Grazie renzie! Con l’ipocrisia e la corruzione abbiamo perso la Nazione

renzie selfie

La madre di tutte le virtù del nostro Paese che sforna assieme alle pizze al pomodoro, anche un numero ragguardevole di ipocriti e corrotti associati alla Politica, rappresentati da individui dalla doppia personalità che affogano col pensiero nel mare infinito della perdizione, nuotando sempre contro corrente in un mondo al singolare aggregato alle Lobby locali, abilissime nel distorcere la verità per soddisfare gli interessi personali o di gruppo di appartenenza.

L’Ipocrisia e la corruzione come unica patologia, forse la più sviluppata nel regno dell’uomo, soprattutto in Italia con le rinomate scuole di cultura dell’ipocrisia e della corruzione, che in duemila anni non sono riuscite a estirparla, dove gli ipocriti in maggioranza iscritti a Organizzazioni Politiche o Sindacali, operano in contrasto alle necessità più rappresentative della qualità della vita.

Basterebbe risolvere il grande problema energetico del Paese per ritornare competitivi, ed invece continuano a selezionare rape che escludono il rapporto con i cittadini e privilegiano le speculazioni e i furti Istituzionali. Non illudetevi, non vi saranno speranze di ripresa neanche con Expo 2015 e finiremo nelle fauci del Reich. Da Monti a Letta e poi Renzi, venditori di tomates, ci hanno fatto perdere tutti i treni che portano al giardino fiorito del buon senso.

L’ipocrita nasce ipocrita e non cambia, si organizza inconsapevolmente distorcendo ogni cosa, trascinando dietro a se squadroni di disinformati che fanno coro, e ad ogni evento si pronunciano in modo sempre contrario alla realtà, venendo meno a quella virtù necessaria a purificare il lato oscuro nel comportamento dell’uomo, invece di condividere la vita amorevolmente nella società.

Dalle umili esperienze vissute, ho sempre ritenuto che l’ipocrisia fosse una virtù necessaria per fare il Politico o il Prete, naturalmente non tutti, ma forse mi sono confuso con il mascalzone, il cugino Pantalone e il nipote Tontolone, che pretendono di sapere quello che non sanno, tentando di convincere le masse nel seguirli nei personali ragionamenti per arricchirsi.

Pare che le persone affette da questo male, siano felici di essere diversi ricoprendo cariche importanti e quando vengono scovate con le mani nel sacco, si comportano come se avessero dei meriti a operare per se e per il gruppo di appartenenza che li protegge, per non perdere i diritti della corruzione condivisa.

A curare l’ipocrisia e la corruzione, ci hanno provato fior di Professori, Scienziati, Filosofi, persino le diverse Religioni che si sono perse nel tentativo di raddrizzare quell’albero umano soggetto a divagare con la mente al rovescio, in modo molto più ramificato di una quercia secolare, mentre altri ancor più eccentrici mirano a posizioni molto più in alto, arrampicandosi oltre la cima dove si scorge ogni cosa sino al disgusto o peggio e tacere, rendendosi partecipi di quella diversità meschina guidata da false convinzioni sull’uso della coscienza.

Molti sono convinti che la nostra Costituzione vada considerata come la migliore al mondo, qui tutto è migliore del migliore, tollerando anche la delinquenza Istituzionale, senza puntualizzare a quale mondo fanno riferimento, ma se ci riferiamo a caso su alcuni articoli fondamentali come Libertà, Diritti e Doveri, Giustizia, Ipocrisia, Corruzione, Speculazioni, Furti, tutti mali radicati nelle Istituzioni, notiamo che sono tutti protetti dal Potere Amministrativo, Legislativo e Giuridico, con le scappatoie dove prevale la prescrizione a salvezza del pubblico servitore impunito, dove la legge è uguale per tutti ad eccezione dell’amico dell’amico.

Esaminando più attentamente il nostro Codice Civile Costituzionale, possiamo notare un atteggiamento irregolare generalizzato, che procede in modo elastico fra il negativo e il positivo in quasi tutti gli articoli con prevalenza altanellante a discrezione del Giudice che toglie a volontà Sua la certezza della ragione su qualsiasi ricorso.

Art. 1 – L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione; (—–) rispondendo a pieno al 50% dei giovani disoccupati senza lavoro e senza futuro; (ergo) importando le nostre necessità dall’estero: (fischio) lavorare fino a settant’anni per togliere il lavoro ai giovani; (rebus) nominare prepotenti incapaci alla guida del Paese; (frega) sostenere un sistema pensionistico contributivo che privilegia i Politici e il Potere; (chicco) invece di creare un tetto unico nella suddivisione delle Risorse Nazionali, tenendo in considerazione le ricchezze personali accumulate da furbetti per vie traverse attraverso l’ipocrisia e la corruzione.

Art. 3 -Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali dinnanzi alla legge, senza distinzione di sesso; (gioia canina), dove la legge è uguale per tutti ad esclusivo parere del Giudice imbrattato da colorazioni Politiche anti sociali e anti umane, che emette giudizi favorendo il vento dell’amore ideologico di formazione e o pertinenza, invece di sottomettere il malcapitato ad una Giuria di saggi.

Art. 7 e Art. 8 – Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge; (tombola) ma regolate e limitate dai Patti Lateranensi che si impongono come unica Religione di Stato.

Il Paese è letteralmente morto e persistono sino ad una possibile eliminazione geopolitica, mentre dall’alto continuano ad arrivare spropositi e speranze per una ripresa fondata su utopie formulate dal potere, che giorno dopo giorno perde i meriti secolari conquistati duramente dai nostri padri della Patria.

Anthony Ceresa

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