Risultato della ricerca:

Bioregionalismo, ecologia profonda, spiritualità laica – Intervista di Lorenzo Merlo con Paolo D’Arpini


Intervista di Lorenzo Merlo con Paolo D’Arpini

LM: Paolo, come sei definito dalle persone?

P D’A: Sderenato. Anzi mezzo sderenato, perché sono anche una persona abbastanza equilibrata e anche un po’ impegnata.

Ma mezzo sderenato penso sia una tua definizione di te stesso, le persone, come ti definiscono?

Se potessero conoscere il significato del termine mezzo sderenato credo che lo userebbero volentieri perché mi rappresenta.

Ma non conoscendolo?

Non conoscendolo forse potranno dire che sono un tipo particolare molto strano, un po’ mezzo sciroccato in sostanza, anche perché il mio modo espressivo si manifesta in questa forma.

In occasione della tua presentazione tenuta a Treia a una mia pubblicazione, ho scritto di te: “Uno dei referenti della ricerca umanistica, per non dire spiritualistica italiana”. In che termini ti calza? O non ti calza?

Ci sta perché nella ricerca spirituale non è importante ricoprire una carica autorevole anzi, è esattamente il contrario. Se noi andiamo a vedere la funzione che svolsero gli insegnanti, o santi, o maestri che furono, erano sempre sotto traccia. Poi dopo, successivamente magari, venivano portati in auge e descritti come chissà che, ma nel momento in cui vivevano la loro normale esistenza terrena, erano persone normalissime, probabilmente anche abbastanza emarginate. È un aspetto da tenere in considerazione.

C’è una sorta di piccola vanità – senza accezione negativa – nel ricordare questa similitudine?

Certo, senza accezione negativa. Perché effettivamente non ci si può vantare di essere un maestro. E se non c’ è il vanto, non c’è neanche l’esposizione di se stessi nel mondo; ne è una conseguenza. O perché si è magari incapaci di esprimere sentimenti, pensieri o, scusa la parola, insegnamenti. Non si può fare come se fosse un insegnamento cattedratico dove uno si erge a maestro. Il compito o la missione deve essere, o può essere, compiuto senza pretese, in una forma del tutto semplice e conviviale.

Quanto hai appena detto, ha dei legami con la tua educazione, la tua famiglia, la tua biografia diciamo giovanile?

Può darsi. Nel senso che devi sapere che la mia famiglia (dal lato paterno) era di origine ebraica. Durante il periodo fascista, per evitare i problemi che tutti possiamo immaginare, mio nonno decise di cambiare il cognome e di convertirsi al cristianesimo e così evitò di essere perseguito. In seguito a ciò, non è che la nostra famiglia fosse diventata cristiana, però era diventata laica. Nel senso che non seguiva più nessuna forma religiosa. Questo imprinting in qualche modo mi è rimasto, nonostante a quel tempo non è che fossi particolarmente consapevole di ciò che era avvenuto. In seguito ne venni a conoscenza e compresi il motivo per cui non c’erano particolari convenzioni religiose nella mia famiglia e ci si limitava nel perseguimento di un’etica umana. Tutto ciò è stato importante per me, perché non sono stato impregnato di una particolare religione. In seguito alla morte di mia madre fui invece mandato in collegio dai salesiani e lì cominciai ad apprendere anche qualcosa della religione cattolica. La novità mi prese però per breve tempo, nel senso che appena capii che il cattolicesimo non era altro che una sequela di dogmi e favole, capii che tutto sommato non faceva per me e quindi proseguii sulla strada della laicità. Nella prima parte della vita tutti i bambini vivono in una dimensione dove ciò che sognano si realizza, perciò se sognano di cavalcare nel cielo, prendono una scopa e la cosa si compie. E non possono che riferire di aver cavalcato nel cielo.

Quell’incanto quando si è interrotto per te? Ti ricordi il momento, o la circostanza o l’episodio che ha provocato l’infrazione?

L’interruzione avvenne per un fatto fortuito che improvvisamente mi rese consapevole della vacuità di ciò che appare. Avvenne tantissimi anni fa quando i miei si erano trasferiti a Trieste a causa di mio padre che lavorava nelle ferrovie. Ero un bambino piccolissimo, avrò avuto forse tre anni, o qualcosa di più. Una sera, voci sotto casa annunciavano lo spettacolo di un circo. La promessa dei miei genitori, che mi avrebbero portato a vedere lo spettacolo, accese – come sarebbe accaduto ad ogni bimbo – la mia eccitazione.
Mi ero piazzato sotto al tavolo e mi agitavo come fa un bambino che cerca di attirare la attenzione. Improvvisamente, alzandomi in piedi sbattei la testa e persi i sensi. O forse no, perché ricordo che ero perfettamente consapevole di ciò che stava accadendo. Tuttavia caddi a terra senza più riuscire a muovermi. Intanto però vedevo che i miei genitori mi prendevano, mi portavano a letto, cercavano di rianimarmi. Ero completamente cosciente e allo stesso tempo non compivo alcun gesto, alcun movimento.
Fu da quell’esperienza che mi resi conto, che ciò che consideriamo reale, non è la realtà come se fosse un oggetto, ma è soltanto uno stato interiore della consapevolezza. Quello stato permaneva nonostante l’apparente o effettivo svenimento. Quando riaprii gli occhi mi ritrovai in mezzo al mondo con questa consapevolezza. Per la prima nella mia vita mi accorsi di non essere nel mondo pur essendo del mondo, almeno in qualche forma.

Lungo il tuo percorso ti sei avvicinato alla dimensione altra, alla dimensione che la cultura non ci passa, chiamiamola genericamente spirituale. Pur condividendo la tua critica al concetto di insegnamento, hai avuto un maestro?

Da un punto di vista formale intendi?

Volevo arrivare a chiederti, da cosa è scaturita la tua ricerca spirituale?

