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Prepariamoci al Natale… di un Gesù mai nato!

Il Natale. Storia e fede. Gesù, lo sanno tutti, è nato alla mezzanotte tra il 24 e il 25 di 2016 anni fa. Appunto, lo sanno tutti. Ed è invece, storicamente parlando, indimostrabile: e comunque in parte sbagliato, in parte insicuro. Per quanto ciò possa apparire strano e magari sconvolgente, magari scandaloso, mancano prove storiche sicure che Gesù sia davvero mai nato, che cioè sia un personaggio storico al pari di Mozart, o di Napoleone, o di Gino Bartali: insomma di un qualunque essere umano la vita e l’identità del quale siano supportate da una documentazione obiettiva e sicura. Le stesse prove storiche non “primarie” � vale a dire appoggiate a documenti certi � ma almeno “secondarie”, cioè sorrette da testimonianze narrative, sono tutte più recenti di almeno alcuni decenni rispetto alla sua morte. E i racconti che ne costituiscono le basi sono quelli evangelici: al di fuori id essi, ce ne mancano riscontri. Saggiamente, difatti, i Padri del Concilio di Nicea del 325 troncarono le discussioni che già da allora violentissime si addensavano sulla questione Cristo “storico” versus Cristo “mitico” e stabilirono nel loro Synbolon (perpetuato come preghiera del “Credo”) che la nascita, la passione, la morte e la resurrezione di Gesù, nato da Maria Vergine, fossero articolo di fede. Ciò sottrae il credente dalla necessità d’invilupparsi in complesse questioni storico-filologico-esegetiche. Il fatto che poi sia del tutto legittimo indagare sulla personalità del Cristo come problema storico va da sé. Nella storia, quella seria, non esistono tabù o argomenti trattando i quali si rischia di venir considerati “revisionisti”.

E’ quindi legittimo trattare i Vangeli anche come fonti storiche di carattere narrativo e studiarli sotto questo aspetto, con tutti i metodi e gli strumenti del caso.
Fondandosi quindi sulle narrazioni evangeliche, e segnatamente su Luca, 2, 1-26, è stato possibile risalire all’anno della Sua nascita, quello del censimento indetto da Ottaviano Augusto; e quindi a quello approssimativo della morte, avvenuta durante il governo proconsolare di Ponzio Pilato della provincia imperiale di Siria. Ma quanto alla nascita, il còmputo messo a punto nel VI secolo dal monaco siriano Dioniso detto “il Piccolo”, residente in Roma, sembra contenere un errore per difetto di circa 6-8 anni: Gesù sarebbe nato quindi non già nel 753-754 di Roma (ab Urbe condita), bensì prima, verso il 746 e il 750 circa ; e morto trenta-trentatreenne più o meno fra il 776 e il 782 (poiché morì sotto Tiberio, a sua volta appunto morto in quell’anno).

Già nel IV secolo, quando la fede cristiana divenne per volontà di Costantino e di Licinio nel 313 (ma sulla base di un editto di Galerio di due anni prima) religio licita, erano in molti a pensare � in analogia con i culti pagani: il che non stupirà, dal momento che la stragrande maggioranza dei cristiani era ormai costituita da ebrei convertiti � che il Cristo fosse in realtà una figura mitica: e quel suo morire e risorgere veniva posto in effetti in rapporto analogico con il mito dionisiaco o con il ciclo apparente del sole che ogni notte si nasconde e rinasce ogni mattino. Per questo appunto i Padri riuniti nel 325 nel Concilio di Nicea stabilirono nel loro documento conclusivo � il Synbolon – che l’indubitabile realtà della vita del Cristo costituiva verità di fede alla quale il cristiano era tenuto a credere, non un dato storico suscettibile di dimostrazione e bisognoso di prove.

Una volta stabilito d’altronde che l’anno preciso della nascita del redentore era ignoto, e ricavatolo sulla base di un opinabile còmputo, il giorno e il mese restavano avvolti nel mistero: il che era d’altronde paradossale in una cultura che tanto spazio dava all’importanza delle costellazioni e degli oroscopi. Il racconto evangelico forniva al riguardo una sia pur imprecisa e generica traccia: parlava della presenza vicino al luogo della nascita del Bambino di alcuni pastori che passavano la notte all’addiaccio. Dato il regime di transumanza dei pastori della Giudea e la posizione altimetrica di Betlemme, a circa 700 metri sul livello del mare, si doveva evidentemente essere in periodo primaverile-estivo, quando le greggi vengono trasferite in altura per scendere poi verso il mare con l’autunno (“Settembre: andiamo, è tempo di migrare”, canta l’abruzzese Gabriele D’Annunzio).

Viceversa, nella nostra sensibilità e nella nostra tradizione, il Natale è una festa d’inverno. Il presepe � una tradizione avviata a quel che pare nel 1223 da Francesco d’Assisi � associa inestricabilmente la nascita del Signore a un paesaggio montano innevato, per quanto il gusto orientalistico ottocentesco (incoraggiato dalla presenza di personaggi obbligatoriamente abbigliati “all’orientale”, i magi) lo abbia arricchito di palme e di fondali dove sono rappresentati oasi e deserti: a dire il vero, poco palestinesi. Nei paesi protestanti, una tradizione che si vuol far risalire a Martin Lutero ha imposto la variante invernale dell’albero scintillante di ornamenti e di neve ghiacciata. Ma in realtà le scelte di Francesco e di Lutero sono state tutt’altro che arbitrarie, per quel che attiene al radicamento della nascita di Gesù in inverno. Tale era già, ai loro rispettivi tempi, una tradizione radicata e irreversibile.

Tradizione e acculturazione. Prima, però, non era stato così. Per quanto è dato sapere, già fino dal tempo del primitivo sviluppo del cristianesimo venivano proposte diverse date per la nascita del Cristo: il 6 gennaio, il 28 marzo, il 19 aprile, il 29 maggio. Ma il cristianesimo orientale, in particolare egiziano, aveva imposto piuttosto presto la consuetudine di celebrare insieme, in una sola festa, la Natività e l’Epifania (cioè il riconoscimento della divinità e della regalità del Bambino): ciò avveniva il 6 gennaio, data in cui tuttora si celebra il natale nelle Chiese cristiane ortodosse e orientali. Tale giorno era stato scelto, secondo un tipico schema acculturativo, in quanto coincidente con una festa dedicata alla dea Iside durante la quale si adorava la sua divina maternità e si celebrava la consacrazione in suo onore delle acque. Difatti, da allora, la data del 6 gennaio venne strettamente legata, anche nel calendario liturgico cristiano, a due altre ricorrenze in cui all’elemento acqueo spettava un ruolo fondamentale: il battesimo del Cristo nel Giordano e il miracolo del mutamento dell’acqua in vino in Cana di Galilea.

Tale celebrazione non parve tuttavia adatta al mondo cristiano latino, per quanto il culto isiaco fosse, nel IV secolo, impiantato nell’intero bacino mediterraneo e anche a Roma: o forse proprio in quanto la festa isiaca delle acque vaniva certo celebrata anche lì, ma non aveva mai perduto quel tanto di esotico, di remoto rispetto alle tradizioni locali, che la faceva apparire estranea.
Nell’Urbe, c’era tuttavia un’altra festa molto popolare che si celebrava a sua volta all’inizio dell’inverno: in tale data gli imperatori usavano concedere al popolo romano generose elargizioni di grano e di vino. Si trattava del 25 dicembre, giorno centrale del periodo di due settimane durante il quale (dal 18 dicembre fino alle Calende di gennaio, giorno di apertura dell’anno nuovo secondo il calendario giuliano) in tutta Roma veniva celebrato il solstizio d’inverno, festa dedicata al dio d’origine indo-persiana Mithra.

La nascita di Mithra ha, nel mito che lo riguarda, singolari somiglianze con quella di Gesù nel racconto evangelico: vi figurano la grotta, la stella annunziante, gli animali sacri al dio che sono il toro e l’onagro, cioè l’asino selvatico: insomma, tutti gli elementi del presepio cristiano, secondo un’immagine che già figura in un’opera scultorea presente a Roma nella chiesa di Santa Maria Maggiore.
Nel Vicino Oriente vi erano altre divinità che avevano dato origine a culti misterici che si erano andati fondendo con il mithraismo: ad esempio quelle di Attis o di Adone (dal semitico Adonai: il Signore). Un luogo cultuale sacro a Adone si trovava difatti proprio a Betlemme, e probabilmente � come sembra di capire da una testimonianza di san Gerolamo � la grotta nella quale si disse nato Gesù, e sulla quale sorse in età costantiniana la basilica della Natività, era in precedenza consacrata a Adone.

Mithra, la divinità misterica adorata in Roma, si era affermata come dio parallelo a una divinità solare d’origine siriana che talvolta con lui addirittura s’identifica: il Sol Comes Invictus. Si trattava soprattutto di culti militari, e fra III e IV secolo gli imperatori avevano cercato di farne il centro di una sorta di monoteismo incentrato sulla sacralità della loro persona, che con il Sol Comes s’identificava. Un tempio al Sol Comes – adorato durante le feste del solstizio d’inverno, quando il corso del sole comincia a rafforzarsi e le giornate si allungano – sorgeva nell’Urbe sul luogo dove oggi esiste la basilica di San Silvestro, al quale difatti la Chiesa dedica la festa liturgica dell’ultimo giorno dell’anno, quando alla vigilia delle Calende di gennaio i festeggiamenti solstiziali avevano termine.

