla
città; nel 58 a.C. venne effettuato l’abbattimento dei templi di
Iside, a causa delle attività politiche dei fedeli; fu anche messo al
bando il culto gallico dei Druidi. In tutti questi casi l’elemento
scatenante non è stato il fatto che i perseguitati avessero una loro
propria religione diversa da quella romana, bensì che si stimasse
l’esistenza di un elemento turbativo per l’ordine pubblico o per
l’autorità politica.

Ora, se i cristiani, fin dal primo istante, fossero stati coerenti con
l’immagine trasmessa dal Nuovo Testamento, ovverosia pacifici, dediti
alla solidarietà e all’amore per il prossimo, favorevoli a rendere il
tributo a Cesare, disinteressati alla politica e alle ricchezze
materiali, per quale motivo i romani avrebbero dovuto: prima catturare
il loro leader con un agguato teso da una intera coorte (600 soldati);
poi giustiziarlo come un ribelle; poi dare una caccia spietata ai
seguaci; infine bandire questa religione dallo stato e sterminarne i
fedeli? Perché gli scrittori romani avrebbero definito questi presunti
pacifisti come propagatori di una ideologia “funesta”, “malefica”, di
un “male”, persino di “atrocità”, e avrebbero detto che essi “odiavano
il mondo intero”?

La risposta è semplice: perché i romani, specialmente prima e subito
dopo la grande guerra giudaica degli anni 66-70, non conoscevano il
neo-cristianesimo extragiudaico sviluppatosi in ambiente gentile come
reazione agli ideali messianici tradizionali. Invece i romani
conoscevano bene il messianismo ebraico e il suo incrollabile impegno
militante contro l’autorità imperiale, mosso da un fanatismo religioso
che può essere paragonato, oggi, a quello degli esaltati guerriglieri
dell’islam nei confronti di Israele o degli Stati Uniti.
È per questo che, nel 49, l’imperatore Claudio “… cacciò da Roma gli
ebrei che fomentavano disordini su istigazione di Cristo” (Svetonio,
Claudius XXV, 4). È per questo che, nel 64, i cristiani, già
riconosciuti responsabili di azioni sovversive contro l’autorità
imperiale, furono accusati come autori del terribile incendio che
devastò Roma. Ed è improbabile che sia stato Nerone a nascondere la
sua colpa (all’epoca Nerone si trovava ad Anzio) ritorcendola sui
cristiani, ma è forse vero il contrario, ovverosia che in seguito
siano stati i cristiani a ritorcere la colpa su Nerone e a trasmettere
i fatti storici in una forma volutamente falsa.

Naturalmente non voglio affermare che la responsabilità dell’incendio
fosse sicuramente dei cristiani, poiché è anche molto verosimile che
l’incendio sia partito da un fatto semplicemente accidentale, in una
città fatta di innumerevoli baracche di legno e di stracci, piena di
sudiciume e di materiale infiammabile, dove la gente accendeva fuochi
in condizioni tutt’altro che sicure. Ma trovo molto poco verosimile
l’accusa rivolta all’imperatore mentre, al contrario, assai
comprensibile che i messianisti ebrei e i loro amici si siano trovati
al centro di una accusa, seppur sbagliata. Ora, Nerone non ha
perseguitato i cristiani a causa delle loro convinzioni spirituali, e
le motivazioni di carattere religioso non ebbero alcun peso durante la
celebrazione del processo.

Purtroppo, nel corso di tre secoli, si sono verificati svariati
episodi di condanne eseguite nei confronti dei cristiani e in essi si
è evidenziata una situazione straordinaria quanto tragica: pur di non
riconoscere la sovranità di Cesare e di non dichiarare pubblicamente
la sottomissione all’autorità imperiale, molti inquisiti hanno
sopportato la morte ed anche le più orribili torture. Si sono
verificati casi di donne, ed anche di adolescenti, che hanno
affrontato il martirio senza cedere nella loro risoluta posizione. Ma
questo, se vogliamo essere storicamente onesti, non è affatto un
eroismo di invenzione cristiana, bensì l’atteggiamento fondamentalista
degli ebrei esseno-zeloti, più volte testimoniato in letteratura, che
andavano incontro alla morte pur di non accettare l’imperatore come
loro sovrano. Lo abbiamo visto durante la sconfitta di Gamala, quella
di Masada, e in tanti altri episodi.

Anche se in termini quantitativi il fenomeno delle persecuzioni contro
i cristiani è assai meno rilevante di quanto non appaia nella
consuetudine che ce lo rappresenta; la quale vorrebbe farlo sembrare
una specie di olocausto che avrebbe tormentato il mondo cristiano nei
tre secoli che precedono la riforma costantiniana, costringendo i
cristiani a vivere come cospiratori di un complotto segreto. Non è
stato affatto così, gli episodi persecutori significativi sono stati
isolati e di rilevanza numerica tale da non poter scomodare il
concetto di sterminio.

Si osservi a questo proposito cosa scrisse l’imperatore Adriano, in
risposta al governatore d’Asia Minicio Fundano: “Esigo che degli
innocenti non siano incolpati, e bisogna impedire che i calunniatori
possano esercitare impunemente la loro odiosa azione brigantesca. Se i
sudditi della provincia vogliono accusare del tutto apertamente i
cristiani di una qualche azione criminosa davanti ad un tribunale
ordinario, io non voglio impedir loro di farlo; ma non posso ammettere
in nessun caso che vengano presentate petizioni e vengano organizzate
sollevazioni rumorose. Corrisponde piuttosto al diritto che colui che
avanza un’accusa, indichi esattamente le incolpazioni. Se si dimostra
che l’accusato ha agito contro la legge, dev’essere punito in
proporzione alla gravità della colpa…” (da Giustino Martire, Apol. 1,6.

Da ciò possiamo dedurre che l’eventuale motivo giuridico per la messa
sotto accusa del cristiano non poteva essere il fatto stesso che
costui fosse considerato tale, ma il fatto che avesse commesso dei
precisi reati contro la legge romana.

La realtà è che le molte e diverse chiese neocristiane (cioè quelle
che avevano preso chiare distanze dal messianismo tradizionale e dallo
stesso ebraismo) hanno potuto espandersi nel bacino mediterraneo, con
comunità di fedeli, diaconi, presbiteri, episcopi; mentre uomini come
Ireneo, Clemente, Tertulliano, Eusebio, scrivevano i loro trattati di
teologia e di storia cristiana. Assai più simile ad un genocidio fu,
nei secoli successivi, la caccia alle eresie e alle streghe, nonché la
persecuzione antisemita effettuata nell’Europa cristiana; persecuzioni
le cui vittime si contano in decine di milioni. Ma questo non è
l’argomento del presente articolo.

