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Faleria, Calcata e Civita Castellana si “danno” all’eolico – A Faleria lo decidono nella Sala della Misericordia, il 24 giugno 2009, alle h. 18.30 – “Cui prodest?”

Potrebbe essere un “danno” sia dal punto di vista paesaggistico, che acustico, ed anche economico, perché queste zone non sono particolarmente adatte all’eolico. Però potrebbe essere un “vantaggio” per investire un po’ di denaro pubblico in uno studio di fattibilità…..

Infatti è così che funziona… non basta vivere nel posto e sapere il movimento dei venti, delle acque, degli animali, conoscere la qualità dei terreni e tutto sul proprio territorio. Oggi astute norme burocratiche impongono che per qualsiasi progetto amministrativo di rilievo venga fatto uno studio di “fattibilità”, di solito eseguito a costi altissimi da aziende specializzate in analisi tecniche, le quali stabiliscono “su un pezzo di carta” quello che chiunque già conosce…. l’utilità di tali studi è unicamente di chi li ordina e di chi li esegue e molto spesso restano un preliminare “assoluto”, ovvero si paga lo studio ed il progetto non viene attuato poiché si sapeva già tutto… lo studio era solo una scusa… per far lavorare i “tecnici”.

Faleria, Calcata e Civita Castellana si “danno” quindi da fare a progettare l’installazione di mastodontici piloni ad elica nell’Agro Falisco, forse sperando che così il territorio “prenderà il volo”. Ma in queste zone di forre Eolo non spira, se non sporadicamente. Inoltre nell’area di Calcata quasi tutto il territorio è destinato a parco (quello della Valle del Treja) quindi l’unico spazio libero per istallarvi i piloni sarebbe nelle adiacenze dell’abitato, con conseguenze prevedibili.

Già nel programma della riconfermata Giunta di Calcata, presieduta da Luciano Sestili, si parlava di ricorrere all’eolico come fonte di risparmio energetico, ed ora vediamo che il sindaco Pierluigi Bianchi di Faleria promuove un incontro pubblico, il 24 giugno p.v., per illustrare i progetti eolici da lui previsti, in accordo evidente con il comune di Calcata e come pare -da notizie “ventilate” in loco- anche con quello civitonico. Forse il sedicente “ambientalista verde” Gianluca Cerri, diventato assessore a Civita Castellana, non essendo riuscito a rovinare l’Agro Falisco con la discarica ed inceneritore da lui appoggiata 10 anni fa, ora ci vorrà riprovare con le pale eoliche… Non so, con il “venticello” che tira, come sventolerà la bandiera dell’attuale vicesindaco Danilo Corazza, sedicente “ambientalista rosso”, questo è il mistero della “rosa dei venti” in corso.

Qui di seguito uno stralcio della lettera inviata ai cittadini di Faleria dal sindaco Bianchi:

Caro concittadino/a,

In questi giorni stiamo attuando una serie di iniziative, nei settori della tutela ambientale e del risparmio energetico, consistenti nell’avvio della raccolta differenziata porta a porta, e nella partecipazione a progetti finalizzati all’installazione, nel territorio di Faleria, di fonti rinnovabili, quali il fotovoltaico (energia solare) e l’eolico (energia del vento)….

É nostra intenzione anche dare il via alla sperimentazione, finalizzata a verificare la possibilità di impiantare nel nostro territorio un parco eolico, e cioè “pale” per la produzione di energia, derivante dall’utilizzo del vento.

Il sito che abbiamo individuato, al fine di limitare l’impatto, é lontano dal paese, ed in zona difficilmente accessibile, precisamente nell’area comunale di Monte dei Porcari.

I vantaggi che deriverebbero da tale iniziativa, alla comunità di Faleria, oltre a quello di partecipare alla produzione di energia pulita, sono molteplici, poiché l’installazione di ogni singola pala porterebbe, per i 30 anni successivi, un incasso per il comune, di benefit, pari a circa 25/35000 Euro.

Con tali risorse, che nel bilancio comunale di Faleria sarebbero realmente ingenti, (pensa che tutto il gettito annuo dell’addizionale IRPEF e pari a circa 79.000 Euro) garantiremo a questo paese (non alla mia Amministrazione che, stante i tempi di realizzazione, probabilmente non se ne potrà avvantaggiare) stabilità economica e prosperità per il futuro.

