Risultato della ricerca:

Precursori? Lettera critica amorosa di Caterina Regazzi, con commenti e risposta…

“L’impulso all’amore cresce con l’elevarsi dell’uomo;
ma allo scopo non è sufficiente la saggezza.
Noi ci perfezioniamo grazie ai nostri atti di amore,
così il mondo diventa più ricco grazie alle nostre azioni d’amore,
poiché l’amore è l’aspetto creativo nel mondo”

(Rudolf Steiner)

Scritto il 15/3/2011 in un momento di rabbia.

Precursore: chi precorre i tempi.
Sarà anche così ma il detto dice: chi si loda si imbroda. Basta con quest’atteggiamento saccente e sotto sotto di disprezzo per chi non la pensa come te. Capisco i morettiani, loro sono i semplici, i poveri di spirito dei quali, forse, sarà il Regno dei Cieli. Tu dici: non scrivono niente, non pubblicano niente, ma chi lo dice che per essere un esempio, che per fare il bene dell’umanità, bisogna per forza scrivere? Non si può essere d’esempio semplicemente essendo?
Etain per venire da te si è fatta tre giorni di cammino a piedi. Tu, per venire da me hai bisogno di essere accompagnato in macchina al treno e riaccompagnato in macchina, con fatica, costo e rischio. Al mattino, invece di farti una sana tazza d’orzo con un po’ di pane secco, ti servono cappuccino bollente e briosche industriale. Insomma, Paolo, ma sei precursore di che?
Usi il pc, anche se scassato, invece della posta normale e del ciclostile, e meno male che ti ho visto almeno lavorare nell’orto…
Una volta mi hai detto che tu non mi potevi alleggerire, ma non vorrei nemmeno essere troppo appesantita.
Da mesi e mesi parli della tua “manifestazione”. L’altro giorno, quando abbiamo incontrato quel Meriggi, invece di presentarti dicendo chi sei e come ti chiami, hai cominciato subito a parlare della manifestazione.
Amore mio se vuoi fare da rompighiaccio, devi entrare nel tessuto e in parte lo stai facendo, meno male! Devi stare per le strade, a parlare con le persone, a cominciare dai nostri vicini e in questo certo non ti sto aiutando, a stare con te faccio l’orsa anche io.
Non posso continuare a venire a Treia per due giorni di cui una passato davanti al camino o a dormire perchè stanca del viaggio, e tu davanti al computer a fare il Giornaletto.
Il Giornaletto è un mezzo, non può essere il fine della tua vita.
Ti ho detto: la prossima volta che vieni facciamo una cena con gli amici. Mi hai risposto che le cene ti annoiano. Forse perchè non ti interessano le persone, certe persone. Ma se vuoi condividere te stesso e se vuoi fare partecipi gli altri di quello che hai raggiunto, se pensi che questo abbia un senso, per il genere umano, dovresti agire dal basso; a calare dall’alto, sulla testa delle persone, i tuoi corsi , incontri e manifestazioni raggiuni solo chi già “è”.
Avevo appena fatto in tempo a dirti di essere più semplice che hai scritto quella cosa sulla “trasmutazione” che per capirci qualcosa l’ho dovuta leggere 3 o 4 volte.
Ma tu riesci a metterti nei panni degli altri? Ma forse non devi, nessuno deve farlo.Le hai viste le facce di Manuel, di Diana, di Rosa l’altro giorno, mentre parlavi? Esprimevano, in maniera diversa diffidenza, incredulità, una cocciuta ostinazione alla comprensione razionale. E invece sai essere così leggero a volte!
Hai detto bene il giorno che sono venute le mie colleghe a pranzo: piccole cose. Per far capire agli altri che si può star bene senza carne, senza musicacce, senza televisione, perchè non organizzi delle belle cene vegetariane, magari al lume di candela, intonando mantra come sai fare?
Le parole non bastano e lo so che tu comunque sei l’esempio vivente, con la tua propria vita, ma l’incontro diretto con te e con i tuoi modi forse è un bel sistema per l’espansione di una certa consapevolezza, e viene incontro anche di più alla mia natura. Non mi voglio chiudere, questo è quello che mi pare di fare in questo momento.
Ho solo 51 anni, non ho deciso di darmi all’alcool, al fumo e agli uomini per il resto della vita, ma vorrei ancora poter gioire del sole, del mare, di un bel paesaggio, di una buona musica o di un bel film, di un romanzo o di un buon cibo e di un bicchiere di vino schietto, insomma, voglio rimanere me stessa.