In conclusione, soprattutto se facciamo riferimento alle azioni
persecutorie anticristiane avvenute nel primo secolo, dobbiamo
convenire che i romani non erano capaci di distinguere fra il
cristianesimo come religione extragiudaica e il messianismo ebraico,
perché il cristianesimo non aveva ancora maturato una sua identità
teologica indipendente dall’ebraismo. Questa sarà, successivamente, il
risultato conseguente alle gravi sconfitte dell’ideologia messianica,
ovverosia agli esiti disastrosi della prima guerra giudaica nel 70 e
della seconda rivolta nel 135. Allora, e solo allora, il cristianesimo
maturò la sua identità teologica come religione indipendente, a
partire dalle idee antimessianiste che furono propagate da Paolo di
Tarso verso la metà del primo secolo. In pratica le azioni
persecutorie di Claudio, nel 49, di Nerone, nel 64, e poi di Domiziano
(81-96) e di Traiano (98-117), erano ben lungi dall’essere azioni
dirette contro la fede cristiana, nel senso inteso comunemente oggi.

Ne abbiamo una prova evidente da questo scritto di Eusebio:
“… Della famiglia del Signore [Gesù Cristo] rimanevano ancora i nipoti
di Giuda, detto fratello suo secondo la carne, i quali furono
denunciati come appartenenti alla stirpe di Davide. L’evocatus li
condusse davanti a Domiziano Cesare, poiché anch’egli, come Erode,
temeva la venuta del messia…” (Eusebio di Cesarea, Hist. Eccl. III,20).

Qui è fin troppo evidente che questi presunti discendenti di Cristo
erano stati perseguitati in relazione ad una ambizione messianica
finalizzata a restaurare la dinastia davidica sul trono di Israele,
ovverosia ad un possibile atteggiamento sovversivo nei confronti
dell’autorità imperiale. A Domiziano delle resurrezioni, delle nascite
verginali, dei riti battesimali e di quelli eucaristici non glie ne
poteva interessare di meno.
Adesso noi vogliamo mettere in evidenza l’affinità che lega il
martirio cristiano con quello messianico, rivelando così una stretta
parentela ideologica.

Se attingiamo alle fonti storiche sugli esseni e sugli zeloti troviamo
brani come questo, di Giuseppe Flavio, in cui si parla degli esseni:
“…furono sottoposti a ogni genere di prove dalla guerra contro i
romani, nella quale furono stirati e contorti, bruciati e fratturati,
fatti passare sotto ogni strumento di tortura, affinché bestemmiassero
il legislatore oppure mangiassero alcunché d’illecito, ma rifiutarono
ambedue le cose: neppure adularono mai i loro tormentatori né mai
piansero. Sorridendo, anzi, tra gli spasimi e trattando ironicamente
coloro che eseguivano le torture, rendevano serenamente lo spirito
come persone che stiano per riceverlo nuovamente. Infatti è ben salda
fra loro l’opinione che i corpi sono corruttibili e instabile la loro
materia, mentre le anime permangono per sempre…” (G. Flavio, Guerra
Giudaica II, 152,155)

I tratti di somiglianza col martirio cristiano sono due: uno è
relativo alla determinazione eroica con cui viene affrontata la morte
piuttosto che sottoporsi all’autorità romana, e l’altro è la
motivazione teologica da cui scaturisce tale fermezza, ovverosia la
fede nella distinzione fra anima eterna e incorruttibile e corpo
temporaneo e deperibile.

Per quanto riguarda gli zeloti noi possiamo ricordare due clamorosi
episodi che rivelano un atteggiamento ideologico e comportamentale
della stessa natura. Uno riguarda il sacrificio degli assediati di
Gamala, e l’altro degli assediati di Masada.

Il primo caso, di cui abbiamo già parlato nell’articolo “Il problema
del titolo Nazareno” si riferisce alla fine tragica della città
Golanita, che dette i natali al famoso Giuda, detto il galileo. Nel 67
d.C. la città era stata assediata da Vespasiano, nel corso delle
operazioni della grande guerra fra ebrei e romani. Quando i legionari
riuscirono, dopo lunghi mesi, ad aprire una breccia e a penetrare
attraverso le mura della città, gli zeloti che la difendevano si
videro perduti e presero una risoluzione in piena corrispondenza con
la natura ideologica della loro fede: affrontare un sacrificio
volontario piuttosto che darsi, vinti, al nemico: “…Allora i più dei
giudei, stretti da ogni parte e disperando di salvarsi, si gettarono
con le mogli e i figli nel precipizio che era stato scavato fino a
grandissima profondità sotto la rocca. Accadde così che la furia dei
romani apparve più blanda della ferocia che i vinti usarono verso sé
stessi; quelli infatti ne uccisero quattromila, mentre più di
cinquemila furono coloro che si precipitarono dall’alto…” (G. Flavio,
Guerra Giudaica IV, 79-80)

Anche qui il tratto fondamentale e caratteristico è l’ideologia
messianica, originatasi dalla convinzione che l’unico sovrano
legittimo di Israele sia il suo stesso Dio: Yahweh. L’ebreo non può
pertanto sottoporsi ad altra autorità, senza con questo commettere un
atto sacrilego che concede ad uno straniero infedele una dignità che
spetta solo a Dio. È la stessa motivazione che, in altri momenti, ha
spinto i seguaci della setta di Giuda a rifiutare il pagamento del
tributo a Cesare e a considerare infedeli tutti gli ebrei che non
erano disposti a ribellarsi contro questa imposizione. Fu con questa
causa che ebbe inizio la celebre rivolta del censimento del 7 d.C., in
cui perse la vita lo stesso Giuda, e durante la quale l’evangelista
Luca pone la nascita di Gesù.

