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	<title>Circolo Vegetariano VV.TT. Calcata &#187; Testimonianze sul Circolo</title>
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	<description>Il blog del Circolo Vegetariano di Calcata</description>
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		<title>Tutto quel che c&#8217;è da sapere sulle &#8220;banche in mani ebree&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere inviate e ricevute]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Care, cari, 
&#8230; ha cominciato a piovere sulla neve.. ed ora per strada è tutto un pantano.. godiamoci anche questo! Così -visto che camminare è disagevole- si può stare più tranquilli al baretto a bere il cappuccino bollente, mangiando una bella bomba alla crema, e leggendo il solito giornalaccio.. no stavolta niente Corriere, sono passato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Care, cari, </p>
<p>&#8230; ha cominciato a piovere sulla neve.. ed ora per strada è tutto un pantano.. godiamoci anche questo! Così -visto che camminare è disagevole- si può stare più tranquilli al baretto a bere il cappuccino bollente, mangiando una bella bomba alla crema, e leggendo il solito giornalaccio.. no stavolta niente Corriere, sono passato al Resto del Carlino. Ed ho appreso varie cosette interessanti.. ad esempio che Celentano devolverà i suoi guadagni stratosferici (pagati dalla RAI) in beneficenza.. a chi però non si sa. Poi ho appreso come i modi di dire cambino la vita degli uomini (o sono gli uomini che cambiano i modi di dire?), una coppietta di inglesi in procinto di partire per una “vacanza” negli USA (scusate ho virgolettato perché non capisco come si possa desiderare una vacanza in USA), hanno scritto sul loro profilo su Twitter “We will come to destroy America”, appena sbarcati a New York sono stati arrestati e trattenuti per un giorno sotto interrogatorio dalla Police.. A nulla è servita la spiegazione che nello slang londinese “destroy” significa “enjoy” (godere) senza pietà per i modi di dire inglesi la Police li ha rispediti a London senza farli nemmeno uscire dal terminal. Sarà una “vacanza” indimenticabile&#8230; Ma questa storiella mi ha fatto soprattutto capire come il “grande orecchio” (non si tratta di un o&#8217;recchione nel senso napoletano) Echelon, o come cavolo si chiama, sta lì a controllare tutte le paroline che vengono inserite sui social network. Perciò state attenti a quel che scrivete su facebook dove l&#8217;o'recchione è persino più attivo&#8230; (me ne sono accorto ultimamente allorché appena inserita la parola “banche” abbinata a “in mani ebree” immediatamente è scattata la deprecazione.. e sono stato minacciato di bannamento (dai responsabili dei gruppi) se avessi postato ancora termini offensivi di quel tipo.. </p>
<p>Le banche, si sa, non possono essere dichiarate “in mani ebree..” poiché sono enti privati dediti alla beneficenza dell&#8217;umanità intera (come il Celentano stesso). Le banche sono templi del dio in terra che vanno rispettate e ossequiate e temute ed ubbidite e poi ricordiamoci il comandamento supremo “non nominare il nome di dio invano”. Ho anche compreso -meglio tardi che mai- per quale motivo c&#8217;è tutta quella campagna contro Wikipedia.. poiché con la “scusa” dell&#8217;informazione.. loro ti dicono tutto su quali siano i potentati finanziari “in mani ebree” a cominciare da Facebook sino a&#8230; (censura), per finire con&#8230;. (censura). </p>
<p>Niente paura.. in Italia siamo a posto, abbiamo un capo di governo che è protetto e inviato diretto del dio bancario. </p>
<p>Infatti il monti mario, detto il bancario, è stato ossequiato e lodato in alto loco.. -e qui riprendo il discorso dei modi di dire deviati- egli è stato definito -parole del Resto del Carlino- “un italiano contro natura”.. che nel gergo economico corrente significa “ligio alle normative e ben-agente (Goldman Sachs and Trilateral)” insomma di lui ci si può fidare.. poiché essendo “contro natura” è sicuramente più vicino al dio&#8230;.. </p>
<p>Ma a questo punto qualche lettore potrebbe dire “come è che questo D&#8217;Arpini, che tra l&#8217;altro è mezzo ebreo lui stesso, ce l&#8217;ha così tanto con il popolo eletto?”. La domanda merita una risposta, sia pur en passant e non esaustiva. Non è che ce l&#8217;abbia con gli ebrei ma con certi ebrei, chiamiamoli sionisti, che hanno travisato il senso di appartenenza ad una particolare cultura umana, f trasformandolo in un modo di estraniamento dall&#8217;umanità. </p>
<p>Tentando il tutto e per tutto per attuare una società in senso piramidale, usando il resto dell&#8217;umanità come un qualcosa da sottomettere. Questa prevaricazione è evidente nella formazione di Israele, supportata dalla lobby sionista stabilita in America. I sionisti hanno il ben visibile scopo di occupare i tasselli del potere economico e finanziario mondiale a fini egemonici. Questa tendenza è in verità osteggiata da diversi religiosi ebrei che non si riconoscono né in Israele né nella politica sionista. Allo stesso modo in cui parecchi cristiani non si riconoscono nella politica del vaticano, od in cui parecchi maomettani non condividono gli atteggiamenti del fondamentalismo musulmano. </p>
<p>All&#8217;interno delle religioni e delle ideologie si creano dei nuclei di potere che vanno persino contro l&#8217;ideologia o la religione ma che, all&#8217;occhio delle masse, si mostrano come portatori del messaggio di quella specifica religione od ideologia. Così va il mondo&#8230;. e dipende dall&#8217;egoismo e dalla malizia di pochi furbi e soprattutto dall&#8217;ignoranza di chi gli crede. </p>
<p>Cari saluti, Saul Arpino<br />
(al secolo Paolo D&#8217;Arpini, ancora per poco in questa valle di lacrime)&#8230;.</p>
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		<title>Villa San Giovanni in Tuscia, 28 gennaio 2012 &#8211; Eugenio De Vito, il gioco della danza&#8230;. ed un amarcord</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 12:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Compagni di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ante scriptum
Avevo già &#8220;declassato&#8221; il programma che segue, solo perchè si chiedono 10 euro di partecipazione&#8230; Ma poi ci ho ripensato, in fondo anche i danzatori debbono campare e non saranno quei 10 euro a rovinare un bilancio. Il fatto è che anch&#8217;io amo, forse dovrei dire amavo, la danza.. I primi anni della mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ante scriptum</p>
<p>Avevo già &#8220;declassato&#8221; il programma che segue, solo perchè si chiedono 10 euro di partecipazione&#8230; Ma poi ci ho ripensato, in fondo anche i danzatori debbono campare e non saranno quei 10 euro a rovinare un bilancio. Il fatto è che anch&#8217;io amo, forse dovrei dire amavo, la danza.. I primi anni della mia permanenza a Calcata, dal 1977 al 1983 circa, ogni sera o quasi c&#8217;era qualcuno che si metteva a suonare la chitarra, magari anche la fisarmonica (erano specialisti Zì Pietro e Paolino), qualcun altro tirava fuori gli immancabili tamburi, tamburelli e nacchere.. ed ecco lì che il popolo iniziava a danzare. Più che altro balli popolari, of course, saltarelli e danze in cerchio, ma lo sfogo era assicurato.. A fianco dei suonatori fiaschi e fiaschi di vino sempre riempiti di fresco in modo da non far mancare il carburante, sia ai musicanti che ai danzanti. Insomma comparando i prezzi di allora con quelli di adesso mi sa che il costo del vino ed i 10 euro chiesti da Eugenio, di Villa San Giovanni in Tuscia, stanno sullo stesso piano, pareggiano il conto&#8230;.<br />
Poi, lo confesso, a Villa San Giovanni in Tuscia non ci sono mai stato, forse non l&#8217;ho mai nemmeno menzionata nei miei scritti.. ed allora ho voluto rimediare&#8230; rilanciando le notizie sotto riportate, ricevute pel tramite degli amici bioregionalisti Marco e Marina di Blera (Blera sì che la conosco, ci ho pure fatto un paio di feste all&#8217;aperto)&#8230;</p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p><strong>Sabato 28 Gennaio 2012, dalle 16,00 alle 19,00 &#8211; Centro Polivalente di Villa San Giovanni in Tuscia, seminario &#8220;IL GIOCO DELLA DANZA&#8221; </strong></p>
