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Vegetariani al governo – Lancio politico della dieta vegetariana in occasione delle prossime amministrative – “Prova il vegetarismo per 2 settimane con i consigli dello psicologo”

Fra tutti i programmi politici per le amministrative del Lazio e della Provincia di Viterbo, ma  pure negli altri ambiti coinvolti nelle prossime elezioni di primavera, si fa un gran parlare di progetti economici, energetici, sociali, strutturali, edilizi, ecclesiastici, etc. etc. Nessuno però accenna alla salute pubblica ovvero alla necessità di prevenire le malattie.

Ora che  Ferruccio Fazio è stato de-nominato “ministro per la Salute” e quindi si torna ad usare un titolo che presuppone l’importanza della salute,  non con l’uso medicinale della sanità bensì con l’accortezza nel suo mantenimento attraverso la prevenzione, è vieppiù importante che si cominci, anche in termini politici, a prospettare alternative olistiche, salutistiche e vegetariane.

Ormai la scienza ha appurato che i vegetariani godono di ottima salute e che difficilmente contraggono malattie tumorali o di genere simile. Ex ministri vegetariani, uomini di cultura, di scienza e di religione affermano che il vegetarismo o la riduzione massiccia del consumo carneo sono alla base dell’ecologia umana, del contenimento dell’impatto ambientale inquinante e del mantenimento delle risorse del pianeta.

I vegetariani e consumatori di prodotti bioregionali e biologici in Italia sono almeno 6 milioni… potrebbero rappresentare una forza politica notevole… eppure non si tiene conto delle loro esigenze, le loro opzioni alimentari non sono rappresentate dai candidati, come ad esempio le diete salutiste nelle pubbliche mense, né vengono riconosciuti i loro diritti insomma i vegetariani non sono considerati  cittadini uguali agli altri… Anzi, al contrario, vengono ancora interpretati come “esseri strani”  fuori dalla norma… Peccato!

Sento perciò il bisogno di rilanciare la nostra proposta in cui si chiede ai candidati consiglieri regionali, provinciali e comunali di tutti gli ambiti coinvolti nella tornata elettorale, di esprimersi in merito ai diritti ed alla diffusione del vegetarismo. Chiedo loro di dare un segnale sulla volontà di “affancarsi” dal sistema carnivoro, consumista ed anomalo, che produce malattie e spese sanitarie abnormi.

Tanti anni fa scrissi una lettera all’allora assessore regionale del Lazio, Giorgio Pasetto, chiedendogli di partecipare ad un esperimento chiamato “La tre giorni vegetariana” in cui tentare di rinunciare alla carne e di ristabilire un rapporto corretto con la natura, egli mi rispose “Caro Presidente, La ringrazio per l’invito a partecipare ai vostri incontri… I miei numerosi impegni istituzionali non mi consentono, come avrei voluto, di aderire all’invito. Plaudo, comunque, alla vostra iniziativa e vi invio i migliori auguri di buon lavoro. Cordiali Saluti. 21.6.90 – Giorgio Pasetto, assessore al Bilancio della Regione Lazio”

Stavolta ho avuto miglior successo con il presidente della commissione ambiente del Lazio, Claudio Bucci, il quale ha aderito alla mia proposta di fare un esperimento alimentare e salutistico, rinunciando alla carne per ben 15 giorni consecutivi. La prova verrà effettuata con i consigli e la collaborazione dello psicologo Ciro Aurigemma, nostro socio nonché responsabile Ecologia dell’AVI.

Alla proposta di mantenere la buona salute con la dieta vegetariana fornendo così un buon esempio per il risparmio della Pubbica Amministrazione ha aderito anche il presidente dell’European Consumers, Vittorio Marinelli,  che invita tutti i politici nazionali a tentare anch’essi di stare 2 settimane senza carne né pesce per provare su di sé l’effetto che fa…

Per la nostra economia nazionale, e per la nostra salute fisica,  già  rinunciare alla carne per quindici giorni  significa vedere subito la differenza… ed è un fulgido inizio. La proposta comprende pure uno stage gratuito da tenersi qui al Circolo Vegetariano VV.TT. per apprendere ricette e quant’altro…

I candidati amministratori che vorranno aderire a questa iniziativa sono pregati perciò di contattarmi per stabilire la data dell’inizio esperimento, che avverrà a Calcata davanti ad un salutare piatto di erbe selvatiche depurative che andremo  a raccogliere assieme nella valle del Treja.