Nella tradizione romana, il periodo delle celebrazioni solstiziali s’intrecciava con il tempo sacro a una tradizione ancora più antica: quella delle celebri Libertates decembris, durante le quali si celebrava ritualmente il periodico ritorno del cosmo al caos dal quale avrebbe dovuto uscire rinnovato in un ordine garantito dal calendario dell’anno nuovo; e durante il quale pertanto le abituali regole civili venivano ritualmente violate e sconvolte, gli uomini portavano vesti muliebri, i padroni servivano a mensa gli schiavi e s’incoronava pubblicamente un bambino, o uno schiavo, o un miserabile, facendolo Rex unius diei, “Re per un Giorno”. Si trattava di una tradizione ben nota al livello antropologico, quella del “rovesciamento dell’ordine”, tendente non già a cancellarlo bensì a rinnovarlo rafforzandolo. Tali usi, per molti versi affini alle feste dionisiache come i baccanali e con essi in parte confusi, si sarebbero trasferite in età cristiana a un altro momento nel quale si celebrava la fine dell’anno vecchio, cioè al periodo terminale dell’inverno, con il Carnevale.

Queste Libertates a Roma coincidevano con la settimana dei Saturnalia, dal 17 al 23 dicembre, in ricordo dell’età d’oro che vi sarebbe stata ai tempi del dio Saturno, quando non esistevano né schiavi né padroni. In realtà, il significato della festa era più profondo. Saturno s’identificava con l’ellenico Chronos, il dio ellenico signore e ordinatore del tempo (funzione in Roma ereditata poi dal dio Giano, il “Signore della Porta” � Ianua � che presiedeva al chiudersi dell’anno vecchio e all’aprirsi dell’anno nuovo). Il “ritorno al caos” alla fine dell’anno era un rito mimetico del disordine imperante in ogni era al suo tramontare: e preludeva alla restaurazione dell’ordine. Era quindi logico che, al chiudersi dei disordini saturnali di dicembre, il sole fin lì indebolito riprendesse col solstizio d’inverno il suo corso più vigoroso: e si celebrasse la nascita del Sole Bambino e dell’Anno Bambino, entrambi riassunti nella divinità imperiale del Sol
Comes�Mithra: che in quanto nuovo Sole era Kosmokrator, Signore del Cosmo, e in quanto nuovo Anno era Chronokrator, Signore del Tempo.
Celebrando il 25 dicembre la nascita del Cristo, Lo si associava all’imperatore che, convertito al cristianesimo, sarebbe stato suo vicario e sua figura in terra. In tal modo il Natale s’impiantò, nell’impero romano ormai guadagnato al cristianesimo, come festa romana, imperiale e solare.

Ma la lettura del Vangelo e il suo uso liturgico imponevano nella Chiesa latina un forte divario tra il Natale e l’Epifania. La data “solstiziale” del 25 dicembre era dotata di una sua forza cosmica e tradizionale irrinunziabile, che obliterava � ancora una volta secondo un procedimento obiettivamente acculturativa � la festa solare e imperiale conferendole al tempo stesso però una nuova, più forte legittimità cristica. D’altronde quella del 6 gennaio non faceva che spostare di alcuni giorni lo spazio sacrale delle due settimane già dedicate alle festività del solstizio e della fine dell’anno: tra 24 dicembre, la vigilia � nella tradizione liturgica cristiana, ispirata a quella ebraica, il giorno cominciava con i vespri � e il 6 gennaio v’erano appunto 14 giorni, calcolando quello d’inizio e quello di fine del còmputo. Ma più importanti dei 14 giorni erano le 13 notti comprese tra quella precedente il Dies Natalis � la notte appunto della Natività � e quella dell’Epifania, quella nella quale i magi venuti dall’Oriente guidati dalla stella avevano con la loro adorazione e la loro offerta dei doni riconosciuto esplicitamente il Bambino come Vero Dio (l’incenso), Vero Re (l’oro) e Vero Uomo (la mirra). Nella notte dell’Epifania, appunto, la Chiesa usa proclamare solennemente l’ordine dell’anno che si sta aprendo sancendo il calendario delle solennità liturgiche deputate a scandirlo. Il fatidico numero 13 rappresenta, per i cristiani, i dodici mesi dell’anno ma al tempo stesso anche le costellazioni dello zodiaco � che è lo “spazio ciclico” del tempo” � successivamente visitate dal sole secondo il sistema tolemaico (per quanto l’immagine del sole al centro del cerchio zodiacale già anticipasse simbolicamente, su una base a quel che sembra pitagorica, il sistema eliocentrico che si sarebbe affermato solo con Copernico). Ma il sole, signore del tempo (l’anno, le costellazioni) come dello spazio (la terra che esso percorre durante le 24 ore del giorno) è a sua volta figura del Cristo, Signore appunto dello spazio cosmico (Kosmokrator) e al tempo stesso del tempo (Kronokrator). Il sole e le costellazioni, unite, formano appunto il numero 13 (12+1).

La tradizione cristiana, appoggiata alla liturgia e alla consuetudine secondo al quale ogni giorno ha un suo patrono, ha conferito quindi alle dodici notti precedenti l’Epifania (la notte della pienezza del potere divino) un valore intenso e compendioso: in ognuna di esse noi attraversiamo sinteticamente un mese dell’anno e dal suo decorso possiamo trarne perfino i relativi auspici. Ogni regione cristiana ha al riguardo le sue credenze speciali, le sue consuetudini, magari anche i suoi colori e i suoi sapori

Il calendario e il folklore. Le “Tredici Notti”. La notte della vigilia, tra il 24 e il 25, è quella che rinvia al futuro mese di gennaio: è la notte di apertura, dell’inizio di tutto: notte santa, di digiuno e di preghiera, notte di astensione dalle pratiche sessuali e dal cibo carneo, notte di rovesciamento delle regole cosmiche in cui si dice che gli animali parlino nelle stalle (essi, i servitori, si appropriano saturnalisticamente dei poteri umani) e possano anche profetare; quella tra il 25 e il 26, la notte dedicata al protomartire Stefano, è la notte del febbraio, la notte del mese delle febbri e della fine dell’inverno in cui si accendono i roghi di purificazione degli animali minacciati dalle epidemie; quella tra il 26 e il 27 era la notte del marzo nel quale comincia la primavera, la notte sacra a Giovanni Evangelista, una delle due Ianuae del cerchio zodiacale divino in quanto patrono del solstizio d’inverno come Giovanni Battista lo era di quello d’estate (che all’alba del 24 giugno il disco solare rilucesse come un piatto d’oro sul quale era adagiata la testa del Battista fatto decapitare da Erodiade era tradizione diffusa: per l’Abruzzo la ricorda splendidamente il D’Annunzio nel primo atto de La figlia di Iorio); la notte successiva, quella dell’aprile tra 27 e 28, era quella degli Innocenti e veniva considerata preludente a un giorno di pietà (secondo una diffusa superstizione, il giorno della settimana nel quale è caduta la solennità degli Innocenti � che quest’anno, cadendo nell’ultima domenica dell’anno, sarà però consacrata alla Sacra Famiglia � è considerato dies nigro signanda lapillo, durante il quale è sconsigliabile avviare qualunque attività); segue la notte tra il 28 e il 29, la notte di maggio dedicata al profeta, re e poeta David; quella durante al quale si antivede il giugno è la notte del 29-30, sacra a san Savino; infine, il solare luglio � il mese della costellazione del Leone � coincide con la notte fra il 31 e il primo di gennaio, la notte di fine d’anno dedicata a san Silvestro papa, colui che secondo la tradizione battezzò Costantino avviando così una nuova era, quella della Cristianità; tra il primo e il 2 si pensa all’agosto, fra il 2 e il 3 a settembre, fra il 3 e il 4 a ottobre, fra il 4 e il 5 a novembre; tra il 6 e il 6 infine a dicembre.

Ed è quella dell’Epifania, quella magica e mirabile in cui tutto può accadere, la notte dei regali ma anche delle creature arcane che solcano il cielo (le Bonae Res, la “Compagnia di Diana”, le presenze consacrate alla femminilità e alla vecchiaia � come le moire, le Parche, poi le streghe � che il folklore cristiano ha trasformato nella vecchia bonaria ma ambigua dal nome volgarizzato della festa stessa, la “Befana”, la quale torna tra Carnevale e Quaresima come Vecchia-Anno Trascorso-Albero Secco-Penuria di Cibo da ritualmente “segare” o, secondo altre tradizioni, “bruciare”).

