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	<title>Circolo Vegetariano VV.TT. Calcata &#187; Silvio Berlusconi</title>
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	<description>Il blog del Circolo Vegetariano di Calcata</description>
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		<title>Alternativa a Silvio Berlusconi&#8230;. Beppe Grillo? &#8211; Lettera aperta a Michele Bonatesta de  La Tua Voce</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/17/alternativa-a-silvio-berlusconi-beppe-grillo-lettera-aperta-a-michele-bonatesta-de-la-tua-voce/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 11:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere inviate e ricevute]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Faperdue]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Anelli]]></category>
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		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ante Scriptum:
Approfitto di due articoli apparsi su La Tua Voce, giornale online diretto da Michele Bonatesta, il primo del rappresentante di Beppe Grillo a Viterbo, Giuseppe Anelli, e l&#8217;altro di un giornalista della testata, Gianfranco Faperdue, per esprimere la mia visione sulla situazione politica in Italia, sull&#8217;ineluttabilità di sorbettarsi il cavaliere finchè le alternative saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Ante Scriptum:</p>
<p>Approfitto di due articoli apparsi su La Tua Voce, giornale online diretto da Michele Bonatesta, il primo del rappresentante di Beppe Grillo a Viterbo, Giuseppe Anelli, e l&#8217;altro di un giornalista della testata, Gianfranco Faperdue, per esprimere la mia visione sulla situazione politica in Italia, sull&#8217;ineluttabilità di sorbettarsi il cavaliere finchè le alternative saranno D&#8217;Alema, Rutelli, Di Pietro o -dulcis in fundo- Beppe Grillo!</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Caro Direttore, Michele Bonatesta, stavolta non c&#8217;era il pulsante per i commenti e così mi tocca scriverle qui sulla mail informativa&#8230; da lei ricevuta. Ho letto l&#8217;articolo di Gianfranco Faperdue, il quale risponde a Giuseppe Anelli. Veramente prima di leggere Faperdue non avevo nemmeno pensato di leggermi Anelli, anche perché mi sembra che i suoi interventi siano molto sporadici e non cogenti con la situazione locale presente.</p>
<p>Mi pare che il suo -di Anelli- sia una sorta di movimentismo d&#8217;ufficio in cui di tanto in tanto occorre esprimere qualche giudizio in linea con &#8220;la voce del padrone&#8221;&#8230; ed in questo caso il &#8220;padrone&#8221; è il candidato segretario del PD, Beppe Grillo, comico o &#8220;guitto&#8221; populista&#8230;.</p>
<p>Certo le tiritere forbite di Anelli non hanno nulla a che vedere con le basse palate di letame del nostro Grillo&#8230; D&#8217;altronde è giusto che ci siano stili diversi per portare avanti un discorso d&#8217;opposizione al sistema&#8230;. E su questo concordo con Anelli e Grillo&#8230;</p>
<p>Questo sistema fa acqua da ogni angolo della barca&#8230; e non è completamente vero -anche se espresso in modo genuino e sincero- quanto affermato dall&#8217;amico Gianfranco Faperdue, ovvero che in Italia siamo perfettamente liberi e che le scelte del Berlusca sono -tutto sommato- in linea con il pensiero della maggioranza degli italiani che lo hanno votato.</p>
<p>No di certo, non sono in linea, sono soltanto acettate come accettiamo il maltempo, come accettiamo la disoccupazione, come accettiamo la mancanza di affetti umani, perché ci tocca&#8230; e basta. Ed accettiamo quindi di vedere ed immaginare che almeno il Berlusca se la gode, che almeno lui ha le idee chiare sul da farsi, illudendo così noi stessi che tanto vale accettattare quel &#8220;duce&#8221; piuttosto che litigiosi e beceri ed infidi D&#8217;Alema, Rutelli, Di Pietro, Pecoraro Scanio, e la bella compagnia improponibile che schiera la sinistra.</p>
<p>Siamo &#8220;obbligati&#8221; ad accettare il cavaliere non siamo liberi di sceglierlo, siamo obbligati perché ci fa comodo e guardiamo solo la televisione senza nemmeno guardare fuori dalla finestra&#8230;</p>
<p>Cordiali saluti e grazie per l&#8217;attenzione, Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>Articoli citati:</p>
<p><a href="http://www.latuavoce.it/notizie/notizia.asp?id=17565">http://www.latuavoce.it/notizie/notizia.asp?id=17565</a></p>
<p><a href="http://www.latuavoce.it/notizie/notizia.asp?id=17533">http://www.latuavoce.it/notizie/notizia.asp?id=17533</a></p>
<p></font></p>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Militari italiani in Afghanistan, interessi economici e obblighi di schieramento..&#8221; &#8211; Non si chetano   i dubbi sulle vere ragioni (Unocal) della &#8220;missione di pace&#8221;</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/15/militari-italiani-in-afghanistan-interessi-economici-e-obblighi-di-schieramento-non-si-chetano-i-dubbi-sulle-vere-ragioni-unocal-della-missione-di-pace/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 18:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Unocal]]></category>

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		<description><![CDATA[Speriamo che Obama&#8230;&#8230;.
Non sta bene approfittare di un morto per parlare del vivo&#8230; Ma d&#8217;altronde certi argomenti di politica internazionale attirano l&#8217;attenzione pubblica solo se c&#8217;è una notizia di cronaca nera dietro. Lo abbiamo visto anche per temi di costume, vedi tutti gli strascichi mondani che ha comportato la morte &#8220;misteriosa&#8221; di &#8220;jacko&#8221;&#8230;.
