<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Circolo Vegetariano VV.TT. Calcata &#187; Testimonianze sul Circolo</title>
	<atom:link href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/category/testimonianze-sul-circolo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it</link>
	<description>Il blog del Circolo Vegetariano di Calcata</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 May 2012 13:43:41 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>26 maggio 2012 &#8211; Corre un anno senza Peter Boom, vivendo come sarebbe piaciuto a lui..</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/05/15/26-maggio-2012-corre-un-anno-senza-peter-boom-vivendo-come-sarebbe-piaciuto-a-lui/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/05/15/26-maggio-2012-corre-un-anno-senza-peter-boom-vivendo-come-sarebbe-piaciuto-a-lui/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 May 2012 16:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?p=4313</guid>
		<description><![CDATA[Francesco Uda,  anch&#8217;egli amico di Peter Boom, mi scrive da Viterbo per informarmi che si sta organizzando la celebrazione del primo anniversario della sua dipartita: &#8220;Forza e coraggio ci vediamo il 26 maggio. Una Festa per ricordare l&#8217;amico PETER BOOM che il 26 maggio 2011 ci ha lasciato. Nella mattinata, chi vuole, autonomamente e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco Uda,  anch&#8217;egli amico di Peter Boom, mi scrive da Viterbo per informarmi che si sta organizzando la celebrazione del primo anniversario della sua dipartita: &#8220;Forza e coraggio ci vediamo il 26 maggio. Una Festa per ricordare l&#8217;amico PETER BOOM che il 26 maggio 2011 ci ha lasciato. Nella mattinata, chi vuole, autonomamente e senza cerimonie, potrà visitare i resti mortali dell&#8217;amico Peter nel cimitero di Viterbo.  Ore 16:00 apertura della Sala dove si vedranno foto e video su PETER, chi vuole potrà parlare di Peter, narrare aneddoti, leggere, cantare, recitare.. Info. http://www.peterboom.it/arrivare.html&#8221; </p>
<p>Ho pensato perciò di scrivere anch&#8217;io qualcosa&#8230;.</p>
<p>Ricordo la raccomandazione costante con la quale Peter mi salutava ogni volta che  stavamo per lasciarci: “Mi raccomando, comportati male..”. Beh, debbo dire che ho sempre seguito il suo consiglio e soprattutto adesso che lui è salito  oltre il “Cielo dei Giusti” mi impegno moltissimo a rompere i coglioni a tutti ed manifestare quel che sono senza remore, malgrado gli acciacchi dell&#8217;incipiente vecchiaia&#8230;.  </p>
<p>Ma, visto che siamo in tema di memoriali, vorrei fare una breve cronistoria del mio rapporto amicale con Peter Boom. Tutto cominciò quando lui ancora abitava a Nepi, durante una mostra d&#8217;arte su Dioniso e sull&#8217;edera del comune amico Gigetto. Diciamo che forse sarà stato nel 1991 o nel 1992, anno della Scimmia di Acqua molto adatta alla trasmissione culturale trasgressiva. Di lì a poco girammo assieme, sotto la macchina da presa di Felici, il documentario “Un barbaro a Nepi” in cui tra l&#8217;altro si chiedeva l&#8217;istituzione del  matrimonio fra “innamorati dello stesso sesso” (il termine l&#8217;ha usato Obama in un suo recente discorso elettorale). Nel 1993 abbiamo corretto assieme le bozze del suo ultimo libro “Duemila e venti, il Nuovo Messia”. Per una decina di giorni dalla mattina alla sera, nel salone luminoso e comodo del piano nobile del Circolo vegetariano VV.TT., seduti al tavolone appositamente creato dalla Ciarla di Calcata,  abbiamo trascorso il tempo a parlare di ecologia, di arte, di società in decadenza, della fine del mondo e del Nuovo Messia (che verrà..?). Poi nel gennaio del 1994 il libro usci per i piombi della Big di Gianfranco Paris, la stessa casa editrice che editava il nostro mensile Etruria. Ovvio che subito dopo il libro, in cui si parlava di  rapporti pansessuali, sorgesse lo stimolo di fondare un Comitato per la Pansessualità, che fu registrato al comune di Viterbo (all&#8217;allora sindaco Gabbianelli) dallo stesso Peter Boom, che ne era il coordinatore.  </p>
<p>Sul tema della Pansessualità Peter produsse una serie impressionante di documenti e ricerche, tant&#8217;è che negli anni realizzammo diverse manifestazioni sul tema, sia a Calcata che a  Viterbo ed a Roma. Altro passo importante compiuto assieme fu quello della fondazione del comitato per la Spiritualità Laica, avvenuto a Calcata e successivamente esportato a Roma. Sulla spiritualità laica organizzammo vari convegni anche a Viterbo, di uno rammento un bellissimo manifesto realizzato dal suo ex compagno. Ma non voglio fare qui una cronistoria di tutti gli atti compiuti assieme al “fratello” Peter. Però debbo menzionare l&#8217;incoraggiamento che lui mi diede, in un particolare momento di difficoltà nella mia vita (dal 2004 al 2006) in cui stavo abbandonando ogni attività sociale ed informativa (vivevo senza luce elettrica in una specie di stamberga), a quel punto mi obbligò a ricevere l&#8217;aiuto tecnico di Francesco Uda, il quale mi rifornì di un computer da lui accroccato, e ripresi così a scrivere ed a organizzare eventi e incontri  culturali. </p>
<p>Proprio su questa scia organizzammo a Bagnaia un meeting anti-papale, in previsione della visita di Ratzinger nel 2009 (ricordo che all&#8217;incontro in piazza noi eravamo tre o quattro, mentre Peter mi disse che lì ad osservarci c&#8217;erano almeno altrettanti agenti della Digos, che lui conosceva bene), in quella occasione Peter voleva che io andassi ad abitare nel suo orto di Bagnaia, ove c&#8217;era una piccola costruzione, ma io -pur ringraziandolo della sua offerta- declinai l&#8217;invito, non mi sentivo ancora pronto di abbandona Calcata. </p>
<p>L&#8217;ultimo dei nostri incontri fu anche un clou artistico finale,  avvenne durante la prima biennale d&#8217;arte creativa di Viterbo, da me organizzata in collaborazione con l&#8217;APAI nel 2010, in cui Peter tenne una importante conferenza sul messaggio degli alberi alla ex chiesa di San Salvatore a San Carluccio. Dopodiché abbandonai Calcata e la Tuscia al loro destino e mi ritirai nel “buen retiro” di Treia, nella casa avita della mia compagna Caterina.</p>
<p>Ed è proprio a Treia, il 27 maggio 2011, che mi giunse la lettera di Giovanni: “Ciao Paolo, devo purtroppo comunicarti che ieri sera Peter è morto a casa sua a seguito di un arresto cardiaco. Tra oggi e domani eseguiranno un autopsia per accertarsi della causa del decesso.  Ti chiedo cortesemente di diffondere a conoscenti e amici. Ti terrò aggiornato per i funerali civili&#8230;&#8221;  Al che gli risposi: &#8220;Grazie per avermi informato&#8230; speriamo che la Sua Anima riposi in pace&#8230; Provvederò ad informare gli amici e conoscenti&#8221; E subito dopo scrissi questo comunicato: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2011/05/peter-boom-come-io-lho-conosciuto-di.html. </p>
<p>Ecco, con queste poche parole ho voluto ricordare vari momenti dell&#8217;amicizia profonda e della collaborazione culturale tra me e Peter Boom.</p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p>Alcune frasi (prese a caso dal mio archivio) di Peter Boom:</p>
<p>&#8220;Proprio all’avvicinarsi del mio 75-esimo abbiamo deciso con il mio legale,  l’avvocato Paolo Pirani, di avviare un processo civile nei confronti della ASL  di Viterbo, in quanto il processo penale  iniziato anni fa (non sto  scherzando!) è stato archiviato il 16 febbraio del 2009. Non sono molto pratico  di processi, anzi non ne capisco niente e molta gente mi ha detto che era  meglio lasciar perdere perché non avrei preso un ragno dal buco&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Se continueranno testardamente a riempirci di crocifissi con attaccato quel  povero Cristo che pensò di sacrificarsi per salvare tutti noi, allora  mettessero almeno un’altra immagine accanto e cioè quella di un terribilmente  torturato corpo di Giordano Bruno dato alle fiamme in piazza Campo de’ Fiori a  Roma e … visto che sono un pansessuale ci metterei pure un bel quadruccio di  Alfredo Ormando datosi alle fiamme proprio in piazza San Pietro in protesta contro la perfida e gravissima emarginazione perpetuata dai cosiddetti preti  cristiani”</p>
<p>&#8220;Già una ventina di anni fa avevamo suggerito, assieme a Paolo D’Arpini, di aprire i Parchi dell’Amore e speriamo che da Bari questa iniziativa si spanda per tutti i comuni d’Italia preferendo la comodità, la sicurezza e l’igiene all’ipocrisia&#8221; (http://www.pansexuality.it)</p>
<p>&#8220;Notizia ferale: un’agguerrita organizzazione di gay atei americani ha creato un laboratorio segreto per contrastare la chiesa sottoponendo gli eterosessuali a tremende scariche elettriche per farli diventare omosessuali, un ottimo metodo -secondo loro- per evitare il pericolo di sovrappopolazione&#8221;</p>
<p>&#8220;&#8230;nella religione cattolica la parola “amore” viene spesso utilizzata in modo contorto ed alienante, ad esempio  la gerontocrazia vaticana ha abusato della santissima parola amore della quale non conoscono il significato, compreso forse meglio duemila anni fa da un Cristo che certamente non avrebbe permesso quella pedofilia ed il plurifavoreggiamento di essa perpetrata senza amore, per puro sfruttamento sessuale di bambine e bambini da preti frustrati e senza scrupoli..” </p>
<p>&#8220;Nel settembre 2003 fui reso handicappato da una iniezione anestetica spinale (anzi due, perché alla prima il dottor Lepri non riuscì a penetrare con l’ago dentro la spina dorsale)   all’ospedale Belcolle di Viterbo. Avevo firmato per l’anestesia totale spiegando al dottore le ragioni di questa mia esigenza. Quando uscì dall’ospedale dopo l’operazione (eseguita alla perfezione dal<br />
chirurgo Massimo Fattorini) non sentivo più quando il piede della gamba destra mi arrivava a terra. Mi consigliarono di prendere il Neurontin, che non mi fece niente. Dopo sei mesi un medico mi disse che non sarei più guarito perché i nervi ancora non riescono a guarirli, in questo caso il nervo sciatico della mia gamba destra risultò lesionato&#8221;</p>
