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Viaggio dal Treja a Treia, storie di vita bioregionale, islam acchiappatutto, ecologia alimentare, naturalismo e salute, la roulette russa dei pesticidi…

Il Giornaletto di Saul del 28 maggio 2017 – Viaggio dal Treja a Treia, storie di vita bioregionale, islam acchiappatutto, ecologia alimentare, naturalismo e salute, la roulette russa dei pesticidi…

Care, cari, verso la fine di luglio del 2010 ho lasciato Calcata, “rapito” dalla mia amata Caterina Regazzi, e dal 3 agosto ho preso domicilio a Treia. Allora scrissi anche un articolo “Dal Treja a Treia” in cui annunciavo la partenza e lo spostamento dalle rive del Treja, il fiume che circonda Calcata, al monticello di Treia, in provincia di Macerata. Con Macerata avevo già avuto a che fare in passato, nel dicembre del 1973 tornato dall’epico viaggio che mi aveva portato prima in Africa e poi in India, ove conobbi il mio Guru, Swami Muktananda, e convalescente, per via di un epatite che mi ero beccato mangiando troppi dolcetti a Bombay, non trovai di meglio che andare nell’albergo che mio padre gestiva in quella città e vi rimasi per una quindicina di giorni a riposo. Inutile qui raccontare i vari spostamenti successivi… – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2017/05/una-memoria-storica-sui-miei-primi-anni.html

Dietro le quinte – Scrive Caterina: “L’ho letto, Amore, ma è un romanzo! So già cosa pensi e cosa, forse, mi risponderai, ma quando leggo di questo tuo Passato con la P maiuscola, tremo al pensiero. O forse no, forse per una persona che ha vissuto così anche la tua situazione attuale, essendo una sfida (?) può essere avvincente. E che te ne farai tu di una vita così semplice, con persone semplici: me, Dumì, Valeria, Crispiani, Lucilla, Tommaso, Claudio il muratore, Sonia, il Sindaco Gigetto… quando hai conosciuto…” – Continua in calce al link soprastante

Treia. Storie di vita bioregionale – Ripropongo all’attenzione dei lettori il mio libro intitolato “Treia. Storie di vita bioregionale”, un volume in cui riporto alcuni eventi vissuti a Treia e dintorni, da quando mi sono qui trasferito nel 2010. Le osservazioni di questo mio vivere sono per me significative anche perché rappresentano la fase finale della mia esistenza. Avendo già raggiunto un’età in cui solitamente un uomo si definisce anziano… – Continua: http://treiacomunitaideale.blogspot.it/2017/05/treia-racconti-di-vita-quotidiana-nel.html

Appignano. Teatro. Scrive Mariella Carnevali: “Vi invitiamo allo spettacolo “Il Malattore” organizzato dall’UniAuser di Appignano con gli allievi del corso di ”Teatro”, in Parrocchia il 28 maggio 2017, ore 21. Info mariellacarnevali@live.it”

Islam. O lo combatti o ti ci allei… – Scrive F.B.: “Siamo al bivio. Di male in peggio. Niccolò Machiavelli. Un genio tipicamente italico, il Niccolò: intelligente, acculturato, cinico e spregiudicato. E pure fine scrittore: il suo “Principe” dovrebbe essere un libro di testo nelle scuole superiori della Repubblica, ancorché delle banane. “Se hai un nemico, o lo uccidi, o ti ci allei”. Forse non letterale, ma sul senso ci metto la faccia. Ora vediamo un po’. Con l’islam i più liberi e virili concordano nel dire che siamo in guerra….” – Continua: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2016/05/siamo-giunti-al-bivio-di-male-in-peggio.html

Renzi Matteo (alias Matteo Renzi) – Scrive B.B.: “Ha iniziato con il dividere in modo aggressivo e violento il suo partito. Ha dichiarato guerra al cosiddetto consociativismo, spiazzando i sindacati e auspicando un ritorno ad una sorta di corporazione unica che faciliti il dialogo con il governo, creando disorientamento tra le forze sindacali e difficoltà nel ritornare procedure di concertazione condivise. E quel che è più grave, ha fomentato conflitti generazionali istigando, profittando della crisi economica, i giovani contro gli anziani considerati, quest’ultimi, indegni di esercitare elementari diritti acquisiti legalmente nell’arco della loro età lavorativa, e da rottamare in blocco in quanto utili -forse- solo ad accogliere nella loro casa un immigrato clandestino. Ed ora si ripropone al governo in combutta con colui che gli ha fatto da padrino e mentore: Berlusconi”

Le malefatte di un partito che si dice “democratico” – Scrive Giorgio Cremaschi: “Il 28 maggio avremmo dovuto votare nel referendum promosso dalla Cgil. PD e governo hanno cancellato quello strumento di legalizzazione dello schiavismo per evitare il voto. Ora che non si vota più, sfacciatamente i voucher vengono riproposti, esattamente nello stesso modo e con le stesse motivazioni con le quali erano stati a suo tempo varati dal governo Berlusconi. Non c’è altro che la parola truffa per definire questo comportamento del PD e del governo. Truffa ai danni del lavoro…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/05/27/le-malefatte-di-un-partito-che-si-dice-democratico-dal-ritorno-sottobanco-dei-voucher-alle-nomine-straniere-agli-scandali-bancari-allinciucio-con-il-caimano/

Filippine. ISIS – Scrive G.A.: “Filippine… il gioco si delinea, i governi si-on-isti del potere mondiale segreto fingono di combattere gli is-is ma in realtà li appoggiano, li fanno avanzare. come in Siria (bombardando la povera gente) e in questo modo terrorizzano i popoli sudditi facendo la bella figura dei “combattenti”. Lo stesso avviene in UE, attentati continui guarda caso nei paesi più controllati dalle banche e massonerie, anche se molti attentati appaiono solo dei film…”

Ecologia alimentare e laicità di pensiero – Pur praticando da 44 anni una dieta vegetariana mi son trovato spesso attaccato da “vegani” i quali “interpretano” la dieta umana sulla base di una ideologia, che non corrisponde a fatti biologici ed anatomici. Essi non potranno essere ecologisti profondi se resteranno legati ad un sistema etico moralistico. Un paraocchi è tale che sia fatto d’oro, di bronzo o di ferro… – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2017/05/27/ecologia-alimentare-e-laicita-di-pensiero/

La profezia della fine di un’epoca – Scrive Marco Bracci a commento dell’articolo
http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2017/05/la-profezia-di-peter-deunov-sulla-fine.html -: “…anche il Cristo ha detto le stesse cose… Una cosa che Deunov non dice, però, al contrario del Cristo, è come fare a non subire ciò che sta per arrivare. Il da farsi è questo: elevare la propria anima almeno al 4° centro di coscienza (la Serietà), il che vuol dire aver raggiunto un livello di coscienza tale che non si ha più bisogno di reincarnarsi…” – Continua in calce al link segnalato