<p>La cosa più importante che vorrei trasmettere, con questo breve incontro, è che la danza, come il teatro, è un gioco. Non è un gioco per femmine piuttosto che per maschi, o per persone particolarmente dotate o solo per chi è giovane.</p>
<p>Invece è un gioco aperto a tutti, che comprende diversi elementi: il corpo, il movimento, il contatto, la relazione con lo spazio e con gli altri. Ma anche l&#8217;immaginazione, l&#8217;ispirazione, l&#8217;improvvisazione, le emozioni che ci attraversano e di cui possiamo, anzi, dobbiamo fare uso per nutrire il movimento.</p>
<p>Poi, ma questa è già un&#8217;idea più personale, la danza è qualcosa che si fa prima di tutto in gruppo, a contatto con gli altri, un momento di scambio e condivisione. Dopo, magari, si arriva anche a fare un assolo, ma solo se uno ne ha voglia e sente di avere qualcosa da dire con il suo movimento. Perché secondo me la danza, come il teatro, esiste per comunicare.</p>
<p>Per questo il programma prevede tanti assaggi di lavoro sul corpo, soprattutto in gruppo, dunque:</p>
<p>- muoversi nello spazio, usando il pavimento come un alleato, imparando ad andare a terra e rialzarsi senza fare fatica;</p>
<p>- muoversi a contatto con gli altri, sfruttando tutte le possibilità del corpo;</p>
<p>- disegnare lo spazio;</p>
<p>- uso consapevole del respiro, del peso, allineamento del corpo e movimento confortevole;</p>
<p>- il coro danzante, ovvero nutrire il gruppo con il movimento, con le pause, con le suggestioni.</p>
<p>I linguaggi del corpo che userò si rifanno a diverse tecniche che ho studiato nel corso degli anni, tra cui: floor work, contact improvisation, release tecnique, yoga, clown, teatro fisico, maschera neutra.</p>
<p>Vi aspetto!</p>
<p>Eugenio Di vito</p>
<p>Nota aggiunta &#8211; La mia formazione.</p>
<p>Danza contemporanea con Susanna Odevaine, Anna Paola Bacalov, Simonetta Alessandri, Paola Rampone, Diana Damiani;<br />
Ashtanga Yoga con Roberto Quintili; Verticalismo e metodo biotransazionale con Daniele Sardella e Ketty Russo; workshop e seminari intensivi con: Geordie Cortes Molina, Vera Mantero, Giovanna Agostini, Yasmine Godder, David Zambrano, Luic Touzé, Giovanna Velardi, Giorgio Rossi, German Jauregui Allue, Marco Torrice;<br />
Teatro fisico, gestuale, maschera neutra con Isaac Alvarez; voce con Daniella De Panfilis;<br />
Canto con Sonia Cannizzo, corpo e voce con Moss Beynon Juckes, Heini Kunari;<br />
Clown teatrale con Gonzalo Alarcon, Pierre Byland, Stefano D&#8217;Argenio, Emanuele Av</p>
<p>Il seminario è aperto a tutti!</p>
<p>Per info e prenotazioni: 3294155464, info@tempocreativo.it<br />
(La quota di partecipazione è di 10 euro) </p>
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		<title>Spilamberto, inizio 2012 &#8211;  Resoconto della Notte senza Tempo, luna rossa, stelle cadenti, fiammiferi smozzicati, poesie, misteri senza fine…</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 21:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

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		<description><![CDATA[“Per arrivare all&#8217;alba non c&#8217;è altra via che la notte&#8230;” (Kahlil Gibran)
La notte  del 31 dicembre 2011 anche quest’anno si è manifestata come senza tempo, o aldilà del tempo… Le cose sono avvenute come ci si poteva aspettare avvenissero, ma allo stesso tempo  tutte diverse.. Dovevamo essere in tre: Caterina, io e Sara, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Per arrivare all&#8217;alba non c&#8217;è altra via che la notte&#8230;” (Kahlil Gibran)</p>
<p>La notte  del 31 dicembre 2011 anche quest’anno si è manifestata come senza tempo, o aldilà del tempo… Le cose sono avvenute come ci si poteva aspettare avvenissero, ma allo stesso tempo  tutte diverse.. Dovevamo essere in tre: Caterina, io e Sara, invece attorno alla tavola imbandita eravamo 10 persone.. e cinque alla passeggiata sul Panaro. Una giusta metà alla meta per un bellissimo inizio ed una fine senza fine. Con il saluto dal cielo di una mezzaluna rossa adagiata sul bordo dell’orizzonte… </p>
<p>Ma.. andiamo per ordine, anzi per disordine e prima di cominciare con la narrazione degli eventi riportiamo qui i testi dei pensierini scritti dai presenti….</p>
<p>Pace e armonia…. Augurio di trovare i veri valori per affrontare questa vita, rispettando Madre Terra e tutte le creature.. vivendo nel qui ed ora!</p>
<p>Per il 2012. Un viaggio pieno di avventure e conoscenza, bei tramonti e belle albe tanto sole terra e acqua nuovi amici per me e per voi tutti…</p>
<p>Caro Babbo Natale, il mio desiderio è avere: AMORE E CREATIVITA’ per me e per tutti. Un lavoro creativo che mi realizzi. Tanta gioia, prosperità e vitalità.</p>
<p>Ciao! Auguro che ci sia sempre nella nostra vita una cena.. di parole e sentimenti.</p>
<p>La vita non è meccanica ma organica. Dove troveremo se non in noi stessi un simile miracolo? Sia lode a Dio!</p>
<p>Auguro a me ed a tutti noi armonia nel mondo, amore fra le persone, attenzione per la natura, consapevolezza di ciò che siamo.. e che siamo tutti lungo un percorso di vita che merita di essere vissuta, momento per momento, senza rimpianti per il passato e senza aspettative per il futuro.</p>
<p>Nel giardino non c’è niente come il loto, in mezzo alla gente, a tutta la gente, nessuno è come Te.</p>
<p>Niente di più di ciò di cui ho bisogno. Vivere con intensità tutto</p>
<p>….Armonia per noi e per il mondo, capacità di partecipazione e impegno, lucidità per orientarci nelle scelte, Cuore</p>
<p>.Il Cielo nel Cuore.</p>
<p>Racconto della serata trascorsa:</p>
<p>“La notte senza Tempo” è una notte che non conosce i secondi, i minuti, le ore ma solo ciò che sa di eterno. A Spilamberto un gruppo di persone (Caterina, Sara, Margherita, Maria, Giovanna, Claudia, Rosa, Paolo, Aldo, Fabrizio) si sono ritrovate per vivere la magia di questa notte a casa di Caterina, compagna di Paolo. </p>
<p>Ovviamente c’è chi è arrivato in anticipo e chi in ritardo, tanto per iniziare a spaccare i primi schemi. Il ritrovarsi tutti insieme ha fatto esplodere la bellezza naturale della convivialità. Il cibo, vegetariano, preparato con cura da tutti, ha nutrito il pensiero di volersi bene anche a tavola…. (risottino alla zucca, tofu e verdure al vapore, tofu e verdure saltate, lenticchie, polpette di miglio e riso, cipolla stufata al burro, sformato di uova e formaggio, fagioli cannellini conditi, insalata mista).. certo, quando è arrivato il momento dei dolci  (frutta secca candita, zuppa inglese, spongata, panone di natale) i buoni propositi hanno lasciato spazio ai bis e tris! Il tutto annaffiato da vini locali e non (pignoletto frizzante, rosso piceno, prosecco di Conegliano ed acqua idrolitina).    </p>
<p>Ma che notte senza tempo è senza una bella passeggiata sul Panaro? E con tanto di bigliettini su cui ognuno può scrivere ciò di cui volersi liberare, facendoli bruciare, ritualmente, sul fuoco sacro acceso sulle rive del fiume, dal caro amico Paolo? </p>
<p>Ovviamente l’idea di mettere su carta ciò che non si vuole ci ha coinvolto tutti; e con grande impegno, tra una risata e l’imbarazzo del ritrovarsi di fronte ad una parte di sé, abbiamo realizzato sia i biglietti da purificare al fuoco sia quelli delle speranze per l’anno nuovo, che poi son  stati letti a tavola.</p>
<p>Quante belle parole….</p>
<p>I cuori si aprono quando i desideri si esprimono in compagnia. Essi rappresentano i nostri punti di forza, ma prima di tutto l’insieme delle nostre più grandi fragilità.</p>
<p>Gli impavidi decidono di dirigersi verso il fiume… ovviamente ad un orario diverso da quello stabilito! Camminando ci accorgiamo di quanto il cielo è bello, limpido, pieno di stelle e costellazioni. I fuochi d’artificio in lontananza cominciano a scoppiare ricordandoci che la mezzanotte è arrivata, il nuovo anno. Siamo in cammino e ci facciamo gli auguri consapevoli che non è stato il tempo a darci l’inizio del 2012 ma la bellezza delle figure dei fuochi sparati nel cielo.</p>