Scritto il 20/4/2011 in un momento di confusione:
Mi sono persa qualcosa ieri sera e vorrei recuperarla, anche se non è più il momento.
Mi hai detto: il tuo amore mi nutre, per questo, anche, mi fa piacere farti da mangiare, così ti nutro anch’io.
Io ti ho risposto: tu mi nutri con la tua pazienza.
Tu hai continuato: non è pazienza ma la furbizia scimmiesca di aspettare.
Io: no! Questo non me lo dovevi dire.
Tu: perchè? Anche tu aspetti!
Io: tu aspetti perchè io devo crescere (e non per far piacere a te), io non ho proprio niente da aspettare, tu sei perfetto così come sei.
Poi mi sono persa, tu hai continuato a parlare, mettendoci in mezzo il discorso del tuo orgoglio, ed io ti ho detto, ma non per fartene un appunto, che mi stavi imbambolando.
Tu: se ti ho imbambolato è perchè tu hai mancato di attenzione.
In quel momento non ho preso proprio bene queste parole.
Ma, comunque, potremmo tornare sull’argomento?
Adesso, mentre lo sto scrivendo, capisco che il momento è passato e che ci sarà ancora modo, tempo e luogo, ma in quel momento mi sono sentita stupida e non è stato piacevole. Tutto qui.

Caterina

……………

Commento ricevuto:

Caro paolo,
questa mia lettera non la pubblicare. E poi quella di Caterina non la definirei proprio una bella lettera, casomai un lettera triste…
Quello che ti ha scritto Caterina mi ha abbastanza stupito e preoccupato…
Ti dice delle cose giuste, e in parte le penso anch’io e le conosco da sempre. Forse se ti avessi frequentato più assiduamente avremmo anche finito per litigare un giorno, chissà…
Mi stupisce ma neanche tanto (visto che non è molto che vivi a Treja), che lei ora ti rinfacci certe cose che sono lì con te da sempre… Ma non se ne era accorta prima?
Mi fa anche un pò ridere quando dice che per capire quello che hai scritto l’ha dovuto leggere 4-5 volte, evidentemente ci tiene proprio tanto a te, io (non te la prendere) difficilmte riesco a leggere anche una volta quello che scrivi quando certe volte debordi in pensieri veramente astrusi… (ma molto è solo per mancanza di tempo, in effetti molto spesso mi piace come scrivi e tutto il tuo impegno letterario).
I riferimenti a Moretti ed Etain li trovo fuori luogo, buttati lì quasi a voler fare del male, come assolutamente cattivissimo l’averti criticato il cappuccino mattutino che so per te essere il “rito” iniziatore della giornata da sempre… (Certo il latte è “crudele” come dice Ulderica ma non si può essere perfetti…).
Insomma ero convinto che avessi trovato la donna perfetta per te ma ecco l’errore, la perfezione non esiste! Me lo ero dimenticato… E allora ecco una bella persona come Caterina che dopo l’innamoramento accecante ti scopre con tutti i tuoi difetti e incomincia a non sopportarli più… (I pregi come al solito non contano…). Un copione scritto da sempre, è capitato anche a me…
Cari Paolo e Caterina (decidi tu se farle leggere la lettera), siete due belle persone, Paolo lo so da sempre e Caterina da poco ma mi basta, ora che farete?
Un caro saluto,
Antenore

………

Mia risposta:

Carissimo fratello Antenore, grazie per avermi scritto.
Perchè non dovrei pubblicare la tua lettera? Non dice nulla di sconveniente, anzi…
Se vuoi non menziono il cognome e lascio solo il tuo nome.. ma credo che sarebbe utile pubblicarla per una migliore comprensione del tema trattato.

Innanzi tutto: l’amore se è cieco non è vero amore ed inoltre se l’amore serve solo ad aggiustare un rapporto non è vero amore. Ho molto apprezzato la lettera di Caterina -ed anche la tua- perchè manifestano sincerità ed onestà. Esprimono sentimenti e sensazioni vere e non ipocrite assunzioni tenute celate e poi esposte al pubblico ludibrio.