Naturalismo, salute psicofisica ed erbe spontanee bioregionali – Durante le mie permanenze in alcune società primitive, in Africa ed in Asia, dove la tradizionale arte medica era ancora viva, ho appreso alcuni segreti basilari sui metodi semplici di guarigione utilizzando varie erbe officinali. A dire il vero queste conoscenze le ho ritrovate anche nelle comunità rurali italiane, ove la cura con le erbe ed i sistemi “empirici” non ufficializzati erano (e sono) ancora in auge in molti paesini… – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/05/27/naturalismo-salute-psicofisica-ed-erbe-spontanee-bioregionali/

Ucraina. Messa fuori legge del partito comunista – Scrive Marx21: “Il processo per la messa fuori legge dei comunisti ucraini prosegue e, probabilmente, si sta avvicinando alla sua conclusione (il 31 maggio potrebbe essere emessa la sentenza sul ricorso presentato dal Partito Comunista di Ucraina contro il provvedimento liberticida). Continuiamo ad informare sugli sviluppi di una vicenda che, nel nostro paese, continua ad essere avvolta dal silenzio, non solo dell’apparato mediatico dominante, ma anche delle forze presenti nel nostro Parlamento. Info: info@marx21.it”

Morire di pesticidi – Scrive Giuseppe Altieri: “…i residui di pesticidi sono molto diversi nelle diverse parti dello stesso prodotto  essendo l’irrorazione sulle piante spesso molto casuale nel deposito di prodotti chimici sulle diverse parti delle piante e sui diversi frutti e prodotti, per cui chi è più sfortunato viene a contatto con maggiori residui a causa di un seme, farina, mela, verdura, più contaminata… Ma la Costituzione non può regolare un gioco d’azzardo, come la “Roulette Russa dei Pesticidi” chimici, bensì dovrebbe applicare il Principio di Precauzione…” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/05/agricoltura-industriale-come-roulette.html

Interspecismo ed ecologia profonda – Scrive Veronica Mercatali a commento dell’articolo http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/05/interspecismo-ed-ecologia-profonda.html -: Interspecismo.. mi piace questa parola…! Meglio di antispecista, per quanto ami gli animali non si può mettere un essere umano al livello di un anfibio, anche se il Sole splende su tutti…”

Mia rispostina: “infatti… questa è la ragione per cui mi sono inventato il termine “interspecismo” (credo che non esista in alcun vocabolario), un neologismo adatto a far comprendere che abbiamo una stessa matrice e che allo stesso tempo siamo in una scala evolutiva. Grazie per l’apprezzamento, da Scimmia a Scimmia…”

Islam ed oscurantismo sono sinonimi – Scrive Giuseppe Bracchi: “….nei confronti dell’islam credo che debbano essere fatti ulteriori passi in avanti e attraverso procedimenti che prediligano approfondimenti scevri da qualsiasi forma di piagnisteo o sentimentalismo buonisti. Che l’islam infatti sia una religione violenta è fuori discussione. E’ una religione innestata su un’ideologia dominante, onnicomprensiva e totalizzante. Una ideologia religiosa che per affermarsi e diffondersi non si è mai affidata alla ragione e alla libera adesione dei popoli confinanti, ma ha dovuto invece imporsi ed affidarsi alla guerra ed alla sottomissione…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2017/05/islam-e-oscurantismo-sono-sinonimi.html

Commento di Paolo Sensini: “Se non consideriamo pakistani e bengalesi, l’80% di coloro che quotidianamente vengono spacciati come profughi arrivano dall’Africa nera. Peccato però che l’unico paese africano dove attualmente vi sia una brutale guerra civile è la Repubblica Centraficana, dalla quale però non giunge in Italia alcun richiedente asilo….” – Continua in calce al link sopra segnalato

Treia. Cerimonia d’inaugurazione all’ex Collegio delle Visitandine – Come annunciato dal sindaco Franco Capponi, durante l’ultimo Consiglio comunale del 10 u.s., il 27 maggio 2017, c’è stata l’apertura della nuova sede delle scuole medie Paladini, precedentemente appoggiate nella parrocchia di Passo Treia. La nuova sede si trova nell’ex convento delle Visitandine, il collegio dove studiò anche la scrittrice Dolores Prato. Molti i treiesi presenti, non solo studenti e loro genitori, anche autorità -come il presidente della Provincia Pettinari, le autorità scolastiche, il sindaco e gli assessori comunali, etc.- ma anche parecchi cittadini che hanno apprezzato la cerimonia…- Continua: http://treiacomunitaideale.blogspot.it/2017/05/treia-27-maggio-2017-listituto.html

P.S. All’interno del post c’è il link per leggere anche l’articolo de La Rucola e vedere le foto scattate da Simonetta Borgiani…

E con ciò pure oggi chiudiamo! Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“La via del saggio è agire, ma non competere.” (Lao Tzu)

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Il placet di Trump ad un attacco contro l’Iran, da parte di sauditi e sionisti, accelera l’alleanza cino-russo-iraniana

La straordinaria ostilità verso l’Iran degli Stati Uniti, d’Israele e dell’Arabia Saudita crea la possibilità di un attacco all’Iran e di porre fine alla questione dell’imminente soppressione delle sanzioni, dimostrando che l’Iran non ha altra alternativa che forgiare stretti legami con Cina e Russia e le istituzioni euroasiatiche per garantirsi sicurezza e futuro economico.

La visita del presidente degli Stati Uniti nell’Arabia Saudita, il suo accordo a fornirle 300 miliardi di dollari in armi, la retorica ostile verso l’Iran e le intenzioni aperte espresse del principe Muhamad bin Salman sulla guerra all’Iran, chiariscono le opzioni politiche della leadership e del popolo dell’Iran. Ora è chiaro che l’opzione di un ravvicinamento tra Iran e occidente non esiste se l’Iran rimane Repubblica Islamica. Invece gli Stati Uniti vedono o fingono di vedere una minaccia dall’Iran per Israele e, bizzarramente, se stessi, posizionandosi decisamente con i suoi nemici Arabia Saudita e Israele. Il principe Muhamad bin Salman ha inoltre affermato che non c’è niente che gli iraniani possano mai dire o fare per fargli cambiare l’ostilità implacabile. Ciò significa che l’unica opzione realistica per i leader iraniani, per i cosiddetti riformisti come Ruhani e per i conservatori, è impegnarsi con piena sincerità nel partenariato strategico che la Russia ed integrare completamente l’Iran nelle istituzioni eurasiatiche che Russia e Cina sono impegnate a creare.

Esistono quattro istituzioni euroasiatiche, anche se ve ne sono altre come l’effimera “Comunità degli Stati Independenti” istituita da Boris Eltsin nel 1991, in alternativa all’URSS, che conserva una parvenza d’esistenza.