Ma la realizzazione del parco eolico, darà benefici diretti ed immediati anche a tutti i cittadini, poiché ove lo stesso venisse realizzato, é nostra intenzione destinare ad ogni famiglia, un bonus energia (sconto bolletta) pari, approssimativamente, a 100 Euro l’anno.

Queste nostre proposte sono gia state tradotte in fatti concreti, in quanto: La approvazione dello schema di convenzione per lo studio preliminare della fattibilità del parco eolico avverrà nel PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE, che si terra il giorno 24 Giugno alle ore 18.30, presso la sala della Misericordia…

Il Sindaco e l’Amministrazione comunale.

…………………………………

Ed ancora di seguito una lettera chiarificatoria pubblicata sul sito www.faleria.info di Marco Corradi:

Stabilità economica e prosperità.

Nei giorni scorsi sono stati affissi per il paese e ai più fortunati è stata recapita a casa la lettera che allego qui sotto, non è la prima volta, ma il fatto è degno di nota, con la lettera non solo veniamo resi partecipi ma veniamo invitati a partecipare al prossimo consiglio comunale, dove verrà presa una importante decisione.

Ben vengano queste novità, la partecipazione, se informata, è sicuramente utile, non è e non dovrà essere un eccesso di democrazia, le responsabilità a pochi delegati (eletti) è il nostro sistema che continua a dimostrarsi come uno dei meno inefficienti, ma l’aprire le porte del sacro consiglio (sono state sempre aperte), con un invito diretto e cosa del tutto meritoria.

Detto questo passiamo ad affrontare le questioni esposte, tutte rivolte ad un uso consapevole e virtuoso dei due maggiori problemi che ci attanagliano, in particolare a noi Italiani, l’immondizia e le risorse energetiche, dico noi italiani semplicemente perché abbiamo un territorio limitato ed una carenza cronica di fonti energetiche tradizionali.

Dicevamo l’immondizia, da Settembre passeremo alla raccolta porta a porta, ben venga, chi la sperimentata dopo un periodo di rodaggio oggi ne è entusiasta, magari con l’avanzare delle tecnologie si delegherà sempre di più alle macchine il compito di separare i diversi tipi ma per infondere un sano principio di consumo consapevole e non compulsivo la differenziata può essere un modo molto efficace di apprendimento.

Il solare, molto interessante anche questa iniziativa, esistono gia da tempo progetti e realizzazioni di questo tipo paradossalmente sono stati i paesi nordici a fare da apripista ma in Italia gia dal 2002 comuni illuminati (o semplicemente finanziati) hanno ipotizzato, progettato e realizzato le scuole solari, questi progetti hanno enormi vantaggi se figli di una vera pianificazione rivolta al risparmio energetico ed alle politiche sane del fare, diversa cosa è, se come capitato e stigmatizzato anche su giornali nazionali, fatta l’installazione non si prevedono opere di manutenzione ordinaria e straordinaria sprecando in 2-3 anni le migliaia di euro, del contribuente, necessarie per la realizzazione dell’opera.

Ma la sensibilità in questo campo sta cambiando, le opere pubbliche tendono sempre piú a non essere opere di facciata per raccogliere voti in prossimità di elezioni, ma interventi integrati in un progetto più ampio che a causa e nonostante le limitate risorse disponibili si deve sviluppare in periodi più lunghi.

Veniamo alla terza notizia, la realizzazione di un campo eolico nel territorio di Faleria, qui purtroppo non mi trovo assolutamente in sintonia con la decisione presa, ovvero quello di “dare il via alla sperimentazione, finalizzata a verificare la possibilità di impiantare nel nostro territorio un parco eolico”, non perché l’eolico sia da disprezzare anzi il costo per Kw/h è sicuramente inferiore a qualsiasi altro, non sono d’accordo perché l’eolico può essere installato in zone adeguate e predisposte .

Per far funzionare le pale eoliche è necessario il vento, il vento deve essere possibilmente forte, è sufficiente che sia anche mediamente forte, ma deve esserci, e deve essere adeguato per almeno 3000 delle 8000 ore di ogni anno. Per capire che a Faleria queste condizioni non esistono non serve fare uno studio, ma semplicemente conoscerlo o se si vuole essere piú precisi andare/navigare su siti piú o meno istituzionali(<ahref=”http://atlanteeolico.cesiricerca.it/viewer.htm”>atlanteeolico</a>) dove si trovano le mappe del vento di tutto il territorio nazionale, dalle quali risulta che la ventosità media del territorio di Faleria è molto bassa equivale a 3-4 metri secondo ad una altezza di 25 mt da terra e si arriva a 4-5 metri secondo a 75 mt di altezza, con queste velocità molti generatori eolici non iniziano a produrre (non riescono a girare).