Macchè… non c’è alcun problema nell’esprimere se stessi e quel che si pensa.. Certo a volte la critica può non piacere ma essa è l’unico modo per approfondire una conoscenza, per analizzare in profondità il nostro sentire.

Comunque il pensiero è sempre astratto mentre l’azione è sempre concreta. E di concreto in questo caso c’è un rapporto d’amore, fra me e Caterina, che non può essere scalfito da emozioni passeggere, dettate da stati d’animo momentanei. Se dovessimo lasciare il nostro compagno, la nostra compagna, gli amici, i parenti, in definitiva tutti coloro che incontriamo nella nostra strada solo perchè in un qualche momento ci hanno criticato o noi abbiamo criticato loro.. che senso avrebbe la comune appartenenza? Che senso avrebbe il fatto di sapere che siamo componenti della stessa esistenza? Non siamo noi bioregionalisti consapevoli dell’inscindibilità della vita?

Anche se critico aspramente qualcuno non significa che lo allontani dal mio cuore… Critico un operato, perchè secondo la mia opinione personale non è confacente con il mio pensiero.. ma il pensiero .. il pensiero.. siamo padroni forse del nostro pensiero? Possiamo stabilire in anticipo cosa penseremo? O cosa è giusto pensare?

Caro Antenore, non ti preoccupare assolutamente.. l’amore fra me e Caterina è aldilà di ogni “delusione” poichè non siamo mai stati “illusi”.. siamo perfettamente consapevoli ed amorevolemente accettevoli del nostro comune destino. In questa libertà possiamo anche osservare con occhi distaccati le vicende e gli atti che costellano la nostra vita.. come i corvi che osservano con due occhi posti ognuno all’opposto dello stesso capo.

Ti abbraccio, Paolo

………

Replica di Caterina:
Bellissimo questo scambio, come già vi avevo detto, siete proprio fratelli e grazie Antenore per la leggerezza con cui sottolinei questo e quello!

Per Antenore: Amo Paolo e lo amo non di un amore cieco, vedo certi suoi aspetti che non si confanno al mio sentire, come il cappuccino al mattino e non perchè c’è il latte, ma perchè per produrlo si consuma troppa energia e anche perchè è una cosa superflua (per me e anche mia madre la pensava così) ed io non amo il superfluo (ma senz’altro anch’io ho il mio superfluo e di sicuro più di Paolo).

Quella lettera poi l’avevo scritta come ho detto in un momento di rabbia non so per cosa ed ho aspettato che la rabbia sbollisse per leggerla a lui e ci abbiamo dormito sopra con serenità.
Insomma si può stare insieme ad una persona e volergli bene tanto anche se non condivide al 100% il nostro modus vivendi. L’importante è l’esserci con attenzione e un certo qual fine comune.

Ti ricordo che io neanche sono vegetariana ma questo fra noi non è mai stato un problema, lui non mi vuole convincere che sia assolutamente giusto il suo pensiero ed io altrettanto. Io semplicemente cerco di essere coerente con il mio sentire e forse prima o poi lo sarò completamente. Ma è poi il mio il giusto atteggiamento? Non lo è per ognuno di noi esseri umani giusto il proprio?

Se siamo capaci di accettare anche il sentire degli altri, tutti gli altri, e rispettarlo, il mondo in cui viviamo sarà sempre migliore.
Un caro saluto, Caterina

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

Ufo nell’Utah nel 1947 ed apparizioni a Calcata nel 2007

L’11 aprile 2011 su tutti i giornali nazionali è apparsa la notizia, vecchia di 64 anni, sugli avvistamenti e sui ritrovamenti da parte del FBI di UFO, nello Utah. L’informazione è stata derubricata da segretessima a divulgabile, anche se la versione ufficiale continua ad essere quella dei “palloni gonfiati”.  Insomma se su un giornale come il Corriere della Sera, sia pur nelle pagine interne, viene lanciata la notizia in toni non sarcastici ma in termini di cronaca spicciola… già si può presupporre che l’ufficializzazione delle visite extraterrestri sul pianeta terra si sta avviando a compimento.

