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	<title>Circolo Vegetariano VV.TT. Calcata &#187; Lunario</title>
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	<description>Il blog del Circolo Vegetariano di Calcata</description>
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		<title>I risvolti della democrazia rappresentativa (in Italia e nel mondo) e analisi del voto amministrativo del maggio 2012 (dopo Parma)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 08:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni di servizio]]></category>
		<category><![CDATA[Lunario]]></category>

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		<description><![CDATA[Democrazia fasulla – Ormai è evidente che la democrazia è un&#8217;istituzione fasulla. Il partito degli astenuti e dei voti nulli ha superato il 50%. Al ballottaggio a Genova, ad esempio, ha votato solo il 40% (senza contare le schede bianche e nulle) il che significa che il sindaco è stato eletto con il 20% dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Democrazia fasulla – Ormai è evidente che la democrazia è un&#8217;istituzione fasulla. Il partito degli astenuti e dei voti nulli ha superato il 50%. Al ballottaggio a Genova, ad esempio, ha votato solo il 40% (senza contare le schede bianche e nulle) il che significa che il sindaco è stato eletto con il 20% dei voti. Ma la cosa andrà ancora avanti, salvo una dubbia affermazione della politica di protesta, e finiremo come negli USA, la democrazia più importante del mondo e che ci fa da esempio, in cui il presidente rappresenta si e no un quinto degli americani. Insomma la democrazia è solo una oligarchia sorretta dall&#8217;alta finanza. Infatti se non ci fossero i contributi dell&#8217;alta finanza, sia al candidato democratico che a quello repubblicano, come potrebbero essi sostenere le spese delle campagne elettorali? Niente paura i contributi vengono ripagati con i posti nel governo (vedesi le varie posizioni occupate dalla Goldman Sachs, tanto per dirne una). E&#8217; perciò evidente che i presidenti USA sono solo burattini dell&#8217;alta finanza. Ma non è forse la stessa cosa di quel che sta succedendo in Italia con il golpe del napoletano e la connivenza dei partiti tutti?</p>
<p>Riporto qui l&#8217;editoriale  del Giornaletto di Saul del 22 maggio 2012:  </p>
<p>Parma &#8211; Federico Pizzarotti, candidato del Movimento 5 Stelle, ha vinto con il venti per cento di scarto: 60,14, a 39,86. &#8220;Siamo pronti a governare&#8221;, ha detto il nuovo sindaco. &#8220;La prima cosa che farò sarà concentrarmi su quello che è il debito&#8221;. E&#8217; la sconfitta anche di Bersani: è lui che aveva voluto Bernazzoli. Svolta epocale. Ha battuto di quasi venti punti Bernazzoli, sostenuto da tutto il centrosinistra. E’ la presa della Bastiglia, la Stalingrado sognata da Beppe Grillo. E’ l’addio alla vecchia politica e lo spazio al nuovo. A una cosa che ancora non è definita, forse, ma che esiste già e si chiama Movimento 5 stelle. La poltrona di primo cittadino di una delle città più importanti d’Italia non è un caso isolato. Nessuno lo avrebbe pensato. Non un mese fa. Forse nemmeno ieri.. L&#8217;affermazione del Movimento 5 Stelle accade in un momento auspicioso, è iniziata la stagione dei Gemelli. Bene, ora vediamo che succede&#8230; In fondo son contento anch&#8217;io della vittoria di Parma&#8230; se fossi stato lì avrei votato per il Movimento dei Grillini, con tutti i difetti è l&#8217;unico che pone prospettive di riuscita verso un cambiamento positivo. Per i partiti è stata una bella batosta e se la meritano!</p>