Paolo D’Arpini – circolo.vegetariano@libero.it  – Tel. 0761/587200

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Alcune motivazioni del vegetarismo:

“Il movimento vegetariano è alla base di tutto ciò che tende alla purezza, alla libertà, alla giustizia ed alla felicità”. Questo era il parere della dottoressa Anna Kingdorf, portabandiera del vegetarismo.

“Se è vero il motto ‘mens sana in corpore sano  -insiste Paolo D’Arpini-  non saremmo certo noi, che alla salute ci teniamo, ad avere la mente labile..”. Ricordando tra l’altro che il turbamento apportato dallo squilibrio alimentare dovuto all’eccesso di carne può portare con il passare del tempo disturbi fisiologici che si riversano immancabilmente nella sfera psicologica.

“Senza dimenticare -aggiunge il presidente dei vegetariani di Calcata- che quasi tutto quel che ingeriamo e principalmente la carne subisce trasformazioni chimiche che ubbidiscono all’esigenza di conservare le scorte a lungo a scapito della qualità”.

Un altro elemento deleterio per la salute di chi consuma carne sarebbe il modo in cui gli animali vengono allevati. L’angustia dei luoghi dove vengono allevate le scrofe sin dalla nascita, per esempio, provocherebbe, stando a studi scientifici, squilibri mentali all’animale con conseguenza anche su chi ne consuma la carne. Paolo D’Arpini, inoltre, menziona il sorprendente numero di studiosi che nell’antichità hanno suggerito l’uso della dieta vegetariana consigliando il nutrimento  a base di carne solo in casi specifici o per determinati scopi. Platone ad esempio la raccomandava solo ai guerrieri mentre Seneca faceva notare che fra i consumatori di carne sono i tiranni, gli assassini ed i cortigiani.

“Una alimentazione più sana del resto  potrebbe fare solo del bene alla società del nostro pianeta inquinato e violento”.  Nella storia dell’evoluzione dell’uomo, secondo i vegetariani, c’è la prova dell’alternarsi dell’aggressività e mitezza nella natura umana, riscontrata nella compresenza di canini, tipici dei carnivori, e di incisivi e molari tipici dei frugivori. Che sia questa la prova che l’uomo si sia ‘pentito’ di essere un carnivoro? Bernard Shaw, a questo proposito, soleva affermare: “il mio stomaco non è un cimitero per animali”.

(Da un’intervista di Gloria Zarletti a Paolo D’Arpini su Paese Sera, 13 luglio 1993)

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Articoli correlati nel sito del Circolo Vegetariano VV.TT.:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/category/alimentazione-vegetariana/

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/10/01/anna-maria-pinizzotto-racconta-il-nostro-vivere-vegetariano-e-naturista-a-calcata-una-testimonianza-preziosa-dei-primi-anni-quando-il-circolo-era-in-gestazione/

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“Calcata: 1992, l’inizio della fine” – Archivio storico del Circolo vegetariano VV.TT. – Piccole cronache melodrammatiche nell’anno della Scimmia di Acqua

Riporto qui alcune notiziole di cronaca spicciola, redatte dal sottoscritto. Dal 1992 si può dire che l’epoca romantica di Calcata, iniziata negli anni ‘70,  si conclude ed inizia una lenta decadenza  e la lotta “per la sopravvivenza” in tutti i sensi….

 

Ladri di polli a Calcata:

Ancora furti a Calcata. Dopo i due asinelli del professor Portoghesi, rubati non molto tempo fa, questa volta sono stati presi di mira polli e galline, appartenevano ad un vigile urbano ed a un tecnico del comune. Chi ha detto che non ci sono più i ladri di polli? Comunque dopo una serie di furti, atti vandalici e danni vari gli ambientalisti locali hanno pensato di rivolgersi ad un servizio privato di vigilanza per la tutela della proprietà. (8 ottobre 1992 – Il Messaggero)

 

Videoregistratore rubato a scuola:

Triste sorpresa per gli alunni delle elementari di Calcata. Il nuovo videoregistratore dono del Parco del Treja è stato rubato nella notte.  (7 ottobre 1992 – Paese Sera)

 

Incidente a Calcata:

Scontro auto-moto sul cavalcavia di Calcata, sulla provinciale che collega la Cassia alla Flaminia. Gravi danni a Gianfranco Guidoni, del luogo, che montava la motocicletta. Il semaforo è guasto e la Provincia si guarda dal farlo riparare. (15.10.92 – Il Tempo)