<p>Nel luogo preposto al rito Paolo prepara la legna per il fuoco. Prende i fiammiferi e tenta di accenderli una, due, tre volte… finchè la scatola finisce… Niente falò, nessun rischio di galera per tentanto incendio sulle rive del Panaro. Raccogliamo tutto e ritorniamo a casa, sotto un cielo pieno di stelle, ormai usciti dal tempo.</p>
<p>Giunti in giardino diamo vita ad un piccolo focherello e lì compiamo il rito… Fuori di noi, dentro di noi, con una serenità ritrovata, in fondo mai persa.</p>
<p>Per completare la tradizione della fine e del principio, il primo giorno dell’anno, la mattina, ci siamo recati, sotto un tepido sole quasi primaverile, nel borgo vecchio di Savignano sul Panaro. In cima al castello  tolti gli “ormeggi” e sorridenti abbiamo salutato il 2012 in forma ufficiale!   </p>
<p>Sara Laurencigh, Caterina Regazzi e Paolo D’Arpini</p>
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		<title>Intenti per l&#8217;Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo &#8211; Area Metropolitana Romana: 23 e 24 giugno 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 09:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Meditazione in cammino
Ecologia profonda, Bioregionalismo e Biospiritualità all’Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo &#8211; Area Metropolitana Romana: 23 e 24 giugno 2012 
Caro Parisi e Caro Lorenzo Merlo, forse avrei dovuto rispondere separatamente ad ognuno di voi ma -infine- perchè separare? Visto che siamo nella stessa barca.. o perlomeno diciamo di esserci?
Trovo il discorso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meditazione in cammino</p>
<p>Ecologia profonda, Bioregionalismo e Biospiritualità all’Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo &#8211; Area Metropolitana Romana: 23 e 24 giugno 2012 </p>
<p>Caro Parisi e Caro Lorenzo Merlo, forse avrei dovuto rispondere separatamente ad ognuno di voi ma -infine- perchè separare? Visto che siamo nella stessa barca.. o perlomeno diciamo di esserci?</p>
<p>Trovo il discorso di Lorenzo Merlo estremamente cogente ed utile alla causa ecologista -ribadisco &#8220;ecologista&#8221; poichè non mi sembra un termine diminitivo a meno che non vogliamo fare delle parole un termine di paragone per le nostre idee personali- la glottologia e soprattutto la capacità di evocare concetti attraverso le parole e di chiarirne il significato non ha nulla a che vedere -secondo me- con le discussioni sul filo di lana caprina.</p>
<p>La glottologia e la semantica hanno ben diritto di entrare nel discorso ecologista, soprattutto per chiarire le azioni connesse all&#8217;ecologia, ecologia profonda, e dir si voglia.. Pur tuttavia questi concetti evocati non sono nuovi all&#8217;uomo&#8230; ed i neologismi vengono usati, per fare un favore alla politica del copy right, ed è solo una concessione alla &#8220;politica&#8221;, appunto&#8230; </p>
<p>Ecologia profonda è un fatto, una realtà, e non può essere descritta in termini filosofici se non astraendoci dal contesto dell&#8217;ecologia stessa. Vivendo nei fatti e non amando le diatribe dialettiche ma amando dire &#8220;pane al pane e vino al vino&#8221; debbo confessarvi che non mi piace sentirmi ristretto in un contesto qualsivoglia. Non amo le etichette non amo nessuna coercizione morale, politica, ideologica o religiosa.. Se si vuole fare dell&#8217;ecologia profonda una base per esprimere le norme di una &#8220;nuova religione&#8221; con tanto di sacerdoti titolati all&#8217;interpretazione e con tanto di bibbia decisa a tavolino dai sapienti, ricevete le mie distanze più cordiali.. Non che con questo intenda abbandonare l&#8217;ecologia profonda, che è la pratica sincera ed onesta della mia intera esistenza.. semplicemente mi disinteresso al novero di chi ritiene di essere depositario delle &#8220;regole&#8221; dell&#8217;ecologia profonda e sente di volerle imporre agli altri come un codice legislativo.. </p>
<p>I tempi delle dittature intelletuali sono conclusi.. almeno per me.. e quindi preciso per l&#8217;ennesima volta che:</p>
<p>L&#8217;incontro collettivo ecologista, per l&#8217;ecologia profonda, il bioregionalismo, la biospiritualità e per il vivere armonico, amorevole gentile e solidale sulla Terra, non è un&#8217;etichetta bensì una descrizione di un modo di vivere nella nostra società ed in natura.</p>
<p>Che tale incontro sia semplicemente un&#8217;occasione di condivisione collegiale del sentire e della pratica quotidiana, nello spirito conviviale e semplice dell&#8217;avvicinamento fra amici e fratelli, è per me evidente. Se tale finalità non trova l&#8217;accordo di Enzo Parisi, malgrado il suo iniziale favore e complimento, mi spiace&#8230; magari ha cambiato idea in corso d&#8217;opera, non so&#8230; d&#8217;altronde lo stesso Enzo Parisi, che sente l&#8217;esigenza di un altro tipo di incontro con altre finalità e con altri modi, sarà ed è nel suo pieno diritto di esprimersi personalmente e collettivamente (negli ambiti a lui accetti e nei quali è accettato) nelle forme che ritiene più opportune e consone al suo pensiero&#8230; </p>
<p>In ogni caso, indipendentemente da quale &#8220;altro&#8221; incontro corroborativo del suo pensiero, egli intende organizzare a Roma nelle modalità e tempi da lui stesso decisi, la sua presenza è benvenuta anche all&#8217;incontro collettivo ecologista (sopra descritto) che si terrà nei giorni 23 e 24 giugno 2012 in un luogo ancora da definire dell&#8217;area metropolitana romana&#8230; Qualsiasi altro membro dell&#8217;IDEM, come quelli del CIR, degli Ecovillaggi, del Sentiero Bioregionale, della Rete Bioregionale Italiana, dell&#8217;Agribio, delle associazioni per la salvaguardia del territorio, dei gruppi che perseguono il naturismo, la tutela degli animali e dell&#8217;habitat, che seguono un pensiero laico e spirituale, etc. è parimenti benvenuto è potrà liberamente esprimere il suo parere e raccontare la sua esperienza nel consesso dei presenti, nei tempi ad ognuno consentiti&#8230;. </p>
<p>Cordiali saluti a Tutti!</p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>Lettere menzionate:<br />
…………………………</p>
<p>Lorenzo Merlo il 22 dicembre 2012 ha scritto:<br />
A proposito dell’incontro di Roma a giugno 2012</p>
<p>A proposito del punto 2 chiedo: quindi idem ha un percorso che non può essere aggiornato dai suoi componenti?</p>
<p>Finora idem è stato promosso escludendo sistematicamente tutte le proposte che ho avuto opportunità di pronunciare (costruzione bibliografia, con modalità strumentali a provocare partecipazione attiva e a conoscersi; messa in discussione del valore del linguaggio; del valore del riconoscimento e legittimazione della storia; considerazioni critiche sul documento-manifesto, prima richieste &#8211; a tutti &#8211; e poi non messe in discussione e neppure diffusione; proposta di raccolta della concezione individuale dell&#8217;ep; e altre). Oltre al rischio che fossero tutte inaccettabili, c&#8217;è quello che la linea della triade (Parisi, Della Casa, Andreozzi) prevedesse dei veti verso idee e/o persone in quanto ciò che avrebbe dovuto essere l&#8217;ep, già era stato da loro deciso.</p>
<p>Per chi le volesse raccogliere, penso siano informazioni utili alla discussione in corso.</p>
<p>Lorenzo Merlo</p>
<p>…………..</p>
<p>Il giorno 22/dic/2011, alle ore 00:31, Enzo Parisi ha scritto:</p>
<p>Ancora a proposito dell’incontro di Roma.</p>
<p>Ho letto l’ultima nota di Paolo D’Arpini (vedi: http://retedellereti.blogspot.com/2011/12/note-aggiunte-per-lincontro-collettivo.html) </p>
<p>e intendo ribadire alcuni concetti.<br />
1) Continuo a ritenere inopportuno il termine Incontro collettivo ecologista comunque sottotitolato, e credo che non debba ripetere le motivazioni già fornite nel precedente messaggio.<br />