<p>Ed ora un divertente dialogo fra me ed una amico che dopo aver letto l&#8217;editoriale mi scrive: </p>
<p>C.C.  &#8211; &#8220;Perché non fai da garante / organizzatore per il centro italia? (magari già lo fai). Con anche Vittorio e qualcun altro con la zucca, io direi che ci sono..&#8221;</p>
<p>Risposta &#8211; Ma di cosa? Ti riferisci al Grillo? Od a che? Il Grillo non lo conosco ed io non mi faccio certo avanti, alla mia età.. Penso che tu o Vittorio potreste darvi da fare, perchè non prendi contatto con lui e fate una combine? Se servirà un &#8220;appoggio&#8221; morale, non mi tiro indietro&#8221;</p>
<p>C.C. &#8211; &#8220;Si, mi riferisco a Grillo. Francamente, ritengo che potrebbe essere – per me, ma anche per molti italiani (salvo poi a ricevere l’ennesima fregatura – l’’ultima fermata per un tram che si chiama disillusione completa&#8230;&#8221;</p>
<p>Risposta &#8211; &#8220;Insisto&#8230; provateci&#8230; Se serve una mano, una benedizione o che.. &#8211; non mi tiro indietro&#8230; Largo ai giovani!&#8221;</p>
<p>C.C. &#8211; &#8220;Sì, grazie (ma vorrei avere solo una parte di facilitatore non di leader, non credo di averne le forze e forze manco le capacità). Però io intendo dire che, vista la possibile portata sociale rivoluzionaria, c&#8217;è bisogno di un forte centro morale oltre che culturale. Credo che tu possa quindi significare questo. Anche il posto (che non conosco, Treia) potrebbe essere il nostro Tibet, lontano ma illuminante&#8221;</p>
<p>Risposta &#8211; &#8220;Ti ringrazio&#8230; caro C.,  ma ritengo che al grillo non gliene possa fregare di meno di me, del Tibet, della forza morale e quant&#8217;altro&#8230; Scusa la franchezza, non è che ho dubbi sul Grillo, ho solo<br />
certezze&#8230; Attualmente figurati ci sarà una scalata per occupare i posti all&#8217;interno del Movimento 5 Stelle.. ed entreranno solo quelli che si &#8220;scappellano&#8221; davanti al capo. Ciò non toglie che io sia contento della vittoria di Parma, è stato un bello schiaffone ai politicanti di mestiere che meriterebbero ben altre lezioni, se gli italiani avessero un po&#8217; di cuore (intendo fegato)&#8230;. Accordati con Vittorio, lui è l&#8217;uomo giusto, ha una buona dose di peli sulla pancia per affrontare le fiere!  Prendi contatto col grillo e proponilo&#8230;. Se servirà, come già detto, farò scendere le mie benedizioni, ma forse meglio di no.. potrebbero persino risultare controproducenti&#8230; Chi fa professione di verità odia la verità&#8230;&#8221;</p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
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		<title>Il sistema si sente minacciato.. e studia le contromosse: esercito, gendarmi, servizi segreti, processi giudiziari, brigate rosse e nere&#8230; etc. etc.</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/05/17/il-sistema-si-sente-minacciato-e-studia-le-contromosse-esercito-gendarmi-servizi-segreti-processi-giudiziari-brigate-rosse-e-nere-etc-etc/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 10:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunario]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è un collage di vari interventi (proposti da Giuseppe Turrisi che li ha accorpati),  a integrazione dell&#8217;articolo:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/05/16/stato-sovrano-la-penultima-bugia-e-come-sempre-il-sistema-salva-se-stesso-usando-pure-lantipolitica-ed-i-brigatisti/ 
Una storia affascinante se non fosse che a tratti è pure vera
Cosa accomuna Giovanni Leone, Giuseppe Saragat, Aldo Moro, Federico Caffè e il Signoraggio.
