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Faleria (Viterbo) – Foresta di Fogliano, ove Ottone III andava a cavallo… ora automobili, uomini armati, rumori di motoseghe e trattori a cingoli, fiumi fogna… taglio del bosco

Povero Ottone III, dopo un millennio di silenzio, rimasto sottile nel bosco ove mori ancora giovinetto, si rivolterà nella tomba, il suo bel maniero (lungo la Via Francigena a Faleria) diruto… e tra poco anche gli alberi, tra i quali si mosse finché la morte non lo colse a tradimento, son destinati ad esser abbattuti ignominiosamente…

 

Sì, il monticello di Fogliano perderà il suo verde manto, il bosco verrà raso al suolo per “far incassare denari” ad una amministrazione incapace e dilapidatrice. Un’amministrazione, quella di Faleria, che è stata in grado di spendere miliardi (del denaro pubblico) per restaurare beni che son tutt’ora cadenti (quando mai si è visto restaurare prima gli interni degli esterni di un palazzo, quando mai si stuccano le sale lasciando i tetti scoperchiati?). Ah, povera Tuscia, povero Agro Falisco, povera Faleria…

 

Il comune, prima denominato Stabbia (letame) che ha voluto prendere il nome glorioso di Falleri (la capitale storica dei Falisci) per rifarsi ad una nobile origine, non è però stato in grado di mantenere le sue ricchezze ambientali e architettoniche… Persino un antico ponte romano che “impicciava il transito” è stato tranquillamente buttato giù.. perché tanto son vecchi sassi.. nel disinteresse dell’amministrazione comunale; persino delle antiche sorgenti, in prossimità delle grotte dell’eremita Famiano (un santo faleriano), sono state lasciate al prosciugamento ed alle spinare, mentre l’eremo stesso è oggi ricettacolo di ogni immondizia.

 

Ed ecco che questi amministratori, così indegni di amministrare il bene pubblico, alla vigilia del rinnovo del consiglio comunale, cioè nel momento in cui se ne dovranno andare a casa loro a far danni (almeno si spera), hanno deciso di infierire con un colpo di grazia sul territorio… si vendono a quattro soldi i vetusti alberi del bosco di Fogliano. Fatalità lo stesso bosco in cui l’anno addietro hanno deliberato di costruire un mega-impianto eolico a cancellazione imperitura di ogni memoria storica e di ogni bellezza paesistica…..

 

Ahi, Ahi! Com’è che possono avvenire certe cose, com’è che un Berlusconi può distruggere impunemente un intero Paese ed un Bianchi (l’attuale sindaco di Faleria) può snaturare un ecosistema?

 

Ed ecco alcuni stralci di lettere scritte da cittadini di Faleria

 

“Con l’approssimarsi delle elezioni i nostri amministratori devono far cassa, e qual’è il sistema più semplice? Mandare al taglio il bosco. La notizia è questa, per quello che mi è stato riferito da persone informate dei fatti, la parte iniziale del bosco dalla sbarra d’ingresso e per tutto il tratto di strada fino alla prima piazzola nella parte destra scendendo fino alla forra è stata assegnata per il taglio, non posso dare ulteriori informazioni non avendo avuto modo di reperire documenti ufficiali, unica altra notizia è che il taglio molto probabilmente inizierà ad inizio Febbraio, per cui a tutti quelli che vogliono godere ancora dello spettacolo del bosco, un consiglio affrettatevi, da febbraio non avrete più di cosa godere. Non ho trovato per il taglio, nessun bando d’asta nel sito comunale, non ho visto e non mi è stato segnalato nessun annuncio su quotidiani locali o nazionali, e non è dato sapere nemmeno se all’asta abbiano partecipato una o più ditte, quando ha avuto luogo, dove, ed il suo esito.