È scaturita soltanto da esperienze vissute, non da trasmissioni consapevoli, di conoscenza se così vogliamo chiamarla. A parte l’apprendimento attraverso libri in cui magari venivo a conoscenza di una certa forma di spiritualità “altra” basata sull’autoconsapevolezza e sulla ricerca di sé. Ma quello era un accrescimento se vogliamo intellettuale. Dal punto di vista invece spirituale vero e proprio, quella conoscenza non può essere trasmessa sul piano intellettuale. Può essere invece assorbita soltanto attraverso una trasmissione diretta, attraverso un riconoscimento diretto. Potremmo chiamarlo energetico, vibratorio o estetico. Ed è esattamente il tipo di rapporto che ebbi in primis con il mio maestro spirituale. Con il quale scambiai pochissime parole, ma tutto quanto passò attraverso una trasmissione energetica, diretta, immediata. Non c’era assolutamente bisogno di spiegazioni perché la consapevolezza avveniva da sé. Usare il termine telepatia è limitante. Avveniva perché c’era un’osmosi totale, una totale condivisione. E quindi quello che passava era semplicemente ciò che veniva risvegliato. Non poteva proprio essere definito un insegnamento.

Da allora, dalla giovinezza ad oggi, sono passati diversi decenni. Puoi puntualizzare i passaggi della tua evoluzione, della tua ricerca?

Corrispondono alle fasi della vita. Nei periodi in cui la giovinezza ci rende più baldi, più fieri e più dediti all’agire, le forme di esperienza si manifestavano anche in modi concreti come attraverso ad esempio dei viaggi. Intrapresi infatti un lungo viaggio in Africa con mezzi di fortuna, spesso a piedi. Tutta l’Africa nera mi insegnò il ritorno alla presenza nella natura, mi sentii vicinissimo agli animali. Incontrai anche animali che consideriamo pericolosi come leoni, elefanti, scimmie soprattutto. Sono una forma di riconoscimento della nostra origine che ci fa capire quanto siamo loro affini.

Il momento in cui sei inserito ora, sul quale sei concentrato, si chiama spiritualità laica, ecologia profonda e bioregionalismo?

In questa fase è come quando si va avanti con l’età. A un certo punto si fa una sintesi di tutto quello che si è vissuto e che si è appreso attraverso l’esperienza. In qualche modo si chiama elaborazione e rielaborazione, memoria, visione all’interno e proiezione. Accade anche in forma di dialogo, come stiamo facendo in questo momento.
Magari, come negli anni trascorsi, quando non ero così propenso a un dialogo di questo tipo, che in qualche modo comporta anche una concettualizzazione se vogliamo così chiamarla, avevo uno spirito più poetico, scrivevo poesie o raccontini. Adesso invece per poter condividere non disdegno l’uso anche di terminologie che forse potrebbero essere definite intellettualismi, perché comunque è un modo per precisare il significato.
Mi viene in mente un amico, Massimo Angelini. Un giornalista anche lui, che ha scritto (e che abbiamo presentato qui a Treia) un libro dal titolo Ecologia della parola. In cui, attraverso il percorso etimologico, si scoprono i cambiamenti dei significati. Si da un valore alla parola attraverso la sua vera accezione. È uno studio sui significati reali che le parole hanno assunto nel tempo, senza mai trascurare l’accezione originale. Quindi, quando si parla di spiritualità laica – un tema sul quale scrivo da diversi anni per la rivista NonCredo – Il primato laico del dubbio, tengo presente che il primo punto della spiritualità laica è quello di non identificarsi con qualsiasi credo, con qualsiasi fede religiosa, perché la spiritualità laica non è soltanto una forma di laicità o di laicismo, è la spiritualità naturale dell’uomo. Quella che in forma di ecologia profonda possiamo definire l’intelligenza-coscienza, che ci consente di poter testimoniare la vita.
Tuttavia, nella spiritualità laica c’è una predilezione della relazione con la natura o addirittura un annullamento della relazione con la natura, a causa di un’identificazione di noi stessi come parte della natura.

Questo non è in qualche modo legato al paganesimo o all’animismo e perciò con un contenuto di fede?

Ci sono delle affinità. La differenza sostanziale è che nel paganesimo si faceva riferimento ad enti, ad entità reali rappresentative della natura. Quindi Genius Loci o, Spiritus Loci. Mentre invece nella spiritualità laica si tiene conto della valenza di tutti gli elementi viventi, o anche non viventi che però rappresentano una sostanzialità nella natura, ma non come forme di dignità altre, sono solo espressioni diverse della totale manifestazione naturalistica. Allora potremmo definire l’ecologia profonda una forma di naturalismo, ma nell’accezione in cui tutto è, non nell’accezione di una parcellizzazione delle forme.
Questa differenza delle forme è chiaro che esiste come esiste la differenza tra tutti gli esseri umani o fra tutto ciò che è vivente. Non c’è una foglia dello stesso albero che sia uguale all’altra. Non c’è un granello di sabbia su migliaia e migliaia di granelli che sia uguale all’altro. Ciò non toglie che tutti rappresentino la medesima sostanza, origine, madre. Questo è importante.
Per cui la spiritualità laica, è laica perfino nei confronti della spiritualità laica.

Proviamo a descrivere la natura o l’identità del Bioregionalismo e dell’Ecologia profonda.

