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Fulvio Di Dio: “Uscire di casa per iniziare il cammino verso una maggiore consapevolezza” – Bioregionalismo applicato al sociale ed alla vita quotidiana

Il seguente testo è la trascrizione dell’intervento  di Fulvio Di Dio,  in occasione della chiusura de Il Sole Invitto,   tenuto a Calcata al Centro Visite del Parco del Treja il 6 gennaio 2010  
 

Vorrei soffermarmi sul crescente culto del privato e la conseguente esclusione sociale nelle società occidentali.

Raramente si pensa a quanto questa tendenza influisca sul rapporto tra l’uomo e la terra che lo ospita.

Perché  è ancora e sempre la relazione tra l’uomo e il suo territorio che modella le pianure, che costruisce infrastrutture, che disegna le città, che determina le risposte che l’agricoltura fornisce alle domande del mercato. E se il rapporto è deteriorato, se prevale un concetto di terra come risorsa da sfruttare con investimenti immobiliari, allora sarà difficile riaffermare il ruolo centrale che la terra ha avuto sempre nelle società di tutti i tempi e di ogni latitudine.

Innanzitutto la terra va conosciuta, percorsa, riscoperta. Proviamo ad accompagnare un cittadino qualsiasi fuori dalla sua casa.

Immaginiamo una villetta nel cuore della campagna veneta, brianzola o dell’Olgiata. Insomma, in quella vasta villettopoli che è ormai diventata la campagna italiana. Un uomo di mezza età contempla soddisfatto la sua bella casa, di proprietà. Lui lavora tutta la settimana, sta a casa solo il sabato, le domeniche, le sere. Esce di rado perché in generale è stanco di andare in giro e vedere gente, e se ne vuole stare a casa con la famiglia.

E poi perché  dovrebbe uscire? Ha la sua città in casa, con tutte le comodità. Ha la macchina per fare il pane che fa da panificio, quella per il gelato, lo yogurt, il caffè come al bar senza andare al bar, ha i croissant surgelati che lievitano al microonde e il Bimbi che fa la crema, una pasticceria domestica.

Ha l’officina in garage, idraulico ed elettricista nella cassetta degli attrezzi a più piani. E la macchina per fare i pop corn per il film. Non va in friggitoria perché ha la friggitrice; non va in gelateria perché compra la crema al supermercato; ha lo stadio nel decoder, e lì trova anche il cinema con la programmazione di un multisala e le dimensioni dell’home theatre; non va in edicola perché ha Alice free. C’è un parco giochi nella sua Play Station, c’è un supermarket tra il frigo e il congelatore. Ha il Wellness Center nella vasca con idromassaggio. Non va dal fotografo perché stampa le foto in casa. Non va in giardino a stendere i panni perché ha l’asciugatrice. Non viaggia perché guarda Licia Colò che viaggia.

Difficilmente, se tutti ci chiudessimo in casa e la considerassimo il nostro solo habitat vitale, il rapporto con il mondo che ci sta intorno potrà essere sereno.

E difficilmente si diffonderà una cultura di rispetto e valorizzazione collettiva della terra come bene comune.

Con una conseguenza: il dis-investimento progressivo da parte dell’amministratore della cosa pubblica sugli spazi comuni, sulle attività aggregative, sulla con-vivialità che sta alla base della convivenza civile e di ogni cambiamento sostenibile.

Ecco un primo passo per abitare il territorio in modo consapevole: portiamo il nostro amico fuori casa, torniamo con lui a scoprire e vivere la terra.

Che sia il parchetto sotto casa o il cugino che vive in campagna, che sia una passeggiata o un giro in bici, o il pic nic, che sia una delle numerose aree naturali protette (riserve, parchi, oasi, che occupano circa il 10,5 per cento del nostro territorio nazionale) o le fattorie didattiche, l’azienda agricola o quella agrituristica.

Uscire di casa è già un lungo passo per riconquistare la terra. 

