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Lettere di protesta per lo squallido sonica rave party di Monte Gelato – 8 agosto 2009 Coordinamento del Comitato Spontaneo “Mai più rave nella Valle del Treja”

Ho ricevuto diverse lettere da persone offese dal rave pary di Monte Gelato, anche di una persona che abita sopra Monte Gelato. Ieri pomeriggio (4 agosto 2009) Calcata era invasa da orde di reduci dal “concerto” diabolico e da alcuni che ho incrociato per strada ho sentito che facevano commenti sarcastici sul Circolo vegetariano, evidentemente avevano saputo della nostra protesta. Il fatto poi che alcuni “commercianti” di Calcata si siano dichiarati favorevoli a questa iniziativa ed il fatto che chi ci ha guadagnato sopra vorrà sicuramente riprovarci mi ha convinto della necessità di creare un coordinamento di coloro che sono contrari a tali nefendezze.Ho fissato l’appuntamento, qui al Circolo VV.TT. per le h. 12 di sabato 8 agosto 2009, mangiamo assieme e discutiamo il da farsi, ognuno porti qualcosa di vegetariano.

Intanto leggetevi alcune delle corrispondenze intercorse:

“Ho letto, signor D’Arpini, i suoi commenti sul rave di Monte Gelato dove io abito, avevo in tutti i modi tentato di fermare il disastro annunciato anche con diffide al Parco, al Comune alla Procura di Tivoli competente, nonchè al Prefetto di Roma, ma nessuno ha fatto nulla. Mi accingo a procedere nei confronti dell’amministrazione di Mazzano Romano. Se avesse dell’altro materiale sui disagi subiti da persone e cose Le sarei grato se potesse inviarmelo. Saluti F. F.”

“…avevo letto questa mattina la lettera di Paolo D’Arpini. Non sapevo niente di questo rave party. Certo che l’hanno fatta grossa! Beppe”.

“…secondo me chi l’ha fatta più grossa di tutti è proprio chi avrebbe dovuto vigilare a che una cosa del genere non succedesse, ovvero i responsabili del parco e i sindaci dei municipi coinvolti, nonché le forze dell’ordine locali! In genere le forze dell’ordine si limitano in casi di questo tipo a vigilare a distanza e a intervenire solo per emergenze sanitarie che eventualmente si verifichino, perché a tutti gli effetti un rave party funziona come una festa privata, dal momento che si svolge in un posto privato ( affittato o concesso dal proprietario per l’occasione). Poi chi partecipa naturalmente paga la roba che consuma – quando dico roba intendo proprio di tutto – e paga pure un tot a discrezione per le spese, quindi puoi capire che chi lo organizza non lo fa né gratuitamente né tantomeno per beneficenza…

Ma la cosa gravissima è che il Parco del Treia e delle cascate di Monte Gelato ricadono sotto la diretta responsabilità delle forze politiche locali, nonché delle forze dell’ ordine locali, perché come tutte le aree dichiarate di parco questo è un luogo pubblico, il cui proprietario è la collettività, compresi me e te per esempio, e soggetto a regole di uso che sono l’esatto contrario di un rave party di 4 giorni con 3500 persone… Come pure di un’adunata di 3500 scout con tende e bivacchi, o di 3500 suore in adorazione della madonna, anche se probabilmente le seconde sarebbero meno rumorose e forse meno distruttive per l’ambiente naturale.

Insomma nessuno, manco il presidente del parco, o della regione e nemmeno il ministro dell’ambiente può “concedere” a chicchessia l’uso di un bene pubblico per fini che non solo non sono pubblici ma sono anche di lucro privato! Per giunta dubito molto che uno qualunque degli organizzatori di eventi del genere abbia mai pagato un cent di tasse almeno alla SIAE, per non parlare del resto.

Insomma sarebbe il caso che la magistratura accertasse responsabilità e connivenze, magari sotto la spintarella di un po’ di cittadini che sono stati lesi nei loro diritti non solo alla tranquillità, ma soprattutto a non vedere ridotto a discoteca e bivacco brado un parco che appartiene anche a loro, che si sono battuti per anni per preservare e proteggere le bellezze e le preziose caratteristiche naturali proprio da chi voleva distruggerle per farne uso privato.