Il fatto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Speriamo che Obama&#8230;&#8230;.</p>
<p>Non sta bene approfittare di un morto per parlare del vivo&#8230; Ma d&#8217;altronde certi argomenti di politica internazionale attirano l&#8217;attenzione pubblica solo se c&#8217;è una notizia di cronaca nera dietro. Lo abbiamo visto anche per temi di costume, vedi tutti gli strascichi mondani che ha comportato la morte &#8220;misteriosa&#8221; di &#8220;jacko&#8221;&#8230;.</p>
<p>Il fatto che il soldato italiano morto in servizio in Afganistan fosse ingaggiato come &#8220;volontario&#8221; (la prassi bifida per cui se succede qualcosa di brutto si può dire che i militari già conoscessero il rischio a cui andavano incontro) non cambia la sostanza dei fatti&#8230; Il governo Italiano -double face- (D&#8217;Alema, Prodi e Berlusconi) si è impegnato a partecipare alla &#8220;missione di pace&#8221; in Afganistan e quindi è stato messo in conto che qualche morto ci deve pur essere, è la prassi della guerra&#8230;. Lo dimostrano le prese di posizione dei vari esponenti politici che furono coinvolti nella decisione di inviare le truppe in Afganistan&#8230;</p>
<p>Sul Corriere del 15 luglio 2009 si legge: &#8220;Napolitano dichiara: &#8220;C’è la necessità di portare avanti l’impegno in Afganistan insieme alla comunità internazionale&#8221; . Berlusconi aggiunge: &#8220;Operazione indispensabile&#8221;. Seguono dichiarazioni di consenso di Fassino, Casini e Di Pietro.</p>
<p>Separatamente (per posta elettronica) compare invece una dichiarazione dell&#8217;opinionista Antonino Amato, il quale commenta: &#8220;Insomma, i nostri politici, in continua e costante lite sui problemi di casa nostra, sono tutti determinati nella &#8220;difesa della Patria&#8221;. Pronti ad &#8220;uccidere l’ultimo afgano per insegnargli la democrazia&#8221;, disposti ad &#8220;inviare in quelle lontane terre l’ultimo italiano per consentire all&#8217;Unocal di costruire i suoi gasodotti&#8221;. Loro, i nostri politici, restano in Italia, a predicarci &#8220;l’amor di Patria&#8221;, in Afganistan contano di mandarci i soldati&#8221;.</p>
<p>Il fatto che l&#8217;ipocrisia politica dell&#8217;esportazione della libertà e della democrazia in Afganistan sia stata smascherata dalle recenti normative sessiste, in tema di diritto comiugale, la cosidetta &#8220;Shia Family Law&#8221; che consente lo stupro delle proprie mogli ai maschi afgani, è passata quasi sotto silenzio. Che questa legge assurda sia stata firmata da Karzai, eletto democraticamente dal popolo afgano, e che rappresenti un picco di recrudescenza oscurantista nemmeno raggiunto al tempo dei Talebani, importa poco le masse&#8230;. L&#8217;importante è la facciata che i nostri soldati stanno lì a morire (volontariamente), con le benedizioni double face dei politici italiani, per salvare la libertà democratica in Afganistan.</p>
<p>Sotto sotto mi viene da pensare che quell&#8217;oltranzista di Antonino Amato abbia pure qualche ragione quando sarcastiscamente afferma: &#8220;A meno che&#8230;.. A meno che non ritiriamo i nostri soldati dall’Afganistan e li sostituiamo coi nostri politici. Tutti ferventi patrioti, all’insegna di &#8220;Armatevi e partite&#8221;. E se ci mandassimo loro a combattere e a morire in Afghanistan?&#8221;</p>
<p>E perché no? Se ci mandassimo D&#8217;Alema, che invece se ne sta in barca a Gallipoli, oppure il Cavalier Berlusconi Silvio, che gioca alle belle statuine a Villa Certosa? Non sarebbe più consono? Ma loro vogliono che ci vadano i &#8220;volontari&#8221; (meglio chiamarli disoccupati), che firmano per avere una paga con &#8220;contributo extra&#8221; per rischi di caduta.. sul fronte. E così vogliono pure i petrolieri dell&#8217;Unocal.</p>
<p>Sempre sulle pagine del Corriere del 15 luglio u.s. si apre uno spiraglio di speranza, la speranza del momento che ha nome Obama: &#8220;Obama rassicura gli alleati: Via d’uscita da Kabul&#8221;.</p>
<p>Staremo a vedere.</p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p></font></p>
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		<item>
		<title>Energy security  &#8211; The current  crisis is also a political crisis, which translates into a global leadership gap&#8230;  (with an article of  Isabelle Chevalley)</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/14/energy-security-the-current-crisis-is-also-a-political-crisis-which-translates-into-a-global-leadership-gap-with-an-article-of-isabelle-chevalley/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 19:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[CE]]></category>
		<category><![CDATA[Isabelle Chevalley]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Reuters]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Uranio]]></category>

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		<description><![CDATA[Reuters:The impact of the financial crisis on energy security could be about much more than just the price of oil.
The crisis in the financial world could open up new ways of working in the energy world, argue Dr Heiko Borchert and Karina Forster. Here they look at the impact on energy companies and countries and [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Reuters:</font><font size="2">The impact of the financial crisis on energy security could be about much more than just the price of oil.</p>
<p>The crisis in the financial world could open up new ways of working in the energy world, argue Dr Heiko Borchert and Karina Forster. Here they look at the impact on energy companies and countries and how the crisis may force them to change. At first sight the current crisis is about financial and economic failures. But much more is at stake.</p>
<p>The transatlantic community has based its international leadership role on the belief that private sector self-regulation yields superior economic benefits. The current crisis has undermined this assumption.</p>
<p>So the current economic crisis is also a political crisis, which translates into a global leadership gap. Structural instability will be the main outcome of this power wrangling. Nowhere is this more obvious than in the energy domain.</p>
<p>Resource-rich countries continue to use their assets to advance their own interests, broaden their areas of influence and create alliances with like-minded partners.</p>
<p>The world’s dependence on energy supply continues to grow, making energy security a strategic priority. The current economic crisis may have driven down prices and slowed economic growth. But this is nothing more than a pause.</p>
<p>Resource-rich countries continue to use their assets to advance their own interests, broaden their areas of influence and create alliances with like-minded partners. Similarly, energy-transiting and -importing countries are also attempting to leverage their positions. These forces are about to change the nature of international affairs.</p>
<p>Reuters:</p>
<p>Resource rich countries and the financial crisis: a changing landscape?</p>
<p>So far, the transatlantic community has not found convincing answers to these challenges. This is unfortunate.</p>
<p>We see the following likely impacts of the financial crisis on the energy sector.</p>
<p>The impact on energy suppliers.</p>
<p>Russia, Iran and Venezuela all seem to have been hit hard by the current crisis. Some observers believe that ‘energy nationalism’ has been tempered. Others argue that whatever price concessions such countries may accept will be short-term and tactical in nature. In addition, several analyses point to the growing number of unemployed migrant workers due to investment cut-backs, particularly in the energy sector. This could become a source of social unrest in Central Asia and certain Gulf states.</p>