Nel 1974 viene emessa in Italia una banconota di stato di 500 lire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è un collage di vari interventi (proposti da Giuseppe Turrisi che li ha accorpati),  a integrazione dell&#8217;articolo:<br />
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/05/16/stato-sovrano-la-penultima-bugia-e-come-sempre-il-sistema-salva-se-stesso-usando-pure-lantipolitica-ed-i-brigatisti/ </p>
<p>Una storia affascinante se non fosse che a tratti è pure vera</p>
<p>Cosa accomuna Giovanni Leone, Giuseppe Saragat, Aldo Moro, Federico Caffè e il Signoraggio.</p>
<p>Nel 1974 viene emessa in Italia una banconota di stato di 500 lire una banconota coperta dallo stato italiano, senza signoraggio bancario ossia senza riconoscere interessi a nessuno. Ma già Il DPR del 20 giugno 1965 (Sargat)  e la legge del 31 marzo  1966 n 171 (governo Moro) legge che da attuazione della moneta di stato (500 lire Aretusa dal 1966 al 1975).  Dal 1974 al 1975 doppia emissione per la sostituzione). Dal 1974 con il  DPR 14 febbraio  parte la serie Mercurio, DM 2-aprile -1979 .</p>
<p> legge 31-3-1966, N 171 e D.M. 17033  del 20-10-1967. Quindi la cosa fù possibile</p>
<p>Moro fece passare insieme a Leone nel 74-76 l&#8217;emissione di moneta cartacea a corso legale sottraendo riprendendosi parte della sovranità che la costituzione attribuisce allo stato e non alla banca centrale che è privata..<br />
le famose 500 lire di carta.. con i decreti del presidente della repubblica il D.P.R. 14-2-1974 ed il D.P.R. 5-6-1976<br />
tratto da un articolo di M. Saba. </p>
<p>Attenzione alle date,sempre molto significative,in questo lasso di storia che non si studia,non per nulla,in nessuna scuola nè università!</p>
<p>1) La prima emissione ci fu nel 74 pochi mesi dopo nel 75 Leone fu al centro di furiosi attacchi sia da parte del giornale L&#8217;Espresso e del Partito radicale(da sempre i più implicati con gruppi di pressione internazionali e filoatlantici allora come oggi col gruppo repubblica che si limitano ad eseguire le direttive che vengono dal gruppo Rothshild che ha la proprietà del Financial Times ed Econimist)<br />
Vi ricordate quando Di Pietro rilasciò loro una intervista dicendo ad USA ed UK che dovevano invadere l&#8217;Italia per liberarci da Berlusconi?<br />
O i tanti dubbi sull&#8217;eliminazione della prima repubblica sempre operata da Di Pietro..</p>
<p>2) La seconda emissione nel 76 sempre su decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Leone e fortemente voluta anche da Moro e dalla sua fazione..<br />
Dopo una serie di ripetuti attacchi dei giornali e del partito radicale addirittura Pannella testimoniò per dimostrare che Leone avesse preso tangenti nel caso Lockeed ,oggi dopo 20anni chiedono scusa dicendo che si erano sbagliati..<br />
http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Leone#Le_dimissioni<br />
Nel 78 incredibilmente 20 giorni dopo la morte di Moro 9maggio 1978 (ritrovamento) invece di preoccuparsi il mondo politico di trovare i responsabili e dei mille depistaggi dei ministri dell&#8217;interno e della polizia/carabinieri con tutti gli ufficiali massoni,si preoccuparono di attaccare Leone ed il 15 maggio si dimise.<br />
Segno che i due erano legati &#8230;nel loro destino e l&#8217;unica cosa che li legava era questa..ed in giusti 20 giorni tra 9 maggio ed il 15giugno di eliminarono entrambi..con diverse messe in scena alcune ad oggi completamente svelate  altre ancora buie,ma le scuse dei radicali non nascondono quello che avvenne.<br />
Con Moro, irreprensibile non poterono usare il metodo Hoover ossia la &#8221;charachter distruction&#8221; ed usarono le maniere pesanti.</p>
<p>Moro e Leone si erano avvalsi per questa emissione anche della consulenza di Federico Caffè (che era consulente per vari ministeri ed anche del centro studi di banchitalia!) anche lui scomparso in condizioni mai spiegate nel 1987..e che aveva pubblicato studi sulla moneta buona e la moneta cattiva..la prima quella legata ad un valore reale la seconda quella stampata dal nulla (ma gli antisignoraggisti diranno che manco lui,uno dei massimi economisti del secolo ,a livello mondiale,non ci aveva capito nulla!)..e si era messo di traverso alle privatizzazioni delle banche pubbliche..poi tutte privatizzate da due governi sotto l&#8217;egida di Draghi..</p>
<p>3) Ci sono poi attentati mai spiegati andati sotto il nome di &#8216;&#8217;strategia della tensione&#8221; ma di cui mai nessuno ha capito fino in fondo il reale significato(come non si sono mai capiti gli attentati contro i simboli dell&#8217;Italia dei monumenti del 93 anche li si parlava di ri-rendere pubblica banchitalia&#8230;.certo un conto è la manovalanza ,la mafia,un conto i mandanti..ad oggi ignoti..che però costarono anche la vita a Falcone e Borsellino&#8230; !).</p>
<p>Parlo delle bombe nelle banche pubbliche..che poi sono state tutte privatizzate..e che dopo l&#8217;emissione di moneta sono l&#8217;ultimo baluardo della difesa dello stato..infatti mentre con quelli interessi si finanzia il pubblico con gli interessi ad una banca privata si finanzia la ricchezza dei privati..</p>