Ovviamente, in questo campo la tecnologia ha fatto e sta facendo passi da gigante, e probabilmente gia oggi ci sono generatori in grado di sfruttare il vento a bassissima velocità, ma in questi casi l’aspetto economico deve essere rivisto, gli impianti normali costano allacciati alla rete circa 1,8 milioni di Euro a Megawatt, per quelli innovativi il costo sale, siamo pronti a spendere queste cifre?

Comunque sia, nella lodevole attenzione dedicata alla tutela ambientale, ed al risparmio energetico mi trovo qui ancora a sottolineare l’invito a tutti a partecipare al Consiglio Comunale che si terrà Mercoledì 24 giugno 2009 alle ore 18.30, presso la sala della Misericordia.

…………

Bene, invito anch’io la popolazione a partecipare all’incontro della Misericordia… e speriamo che San Giovanni -e pure Sant’Antonio- ci salvino “da lu demonio…”!

Saluti a voi tutti, Paolo D’Arpini

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Velina D’Arpina “malandrina” del 19 giugno 2009 – Calcata Nuova: “Vescovo nuovo, chiesa nuova…. sistemi vecchi!”

Ante Scriptum:

“Viterbo – Sarà consacrata domenica 28 giugno 2009 la nuova Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano, realizzata a Calcata, e progettata da Paolo Portoghesi, Giovanna Massobrio e Antonio Machetti. La cerimonia, in programma nella cittadina viterbese alle ore 16.00, sarà officiata da Monsignor Romano Rossi, vescovo di Civita Castellana. L’altare, le immagini del Redentore, della Madonna e dei Santi protettori di Calcata sono opera di Paolo Borghi, mentre i dipinti delle Cappelle laterali sono stati realizzati da Luigi Frappi. (17.06 – Adnkronos)”

Questa la notizia telegrafica d’agenzia con le notizie sostanziali sulla “dedicazione” della chiesa nuova di Calcata nuova ai SS. Cornelio e Cipriano, protettori del borgo.

Già mi ero occupato giornalisticamente di questo evento, avendo pubblicato sul sito del Circolo alcune indiscrezioni e commenti:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/06/12/la-chiesa-nuova-di-calcata-nuova-dedicata-ai-ss-cornelio-e-cipriano-viene-inaugurata-domenica-28-giugno-2009/  -

Ma è giusto che la notizia “ufficiale” venga rilasciata attraverso le News di Libero dal flash dell’ADN Kronos, un’agenzia “vicina” (per storia politica e culturale) all’arch. Paolo Portoghesi.

Comunque, e qui arriviamo allo scopo della mia velina odierna, mi son permesso di indagare ulteriormente sull’evento inaugurale, raccogliendo alcuni commenti ed informazioni di prima mano dal sacrestano “storico” di Calcata, il buon Filiberto.

Ieri l’altro mentre mi avvicinavo arrancando al solito baretto di Calcata nuova ecco che ti trovo proprio fuori della sacrestia il sacrestano che armeggiava con un tagliaerba. “Buongiorno Filiberto, come stai? Ho saputo che il 30 giugno c’è l’inaugurazione della chiesa nuova, sei contento? A che ora si svolge la funzione? Sono proprio curioso di vedere questa nuova chiesa e cercherò di partecipare anch’io alla cerimonia… a proposito chi la officerà?”. A questa sfilza di domande, poste tutte insieme per evitare dimenticanze, Filiberto, con il suo solito sorriso che non si capisce bene se ride o piange (dovuto ad una semiparesi facciale di qualche anno fa), mi risponde: “La cerimonia si doveva tenere a metà giugno ma è stata rimandata per intoppi con gli ospiti attesi dal professore, si svolge il pomeriggio perché gli ospiti non possono venire la mattina, ma non ci sarà posto in chiesa per te o per chiunque altro, i sedili interni sono tutti occupati dagli ospiti, il popolo potrà però assistere dall’esterno”.