Ricchezza, ambiguità, contraddizione, paradosso accompagnano sempre queste solennità che disegnano un universo mentale collettivo festoso eppure selvaggio, allegro e al tempo stesso demonico, divino eppure costantemente accompagnato e talora minacciato dall’ombra dell’infero. Peccato che di queste usanze quel che non si è salvato in quanto funzionalmente connesso al consumismo e all’industria del regalo e dello sfruttamento delle feste dedicate ai bambini sia quasi scomparso. Peccato che quel che sopravvive sia ancora una volta connesso con la società dei consumi e con una tradizione dimenticata e rivissuta in termini horror-kitch, la vecchia solennità celtica degli antenati che si celebrava in autunno, che i monaci cluniacensi tra X e XI secolo trasformarono in solennità dei Santi e dei defunti e che ci è ritornata, paganizzata e ridicolizzata dall’America degli agricoltori protestanti che avevano rinnegato i santi ma continuavano a temere diavoli, fantasmi e streghe, nella macabra inconsapevolezza esorcistica dello Halloween. E’ tutto quel che ci rimane, nell’ immiserito linguaggio simbolico della morente Modernità. E’ tutto quel che passeremo ai nostri figli, ai quali non siamo stati capaci di trasmettere né la religiosità né la tradizione, ai quali non abbiamo insegnato né la preghiera, né le fiabe. Buon Natale al colesterolo, buon Capodanno all’insegna delle violenze notturne. E’ tutto quel che ci resta e che ci meritiamo.

Tra senso tradizionale della festa e consumismo moderno: le usanze natalizie a tavola “Nun vedo l’ora che vène Natale � pe’ famme ‘ma magnata de torone; – pe’ famme na’ magnata de torone � pe’ famme ‘na bevuta dar boccale”. E’ uno stornello dei bulli di Trastevere del tempo della miseria, quello di Belli ma ancora di quello di Trilussa. Il Natale come occasione di mangiare finalmente a sazietà qualcosa di buono, per una bella bevuta in libertà. Alla quartina romanesca rispondeva, anni più tardi, una canzone di Renato Carosone e Gegè di Giacomo dedicata, in pieni Anni Cinquanta, a un’altra miseria: quella della Napoli di un dopoguerra non ancor del tutto trascorso, la Napoli ch’era ancora per tanti versi quella della Pelle di Malaparte: “mo’ vène Natale � nun tengo dinare: – me leggo o’ giornale � e me vad’a’ccuccà”. Alla tristezza un po’ spaccona del trasteverino costretto ad aspettar Natale per mangiare e per bere un po’ meglio del solito rispondeva la disperazione allegra del miserabile napoletano che, senza un soldo, nel giorno di festa poteva solo ingannare la fame andandosene a letto.
In entrambe le situazioni, la povertà e magari la fame si misurano con la coscienza del tempo festivo. Questi due esempi potrebbero sembrare privi di qualunque aggancio con il carattere spirituale della grande festa, ma non è così. Presupposto di entrambi è che per Natale bisogna far festa, e che se ciò non è possibile tanto vale non vivere nemmeno un giorno come quello, andarsene a dormire. In due occasioni, Francesco d’Assisi associa a sua volta il Natale alla necessità di far festa, e festa espressa anzitutto attraverso il cibo: quando dice che, se gli capiterà d’incontrare l’imperatore, gli chiederà un editto che ordini a tutti di spargere per Natale granaglie per strada in modo che gli uccelli dell’aria possano aver di che mangiare quel giorno in abbondanza; e quando dichiara che sia intenzione sarebbe, per Natale, di strofinare pezzi di carne sui muri affinché perfino pietre e mattoni potessero godere di quell’abbondanza.

Che la festa si celebri e si onori anzitutto per mezzo di banchetti, conviti e simposi è una realtà comune si può dire a qualunque civiltà tra le molte che il genere umano è stato capace nei millenni di concepire; non meno comune è, d’altra parte, il rapporto tra penitenza, dolore, e astensione dal cibo. La festa si onora con quella che gli antropologi definiscono l’”orgia”: che non ha nulla del significato che volgarmente in italiano le si attribuisce, ma che significa semplicemente occasione durante la quale il cibo e le bevande, di qualità e in abbondanza, vengono consumati oltre il bisogno, talvolta fino alla totale distruzione delle scorte. Il valore di ciò è essenzialmente rituale: si consuma oltre il bisogno in certe occasioni con lo stesso atteggiamento devozionale con il quale ci si astiene da certi cibi o da certe bevande oppure si digiuna totalmente in altre. Alla base di tale comportamento, nelle società tradizionali, c’è la coscienza di una profonda differenza tra giorni “festivi” e giorni “feriali”: la Modernità occidentale ha sistematicamente reagito ad essa sostituendole la distinzione tra giorni “di riposo” e giorni “di lavoro”, quindi azzerando il concetto sacrale e comunitario di festa per imporre al suo posto un diverso modello antropologico fondato sulla primarietà dell’uomo come produttore di ricchezza.

Da un malinteso apprezzamento di tale realtà dipende la reazione di chi vorrebbe eliminare quel che resta, magari al livello inconscio, di “senso della festa” nel Natale, appiattendo tutto il desiderio e il bisogno di mangiare, bere e vivere convivialmente meglio sulla misura del consumismo. Una sia pure graduale riconquista del senso del Sacro dovrebbe, al contrario, proprio partire da un’accentuazione conferita di nuovo alla festa, da un rinnovato e più profondo senso della sacralità che ai giorni festivi è propria e quindi da una distinzione profonda, anche esistenziale, rispetto alle consuetudine dei giorni feriali. Non è di domenica, o a Natale, che si dovrebbe mangiare “come tutti i giorni” per reagire al consumismo; è, al contrario, giorno per giorno che sarebbe opportuno limitare qualitativamente e quantitativamente i consumi per sottolineare quel che il cristianesimo, religione del pane e del vino, fondamentalmente ripete, cioè che anche il cibo e il vino sono di per sé suscettibili di essere investiti di sacralità.

Da qui gli usi natalizi incentrati non solo sul consumo, ma anche sulla preparazione comunitaria della tavola e del cibo della festa. L’avvento serve anche a questo: nella società tradizionale europea era il tempo nel quale si uccideva il porco e se ne destinava gran parte al consumo differito per mezzo di vari sistemi di conservazione; immediatamente prima, nelle ultime settimane del tempo liturgico ordinario (“per san Martino”), si procedeva alla svinatura; quindi ci si dava alle preparazioni che richiedevano un certo tempo, come la preparazione di conserve, marmellate e confetture.

Alla festa, non si arrivava senza la vigilia: almeno 24 ore di digiuno e/o d’astinenza. Sulla tavola della vigilia, necessariamente � e ritualmente: l’economia non c’entra � povera e spoglia, comparivano cibi frugali e non carnei: minestre o zuppe a base di cereali, di verdura (le cime di rapa stufate con i panzerotti della cucina pugliese) o di frutti “poveri” (la minestra di castagne secche bollite diffusa in tutto l’arco alpino e appenninico con molte variabili: talora in semplice acqua priva di sale cui si aggiungeva devozionalmente un cucchiaino di cenere); o naturalmente il pesce, guardato peraltro con qualche sospetto in quanto si trattava di un cibo spesso ricercato e costoso. Il principe della tavola natalizia della vigilia, che in qualche regione specie del su arriva fino al pranzo stesso di Natale, è il capitone: la grossa anguilla, consumata in ricordo della lotta e della vittoria contro “l’Antico Serpente”, e quindi immolata nella notte nella quale Gesù, nascendo, ha ucciso il Male; ma anche ricordo forse d’un’antica tradizione cristiana orientale, quella della celebrazione del Natale coincidente con l’Epifania, il 6 gennaio, antica festività di Iside signora delle acque cui i pesci erano graditi.

Se la vigilia è giorno “di magro”, nel Natale invece il grasso trionfa: ed è sovente – non necessariamente � grasso della carne di porco o di grossi bipedi da cortile, come il cappone (meno comune l’oca, che arrostita e ripiena di carne di maiale e di frutta troneggia oltralpe sulle tavole), ma comunque associato di solito, tra noi, alla cottura nell’acqua, la bollitura. Il Natale è la festa del bollito come la Pasqua è quella dell’arrosto: i due tipi di bollitura rinviano a due tipi diversi di socialità, quella contadina del focolare su cui si dispongono i recipienti per la cottura indiretta e quella pastorale del forno o dello spiedo o della griglia “sacrificatorii”, per la cottura diretta. Per devozione al bambino, che come tutti i bambini del mondo ha bisogno di cibi teneri e più facili da digerirsi, il Natale è la festa della pasta ripiena servita in minestra (i vari tortellini, ravioli, cappelletti in brodo).

I dolci sono un altro elemento tipico della mensa natalizia: e debbono richiamare il pane quotidiano arricchito di zucchero, canditi, frutta secca. E’ un pane speciale, la buccella dei romani (a Lucca si fa ancora il “buccellato”: ciambella di pane soffice e dolce condito con uvetta e semi di anice). I vari Christstollen tedeschi, il panettone milanese, il pandolce genovese, i “pani dei pescatori” veneziani, sono pani di farina di grano variamente arricchiti; e al pane si richiamano anche i dolci nei quali si fa ampio uso anche di conserva di frutta secca o, adesso di cioccolato, come il “panforte” senese e volterrano e il “panpepato” ferrarese (originariamente, entrambi dovrebbero contenere anche semi di pepe nel loro impasto). Talora ai pani si sostituiscono biscotti o ciambelle (come le “cartellate” pugliesi, frittelle al mosto cotto o al miele). Il torrone cremonese è a sua volta un pane speciale, nel quale alla farina si sostituisce integralmente lo zucchero condito miele, albume d’uovo, frutta secca.