<p>A recent analysis by Stratfor suggests that foreigners make up 69% of the population of Kuwait (whose share of world oil reserve is 8%) and 80% in Qatar (whose share of world gas reserves is 14%). In Saudi Arabia, by contrast, foreigners account for only 25% of the population. Furthermore, the Saudi Arabian Monetary Agency invested more cautiously than other Gulf state sovereign wealth funds, providing it with greater financial security.</p>
<p>The consequences for energy companies.</p>
<p>The crisis is having mixed consequences for energy companies. On the one hand, increasing capital costs make investments more difficult. This is a problem for the renewable energy industry because investment costs are higher than in other energy sectors. Higher capital costs are also a problem for transmission and pipeline companies, which need long-term financing for infrastructures, and oilfield services companies. On the other hand, energy-supplying countries tend to become more open towards multinational companies, as they need partners to help shoulder the high costs of energy projects. This could open new opportunities for cooperation.</p>
<p>For strategic and environmental reasons, the world must reduce its dependence on fossil fuels. But lower investment could slow the development of renewable energy technologies</p>
<p>Cash creates political leeway.</p>
<p>Some energy producers have accumulated significant foreign exchange reserves, giving them more political leeway. In what could be seen as a sign of changing times, US Secretary of State Hillary Clinton assured China in February 2009 that Chinese holdings of US treasury securities, which amounted to $740 billion at the end of January 2009, remained a valuable investment. In addition, cash-strapped energy companies seem more willing to compromise. In a February 2009 deal, China reportedly managed to purchase crude oil from Russian Rosneft at about one-third of the common market price.</p>
<p>Climate change policy under pressure.</p>
<p>It is an open question whether the current momentum for climate change policies will last. For strategic and environmental reasons, the world must reduce its dependence on fossil fuels. But lower investment could slow the development of renewable energy technologies. The high costs of these investments may result in lower carbon dioxide abatement goals. If current goals remain in place, producers may transfer carbon dioxide-intensive production processes to regions with lower standards. This could improve the carbon dioxide balance of one region at the expense of another, sparking diplomatic tensions. Finally, subsidies for renewable energies could come under pressure. They have already led to trade disputes between the United States and the European Union (EU).</p>
<p>Reuters:</p>
<p>The financial crisis has challenged energy suppliers, companies &#8211; and customers.</p>
<p>Growing role of the state.</p>
<p>The state’s role may grow as a direct outcome of the financial crisis. Governments will act as financers of energy infrastructure investments. Governments may also re-enter the energy sector as active players, either via state-owned companies or as shareholders. Finally, companies could turn to governments to build new energy infrastructures such as carbon dioxide storage facilities and pipelines.</p>
<p>Changing regulatory systems.</p>
<p>Self-regulation seems to have failed in the financial domain. This will have major consequences for multinational energy companies that prefer government non-interference. Government support will likely come with strings attached. One major question is whether governments will continue to guarantee the preferential regulatory treatment of renewable energies.</p>
<p>In addition, Michael Levi of the Council on Foreign Relations recently observed that ‘tax credits have suddenly become all but useless as struggling companies find themselves with little if any tax burden to write off.’ This could entail a shift from incentive-based regulation to more traditional regulation and government spending.</p>
<p>What to do?</p>
<p>These variables mean that guaranteeing energy security has become more difficult. In addition, recent events have shown that energy security has the potential to drive a wedge between EU member states, and between them and the United States. Transatlantic partners should do their utmost to avoid a division over energy issues.</p>
<p>The current economic crises creates opportunities for cooperation with energy producers.</p>
<p>In fact, the current economic crises creates opportunities for cooperation with energy producers. Scientific and technological cooperation with energy producers could boost energy efficiency and help protect the climate.</p>
<p>Time for concrete action</p>
<p>For too long members of the transatlantic community have projected their regulatory preferences on other countries. A strategic dialogue on energy security must more actively engage with the Istanbul Cooperation Initiative, the Gulf Cooperation Council, the International Energy Forum and the Organisation of the Petroleum Exporting Countries. These institutions should stimulate dialogue on how economic prosperity, energy policy, regional stability, and environmental goals could be combined.</p>
<p>In addition, there is a need to advance direct engagements with national oil and gas companies, which could serve as spearheads to improve energy efficiency in energy producing countries and to advance the safety and security of energy infrastructures.</p>
<p>Together with energy producers and other key energy consumers, a &#8220;Global Compact for Sustainable Energy Infrastructure Investments&#8221; could be launched.</p>
<p>This initiative should bring together multinational and state-owned energy companies, investment banks, international financial institutions, sovereign wealth funds and technology companies. This Compact would analyse the mix of energy technologies most suitable to meet regional economic development plans and environmental goals, prioritise infrastructure investment projects, and stimulate multinational research and development initiatives.</p>
<p>The safety and security of energy infrastructures is of key importance to all stakeholders involved in the global energy supply chain.</p>
<p>Two issues are of key importance: First, the external dimension of infrastructure protection, i.e. the dependence on infrastructures hosted in third countries, which should receive more attention. Joint risk analyses should be conducted and best practices on security measures could be exchanged. Second, maritime security is vital to secure energy transports at sea. This creates opportunities for new international joint ventures to provide security of port facilities and strategic sea lanes. And these are areas which directly impact NATO.</p>
<p>Dr Heiko Borchert and Karina Forster of IPA Berlin have previously written studies for Germany’s Ministry of Defence, Switzerland’s Department of Foreign Affairs and the European Commission, focusing largely on energy security.</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>Commento:</p>
<p>Il documento soprastante edito dalla NATO e diramato dalla Reuters va chiaramente nella direzione di consigliare i governi dell&#8217;alleanza atlantica verso le energie rinnovabili. Similmente si è espresso lo scienziato naturalizzato americano R. Dulbecco ed anche vari eponenti della Comunità Europea. Ciò non ostante il Governo di Sivio Berlusconi contro ogni ragionevolezza economica ed ecologica punta sul nucleare.</p>
<p>Leggete in URL un interessante articolo sulla non economicità dell&#8217;uranio e della scelta nucleare, scritto da Isabelle Chevalley, esponente di un partito di centro destra liberale in Svizzera:</p>