 

Il comune tace sulla proposta di limitare il traffico:

Non ostante le cattive condizioni della provinciale questa strada viene usata come parcheggio dai turisti, che non hanno a disposizione altro spazio. Il problema del cavalcavia e dei parcheggi è stato oggetto di intervento di varie associazioni,  parlamentari e forze politiche. Di recente sono state raccolte centinaia di firme per limitare l’accesso automobilistico al centro storico, almeno nei giorni festivi. Dal comune nessuna risposta malgrado siano state prospettae diverse soluzioni, anche con l’uso di bus navetta.  (17 ottobre 1992 – Paese Sera)

 

Colpi di fucile sui piccioni:

“Siamo costretti -così inizia il testo dell’esposto- a segnalarvi che anche quest’anno, con la riapertura della caccia, si verificano gli stessi incresciosi episodi degli anni passati. Quasi ogni giorno -afferma Franco Tonnarini,  volontario dell’Aipe- ed ormai da diverso tempo si odono colpi d’arma da fuoco provenire dai pressi del palazzo baronale. Evidentemente qualche bracconiere si diverte a sparare alle palombelle che trovano rifugio fra i merli del castello”.  (7 novembre 1992 – Il Messaggero)

 

Sul Taccuino chiedete sempre soldi:

No stavolta  c’è bisogno di alimenti, vestiario, medicinali, prodotti per l’igiene. Servono in Bosnia. Lo slogan è: a Natale non mangiate torrone se prima non avete contribuito alla raccolta. A Roma: Parrocchia S.Giovanni Battista; a Calcata: Circolo vegetariano VV.TT. (9 novembre 1992 – Cuore)

 

Viaggi, il villaggio del sabato:

“Troppo successo può distruggere Calcata -sostiene D’Arpini- dobbiamo puntare sullo sviluppo di attività legate alla realtà locale e capaci di creare un indotto continuo e non solo domenicale. A Calcata vivono vari artisti ed artigiani, c’è anche un laboratorio di maschere che si vendono in tutta Italia. Attività del genere, come pure centri di studio e ricerca, possono svilupparsi in minuscoli centri, restituendo vera vita ai centri e non solo una parvenza di essa. Si possono imboccare tante strade ma occorre sapere dove si vuole andare e cosa si vuole fare. Possiamo fare un grande mercato per vendere qualsiasi cosa agli stranieri od ai visitatori di passaggio, che giungeranno sempre più numerosi, trasformare il paese in finta utopia oppure cercare concretamente una nuova linfa vitale per vivere in armonia con il luogo”. (Alberto Tessore – novembre 1992 – Atlante)

 

Una storia di cani:

“Attenti al cane!”  Il grido echeggiato dalle rupi di Calcata non è servito però ad impedire che la bestiola  precipitasse da uno strapiombo di almeno cento metri. E’ accaduto il pomeriggio di Domenica 20 dicembre allorchè un cane fuggendo al controllo dei suoi padroni, turisti romani in visita al borgo falisco, cadeva da un parapetto nella sottostante vallata. Ne è seguita una kermesse durata parecchie ore che ha visto impegnati diversi volontari, coadiuvati dai due vigili urbani di Calcata, tre carabinieri di Faleria e per finire anche tre vigili del fuoco accorsi da Civita Castellana. Infatti è successo che la prima squadretta partita alla ricerca della bestiola nella valle, col sopraggiungere della notte, si fosse smarrita. E non riusciva più a tornar sù.  Da ciò la richiesta di aiuto ai vigili del fuoco, che infine verso le ore 20, hanno recuperato tutti i dispersi. Del cagnolino invece, che si suppone ancora vivo,  a giudicare dai suoi guaiti, si son perse le  tracce, forse la sua era solo una fuga…. dalla civiltà. (Gennaio 1992 – La Gazzetta della Flaminia)

 

Mongolfiera precipita a terra,  durante la corsa degli asini:

Era iniziata all’insegna del buon auspicio la festa di San Antonio Abate, protettore degli animali. La banda condotta dal maestro Marcello Onori accompagnava con note solenni la benedizione dei quadrupedi. Tutto sembrava avviato ad una buona riuscita, la temperatura mite ed un tiepido sole rallegravano la giornata. C’è stata poi la corsa degli asini e dopo la premiazione fatta da Giovanna Portoghesi a tutti i partecipanti, zuccherini agli asini e libri ai fantini, la serata sembrava avviata verso un lieto epilogo. Purtroppo malandrino fu il pallone areostatico, lanciato al volo dall’assessore del Parco,  Piero Cola,  che voleva così sancire la fine della festa. Ad un certo punto la mongolfiera si impigliava sui rami di un pino, creando  un effetto boomerang e, non si è  capito bene come,  l’assessore cadeva da una scarpata riportando lesioni che hanno reso necessario il suo ricovero all’ospedale di Civita Castellana. (20 gennaio 1992 – Momento Sera)