<p>Ecco che il 12 dic 1969 furono attaccate prima la la banca nazionale dell&#8217;agricoltura poi quella commerciale italiana poi quella nazionale del lavoro (quella che finanziava l&#8217;ENI di Mattei contro le sette sorelle) tutti in 53minuti tra Roma e Milano..nella prima ci furono 17 morti..<br />
la seconda non esplose pare per un difetto la terza causò nel sottopassaggio 13 feriti!!Perchè banche? Perché banche pubbliche solamente?</p>
<p>Era un chiaro messaggio che le banche pubbliche che facevano l&#8217;interesse dello stato erano in rotta di collisione con le grandi banche private dietro all&#8217;imperialismo energetico USA..e volevano avere solo loro l&#8217;ultima parola su chi finanziare e chi no&#8230;poi per loro inaccettabile che uno stato possa diventare grande senza che loro si arricchiscano prestando soldi a strozzo!</p>
<p>In ogni caso i conti furono regolati molto tempo dopo a causa di una classe politica DC PSI che si opponeva.. tra il 92 ed il 94 quando l&#8217;intera classe dirigente che si era opposta al totale controllo delle banche internazionali fu eliminata con la fine della prima repubblica da parte di magistrati eterodiretti (allora come oggi!) e la Banca commerciali italiana così come quella nazionale dal lavoro furono privatizzate..e quindi finalmente sottratte al controllo dello stato..</p>
<p>4) Come non considerare la brutta fine che hanno fanno tutti quelli che hanno denunciato lo scippo della sovranità monetaria da parte delle banche ed hanno fatto mosse in direzione di riportarla in mano statale..tutti morti ammazzati&#8230;compresi i 4 presidenti USA(e guardacaso dopo la loro morte i presidenti eletti riportarono in auge elogiando le banche centrali o le grandi banche che prestavano allo stato soldi a strozzo)</p>
<p>Tra questi Lincoln, Garfield, McKinley, Kennedy John e poi Bob.. gli USA detengono il record assoluto di presidenti ammazzati&#8230; Kennedy come Moro/Leone poi fecero di peggio emisero moneta cartacea di stato(nel caso di Kennedy ritirate tutto subito dopo la morte..</p>
<p>Arrigo Molinari ex questone di Genova ha fatto una finaccia decine di coltellate proprio quando dove essere sentito dal magistrato per la sua denuncia sul signoraggio di Bce e banca centrale..<br />
http://studimonetari.org/articoli/arrigomolinari.html</p>
<p>5) ovvio che Moro/Leone o Mattei od altri eliminati erano visti come antimperialisti o cmq ostacoli alla geopolitica e finanza USA sia che si trattasse di emissione monetaria,petrolio,armi appoggio a paesi non allienati..Moro non aveva scampo avendocele tutte..visto che aveva firmato il Lodo Moro che prevedeva territorio franco in Italia per i terroristi arabi (contro Israele) e voleva anche far andare il PCI al governo..e Kissinger (appartenente al ramo tedesco dei Rothshild infatti nacque in Baviera Heinz Alfred Kissinger nato Fürth curioso stessa zona,la Baviera,del nostro amato Ratzinger..un tiro di schioppo!) lo aveva avvisato minacciandolo (lo riporta il ministro Galloni)</p>
<p>&#8230;&#8230;..<br />
Mio commentino: ..basti vedere come si sono svolti i fatti di Moro, in Via Fani, il nascondiglio a pochi metri dalla polizia che lo cercava in tutta Italia, conseguenti leggi di Cossiga utili al controllo dei cittadini e tutt&#8217;ora in vigore, il fatto che Moro stesse impiantando un nuovo sistema, comprensivo di un tentativo di affrancamento dalle banche, stampando in proprio le 500 lire, etc. Ed inoltre la figura del becero Manconi (ed altri) che addirittura è poi diventato coordinatore dei Verdi&#8230; Tantissimi altri fattori.. Magari nelle BR (ne ho conosciuti alcuni) c&#8217;erano anche persone &#8220;convinte&#8221;ma le fila erano manovrate dall&#8217;interno! Ciò vale anche per i cosiddetti &#8220;eversori neri&#8221;.. Qesta la mia intuizione. Qualcuno non controllato ovviamente c&#8217;era, tipo ad esempio Feltrinelli .. ma quelli non controllati non facevano danno a nessuno, non erano funzionali al sistema, erano degli una bombers qualsiasi..&#8221; (P.D&#8217;A.)</p>
<p>&#8230;&#8230;..</p>
<p>Siete invitati anche voi a contribuire all&#8217;arricchimento di questa rassegna di notizie/opinioni: scrivete a Paolo D&#8217;Arpini: circolo.vegetariano@libero.it</p>
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		<title>Notizia dall&#8217;Italia.. anzi no, dalla Luna! &#8211; di Marco Della Luna</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/04/17/notizia-dallitalia-anzi-no-dalla-luna-di-marco-della-luna/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 15:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunario]]></category>

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		<description><![CDATA[Notiamo evidenti convergenze tra le strategie recessive del governo Monti e la strategia autolesionistica di certe banche e industrie. I due fenomeni si illuminano a vicenda.