Fulvio Di Dio

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Roma, 29 gennaio 2010: “Olos, l’Anima della Terra” – Nitamo Montecucco ci invita al cinema “Azzurro Scipioni”

Ante Scriptum:

Nel 1991 presentammo all’Azzurro Scipioni di Silvano Agosti il primo documentario sul Circolo Vegetariano VV.TT. di Calcata  girato dal regista Gianfranco Rapuano in collaborazione con la giornalista Marinella Correggia. Conservo ancora una copia della cassetta originale che purtroppo si è un po’ ingiallita col tempo. Dopo quel documentario ne seguirono  altri, alcuni di registi famosi ed altri di amici e cineasti amatoriali. Ma quel primo film fu un vero messaggio della terra, di questa terra della Valle del Treja, in esso si vive la semplice convivialità ed amicizia  del Circolo, si acoltano i canti degli uccelli, lo scoppiettio del fuoco, il fruscio del vento, il brusio del fiume e le note magiche di vari strumenti primordiali (corni, tamburi di legno, canne di cicuta, dijiritù, rombo, etc.) accompagnate dall’OM e dagli armonici vocali di Pino Roveri, Alessandra Forti e dai mantra del sottoscritto. Sono molto affezionato a quel film ed alla sua  prima proiezione ricordo che ci scappò pure qualche lacrimuccia.  Ringrazio perciò Nitamo Montecucco per avermi invitato alla prima nazionale di “Olos, l’anima della Terra” che si terrà al solito Azzurro Scipioni  il 29 gennaio 2010. Ma siccome quello stesso giorno partirò per Spilamberto per organizzarvi un  prossimo incontro sugli archetipi e sulla spiritualità laica, chiedo a qualcuno di voi soci del Circolo che leggete di sostituirmi all’evento romano. Scrivetemi per confermare la vostra disponibilità.   Cari saluti, Paolo D’Arpini  

………..lettera ricevuta

All’attenzione del Presidente o del responsabile dell’Associazione

Oggetto: invito presentazione film OLOS: progetto globale

E’ tempo che la parte più saggia e consapevole dell’umanità si riunisca e collabori per invertire l’attuale tendenza distruttiva e realizzare un futuro comune di pace, comprensione umana e rispetto della Terra.

Ogni individuo, ogni associazione è determinante in questo processo di evoluzione verso una coscienza globale.

Carissimo, carissima Presidente, sono il Dott. Nitamo Montecucco, Presidente del Club di Budapest Italia. Le  scrivo per invitare lei, o un rappresentante della sua associazione, alla prima di OLOS, l’Anima della Terra, il film sul nuovo paradigma scientifico a cui hanno collaborato scienziati, studiosi e premi Nobel per la Pace. Il proposito di questo film è di fornire informazioni e conoscenze scientifiche, mediche, psicologiche e spirituali per ampliare la  consapevolezza globale e favorire la riunione dei “creativi culturali”: le  persone, le associazioni e i movimenti, che con amore, sensibilità e consapevolezza vivono e si impegnano per un mondo migliore. L’aspirazione  è di facilitare la realizzazione di una rete internazionale di collaborazione e di una “massa critica” tra tutte le associazioni e le  persone. Il film pone in evidenza lo spirito che ci accomuna: il senso di  unità e responsabilità per il benessere dell’uomo e del pianeta. Un  progetto che si sta estendo a tutto il pianeta, contribuendo ad un  orientamento positivo dell’attuale crisi ecosistemica globale.

A questo incontro abbiamo invitato i responsabili delle più importanti associazioni romane (che siamo riusciti a conoscere via Internet) che stanno contribuendo a sviluppare una nuova cultura etica e sostenibile. Siamo onorati di poter iniziare insieme a voi questo importante progetto

culturale e umano.

Il film OLOS sarà presentato in anteprima nazionale a Roma  al cinema d’essai “Azzurro Scipioni”, in via degli Scipioni 82 il 29 Gennaio 2010, alle ore 20.30 – L’entrata sarà gratuita

In questo film la Terra racconta la propria storia: un emozionante viaggio scientifico e poetico nell’evoluzione della vita e della coscienza. Dall’inconscio collettivo della vita allo sviluppo del cervello e dell’intelligenza, fino alla realizzazione della coscienza di Sé e alla consapevolezza planetaria.

Il film mostra che la Terra è oggi in grave pericolo, in quanto negli ultimi secoli la nostra civiltà è stata dominata da un paradigma dicotomico, che ha separato il corpo dall’anima, la materia dallo spirito, che ha contrapposto razze, culture e religioni, rompendo l’equilibrio dell’intero ecosistema.