A questo punto debbo riconsiderare positivamente l’esperienza vissuta da Felix e Sofia (mio figlio e sua moglie) nel 2007 a Calcata… ma leggete voi stessi…..
 
Ah, ringrazio Vittorio Marinelli per aver conservato la mia relazione… che avevo smarrito.

“Non ci troviamo niente di strano: possibile che in qualche miliardo di pianeti che esistono, non ce ne sia qualcuno abitato dove gli abitanti vadano ogni tanto a fare i turisti come noi in altri paesi?   Se poi sono fenomeni ottici, va bene ugualmente” (Vittorio Marinelli di European Consumers)

 

 Calcata (Vt). Avvistato UFO sulla collina di Narce.

La notte  tra il 14 ed il 15 maggio 2007, verso la mezzanotte, è stato chiaramente avvistato un misterioso oggetto  volante  da una coppia di giovani sposi di Calcata, Felix e Sofia, sulla cui credibilità lo scrivente non ha dubbi.  I due giovani si trovavano a guardare dalla finestra della loro casa che si trova dirimpetto a  Narce (una collina sulla quale sorgeva Fescennium antica città falisca di cinquemila anni fa) allorché scorgono  una serie di luci, somiglianti a stelle in movimento, che provenienti da ovest si dirigevano verso la collina. Ad un certo punto le  luci, forse tre in numero, si sono condensate ed allargate in una forma  grande  diversi metri. 

L’osservazione è avvenuta in una notte senza luna ad una distanza di circa un kilometro in linea d’aria,  per circa mezzora la forma è rimasta ferma su una costa della collina, emettendo forti fasci luminosi bianchi e giallo-rosei, ad onde, mentre un cono d’ombra sottostante toccava la terra. Sembrava una specie di atterraggio. 

I due giovani avevano la sensazione di essere osservati ed erano consapevoli di una qualche presenza. La luce era molto forte e si irradiava su tutto il cucuzzolo del sito storico, che è attualmente completamente disabitato e fa parte del Parco del Treja. Anche una terza persona, abitante nei pressi, in un’area sottostante, verso la stessa ora ha notato dei riverberi provenire dalla zona. Dopo parecchi minuti di permanenza su Narce  l’ignota cosa luminosa ha cominciato a spostarsi a zig-zag  e poi assumendo una forma ovale, con due centri all’interno, simile ad una cellula che sta per scindersi,  si è diretta verso nord, superando  un altro sito storico,  Santa Maria, e compiendo una specie di giro sopra l’acrocoro di Calcata.

Inutile dire che l’esperienza ha toccato molto i due sposini e di conseguenza anche gli altri abitanti del Borgo che ne hanno sottinteso varie implicazioni. Alcuni sospettano che si sia trattato di fotismi di carattere esoterico, forse anime antiche che  tornavano sui loro luoghi di origine.

Ma l’esperienza vissuta dai due è stata talmente vivida e “fisica”  da non lasciar loro dubbi  sull’osservazione, durata a lungo  e con continuo scambio di impressioni al proposito. Alcuni abitanti di Calcata propongono di andare in perlustrazione su Narce per vedere se è rimasta qualche traccia visibile dello straordinario “atterraggio”. I due giovani, una coppia con un bambino di un anno, non hanno dubbi sulla validità del fatto, vissuto in piena consapevolezza, e sono disposti a testimoniarlo  se occorre.

Quello che  mi ha più colpito è che essi affermano di aver percepito una presenza benevola e non si sono spaventati per nulla, addormentandosi poi senza problemi per il resto della notte, la ragazza dice di aver sognato un gruppo di santi, ai quali lei stessa si era unita, che andavano in pellegrinaggio…. 

E’ la prima volta, che io sappia,  che avviene  a Calcata l’avvistamento di un Ufo, certo l’evento è importante e strano  e personalmente credo che la storia raccontata sia vera ma non  avanzo alcuna ipotesi su quanto riferitomi  dai due giovani perché sono mio figlio e mia nuora…. Per dovere di cronaca riferisco quanto ascoltato.