<p>&#8220;Mi chiamo Peter Boom e boom, nella mia lingua l’olandese, significa albero. Sono un alberello di media statura, molto più basso della maggior parte degli alberi. La quercia arriva a 40 metri di altezza, ma viene superata dal frassino e dal faggio. Nelle nostre zone climatiche l’abete può raggiungere i sessanta metri, giusto per far notare quanto sono piccolo io&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Come autore della Teoria e della Filosofia della Pansessualità  ho sempre considerato che gli esseri umani in principio  portano dentro di sé tutte le opzioni sessuali comprese quelle pedofile. Naturalmente le possibilità nocive della nostra sessualità devono venir  evitate, soprattutto quelle violente e/o senza consenso, come si riscontra  spesso nei confronti di minori. Inoltre un minore d’età il più delle volte non è ancora capace di discernere cosa sia dannoso o no e di dare il proprio consenso o meno.Più problematica si presenta la situazione di bambini poveri, subnormali, handicappati, come quelli sordomuti violentati sistematicamente in un istituto religioso nel nord Italia&#8221;</p>
<p>&#8220;Sarebbe ora che venisse fatta piena luce sulla morte di Papa Luciani il quale, sembra, volesse mettere fine alle illegalità commesse dallo IOR, istituto da mettere sotto stretto controllo internazionale in quanto il riciclaggio sporco è destabilizzante non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa e probabilmente per tutto il mondo. Un poveraccio che non teme la verità, Peter Boom&#8221;</p>
<p>&#8220;&#8230;abbiamo pensato con Paolo D&#8217;Arpini di organizzare a Viterbo un Comitato per la cultura le pari opportunità ed i diritti civili, nel centro storico di Bagnaia, circoscrizione di Viterbo, in un locale di mia proprietà che potrebbe essere la sede di tale comitato&#8230; (settembre 2009)&#8221;</p>
<p>&#8220;La spinta (drive) sessuale può essere indirizzata verso infinite ed a volte anche incredibili manifestazioni. Non solo verso esseri umani, ma anche verso animali o con l’ausilio di svariati oggetti. Naturalmente non tutta la gamma di queste opzioni è consigliabile. E’ bellissimo se viene praticato con Amore verso gli Altri, verso la Natura e verso se Stessi&#8221;</p>
<p>&#8220;&#8230;grazie a politici (volutamente?) incompetenti, spesso corrotti, il sistema fiscale è inefficiente così come l’apparato giudiziario che a causa della farraginosità e la conseguente lunghezza dei processi dà ampia possibilità di sfuggire alle condanne a chi può permettersi buoni avvocati (frodi edilizie – terremoti – etcetera, etcetera). Ho sentito dire addirittura che quasi nessun imprenditore sia scampato al dover pagare tangenti o far comunque favori a trasversali politici nel caso di appalti pubblici&#8221;</p>
<p>Testimonianze riprese dai media: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2009/02/17/n%c2%b0-5-%e2%80%93-cronache-commenti-testimonianze-ufficiali%e2%80%a6-sul-circolo-vegetariano-di-calcata-e-sulla-teoria-della-pansessualita-descrizione-sincretica-delle-varie-espressioni-sessual/  </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/05/15/26-maggio-2012-corre-un-anno-senza-peter-boom-vivendo-come-sarebbe-piaciuto-a-lui/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riccardo Oliva: &#8220;&#8230;un libro aperto per dire grazie a Voi per quel che mi avete potuto trasmettere!&#8221; &#8211; Resoconto poetico degli ultimi due giorni della Festa dei Precursori 2012</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/05/14/riccardo-oliva-un-libro-aperto-per-dire-grazie-a-voi-per-quel-che-mi-avete-potuto-trasmettere-resoconto-poetico-degli-ultimi-due-giorni-della-festa-dei-precursori-2012/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/05/14/riccardo-oliva-un-libro-aperto-per-dire-grazie-a-voi-per-quel-che-mi-avete-potuto-trasmettere-resoconto-poetico-degli-ultimi-due-giorni-della-festa-dei-precursori-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 05:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?p=4303</guid>
		<description><![CDATA[Grazie Paolo, per aver invitato una persona spontanea, di spirito libero ma accorto, che dallo Zodiaco Cinese, risulta avere nella sua intima natura, un po’ di Scimmia, un po’ di Tigre ed un po’ di Cavallo,  pur essendo però un Leone con un probabile dovere da compiere hic et nunc.
Grazie Paolo, per aver ospitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Paolo, per aver invitato una persona spontanea, di spirito libero ma accorto, che dallo Zodiaco Cinese, risulta avere nella sua intima natura, un po’ di Scimmia, un po’ di Tigre ed un po’ di Cavallo,  pur essendo però un Leone con un probabile dovere da compiere hic et nunc.</p>
<p>Grazie Paolo, per aver ospitato una persona con zaino e sacco a pelo, che sembrava dovesse andare a riposare in un rifugio di alta montagna e che invece si è ritrovato a dormire in una stanza grande come la propria abitazione, all’interno di una reggia antica, elevata in altezza e strutturata su tre livelli, che il tuo karma ti ha consegnato dopo che per molto tempo hai vissuto in una vera e propria baracca (parole non mie) viaggiando per il mondo quando ancora le tue gambe potevano mantenere la posizione del fiore di loto.  </p>
<p>Grazie Paolo, perché alla tua sacrale ospitalità, non me la posso di certo cavare con due bottiglie di vino e una colazione offerta, ma ora forse ho scoperto il “dono” che potrò farti la prossima volta.    </p>
<p>Grazie Paolo, per aver accettato al tuo formativo convivio, uno che forse si avvicina al tuo “sentire guerriero”, visto che tu sai, avendo conosciuto profondamente e da vicino la saggezza vedica, che sentirsi uno Kshatriya non vuol mai dire violenza fine a se stessa o il prevaricare sul più debole, ma vuol dire auto-disciplina marziale verso se stessi e dirittura interiore inequivocabile sulla Via prescelta.</p>
<p>Grazie Paolo, per avermi fatto assistere e partecipare al tuo rito quotidiano di Omkara, Arati Sadguru, dedicato al guru che accompagna ognuno di noi nel suo percorso, ma che si deve cercare di vedere brillare in un solo luogo, fuori dal tempo e dallo spazio, cioè all’interno del proprio cuore.</p>
<p>Grazie Paolo, per quel bagliore che hanno i tuoi occhi e che mi ricordano i Brahmana, i Babaji e i Rshi che ho visto nel mio brevissimo soggiorno in India, perché sono solo quegli occhi che possono dare la speranza a chi ha ormai solo occhi spenti nei confronti delle vicende della vita, o passivamente ha ceduto alle lusinghe di Mammona.</p>
<p>Grazie Paolo, per quello che con poche semplici azioni riesci a dimostrare di essere, un uomo di sintesi che cerca l’essenziale e ama l’immediatezza in un confronto.    </p>
<p>Grazie Paolo, per il tuo saper mettere a frutto che i segreti di una sana alimentazione durante la propria vita, si sia vegetariano, vegano, frugivoro, onnivoro, crudista o fruttariano sono solo un cammino che deve condurre ad un punto di non ritorno, che è riscoprire il proprio essere.</p>
<p>Grazie Paolo, perché riesci a riportare vedute differenti di qualsiasi discorso incominciato, nella giusta direzione, trovando la sintesi e la ricerca dell’essenziale, tu che sai tanto e spazi dai pensieri di Ramana Maharshi alle storielle zen che conducono alla conoscenza del Tao, senza mai dimenticare il nostro retaggio del classico mondo antico, cui il sottoscritto si sente fortemente legato.</p>
<p>Grazie Paolo, perché tu sai, con grande naturalezza, cambiare i tuoi panni, passando da cuoco eccellente di gustosi piatti preparati con grande accuratezza, ad attento osservatore in grado di rispondere ai più importanti interrogativi legati a conoscenze in vari campi dello scibile.</p>
<p>Grazie Paolo, perché da saggio uomo Zen, non trascuri che alla base dell’Ecologia Profonda ci deve essere come condizione prioritaria, il vivere comunitario dove agli approfondimenti culturali deve accompagnarsi sempre l’agire nel pratico e l’atteggiamento giusto rivolto al quotidiano. </p>
<p>Grazie Paolo, perché pur non conoscendolo personalmente, ma solo dai suoi scritti, sei in sintonia e apprezzi colui che considero un po’ un mio maestro di vita, Rutilio Sermonti, uomo schietto, saggio e consapevole nelle idee come nelle azioni, un po’ come lo sai essere anche tu.</p>
<p>Grazie Paolo, per avermi fatto conoscere meglio Caterina, che sa differenziarsi come fanno le donne che hanno un loro stile nel farsi apprezzare, che sa essere una donna che non lascia sfuggire nessun particolare al suo sguardo attento, che sa comportarsi in maniera umile e silenziosa, che parla poco perché probabilmente sa tanto ma non ha bisogno di ostentarlo e soprattutto perché ha portato sulle sue spalle il proverbio della Tigre, a me così caro.</p>
<p>Grazie Paolo, per avermi fatto conoscere Franco, un simpatico milanese con cui mi sono confrontato apertamente parlando a ruota libera da Ezra Pound ai Mercati Finanziari, dalla II guerra mondiale alla cancrena partitocratica attuale, dalle multinazionali farmaceutiche che hanno dichiarato guerra senza confini alla vera medicina, alla mia BMW dell’83 e alla sua Gilera del ‘64 e a discorsi anche più leggeri, pur confidandogli che però se oggi la scelta è tra vivere da schiavi o morire da eroi, io scelgo sicuramente la seconda opzione, perché sono Romano e preferisco la nobile via del combattere piuttosto che il mercanteggiare la propria esistenza e perché, proprio come disse Furio Camillo, “Roma si riscatta con il ferro e non con l’oro”. </p>
<p>Grazie Paolo, perché è sempre Franco che sapendo leggere bene gli occhi di una persona prima di accompagnarla ad una introspezione interiorizzata, con la sua meditazione, mi ha fatto meglio comprendere quanto l’insegnamento di Plutarco afferma, cioè che abbiamo due orecchie ed una bocca perché dovremmo sapere prima ascoltare e solo dopo parlare, pratica zen che provo spesso ad applicare alla mia natura ma che essendo piuttosto egocentrico (anche se annullare o esaltare il proprio ego appare alquanto inutile essendo tutti noi persone, cioè maschere), molto irruento e, volontariamente o non, che si va a trovare quasi sempre al centro dell’attenzione; ma Franco ha anche voluto giustamente punire la mia favella, che si era presa troppe libertà, facendomi mancare letteralmente il respiro, o meglio il prana, attraverso una lunghissima vibrazione mantra, dopo che con la mente avevo creato una stanza con specchi neri e bianchi, passando dai colori perfettamente ordinati dei chakra. </p>
<p>Grazie Paolo, per Renzo, un contadino poco avvezzo a parlare ma semplice e genuino nel suo agire; per quell’umile ciclista ecologista che ha fatto 80 Km. per arrivare, che ci ha detto poco ma che ci ha invece lasciato molto; grazie per l’artista, rocciatore, apneista Nazzareno per la sua compagna e per la sua deliziosa creaturina ammaliata dai “suoi” tappi e dalle “sue” canzoni.</p>
