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31 dicembre 2010 a Spilamberto: “La Notte senza Tempo del Circolo Vegetariano VV.TT. in trasferta…” – Manifestazione clou de Il Sole Invitto 2010/2011

category Eventi Paolo D'Arpini 12 novembre 2010

Uscire di casa è già un lungo passo per riconquistare la terra” (Fulvio di Dio)

 

Tradizionale passeggiata notturna di fine anno in qualsiasi condizione atmosferica.

h. 19 – Appuntamento a Spilamberto in una casa accogliente per la preparazione collettiva della cena conviviale con le vivande vegetariane da ognuno portate. Scrittura dei pensierini: quelli relativi alle propensioni negative che si vogliono emendare e quelli di buona volontà e di buon auspicio per il nuovo anno veniente.

h. 22 – Partenza nella notte buia, vagando lungo il fiume Panaro.

h. 00 – Senza appuntamento davanti al fuoco acceso e cerimonia di buon augurio per il nuovo anno. Al ritorno si terrà un canto di mantra per la purificazione della mente e una meditazione finale.

 

La manifestazione é gratuita, salvo un’offerta volontaria per le spese organizzative, per partecipare é necessario comunicare la propria presenza:

circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 333.6023090

 

 

Alcune indicazioni sul significato dell’evento:

 

Lo spirito non può essere scisso dalla materia, sono espressione l’una dell’altro. Il naturale afflato che si manifesta di fronte alla meraviglia di sé e del mondo…” (Saul Arpino)

 

Perché organizzo questa “Notte senza Tempo”, invitando alcuni amici, pazzi forse come me, a condividere il freddo, la pioggia, il vento, la neve… o qualsiasi situazione ambientale la natura ci voglia offrire… compresa la possibilità di camminare sotto i raggi di una fulgida luna…? Quest’anno il 31 dicembre 2010 però non ci sarà la luna (é ormai all’ultimissimo spicchio) ed in più per la prima volta mi troverò a trascorrere questo momento magico non più sulle sponde del tortuoso Treja, come é avvenuto per lunghi anni in passato, ma lungo i greti ghiaiosi del fiume Panaro.

 

Il programma comunque é lo stesso… e sarà sempre sempre lo stesso finché le mie gambe mi reggeranno in piedi: affrontare la notte buia coraggiosamente in qualsiasi condizione atmosferica.

 

E’ vero, la notte del 31 dicembre è fredda e sovente mi è capitato di sentirmi come un baccalà in mezzo alla valle gelida a passeggiare assieme a quattro disperati. “Ma chi me lo fa fare…?” mi son chiesto innumerevoli volte. L’unica “ragione” che trovo è che la mattina presto (diciamo verso le 1 o 2) quando tutto è finito posso dirmi -riflettendo fra me e me: “Anche stavolta è fatta… ancora una volta sono riuscito ad imbrogliare me stesso…”.

 

Non pensate che io stia scrivendo questa presentazione perché desidero che voi siate presenti all’evento, per una qualsiasi ragione…, non c’è motivo che veniate, come non c’è motivo per me organizzare questo rito un po’ bislacco ed assurdo della Notte senza Tempo. Ormai è andata così e così andrà finché avrò un po’ di “sale” in zucca per capire che anche l’assurdo è una componente della vita. Se dovesse per me esserci nella mia esistenza solo “ragionata e comoda intelligenza” vorrebbe dire che son prossimo alla morte.. o già morto.

 

Perciò chi decide di venire lo faccia a proprio rischio e pericolo, per stare da solo con se stesso, nella condizione in cui si trova… e che la vita gli pone davanti, senza specularci sopra.

 

La conoscenza di ciò che appare nella coscienza non è vera conoscenza. Conoscenza di Sé significa essere quella coscienza in cui tutto appare” (Saul Arpino)

 

Paolo D’Arpini

 

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=il+sole+invitto+

……………

Post scriptum

Qualcuno ha iniziato a scrivere per avere maggiori ragguagli sul dove poter dormire dopo l’evento. Abbiamo recuperato un indirizzo che potete contattare:

Ecco il link di un b&b a Spilamberto http://www.beb-balsamico.it/ITALIAN_VERSION/prezzi.htm

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Rigurgito fantascientifico di Calcataonline News… “gli alieni sono fra noi, qui a Calcata..”