Penso che Accademia Kronos e il Circolo Vegetariano di Calcata, tanto per cominciare, saranno certamente in grado di aprire un contenzioso sulla questione, per cui invierò loro copia di questa nostra corrispondenza. Alba Montori”.

“Salve Paolo. Quello che hai raccontato sul rave party a Monte Gelato è un fatto importante e grave, soprattutto in considerazione del relativo interesse delle pubbliche amministrazioni a valutare le conseguenze di una manifestazione di questo genere al confine con un’area naturale protetta. Peraltro credo sia possibile procedere con una denuncia nel caso che il confine dell’area protetta coincida con quello – se esiste – della ZPS (Zona a Protezione Speciale) o del SIC (Sito di Importanza Comunitaria): in questo caso infatti è necessario procedere con una Valutazione di incidenza anche nel caso in cui l’evento si svolga al di fuori del perimetro dell’area protetta.

In ogni caso è opportuna una nota da indirizzare all’Assessorato Regionale all’Ambiente e all’ARP (Agenzia Regionale dei Parchi), quindi al Ministero dell’Ambiente. A presto …. tienimi al corrente. Umberto Cinalli”.

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Mia risposta cumulativa:

Invito di coordinamento degli oppositori al rave party di Monte Gelato – Affinché non si ripeta mai più!

Son contento che ci sia qualcuno saggio nel circondario.

Concordo perfettamente con quanto sin’ora espresso, l’unico particolare è che in effetti il Parco del Treja ha cercato di opporsi al misfatto ma il sindaco di Mazzano (sic) ha invece concesso il permesso, malgrado il parere negativo del Parco. Ho parlato con il direttore del Parco del Treja il quale mi ha detto che è stata fatta una denuncia alla Procura della Repubblica di Tivoli per i danni ambientali, io ho proposto di sottoscriverla e credo che dovremmo raccogliere firme in tal senso.

Anzi dovremmo cercare di formare un comitato ad hoc composto da abitanti della Valle ed ambientalisti che appoggiano la nostra battaglia.

Il mio telefono è 0761-587200 – Paolo D’Arpini

Notizie utili già pubblicate:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=rave+party+monte+gelato+2009

Per contattare il Parco del Treja: valle.treja@parchilazio.it  - 06-9049295

Attenzione – Soprattutto è importante che non si crei una scia ovvero che sulla base di questa prima autorizzazione ne seguano altre… (in effetti il comune di Mazzano è specialista in simili obbrobri) inoltre da poco è cambiato il comitato di gestione del Parco, e non si sa cosa pensino i nuovi gestori sulla tutela dell’ambiente… Il parco del Treja è uno dei pochissimi parchi del Lazio ad essere gestiti e diretti da un consorzio intercomunale, il che significa che comandano i sindaci…..

P.S. Da voci raccolte in loco le presenze degli accampati erano superiori a quelle dichiarate dal giornale il Nuovo Corriere Viterbese, alcuni testimoni infatti parlano di 7.000 persone (paganti 100 euro a testa, più tutto il resto del mercato, fatevi il conto di quanto denaro è girato e quanto ne è scivolato nelle tasche giuste..)

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Lettera aggiunta ricevuta il 6 agosto 2009:

Carissimi, caro Paolo
la cosa più sospetta e quella su cui penso davvero si possano
inchiodare i felloni alle loro responsabilità (probabilmente anche penali e finanziarie) è il fatto che abbiano tentato di farsi pubblicità anche via web e di minimizzare le presenze (paganti). Due cose antitetiche ovviamente, ma chi è avido e arrogante non segue altra logica che quella del “guadagno facile”.
Quanto questo sia lontano anni luce dallo “spirito rave” lo lascio
giudicare a chi ama tali eventi.
Riguardo alla musica tecno devo dire che quello che si passa per tecno
in tali occasioni e in generale in Italia è roba commerciale, prodotta
in studio artigianalmente, senza idee creative e davvero musicali e
principalmente basata sull’assoluto baccano prodotto con impianti da
stadio per produrre in chi ascolta (!) un effetto di totale confusione
audiomentale, il cosiddetto “sballo”:  insomma assolutamente lontana
dallo sperimentalismo tecnologico di suoni e ritmi che è alla base di
tale musica. Per non parlare della “libertà dei suoni”… Basta andare
in una qualunque discoteca che faccia una serata tecno per rendersi
conto di quanto affermo.
Lo dico perchè su questo tipo di musica conosco persone che ci
lavorano da anni con risultati estremamente godibili, anche se
richiedono capacità di percezione, cognizioni e sensibilità che
evidentemente chi organizza un party di questo genere è totalmente
privo come coloro che vi partecipano. Insomma l’arte, di qualunque
genere sia non si improvvisa e non basta pagare per comprenderla e
goderla davvero.
Scusatemi, ma sta cosa che è accaduta la trovo di una violenza
intollerabile e una mistificazione totale, pericolosamente rivolta a
imbesuire persone che già lo sono abbastanza per altri versi… Alba

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Comunicato Stampa – Alcuni particolari e dati economici sul rave party reloaded super-sonica dal 31 luglio al 3 agosto 2009 a Monte Gelato nel Parco del Treja

E’ necessario che io riporti qui alcune notizie raccolte sul micidiale rave party che ha sconvolto la Valle del Treja per 4 giorni dal 31 luglio al 3 agosto 2009, ed è ancora in corso mentre scrivo.Ieri sera ho parlato con un membro del Parco del Treja per protestare contro questa iniziativa nefanda, lui mi ha detto che il Parco si era dichiarato contrario e che anzi ha fatto un ricorso al TAR ed un esposto alla Procura della Repubblica di Tivoli proprio per denunciare i danni di questa operazione. Alla fine il Comune di Mazzano Romano, sic, ha concesso le autorizzazioni amministrative a firma del segretario comunale, e ciò è bastato ai carabinieri per consentire il rave party. Pare che l’escamotage trovato dagli amministratori di Mazzano trovasse base sulla dichiarazione Asl che aveva dato parere favorevole (per via che gli organizzatori si erano impegnati a istallare bagni chimici).

Da notizia raccolte in loco i partecipanti al rave party sono stati oltre 7.000 (secondo i giornali di ieri 3.500, ma da dati raccolti sul posto il numero sembra raddoppiato) ed hanno pagato un ingresso di euro cento cadauno, ognuno dei partecipanti è stato fornito di un braccialetto di riconoscimento. I partecipanti si sono accampati in un terreno di proprietà privata adiacente o all’interno del perimetro del Parco (ci sono pareri contrastanti) i cui proprietari pare abbiano ricevuto la somma di euro 20.000 (ventimila euro), nello stesso terreno sono stati istallati gli impianti tecnologici ad altissimo potenza per trasmettere musica tecno a palla in continuazione, mattina, pomeriggio e sera e notte.

Il disturbo è (ed è stato) pesantissimo ed i rimbombi sono giunti, per effetto imbuto lungo il fiume Treja, sino all’abitato di Calcata vecchia e nuova. Stamattina diverse persone si sono lamentate con me per i rumori assordanti. I carabinieri di Bracciano, stazione responsabile del luogo, sovente da me interpellati hanno dichiarato che l’ordine pubblico da parte loro è stato mantenuto ma non sono potuti intervenire per i rumori eccessivi in quanto non titolati a questi controlli. I controlli sui decibel doveva effettuarli l’Arpa Lazio, mi hanno detto i carabinieri, ma quelli dell’Arpa non si sono fatti vedere né sentire. Inoltre essendo iniziato il baccano il venerdì quando la gente ha iniziato a protestare ormai era il fine settimana e quindi tutti gli uffici erano chiusi. Stamattina, in cui scrivo, è lunedì 3 agosto, all’Arpa Lazio non risponde ancora nessuno. Inoltre avendo cercato di contattare la Procura della Repubblica per presentare denunzia, per disturbo alla quiete pubblica e danni ambientali, ho scoperto che il Tribunale è chiuso sino al 15 settembre 2009.