<p><a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/10/25/âalla-ricerca-dellâuranio-perdutoâ-nucleare-berlusconico-â¦-semiserio/">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/10/25/%e2%80%9calla-ricerca-dell%e2%80%99uranio-perduto%e2%80%9d-nucleare-berlusconico-%e2%80%a6-semiserio/</a>  </p>
<p></font></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Italia, Lazio e Provincia di Viterbo: la mappa  del nucleare possibile &#8211; Dove possibile sta per &#8220;distruttibile&#8221; &#8211;  Silvio Berlusconi e l&#8217;Armageddon</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/11/italia-lazio-e-provincia-di-viterbo-la-mappa-del-nucleare-possibile-dove-possibile-sta-per-distruttibile-silvio-berlusconi-e-larmageddon/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/07/11/italia-lazio-e-provincia-di-viterbo-la-mappa-del-nucleare-possibile-dove-possibile-sta-per-distruttibile-silvio-berlusconi-e-larmageddon/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 07:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[armageddon]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ante Scriptum: &#8220;L&#8217;Armageddon (anche scritto Armaghedòn) o Har-Mageddon indica la battaglia finale tra i re della terra (incitati da Satana) e il Dio &#8230;&#8221; (Wikipedia)
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;
Ormai è definitiva la ratifica ministeriale per il ritorno ufficiale dell’Italia al nucleare. Nel progetto c’è sia il ripristino delle vecchie centrali bloccate dal referendum sia la costruzione di nuove centrali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Ante Scriptum: &#8220;L&#8217;Armageddon (anche scritto Armaghedòn) o Har-Mageddon indica la battaglia finale tra i re della terra (incitati da Satana) e il Dio &#8230;&#8221; (Wikipedia)</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Ormai è definitiva la ratifica ministeriale per il ritorno ufficiale dell’Italia al nucleare. Nel progetto c’è sia il ripristino delle vecchie centrali bloccate dal referendum sia la costruzione di nuove centrali &#8220;di buona generazione&#8221;. Chi è informato sulla materia sa che in realtà le &#8220;centrali di nuova generazione&#8221; sono quelle di &#8220;IV generazione&#8221;, tuttora in via di sperimentazione, ma che qui ci installeranno quelle di &#8220;III&#8221; (la centrale di Cernobyl era di II generazione tanto per intenderci…)… cioè roba già vecchia e non sappiamo quanto pericolosa (ma possiamo immaginarcelo). Greenpeace si è dichiarata contraria alla svolta nucleare in Italia ma ha avallato –a quanto pare– la lista dei siti prescelti per la loro presunta scarsa pericolosità a livello idrogeologico (http://energianucleare.blogspot.com/2009/05/centrali-nucleari-in-italia-ecco-i-siti.html).</p>
<p>C’è anche la zona fra Magliano Sabina ed Orte, ovvero un sito nei pressi del Tevere (precisamente nel punto di confluenza del Nera) il cui letto come sappiamo non è &#8220;assolutamente&#8221; (!) a rischio idrogeologico (nonostante cambi forma praticamente ogni 100 anni!)… Da parte sua la stessa Greenpeace lascia molte perplessità in merito alle sue posizioni energetiche. Come è noto, Greenpeace è il simbolo di un ambientalismo assolutamente slegato dalla località e quindi dai territori ove realmente si vive, simbolo insomma di un ambientalismo ideologico (che spesso trova sostenitori fra l’ambientalismo &#8220;casalingo&#8221; e &#8220;virtuale&#8221;) che nei fatti si traduce più nella promozione di particolari lobbies politiche ed economiche che nella tutela reale dei territori e delle loro vocazioni naturali. Questo ambientalismo &#8220;astratto&#8221; è oggi anch’esso probabilmente una minaccia, e rattrista il fatto che la stessa Legambiente l’abbia adottato nelle sue politiche &#8220;nazionali&#8221; e vi si stia accodando. L’ideologismo di queste associazioni sta portando alla diffusione di molte mistificazioni, come quella per la quale l’alternativa in fatto di energia è oggi semplicemente fra nucleare e carbone da un lato e energie rinnovabili senza vincoli dall’altro.</p>
<p>Alla base di tale ideologizzazione dei problemi ambientali e climatici sta ad esempio la promozione dell’eolico selvaggio da parte di Greenpeace e Legambiente: manca infatti a queste discutibili posizioni il legame con le realtà territoriali locali, con i loro problemi, le loro aspettative, lo loro potenzialità in fatto di &#8220;sviluppo sostenibile&#8221;. A qualsiasi fazione si appartenga, rimane il fatto che se abbassiamo le emissioni producendo energia con l’eolico selvaggio o con il nucleare, distruggeremo però l’economia delle aree locali interessate dagli impianti, con risvolti negativi non solo dal punto di vista strettamente ambientale, ma anche dal punto di vista urbanistico, sociale, culturale ed economico; oggi chi conosce davvero &#8220;la realtà dei luoghi&#8221; sa benissimo che dove si vive meglio è perché si è avviato un processo di industrializzazione moderato e si sono conservate le attività tradizionali (silvo-agro-pastorali), che a loro volta hanno innestato lo sviluppo dell’indotto turistico; in sintesi dove si è gestita bene l’urbanistica, dando spazio allo sviluppo di diversi settori economici (agricoltura, industria, turismo, terziario) senza che essi &#8220;si calpestassero i piedi&#8221; l’un l’altro. In verità l’alternativa non è affatto tra il ritorno al nucleare oppure l’uso scellerato e irrazionale dell’energie rinnovabili. L’alternativa è fra il perseverare nell’uso-consumo sconsiderato ed irrazionale del territorio e delle sue risorse da un lato ed una sua gestione razionale dall’altro. Partendo dal presupposto che il ritorno al nucleare è una cosa da evitare assolutamente, oggi è possibile produrre energia pulita in maniera massiccia sfruttando tutte le potenzialità del territorio senza danneggiarne in alcun modo le caratteristiche ambientali ed economiche. Ma per far ciò occorre una sana politica urbanistica del territorio, che è l’aspetto che più è mancato dal Dopoguerra ad oggi, e non solo in Italia ma in tutto il mondo. Il cemento chiama energia, e l’energia per essere prodotta richiede sempre in qualche modo il danneggiamento del territorio. Per bloccare questo circolo vizioso, servirebbe una visione politica più ampia e lungimirante, sia a livello locale sia a livello globale: i due aspetti sono inscindibili. Nessuna persona intelligente del resto penserebbe che si salverebbero i ghiacciai riempiendo di torri eoliche i nostri territori naturali ed agricoli, poiché tale erosione nel breve o nel medio termine produrrebbe a livello locale danni ambientali, culturali ed economici tali da avviare in quei luoghi attività che a loro volta richiederebbero energia sempre maggiore, senza contare che la rovina degli ecosistemi locali danneggerebbe – come è ovvio – l’ecosistema globale. E’ da questo terribile circolo vizioso che dobbiamo liberarci. Iniziamo a liberarci da ideologie pseudo-ambientaliste proposte da chi ha interessi personali e avallate da chi non pensa col proprio cervello, e chiediamo a gran voce uno SVILUPPO MASSICCIO E RAZIONALE DELLE ENERGIE RINNOVABILI.</p>
<p>E’ stato studiato ad esempio, che ricoprendo di pannelli fotovoltaici tutte le superfici attualmente occupate da aree industriali e produttive in Italia, Paese del sole, si giungerebbe all’efficientamento energetico nazionale! Sviluppando fra l’altro un business industriale ed economico dalle proporzioni spaventose! Perché ciò non avviene? Perché si continuano ad alimentare con centrali termoelettriche o nucleari gli insediamenti produttivi, quando essi dovrebbero &#8211; per la sacrosanta logica del risparmio e dell’efficienza energetica &#8211; prodursi l’energia in loco?</p>