 

Una golf bianca fugge nella notte:

La notte scorsa una pattuglia di Carabinieri, comandata dal brigadiere Luigi D’Oria, si trovava in servizio sulla via Maglianese, esattamente nello stesso punto in cui giorni addietro furono esplosi colpi d’arma da fuoco contro un milite di passaggio. “Eravamo di vedetta -affermano i militari- saranno state le  2,30 del mattino, il buio era totale, stavamo fermi sul ciglio della strada quando scorgemmo una macchina proveniente da Magliano che si avvicinava. Intimato l’alt ci siamo visti sfrecciare davanti l’auto che ignorando il nostro segnale si dava alla fuga. Siam subito partiti all’inseguimento della golf bianca, targata Roma, poi risultata rubata, a bordo vi si scorgevano quattro o cinque figuri. L’autovettura si dirigeva verso Mazzano ed a un certo punto si arrestava, più o meno all’altezza della Pietrina (altra località tristemente famosa per un agguato con ferimento di due agricoltori ed anche per gli incendi tossici dell’immondizia lì stipata in una discarica comunale), da lì i malviventi fuggivano a piedi nella boscaglia e facevano perdere le loro tracce”. (2 luglio 1992 – Momento Sera)

 

Tombaroli all’opera sulla collina di Narce:

Durante una passeggiata organizzata dal Circolo Vegetariano  sulla collina di Narce, il sito storico risalente al 1200 a.C., gli escursionisti hanno scoperto uno scavo abusivo profondo alcuni metri, in prossimità dei ruderi dell’antico abitato falisco. Il grosso foro che presentava ancora tracce di terra smossa è stato segnalato ai CC di Faleria ed ai dirigenti del parco. Purtroppo il problema degli scavi abusivi è una seria piaga sociale. Si dice che alcuni abitanti della zona si sono costruiti ville e villini con i proventi della depredazione delle vecchie tombe. “La grande buca perpendicolare si trova proprio nel mezzo del sentiero, nei paraggi delle mura ciclopiche di Narce e sembra collegato ad una cella sottostante -afferma Emanuela Leonelli una degli escursionisti- non abbiamo però toccato o mosso nulla per facilitare eventuali indagini.” (21 agosto 1992 – Paese Sera)

 

Alcuni giorni prima che precipitasse l’elicottero:

“A Calcata ci si sveglia con il canto di mille uccelli ed il rumore delle acque del Treja. Presto però ci sarà la festa patronale e la sveglia verrà data non soltanto dai tradizionali mortaretti ma soprattutto dal rombo dell’elicottero che porterà turisti e calcatesi a rimirare il parco. Conviviamo con una proloco che da un lato partecipa al concorso di Airone per  lo scettro di paese dove vivere è bello e dall’altro, con i fondi ricevuti, organizza rumorose gite in elicottero proprio sopra un borgo che gli abitanti ed i gitanti stessi hanno scelto per la tranquillità, il silenzio e le sensazioni poetiche.  (Il giorno della festa l’elicottero perdeva quota e  precipitava sull’auto dei CC di Faleria che stazionava di vedetta al paese nuovo, due feriti ed un contuso e la macchina di servizio e l’elicottero  distrutti N. d. R.). (5 settembre 1992 – Simona Casalini – La Repubblica)

 

Elicottero precipita su un’auto dei Carabinieri:

Poteva finire con una strage di proporzioni ben più grandi l’incidente dell’altra mattina a Calcata. Un elicottero predisposto dalla proloco per dei giri turistici sopra la valle del Treja, in fase di decollo ha urtato con l’elica i rami di un alto albero di pino, precipitando subito dopo sopra la panda dei Carabinieri. Fortunatamente non ci sono state vittime, infatti i militi erano fuori a controllare la piazza. Ferito invece il pilota che è comunque riuscito a portare in salvo i due passeggeri di cui uno, ricoverato all’ospedale Andosilla e l’altro è  sotto choc. pochi istanti dopo il velivolo si è incendiato, distruggendo anche la panda dei CC. (15 settembre 1992 – Momento Sera)

Beh… qui mi fermo, da allora la situazione generale è peggiorata moltissimo, in tutti i sensi!