Gli organizzatori della manifestazione spacciata per culturale (ma fatevi i conti di quanto è stato incassato sulla base delle presenze e del costo procapite) hanno fatto bene i loro calcoli: “iniziata venerdì e finita lunedì la manifestazione con i vari ponti, etc. è al sicuro da impicci burocratici…”.

Il fatto poi che queste invasioni e concentrazioni di rumori assordanti vengano ammesse nei limiti di un Parco nato per tutelare l’ambiente, la natura e gli animali, non può essere giustificato da nessuna ragione, anche se gli organizzatori “furbescamente” inneggiano alla stessa protezione della natura ma di fatto la distruggono….. I rumori consentiti in un parco naturale sono gli stessi consentiti nei pressi di un ospedale, cioè quasi nulli, mentre qui a Monte Gelato la super-sonica (nome azzeccato) ha emesso una tale quantità di decibel da far impazzire un circondario di 20 kilometri di diametro. Una pagina nera per la democrazia e per la legalità dello Stato.  Mentre scrivo i tam tam proseguono indefessi.

Che non si ripeta mai più è la sola speranza di noi abitanti della Valle del Treja

Paolo D’Arpini – circolo.vegetariano@libero.it

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La pubblicità per la manifestazione rilevata su Google:

1. Sonica Festival Italy 2009 « the shituationist institute

- [ Traduci questa pagina ]

the shituationist institute. progressive party palaver … 31st JULY – 03rd AUGUST 2009. Rome – Monte Gelato [Mazzano … please let me know when and how can i buy the ticket .thank u and hope to rave with u sooooon …

insti2te.wordpress.com/2009/…/sonica-festival-italy-2009/ – Copia cache – Simili -

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 Cominicato Stampa del 4 agosto 2009 – La coda dello squallido rave party di Monte Gelato, che continua…

La sopportazione del rumore molesto è una delle fatiche che l’uomo e gli animali sono chiamati ad affrontare. In questi giorni ho notato, ad esempio, che durante i momenti più calienti dei rimbombi che giungono dal rave party di Monte Gelato gli uccelli tendono a tacere e riprendono a cinguettare solo quando i boati tecnosonori si esauriscono. E’ evidente che le due cose, il canto ed il rimbombo techno anomalo non vanno in risonanza. Al contario se vengono suonati manualmente i tamburi nel bosco, soprattutto se si segue un buon ritmo, gli uccelli continuano a cantare, questo l’ho sperimentato personalmente…. ed è verissimo!

Oggi è il 4 agosto 2009 e secondo i programmi il casino di Monte Gelato dovrebbe essere concluso… invece no! Ecco cosa succede, che gli organizzatori se ne vanno con il malloppo e lasciano gli sderenati sul posto che continuano a mandare avanti la musica techno. Si chiama la “coda” e succede spesso anche a Calcata, quando gli sderenati organizzano un “concerto” in piazza, lasciano il palco montato, il giorno appresso ed anche quello successivo c’è sempre qualche gruppetto improvvisato che continua la “festa” approfittando dell’allestimento. Così sta succedendo a Monte Gelato, i partecipanti al rave, visto che hanno pagato cento euro per far bisboccia e considerato che il bell’ambaradam del mercatino e del campeggio abusivo resta in piedi (nel terreno privato che ha ospitato il rave), restano anche loro e continuano la “coda musicale” (leggasi rumore molesto). Ma teoricamente stavolta il comunedi Mazzano Romano dovrebbe allontanare i disturbatori, chissà se lo farà (visto che è stato coinvolto nell’organizzazione e concessione dei permessi)? Tra l’altro il terreno privato nel quale i disturbatori si sono concentrati non ha le autorizzazioni per il campeggio ed inoltre esiste una legge per cui gli stranieri ed i cittadini italiani che vengono ospitati debbono essere dichiarati alle autorità amministrative ma questo non è stato fatto. Resta poi il fatto della continua emissione di rumori molesti che sono l’elemento più destabilizzante per la fauna selvatica e per gli abitanti del Parco.