Inizialmente il bioregionalismo aveva un carattere prevalentemente geografico. Adottava gli habitat naturali per suddividere le regioni della natura. Dava all’area considerata il titolo di entità organica. In quanto i suoi differenti abitatori, minerali, vegetali e animali si erano aggregati a mo’ di organismo unico.
Peter Berg è stato colui che s’è inventato la parola. Di lui ricordiamo Alza la posta. Saggi storici sul bioregionalismo. La sua scia è stata seguita da altri, tra cui Gary Snyder con La pratica del selvatico. Buono, selvatico, sacro e altri titoli.
Nel frattempo – la questione era iniziata negli anni ’60 del secolo scorso, negli Stati Uniti, connessa alla Cultura Beat – il bioregionalismo ha evoluto il suo contenuto andando praticamente a condividere il principio base dell’Ecologia Profonda, ovvero che c’è una sola vita, che tutto è sua espressione.
Ma il tuo stesso libro Sul fondo del Barile – Crisi sociale e recupero del sé o quello di Guido della Casa, Ecologia Profonda, sebbene, appunto, in chiave di ecologia profonda fanno riferimento alle espressioni della natura come differenze formali, tutte interdipendenti, di una sola vita. Come è per i vari organi di un organismo vivente. Solo successivamente interviene la descrizione degli organi specifici, ma sempre tenendo presente che esso, come tutti gli altri sono terminali della stessa natura. Una montagna, un fiume, un deserto, una pianura, cioè ogni cosa, ha la sua specificità, in cui la vita si manifesta in un certo modo, con forme differenti e con aggregazioni funzionali. Un’eventuale pan-ingegneria sarebbe disastrosa.

Siamo espressioni di un grande corpo dunque?

Questo grande corpo non è soltanto la terra. Di solito nell’ecologia profonda ci occupiamo del pianeta Terra, Gaia, come una forma vivente in se stessa no? Allo stesso tempo l’ecologia profonda compie un passo verso quello che potremmo definire anche panteismo, secondo la visione di Giordano Bruno, dove tutto quanto ciò che è Uno si manifesta in ciò che è in tutte le forme.

Rispetto a questi tre temi Spiritualità Laica, Ecologia Profonda e Bioregionalismo, e coniugando la tua ricerca e contemporaneamente la conduzione di un blog e di diversi siti dedicati a questi argomenti, pensi di avere il polso della diffusione di questi concetti e della cultura che implicano? Oppure, qual è la maggiore difficoltà o il più frequente equivoco in cui le persone rischiano di incappare nei confronti di questi temi che interessano lo Spirito e il Tutto? Il Tutto in che cosa viene colto, in che cosa viene equivocato?

L’equivoco si manifesta a tutti i livelli, ad esempio nell’ambito bioregionale, ricordo che tanti anni fa partimmo con La Rete Bioregionale Italiana (ufficialmente nata ad Acquapendente nella primavera del 1996) e con l’idea di diffondere il bioregionalismo. Se ne appropriò la Lega Nord per definire le bioregioni come ambiti etnici, dove la vita delle persone era praticamente condizionata dalla cultura locale e quindi dall’etnia che viveva in quel luogo. Questo è stato un fraintendimento, perché tutti noi bioregionalisti ci riconosciamo nel luogo in cui siamo nati o viviamo.
Quindi bioregionalista può essere anche una persona che non è nata nel luogo, ma che vivendolo lo riconosce come un’espressione di sé. A quel punto si integra completamente nel luogo. Ma non solo nel luogo, anche nella comunità con cui vive. E non solo quella umana, ma di tutti gli esseri viventi che vi partecipano. Per questo chiunque può essere bioregionalista in qualsiasi luogo, perché è soltanto un’apertura verso la presenza nel luogo. Questo è stato il primo fraintendimento.
Il secondo fraintendimento riguarda l’ecologia profonda. Come dicevi prima si fa quasi menzione a una sorta di New-age, dove tutto quanto è legato alla natura e i riti Wicca e questo e quell’altro.
Anche noi bioregionalisti organizziamo le celebrazioni dei vari equinozi e solstizi… ci sono determinati momenti dell’anno che vanno riconosciuti come importanti. Però non gli diamo un’importanza assoluta in quanto riconoscimento di una qualche divinità naturalistica. È soltanto un percorso da celebrare per essere felici di poter vivere nel momento in cui siamo. Un modo per riconoscere che altri, più belli o più brutti, hanno un loro significato e valore.
La maggior parte della gente, soprattutto quelli che fanno riti un po’, diciamo così, pagani, magari preferisce festeggiare il solstizio d’estate, ricordare i Celti, Stone Age e tutte le cose di quel genere, per contemplare la bellezza del sole nella sua pienezza. Ma altrettanto importante, chiaramente, è il solstizio invernale perché dopo la vita che si è richiusa ad approfondire le radici, risorge e pian piano ritorna ad esprimersi. Oppure l’equinozio di primavera, dove la vita ci riporta ad una bellezza. O quello d’autunno, come in questa occasione, dove condividiamo la consapevolezza che questa bellezza ha un grande valore.
Se in primavera di questo valore non ce ne rendiamo conto perché tutto quanto fiorisce, in autunno le cose che cominciano pian piano a scemare, hanno un significato più forte. Non a caso si dice che proprio l’autunno è il momento per la raccolta dei frutti migliori dell’uomo, per l’uomo. Come ad esempio la vite e l’ulivo. L’ulivo è simbolo di vita in assoluto, non soltanto in termini cristiani. La vite perché è quello spirito, il senso dello spirito e non a caso anche nella religione cristiana viene utilizzato il vino per la comunione.

Il mio pensiero è che il messaggio di Cristo abbia un grande valore, che i contenuti del cristianesimo abbiano un grande valore, mi riferisco per esempio non solo all’amore ma al perdono, soprattutto rispetto a quanto succede in altre religioni, dove il perdono è sostituito dalla legge del taglione. Il vero messaggio cristico più che cristiano, nella vulgata è andato perduto e sono rimasti quelli i dogmi, gli schemi, le gerarchie. Sei d’accordo con questa lettura? Sei d’accordo con il fatto che il cristianesimo abbia un grande annuncio da fare e l’ha fatto a suo tempo, del tutto frainteso, del tutto dimenticato?