“Come sarebbe a dire dall’esterno? E chi viene a svolgere la funzione?”

“Da tempo c’è un accordo con il vescovo di Civita Castellana, non quello vecchio, Divo Zadi, che non c’è più, quello nuovo, Romano Rossi…. il fatto è che gli invitati di riguardo alla funzione sono tanti e la chiesa è piccola, quindi sono previsti solo posti esterni in piedi”.

“Vescovo nuovo, chiesa nuova…. sistemi vecchi!” Penso io, ma faccio finta di nulla e rivolgo un cenno comprensivo verso il sacrestano, in fondo lui è uno del popolo come me… ma stavolta avrà il suo bel posto dentro la chiesa, fra gli officianti ed i chierichetti e gli ospiti d’onore. Nel frattempo rivivo in un “flash” (non d’agenzia) tutta la storia “ecclesiastica” di Calcata, mentre osservo il parroco che sta lì davanti alla costruzione prefabbricata in cemento armato, bassa e compatta, che fin’ora e servita da luogo di culto, da quando cioè negli anni ’70 la comunità paesana si è trasferita qui alle piane del paese nuovo… lasciando la vecchia chiesa e il vecchio borgo ai forestieri. E’ qui in questa struttura da terremotati, o forse nell’adiacente sacrestia, che nel 1982/83 (la data è sempre incerta) sparì la sacra reliquia del Prepuzio di Gesù. Un reperto storico, che giunse a Calcata nel 1527 con i lanzichenecchi, e che fino agli anni settanta veniva portata in processione nella strade del paese vecchio, il primo gennaio di ogni anno. (vedi url:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=Prepuzio+di+Ges%C3%B9+ )

In quella data si svolge ancora la cerimonia, con banda e processione, ma solo per festeggiare i Santi Patroni, gli stessi ai quali la nuova chiesa di Calcata nuova è stata dedicata: Cornelio e Cipriano.

Chiedendomi “Chissà se i santi da lassù osservano e verranno ad abitare contenti in questa inedita struttura un po’ strana e futurista?”, me ne ritorno agli sprofondi del paese vecchio, dove vige l’anarchia ed il disordine più neri. Altro che ospiti di riguardo! Con le strade invase da cartelli e carabattole di uno sderenato che nessuno controlla e con l’ingresso del Parco del Treja dedicato alle reliquie del consumismo… le traboccanti immondizie e residuati vari del “Teatrino Calcata” fine settimanale, anche questo un segnale del cambiamento dei tempi… Ma chi glielo dice all’ADN Kronos? Veramente ci ho provato parecchie volte, ma sono stato ignorato, è vero che mi chiamo anch’io Paolo… ma D’Arpini… e con queste riflessioni chiudo anche questa odierna Velina D’Arpina “malandrina”.

Grazie per aver letto sin qui e per l’aiuto che vorrete dare a divulgare questa velina.

Vostro affezionato, Paolo D’Arpini – circolo.vegetariano@libero.it  

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Calcata, 29 giugno 2009: “Antropizzazione e trasformazione del paesaggio e del linguaggio nei secoli” – Tavola Rotonda al Palazzo Baronale

category Eventi Paolo D'Arpini 13 giugno 2009

Introduzione al tema del linguaggio:  Semantica e filosofia – Religione e spontaneità – Razionalismo e poesia

Le parole sono e creano significati, aiutando la comprensione della realtà. Se non conosciamo il significato delle parole non possiamo parlare di giustizia o  democrazia.

Premesso che l’informazione attuale non si limita più alla conoscenza o alla decodificazione dei problemi, ma pone in essere la costruzione di realtà parallele virtuali, è giocoforza avvalersi degli studi, che fortunatamente aumentano, sul reale significato delle parole di uso corrente, per poterci riappropriare del senso del reale.

In un ipotetico ritorno alla natura ed alla percezione della sessualità come naturale e necessaria polarità, cominciamo con il prendere in considerazione alcuni “verba”.

Repubblica, nel significato originario, significava Res Publica. Coerente con il bene comune che, nella prisca comunità latina, coincideva col Bene Cosmico. Tutto il contrario della Repubblica Italiana, … basata sul lavoro (dei burocrati)

Nel senso originario, “lavoro” significava qualcosa di negativo. Labor, voleva dire affanno, fatica, operatività deludente. Tutto il contrario di di “agere” (agire). Cioè lavoro creativo, che dà soddisfazione perché, appunto, creativo. Non solo nell’Arte ma anche nella coltivazione della terra, che è è essenzialmente ARTE e l’agricoltore un artista.