<p>Grazie Paolo perché ho anche conosciuto Stefano, cantautore, geologo, responsabile ambientale dei Monti Lucretili, ceramista, artista del pane ed eco-pacifista, che va in giro per le città a far conoscere il suo vate preferito Gianni Rodari, che nonostante abbia una visione del mondo molto distante o addirittura opposta alla mia, come nella magia del Tao, dove il principio Yin si trova anche nello Yang e viceversa, abbiamo entrambi una complementarietà nell’obiettivo che cerchiamo di ottenere: il saper donare noi stessi a qualcuno o qualcosa!</p>
<p>Grazie Paolo, perché lui stesso portandosi in spalla le note di una chitarra ed una valigia piena, di libri, giochi e poesie, per far sognare i bambini di ogni colore e per dare speranza a tutti di poter creare un mondo migliore, rappresenta una persona bella e autentica che crede con tutte le forze nei valori suoi e della sua guida e anche se, a mio modo di vedere, sono utopiche per la società in cui viviamo, le accetto solo da chi è come lui, ma giammai dalle sedicenti democrazie che importano pace e solidarietà soffocando i popoli con missili o mercati, o sfruttano il razzismo per creare l’unica mono-razza che oggi esiste e che non è più bianca, nera rossa o gialla ma che alchemicamente è diventata “verde” come il Dio Denaro che sente di adorare. </p>
<p>Grazie Paolo, perché Stefano mi ha fatto conoscere Gianni Rodari, di cui alcune strofe delle sue filastrocche al di là di tutto, mi sono rimaste piacevolmente impresse, così come credo rimangano ben impresse ai bambini e alle bambine che ascoltano quel suo Orecchio Verde acerbo, quelli che vogliono far gli auguri ai gatti da Belluno a Siracusa; la frase che fa riflettere e dice “perché se il cielo è uno solo la terra è divisa in pezzetti”; la gomma (anti-nucleare) del Prof. Grammaticus da usare per cancellare le bombe H; o infine la canzone della lentezza che vuole ammonirci che la continua fretta va a discapito di quella calma interiore necessaria a porsi con uno sguardo diverso verso il Cosmo.  </p>
<p>Grazie Paolo, perché è conoscendosi e con questi incontri, che si possono mettere a nudo le proprie  maschere e liberare quel sè dagli infingimenti e dalle ipocrisie; ecco perché non sono guerrafondaio ma neppure pacifista, perché credo che la Pace sia solo una condizione temporale e mai duratura se non vi è come principio di fondo la Giustizia; ecco perché non mi riconosco nel matriarcato ma neppure in un becero maschilismo, visto che il mio bagaglio spirituale e culturale mi ha portato a far conoscere Uomini e Donne che hanno saputo Essere Esempio al di là della funzione rivestita in un particolare momento; ecco perché non credo nell’uguaglianza ma rispetto e difendo le diversità e le identità del Tutto, visto che nessuna cosa in Natura può essere mai identica ad un’altra e questo non vale certo solo per gli umani, ma vale per tutto ciò che è vita, per un animale, una pianta, una pietra, una foglia, un filo d’erba e perfino una goccia d’acqua; ecco perché condivido l’universalità ma non l’universalismo, perché considero gli ismi come un qualcosa che, nel bene o nel male, allontanano sempre un po’ dal centro; ecco perché preferisco avere più doveri che diritti, perché sono indicativi di un volersi assumere proprie responsabilità per sé e per il Creato, mentre ci dimentichiamo troppo spesso che l’unico diritto che l’uomo possiede su questa terra è: nessuno; ecco perché infine non mi sento di condividere il mio rapporto con quello splendido mistero che ci circonda, attraverso un anti-specismo di facciata, perché la soluzione va ricercata ben oltre il piano meramente biologico o specista.</p>
<p>Questi sono solo semplici input che mi piace lanciare perché ritengo che da uno incontro/confronto/ scontro ci siano le chiavi di lettura necessarie per avere un arricchimento da qualsiasi persona o elemento che ci si presenta di fronte alla nostra strada, che è sempre piena di pericoli ed in perenne mutamento.</p>
<p>Io solo una cosa veramente non saprò mai fare: fingere di essere quel che non sono, ma penso che chi mi ha conosciuto in questa o in altre occasioni, forse lo avrà già capito. </p>
<p>Grazie anche a chi c’era e che non ho citato, perché con loro non ho avuto modo di approfondire un discorso!</p>
<p>Grazie a Voi per quel poco o tanto, che mi avete potuto trasmettere!<br />
Tutti, nessuno escluso!</p>
<p>Riccardo Oliva<br />
Presidente Associazione Memento Naturae</p>
<p>Volontari a Difesa di Ciò che è Vita!!!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/05/14/riccardo-oliva-un-libro-aperto-per-dire-grazie-a-voi-per-quel-che-mi-avete-potuto-trasmettere-resoconto-poetico-degli-ultimi-due-giorni-della-festa-dei-precursori-2012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Erbe, alberi e magia&#8230; con Sonia Baldoni &#8211;   Appuntamenti marchigiani da non perdere&#8230;.</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/03/21/erbe-alberi-e-magia-con-sonia-baldoni-appuntamenti-marchigiani-da-non-perdere/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/03/21/erbe-alberi-e-magia-con-sonia-baldoni-appuntamenti-marchigiani-da-non-perdere/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 07:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?p=3999</guid>
		<description><![CDATA[La parola ecologia deriva dal greco oikos che significa casa, ha cioè la stessa radice di economia, e questa filiazione etimologica mi ha sempre affascinato. Infatti attraverso l&#8217;ecologia, soprattutto quella profonda, ho appreso a considerare la natura come la mia vera casa cercando inoltre di trarre da essa il mio sostentamento.  Finché  un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La parola ecologia deriva dal greco oikos che significa casa, ha cioè la stessa radice di economia, e questa filiazione etimologica mi ha sempre affascinato. Infatti attraverso l&#8217;ecologia, soprattutto quella profonda, ho appreso a considerare la natura come la mia vera casa cercando inoltre di trarre da essa il mio sostentamento.  Finché  un bel dì  conobbi Sonia Baldoni di Jesi ed appresi attraverso le passeggiate fatte assieme a lei, o per mezzo di semplici cerimonie, a collegare l&#8217;ecologia, l&#8217;economia con la magia.  Infatti quello che apprezzai maggiormente, dell&#8217;esempio di fornito da Sonia,  è stata la sua spontanea passione per la  riscoperta e per la trasmissione dei misteri naturali, quelli che solo le piante sanno conservare. Le piante indubbiamente sono gli esseri viventi più vicini allo spirito primordiale e sono le depositarie del potere magico della vita. </p>
<p>Ma andiamo per ordine. Il mio primo maestro in erbe fu un pastore conosciuto a Calcata nei primi anni &#8216;70 del secolo scorso. Si chiamava Irmo, era diventato orbo in seguito ad un incidente di percorso nelle sue continue esplorazioni nei boschi. Irmo era originario di Amelia (in Umbria) e finché gli fu possibile  era solito continuare la tradizione della transumanza. Con le sue bestie ogni anno, in primavera inoltrata, se ne partiva lungo la via Amerina sino a raggiungere le colline umbre. Gli ultimi anni, non potendo più percorrere le strade di campagna, si spostava con tutti gli armenti su un camion preso a nolo.  Infine,  avendo ormai messo su famiglia e non potendo più spostarsi per l&#8217;età e gli acciacchi si limitò a pascere le greggi nella valle del Treja. Quando lo conobbi mi parlava spesso delle piante della valle e mi spiegava  di aver appreso a conoscerle  osservando le capre e le pecore al pascolo. Dal loro comportamento, dai gusti stagionali, dalla qualità del latte prodotto, etc. aveva imparato quali fossero le loro proprietà.  </p>
<p>Ovvio che restai molto intrigato da questi suoi racconti e volli anch&#8217;io seguire il suo esempio e comprai qualche pecora e qualche capra per vedere se avessero avuto qualcosa da insegnarmi. Ed in verità molto mi insegnarono&#8230;  Imparai da loro a riconoscere  quasi tutte le erbe commestibili della valle. Tra l&#8217;altro scoprii come anche gli ovini ed i caprini fossero dediti allo sballo.. Non so se era l&#8217;aria di Calcata, che induceva un po&#8217; tutti ad eccedere con sostanze alteranti, ma scoprii come in primavera anche gli armenti si dilettassero con  i germogli freschi di cicuta, una pianta psicotropa famosa sin dall&#8217;antichità, persino dedicandosi allo stramonio ed altre pianticelle “psichiche”.. </p>
<p>Ricordo addirittura una pecora che era talmente assuefatta alle droghe naturali che addirittura morì di overdose, con gli occhi strabuzzanti e la bava alla bocca.  Ma in questo non seguii mai quel cattivo esempio e mi limitai a raccogliere le piante selvatiche buone in cucina, cotte e crude. Non conoscevo nemmeno il loro nome, le chiamavo con nomi di fantasia. In seguito li conobbi attraverso le lezioni ricevute sul campo dal mio secondo maestro, Giuseppe Roveri, che era un erborista diplomato a Camerino e socio co-fondatore del Circolo vegetariano VV.TT.. Egli accompagnava spesso  me ed altri appassionati in giro per la valle e ci raccontava tante storielle popolari sulle varie piante e sul significato dei loro nomi. Infine, trascorsi diversi anni, verso  i primi di questo nuovo millennio, cominciai anch&#8217;io ad accompagnare neofiti alla ricerca di erbe e scrissi diversi articoli sulle proprietà e sul significato della forma, del colore, dell&#8217;odore di erbe e fiori e frutti. </p>
<p>Infine giunse la mia terza istruttrice, Sonia Baldoni e lei mi insegnò i significati magici delle piante e degli alberi, che sino a quel punto avevo trascurato. Ontano, lauro, agrifoglio, quercia&#8230; e le costellazioni collegate e gli spiriti benigni incarnati.</p>
<p>Il mio primo incontro con Sonia  avvenne a Calcata, forse sette anni fa, ad una festa di luna piena di luglio. Dopo la consueta passeggiata nella valle del Treja, avevamo predisposto una cerimonia sotto la luna, attorno al fuoco, e lì essa apparve, introdotta dall&#8217;amico psicologo Ciro Aurigemma. Dopo aver mangiato le erbe da noi raccolte, e avendo iniziato il giro di condivisione sulle esperienze karmiche con la luna piena, ecco che Sonia propose di fare un&#8217;offerta rituale al fuoco.. e  diede ad ognuno di noi  una manciatella di erbe e fiori da lei precedentemente mescolati affinché li offrissimo alla fiamma girando intorno al falò. E fu così che  iniziai  a conoscere anche le virtù magiche delle piante. </p>