Il film pone in evidenza che il cambiamento epocale, che stiamo vivendo, verso una civiltà globale, richiede un cambio di paradigma, un nuovo modello dell’essere umano e del mondo. Per realizzare un pianeta unito, pacifico e sostenibile è necessario un paradigma olistico, un modello unitario, sistemico, rispettoso della vita. Nel film oltre trenta scienziati e personaggi della cultura internazionale, dal  Dalai Lama a Ervin Laszlo, ci espongono questo nuovo paradigma con interviste, immagini, animazioni, video, morphing e musiche.

Il film-manifesto della nuova cultura planetaria emergente. Una visione unitaria che accomuna milioni di persone e associazioni ecologiste, etiche, mediche o spirituali di ogni parte del mondo. Che riunisce una moltitudine di culture e modelli antichi e moderni, scientifici e spirituali, e li sintetizza in una visione globale e  sostenibile.

Il film, nella versione tradotta in inglese, è stato anche proiettato, con grande interesse, al Klimaforum, l’incontro internazionale sui cambiamenti climatici che si è appena concluso a Copenaghen, a cui hanno partecipato quasi cento mila esponenti di tutte le nazioni e di tutte le associazioni (NGO) del pianeta. Abbiamo ricevuto commenti sul film molto positivi, a volte entusiastici.

Vi invitiamo ad essere presenti con noi a Roma e ad invitare gli amici interessati e soprattutto i membri e i responsabili delle associazioni culturali che conoscete e che purtroppo non siamo riusciti a rintracciare da Internet. Vi preghiamo di girare questo invito a tutti gli amici Vi invitiamo a sentitevi parte attiva di questo progetto globale.

Il Club di Budapest

Due parole sulla nostra associazione. Il Club di Budapest (come potrà eventualmente vedere sul sito www.club-of-budapest.it) è un’associazione culturale che – senza ideologie – opera in tutto il mondo per il risveglio di una nuova consapevolezza umana e planetaria. Il Club di Budapest è sostenuto in questo compito da sette premi Nobel per la Pace tra i quali Mikhail Gorbachev, il Dalai Lama, Nelson Mandela, Desmond Tutu, Muhammad Yunus. il creatore del microcredito, e da personaggi di rilevanza internazionale nelle scienze, nelle arti e nella spiritualità come l’ex-vicepresidente USA Al Gore, gli scrittori Paulo Coelho e Arthur C.Clarke, l’ex presidente della Rep. Ceca Vaclav Havel, il musicista Peter Gabriel, il filosofo Edgar Morin, il direttore d’orchestra Zubin Metha, l’etologa degli scimpanzee Jane Goodall, e molti altri.

Il Club diBudapest  vuole essere solo un promotore di questo progetto. Una volta avviato il progetto apparterrà totalmente ai suoi membri costituenti.

Il punto di svolta si avvicina. Il futuro del pianeta dipende dalla nostra capacità di sviluppare una nuova coscienza umana e planetaria, più unita e collaborativa, che abbracci i molti aspetti della nuova cultura cultura, dall’arte, alla spiritualità, dalla medicina olistica, all’ecologia, dai consumi etici alla pace, dalla psicologia al volontariato. Nella speranza che il futuro sia generoso di consapevolezza e di collaborazione verso un fine comune, vi auguriamo un buon 2010.

Nitamo Montecucco – Presidente Club di Budapest Italia

Associazione Club di Budapest Italia – Villa Demidoff – 55022 Bagni di Lucca (LU)  info@reteolistica.it,  www.club-of-budapest.it

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Eh daje co’ la Velina… D’Arpina e pure un po’ saurina: “Menica Menica oggi è domenica…”

Le consuetudini cambiano, almeno così pare, ed io non me ne sono  accorto… La mia è una memoria “saurina” da dinosauro antidiluviano  quasi estinto. Oppure no? Magari sono io che cambio ed il mondo rimane tale e quale, chissà?