Ma il Natale, che nella tradizione latina si è andato costruendo per acculturazione attorno alla festa pagane del solstizio d’inverno (divenuta festa della regalità sacra dell’imperatore) e alle libertates decembris, è in realtà una “festa lunga”. La tradizione cristiana delle “Tredici Notti” (quella rammentata da Shakespeare in

La Notte dell’Epifania) attribuisce un significato speciale a ciascuno dei dodici giorni tra Natale ed Epifania). Il cenone di Capodanno è una specie di “secondo cenone di natale” in cui però trionfa il maiale bollito (zamponi, cotechini ecc,) accompagnato da legumi o seguito da frutta che debbono ricordare in qualche modo la forma del danaro (quello metallico, naturalmente), come auspicio di prosperità per l’anno nuovo: quindi lenticchie o chicchi d’uva).

Una volta, per ricordarsi che anche il cibo è preghiera, i Pater, le Ave e le poste del rosario servivano ottimamente come timer: mia nonna non usava mai l’orologio per cuocere i tortellini natalizi nel brodo, ma sapeva perfettamente quante Ave Maria erano necessarie per cuocere a puntino i vari tipi di pasta. Di recente, nell’Atlante marocchino, ho visto fare lo stesso: recitare alcune sure del Corano (che sono 114, di differente lunghezza) a seconda del punto di cottura della semola del cuscus che si voleva ottenere. “Tu usi le preghiere come scusa per far bollire le pentole”, rimproveravo mia nonna. “Nemmeno per idea � mi rispondeva lei -: faccio bollire le pentole come scusa per pregare”. Perché � commenterebbe un musulmano � se Dio non volesse, nemmeno le pentole bollirebbero. Il che è una bella variabile del nostro panem nostrum cotidianum da nobis hodie.

Franco Cardini

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L’affare pedofilo, Osho: pazzo o saggio?, l’inglese distrugge la nostra cultura, troppa crescita porta alla “decrescita”, alimentazione e clima, the peculiarity of Advaita Vedanta philosophy…

Il Giornaletto di Saul del 22 novembre 2017 – L’affare pedofilo, Osho: pazzo o saggio?, l’inglese distrugge la nostra cultura, troppa crescita porta alla “decrescita”, alimentazione e clima, the peculiarity of Advaita Vedanta philosophy…

Care, cari, non è più possibile sopportare l’inerzia ipocrita delle istituzioni e della politica di fronte al dilagare della PEDOFILIA , dello sfruttamento schiavistico del LAVORO MINORILE e della VIOLENZA contro le donne che, in tutto il mondo cosiddetto Civilizzato si sta diffondendo come una LEBBRA e che tragicamente riempie quotidianamente le cronache! E’ ora di finirla con le “Conferenze”, le “Tavole rotonde”, i “Seminari”, mentre lor signori fanno Bla Bla Bla…, Donne e fanciulli sono vittime di bruti che li privano della serenità del vivere e della vita stessa!… (Alessandro Mezzano)… – Continua: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2017/11/se-lo-sfruttamento-minorile-diventa-un.html

Profezia di Kirill – Scrive Sputnik: “Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill ha affermato che: la fine del mondo è tanto vicina da essere visibile ad occhio nudo. Tutte quelle persone che amano la Patria dovrebbero stare insieme, perché stiamo entrando in un periodo critico dello sviluppo della civiltà umana… bisogna essere ciechi per non vedere l’avvicinarsi di quei terribili momenti di cui ha parlato l’apostolo ed evangelista Giovanni nel libro dell’Apocalisse”

Critica a papa Bergoglio – Scrive Marco Bracci a commento dell’articolo https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2017/11/20/nuovi-razzismi-e-strumentalizzazione-religiosa-dellaccoglienza-spuria-e-distinta/ -: “Diavolo: dal greco “colui che confonde”. E chi più dei proclami vaticani confonde, con la loro ossessione di dire una cosa e subito dopo affermare il contrario? Ulteriore prova, se ancora ce ne fosse bisogno, che il diavolo ha preso la residenza in San Pietro.”

Osho. La sua pazzia, la sua saggezza… – Un paio di anni dopo la dipartita di Osho (precedentemente conosciuto come Rajneesh), ricevetti una lettera da Majid Valcarenghi (un suo seguace) che mi inviava le bozze del libro Operazione Socrate, in cui si analizzano gli ultimi momenti di vita di Osho, nel testo si dava evidenza al fatto che il maestro potesse essere stato avvelenato dalla CIA, durante la sua permanenza in carcere negli USA. Majid mi chiedeva di scrivere un mio pensiero su Osho, per la pubblicazione sulla sua rivista, cosa che feci volentieri, il testo si intitolava “Ad Memoriam” ed in esso parlavo dei retroscena, osservati da… – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2014/11/osho-la-sua-pazzia-la-sua-saggezza.html

Mossette strane a 5 stelle – Scrive Il Fatto Quotidiano: “Alessandro Di Battista non si ricandiderà in Parlamento alle elezioni politiche del 2018. Ad annunciarlo è lo stesso deputato, durante una diretta facebook annunciata nelle ore precedenti sulla sua pagina.”In maniera molto leale e sincera sono qui per darvi una notizia: ho deciso di non ricandidarmi in Parlamento alle prossime elezioni. È una scelta mia, non è legata al Movimento”, dice Di Battista nel video diffuso sul social network.”

Commento di Marina Salvato: “…ben venga chi dice di scegliere la famiglia invece della politica… ma permettetemi di dire che non sarà questa la verità al 100%, tenendo conto che la nuova legislatura non durerà moltissimo e che lui si sarebbe giocato il secondo mandato… suvvia siamo umani!”

La propagazione della lingua inglese distrugge la nostra cultura – Scrive Anna Maria Campogrande: “Noi Italiani, fedeli ‘sciuscià’ degli Statunitensi, abbiamo subito il lavaggio del cervello, siamo fissati con l’inglese, stiamo massacrando la nostra lingua con assurdi termini inglesi allorché le parole in italiano esistono e sono di grande chiarezza e riteniamo che si possa comunicare con il Mondo solo in questa lingua. Non è vero! …” – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2017/11/la-propagazione-della-lingua-inglese.html

Blera. E’ tempo di grano – Scrive Tempo Creativo: “Quest’anno, su iniziativa dell’amica Alessandra, con un gruppo di famiglie coltiveremo in auto-produzione il grano a Blera, su un ettaro di terra messo a nostra disposizione da una cara amica, seguiremo insieme le fasi della coltivazione, dalla semina al raccolto… passando poi dal campo al mulino. I primi due incontri di lavoro sono previsti per il 3 e l’8 dicembre 2017. Chi volesse unirsi a noi, può chiamare al 3384476764 per i dettagli”

Troppa crescita porta alla “decrescita” – La soluzione alla crisi umanitaria che la nostra società sta vivendo -secondo me- sta nella così detta “decrescita” ovvero nel superamento dei modelli consumistici e dello schema sociale attuale, in primis, per ritrovare in una socialità allargata nuove espressioni per la solidarietà umana, contemporaneamente abbandonando l’ampliamento dei grandi agglomerati urbani e rinunciando ai parossismi culturali (musiche preconfezionate, televisioni, sport idioti, giochetti virtuali, etc) in modo da ricreare in noi lo stimolo primario della gioia di vita e la capacità creativa per produrre qualcosa che abbia lo spirito del necessario e del bello… – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2017/11/troppa-crescita-porta-alla-decrescita.html

Attuare la Costituzione – Scrive Giuseppe Altieri: “Vi invito ad aderire alla neonata associazione “Attuare la Costituzione”, capitanata da Paolo Maddalena, insieme ai vostri esperti di elevata fiducia e qualità scientifiche e morali ai fini della tutela dei diritti costituzionali inviolabili, in primis alla salute ambientale. Info: attuarecostituzione@gmail.com”

Calamità naturali. Pensare anche agli animali – Scrivono Animalisti Italiani “E’ ormai evidente la necessità di mettere a disposizione del Paese servizi di protezione civile anche per gli animali e le loro famiglie e non è più rinviabile una decisione in merito. Il salvataggio, il recupero, la messa in sicurezza, la gestione degli animali da compagnia in occasione di calamità naturali, dai terremoti alle alluvioni, alle nevicate che isolano intere comunità, sono esigenze sempre più sentite. Perciò…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/11/21/in-caso-di-calamita-naturali-sia-prevista-anche-lassistenza-e-protezione-degli-animali-lo-chiedono-le-associazioni-animaliste-in-previsione-di-nuove-norme-della-protezione-civile/

Treia. Festa dell’albero – 21 novembre: Festa dell’albero – Fra le proposte fatte dal Circolo vegetariano VV.TT., andate a buon fine, ci fu quella di dichiarare “monumenti naturali” gli alberi centenari che ancora crescono nella nostra penisola. Questa proposta, avanzata verso la fine degli anni ‘80 del secolo scorso, fu poi ripresa dai Verdi e tramutata in Legge. Perciò anche noi abbiamo celebrato modestamente la giornata dell’albero e lo abbiamo fatto nel modo più semplice e modesto, cercando il loro contatto e percependo le loro vibrazioni…”