Ho premesso tutto ciò prima di affrontare il primo argomento in discussione sul giornaletto odierno. Ho ricevuto la lettera di Francesco, responsabile della lista Ecologia di Peacelink, il quale difende il rave… ma leggete voi stessi:

“…questa volta – la prima – sono d’accordo solo a metà con le osservazioni del carissimo e simpatico D’Arpini. D’accordo perché non si doveva autorizzare un evento del genere in un parco naturale. In disaccordo per come egli giudica in generale “i rave” e la musica techno. Ma se ho ben capito non trattavasi in questo caso di vero “rave party” bensì di operazione commerciale cioè con ingresso a pagamento e tutta un’altra serie di falsificazioni dello spirito del rave party libero in tutti i sensi. Se dal punto di vista dei decibel la cosa non sarebbe stata molto diversa fa molta differenza il denaro che ci gira intorno. Paolo sarebbe potuto entrare e vedere di persona e magari parlare – anche se per fare tutto ciò avrebbe dovuto probabilmente mostrarsi antipatico e quindi non gradito – senza preclusioni o ostruzioni se non il rispetto per ognuno come è di norma in qualunque spazio pubblico. Dubito peraltro che un vero “rave party” verrebbe mai organizzato in un parco dato che ciò costituirebbe un pericolo per lo svolgimento del party che già catalizza pulsioni xenofobe da parte dei benpensanti di ogni età e colore e darebbe – se mai ce ne fosse bisogno – un ulteriore spunto per le “forze dell’ordine” per sgomberare, sequestrare, arrestare, picchiare persone che hanno la sola colpa di pensare liberamente e organizzare il proprio divertimento come meglio credono loro cioè coloro che ci vogliono andare (anche qui la differenza è importante perchè tali eventi non sono pubblicizzati). Ci sarebbero molte altre cose da dire in favore dei rave party ma ho già scritto abbastanza. Per quanto riguarda la musica techno : si dicono tante fesserie: le seghe fanno diventare ciechi, i comunisti mangiano i bambini etc… Purtroppo trattasi per il buon D’Arpini di vero e proprio scivolone l’ avallare queste fandonie. Cordialmente, Francesco di Ecologia Peacelink”

Alla simpatica critica di Francesco ho risposto, solo parzialmente per non appesantire il divario: “Aspetta, aspetta…. è un fatto di rumore, caro Francesco, della potenza dei decibel “musicali” con cui arrivano i bassi sparati nelle orecchie, senza nessuna melodia o ritmo (la caratteristica di questa “musica” techno è che è completamente fuori da ogni concetto melodico e ritmico). In effetti gli esperimenti fatti sugli animali confermano quanto da me descritto: il sottoporsi a questo tipo di “musica” porta a stati di squilibrio psicofisico. Ciò vale anche per gli umani ovviamente. Che poi gli umani siano forse in grado di sopportare meglio… è possibile… anche perché gli umani sono conosciuti per la loro capacità di “sopportazione” (vedi ad esempio il male che ci facciamo con l’alcol, il fumo, le droghe, etc. però l’organismo “sopporta”). Non voglio fare ulteriori polemiche, fermiamoci al fatto che una manifestazione del genere non andava fatta in un parco naturale. In effetti è un’operazione commerciale vera e propria ai danni dell’ambiente e della popolazione che deve sorbettarsi il rumore. Gli organizzatori invece sguazzano nell’oro (si parla di incassi attorno al milione di euro e forse più, non male per quattro giorni di tortura). Comunque è vero non si può dire che sia un rave bensì un concerto organizzato squallidamente…. per il guadagno economico ma a danno della vita!”.

Paolo D’Arpini, Circolo Vegetariano VV.TT.

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1 agosto 2009 – “Rave party micidiale a Monte Gelato” – Gli animali e gli umani nella valle del Treja impazziscono per la “festa” autorizzata, da chi?