Certamente sono d’accordo per quanto riguarda l’insegnamento del Cristo di cui noi abbiamo ricevuto soltanto briciole e anche travisate e manipolate. Sarebbe bella una ricerca, soprattutto per quanto riguarda dei messaggi più genuini di quelli che sono chiamati i Vangeli Apocrifi e anche dei famosi Rotoli di Qumran, dove c’è l’insegnamento esseno che corrisponde a quello cristico ma a lui antecedente. Comunque possiamo riscontrare che questa filosofia, continuiamo a chiamarla cristica, è sicuramente un messaggio innovativo all’interno di tutta una serie di impostazioni religiose che in quel periodo erano dominanti nel Medio Oriente mediterraneo.
Il senso del perdono che non è come viene inteso, un calcolo per sottrarci alle nostre responsabilità, come molti fanno nei confronti della confessione. Come stavo leggendo in un testo scritto da Franco Berrino, Daniel Lumera, David Mariani – Ventuno giorni per rinascere – Mondadori, dove il perdono è un reggente della guarigione se autentico amore.
Poi c’è il perdono razionale che calcola, che si considera valido per cancellare dalla nostra mente la tendenza alla recriminazione. E poi c’è quello emozionale, che è invece rivolto ad un perdono verso se stessi e quindi alla cancellazione anche del senso dell’offesa, perché si rivede nella trasposizione della posizione come: “è successo” e basta. E quindi non c’è neanche più bisogno del perdono.

Il perdono perciò corrisponde o è sovrapponibile a quello che la tradizione orientale ci tramanda come accettazione?

Io direi che è molto simile al concetto della compassione buddista. In quel caso la compassione equivale al perdono.

Quindi il perdono, la compassione, hanno un valore terapeutico nei confronti dell’individuo che riesce ad arrivare a quel livello per non ritenersi più offeso nell’orgoglio?

Certo non solo quello, ma è anche la porta di ingresso per poter accedere all’autoconoscenza. Perché poi essendo in grado di poterci identificare nell’altro attraverso il perdono, automaticamente siamo anche più propensi ad accettare noi stessi per quel che siamo e quindi siamo in grado di poterci vedere sempre più in profondità, fino a superare quel velo dell’illusione che ci fa identificare con un nome e una forma. Quel vedersi sempre più in profondità è ulteriormente terapeutico. Beh a quel punto direi che la terapia scompare. Fino ad un certo punto ci può essere, fino alla psicologia transpersonale noi possiamo intuire che c’è un percorso attraverso l’approfondimento, ma poi c’è una fase successiva che non può essere più razionalmente analizzata e quindi non ci può essere più neanche una terapia. Se vogliamo intraprendere un percorso in cui piano piano ci liberiamo della zavorra e dalle sovrastrutture è comunque corretto interpretarlo come perdono-terapia. Le vie spirituali, se sono sincere ed oneste tutto sommato danno questo indirizzo. Nel Taoismo, c’è l’abbandono. Pian piano impariamo a rilasciare ciò che ci aveva fatto assumere una posizione, che ci faceva considerare particolarmente benedetti, fino al punto di pensare di essere in grado di poter decidere, per la natura, per la vita, per gli altri esseri senzienti. Quindi fino a farci credere nel nostro egoismo.

Intervista rilasciata a Treia il 21 settembre 2019

Fonte:
http://www.victoryproject.net/articolo.php?id=712

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

Un “trans” chiamato desiderio, storia del razzismo, Calcata in maschera, la decrescita necessaria, vivere al centro…

Il Giornaletto di Saul del 20 gennaio 2020 – Un “trans” chiamato desiderio, storia del razzismo, Calcata in maschera, la decrescita necessaria, vivere al centro…

Care, cari, di seguito alcune riflessioni, in libertà, sul come da un punto di vista psicologico archetipale, QUESTO ORRORE GENDER, possa essersi manifestato. Prima, un piccolo sunto storico: Andiamo indietro di un centinaio d’anni, per restringere i tempi anche se è da molto più tempo che questo orrore è organizzato. Le Bon, già a metà dell”800: Fu il primo a studiare scientificamente il comportamento delle folle, entrate allora prepotentemente tra gli attori della storia con gli sviluppi dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione, cercando d identificarne i caratteri peculiari e proponendo tecniche volte a guidarle e controllarle… (Gigliola Panzacchi) – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2018/01/18/un-trans-chiamato-desiderio-trattato-sullarchetipo-transgender/

Talvolta l’ignoranza del popolo piace al potere – Scrive Roberto Tumbarello: “…alcuni politici e intellettuali non vogliono il popolo studioso e evoluto. Zingaretti, invece, si era illuso che una sua proposta, prolungare la scuola dell’obbligo fino a 18 anni, passasse per la prima volta a tamburo battente e all’unanimità. Macché. C’è chi vuole limitarla alla 5a elementare e chi far pagare addirittura la frequenza alle primarie. Tutti concordi nel preferire il volgo ignorante, come nel medioevo…”

“Storia del razzismo”. Recensione – Scrive Gianfredo Ruggiero: “Quando si parla di razzismo, la mente corre automaticamente alla persecuzione ebraica del regime hitleriano. Si dimentica che il razzismo viene da molto prima di Hitler. L’intolleranza religiosa della nascente Chiesa di Roma verso i giudei, accusati di aver voluto la morte di Gesù, ebbe un ruolo fondamentale nella genesi dell’antiebraismo…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2020/01/19/storia-del-razzismo-di-gianfredo-ruggiero-recensione/

Milano. Parliamo della famiglia – Scrive Paolo Cova: “Gli incontri per i Dialoghi per Milano continuano con “La Famiglia è ancora un sogno?” Ne parliamo il 24 gennaio, ore 21.00, presso zona K in via Spalato 11 a Milano con Graziano Delrio, Francesco Belletti, Francesca Zajczyk e Andrea Fanzago. Info: paolocova.cova@gmail.com