Alimentazione e clima sono correlati – Scrive Marta Antonelli: “Forse meno evidente, ma altrettanto critico, è l’impatto che le scelte alimentari quotidiane possono avere sul cambiamento climatico, modificare a livello globale le nostre abitudini può essere considerata come una delle soluzioni più efficaci: lo confermano i dati internazionali…” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/11/alimentazione-e-clima-sono-correlati.html

Lettera ai silenti compagni di viaggio – Scrive Jo Gabel a commento dell’articolo http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/11/lettera-ai-silenti-compagni-di-viaggio.html -: “Pur condividendo molti tuoi pezzi stavolta non mi trovo d’accordo. L’idealismo è fondamentale per illuminare l’entusiasmo e la volontá attuativa.E poi, da questa asserzione mi dissocio categoricamente: “A questi livelli di sopravvivenza “bruta” mi riferisco quando parlo dell’esperimento bioregionale, dove tutto il male e tutto il possibile bene sono presenti in egual misura” .Espressa così sembra un panegirico fazioso. Ci vuole generosità e trasparenza per infiammare le coscienze. E pace. Ognuno di noi deve essere sereno (da una compagna di viaggio che non è silente)”

Mia rispostina: “Cara Jo Gabel, non vedo differenze, se non nel pathos del momento vissuto. Comunque l’idealismo fine a se stesso è una gabbia come ogni altra ideologia, per questa ragione è detto “compi il tuo dharma senza aspettarti risultati”, il distacco se accompagnato da onestà sincerità e perseveranza aiuta la causa”

Replica di Jo: “IDEALISMO: Credo che per mantenere fede ai propri ideali, sia essenziale riservare loro la parte più profonda del proprio sentire. Considerando l’idealismo non una mera corrente di pensiero, né una mera digressione filosofica, ma l’aspetto più vero della nostra disposizione verso la creazione di opportunità.(ANCHE QUANDO ESSE CONSTINO NEL RICONSIDERARE QUANTO DI BUONO CI FOSSE NEL PASSATO). BIOREGIONALISMO: stento a vedere quanto possibile male abbia in sé (rispondendo con le tue parole) e mi chiedo perché tu ti sia espresso in modo così contraddittorio…”

Mia altra rispostina: “L’idealismo inteso come aderenza al proprio intimo sentire, è la naturale predisposizione delle persone -appunto- oneste sincere e perseveranti che perseguono il giusto “fine”, ovvero la causa comune. Nel bioregionalismo esistono disposizioni diverse che contribuiscono nel complesso a formulare le risposte alle situazioni ambientali e sociali. Pertanto possono esserci differenze nonché divisioni e separazioni nel tipo di risposta. La risposta bioregionale non è mai univoca ma tiene conto di tutte le possibili sfaccettature e differenze delle forme esistenti. Un po’ come succede negli esperimenti alchemici ove la presenza di elementi in sé non armonici trovano una sistemazione. Dall’uno al due e dal due al tre. Se ti va di approfondire: https://www.vorrei.org/persone/11050-post-utopie-la-spiritualita-laica-il-bioregionalismo-e-l-ecologia-profonda.html

Passeggiate romane – Scrive Amici del Tevere : “La rivalità in arte, le due anime del Barocco a Roma: Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini. S. Maria sopra Minerva, Sant’Ivo alla Sapienza e la Fontana dei Quattro Fiumi a Piazza Navona. Appuntamento domenica 3 dicembre ore 9.30 in Roma davanti alla chiesa di Santa Maria sopra Minerva, di fronte all’elefantino, in Piazza della Minerva. Durata passeggiata 2 ore ca. Info e prenotazioni:  3395852777”

The peculiarity of Advaita Vedanta philosophy is that it does not relate to any personal divinity.  The Absolute non-dual is between being and not being. It is the Self (Atman), that is Attribution-free Awareness, which is the container and the content of all that is manifested, self-existent, and at the same time beyond all manifestations and thoughts. The Self enjoys its own illusion of being separate and distinguished by itself and – according to Vedanta – this comedy is made possible through five masks or “sheaths” (in Sanskrit “kosha”) that hide the Self to the self (the  absolute I  to the relative I)… – Continue (con testo italiano): https://bioregionalismo.blogspot.it/2017/11/the-sheaths-of-i-in-advaita-vedanta-le.html

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Ci sono così tanti doni, mio caro, ancora non aperti dal tuo giorno di nascita. Oh, ci sono così tanti regali fatti a mano, spediti per la tua vita da Dio…” (Hafiz)

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Nube tossica sull’Europa, osmosi ambientale, vaticano: 30 denari investiti bene, la società ideale di Ramana Maharshi, l’orco esce dalle fiabe, Pescara: “con tatto”, il pensiero modifica il DNA, the triad of the new universal consciousness…

Il Giornaletto di Saul del 14 novembre 2017 – Nube tossica sull’Europa, osmosi ambientale, vaticano: 30 denari investiti bene, la società ideale di Ramana Maharshi, l’orco esce dalle fiabe, Pescara: “con tatto”, il pensiero modifica il DNA, the triad of the new universal consciousness…

Care, cari, sembra che la nube tossica che ha interessato l’Europa sin da ottobre 2017 possa avere tra le probabili cause un incidente nucleare. Secondo il “The Telegraph” infatti sembra possa essere stata originata da un incidente presso una centrale nucleare in Europa dell’Est. Interessante notare come l’Arpa abbia affermato che il Rutenio -106 è un elemento utilizzato per il trattamento di alcuni tumori oculari e come fonte di energia per i satelliti e che l’assenza di altri elementi radioattivi sembri escludere un incidente presso una centrale nucleare… – (Alessandro Rugolo)…. – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/11/13/il-rutenio-che-impesta-leuropa-da-dove-viene/

Sardegna. Home sitting – Scrive CIR: “Ciao, siano Lucia e Daniele e vi scriviamo dalla Sardegna. da sei anni circa viviamo in campagna in modo responsabile. Siamo una famiglia con tre figli più uno in arrivo (febbraio), ci piacerebbe fare un’esperienza di condivisione (spazi lavoro emozioni) durante il periodo natalizio. Abbiamo infatti la possibilità di spostarci per un mesetto o due max. Potremmo se necessario badare alla proprietà e agli animali come Home sitters, siamo piuttosto responsabili e abbiamo esperienza con capre galline api legna orto frutteti, relazione con il circondario, costruzione, recinti e impianti. amiamo la vita e le cose semplici siamo onnivori non viaggiamo con cani e consumiamo alcol occasionalmente. Se qualcuno sente una buona onda possiamo sentirci di persona al 3493255948”

Osmosi ambientale e sistemi complessi – …dal continuo scambio interno/esterno consegue che la definizione stessa dei confini del sistema non può essere “chiusa” una volta per tutte. Se è vero che i sistemi complessi hanno una propria forma di “chiusura organizzativa” , è anche vero che tali confini identitari sono in continuo movimento e ridefinizione, sia per movimenti di carattere incrementale all’interno di un complesso riconoscibile di vincoli stabili, sia per catastrofi, in cui vengono ridefiniti i vincoli..” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2016/11/ambito-bioregionale-osmosi-ambientale-e.html

Turchia. Erdogan strumentalizza Ataturk – Scrive Marinella Correggia: “…ogni anno il 10 novembre in Turchia tutto si ferma per un minuto per commemorare la morte di Mostafa Kemal Ataturk, il padre della patria. Tutto fermo. Una cosa credo unica al mondo. Ma quest’anno il Fratello Musulmano Erdogan si è appropriato anche di questo simbolo che in passato aveva denigrato. Alle elezioni del 2019 avrà bisogno di raschiare il barile dei voti. Non c’è limite allo sfruttamento e all’opportunismo.”