Le quattro istituzioni euroasiatiche importanti sono:
1) Organizzazione della Cooperazione di Shanghai, un gruppo per la sicurezza guidato dalla Cina di cui la Russia è un membro chiave;
2) Il progetto Fascia e Via cinese che sostituisce il precedente progetto Via della Seta, il cui obiettivo è integrare economicamente l’Eurasia creando un’enorme rete infrastrutturale;
3) L’Unione Economica Eurasiatica, un progetto russo per reintegrare alcune economie dell’ex- URSS, originariamente costruito intorno a Russia, Kazakistan e Bielorussia, ma che ormai si espande in altri Stati ex-sovietici; e
4) L’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (“CSTO”), alleanza militare guidata dalla Russia che riunisce essenzialmente gli stessi Stati che costituiscono l’Unione Economica Eurasiatica, ma in cui Serbia e Afghanistan sono osservatori.

Dato che l’Iran è uno Stato non allineato, non può realisticamente aderire all’Unione Economica Eurasiatica o alla CSTO senza compromettere questo status e i russi sarebbero comunque riluttanti, in quanto estenderebbero le due istituzioni oltre il territorio dell’ex-URSS che devono reintegrare. Non c’è però motivo per cui l’Iran non sviluppi stretti rapporti bilaterali con Cina, Russia, Unione economica eurasiatica e CSTO, e non possa partecipare ai vertici delle due istituzioni principali cinesi, Organizzazione della Cooperazione di Shanghai e progetto Fascia e Via.

Inoltre, dato che è chiaro che cinesi e russi lavorano ad unire le istituzioni eurasiatiche che ciascuno ha creato nel comune “Progetto Grande Eurasia” (in ultima analisi la Fascia e Via di Pechino avviato questo mese ), l’Iran non perde e non compromette nulla integrandosi nelle istituzioni cinesi e forgiando stretti legami con la Russia e le sue istituzioni euroasiatiche. L’Iran ha lo status di osservatore nell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai e si candidò formalmente ad aderirvi nel 2008. Non poteva farlo perché era sotto le sanzioni delle Nazioni Unite, formalmente rimosse dopo l’accordo nucleare del 2015.

Durante la visita in Iran nel gennaio 2016, il Presidente cinese Xi Jinping affermò che la Cina sostiene l’adesione dell’Iran all’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai a pieno titolo e il Presidente russo Putin ha detto al Presidente iraniano Ruhani, all’ultimo summit a Mosca, che anche la Russia lo propone. Alla luce delle minacce di Arabia Saudita, Stati Uniti e Israele, l’Iran dovrebbe far parte dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai a pieno titolo quale priorità in politica estera e dovrebbe intervenire presso Pechino e Mosca affinché avvenga senza indugio. L’Organizzazione della cooperazione di Shanghai non è un’alleanza militare come la NATO e la CSTO.

Tuttavia è un raggruppamento per la sicurezza che riunisce due grandi potenze, Cina e Russia, una possibile terza grande potenza, l’India, e avrebbe quattro potenze nucleari: Cina, Russia, India e Pakistan. Mentre l’adesione all’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai non spingerebbe queste potenze a difendere l’Iran in caso d’attacco, sarebbero tenute a rispondere con rabbia se uno Stato membro come l’Iran venisse aggredito.

Dato che i principali nemici regionali degli iraniani, Arabia Saudita e Israele, hanno stretti rapporti con alcune di tali potenze (la Cina in particolare) ciò sarebbe di per sé un potente deterrente contro tale attacco. Inoltre, l’Iran, partecipando all’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai. rigetterebbe la tesi, sentita spesso durante la visita di Donald Trump in Arabia Saudita, secondo cui l’Iran è isolato a livello internazionale, dimostrando al contrario che aderisce a un gruppo della sicurezza che riunisce alcune delle più grandi potenze del mondo.

L’Iran non dovrebbe tuttavia solo chiedere l’adesione all’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai. Anche se le sanzioni delle Nazioni Unite sono state revocate, gli Stati Uniti continuano ad applicare le sanzioni unilaterali e perciò l’Unione europea non è disposta a riprendere pienamente le relazioni commerciali con l’Iran.

L’ostilità di Donald Trump verso l’Iran, e il suo allineamento ai nemici implacabili dell’Iran, Arabia Saudita e Israele, indicano l’assenza della possibilità che le sanzioni unilaterali statunitensi siano rimosse. Inoltre, poiché le sanzioni unilaterali non sono state rimosse dall’amministrazione Obama, notevolmente meno ostile all’Iran dell’amministrazione Trump e che concordò l’accordo nucleare con l’Iran, non c’è possibilità realistica che qualsiasi altra amministrazione statunitense futura elimini le sanzioni. Ciò significa che l’Iran deve pianificare il suo futuro economico al momento, almeno sulla base del mantenimento delle sanzioni. Le economie giganti e sofisticate di Cina e Russia possono sconfiggere le sanzioni occidentali, come la Cina fece dopo il 1989 e la Russia oggi. L’economia molto più piccola e meno sofisticata dell’Iran avrà difficoltà in ciò.

Il risultato è che, sebbene l’Iran abbia evitato il crollo economico nonostante le sanzioni, negli ultimi dieci anni la crescita del reddito reale si è arrestata o s’è invertita ed inflazione e disoccupazione, in particolare giovanile, sono sempre elevate. Nel frattempo le infrastrutture iraniane richiedono investimenti. Fino a circa un decennio fa, un Paese dall’economia che si trovasse in tale situazione non aveva opzione realistica se voleva svilupparsi se non provare a ricostruire i rapporti con l’occidente, che all’epoca aveva il monopolio su capitale, tecnologia e commercio.

L’avanzata economica di Russia e Cina specialmente, significa che non è più così. Anche se molti imprenditori iraniani continuano a desiderare la ripresa dei tradizionali rapporti commerciali dell’Iran con l’occidente, ora hanno un’alternativa realistica e attraente che dovrebbero accettare. Relazioni suggeriscono che un importante fattore che impedisce all’Iran la piena integrazione con le istituzioni euroasiatiche sia il tradizionale sospetto iraniano verso la Russia, oltre alle differenze culturali che ostacolano i progetti economici congiunti proposti dalla Russia. Tali sospetti hanno una base storica.

Dalla fine del XVII secolo Russia e Iran combatterono sei guerre, l’ultima nel 1941 durante la Seconda guerra mondiale. Ognuna di tali guerre, salva la prima, si concluse con la sconfitta dell’Iran. La quarta e quinta provocarono il crollo dell’Iran nel Caucaso e la perdita di vasti territori, come Armenia, Georgia e Azerbaigian. La sesta guerra portò all’occupazione sovietica dell’Iran settentrionale, tra cui Teheran. Oltre a queste sconfitte, il governo degli zar nel decennio prima della prima guerra mondiale cercò di colmare, con l’accordo inglese, la sfera d’influenza russa nell’Iran del nord, compresa la capitale Teheran, mentre dopo la fine della Seconda guerra mondiale l’URSS cercò di fare lo stesso anche nella parte che controllava dell’Iran. Durante la guerra fredda l’Iran, rimanendo sotto il dominio dello Shah, si era alleata contro l’URSS con gli Stati Uniti e molti iraniani continuano a risentirsi del fatto che l’URSS avesse fornito armi all’Iraq durante la guerra Iran-Iraq negli anni ’80. Oltre a ciò c’è il fatto che la Russia post-sovietica ha sostenuto le sanzioni delle Nazioni Unite contro l’Iran, mentre l’ex-presidente russo Medvedev danneggiò i rapporti russo-iraniani bloccando l’accordo del 2010 sui missili S-300, come concordato da Russia e Iran nel 2007. Ciò spiega i notevoli sospetti e ostilità iraniani verso la Russia. Ciò a volte prese forme auto-distruttive. Per esempio, sembra che dopo l’attacco missilistico statunitense alla base aerea di al-Shayrat in Siria, i social media iraniani misero in discussione la presunta incapacità della Russia di abbattere i missili.