Paolo D’Arpini
Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

Faleria (Viterbo) – Foresta di Fogliano, ove Ottone III andava a cavallo… ora automobili, uomini armati, rumori di motoseghe e trattori a cingoli, fiumi fogna… taglio del bosco

Povero Ottone III, dopo un millennio di silenzio, rimasto sottile nel bosco ove mori ancora giovinetto, si rivolterà nella tomba, il suo bel maniero (lungo la Via Francigena a Faleria) diruto… e tra poco anche gli alberi, tra i quali si mosse finché la morte non lo colse a tradimento, son destinati ad esser abbattuti ignominiosamente…

 

Sì, il monticello di Fogliano perderà il suo verde manto, il bosco verrà raso al suolo per “far incassare denari” ad una amministrazione incapace e dilapidatrice. Un’amministrazione, quella di Faleria, che è stata in grado di spendere miliardi (del denaro pubblico) per restaurare beni che son tutt’ora cadenti (quando mai si è visto restaurare prima gli interni degli esterni di un palazzo, quando mai si stuccano le sale lasciando i tetti scoperchiati?). Ah, povera Tuscia, povero Agro Falisco, povera Faleria…

 

Il comune, prima denominato Stabbia (letame) che ha voluto prendere il nome glorioso di Falleri (la capitale storica dei Falisci) per rifarsi ad una nobile origine, non è però stato in grado di mantenere le sue ricchezze ambientali e architettoniche… Persino un antico ponte romano che “impicciava il transito” è stato tranquillamente buttato giù.. perché tanto son vecchi sassi.. nel disinteresse dell’amministrazione comunale; persino delle antiche sorgenti, in prossimità delle grotte dell’eremita Famiano (un santo faleriano), sono state lasciate al prosciugamento ed alle spinare, mentre l’eremo stesso è oggi ricettacolo di ogni immondizia.

 

Ed ecco che questi amministratori, così indegni di amministrare il bene pubblico, alla vigilia del rinnovo del consiglio comunale, cioè nel momento in cui se ne dovranno andare a casa loro a far danni (almeno si spera), hanno deciso di infierire con un colpo di grazia sul territorio… si vendono a quattro soldi i vetusti alberi del bosco di Fogliano. Fatalità lo stesso bosco in cui l’anno addietro hanno deliberato di costruire un mega-impianto eolico a cancellazione imperitura di ogni memoria storica e di ogni bellezza paesistica…..

 

Ahi, Ahi! Com’è che possono avvenire certe cose, com’è che un Berlusconi può distruggere impunemente un intero Paese ed un Bianchi (l’attuale sindaco di Faleria) può snaturare un ecosistema?

 

Ed ecco alcuni stralci di lettere scritte da cittadini di Faleria

 

“Con l’approssimarsi delle elezioni i nostri amministratori devono far cassa, e qual’è il sistema più semplice? Mandare al taglio il bosco. La notizia è questa, per quello che mi è stato riferito da persone informate dei fatti, la parte iniziale del bosco dalla sbarra d’ingresso e per tutto il tratto di strada fino alla prima piazzola nella parte destra scendendo fino alla forra è stata assegnata per il taglio, non posso dare ulteriori informazioni non avendo avuto modo di reperire documenti ufficiali, unica altra notizia è che il taglio molto probabilmente inizierà ad inizio Febbraio, per cui a tutti quelli che vogliono godere ancora dello spettacolo del bosco, un consiglio affrettatevi, da febbraio non avrete più di cosa godere. Non ho trovato per il taglio, nessun bando d’asta nel sito comunale, non ho visto e non mi è stato segnalato nessun annuncio su quotidiani locali o nazionali, e non è dato sapere nemmeno se all’asta abbiano partecipato una o più ditte, quando ha avuto luogo, dove, ed il suo esito.

Non voglio parlare del ritorno economico del taglio, per le casse comunali, ma visto che proprio in questi giorni il comune sponsorizza una colletta tra i cittadini per raccogliere 15.000 euro necessari per il restauro dell’affresco della Chiesa collegiata di San Giuliano, questo ritorno deve essere ben misero. Infine non voglio dar credito nemmeno a chi insinua che questi soldi servono per la prossima campagna elettorale, certo sarebbe corretto e dovuto, rendere partecipe la cittadinanza per cosa viene sacrificato il vero ed unico patrimonio rimasto di questo comune.