2) Il percorso prefigurato per il Movimento per l’ecologia profonda IDEM prevede un incontro, che era già stato indicato a Roma, per una costituzione più formale e organizzata del Movimento stesso, al termine di un percorso di presentazioni in diverse realtà regionali. Se di questo non si dovesse o non si intendesse parlare, è evidente che questo Incontro si porrebbe al di fuori del percorso di IDEM. Se invece questa fosse la visione bisogna allora che i temi e il taglio siano concordati con chi finora ha promosso e avviato IDEM. Se ciò non avvenisse, non significa che l’incontro non sia una occasione positiva, perché incontrarsi e conoscersi è sempre importante, ma che semplicemente non corrisponde all’incontro finale del percorso che si è previsto per IDEM.<br />
3) Infine sul conoscere in anticipo il numero di partecipanti credo che dipenderà non poco sia dal taglio e dal programma che verrà proposto, sia dalle condizioni di raggiungibilità del luogo scelto, nonché dalla durata dell’evento, che, se alquanto fuori Roma, per chi viene da lontano sarebbe di almeno 3 giorni.<br />
Cari saluti a tutti, Enzo Parisi </p>
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		<title>Resoconto dei tre giorni a Treia di Vita senza Tempo… al Circolo Vegetariano VV.TT.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 13:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Circolo Vegetariano VV.TT. Treia &#8211; 8, 9, 10 dicembre 2011 &#8211; Vita senza Tempo
Stamattina la frase del Calendario dell&#8217;Avvento di Sabine recita così: “La vita non è che la continua meraviglia di esistere&#8230;” (Rabindranath Tagore)
E così incominciamo la nuova giornata, con la mente e il cuore al momento presente, ma anche all&#8217;immediato futuro (l&#8217;incontro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Circolo Vegetariano VV.TT. Treia &#8211; 8, 9, 10 dicembre 2011 &#8211; Vita senza Tempo</p>
<p>Stamattina la frase del Calendario dell&#8217;Avvento di Sabine recita così: “La vita non è che la continua meraviglia di esistere&#8230;” (Rabindranath Tagore)</p>
<p>E così incominciamo la nuova giornata, con la mente e il cuore al momento presente, ma anche all&#8217;immediato futuro (l&#8217;incontro di stasera a Sassuolo) e al recente passato: la serie di incontri della scorso  fine settimana, a Treia, sotto il titolo: Vita senza tempo, dal titolo del libro che io e Paolo abbiamo scritto assieme e che abbiamo presentato.</p>
<p>Sono stati tre giorni intensi, ognuno caratterizzato da un&#8217;atmosfera di affetto e amicizia fra persone che a volte non si conoscevano nemmeno, ma che sono state riunite sotto lo stesso tetto (di muratura o di cielo, stelle e luna) da un comune sentire. Intanto io e Paolo abbiamo avuto una piacevolissima compagnia in Paola, che ha vissuto con noi le tre intere giornate, affrontando con la sua auto e le sue belle fotografie, il lungo viaggio da Carpi. Una donna speciale, con cui speriamo di continuare a condividere le nostre vite in altre occasioni.</p>
<p>Nella tarda mattinata dell&#8217;8 abbiamo allestito la mostra: foto naturalistiche di vari autori: Paola Torricelli, appunto, Nazareno Crispiani, Daniela Spurio e quadri di Nazzareno Vicarelli, Fulgor C. Silvi,  Sabrina Franchini,  Domenico Fratini ed un’opera grafica di Teri Volini.</p>
<p>L&#8217;ambiente, così sistemato, era pieno di colori, il colpo d&#8217;occhio molto piacevole. C&#8217;era anche un tavolo pieno di oggetti e foto, messi lì per un piccolo mercatino dello scambio.</p>
<p>Verso l&#8217;ora di pranzo sono arrivate diverse persone con abbondanti cibarie, tutto vegetariano, e così, approfittando di un magnifico sole, ci siamo sistemati per il pranzo all&#8217;aperto, fuori dal circolo. Intanto era arrivata pure Gigliola Rosciani, con le sue ceramiche-erbario, bellissime e delicate, che ha cominciato a racchiudere dentro ad alcune cornici pezzi di muro dell&#8217;orto e a manipolare l&#8217;argilla per creare facce da inserirvi in mezzo, un lavoro unico nel suo genere.</p>
<p>Al pomeriggio ci siamo riuniti dentro al circolo per confrontarci sul nostro sentimento nei confronti della vita, della natura, del nostro rapporto con essa, in termini più o meno consapevoli della responsabilità che abbiamo nella sua salvaguardia e recupero, e del nostro essere uomini o donne. Eravamo tutti lì presenti, con tutti i nostri sensi all&#8217;erta, con la mente e il cuore in mano, che venivano offerti, senza timore agli altri.</p>
<p>Io dicevo infatti, a questo proposito, che in questi incontri la cosa che mi colpisce di più, é il senso di presenza che si riesce a percepire in se stessi e negli altri.</p>
<p>Alcuni hanno scritto anche un loro pensiero e li trascrivo qui:<br />
“Ogni attività umana, se realizzata con passione e dedizione, nel rispetto di ogni cosa, si trasforma in opera d&#8217;arte: queste opere rappresentano il contatto diretto con il divino, quindi ogni attività é la manifestazione del divino supremo (firma illeggibile)”</p>
<p>“Credo che non rispettare la propria natura porta a vivere in modo disagevole. Natura di femmina, natura di maschio, donna é profondità, accoglienza (dentro), l&#8217;organo femminile é così. Maschio é (fuori) forza, coraggio &#8220;verso l&#8217;esterno&#8221;. Insieme generiamo in molti sensi la VITA” (Paola Torricelli)</p>
<p>Tra gli altri interventi mi piace ricordare quello di Giorgio, il marito di Lucilla, che ha detto, tra la commozione, che ringrazia il Cielo per averlo fatto nascere maschio in modo da poter incontrare quella splendida donna che é sua moglie.</p>
<p>Il secondo giorno, sotto la luna piena, Elisabetta Aquilanti e il suo compagno Silvano ci hanno accompagnato in una bella passeggiata alla ricerca di erbe spontanee e la fortuna, nonostante la stagione non fosse quella più favorevole, ci é venuta incontro facendoci trovare abbondanti quantità di &#8220;cime di rapa&#8221; alias senape o ramoraccio, non so che, con cui abbiamo riempito due sporte che ci siamo spartite e noi, la nostra parte l&#8217;abbiamo consumata il giorno successivo, il sabato con Paola e la rimanente ce la siamo portata anche a Spilamberto. Abbiamo anche trovato l&#8217;attaccavesti, il cent&#8217;occhi, le pratoline, ciclamini, malva, menta ed altre.</p>
<p>Elisabetta ce ne  raccontava intanto, le varie proprietà ed usi, sotto la luna quasi piena. A casa ci siamo fatti una bella e buona tisana con le erbe raccolte, accompagnata da due squisite ciambelle preparate dalle brave Elisabetta e Paola. Abbiamo anche allestito un mandala con fiori e bacche dei 7 colori come i 7 chakra davanti al camino&#8230;. e lo troveremo ancora lì al nostro ritorno da Spilamberto.</p>
<p>Il terzo e ultimo giorno, il 10 dicembre, ci siamo ritrovati al circolo fra pochi intimi per presentare il nostro libro, in un&#8217;atmosfera talmente familiare che più che leggere pagine e pagine come facciamo di solito, io e Paolo abbiamo cominciato a raccontare la nascita del nostro amore e di questo libro, con l&#8217;intercalare dei commenti dei presenti: la fedele Lucilla, la stoica Paola, che ha aspettato fino all&#8217;ultimo per esserci (doveva ripartire per tornare a Carpi in serata), e Umberto, un simpatico marchigiano, che speriamo di ri-incontrare alla prossima occasione e Nazzareno Vicarelli, con cui abbiamo progettato ulteriori iniziative per la Festa dei Precursori di maggio, sempre a Treia.</p>
<p>Ecco, anche queste tre giornate sono passate, é stato bello incontrare persone nuove e &#8220;vecchie&#8221;. Alla prossima!</p>
<p>Caterina Regazzi</p>
<p>Vice-Presidente del Circolo Vegetariano VV.TT. </p>
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		<title>Vittoria inutile quella in una guerra che segue l&#8217;altra&#8230; Vera “vittoria” è dove si vede la fine di ogni guerra,  nella consapevolezza dell&#8217;unitarietà della vita</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 18:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poems and Reflections]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche parte bisogna pur cominciare per arrivare alla Vittoria in questa nostra società. Una “vittoria nonviolenta e laica”, a tutto campo, in cui si considera l&#8217;unitarietà della vita in tutte le sue forme. 
