<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Circolo Vegetariano VV.TT. Calcata &#187; spiritualità laica</title>
	<atom:link href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/tag/spiritualita-laica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it</link>
	<description>Il blog del Circolo Vegetariano di Calcata</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 May 2012 13:43:41 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Segreti dei santi – Da raccontare solo a pochi intimi…. Una lezione ricevuta  attraverso  Anasuya Devi</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/15/segreti-dei-santi-%e2%80%93-da-raccontare-solo-a-pochi-intimi%e2%80%a6-una-lezione-ricevuta-attraverso-anasuya-devi/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/15/segreti-dei-santi-%e2%80%93-da-raccontare-solo-a-pochi-intimi%e2%80%a6-una-lezione-ricevuta-attraverso-anasuya-devi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 05:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poems and Reflections]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[Anasuya Devi]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[chi si ferma è perduto]]></category>
		<category><![CDATA[Dio Ganesh]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[Jillellamudi]]></category>
		<category><![CDATA[lebbra]]></category>
		<category><![CDATA[Madre Teresa di Calcutta]]></category>
		<category><![CDATA[Mansur Mastana]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[santi]]></category>
		<category><![CDATA[scimmia]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità laica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/15/segreti-dei-santi-%e2%80%93-da-raccontare-solo-a-pochi-intimi%e2%80%a6-una-lezione-ricevuta-attraverso-anasuya-devi/</guid>
		<description><![CDATA[Ognuno ha i propri segreti, esperienze che si tengono celate per non offuscare l’immagine di sé, oppure per evitare che ci siano dei fraintendimenti inopportuni. Ad esempio oggi mentre mi trovavo nella grotticella, dedicata ad Amma, la mia madre spirituale, ed al Dio Ganesh, mi è capitato di rileggere la storia di Mansur Mastana un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Ognuno ha i propri segreti, esperienze che si tengono celate per non offuscare l’immagine di sé, oppure per evitare che ci siano dei fraintendimenti inopportuni. Ad esempio oggi mentre mi trovavo nella grotticella, dedicata ad Amma, la mia madre spirituale, ed al Dio Ganesh, mi è capitato di rileggere la storia di Mansur Mastana un santo sufi che avendo ottenuto l’esperienza del Sé, lo dichiarò pubblicamente affermando &#8220;Ana’l-ahqq&#8221; che significa &#8220;Io sono Dio&#8221;. Ovvio che in una religione dualistica come quella musulmana tale affermazione fu presa per eresia e Mansur fu condannato a morte. Ma anche sul patibolo egli rideva e continuava ad affermare &#8220;la verità&#8221; della sua esperienza ma gli altri non potevano capire e semplicemente pensarono che fosse impazzito e comunque meritevole di morte. In seguito i sufi s’intesero fra di loro che in futuro sarebbe stato meglio non affermare pubblicamente tale verità, che anche quando fosse stata raggiunta era meglio uniformarsi alle convenienze essoteriche, lasciando le verità esoteriche nel cerchio ristretto degli iniziati.</p>
<p>Questa premessa per dirvi che a volte ci possono essere esperienze spirituali che non è bene divulgare, poiché potrebbero essere fraintese o creare confusione nella mente degli ascoltatori. Per questa ragione in tutte le scuole iniziatiche si proibisce esplicitamente di farsi belli con i miracoli, le visioni, gli insegnamenti ricevuti e quant’altro. Però, però… stavolta vorrei trasgredire la regola. Ormai la lezione ricevuta è stata da me metabolizzata e credo che –sia pur nel rischio di una malinterpretazione- sia per me giunto il momento di raccontarla. In effetti non è un’esperienza di cui andare orgogliosi, dimostra solo la &#8220;piccolezza&#8221; dell’io, ma questo aspetto è importate per significare che non occorre uniformarsi ad un &#8220;modello&#8221; di santità idealistica, che ci fa apparire santi a tutti i costi, ma che è sufficiente poter sorridere e passar sopra alle proprie deblacles considerandole normali avvenimenti sul cammino, in cui talvolta si inciampa per rialzarsi e proseguire.</p>
<p>Dovete sapere, forse già lo sapete, che questo personaggio Paolo D’Arpini è nato l’anno della Scimmia ed è perciò profondamente convinto di essere il meglio in ogni campo o per lo meno si atteggia ad esserlo. Ma siccome ha il Legno (amore, empatia) come elemento principale, manifesta questa sicumera attraverso i sentimenti. Poi c’è il Metallo che rende codesto scimmiotto alquanto giusto ed il Fuoco che gli fa vedere le cose per quel che sono, anche se lo rende un po’ troppo &#8220;intelligente&#8221; (diciamo pure astuto). Il risultato? Quando da giovane scrivevo poesie lo facevo con impegno amoroso, magari cercando di conquistare con quelle dolci parole le ragazze che altrimenti non mi avrebbero filato (visto che non sono un granché). Siccome poi non mi piace la competizione violenta mi ero specializzato nel poker in modo da dimostrare la mia superiorità con il gioco d’azzardo (questo mi ricorda un po’ il tragitto di Siddharta). Inoltre, per quanto riguarda la giustizia, chi mi conosce sa quanto sia un Don Chisciotte contro i mulini a vento, e per l’intelligenza la riprova sta in questa capacità (messa in pratica ora) di raccontare storie ed aneddoti che sanno pure affascinare….</p>
<p>Insomma in tutti gli aspetti della vita, le caratteristiche psichiche e gli aspetti elementali si manifestano secondo la loro natura e non c’è nulla da fare in ciò, succede e basta! Ovviamente questo vale anche nella dimostrazione della mia &#8220;santità&#8221;, quando si tratta cioè di fare quella parte, debbo in qualche modo dimostrare un’eccellenza od unicità.</p>
<p>Ad esempio il mio voler dare uno specifico ed esclusivo nome all’esperienza interiore, da me definita &#8220;spiritualità laica&#8221; è uno dei miei vezzi ormai riconosciuti.</p>
<p>La comprensione del significato &#8220;spiritualità&#8221; appartiene in verità all’intelletto mentre il &#8220;cuore&#8221; non darebbe alcun nome, al massimo sarebbe una &#8220;meraviglia di sé&#8221; (gli inglesi dicono bene con la parola &#8220;awe&#8221;). Dare una definizione ed un significato all’esperienza è già separatezza, dualismo, ma il &#8220;cuore&#8221; accetta solo l’unione, semplice fioritura, e non comprende la &#8220;descrizione&#8221; di tale fioritura. Eppure è sotto gli occhi di chiunque che io continuo a parlare di &#8220;spiritualità laica&#8221; come un giusto modo di esprimere l’integrazione e la realizzazione, avendolo reso persino un &#8220;filone&#8221;…. Scusatemi per questo imbroglio scimmiesco!</p>
<p>Oggi sono in vena di confessioni e mi pare giunto il momento di raccontare un fatto vissuto tanti anni fa, quando stavo a Jillellamudi con Amma, la mia madre spirituale Anasuya. Dovete sapere che Anasuya è l’incarnazione della verità (come quel Mansur Mastana di cui sopra), ma lei era molto modesta diceva &#8220;non c’è differenza fra voi e me&#8221; &#8220;io sono voi e voi siete me&#8221; &#8220;i miei attaccamenti mondani sono molto superiori ai vostri voi siete attaccati agli amici, ad una famiglia, io sono attaccata a tutti voi&#8221;… Il significato di Anasuya è &#8220;una che è aldilà dell’invidia e della gelosia&#8221; ed infatti come poteva essere invidiosa o gelosa quando riconosceva se stessa in tutti ed in tutto ciò che esiste? Cosa significa per Anasuya essere più belli, più brutti, più bravi o più furbi? E perciò Anasuya non manifestava alcuna qualità diversa da quelle che le erano proprie, che facevano parte delle caratteristiche innate con le quali era nata. In ogni caso erano le qualità di una &#8220;incarnazione&#8221; della verità, come d’altronde ognuno di noi…. E le sue lezioni erano dolci e sublimi, crudeli, a volte, ma piene di nettare.</p>
<p>Vi racconto una di tali lezioni &#8220;materne&#8221; da me allora vissuta.</p>
<p>Avevo preso l’abitudine da alcuni giorni di recarmi sulla costa, da cui Jillellamudi dista una ventina di miglia, per restarmene in meditazione solitaria di fronte all’oceano. Un giorno mi trovavo in bicicletta pedalando per andare alla spiaggia. Chi di voi conosce le vecchie bici indiane sa che sono macchinari impossibili, altissime e con grandi ruote, una volta salito in sella e partito non è facile fermarsi o compiere acrobazie. Per cui procedevo spedito sgattaiolando senza mai fermarsi fra altri velocipedi, risciò e pedoni.</p>
<p>&#8220;Chi si ferma è perduto&#8221; dice un vecchio adagio ed infatti cercavo di non fermarmi mai lungo il periglioso percorso. Già un paio di volte alla periferia di Bapatla, la cittadina che dovevo attraversare prima per raggiungere il mare, avevo notato una capannuccia minuscola dalla quale usciva un filino di fumo, davanti alla quale stazionava una vecchietta male in arnese, forse aspettava qualcuno o chiedeva l’elemosina, non so. Nel frattempo dopo alcuni passaggi di andata e ritorno avevo appurato che la vecchietta era in realtà una lebbrosa, con le mani mangiate dalla malattia ed anche alcune parti del volto. Non mi ero mai fermato sia per la mia difficoltà nel pilotare il velocipede ed –ovviamente- anche per la reticenza ad affrontare una situazione alquanto &#8220;anomala&#8221; per me. Non avevo però potuto ignorare quella presenza, e ricordarmi delle storie di Gesù, di San Francesco, di Madre Teresa di Calcutta e di tutti gli altri santi che curavano e benedicevano i lebbrosi e gli appestati. Insomma la mia &#8220;santità&#8221; veniva solleticata ed anche la tentazione di dimostrare a me stesso (e di conseguenza al mondo) che non ero inferiore agli altri santi, mi spinse una bella mattina ad arrestare il biciclone (quasi perdendo l’equilibrio) davanti a quella vecchia signora.</p>
<p>Avevo in tasca alcune rupie e ne diedi una alla donna, poi mi ricordai di un’altra banconota da due rupie decrepita e forse anche falsa che mi era stata appioppata da qualcuno e mi dissi &#8220;tanto io non potrei mai spendere queste rupie, perché nessuno dei negozianti le prenderebbe, tanto vale darle a questa donna, magari lei riesce a spenderle…&#8221; e così feci. La vecchietta mi ringraziò con le mani giunte, anch’io la salutai compito (a distanza di sicurezza) e rimontai in sella partendo a sbalzelloni.</p>
<p>L’immagine di me, che mi ero costruito, era comunque &#8220;bellissima&#8221; già mi vedevo raccontare l’avventura agli amici di Calcata, con tanto di descrizioni del marciume della carne della povera vecchia, del mio sprezzo del pericolo, etc. Trascorsero alcuni giorni in cui non passai più di là, finché una bella mattina eccomi di nuovo su quella strada e davanti alla capanna c’era la lebbrosa a sbracciarsi, mi si piazzò quasi di fronte alla bici, facendomi perdere l’equilibrio e costringendomi ad una brusca frenata.</p>
<p>Pensai un po’ scocciato &#8220;ma che vuole ancora questa? Non le è bastata l’elemosina dell’altra volta?&#8221;. La donna mi costrinse ad entrare nella sua capannuccia dove non si stava quasi in piedi e dove lo spazio era appena sufficiente per due persone affiancate e per un giaciglio che stava lì dappresso. Io mi sentivo molto a disagio e debbo dire che provai anche timore non sapendo come muovermi o comportarmi. La donna estrasse da una sua sacchetta, con lentezza che trovai estrema, un qualcosa di arrotolato, e me lo porse… era la banconota da due rupie… Compresi allora che neanche lei era riuscita a &#8220;spenderle&#8221; e quindi me le restituiva…. Non ebbi il coraggio di riprendermi quel pezzetto di carta che oltre che falso ora mi sembrava anche &#8220;infetto&#8221;… Altro che sublimazione ed imitazione di Gesù, San Francesco, etc. etc. mi ritrovavo lì, scimmiotto furbetto, ad essere ripagato con la mia stessa moneta…</p>
<p>Offrii alla lebbrosa un’altra banconota da due rupie, in buone condizioni, mi scusai a gesti con lei e scappai il più velocemente possibile dalla scena e per un bel po&#8217; smisi di andarmene a &#8220;meditare&#8221; sulla spiaggia, in bicicletta.</p>
<p>Vi è piaciuta questa storia?</p>
<p>Paolo D’Arpini</p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/15/segreti-dei-santi-%e2%80%93-da-raccontare-solo-a-pochi-intimi%e2%80%a6-una-lezione-ricevuta-attraverso-anasuya-devi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sinossi della spiritualità laica: “La conoscenza empirica o speculativa o religiosa è utile per analizzare i particolari di questo sogno chiamato vita… ma  forse ti allontana dalla conoscenza di colui che  conosce…”</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/14/sinossi-della-spiritualita-laica-%e2%80%9cla-conoscenza-empirica-o-speculativa-o-religiosa-e-utile-per-analizzare-i-particolari-di-questo-sogno-chiamato-vita%e2%80%a6-ma-forse-ti-allontana-dalla-con/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/14/sinossi-della-spiritualita-laica-%e2%80%9cla-conoscenza-empirica-o-speculativa-o-religiosa-e-utile-per-analizzare-i-particolari-di-questo-sogno-chiamato-vita%e2%80%a6-ma-forse-ti-allontana-dalla-con/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 11:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poems and Reflections]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[affetto]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza di Sé]]></category>
		<category><![CDATA[dharma]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[morale]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità laica]]></category>
		<category><![CDATA[spontaneità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/14/sinossi-della-spiritualita-laica-%e2%80%9cla-conoscenza-empirica-o-speculativa-o-religiosa-e-utile-per-analizzare-i-particolari-di-questo-sogno-chiamato-vita%e2%80%a6-ma-forse-ti-allontana-dalla-con/</guid>
		<description><![CDATA[Lettera ricevuta da un’insegnante di scuola media superiore in merito al &#8220;valore&#8221; dell’insegnamento religioso nelle scuole e riposta in chiave di spiritualità laica.