<p>Fatalità, dopo qualche anno, mi ritrovai a Treia (in provincia di Macerata) in visita alla casa della mia compagna Caterina, era il 2010, e pensai subito di organizzarvi   un primo evento, un&#8217;altra festa della luna piena ma stavolta di agosto, e chiamai Sonia a partecipare. Dall&#8217;anno seguente mi trasferii stabilmente a Treia e lì iniziò una collaborazione più fitta ed intensa fra lei e me. Organizzammo  la prima cerimonia della vigilia di Ognissanti (Samhain) in occasione dell&#8217;incontro annuale della Rete Bioregionale del 2010, che si tenne nel podere di Lucilla Pavoni (a San Severino Marche), la cerimonia fu ripetuta anche nel 2011&#8230; Nel frattempo c&#8217;era stata anche la Festa dei Precursori del maggio 2011, con riti dedicati al mondo femminile ed alla raccolta di rose e  bacche di rosa canina,  con preparazione di fiori di Bach, che si ripeterà anche quest&#8217;anno (2012). </p>
<p>Insomma sembra che con Sonia si  siano ormai  stabiliti due importanti appuntamenti marchigiani, uno in primavera ed uno in autunno.. I momenti migliori della natura, quelli in cui la natura prorompe in bellezza di fioriture e frutti. </p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>Articoli sulla presenza di Sonia Baldoni agli eventi del Circolo Vegetariano nelle Marche: http://www.circolovegetarianocalcata.it/page/2/?s=sonia+baldoni </p>
<p>…&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p>Di questi ed altri argomenti se ne parlerà durante la Festa dei Precursori che si tiene a Treia dal 5 al 13 maggio 2012. Programma: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/01/e-iniziata-nel-1984-ed-ancora-continua.html </p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/03/21/erbe-alberi-e-magia-con-sonia-baldoni-appuntamenti-marchigiani-da-non-perdere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tutto quel che c&#8217;è da sapere sulle &#8220;banche in mani ebree&#8221;</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/02/01/tutto-quel-che-ce-da-sapere-sulle-banche-in-mani-ebree/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/02/01/tutto-quel-che-ce-da-sapere-sulle-banche-in-mani-ebree/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere inviate e ricevute]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?p=3774</guid>
		<description><![CDATA[Care, cari, 
&#8230; ha cominciato a piovere sulla neve.. ed ora per strada è tutto un pantano.. godiamoci anche questo! Così -visto che camminare è disagevole- si può stare più tranquilli al baretto a bere il cappuccino bollente, mangiando una bella bomba alla crema, e leggendo il solito giornalaccio.. no stavolta niente Corriere, sono passato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Care, cari, </p>
<p>&#8230; ha cominciato a piovere sulla neve.. ed ora per strada è tutto un pantano.. godiamoci anche questo! Così -visto che camminare è disagevole- si può stare più tranquilli al baretto a bere il cappuccino bollente, mangiando una bella bomba alla crema, e leggendo il solito giornalaccio.. no stavolta niente Corriere, sono passato al Resto del Carlino. Ed ho appreso varie cosette interessanti.. ad esempio che Celentano devolverà i suoi guadagni stratosferici (pagati dalla RAI) in beneficenza.. a chi però non si sa. Poi ho appreso come i modi di dire cambino la vita degli uomini (o sono gli uomini che cambiano i modi di dire?), una coppietta di inglesi in procinto di partire per una “vacanza” negli USA (scusate ho virgolettato perché non capisco come si possa desiderare una vacanza in USA), hanno scritto sul loro profilo su Twitter “We will come to destroy America”, appena sbarcati a New York sono stati arrestati e trattenuti per un giorno sotto interrogatorio dalla Police.. A nulla è servita la spiegazione che nello slang londinese “destroy” significa “enjoy” (godere) senza pietà per i modi di dire inglesi la Police li ha rispediti a London senza farli nemmeno uscire dal terminal. Sarà una “vacanza” indimenticabile&#8230; Ma questa storiella mi ha fatto soprattutto capire come il “grande orecchio” (non si tratta di un o&#8217;recchione nel senso napoletano) Echelon, o come cavolo si chiama, sta lì a controllare tutte le paroline che vengono inserite sui social network. Perciò state attenti a quel che scrivete su facebook dove l&#8217;o'recchione è persino più attivo&#8230; (me ne sono accorto ultimamente allorché appena inserita la parola “banche” abbinata a “in mani ebree” immediatamente è scattata la deprecazione.. e sono stato minacciato di bannamento (dai responsabili dei gruppi) se avessi postato ancora termini offensivi di quel tipo.. </p>
<p>Le banche, si sa, non possono essere dichiarate “in mani ebree..” poiché sono enti privati dediti alla beneficenza dell&#8217;umanità intera (come il Celentano stesso). Le banche sono templi del dio in terra che vanno rispettate e ossequiate e temute ed ubbidite e poi ricordiamoci il comandamento supremo “non nominare il nome di dio invano”. Ho anche compreso -meglio tardi che mai- per quale motivo c&#8217;è tutta quella campagna contro Wikipedia.. poiché con la “scusa” dell&#8217;informazione.. loro ti dicono tutto su quali siano i potentati finanziari “in mani ebree” a cominciare da Facebook sino a&#8230; (censura), per finire con&#8230;. (censura). </p>
<p>Niente paura.. in Italia siamo a posto, abbiamo un capo di governo che è protetto e inviato diretto del dio bancario. </p>
<p>Infatti il monti mario, detto il bancario, è stato ossequiato e lodato in alto loco.. -e qui riprendo il discorso dei modi di dire deviati- egli è stato definito -parole del Resto del Carlino- “un italiano contro natura”.. che nel gergo economico corrente significa “ligio alle normative e ben-agente (Goldman Sachs and Trilateral)” insomma di lui ci si può fidare.. poiché essendo “contro natura” è sicuramente più vicino al dio&#8230;.. </p>
<p>Ma a questo punto qualche lettore potrebbe dire “come è che questo D&#8217;Arpini, che tra l&#8217;altro è mezzo ebreo lui stesso, ce l&#8217;ha così tanto con il popolo eletto?”. La domanda merita una risposta, sia pur en passant e non esaustiva. Non è che ce l&#8217;abbia con gli ebrei ma con certi ebrei, chiamiamoli sionisti, che hanno travisato il senso di appartenenza ad una particolare cultura umana, f trasformandolo in un modo di estraniamento dall&#8217;umanità. </p>
<p>Tentando il tutto e per tutto per attuare una società in senso piramidale, usando il resto dell&#8217;umanità come un qualcosa da sottomettere. Questa prevaricazione è evidente nella formazione di Israele, supportata dalla lobby sionista stabilita in America. I sionisti hanno il ben visibile scopo di occupare i tasselli del potere economico e finanziario mondiale a fini egemonici. Questa tendenza è in verità osteggiata da diversi religiosi ebrei che non si riconoscono né in Israele né nella politica sionista. Allo stesso modo in cui parecchi cristiani non si riconoscono nella politica del vaticano, od in cui parecchi maomettani non condividono gli atteggiamenti del fondamentalismo musulmano. </p>
<p>All&#8217;interno delle religioni e delle ideologie si creano dei nuclei di potere che vanno persino contro l&#8217;ideologia o la religione ma che, all&#8217;occhio delle masse, si mostrano come portatori del messaggio di quella specifica religione od ideologia. Così va il mondo&#8230;. e dipende dall&#8217;egoismo e dalla malizia di pochi furbi e soprattutto dall&#8217;ignoranza di chi gli crede. </p>
<p>Cari saluti, Saul Arpino<br />
(al secolo Paolo D&#8217;Arpini, ancora per poco in questa valle di lacrime)&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/02/01/tutto-quel-che-ce-da-sapere-sulle-banche-in-mani-ebree/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Villa San Giovanni in Tuscia, 28 gennaio 2012 &#8211; Eugenio De Vito, il gioco della danza&#8230;. ed un amarcord</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/18/villa-san-giovanni-in-tuscia-28-gennaio-2012-eugenio-de-vito-il-gioco-della-danza-ed-un-amarcord/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/18/villa-san-giovanni-in-tuscia-28-gennaio-2012-eugenio-de-vito-il-gioco-della-danza-ed-un-amarcord/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 12:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Compagni di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?p=3688</guid>
		<description><![CDATA[Ante scriptum
Avevo già &#8220;declassato&#8221; il programma che segue, solo perchè si chiedono 10 euro di partecipazione&#8230; Ma poi ci ho ripensato, in fondo anche i danzatori debbono campare e non saranno quei 10 euro a rovinare un bilancio. Il fatto è che anch&#8217;io amo, forse dovrei dire amavo, la danza.. I primi anni della mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ante scriptum</p>
<p>Avevo già &#8220;declassato&#8221; il programma che segue, solo perchè si chiedono 10 euro di partecipazione&#8230; Ma poi ci ho ripensato, in fondo anche i danzatori debbono campare e non saranno quei 10 euro a rovinare un bilancio. Il fatto è che anch&#8217;io amo, forse dovrei dire amavo, la danza.. I primi anni della mia permanenza a Calcata, dal 1977 al 1983 circa, ogni sera o quasi c&#8217;era qualcuno che si metteva a suonare la chitarra, magari anche la fisarmonica (erano specialisti Zì Pietro e Paolino), qualcun altro tirava fuori gli immancabili tamburi, tamburelli e nacchere.. ed ecco lì che il popolo iniziava a danzare. Più che altro balli popolari, of course, saltarelli e danze in cerchio, ma lo sfogo era assicurato.. A fianco dei suonatori fiaschi e fiaschi di vino sempre riempiti di fresco in modo da non far mancare il carburante, sia ai musicanti che ai danzanti. Insomma comparando i prezzi di allora con quelli di adesso mi sa che il costo del vino ed i 10 euro chiesti da Eugenio, di Villa San Giovanni in Tuscia, stanno sullo stesso piano, pareggiano il conto&#8230;.<br />
Poi, lo confesso, a Villa San Giovanni in Tuscia non ci sono mai stato, forse non l&#8217;ho mai nemmeno menzionata nei miei scritti.. ed allora ho voluto rimediare&#8230; rilanciando le notizie sotto riportate, ricevute pel tramite degli amici bioregionalisti Marco e Marina di Blera (Blera sì che la conosco, ci ho pure fatto un paio di feste all&#8217;aperto)&#8230;</p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p><strong>Sabato 28 Gennaio 2012, dalle 16,00 alle 19,00 &#8211; Centro Polivalente di Villa San Giovanni in Tuscia, seminario &#8220;IL GIOCO DELLA DANZA&#8221; </strong></p>