Quindi abbiamo il lavoratore contro l’artifex. Il labor è anche sinonimo di lavoro svolto per ricompensa. Non per il piacere di creare secondo natura.

L’Artifex può anche trovare un vantaggio economico nel frutto del suo “lavoro” ma questo sarà sempre di intensità inferiore rispetto al piacere creativo. Inoltre, il lavoro per ricompensa, oltreché significare una condizione servile, genera attaccamento al frutto di quel lavoro. Di qui il senso di assogettamento, di schiavitù, di alienazione, di sentimento di insignificanza che pervade colui che serve senza passione, senza partecipazione, e quindi inutilmente (per sè e per gli altri).

Di conseguenza la parola “ozio”, che richiama alla mente i fulmini minacciosi ed inutili del mesto Brunetta (tanto non hanno nulla da fare.. meglio che vadano a fare la spesa e non intralcino i cittadini) inizialmente significava altre cose: ad esempio, “otium” voleva dire raccoglimento, riflessione, guardare in se stessi, meditare, studiare, silenzio interiore. Da quando la scienza meccanica, razionalista e dualista, tanto cara alle “religioni” clerocratiche, ha equiparato l’uomo alla macchina, l’essere umano (o umanoide) diventa un “individuo” individuato “fisicamente” dentro la massa, non più anima personale quindi e privato di interiorità, trasformato in una struttura incapace di “senso” e di capacità riflessive. L’Otium non è più sinonimo di dialogo con se stesso ma oggi significa “non far nulla”.

Si tratta, in buona sostanza, di burattini appesi ai ganci di Mangiafuoco. Inutili anche per lui e per le sue recite virtuali.

I significati delle parole che usiamo quotidianamente uniformano i nostri comportamenti e creano il tessuto di una comunità. Ecco perché occorre riscoprire il significato vero ed originario di tutte le parole, contro l’imbastardimento voluto e programmato. Non a caso il concetto di “nazione”, elaborato qualche secolo fa, definisce in maniera molto chiara l’idea che ne è alla base. Se cerchiamo il primo elemento di collegamento fra esseri umani, questo non può essere solo il territorio ove essi nascono e vivono, ma anche la lingua che essi parlano per comunicare tra loro. La parola, se non è tutto, è comunque <quasi tutto> come ha colto l’autore della frase: “In principio era il Verbo”. Infatti, all’origine di qualsiasi concetto, in qualsiasi modo elaborato, c’è la possibilità di comunicarlo. Posto che un concetto possa nascere spontaneamente “dentro” un cervello e senza il contributo della mente….

Il fatto che il contenuto dei Vangeli sia definito da alcuni “rivelazione” significa anche che in detti vangeli va cercata una parte della verità, che poiché è “verità” non può essere qualcosa precipitata casualmente su questa Valle di Lacrime, ma una realtà “sottintesa” che si prolunga nel “tempo”. Sappiamo che il Cristianesimo, prima di diventare una struttura della clerocrazia, è stato un vasto movimento culturale sincretic, cioè di sintesi del pensiero mediterraneo a sfondo ellenistico. L’ellenismo, a sua volta, è stato un grande sforzo intellettuale di sintesi, al quale ha partecipato la romanità con la realizzazione di una Società evoluta nella quale tutte le realizzazioni (dall’ architettura all’urbanistica, dall’ arte alla giurisprudenza, dalla guerra alla letteratura) hanno risentito della filosofia razionale greca.

Il cristianesimo poi è diventato una religione durante una elaborazione dottrinaria molto combattuta durata circa 500 anni. (Il fatto che a tutt’oggi l’evoluzione del cristianesimo continui attraverso concili e conciliaboli è altra cosa, perché la vera trasformazione delle parole dal loro originario prisco significato l’abbiamo in quei 500 anni durante i quali si sono scontrati epicurei e stoici, platonici, neoplatonici, aristotelici pitagorici, orfici, kabbalisti, egizi, etc…). Va aggiunto che i pensatori ereticali dal medioevo a tutto l’ottocento pur esponendo dottrine provenienti dall’antico pensiero della classicità hanno pur sempre utilizzato terminologie, spesso a noi moderni piuttosto ostiche, ma con significati ormai consolidati.