Non voglio parlare del ritorno economico del taglio, per le casse comunali, ma visto che proprio in questi giorni il comune sponsorizza una colletta tra i cittadini per raccogliere 15.000 euro necessari per il restauro dell’affresco della Chiesa collegiata di San Giuliano, questo ritorno deve essere ben misero. Infine non voglio dar credito nemmeno a chi insinua che questi soldi servono per la prossima campagna elettorale, certo sarebbe corretto e dovuto, rendere partecipe la cittadinanza per cosa viene sacrificato il vero ed unico patrimonio rimasto di questo comune.

Raccogliamo firme per fermare l’utilizzo indiscriminato di questo patrimonio naturalistico in nostro possesso e che stiamo distruggendo con ritmi sempre più pressanti. In molti posti del mondo, quando vengono messe a rischio aree boschive di interesse, le associazioni naturalistiche intervengono. Occorre aumentare la sensibilità di tutti verso il bene comune, ed in particolare verso il patrimonio naturale del territorio in cui si vive…” (Admin di Faleria.info)

 

Ed inoltre…

 

“Credo che fermare il taglio del bosco sia impresa che non interessi granché la gente, visto l’evidente disinteresse generale e la poca conoscenza e partecipazione (ricordo che ad una domanda fatta l’anno scorso agli alunni della scuola elementare di Faleria su chi conoscesse il bosco di Fogliano, si sono viste alzare pochissime manine)…. Inoltre esiste l’incongruente convinzione (senza concreti riscontri reali) suffragata dai cosiddetti “esperti”, che il taglio sia addirittura benefico e necessario (???). E’ vero che questa amministrazione da sempre si distingue per la poca trasparenza dei propri movimenti, ma che la gara di appalto possa essere stata aggiudicata senza che vi sia notizia in nessun posto, lo trovo assai strano. Per quanto riguarda la condivisibile raccolta firme, la estenderei direttamente alla possibilità di rendere il bosco un parco protetto o di farlo rientrare a tutti gli effetti sotto la gestione del Parco del Treja (sicuramente ci sarebbero, tanto per cambiare, scogli burocratici da superare…). Questa eventualità è naturalmente strettamente legata al fondamentale e strategico punto: aumentare la sensibilità di tutti verso il bene comune, ed in particolare verso il patrimonio naturale del territorio in cui si vive. E qui ci sarebbe veramente molto da fare… e da lottare. Rimboschiamoci le maniche!”

 

“Il bosco di Fogliano è molto bello, in posizione fortunata ed ha grandissime possibilità di “utilizzazione” naturale, paesaggistica, culturale, ludica, didattica, ecc.. purtroppo queste potenzialità sono poco sentite dalla popolazione, anche (ma non solo) per colpa di una noncurante gestione che privilegia interessi politici, personali ed economici a scapito degli altri. Confesso che io preferisco andare nel contiguo Parco del Treja dove posso stare tranquillo e lasciar scorazzare i miei figli senza il fastidio e l’apprensione di vedere sfrecciare automobili, persone armate, rumori di motoseghe e trattori a cingoli, fiumi fogna e paesaggi desolanti. E già, ma il bosco di Fogliano è a Faleria e segue le stesse sorti di un paese mal gestito e sconosciuto ai più (significativo il fatto che spesso le agenzie immobiliari al momento di pubblicizzare enunciano “a 2 km da Calcata” e già non Faleria), quindi diciamo che rientra magnificamente e coerentemente nell’ideale a cui appartiene: che possiamo aspettarci? Speriamo in un futuro migliore? Speriamo, speriamo…” (Armando Marchesini)

 

Ma  torniamo ad Ottone III, l’imperatore giovinetto, illuso di poter rivivere a Roma antiche glorie, l’Imperatore cominciò a concepire l’idea di ristrutturare il vecchio e glorioso Impero Romano. Il greco e il latino vennero imposte come lingue ufficiali dell’Impero, sostituendo così il tedesco. Ottone III trasferì la capitale del regno d’Italia a Roma, facendosi chiamare console, senatore e imperatore dei Romani. L’insurrezione del popolo romano del 1001 lo costrinse a fuggire da Roma dove non poté più tornare. Ottone III morì misteriosamente nel 1002, all’età di ventidue anni, nel bosco di Fogliano, a Castel Paterno, presso Faleria (Viterbo). Il suo corpo venne riportato dal suo esercito in Germania, dove venne seppellito nella cattedrale di Aquisgrana, vicino a Carlo Magno. La sua tomba, in ogni caso, è andata perduta. E come la sua tomba anche il bosco che vide i suoi ultimi giorni, andrà perduto….

