“I vegetariani non sono saccenti e presuntuosi, anzi…” – Manifestazione di protesta contro il vaticano per le sue posizioni anti-vegetariane

Lunario Paolo D'Arpini 25 novembre 2010

In difesa dei vegetariani e della morale laica

Non è raro per noi vegetariani-animalisti essere accusati di presunzione e di ostentata superiorità morale, di sentirci migliori degli altri, da parte di alcune persone quando, convinte del loro onnivorismo, subiscono i sensi di colpa a causa della sofferenza indirettamente inflitta agli animali che mangiano o che portano addosso sotto forma di pelli o di pellicce.
           

Per capire cosa significa essere migliori occorre stabilire un punto di riferimento oggettivo, un termine di paragone ritenuto più giusto e vantaggioso per il bene comune, per il processo evolutivo civile, morale e spirituale dell’individuo. Se essere migliori significa causare meno male, essere più rispettosi delle regole ed in armonia con il nostro contesto naturale, allora è vero, noi ci sentiamo migliori. Anche se tra il bianco e il nero, come tra il giorno e la notte, vi sono infinite sfumature intermedie, dire che in questa vita non esiste il migliore o il peggiore è come equiparare Gesù a Giuda Iscariota, come dire che il bene ha lo stesso valore del male, che l’uomo virtuoso ha gli stessi meriti del mascalzone.
           

Tra un uomo dedito al furto ed un uomo onesto nessuno ha dubbi ad indicare il secondo come migliore.
           

Tra colui che impegna il suo tempo ad interessarsi solo dei suoi problemi e colui che spende gran parte della sua vita e delle sue risorse umane e finanziarie per aiutare chi soffre, quest’ultimo è sicuramente migliore.
            Tra un individuo sensibile al dolore e alla morte di un suo simile ed uno che per sensibilità umana e senso di giustizia fa sue anche le sofferenze di qualunque creatura non appartenente alla sua specie, quest’ultimo è sicuramente migliore. 
           

Tra chi ha una coscienza in grado di conficcare elettrodi nel cervello di un gatto per studiarne le reazioni e colui che considera tutto questo un abominio, sicuramente quest’ultimo è migliore.
           

Tra chi ritiene giusto uccidere barbaramente una volpe, un visone o un coniglio per strappargli l’unica pelle e poi fare di questi miseri corpi alimento per altri animali e colui che ritiene tutto questo una mostruosità, quest’ultimo è sicuramente migliore.
           

Si provi a dimostrare il contrario, si provi a dimostrare che i due in questione abbiamo gli stessi valori morali, lo stesso senso di giustizia, la stessa sensibilità umana, la stessa intelligenza positiva. Si provi a dimostrare che sotto questi aspetti noi universalisti-vegetariani-animalisti siamo come gli altri e forse ci convinceremo di non essere migliori. Se ci sentiamo migliori perché condividiamo maggiormente la sofferenza universale, allora abbiamo la presunzione di sentirci migliori, rispetto a chi percepisce solo il dolore dei suoi simili.
           

Ma la presunzione non è parte della nostra visione delle cose, né ci gratifica apparire “migliori”  o più saccenti. Noi siamo gente virtuosa, che ama la non violenza, la giustizia che vorremmo estendere ai nostri parenti animati. Siamo più sensibili è vero, abbiano una percezione più ampia della libertà e della giustizia, del rispetto cui ha diritto, per legge naturale, ogni essere vivente per il solo fatto di esistere.
           

Noi abbiamo come obiettivo la crescita integrale dell’uomo, la ricchezza dei valori fondamentali dell’esistenza. Sappiamo che un albero non cresce in un giorno; sappiamo che ognuno, per infinite circostanze di ordine sociali e culturali, appartiene ad un suo livello evolutivo; sappiamo che tutte le grandi innovazioni conoscono tre fasi: prima la derisione, poi la considerazione ed infine la condivisione.

Franco Libero Manco

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Qui di seguito il Comunicato Stampa per la manifestazione contro il vaticano del 26 novembre 2010:

Il Comitato per la Spiritualità Laica aderisce alla Manifestazione
animalista congiunta contro il papa Ratzinger ed il vaticano per le
posizioni assunte contro gli animali.
Venerdì 26 novembre p.v. dalle ore 17,00 alle ore 20,00, in piazza di
Porta S. Giovanni in Laterano a Roma nei pressi della statua di S.

Francesco, diverse associazioni animaliste (aderenti alla Consulta
Vegetariana Animalista ed al Comitato per la Spiritualità Laica, etc.)
 terranno una manifestazione di protesta nei confronti della Chiesa cattolica indifferente alla condizione degli animali e fautrice di una
cultura antropocentrica che condanna il mondo animale ad una
condizione senza diritti.

“Il nostro intento è di far pressione affinché esca dal suo
antropocentrismo che genera effetti devastanti non solo nei confronti
degli animali, ma dell’ambiente e della coscienza umana resa sempre
più insensibile e indifferente verso la condizione di chi soffre perché autorizzata a disprezzare tutto ciò che non è umano”  Afferma
Franco Libero Manco dell’AVA

I vegetariani, gli animalisti ed i laici sono invitati a partecipare
numerosi, portando  striscioni, cartelli, fischietti e fiaccole. Per
la circostanza verrà distribuito materiale divulgativo su tutte le
tematiche trattate.

“Il nostro intento è far arrivare agli edifici del Vicariato la nostra
voce, la voce degli animali… e la voce della libera  espressione
spirituale” Dice Paolo D’Arpini del  Comitato per la Spiritualità
Laica

I riceventi sono pregati di inoltrare il presente programma  ai Media
ed ai conoscenti ed amici,   invitando anche i religiosi “altri”oltre
ai cattolici a questa iniziativa. E’ importante che il mondo religioso sia al corrente delle iniziative che il movimento vegetariano-animalista mette in atto per protestare contro la  chiusura  cattolica ai diritti degli animali.
Consulta Vegetariana Animalista e Comitato per la Spiritualità Laica
Franco Libero Manco: francolibero.manco@fastwebnet.it
Paolo D’Arpini: spirito.laico@libero.it

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