<p>E perché invece di utilizzare gli edifici esistenti si costruiscono demenziali centrali fotovoltaiche a terra contribuendo così alla devastazione dei territorio? E perché l’idroelettrico, che ancora alimenta gran parte delle nostre attività e che è così presente del nostro Paese, è attualmente abbandonato a se stesso e non viene rinnovato nei suoi impianti? Eppure l’idroelettrico rappresenta un tipo di energia davvero rinnovabile e pulita, poiché – particolare su cui forse pochi hanno mai riflettuto – è l’unica che ad un ecosistema alterato (la valle sommersa) ne sostituisce un altro (il lago artificiale), e che quindi in un certo senso riequilibra l’impatto antropico dell’uomo (pur mutandone logicamente le caratteristiche originarie); mentre TUTTI gli altri sistemi di produzione energetica (tradizionale e alternativa), che utilizzano fisicamente il territorio, alterano o cancellano un ecosistema (il sito dove vengono realizzati) senza sostituirlo con nulla di utile all’ambiente.</p>
<p>Cosa ci dicono Greenpeace e Legambiente a riguardo? Forse i produttori dell’energia eolica industriale pagano bene? E quindi veniamo appunto all’eolico, che invece di essere sviluppato nella modalità dell’eolico industriale, con le sue centrali immense e così devastanti per gli ecosistemi e le realtà locali, potrebbe essere sviluppato – anch’esso massicciamente – in una forma più &#8220;diffusa&#8221;. Sull’eolico insomma la sfida è fra l’eolico industriale dei potenti e degli speculatori e l’eolico diffuso, magari domestico: ogni palazzo, ogni villa, ogni condominio dovrebbe avere il proprio impianto di microeolico (in aggiunta o in alternativa a quello fotovoltaico), mentre l’illuminazione (pubblica e privata) nelle zone moderne dovrebbe essere alimentata da lampioni eolici-fotovoltaici già in uso in Giappone e Cina. Pensiamo a quante costruzioni moderne esistono sul suolo italiano (ed europeo) ed immaginiamo quanta energia si produrrebbe già solo col microeolico! O meglio con il connubio fra fotovoltaico ed eolico diffuso!!! Perché tale soluzione non viene promossa dalle amministrazioni e dai governi? Forse perché chi costruisce le centrali nucleari o le grandi centrali eoliche, non vuole che tali realtà vengano conosciute dai cittadini? Fermo restando che gli impianti di grande taglia (anche di &#8220;minieolico&#8221;, con torri comunque alte fino a 30 mt circa) potrebbero essere realizzati in aree non di pregio ed energivore, come ad esempio tutti gli insediamenti industriali di una certa entità che esistono nel nostro Paese che naturalmente abbiano le sufficienti caratteristiche di ventosità.</p>
<p>E allora perché Greenpeace e Legambiente, invece di fornirci inquietanti liste di siti di pregio naturalistico da devastare con l’eolico industriale (accompagnate da propagande demenziali e legate alla più squallida techno-stupidity), non si mettono a lavorare su una mappa dei siti industriali italiani in cui tecnicamente sarebbe possibile produrre energia dal vento davvero ad impatto zero. Forse perché gli industriali dell’eolico industriale devono vendere (o meglio devono &#8220;ammollare&#8221; come si dice a Roma) a qualche amministrazione-popolazione disgraziata i grandi impianti che altrimenti gli resterebbero &#8220;sul groppone&#8221;? O perché con lo sviluppo del micro-eolico domestico essi non potrebbero creare monopoli di produzione energetica, come invece stanno cercando di fare stuprando i nostri territorio ancora integri? &#8220;Non&#8221; sarà che gli speculatori e i politicanti non vogliono che tutti noi – come singoli, come famiglie, come condomini &#8211; diveniamo piccoli produttori indipendenti? Perché le amministrazioni non realizzano centri di produzione energetica nei pressi degli insediamenti produttivi come sarebbe razionale? Forse perché i terreni agricoli costano molto meno di quelli edificabili limitrofi alle aree industriali? Forse perché molti uffici tecnici comunali non vogliono deludere né gli industriali alla ricerca della spesa minima né gli immobiliaristi-costruttori alla ricerca di terreni edificabili?</p>
<p>Infine, quante altre energie alternative – come le biomasse ad esempio – potrebbero trovare adeguata collocazione senza ferire territori vergini? Quanta energia si potrebbe produrre grazie a questi impianti?</p>
<p>Sulla base di tutto ciò non vi sembra che da una parte e dall’altra ci stiano prendendo un po’ in giro? E che – COME SEMPRE – ognuno cerca di farsi gli affaracci suoi sulla pelle del territorio e dei suoi abitanti? Non è il caso di svegliarci? Non è il caso di iniziare a ragionare con la propria testa e di chiedere un utilizzo più sano e razionale dei territori in cui viviamo?</p>
<p>Ad ogni modo ecco di seguito la lista dei possibili nuovi siti per una centrale nucleare. Buona lettura.</p>
<p>Luca Bellincioni</p>
<p>Piemonte: Provincia di Vercelli: tutta la zona intorno al Po, da Trino Vercellese fino alla zona a nord di Chivasso.</p>
<p>Provincia di Biella: la zona intorno alla Dora Baltea a sud di Ivrea.</p>
<p>Lombardia: Provincia di Pavia: la zona dell’Oltrepò Pavese a nord di Voghera.</p>
<p>Provincia di Mantova: l’intera zona a sud di Mantova in corrispondenza del Po</p>
<p>Provincia di Cremona:zona a sud di Cremona in corrispondenza del Po (vicino a Caorso)</p>
<p>Veneto: Provincia di Rovigo: la zona compresa tra l’Adige e il Po (a sud di Legnago)</p>
<p>Friuli: Provincia di Udine e provincia di Pordenone: tutta la zona interna, intorno al fiume Tagliamento, da Latisana fino a Spilimbergo</p>
<p>Emilia Romagna : Provincia di Parma: la zona a nord di Fidenza, compresa tra il Po e il Taro</p>
<p>Toscana: L’isola di Pianosa</p>
<p>Lazio: Provincia di Viterbo: la zona interna a sud del Tevere, nella zona di affluenza della Nera, tra Magliano Sabina e Orte.</p>
<p>Calabria: Provincia di Catanzaro: la zona costiera ionica in corrispondenza di Sellia Marina, tra il fiume Simeri e il fiume Alli (Principali località: Belladonna, Marindi, Simeri Mare, Sellia</p>
<p>Marina).</p>
<p>Provincia di Crotone: la zona costiera ionica in corrispondenza della foce del fiume Neto, a nord di Crotone (Marina di Strongoli, Torre Melissa, Contrada Cangemi, Tronca).</p>
<p>Provincia di Cosenza: la zona costiera tra il fiume Nicà e la città di Cariati</p>
<p>Puglia: Provincia di Taranto: la zona costiera ionica, in corrispondenza della località di Manduria.</p>
<p>Provincia di Lecce: la zona costiera ionica a nord di Porto Cesareo e quella a sud di Gallipoli; la zona costiera adriatica a nord di Otranto e quella a sud di Brindisi (esistono su</p>
<p>queste ultime dei vincoli naturalistici).</p>
<p>Provincia di Brindisi: la zona costiera in corrispondenza di Ostuni.</p>
<p>Sicilia: Provincia di Ragusa: la zona costiera tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo.</p>
<p>Provincia di Caltanissetta: la zona costiera intorno a Gela.</p>
<p>Provincia di Agrigento: la zona costiera intorno Licata.</p>
<p>Provincia di Trapani: la zona costiera a sud di Mazzara del Vallo, in corrispondenza della località Tre Fontane.</p>
<p>Sardegna. Ogliastra: la zona costiera in corrispondenza del fiume Riu Mannu e della località di Torre di Bari.</p>
<p>Provincia di Nuoro, la zona costiera a sud della località di Santa Lucia e in corrispondenza dell’isola Ruja.</p>
<p>Provincia di Cagliari: la zona costiera tra Pula e Santa Margherita di Pula</p>
<p></font></p>
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		<title>Velina D’Arpina:   il ritratto e l’hobby(t) di Silvio Berlusconi  ed altre notizie di cielo di terra e di mare</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 09:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[Benito Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizio questa velina con alcune considerazioni di carattere nazionale, sul nostro presidente e conducator che tutto il mondo ci invidia.
Qual è la differenza fra Benito Mussolini e Silvio Berlusconi?