Avevamo sperato in una vita breve, con fine incruenta, delle trasmissioni virtuali di Calcataonline News… ma come in “Hollywood Party” i folletti “Vitali” dei redattori si sollevano e declamano ad libitum… Colpiti a morte, tacitati in tutti i modi, tappate le bocche, incartate le dita, spenti i computers..  ma i “Vitali” continuano a produrre deliranti News… Stavolta é la volta degli alieni… e potevano mancare gli alieni a Calcata?

Macché… sono persino nominati nell’Home Page del sito del Circolo Vegetariano VV.TT. (vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/ )

Quindi ancora una volta a reti unificate ecco a voi l’edizione “fantascientifica” di Calcataonline News,  le notizie di cronaca  spiccia sono in calce al presente notiziario.

Ed ora proseguiamo senza pietà…

Schiere di astronomi, linguisti, matematici, filosofi, da decenni si interrogano su come comunicare correttamente con un alieno, per evitare equivoci. Intanto, però, vengono inviati nello spazio migliaia di messaggi in ordine sparso. Oltre alle trasmissioni TV che potrebbero essere il nostro involontario biglietto da visita cosmico. (Sylvie Coyaud).

NOTA, in attesa della trasmissione su Italia 1 del prossimo 1 luglio, dedicata agli “alieni”, occorre riflettere su quanto finora hanno fatto gli alieni sulla nostra Terra.

Cosa sono infatti le antiche divinità mediterranee se non alieni conosciuti da tutti i popoli? E questo andare su e giù delle divinità in questione, non sono forse piccoli viaggi spaziali? Io sono convinto che Noi potremmo avere ulteriori informazioni dal nostro amico e protettore PRIAPO! Proprio in questo momento s’ode l’aere circostante inebriarsi di un suono profondo, che sembra sgorgare dalla natura. E’ la voce maschia e baritonale di Priapo che, come una melodia di zampogna, si espande per i boschi, i campi gialli di messi mature, di calli, di collinette e di borghi arrampicati in cima ad improbabili e friabili rocce, come Calcata d’altronde. La stessa Voce che fu udita dal famoso Erasmus di Rotterdam, esperto in similitudini, quando giunse a Calcata, nel 1513 (Mense Dicembri, Anno MDXIII), alla ricerca del “preputius Christi”, onde scrivere un trattato sulla corretta conservazione dei prepuzi e prostate di santi e madonne).

Scriveva infatti Erasmus, nella lettera dedicatoria all’amico Pietre Gilles, pubblicata in anteprima sul ” Monitore di Faleria”, tessendo l’elogio della Metafora come strumento pedagogico per insegnare a scrivere bene, come sosteneva Cicerone. La metafora è l’artificio sommo che conferisce ad uno scritto non solo splendore, ma l’intera sua eleganza: e il “paragone” è una Metaphora esplicata, una metafora sciolta, distesa, adatta ed efficace in ogni tipo di scrittura. (Scrive pertanto l’illustre protagonista: Come le briciole di un cristallo non si possono assolutamente ricomporre, così è difficilissimo riconciliare coloro che da una strettissima confidenza passarono all’odio reciproco.

Orbene, è proprio qui, a Calcata, che il costruttore di metafore colse l’arcano che circonda questa straordinaria Civitas. Quando, per esemplificare, è invalso l’uso di nomare in istrano modo i Frati dermatologi (dell’Ospedale dell’Immacolata, giustamente da questi romiti, curanti cutanee macchie, invocata in quanto priva di macchie), e questo nomignolo essendo a loro dato dalla marmaglia romana quali “frati teppisti”, trattasi ciceronianamente di metafora in quanto giro di parole, perché da frati si giunge a frati trappisti e da questi alla già nomata teppisti.

Ordunque, essendo giunto con la propria carrozza, dalle brume di Rotterdam in quel di Calcata, avendo Egli ordinato al fiaccheraio di tirare le briglie ai corsieri, già provati dal viaggio, onde poter discendere per andare ad orinare nel prospiciente boschetto, da questo sentì provenire il canto melodioso che con intelligenza Erasmus non potè che attribuire ad una possente divinità: era proprio la vellutata voce di Priapus che così elevava i suoi gorgheggi al cielo:

“Un’ora sola ti vorreiiiiiiiiii…..

per darti quello che non saiiiiiiii….”

(Ma come poteva saperlo il pur esperto Erasmus non conoscendo egli la costumanza di Priapus a locarsi nei pressi del Tempio ove giaceva religiosamente conservato in una teca finemente arabescata dalle trepide mani di verginali romite, il prepuzio del Divin Fantolino??).