 

Paolo D’Arpini

 

Altri articoli su Faleria:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=faleria

 

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Treia, 17 gennaio 2011 – Passeggiata per Sant’Antonio Abate e distribuzione di cibo per gli animali selvatici

category Eventi Paolo D'Arpini 10 gennaio 2011
Anche quest’anno festeggiamo la ricorrenza di Sant’Antonio Abate, considerato amico degli animali… anche se in verità questa è una attribuzione impropria…. e vorrei qui chiarire come avvenne che questo abate, che viveva nel deserto, è stato nominato “protettore degli animali”. Spesso nei santini si vede il monaco che ha un maiale al fianco che non è però un suo amico  ma solo un simbolo per ricordare la cura da lui scoperta per curare il “fuoco di Sant’Antonio” una malattia della cute che veniva appunta guarita usando un intruglio di grasso di maiale.
 
Lasciando da parte le interpretazioni.. accettiamo comunque il fatto che oggigiorno Sant’Antonio  Abate è visto come un amico degli animali ed onoriamolo  in conseguenza. Per la prima volta compiremo la consueta passeggiata in onore dei nostri fratelli minori spostandoci dalle rive del Treja a Treia (nelle Marche).
Compiremo un tragitto campestre per depositare cibo per gli animali selvatici, che in questo periodo dell’anno soffrono per il freddo e per la carenza alimentare e poi ci recheremo  verso la chiesa di San Filippo Neri, il santo romano,  ove esiste una antica cappella dedicata a Sant’Antonio.
 
La Chiesa di S. Filippo a Treia è una delle più prestigiose nel novero delle ben 26 catalogate e studiate nelle Marche: un patrimonio, questo, “riscoperto” e pressoché inedito per la sua vastità.
L’erezione dell’Oratorio a Treia avvenne su concessione del Vescovo di Camerino nel 1631,  dove presisteva una cappellina dedicata a S. Antonio Abate.  Il tempio completato e già consacrato nel giugno 1777, venne infine officiato il 26 maggio 1778 con dedica a San Filippo, mantenendo assieme il vecchio titolo di S. Antonio Abate.
 
Ed ora un pensiero sugli animali: “L’aspetto umano non implica intelligenza umana e, viceversa, l’intelligenza umana non implica necessariamente che si debba avere un corpo umano. Ai sapienti importa solo l’intelligenza, poco essi si curano dell’apparenza, mentre al contrario gli uomini del volgo badano solo all’aspetto esteriore e non si danno pensiero dell’intelligenza”.
(Lìeh Tze – mitico saggio cinese).
 
Appuntamento per la passeggiata 17 gennaio 2011 alle h. 17 di fronte alla cattedrale di Treia.
Info: 0733/216293 –
circolo.vegetariano@libero.it  
 
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Italia 2011 – Ecologia acustica, animali ed umani, cibo, mortaretti e passeggiate –Appuntamenti in Italia per la Befana degli Animali del Circolo Vegetariano VV.TT.