Paolo D’Arpini

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Fulvio Di Dio: “Uscire di casa per iniziare il cammino verso una maggiore consapevolezza” – Bioregionalismo applicato al sociale ed alla vita quotidiana

Il seguente testo è la trascrizione dell’intervento  di Fulvio Di Dio,  in occasione della chiusura de Il Sole Invitto,   tenuto a Calcata al Centro Visite del Parco del Treja il 6 gennaio 2010  
 

Vorrei soffermarmi sul crescente culto del privato e la conseguente esclusione sociale nelle società occidentali.

Raramente si pensa a quanto questa tendenza influisca sul rapporto tra l’uomo e la terra che lo ospita.

Perché  è ancora e sempre la relazione tra l’uomo e il suo territorio che modella le pianure, che costruisce infrastrutture, che disegna le città, che determina le risposte che l’agricoltura fornisce alle domande del mercato. E se il rapporto è deteriorato, se prevale un concetto di terra come risorsa da sfruttare con investimenti immobiliari, allora sarà difficile riaffermare il ruolo centrale che la terra ha avuto sempre nelle società di tutti i tempi e di ogni latitudine.

Innanzitutto la terra va conosciuta, percorsa, riscoperta. Proviamo ad accompagnare un cittadino qualsiasi fuori dalla sua casa.

Immaginiamo una villetta nel cuore della campagna veneta, brianzola o dell’Olgiata. Insomma, in quella vasta villettopoli che è ormai diventata la campagna italiana. Un uomo di mezza età contempla soddisfatto la sua bella casa, di proprietà. Lui lavora tutta la settimana, sta a casa solo il sabato, le domeniche, le sere. Esce di rado perché in generale è stanco di andare in giro e vedere gente, e se ne vuole stare a casa con la famiglia.

E poi perché  dovrebbe uscire? Ha la sua città in casa, con tutte le comodità. Ha la macchina per fare il pane che fa da panificio, quella per il gelato, lo yogurt, il caffè come al bar senza andare al bar, ha i croissant surgelati che lievitano al microonde e il Bimbi che fa la crema, una pasticceria domestica.

Ha l’officina in garage, idraulico ed elettricista nella cassetta degli attrezzi a più piani. E la macchina per fare i pop corn per il film. Non va in friggitoria perché ha la friggitrice; non va in gelateria perché compra la crema al supermercato; ha lo stadio nel decoder, e lì trova anche il cinema con la programmazione di un multisala e le dimensioni dell’home theatre; non va in edicola perché ha Alice free. C’è un parco giochi nella sua Play Station, c’è un supermarket tra il frigo e il congelatore. Ha il Wellness Center nella vasca con idromassaggio. Non va dal fotografo perché stampa le foto in casa. Non va in giardino a stendere i panni perché ha l’asciugatrice. Non viaggia perché guarda Licia Colò che viaggia.

Difficilmente, se tutti ci chiudessimo in casa e la considerassimo il nostro solo habitat vitale, il rapporto con il mondo che ci sta intorno potrà essere sereno.

E difficilmente si diffonderà una cultura di rispetto e valorizzazione collettiva della terra come bene comune.

Con una conseguenza: il dis-investimento progressivo da parte dell’amministratore della cosa pubblica sugli spazi comuni, sulle attività aggregative, sulla con-vivialità che sta alla base della convivenza civile e di ogni cambiamento sostenibile.

Ecco un primo passo per abitare il territorio in modo consapevole: portiamo il nostro amico fuori casa, torniamo con lui a scoprire e vivere la terra.

Che sia il parchetto sotto casa o il cugino che vive in campagna, che sia una passeggiata o un giro in bici, o il pic nic, che sia una delle numerose aree naturali protette (riserve, parchi, oasi, che occupano circa il 10,5 per cento del nostro territorio nazionale) o le fattorie didattiche, l’azienda agricola o quella agrituristica.

Uscire di casa è già un lungo passo per riconquistare la terra. 