&#8220;Attento Paolo, in questa tua visione stai aderendo anche tu ad una &#8220;religione&#8221;.. la tua! Se è vero, come dici che l&#8217;etica , la morale.. si sovrappongono alla natura umana, allora è anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Lettera ricevuta da un’insegnante di scuola media superiore in merito al &#8220;valore&#8221; dell’insegnamento religioso nelle scuole e riposta in chiave di spiritualità laica.</p>
<p>&#8220;Attento Paolo, in questa tua visione stai aderendo anche tu ad una &#8220;religione&#8221;.. la tua! Se è vero, come dici che l&#8217;etica , la morale.. si sovrappongono alla natura umana, allora è anche vero che &#8220;pure tutto il resto&#8221; si sovrappone alla natura umana.. storia, filosofia, musica, abiti, cibo&#8230;. e che facciamo.. mandiamo tutto al rogo? Non credo sia la scelta giusta! E poi&#8230; nel mio intervento di oggi pomeriggio (pubblicato su <a href="http://saul-arpino.blogspot.com/2009/08/il-giornaletto-di-saul-del-14-agosto.html">http://saul-arpino.blogspot.com/2009/08/il-giornaletto-di-saul-del-14-agosto.html</a> ) non ti ho parlato di &#8220;condivisione&#8221; nei confronti di quella &#8220;religione&#8221; che viene imposta dalla chiesa, l&#8217;ho anche specificato! Io ci lavoro a scuola e so come lavorano tanti miei colleghi di religione: parlano e spiegano ai ragazzi la storia delle religioni, la geografia delle religioni, la musica delle religioni.. non so se mi spiego!   Considerare il lavoro di queste persone una specie di &#8220;piattino per le offerte ai bisognosi&#8221;, non lo trovo giusto! Tu sapientemente ci istruisci parlandoci di Vishnu, di &#8220;Centro&#8221;, di Manipura.. e va benissimo, io ti seguo, mi appassiono&#8230;ma allo stesso tempo mi devo ricordare che sono un&#8217;insegnante e che potrei comunicare ai miei ragazzi queste informazioni&#8230;come? Studio il modo pedagogicamente e didatticamente più valido e mi consulto con la collega o il collega di religione: scriviamo un progetto e ci lavoriamo insieme&#8230;indagando sulla storia dell&#8217;Induismo, confrontando i suoi &#8220;insegnamenti&#8221; con quelli del Cristianesimo, del Buddismo&#8230;.così si vive l&#8217;insegnamento della religione in tante scuole che ho &#8220;frequentato&#8221;. Il punto di partenza necessita di uno &#8220;studio&#8221;, soprattutto in un contesto come quello odierno..non lo dice la &#8220;professoressa&#8221;, lo chiedono i ragazzi con un grido di aiuto che solo i &#8220;sordi&#8221; vogliono ignorare. Ogni terreno, prima di essere &#8220;seminato&#8221;, va arato in profondità, va ripulito dalle tante erbacce, va amato e &#8220;compreso&#8221;.. il resto seguirà il suo &#8220;destino&#8221;. Un abbraccio, Hari Atma&#8221;</p>
<p>Articolo al quale si fa riferimento nella soprastante lettera: <a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/13/spiritualita-laica-vuol-dire-restare-nel-centro-senza-pensieri-senza-religione-senza-ricerca-alcunaâ¦-saul-arpino/">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/13/spiritualita-laica-vuol-dire-restare-nel-centro-senza-pensieri-senza-religione-senza-ricerca-alcuna%e2%80%a6-saul-arpino/</a>  </p>
<p>Chiarimento:</p>
<p>Non ci deve essere contrapposizione fra noi.  Il tuo approccio ed il mio possono essere complementari…. Almeno fino ad un certo punto! Giustamente tu esprimi i modi attuativi del tuo Dharma  con le parole e le azioni consone alla sua attuazione.</p>
<p>Ma il mio Dharma è quello di scrostare la mente umana da ogni sovrastruttura, compresa la religione, l&#8217;etica e la morale, che -ripeto- impediscono la spontanea attuazione della saggia e innocente natura umana. Non serve propagandare precetti ma scoprire la spontanea &#8220;santità&#8221; (leggasi integrità) dell&#8217;uomo, aldilà di ogni fare e non-fare. Sappi che, sia pur utilizzando esempi e aneddoti pescati da questa o quella religione o sentiero spirituale -per una facilitazione comunicativa o di esemplificazione- tutte queste cose (compreso il discorso esplicativo che ti sto facendo) le considero &#8220;paccottiglia culturale&#8221; che dal punto di vista della &#8220;conoscenza di Sé&#8221; ha poco valore, è solo una conoscenza &#8220;aggiunta&#8221; esternalizzante, come tutte le nozioni della speculazione intellettuale empirica.</p>
<p>Ti ammiro per il cuore che metti nel tuo insegnamento e ti auguro ogni successo nei fini che ti sei prefissa&#8230;. Con affetto.</p>
<p>Paolo D’Arpini</p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/14/sinossi-della-spiritualita-laica-%e2%80%9cla-conoscenza-empirica-o-speculativa-o-religiosa-e-utile-per-analizzare-i-particolari-di-questo-sogno-chiamato-vita%e2%80%a6-ma-forse-ti-allontana-dalla-con/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spiritualità laica vuol dire  restare nel Centro, senza pensieri, senza religione, senza ricerca alcuna…. (Saul Arpino)</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/13/spiritualita-laica-vuol-dire-restare-nel-centro-senza-pensieri-senza-religione-senza-ricerca-alcuna%e2%80%a6-saul-arpino/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/13/spiritualita-laica-vuol-dire-restare-nel-centro-senza-pensieri-senza-religione-senza-ricerca-alcuna%e2%80%a6-saul-arpino/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 05:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poems and Reflections]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA["Centro"]]></category>
		<category><![CDATA[Abraham Maslow]]></category>
		<category><![CDATA[Brahma]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[Manipura]]></category>
		<category><![CDATA[ombelico]]></category>
		<category><![CDATA[Osho]]></category>
		<category><![CDATA[Saul Arpino]]></category>
		<category><![CDATA[Shivasutra]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità laica]]></category>
		<category><![CDATA[Vishnu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/13/spiritualita-laica-vuol-dire-restare-nel-centro-senza-pensieri-senza-religione-senza-ricerca-alcuna%e2%80%a6-saul-arpino/</guid>
		<description><![CDATA[La nostra vita non è separata dalla Vita. La nostra esistenza individuale è parte dell’Esistenza totale, inscindibilmente connesse, inseparabili.
C’è nell’induismo una bellissima immagine che raffigura il Creatore, Brahma, attaccato con un cordone ombelicale a Vishnu. Vishnu in questo caso raffigura l’Uno da cui tutto procede e non soltanto il Conservatore. Ed anche noi siamo collegati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">La nostra vita non è separata dalla Vita. La nostra esistenza individuale è parte dell’Esistenza totale, inscindibilmente connesse, inseparabili.</p>
<p>C’è nell’induismo una bellissima immagine che raffigura il Creatore, Brahma, attaccato con un cordone ombelicale a Vishnu. Vishnu in questo caso raffigura l’Uno da cui tutto procede e non soltanto il Conservatore. Ed anche noi siamo collegati all&#8217;ombelico del cosmo, poiché siamo un’espressione vitale dell’interezza della vita, dipendenti dalla Sorgente.</p>
<p>In una forma di meditazione zen ci si concentra sull’ombelico, hara in giapponese, che viene considerato il punto d’incontro dell’energia vitale, ki. Nel Tantra quel punto corrisponde al chakra in cui brucia il fuoco eterno, Manipura (plesso solare). Secondo altre scuole la base di collegamento con l’infinito, di cui siamo la manifestazione, è indicato in altre aree o chakra: nella base della colonna spinale, nel cuore, nella ghiandola pineale o sulla sommità della testa (la fontanella).</p>
<p>Poco importa la sua ipotetica &#8220;ubicazione&#8221; –che è solo una convenienza descrittiva in quanto come può essere &#8220;ubicato&#8221; quello che tutto contiene?- ciò che conta è che sicuramente per ognuno di noi esiste un &#8220;Centro&#8221;, una radice che nutre il nostro essere. Possiamo non esserne consapevoli ma il &#8220;Centro&#8221; esiste e si esprime in forma di Coscienza.</p>
<p>Secondo Abraham Maslow &#8220;l’attuazione di sé&#8221; significa divenire consapevoli di questo &#8220;Centro&#8221;.</p>
<p>Vivere lontano dal proprio &#8220;Centro&#8221;, che è il ponte che unisce la nostra esistenza individuale con quella Universale, corrisponde al sentirsi separati, &#8220;gettati su questo mondo&#8221; –usando le parole di Sartre. Ovvero ritenersi estranei e privi di radici con l’esistenza. Da ciò deriva una condizione di perenne inquietudine, che cerchiamo di soddisfare con i desideri e le scelte, ma il risultato é solo frustrazione, paura, incertezza e lotta… ed è una lotta che conosce solo sconfitta! Infatti come ci si può ribellare o tentare di modificare la vita quando noi stessi siamo una sua emanazione?</p>
<p>Perciò, nella spiritualità laica, la realizzazione, l’integrità, la &#8220;santità&#8221; (se preferite questo termine) consiste nel risiedere nel proprio &#8220;Centro&#8221;. Nel lasciarsi andare in profondità sino alle radici dell’Io.</p>
<p>E’ difficile? Sembra impossibile?</p>
<p>In verità è la cosa più semplice di questo mondo, poiché –come affermava Ramana Maharshi- non possiamo fare a meno di essere quel che già siamo, basta divenirne consapevoli: &#8220;Scendete alle radici stesse dell’io. Sperimentate ciò che siete nel profondo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Qualsiasi cosa è stata oggetto di esperienza, ed accettata, può essere anche trascesa; qualsiasi cosa venga repressa, e non accettata, non potrà mai essere trascesa&#8221; (Osho)</p>
<p>&#8220;La gioia consapevole nel mondo è la stessa dell’estasi nel Samadhi (assorbimento trascendente nel Sé)&#8221; (Shivasutra)</p>
<p>&#8220;Io ed il Padre mio siamo Uno…&#8221; (Gesù)</p>
<p>Paolo D’Arpini</p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/08/13/spiritualita-laica-vuol-dire-restare-nel-centro-senza-pensieri-senza-religione-senza-ricerca-alcuna%e2%80%a6-saul-arpino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ramana Maharshi: “Anubandham – Sloka 26, 27, 28  &#8211;  Dal Vasishta Saram”- Descrizione  della consapevolezza interiore del “liberato vivente” (jivan-mukta)</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/29/ramana-maharshi-%e2%80%9canubandham-%e2%80%93-sloka-26-27-28-dal-vasishta-saram%e2%80%9d-descrizione-della-consapevolezza-interiore-del-%e2%80%9cliberato-vivente%e2%80%9d-jivan-mukta/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/29/ramana-maharshi-%e2%80%9canubandham-%e2%80%93-sloka-26-27-28-dal-vasishta-saram%e2%80%9d-descrizione-della-consapevolezza-interiore-del-%e2%80%9cliberato-vivente%e2%80%9d-jivan-mukta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 07:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poems and Reflections]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[Jivan-mukta]]></category>
		<category><![CDATA[Liberato vivente]]></category>
		<category><![CDATA[Rama]]></category>
		<category><![CDATA[Ramana Maharshi]]></category>
		<category><![CDATA[Rishi Vasishta]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità laica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/29/ramana-maharshi-%e2%80%9canubandham-%e2%80%93-sloka-26-27-28-dal-vasishta-saram%e2%80%9d-descrizione-della-consapevolezza-interiore-del-%e2%80%9cliberato-vivente%e2%80%9d-jivan-mukta/</guid>