Vaticano. Un buon investimento – Scrive Gianni Balduzzi: “…avere dei dati precisi non è facile, vi è il Vaticano, che conta come entità indipendente, e poi tutta una miriade di enti, associazioni, movimenti, fondazioni, ordini religiosi che hanno una contabilità separata, e dipendono anche dalle diverse legislazioni nazionali, oltre che dalle decisioni interne riguardo alla trasparenza. Per quanto riguarda l’Italia secondo il Gruppo Re, da sempre vicino alla Chiesa nel campo del mattone, il 20% del patrimonio immobiliare del nostro Paese sarebbe in mano alla Chiesa cattolica…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2015/11/13/chiesa-cattolica-i-30-denari-di-giuda-sono-stati-ben-investiti/

M5S. Memoria corta – Scrive Carlo Migani: “Di Maio ha detto che se il giorno dopo delle elezioni nessuno avesse la maggioranza per formare un governo ma il M5S fosse la forza che ha ottenuto più voti..allora proporrebbe a chi ci sta di appoggiare un governo del M5S senza avere in cambio nulla, né ministeri né altro. Gigino ha la memoria MOLTO CORTA! Dovrebbe ricordarsi come Grillo e gli altri coglioni del M5S presenti, in una situazione esattamente uguale, presero per il culo “in streaming” il povero Bersani che loro chiamavano “Gargamella”. Mi sa che Gigino non se lo ricorda più ma nel PD qualcuno ancora si…”

Amare le donne – Scrisse Osho: “Sono a favore della liberazione delle donne, ma non nella maniera in cui lo è il movimento di liberazione delle donne: esso non è un´autentica rivoluzione e sta prendendo un verso molto reazionario, sta provando a imitare gli uomini, ma ricorda che imitare non ti renderà mai pari, al massimo farà di te una copia, l´originalità sarà perduta. (…) La mia enfasi è nel dare alle donne rispetto, l’uguaglianza non è contro gli uomini; il mondo appartiene a entrambi e quindi entrambi devono contribuire a renderlo quanto più bello e divino possibile.” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2015/11/il-femminismo-egualitario-di-un-uomo.html

Jesi. Api e mercato: “La permapicoltura è una sfida rivolta agli apicoltori, ma anche a chi di api sa ben poco. L’esperto descrive una pratica apistica  ecologica e poco invasiva puntando non solo alla produzione di miele e ai sottoprodotti dell’alveare ma in primis alla tutela delle api e alla loro innata capacità di sopravvivenza che distingue ogni essere vivente. Ne parleremo insieme a Mauro Grasso, autore de “La rivoluzione de…” il 14 novembre, alle 19.00 allo spazio comune TNT di Jesi. Prima, alle 17.30 si terrà l’Ecomercato e dopo la presentazione del libro, verso le 20.00, la cena a base dei nostri prodotti…”

La società ideale, in chiave spirituale – Scrisse Ramana Maharshi: “Una società è l’organismo; i suoi membri costituenti sono gli arti che svolgono le sue funzioni. Un membro prospera quando è leale nel servizio alla società come un organo ben coordinato funziona nell’organismo. Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima…” – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2017/11/13/societa-ideale-nella-visione-spirituale-di-ramana-maharshi/

Roma. Saremo alberi – Scrive Zappata Romana: “Domenica 19 novembre 2017 all’Hortus Urbis, nel Parco dell’Appia Antica. Alle ore 11 – Saremo Alberi – laboratorio per bambini a cura di SemidiCarta. In vista della giornata dedicata agli alberi leggeremo il libro “Saremo alberi” di Mauro Evangelista e realizzeremo con i bambini l’albero con la corda, ogni bambino diventerà un albero-emozione, quello che in quell’istante sentono di essere. Info: hortus.zappataromana@gmail.com”

Pescara. Scultura multisensoriale – Scrive Michele Meomartino: “Dopo alcuni anni in cui la mia passione per la scultura ha dovuto cedere il passo ad altre priorità, ho avvertito il bisogno di riprendere in mano gli scalpelli e di condividere, attraverso una mostra, la visione dei miei lavori. Una mostra rivolta a tutti e dedicata ai Non Vedenti che nasce dal desiderio di coinvolgere questi nostri fratelli e sorelle in una esperienza tattile…” – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2017/11/michele-meomartino-pescara-dal-3-al-15.html

Vietnam. O tempora, o mores – Scrive Enrico Galoppini: “Quando vedi il presidente degli Stati Uniti accolto calorosamente dalle autorità del Vietnam (un Paese aggredito e devastato ancora fino al 1975, ma VITTORIOSO), capisci che amerikani e sciuscià di casa nostra per fatti di oltre settantanni fa sono dei dilettanti del mestiere di leccaculo perché nel nostro caso stiamo parlando di un Paese devastato, sì, dall’America, ma SCONFITTO. Con tutto il male che è stato fatto in Vietnam dall’America, se fossi vietnamita il capo degli assassini dei miei parenti non lo vorrei vedere nemmeno in fotografia. Ma chi è stato in Vietnam riferisce di una gioventù abbondantemente “cocacolizzata”, il che è semplicemente un insulto per tutti quelli che sono morti per consentire al Davide vietnamita di sconfiggere il Golia americano…”

Social Network. L’orco esce dalle fiabe – Scrive Franca Oberti: “Sempre più aggrovigliati nella “rete”, stiamo perdendo il senso della vita e della realtà. Vittime – ormai è assodato – dei media, della pubblicità, delle mode e dei ritmi che ci vengono imposti da chi ci governa, abbiamo difficoltà a ricavare piccoli spazi per guardarci intorno e dedicarci alla contemplazione pura, per scoprire le bellezze del Creato, così come ci è stato dato e che non stiamo più rispettando da tempo, ormai…” – Continua: http://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Di-fiaba-in-fiaba

NATO. Para bellum – Scrive Massimo Mazzucco: “La NATO ci chiede di rinforzare i ponti e le strade, per permettere il passaggio di carri armati e mezzi pesanti in caso di una guerra contro la Russia. Già due settimane fa la portavoce della NATO, Oana Lungescu, aveva dichiarato che la Nato intende creare due nuove centrali di comando in Europa, perché “la capacità di dispiegare velocemente le forze dell’alleanza è importante per la difesa collettiva della Nato”. Il 10 novembre è stato lo stesso segretario della NATO, Stoltemberg, nell’incontro con i ministri della difesa alleati, a chiarire meglio questo concetto: “Una centrale di comando – ha dichiarato – riguarderà l’Atlantico, e servirà a rinforzare le nostre capacità di proteggere le vie del mare, che sono di fondamentale importanza per l’alleanza transatlantica. Dobbiamo essere in grado di spostare eserciti e truppe attraverso l’Atlantico, dal Nord America verso l’Europa. Ci sarà poi una seconda centrale di comando, responsabile degli spostamenti delle truppe all’interno dell’Europa, cosa che è ovviamente altrettanto importante”

DNA. Modificabile con il pensiero – Scrive Ennio La Malfa: “Il pomeriggio dell’11 novembre 2017, a Ronciglione (VT), studiosi e scienziati hanno presentato i risultati di anni di ricerche sulla capacità che l’energia mentale, indirizzata con appropriate tecniche su un elemento immerso nell’acqua, contenente un filamento di DNA, può modificarne la struttura molecolare. Il prof. Ezio Gagliardi con dati alla mano ha dimostrato che le vibrazioni mentali dell’uomo possono interagire con lo stato elettromagnetico del DNA….” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/11/la-forza-del-pensiero-puo-modificare-il.html

Roma. Protesta dei sindaci – Scrive Franco Capponi, sindaco di Treia: “Ieri sono stato In parlamento insieme a 600 Sindaci D’Italia a rappresentare le esigenze e le emergenze dei nostri territori al Governo e ai parlamentari di tutta Italia…”

The triad of the new universal consciousness – In bioregionalism we strive to bring a  balance between man, the environment and other living beings. It is very important to always keep in mind this “spirit” in which “deep” ecology becomes a constant practice of life, as a fragrant background. Bioregional approaches include the vision of deep ecology and natural spirituality. These three aspects are inseparable… – Continue (con testo italiano): https://bioregionalismo.blogspot.it/2017/11/the-triad-of-new-universal.html

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“FECCIA GALLEGGIA, ANZI … FUROREGGIA
L’ORO DEI BUCHI LORO
Banchier degno di stare a San Vittore
stipendio prende ancor di gran spessore.
Risparmiator ridotto senza un soldo
al posto suo rimane il manigoldo.
FALLITI QUASI TUTTI COME MAGHI
ALCUN DI LORO SI RITENGON DRAGHI.
SILENZIO ASSENZIO
Se notizia sgradita è al signorino
tre giornaloni schiaccian pisolino;
laudan festanti partito della gnocca
al cittadin riman l’amaro in bocca.
UNA CONDANNA PIU’ OTTO PRESCRIZIONI
VIATICO SARAN PER PROSSIME ELEZIONI.
I COLPEVOLI
Miser paese se non v’è disdoro
per quei che godon l’or dei buchi loro.
Colpa maggiore ha chi non protesta,
fingendo non saper, china la testa.
PIANGER NON SERVIRA’ QUANDO LE FECI
SCARSEGGERANNO COME AVVIEN PEI GRECI.”
(Luigi Caroli – 13 novembre 2017)

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Milagro Sala ai domiciliari, UE: la pace è possibile?, terrorista morto non parla, islam in redazione, Italia: bergoglio promuove la sostituzione, l’imbroglio scientifico, la forza dell’amore femminile…

Il Giornaletto di Saul del 23 agosto 2017 – Milagro Sala ai domiciliari, UE: la pace è possibile?, terrorista morto non parla, islam in redazione, Italia: bergoglio promuove la sostituzione, l’imbroglio scientifico, la forza dell’amore femminile…

Care, cari, il presidente del CIDH, Francisco Eguiguren, in una intervista rilasciata a Radio Rebelde ha dichiarato: “Gli arresti domiciliari si realizzano nel domicilio abituale dell’accusato o in un domicilio proposto dalla difesa” ha detto Eguiguren, commentando l’incredibile decisione di mandare Milagro Sala in una casa diroccata e recentemente saccheggiata, dove mancano le infrastrutture minime…” (Pressenza) – Continua: https://www.pressenza.com/it/2017/08/la-cidh-condanna-modo-cui-stati-concessi-domiciliari-milagro-sala/