Al Signor Presidente della Repubblica

Al Signor Prefetto di Roma Alla Questura di Roma

Alle Compagnie CC di Zona

Alla Presidenza della Provincia di Roma

Agli Organi di Stampa e di Tutela dei Cittadini

Sono due giorni e due notti di continuo urlo di tamburi, bassi, tecno music, colpi al cuore sparati a tutto volume che fanno tremare il cervello e le membra di tutti gli abitanti della valle del Treja. L’epicentro del rumore diabolico è situato alle cascate di Monte Gelato, luogo posto all’interno del Parco del Treja, non distante dal comune di Mazzano Romano. E ne avremo –così dicono- per altri due giorni.

 Lo scrivente abita a Calcata, nella stessa valle del Treja, e per un effetto imbuto non può trovare quiete per il continuo assordante rumore che giunge sin qui, emesso dal rave party.

I Carabinieri di Civita Castellana ai quali mi sono rivolto mi hanno rimandato a quelli di Bracciano, i quali appena ora interpellati mi dicono che la manifestazione in corso risulta essere autorizzata. Non riesco a capire se e chi l’ha autorizzata. Se la Prefettura di Roma possa aver autorizzato un tale scempio e vandalismo ed offesa agli abitanti del luogo, costretti a sopportare questo obbrobrio. Mentre scrivo con i batuffoli di bambagia nelle orecchie prego Dio di consertirmi di superare questa ulteriore notte d’inferno. Con i battiti nefasti che mi rimbombano in testa.

Siamo nel Parco del Treja, un parco regionale nato per la tutela della natura e degli animali, eppure gli animali impazziscono a causa del micidiale baccano martellante ed altrettanto dicasi degli umani. Ma come è possibile che questo scempio e questa pazzia sia stato autorizzata dalla Prefettura? Spero che non sia vero…. Però se fosse vero vorrei che il signor Prefetto che ha autorizzato questo impianto venisse a sentire cosa dobbiamo sopportare. Che venga lui stesso al rave party e ci resti per i quattro giorni previsti di supplizio e se sarà sopravvissuto vedremo se avrà il coraggio di confermare in futuro queste torture ai suoi simili.

Mi pare che veramente la nostra società sia giunta al limite dell’insanità morale. Persino la scienza ha dimostrato che questo tipo di “musica” satanica porta alla violenza ed alla follia. Gli animali tentano di fuggire da questo rumore martellante ma dove possono rifugiarsi se con i moderni mezzi tecnologici i botti arrivano da Monte Gelato sin qui a Calcata? Che rifugio possono trovare? E persino noi umani nelle nostre case come possiamo salvarci?

Eppure la Regione Lazio ha sancito che questo è un santuario. E se qualcuno degli amministratori od organi di governo responsabili della quiete pubblica e del decoro e della difesa dei cittadini sono consapevoli di ciò che questo significa come è possibile che abbiamo permesso questo orrore di un rave party nell’area protetta?

Profondamente disgustato invio questa lettera di protesta a coloro che sono competenti a raccoglierla.

Distinti saluti, Paolo D’Arpini

Via della Fontana snc. 01030 Calcata (Vt) –  Tel. 0761/587200

P.S. Sono andato a cercare l’indirizzo email della Prefettura di Roma ma nel sito dice “Servizio momentaneamente non disponibile”.

Inoltre la sede distaccata della Procura della Repubblica di Castenuovo di Porto, competente per l’area indicata, alla voce contatti non specifica l’indirizzo email.

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Ferragosto 2009: “Femmineo sacro e parità fra i sessi” – Al Circolo vegetariano di Calcata l’attesa del Grande Cocomero in chiave matriarcale – 14, 15 e 16 agosto

Da tempo immemorabile il femminile è stato preso come esempio della capacità creativa di Dio. Anche nel cristianesimo abbiamo l’esempio della Madonna che rappresenta l’energia naturale attraverso la quale l’infusione dello Spirito Santo consente al “figlio di Dio” di assumere una forma fisica in questo mondo.