La Russia, da parte sua, non ha sempre trattato l’Iran con la sensibilità richiesta. Da grande potenza che guida una politica estera globale, vede inevitabilmente i rapporti con l’Iran come dettaglio e non ha sempre mostrato la corretta consapevolezza che gli iraniani vedano ciò in modo diverso. Ora è giunto il momento per l’Iran di mettere tutto ciò da parte. L’unica alternativa realistica sarebbe fare ciò che Stati Uniti,Arabia Saudita e Israele vogliono, cambiare il sistema di governo, abbatterrne la costituzione e tornare alla subordinazione politica all’occidente del periodo dello Shah, ‘aprendo’ l’economia all’influenza occidentale, con tutte le “terapie shock” neoliberali che ne verrebbero. Certamente in Iran alcuni abbraccerebbero tale opzione, ma tutto ciò che si sa del Paese suggerisce che siano solo una piccola e rumorosa minoranza. Inoltre, con l’ascesa dell’Eurasia di Cina e Russia, tale politica rischia di emarginare l’Iran.

Gli interessi iraniani indicano chiaramente la necessità di mettere da parte i dubbi rimasti e dedicarsi pienamente a forti relazioni con Russia e Cina e alla massima integrazione possibile nelle istituzioni euroasiatiche. Così si avranno sicurezza, indipendenza e prosperità. Le alternative, subordinazione all’occidente o stagnazione sotto la minaccia permanente di un attacco, non sembrano invitanti e nessuno che tenga sinceramente all’Iran le proporrebbe.

Alexander Mercouris, The Duran 23/5/2017

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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La risposta di Russia e Cina alla minaccia di Sauron (USA-sion)…


Sauron (USA-sion)

“Il problema è che il mondo ha ascoltato gli americani troppo a lungo” Julian Osborne, dalla versione cinematografica del libro di Nevil Shute del 1957, On the Beach

Un lettore mi ha chiesto perché i neoconservatori spingano verso la guerra nucleare, quando non ci possono essere vincitori. Se tutti muoiono, qual è il punto? La risposta è che i neoconservatori ritengono che gli Stati Uniti possano vincere con pochissimi, e forse senza, danni.

Il loro piano folle è il seguente: Washington metterà in difficoltà la Russia e la Cina con basi missilistiche anti-balistiche, utili per fornire uno scudo difensivo da loro eventuali ritorsioni. Queste basi anti-ABM statunitensi possono anche dispiegare missili nucleari sconosciuti alla Russia e alla Cina, la cui gittata riduce il lasso temporale di segnalazione a cinque minuti, lasciando alle vittime pochissimo tempo per prendere decisioni.

I neoconservatori ritengono che il primo attacco di Washington danneggerà in tal modo le capacità di ritorsione russe e cinesi, al punto che entrambi i governi si arrenderanno piuttosto che lanciare una risposta. Le dirigenze russe e cinesi arriverebbero alla conclusione che i loro ICBM non potrebbero superare lo scudo ABM di Washington, lasciando gli Stati Uniti in gran parte intatti. Una debole rappresaglia da parte della Russia e della Cina rappresenterebbe pertanto un invito ad un secondo attacco nucleare statunitense che, a quel punto, distruggerebbe città russe e cinesi, uccidendo milioni di persone e lasciando entrambi i loro paesi in rovina.

In breve, gli scommettitori americani ritengono che le dirigenze russe e cinesi dovrebbero abdicare piuttosto che rischiare la distruzione totale.

Non c’è dubbio che i neoconservatori siano sufficientemente malvagi per lanciare un attacco nucleare preventivo, ma forse il piano intende mettere la Russia e la Cina in una situazione in cui i loro leader concludono che il gioco è fatto contro di loro e quindi devono accettare l’egemonia di Washington.

Per sentirsi sicura nella sua egemonia, Washington dovrà ordinare alla Russia e alla Cina di disarmare. Questo piano è pieno di rischi. Gli errori di calcolo sono una caratteristica della guerra. È sconsiderato e irresponsabile rischiare la vita del pianeta per nient’altro che l’egemonia di Washington.

Il piano pone in evidenza l’alto rischio per l’Europa, il Regno Unito, il Giappone, la Corea del Sud e l’Australia, a fronte di ritorsioni di Russia e Cina. Lo scudo ABM di Washington non può proteggere l’Europa dai missili da crociera nucleare della Russia o dalla forza aerea russa, al punto che l’Europa smetterebbe di esistere. La risposta della Cina colpirebbe Giappone, S. Corea e Australia.

La speranza russa e quella che le persone sane tra i vassalli di Washington, capendo di essere a rischio, un rischio da cui non avrebbero nulla da guadagnare e tutto da perdere, rifiutino il loro vassallaggio a Washington e rimuovano le basi statunitensi. Deve essere chiaro ai politici europei che sono trascinati in conflitto con la Russia. Questa settimana il comandante della NATO ha detto al Congresso degli Stati Uniti che aveva bisogno di finanziamenti per una maggiore presenza militare in Europa per contrastare una “Russia in ripresa”.

Esaminiamo cosa significhi “una Russia in ripresa”. Significa una Russia forte e fiduciosa di difendere i propri interessi e quelli dei suoi alleati. In altre parole, la Russia è stata in grado di bloccare l’invasione pianificata della Siria da parte di Obama e di bombardare l’Iran e di consentire alle forze armate siriane di sconfiggere la forza ISIS inviata da Obama e Hillary per rovesciare Assad. La Russia è “risorgente” perché la Russia è in grado di bloccare le azioni unilaterali statunitensi contro alcuni altri paesi.

Questa capacità spiega la dottrina neoconservatrice di Wolfowitz, secondo cui l’obiettivo principale della politica estera statunitense è quello di impedire l’accrescimento di qualsiasi paese che possa svolgere una funzione di controllo dell’azione unilaterale di Washington.

Mentre i neocon sono stati assorbiti nelle loro guerre “cakewalk”, che finora sono durate 16 anni, la Russia e la Cina sono emerse come controllori sull’unilateralismo di cui Washington aveva goduto fin dal crollo dell’Unione Sovietica. Ciò che Washington sta cercando di fare è ricuperare la sua capacità di agire in tutto il mondo senza alcun vincolo da parte di altri paesi. Ciò richiede che la Russia e la Cina si sottomettano.