		<description><![CDATA[Le strofe che seguono sono tratte dal Supplemento ai 40 versi di Ramana Maharshi. Le tre strofe rilevate, a loro volta, fanno parte del Vasishta Saram, che tratta degli insegnamenti sulla realizzazione del Sé impartiti al giovinetto Rama (una delle 10 incarnazioni di Vishnu) dal suo Guru Rishi Vasishta.Da notare come, non indicando specificatamente il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Le strofe che seguono sono tratte dal Supplemento ai 40 versi di Ramana Maharshi. Le tre strofe rilevate, a loro volta, fanno parte del Vasishta Saram, che tratta degli insegnamenti sulla realizzazione del Sé impartiti al giovinetto Rama (una delle 10 incarnazioni di Vishnu) dal suo Guru Rishi Vasishta.</font><font size="2">Da notare come, non indicando specificatamente il modo del raggiungimento, in quanto il &#8220;raggiungimento&#8221; secondo la filosofia Advaita richiede solo l’eliminazione dell’ignoranza che il  Sé è onnipresente, nelle strofe riprese da Ramana venga indicato lo &#8220;stato&#8221; interiore del realizzato.  Ma lo &#8220;stato libero dall’ignoranza&#8221; non è il risultato di un ragionamento bensì è piena consapevolezza della propria natura, che non può avere riscontro oggettivo da parte dell’osservatore. Allo stesso tempo dalle strofe riportate dal Maharshi (e dalla spiegazione in prosa aggiunta da Mahadevam) se ne deduce una implicita descrizione della condizione interiore del Mukta, il liberato vivente.</font><font size="2">Questa &#8220;condizione&#8221; (se così si può chiamare) è il fine di ogni conoscenza spirituale, compresa –ovviamente- la Spiritualità Laica.</p>
<p>S. 26 &#8211; &#8220;Avendo investigato in tutti i vari stati (veglia, sogno, sonno profondo) e tenendo costantemente nel tuo Cuore quello che è lo Stato Supremo, libero dall’illusione, gioca la tua parte nel mondo, oh eroe! Tu hai realizzato nel Cuore quello che è il substrato di Realtà, al di là di ogni apparenza. Perciò, senza mai perdere questa consapevolezza, gioca nel mondo come ti piace, oh eroe!&#8221;</p>
<p>Commento &#8211; Qui l’istruzione del saggio Vasishta a Rama. Da cui si evince che la realizzazione subentra con l’investigazione sugli stati mentali, di cui il Sé è la sola realtà intrinseca o substrato permanente. Allorché la realizzazione diviene costante o stabile l’illusione della separazione viene cancellata e quindi il liberato vivente può giocare la propria parte nel mondo, senza esserne affetto. Ovviamente tale &#8220;persona&#8221; (presunta come tale da chi la osserva) non perde mai di vista la Realtà, che sta alla base di ogni apparenza ed è perfettamente consapevole della unitarietà del Sé.</p>
<p>S. 27 – &#8220;Con apparenti emozioni e piaceri, con apparenti agitazioni ed asti, e con sforzo apparente nello svolgere ogni attività, ma senza attaccamento, gioca nel mondo, oh eroe! Essendo libero da ogni sorta di schiavitù, avendo raggiunto l’equanimità in tutte le situazioni, compiendo azioni confacenti, secondo la tua parte, gioca bel mondo, oh eroe!&#8221;</p>
<p>Commento – Un Jnani (conoscitore della Verità) fa la sua parte nel mondo, come ogni altro. Ma le sue azioni e le sue emozioni che sono aldilà di esse, sono solo apparenti. Egli può esultare o sembrare depresso ma in realtà non è così (si ricordi qui la descrizione data del Cristo come Dio e come uomo allo stesso tempo). Allo stesso modo il saggio sembra preparare e perseguire progetti, sembra fare tutto ciò che compie un uomo del mondo ma egli conosce l’irrealtà di tutto questo. Come in un gioco od in una commedia egli svolge meramente la sua parte e non viene toccato da quel che accade. Questo in conseguenza del suo stato di equanimità ed assenza di desideri.</p>
<p>S. 28 – &#8220;Colui che è stabile nella verità della conoscenza è il conoscitore del Sé (Jnani). Attraverso la conoscenza egli ha distrutto le impressioni dei sensi. Veramente egli è Agni (il fuoco sacro) che è il distruttore dell’ignoranza. Egli è Indra (il supremo Deva) che brandisce il Vraja (la saetta della conoscenza). Egli è il Tempo del tempo. Egli è l’eroe che ha sconfitto la morte!&#8221;</p>
<p>Commento &#8211; Qui il Maharshi include l’apologia del Conoscitore del Sé. Infatti Conoscenza equivale ad auto-realizzazione e per il Jivan-mukta (liberato vivente) le funzioni dei sensi e le loro impressioni non hanno appiglio alcuno. Per lui non ci sono organi di senso, né corpo, né mente, per lui non esiste il mondo della dualità. La sua conoscenza è paragonata ad Agni, che brucia ogni rifiuto, ed alla saetta di Indra, con la quale fu ucciso il demonio. Colui che ha realizzato il Sé non è condizionato dal tempo, egli è la Morte della morte (Shiva stesso), è il vero eroe (dhira) che non ha paura di nulla, perché non c’è un &#8220;altro&#8221; che lui possa temere.</p>
<p>Conclusione.</p>
<p>Forse si potrebbe tentare ancora di aggiungere parole su parole alla gloria del Conoscitore del Sé, ma come disse un grande saggio cantando le lodi di Shiva &#8220;nemmeno se il monte Meru (la montagna centrale dell’Universo) fosse un pennino e l’oceano primordiale inchiostro potrei esaurire la nota delle tue lodi, oh Signore…&#8221;</p>
<p>Paolo D’Arpini</p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/29/ramana-maharshi-%e2%80%9canubandham-%e2%80%93-sloka-26-27-28-dal-vasishta-saram%e2%80%9d-descrizione-della-consapevolezza-interiore-del-%e2%80%9cliberato-vivente%e2%80%9d-jivan-mukta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spiritualità laica: &#8220;anima, spirito, libero arbitrio e destino… vexata quaestio..”</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/23/spiritualita-laica-anima-spirito-libero-arbitrio-e-destino%e2%80%a6-vexata-quaestio%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/23/spiritualita-laica-anima-spirito-libero-arbitrio-e-destino%e2%80%a6-vexata-quaestio%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 07:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poems and Reflections]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[Creazione]]></category>
		<category><![CDATA[destino]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[io]]></category>
		<category><![CDATA[libero arbitrio]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[spirito]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità laica]]></category>
		<category><![CDATA[vexata quaestio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/23/spiritualita-laica-anima-spirito-libero-arbitrio-e-destino%e2%80%a6-vexata-quaestio%e2%80%9d/</guid>
		<description><![CDATA[Appena me ne uscii, in una lettera sul tema del destino e del come esso si manifesta, affermando che &#8220;l’anima nel momento dell’assunzione del corpo sceglie il proprio destino&#8221; immediatamente un’amica sempre attenta a queste cose mi scrisse: &#8220;…Vedo che per la prima volta parli di scelta, quindi l&#8217;anima (almeno lei beata) può scegliere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Appena me ne uscii, in una lettera sul tema del destino e del come esso si manifesta, affermando che &#8220;l’anima nel momento dell’assunzione del corpo sceglie il proprio destino&#8221; immediatamente un’amica sempre attenta a queste cose mi scrisse: &#8220;…Vedo che per la prima volta parli di scelta, quindi l&#8217;anima (almeno lei beata) può scegliere il destino del corpo per soddisfare le esigenze della sua posizione evolutiva..&#8221;.</font><font size="2">Per un po’ ho dovuto tacere sull’argomento, anche per evitare di dover controbattere su un tema che è assolutamente dubbio… se affrontato con motivazioni religiose od empiriche. Ma che può essere analizzato in termini di spiritualità laica, soprattutto facendo riferimento all’esperienza personale.</p>
<p>Il testo che segue è perciò limitato alla mia esperienza diretta e non viene discusso sulla base di ciò che è stato scritto su libri più o meno sacri (che in fondo sono solo un &#8220;sentito dire&#8221;).</p>
<p>Oggi sento il bisogno di fare ulteriore chiarezza, per quanto possibile, sul discorso della scelta del destino, della vita e morte del corpo, del significato dell’anima individuale e della libertà assoluta dello Spirito. Alla base di tutto pongo la mia esperienza, impiantata nella memoria, del momento in cui la coscienza stava illuminando la formazione di un corpo nel grembo di mia madre, essendo questa coscienza individuale denominata &#8220;anima&#8221;, in cui percepii chiaramente il decorso karmico che quella forma psicofisica (quel me stesso) era destinata a compiere. Vidi le sue propensioni, le sue radici geniche, le tendenze innate, le vicende destinate, le difficoltà, la gloria, il sacrificio, insomma tutto quel che doveva essere compiuto attraverso quello specifico individuo umano. Ebbene nel percepire tutto ciò chiaramente sentivo una certa riluttanza ad affrontare le prove, meglio dire a testimoniarle, o renderle possibili attraverso la presenza cosciente che io sono. Eppure, il delinearsi del destino incipiente nello specchio della mente, che lo registrava e quindi lo immagazzinava come una pellicola che poi sarebbe stata proiettata nel corso della vita, comportava una parvenza di libero arbitrio nell’accettare il fato o nel rifiutarlo. Certo questa sensazione di accettazione o rifiuto era totalmente soggettiva e non poteva in alcun modo modificare il corso degli eventi preordinati, ma avrebbe potuto lasciare una traccia sotto forma di insoddisfazione e rifiuto, con le conseguenze che potete immaginare nel dispiegamento della vita che stava per manifestarsi.</p>
<p>Il senso di ribellione che avrebbe comportato tale rifiuto avrebbe perniciosamente ritardato il compimento dello scopo prefisso dell’anima stessa…. Ma, un momento, occorre chiarire un concetto. Cos’è l’anima?</p>
<p>In sanscrito essa viene chiamata &#8220;Jivatman&#8221; che significa anima individuale, mentre l’Assoluto viene chiamato &#8220;Paramatman&#8221;. Avrete notato che il suffisso &#8220;Atman&#8221; permane in entrambi i termini, mentre cambia solo il prefisso. Da ciò si intuisce l’identità fra le due espressioni. L’anima individuale quindi è la &#8220;coscienza personale&#8221; che illumina la particolare forma non essendo però diversa nella sua natura dalla Coscienza Universale, che viene definita anche Ishwara o Dio. Allo stesso tempo questa suddivisione in Dio, Anima e Mondo è solo funzionale alla manifestazione, che si svolge nell’ambito dello spazio-tempo, in realtà esiste solo una pura ed assoluta consapevolezza non duale e priva di ogni empiricità, essendo Unica e quindi non osservabile né conoscibile. Questa consapevolezza è lo Spirito.</p>
<p>Allorché questa pura Consapevolezza si riflette in se stessa, come moto spontaneo della sua natura, sorge l’ &#8220;Io&#8221;. Da questa prima illuminazione nasce poi la sembianza &#8220;Io sono&#8221; (Dio è definito nella Bibbia &#8220;I Am That I am&#8221;) e dall’&#8221;io sono&#8221; deriva l&#8217;identificazione &#8220;Io sono questo&#8221; (ovvero lo specifico nome e forma). Da questo processo ne consegue un’osservazione e riflessione a tutto campo delle variegate espressioni vitali (viene posta in atto la creazione e la molteplicità degli esseri). Avrete però intuito che l’identità indivisa dell’Essere unico, lo Spirito, non perde le sue caratteristiche pur rivestendosi di un’ipotetica illusione separativa, utile ai fini della manifestazione. Insomma il puro ed assoluto &#8220;Io&#8221; non duale è sempre presente, in forma immanente e trascendente, in ogni cosa ed in ogni aspetto della coscienza manifesta. Nella materia bruta è latente (&#8221;in fieri&#8221;) e nella coscienza universale ed individuale è l’aspetto illuminante della consapevolezza.</p>