Lo sforzo che occorre fare oggi è pertanto risalire la corrente del presente pensiero per recuperare gli antichi significati e ritornare alla concretezza non meccanicistico-materialistica della visione naturale del mondo. Per fare un esempio, possiamo riferirci alla parola “fato”. Per noi questa parola significa sostanzialmente “fatalismo”. Adattamento passivo a forze estranee alla natura individuale. Nel significato arcaico originale, invece, il termine “fatum” significava la partecipazione diretta e cosciente di ogni individuo alle forze creatrici dell’Universo. Dispiegamento nel quale l’attività umana si inserisce in un ordine di carattere superiore al singolo. Quando la scienza meccanica ritiene di possedere e dominare la conoscenza e quindi la natura (trasformandola), il concetto di “fatum” perde il suo significato arcaico per diventare espressione di forze oscure, irrazionali, di fronte alle quali l’uomo, già trasformato in individuo/massa, perso il contatto “diretto” con la Natura, nulla può fare. Da notare che proprio in questo contesto acquista importanza la psicoanalisi che, nata per “curare” attraverso l’interpretazione “culturale” delle psicosi, diventa soprattutto negli USA, patria della disarticolazione dell’uomo, una filosofia “ufficiale” alla quale è doveroso fare riferimento in ogni manifestazione che riguarda la società nel suo insieme.

Oggi l’uomo è avulso dalla centralità dell’Universo. Isolato dentro la Massa, si sente escluso dal Tutto. Cacciato dal Paradiso Terrestre, non in termini mitologici, ma nella concretezza giornaliera. Nel momento in cui l’uomo vive dentro le metropoli-giungle di cemento, l’uomo ha perduto la sua essenza. Non può più essere considerato “umano”, bensì l’umanoide degli scrittori di fantascienza. Il recupero può avvenire solo ripristinando una visione olistica dell’ Universo/Multiverso.       Giorgio Vitali

Programma:

h. 16.30 – Tavola Rotonda nel Palazzo Baronale di Calcata su: “Antropizzazione e trasformazione del paesaggio e del linguaggio nei secoli”.

h. 19.00 – Rinfresco finale con i prodotti locali da ognuno portati.

Info: circolo.vegetariano@libero.it  - 0761/587200

L’incontro chiude la Celebrazione del Solstizio d’Estate 2009, tenuta dal 20 al 29 giugno fra Calcata e Faleria, con il patrocinio del Parco Valle del Treja e della provincia di Viterbo.

……….

Come una capra selvaggia, che saltando di balza in balza precipita in fondo al burrone, come posso lenire questo fuoco bruciante del mio cuore?

Finché il Signore dei Due Fiumi non si avvede di me e prendendomi per le corna mi solleva…!

Basava

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2009: Calcata milionaria.. e resto del mondo a rotoli – «Après nous le deluge»

Parafrasando la famosa commedia/film  di Edoardo De Filippo si potrebbe affermare che Calcata è milionaria, almeno a giudicare dal tipo di vita consumista che vi si svolge, allo stesso tempo potremmo definire questo stesso tipo di vita una sembianza di quello che fu -restando nello spettacolare- durante gli “ultimi giorni di Pompei”. Insomma siamo quasi al “The Day After”.

Calcata da “paese ideale, dove vivere è bello” è ormai il simbolo di quello che ci aspetta in seguito al crollo del sistema democratico e dell’ordine sociale. Nel paese impera la piena anarchia consumista: “Ognuno per sé e satanasso per tutti”.

Se volete sapere come si vivesse a Napoli durante l’emergenza rifiuti, venite a Calcata in un qualsiasi giorno di fine settimana, e vedrete…

All’ingresso del Parco del Treja cumuli e cumuli di rifiuti di ogni genere accostati ai secchioni, quasi tutta merce deperibile, resti alimentari gettati lì da qualche “ristoratore”, il tutto contornato da quadri e quadretti, da guide turistiche e cartelli, manifesti e scacciapasseri, topi e gatti, cani e raccattarobe. Le robe raccattatte vengono poi rivendute all’angolo dai “posteggiatori” abusivi mescolati al traffico asfissiante non controllato da alcun vigile. La Piazza Roma da poco restaurata dalla Regione Lazio, con una spesa di 550.000 euro, ridotta ad un hangar patetico in abbandono, in cui l’abusivismo impera sovrano.