Il secondo caso si riferisce alla caduta della fortezza di Masada, nei
pressi della riva occidentale del Mar Morto, una cinquantina di km a
sud di Qumran, in cui gli esseno-zeloti si erano asserragliati dopo la
fine della guerra (70 d.C.), nel tentativo di continuare una
resistenza a oltranza. Qui essi furono comandati da un certo Lazzaro,
figlio di Giairo, legato alla famiglia di Giuda da vincoli di
parentela. I romani dovettero affrontare un assedio lunghissimo, in un
ambiente molto più inospitale di quello golanita. Dopo ben tre anni di
assedio, superando i 50 gradi di temperatura delle giornate estive in
questo torrido deserto, i romani edificarono un colossale terrapieno
che consentì loro di arrampicarsi fino alla sommità del monte e di
raggiungere la fortezza. Consapevoli dell’imminente inevitabile
sconfitta gli assediati furono presi dallo sgomento.

Allora fu proprio Lazzaro che riuscì a ricompattare lo spirito dei
suoi uomini, pronunciando un discorso che sembra un trattato di
teologia esoterica orientale sull’anima e sul suo stato di prigionia
nei vincoli della carne, nonché sulla liberazione che consegue alla
morte. In pratica, ancora una volta gli esseno-zeloti presero la
risoluzione di non concedersi al nemico e di non subordinarsi alla sua
autorità. In un certo qual modo essi hanno conseguito la loro
vittoria, rimanendo indomiti nella sudditanza all’unico vero sovrano
che essi erano disposti ad accettare. Furono circa novecentosessanta
che si dettero reciprocamente la morte, col filo della spada, e quando
finalmente i romani varcarono il ciglio ed entrarono nella fortezza,
non vi trovarono che una distesa di cadaveri. Tutte le vettovaglie e
tutto il resto era stato lasciato intonso, affinché i romani sapessero
che gli ebrei non erano morti per l’esaurimento delle loro scorte, ma
solo per una lucida decisione. Quella di non essere sconfitti e di
avere avuto un solo padrone per tutta la vita: Yahweh. Cesare non
sarebbe mai stato il loro signore.

Fu l’eco di questa irremovibilità zelotica che spinse i romani, nei
decenni successivi, ad adottare il test di subordinazione
all’imperatore: costringere l’inquisito a rilasciare la dichiarazione
pubblica “Cesare è il mio signore”, da cui sarebbe derivata, poi,
l’assoluzione o la condanna.

E se noi vogliamo continuare a credere che i cristiani siano stati
perseguitati, nonostante la presunta totale apoliticità di loro stessi
e del loro leader, semplicemente perché amavano nascondersi nelle
catacombe a pregare e a celebrare il rito eucaristico, in quanto
questo avrebbe dato un enorme fastidio alla civiltà di Roma, possiamo farlo ma il nostro senso storico sarà simile a quello di chi vede nelle piramidi egiziane gli hangar degli extraterrestri.

Prof. David Donnini

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

La “bestia” dell’Apocalisse s’avvicina… ma almeno è donna, bianca, e pure “Ilare”

Tra pochi giorni, l’incubo svanirà, e tutto tornerà come prima, anzi meglio. Il brillante avvocato americano Hillary Rodham, maritata Clinton, diventerà presidente del mondo, pardòn, degli Stati Uniti, e tutti saremo più felici, più forti e più liberi.

Con la consueta modestia, unita a quel carattere intrepido che tutti le riconoscono, a partire dalle ex amanti del marito Bill, avvocato del foro di Little Rock, Arkansas, e nonostante la cagionevole salute, è insorta contro il male, ergendo la sua debole persona contro Donald Trump. Tra lui e l’Apocalisse, ci sono solo io, ha tuonato tra gli applausi commossi dei poteri forti dell’intero orbe terracqueo. Negli Usa, dove la Bibbia è presa ancora sul serio da milioni di buoni elettori, parlare di Apocalisse è argomento di peso. Il libro dell’Evangelista Giovanni sulle “cose ultime”, i novissimi e la fine del mondo è molto citato, ma ben poco letto. Apocalisse, in greco, significa rivelazione, ed allora, forse, la femminista a ventiquattro carati che, per tornaconto politico usa il cognome del marito fedifrago, ha qualche ragione.

Siamo tra coloro che non si appassionano affatto alle elezioni americane, considerandole un costoso gioco in cui è in palio un impiego a tempo determinato – quattro anni – di alto funzionario dell’apparato militare, industriale e finanziario globale con sede negli Stati Uniti. Epperò, che tra l’obeso miliardario settantenne dalla bionda chioma e la Rivelazione ci sia un unico ostacolo, Hillary la Grande, potrebbe essere vero.

Dubitiamo che da presidente Trump manterrebbe le promesse, se non altro nella speranza di rimanere in vita, ma ha più volte minacciato di aprire qualche armadio di quelli chiusi con il catenaccio, sorvegliati meglio dell’oro di Fort Knox (dove, per inciso, probabilmente ci sono anche parecchi lingotti di proprietà del popolo italiano).

Facciamo un piccolo, impreciso elenco: l’avvocato Rodham è molto, molto vicina alle principali banche d’affari del mondo, che qualche testardo complottista considera un covo di criminali globali: Goldman & Sachs, Morgan & Stanley e compagnia orribile. Le ha assolte da ogni responsabilità per la crisi finanziaria del 2007/2008: è ben noto che fallimenti ed insolvenze sono responsabilità del popolaccio. Peraltro, fu proprio il marito, da presidente, ad abolire l’ormai famoso Glass Seagall Act, la legge degli anni 30 del secolo passato, mutuata da quella italiana, che impediva alle banche di credito e deposito di svolgere il ruolo di banche d’affari, lestamente imitato dai maggiordomi europei (in Italia toccò al fiero pioniere dell’Unione Sovietica Massimo D’Alema, il bombardiere di Belgrado).

Chiarissime le parole dell’avvocato Rodham, non ancora in pista per il posto di Grand Commis di Rockefeller, Warburg, Rothschild & Co.: “Solo Wall Street sa cosa fare per mettere a posto Wall Steet”. Lo sappiamo attraverso spioni pentiti come Julian Assange. Sappiamo anche che le elezioni americane costano ai candidati un paio di miliardini di dollari, elargiti in massima parte proprio dalle istituzioni finanziarie e dai grandi gruppi multinazionali per amore della democrazia e guadagnandoci tre volte. La prima perché sono soldi rubati ai popoli, la seconda per le imponenti deduzioni e detrazioni fiscali, e la terza per i favori che verranno ricambiati dal candidato vincente.