<p>Il compimento del destino globale, inscindibile nell&#8217;insieme, è presente nella summa di tutti i fotogrammi possibili (ed impossibili) delle infinite forme e nomi (che nascono e muoiono in continuazione) e che sono le varianti del decuplo aspetto dell’illusione (la Creazione stessa). Essendo questi dieci aspetti: coscienza ed energia; le tre qualità: armonia, moto, inerzia; i cinque elementi sottili e materiali (Etere, Aria, Fuoco, Acqua, Terra). Ma di questo ne abbiamo già parlato abbondantemente in altri articoli.</p>
<p>Occorre però capire che tutto questa descrizione in corso appartiene comunque al modo manifestativo, per cui rientra in una conoscenza relativa e dualistica. Non può essere perciò considerata &#8220;Conoscenza&#8221; spirituale, che è aldilà di ogni descrizione possibile essendo pura esperienza diretta del Sé, ma serve ad accontentare l’anima, o mente speculativa, che sente il bisogno di ragionamenti sottili per poter alfine decidere di sottomettersi al Potere Superiore del Sé. Non che la sua sottomissione sia necesaria alla realtà già in atto, nel senso che diviene operativa attraverso una specifica &#8220;scelta&#8221;&#8230;. meglio infatti sarebbe dire che tale sottomissione corrisponde al riconoscimento della propria identità originaria ed alla rinunzia dell’illusione separativa.</p>
<p>Nel percorso apparente che l’anima compie verso il ritorno a casa (dalla quale non si è mai allontanata se non nella considerazione speculare dualistica) essa attraversa il mondo infernale dell’identità con le forze egoiche e materiali più dense, il mondo umano delle emozioni e dei sentimenti ed il mondo paradisiaco del compimento del bene e dell’amore. Queste chiaramente sono tappe intermedie, trappole della coscienza duale per mantenere l’anima avvinghiata all’illusione separativa, parte del gioco che &#8220;imprigiona&#8221; ciò che mai può essere imprigionato. Per cui l’anima sembra dover scegliere attraverso le esperienze di vita e di coscienza che l’attendono come portare a compimento questo percorso.</p>
<p>Ed a questo punto debbo riferire anche dell’esperienza diretta del Sé, che ognuno di noi può avere nel momento opportuno, in cui si ha la piena consapevolezza della propria natura originaria, dell’identità nello Spirito eternamente libero, e tale esperienza è uno degli aspetti che aiutano infine l’anima a rinunciare alla sua illusoria identità separata. Corrisponde al momento in cui la maturazione dell’anima è vicina al superamento dei vincoli infernali, mondani e religiosi e si manifesta sotto forma di &#8220;Grazia&#8221; del maestro interiore, dello Spirito che è la sola ed unica verità.</p>
<p>Ed a questo punto ogni discorso tace.</p>
<p>Paolo D’Arpini</p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/23/spiritualita-laica-anima-spirito-libero-arbitrio-e-destino%e2%80%a6-vexata-quaestio%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>16 giugno 2009 &#8211; &#8220;Da Calcata a Roma il passo è breve&#8230;&#8221; &#8211;  Resoconto della visita di  Paolo  a  Roma per organizzarvi un  evento su ecologia profonda, alimentazione naturale e spiritualità laica  (3/11 ottobre 2009)</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/17/16-giugno-2009-da-calcata-a-roma-il-passo-e-breve-resoconto-della-visita-di-paolo-a-roma-per-organizzarvi-un-evento-su-ecologia-profonda-alimentazione-naturale-e-spiritualita-laica/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/17/16-giugno-2009-da-calcata-a-roma-il-passo-e-breve-resoconto-della-visita-di-paolo-a-roma-per-organizzarvi-un-evento-su-ecologia-profonda-alimentazione-naturale-e-spiritualita-laica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 07:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Calcata]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia profonda]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Campitelli]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità laica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/17/16-giugno-2009-da-calcata-a-roma-il-passo-e-breve-resoconto-della-visita-di-paolo-a-roma-per-organizzarvi-un-evento-su-ecologia-profonda-alimentazione-naturale-e-spiritualita-laica/</guid>
		<description><![CDATA[Oggetto: Manifestazione a Roma dal 3 all&#8217;11 ottobre 2009 su &#8220;Ecologia profonda, Alimentazione naturale, Spiritualità senza frontiere&#8221; &#8211; con abbinata mostra d&#8217;arte e vari spettacoli.
Care Amiche e cari Amici,
il 16 giugno 2009, dopo almeno 7 anni (forse anche 10) di assenza, sono tornato a Roma.
Ho provato una certa reticenza ad andare e solo un forte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Oggetto: Manifestazione a Roma dal 3 all&#8217;11 ottobre 2009 su &#8220;Ecologia profonda, Alimentazione naturale, Spiritualità senza frontiere&#8221; &#8211; con abbinata mostra d&#8217;arte e vari spettacoli.</p>
<p>Care Amiche e cari Amici,</p>
<p>il 16 giugno 2009, dopo almeno 7 anni (forse anche 10) di assenza, sono tornato a Roma.</p>
<p>Ho provato una certa reticenza ad andare e solo un forte senso del dovere mi ha spinto a partire ed a resistere alle varie situazioni ed emozioni vissute&#8230; alcune in negativo altre in positivo. Questa discesa nella capitale mi ha convinto della necessità della manifestazione che abbiamo in programma per l&#8217;inizio di ottobre ed è per questo che ho partecipato, con un sorriso determinato, all&#8217;incontro preliminare tenutosi in Piazza Campitelli con Roberta Perfetti, la gentile segretaria di Umberto Croppi assessore alla cultura del comune di Roma.</p>
<p>Sono ancora frastornato dopo questa visita in cui ho potuto rivedere la mia città natale, le sue bellezze sconvolgenti, la sua gente e le attività variopinte che vi si svolgono in tutte le strade del centro storico ed anche in periferia. Ed anche la pazzia di situazioni assurde e disumane. La mia accompagnatrice Laura Lucibello mi ha voluto mostrare alcuni aspetti di Roma che nemmeno conoscevo, o forse avevo dimenticato, ho ritrovato un feeling, una familiarità, con la città e questo mi è sembrato di buon auspicio per la buona riuscita dell’evento che stiamo preparando.</p>
<p>Il processo per coniugare lo spirito naturale, laico o francescano che sia, con le necessità sociali e mondane di vita quotidiana è stato avviato oggi a Roma attraverso la buona volontà ed il sorriso di Roberta Perfetti e Laura Lucibello che mi hanno incoraggiato e sostenuto, con la loro semplice presenza e disponibilità, ed ho provato simpatia umana e vicinanza mentre esponevo il programma per la celebrazione dell’ecologia profonda, dell’alimentazione naturale e della spiritualità senza frontiere come cura risolutiva al malessere della nostra società fortemente urbanizzata e socialmente scollata.</p>
<p>La manifestazione quindi si farà, nelle date indicate, il luogo non è stato ancora definitivamente stabilito, l’ipotesi è fra le Serre di Porta Metronia od il chiostro del convento di SS. Apostoli. Io personalmente propendo per il chiostro di SS. Apostoli che è in zona storica e mantiene al suo interno un’atmosfera silenziosa e spirituale. Quando stasera siamo entrati a visitare quel luogo immediatamente ho sentito che era il posto giusto per l’incontro che abbiamo in mente… ma prima di dare conferma definitiva ci riserviamo di visitare anche le Serre di Porta Metronia nei prossimi giorni.</p>
<p>La manifestazione prevede una mostra d’arte sul tema della spiritualità, che verrà inaugurata il pomeriggio del 3 ottobre 2009 e subito dopo vi saranno gli interventi istituzionali di apertura del convegno, con accompagnamento di canti celtici e pianoforte. Seguono gli interventi di introduzione all’argomento trattato e le prime relazioni. Il 4 ottobre, che è la ricorrenza di San Francesco, cominciando dal mattino, proseguono gli interventi dei vari relatori, a mezzodì ci sarà un intervallo pranzo nel luogo stesso dell’incontro e nel pomeriggio si conclude il convegno con poesie e musica ed altri aspetti ludici. Per la chiusura della mostra, che resta aperta sino all’11 ottobre 2009, è previsto uno &#8220;svernissage&#8221; con un incontro per riflettere sulle conclusioni e sul prosieguo del convegno e per finire un rinfresco vegetariano allietato da un allegro concertino.</p>
<p>Per promuove l’iniziativa l’assessorato alla Cultura del Comune di Roma ha promesso un aiuto logistico per la stampa di manifesti ed inviti, chiunque dei partecipanti al Comitato organizzativo e di coloro che leggono abbia indirizzi ai quali desidera far recapitare il cartoncino con il programma è pregato di comunicarli a Laura Lucibello, in modo da sapere quante sono le stampe richieste. Il 2 ottobre 2009 è prevista una Conferenza Stampa nella sede dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e chiunque abbia amici giornalisti che potrebbero essere invitati comunichi i nominativi sempre a Laura Lucibello.</p>
<p>Anche se ottobre sembra ancora lontano, vi ricordo che il tempo passa e non aspetta, perciò diamoci tutti da fare per ottenere un risultato positivo per la qualità della vita a Roma, un esempio che potrà essere utile anche per altri luoghi….</p>
<p>Grazie per aver letto sin qui, Paolo D’Arpini – circolo.vegetariano@libero.it</p>
<p>Per ogni aspetto organizzativo logistico contattare Laura Lucibello: <a href="mailto:info.apai@virgilio.it">info.apai@virgilio.it</a>  </p>
<p>Qui di seguito un documento introduttivo consegnato oggi alla gentile Roberta.</p>
<p>&#8220;Ci sono così tanti doni, mio caro, ancora non aperti dal tuo giorno di nascita. Oh, ci sono così tanti regali fatti a mano, spediti per la tua vita da Dio&#8230;&#8221; (Hafiz)</p>
<p>Il culto degli antenati in molte delle civiltà antiche è stato il fattore coagulante per la conservazione del senso di comunità. In Cina, ad esempio, era assurto quasi a religione, infatti il confucianesimo non è altro che un sistema morale basato sul rispetto delle norme &#8220;gerarchiche&#8221; di padre/figlio &#8211; sovrano/suddito. In qualche modo questo sistema, che garantisce un ruolo alle generazioni della comunità, ha assicurato in oriente come in occidente, una crescita ordinata e rigorosamente etica della società, pur con le pecche di inevitabili eccessi, esso ha mantenuto quel processo solidaristico nato nei clan matristici anteriori, e successivamente trasmesso al patriarcato.</p>
<p>Questa concezione è andato avanti senza grandi sovvertimenti sino all’inizio del secolo scorso momento in cui si è avviata una &#8220;rivoluzione di sistema&#8221;, una rivoluzione apparentemente incruenta e non specificatamente voluta, ma il risultato è un repentino mutamento d’indirizzo e la sortita dei modelli utilitaristici ed esclusivi.</p>
<p>Coincide con l’inizio dell’era industriale e dell’economia di mercato e con la comparsa dei grossi insediamenti urbani, le metropoli., che già avevamo visto l’abbozzarsi nel modello imperiale di Roma poi ripreso negli Stati Uniti d’America.</p>
<p>La scintilla del nuovo paradigma sociale ed economico -secondo me- è una diretta conseguenza della grande crisi del 1929 che da una parte costrinse migliaia di famiglie all’urbanizzazione forzata ed all’abbandono del criterio piccolo-comunitario e all’adozione di modelli sociali strumentali. Una nuova programmazione sociale ed economica basata sulla capacità collettiva di produzione e sul consumo di beni superficiali (coincide con la nascita della Coca Cola, delle sigarette, delle fibre sintetiche, della diffusione di automobili ed altri macchinari). Come ripeto questo modello non fu specificatamente perseguito ma l’inevitabile conseguenza di una accettazione di gestione produttiva &#8220;finalizzata&#8221; -da parte degli individui operativi- e la demandazione agli organi amministrativi delle funzioni solidali e sociali.</p>