Udì egli invece un’altra voce elevarsi dal bosco incantato. Essa voce diceva:

“Ma l’amore noooooooo!!!

l’amore mio non puòòòòòòòòò

dissolversi nei gorghi del rio Trejaaaaaaa……”

Era dessa la voce di Lupo Mannaro, che in precedenza ebbi a significare quale amante di Lupa Capitolina- Ma Erasmus nol sapea e pertanto, credendo avere a che fare col diabolico Mephisto, amico di Fausto, l’intrigante alchimista, emulo di tale berluska o burlesca o matrioska, nella seduzione coattiva d’ingenuotte villane, si diede invettivamente ad apostrofarlo in latino: “FAUSTE! FAUSTE! IN AETERNUM DAMNATUS ES!!” Profilavasi pertanto, in mente a Priapus, di ricorrere ad un ossimoro o alla peggio ad uno jojaro. Egli infatti gorgheggiò:

“C’era un Grillo (Beppe) in un campo di lino,

la formicuzza glie ne chiese un pochettino…..”

Ed infine un po’ di programmatica spinta… Ricordiamo a tutti gli affezionati lettori di Calcataonline News che sicuramente l’edizione viene chiusa, anche perché il “direttore” emigra altrove. Nel prossimo futuro potrebbe nascere l’inserto Spilambertoonline News, oppure Treiaonline News, dipende dall’ubicazione dell’Arpinate. Nel frattempo invitiamo gli accorti lettori e collaboratori a visionare sulle carte geografiche le posizioni di Spilamberto (anticamente Spilimberto) che si trova in provincia di Modena e di Treia (anticamente Atreia) che é in provincia di Macerata, studiandone attentamente la storia e le origini.

Il 29 giugno 2010, alle h. 16.30, nel centro visite del Parco Valle del Treja a Calcata, si tiene una commovente cerimonia di commiato con la redazione. Nell’occasione verranno anche riferiti i veri avvistamenti di UFO, angeli, demoni ed altre entità più o meno paranormali che si sono verificati nei secoli e nei millenni, fra Calcata, Pizzo Piede e Monte Li Santi…

Ma non volendo entrare in tema di ermeneutica dell’affettività, al momento ci s’impone ad indurre il lettore a sospendere la lettura.

Georgius Vitalicus Veientis et Saulus Arpinate Calcatensis

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“D’Arpin nun ce lassà…” – Ode d’addio al Paolo D’Arpini, detto anche Saul Arpino, che silente sen va dal falisco Treja per congiungersi alla sibillina Treia

CANTAMI, O DIVA,

DEL DOTATO PRIAPUS

LA GIOIA CAMPESTRE

CHE INFINITE ADDUSSE

GIOIE AI CALCATI…..

E’ un poema che deve essere scritto nella quiete di una notte coperta dalla “nube di Islanda”, mentre si espande per l’aere il canto possente a tono baritonale di Priapus, che inonda, accompagnato dai suoni del Flauto di Pan,  i territori circonvicini: Mazzano, Faleria, Campagnano, Sacrofano, Sant’Oreste, fino a Martignano, lago sacro ai Sileni.

Canta infatti il Grande Priapo, dagli attributi possenti, teneramente abbracciato al suo coinquilino boschivo, Lupo Mannaro, proprio quello che ammansì Franceschiello d’Assisi, liberando il profeta dai vincoli del fondamentalismo religioso da cui era affetto..

Ed ecco la voce di Priapo che intona:

“Canta, Lupo Mannaro canta,

la nenia che tormenta tutti i cuori della tribùùùùùùùùùùùùùù..

Dice, tremando la tua voce

io non avrò mai pace questo amore è una schiavitùùùùùùùùù.

(Lupo Mannaro è infatti innamorato di Lupa Capitolina!)

Scende la sera e laggiùùùùùùùùùùùùùù

brilla una stellaaaaaaaa

ma il nostro amore quaggiù

non brilla piùùùùùùùùùùùùù”

(Caspita!! C’è la nube assassina!)

Comunque tutti noi frequentatori di Calcata Vegetariana, cioè; Cantori girovaghi, Minestrelli (mangiatori di minestre vegetali preparate da Saulo), Troubadours, Trovatori, Trovatelli, Trobadores (di… fungi, di tartufi e tartufelli), improvvisatori di facezie, naturalisti, naturisti, nudisti e vestitisti, vegetisti, vegetariani, crudisti e crudeli (seguaci di Crudelia Dè Mon), buccisti di banane (scivolatori e sciatori su prato), papagheni, amici di Bin Laden, Zorro, Primula Rossa e Zazà, seguaci degli Amish, fedeli di fantasy, horror e kukluxklan, flebotomi, cacciatori di serpenti e di faine, sifilografi (che scrivono di Sifilo, figlio di Niobe, ma anche di sifilide), carmelitani scalzi e carmelitani ben calzati (attenti ai primi: costruttori di conventi dietro ai quali far eseguire duelli all’ultimo sanguine)…

NOI TUTTI, fra poco orfani di cotale organizzatore, quale messer Arpino, cosa inventeremo? A te clamamus, PRIAPE, exaudi orationem nostram!