Calcata in maschera – Scrive CaveCave: “Calcata festeggia il Carnevale 2020 con la mostra di maschere eccentriche realizzate dagli artisti di Calcata e loro amici e con una festa in maschera aperta al pubblico. L’evento si svolge nelle luminose grotte preistoriche che si affacciano sull’immutato millenario paesaggio della valle del Treja…” – Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2020/01/calcata-dal-15-al-22-febbraio-2020.html

Acqua minerale e denti – Scrive Staff Spiritual: “La sensazione piacevole che si prova con un sorso di acqua minerale, o di qualunque bevanda carbonata, è in realtà l’attivazione dei recettori del dolore sulla lingua. E’ una cosa che non ci dà alcun problema, ma i denti possono risentirne, poiché l’acqua minerale di solito viene prodotta con l’aggiunta di anidride carbonica…”

La decrescita necessaria – …come faranno i quarantenni di oggi a garantirsi la sopravvivenza se la struttura sociale è così degradata? I quarantenni di oggi, che giungeranno a fatica all’età pensionabile, saranno ancor meno assistiti sia dalla società che dai loro stessi figli e -mi vien da dire- sarà proprio per questo inconsapevole sospetto che molti rifiutano di aver figli e si atteggiano ad eterni “ragazzi”. Oggi si è “giovani di belle speranze” sino a cinquant’anni (ed oltre) e poi improvvisamente si precipita nell’inferno dell’anzianità e dell’abbandono. Forse siamo ancora in tempo a prendere coscienza di ciò ed attuare una repentina inversione di marcia prima del precipizio. In questo caso dovremmo iniziare a considerare l’importanza, per la continuazione della specie umana, che è riposta nei nostri figli e nipoti. Ovvero passare dal culto degli antenati a quello dei successori…” – Continua: http://www.lteconomy.it/blog/2020/01/19/troppa-crescita-porta-alla-decrescita-si-parla-ancora-di-bioregionalismo-ecologia-profonda-e-spiritualita-laica/

Trieste. Libraria – Scrive Z.V.: “A Trieste, Libereria Lovat, Via XX Settembre 20, ore 18. Giorgio Stern presenta il suo libro “Tribù indiane, capitali e proletari nella storia del Nord America” – Info: stern.giorgio@gmail.com”

Vivere lontano dal proprio “Centro”, che è il ponte che unisce la nostra esistenza individuale con quella Universale, corrisponde al sentirsi separati, “gettati su questo mondo” –usando le parole di Sartre. Ovvero ritenersi estranei e privi di radici con l’esistenza. Da ciò deriva una condizione di perenne inquietudine, che cerchiamo di soddisfare con i desideri e le scelte, ma il risultato é solo frustrazione, paura, incertezza e lotta… ed è una lotta che conosce solo sconfitta! Infatti come ci si può ribellare o tentare di modificare la vita quando noi stessi siamo una sua emanazione? – Continua con testo bilingue: https://bioregionalismo.blogspot.com/2018/12/living-in-our-own-core-vivere-nel.html

Ciao, Paolo/Saul

……………………………..

Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Se non state attenti i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono…” (Malcom X)

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

La mente bioregionale, Australia in fiamme, pax o caos all’americana, l’amore insegna, credere nella religione o vivere Zen?…

Il Giornaletto di Saul del 10 gennaio 2020 – La mente bioregionale, Australia in fiamme, pax o caos all’americana, l’amore insegna, credere nella religione o vivere Zen?…

Care, cari, la limitazione e separazione nella coscienza non è reale, allo stesso modo in cui la luce del sole non risulta compromessa o menomata dallo specchio, parimenti la pura consapevolezza è intonsa e non divisa dall’operato immaginario della mente individuale. Dove sono interno ed esterno per la coscienza suprema che entrambi li compenetra e li supera? In realtà la sola idea di una tale separazione è impensabile nella sorgente di luce che unicamente è… (Paolo D’Arpini) – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2017/12/bioregionalismo-ecologia-profonda-e_27.html

Commento di Stephen Saunders: “Dear Paolo, You have gone so far as to define what you mean by Deep Ecology but I find that this is not a popular subject. Perhaps it is gaining ground…” – Continua in calce al link soprastante

Australia in fiamme – Scrive Walter Caporale: “Australia, terra di cacciatori e di safari, di stragi di canguri, gatti selvatici e odio per gli squali. Esportatori e consumatori di carbone e all’ultimo posto per contrastare i cambiamenti climatici. Puntiamo il dito contro le responsabilità politiche di chi ha favorito ottusamente le lobbies dei combustibili fossili, contro un governo che sta conducendo al suicidio questo continente e tutti i suoi esseri viventi. Anno 2020, il nuovo anno zero…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2020/01/09/laustralia-e-in-fiamme-gli-animali-muoiono-e-con-essi-anche-luomo/

Avigliana. Cibo e agricoltura – Scrive Casa Comune: “Il Cibo che cambia il mondo. Coltivare Salute e Diritti. Aperte le iscrizioni al corso di Casacomune dedicato al mondo del Cibo. Dal 28 febbraio al 1 marzo 2020 alla Certosa 1515 di Avigliana (TO). Info: laudatoqui@gmail. com”

Pax o caos all’americana…? – Scrive Fulvio Grimaldi: “…inquadrati nella Nato, siamo occupanti e complici degli Usa, quanto lo erano i repubblichini con le formazioni della Wehrmacht. C’è chi ciancia di “un ruolo dell’Italia” in Iraq, in Libia, ovunque. Ovunque le vecchie e nuove potenze coloniali provino a ricuperare i beni perduti. E’ una vergogna senza fine. Ne erano consapevoli i 5Stelle fino a qualche tempo fa. Ora condividono la fola e la vergogna di questo “ruolo dell’Italia”…” – Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2020/01/pax-o-caos-allamericana-il-venefico-mix.html