<p>Questo procedimento trovò la sua affermazione anche in Europa a cominciare dagli anni ‘50 (malgrado le prove generali dei primi del secolo in Inghilterra) e pian piano si espanse al resto del mondo occidentalizzato, meno che in sacche di necessaria &#8220;arretratezza&#8221; che oggi definiamo &#8220;terzo o quarto mondo&#8221;. Ma questo terzo o quarto mondo sta anch’esso pian piano assumendo il modello utilitaristico ed il risultato è il totale scollamento familiare e sociale con l’interruzione dell’agricoltura ed artigianato e venuta in luce di schegge impazzite di società aliena a se stessa. Avviene nelle cosiddette megalopoli di venti o trenta milioni di abitanti, con annesse baraccopoli e periferie senza fine. La solidarietà interna delle piccole comunità è morta mentre si son venute a stratificare categorie sociali che hanno poco o nulla da condividere con &#8220;l’umanità&#8221;.</p>
<p>Nelle grandi città industrializzate e consumiste da una parte c’è la classe dei produttori &#8220;attivi&#8221; e dall’altra quella dei cittadini &#8220;passivi&#8221;, ovvero i bambini e gli anziani. Lasciamo per il momento in sospeso la discussione degli attori in primis, i cosiddetti produttori ed operatori, e vediamo cosa sta avvenendo nelle categorie passive, degli usufruitori inermi od assisiti.</p>
<p>I bambini sono forse i più penalizzati giacché verso di loro è rivolto il maggior interesse redditizio e di sviluppo, sono i &#8220;privilegiati&#8221; delle nuove formule di ricerca di mercato ed allo stesso tempo abbandonati a se stessi, in seguito alla totale mancanza di solidarietà interna in ambito familiare e sociale. Con poche prospettive reali di crescita evolutiva in intelligenza ed interessi futuri, i bambini si preparano ad essere la &#8220;bomba&#8221; della perdita finale di collegamento alla realtà organico-psicologica tra uomo natura ambiente. Già in essi assistiamo alla quasi totale incapacità di relazionarsi con una realtà sociale e materiale, sostituita da una &#8220;realtà virtuale e teorica&#8221;. Ora finché le generazioni che son nate dagli anni ‘50 sino al massimo degli anni ‘80 sono in grado di reggere il colpo della produzione utilitaristica questa massa di &#8220;imberbi passivi&#8221; può ancora mantenere una ragione almeno consumistica, dopodiché la capacità di sopravvivenza si arresta ineluttabilmente, assieme al volume operativo dei genitori…..</p>
<p>L’altra categoria, passiva per eccellenza, è quella degli anziani ed invalidi, i pensionati, che sopravvivono senza speranza già sin d’ora, preda di violenze sempre più diffuse, di furti e truffe e di strumentalizzazioni della loro condizione vittimale (perseguita da enti ed associazioni che sorgono per &#8220;proteggerli&#8221; dagli abusi….). Nella società solidaristica antecedente gli anziani avevano una precisa ragione sociale nella trasmissione della cultura e delle esperienze necessarie alla vita, convivendo in ambiti familiari in cui non c’era separazione fra bambini, giovani e vecchi. Ora gli anziani son d’impiccio e finché possono arrangiarsi da soli, bene, poi diventano oggetto di mercato per gli assistenti sociali, per gli ospizi e per colf spesso senza scrupoli o finti operatori assistenziali che mungono alle loro misere pensioni, inoltre -recentemente- son sempre più vittime di &#8220;enti morali&#8221; fasulli e ladri. E questo perché gli anziani non hanno più posto né tutela nella società.</p>
<p>Ma, qui vorrei porre un punto interrogativo, come faranno i quarantenni di oggi a garantirsi la sopravvivenza se la struttura sociale è così degradata? I quarantenni di oggi saranno ancor meno assistiti sia dalla società che dai loro stessi figli e -mi vien da dire- sarà proprio per questo inconsapevole sospetto che molti rifiutano di aver figli e si atteggiano ad eterni &#8220;ragazzi&#8221;. Oggi si è &#8220;giovani di belle speranze&#8221; sino a cinquant’anni (ed oltre) e poi improvvisamente si precipita nell’inferno dell’anzianità e dell’abbandono….. Insomma &#8220;finché ce la fai a barcamenarti con le tue forze bene e poi ciccia al culo!&#8221; Forse siamo ancora in tempo a prendere coscienza di ciò ed attuare una repentina inversione di marcia prima del precipizio…..</p>
<p>La soluzione -secondo me- sta nel superamento dei modelli consumistici e dello schema familiare di coppia moderna, in primis, per ritrovare in una socialità allargata nuove espressioni per la solidarietà umana, contemporaneamente abbandonando l&#8217;ampliamento dei grandi agglomerati urbani e rinunciando ai parossismi culturali (musiche preconfezionate, televisioni, sport idioti, giochetti virtuali, etc) in modo da ricreare in noi lo stimolo primario della gioia di vita e la capacità creativa per produrre qualcosa che abbia lo spirito del necessario e del bello. Insomma si parla ancora di ecologia profonda e di spiritualità laica.</p>
<p>Paolo D’Arpini</p>
<p>Altre informazioni in URL: <a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/13/roma-dal-3-all11-ottobre-2009-âecologia-profonda-alimentazione-naturale-spiritualita-senza-frontiereâ/">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/13/roma-dal-3-all11-ottobre-2009-%e2%80%9cecologia-profonda-alimentazione-naturale-spiritualita-senza-frontiere%e2%80%9d/</a>  </p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/17/16-giugno-2009-da-calcata-a-roma-il-passo-e-breve-resoconto-della-visita-di-paolo-a-roma-per-organizzarvi-un-evento-su-ecologia-profonda-alimentazione-naturale-e-spiritualita-laica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Roma, dal 3 all&#8217;11 ottobre 2009:  “Ecologia profonda, Alimentazione naturale, Spiritualità senza frontiere”</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/13/roma-dal-3-all11-ottobre-2009-%e2%80%9cecologia-profonda-alimentazione-naturale-spiritualita-senza-frontiere%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/13/roma-dal-3-all11-ottobre-2009-%e2%80%9cecologia-profonda-alimentazione-naturale-spiritualita-senza-frontiere%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 07:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione naturale]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia profonda]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità laica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/13/roma-dal-3-all11-ottobre-2009-%e2%80%9cecologia-profonda-alimentazione-naturale-spiritualita-senza-frontiere%e2%80%9d/</guid>
		<description><![CDATA[Stiamo organizzando una manifestazione da tenersi a Roma, in collaborazione con Laura Lucibello dell’Associazione per la Promozione delle Arti in Italia, supportata da un apposito Comitato al quale stanno aderendo persone ed associazioni ecologiste, vegetariane, spiritualiste, di Roma e d’Italia (di seguito la lista dei primi aderenti).Questa manifestazione si titola: &#8220;Ecologia profonda, Alimentazione naturale, Spiritualità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Stiamo organizzando una manifestazione da tenersi a Roma, in collaborazione con Laura Lucibello dell’Associazione per la Promozione delle Arti in Italia, supportata da un apposito Comitato al quale stanno aderendo persone ed associazioni ecologiste, vegetariane, spiritualiste, di Roma e d’Italia (di seguito la lista dei primi aderenti).</font><font size="2">Questa manifestazione si titola: &#8220;Ecologia profonda, Alimentazione naturale, Spiritualità senza frontiere&#8221; ed è prevista dal 3 all’11 ottobre 2009. La vicinanza con la festa di San Francesco è voluta. Oltre ad una mostra in tema (nel luogo concesso dal Comune di Roma) è prevista una Tavola Rotonda alla quale parteciperanno vari esponenti del mondo evocato nel titolo stesso (spiritualisti laici, ecologisti, etc.). Durante la manifestazione non verranno trascurati gli aspetti ludici, artistici, musicali, poetici, recitativi, etc.</font><font size="2">Quella che segue è la bozza di massima degli eventi:</font></p>
<p><font size="2">3 ottobre 2009 &#8211; Inaugurazione della mostra d’arte in tema. </font><font size="2">  </font><font size="2">4 ottobre 2009 – Tavola Rotonda, di una giornata, sul tema.</p>
<p>10 ottobre 2009 – Esibizioni di arti varie, poesia, musica, recitazione.</p>
<p>11 ottobre 2009 &#8211; Svernissage, incontro conclusivo e rinfresco finale.</p>
<p>Info:  <a href="mailto:circolovegetariano@gmail.com">circolovegetariano@gmail.com</a>  - Tel. 0761/587200 <a href="mailto:laura.lucibello@gmail.com">laura.lucibello@gmail.com</a>   - Tel. 06/30893615 – Cell. 333.5994451</p>
<p>Cari saluti, Paolo D&#8217;Arpini – Circolo Vegetariano VV.TT.</p>
<p>La manifestazione è programmata con l’ausilio dell’Assessore Umberto Croppi, Politiche Culturali del Comune di Roma.</p>
<p>Prime adesioni al Comitato:</p>
<p>AAM Terra Nuova – Rivista dell’Italia Naturale &#8211; Direttore Mimmo Tringale</p>
<p>AVI – (Ass. Vegetariana Italiana) – Responsabile Ecologia Ciro Aurigemma</p>
<p>Rete Bioregionale &#8211; Etain Addey, Stefano Panzarasa, Fulvio Di Dio</p>
<p>European Consumers – Presidente Vittorio Marinelli</p>
<p>Movimento per l’Etica Universale – Presidente Franco Libero Manco</p>
<p>Amici della Sabina e Mondo Sabino – Direttore Gianfranco Paris</p>
<p>Lega Abolizione Caccia – Presidente Carlo Consiglio</p>
<p>Municipi di Roma.it – Direttore Roberto Mercuri</p>
<p>Cooperativa Editoriale Le Due Città – Direttore Antonello Palieri</p>
<p>Aurelio Rizzacasa – Docente di filosofia all’Università di Perugia</p>
<p>Fabio Caporali – Docente di ecologia all’Università di Viterbo</p>
<p>Edoardo Torricella – Regista della Compagnia Teatrale Il Gruppo</p>
<p>Alberto Mengoni &#8211; Istruttore Centro Zen Nirvana</p>
<p>Sergio Cecchini &#8211; Istruttore Dojo Koshiki</p>
<p>Accademia Europea &#8211; Presidente Carlo Carli</p>
<p>Antonio Piacentini &#8211; Edizioni Il Punto d&#8217;Incontro di Vicenza</p>
<p>Manuel Olivares &#8211; Scrittore su comunità, comuni ed ecovillaggi</p>
<p>Nico Valerio &#8211; Scrittore scientifico, esperto di alimentazione naturale  </p>
<p>Giorgio Vitali &#8211; Chimico, Infoquadri</p>
<p>Michele Trimarchi &#8211; Psicologo, presidente ISN international society of neuropsychophysiology </p>
<p>In URL il manifesto introduttivo programmatico:</p>
<p><a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/03/29/deep-ecology-and-lay-spirituality-as-an-answer-to-the-evolution-of-our-urbanized-society-ecologia-profonda-e-spiritualita-laica-come-risposta-evolutiva-per-la-nostra-societa-urbanizzata/">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/03/29/deep-ecology-and-lay-spirituality-as-an-answer-to-the-evolution-of-our-urbanized-society-ecologia-profonda-e-spiritualita-laica-come-risposta-evolutiva-per-la-nostra-societa-urbanizzata/</a></p>
<p>Se intendete aderire al Comitato datene conferma scrivendo a questo indirizzo ed anche a: <a href="mailto:info.apai@virgilio.it">info.apai@virgilio.it</a></p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/13/roma-dal-3-all11-ottobre-2009-%e2%80%9cecologia-profonda-alimentazione-naturale-spiritualita-senza-frontiere%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La luce è coscienza ed esperienza,  la luce riflessa è memoria ed immaginazione – Analisi  sulla natura della mente in termini di spiritualità laica</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/08/la-luce-e-coscienza-ed-esperienza-la-luce-riflessa-e-memoria-ed-immaginazione-%e2%80%93-analisi-sulla-natura-della-mente-in-termini-di-spiritualita-laica/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/08/la-luce-e-coscienza-ed-esperienza-la-luce-riflessa-e-memoria-ed-immaginazione-%e2%80%93-analisi-sulla-natura-della-mente-in-termini-di-spiritualita-laica/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 07:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poems and Reflections]]></category>