Fulvio Di Dio

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Roma, 29 gennaio 2010: “Olos, l’Anima della Terra” – Nitamo Montecucco ci invita al cinema “Azzurro Scipioni”

Ante Scriptum:

Nel 1991 presentammo all’Azzurro Scipioni di Silvano Agosti il primo documentario sul Circolo Vegetariano VV.TT. di Calcata  girato dal regista Gianfranco Rapuano in collaborazione con la giornalista Marinella Correggia. Conservo ancora una copia della cassetta originale che purtroppo si è un po’ ingiallita col tempo. Dopo quel documentario ne seguirono  altri, alcuni di registi famosi ed altri di amici e cineasti amatoriali. Ma quel primo film fu un vero messaggio della terra, di questa terra della Valle del Treja, in esso si vive la semplice convivialità ed amicizia  del Circolo, si acoltano i canti degli uccelli, lo scoppiettio del fuoco, il fruscio del vento, il brusio del fiume e le note magiche di vari strumenti primordiali (corni, tamburi di legno, canne di cicuta, dijiritù, rombo, etc.) accompagnate dall’OM e dagli armonici vocali di Pino Roveri, Alessandra Forti e dai mantra del sottoscritto. Sono molto affezionato a quel film ed alla sua  prima proiezione ricordo che ci scappò pure qualche lacrimuccia.  Ringrazio perciò Nitamo Montecucco per avermi invitato alla prima nazionale di “Olos, l’anima della Terra” che si terrà al solito Azzurro Scipioni  il 29 gennaio 2010. Ma siccome quello stesso giorno partirò per Spilamberto per organizzarvi un  prossimo incontro sugli archetipi e sulla spiritualità laica, chiedo a qualcuno di voi soci del Circolo che leggete di sostituirmi all’evento romano. Scrivetemi per confermare la vostra disponibilità.   Cari saluti, Paolo D’Arpini  

………..lettera ricevuta

All’attenzione del Presidente o del responsabile dell’Associazione

Oggetto: invito presentazione film OLOS: progetto globale

E’ tempo che la parte più saggia e consapevole dell’umanità si riunisca e collabori per invertire l’attuale tendenza distruttiva e realizzare un futuro comune di pace, comprensione umana e rispetto della Terra.

Ogni individuo, ogni associazione è determinante in questo processo di evoluzione verso una coscienza globale.

Carissimo, carissima Presidente, sono il Dott. Nitamo Montecucco, Presidente del Club di Budapest Italia. Le  scrivo per invitare lei, o un rappresentante della sua associazione, alla prima di OLOS, l’Anima della Terra, il film sul nuovo paradigma scientifico a cui hanno collaborato scienziati, studiosi e premi Nobel per la Pace. Il proposito di questo film è di fornire informazioni e conoscenze scientifiche, mediche, psicologiche e spirituali per ampliare la  consapevolezza globale e favorire la riunione dei “creativi culturali”: le  persone, le associazioni e i movimenti, che con amore, sensibilità e consapevolezza vivono e si impegnano per un mondo migliore. L’aspirazione  è di facilitare la realizzazione di una rete internazionale di collaborazione e di una “massa critica” tra tutte le associazioni e le  persone. Il film pone in evidenza lo spirito che ci accomuna: il senso di  unità e responsabilità per il benessere dell’uomo e del pianeta. Un  progetto che si sta estendo a tutto il pianeta, contribuendo ad un  orientamento positivo dell’attuale crisi ecosistemica globale.

A questo incontro abbiamo invitato i responsabili delle più importanti associazioni romane (che siamo riusciti a conoscere via Internet) che stanno contribuendo a sviluppare una nuova cultura etica e sostenibile. Siamo onorati di poter iniziare insieme a voi questo importante progetto

culturale e umano.

Il film OLOS sarà presentato in anteprima nazionale a Roma  al cinema d’essai “Azzurro Scipioni”, in via degli Scipioni 82 il 29 Gennaio 2010, alle ore 20.30 – L’entrata sarà gratuita

In questo film la Terra racconta la propria storia: un emozionante viaggio scientifico e poetico nell’evoluzione della vita e della coscienza. Dall’inconscio collettivo della vita allo sviluppo del cervello e dell’intelligenza, fino alla realizzazione della coscienza di Sé e alla consapevolezza planetaria.

Il film mostra che la Terra è oggi in grave pericolo, in quanto negli ultimi secoli la nostra civiltà è stata dominata da un paradigma dicotomico, che ha separato il corpo dall’anima, la materia dallo spirito, che ha contrapposto razze, culture e religioni, rompendo l’equilibrio dell’intero ecosistema.