In genere, poiché sono tipi prudenti, finanziano entrambi, come accade da un paio di secoli anche per i contendenti delle varie guerre: lo stesso Reich nazista non avrebbe potuto combattere per quasi sei anni senza i prestiti e senza l’uso di brevetti e prodotti controllati da quei simpatici signori di Wall Street e dintorni (la City di Londra, ad esempio). Stavolta pare proprio che The Donald non abbia potuto contare che sugli spiccioli, da parte dei superpotenti, che tifano Hillary al 100 per cento. Forse sarà perché il bieco riccone vorrebbe guardare a fondo nei conti e nella struttura della Nato, o magari perché la dolce signora Clinton è ottima amica dell’Arabia Saudita, di emiri e sceicchi devoti ed ha le mani in pasta nei finanziamenti al cosiddetto Stato Islamico. Qualche malpensante potrebbe immaginare che le lobby delle armi e dello spionaggio preferiscano chi vuol continuare le guerre in Libia, Siria, Iraq e Afghanistan, dove, tra petrolio, oppio e ricostruzione di nazioni distrutte dai bombardamenti umanitari, c’è pane e companatico per i loro azionisti (li chiamano investitori istituzionali). La Russia di Putin, poi, lo sanno tutti, è ben più bieca ed imperialista dell’Unione Sovietica. Per questo, ci sono missili “buoni” e truppe democratiche (peace keeping: portano la pace, pazienza per qualche danno collaterale) dislocate nelle vicinanze delle frontiere russe, e presto saranno raggiunte da alcuni reparti italiani, immaginiamo con compiti di catering.

Trump non sembra pensarla in materia come Hillary e come i gerarchi guerrafondai del suo partito repubblicano, tipo l’onnipresente John Mc Cain, il finto eroe di guerra battuto otto anni fa da Obama. Poi ci sono le questioni della guerra economica, l’embargo contro l’Iran, altro Stato canaglia sull’agenda dei Buoni, le quisquilie riguardanti i gasdotti e la “via della seta”, l’Ucraina dove governano insieme appassionatamente amiconi degli Usa di origine ebraica e nazisti locali, e tanto altro ancora.

Sembra che su tutto la signora che fa scudo all’Apocalisse la pensi esattamente come il mondo finanziario, quello industriale e le principali lobby planetarie, tra le quali quella di una nota religione minoritaria. Non che Trump sia un bolscevico travestito, un fascistone del terzo millennio, e neanche un pio pacifista francescano. Si tratta del classico personaggio a stelle e strisce “ che si è fatto da sé”, dal folto pelo sullo stomaco, smargiasso e poco incline alle mezze misure.

Noi eviteremmo di votarlo, quanto meno per senso estetico, ma se tutti sono schierati dall’altra parte, qualcosa di buono in lui deve pur esserci. I giornaloni dell’establishment scoprono video “sessisti” (un’altra parola da imparare in fretta, per fare bella figura in società….) in cui, udite, udite, il malvagio personaggio afferma che per un ricco e potente come lui è facile avere donne a disposizione. Inaudito, nel vero senso della parola! Tutti moralisti, nel gran mondo, a partire dalla liberalissima signora Rodham Clinton, che di corna ne ha sopportate tante, per un’ottima causa, la sua carriera politica. I giornali e le televisioni si schierano in blocco dalla sua parte, naturalmente continuando a pubblicare e trasmettere anche i messaggi elettorali dell’Apocalisse, ma si sa, da quelle parti, business is business.

Allora, andiamo a guardare che cosa c’ è davvero sotto il vestito di Hillary, e non parliamo di questioni sessiste, per non allarmare le anime belle. Trascuriamo l’entusiastica adesione delle femministe, scontata per la prima donna alla Casa Bianca, e la sua prevalenza tra l’elettorato americano di colore, tradizionalmente più vicino ai democratici. Badiamo al sodo: la gentile signora ha incassato 21,3 milioni di dollari da quando ha lasciato la carica di segretario di Stato solo per intervenire a riunioni organizzate da banche, dal 2001 ha racimolato 153 milioni di dollari per pronunciare 729 discorsi. Stando ai dati disponibili, avrebbe ricevuto tra i 10 ed i 25 milioni dalle istituzioni del benigno, pacifico e democratico regno saudita, unita in ciò ai peggiori figuri dell’estremismo religioso islamico wahabita.

Naturalmente, è la beniamina di tutti progressisti (ma che significherà mai, essere progressisti?) dell’universo mondo, a partire dalla mitica corrispondente della Rai dalla Merica, la signora Botteri, ex Telekabul. E’ infatti schierata a favore dei “diritti” di tutti gli squinternati del mondo, a cominciare, ovviamente, dalla potente lobby omosessuale, abortista convinta, ben vista dagli ambienti interessati alla cosiddetta procreazione assistita (un affaruccio che già oggi, nell’India dei poveri – e delle povere, care signore femministe borghesi, radicali, chic, “aperte” e progressiste – fattura due miliardi l’anno. La finanza la adora, a cominciare dalle banche d’affari e dalla potente Deutsche Bank che salveranno, di qua e di là dell’oceano, a nostre spese. L’apparato militare è tutto con lei, perché finché c’è guerra c’è speranza, l’industria è ovviamente dalla sua parte.

I repubblicani statunitensi, a dimostrazione che i due partiti altro non sono che correnti dell’unico grande partito del denaro, dell’ imperialismo e delle multinazionali, hanno finto indignazione per le sparate di Trump e per il famoso video estratto dal cilindro del Washington Post, che, per inciso, è di proprietà di Amazon, altro noto ente benefico internazionale. Gran parte dei vertici del partito dell’Elefante si sono trasferiti armi e bagagli nel campo di Hillary, ovvero del Potere con tutte le lettere maiuscole. Tra loro ex cattivissimi del passato, come i Bush, il candidato perdente di quattro anni fa, Romney, il portavoce al Congresso Ryan. Warren Buffet e George Soros, i cui patrimoni valgono da soli quanto il PIL di diversi stati africani, voteranno Hillary, come i guardiani privati neri, anzi afroamericani, dei loro grattacieli. Bill Gates non è da meno, e con gli spiccioli dell’ultimo sistema operativo venduto in quasi monopolio, generosamente finanzia la buona signora che sarà il futuro Comandante in Capo dell’esercito più potente del mondo. Perfino molti esponenti del Tea Party, il movimento degli ultraliberali nemici delle tasse, già repubblicani di ferro, inclinano verso la Rodham Clinton.