		<category><![CDATA[Calcata]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia transpersonale]]></category>
		<category><![CDATA[Ramana Maharshi]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità laica]]></category>
		<category><![CDATA[Stanzetta del Pastore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/08/la-luce-e-coscienza-ed-esperienza-la-luce-riflessa-e-memoria-ed-immaginazione-%e2%80%93-analisi-sulla-natura-della-mente-in-termini-di-spiritualita-laica/</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Luce e luce riflessa condividono la stessa natura fondamentale, come esistenza e coscienza, spirito e materia, sono un’unica cosa&#8221;.La mente è uno specchio che riflette la luce interiore per dirigerla verso gli oggetti esterni, questi oggetti vengono identificati tramite la capacità di emissione ed intensità dello specchio. Da bambino adoravo giocare con uno specchietto rubato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">&#8220;Luce e luce riflessa condividono la stessa natura fondamentale, come esistenza e coscienza, spirito e materia, sono un’unica cosa&#8221;.</font><font size="2">La mente è uno specchio che riflette la luce interiore per dirigerla verso gli oggetti esterni, questi oggetti vengono identificati tramite la capacità di emissione ed intensità dello specchio. Da bambino adoravo giocare con uno specchietto rubato a mia madre, con esso catturavo la luce solare e la dirigevo, attraverso una finestrella, dentro una cantina buia. Solo ciò che era illuminato dal fascio luminoso era visibile mentre il resto delle pareti e delle cose accatastate sul pavimento restava oscuro. Esattamente allo stesso modo funziona la mente, che illumina il mondo esterno.</p>
<p>Per analogia vediamo che la sorgente di luce, il sole, è come la consapevolezza suprema mentre lo specchietto è la mente. Ma la mente stessa, in effetti, è cosciente, essa è l’aspetto riflettente della coscienza. Dico &#8220;riflettente&#8221; per indicare la sua propensione a rivolgersi verso l’esterno. La mente non è altro che la capacità della coscienza di esteriorizzare se stessa.</p>
<p>Questo processo proiettivo lo possiamo osservare durante il sogno, in cui la mente da se stessa ed in se stessa crea un intero mondo, con varie entità in rapporto fra loro incluso un personaggio identificato dal sognatore come se stesso. Questo è il gioco della mente che fa apparire la forma dell’io e dell’altro. A questo punto il dubbio sorge &#8220;com’è possibile che la consapevolezza possa venire intrappolata e limitata dalla mente?&#8221;. In verità la limitazione della coscienza non è reale, allo stesso modo in cui la luce del sole non risulta compromessa o menomata dallo specchio, parimenti la pura consapevolezza è intonsa e non divisa dall’operato immaginario della mente individuale.</p>
<p>Dove sono interno ed esterno per la coscienza suprema che entrambi li compenetra e li supera? In realtà la sola idea di una tale separazione è impensabile nella sorgente di luce che unicamente è. Prendiamo ad esempio il sognatore che non viene menomato o compromesso dal suo sogno, essendo lui stesso ogni cosa proiettata nel sogno ed allo stesso tempo non essendone alcuna, parimenti la coscienza individuale e la pura consapevolezza si pongono negli stessi termini di relazione.</p>
<p>Una volta, in risposata alla domanda &#8220;cosa impedisce all’indifferenziata luce della coscienza di rivelarsi direttamente all’individuo che l’ignora&#8221;, il saggio Ramana Maharshi rispose &#8220;come l’acqua in una pentola riflette il sole nei limiti ristretti del contenitore, così le tendenze latenti (predisposizioni mentali), che agiscono da mezzo riflettente, catturano l’onnipervadente ed infinita luce della coscienza presentandosi nella forma del fenomeno chiamato mente&#8221;. Questa risposta del saggio ci fa percepire come la mente non sia altro che un agglomerato di pensieri, in cui primeggia il pensiero &#8220;io&#8221; dal quale sorge la falsa nozione di un individuo separato, che in realtà è illusorio tanto quanto la presunta separazione di un personaggio sognato rispetto al sognatore.</p>
<p>Attenzione, consideriamo però che il tentativo di comprendere intellettualmente questo processo è solo uno degli aspetti del &#8220;sogno&#8221; e non la verità. Infatti i saggi indicano la verità come ineffabile ed incomprensibile alla mente (intendendo la mente separativa ed esteriorizzata), tanto quanto l’immagine riflessa nello specchio non può capire o sostituirsi alla persona che vi si riflette. Un riflesso è solo riflesso non è sostanza.</p>
<p>E dunque com’è possibile giungere alla &#8220;sostanza&#8221; che noi siamo?</p>
<p>Colui che osserva, essendo in se stesso coscienza, non può mai divenire un &#8220;oggetto&#8221;. L’oggettivazione è una componente del dualismo esternalizzato: &#8220;conoscitore, conosciuto&#8221;. Ma questa dualità può essere ricomposta in un &#8220;unicum&#8221; in cui, scomparendo la diversificazione (ovvero l’elemento riflettente rivolto all’esteriorizzazione) permane la semplice &#8220;conoscenza&#8221;. Questa è la consapevolezza indifferenziata per ottenere la quale Ramana Maharshi consiglia: &#8220;Quando l’io (ego o mente) rivolge la propria attenzione alla sua sorgente, le tendenze o predisposizioni mentali accumulate si estinguono ed in assenza di queste (che sono il mezzo riflettente) anche il fenomeno originato dalla &#8220;riflessione&#8221;, ossia la mente, scompare e viene assorbito nella Luce della sola Realtà (il Cuore)&#8221;.</p>
<p>Eppure malgrado sia in fondo semplice e diretta l’auto-conoscenza resta un esame alieno ai più. La gente rifiuta di conoscersi, preferisce il mistero e l’ignoranza, evidentemente a causa di quelle famose tendenze mentali accumulate dalla mente, stipate nella memoria e nell’immaginazione.</p>
<p>Oggi a Calcata ne ho avuto ancora una volta conferma osservando il comportamento delle persone che si avvicinavano alla Stanzetta del Pastore, il luogo in cui metto a disposizione la mia esperienza in forma di &#8220;lettura della mano, archetipi e divinazione, psicologia transpersonale e conoscenza di sé &#8220;. Già il posto è molto nascosto e radi son coloro che arrivano in quel  nascosto spiazzo di Via Cavour, inoltre quasi tutti si fermano davanti alla porta, leggono i messaggi ed esclamano fra loro &#8220;no, no… andiamo via, io non voglio sapere certe cose..&#8221;. Questo non impedisce ad alcuni di fotografare l’ingresso in legno molto &#8220;caratteristico&#8221;, commentando il recondito significato dei messaggi, andandosene per poi forse ritornare e poi ancora riandarsene senza aver avuto il coraggio di metter il naso dentro.</p>
<p>Di quei pochissimi che entrano una parte resta delusa &#8220;perché volevano sapere gli amori e gli affari&#8221;, si sentono defraudati &#8220;dalla lunga spiegazione inutile&#8221;, pensano che &#8220;gli ho fatto perdere un sacco di tempo, mentre potevano andarsene in giro per Calcata a divertirsi..&#8221; Quelli che pazientemente mi hanno sopportato fino all’ultimo, forse solo per buona educazione, se ne vanno lasciando pochi spicci, qualche monetina a mo’ di elemosina, perché in fondo &#8220;cosa avrà detto mai questo, che già non conoscessi? Solo chiacchiere e perborini&#8221;. Limitatissimo il numero di coloro che apprezzano il discorso e che se ne ricorderanno, forse.. saranno un paio, e forse verranno ancora a cercarmi, e di questi uno solo magari mi troverà… negli anni.</p>
<p>Paolo D’Arpini</p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/08/la-luce-e-coscienza-ed-esperienza-la-luce-riflessa-e-memoria-ed-immaginazione-%e2%80%93-analisi-sulla-natura-della-mente-in-termini-di-spiritualita-laica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Maggio 2009,  Palù della Pesenata, Lazise, Verona: Giro di condivisione e pareri sull&#8217;incontro  della Rete Bioregionale Italiana</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/05/23/maggio-2009-palu-della-pesenata-lazise-verona-giro-di-condivisione-e-pareri-sullincontro-della-rete-bioregionale-italiana/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/05/23/maggio-2009-palu-della-pesenata-lazise-verona-giro-di-condivisione-e-pareri-sullincontro-della-rete-bioregionale-italiana/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 May 2009 08:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere inviate e ricevute]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Lazise]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Rete Bioregionale Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità laica]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/05/23/maggio-2009-palu-della-pesenata-lazise-verona-giro-di-condivisione-e-pareri-sullincontro-della-rete-bioregionale-italiana/</guid>
		<description><![CDATA[Cari amici stavolta io personalmente non c&#8217;ero, avrei voluto esserci perché Lazise è un paesino che conosco da quando abitavo a Verona, tantissimi anni fa. Nel giro di condivisione di quest&#8217;incontro della Rete Bioregionale Italiana avrei voluto inserire il discorso della Spiritualità Laica (vedi url: http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=Lay+spirituality+Spiritualit%C3%A0+laica+ ) ma non è stato possibile sia per via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Cari amici stavolta io personalmente non c&#8217;ero, avrei voluto esserci perché Lazise è un paesino che conosco da quando abitavo a Verona, tantissimi anni fa. Nel giro di condivisione di quest&#8217;incontro della Rete Bioregionale Italiana avrei voluto inserire il discorso della Spiritualità Laica (vedi url: <a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=Lay+spirituality+Spiritualit%C3%A0+laica">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=Lay+spirituality+Spiritualit%C3%A0+laica</a>+ ) ma non è stato possibile sia per via della mia assenza sia perché l&#8217;argomento era stato giudicato &#8220;troppo intellettuale&#8221; dagli organizzatori. Peccato! Peccato anche che il tema dell&#8217;ecologia alimentare, inviato a mò di intervento scritto da Stefano Panzarasa, non sia stato recepito, in quanto nella Rete si continua a pensare che l&#8217;alimentazione naturale e vegetariana non sia un argomento utile all&#8217;ecologia&#8230; (Sic!). Malgrado queste carenze ed omissioni, essendo un membro fondatore della Rete Bioregionale Italiana, non posso far a meno di continuare a sostenere l&#8217;esistenza di questo consesso, apprezzando anche alcuni degli argomenti discussi durante il recente incontro annuale. Buona lettura. Paolo D&#8217;Arpini &#8211; <a href="mailto:circolo.vegetariano@libero.it">circolo.vegetariano@libero.it</a></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>I Bagolari di Palù della Pesenata &#8211; (Resoconto dell’incontro della Rete Bioregionale Italiana &#8211; 15/16/17 Maggio 2009)</p>
<p>I bagolari di Palù della Pesenata sono altissimi, secolari e maestosi. Assieme a querce roveri, cedri e cipressi altrettanto secolari, sono una parte importante dell’identità di Palù della Pesenata, un borgo, non lontano dal Lago di Garda, versante veronese, abitato dalla tribù (come ama dire Vincenzo) dei Benciolini e dei cugini Negri. Il borgo e la sua campagna sono un raro esempio di equilibrio fra selvatico e coltivato. Lungimiranti sono stati gli antichi custodi di questo luogo e ammirevole la cura e la sensibilità dei Benciolini nel preservare questo equilibrio, costituito di ampie porzioni a bosco, una zona umida, vigneti, filari di kiwi, campi di grano e prati stabili a conduzione biologica.</p>