Il teatrino Calcata è aperto nei giorni “festivi” alla vista delle migliaia di sderenati che accorrono ai pub, alle friggitorie, ai ristorantini mordi e fuggi, ai negozietti di ciarpame, alle boutiques di carabattole, alle bancarelle di collanine, alle camerette ad ore, questo il modo di accontentare il turismo nell’ex “paese ideale”, ora “lupanare” od al meglio “Sodoma e Gomorra”. Qui la finzione impera sovrana, qui i vandali e gli sporcatori sono a casa loro, nessuno li controlla o li censura, anzi i pochi cittadini onesti, che ancora resistono, debbono stare in silenzio altrimenti scattano le ritorsioni, i dispetti, le offese, i gesti di sfregio… il tutto nella piena impunità… Poichè a Calcata chi li vede i tutori dell’ordine? E poi quale ordine, quello delle cosche?

Ma non voglio fare la parte unicamente del catastrofista e per buttarla a ridere, inserisco qui dabbasso la “famosa” mappa alternativa di Calcata, redatta dal vacanziere Saul Arpino.

Buon divertimento dal vostro affezionato, Paolo D’Arpini

www.circolovegetarianocalcata.it  (attualmente non recensito)

……………….

Il corrispondente embedded: Saul Arpino presenta:

IL PADIGLIONE DELLE CARABATTOLE

Laboratori, Attività In-culturali e Post-creative di Calcata.

Grotta dell’Oltre Tomba, via dello Sgarrupo, 6 – specializzata in zombies, artisti sommersi ed in catalessi.

Museo Senz’Arte né Parte, via del Camposanto, 23 – arbusti spinosi intrecciati INRI e taglio di alberi vivi a croce.

La Carriola, ass.alter. via del Fabbisogno, 25 – organizza corsi su come squagliarsela velocemente con la refurtiva.

La Bottega del Passatore, via Agrigento, 34 – poesie a metro, epitaffi, barzellette, gioco delle tre carte.

L’Antro di Circe, via Odissea, 12 –specialità fatture d’amore e odio, panacee anche trucchi e trucchetti.

All’Orso furioso, via del Tempestoso, 56 – allevia il letargo dipingendo pagliuzze e sassolini per collanine.

Virgineo Oscuro, via della Fogna, 90 – tessitura a mano di stole profumate all’olio di puzzola.

Sapori e Colori, via Orto di Getsemani, 26 – assaggi e massaggi con olio di ricino benedetto.

Vai e Vieni, via delle Montagne Russe, 78 – scalate e passeggiate, avanti ed indrè, non si parte e non si arriva.

Burka, via del Talebano, 85 – collezione esclusiva di veli e velette, anche cappucci e bavagli.

Gioielleria Artigiana Ambulante, via Dove Capita, snc. – orecchini e campanelli da naso, fischietti e specchietti per le allodole.

Dove Non Mangiare Bere e Dormire.

Ad Ore, via del Referenziato, 34 – una camera ad un letto unificato, servizi esterni dove capita.

Ristorante del Mal Augurio, via Nido di Vespe 65 – specialità incartate ed insaccate, provenienza oscura.

Birreria Sugar Brown, via Fateviunfix, 69 – birra bruna e bionda alla spina, allo spinotto, allo spinello.

Grand Hotel de La Riviere, via Torquemada, 99 – ad una stella (visibile dal tetto), acqua piovana in camera.

Ristoambulazione, via dei Pezzenti, 76 – si mangia in piedi o seduti fuori, sulle scale o per terra.

Bar Ba Gianni, Via in Kulolaluna, 77 – ricchi premi e cotillons a chi trova il posto.

Panetteria del Porco, via Montisuini, 34 – panini, panine, pagnottelle e pagnotte, a volte cotte a volte crude.

Agenzia di Viaggi, via della Transumanza, 34 – si organizzano merendine al sacco e colazioni affrettate.

Senza Gusto, via del Finanziere, 323 – lunedì broda, martedì zuppa, mercoledì panbagnato, giovedì acquacotta.

La Cantina dello Scotennato, via Moneta Bucata, 11 – assaggi di sfiziosità industriali, dal supermercato al mentecatto.

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Velina D’Arpina: il ritratto e l’hobby(t) di Silvio Berlusconi ed altre notizie di cielo di terra e di mare

Inizio questa velina con alcune considerazioni di carattere nazionale, sul nostro presidente e conducator che tutto il mondo ci invidia.