E il “povero” Trump? Anche a credere ai sondaggi negativi, commissionati per lo più dai media sostenitori del Bene, avrebbe dalla sua parte circa il quaranta per cento del popolo americano. Strano, ma vero, parecchie decine di milioni di statunitensi voteranno per lui, il populista, il nemico delle donne, il persecutore delle minoranze, uno che vorrebbe in galera la famiglia Clinton, che non crede che Putin sia l’incarnazione di Satana. Se porterà a casa la pellaccia (in America chi si è messo contro i veri piani alti del potere è stato spesso vittima di “fanatici isolati” e di “squilibrati mentali”) sarà comunque il campione di chi è per la famiglia naturale, la vita, il senso religioso e la sicurezza degli americani.

E’ una giungla, là fuori, negli Usa è in corso una guerra civile strisciante, tra ghetti etnici dove conta solo il criterio del sangue, decine di milioni di poveri, e i dorati ghetti per ricchi cui si accede dopo aver superato cancelli, guardie armate e digitato codici di riconoscimento. Nella terra della libertà, la popolazione carceraria è di oltre due milioni di persone, segno di violenza ed illegalità molto diffusa.

Nel caso peggiore, non sarà difficile organizzare brogli elettorali. In almeno undici stati dell’unione, si può votare con documenti senza fotografie, in altri, nonostante Silicon Valley, gli elenchi degli elettori non sono aggiornati, schede e metodi di espressione del voto risultano tra i più vari, fantasiosi e farraginosi, come le schede perforate della Florida del 2004, che, dopo estenuanti riconteggi, diedero la vittoria al secondo Bush. Hillary non corre rischi, Trump è odiato dal sistema, quello che le Brigate Rosse descrivevano come “stato imperialista delle multinazionali”. Se, come è possibile, risalisse nei sondaggi, avranno pronto qualche altro scoop, l’arma letale e finale nell’imminenza del 6 novembre, perché la democrazia è davvero tale solo quando vincono i Buoni, e, al suono delle trombe della Cavalleria, arrivano i Nostri.

Qui, tuttavia, può nascere l’intoppo: nell’Apocalisse, sono sette angeli con sette trombe a portare la Rivelazione, e i quattro cavalieri rappresentano guerra, morte, fame e malattia. Forse Hillary Rodham Clinton, futuro “commander in chief” dell’esercito diffuso su tutta la terra per portare libertà e democrazia in ossequio al “destino manifesto” degli americani, ha involontariamente confessato chi è davvero, e che è al servizio della Bestia.

Tocca sperare nell’anatra zoppa, lo sgradevole miliardario dal ciuffo ossigenato non tanto migliore della patronessa delle oligarchie, con la moglie che può essergli figlia, tirata dalla chirurgia estetica come una pelle di tamburo.

Ma se l’Apocalisse è la Rivelazione, e odiano tanto Donald, forse in lui c’è qualcosa di positivo. Forse, chissà, ma non lo sapremo mai: nella sceneggiatura del potere è come a Hollywood: il lieto fine è assicurato.

Happy End, Hillary!

ROBERTO PECCHIOLI

Fonte: http://www.ereticamente.net/2016/10/apocalypse-trump-roberto-pecchioli.html

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

Danni sismici da prevenire, il meglio della disinformazione, paesi nel tritacarne USA, appello da un terremotato, Guinness della santità…

Il Giornaletto di Saul del 29 agosto 2016 – Danni sismici da prevenire, il meglio della disinformazione, paesi nel tritacarne USA, appello da un terremotato, Guinness della santità…

Care, cari, in quella famosa notte del 24 agosto 2016, alle 3 e 36 circa, mi trovavo a Treia ed ho sentito il letto ballare di brutto, dopo aver udito vibrare i vetri della finestra della camera. Intanto che lo spavento in me cresceva, pensavo: “Quando smetterà? Crollerà il soffitto sopra di noi, seppellendoci? Dove sarà l’epicentro?”. Dopo alcuni secondi la terra ha smesso di tremare, ma io, incapace di riaddormentarmi, ho sentito bene, anzi meglio, la seconda scossa, più lieve. Questo racconto è niente a confronto di chi avrà vissuto il sisma più in prossimità dell’epicentro, ma per me era la prima volta… (Caterina Regazzi) – Continua con proposte concrete per la prevenzione e la messa in sicurezza degli edifici: http://treiacomunitaideale.blogspot.it/2016/08/treia-dopo-il-terremoto-del-24-agosto.html

Mio commentino: “Ero a letto con Caterina ed ho sentito anch’io le scosse ma non mi sono mosso, mi sentivo sereno, non impaurito, pensavo che quel che succede succede indipendentemente dal lasciarsi prendere dal panico o restare tranquilli. Ed infatti non è accaduto nulla di drammatico. Dopo un’ora circa dalle scosse ha telefonato prima Valeria, la cugina di Caterina, poi mio figlio Felix ed infine Viola la figlia di Caterina. Più tardi quando mi sono alzato per spedire come al solito il Giornaletto ho potuto constatare che anche al piano di sopra era tutto a posto, solo qualche sportello aperto, qualche libro fuori posto ed un po’ d’intonaco caduto qui e lì. P.S. Anche ieri ci sono state altre scosse, ad esempio mentre scrivevo questa nota verso le 17.57″

Il meglio della disinformazione – Scrive Jure Ellero: “L’opinione pubblica riceve una massa di notizie in media false, perché in media sono indistinguibili verità e falsi utili, o anche non utili ma semplice spazzatura. Perché il fine ultimo non è fornire notizie false, quanto nascondere il vero corso degli eventi, questa la prima necessità…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2016/08/28/bufale-il-potere-raffinato-della-disinformazione/

Religioni monoteiste e Zoroastrismo – Scrive S.D. a commento dell’articolo http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=Ahura+Mazda.++Demone+o+Dio%3F -: ”Tutte le religioni monoteiste (ebraismo, cristianesimo ed islam), provengono sì da una stessa origine e questa era lo Zoroastrismo (Zarathustra) che nacque nei territori che adesso identifichiamo su per giù come Iran…”

Mia rispostina: “Lo zoroastrismo si formò nel VI secolo AC, mentre gli ariani occuparono la valle dell’Indo attorno al 4000 A.C., anche se altre fonti anticipano quella data. Comunque è certo che i persiani sono ariani essi stessi, e lo zoroastrismo è una rivisitazione tarda della religione vedica, che nelle Upanishad propugnava la prima forma di monoteismo assoluto…”