<p>Come di consueto la giornata del venerdì è stata dedicata agli arrivi, alle varie sistemazioni e alla definizione dell’organizzazione e del programma per i due giorni successivi. L’incontro si è aperto il sabato mattina con un saluto alla Terra, dopodiché i convenuti si sono presentati attorno al cerchio raccontando di se stessi e della loro pratica. C’erano membri storici della Rete ma anche molti volti nuovi, giovani studenti, impiegati, contadini, insegnati, ecc. Tutta gente interessata alle premesse dell’incontro e vogliosa di capire e soprattutto di fare, per migliorare se stessi, le sorti della società e il comportamento dell’uomo nei confronti della Terra e delle sue componenti. Terminato il giro delle presentazioni è rimasto, prima del pranzo, solo il tempo per gli attivisti di fumane futura, un gruppo della Valpolicella impegnato contro l’istallazione di un inceneritore e l’ampliamento di un cementificio sulle loro terre, di relazionare sui punti della loro lotta (info. <a href="mailto:comitatofumanefutura@gmail.com">comitatofumanefutura@gmail.com</a>).</p>
<p>Nel pomeriggio, prima della ripresa del cerchio, Gianni Benciolini, naturalista e ornitologo, ci ha accompagnati in una escursione nel bosco composto da roveri, roverelle, carpini, frassini, e da un sottobosco di pungitopo e bosso, che circonda il borgo; ci siamo poi incamminati in un prato stabile, dove è in atto un progetto per aumentarne la biovarietà (come lui stesso ha tenuto a precisare), e un altro per la ri-naturalizzazione di una porzione di terreno adiacente allo stagno.</p>
<p>Successivamente, nel cerchio ricomposto, Francesco Benciolini ha illustrato il suo lavoro nell’ambito dell’ARI (Associazione Rurale Italiana), un gruppo, associato a La Via Campesina, impegnato nella difesa del lavoro rurale e della ruralità, sia come valore culturale, sia come salvaguardia della qualità dei prodotti della terra <a href="http://www.assorurale.it/">www.assorurale.it</a>  .</p>
<p>Massimo Angelini, del Consorzio della Quarantina, ci ha aggiornati sulla Campagna Popolare per la Piccola Agricoltura Contadina. Il numero dei gruppi promotori (tra questi anche la Rete Bioregionale) è salito da 5 a 8, quello dei sostenitori da 3 a 9. La campagna comprende una raccolta di firme, che a tutt’oggi sono 2382 (tutte firme raccolte, ci tiene a precisare Massimo, senza particolari battage pubblicitari), e che terminerà a novembre, per San Martino. Per firmare andare sul sito: <a href="http://www.agricolturacontadina.org/">www.agricolturacontadina.org</a>  </p>
<p>Di Campo, il villaggio semi-abbandonato a mezza costa sul Monte Baldo, sopra Brenzone, e da un po’ di tempo nelle mire di piani di sviluppo turistico, ci ha parlato Oscar Simonetti e una folta rappresentanza dell’associazione Fiori di Campo. Un’associazione nata, appunto, per contrastare progetti irrispettosi verso Campo e salvaguardare il delicato equilibrio ambientale che lo circonda, ma anche con idee propositive sia di insediamento da parte di alcuni di loro, che di attività produttive a basso impatto ambientale. Il dibattito che ne è seguito è stato ampio e fruttuoso per tutti. (per contattare Oscar: <a href="mailto:camposcar@alice.it">camposcar@alice.it</a> )</p>
<p>All’incontro erano presenti alcune bancarelle, principalmente con delle pubblicazioni e materiale informativo. Il Consorzio della Quarantina con gli stampati per la raccolta firme e il lunario ligure &#8220;Il Bugiardino&#8221;, che Massimo e Chiara pubblicano ogni anno. Il nuovo numero del C.I.R. (Corrispondenze e Informazioni Rurali), portato da Mario.</p>
<p>Il Seminasogni di Felice, portato da Etain. Lato Selvatico e le pubblicazioni della Rete. Il nuovo libro di Etain &#8220;Acque Profonde&#8221;, andato a ruba! Il CD di Stefano con le poesie musicate di Gianni Rodari. I dipinti artistici di Stephen. I gioielli artigianali di Jessieca. Il laboratorio Ambulante di Soccorso Ludico e Oltre, con rompicapi e cose varie di Lorenzo.</p>
<p>Il cerchio di domenica mattina si è aperto in forma poetica. Per l’occasione hanno letto Alberto Rizzi, Cosetta, Mario, con una poesia di un poeta genovese, e Jacqueline, con degli haikù composti il giorno prima.</p>
<p>Riprendendo con i temi in programma, Mario Cecchi ha relazionato sull’incontro di domenica prossima 24/05 a Villa Sorra (MO), nell’ambito della 2° edizione del Festival della Città Olistaca, organizzato dal CONACREIS www.conacreis.it , per una possibile costituzione di una Rete delle Reti, che, è bene ripeterlo, non vuole essere (almeno da parte nostra) un super organismo che annulla l’arcipelago di gruppi, associazioni, reti varie ecc. –ricchezza della diversità dell’arcipelago stesso–, ma una possibilità, in caso di bisogno, di coagulare le forze per un obiettivo comune. L’incontro è aperto a tutti.</p>
<p>È poi seguita da parte di Etain Addey, la presentazione del suo nuovo libro &#8220;Acque Profonde, abbracciare la vita&#8221; edito da Fiori Gialli – www.fiorigialli.it . Etain, dopo aver posato le calze di lana che stava tessendo, e con il suo inconfondibile modo di fare e di raccontare è andata al sodo leggendoci un paio di passaggi del libro, che ora però non riesco a trovare, ma vi assicuro c’è tutta l’Etain migliore che conosciamo. Velocemente. Sonia Ravioli nell’introduzione dice: (…).   Il luogo delle acque profonde è anche l’utero della terra, la porta comunicante tra due parti della vita intimamente legate (….) Questa porta comunicante è stata chiusa e sprangata dalla civiltà industriale, cancellando i riti, negando la sacralità della vita, la magia della natura. La civiltà del dominio ha rinnegato la Madre: la natura che ci genera, la terra che ci nutre fisicamente e spiritualmente; e, di conseguenza, ha rinnegato i fratelli, isolando l’essere umano, rendendolo fragile, solo, nevrotico. Impaurito e incattivito.</p>
<p>A seguire doveva esserci l’esposizione di un progetto di vita comunitario da parte di un giovane di nome Marco. Purtroppo, notizie urgenti da casa della sua compagna, lo hanno costretto a partire immediatamente.</p>
<p>In prossimità dell’ora di pranzo, è stato brevemente presentato, da parte di un gruppo di Verona, un progetto per la costituzione di un ecovillaggio (presentazione proseguita poi nel pomeriggio, con chi era rimasto).</p>
<p>Che altro dire se non che, a dispetto di questo resoconto quasi da contabile, l’incontro, come peraltro tutti i precedenti della Rete Bioregionale, è stato caratterizzato da una buona dose di spontaneità, elasticità, dal lasciarsi andare alle argomentazioni e alle discussioni così come si sviluppavano. Ma riuscendo poi, quasi sempre, a cogliere l’attimo giusto per andare oltre e proseguire con un altro argomento/problema/progetto/sentiero. Questa, noi non la leggiamo come debolezza ma come fiducia data alle nostre capacità più profonde per ricominciare di nuovo ben sapendo chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare. La Terra e tutti i suoi ‘criceti’ ci stanno guardando … e a noi piace pensare che stiano tifando per noi.</p>
<p>Detto questo, comunque, va riconosciuto a tutti i presenti (58 presenze complessive sia pure non contemporanee), nonostante le diversità, i tempi diversi e i mondi in cui ognuno si trova a dibattere il proprio quotidiano, una grande voglia di partecipare costruttivamente, di esserci sia fisicamente che spiritualmente. C’era tutto questo nel cerchio finale.</p>
<p>Infine, come non dirlo, un grazie veramente grande a Claudia, alle sue amiche, alla sorella e alla cognata di Vincenzo per il cibo squisito che ci hanno preparato e cucinato. A Vincenzo per il grosso lavoro organizzativo, prima e dopo l’incontro. Alla comunità residente che abbiamo in parte incontrata, tutta, gente mite, gentile e solida. E grazie ai bagolari, le cui spesse fronde ombrose ci hanno accompagnato per tutto l’incontro.</p>
<p>Giuseppe Moretti &#8211; Giovedì 21 maggio 2009</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p>Dopo il 16° Incontro della Rete Bioregionale Italiana (15,16,17 maggio 2009) Quindici giorni per la preparazione.</p>
<p>La pulizia dell’ampia casa (grazie Chiara!) che ha ospitato, la notte, buona parte dei convenuti, stile sobrio, pavimento, qualche cartone, materassino, sacco a pelo. Non c’è bisogno di molto per vivere. Si, le cose essenziali: caldo a sufficienza (i giorni precedenti era stato freddo e badavo ad aprire le finestre durante le ore di sole richiudendole, poi, di notte), il cibo, la ricerca e l’acquisto (Claudia è più …. generosa di me, io sarei sempre più misurato, ma, salvo qualche scambio un po’ vivace, ci siamo reciprocamente rispettati abbastanza). Il parcheggio (anche volendo eliminare certi mezzi, e proprio per questo, non rinuncio alla macchina che mi permette, oggi, le relazioni necessarie), Francesco, mio fratello, viene col trattore e il &#8220;trincia erba&#8221; e, in poco tempo, rende l’area praticabile, area esageratamente grande in previsione che, da Verona, venissero in molti di più. Preparavo, poi, la zona per i cerchi sfalciando a mano. Passa Toni, mio nipote, e mi chiede se voglio che venga lui con la trincia: &#8220;Si, grazie&#8221;! Verso la fine cominciavo anche ad essere un po’ stanco. La raccolta differenziata dei rifiuti con sacchi neri da sostituire: ma quali rifiuti!?</p>
<p>E via di questo passo. Curiosità, collaborazione, accoglienza, simpatia, parziale partecipazione, soddisfazione da parte della comunità famigliare residente.</p>
<p>Abbiamo azzeccato gli importi per il rimborso delle spese vive degli alimenti, tutti, o quasi, biologici: 5 euro per il pranzo, 5 per la cena e 2 per la colazione. In partenza non sapevamo come calcolarli, poi abbiamo fatto il conteggio per una persona che mangiasse anche un po’ abbondante e ci è andata bene. Facendo l’inventario del rimasto, tutto utilmente collocabile, e i conti finali, abbiamo raccolto 130 euro in più che andranno a coprire qualche altra spesa non calcolata tipo gas della bombola, metano della Panda, acquisto, presso la Comunità di Emmaus di Villafranca, di piatti, bicchieri, posate che…. rimangono per un’altra volta.</p>
<p>A proposito di piatti …….! Io avevo previsto che ciascuno si portasse il suo necessario e se lo lavasse anche per scongiurare qualsiasi tentazione di piatti e posate di plastica ……. .In un primo confronto, il venerdì sera, è stata presente anche la posizione di chi avrebbe preferito che i piatti fossero lavati tutti assieme da volontari. Siamo consapevoli di vari modi (non la plastica però!), la scelta è aperta. Certo che quando il numero dei partecipanti fosse molto alto sarebbero necessari piatti e volontari a sufficienza.</p>
<p>Io vedo utile abituarsi all’autonomia personale che ottiene il risultato di mantenere piccoli i problemi e, quindi, facilmente risolvibili: ci pensate, ammassare i piatti, grandi contenitori per lavarli e sciacquarli, asciugarli, riporli ed esporli nuovamente?</p>
<p>Vorrei sottolineare l’importanza di dichiarare costi e importi per il loro recupero in modo che chi si impegnerà nel futuro abbia un’utile indicazione di base. Ma, ancor più, è importante segnalare la propria presenza con un certo anticipo, almeno una decina di giorni, per procedere agli acquisti del cibo prevedendo sufficientemente le quantità ed evitando così qualsiasi deplorevole spreco.</p>
<p>Andando agli aspetti più essenziali, sono rimasto molto soddisfatto dello stile della presenza, delle presentazioni personali nei cerchi, talune delle quali andavano a toccare lati problematici ed anche molto sofferti: vuol dire che si era creato un clima di fiducia.</p>