Stamattina non sapevo nemmeno che giorno fosse, ho perso il senso del trascorrere del tempo, i giorni mi sembrano tutti uguali…. Qui a Calcata è un’eterna domenica, ed in più con le feste che si susseguono a raffica la differenza fra le giornate feriali e festive è pressocché svanita. Natale e poi Sant’Antonio e poi Carnevale e poi Pasqua e poi… tutte le altre ricorrenze inframmezzate, ogni scusa è buona per addobbare il paese a festa, si fa per dire, in quanto gli addobbi non sono altro che bancarelli di cianfrusaglie.  Insomma mi sono accorto che è domenica avendo notato  la maggior4e invadenza automobilistica nella piazza Roma, che avrebbe dovuto essere un’isola pedonale, con restauri  milionari pagati dalla Regione Lazio,   ed è invece un parcheggio libero e giocondo. Poi ho notato anche la mole di rifiuti all’angolo dei secchioni, un’altra caratteristica “festiva” di Calcata vecchia. Poi ho ascoltato le musicacce dei baretti e negozietti che aprivano e richiamavano l’attenzione di passanti  inebetiti. Per fortuna salendo verso Canossa, in via della Lira, ci sono solo cani che abbaiano, ogni casa un cane, ogni cane una casa… non si sa bene di chi è il cane o di chi è la casa.

Finalmente giunto al baretto sotto al comune, con la luce spenta per il risparmio energetico, ecco che noto alla bacheca un avviso “Smarrito cane spinoncino a Monte Gelato, munito di collare, tatuaggio e microchip elettronico, ricompensa di mille euro a chi fornisce sue notizie”. 

“Eh che d’è –faccio io al barista- lo pagano a peso d’oro, e da mangiare che gli davano  a sto barboncino?”   E lui rapido “Si vede che hanno i soldi..” –  Ed io di rimando “Certo che non gli è servito a  niente il collare, il tatuaggio e pure il microchip elettronico e satellitare…  se lo sono perso lo stesso..  si vede che s’era stufato di fare il soprammobile ed è scappato nei boschi” . 

Finiti i commenti salaci sul plusvalore canino mi siedo per il consueto cappuccino. La televisione è accesa, quella è sempre accesa, mica come le lampadine che le spengono per risparmiare… Allo schermo un monsignore che fa una lunga predica… e questo mi  conferma  che è domenica… parla di Isaia, dell’esilio del popolo eletto… delle armate feroci di Nabucodonosor, del ritorno alla terra promessa, a Gerusalemme che era stata distrutta e che verrà ricostruita (per essere nuovamente distrutta non si sa quante altre volte ancora), delle preghiere aggiunte ai libri sacri, delle migliaia di anni di cerimonie etc. etc. e del rito previsto a Roma, proprio oggi, per ricordare tutte quelle vicende… Il tempo passa, la predica è durata tutto il tempo della colazione. Di solito  gli altri giorni capito con il telegiornale, che viene spesso interrotto per la pubblicità…  30 secondi pubblicitari 30.000 euro… Ma la predica del prete non la interrompe nessuno, lui prosegue imperterrito a raccontare favole di 5 mila anni fa… e c’è pure chi gli da retta?   

Ma non è finita… stufatomi del sermone mi sbrigo con la colazione ed esco sbuffando… alla bacheca noto allora altri foglietti. Uno è la denuncia di Mimmo Malarbi, consocio del Granarone (un’associazione culturale di Calcata vecchia) che ce l’ha con  “alcuni” che si sono permessi di rompere la tradizione… Quale tradizione? Quella di andare a bere la cioccolata calda la notte di Natale “nell’antico granaio”, per il dopo messa solenne… A fianco dell’accorata accusa di menefreghismo “culturale” una poesia di ignoto “..e noi suoneremo le nostre campane”. Insomma c’è maretta… istituzionale.

Meditabondo torno a Sodoma  Gomorra, non compro nemmeno il giornale, tanto ho già fatto il pieno di notizie!  Di nuovo nella piazza Roma, noto alfine un cartello appeso che prima non avevo visto. Riguarda le feste della Befana 2010… ma è stato attaccato  dopo la Befana. Dice che al Comune danno le calze ai bambini, che ci sarà la banda che suona, che il pomeriggio ci saranno le befane al centro storico e che verranno date le calze  ai bambini anche  qui. Veramente le calze erano già finite al Comune ed il maestro Leonello mi aveva portato solo una saccocciata di caramelle,  e di befane nemmeno l’ombra… salvo Laura Lucibello che si è improvvisata distributrice di caramelle al Centro Visite del Parco del Treja, mentre si concludeva la nostra manifestazione del Sole Invitto, contemporaneamente  nella piazza del borgo si udiva la voce rimbombante di Don Henry che annunciava i numeri della tombolata all’aperto.