Nel tritacarne geopolitico degli interessi USA – Scrive Vincenzo Brandi: “…che succederà quando a Novembre dovesse diventare prima Presidente USA donna la guerrafondaia Hillary Clinton (quella che chiedeva l’attacco militare alla Siria, appoggiava il colpo di stato di Piazza Maidan in Ucraina, e metaforicamente ballava sul cadavere di Gheddafi sghignazzando con le sprezzanti parole:”I came, I saw, He died”)? Ancora oggi in settori della pseudo-sinistra italiana c’è chi tifa per la “Killary”, perchè ha orrore del folkloristico Trump, accusato tra l’altro di voler dialogare con Putin e di aver sostenuto l’ultimo governo legale dell’Ucraina spazzato dal colpo di stato. Per fortuna Siriani. Iracheni, Libici, Yemeniti, Libanesi continuano a resistere e Russia, Cina, Iran vigilano. La partita è aperta…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2016/08/nel-tritacarne-geopolitico-degli-usa.html

Commento di Giuseppe Padovano: “In merito al popolo kurdo menzionato nell’articolo mi pare ridicolo disputare su una questione complessa come quella kurda senza tener conto della natura ancora tribale delle divisioni interne ad un popolo assai poco minoranza, assai poco arretrato, assai poco senza esperienza pluridecennale di guerra, di guerra civile, di tradimenti etc; come si fa a pensare che siano la stessa cosa, che seguano le stesse logiche e gli stessi obiettivi i Kurdi dipendenti dal clan dei  Barzani (da sempre pagati dagli americani) o i kurdi che si sono  presentati alle elezioni politiche turche bloccando in parte le mire assolutiste di Erdogan; o ancora i Kurdi che militano e/o seguono il PKK di Ocelan. Sicuramente invisi a tutti perché fanno politica, cercano di costruire nella realtà quotidiana rapporti economico-sociali diversi oi Kurdi iracheni che sono comunque al governo in uno stato finora occupato militarmente dagli USA e dalla Nato (ampiamente fuori dai suoi confini istituzionali) e che sta scoprendo che i suoi interessi li tutela meglio se si sganciasse da queste alleanze e considerasse Siria, Iran, Hezzbollah e Russia, quantomeno più affidabili…”

Un’altra Terra è “Proxima” – Scrive Filippo Mariani: “Grazie all’incessante indagine che da anni sta portando avanti con successo il telescopio orbitante Kepler e grazie ad una equipe di astrofisici della NASA, si è aggiunto un nuovo pianeta che orbita intorno a Proxima Centauri, una stella rossa vicina al nostro Sole. Questo nuovo pianeta battezzato “Proxima B” è roccioso ed è un po’ più grande del nostro. Orbita in una zona compatibile con la vita, cioè con temperature al suolo accettabili e con la probabile presenza di acqua allo stato liquido. Da noi sarebbe distante “solo” 4 anni luce…” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2016/08/non-siamo-piu-soli-nelluniverso-soli-4.html

Roma. Libri ad libitum – Scrive Libreria Universale: “Care amiche ed amici, nel quadro di un potenziamento dell’attività libraria non solamente di quelli in vendita (volumi nuovi) ma anche di quelli per lettura e consultazione (volumi non nuovi) vi segnaliamo la nostra intenzione di raccoglierne altri da eventuali dismissioni o sgomberi a prescindere dalla quantità. Quindi se avete problemi di spazio, reputate che volumi di documentazione culturale e memoria storica vadano salvaguardati e, ancor di più, fatti conoscere seppur già usati, telefonateci rammentando che i libri non si gettano mai. – Info. 3711278745 – librerialuniversale@tiscali.it”

Aiuto ai terremotati – Scrive Gianluca Lalli (un terremotato): “…consiglio di soprassedere nell’inviare aiuti indiscriminatamente. Giacché le frazioni coinvolte dal terremoto sono minuscole e ci sono solo poche centinaia di abitanti per frazioni (esclusa Amatrice che è un po’ più grande) e ad ogni modo tra noi ci si conosce tutti per nome e si sa quali siano le condizioni e le necessità reali di ognuno… Comunico che ci sono e si formeranno piccoli comitati interni ai villaggi dove volendo con calma senza fretta tra qualche tempo potrete versare il vostro contributo sicuri che i soldi arrivino nelle mani giuste e non nelle mille associazioni spuntate a macchia d’olio in questi giorni oppure nelle mani delle solite grandi associazioni…” – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2016/08/28/gianluca-lalli-un-terremotato-ci-scrive-situazione-reale-e-aiuti-necessari/

Mio commentino: “Abbiamo conosciuto personalmente Gianluca Lalli, un cantautore poeta, nel settembre dello scorso anno, e l’abbiamo trovato persona degna di fiducia, qui una recensione su un suo libro: http://retedellereti.blogspot.it/2015/11/dal-vangelo-secondo-me-di-gianluca.html

Commento di Silvana De Angelis: ”Ecco come ebbi a dire neppure si sono quantificati i danni e già tutti a chiedere soldi. Questa di Lalli è una presa di posizione intelligente.. poi ribadisco la frase: “mille associazioni spuntate a macchia d olio…”. Che rappresenta la pura verità!”

Hit Parade delle canzonette ancora canticchiabili – Scrive Fabrizio Girolami: “Da settimane tutti la volevano, qualcuno mi ha chiamato anche di notte per sollecitarmi, finalmente è pronta. Signore e signori ecco a voi l’attesissima top ten dei cantanti che quando canticchi le loro canzoni non puoi fare a meno di imitarli!…” – Continua: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2016/08/non-son-solo-canzonette-hit-parade-dei.html

L’amore e la fine dei tempi. Recensione – Scrive M.L.: “L’ebook “L’amore e la fine dei tempi” di Jāriyama (versione aggiornata con l’aggiunta di circa 300 pagine, yantra ed immagini), analizza in maniera sistematica ed articolata il concetto metafisico di multidimensionalità e il fenomeno medianico (di cui il channeling, sempre più diffuso in epoca attuale, è un recente sviluppo), in riferimento a tradizioni antiche consolidate dell’Induismo (yoga, samkhya, vaisheshika, tantra, ecc…)”

Guinness della santità. Osho Rajneesh e Satya Sai Baba …. – A volte li definisco “due saggi opposti”. Osho Rajneesh rappresenta la trasgressione in senso intellettuale e sociologico mentre Satya Sai Baba incarna il modello devozionale indiano classico. Il primo fece di tutto per creare scalpore e rompere ogni schema, parlando male di tutti e persino di se stesso. Era famoso per i suoi scherzi crudeli come quello –ad esempio- in cui annunciò che alcuni dei suoi “discepoli” si erano realizzati per poi osservare le loro reazioni e svergognarli adeguatamente per la finzione da loro dimostrata negli atteggiamenti esteriori. Osho era nato nell’anno della Capra perciò vi potete immaginare il tipo… – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2016/08/guinness-della-santita-in-gara-satya.html

Sempre avanti, prodi santi… Ciao, Paolo/Saul

………………………….