<p>Belli anche i confronti durante la trattazione dei vari temi: a mio avviso, i pareri diversi sono stati sviscerati con rispetto reciproco ma anche con esposizione personale evitando, mi sembra, dannosi silenzi.</p>
<p>Per finire, appunto nel cerchio finale di chiusura, sollecitato da una precedente domanda, personalmente ho brevemente argomentato sul concetto di &#8220;selvatico&#8221;. Ho letto poco la letteratura bioregionalista su questo tema ma ho riportato un’esperienza. Partecipavo ad un incontro nell’ambito della manifestazione annuale &#8220;Cibo per la mente&#8221; a Sommacampagna (Verona). L’oggetto dell’incontro riguardava l’origine della vita e l’evoluzione delle varie forme di vita compresa quella umana. Teneva l’incontro uno studioso esperto in materia, di cui non ricordo il nome, assai bene valutato dagli organizzatori e dai presenti. Poiché sentivo dei consistenti dubbi sul modo con il quale veniva presentata la natura e la natura selvatica in particolare, feci un intervento rilevando che nella natura selvatica la vita è appannaggio dei forti, il debole non viene preso in considerazione e vince sempre il più forte. Ciò non mi appariva molto entusiasmante specialmente se ciò fosse da prendersi come esempio dagli umani. La risposta fu: &#8220;L’animale uomo ha inventato la compassione e l’amore&#8221;. Ciò mi è rimasto impresso e mi ha dato il senso della profonda ed impegnativa evoluzione alla quale siamo chiamati. Un tema da sviscerare una prossima volta?</p>
<p>Grazie a tutti e grazie per la lettura, Vincenzo &#8211; giovedì 21 maggio 2009</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Alcune riflessioni dopo l’Incontro della Rete Bioregionale Italiana</p>
<p>tenutosi in località Palù della Pesenata, Colà di Lazise (Verona) nei giorni15,16,17 maggio 2009</p>
<p>Le mie percezioni sull’esito dell’Incontro sono globalmente buone. Alcune persone mi hanno chiesto perché non partecipavo allo scambio comunicativo nel cerchio ed in qualche modo ho dato loro risposta.</p>
<p>Ora, però, desidero comunicarlo a tutti: è un periodo in cui mi ritrovo stanca nel mio lavoro di ascoltare persone per cui ho creduto meglio per me dedicarmi ad un lavoro manuale di servizio dove ho potuto tenere libera la mente.</p>
<p>Sono contenta perché ho potuto realizzare quello che era un mio bisogno partecipando anche a scambi relazionali in modo diverso dal cerchio.</p>
<p>Con molto piacere ho rivisto persone e ne ho conosciute di nuove. Ho la percezione che la mia casa e l’ambiente in genere siano stati arricchiti di una buona energia positiva e questo lo sento un dono.</p>
<p>Grazie di cuore a tutti, Claudia</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p>Ero lì</p>
<p>Ero lì</p>
<p>presso il lago</p>
<p>in un campo</p>
<p>di papaveri</p>
<p>nel profumo</p>
<p>di bosso</p>
<p>con le querce</p>
<p>i cipressi</p>
<p>sotto l’immenso bagolaro.</p>
<p>Ero lì</p>
<p>ascoltavo</p>
<p>l’usignolo</p>
<p>il cuculo</p>
<p>nel respiro del mondo.</p>
<p>Guardavo il bambino</p>
<p>giocare</p>
<p>nel centro</p>
<p>dell’universo.</p>
<p>Ero lì</p>
<p>fra tutti i sogni</p>
<p>possibili</p>
<p>nella danza dell’oblio</p>
<p>di sé</p>
<p>il cerchio degli spiriti</p>
<p>acqua aria terra fuoco</p>
<p>al di là</p>
<p>nella nebulosa.</p>
<p>Ero lì</p>
<p>per difendere tutto questo.</p>
<p>Ero lì</p>
<p>perché dovevo esserci.</p>
<p>Jacqueline Fassero</p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/05/23/maggio-2009-palu-della-pesenata-lazise-verona-giro-di-condivisione-e-pareri-sullincontro-della-rete-bioregionale-italiana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Resa senza condizioni  nella  Spiritualità Laica – L’esempio di Mahakashyapa</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/04/16/resa-senza-condizioni-nella-spiritualita-laica-%e2%80%93-l%e2%80%99esempio-di-mahakashyapa/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/04/16/resa-senza-condizioni-nella-spiritualita-laica-%e2%80%93-l%e2%80%99esempio-di-mahakashyapa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 18:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poems and Reflections]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Lucibello]]></category>
		<category><![CDATA[Mahakashyapa]]></category>
		<category><![CDATA[spiritualità laica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/04/16/resa-senza-condizioni-nella-spiritualita-laica-%e2%80%93-l%e2%80%99esempio-di-mahakashyapa/</guid>
		<description><![CDATA[Più volte ho parlato della Spiritualità Laica come di una via in cui non possono esserci dogmi o indicazioni religiose. Questa è la via in cui non si segue nessuna via. Il percorso è completamente assente, nella spiritualità laica ciò che conta è la semplice presenza a se stessi e questo non può essere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Più volte ho parlato della Spiritualità Laica come di una via in cui non possono esserci dogmi o indicazioni religiose. Questa è la via in cui non si segue nessuna via. Il percorso è completamente assente, nella spiritualità laica ciò che conta è la semplice presenza a se stessi e questo non può essere un percorso ma una semplice attenzione allo stato in cui si è. La coscienza è consapevole della coscienza.</font><font size="2">In un certo senso quel che viene &#8220;richiesto&#8221; per essere centrati nel proprio Spirito è la stessa cosa chiamata &#8220;abbandonarsi a Dio&#8221; nella via devozionale o &#8220;indagine discriminante&#8221; nella ricerca dell’auto-conoscenza. Ed è normale che sia così poiché la spiritualità laica non può essere nulla di nuovo ma solo un &#8220;modo descrittivo&#8221; di un qualcosa che c’è già, infatti se quel qualcosa non ci fosse già che senso avrebbe esserne &#8220;consapevoli&#8221;?</p>
<p>Perciò Spiritualità Laica e Consapevolezza sono la stessa identica cosa. Ma noi sappiamo che la pura consapevolezza di sé è purtroppo spesso macchiata da immagini sovrimposte, create dalla nostra mente, queste immagini sono ciò che noi abbiamo immaginato possa essere la spiritualità. Magari come abbiamo definito tale spiritualità nella visione religiosa nella quale siamo stati educati, oppure nel sistema morale in cui crediamo, oppure nel metodo da noi adottato per il controllo della mente, etc.. Tutte queste sovrimposizioni alla consapevolezza sono come &#8220;il credere nella realtà del serpente&#8221; dell’esempio di Shankaracharia, oppure il conformarsi alle regole dei testi sacri, alle norme etiche, all’intelligenza raziocinante, alle giustificazioni scientifiche e dir si voglia.</p>
<p>Pur fortuna la spiritualità laica non può conformarsi a nessuna di queste cose, altrimenti non sarebbe laica. Accettare se stessi come qualcosa di completamente insondabile ed in conoscibile, non conformabile ad alcun assioma di derivazione intellettuale o religiosa, significa restare sospesi nel vuoto essendo vuoto. Impossibile poter scorgere i confini del proprio essere. Questa mancanza di identificazione in qualsiasi forma strutturale (di pensiero e non) è contemporaneamente anche la &#8220;forza&#8221; della laicità spirituale. Non vi sono porti sicuri di approdo, non vi è barca, non c’è un mare, nessuno e nulla da ricercare… solo la corrente della vita, della coscienza, solo il senso di essere presenti. In questa mancanza di condizioni è possibile sentire il nostro io arrendersi, la nostra mente sciogliersi, scoprendo così il centro che non è un centro perché è tutto ciò che è.</p>
<p>Questa, mi sembra, è anche l’esperienza descritta nella storia buddista dell’incontro di Mahakashyapa con il Buddha. Avvenne che Mahakashyapa si avvicinasse al Buddha e da questi semplicemente fu toccato, nulla di più, nessuna istruzione, nessuno sguardo, un banale tocco forse inavvertito, uno struscio leggero come può avvenire fra due persone che si incontrano. Eppure in quel momento preciso Mahakashyapa divenne consapevole di se stesso, della sua perenne presenza in se stesso, al contatto di tale meraviglia si mise semplicemente a danzare. Come farebbe un ubriaco od un matto. Infatti anche un matto è solo cosciente della sua realtà, ignorando quella del mondo, ma nel matto esiste ancora contingenza e speculazione, il mondo per lui è &#8220;diverso&#8221; non è come gli altri lo percepiscono ma il &#8220;suo mondo personale&#8221; come lui lo immagina continua ad esistere…. E questa è la differenza interiore fra un &#8220;matto&#8221; e Mahakashyapa. Dal punto di vista dell’osservatore esterno –però- la reazione può essere la stessa. E così apparve anche agli occhi di Ananda, il fedele discepolo del Buddha. Ananda si lamentò con il Buddha dicendogli: &#8220;Cos’è questo? Forse è un pazzo, forse ha avuto una profonda esperienza, ma è la prima volta che egli ti vede, com’è possibile che sia stato così colpito? Io son vissuto per quaranta anni assieme a te ed ho toccato i tuoi piedi con devozione innumerevoli volte, eppure nulla di tutto ciò mi è mai accaduto..&#8221;.</p>
<p>Il Buddha non rispose, non poteva rispondere alla domanda di Ananda perché Ananda era il suo stesso ostacolo al raggiungimento della Consapevolezza.</p>
<p>Il fatto è che Ananda era il fratello maggiore del Buddha e quando si presentò a lui per essere iniziato gli chiese: &#8220;Io sono tuo fratello maggiore, prima di accettare di divenire tuo discepolo ti chiedo un favore, poiché dopo non potrei più farlo, ti chiedo di poter stare sempre alla tua presenza, di poter dormire nella tua stessa stanza e di poter introdurti qualsiasi persona in qualsiasi momento senza che tu possa dire –ora non è il momento per me di parlare con questa persona- promettimi questo prima di accettarmi come seguace&#8221;. Il Buddha acconsentì e questo fu il costante impedimento di Ananda a raggiungere la Consapevolezza, evidentemente era il suo destino, ed infatti si realizzò solo dopo che il Buddha lasciò il corpo.</p>
<p>In verità Ananda avrebbe potuto in ogni momento rinunciare alle sue pre-condizioni, avrebbe potuto essere leggero e fuori da ogni &#8220;contesto&#8221; come lo era stato Mahakashyapa ma la cosa non fu possibile ed è giusto che sia così poiché in tal modo poté svolgere il suo destino in modo esemplare, come avviene ad ognuno di noi. A dire il vero non è necessario che ognuno di noi si uniformi ad un modello o si conformi ad un ipotetico ideale, non è questo lo scopo della spiritualità laica, bensì quello di lasciarsi andare ed essere qualsiasi cosa si è senza porre condizioni di sorta, basta essere ciò che siamo coscientemente e amorevolmente.</p>
<p>Ho scritto questa storia pensando ad un discorso da me fatto con Laura Lucibello al proposito del &#8220;cosa fare&#8221; per essere se stessi… Possiamo pensare di &#8220;fare&#8221; un qualcosa se fosse possibile per noi modificare in ogni caso quel che noi siamo, ma è possibile ciò? Possiamo noi cambiare noi stessi? Apparentemente possiamo modificare, attraverso il nostro accondiscendere alle naturali pulsioni interne, quelle che sono le forme esteriori del nostro manifestarci ma come possiamo cambiare la realtà intrinseca della coscienza che sempre e comunque siamo? Per questo nella spiritualità laica è futile ogni tentativo di seguire una morale o di sentirsi in colpa per l’ipotetica immoralità…</p>
<p>In effetti spiritualità laica ed amoralità (totale assenza di morale e del suo opposto) sono la stessa cosa.</p>
<p>Paolo D’Arpini</p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/04/16/resa-senza-condizioni-nella-spiritualita-laica-%e2%80%93-l%e2%80%99esempio-di-mahakashyapa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