Questo è il dettame dell&#8217;ecologia profonda e della spiritualità laica che intravvede nelle pieghe della rete esistenziale una quantità di interconnessioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche parte bisogna pur cominciare per arrivare alla Vittoria in questa nostra società. Una “vittoria nonviolenta e laica”, a tutto campo, in cui si considera l&#8217;unitarietà della vita in tutte le sue forme. </p>
<p>Questo è il dettame dell&#8217;ecologia profonda e della spiritualità laica che intravvede nelle pieghe della rete esistenziale una quantità di interconnessioni celate alla vista superficiale. Le relazioni nel vivente sono inscindibili dal vivente stesso e comprendono anche il pensiero, oltre all&#8217;inorganico ed all&#8217;organico. </p>
<p>Per questa ragione, noi del Circolo VV.TT., quest&#8217;anno durante le ricorrenze per i defunti sino al 4 novembre, in cui si ricorda la fine della prima guerra mondiale, abbiamo cercato di analizzare e comprendere i valori della nonviolenza inserendoli nel contesto di un sistema di vita, vegetariano, ecologista e rispettoso dell&#8217;altrui pensiero. “Praticando l’utopia di speranza, chiamata nonviolenza, che ci permette di vivere meglio nell’orizzonte storico, troppo tormentato e troppo deluso, del nostro tempo. In questa prospettiva, prende forma un’aspirazione epocale, orientata ad uscire dal ciclo della negatività che spesso rischia di sommergerci” affermò il filosofo Aurelio Rizzacasa. </p>
<p>Ad esempio nel ricordare il 4 novembre, definito il giorno della &#8220;vittoria&#8221; abbiamo considerato l&#8217;inutilità di una guerra, che si dice sia stata combattuta per ottenere l&#8217;integrazione del suolo patrio ancora parzialmente occupato dallo straniero. Ma quella ragione fu menzognera, anche dal punto di vista politico. Infatti l&#8217;impero Austro-Ungarico e quello Tedesco (nostri precedenti alleati) si erano impegnati a restituirci i territori contesi in cambio della nostra astensione dalla belligeranza. </p>
<p>Purtroppo prevalse un calcolo politico diverso, che andava oltre l&#8217;ottenimento di quei benefici territoriali, e l&#8217;Italia fu coinvolta in un conflitto che costò enormemente in vite umane, distruzioni, perdita di credibilità.. cose che avrebbero poi contribuito alla costituzione del fascismo e di conseguenza alla seconda e più rovinosa guerra mondiale. Ogni guerra è sempre in qualche modo collegata a quella che la precede: causa ed effetto. E potrebbe avvenire ancora se non si interrompe il meccanismo diabolico. </p>
<p>Lo possiamo osservare nelle scusanti &#8220;democratiche e fintamente pacifiste&#8221; che stanno spingendo l&#8217;umanità verso una più rovinosa guerra mondiale. I sentori ci sono stati con l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq e dell&#8217;Afganistan, con la scusa delle armi occulte e del terrorismo. Lo vediamo oggi nella ragioni “libertarie” che sono alla base della distruzione della vicina Libia, dal costo altissimo in vite umane e persino in denari&#8230; Infatti con il costo delle bombe e dei missili dei nostri arsenali bellici, che abbiamo sganciato sui libici inermi, avremmo potuto pareggiare il bilancio dello Stato&#8230; ed invece ora gli arsenali dovranno essere nuovamente riempiti con nuove bombe, nuovi aerei e nuovi missili.. e questo andrà a scapito della assistenza sociale, del lavoro, della sanità, della cultura.. insomma di tutto ciò che è necessario alla vita. E non è finita&#8230; già ci sono avvisaglie ed ammonimenti per la futura guerra di “liberazione” quella contro la Siria e contro l&#8217;Iran.. e chissà poi chi&#8230;.</p>
<p>Le bugie hanno però le gambe corte, si spera, e la verità sui retroscena delle varie guerre &#8220;democratiche&#8221; stanno sempre più venendo a galla. Il popolo si informa, non sui giornali e sui piccoli schermi, che sono venduti al potere, ma su internet e per passaparola. Occorre perciò essere molto discriminativi nell’esaminare le notizie che ci vengono propinate dalla informazione ufficiale e soprattutto occorre mantenere una posizione “laica” ed imparziale poiché in qualsiasi forma ideologica, economica o religiosa si nasconde un mascheramento della Verità.</p>
<p>E per affermare la Verità occorre sempre partire da noi stessi. Indagando sulla nostra verità interiore. Una volta un cercatore della verità chiese al saggio Nisargadatta: “C’è un modo di porre fine agli orrori della guerra e delle prevaricazioni?” Ed il saggio rispose: “Quando sempre più persone riusciranno a riconoscere la loro vera natura, la loro influenza, per quanto sottile, prevarrà e l’atmosfera emotiva del mondo si addolcirà. La gente segue i suoi capi, e quando tra questi ne appariranno alcuni con un grande cuore ed una grande mente, assolutamente indifferenti al loro tornaconto, il loro esempio sarà sufficiente ad impedire le brutalità ed i crimini dell’epoca attuale.…”.</p>
<p>Per questa ragione è così importante cercare di eliminare dalla nostra vita quotidiana ogni forma di violenza ed è per questa ragione che è importante prendere coscienza dell&#8217;unitarietà della vita e del come rapportarci gli uni e gli altri, in perfetta armonia simbiotica, senza dover predare quel che non ci appartiene e che è bene comune di tutti i viventi. </p>
<p>In questo filone ricordo le parole del professor Osvaldo Ercoli che, il 6 giugno 2010 a Viterbo, disse: &#8220;Pertanto è nostro dovere assumere comportamenti che non compromettano l’equilibrio ecologico della terra nonché i diritti fondamentali e la sopravvivenza delle altre specie e di tutta l’umanità. Nessun essere umano ha il dritto di invadere lo spazio ecologico di altre specie o di altri individui, né trattarli con crudeltà e violenza. Le biodiversità sono ricchezze da mantenere e difendere. La democrazia della comunità terrena unisce tutti i popoli e i singoli individui sostenendo valori quali la cooperazione e l’impegno disinteressato, anziché separarli attraverso la competizione, il conflitto, l’odio ed il terrore. In alternativa ad un mondo fondato sull’avidità, sulla disuguaglianza e sul consumismo sfrenato, questa democrazia si propone di globalizzare la solidarietà, la giustizia e la sostenibilità&#8221;</p>
<p>La competizione, il conflitto, l&#8217;odio ed il terrore&#8230; è questa la maschera che ancora oggi stiamo cercando di strappare, e certo: dovremmo essere più numerosi di quanti si sia, e poter e saper gridare assai più forte di quanto si faccia. A quanti, ancora oggi e nonostante quello che accade, restano inerti si può ricordare la poesia scritta da un pastore evangelico, Martin Niemoeller: “Prima vennero per gli ebrei, e io non dissi nulla perché non ero ebreo. Poi vennero per i comunisti, e io non dissi nulla perché non ero comunista. Poi vennero per i sindacalisti e io non dissi nulla perché non ero sindacalista. Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa”.</p>