A marzo 2012  nel silenzio dei mass media divampava il caso Viola-BPER-MPS. Fabrizio Viola passa da AD di Biper (Banca Popolare dell’Emilia Romagna) a direttore generale di MPS, proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Notiamo evidenti convergenze tra le strategie recessive del governo Monti e la strategia autolesionistica di certe banche e industrie. I due fenomeni si illuminano a vicenda.</p>
<p>A marzo 2012  nel silenzio dei mass media divampava il caso Viola-BPER-MPS. Fabrizio Viola passa da AD di Biper (Banca Popolare dell’Emilia Romagna) a direttore generale di MPS, proprio mentre si rinegoziava il contratto collettivo aziendale di quest’ultimo (31.000 dipendenti). </p>
<p>Nel bollettino BPER Futura (Dicembre 2011) dell’omonima associazione di azionisti BPER, si leggono dati molto rilevanti. Nei 3 anni della direzione Viola, BPER ha perso quasi 2/3 della capitalizzazione, il 40% dell’utile netto, il 300% circa del suo saldo interbancario (andando a – 4,3 miliardi), diversi gradi di rating, e ciononostante gli ha rinnovato l’incarico e pagato compensi per € 5.312.667. E’ inoltre esposta verso i propri massimi dirigenti per 431.000.000 – cioè questi hanno usato la banca per prestare a se stessi quella somma, in palese conflitto di interessi. Inoltre hanno messo su poltrone della banca loro familiari ed amici.</p>
<p>Viola subentra ad Antonio Vigni quale A.D. nella direzione di MPS, il quale, durante la direzione Vigni, è caduto in gravi difficoltà anche di liquidità, soprattutto perché ha speso 9 miliardi per comperare la Banca Antonveneta che ne valeva 2 (quindi qualcuno ha lucrato 7), perché era piena di sofferenze (6 volte la media di MPS) dovute alla prassi diffusa e accettata di concessioni allegre di crediti a soggetti inidonei, e al quasi assente controllo della qualità del credito. Vigni rimane al MPS come consulente, esterno?</p>
<p>Nessuno dei responsabili e dei beneficiari di questi disastri viene chiamato a render conto e a risarcire, anzi vengono rotati tra loro e la carriera continua. Cosa che difficilmente si può spiegare se non rifacendosi a un disegno a livello di poteri sovrastanti, che dà direttive e copertura per questo tipo di gestione.</p>
<p>BPER Futura denuncia quanto sopra e denuncia che “i consigli di amministrazione, un tempo composti da uomini di grande valore che vedevano l’incarico come un servizio a termine, si sono riempiti di Amministratori a vita, che considerano la carica un mestiere”. Reclama che i dirigenti siano pagati in base al risultato ed entro limiti di decenza, che abbiano incarichi a termine, che non possano usare la banca per dare soldi a se stessi e poltrone ai parenti. Cita il caso dell’amministratore Vittorio Fini, che ha subito due ipoteche giudiziarie di un pool di banche sue creditrici per 68,5 milioni di Euro, e tra queste banche vi è anche quella di cui è amministratore, la BPER!</p>
<p>E per quale motivo, per quale logica o merito imprenditoriale il CDA rinnovava l’incarico a Viola, nonostante i pessimi risultati, e gli ha anzi dato un maggior compenso, in parte determinato a discrezione? Mi chiedo io: lo ha fatto perché i risultati non interessano, o perché interessa che siano così, perché ha fatto esattamente ciò che gli si richiedeva? E, con questi presupposti, per quali interessi MPS viene affidato a un Viola, per quale logica programmatica?</p>
<p>Anche nella Fiat, massima industria nazionale, si notano decisi tratti di strategia “riduttiva”: Marchionne non la sta rilanciando tecnologicamente e commercialmente, non sta investendo i 20 miliardi promessi per ottenere le firme sindacali al nuovo contratto – sta considerando di chiudere un paio di stabilimenti in Italia.</p>