La Russia e la Cina si fanno da parte? È possibile, ma non scommetto sulla vita del pianeta. Entrambi i governi hanno una coscienza morale che manca totalmente a Washington. Né il loro governo è intimidito dalla propaganda occidentale. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha dichiarato ieri che sentono infinite accuse isteriche contro la Russia, ma le accuse sono sempre prive di qualsiasi prova.

Si può credere che la Russia e la Cina potrebbero sacrificare la loro sovranità per il bene della vita sulla terra. Ma la loro stessa coscienza morale li spingerà ad opporsi al male che è Washington. Pertanto penso che il male che regna a Washington stia conducendo gli Stati Uniti ei suoi stati vassalli alla totale distruzione.

Una volta che le dirigenze russe e cinesi si sono convinte che Washington intende colpire i loro paesi in un attacco a sorpresa, la domanda è come possono reagire la Russia e la Cina? Stanno lì ferme e aspettano l’attacco o lo prevengono con un loro attacco?

Tu cosa faresti? Salveresti la tua vita sottomettendoti al male, o distruggeresti il ​​male?

Si scrive come veritiero che il mio nome viene messo in lista (finanziato da chi?) come “ingannatore agente russo”. In realtà, sono un agente di tutte le persone che non accettano la volontà di Washington di usare la guerra nucleare per stabilire l’egemonia di Washington. Ma capiamo cosa significa essere un “agente russo”.

Significa rispettare il diritto internazionale, cosa che Washington non fa. Significa rispettare la vita, cosa che Washington non fa. Significa rispettare gli interessi nazionali di altri paesi, cosa che Washington non fa. Significa rispondere alle provocazioni con la diplomazia e le richieste di cooperazione, cosa che Washington non fa. Ma la Russia fa. Chiaramente, un “agente russo” è una persona morale che vuole preservare la vita e l’identità nazionale e la dignità di altri popoli.

È Washington che vuole svicolare dalla morale umana e diventare padrone del pianeta. Come ho scritto in passato, Washington senza dubbio è Sauron.

L’unica questione che conta è se ci sia abbastanza parte del mondo per resistere e superare il male di Washington.

Paul Craig ROBERTS
Assistente Segretario del Tesoro nell’amministrazione Reagan

Fonte: http://www.strategic-culture.org/news/2017/05/06/sauron-rules-in-washington.html

(Articolo segnalato da Adriano Colafrancesco – adrianocolafrancesco@gmail.com)

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Son maceratese anch’io, Siria: Fake news, la democrazia che non c’è, Genuino Clandestino, tutti i virus USAti, la morte del mare, Venezuela libero, i 5 elementi…

Il Giornaletto di Saul del 17 maggio 2017 – Son maceratese anch’io, Siria: Fake news, la democrazia che non c’è, Genuino Clandestino, tutti i virus USAti, la morte del mare, Venezuela libero, i 5 elementi…

Care, cari, ….in un certo senso sono un po’ maceratese anch’io. Ed è bene che sia venuto a Treia, ormai in età avanzata, così potrò forse anch’io lasciare il corpo qui nelle Marche. Evidentemente questo fa parte del nostro destino di famiglia, evidentemente dal punto di vista karmico qui c’è una nostra radice. Però oggi non voglio dilungarmi su questo tema… Vorrei solo confermare il detto “buon sangue non mente” e che non c’è bisogno di andare in giro a far proselitismo. L’evoluzione quando il momento è giunto ci fa compiere i passi necessari alla nostra crescita… – Continua: http://treiacomunitaideale.blogspot.it/2017/05/in-un-certo-senso-sono-maceratese-anchio.html

Ancona. Allarme guerra mondiale – Scrive Comitato No Nato: “Giovedì 18 maggio 2017, ore 17, in Ancona, sala Anpi via Palestro 6. INCONTRO PUBBLICO sul tema “VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE? Dalla Siria al Venezuela: la strategia globale dell’imperialismo”, con Geraldina Colotti e Marinella Correggia, giornaliste collaboratrici de “Il Manifesto”, Fabio Pasquinelli e Fosco Giannini, dirigenti nazionali del PCI. Info. giacomiru@virgilio.it”

Siria. Fake News continue – Scrive V.B.: “Ora, dopo le armi chimiche, spuntano anche i “forni crematori” come ad Auschwitz. Il Sig. Noury , alto dirigente di Amnesty International ci attesta che è tutto vero. Se lo dice lui che è un …. uomo d’onore ….(però ben pagato)….. A quando la rivelazione che Assad è un vampiro (o un lupo mannaro, a scelta) e che la moglie Asma è una strega? I successi dell’esercito siriano e della diplomazia russa li fanno proprio impazzire…” – Continua con vari interventi: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2017/05/forni-crematori-in-siria-le-solite-fake.html

Calcata. Fotografica – Scrive Teatro Cinabro: “Il Teatro Cinabro ha l’onore di ospitare nella prima edizione di Calcata Fotografia la mostra di Gustavo Piccinini, “Buenos Aires in transito”. 20 e 21 Maggio 2017 Calcata Vecchia”

La democrazia che non esiste – Scrive Umberto Bianchi: “L’orientamento del consenso si esercita attraverso uno stretto controllo dei mezzi di informazione, divenuti cassa di risonanza e diffusione a livello capillare, di un vero e proprio bombardamento propagandistico. Quest’ultimo è accompagnato da subliminali messaggi dalla valenza intimidatoria e ricattatoria, in grado di annichilire la coscienza del singolo elettore che, perdendo qualsiasi capacità di autonomia decisionale, finisce con il divenire una delle parti di quegli impersonali portafogli elettorali, la cui orientabilità sta a fondamento di un intero sistema di potere…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2017/05/democrazia-alla-francese-democrazia.html

Serbia: Levy preso a torte in faccia. Panna sprecata – Scrive Fulvio: “Splendido video di splendida risposta di splendi serbi a una delle più mefitiche carogne fomentatrici e apologiste del bellicismo sion-imperialistico. https://youtu.be/KUsZ_eEGnGE – Per definire uno come Bernard Henry Levy, sedicente filosofo, embedded nell’intellettualità “progressista”, come nella Cia, nel Mossad, e in tutte le bande terroristiche mercenarie dell’Impero, più che le parole servono lo striscione, la torta e il manrovescio qui filmati per il diletto di ogni serbo, siriano, iracheno, afghano, libico, palestinese, latinoamericano, russo, ucraino, cittadino perbene del mondo.”

Torino. Libraria – Scrive M.B.: “Salone del Libro – Lingotto Fiere, Via  Nizza 280  Torino Stand J10, Padiglione 2 – Vita Universale. Ore 12,30 del 20 maggio, Sala AVORIO CONFERENZA: “LA VIA INTERIORE CHE CONDUCE A DIO IN NOI”, basata sul libro “La Via Interiore verso la Coscienza Cosmica” per gli uomini della nuova epoca che aspirato a una cultura più elevata e a un’umanità più pacifica.”