<p>Vorrei ora concludere questo intervento con le parole di un altro maestro della nonviolenza, Nelson Mandela, che scrisse: “La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti ogni oltre limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo “chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ” In realtà, chi sei tu per NON esserlo? Siamo figli di Dio. Il nostro giocare in piccolo non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi così gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi…E quando ci liberiamo delle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri”. </p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>Presidente Circolo Vegetariano VV.TT.<br />
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana </p>
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		<title>L&#8217;Orecchio Verde di Gianni Rodari&#8230; e la spinta umanitaria e vegetariana che incombe&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 11:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Da almeno un paio d&#8217;anni l&#8217;amico Stefano Panzarasa ha declinato  tutti gli inviti per  partecipare a vari incontri bioregionali e la ragione è che “sto lavorando alla stesura di un libro su Gianni Rodari”. Infatti l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho visto è stata a Calcata, nella sede del Circolo vegetariano,  nel 2009, era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da almeno un paio d&#8217;anni l&#8217;amico Stefano Panzarasa ha declinato  tutti gli inviti per  partecipare a vari incontri bioregionali e la ragione è che “sto lavorando alla stesura di un libro su Gianni Rodari”. Infatti l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho visto è stata a Calcata, nella sede del Circolo vegetariano,  nel 2009, era venuto a  fare mente locale  sui primi passi fatti   per celebrare la figura di Gianni Rodari. </p>
<p>E&#8217; trascorso così tanto tempo da  che Stefano si interessa di questo poeta che anch&#8217;io ho faticato a stabilire un inizio, a ricordarne il percorso.. Ho dovuto scartabellare nel mio archivio storico per ritrovare notizie, articoli, eventi centrati su Rodari e svolti in varie occasioni a Calcata, Capranica, Viterbo.. ed anche a Roma. In così tante manifestazioni era presente Stefano Panzarasa con le sue canzoni, sul poeta eco-pacifista e portatore di un messaggio spirituale “laico”,  che i documenti riempivano pagine e pagine dell&#8217;archivio&#8230; </p>
<p>In effetti nel ricordo di tutti i partecipanti ai diversi incontri la presenza di Stefano Panzarasa ed il fischiettare del  motivetto sull&#8217;orecchio verde (da Capranica a Viterbo) era un leit motiv ed una presenza scontata. Chi la dura la vince&#8230; e lui così pervicace e monolitico è riuscito infine a  realizzare quel libro che tanto aveva desiderato&#8230; Grazie all&#8217;editore Marcello Baraghini, anche lui bioregionalista, che ha creduto e favorito in tutti i modi questa operazione.</p>
<p>Ma alcuni potrebbero chiedersi.. che c&#8217;entra Gianni Rodari con i vegetariani? </p>
<p>Beh&#8230; in verità i vegetariani non è che siano una categoria di umani a parte&#8230; sono esseri umani che hanno deciso di ritornare ad una alimentazione consona alla propria costituzione.. L&#8217;uomo dal punto di vista anatomico è considerato un frugivoro, da cui l&#8217;aggettivo “frugale”, e la sua dieta naturale  è del tutto simile a quella delle scimmie antropomorfe, dei cinghiali, etc. L&#8217;uso della carne e dei prodotti di origine animale nei frugivori è del tutto marginale, una sorta di integrativo alimentare utile solo in specifiche occasioni estreme.  Molto probabilmente Gianni Rodari avrebbe condiviso questa posizione non ideologica del vegetarismo ed è tra l&#8217;altro evidente dai suoi scritti  in chiave alimentare&#8230;  </p>
<p>Un esempio è presente nel suo racconto  “Le avventure di Cipollino”, dove i protagonisti sono principalmente ortaggi, e in seguito non sono mancati nella sua grande produzione di poesie, filastrocche e favole anche con  riferimento a ricette precise, sempre a base vegetale, come  nella filastrocca “L’insalata sbagliata” (ne Il libro degli errori) in cui  il professor Grammaticus ordina un “pranzo vegetariano”, indicando proprio i componenti di una ricca e gustosa insalata. </p>
<p>(…) Metteteci l&#8217;indivia,<br />
la lattuga, la riccetta<br />
il sedano, la cicoria,<br />
due foglie di rughetta,<br />
un mezzo pomodoro,<br />
cipolla se ce n&#8217;è:<br />
portate l&#8217;olio e il sale,<br />
la condirò da me. (…)</p>
<p>Ma non è solo un fatto alimentare&#8230; è una filosofia di vita, di rispetto per “il pane”, per il cibo semplice che nutre senza ferire, che mi ha coinvolto nella azioni rodariane compiute da Stefano.  E poi la gioia trasmessa con le sue canzoni, i sorrisi dei bambini, ad esempio in mezzo ai banchi  della scuola elementare di Calcata, o nel centro visite del Parco del Treja alla consegna dei regali da parte della befana in calze rosse, o nel Palazzo Paronale alla presenza delle autorità locali che applaudivano soddisfatte tamburellando con le mani e con i piedi.. tutto questo fervore.. mi ha convinto che Gianni Rodari era fatto per Stefano Panzarasa e Stefano Panzarasa era fatto per Gianni Rodari&#8230; erano due cuori ed un&#8217;anima.  </p>
<p>Così ho ricevuto con piacere, apprezzandone i colori, le memorie, le citazioni, il libro “L&#8217;Orecchio Verde di Gianni Rodari” (Edizione Nuovi Equilibri), curato da Stefano Panzarasa, ed ho gioito per la presenza di un CD con tutte le canzoni che avevo ascoltato negli anni trascorsi&#8230; Bell&#8217;Amarcord&#8230;.</p>
<p>Ed ora, in aggiunta, ecco un pensiero della mia amata Caterina Regazzi che ha ascoltato con attenzione il CD di Stefano, per la prima volta&#8230;  “&#8230;. ed  ho avuto modo di apprezzare le belle canzoni, che definirei &#8220;ballate&#8221; del suo cd, in particolare, ovviamente quella dell&#8217;&#8221;Orecchio verde&#8221;, nel mio viaggio di ritorno da Treia a Spilamberto. Sono motivi originali ma molto orecchiabili ed, ascoltatele per una volta, non escono più dalla mente. Una cosa che mi ha molto colpito, dato che non conoscevo più di tanto  su  Rodari, é stata la filosofia di vita che c&#8217;è dentro ai testi: un amore smisurato per l&#8217;universo ed il genere umano in particolare, i bambini, i poveri, i sofferenti, come che li volesse comprendere e contenete tutti, potendolo fare, sotto la sua ala protettiva e benevola. Un uomo molto buono e sensibile, che ha dedicato la vita a rendere un po&#8217; più dolce quella degli altri. E Stefano ha avuto il merito di riportare &#8220;in auge&#8221;, musicandole, le sue poesie, che così avranno modo sicuramente di raggiungere molte più persone. E così hanno raggiunto anche me, rendendo più leggero il mio viaggio, che mi allontanava, anche se solo fisicamente, dal mio amore, Paolo. Grazie, Stefano!”</p>