Ogni volta che si avvicinano le feste di fine anno, ed anche quest’anno che festeggiamo fra l’Emilia, il Lazio e le Marche,  eccoci qui pronti ad inviare comunicati di sensibilizzazione per abbassare i consumi di carne e per “informare” le amministrazioni sul rischio “botti di capodanno. Non che le istituzioni non siano consapevoli di questi rischi, tant’è che ogni anno il bollettino di guerra si arricchisce di qualche morto e ferito in seguito agli scoppi.. ma il problema permane soprattutto per i viventi passivi, ossia gli animali. Fortunatamente,  a partire dagli anni settanta del secolo scorso, le voci animaliste sono cresciute di tono e di numero, un tempo esistevano solo l’Unione Animalista di Alberto Pontillo (da una cui costola nacquero in seguito la LAV e gli Animalisti Italiani), l’AVI di Alberto D’Elia (da cui sorsero l’AVA e l’UVA), la LAC di Carlo Consiglio ed il solitario naturista Nico Valerio. Ma a dire il vero ad occuparsi di animali selvatici i primi fummo noi del Circolo Vegetariano VV.TT. forse anche per la nostra esistenza all’interno del Parco del Treja (alle porte di Roma).  Ed ormai sono parecchi anni che rivolgiamo alle istituzioni la preghiera di interdire lo scoppio di mortaretti e bombe carta per la ricorrenza del capodanno, soprattutto nelle aeree rurali, montane e suburbane, come la nostra.  Questo  per tutelare le orecchie e la salute  dei viventi, costretti a sottostare alla sfuriata selvaggia di botti continuati, che  spesso iniziano ben prima della fine di dicembre e terminano ben dopo i primi di gennaio. Ricordo ad esempio che a Calcata  il bombardamento selvaggio comincia già con le feste dell’Immacolata e di Santa Lucia, continuando a Natale per concludersi -o meglio rabbonirsi- all’Epifania, talvolta giungendo sino alla festa di Sant’Antonio Abate (eufemisticamente chiamato il protettore degli animali.. sic!).

 

Ma se l’uomo soffre per i rumori molesti figuriamoci quanto soffrono gli animali, e non solo i cani ed i gatti, soprattutto quelli selvatici.. che riconoscono gli scoppi come segnale delle sparatorie con cui vengono accolti durante quasi tutto l’arco dell’anno (da belluini cacciatori di frodo e non).

 

Già, inoltre in questo periodo dell’anno fa freddo e la sopravvivenza è dura.. e nei parchi e nelle rare zone protette.. magari le volpe, i tassi,  gli istrici, i cinghiali.. sono riusciti a trovare un anfratto ed ecco che gli spari, continuati e in crescendo, li terrorizzano sino a  farli fuggire dai ripari… Ma dove possono rifugiarsi?

 

In un parco come quello del Treja, che è un budello lungo il fiume, vi sono due paesi rinomati per gli schioppi di fine anno e  questi sono Calcata e Mazzano.  Gli animali selvatici non possono sfuggire al bombardamento, debbono soffrire in silenzio –loro- mentre gli orgiasti si divertono a rintronarli.

 

Vorrei quindi approfittare degli auguri collettivi di fine anno per incoraggiare le amministrazioni dei parchi, nazionali e regionali, di farsi promotrici di una moratoria sugli spari di mortaretti e fuochi artificiali nelle aree protette.

 

Rammento -ad esempio- che nelle norme di attuazione del Parco del Treja vi sono strette indicazioni contro le molestie agli animali selvatici e siccome Calcata e Mazzano ricadono nel perimetro del Parco, la Regione Lazio e l’Ente Parco, dovrebbero intimare alle amministrazioni locali di proibire questi innecessari ed anzi nocivi rumori molesti… anche per il rischio di incendi nella boscaglia.  

 

Anche gli animali  da cortile o gli armenti da stalla hanno l’udito molto più sviluppato di quello umano e le forti esplosioni  li gettano nel panico, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come gettarsi nel vuoto, scavalcare recinzioni e fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri. Sullo stesso tema ho qui anche una dichiarazione contigua: “Per gli animali selvatici la mezzanotte del 31 dicembre è un momento d’inferno – conferma Massimo Vitturi, del settore  fauna LAV – il rischio maggiore riguarda gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbanizzate”.

Le improvvise detonazioni, infatti, determinano negli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose, istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici, derivanti dallo scontro in volo con edifici od alberi.