<p>La cosa più importante che vorrei trasmettere, con questo breve incontro, è che la danza, come il teatro, è un gioco. Non è un gioco per femmine piuttosto che per maschi, o per persone particolarmente dotate o solo per chi è giovane.</p>
<p>Invece è un gioco aperto a tutti, che comprende diversi elementi: il corpo, il movimento, il contatto, la relazione con lo spazio e con gli altri. Ma anche l&#8217;immaginazione, l&#8217;ispirazione, l&#8217;improvvisazione, le emozioni che ci attraversano e di cui possiamo, anzi, dobbiamo fare uso per nutrire il movimento.</p>
<p>Poi, ma questa è già un&#8217;idea più personale, la danza è qualcosa che si fa prima di tutto in gruppo, a contatto con gli altri, un momento di scambio e condivisione. Dopo, magari, si arriva anche a fare un assolo, ma solo se uno ne ha voglia e sente di avere qualcosa da dire con il suo movimento. Perché secondo me la danza, come il teatro, esiste per comunicare.</p>
<p>Per questo il programma prevede tanti assaggi di lavoro sul corpo, soprattutto in gruppo, dunque:</p>
<p>- muoversi nello spazio, usando il pavimento come un alleato, imparando ad andare a terra e rialzarsi senza fare fatica;</p>
<p>- muoversi a contatto con gli altri, sfruttando tutte le possibilità del corpo;</p>
<p>- disegnare lo spazio;</p>
<p>- uso consapevole del respiro, del peso, allineamento del corpo e movimento confortevole;</p>
<p>- il coro danzante, ovvero nutrire il gruppo con il movimento, con le pause, con le suggestioni.</p>
<p>I linguaggi del corpo che userò si rifanno a diverse tecniche che ho studiato nel corso degli anni, tra cui: floor work, contact improvisation, release tecnique, yoga, clown, teatro fisico, maschera neutra.</p>
<p>Vi aspetto!</p>
<p>Eugenio Di vito</p>
<p>Nota aggiunta &#8211; La mia formazione.</p>
<p>Danza contemporanea con Susanna Odevaine, Anna Paola Bacalov, Simonetta Alessandri, Paola Rampone, Diana Damiani;<br />
Ashtanga Yoga con Roberto Quintili; Verticalismo e metodo biotransazionale con Daniele Sardella e Ketty Russo; workshop e seminari intensivi con: Geordie Cortes Molina, Vera Mantero, Giovanna Agostini, Yasmine Godder, David Zambrano, Luic Touzé, Giovanna Velardi, Giorgio Rossi, German Jauregui Allue, Marco Torrice;<br />
Teatro fisico, gestuale, maschera neutra con Isaac Alvarez; voce con Daniella De Panfilis;<br />
Canto con Sonia Cannizzo, corpo e voce con Moss Beynon Juckes, Heini Kunari;<br />
Clown teatrale con Gonzalo Alarcon, Pierre Byland, Stefano D&#8217;Argenio, Emanuele Av</p>
<p>Il seminario è aperto a tutti!</p>
<p>Per info e prenotazioni: 3294155464, info@tempocreativo.it<br />
(La quota di partecipazione è di 10 euro) </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/18/villa-san-giovanni-in-tuscia-28-gennaio-2012-eugenio-de-vito-il-gioco-della-danza-ed-un-amarcord/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Spilamberto, inizio 2012 &#8211;  Resoconto della Notte senza Tempo, luna rossa, stelle cadenti, fiammiferi smozzicati, poesie, misteri senza fine…</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/01/spilamberto-inizio-2012-resoconto-della-notte-senza-tempo-luna-rossa-stelle-cadenti-fiammiferi-smozzicati-poesie-misteri-senza-fine%e2%80%a6/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/01/spilamberto-inizio-2012-resoconto-della-notte-senza-tempo-luna-rossa-stelle-cadenti-fiammiferi-smozzicati-poesie-misteri-senza-fine%e2%80%a6/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 21:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?p=3619</guid>
		<description><![CDATA[“Per arrivare all&#8217;alba non c&#8217;è altra via che la notte&#8230;” (Kahlil Gibran)
La notte  del 31 dicembre 2011 anche quest’anno si è manifestata come senza tempo, o aldilà del tempo… Le cose sono avvenute come ci si poteva aspettare avvenissero, ma allo stesso tempo  tutte diverse.. Dovevamo essere in tre: Caterina, io e Sara, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Per arrivare all&#8217;alba non c&#8217;è altra via che la notte&#8230;” (Kahlil Gibran)</p>
<p>La notte  del 31 dicembre 2011 anche quest’anno si è manifestata come senza tempo, o aldilà del tempo… Le cose sono avvenute come ci si poteva aspettare avvenissero, ma allo stesso tempo  tutte diverse.. Dovevamo essere in tre: Caterina, io e Sara, invece attorno alla tavola imbandita eravamo 10 persone.. e cinque alla passeggiata sul Panaro. Una giusta metà alla meta per un bellissimo inizio ed una fine senza fine. Con il saluto dal cielo di una mezzaluna rossa adagiata sul bordo dell’orizzonte… </p>
<p>Ma.. andiamo per ordine, anzi per disordine e prima di cominciare con la narrazione degli eventi riportiamo qui i testi dei pensierini scritti dai presenti….</p>
<p>Pace e armonia…. Augurio di trovare i veri valori per affrontare questa vita, rispettando Madre Terra e tutte le creature.. vivendo nel qui ed ora!</p>
<p>Per il 2012. Un viaggio pieno di avventure e conoscenza, bei tramonti e belle albe tanto sole terra e acqua nuovi amici per me e per voi tutti…</p>
<p>Caro Babbo Natale, il mio desiderio è avere: AMORE E CREATIVITA’ per me e per tutti. Un lavoro creativo che mi realizzi. Tanta gioia, prosperità e vitalità.</p>
<p>Ciao! Auguro che ci sia sempre nella nostra vita una cena.. di parole e sentimenti.</p>
<p>La vita non è meccanica ma organica. Dove troveremo se non in noi stessi un simile miracolo? Sia lode a Dio!</p>
<p>Auguro a me ed a tutti noi armonia nel mondo, amore fra le persone, attenzione per la natura, consapevolezza di ciò che siamo.. e che siamo tutti lungo un percorso di vita che merita di essere vissuta, momento per momento, senza rimpianti per il passato e senza aspettative per il futuro.</p>
<p>Nel giardino non c’è niente come il loto, in mezzo alla gente, a tutta la gente, nessuno è come Te.</p>
<p>Niente di più di ciò di cui ho bisogno. Vivere con intensità tutto</p>
<p>….Armonia per noi e per il mondo, capacità di partecipazione e impegno, lucidità per orientarci nelle scelte, Cuore</p>
<p>.Il Cielo nel Cuore.</p>
<p>Racconto della serata trascorsa:</p>
<p>“La notte senza Tempo” è una notte che non conosce i secondi, i minuti, le ore ma solo ciò che sa di eterno. A Spilamberto un gruppo di persone (Caterina, Sara, Margherita, Maria, Giovanna, Claudia, Rosa, Paolo, Aldo, Fabrizio) si sono ritrovate per vivere la magia di questa notte a casa di Caterina, compagna di Paolo. </p>
<p>Ovviamente c’è chi è arrivato in anticipo e chi in ritardo, tanto per iniziare a spaccare i primi schemi. Il ritrovarsi tutti insieme ha fatto esplodere la bellezza naturale della convivialità. Il cibo, vegetariano, preparato con cura da tutti, ha nutrito il pensiero di volersi bene anche a tavola…. (risottino alla zucca, tofu e verdure al vapore, tofu e verdure saltate, lenticchie, polpette di miglio e riso, cipolla stufata al burro, sformato di uova e formaggio, fagioli cannellini conditi, insalata mista).. certo, quando è arrivato il momento dei dolci  (frutta secca candita, zuppa inglese, spongata, panone di natale) i buoni propositi hanno lasciato spazio ai bis e tris! Il tutto annaffiato da vini locali e non (pignoletto frizzante, rosso piceno, prosecco di Conegliano ed acqua idrolitina).    </p>
<p>Ma che notte senza tempo è senza una bella passeggiata sul Panaro? E con tanto di bigliettini su cui ognuno può scrivere ciò di cui volersi liberare, facendoli bruciare, ritualmente, sul fuoco sacro acceso sulle rive del fiume, dal caro amico Paolo? </p>
<p>Ovviamente l’idea di mettere su carta ciò che non si vuole ci ha coinvolto tutti; e con grande impegno, tra una risata e l’imbarazzo del ritrovarsi di fronte ad una parte di sé, abbiamo realizzato sia i biglietti da purificare al fuoco sia quelli delle speranze per l’anno nuovo, che poi son  stati letti a tavola.</p>
<p>Quante belle parole….</p>
<p>I cuori si aprono quando i desideri si esprimono in compagnia. Essi rappresentano i nostri punti di forza, ma prima di tutto l’insieme delle nostre più grandi fragilità.</p>
<p>Gli impavidi decidono di dirigersi verso il fiume… ovviamente ad un orario diverso da quello stabilito! Camminando ci accorgiamo di quanto il cielo è bello, limpido, pieno di stelle e costellazioni. I fuochi d’artificio in lontananza cominciano a scoppiare ricordandoci che la mezzanotte è arrivata, il nuovo anno. Siamo in cammino e ci facciamo gli auguri consapevoli che non è stato il tempo a darci l’inizio del 2012 ma la bellezza delle figure dei fuochi sparati nel cielo.</p>
<p>Nel luogo preposto al rito Paolo prepara la legna per il fuoco. Prende i fiammiferi e tenta di accenderli una, due, tre volte… finchè la scatola finisce… Niente falò, nessun rischio di galera per tentanto incendio sulle rive del Panaro. Raccogliamo tutto e ritorniamo a casa, sotto un cielo pieno di stelle, ormai usciti dal tempo.</p>
<p>Giunti in giardino diamo vita ad un piccolo focherello e lì compiamo il rito… Fuori di noi, dentro di noi, con una serenità ritrovata, in fondo mai persa.</p>
<p>Per completare la tradizione della fine e del principio, il primo giorno dell’anno, la mattina, ci siamo recati, sotto un tepido sole quasi primaverile, nel borgo vecchio di Savignano sul Panaro. In cima al castello  tolti gli “ormeggi” e sorridenti abbiamo salutato il 2012 in forma ufficiale!   </p>
<p>Sara Laurencigh, Caterina Regazzi e Paolo D’Arpini</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/01/spilamberto-inizio-2012-resoconto-della-notte-senza-tempo-luna-rossa-stelle-cadenti-fiammiferi-smozzicati-poesie-misteri-senza-fine%e2%80%a6/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intenti per l&#8217;Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo &#8211; Area Metropolitana Romana: 23 e 24 giugno 2012</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/12/22/intenti-per-lincontro-collettivo-ecologista-del-solstizio-estivo-area-metropolitana-romana-23-e-24-giugno-2012/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/12/22/intenti-per-lincontro-collettivo-ecologista-del-solstizio-estivo-area-metropolitana-romana-23-e-24-giugno-2012/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 09:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?p=3580</guid>
		<description><![CDATA[Meditazione in cammino
Ecologia profonda, Bioregionalismo e Biospiritualità all’Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo &#8211; Area Metropolitana Romana: 23 e 24 giugno 2012 
Caro Parisi e Caro Lorenzo Merlo, forse avrei dovuto rispondere separatamente ad ognuno di voi ma -infine- perchè separare? Visto che siamo nella stessa barca.. o perlomeno diciamo di esserci?