Qual è la differenza fra Benito Mussolini e Silvio Berlusconi?

Il Duce concentrò il suo potere nel tempo, in tal modo limitandolo ad un momento specifico, mentre il cavaliere lo ha spalmato nel tempo, diluendolo così in un periodo allungato. Per analogia possiamo spostare questa comparazione a tutti gli altri aspetti della vita: il Duce faceva le sveltine nel retrocamera di Palazzo Venezia, il Cavaliere fa le feste lente nella Villa Certosa; il Duce era giovane e bello all’inizio quando si mostrava a dorso nudo per la battaglia del grano, il Cavaliere è giovane e bello con il passar degli anni, poiché sa come aggiustarsi chirurgicamente. Ma lasciamo da parte questi aspetti e vediamone altri: il Duce esclamava “molti nemici, molto onore” ed il Cavaliere opta per “molti nemici, molto clamore”.

Vediamo infatti che le posizioni assunte degli oppositori del Cavaliere alla fine girano al suo vantaggio. Franceschini, pare un elfo per quanto è leggero, e va bene come aureola (per il Berlusca). Di Pietro, pare un vecchio troll peloso, e va bene come battitore di mazza (del Berlusca). In fondo la loro opposizione è un vantaggio, la gente pensa che quei due sono pazzamente gelosi delle qualità indiscusse del Cavaliere. Il Cavaliere è un vero “hobbit” che piace alle donne mica come quel trocognotto grinzoso o quello spiritello ectoplasmico. E’ solo un fatto di estetica… e di savoir faire.

I maligni oppositori accusano il Cavaliere di aver stretto un patto con il diavolo… Essi dicono: “guardate le foto del Berlusca di 25 anni fa, sembrava un vecchio bavoso e pelato e guardate le foto di oggi in cui pare un giovanotto pimpante e sportivo, è come nel ritratto di Dorian Grey…”. No, no, no, Franceschini e Di Pietro sono pazzamente gelosi e non hanno capito nulla, il Cavaliere è un messo divino e non un manutengolo di satana. Stessero accorti alla scomunica se vogliono salvarsi l’anima….

Ed ora passiamo alle notizie locali. Nella Tuscia imperversa la campagna elettorale per il rinnovo delle giunte in diversi comuni, in aggiunta alle elezioni europee. I personaggi che occupano la scena politica da tempo immemorabile sono scesi tutti in campo con le loro schiere. I vari Marini, Sposetti, Fioroni… hanno tutti un gran da fare per mantenere la compattezza delle loro truppe. Nessuno deve sfuggire al complesso monocratico in auge, non debbono esserci smagliature affinché tutto resti come è sempre stato. Allo stesso tempo proseguono gli scandaletti che scaldano il cuore dei cittadini. “Panem et circenses” era la cura sociale degli imperatori romani del basso impero, tutto doveva stare immobile, tutto puntellato con gli spilli. Mentre la popolazione viterbese invecchia ed impigrisce il lavoro manuale e sporco viene svolto dai barbari, come da copione. La burocrazia e il sottogoverno si sono accorti che esistono modi sempre più fantasiosi per tassare i polli. E la cosa pubblica meno funziona e più si creano posti di “assunzione di responsabilità amministrativa”.

Un esempio banale? Stamattina come al solito in salita verso Canossa (Calcata nuova), ho potuto appurare che a fianco dei secchioni dell’immondizia c’erano decine di sacchi neri traboccanti di resti alimentari appoggiativi da qualche ristoratore del borgo. I contenitori, posti a dieci metri di distanza, vuoti ma i sacchi pieni lì per terra a marcire, proprio all’ingresso del sentiero principale del Parco del Treja. Evidentemente gli addetti alla pulizia non ce la fanno a nettare le strade, evidentemente i vigili non sono sufficienti per vigilare su chi sporca, evidentemente i famigli dei ristoranti non hanno la forza di fare qualche metro in più, ed evidentemente c’è bisogno di nuove maestranze e controllori, per fare il lavoro di chi non fa nulla.

A fianco di tale scempio un manifesto elettorale (di una lista comunale) con su scritto “Vergogna…” ma non per il degrado evidente, solo per far polemica contro chi queste incongruenze le denuncia.

Paolo D’Arpini