Molto spesso le antiche immagini della Madonna rappresentano vari aspetti protettivi che son propri della madre. La discussione in corso in varie branche del cristianesimo ma anche nel cattolicesimo stesso ed in altri credo religiosi porta a rivalutare ulteriormente la posizione femminile. Sono sicuro che il “sacerdozio” femminile molto presto diverrà una realtà in ogni religione… è inevitabile che ciò avvenga poiché la presenza divina non può essere considerata minore nel corpo femminile, altrimenti ciò implicherebbe una “imperfezione” della divinità stessa…

Purtroppo il maschilismo religioso nel cattolicesimo è ancora una realtà. Sappiamo tutti che la posizione della donna nella chiesa cattolica è di serie “b”, infatti solo i maschi possono recitar messa, impartire i sacramenti, svolgere funzioni sacerdotali ed essere nominati vescovi, cardinali e papi. Le donne possono solo occuparsi di penitenze e lavori marginali, con vari esempi dalla Perpetua alla madre Teresa di Calcutta. Recentemente nella chiesa anglicana è stato inserito un concetto di parità fra i sessi concedendo alle donne di accedere alla carica vescovile ma difficilmente l’esempio potrà essere seguito dal vaticano –in tempi rapidi.

Approfittando dei festeggiamenti per l’assunzione in cielo della Santa Madre Maria, che corrisponde al Ferragosto, apriamo una discussione sull’argomento del “Femmineo sacro e sulla parità dei sessi”.

La manifestazione prevede un ritiro meditativo di tre al Circolo Vegetariano VV.TT. di Calcata per affrontare il delicato tema delle pari opportunità anche in campo religioso e spirituale. Questo sarà il modo di quest’anno per affrontare la tradizionale “Attesa del Grande Cocomero” che si tiene nell’orto dei cocomeri, del Tempio della Spiritualità della Natura, ove non sono mai stati seminati né raccolti cocomeri.

Paolo D’Arpini

Programma:

Venerdì 14 agosto 2009, alle h. 11.00, appuntamento al Circolo Vegetariano in Via del Fontanile snc. Calcata (Viterbo).

Si potranno trascorrere i tre giorni restando ospiti del Circolo. Portare sacco a pelo e cibo vegetariano bastante e buona volontà per la permanenza. La manifestazione prevede vari momenti di convivialità nella natura, meditazione sugli archetipi femminili, bagni propiziatori al fiume Treja, passeggiate nella valle e nei luoghi sacri alla dea.

Prenotazione necessaria: Tel. 0761-587200

circolo.vegetariano@libero.it  

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“In vista del Soratte” – Riedizione in chiave moderna dei Riti Fescennini – Dal 18 al 27 settembre 2009: Agro Falisco, Agro Romano, Tuscia e Sabina

category Eventi Paolo D'Arpini 22 luglio 2009

La manifestazione si svolge in concomitanza con il periodo dell’equinozio autunnale dal 18 al 27 settembre 2009 con una mostra di opere e foto sul Soratte o di paesaggi ripresi dal Soratte, della valle del Tevere e del Treja. Sono previste 2 tavole rotonde su temi ecologici e sul territorio tusco falisco e capenate, sabino e dell’agro romano, passeggiate, esibizioni musicali e di poesia, picnic e visite ai vari luoghi storici del territorio. La mostra ed il primo incontro introduttivo al tema è programmata nel Palazzo Canali Caccia di Sant’Oreste, con il patrocinio e la collaborazione del Comune e della locale Proloco. Altri incontri sono previsti rispettivamente nella provincia di Rieti, a Poggio Mirteto, e nella provincia di Viterbo, a Calcata.

La manifestazione viene promossa da: Circolo Vegetariano VV.TT. ed Associazione per la Promozione delle Arti in Italia – in collaborazione con Proloco di Sant’Oreste, Avventura Soratte, Comune di Poggio Mirteto, Consorzio fra i Comuni del Bacino del Tevere e Treja.

Patrocinio di: Regione Lazio, Provincia di Roma, Provincia di Viterbo, Provincia di Rieti, Parco Valle del Treja, Comune di Sant’Oreste, Comune di Poggio Mirteto, Comune di Calcata.