Trovo il discorso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meditazione in cammino</p>
<p>Ecologia profonda, Bioregionalismo e Biospiritualità all’Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo &#8211; Area Metropolitana Romana: 23 e 24 giugno 2012 </p>
<p>Caro Parisi e Caro Lorenzo Merlo, forse avrei dovuto rispondere separatamente ad ognuno di voi ma -infine- perchè separare? Visto che siamo nella stessa barca.. o perlomeno diciamo di esserci?</p>
<p>Trovo il discorso di Lorenzo Merlo estremamente cogente ed utile alla causa ecologista -ribadisco &#8220;ecologista&#8221; poichè non mi sembra un termine diminitivo a meno che non vogliamo fare delle parole un termine di paragone per le nostre idee personali- la glottologia e soprattutto la capacità di evocare concetti attraverso le parole e di chiarirne il significato non ha nulla a che vedere -secondo me- con le discussioni sul filo di lana caprina.</p>
<p>La glottologia e la semantica hanno ben diritto di entrare nel discorso ecologista, soprattutto per chiarire le azioni connesse all&#8217;ecologia, ecologia profonda, e dir si voglia.. Pur tuttavia questi concetti evocati non sono nuovi all&#8217;uomo&#8230; ed i neologismi vengono usati, per fare un favore alla politica del copy right, ed è solo una concessione alla &#8220;politica&#8221;, appunto&#8230; </p>
<p>Ecologia profonda è un fatto, una realtà, e non può essere descritta in termini filosofici se non astraendoci dal contesto dell&#8217;ecologia stessa. Vivendo nei fatti e non amando le diatribe dialettiche ma amando dire &#8220;pane al pane e vino al vino&#8221; debbo confessarvi che non mi piace sentirmi ristretto in un contesto qualsivoglia. Non amo le etichette non amo nessuna coercizione morale, politica, ideologica o religiosa.. Se si vuole fare dell&#8217;ecologia profonda una base per esprimere le norme di una &#8220;nuova religione&#8221; con tanto di sacerdoti titolati all&#8217;interpretazione e con tanto di bibbia decisa a tavolino dai sapienti, ricevete le mie distanze più cordiali.. Non che con questo intenda abbandonare l&#8217;ecologia profonda, che è la pratica sincera ed onesta della mia intera esistenza.. semplicemente mi disinteresso al novero di chi ritiene di essere depositario delle &#8220;regole&#8221; dell&#8217;ecologia profonda e sente di volerle imporre agli altri come un codice legislativo.. </p>
<p>I tempi delle dittature intelletuali sono conclusi.. almeno per me.. e quindi preciso per l&#8217;ennesima volta che:</p>
<p>L&#8217;incontro collettivo ecologista, per l&#8217;ecologia profonda, il bioregionalismo, la biospiritualità e per il vivere armonico, amorevole gentile e solidale sulla Terra, non è un&#8217;etichetta bensì una descrizione di un modo di vivere nella nostra società ed in natura.</p>
<p>Che tale incontro sia semplicemente un&#8217;occasione di condivisione collegiale del sentire e della pratica quotidiana, nello spirito conviviale e semplice dell&#8217;avvicinamento fra amici e fratelli, è per me evidente. Se tale finalità non trova l&#8217;accordo di Enzo Parisi, malgrado il suo iniziale favore e complimento, mi spiace&#8230; magari ha cambiato idea in corso d&#8217;opera, non so&#8230; d&#8217;altronde lo stesso Enzo Parisi, che sente l&#8217;esigenza di un altro tipo di incontro con altre finalità e con altri modi, sarà ed è nel suo pieno diritto di esprimersi personalmente e collettivamente (negli ambiti a lui accetti e nei quali è accettato) nelle forme che ritiene più opportune e consone al suo pensiero&#8230; </p>
<p>In ogni caso, indipendentemente da quale &#8220;altro&#8221; incontro corroborativo del suo pensiero, egli intende organizzare a Roma nelle modalità e tempi da lui stesso decisi, la sua presenza è benvenuta anche all&#8217;incontro collettivo ecologista (sopra descritto) che si terrà nei giorni 23 e 24 giugno 2012 in un luogo ancora da definire dell&#8217;area metropolitana romana&#8230; Qualsiasi altro membro dell&#8217;IDEM, come quelli del CIR, degli Ecovillaggi, del Sentiero Bioregionale, della Rete Bioregionale Italiana, dell&#8217;Agribio, delle associazioni per la salvaguardia del territorio, dei gruppi che perseguono il naturismo, la tutela degli animali e dell&#8217;habitat, che seguono un pensiero laico e spirituale, etc. è parimenti benvenuto è potrà liberamente esprimere il suo parere e raccontare la sua esperienza nel consesso dei presenti, nei tempi ad ognuno consentiti&#8230;. </p>
<p>Cordiali saluti a Tutti!</p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>Lettere menzionate:<br />
…………………………</p>
<p>Lorenzo Merlo il 22 dicembre 2012 ha scritto:<br />
A proposito dell’incontro di Roma a giugno 2012</p>
<p>A proposito del punto 2 chiedo: quindi idem ha un percorso che non può essere aggiornato dai suoi componenti?</p>
<p>Finora idem è stato promosso escludendo sistematicamente tutte le proposte che ho avuto opportunità di pronunciare (costruzione bibliografia, con modalità strumentali a provocare partecipazione attiva e a conoscersi; messa in discussione del valore del linguaggio; del valore del riconoscimento e legittimazione della storia; considerazioni critiche sul documento-manifesto, prima richieste &#8211; a tutti &#8211; e poi non messe in discussione e neppure diffusione; proposta di raccolta della concezione individuale dell&#8217;ep; e altre). Oltre al rischio che fossero tutte inaccettabili, c&#8217;è quello che la linea della triade (Parisi, Della Casa, Andreozzi) prevedesse dei veti verso idee e/o persone in quanto ciò che avrebbe dovuto essere l&#8217;ep, già era stato da loro deciso.</p>
<p>Per chi le volesse raccogliere, penso siano informazioni utili alla discussione in corso.</p>
<p>Lorenzo Merlo</p>
<p>…………..</p>
<p>Il giorno 22/dic/2011, alle ore 00:31, Enzo Parisi ha scritto:</p>
<p>Ancora a proposito dell’incontro di Roma.</p>
<p>Ho letto l’ultima nota di Paolo D’Arpini (vedi: http://retedellereti.blogspot.com/2011/12/note-aggiunte-per-lincontro-collettivo.html) </p>
<p>e intendo ribadire alcuni concetti.<br />
1) Continuo a ritenere inopportuno il termine Incontro collettivo ecologista comunque sottotitolato, e credo che non debba ripetere le motivazioni già fornite nel precedente messaggio.<br />
2) Il percorso prefigurato per il Movimento per l’ecologia profonda IDEM prevede un incontro, che era già stato indicato a Roma, per una costituzione più formale e organizzata del Movimento stesso, al termine di un percorso di presentazioni in diverse realtà regionali. Se di questo non si dovesse o non si intendesse parlare, è evidente che questo Incontro si porrebbe al di fuori del percorso di IDEM. Se invece questa fosse la visione bisogna allora che i temi e il taglio siano concordati con chi finora ha promosso e avviato IDEM. Se ciò non avvenisse, non significa che l’incontro non sia una occasione positiva, perché incontrarsi e conoscersi è sempre importante, ma che semplicemente non corrisponde all’incontro finale del percorso che si è previsto per IDEM.<br />
3) Infine sul conoscere in anticipo il numero di partecipanti credo che dipenderà non poco sia dal taglio e dal programma che verrà proposto, sia dalle condizioni di raggiungibilità del luogo scelto, nonché dalla durata dell’evento, che, se alquanto fuori Roma, per chi viene da lontano sarebbe di almeno 3 giorni.<br />
Cari saluti a tutti, Enzo Parisi </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/12/22/intenti-per-lincontro-collettivo-ecologista-del-solstizio-estivo-area-metropolitana-romana-23-e-24-giugno-2012/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Resoconto dei tre giorni a Treia di Vita senza Tempo… al Circolo Vegetariano VV.TT.</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/12/17/resoconto-dei-tre-giorni-a-treia-di-vita-senza-tempo%e2%80%a6-al-circolo-vegetariano-vv-tt/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/12/17/resoconto-dei-tre-giorni-a-treia-di-vita-senza-tempo%e2%80%a6-al-circolo-vegetariano-vv-tt/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 13:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?p=3551</guid>
		<description><![CDATA[Circolo Vegetariano VV.TT. Treia &#8211; 8, 9, 10 dicembre 2011 &#8211; Vita senza Tempo
Stamattina la frase del Calendario dell&#8217;Avvento di Sabine recita così: “La vita non è che la continua meraviglia di esistere&#8230;” (Rabindranath Tagore)
E così incominciamo la nuova giornata, con la mente e il cuore al momento presente, ma anche all&#8217;immediato futuro (l&#8217;incontro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Circolo Vegetariano VV.TT. Treia &#8211; 8, 9, 10 dicembre 2011 &#8211; Vita senza Tempo</p>
<p>Stamattina la frase del Calendario dell&#8217;Avvento di Sabine recita così: “La vita non è che la continua meraviglia di esistere&#8230;” (Rabindranath Tagore)</p>
<p>E così incominciamo la nuova giornata, con la mente e il cuore al momento presente, ma anche all&#8217;immediato futuro (l&#8217;incontro di stasera a Sassuolo) e al recente passato: la serie di incontri della scorso  fine settimana, a Treia, sotto il titolo: Vita senza tempo, dal titolo del libro che io e Paolo abbiamo scritto assieme e che abbiamo presentato.</p>
<p>Sono stati tre giorni intensi, ognuno caratterizzato da un&#8217;atmosfera di affetto e amicizia fra persone che a volte non si conoscevano nemmeno, ma che sono state riunite sotto lo stesso tetto (di muratura o di cielo, stelle e luna) da un comune sentire. Intanto io e Paolo abbiamo avuto una piacevolissima compagnia in Paola, che ha vissuto con noi le tre intere giornate, affrontando con la sua auto e le sue belle fotografie, il lungo viaggio da Carpi. Una donna speciale, con cui speriamo di continuare a condividere le nostre vite in altre occasioni.</p>
<p>Nella tarda mattinata dell&#8217;8 abbiamo allestito la mostra: foto naturalistiche di vari autori: Paola Torricelli, appunto, Nazareno Crispiani, Daniela Spurio e quadri di Nazzareno Vicarelli, Fulgor C. Silvi,  Sabrina Franchini,  Domenico Fratini ed un’opera grafica di Teri Volini.</p>