Trieste. Manifestazione contro la guerra – Scrive D.B.: “Trieste: 11 gennaio 2020, ore 18.00, Piazza Oberdan. accanto al monumento dedicato a Pino Robusti. Per una testimonianza sulle esigenze di pace di questi tempi. Info: davide@bertok.it”

Roma. Due manifestazioni contro la guerra – Scrive P.B.: “Il PCI dalla Questura di Roma ha ottenuto il nulla osta per un sit-in in piazza Barberini per venerdì a partire dalle 16. Nel contempo Marinella era andata in Questura per NoWar e, dal momento che il nulla osta per venerdì era stato già concesso, ha gentilmente fatto la fila per ottenere un permesso, per conto del gruppo degli Statunitensi per la Pace e la Giustizia,  per sabato 11 gennaio 2020, dalle 14.30 alle 16. Ci saremo noi statunitensi di Roma, quindi chi vuole partecipare anche Sabato sarà il benvenuto.”

Siamo già perfetti – Scrive Nicoletta Cinotti: “Non è vero che l’amore è tutto uguale: sappiamo tutti riconoscere che l’amore ha sfumature e declinazioni diverse. Alcune ci fanno svegliare, altre rassicurano. Alcune insegnano con il bastone, altre con le carezze…” – Continua: https://retedellereti.blogspot.com/2020/01/siamo-gia-perfetti-abbiamo-solo-bisogno.html

Belli articoli, ma… – Scrive Luigi Caroli: “Caro Paolo, mi sono piaciuti molto i tuoi due articoli di ieri, sulla creazione del denaro e sulla attuazione bioregionale (https://paolodarpini.blogspot.com/2017/12/i-debiti-irredimibili-ed-i-grandi.html – e – http://retedellereti.blogspot.com/2020/01/bioregionalismo-amministrativo-il-vero.html -), ma ai grandi (e medi) economisti che concordano con te dovresti chiedere: “Cosa si può fare per rimediare, almeno parzialmente, alla situazione che si è creata”? Per quanto riguarda gli ambiti regionali il guaio non è stato forse prodotto dal centrosinistra quando aveva la maggioranza nelle regioni più ricche? E i maggiorenti volevano fare i loro sporchi comodi? Adesso vogliono addirittura rimettere la vecchia prescrizione (appena limitata). Forse, a difesa dei “loro” esponenti che rischiano, seppur blandamente, la prigione?…”

Credere nella religione o vivere Zen…? – Scrive Franca Oberti: “Impossibile spiegare a parole  cosa sia lo Zen, che non è una filosofia od un credo ma una semplice intuizione spirituale profonda; un pioniere nei cammini orientali fu Alan Watts, in un suo scritto spiega che vivere zen è vivere nel rispetto di quello che siamo: attori consapevoli. “Nell’Universo c’è una sola grande energia, per la quale, in verità, non c’è un nome, ma che tuttavia è stata definita con molti nomi, come Dio, Brahman, Tao, ecc… La parola ‘Dio’ è abusata, urlata, tarlata e quando sentiamo ripetere nelle preghiere ‘Dio Padre Onnipotente’, una sorta di sbadiglio sale inarrestabile dall’intimo”. C’è un grande bisogno di cambiamento, ma un cambiamento vero!…” – Continua: https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2017/11/credere-nella-religione-o-vivere-zen.html

2020. Il Nuovo Messia – …già ci furono diversi scienziati e spiritualisti illuminati che sin dagli albori della società dei consumi avvertivano l’uomo del rischio di uscir fuori dai binari dell’equilibrio scienza/vita. Oggi il treno umano sta deragliando con scintillio di schegge impazzite: OGM, avvelenamento chimico metodico della terra e dell’acqua, energia atomica sporca, deperimento sociale e morale, urbanizzazione selvaggia, distruzione delle risorse accumulate in millenni dalla natura, etc. – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2016/03/2020-il-nuovo-messia-e-la-fine-del-mondo.html

Ciao, Paolo/Saul
…………………………

Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Uno dei miei messaggi fondamentali è: non sfruttate mai l’amore. Se qualcuno vi ama, non introducete nessuna condizione. Se amate qualcuno, non storpiatelo. Lascia che il tuo amore si espanda, dona all’altro più spazio di quanto ne abbia mai avuto quando era solo. Nutritelo, ma non avvelenate il suo nutrimento, non possedetelo. Lasciate che sia libero, più libero di quanto non sia mai stato. In questo caso l’amore crescerà in una profonda intimità. Quando l’amore porta con sé la libertà, scende a profondità maggiori. Quando l’amore fa sentire l’altro rispettato, non umiliato, non distrutto ma sostenuto, quando l’amore ci fa sentire nutriti, liberi, allora scende a profondità maggiori. In questo caso diventa preghiera. Diventa l’esperienza più elevata, suprema della vita…” (Osho)

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

Vivere nel luogo in cui siamo, disagio sociale e sardine, una guida alla salute, la religione tra fede e ragione, parliamo dell’etere…

Il Giornaletto di Saul del 17 dicembre 2019 – Vivere nel luogo in cui siamo, disagio sociale e sardine, una guida alla salute, la religione tra fede e ragione, parliamo dell’etere…

Care, cari, vivere in un luogo, chiederci chi siamo, dove siamo, praticare una vita ecologista nei suoi riflessi sociali, politici ed economici all’interno di una comunità locale ma anche a casa propria, con i propri cari, al lavoro, in ufficio, in ogni momento. Il nostro luogo è la nostra bioregione, intesa come un organismo vivente definito da un’area dove prevale un’omogeneità di clima, geologia, suolo, vegetazione, fauna e vita umana dovuta a secoli e secoli di evoluzione morfologica, biologica e culturale… – (Stefano Panzarasa) – Continua: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2014/12/tracce-di-ecologia-profonda-e-di.html

Sardine e oscuramento – Scrive P.T.: “Lo *schermo delle sardine* è utile per nascondere le news, ad esempio Brexit e che gli italiani schifano la UE al 63%, secondo il sondaggio di eurobarometro di ottobre 2019, quindi l’informazione sulle sardine è gestita come forma di manipolazione per staccare le masse dalla *realtà reale* vs una *realtà astratta*. Lo *schermo delle sardine* non è quindi un fenomeno spontaneo e incidentale ma è parte di un *progetto politico* che è stato avviato a partire dalla vicenda della signora Segre, usata a sua insaputa. Io, che sono di sinistra, nella etimologia di appoggiare il 99% degli ultimi vs L’1% dei poteri forti, posso mai accettare sardine inscatolate a uso e consumo dei poteri forti?”