Genuino Clandestino. Come ho fatto io a… – Scrive Lucia Bertell: “Tutte e tutti noi abbiamo fatto o stiamo facendo “pratica di transizione” verso un lavoro eco-autonomo e abbiamo o stiamo affrontando difficoltà di vario genere. La proposta “Vi racconto come ho fatto io a …” vuole essere una raccolta di pratiche, di modalità, di strumenti, di sperimentazioni che ci hanno consentito di superare difficoltà e ostacoli nell’avviare o consolidare lavori/produzioni eco-autonome…” – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2017/05/genuino-clandestino-raccontare-la.html

Bologna. Il silenzio degli indecenti – Scrive B.B.U.S.: “Incontro-dibattito sulla guerra nel Donbass e la catastrofe umanitaria dimenticata, con la proiezione del docu-film “Stagioni del Donbass” e l’intervento di: Sara Reginella, impegnata in progetti di sensibilizzazione sul conflitto nel Donbass Ennio Bordato della Onlus Aiutateci a salvare i bambini. L’appuntamento è per giovedì 18 maggio a Bologna, ore 18:00, presso la sala Renzo Imbeni di Palazzo d’Accursio, in Piazza Maggiore 6 al primo piano della sede comunale. L’ingresso è libero. Info. byebyeunclesam@gmail.com”

Tutti i virus del sistema informatico nascono USAti – Scrive Marco Fontana: “Il recente cyberattacco subito da un centinaio di Paesi del mondo dimostra una volta ancora la pericolosità non dei tanto vituperati hacker, cosa ampiamente nota a tutti grazie anche al cinema e alla letteratura, quanto invece degli USA, dai quali sarebbe stato rubato un virus “ransomware” utilizzato per mettere in scacco aziende ed enti pubblici. Ci inquieta profondamente che la stampa internazionale metta in secondo piano questo dato, che in realtà rappresenta la vera notizia e che è lasciato a margine” – Continua: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2017/05/cyberattacco-tutti-i-virus-del-sistema.html

Pavullo. Conferenza – Scrive Marinella Gianaroli: “Conferenza “Intestino ed immunità”, sabato 10 Giugno 2017 ore 15:30. Sala Consigliare P.zza Montecuccoli 1 Pavullo nel Frignano (MO) interverrà la naturopata Giorgia Gandolfi. Ingresso gratuito su prenotazione. Info. caffefilosoficopavullo@gmail.com”

Il mare sta morendo… – Scrive F.M.: “…anno dopo anno, abbiamo registrato spiaggiamenti di cetacei, morie impressionanti ed improvvise di pesci, calamari giganti emersi dal profondo degli oceani e poi defunti sulle spiagge e poi ancora foche e uccelli acquatici trovati morti a centinaia e a migliaia su tutte le spiagge del pianeta…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/05/16/il-mare-sta-morendo-ed-anche-la-terra/

Commento di M.B.: “Quando l’uomo smetterà di prevaricare la Natura e le sue creature, anche se per uno scopo apparentemente lecito quale il nutrirsi, allora cesseranno anche le conseguenze. Le morie di pesci, tramite cause esterne, altro non sono che la ribellione della Natura al suo sfruttamento indiscriminato da parte dell’uomo…”

In solidarietà con il Venezuela democratico – Scrive Marinella Correggia: “Roma, mercoledì 17 maggio 2017, dalle 14 alle 17,30, piazza delle 5 lune. Movimenti, associazioni e partiti in solidarietà con la rivoluzione bolivariana manifestano per la pace in Venezuela. 1. CONTRO LA VIOLENZA GOLPISTA DELLA DESTRA IN VENEZUELA – 2. CONTRO LE INGERENZE ESTERNE DEGLI STATI UNITI, DELLA UE E LORO ALLEATI – 3. CONTRO L’INFORMAZIONE A SENSO UNICO, CON MENZOGNE, NOTIZIE NON VERIFICATE, OMISSIONI… ” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/05/16/roma-17-maggio-2017-manifestazione-di-solidarieta-con-il-venezuela-democratico-e-bolivariano/

Torino. No zoo – Scrive Silvia Premoli: “Facciamo appello a tutte le persone che hanno a cuore il diritto alla libertà di ogni individuo, la difesa del patrimonio ambientale e la salvaguardia dei beni comuni a costruire con noi la mobilitazione nazionale che culminerà con la manifestazione “NO AGLI ZOO NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO  PUBBLICO” che si terrà a Torino sabato 27 maggio 2017,  ore 14 porta Susa (piazza XVIII dicembre), il corteo partirà alle ore 15 da Porta Susa a Parco Michelotti. Info. animalpress@veganok.com”

L’alimentazione bioregionale mantiene il biosistema vitale – …io personalmente, ma parecchi altri assieme a me, siamo convinti che il consumo dei prodotti cresciuti nel luogo in cui si vive, maturati spontaneamente, con l’integrazione di limitatissimi apporti di derivati animali, come il formaggio, il miele o le uova, ottenuti con metodi naturali, possa essere una idonea risposta alla sopravvivenza, soprattutto nel nostro ambiente mediterraneo. Ovviamente la sola agricoltura moderna, sia pur biologica, non è sufficiente a garantire tutte le proprietà di cui un organismo umano ha bisogno, da qui la necessità di attingere alla fonte ricchissima di erbe spontanee (che facevano parte della dieta mediterranea antica) e che possono fornire tutti gli oligoelementi e le vitamine necessarie a mantenere l’uomo in buona salute… – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/05/lalimentazione-bioregionale-mantiene-il.html

Roma. L’alimentazione umana nel tempo – Scrive AVA: “18 maggio 2017, ore 17, in piazza Asti 5/a – Roma. Conferenza di Luca F. Del Nevo, naturopata: “STORIA, MITOLOGIA, CREDENZE E CULTURA DEL CIBO: DALLA PREISTORIA AD OGGI” L’interessante percorso che ha caratterizzato nel tempo il pensiero ed il comportamento del genere umano. Ingresso libero. Info. 333 9633050”

Spilamberto. Passeggiate lungo i canali – Scrive Caterina: “Il Presidio Paesistico Partecipativo del Contratto di Fiume, il Museo Civico di Ecologia e Storia Naturale di Marano, il Museo La Venere di Savignano sul Panaro, l’Antiquarium, Gruppo Naturalisti di Spilamberto, il Museo Civico “Augusta Roffi” e il gruppo “Al Palesi” Amici del Museo di Vignola, promuovono un evento: “Tracce… per leggere il territorio”, sabato 20 maggio 2017, ore 15,30. A Spilamberto, con ritrovo al parcheggio della Coop dil San Pellegrino. Passeggiata culturale “Lungo i sentieri dei canali San Pietro e Diamante fra aspetti storici e paleoindustriali”. Una lezione itinerante a cura degli esperti del Gruppo Naturalisti di Spilamberto. La durata dell’escursione sarà di circa un’ora e mezza. Io ci vado e voi?”