Improvvisamente ho capito tutto… la cioccolata calda, le calze… il patrocinio della Provincia, le befane, i programmi… rientra tutto in un piano diabolico! Indovinate un po’….

Vostro affezionatissimo Paolo D’Arpini

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17 gennaio 2010 Sant’Antonio Abate – Rapporto Uomo Natura Animali – Una manifestazione, due luoghi…. Nella valle del Treja

category Eventi Paolo D'Arpini 6 gennaio 2010

In occasione dei festeggiamenti per Sant’Antonio Abate, tradizionale protettore degli animali, si tengono nei due comuni della Valle del Treja, Calcata e Mazzano Romano,  due manifestazioni simboliche per  riconoscere il valore del rapporto fra uomo, natura ed animali.

Si comincia a Calcata, il 17 gennaio alle  11.30, presso la sede del  Circolo Vegetariano VV.TT. per una visita nel Tempio della Spiritualità della Natura, dove è ospite la nostra maialina Vetty, simbolo di pacificazione e amicizia fra uomini ed animali. Di solito il maiale è preso  a simbolo di Sant’Antonio ma solo perché con il suo grasso si poteva curare il “fuoco di Sant’Antonio” una malattia della pelle. Per noi invece la maialina  viva significa che possiamo convivere con gli altri animali senza doverli necessariamente sfruttare. I visitatori sono invitati a portare cibo di vario genere per la bestiola che gradirà il dono mangiandoselo lì seduta stante  davanti a loro. La cerimonia continua con la divisione del cibo anche per noi umani, e pure in questo caso i visitatori sono pregati di portare pietanze vegetariane, a dimostrazione del loro rispetto verso gli altri animali, che verranno fraternamente condivise fra i presenti. Durante il convivio  verranno fatte delle ricerche e raccontati aneddoti sullo stretto contatto con la natura e gli animali che ha sempre contraddistinto la vita semplice e felice degli abitanti originari della valle del Treja.

Una parte religiosa della manifestazione si svolge al Centro Storico di Calcata, dove Don Henry  alle 16.00 celebra  la messa ed alle 16.30  guida la processione per le vie del borgo e benedice degli anima

Nel frattempo  a Mazzano  Romano, sin dal 14 e sino al 17 gennaio, sono organizzati vari incontri, in particolare il pomeriggio di venerdi 15 gennaio  presso la sede del Parco del Treja, è stato organizzato, da varie associazioni,  un pomeriggio di poesie, immagini e canzoni sugli animali e sul vivere naturale.   Il tema specifico  dell’incontro, proposto dalla bibliotecaria Patrizia Peron, è quello della conoscenza e valore delle api per l’ecosistema e la riproduzione botanica in generale. Le api sono le migliori impollinatici e quindi meritano tutto il nostro rispetto…. Purtroppo ormai tutti sanno che a causa dell’inquinamento atmosferico la moria di api sta falcidiando questa specie benedetta. Un saggio affermò: “Quando non vi saranno più api.. morirà anche l’uomo”… prendiamo coscienza di ciò e tentiamo nei limiti del nostro possibile di evitare ulteriori inquinamenti, acquisendo nuove abitudini ecologiche per la nostra vita quotidiana.

Tornati a Calcata,  nel tardo pomeriggio del 17 gennaio,  sostiamo    davanti al Fuoco Sacrale nella piazza Risorgimento di Calcata nuova ed ai festeggiamenti per il santo, con “panemolle co’ a ricotta” specialità calcatese tradizionale. Organizzazione a cura di Leonello Sestili del Centro Diurno Polivalente Calcata.

Durante questi incontri vorremmo ricreare l’armonia fra  noi ed il resto della natura  vivendola nei suoi aspetti quotidiani ed immediati, riconoscendoci l’un l’altro parte di un tutto inscindibile, senza discriminazione di razza o specie 

Diceva Lieh-tze: “L’aspetto umano non implica intelligenza umana e viceversa l’intelligenza umana non implica che si debba necessariamente avere un corpo umano”.