Comunque per farci almeno in parte perdonare della crudeltà ed indifferenza umana per i nostri fratelli minori, il Circolo Vegetariano VV.TT. ha lanciato, da una ventina d’anni,  la consuetudine della Befana per gli animali, a conclusione dei festeggiamenti del Sole Invitto,  in cui  invitiamo i nostri associati e simpatizzanti, in qualsiasi parte d’Italia risiedano, di andare a passeggio in campagna e nei parchi il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, portando con sé granaglie, pan secco ed altre vivande residuo delle bisbocce natalizie che potranno essere lasciate in vari angoli e crocicchi, od in prossimità di fiumi e fontane, in modo da nutrire e beneficiare  gli animali selvatici, gli uccelli ed anche i pesci. Personalmente io quest’anno mi troverò per quella ricorrenza sotto le rupi di Treia (Macerata), chi volesse accompagnarmi può farlo  prendendo appuntamento e contribuendo così all’opera pia.

 

 

Buon 2011 a tutti,  voi che leggete, Paolo D’Arpini

 

Per appuntamento: circolo.vegetariano@libero.it – 0733-216293 

 

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=befana+degli+animali

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31 dicembre 2010 a Spilamberto: “La Notte senza Tempo del Circolo Vegetariano VV.TT. in trasferta…” – Manifestazione clou de Il Sole Invitto 2010/2011

category Eventi Paolo D'Arpini 12 novembre 2010

Uscire di casa è già un lungo passo per riconquistare la terra” (Fulvio di Dio)

 

Tradizionale passeggiata notturna di fine anno in qualsiasi condizione atmosferica.

h. 19 – Appuntamento a Spilamberto in una casa accogliente per la preparazione collettiva della cena conviviale con le vivande vegetariane da ognuno portate. Scrittura dei pensierini: quelli relativi alle propensioni negative che si vogliono emendare e quelli di buona volontà e di buon auspicio per il nuovo anno veniente.

h. 22 – Partenza nella notte buia, vagando lungo il fiume Panaro.

h. 00 – Senza appuntamento davanti al fuoco acceso e cerimonia di buon augurio per il nuovo anno. Al ritorno si terrà un canto di mantra per la purificazione della mente e una meditazione finale.

 

La manifestazione é gratuita, salvo un’offerta volontaria per le spese organizzative, per partecipare é necessario comunicare la propria presenza:

circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 333.6023090

 

 

Alcune indicazioni sul significato dell’evento:

 

Lo spirito non può essere scisso dalla materia, sono espressione l’una dell’altro. Il naturale afflato che si manifesta di fronte alla meraviglia di sé e del mondo…” (Saul Arpino)

 

Perché organizzo questa “Notte senza Tempo”, invitando alcuni amici, pazzi forse come me, a condividere il freddo, la pioggia, il vento, la neve… o qualsiasi situazione ambientale la natura ci voglia offrire… compresa la possibilità di camminare sotto i raggi di una fulgida luna…? Quest’anno il 31 dicembre 2010 però non ci sarà la luna (é ormai all’ultimissimo spicchio) ed in più per la prima volta mi troverò a trascorrere questo momento magico non più sulle sponde del tortuoso Treja, come é avvenuto per lunghi anni in passato, ma lungo i greti ghiaiosi del fiume Panaro.

 

Il programma comunque é lo stesso… e sarà sempre sempre lo stesso finché le mie gambe mi reggeranno in piedi: affrontare la notte buia coraggiosamente in qualsiasi condizione atmosferica.

 

E’ vero, la notte del 31 dicembre è fredda e sovente mi è capitato di sentirmi come un baccalà in mezzo alla valle gelida a passeggiare assieme a quattro disperati. “Ma chi me lo fa fare…?” mi son chiesto innumerevoli volte. L’unica “ragione” che trovo è che la mattina presto (diciamo verso le 1 o 2) quando tutto è finito posso dirmi -riflettendo fra me e me: “Anche stavolta è fatta… ancora una volta sono riuscito ad imbrogliare me stesso…”.

 

Non pensate che io stia scrivendo questa presentazione perché desidero che voi siate presenti all’evento, per una qualsiasi ragione…, non c’è motivo che veniate, come non c’è motivo per me organizzare questo rito un po’ bislacco ed assurdo della Notte senza Tempo. Ormai è andata così e così andrà finché avrò un po’ di “sale” in zucca per capire che anche l’assurdo è una componente della vita. Se dovesse per me esserci nella mia esistenza solo “ragionata e comoda intelligenza” vorrebbe dire che son prossimo alla morte.. o già morto.