Il Duce concentrò il suo potere nel tempo, in tal modo limitandolo ad un momento specifico, mentre il cavaliere lo ha spalmato nel tempo, diluendolo così in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Inizio questa velina con alcune considerazioni di carattere nazionale, sul nostro presidente e conducator che tutto il mondo ci invidia.</p>
<p>Qual è la differenza fra Benito Mussolini e Silvio Berlusconi?</p>
<p>Il Duce concentrò il suo potere nel tempo, in tal modo limitandolo ad un momento specifico, mentre il cavaliere lo ha spalmato nel tempo, diluendolo così in un periodo allungato. Per analogia possiamo spostare questa comparazione a tutti gli altri aspetti della vita: il Duce faceva le sveltine nel retrocamera di Palazzo Venezia, il Cavaliere fa le feste lente nella Villa Certosa; il Duce era giovane e bello all’inizio quando si mostrava a dorso nudo per la battaglia del grano, il Cavaliere è giovane e bello con il passar degli anni, poiché sa come aggiustarsi chirurgicamente. Ma lasciamo da parte questi aspetti e vediamone altri: il Duce esclamava &#8220;molti nemici, molto onore&#8221; ed il Cavaliere opta per &#8220;molti nemici, molto clamore&#8221;.</p>
<p>Vediamo infatti che le posizioni assunte degli oppositori del Cavaliere alla fine girano al suo vantaggio. Franceschini, pare un elfo per quanto è leggero, e va bene come aureola (per il Berlusca). Di Pietro, pare un vecchio troll peloso, e va bene come battitore di mazza (del Berlusca). In fondo la loro opposizione è un vantaggio, la gente pensa che quei due sono pazzamente gelosi delle qualità indiscusse del Cavaliere. Il Cavaliere è un vero &#8220;hobbit&#8221; che piace alle donne mica come quel trocognotto grinzoso o quello spiritello ectoplasmico. E’ solo un fatto di estetica… e di savoir faire.</p>
<p>I maligni oppositori accusano il Cavaliere di aver stretto un patto con il diavolo… Essi dicono: &#8220;guardate le foto del Berlusca di 25 anni fa, sembrava un vecchio bavoso e pelato e guardate le foto di oggi in cui pare un giovanotto pimpante e sportivo, è come nel ritratto di Dorian Grey…&#8221;. No, no, no, Franceschini e Di Pietro sono pazzamente gelosi e non hanno capito nulla, il Cavaliere è un messo divino e non un manutengolo di satana. Stessero accorti alla scomunica se vogliono salvarsi l’anima….</p>
<p>Ed ora passiamo alle notizie locali. Nella Tuscia imperversa la campagna elettorale per il rinnovo delle giunte in diversi comuni, in aggiunta alle elezioni europee. I personaggi che occupano la scena politica da tempo immemorabile sono scesi tutti in campo con le loro schiere. I vari Marini, Sposetti, Fioroni… hanno tutti un gran da fare per mantenere la compattezza delle loro truppe. Nessuno deve sfuggire al complesso monocratico in auge, non debbono esserci smagliature affinché tutto resti come è sempre stato. Allo stesso tempo proseguono gli scandaletti che scaldano il cuore dei cittadini. &#8220;Panem et circenses&#8221; era la cura sociale degli imperatori romani del basso impero, tutto doveva stare immobile, tutto puntellato con gli spilli. Mentre la popolazione viterbese invecchia ed impigrisce il lavoro manuale e sporco viene svolto dai barbari, come da copione. La burocrazia e il sottogoverno si sono accorti che esistono modi sempre più fantasiosi per tassare i polli. E la cosa pubblica meno funziona e più si creano posti di &#8220;assunzione di responsabilità amministrativa&#8221;.</p>
<p>Un esempio banale? Stamattina come al solito in salita verso Canossa (Calcata nuova), ho potuto appurare che a fianco dei secchioni dell’immondizia c’erano decine di sacchi neri traboccanti di resti alimentari appoggiativi da qualche ristoratore del borgo. I contenitori, posti a dieci metri di distanza, vuoti ma i sacchi pieni lì per terra a marcire, proprio all’ingresso del sentiero principale del Parco del Treja. Evidentemente gli addetti alla pulizia non ce la fanno a nettare le strade, evidentemente i vigili non sono sufficienti per vigilare su chi sporca, evidentemente i famigli dei ristoranti non hanno la forza di fare qualche metro in più, ed evidentemente c’è bisogno di nuove maestranze e controllori, per fare il lavoro di chi non fa nulla.</p>
<p>A fianco di tale scempio un manifesto elettorale (di una lista comunale) con su scritto &#8220;Vergogna…&#8221; ma non per il degrado evidente, solo per far polemica contro chi queste incongruenze le denuncia.</p>
<p>Paolo D’Arpini</p>
<p></font></p>
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		<title>Velina D’Arpina: Silvio Berlusconi è un benefattore – A Calcata presentata in ritardo la quarta lista, si vota l’8 ed il 9 giugno &#8211;  Incrinamento della struttura monocratica nella Città del Vaticano &#8211;  Ed altro ancora…..</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 08:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere inviate e ricevute]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[Calcata]]></category>
		<category><![CDATA[Canossa]]></category>
		<category><![CDATA[Città del Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[velina]]></category>
		<category><![CDATA[Zen]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici, non volevo farvi mancare la mia consueta velina con le ultime novità in campo internazionale, nazionale e locale… ma stamattina avendo già deciso gli argomenti di base mi son visto costretto a cambiare lo stile ed il contenuto in seguito ad un fatto pasquinesco nel quale sono incappato…..
Come al solito mentre mi avventuravo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Cari amici, non volevo farvi mancare la mia consueta velina con le ultime novità in campo internazionale, nazionale e locale… ma stamattina avendo già deciso gli argomenti di base mi son visto costretto a cambiare lo stile ed il contenuto in seguito ad un fatto pasquinesco nel quale sono incappato…..</p>
<p>Come al solito mentre mi avventuravo sulla china del paese nuovo per il mio consueto cappuccino caldo ho potuto osservare la montagna indecente di immondizie accumulate all’angolo della strada di Ceciulli, il principale sentiero del Parco. Lì dove stazionano i secchioni a pochi metri dalla piazza Roma sono stati da poco immessi dei nuovi contenitori per la raccolta differenziata, carta plastica e vetro, in aggiunta ai soliti della raccolta indifferenziata che seguono di pochi metri sulla fila.</p>
<p>Ho notato che a fianco del primo contenitore, già traboccante di rifiuti e non svuotato da parecchio tempo, stazionavano pacchi e sacchi e scatoloni con svariati tipi di immondizia, dalla terra dei vasi ai rifiuti alimentari, dai giornali alle suppellettili rotte, dai vetri ai tubi e ferraglie varie…. Evidentemente gli sderenati vorrebbero dimostrare la loro buona volontà affiancando il lerciume da loro prodotto ai contenitori della differenziata…. Ma hanno sbagliato merce invece della carta hanno accumulato detriti….. il tutto in bella vista, mentre i contenitori successivi sono lasciati completamente vuoti, forse il loro sderenume non gli consente di fare pochi metri in più…. O forse il loro sporcare è &#8220;voluto&#8221; (almeno così pare dai volantini affissi dappresso) per &#8220;dimostrare che il comune non pulisce…&#8221;.</p>
<p>&#8220;Pazienza &#8211; mi son detto &#8211; viviamo in un mondo da incubo, dove c’è un governo lassista come si può pretendere che si rispetti il pubblico decoro?&#8221;</p>
<p>Poi salendo lentamente a Canossa (Calcata Nuova) ho meditato sul destino dei nostri &#8220;poveri&#8221; governanti. Se fossimo stati nel medioevo il misero Berlusca non sarebbe stato accusato di corruzione (vedi cronache recenti) bensì gli avrebbero concesso un’indulgenza plenaria per atti di beneficenza… Infatti è normale che uno sfondato di soldi e potentissimo distribuisca prebende a destra e manca, la sua è generosità e non può essere chiamata &#8220;corruzione&#8221;. Le accuse rivolte al Cavaliere sono pretestuose e strumentali (vista la vicinanza delle elezioni europee). Così avrebbero pensato e scritto, con imprimatur papale, se fossimo stati nel medioevo… se… certo, ma purtroppo siamo nel XXI secolo…</p>