I 5 elementi e le forme pensiero – Ognuno dei 5 elementi tradizionalmente riconosciuti (sia in Cina che in India) rappresenta uno dei 5 sensi e noi sappiamo che i cinque sensi sono diversi canali e modi comunicativi fra la mente interna e quella esterna. Ma esistono anche cinque elementi più “spirituali” o psichici che superano la comunicazione fisica dello stato di veglia, questi 5 elementi definiti in sanscrito “Tanmatra” – 5 potenzialità sensoriali o elementi sottili – precedono i cinque Indrya, o sensi, ad essi subordinati. Vediamo così che è possibile che le emozioni, i pensieri astratti, le sensazioni inconsce, possono essere trasmesse e percepite negli strati profondi della mente in forma di pulsazioni psichiche… – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2015/05/i-cinque-elementi-e-le-forme-pensiero.html

Arrisentirci domani, forse, Ciao, Paolo/Saul

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Pensieri poetici del dopo Giornaletto:

“Non farti servo di nessuno, soltanto chi sente questa dignità morale è un uomo” (I. Kant)

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“Se si tiene conto che la materia è dappertutto la medesima …. non so per quale ragione la materia sarebbe indegna [secondo alcuni] della natura divina: giacché fuori di dio non può esserci alcuna sostanza dalla quale essa patisca. Tutto, dico, è in dio, e tutto ciò che accade si manifesta per le sole leggi della natura infinita di dio, e segue dalla necessità della sua essenza (come tra poco mostrerò). Non si può dunque dire in nessun modo che dio patisca da un altro essere, o che la sostanza estesa sia indegna della natura divina, anche se sia supposta divisibile, purché si conceda che è eterna e infinita” (Baruch Spinoza)

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Risultato della ricerca:

Michele Rallo: “Migrazioni di massa ed ONG sospette. Indagate su Soros…”

E così, sembra che il bubbone delle ONG sia finalmente scoppiato. Merito anche – è bene ricordarlo – di quel giovane blogger che ha pubblicato su Youtube i tracciati del servizio-taxi che preleva i migranti a poche miglia dalla Libia e ce li porta qui (vedi “Social” del 24 marzo). E merito anche di qualche Procuratore siciliano che ha avuto il coraggio di mettersi contro i poteri forti che sostengono l’invasione programmata dell’Italia. Altro che frugare fra le lenzuola di Berlusconi…

La vicenda delle ONG (Organizzazioni non governative) potrebbe riservare sorprese clamorose, di quelle che addirittura porterebbero a riscrivere la storia mondiale di questi ultimi anni. Quella che è emersa – infatti – è solamente la punta dell’iceberg. Allo stato si indaga solamente sui rapporti che potrebbero (o non potrebbero) intercorrere fra alcune ONG e gli scafisti libici, o tutt’al più – come suggeriva il blogger Luca Donadel – sulle eventuali cointeressanze di qualche banda nostrana, dedita al business dell’accoglienza.

Ma la materia ONG è assai vasta, articolata, sorprendente, piena di angoli bui. E sono angoli bui da cui potrebbe venir fuori di tutto: a incominciare dall’operato di servizi segreti di potenti nazioni (ogni riferimento alla nostra “grande alleata” non è puramente casuale) che spesso hanno agito dietro il paravento di qualche ONG di comodo per operazioni particolarmente sgradevoli, di quelle che comportavano una inammissibile ingerenza negli affari interni di un altro paese. Altrettanto hanno fatto alcune entità private, riconducibili a singoli uomini d’affari che intendevano influire sulle scelte politiche ed economiche di paesi stranieri. Da qui il sospetto che fra quei servizi, quei miliardari e quelle ONG ci sia un particolarissimo rapporto a tre, del tipo che farebbe la felicità di un regista di film alla 007.

In Ukraina, per esempio, sembra che questa triade (servizi-miliardari-ONG) sia stata direttamente responsabile del colpo-di-Stato che ha portato al defenestramento del Presidente della Repubblica (filo-russo) democraticamente eletto ed alla sua sostituzione con altro elemento che godeva la fiducia degli americani (e dell’Unione Europea), con connesso rischio di terza guerra mondiale. Idem nel Medio Oriente, dove le varie “primavere arabe” – dalla Libia alla Siria – hanno sempre visto la presenza di ONG particolarmente attive nel contrastare la politica dei governi che si volevano abbattere, magari con l’ausilio di “eserciti ribelli” anch’essi munificamente finanziati dall’estero.

Perché, allora, non considerare che qualcosa di losco possa nascondersi anche dietro quel misterioso fenomeno migratorio che di botto, a un dato momento – più o meno alla nascita dell’Unione cosiddetta Europea – ha cominciato a scodellare sul nostro Continente milioni e milioni di “richiedenti asilo”? Richiedenti asilo prontamente accolti da governi compiacenti che facevano finta di credere che si trattasse di “disperati in fuga da guerre e dittature”, mentre in realtà – fatte le debite eccezioni – erano e sono soltanto degli individui che vogliono partecipare al benessere dei popoli europei.

È una forzatura ritenere che alcune ONG possano avere parte in una operazione – illegittima e illegale – programmata all’estero per alterare l’identità (etnica, sociale, culturale, religiosa) dei popoli europei, e per scardinare il mercato del lavoro fornendo ai potentati economici una manodopera alternativa e a basso costo?
Certamente no, considerato che alcune ONG sembrano disporre di capitali ingentissimi, la cui provenienza è tutt’altro che trasparente. Le ONG, infatti, solitamente non rendono pubblica la provenienza delle loro risorse, limitandosi ad affermare che queste derivano da donazioni di privati benefattori. Ecco, dunque, far capolino certi strani “filantropi”, di quelli disposti a bruciare milioni di dollari nella campagna elettorale di Hillary Clinton o a profondere cifre da capogiro per sgambettare Putin.

E, quando si parla di siffatti filantropi, il primo nome della lista è certamente quello di tale George Soros, membro dell’influente lobby finanziaria ebraico-americana, con un patrimonio personale di circa 25 miliardi di dollari, capo di una miriade di fondi e fondazioni che gestiscono altri miliardi di dollari, dal Soros Fund al Quantum Fund, alla Open Society Foundation, a una miriade di entità minori sparse nel mondo intero, dall’Ukraina in giù.

George Soros – tanto per non restare nel vago – è quel gentiluomo che nel 1992 ha guidato la speculazione finanziaria contro la lira italiana (ma anche contro altre valute), guadagnando una barca di miliardi e facendone perdere un bastimento a noi tutti: si calcola – mi permetto di ricordare – che la nostra perdita valutaria sia stata in quell’occasione di circa 48 miliardi di dollari, la qualcosa portò allora ad una svalutazione della lira del 30%. Ai giornalisti che gli chiedevano se non si sentisse in colpa per avere disastrato l’economia di intere nazioni, Soros rispose: «Nella veste di operatore di mercato non mi si richiede di preoccuparmi delle conseguenze delle mie operazioni finanziarie.»