Raccogliamo firme per fermare l’utilizzo indiscriminato di questo patrimonio naturalistico in nostro possesso e che stiamo distruggendo con ritmi sempre più pressanti. In molti posti del mondo, quando vengono messe a rischio aree boschive di interesse, le associazioni naturalistiche intervengono. Occorre aumentare la sensibilità di tutti verso il bene comune, ed in particolare verso il patrimonio naturale del territorio in cui si vive…” (Admin di Faleria.info)

 

Ed inoltre…

 

“Credo che fermare il taglio del bosco sia impresa che non interessi granché la gente, visto l’evidente disinteresse generale e la poca conoscenza e partecipazione (ricordo che ad una domanda fatta l’anno scorso agli alunni della scuola elementare di Faleria su chi conoscesse il bosco di Fogliano, si sono viste alzare pochissime manine)…. Inoltre esiste l’incongruente convinzione (senza concreti riscontri reali) suffragata dai cosiddetti “esperti”, che il taglio sia addirittura benefico e necessario (???). E’ vero che questa amministrazione da sempre si distingue per la poca trasparenza dei propri movimenti, ma che la gara di appalto possa essere stata aggiudicata senza che vi sia notizia in nessun posto, lo trovo assai strano. Per quanto riguarda la condivisibile raccolta firme, la estenderei direttamente alla possibilità di rendere il bosco un parco protetto o di farlo rientrare a tutti gli effetti sotto la gestione del Parco del Treja (sicuramente ci sarebbero, tanto per cambiare, scogli burocratici da superare…). Questa eventualità è naturalmente strettamente legata al fondamentale e strategico punto: aumentare la sensibilità di tutti verso il bene comune, ed in particolare verso il patrimonio naturale del territorio in cui si vive. E qui ci sarebbe veramente molto da fare… e da lottare. Rimboschiamoci le maniche!”

 

“Il bosco di Fogliano è molto bello, in posizione fortunata ed ha grandissime possibilità di “utilizzazione” naturale, paesaggistica, culturale, ludica, didattica, ecc.. purtroppo queste potenzialità sono poco sentite dalla popolazione, anche (ma non solo) per colpa di una noncurante gestione che privilegia interessi politici, personali ed economici a scapito degli altri. Confesso che io preferisco andare nel contiguo Parco del Treja dove posso stare tranquillo e lasciar scorazzare i miei figli senza il fastidio e l’apprensione di vedere sfrecciare automobili, persone armate, rumori di motoseghe e trattori a cingoli, fiumi fogna e paesaggi desolanti. E già, ma il bosco di Fogliano è a Faleria e segue le stesse sorti di un paese mal gestito e sconosciuto ai più (significativo il fatto che spesso le agenzie immobiliari al momento di pubblicizzare enunciano “a 2 km da Calcata” e già non Faleria), quindi diciamo che rientra magnificamente e coerentemente nell’ideale a cui appartiene: che possiamo aspettarci? Speriamo in un futuro migliore? Speriamo, speriamo…” (Armando Marchesini)

 

Ma  torniamo ad Ottone III, l’imperatore giovinetto, illuso di poter rivivere a Roma antiche glorie, l’Imperatore cominciò a concepire l’idea di ristrutturare il vecchio e glorioso Impero Romano. Il greco e il latino vennero imposte come lingue ufficiali dell’Impero, sostituendo così il tedesco. Ottone III trasferì la capitale del regno d’Italia a Roma, facendosi chiamare console, senatore e imperatore dei Romani. L’insurrezione del popolo romano del 1001 lo costrinse a fuggire da Roma dove non poté più tornare. Ottone III morì misteriosamente nel 1002, all’età di ventidue anni, nel bosco di Fogliano, a Castel Paterno, presso Faleria (Viterbo). Il suo corpo venne riportato dal suo esercito in Germania, dove venne seppellito nella cattedrale di Aquisgrana, vicino a Carlo Magno. La sua tomba, in ogni caso, è andata perduta. E come la sua tomba anche il bosco che vide i suoi ultimi giorni, andrà perduto….