Disagio sociale e sardine – Scrive Fiore: “Povertà, disoccupazione, schiavitù, sanità, disgregazione sociale, trasporti al collasso, dispersione scolastica, emigrazioni per la sopravvivenza: nessuno di questi problemi coinvolge le sardine per le quali il problema in Italia sarebbe unicamente “il linguaggio della politica” e il cui manifesto ha del surreale. Come afferma il professore Deloglu: mancava poco inserissero nei loro punti qualificanti la necessità che chi fa politica non metta le dita nel naso…” – Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2019/12/la-deriva-del-disagio-sociale-e-la.html

Solimbergo. Salvare l’albero – Scrive Enpa: “Il dott. Massimo Vacchetta direttore del Centro Recupero Ricci a Novello (CN) sta cercando di impedire l’abbattimento di un cipresso secolare “rifugio” di molti animali selvatici e polmone di un territorio. Info: faunaselvatica@enpa.org

“Una guida alla salute” di M. Gandhi. Recensione – “La nostra salute fisica e morale dipende dal conoscere e mettere in pratica le leggi della natura, della semplicità della vita, della sobrietà: il malessere o il benessere di un individuo derivano da lui stesso. I medici troppo spesso cedono alla tentazione a scrivere una ricetta invece che insegnare ai loro pazienti a disciplinare meglio le abitudini della loro vita. Alcune medicine sono inutili, altre sicuramente dannose. Un malato che ingurgita dei medicinali è come chi vuole pulire casa coprendo il sudiciume…” – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2019/12/16/una-guida-alla-salute-di-mohandas-karamchand-gandhi-recensione-e-stralci/

Primitivismo? – Scrive F.R. a commento dell’articolo https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2019/12/bioregionalismo-e-primitivismo-secondo.html -: “Tempo fa ho letto alcuni libri di John Zerzan, piacevoli e a volte pure faticosi pieni di citazioni perché lui come te ha lavorato in una biblioteca quindi leggeva tantissimi libri prendendo appunti di frasi che riportava poi nei suoi libri come faccio pure un po’ io. il primitivismo è una gran bella invenzione, pure poetica anche se pur sempre una invenzione, soprattutto a livello storico, forse quando riusciremo a rovesciare la piramide forse scopriremo che il primitivo non è mai esistito”

Mia rispostina: “…né mai esisterà… è solo una proiezione mentale. Il primitivismo nell’ecologia profonda, equivale al movimento delle sardine in politica… Poi magari un giorno te lo spiego meglio…”

Religione. Tra fede e ragione – Scrive Giuseppe Turrisi: “Partendo da presunti “ordini naturali” ma figli di una struttura logica di rappresentazione razionale che nulla hanno a che vedere con terremoti, valanghe maremoti eruzioni vulcaniche glaciazioni, specie che mangiano altre specie per sopravvivere ecc. per poi arrivare all’accettazione di un impianto meramente “dottrinario” in cui la colpa è tutta  del “peccato originale” commesso in un tempo ed uno spazio probabilmente tutto mitologico e per cui il piano generale escatologico di riscatto passa per una serie di altri dogmi che in quanto tali nulla hanno a che vedere con la razionalità…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.com/2013/12/religione-il-condizionale-tra-fede-e.html

Libertà vo’ cercando – Scrive S.G.: “Siamo in una fase storica durante la quale una autentica libertà di pensiero e di azione può estrinsecarsi ed alimentarsi soltanto all’esterno di apparati, di accademie e di istituzioni. Sarà purtroppo impresa titanica farla rifluire nei luoghi deputati a valorizzarne la essenziale missione etica.”

Parliamo dell’Etere – Scrive Paola Turrini: “È il più sottile dei 5 elementi, quello più impalpabile, più etereo L’etere è l’elemento onnipresente che tutto pervade, è la dimora degli altri quattro elementi, è lo spazio che separa i differenti oggetti e ne permette la varietà. Nel corpo rappresenta gli spazi vuoti, come ad esempio nel tratto intestinale, nei vasi linfatici e sanguigni, negli spazi intercellulari, nei polmoni. La materia in realtà è vuota al suo interno; se si potesse schiacciare l’uomo eliminando completamente tutti gli spazi vuoti si otterrebbe un granello quasi invisibile…” – Continua: https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2019/12/etere-lelemento-onnipervadente.html

Ciao, Paolo/Saul

……………………………..

Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Una religione, che ti insegna a guardare fuori di te, che promette un paradiso e una ricompensa fuori di te, può aiutarti a realizzare il Sé? È solo immergendosi profondamente nel Cuore spirituale che uno può trovare il Sé. Attraverso la meditazione puoi trovare il Sé all’interno del Cuore.” (Ramana Maharshi)

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

Riportare l’albero al centro del mondo, MED 2019, oriente ed occidente, l’uomo senza ombra, sopravvivenza reciproca dell’uomo e degli animali, la consapevolezza suprema…

Il Giornaletto di Saul del 8 dicembre 2019 – Riportare l’albero al centro del mondo, MED 2019, oriente ed occidente, l’uomo senza ombra, sopravvivenza reciproca dell’uomo e degli animali, la consapevolezza suprema…

Care, cari, durante il ventennio fascista sono state bonificate la maggior parte delle terre paludose in Italia. Su queste nuove terre sono stati fondati centinaia di nuovi borghi paesi città e contrade. Queste bonifiche governative soprattutto delle coste, hanno dato il via, in accordo alle lobbies del petrolio, della meccanica e del cemento, alla grande antropizzazione e distruzione delle coste di gran parte del meridione… (Ferdinando Renzetti) – Continua: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2019/12/lastrazione-di-segezia-e-daunilia-la.html

Campagna “No eutanasia” è legittima – Scrive Daniela Turrini: “Abbiamo vinto nel procedimento davanti all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP)! Il Giuri’ ci ha dato ragione e ha deciso che la nostra recente campagna “Pro Vita” contro l’eutanasia era pienamente legittima, onesta, veritiera e corretta e non costituiva una “esagerazione” del problema sociale…”

Roma. Med 2019 – Scrive Fulvio Grimaldi: “In questi giorni si è tenuta a Roma una grande kermesse allestita dall’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, in collaborazione con il Ministero degli esteri, retto da Luigi Di Maio. Da settimane l’ISPI ci bombarda con roboanti annunci del grande evento, l’elenco interminabile di illustrissimi ospiti dall’universo mondo, la rassegna di temi cruciali per l’umanità intera. L’evento si chiama “MED 2019” e si propone di sviscerare, alla mano di esperti ineguagliabili, tutte le problematiche che riguardano il Mediterraneo…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2019/12/07/ispi-stato-profondo-di-maio-med-2019/

Troppe bugie fanno male – Scrive Spiritual: “Dire troppe bugie ai bambini può avere conseguenze durature. Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Experimental Child Psychology da Peipei Setoh della Nanyang Technological University, Singapore, ha rilevato l’impatto a lungo termine delle bugie dette, per convenienza, ai bambini…”

Oriente ed Occidente – Scrisse Osho: “La mente occidentale vive alla periferia che per secoli è stata la preoccupazione fondamentale. Naturalmente, questo ha generato una cultura di tipo diverso rispetto alla cultura indiana. E ha generato un approccio particolare tra gli esseri umani: ha generato la psicologia dell’io…” – Continua: https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2019/12/le-vibrazioni-delloriente-e-quelle.html

Roma. Ricordando Sergio Leone – “Dal 7 Dicembre alla vigilia dell’Epifania alla Città dell’Altra Economia! Mostra, filmati, eventi: “30 giorni da Leone”. Sala Convegni Dino Frisullo”

L’uomo Senza ombra – Scrive Francesco Lamendola: “Che cosa saremmo noi, senza i nostri ricordi? E che cosa sarebbero i ricordi, se non fossero tutt’uno col nostro presente, e se non contribuissero a fare di noi esattamente ciò che siamo, e pertanto a darci un’identità? Sbaglia chi pensa che i ricordi abbiano a che fare col passato…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2019/12/07/l%e2%80%99uomo-senz%e2%80%99ombra-e-le-considerazioni-di-francesco-lamendola/

Commento di Adriano Colafrancesco: “Fermati! Siediti su questa panchina, specchio del mondo che ti circonda, con le sue poche parole e torna con la mente ai ricordi d’infanzia. Mettiti comodo, leggi e medita con calma…”

La sopravvivenza reciproca dell’uomo e degli animali – “L’uomo in questo ultimo secolo è divenuto il peso più grande per il pianeta Terra, siamo troppi ed inquiniamo tremendamente e rubiamo spazio al selvatico. Tutto ciò è innegabilmente vero, non posso però proporre soluzioni finali e sperare nell’armageddon, come molti illusi fanno, per risolvere il problema del mantenimento di una civiltà umana degna di questo nome. Nell’ecologia profonda si indica sempre la condizione presente come base di partenza per il successivo cambiamento o riparazione… considero però che questa società non potrà durare a lungo ed è bene che vi siano delle “nicchie” di sopravvivenza, dalle quali ripartire con nuovi paradigmi di civiltà in cui mantenere un equilibrio fra uomo-natura-animali (dice una poesia: o si salvano o si perdono insieme)… – Continua: http://www.lteconomy.it/blog/2019/12/07/bioregionalismo-gli-animali-nel-contesto-bioregionale-e-nella-societa-umana/

Metamorfosi: Scrive Ovidio “Astenetevi, o mortali dal contaminare con vivande nefande i vostri corpi! Vi sono messi, vi sono frutti, che curvano col loro peso i rami e, sulle viti, turgide uve; vi sono dolci verdure e altri prodotti che la fiamma può far graditi e teneri: né il liquido latte manca a voi, né il miele odoroso di fior di timo: a voi offre ricchezze la generosa terra ed alimenti miti e mense vi apparecchia senza stragi né sangue. Oh qual scellerataggine grande è l’affondar viscere  nelle viscere, impinguar l’avido corpo dentro ammassandovi corpi, vivere da essere animato sopra la morte d’altr’esseri animati! Ma davvero fra cotanti beni che la terra, ottima fra le madri, ti regala, niente a te torna gradito fuorché masticare, con feroci denti, brani miserandi di creature lacerate, e imitare l’usanza dei ciclopi?”

La mente cosciente e la consapevolezza suprema – …la sorgente di luce, il sole, è come la consapevolezza suprema mentre lo specchietto è la mente. Ma la mente stessa, in effetti, è cosciente, essa è l’aspetto riflettente della coscienza. Dico “riflettente” per indicare la sua propensione a rivolgersi verso l’esterno. La mente non è altro che la capacità della coscienza di esteriorizzare se stessa… – Continua con testo bilingue: https://bioregionalismo.blogspot.com/2019/12/the-light-of-consciousness-is-reflected.html

Ciao, Paolo/Saul
………………………

Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca può rendere impuro l’uomo! (Vangelo secondo Matteo)

Commenti disabilitati