Naturalmente, si è liberissimi di credere che un uomo che esprima una morale di tal fatta possa essere al contempo un filantropo, cioè una persona che faccia del bene senza un secondo fine. Io non ci credo. Così, quando apprendo che fra gli scopi dell’attività lobbistica del soggetto vi è il sostegno alla immigrazione (leggo su Wikipedia), non posso fare a meno di chiedermi quale motivazione possa essere all’origine di un tale fervore.

E poiché, almeno per quanto riguarda l’Italia, la immigrazione è un fattore non richiesto e non gradito, neanche dal governo che deve pur reperire cifre ingentissime per farvi fronte… poiché – dicevo – si tratta di un quid che ci viene di fatto imposto, contro i nostri interessi oggettivi, non v’è dubbio che ogni attività “promozionale” dell’immigrazione costituisca una indebita ingerenza negli affari di uno Stato – si fa per dire – sovrano.

Tutto ciò premesso, anche a prescindere da eventuali rapporti fra ONG e scafisti, sarebbe utile conoscere i motivi della recentissima visita del signor George Soros al nostro Presidente del Consiglio. I soliti pagnocconi affermano che si sia parlato soltanto di questioni economiche, magari con un occhio alla privatizzazione di quel poco di bene pubblico che c’è rimasto. Ma non mancano i maliziosi che sospettano che la visita del finanziere al conte Gentiloni abbia avuto anche un altro scopo: quello di fare pressioni perché la fastidiosa inchiesta sull’affare ONG venga in qualche modo arginata.

Fossi nei panni dei magistrati siciliani, qualche notizia sull’incontro Soros-Gentiloni la chiederei.

Michele Rallo – ralmiche@gmail.com

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Commento di Vincenzo Zamboni: “Gli investigatori di Trapani hanno constatato che la Dignity One, a bandiera panamense, membro della flotta di Medici senza frontiere, ha sbarcato a Schiavonea 402 immigrati clandestini dei quali 102 dichiarati “minori senza accompagnamento”, però senza documenti che lo attestassero. I minori reali sono risultati essere 61, mentre 41 hanno mentito, essendo maggiorenni (fonte: il giornalista Fabio Amendolara, che non risulta indiziato di falsa e mendace testimonianza). Come riportato dal Corriere, la nave è entrata senza permesso in acque territoriali libiche, a 7 miglia dalla costa, raccogliendo carne umana dai gommoni. Del resto, su queste vicende non fa fede il Corriere, fanno fede le registrazioni elettroniche dei transponder e le dichiarazioni della guardia costiera libica. Benché ultimamente le navi Ong stiano prendendo l’abitudine di spegnere i transponder onde non farsi individuare quando attraversano illegalmente il confine nazionale. Date le circostanze, una decina di membri dell’equipaggio sono indagati per favoreggiamento di immigrazione clandestina…”

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Integrazione di Agnia Russo:

“La nave della Guardia Costiera sfiora la prua dell’imbarcazione della Ong. Per pochi metri non si arriva allo speronamento.
Lì vicino galleggia un gommone carico di 300 immigrati a circa 19 miglia marine dalla spiaggia di Sabrata, in Tripolitania. I soldati libici e l’organizzazione umanitaria si contendono il barcone: la prima vuole riportarli a Tripoli, la secondo in Italia. E così avviene lo scontro in alto mare. Il duello si è svolto ieri sera e ha sfiorato il caso internazionale. Il natante carico di clandestini era stato intercettato dai militari e, secondo quanto affermato dal loro portavoce, “l’organizzazione di salvataggio internazionale Sea-Watch ha provato a ostacolare il lavoro della Guardia Costiera in acque territoriali libiche nel tentativo di prendere i migranti, sostenendo che la Libia non sia un luogo sicuro”.
Lo scontro Ong-Guardia Costiera. Una vera e propria bomba ora rischia di scoppiare sull’operato delle Ong, già in passato accusate di mettere i bastoni tra le ruote ai libici. Per la prima volta infatti le autorità locali hanno collaborato con l’Italia per impedire che il barcone con a bordo oltre 100 marocchini (fra cui 15 donne, cinque delle quali in condizioni apparentemente gravi) potesse arrivare in Sicilia. Rapido riassunto dei fatti: il gommone salpa martedì sera da Sabratha e appena arrivati in acque internazionali i migranti chiamano il centrale operativa di soccorso di Roma. Nello stesso momento l’Ong li avvista e chiede di intervenire. Ricevute le due segnalazioni, la Guardia Costiera italiana decide di invitare i colleghi di Tripoli a prendere il comando. E così avviene. Poi qualcosa va storto: mentre i militari erano impegnati in uno scontro a fuoco con alcuni trafficanti, l’Ong avrebbe fatto di tutto pur di tagliarli fuori e accollarsi gli stranieri. Diversa la ricostruzione dei volontari di Sea Watch, associazione tedesca attivissima nel traghetto clandestini. Su Twitter esplode tutta la loro irritazione: “Questo pattugliatore libico finanziato dall’Unione europea è quasi finito contro la nostra nave di soccorso civile”, hanno scritto a margine di un video che mostra la poppa della nave militare sfiorare la prua della loro imbarcazione (guarda il video). “Senza alcun avvertimento – urla il portavoce Ruben Neugebauer – ci hanno tagliato la strada per raggiungere la barca dei migranti” e “hanno fatto una manovra estremamente pericolosa. Hanno colpito la nostra imbarcazione, hanno messo in pericolo il nostro equipaggio”. L’Ong giura di essersi “fermata in attesa di ulteriori istruzioni”, mentre i libici la accusano di aver tentato manovre pericolose senza autorizzazione, al solo scopo di sottrarre 300 disperati al loro controllo. Chi avrà ragione?
Le accuse dei libici. I precedenti sembrano dar torto all’associazione caritatevole. Non è la prima volta che le Ong finiscono nel mirino dei militari del generale Haftar. Solo la settimana scorsa il capo della Guardia Costiera per la regione centrale, Rida Aysa, aveva puntato il dito contro le navi umanitarie accusandole di essere fattore di attrazione per i migranti, di non rispettare i confini delle acque territoriali di aver ostacolato ripetutamente le loro operazioni. Più volte la Marina di Tripoli ha fermato barche di salvataggio entrate all’interno delle acque territoriali senza autorizzazione. “Una volta – aveva ricordato Aysa – un gommone tedesco fermato a nord di al-Zawiyah (30 chilometri a ovest di Tripoli, ndr) si era rivelato essere di proprietà di un’organizzazione umanitaria chiamata ‘Sea Watch’”. Sempre loro. Mentre in un’altra occasione “una nave allontanata con alcuni colpi di avvertimento per aver violato le acque territoriali libiche. Dopo essere saliti a bordo e averla ispezionata – proseguiva Aysa – è emerso che apparteneva a Medici senza Frontiere”. Inoltre, Frontex, il pm di Catania Zuccaro e i collega di Trapani Ambrogio Cartosio continuano a dire che “si sono verificati troppi casi di soccorsi spontanei senza seguire i protocolli”. L’incidente di ieri lo conferma.
Bene,ed ora che i facinorosi politici che si son indignati per l’inchiesta sulle ONG che vengano indagati…”

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