Venerdì 18 settembre 2009

h. 16.00 – A Calcata (Viterbo) – Nel Parco Valle del Treja, si svolge una passeggiata “In Vista del Soratte”. Partenza dal Circolo vegetariano VV.TT. percorso dal borgo antico al nuovo centro di Calcata e ritorno nel Tempio della Spiritualità della Natura, dove si terrà una meditazione propedeutica ad affrontare i temi dei giorni successivi.

Sabato 19 settembre 2009

h. 16.00 – Palazzo Canali Caccia a Sant’Oreste (RM) Inaugurazione Mostra e Tavola Rotonda sui Riti Fescennini e la sacralità del Soratte. Presenziano le Autorità Istituzionali e gli esponenti degli Enti Patrocinanti e dei Comuni coinvolti.

Introduzione. Sulla sacralità del Soratte è stato ampiamente discusso, abbiamo le testimonianze di poeti e pensatori che nel corso dei secoli hanno raccontato la bellezza del monte. Un’isola bianca di calcare in una vasta piana scura di tufo. Che il Soratte, collina transfuga dell’Appennino, fosse una vera isola, dai tempi in cui era circondata dalle acque della Tetide, lo sappiamo dalla geologia e dai reperti biologici marini trovati sulle sue pendici. Che sia un’isola anche nella terra lo vediamo dalla sua bianca sostanza calcarea circondata da un mare di lava. Chi vive nell’Agro Falisco, o Romano o nella Sabina, non può fare a meno di aver sempre presente il monte solitario davanti agli occhi. Chi osserva dalla montagna, invece, ha una pianura davanti a sé in cui scorre il fiume Tevere. Nella simbologia antica questo si chiama l’incontro fra il maschile ed il femminile, fra l’interno e l’esterno. Il monte illuminato Soratte prende il nome dalla parola sanscrita Surya che significa ” il Sole” le sue grotte misteriose stanno a significare la profondità della terra che viene vivificata dai suoi benefici raggi.

Programma dell’inaugurazione e della tavola Rotonda del 19 settembre 2009.

h. 16.00 – Sant’Oreste (Rm) – Palazzo Canali Caccia 1° incontro sul tema: “In Vista del Soratte” con narrazione storica sui Riti Fescennini, inaugurazione della Mostra d’arte e di foto sul territorio della Valle del Tevere e del Treja e rinfresco. Durante lo sharing sono previsti interventi di amministratori, artisti, ecologisti e storici, studiosi della filosofia e delle religioni e di comuni cittadini che si uniscono in cerchio.

Domenica 20 settembre 2009

h. 10.30 – A Poggio Mirteto (Rieti) – Appuntamento davanti al Comune

– Passeggiata nei luoghi da cui la montagna sacra è visibile in lontananza e racconti sulla sacralità del territorio e sull’antica unione fra genti sabine, falische ed etrusche. Picnic in loco.

h.16.00 – Nella Chiesa San Paolo meditazione sul Monte Soratte. Giro di condivisione di esperienze sul Soratte ed incontro conviviale, in cui esprimere varie forme di spiritualità naturale: la poesia, la musica arcaica, le storie.

Domenica 27 settembre 2009

h. 10.30 – A Sant’Oreste (Rm) – Passeggiata sul Monte Sacro ai Falisci, ai Sabini ed ai Romani in collaborazione con Pro Loco e Ass. Avventura Soratte – Picnic in loco.

h. 16.00 – Cerimonia conclusiva e “svernissage” della mostra a Palazzo Canali Caccia. Viene ufficializzata la proposta di istituzione annuale della Riedizione dei Riti Fescennini, modo culturale d’incontro fra le popolazioni del territorio attorno al Soratte. All’esterno, tempo permettendo, alcune performances artistiche di teatro, poesia e musica in sintonia e condivisione di cibo e bevande da ognuno portate.

Attenzione la Mostra “In Vista del Soratte”, al Palazzo Canali Caccia di Sant’Oreste, resta aperta per tutto il periodo dal 19 al 27 settembre 2009.

Contatti.

Coordinamento logistico: circolo.vegetariano@libero.it - Tel. 0761/587200

Segreteria organizzativa : info.apai@virgilio.it  - 333.5994451

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