Il film pone in evidenza che il cambiamento epocale, che stiamo vivendo, verso una civiltà globale, richiede un cambio di paradigma, un nuovo modello dell’essere umano e del mondo. Per realizzare un pianeta unito, pacifico e sostenibile è necessario un paradigma olistico, un modello unitario, sistemico, rispettoso della vita. Nel film oltre trenta scienziati e personaggi della cultura internazionale, dal  Dalai Lama a Ervin Laszlo, ci espongono questo nuovo paradigma con interviste, immagini, animazioni, video, morphing e musiche.

Il film-manifesto della nuova cultura planetaria emergente. Una visione unitaria che accomuna milioni di persone e associazioni ecologiste, etiche, mediche o spirituali di ogni parte del mondo. Che riunisce una moltitudine di culture e modelli antichi e moderni, scientifici e spirituali, e li sintetizza in una visione globale e  sostenibile.

Il film, nella versione tradotta in inglese, è stato anche proiettato, con grande interesse, al Klimaforum, l’incontro internazionale sui cambiamenti climatici che si è appena concluso a Copenaghen, a cui hanno partecipato quasi cento mila esponenti di tutte le nazioni e di tutte le associazioni (NGO) del pianeta. Abbiamo ricevuto commenti sul film molto positivi, a volte entusiastici.

Vi invitiamo ad essere presenti con noi a Roma e ad invitare gli amici interessati e soprattutto i membri e i responsabili delle associazioni culturali che conoscete e che purtroppo non siamo riusciti a rintracciare da Internet. Vi preghiamo di girare questo invito a tutti gli amici Vi invitiamo a sentitevi parte attiva di questo progetto globale.

Il Club di Budapest

Due parole sulla nostra associazione. Il Club di Budapest (come potrà eventualmente vedere sul sito www.club-of-budapest.it) è un’associazione culturale che – senza ideologie – opera in tutto il mondo per il risveglio di una nuova consapevolezza umana e planetaria. Il Club di Budapest è sostenuto in questo compito da sette premi Nobel per la Pace tra i quali Mikhail Gorbachev, il Dalai Lama, Nelson Mandela, Desmond Tutu, Muhammad Yunus. il creatore del microcredito, e da personaggi di rilevanza internazionale nelle scienze, nelle arti e nella spiritualità come l’ex-vicepresidente USA Al Gore, gli scrittori Paulo Coelho e Arthur C.Clarke, l’ex presidente della Rep. Ceca Vaclav Havel, il musicista Peter Gabriel, il filosofo Edgar Morin, il direttore d’orchestra Zubin Metha, l’etologa degli scimpanzee Jane Goodall, e molti altri.

Il Club diBudapest  vuole essere solo un promotore di questo progetto. Una volta avviato il progetto apparterrà totalmente ai suoi membri costituenti.

Il punto di svolta si avvicina. Il futuro del pianeta dipende dalla nostra capacità di sviluppare una nuova coscienza umana e planetaria, più unita e collaborativa, che abbracci i molti aspetti della nuova cultura cultura, dall’arte, alla spiritualità, dalla medicina olistica, all’ecologia, dai consumi etici alla pace, dalla psicologia al volontariato. Nella speranza che il futuro sia generoso di consapevolezza e di collaborazione verso un fine comune, vi auguriamo un buon 2010.

Nitamo Montecucco – Presidente Club di Budapest Italia

Associazione Club di Budapest Italia – Villa Demidoff – 55022 Bagni di Lucca (LU)  info@reteolistica.it,  www.club-of-budapest.it

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Eh daje co’ la Velina… D’Arpina e pure un po’ saurina: “Menica Menica oggi è domenica…”

Le consuetudini cambiano, almeno così pare, ed io non me ne sono  accorto… La mia è una memoria “saurina” da dinosauro antidiluviano  quasi estinto. Oppure no? Magari sono io che cambio ed il mondo rimane tale e quale, chissà?