Attentati. Bugie certificate – Scrive V.Z.: “Gli uomini politici non possono essere creduti quando esprimono fraudolentemente indignazione e condanna dell’attentato terroristico di Barcellona, perché sono individui cinici falsi e bugiardi. Essi mentono quando fingono di condannare la violenza, poiché sono gli stessi criminali internazionali che con il proprio voto hanno ordinato i bombardamenti terroristici su Irak, Somalia, Jugoslavia, Libia, Afghanistan, Siria. Solo i pochi che si sono astenuti da complicità con tali atti delinquenziali possono essere creduti…”

UE. La pace è possibile…? – Scrive Fernando Rossi: “Di fronte alla bufala diffusa da media e partiti del centrodestrasinistra , in base alla quale l’UE avrebbe ‘almeno’ (sic) garantito la pace , dopo le sofferenze causate dalla seconda guerra mondiale in Europa, è bene precisare che la UE/NATO a gestione USA ha dato al mondo…” – Continua: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2017/08/ue-unaltra-pace-e-possibile-si-chiama.html

USA. Sempre più invadenti – Scrive Mauro Gemma: “Gli Stati Uniti costruiscono basi militari in Ucraina, sulla costa del Mar Nero. Lo riferisce “Pravda”, l’organo del Partito Comunista della Federazione Russa…”

Commento di Sputnik: “Singoli incidenti militari tra la Russia e gli stati membri della NATO sono del tutto possibili. Lo sostiene l’esperto del Consiglio russo per gli affari internazionali Prokhor Tebin. Le relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti e la NATO rimangono molto tese. Nessuno scontro può essere casuale, ma piuttosto un’azione deliberata”, ha detto Tebin al club di discussione Valdaj…”

Intervista ad una monaca buddista. Parla Tashi: “La paura della sofferenza deve essere abbandonata perché in questa vita sperimenteremo comunque la sofferenza in quanto abbiamo un corpo,esso porta in sé la natura della sofferenza, sperimenteremo inevitabilmente malattie, disagi, invecchiamento e così via, questo cesserà solo al momento della morte. Mentre la speranza è attinente al desiderio di realizzare in futuro la felicità, ma in questo momento il futuro non esiste, quindi sorgono soltanto aspettative illusorie; anch’esse sono sofferenza, perché difficilmente si realizzeranno…” – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2017/08/parla-tashi-intervista-ad-una-monaca.html

Terrorista morto non parla – Scrive Marco Palombo a commento dell’articolo https://paolodarpini.blogspot.it/2017/08/barcellona-terrorista-morto-non-parla.html?showComment=1503401610605#c4865122470518044535 -: “La lista di presunti terroristi uccisi al momento della cattura è lunghissima. E non sembrano militanti irriducibili di ferro, usciti da una selezione naturale tra i militanti più convinti e capaci, ma sono spesso giovani confusi che uccidono in nome della religione e nello stesso tempo frequentano discoteche e fanno uso di droghe. Cose normali ma non per integralisti religiosi. Sicuramente alcuni di loro potevano essere catturati vivi e avrebbero potuto essere utili a combattere il terrorismo. Qualcosa non è chiaro…”

Integrazione di F.G.: “Non credo che siano giovani confusi che uccidono nel nome della religione. Non credo a una parola del ridicolo pasticcio allestito dalle due contrapposte polizie, spagnola e catalana. Credo che questi “jihadisti” più o meno adolescenti, non c’entrino una mazza e siano solo dei capri espiatori a copertura del solito attentato di regime. Avete visto anche una sola foto dei vari ammazzamenti? in un mondo e tempo dove telecamere e macchine fotografiche sono ovunque h24? E i “falsi positivi” colombiani non ricordano le “cinture esplosive” appioppate agli uccisi?”

Integrazione di J.E.: “Magari li hanno ammazzati semplicemente perché non erano loro i ‘terroristi’. Mi pare più semplice e serio, piuttosto di inventarsi kafkiane e psicanalitiche teorie di ‘impazzimento collettivo’. E questo qua, da solo tra i campi non era catturabile da un esercito intero di cacciatori superattrezzati? E dopo 4 giorni girava ancora con ‘il suo furgone’ a 50 Km da Barcellona e coi documenti in tasca? E scoperto in mezzo alla vigna da una vecchietta, LUI scappa, mica lei, per lasciarla andare a chiamare gli sbirri, senza nemmeno tirarle un cazzotto in testa?…”

Commento di Alba Giusi: “L’ultimo era disarmato, aveva le mani alzate, urlava no. Non opponeva resistenza. L’uccisione non sembrava affatto necessaria. Ma evidentemente questi terroristi devono sempre morire. La loro sopravvivenza non è contemplata…”

L’islam in redazione. Recensione – Scrive Rino Tripodi: “Nel volumetto “L’islam in redazione”, edito dal quotidiano “La Verità”, Maurizio Belpietro e Francesco Borgonovo rivendicano il diritto al libero pensiero e alla libera stampa e smascherano le bugie buoniste su una religione intrinsecamente aggressiva…“ – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2017/08/lislam-in-redazione-recensione.html

Commento di Paolo Mario Buttiglieri: “…le religioni per loro natura sono autoritarie e sono l’ostacolo principale alla ricerca spirituale che è sempre basata sulla libertà”

Mio commentino: “Questo è anche il mio pensiero… e ciò risulta vero soprattutto nel caso delle religioni patriarcali di origine semitica…”

Bergoglio promuove la “sostituzione” – Scrive Andrea Stefano Marini Balestra: “Tutti gli organi di informazione hanno dato notizia che Papa Francesco ha esternato in modo esplicito e grave su un problema politico che ci riguarda da vicino: la proposta di istituzione di una legge che attribuisce al nato sul suolo nazionale la qualifica di cittadino italiano, la così detta legge jus soli. Personalmente, in quanto cattolico praticante, seguo l’insegnamento pontificio, ma solo per quanto riguarda le questioni di fede e non posso ammettere che un capo di una chiesa cristiana si intrometta in affari di uno stato libero e sovrano quale è, fino a prova contraria, lo Stato Italiano…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/08/22/ex-italia-bergoglio-promuove-la-sostituzione/

Commento di M.M.: “Siamo di fronte a svolte epocali. Mai come oggi (sto parlando degli ultimi anni) si stanno affrontando tematiche religiose così approfondite. Il Cattolicesimo è messo in discussione dal COMPORTAMENTO e dai CONCETTI portato avanti da un Papa che di CATTOLICO ha ben poco (…e di CRISTIANO ancor meno!)”

Se la scienza non è più “scientifica” – Scrive M.G.Evangelista: “Io non posso giurare che sia vero, ma si tratta di Lancet e, come ho detto diverse volte, leggere le stesse testimonianze da varie fonti fa venire un legittimo dubbio: “Nell’edizione di aprile 2015 della rivista medica “Lancet”, il caporedattore Richard Horton ha dichiarato: «Il caso contro la scienza è molto semplice: gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere dichiarata semplicemente falsa. La scienza ha preso una direzione verso le tenebre»…” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/08/se-la-scienza-non-e-piu-scientifica-ma.html

Sarzana. Festival della mente – Scrive Torepanu: “A Sarzana, 2 settembre ore 17.30 / 3 settembre ore 10.30, alla Biblioteca Civica. Noemi Bermani, Salvatore Panu presentano “Suoni di c/arte”. Quante cose si possono fare con un foglio di carta? E quanti suoni possiamo ottenere? Un Laboratorio in cui passando dall’esplorazione alla composizione istantanea creeremo un repertorio di suoni informali per arrivare ad una conduzione musicale collettiva. Info. torepanu@tiscali.it”

Marina di Massa. Conclusa la Festa della Riscossa Popolare – Scrive CARC: “A Marina di Massa dal 11 al 15 agosto si è tenuta la Festa nazionale della Riscossa Popolare. Il respiro nazionale dell’appuntamento è stato vivo e continuo per tutta la durata della manifestazione organizzata dal Partito dei CARC e tante organizzazioni operaie e popolari del territorio massese, toscano e nazionale. I ricchi contenuti dei dibattiti hanno dato alla festa un profondo legame con la lotta di classe…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/08/22/marina-di-massa-conclusa-la-festa-della-riscossa-popolare-carc/

Guiglia. – Scrive Carla Verderosa: “Sabato 23 settembre 2017 ore 16 in Piazza Belvedere a Guiglia. Dire, fare, giocare in piazza! Giornata Mondiale Alzheimer 2017. Un modo per tenere attiva la mente e una buona vita sociale a qualsiasi età. In caso di pioggia l’iniziativa si svolgerà nella Sala degli Scolopi in Via di Vittorio. Info: centrofamiglie@terredicastelli.mo.it”

Firenze. Vecchia e Nuova Europa – Scrive Museo Novecento: “Si aprono inedite ed affascinanti prospettive riguardo agli inizi della civiltà greca ed alla stessa preistoria europea. Non solo, il comune retaggio culturale che unisce il Baltico al Mediterraneo potrebbe favorire un diverso approccio all’idea di unità dell’Europa, basata non tanto sull’economia e sulla finanza, quanto sulla cultura e sulla memoria delle nostre comuni origini. Museo Novecento, Piazza Santa Maria Novella 10, Firenze, il 30 agosto 2017, ore 17.30. Intervengono Syusy Blady, Gianni Glinni, Karl Kello, Felice Vinci e Ülle Toode. Info: comunicazione.cultura@comune.fi.it”