<p>L&#8217;ambiente, così sistemato, era pieno di colori, il colpo d&#8217;occhio molto piacevole. C&#8217;era anche un tavolo pieno di oggetti e foto, messi lì per un piccolo mercatino dello scambio.</p>
<p>Verso l&#8217;ora di pranzo sono arrivate diverse persone con abbondanti cibarie, tutto vegetariano, e così, approfittando di un magnifico sole, ci siamo sistemati per il pranzo all&#8217;aperto, fuori dal circolo. Intanto era arrivata pure Gigliola Rosciani, con le sue ceramiche-erbario, bellissime e delicate, che ha cominciato a racchiudere dentro ad alcune cornici pezzi di muro dell&#8217;orto e a manipolare l&#8217;argilla per creare facce da inserirvi in mezzo, un lavoro unico nel suo genere.</p>
<p>Al pomeriggio ci siamo riuniti dentro al circolo per confrontarci sul nostro sentimento nei confronti della vita, della natura, del nostro rapporto con essa, in termini più o meno consapevoli della responsabilità che abbiamo nella sua salvaguardia e recupero, e del nostro essere uomini o donne. Eravamo tutti lì presenti, con tutti i nostri sensi all&#8217;erta, con la mente e il cuore in mano, che venivano offerti, senza timore agli altri.</p>
<p>Io dicevo infatti, a questo proposito, che in questi incontri la cosa che mi colpisce di più, é il senso di presenza che si riesce a percepire in se stessi e negli altri.</p>
<p>Alcuni hanno scritto anche un loro pensiero e li trascrivo qui:<br />
“Ogni attività umana, se realizzata con passione e dedizione, nel rispetto di ogni cosa, si trasforma in opera d&#8217;arte: queste opere rappresentano il contatto diretto con il divino, quindi ogni attività é la manifestazione del divino supremo (firma illeggibile)”</p>
<p>“Credo che non rispettare la propria natura porta a vivere in modo disagevole. Natura di femmina, natura di maschio, donna é profondità, accoglienza (dentro), l&#8217;organo femminile é così. Maschio é (fuori) forza, coraggio &#8220;verso l&#8217;esterno&#8221;. Insieme generiamo in molti sensi la VITA” (Paola Torricelli)</p>
<p>Tra gli altri interventi mi piace ricordare quello di Giorgio, il marito di Lucilla, che ha detto, tra la commozione, che ringrazia il Cielo per averlo fatto nascere maschio in modo da poter incontrare quella splendida donna che é sua moglie.</p>
<p>Il secondo giorno, sotto la luna piena, Elisabetta Aquilanti e il suo compagno Silvano ci hanno accompagnato in una bella passeggiata alla ricerca di erbe spontanee e la fortuna, nonostante la stagione non fosse quella più favorevole, ci é venuta incontro facendoci trovare abbondanti quantità di &#8220;cime di rapa&#8221; alias senape o ramoraccio, non so che, con cui abbiamo riempito due sporte che ci siamo spartite e noi, la nostra parte l&#8217;abbiamo consumata il giorno successivo, il sabato con Paola e la rimanente ce la siamo portata anche a Spilamberto. Abbiamo anche trovato l&#8217;attaccavesti, il cent&#8217;occhi, le pratoline, ciclamini, malva, menta ed altre.</p>
<p>Elisabetta ce ne  raccontava intanto, le varie proprietà ed usi, sotto la luna quasi piena. A casa ci siamo fatti una bella e buona tisana con le erbe raccolte, accompagnata da due squisite ciambelle preparate dalle brave Elisabetta e Paola. Abbiamo anche allestito un mandala con fiori e bacche dei 7 colori come i 7 chakra davanti al camino&#8230;. e lo troveremo ancora lì al nostro ritorno da Spilamberto.</p>
<p>Il terzo e ultimo giorno, il 10 dicembre, ci siamo ritrovati al circolo fra pochi intimi per presentare il nostro libro, in un&#8217;atmosfera talmente familiare che più che leggere pagine e pagine come facciamo di solito, io e Paolo abbiamo cominciato a raccontare la nascita del nostro amore e di questo libro, con l&#8217;intercalare dei commenti dei presenti: la fedele Lucilla, la stoica Paola, che ha aspettato fino all&#8217;ultimo per esserci (doveva ripartire per tornare a Carpi in serata), e Umberto, un simpatico marchigiano, che speriamo di ri-incontrare alla prossima occasione e Nazzareno Vicarelli, con cui abbiamo progettato ulteriori iniziative per la Festa dei Precursori di maggio, sempre a Treia.</p>
<p>Ecco, anche queste tre giornate sono passate, é stato bello incontrare persone nuove e &#8220;vecchie&#8221;. Alla prossima!</p>
<p>Caterina Regazzi</p>
<p>Vice-Presidente del Circolo Vegetariano VV.TT. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/12/17/resoconto-dei-tre-giorni-a-treia-di-vita-senza-tempo%e2%80%a6-al-circolo-vegetariano-vv-tt/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vittoria inutile quella in una guerra che segue l&#8217;altra&#8230; Vera “vittoria” è dove si vede la fine di ogni guerra,  nella consapevolezza dell&#8217;unitarietà della vita</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/05/vittoria-inutile-quella-in-una-guerra-che-segue-laltra-vera-%e2%80%9cvittoria%e2%80%9d-e-dove-si-vede-la-fine-di-ogni-guerra-nella-consapevolezza-dellunitarieta-della-vita/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/05/vittoria-inutile-quella-in-una-guerra-che-segue-laltra-vera-%e2%80%9cvittoria%e2%80%9d-e-dove-si-vede-la-fine-di-ogni-guerra-nella-consapevolezza-dellunitarieta-della-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 18:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poems and Reflections]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?p=3340</guid>
		<description><![CDATA[Da qualche parte bisogna pur cominciare per arrivare alla Vittoria in questa nostra società. Una “vittoria nonviolenta e laica”, a tutto campo, in cui si considera l&#8217;unitarietà della vita in tutte le sue forme. 
Questo è il dettame dell&#8217;ecologia profonda e della spiritualità laica che intravvede nelle pieghe della rete esistenziale una quantità di interconnessioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche parte bisogna pur cominciare per arrivare alla Vittoria in questa nostra società. Una “vittoria nonviolenta e laica”, a tutto campo, in cui si considera l&#8217;unitarietà della vita in tutte le sue forme. </p>
<p>Questo è il dettame dell&#8217;ecologia profonda e della spiritualità laica che intravvede nelle pieghe della rete esistenziale una quantità di interconnessioni celate alla vista superficiale. Le relazioni nel vivente sono inscindibili dal vivente stesso e comprendono anche il pensiero, oltre all&#8217;inorganico ed all&#8217;organico. </p>
<p>Per questa ragione, noi del Circolo VV.TT., quest&#8217;anno durante le ricorrenze per i defunti sino al 4 novembre, in cui si ricorda la fine della prima guerra mondiale, abbiamo cercato di analizzare e comprendere i valori della nonviolenza inserendoli nel contesto di un sistema di vita, vegetariano, ecologista e rispettoso dell&#8217;altrui pensiero. “Praticando l’utopia di speranza, chiamata nonviolenza, che ci permette di vivere meglio nell’orizzonte storico, troppo tormentato e troppo deluso, del nostro tempo. In questa prospettiva, prende forma un’aspirazione epocale, orientata ad uscire dal ciclo della negatività che spesso rischia di sommergerci” affermò il filosofo Aurelio Rizzacasa. </p>
<p>Ad esempio nel ricordare il 4 novembre, definito il giorno della &#8220;vittoria&#8221; abbiamo considerato l&#8217;inutilità di una guerra, che si dice sia stata combattuta per ottenere l&#8217;integrazione del suolo patrio ancora parzialmente occupato dallo straniero. Ma quella ragione fu menzognera, anche dal punto di vista politico. Infatti l&#8217;impero Austro-Ungarico e quello Tedesco (nostri precedenti alleati) si erano impegnati a restituirci i territori contesi in cambio della nostra astensione dalla belligeranza. </p>
<p>Purtroppo prevalse un calcolo politico diverso, che andava oltre l&#8217;ottenimento di quei benefici territoriali, e l&#8217;Italia fu coinvolta in un conflitto che costò enormemente in vite umane, distruzioni, perdita di credibilità.. cose che avrebbero poi contribuito alla costituzione del fascismo e di conseguenza alla seconda e più rovinosa guerra mondiale. Ogni guerra è sempre in qualche modo collegata a quella che la precede: causa ed effetto. E potrebbe avvenire ancora se non si interrompe il meccanismo diabolico. </p>
<p>Lo possiamo osservare nelle scusanti &#8220;democratiche e fintamente pacifiste&#8221; che stanno spingendo l&#8217;umanità verso una più rovinosa guerra mondiale. I sentori ci sono stati con l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq e dell&#8217;Afganistan, con la scusa delle armi occulte e del terrorismo. Lo vediamo oggi nella ragioni “libertarie” che sono alla base della distruzione della vicina Libia, dal costo altissimo in vite umane e persino in denari&#8230; Infatti con il costo delle bombe e dei missili dei nostri arsenali bellici, che abbiamo sganciato sui libici inermi, avremmo potuto pareggiare il bilancio dello Stato&#8230; ed invece ora gli arsenali dovranno essere nuovamente riempiti con nuove bombe, nuovi aerei e nuovi missili.. e questo andrà a scapito della assistenza sociale, del lavoro, della sanità, della cultura.. insomma di tutto ciò che è necessario alla vita. E non è finita&#8230; già ci sono avvisaglie ed ammonimenti per la futura guerra di “liberazione” quella contro la Siria e contro l&#8217;Iran.. e chissà poi chi&#8230;.</p>
<p>Le bugie hanno però le gambe corte, si spera, e la verità sui retroscena delle varie guerre &#8220;democratiche&#8221; stanno sempre più venendo a galla. Il popolo si informa, non sui giornali e sui piccoli schermi, che sono venduti al potere, ma su internet e per passaparola. Occorre perciò essere molto discriminativi nell’esaminare le notizie che ci vengono propinate dalla informazione ufficiale e soprattutto occorre mantenere una posizione “laica” ed imparziale poiché in qualsiasi forma ideologica, economica o religiosa si nasconde un mascheramento della Verità.</p>