Paolo D’Arpini – Infoline: tel. 0761-587200

circolo.vegetariano@libero.itinfo.apai@virgilio.it

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Dal Treja a Treia oppure da Treia al Treja… un viaggio nel sé

Non sono per nulla facilitato a scrivere un resoconto di un viaggio di cui non si sa quale sia l’inizio e la fine. Inizia nello stesso modo in cui finisce: da Treja a Treia, oppure da Treia a Treja, cambia solo una lettera, il suono è lo stesso ed anche la sensazione di casa, di presenza costante dell’io.

Un viaggio che è un sogno?   Certamente come tutto il resto della vita.

Da diversi anni non mi spostavo da Calcata se non nel raggio di cento chilometri. Stavolta ne ho percorsi trecento all’andata e trecento al ritorno, senza però cambiare di molto la sensazione di essere sempre e comunque nel luogo che io sono, che mi appartiene ed al quale io appartengo.

“Un viaggio così si compie anche in un metro quadro!” Dice Marinella Correggia nella sua presentazione della mia persona e di Calcata.

Ed eccomi qui, nel mio metro quadro, giusto lo spazio per allungare le mani, le braccia e spingere una gamba dietro l’altra, senza mai uscire fuori da qual “centro del mondo”.

Un viaggio virtuale? No è un viaggio nella coscienza della coscienza…

Attraversare gli Appennini con il sole e ritornare per la stessa strada con la neve ha stabilito il senso del passaggio del tempo. Passare da un ambiente ruvido, scheletrico, profondo come la morte, l’ambiente del Treja, per arrivare sul corpo dolce e sinuoso di una terra molto femminile e viva, quella di Treia… è come una rinascita.

La mia anima ha ritrovato la giovinezza di Otello, che viveva in uno scantinato scolpendo lapidi mortuario e ricevendo cibo amoroso dalla padrona di casa. In quella stessa stanza, che oggi è una calda alcova, piena di luce, colori calori… ho rivisto un me stesso prima dell’esilio.

Ma dov’è il luogo dell’esilio – Treja o Treia?!

Il fuoco scoppiettante di un camino è lo stesso, l’aria è la stessa, il gustoso cibo è lo stesso, l’abbraccio di chi mi ama è l stesso, le carezze, le parole di conforto, il buio, il vento, l’acqua che bagna…

Insomma sono partito, sono arrivato, sono tornato… non lo so, non posso dirlo, ho provato a raccontarlo, a trasmettere delle immagini… ma forse tutto è rimasto così… sono nella mia mente.

La mente universale racconta in silenzio!

Paolo D’Arpini

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Breve commento aggiunto.

“Tara che significa Liberatrice, Salvatrice,  fu il primo essere che ottenne l’illuminazione in forma femminile. Tara è un principio illuminato e, anche se a noi mancano le realizzazioni per poterla vedere, è presente ovunque;  non dovete pensare che Tara sia solo un simbolo dipinto sulle tanghe  od una divinità che vive in una Terra Pura, lontano da noi. Essa rappresenta il potenziale pienamente realizzato della nostra mente. Pregare Tara e meditare su di lei ci procura solo dei vantaggi, anche materiali, aumentano le ricchezze, la lunghezza della vita, la fama ed i meriti…”  (Cintamani Chakra)

Ho voluto inserire questa postilla sul significato di Tara per  far capire che essa si è manifestata come la  mia accompagnatrice in questo viaggio nel sé. Essa mi ha sorretto ed ha reso possibile ogni mia esperienza e meditazione, ogni sentimento ed ogni pentimento. Tanto l’ho sentita presente e tanto l’ho riconosciuta al mio interno che quasi  mi sembrava superfluo dare alla forma fisica che essa ha incarnato per me un nome, una specifica forma… ma questo nome e questa forma vanno menzionati e identificati in  Caterina Regazzi, in lei ho riconosciuto la controparte femminile del mio essere e con  lei ho compiuto il viaggio  dal Treja a Treia e ritorno.    (Paolo D’Arpini)

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