Spiritualità, trascendenza e forza dell’amore femminile – Scrive Romeo Lucioni: “Con la verità e soprattutto con la sicurezza la donna rende possibile la voglia di stare con gli altri e di stare insieme (pensa lei a risolvere i problemi). In questo modo, l’opera del potere femminile sviluppa quello che possiamo chiamare “altruità cognitiva” che sta alla base della nascita di: socievolezza, altruismo, asimmetricità affettiva, sussidiarietà, pari opportunità ed anche di quei sentimenti ecologici che portano alla difesa dell’altro, della natura, degli esseri viventi…” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2016/08/trascendenza-spiritualita-e-lamore.html

Ciao, Saul/Paolo

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Ogni giorno,
quello che scegli,
quello che pensi
e quello che fai,
è ciò che diventi.”
(Eraclito)

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Auser Onlus, il ritorno della Grande Madre, il miracolo di Ginevra Di Marco, Buddha in parole semplici, obsolescenza programmata, numerologia e filosofia…

Il Giornaletto di Saul del 20 agosto 2017 – Auser Onlus, il ritorno della Grande Madre, il miracolo di Ginevra Di Marco, Buddha in parole semplici, obsolescenza programmata, numerologia e filosofia…

Care, cari, Auser Onlus, nata nel 1989 per iniziativa della CGIL e del Sindacato dei pensionati SPI-CGIL, si propone di contrastare ogni forma di esclusione sociale, migliorare la qualità della vita, sostenere le fragilità, diffondere la cultura e la pratica della solidarietà e della partecipazione, valorizzare l’esperienza, le capacità, la creatività e le idee degli anziani, sviluppare i rapporti di solidarietà e scambio con le generazioni più giovani.. – Continua con notizie sulla sezione di Treia: https://auser-treia.blogspot.it/2017/08/auser-nazionale-onlus-storia-e-finalita.html

La strategia di Vladimir Putin – Scrive Michael Rosenblum: “Dopo il crollo dell’Unione Sovietica gli Stati Uniti sono diventati l’unica superpotenza, e né la Russia, né qualsiasi altro paese poteva rivaleggiare con gli USA e la sua incredibile potenza di fuoco. Dunque Putin sapeva che, se egli non avesse agito, gli Stati Uniti avrebbero governato il mondo ancora per un altro secolo. Tuttavia Putin non è solo un’abile spia, ma anche un maestro di judo, uno sport nel quale il combattente più debole usa la forza del suo avversario contro quello stesso. Per il presidente russo, essendo di piccola statura, questo era l’unico metodo per battere i suoi avversari…”

Commento di Roberto Calcini: “Basta leggere il cognome del sedicente giornalista per capire tutto senza nemmeno leggere l’articolo …la redde rationem sta per arrivare per gli “auto – eletti”…”

Il ritorno della Grande Madre: “Il potere della “Grande-Madre” (Signora del Cobra) ha in sé la forza del sapere sciamanico salvifico e divinatorio, espresso anche dalla “Sibille” e da tutte le ancelle-rappresentanti della Dea. Questo potere suscitava reazioni distruttive e disruptive nelle Gerarchie del monoteismo mosaico, paternalista e maschilista, che, proprio per paura di perdere i loro privilegi, diventano estremamente pericolose e una continua minaccia per la stabilità sociale e politica…” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2016/08/la-grande-madre-ritorna.html

Striscia di Gaza. Contribuire a mantenere aperta la Biblioteca – Scrive Amalia Navoni: “Chi volesse aiutare il ragazzo Mosab Abu Toha a far funzionare e continuare a tenere aperta la biblioteca nella striscia di Gaza, può inviare un contributo. Info: amalia.navoni@fastwebnet.it”

Consumismo ed obsolescenza programmata – Scrive Carlos Murgia: “L’obsolescenza programmata è la pratica industriale in forza della quale un prodotto tecnologico di qualsiasi natura è deliberatamente progettato dal produttore in modo da poter durare solo per un determinato periodo, al fine di imporne la sostituzione. I metodi con cui sarebbe attivato tale processo sono l’utilizzo di materiali di qualità inferiore o componenti facilmente deteriorabili o talvolta l’utilizzo di sistemi elettronici creati ad hoc. I costi di riparazione poi risultano superiori a quelli di acquisto di un nuovo modello…” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/08/consumismo-obsolescenza-programmata-e.html

Obama. Bombarolo accurato – Scrive C.M.: “…un amico del M5S ha postato una notizia su Obama: “solo nel 2016 il premio Nobel per la Pace, Obama, ha permesso che fossero sganciate ben 26.172 bombe su ben sette Paesi sovrani (Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, Somalia e Pakistan)”. Adesso leggendo un articolo del Pacco Quotidiano trovo la notizia che “solo nel 2016 il premio Nobel per la Pace, Obama, ha permesso che fossero sganciate ben 26.172 bombe su ben sette Paesi sovrani (Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, Somalia e Pakistan).” – SEMBRANO UGUALI? Infatti lo sono! Ma possibile che nessuno si chieda COME MAI LE “BOMBE DI OBAMA” furono proprio 26.172 e non 26.173 o ‘74 o ‘75? Caspita che precisione!”

San Cesario sul Panaro. Il miracolo di Ginevra Di Marco – Scrive Caterina Regazzi: “Ormai quando arriva lo fiuto nell’aria e, complice feisbuk, avevo saputo già da giorni che sarebbe arrivata proprio vicino a casa mia, a San Cesario sul Panaro, nell’ambito del festival “Arcipelaghi Sonori” del 18 agosto 2017. Poi quando lei arriva si instaura una specie di tam-tam: gli amici che ormai come me, la conoscono, cominciano a mandare sms e mail e a scambiarsi la notizia e un “Ci sei?”, come se un dono prezioso fosse lì a disposizione di tutti e…. come non approfittarne? Ma mi rendo conto di non averla ancora nominata, lei è Ginevra Di Marco…” – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2017/08/san-cesario-sul-panaro-il-miracolo-del.html

Post Scriptum – Ho scritto al Gruppo della Di Marco per sondare la possibilità di un eventuale concerto a Treia. Ci sono due situazioni là dove vi vedrei bene: o nel bellissimo teatro ottocentesco o nel parco di Villa Quiete detta anche Villa Spada. Sono già un paio di estati che questo ultimo luogo viene utilizzato per concerti di piccoli gruppi che fanno musica “colta”: arpa celtica, blues, ecc. Per quest’anno credo sia ormai tardi, ma non si sa mai…”

Buddha, in parole semplici e chiare – Scrive Rita De Angelis: “Nel mondo attuale conviviamo ormai con molteplici religioni e dottrine di vita, una tra queste il Buddismo ed il suo stile di vita, che accompagna nel cammino dell’esistenza i Monaci ed i loro seguaci. Si narra il che Buddha nacque introno al 465 a. C. da una ricca famiglia della stirpe Shakya che dominava una parte dell’India himalayana.  Fu allevato e crebbe nel lusso principesco, si sposò ed ebbe anche un figlio. Ma anche lui conobbe le miserie umane, un vecchio, un cadavere ed un mendicante…” – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2017/08/19/buddha-e-buddismo-in-parole-semplici-e-chiare/

Petacciato (Cb). Camminate consapevoli – Scrive Emanuela: “Da giovedì 7 a domenica 10 settembre 2017 si camminerà, partendo a piedi dalla Fattoria Di Vaira, e si arriverà a piedi alla spiaggia della pineta di Petacciato. I posti sono limitati (una quindicina in tutto). Il Deep Walking sono tecniche mutuate da diverse tradizioni (zen, orientali, sciamaniche) e rielaborate da Luca Gianotti per usare il camminare come strumento di armonia e consapevolezza. Info: info@fattoriadivaira.it”

Numerologia, religione e filosofia – Scrive Angela Braghin: “Il più illustre filosofo e pensatore che si dedicò all’approfondimento dello studio dei numeri è Pitagora, che di quella “scienza psichica” che comunemente è conosciuta con il nome di “numerologia” ne ha fatto un vero e proprio strumento che è servito da faro a tutti gli studiosi che lo hanno seguito sullo stesso sentiero di indagine, poiché i suoi studi sono serviti da premessa per scienze quali la geometria e l’astronomia. Padre dell’aritmetica, ai suoi studenti, che selezionava in base alla capacità di associare un messaggio ad un simbolo, egli soleva dire: tutto è numero…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2016/08/la-simbologia-dei-numeri-numerologia.html

Ciao, Paolo/Saul

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Pensieri poetici del dopo Giornaletto:

“Il popolo, la democrazia, sono belle invenzioni: cose inventate a tavolino, da gente che sa mettere una parola in culo all’altra e tutte le parole nel culo dell’umanità.” (Leonardo Sciascia)

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“Se vuoi cambiare il mondo prima devi cambiare il tuo paese, per cambiare il tuo paese devi cambiare la tua famiglia, per cambiare la tua famiglia devi cambiare te stesso” (Confucio)

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