<p>Buona fortuna all&#8217;editore per la diffusione del libro, ciao, Paolo D&#8217;Arpini</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Calcata Ardena ritorna&#8230;?  La finzione non ha mai fine e la verità resta  sempre sotto traccia&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 10:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa che segue è una corrispondenza su una vicenda strana occorsa nel 1997,  anno in cui vivevo a Calcata, e che corrisponde, assieme ad altri fatti inenarrabili sinteticamente, al declino di un esperimento su un nuovo modello di vita. Un tentativo di villaggio ideale per l&#8217;uomo, in cui natura animali elementi ed esseri senzienti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa che segue è una corrispondenza su una vicenda strana occorsa nel 1997,  anno in cui vivevo a Calcata, e che corrisponde, assieme ad altri fatti inenarrabili sinteticamente, al declino di un esperimento su un nuovo modello di vita. Un tentativo di villaggio ideale per l&#8217;uomo, in cui natura animali elementi ed esseri senzienti operassero ed esistessero in sintonia e mutuo ausilio&#8230; Come per altro dovrebbe essere!     Poi quella comunità fu trasformata nell&#8217;immaginario come accadde a Shangrillà&#8230; la mitologia serve anche allo scopo mistificatorio, spesso.<br />
Calcata divenne Ardena.. e poi mille altre cose, mille altre situazioni, mille altri specchi convessi e concavi riflettenti una nuova realtà da Luna Park. </p>
<p>Ma lasciamo alle lettere il compito di evocare un&#8217;immagine dell&#8217;inesprimibile&#8230;</p>
<p>Scrive Fabio il 31 ottobre 2011:</p>
<p>Buongiorno Paolo D&#8217;Arpini, mi chiamo Fabio Caironi, sono un giornalista e scrittore esperto di leggende metropolitane. Vi contatto in merito al film &#8220;Ardena&#8221;, che una quindicina di anni fa scatenò un putiferio dalle vostre parti. Vorrei scrivere qualcosa sull&#8217;argomento, e mi permetto d\&#8217;inviarvi qualche domanda:<br />
Si sente defraudato dalla decisione d\&#8217;intitolare il film &#8220;Ardena&#8221;?<br />
Ha mai sentito la storia secondo la quale il film fu rinominato perché la vostra cittadina ha un nome che ricorda troppo la parola &#8220;cagata&#8221;? Come la commenta?<br />
C&#8217;è mai stato un chiarimento con Barbareschi dopo l\&#8217;episodio del cinema Barberini?<br />
Grazie per una cortese risposta, cordiali saluti<br />
 p.s. sono anch&#8217;io vegetariano </p>
<p>…&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>Mia rispostina: </p>
<p>Caro Fabio, guarda un po&#8217; al link ci dovrebbero essere tutte le mie<br />
dichiarazioni&#8230; SE poi vuoi qualcosa di &#8220;fresco&#8221; riscrivimi e ne<br />
parliamo&#8230;. Ciao e buon lavoro:<br />
http://www.google.com/search?client=gmail&amp;rls=gm&amp;q=ardena%20calcata%20paolo%20d&#8217;arpini<br />
…&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Scrive Fabio il 1 novembre 2011:</p>
<p>Ciao, grazie per il link. Avevo effettivamente letto tutti questi articoli, visto che più della polemica tra te e Barbareschi m&#8217;interessa capire come sia nata la leggenda del cambio di nome.<br />
Fammi capire: Barbareschi, durante la lavorazione, vi assicurò che il nome del film sarebbe stato &#8220;Calcata&#8221;, oppure fu vago?<br />
Avevi mai sentito la storia della sostituzione del nome prima di adesso? Cosa ne pensi? La prima traccia tangibile della leggenda è la menzione che ne fa Marco Giusti in Stracult.<br />
C&#8217;è effettivamente stato un chiarimento con Barbareschi dopo l&#8217;episodio del cinema Barberini?</p>
<p>Domande simili le ho inviate a Barbareschi, nella speranza che mi risponda&#8230; Ti ringrazio per la disponibilità, buona giornata di festa<br />
 …&#8230;..</p>
<p>Mia rispostina:</p>
<p>Ah Fabio, nemmeno ti conosco.. E se ti dico tutta la verità potresti pensare che sono un megalomane e magari pure sciroccato.. Dovrei scrivere un romanzo io stesso per spiegarti tutto l&#8217;arcano.. ma tu vuoi risposte sintetiche ed io non ho voglia di raccontare più di quel che è lecito e ragionevole.. Alcuni retroscena te li posso confidare..<br />
 <br />
Allora come saprai quel film fu realizzato con fondi CE, forse  serviva a sancire l&#8217;unione fra il Barbareschi e la figlia di Ripa Di Meana, che allora stava alla UE, ed era dei Verdi. Anch&#8217;io facevo parte degli ambientalisti,  sono stato  un &#8220;verde storico&#8221; ma mai accettato nel grembo del potere costituito sia perché impresentabile sia perché ribelle e privo di remore.. Avevo fondato a Calcata una comunità  in chiave bioregionale negli anni &#8216;70, che poi pian piano era diventata un modello per &#8220;un&#8217;alternativa&#8221; possibile in chiave di ricerca di una nuova società ecologista, spiritualista laica e comunitaria. Il sogno durò poco anche perché come ben sai ogni cosa che emette luce pian piano viene rivestita da una cortina di specchi che si appropriano della luce e mandano solo riverberi utilitaristici e funzionali alla funzione economica e di &#8220;mascheramento&#8221; della verità&#8230; (ti ricordi la leggenda di Sangrillà in Tibet?) Ma sto già andando troppo in là&#8230; Forse se tu avessi intenzione di scrivere  un libro potresti anche venire a trovarmi, ora abito a Treia, nelle Marche. E fare una lunga chiacchierata sul tema..  Però in passato  la trasmissione di certe confidenze è già andata a  male come è avvenuto per un giornalista americano che è stato a Calcata per un paio di mesi si è rimpinzato di notizie e poi ha prodotto un suo libro &#8220;ca(l)gata&#8221; per vendere Calcata al turismo alternat.spiritual.ecolog.artistic. finto.. Poi un altro americano voleva fare un bel documentario sulla storia vera di Calcata.. ma pure lui si è eclissato.. nelle nebbia della confusione e della mistificazione&#8230;<br />
E tu cosa vorresti fare? Un articolo su Barbareschi? Sul film Ardena che utilizzava l&#8217;immagine di Calcata per farsi pubblicità? Sulla trama del film che evocava la vita di mio figlio Felix che è nato e vive tutt&#8217;ora a Calcata..? Sulla protesta al Barberini anch&#8217;essa strumentalizzata per far pubblicità al film? Sul vuoto totale del messaggio e sulla cancellazione di una identità precisa per renderla mitica ed allo stesso tempo inesistente?<br />
Le bugie sono tante e la verità, come ti ho detto sopra, è troppo scomoda e non &#8220;utile&#8221; alla causa utilitaristica&#8230;<br />
Ma, intanto beccati queste sentenze&#8230;. e buona celebrazione d&#8217;Ognissanti</p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Treia, 12 ottobre 2011 – San Serafino ed il miracolo delle olive raccolte&#8230;</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/10/12/treia-12-ottobre-2011-%e2%80%93-san-serafino-ed-il-miracolo-delle-olive-raccolte/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 08:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è San Serafino, inoltre è  pure giorno di Luna Piena.. ed  a Treia il miracolo delle olive è giunto a compimento&#8230; Nell&#8217;antica Roma questa giornata era dedicata agli Augustanalia, ovvero i giochi in onore di Augusto, ed anche la raccolta delle olive ha risentito dell&#8217;influsso benefico, sono esse stesse auguste e tonde.