Pensieri poetici del dopo Giornaletto:

“Ho dormito e ho sognato che la vita era gioia.
Mi sono svegliato e ho visto che la vita era servizio.
Ho agito, ed ecco, il servizio era gioia.”
(Rabindranath Tagore)

……………………..

“Trenta raggi si uniscono in un solo mozzo
e nel suo non-essere si ha l’utilità del carro,
s’impasta l’argilla per fare un vaso
e nel suo non-essere si ha l’utilità del vaso,
s’aprono porte e finestre per fare una casa
e nel suo non-essere si ha l’utilità della casa.
Perciò l’essere costituisce l’oggetto
e il non-essere costituisce l’utilità.”
(Lao Tzu)

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

Aleppo: attori troglosunniti candidati all’oscar della bufala, la storia di Buddha, numerologia, il ritorno della Grande Madre, di sofismo si muore…

Il Giornaletto di Saul del 20 agosto 2016 – Aleppo: attori troglosunniti candidati all’oscar della bufala, la storia di Buddha, numerologia, il ritorno della Grande Madre, di sofismo si muore…

Care, cari, sì, durante la colazione al baretto di Treia, abbiamo visto sui giornalacci del potere le foto piagnucolose, sicuramente trattasi di montatura, del povero bambino di Aleppo martoriato dai russi e dalle truppe di Assad. Il potere costituito sta facendo di tutto per impietosire le deboli menti occidentali ed aiutare i mercenari tagliagole foraggiati da NATO, USA e troglosunniti. Ciò non ostante la Russia ha aderito, come gesto di buona volontà, ad una tregua di 48 ore. Presumo che, con l’approssimarsi della liberazione di Aleppo, si stia pianificando una nuova ondata di atti terroristici in Europa. In verità l’obiettivo di questi sedicenti islamisti non è la creazione di uno stato islamico, o la liberazione della Palestina dal giogo sionista, fini troppo ardui per le menti di questi scellerati, ma di creare caos in M.O. e in Europa secondo le direttive di chi li nutre. Noi pacifisti e nonviolenti ci troveremo in una condizione molto difficile. Poiché lo stato di disordine provocato dalla bestia imperialista getterà nel panico una opinione pubblica in preda alla confusione e alla irrazionalità…- Continua: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2016/08/aleppo-cosa-non-si-fa-per-te-nuova.html

Commento di Fulvio: “Operazione in stile USraeliano perfetto il bambino Omran, costruito come a suo tempo Aylan sulla spiaggia, nel momento del massimo impegno della comunità imperialista per fermare la liberazione di Aleppo e così porre fine all’aggressione e alla distruzione della Siria. Soros è soddisfatto e con lui l’intera banda di subumani genocidi Nato-Golfo. Se poi non vi basta, data un’occhiata alle oscenità del “manifesto” di oggi, sempre su Aleppo (scomparso ogni riferimento a responsabilità Usa, Turchia, Golfo) e sull’affannoso tentativo, esteso all’Asia con grotteschi arzigogoli pseudo-analitici, completamente inventati, di rivalutare Al Qaida (Al Nusra ora mascherato da moderato), come valida opposizione rispetto all’Isis per il quale è arrivato il tempo di farsi sostituire. Se questi devono essere “fronti unitari per la pace” da preservare, meglio la stricnina subito…” –

Commento di Vincenzo Brandi: “L’immagine del bambino Omran, presunta vittima (peraltro in ottima salute) di presunti vigliacchi bombardamenti dell’aviazione russa e siriana “sui civili”; l’immagine è ossessivamente presentata da giorni da tutti i mass media occidentali, sauditi e qatarioti…” – Continua in calce al link sopra segnalato

La storia di Buddha in parole semplici – Scrive Rita De Angelis: “Nel mondo attuale conviviamo ormai con molteplici religioni e dottrine di vita, una tra queste il Buddismo ed il suo stile di vita, che accompagna nel cammino dell’esistenza i Monaci ed i loro seguaci. Si narra che il Buddha nacque intorno al 465 a. C. da una ricca famiglia della stirpe dei Shakya che dominava una parte dell’India himalayana. Fu allevato e crebbe nel lusso principesco, si sposò ed ebbe anche un figlio. Ma anche lui conobbe le miserie umane, un vecchio, un cadavere ed un mendicante….” – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2016/08/buddha-e-buddismo-in-parole-semplici-e.html

Basta armi italiane ai sauditi – Scrive Raffaele: “Il 17 agosto ci sono state diverse testate che parlavano della guerra in Yemen. Ho avuto notizia che si sta valutando l’idea di costituire un comitato per lo Yemen: fermare l’aggressione appare un obbiettivo ambizioso, quanto meno si può proporre la salvaguardia dei diritti umani e l’applicazione della risoluzione del Parlamento europeo del febbraio scorso per l’embargo alla vendita di armi all’Arabia Saudita…”

Numerologia, religione e filosofia – Scrive Angela Braghin: “Il più illustre filosofo e pensatore che si dedicò all’approfondimento dello studio dei numeri è Pitagora, che di quella “scienza psichica” che comunemente è conosciuta con il nome di “numerologia” ne ha fatto un vero e proprio strumento che è servito da faro a tutti gli studiosi che lo hanno seguito sullo stesso sentiero di indagine, poiché i suoi studi sono serviti da premessa per scienze quali la geometria e l’astronomia. Padre dell’aritmetica, ai suoi studenti, che selezionava in base alla capacità di associare un messaggio ad un simbolo, egli soleva dire: tutto è numero…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2016/08/la-simbologia-dei-numeri-numerologia.html