Georgius clamans ex Calcatae silva

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C’é Treja e “Treja”… sono due fiumi paralleli ma diversi… mentre il Circolo Vegetariano VV.TT. é unico e solo! – Lettera aperta

In risposta all’articolo pubblicato il 16 giugno 2010 su Il Corriere di Viterbo, pag. 11.

Cari amici de Il Corriere di Viterbo, caro Emiliano Braconi e caro Alfredo Parroccini,

ringrazio voi tutti per l’attenzione data all’inquinamento del Treja, più se ne parla -in un modo o nell’altro- e prima si riuscirà a risolvere l’annoso problema.

Dico annoso perché in effetti si trascina da parecchi anni, dall’inizio dell’industrializzazione di Civita Castellana, le cui fabbriche  hanno continuato a scaricare i reflui con dubbie depurazioni, dal momento in cui “l’igiene” ha preso il sopravvento nei paesini della valle del Treja, facendo sì che quando prima si gettavano semplicemente le deiezioni dalle rupi poi furono ben bene incanalate e condotte sino al fiume, senza alcun trattamento… anzi aggiungendovi resti di saponi in polvere, disinfettanti chimici, etc.

Certo la modernità ha i suoi costi e se questi costi li debbono pagare i pesci e gli animali selvatici che si abbeverano al Treja cosa possono farci le amministrazioni che non hanno fondi a sufficienza, oppure che debbono destinare i fondi a cause più nobili e proficue? Se il Treja é inquinato é il suo triste destino… com’é stato destino che quel vascone pieno di liquami, lì a Monte Gelato, costruito stranamente in prossimità del Treja, sia collassato lasciando scivolare le migliaia di metri cubi di merda bovina accumatavi.

Sì, é tutto un destino crudele…

Ma, non so se Alfredo Parroccini concorda (o ricorda), mi sia consentita una domanda… Quando “ab initium” fra i promotori dell’ampliamento del Parco del Treja c’era anche la Lega Ambiente di Civita, capitanata dall’ambientalista Gianluca Cerri, come mai poi l’ottimo difensore della natura lasciò perdere la sua battaglia… anzi facendosi promotore  di una bella discarica con inceneritore, proprio nella stessa area che avrebbe dovuto entrare nel Parco, ed egli ora siede sulla tolda di comando del comune di Civita Castellana? E come mai l’ottimo ambientalista Danilo Corazza, amante del Treja e contrario all’inceneritore di Sant’Agata, siede  anch’egli sulla stessa tolda… Mentre a San’Agata continua l’accumulo incontrollato di inerti “asettici” e rifiuti di varia natura (ed altro ancora) che scivolano nel Treja…

E come mai la difesa dei “posti di lavoro industriali” che impedirono la formazione del Parco sono oggi difesi non dagli amministratori che in passato li custodirono bensì dall’ottimo ambientalista Emiliano Braconi, organizzatore del “Treja cup”?

Mi si perdoni l’ardire, visto che io non siedo su alcuna tolda di comando, malgrado o in seguito ai miei precedenti, coerenti con il mio pensiero, mi si consenta -come direbbe il Berlusca o come direbbe il buon Giulio Andreotti (mio compaesano)- di sospettare.. il male. “Poiché a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca…!”  

Ringrazio per l’accoglienza riservatami e vi saluto tutti con umana simpatia.

Paolo D’Arpini – Presidente del (glorioso ed unico) Circolo Vegetariano VV.TT 

Nonché, mi si scusi per l’accumulo di cariche gratuite, Referente della Rete Bioregionale Italiana, Bioregione Tuscia e Portavoce di European Consumers Tuscia.

Articoli sul fiume Treja:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=treja

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“Fiume Treja balneazione proibita… Come faremo per il battesimo della Vigilia di San Giovanni?” Grazia richiesta a Giunone Curite

E’ apparso sui muri di Calcata l’avviso sindacale che  ordina alla popolazione: “In seguito alla immissione di liquami nel Treja, provenienti da un allevamento bovino sito nel territorio di Nepi, é fatto divieto di attingere alle acque per uso agricolo, di pesca e di balneazione nel fiume Treja.