 

Perciò chi decide di venire lo faccia a proprio rischio e pericolo, per stare da solo con se stesso, nella condizione in cui si trova… e che la vita gli pone davanti, senza specularci sopra.

 

La conoscenza di ciò che appare nella coscienza non è vera conoscenza. Conoscenza di Sé significa essere quella coscienza in cui tutto appare” (Saul Arpino)

 

Paolo D’Arpini

 

http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=il+sole+invitto+

……………

Post scriptum

Qualcuno ha iniziato a scrivere per avere maggiori ragguagli sul dove poter dormire dopo l’evento. Abbiamo recuperato un indirizzo che potete contattare:

Ecco il link di un b&b a Spilamberto http://www.beb-balsamico.it/ITALIAN_VERSION/prezzi.htm

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Rigurgito fantascientifico di Calcataonline News… “gli alieni sono fra noi, qui a Calcata..”

Avevamo sperato in una vita breve, con fine incruenta, delle trasmissioni virtuali di Calcataonline News… ma come in “Hollywood Party” i folletti “Vitali” dei redattori si sollevano e declamano ad libitum… Colpiti a morte, tacitati in tutti i modi, tappate le bocche, incartate le dita, spenti i computers..  ma i “Vitali” continuano a produrre deliranti News… Stavolta é la volta degli alieni… e potevano mancare gli alieni a Calcata?

Macché… sono persino nominati nell’Home Page del sito del Circolo Vegetariano VV.TT. (vedi: http://www.circolovegetarianocalcata.it/ )

Quindi ancora una volta a reti unificate ecco a voi l’edizione “fantascientifica” di Calcataonline News,  le notizie di cronaca  spiccia sono in calce al presente notiziario.

Ed ora proseguiamo senza pietà…

Schiere di astronomi, linguisti, matematici, filosofi, da decenni si interrogano su come comunicare correttamente con un alieno, per evitare equivoci. Intanto, però, vengono inviati nello spazio migliaia di messaggi in ordine sparso. Oltre alle trasmissioni TV che potrebbero essere il nostro involontario biglietto da visita cosmico. (Sylvie Coyaud).

NOTA, in attesa della trasmissione su Italia 1 del prossimo 1 luglio, dedicata agli “alieni”, occorre riflettere su quanto finora hanno fatto gli alieni sulla nostra Terra.

Cosa sono infatti le antiche divinità mediterranee se non alieni conosciuti da tutti i popoli? E questo andare su e giù delle divinità in questione, non sono forse piccoli viaggi spaziali? Io sono convinto che Noi potremmo avere ulteriori informazioni dal nostro amico e protettore PRIAPO! Proprio in questo momento s’ode l’aere circostante inebriarsi di un suono profondo, che sembra sgorgare dalla natura. E’ la voce maschia e baritonale di Priapo che, come una melodia di zampogna, si espande per i boschi, i campi gialli di messi mature, di calli, di collinette e di borghi arrampicati in cima ad improbabili e friabili rocce, come Calcata d’altronde. La stessa Voce che fu udita dal famoso Erasmus di Rotterdam, esperto in similitudini, quando giunse a Calcata, nel 1513 (Mense Dicembri, Anno MDXIII), alla ricerca del “preputius Christi”, onde scrivere un trattato sulla corretta conservazione dei prepuzi e prostate di santi e madonne).

Scriveva infatti Erasmus, nella lettera dedicatoria all’amico Pietre Gilles, pubblicata in anteprima sul ” Monitore di Faleria”, tessendo l’elogio della Metafora come strumento pedagogico per insegnare a scrivere bene, come sosteneva Cicerone. La metafora è l’artificio sommo che conferisce ad uno scritto non solo splendore, ma l’intera sua eleganza: e il “paragone” è una Metaphora esplicata, una metafora sciolta, distesa, adatta ed efficace in ogni tipo di scrittura. (Scrive pertanto l’illustre protagonista: Come le briciole di un cristallo non si possono assolutamente ricomporre, così è difficilissimo riconciliare coloro che da una strettissima confidenza passarono all’odio reciproco.