<p>Tutto ciò avviene mentre va avanti il sistema di &#8220;aggiustamento&#8221; della struttura sociale e civica laboriosamente costruita con l’unità d’Italia, infatti mi giunge voce che il governo si sta preparando ad eliminare le amministrazioni provinciali, gli unici enti che corrispondono ad un criterio bioregionale, ed anche quelle dei parchi (che manterranno i segnali affissi delle delimitazioni territoriali senza organi di controllo pubblici che verranno sostituiti (pian piano) da gruppi &#8220;privati&#8221; per la prestazione di &#8220;servizi&#8221;. Insomma la vedo dura….. per la tutela ambientale…</p>
<p>Scusate la lunga digressione e ritorno al tema di stamattina. Finalmente giunto al baretto sotto al comune di Calcata nuova ho subito notato un vagheggio di passacarte fra alcuni astanti…. Ho fatto finta di nulla visto che siamo in piena campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale e del sindaco, poi mentre masticavo un cornetto alla crema ho notato con la coda dell’occhio che qualcuno stava affiggendo un manifestino alla bacheca del bar… e qui ho avuto la bella sorpresa!</p>
<p>A Calcata è stata presentata una quarta lista, considerato che i paesani si guardavano in cagnesco l’un con l’altro per via delle tre liste contrapposte già esistenti un gruppetto di &#8220;buontemponi&#8221; ha pensato bene di allentare la tensione proponendo un’altra lista di alleggerimento e per dimostrare che il senso di comunità va oltre la vittoria o la sconfitta di una &#8220;lista&#8221; di tecnocrati. Siccome questa nuova &#8220;listarella&#8221; è stata presentata in ritardo per essa si potrà votare solo l’8 ed il 9 giugno 2009. Stemma della compagine è una cantina con botti di legno in bella vista, ed infatti la pubblicità elettorale invita &#8220;8 e 9 giugno scegli il Botticello&#8221; e di seguito l’elenco degli aspiranti consiglieri con candidato sindaco: Silvano Sestili, i consiglieri sono i più rinomati bevitori del paese, da Pasquale Cannone a Piero Mister Been, da Mario Polverò ad Alberto Paoloemili (tanto per nominarne alcuni)&#8221;. Alla lista di 16 candidati ho aggiunto a penna il mio nome, specificando però che sono &#8220;astemio&#8221; ma condividente lo &#8220;spirito&#8221; ed il programma, come dire &#8220;in vino veritas&#8221;….</p>
<p>Concludo questa &#8220;velina&#8221; con una notizia papalina. Mi è giunta voce che all’interno del potere monocratico vaticano si stanno creando delle fratture, dovute a disaccordi sulla gestione religiosa perpetrata dall’attuale papa Ratzinger. Che si preannunci per il 2012 la caduta dell’ultima monarchia assoluta?</p>
<p>Cari saluti a tutti, se lo desiderate potete riprendere e divulgare questa velina come vi pare!</p>
<p>Paolo D’Arpini</p>
<p><a href="mailto:spirito.laico@libero.it">spirito.laico@libero.it</a>  - Tel. 0761-587200</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Pensiero zen aggiunto:</p>
<p>&#8220;Se hai un problema occupatene,</p>
<p>se sei malato abbi cura di te,</p>
<p>se la morte ti chiama guardala in faccia&#8230;&#8221;</p>
<p>Ryokan</p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Storie dal Circolo Vegetariano di Calcata: “Di quella volta in cui Silvio Berlusconi ci regalò un milione di denari per farci  contenti….!”</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 17:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’articolo precedente avevo raccontato di come stamattina avessi recuperato un paio di pezzi di sottomisura, abbandonati davanti la vecchia sede del Circolo, utili per riparare la porta della Stanzetta del Pastore (dove vado la domenica a tempo perso per fare la lettura della mano agli avventori avventurosi che si fidano ad entrare nell’antro).
Puntualmente nel pomeriggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Nell’articolo precedente avevo raccontato di come stamattina avessi recuperato un paio di pezzi di sottomisura, abbandonati davanti la vecchia sede del Circolo, utili per riparare la porta della Stanzetta del Pastore (dove vado la domenica a tempo perso per fare la lettura della mano agli avventori avventurosi che si fidano ad entrare nell’antro).</p>
<p>Puntualmente nel pomeriggio ho raccattato qualche chiodo ed una tenaglia e con la tavoletta sotto il braccio son salito verso il borgo, proprio allora ho visto che un trattore stava portandosi via tutto il legname dal quale –fortunatamente- avevo già attinto… Appena giunto alla Stanzetta ho tirato fuori alcuni attrezzi necessari, ho misurato la lunghezza del pezzo da sostituire, ho asportato il legno vecchio e fradicio, ho tolto i chiodi arrugginiti e dato una sistemata sommaria alla base poi armato di un antidiluviano segaccio a spada ho iniziato a tagliare a misura la tavoletta… Dopo un po’ visto che non mi riusciva di incidere il legno (per via dei denti malridotti del segaccio) ho preso il pezzo e sono andato a casa di Evandra (nome di fantasia), co-fondatrice del Circolo ed amica da vecchia data. Subito dalla porta le ho chiesto se avesse una sega da prestarmi e lei, che in quel momento stava parlando con alcune persone del Teatro Vinambro (nome di fantasia), mi ha fatto aspettare solo un minuto ed è quindi uscita con una bella sega ad arco, io volevo tagliare il legno immediatamente ma lei: &#8220;voglio tagliarlo io&#8221; – &#8220;ma che non ti fidi, pensi che ti rompo la sega?&#8221; &#8211; &#8220;no, è che mi sento in vena di tagliare&#8221;. E con forza ha seguito il filo del segno dipinto sul legno e dopo un po’ la tavoletta era bella e segata. Io l’ho ringraziata per i doppio favore e lei un po’ scherzosa mi ha detto: &#8220;Ecco ora potrai scrivere che ho tagliato la tavoletta..&#8221;.</p>
<p>Dovete sapere che questa battuta ha un senso, poiché da circa un mese sono stato defenestrato anch’io (come il Trappolini a Viterbo) dal Teatro Vinambro, perché tempo addietro mi ero permesso di nominare in uno dei miei racconti il regista Wildford (nome di fantasia) e lui se l’era talmente presa, dicendo che avevo violato la sua privatezza che ha pensato bene di scacciarmi dal gruppo dicendo &#8220;altrimenti qualsiasi cosa io ti dica il giorno dopo debbo leggerla sul giornale…&#8221;. Il fatto è che il regista, sia pur con ritardo, era venuto a conoscenza (a causa di malelingue pettegole) che avevo menzionato il suo nome (solo il nome) sul resoconto da me fatto della visita &#8220;fiscalista&#8221; del ministro Brunetta a Calcata. Anche se quanto da me detto (poi apparso sul Nuovo Corriere Viterbese oltre che su questo sito) al proposito delle battute intercorse fra me ed il regista (con commenti vari sul Brunetta) era tutto vero, ciò non ha impedito il mio licenziamento in tronco…</p>
<p>Da una parte è stato meglio così, infatti il recitare nel gruppo del Vinambro mi comportava fatica, sconforto, umiliazione, mancanza di soddisfazione personale e soprattutto nessun ritorno di alcun genere, se non gli applausi ed i riconoscimenti del pubblico che mi ricompensavano del sacrificio. Ma, dopo la mia defenestrazione, all’interno della compagnia del Vinambro la posizione presa da tutti i suoi residui membri, è stata decisamente critica nei miei confronti… &#8220;sono una persona che non sa tener la bocca chiusa e scrive a vanvera senza chiedere il permesso agli altri..&#8221;. Lo stesso che giorni addietro mi aveva ancora rimproverato Evandra…. (per certi fatti politici che non menziono) ed ulteriormente oggi pomeriggio ha riconfermato con la sua battutina &#8220;adesso scrivi che ho tagliato la tavoletta&#8221;.</p>