Insomma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è San Serafino, inoltre è  pure giorno di Luna Piena.. ed  a Treia il miracolo delle olive è giunto a compimento&#8230; Nell&#8217;antica Roma questa giornata era dedicata agli Augustanalia, ovvero i giochi in onore di Augusto, ed anche la raccolta delle olive ha risentito dell&#8217;influsso benefico, sono esse stesse auguste e tonde.</p>
<p>Insomma dopo tanti anni che quattro ulivi erano stati piantati nell&#8217;orto di Caterina, sotto la casa di Treia, ecco che quest&#8217;anno per la prima volta hanno dato frutto.</p>
<p>Si tratta di pochi baccelli, e va bene lo stesso, ma turgidi e gonfi. Forse il merito della crescita inaspettata, quando ormai si pensava di tagliare gli alberi improduttivi, è stata la salutare potatura compiuta in primavera&#8230; ricordate?<br />
(Vedi:  http://paolodarpini.blogspot.com/2011/03/equinozio-di-primavera-treia-la-mattina.html) </p>
<p>Dei quattro alberi potati due hanno fornito frutti. Uno ha dato olive grosse e gonfie e un altro olivette toste e verdissime. Gli altri due alberi si sono sprecati con una sola olivetta o due.. ma -insomma- l&#8217;importante è lo sforzo.  </p>
<p>E così stamattina, seguendo il buon consiglio di Caterina, sono sceso giù dalle scale in ferro ripide ripide, ho annaffiato le piante di cavoli e la bieta e le piante di vetiver che ci aveva regalato Benito Castorina e poi armato di coraggio contadino ho raccolto le olive&#8230; due chili. Tornato a casa le ho immerse in acqua pulita e seguirò le istruzioni per i primi 25 giorni di preparazione, vedi sotto, e poi passerò il compito a Caterina per completare l&#8217;opera.</p>
<p>Preparazione delle olive in salamoia, i primi 25 giorni:</p>
<p>Ingredienti: Olive verdi</p>
<p>Raccogliete, comprate, &#8230;o fatevi regalare le olive verdi (da coltivazione biologica)</p>
<p>Eliminare quelle che hanno qualche imperfezione</p>
<p>Togliere picciolo, se c’è</p>
<p>Se volete potete selezionarle in base alla grossezza (io l’ho fatto &#8230;)<br />
Metterle in delle ciotole</p>
<p>Lavarle e ricoprire d’acqua</p>
<p>Mettere un peso sopra, che le tenga sott’acqua perché la parte che fuoriesce dall’acqua tende ad annerire (compromettendo l’estetica, ma non il gusto)<br />
Cambiare l’acqua giornalmente per 20 &#8211; 25 giorni</p>
<p>Continua&#8230;</p>
<p>Bene vi lascio e vado a controllare se le olive galleggiano (non le ho soppressate).</p>
<p>Vostro olivaro, Paolo D&#8217;Arpini  </p>
<p>P.S. Ah, preparatevi per l&#8217;evento della prossima potatura, in occasione dell&#8217;equinozio di primavera 2012&#8230;</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>﻿Commento ricevuto a caldo da Caterina:</p>
<p>Caro Paolo &#8230;mi hai reso felice (si fa per dire, lo ero anche prima) dicendomi che avevi raccolto le olive nell&#8217;orto e le avevi già messe a bagno.</p>
<p>Senza aspettative (magari non vengono bene, ma magari si), affrontiamo insieme questa piccola avventura (la preparazione delle olive in salamoia) che ci/mi/ti rende più partecipi del mondo e della natura, visto che in questi giorni si sta parlando si spiritualità laica (spiritualità della natura, spiritualità senza astrazione dal mondo, anzi, permanendo nel mondo).</p>
<p>Per me essere nel mondo, vuol dire anche fare questo, anzi, se non é questo essere nel mondo, cosa lo è? E cosa c&#8217;è di più spirituale di stare tra gli ulivi &#8211; piantati tanti anni fa dai miei genitori ma che almeno a mia conoscenza, non avevano mai prodotto nulla prima che tu, quest&#8217;anno ci mettessi le mani.<br />
Ho dovuto cercare una ricetta, ho dovuto chiedere consigli, hai dovuto scendere quelle scale ripide per andare nell&#8217;orto e ti sarai dovuto allungare verso i frutti più alti per raccoglierli, ti sarai sporcato le mani, avrai dovuto trovare i recipienti per metterle con l&#8217;acqua&#8230;..e ora aspettiamo che facciano loro il loro lavoro di autodepurazione (dall&#8217;amaro).</p>
<p>Qualcuno ha consigli da dare? </p>
<p>Nella ricetta c&#8217;è scritto che sono da lasciare nell&#8217;acqua pura che è da cambiare ogni giorno, per 20-25 giorni, prima di metterle in salamoia; a me sembrano un po&#8217; molti &#8230;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>31 ottobre 2011 – Samahin a San Severino Marche – Il Ciclo della Vita della  Vigilia d&#8217;Ognissanti (Halloween)</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 16:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Com&#8217;è nella tradizione pluriennale del Circolo Vegetariano VV.TT.  anche quest&#8217;anno verrà celebrato il momento che nell&#8217;antichità segnava la fine dell&#8217;anno, e che sancisce una nuova tappa nel Ciclo della Vita.
In questo periodo dal 31 ottobre ai primi di novembre anche nella tradizione cristiana si ricordano i santi ed i morti e questo segna  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Com&#8217;è nella tradizione pluriennale del Circolo Vegetariano VV.TT.  anche quest&#8217;anno verrà celebrato il momento che nell&#8217;antichità segnava la fine dell&#8217;anno, e che sancisce una nuova tappa nel Ciclo della Vita.</p>
<p>In questo periodo dal 31 ottobre ai primi di novembre anche nella tradizione cristiana si ricordano i santi ed i morti e questo segna  il collegamento fra il vecchio mondo pagano e quello nuovo conseguente all&#8217;avvento del Cristo.</p>
<p>La festa di Samahin è particolarmente sentita nella cultura anglosassone, infatti è una ricorrenza di origine celtica  in cui   si dice  che in questo periodo “si apre  una finestra fra la vita e la morte, fra la morte e la rinascita”. L’evento era conosciuto nell’antichità remota ed anche nel medio evo, poi in un periodo successivo fu volgarizzata nella mascherata di Halloween, orgia consumista e finto carnevale. La vera tradizione afferma che siccome quella notte gli spiriti tornano sulla terra occorre  ingraziarseli con alcune offerte che venivano lasciate sui bordi del camino, allora gli spiriti benevolmente potevano cedere un loro dono o messaggio. Se  invece non trovavano alcuna offerta allora si vendicavano apparendo terrifici ai vivi. In parte la tradizione è rimasta con il famoso “dolcetto o scherzetto” di Halloween. </p>
<p>Comunque la cosa principale da farsi durante la giornata di Samahin, e soprattutto la sera, è quella di compiere dei riti nella natura, in particolare si apparecchiano in una radura due cerchi composti  con gli ultimi fiori in modo che tutti i colori della natura siano rappresentati. A turno i partecipanti si posizionano all&#8217;interno di un cerchio,  in cui si attirano i pensieri positivi verso i defunti, poi si passa all&#8217;altro dove si rinuncia a tutti i pensieri negativi nei loro confronti. In questo modo si pacifica il mondo dell&#8217;aldilà con l&#8217;aldiqua.</p>
<p>Quest&#8217;anno la cerimonia verrà compiuta dalla sciamana erborista di Vivere con Gioia, Sonia Baldoni, in località Ugliano,  in quel di San Severino Marche. Più tardi ci recheremo nella casa accogliente, lì vicina, della scrittrice Lucilla Pavoni, dove desineremo con il cibo vegetariano da ognuno portato. </p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>Programma del 31 ottobre 2011:</p>
<p>h. 17.00 &#8211;  Appuntamento da Lucilla e partenza per la passeggiata.<br />
h. 18.00 – Cerimonia in radura con Sonia Baldoni<br />
h. 20.00 –  Accensione del fuoco e desinare conviviale<br />
h. 22.00 &#8211;  Riordino della casa e dei luoghi </p>
<p>Per informazioni logistiche e per confermare la presenza:</p>
<p>Paolo – 0733/216293<br />
Lucilla – 338.7073857<br />
Sonia – 333.7843462<br />
circolo.vegetariano@libero.it </p>
<p>&#8230;&#8230;</p>
<p>Ecco come raggiungere il luogo dell&#8217;appuntamento:</p>
<p>Da San Severino Marche seguire la strada per Apiro/Cingoli.</p>
<p>Superare Cesolo e Marciano, arrivati al bivio per Apiro/Cingoli prendere la direzione per Apiro.</p>
<p>Superare le frazioni Palazzata e Corsciano sino all’indicazione per Ugliano, dopo circa 700 metri sulla destra imboccare stradina in terra battuta seguendo la freccia che indica la casa di Lucilla.</p>
<p>La manifestazione è gratuita un&#8217;offerta volontaria per il mantenimento dei luoghi e di chi ci accompagna sarà gradita. </p>
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