 

Paolo D’Arpini

 

Altri articoli su Faleria:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=faleria

 

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

Treia, 17 gennaio 2011 – Passeggiata per Sant’Antonio Abate e distribuzione di cibo per gli animali selvatici

category Eventi Paolo D'Arpini 10 gennaio 2011
Anche quest’anno festeggiamo la ricorrenza di Sant’Antonio Abate, considerato amico degli animali… anche se in verità questa è una attribuzione impropria…. e vorrei qui chiarire come avvenne che questo abate, che viveva nel deserto, è stato nominato “protettore degli animali”. Spesso nei santini si vede il monaco che ha un maiale al fianco che non è però un suo amico  ma solo un simbolo per ricordare la cura da lui scoperta per curare il “fuoco di Sant’Antonio” una malattia della cute che veniva appunta guarita usando un intruglio di grasso di maiale.
 
Lasciando da parte le interpretazioni.. accettiamo comunque il fatto che oggigiorno Sant’Antonio  Abate è visto come un amico degli animali ed onoriamolo  in conseguenza. Per la prima volta compiremo la consueta passeggiata in onore dei nostri fratelli minori spostandoci dalle rive del Treja a Treia (nelle Marche).
Compiremo un tragitto campestre per depositare cibo per gli animali selvatici, che in questo periodo dell’anno soffrono per il freddo e per la carenza alimentare e poi ci recheremo  verso la chiesa di San Filippo Neri, il santo romano,  ove esiste una antica cappella dedicata a Sant’Antonio.
 
La Chiesa di S. Filippo a Treia è una delle più prestigiose nel novero delle ben 26 catalogate e studiate nelle Marche: un patrimonio, questo, “riscoperto” e pressoché inedito per la sua vastità.
L’erezione dell’Oratorio a Treia avvenne su concessione del Vescovo di Camerino nel 1631,  dove presisteva una cappellina dedicata a S. Antonio Abate.  Il tempio completato e già consacrato nel giugno 1777, venne infine officiato il 26 maggio 1778 con dedica a San Filippo, mantenendo assieme il vecchio titolo di S. Antonio Abate.
 
Ed ora un pensiero sugli animali: “L’aspetto umano non implica intelligenza umana e, viceversa, l’intelligenza umana non implica necessariamente che si debba avere un corpo umano. Ai sapienti importa solo l’intelligenza, poco essi si curano dell’apparenza, mentre al contrario gli uomini del volgo badano solo all’aspetto esteriore e non si danno pensiero dell’intelligenza”.
(Lìeh Tze – mitico saggio cinese).
 
Appuntamento per la passeggiata 17 gennaio 2011 alle h. 17 di fronte alla cattedrale di Treia.
Info: 0733/216293 –
circolo.vegetariano@libero.it  
 
Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

Italia 2011 – Ecologia acustica, animali ed umani, cibo, mortaretti e passeggiate –Appuntamenti in Italia per la Befana degli Animali del Circolo Vegetariano VV.TT.

Ogni volta che si avvicinano le feste di fine anno, ed anche quest’anno che festeggiamo fra l’Emilia, il Lazio e le Marche,  eccoci qui pronti ad inviare comunicati di sensibilizzazione per abbassare i consumi di carne e per “informare” le amministrazioni sul rischio “botti di capodanno. Non che le istituzioni non siano consapevoli di questi rischi, tant’è che ogni anno il bollettino di guerra si arricchisce di qualche morto e ferito in seguito agli scoppi.. ma il problema permane soprattutto per i viventi passivi, ossia gli animali. Fortunatamente,  a partire dagli anni settanta del secolo scorso, le voci animaliste sono cresciute di tono e di numero, un tempo esistevano solo l’Unione Animalista di Alberto Pontillo (da una cui costola nacquero in seguito la LAV e gli Animalisti Italiani), l’AVI di Alberto D’Elia (da cui sorsero l’AVA e l’UVA), la LAC di Carlo Consiglio ed il solitario naturista Nico Valerio. Ma a dire il vero ad occuparsi di animali selvatici i primi fummo noi del Circolo Vegetariano VV.TT. forse anche per la nostra esistenza all’interno del Parco del Treja (alle porte di Roma).  Ed ormai sono parecchi anni che rivolgiamo alle istituzioni la preghiera di interdire lo scoppio di mortaretti e bombe carta per la ricorrenza del capodanno, soprattutto nelle aeree rurali, montane e suburbane, come la nostra.  Questo  per tutelare le orecchie e la salute  dei viventi, costretti a sottostare alla sfuriata selvaggia di botti continuati, che  spesso iniziano ben prima della fine di dicembre e terminano ben dopo i primi di gennaio. Ricordo ad esempio che a Calcata  il bombardamento selvaggio comincia già con le feste dell’Immacolata e di Santa Lucia, continuando a Natale per concludersi -o meglio rabbonirsi- all’Epifania, talvolta giungendo sino alla festa di Sant’Antonio Abate (eufemisticamente chiamato il protettore degli animali.. sic!).