Stamattina non sapevo nemmeno che giorno fosse, ho perso il senso del trascorrere del tempo, i giorni mi sembrano tutti uguali…. Qui a Calcata è un’eterna domenica, ed in più con le feste che si susseguono a raffica la differenza fra le giornate feriali e festive è pressocché svanita. Natale e poi Sant’Antonio e poi Carnevale e poi Pasqua e poi… tutte le altre ricorrenze inframmezzate, ogni scusa è buona per addobbare il paese a festa, si fa per dire, in quanto gli addobbi non sono altro che bancarelli di cianfrusaglie.  Insomma mi sono accorto che è domenica avendo notato  la maggior4e invadenza automobilistica nella piazza Roma, che avrebbe dovuto essere un’isola pedonale, con restauri  milionari pagati dalla Regione Lazio,   ed è invece un parcheggio libero e giocondo. Poi ho notato anche la mole di rifiuti all’angolo dei secchioni, un’altra caratteristica “festiva” di Calcata vecchia. Poi ho ascoltato le musicacce dei baretti e negozietti che aprivano e richiamavano l’attenzione di passanti  inebetiti. Per fortuna salendo verso Canossa, in via della Lira, ci sono solo cani che abbaiano, ogni casa un cane, ogni cane una casa… non si sa bene di chi è il cane o di chi è la casa.

Finalmente giunto al baretto sotto al comune, con la luce spenta per il risparmio energetico, ecco che noto alla bacheca un avviso “Smarrito cane spinoncino a Monte Gelato, munito di collare, tatuaggio e microchip elettronico, ricompensa di mille euro a chi fornisce sue notizie”. 

“Eh che d’è –faccio io al barista- lo pagano a peso d’oro, e da mangiare che gli davano  a sto barboncino?”   E lui rapido “Si vede che hanno i soldi..” –  Ed io di rimando “Certo che non gli è servito a  niente il collare, il tatuaggio e pure il microchip elettronico e satellitare…  se lo sono perso lo stesso..  si vede che s’era stufato di fare il soprammobile ed è scappato nei boschi” . 

Finiti i commenti salaci sul plusvalore canino mi siedo per il consueto cappuccino. La televisione è accesa, quella è sempre accesa, mica come le lampadine che le spengono per risparmiare… Allo schermo un monsignore che fa una lunga predica… e questo mi  conferma  che è domenica… parla di Isaia, dell’esilio del popolo eletto… delle armate feroci di Nabucodonosor, del ritorno alla terra promessa, a Gerusalemme che era stata distrutta e che verrà ricostruita (per essere nuovamente distrutta non si sa quante altre volte ancora), delle preghiere aggiunte ai libri sacri, delle migliaia di anni di cerimonie etc. etc. e del rito previsto a Roma, proprio oggi, per ricordare tutte quelle vicende… Il tempo passa, la predica è durata tutto il tempo della colazione. Di solito  gli altri giorni capito con il telegiornale, che viene spesso interrotto per la pubblicità…  30 secondi pubblicitari 30.000 euro… Ma la predica del prete non la interrompe nessuno, lui prosegue imperterrito a raccontare favole di 5 mila anni fa… e c’è pure chi gli da retta?   

Ma non è finita… stufatomi del sermone mi sbrigo con la colazione ed esco sbuffando… alla bacheca noto allora altri foglietti. Uno è la denuncia di Mimmo Malarbi, consocio del Granarone (un’associazione culturale di Calcata vecchia) che ce l’ha con  “alcuni” che si sono permessi di rompere la tradizione… Quale tradizione? Quella di andare a bere la cioccolata calda la notte di Natale “nell’antico granaio”, per il dopo messa solenne… A fianco dell’accorata accusa di menefreghismo “culturale” una poesia di ignoto “..e noi suoneremo le nostre campane”. Insomma c’è maretta… istituzionale.

Meditabondo torno a Sodoma  Gomorra, non compro nemmeno il giornale, tanto ho già fatto il pieno di notizie!  Di nuovo nella piazza Roma, noto alfine un cartello appeso che prima non avevo visto. Riguarda le feste della Befana 2010… ma è stato attaccato  dopo la Befana. Dice che al Comune danno le calze ai bambini, che ci sarà la banda che suona, che il pomeriggio ci saranno le befane al centro storico e che verranno date le calze  ai bambini anche  qui. Veramente le calze erano già finite al Comune ed il maestro Leonello mi aveva portato solo una saccocciata di caramelle,  e di befane nemmeno l’ombra… salvo Laura Lucibello che si è improvvisata distributrice di caramelle al Centro Visite del Parco del Treja, mentre si concludeva la nostra manifestazione del Sole Invitto, contemporaneamente  nella piazza del borgo si udiva la voce rimbombante di Don Henry che annunciava i numeri della tombolata all’aperto.

Improvvisamente ho capito tutto… la cioccolata calda, le calze… il patrocinio della Provincia, le befane, i programmi… rientra tutto in un piano diabolico! Indovinate un po’….

Vostro affezionatissimo Paolo D’Arpini

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