<p>Vi è chi arguisce un piano per liquidare, mandandole a gambe all’aria, le grandi banche italiane e sostituirle con un sistema bancario, probabilmente, germanico, emanato da BCE e MES. E c’è un’analogia, un parallelismo tra un simile progetto e un progetto di mandare all’aria gli stessi paesi eurodeboli attraverso politiche di risanamento e sviluppo programmaticamente errate e fallimentari, per poi governarli direttamente via MES? Anche Corrado Passera, prima di esser fatto ministro dello sviluppo, aveva diretto una grande banca, Intesa San Paolo, con risultati non buoni. E così il nuovo presidente di MPS, Alessandro Profumo, indagato per frode fiscale, non è che abbia lasciato Unicredit in condizioni rigogliose. La sua controllata Fineco Leasing ha addirittura qualche pignoramento e sequestro conservativo – vedi Cerved.</p>
<p>E’ un fatto, che l’intero paese, tragicamente privo anche di significativi progetti infrastrutturali, appare in via di svuotamento, di raschiatura del fondo, di gestione terminale, ad esaurimento, non di preservazione e tantomeno di rilancio.</p>
<p>Come si può parlare di ripresa economica mentre si tagliano i redditi, si aumentano le tasse e le tariffe, e si procurano soldi alle banche all’1,7% non affinché finanzino la “ripresa” ma affinché speculino comperando btp che rendono il 6-5%?Dove va un paese che offre lavori instabili da 700 Euro al mese, e pensioni da 400, con un pari costo della vita rispetto a paesi dove stipendi e pensioni e servizi sono molto migliori e le tasse inferiori? Che senso ha vivere in esso, per un lavoratore, anziché emigrare? Credo che il disegno franco-tedesco di cui parla Galloni nel recentissimo saggio Chi ha tradito l’economia italiana? (ama pure in altri scritti) sia di eliminare, attraverso la demolizione del reddito, dell’autonomia nazionale e della capacità manageriale, tutte le strutture socioeconomiche e politiche autoctone, e insieme indurre ad emigrare gli imprenditori più attivi, a chiudere quelli meno forti (soprattutto la sacca di resistenza dura a morire delle piccole e medie imprese del Nord-Est), per poter poi plasmare, su un terreno spianato e sgomberato, incapace di opporsi, un’Italia diversa, a loro convenienza, facendone un bacino di mano d’opera a basso costo, vicino e direttamente controllato, che funga anche da mercato di sfogo per loro produzioni non meglio vendibili.</p>
<p>Questa ipotesi di drastico abbattimento economico spiega le scelte demolitive per l’Italia da parte di Merkel, Monti, Marchionne, Viola, Vigni e altri. Tutto quadra, tutto ha una sua coerenza. Anche l’elevare la pressione fiscale a livelli tali che gli investimenti non possono ripartire. Anche il porre sui carburanti accise tanto alte, che il conseguente crollo dei consumi determina una calo del gettito di accise sui carburanti, oltre a un generale rincaro dei prezzi e abbassamento della domanda, dovuti ai maggiori costi per trasporto, e che abbatte ulteriormente il gettito fiscale. La leva fiscale è usata per indurre imprese, capitali e cittadini capaci ad emigrare, a lasciar libero il territorio. Conosco consulenti che fanno proprio questo servizio alle aziende, aiutandole a restare legalmente operative in Italia, ma con sede, redditi e capitali esterizzati. Questo è il Salva-Italia di Monti: un Accoppa-Italia, o una Acchiappa-Italia. Precipitare il paese nella spirale dell’avvitamento fiscale facilità chi ne deve prendere il controllo da fuori.</p>