Precisazione sull’assoluzione di Milosevich – Due giorni fa abbiamo riportato la notizia, divulgata da Giulietto Chiesa ed altri, riguardo la presunta assoluzione di Milosevich da parte del tribunale dell’Aja. Ma trattasi di misinterpretazione poiché nelle 2.590 pagine della sentenza contro Karadzic vi è scritto che la Corte ha stabilito che “non vi erano prove sufficienti presentate in questo caso, per stabilire che Slobodan Milosevic fosse parte di un progetto per scacciare i musulmani bosniaci e i croati bosniaci dal territorio serbo-bosniaco”, ma quel processo non vedeva imputato Milosevic, bensì Karadzic, essendo il processo a Milosevic chiuso dal 2014 in seguito al suo decesso in carcere 8 anni prima…”

Il ritorno della Grande Madre – Scrive Raffaele: “Il potere della “Grande-Madre” (Signora del Cobra) ha in sé la forza del sapere sciamanico salvifico e divinatorio, espresso anche dalla “Sibille” e da tutte le ancelle-rappresentanti della Dea. Questo potere suscitava reazioni distruttive e disruptive nelle Gerarchie del monoteismo mosaico, paternalista e maschilista, che, proprio per paura di perdere i loro privilegi, diventano estremamente pericolose e una continua minaccia per la stabilità sociale e politica…” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2016/08/la-grande-madre-ritorna.html

La Cina appoggia Assad. – Scrive Bergamo Post: “Pechino ha dichiarato di voler consolidare le relazioni militari con l’esercito siriano del presidente Bashar al Assad. La notizia, quasi a sorpresa, è arrivata martedì 16 agosto nel corso di un incontro avvenuto a Damasco tra l’ammiraglio Guan Youfei, della Commissione militare centrale cinese, e il ministro della Difesa siriano Fahad Jassim al-Freij. «Gli eserciti della Siria e della Cina – ha detto Youfei – sono tradizionalmente legati da relazioni amichevoli e l’esercito cinese vuole proseguire a rafforzare lo scambio e la cooperazione con l’esercito siriano». E così Pechino ha dichiarato che contribuirà all’addestramento militare dell’esercito siriano e invierà aiuti umanitari….”

Bioregionalismo nostrano – Scrive Gigliola Rosciani: “Dal sogno americano al sogno meridionale di e con Ferdinando Renzetti, martedì 13 Settembre 2016, h 21, presso Orto Albero che Cammina di Fontenoce a Recanati (MC). – Questa terra è la tua terra cantava Woody Guthrie negli anni quaranta, girando l’America con la sua chitarra sui treni merci. Quanta strada posso percorrere prima di raggiungerla..” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2016/08/bioregionalismo-nostrano-dal-sogno.html

Matese. Ripa Male Portelle. Salvare il territorio dalla devastazione – Scrive Pinuccio Fappiano: “Venerdì 19 agosto 2016 inizio sciopero della fame per fermare il folle progetto di trasformare l’Appennino campano in una mega centrale di produzione di energia elettrica. Eolico, trivelle, impianti idroelettrici, termovalorizzatori, fotovoltaico a terra. Centinaia di migliaia di appezzamenti di terreno agricolo, pascoli permanenti gravati da uso civico, una “cattedrale dell’acqua”(l’area carsica del Matese Sud-Orientale), espropriati per una falsa “pubblica utilità”. Questi “conquistadores” scendono dal nord con la loro divisa da pipistrelli, con valigetta in mano senza aver mai messo piede su un qualsiasi pezzo di terreno e se lo prendono acquisendone il diritto e togliendolo a chi quella terra l’ha lavorata e vissuta da secoli…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2016/08/19/matese-ripa-male-portelle-pinuccio-fappiano-in-difesa-delle-terre-contadine-e-della-costituzione/

No alle riforme renziane. Repetita iuvant – Scrive Peppe Sini: “Il Parlamento, l’istituzione democratica che fa le leggi, deve essere eletto dal popolo, e deve rappresentare tutti i cittadini con criterio proporzionale. Ma con la sua riforma costituzionale il governo vorrebbe ridurre il senato a una comitiva in gita aziendale, e con la sua legge elettorale (il cosiddetto Italicum) vorrebbe consentire a un solo partito di prendersi la maggioranza assoluta dei membri della camera dei deputati anche se ha il consenso di una risibile minoranza degli elettori, e con il “combinato disposto” della riforma costituzionale e della legge elettorale il governo, che è già detentore del potere esecutivo, vorrebbe appropriarsi di fatto anche del potere legislativo, rompendo così quella separazione e quell’equilibrio dei poteri che è la base dello stato di diritto…”

Di sofismo si muore. Balle pensionistiche del governo renzi – Scrive Claudio Martinotti Doria: “Adesso che è passato ferragosto ve lo posso rivelare senza tema di smentita preventiva. L’APE, non l’insetto ma l’acronimo che si riferisce a prestiti usurai per anticipare la pensione, la quattordicesima estesa al maggior numero di pensionati, l’aumento delle pensioni minime, la detassazione delle minime, ecc., cioè tutti quegli interventi correttivi che avrebbero ridotto leggermente le sperequazioni e penalizzazioni nei confronti di coloro che sono stati particolarmente colpiti dalla sciagurata riforma Fornero, erano tutte balle. Non faranno una beata mazza…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2016/08/19/balle-pensionistiche-del-governo-renzi-la-madre-dei-sofisti-e-sempre-incinta/

Commento di R.G.: “Sembra proprio che la vera preoccupazione imperiale e dei suoi esegeti: che non riesca in Italia il tentativo di cancellare la democrazia della Costituzione in vigore e sostituirla con un regime vero e proprio che garantisca per una lunga fase la tranquilla gestione del potere italiano da parte della finanza internazionale…”

E con ciò vi lascio. Ciao, Paolo/Saul

……………………..

Pensieri poetici del dopo Giornaletto:

“Non sia d’altri, chi può esser di se stesso” (Paracelso)

…………………

“Ritorna in te stesso e guarda. Se non ti vedi ancora interiormente bello, fai come lo scultore di una statua che deve diventar bella. Egli toglie, raschia, liscia, ripulisce finché nel marmo appaia la bella immagine. Come lui, leva tu il superfluo, raddrizza ciò che è obliquo, purifica ciò che è fosco e rendilo brillante e non cessare di scolpire la tua propria statua, finché non ti si manifesti lo splendore divino della virtù e non veda la temperanza sedere su un trono sacro.” (Plotino)

Commenti disabilitati