Insomma il rituale battesimo al fiume Treja, da noi organizzato il 23 giugno, per la vigilia di San Giovanni, é proibito a causa della quantità di merda dispersa nel corso d’acqua sacro ai Falisci.

Non avrei voluto commentare l’inquinamento del Treja, seguendo in ciò l’esempio dei due sindaci dei comuni di Mazzano e Calcata, siti nel  parco del Treja. In questi giorni ho rilevato sugli organi di stampa solo gli allarmi del sindaco Angelelli di Civita Castellana, anche per la messa a rischio della consueta gara del “Treja cup” una scorribanda a mollo su pneumatici gonfiati, a mo’ di gommoni, che si svolge in questo periodo nel tratto di fiume che scorre sotto  Civita Castellana: “Lo svolgimento del Treja Cup é a rischio, a causa dell’inquinamento delle acque…!” 

Andatelo un po’ a dire alle migliaia di pesci ed anfibi galleggianti in superficie, ovvero deceduti, in seguito alle tonnellate di feci riversate nel fiume….

Il fiume Treja, torrente dal flusso perenne, che scorre nell’originario alveo antico (risalendone il corso all’inverso) del fiume Tevere, ha  contribuito alla nascita ed alla vita delle prime comunità falische. La collina di Narce, assieme a Pizzo Piede e Monte Li Santi, fu riconosciuta dall’archeologo inglese Potter come la sede della antica Fescennium, risalente a duemila anni prima di Cristo. Il Treja con il suo bacino imbrifero contraddistingue tutto l’Agro Falisco. Nepi stessa fa parte di questo bacino… ed é nel territorio di Nepi che l’attentato al Treja si é compiuto. 

Voglio ricordare il convegno da noi organizzato a Calcata nel 1991, presso il comune, in cui facemmo ufficialmente la richiesta di ampliamento del Parco del Treja a tutti i comuni del suo bacino imbrifero… vi parteciparono Paolo Portoghesi, Fulco Pratesi e Francesco Rutelli, tale proposta fu reiterata in vari altri incontri, tenuti a Nepi, Civita Castellana, Campagnano ed altri paesi, di cui il più recente tenuto a Faleria nel 2008. 

Ma la cattiva volontà delle amministrazioni, le gelosie, la paura di perdere il possesso e l’uso del territorio, impedirono che tale progetto venisse attuato… I più retrivi, che opposero un fermo rifiuto, furono proprio gli amministratori di Civita Castellana.. (l’allora sindaco Angeletti, somigliante per nome e partito  all’attuale sindaco Angelelli)  gli stessi  che ora si preoccupano per le “condizioni miserande del Treja”…. 

L’infognamento del Treja in verità inizia  da quel rifiuto del 1991, infatti come si può ideare un Parco del Treja che protegge solo un piccolo tratto di fiume, lasciando le sorgenti e la foce alla mercé di ogni inquinamento? Come si può costituire un Parco, senza ottemperare alla Legge Galli sulla depurazione delle acque reflue immesse nel fiume?

Ed allora, alla faccia di tali istituzioni, anch’io mi “pre-occupo”  della buona riuscita della manifestazione pluriennale del rito battesimale di San Giovanni al Treja… E scrivo una richiesta di grazia indirizzandola alla Dea Giunone, che sulle rive del Treja, vicino a Narce, aveva un tempio sacro e dove le abluzioni purificatorie erano d’obbligo, affinché renda la giusta mercede agli inquinatori ed agli ignavi amministratori…. di tutti i comuni del bacino del Treja, che non hanno saputo rispettare la loro origine ancestrale ed il luogo avito…

Il rito del battesimo di San Giovanni quest’anno lo faremo al fiume Rio, un affluente del Treja che é ancora abbastanza pulito, ci scaricano solo alcune fogne di Magliano Romano.

Paolo D’Arpini

……………

Proposta per il parco dell’agro falisco:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/09/24/parco-regionale-dellagro-falisco-la-proposta-viene-avanzata-durante-il-convegno-citta-regione-bioregione-dal-3-al-5-ottobre-allex-lazzaretto-di-faleria/

………

Notizie dal Parco:

Parco Valle del Treja – Sito Ufficiale dell’Ente Parco. Disastro ambientale sul fiume Treja. Nella notte tra il 3 e il 4 giugno una …  www.parcotreja.it

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