Orbene, è proprio qui, a Calcata, che il costruttore di metafore colse l’arcano che circonda questa straordinaria Civitas. Quando, per esemplificare, è invalso l’uso di nomare in istrano modo i Frati dermatologi (dell’Ospedale dell’Immacolata, giustamente da questi romiti, curanti cutanee macchie, invocata in quanto priva di macchie), e questo nomignolo essendo a loro dato dalla marmaglia romana quali “frati teppisti”, trattasi ciceronianamente di metafora in quanto giro di parole, perché da frati si giunge a frati trappisti e da questi alla già nomata teppisti.

Ordunque, essendo giunto con la propria carrozza, dalle brume di Rotterdam in quel di Calcata, avendo Egli ordinato al fiaccheraio di tirare le briglie ai corsieri, già provati dal viaggio, onde poter discendere per andare ad orinare nel prospiciente boschetto, da questo sentì provenire il canto melodioso che con intelligenza Erasmus non potè che attribuire ad una possente divinità: era proprio la vellutata voce di Priapus che così elevava i suoi gorgheggi al cielo:

“Un’ora sola ti vorreiiiiiiiiii…..

per darti quello che non saiiiiiiii….”

(Ma come poteva saperlo il pur esperto Erasmus non conoscendo egli la costumanza di Priapus a locarsi nei pressi del Tempio ove giaceva religiosamente conservato in una teca finemente arabescata dalle trepide mani di verginali romite, il prepuzio del Divin Fantolino??).

Udì egli invece un’altra voce elevarsi dal bosco incantato. Essa voce diceva:

“Ma l’amore noooooooo!!!

l’amore mio non puòòòòòòòòò

dissolversi nei gorghi del rio Trejaaaaaaa……”

Era dessa la voce di Lupo Mannaro, che in precedenza ebbi a significare quale amante di Lupa Capitolina- Ma Erasmus nol sapea e pertanto, credendo avere a che fare col diabolico Mephisto, amico di Fausto, l’intrigante alchimista, emulo di tale berluska o burlesca o matrioska, nella seduzione coattiva d’ingenuotte villane, si diede invettivamente ad apostrofarlo in latino: “FAUSTE! FAUSTE! IN AETERNUM DAMNATUS ES!!” Profilavasi pertanto, in mente a Priapus, di ricorrere ad un ossimoro o alla peggio ad uno jojaro. Egli infatti gorgheggiò:

“C’era un Grillo (Beppe) in un campo di lino,

la formicuzza glie ne chiese un pochettino…..”

Ed infine un po’ di programmatica spinta… Ricordiamo a tutti gli affezionati lettori di Calcataonline News che sicuramente l’edizione viene chiusa, anche perché il “direttore” emigra altrove. Nel prossimo futuro potrebbe nascere l’inserto Spilambertoonline News, oppure Treiaonline News, dipende dall’ubicazione dell’Arpinate. Nel frattempo invitiamo gli accorti lettori e collaboratori a visionare sulle carte geografiche le posizioni di Spilamberto (anticamente Spilimberto) che si trova in provincia di Modena e di Treia (anticamente Atreia) che é in provincia di Macerata, studiandone attentamente la storia e le origini.

Il 29 giugno 2010, alle h. 16.30, nel centro visite del Parco Valle del Treja a Calcata, si tiene una commovente cerimonia di commiato con la redazione. Nell’occasione verranno anche riferiti i veri avvistamenti di UFO, angeli, demoni ed altre entità più o meno paranormali che si sono verificati nei secoli e nei millenni, fra Calcata, Pizzo Piede e Monte Li Santi…

Ma non volendo entrare in tema di ermeneutica dell’affettività, al momento ci s’impone ad indurre il lettore a sospendere la lettura.

Georgius Vitalicus Veientis et Saulus Arpinate Calcatensis

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