<p>E per affermare la Verità occorre sempre partire da noi stessi. Indagando sulla nostra verità interiore. Una volta un cercatore della verità chiese al saggio Nisargadatta: “C’è un modo di porre fine agli orrori della guerra e delle prevaricazioni?” Ed il saggio rispose: “Quando sempre più persone riusciranno a riconoscere la loro vera natura, la loro influenza, per quanto sottile, prevarrà e l’atmosfera emotiva del mondo si addolcirà. La gente segue i suoi capi, e quando tra questi ne appariranno alcuni con un grande cuore ed una grande mente, assolutamente indifferenti al loro tornaconto, il loro esempio sarà sufficiente ad impedire le brutalità ed i crimini dell’epoca attuale.…”.</p>
<p>Per questa ragione è così importante cercare di eliminare dalla nostra vita quotidiana ogni forma di violenza ed è per questa ragione che è importante prendere coscienza dell&#8217;unitarietà della vita e del come rapportarci gli uni e gli altri, in perfetta armonia simbiotica, senza dover predare quel che non ci appartiene e che è bene comune di tutti i viventi. </p>
<p>In questo filone ricordo le parole del professor Osvaldo Ercoli che, il 6 giugno 2010 a Viterbo, disse: &#8220;Pertanto è nostro dovere assumere comportamenti che non compromettano l’equilibrio ecologico della terra nonché i diritti fondamentali e la sopravvivenza delle altre specie e di tutta l’umanità. Nessun essere umano ha il dritto di invadere lo spazio ecologico di altre specie o di altri individui, né trattarli con crudeltà e violenza. Le biodiversità sono ricchezze da mantenere e difendere. La democrazia della comunità terrena unisce tutti i popoli e i singoli individui sostenendo valori quali la cooperazione e l’impegno disinteressato, anziché separarli attraverso la competizione, il conflitto, l’odio ed il terrore. In alternativa ad un mondo fondato sull’avidità, sulla disuguaglianza e sul consumismo sfrenato, questa democrazia si propone di globalizzare la solidarietà, la giustizia e la sostenibilità&#8221;</p>
<p>La competizione, il conflitto, l&#8217;odio ed il terrore&#8230; è questa la maschera che ancora oggi stiamo cercando di strappare, e certo: dovremmo essere più numerosi di quanti si sia, e poter e saper gridare assai più forte di quanto si faccia. A quanti, ancora oggi e nonostante quello che accade, restano inerti si può ricordare la poesia scritta da un pastore evangelico, Martin Niemoeller: “Prima vennero per gli ebrei, e io non dissi nulla perché non ero ebreo. Poi vennero per i comunisti, e io non dissi nulla perché non ero comunista. Poi vennero per i sindacalisti e io non dissi nulla perché non ero sindacalista. Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa”.</p>
<p>Vorrei ora concludere questo intervento con le parole di un altro maestro della nonviolenza, Nelson Mandela, che scrisse: “La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti ogni oltre limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo “chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ” In realtà, chi sei tu per NON esserlo? Siamo figli di Dio. Il nostro giocare in piccolo non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi così gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi…E quando ci liberiamo delle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri”. </p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>Presidente Circolo Vegetariano VV.TT.<br />
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/05/vittoria-inutile-quella-in-una-guerra-che-segue-laltra-vera-%e2%80%9cvittoria%e2%80%9d-e-dove-si-vede-la-fine-di-ogni-guerra-nella-consapevolezza-dellunitarieta-della-vita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Orecchio Verde di Gianni Rodari&#8230; e la spinta umanitaria e vegetariana che incombe&#8230;</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/05/lorecchio-verde-di-gianni-rodari-e-la-spinta-umanitaria-e-vegetariana-che-incombe/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/05/lorecchio-verde-di-gianni-rodari-e-la-spinta-umanitaria-e-vegetariana-che-incombe/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 11:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?p=3337</guid>
		<description><![CDATA[Da almeno un paio d&#8217;anni l&#8217;amico Stefano Panzarasa ha declinato  tutti gli inviti per  partecipare a vari incontri bioregionali e la ragione è che “sto lavorando alla stesura di un libro su Gianni Rodari”. Infatti l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho visto è stata a Calcata, nella sede del Circolo vegetariano,  nel 2009, era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da almeno un paio d&#8217;anni l&#8217;amico Stefano Panzarasa ha declinato  tutti gli inviti per  partecipare a vari incontri bioregionali e la ragione è che “sto lavorando alla stesura di un libro su Gianni Rodari”. Infatti l&#8217;ultima volta che l&#8217;ho visto è stata a Calcata, nella sede del Circolo vegetariano,  nel 2009, era venuto a  fare mente locale  sui primi passi fatti   per celebrare la figura di Gianni Rodari. </p>
<p>E&#8217; trascorso così tanto tempo da  che Stefano si interessa di questo poeta che anch&#8217;io ho faticato a stabilire un inizio, a ricordarne il percorso.. Ho dovuto scartabellare nel mio archivio storico per ritrovare notizie, articoli, eventi centrati su Rodari e svolti in varie occasioni a Calcata, Capranica, Viterbo.. ed anche a Roma. In così tante manifestazioni era presente Stefano Panzarasa con le sue canzoni, sul poeta eco-pacifista e portatore di un messaggio spirituale “laico”,  che i documenti riempivano pagine e pagine dell&#8217;archivio&#8230; </p>
<p>In effetti nel ricordo di tutti i partecipanti ai diversi incontri la presenza di Stefano Panzarasa ed il fischiettare del  motivetto sull&#8217;orecchio verde (da Capranica a Viterbo) era un leit motiv ed una presenza scontata. Chi la dura la vince&#8230; e lui così pervicace e monolitico è riuscito infine a  realizzare quel libro che tanto aveva desiderato&#8230; Grazie all&#8217;editore Marcello Baraghini, anche lui bioregionalista, che ha creduto e favorito in tutti i modi questa operazione.</p>
<p>Ma alcuni potrebbero chiedersi.. che c&#8217;entra Gianni Rodari con i vegetariani? </p>
<p>Beh&#8230; in verità i vegetariani non è che siano una categoria di umani a parte&#8230; sono esseri umani che hanno deciso di ritornare ad una alimentazione consona alla propria costituzione.. L&#8217;uomo dal punto di vista anatomico è considerato un frugivoro, da cui l&#8217;aggettivo “frugale”, e la sua dieta naturale  è del tutto simile a quella delle scimmie antropomorfe, dei cinghiali, etc. L&#8217;uso della carne e dei prodotti di origine animale nei frugivori è del tutto marginale, una sorta di integrativo alimentare utile solo in specifiche occasioni estreme.  Molto probabilmente Gianni Rodari avrebbe condiviso questa posizione non ideologica del vegetarismo ed è tra l&#8217;altro evidente dai suoi scritti  in chiave alimentare&#8230;  </p>
<p>Un esempio è presente nel suo racconto  “Le avventure di Cipollino”, dove i protagonisti sono principalmente ortaggi, e in seguito non sono mancati nella sua grande produzione di poesie, filastrocche e favole anche con  riferimento a ricette precise, sempre a base vegetale, come  nella filastrocca “L’insalata sbagliata” (ne Il libro degli errori) in cui  il professor Grammaticus ordina un “pranzo vegetariano”, indicando proprio i componenti di una ricca e gustosa insalata. </p>
<p>(…) Metteteci l&#8217;indivia,<br />
la lattuga, la riccetta<br />
il sedano, la cicoria,<br />
due foglie di rughetta,<br />
un mezzo pomodoro,<br />
cipolla se ce n&#8217;è:<br />
portate l&#8217;olio e il sale,<br />
la condirò da me. (…)</p>
<p>Ma non è solo un fatto alimentare&#8230; è una filosofia di vita, di rispetto per “il pane”, per il cibo semplice che nutre senza ferire, che mi ha coinvolto nella azioni rodariane compiute da Stefano.  E poi la gioia trasmessa con le sue canzoni, i sorrisi dei bambini, ad esempio in mezzo ai banchi  della scuola elementare di Calcata, o nel centro visite del Parco del Treja alla consegna dei regali da parte della befana in calze rosse, o nel Palazzo Paronale alla presenza delle autorità locali che applaudivano soddisfatte tamburellando con le mani e con i piedi.. tutto questo fervore.. mi ha convinto che Gianni Rodari era fatto per Stefano Panzarasa e Stefano Panzarasa era fatto per Gianni Rodari&#8230; erano due cuori ed un&#8217;anima.  </p>
<p>Così ho ricevuto con piacere, apprezzandone i colori, le memorie, le citazioni, il libro “L&#8217;Orecchio Verde di Gianni Rodari” (Edizione Nuovi Equilibri), curato da Stefano Panzarasa, ed ho gioito per la presenza di un CD con tutte le canzoni che avevo ascoltato negli anni trascorsi&#8230; Bell&#8217;Amarcord&#8230;.</p>
<p>Ed ora, in aggiunta, ecco un pensiero della mia amata Caterina Regazzi che ha ascoltato con attenzione il CD di Stefano, per la prima volta&#8230;  “&#8230;. ed  ho avuto modo di apprezzare le belle canzoni, che definirei &#8220;ballate&#8221; del suo cd, in particolare, ovviamente quella dell&#8217;&#8221;Orecchio verde&#8221;, nel mio viaggio di ritorno da Treia a Spilamberto. Sono motivi originali ma molto orecchiabili ed, ascoltatele per una volta, non escono più dalla mente. Una cosa che mi ha molto colpito, dato che non conoscevo più di tanto  su  Rodari, é stata la filosofia di vita che c&#8217;è dentro ai testi: un amore smisurato per l&#8217;universo ed il genere umano in particolare, i bambini, i poveri, i sofferenti, come che li volesse comprendere e contenete tutti, potendolo fare, sotto la sua ala protettiva e benevola. Un uomo molto buono e sensibile, che ha dedicato la vita a rendere un po&#8217; più dolce quella degli altri. E Stefano ha avuto il merito di riportare &#8220;in auge&#8221;, musicandole, le sue poesie, che così avranno modo sicuramente di raggiungere molte più persone. E così hanno raggiunto anche me, rendendo più leggero il mio viaggio, che mi allontanava, anche se solo fisicamente, dal mio amore, Paolo. Grazie, Stefano!”</p>
<p>Buona fortuna all&#8217;editore per la diffusione del libro, ciao, Paolo D&#8217;Arpini</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/05/lorecchio-verde-di-gianni-rodari-e-la-spinta-umanitaria-e-vegetariana-che-incombe/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