<p>Ovviamente, essendo quello che sono, non posso far a meno di accontentarla, ed ho perciò fatto questa lunga premessa… Ma il vero intento è vorrei annunciare una nuova serie di articoli. Si tratta di storie attinte alla fantasia oppure vere ma mascherate, in cui racconterò di visite fatte al Circolo Vegetariano da parte di famosi personaggi. Descriverò i dialoghi e gli insegnamenti ricevuti (o trasmessi). Vista la buona riuscita del racconto sul ministro Brunetta voglio continuare sul filone dei personaggi politici e vi parlerò di una offerta che ci fece il Silvio Berlusconi, quando venne a trovarci un po’ di tempo fa.</p>
<p>Un giorno che stavo io di guardia al Circolo, vedo giungere una carovana di auto blu con accompagnamento di motociclisti corazzati, ed ecco che mi si avvicina una figura conosciuta… Sì, è proprio lui, l’ho già visto sulle foto dei giornali (non alla televisione perché quella non ce l’ho), è il presidente, l’uomo più potente d’Italia (dopo il papa) il cavaliere Silvio Berlusconi in persona. Lo accolgo, come farei con chiunque altro e gli chiedo il motivo della sua inaspettata visita, e lui: &#8220;Siccome ho tanto sentito parlare di questo Circolo ero curioso di conoscerne la realtà e siccome so che ve la passate male ho pensato di portarvi un regalo per sistemare i vostri problemi…&#8221;. Così dicendo il cavaliere apre una valigetta mostrandomi il suo contenuto in biglietti verdi: &#8220;qui dentro ci sono 1 milione di denari per voi…&#8221;. Io non batto ciglio e penso ‘a caval donato non si guarda in bocca’ e lo ringrazio accettando il dono. Ma non posso fare a meno di scambiare alcuni convenevoli con lui e così gli chiedo: &#8220;Dopo questa donazione così generosa e sostanziosa spero che almeno le restino ancora denari sufficienti per lei..&#8221; – Oh… non si preoccupi.. – fa il cavaliere &#8211; ne ho ancora tantissimi, molti molti di più.. &#8211; Ed io di rimando: &#8220;Ma lei pensa che sarebbe felice se potesse averne altri..?&#8221; &#8211; &#8220;Che domande – mi fa il cavaliere – certamente sarei molto contento di accrescere il mio patrimonio sempre più..&#8221; Sono rimasto un po’ lì a pensarci e poi mi son detto perché deprivarlo di questo piacere? Pare che il denaro sia la cosa più interessante per lui. Ed allora senza esitazione gli restituisco la valigetta con il milione dicendogli: &#8220;In tal caso, caro presidente, si riprenda quanto ci ha offerto, lei sicuramente ne ha più bisogno di noi…&#8221;.</p>
<p>Ed è così che siamo rimasti poveri in canna (ma almeno liberi…).</p>
<p>Cari saluti e grazie per aver letto sin qui.  Vostro affezionato, Paolo D’Arpini</p>
<p></font></p>
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		<title>&#8220;Al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi..&#8221; &#8211;  Questa lettera è frutto di immaginazione letteraria, le notizie e le informazioni in essa contenute potrebbero essere prive di ogni fondamento o addirittura inventate</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 11:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere inviate e ricevute]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici e lettori vicini e lontani, ho aspettato qualche tempo prima di pubblicare la seguente lettera, un po&#8217; perché per un giorno il sito era rimasto fuori servizio ed anche perché avendola già mandata in pasto ai leoni non volevo ripetermi&#8230; Infine oggi ho deciso di inserirla come &#8220;memoria&#8221; di una delle mie boutades [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="2">Cari amici e lettori vicini e lontani, ho aspettato qualche tempo prima di pubblicare la seguente lettera, un po&#8217; perché per un giorno il sito era rimasto fuori servizio ed anche perché avendola già mandata in pasto ai leoni non volevo ripetermi&#8230; Infine oggi ho deciso di inserirla come &#8220;memoria&#8221; di una delle mie boutades satiriche scimmiesche che purtroppo mi contraddistinguono, eccola a voi nella versione integrale:</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>&#8220;&#8230;. è arrivato il Fanfulla da Lodi, cavaliere di grande importanza&#8230;.&#8221; (musichetta allegra)</p>
<p>Ho trovato oltremodo &#8220;divertente&#8221; e fantasiosa la nuova idea del Berlusca,</p>
<p>novello Fanfulla da Lodi, che si è inventato come prolungare le nostre abitazioni tramite escrescenze ed altri apparati&#8230;</p>
<p>&#8220;Le case vecchie potranno crescere del 20% mentre le nuove (che sono più giovani e quindi ancora nell&#8217;età dello sviluppo) potranno gonfiarsi del 30%&#8221; dice il Fanfullo.. e dice bene&#8230; Infatti in Italia c&#8217;è bisogno di crescita e se non possiamo crescere di testa almeno cresciamo in pseudopodi&#8230;</p>
<p>L&#8217;idea del presidente è geniale.. qual&#8217;è l&#8217;organo elastico del corpo umano, quello che cresce (o decresce) a seconda delle situazioni? Lo sappiamo tutti, no?! E seguendo questo esempio anche le case degli italiani (che -si sa- sono dotati in certe &#8220;attività&#8221;) potranno ingrossarsi ed allungarsi in nuove protuberanze, qui e lì, verso il cielo o verso il sottosuolo, a destra ed a sinistra, nel basso ventre o nel deretano&#8230; non importa la direzione presa, l&#8217;importante è che vengano rispettate le regole della &#8220;deregulation&#8221; -20% l&#8217;anziano e 30% il giovane- e la deregulation berlusconica è chiara e risponde alle norme naturali di una spontanea capacità erettiva&#8230;</p>
<p>Eccellente davvero la trovata, ed in grado di ravvivare il fiacco motore edile, anche considerando che se non ci sono i soldi per le grandi opere almeno quelle piccole potranno partire. Inoltre anche l&#8217;estetica cittadina ne trarrà vantaggio, pensate a quei quadri di Bosh in cui miriadi di situazioni se ne stanno ammucchiate in bel disordine psicofisico, anche le nostre squallide città potranno dirsi futuriste ed uscire &#8220;fuori dalla norma&#8221;, invece dei lugubri parallelepipedi che distinguono le periferie metropolitane avremo ponticelli aerei, incunaboli, abbaini, soprasoffitti, funghi in cemento ancorati al suolo, baracche, bugigattoli, terrazze e verande, catacombe, etc. etc. E pensate alle possibilità offerte dai centri storici, che già sono alquanto fantasiosi di proprio&#8230; La metropoli assumerà la forma di una vera e propria base aliena, e così ci prepareremo per andare ad abitare su Marte o Giove (visto che ben presto la Terra sarà resa invivibile grazie alle belle trovate del Berlusca e dei suoi simili).</p>
<p>E che dire della futura urbanizzazione dei paesini, dei borghi e delle campagne rurali? Non voglio nemmeno tentare di immaginarlo, per non rovinarmi la sorpresa!</p>
<p>Bravo Berlusca! Sei un grande&#8230; più grande di tutti i Conquistadores, delle Giacche Blù, dei vari dottor Stranamore messi insieme e decuplicati all&#8217;ennesima potenza. E mi raccomando, dopo l&#8217;edilizia passa subito al programma nucleare, alla privatizzazione dell&#8217;acqua dell&#8217;aria e della terra (si pagherà anche per il calpestio del suolo terrestre), alla regolamentazione delle prestazioni sessuali, al lavoro obbligatorio non retribuito (in campi di concentramento), alla obliterazione del lobo cerebrale destro (quello analogico che è troppo amante della libertà), al passaggio medico etico degli organi dei vivi (poveri) ai morti (ricchi) (si chiama anche donazione o predazione)&#8230;. ed ancora altre meravigliose innovazioni utili alla società (dei consumi e per azioni).</p>
<p>La fantasia al Fanfulla di Arcore non manca! Ridere&#8230; piangere?</p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>Postilla importante: questa lettera è frutto di immaginazione letteraria, le notizie e le informazioni in essa contenute potrebbero essere prive di ogni fondamento o addirittura inventate.</p>
<p></font></p>
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