 

Ma se l’uomo soffre per i rumori molesti figuriamoci quanto soffrono gli animali, e non solo i cani ed i gatti, soprattutto quelli selvatici.. che riconoscono gli scoppi come segnale delle sparatorie con cui vengono accolti durante quasi tutto l’arco dell’anno (da belluini cacciatori di frodo e non).

 

Già, inoltre in questo periodo dell’anno fa freddo e la sopravvivenza è dura.. e nei parchi e nelle rare zone protette.. magari le volpe, i tassi,  gli istrici, i cinghiali.. sono riusciti a trovare un anfratto ed ecco che gli spari, continuati e in crescendo, li terrorizzano sino a  farli fuggire dai ripari… Ma dove possono rifugiarsi?

 

In un parco come quello del Treja, che è un budello lungo il fiume, vi sono due paesi rinomati per gli schioppi di fine anno e  questi sono Calcata e Mazzano.  Gli animali selvatici non possono sfuggire al bombardamento, debbono soffrire in silenzio –loro- mentre gli orgiasti si divertono a rintronarli.

 

Vorrei quindi approfittare degli auguri collettivi di fine anno per incoraggiare le amministrazioni dei parchi, nazionali e regionali, di farsi promotrici di una moratoria sugli spari di mortaretti e fuochi artificiali nelle aree protette.

 

Rammento -ad esempio- che nelle norme di attuazione del Parco del Treja vi sono strette indicazioni contro le molestie agli animali selvatici e siccome Calcata e Mazzano ricadono nel perimetro del Parco, la Regione Lazio e l’Ente Parco, dovrebbero intimare alle amministrazioni locali di proibire questi innecessari ed anzi nocivi rumori molesti… anche per il rischio di incendi nella boscaglia.  

 

Anche gli animali  da cortile o gli armenti da stalla hanno l’udito molto più sviluppato di quello umano e le forti esplosioni  li gettano nel panico, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come gettarsi nel vuoto, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri. Sullo stesso tema ho qui anche una dichiarazione contigua: “Per gli animali selvatici la mezzanotte del 31 dicembre è un momento d’inferno – conferma Massimo Vitturi, del settore  fauna LAV – il rischio maggiore riguarda gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbanizzate”.

Le improvvise detonazioni, infatti, determinano negli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose, istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici, derivanti dallo scontro in volo con edifici od alberi.

Comunque per farci almeno in parte perdonare della crudeltà ed indifferenza umana per i nostri fratelli minori, il Circolo Vegetariano VV.TT. ha lanciato, da una ventina d’anni,  la consuetudine della Befana per gli animali, a conclusione dei festeggiamenti del Sole Invitto,  in cui  invitiamo i nostri associati e simpatizzanti, in qualsiasi parte d’Italia risiedano, di andare a passeggio in campagna e nei parchi il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, portando con sé granaglie, pan secco ed altre vivande residuo delle bisbocce natalizie che potranno essere lasciate in vari angoli e crocicchi, od in prossimità di fiumi e fontane, in modo da nutrire e beneficiare  gli animali selvatici, gli uccelli ed anche i pesci. Personalmente io quest’anno mi troverò per quella ricorrenza sotto le rupi di Treia (Macerata), chi volesse accompagnarmi può farlo  prendendo appuntamento e contribuendo così all’opera pia.

 

 

Buon 2011 a tutti,  voi che leggete, Paolo D’Arpini

 

Per appuntamento: circolo.vegetariano@libero.it – 0733-216293 

 

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=befana+degli+animali

Commenti disabilitati