<p>E la supertassa per le supercars? I rivenditori italiani di Ferrari, Lamborghini e Maserati hanno avuto un crollo delle vendite, mentre i governi tedesco, francese e ungherese hanno introdotto norme che consentono di immatricolare tali automobili nei loro paesi risparmiando il 50% sul bollo e sull’assicurazione. Quindi il ricco italiano va là per comperarsi la supercar, e porta là il soldi del prezzo, del bollo e della polizza. E i rivenditori italiani si associano a partners stranieri per eludere il superbollo, trasferendo capitali e vetture all’estero. La Lamborghini se l’è già presa la Audi e ora fa concorrenza dura alla Ferrari, mentre la Maserati e la Ducati sono in procinto di essere rilevate da altri tedeschi. Vielen Dank, du lieber Mario! Analoga la storia della supertassa sugli ormeggi dei natanti: i natanti e i loro utenti se ne vanno all’estero e ormeggiano in marine straniere e pagano là, con danno per le marine e il turismo italiano. Difficile credere che misure così anti-italiane non siano fatte allo scopo di far emigrare chi può emigrare. Adesso stanno sistemando l’industria italiana media e grande, e schiacciando la piccola; poi manderanno in crisi le banche italiane (via EBA e BCE) per metterle sotto controllo di altro capitale straniero.</p>
<p>Però io credo che questo sia un bene (e non sto scherzando, lo farei anch’io!), perché il sistema Italia è tanto guasto e inemendabile, tanto asfittico e distruttivo, che spingere le imprese e le persone capaci e creative a trasferirsi in altri paesi sia veramente il modo migliore di fare il loro interesse. Un atto di amore. Inconfessabile, ma di amore. Esodo è bello. Resteranno, a contendersi il poco reddito e il poco welfare rimasti, le persone aventi scarso valore di mercato: i pigri, i vecchi, gli umanisti, i soggetti privi di utile formazione professionale. E naturalmente terranno loro compagnia i renditieri e i turisti di lusso che si godono il Belpaese come sempre, anzi più che mai.</p>
<p>Del resto, quando una società viene messa in forte e aperta interazione con società più grandi, più forti, più avanzate, più efficienti – come succede all’Italia nel contesto dell’Unione Europa – la storia mostra che quella società tende a dissolversi. Così come quando una società debole e “vecchia” viene esposta e compenetrata da popoli molto più prolifici e aggressivi. E anche questo è il caso dell’Italia.</p>
<p>Considerando ciò che Galloni dimostra nel suo ultimo saggio sul tradimento dell’economia italiana anche da parte di falsi alleati, non pochi sospettano che il piano sia appunto mandare all’aria il sistema paese per poi proporsi come salvatori. Monti sarebbe il commissario ad acta per l’esecuzione finale del piano franco-tedesco di abbattimento dell’economia produttiva italiana, di cui parla Galloni, e al quale le piccole imprese italiane, soprattutto, riescono ancora a opporsi. Se, nel corso degli anni, a opportuni intervalli, tolgo a una nazione la sua moneta, la sovranità del suo debito pubblico, l’autonomia di bilancio e fisco, la politica economica, le prospettive di lavoro, la possibilità di sviluppo, il diritto di fare una programmazione economica, poi le saboto il sistema creditizio e la precipito in recessione, costringendola a prendere con le tasse la ricchezza dei cittadini e svendere il suoi patrimonio pubblico per pagare gli interessi sul debito, dopo non mi rimane che presentarmi ad essa dietro la maschera “Europa”, con un sacchetto di spiccioli in mano, e dettarle le mia volontà. Sono padrone della piazza. La dittatura moderna è bell’e fatta, nel rispetto della legalità democratica, nonché accettata per bisogno.</p>
<p>Ma ritorniamo ai nostri bancari alle prese con i banchieri. I dipendenti di MPS, dal canto loro, sono allarmati dall’arrivo del Viola, che, non appena arrivato, parlando coi giornalisti prima che coi sindacati, annuncia un radicale peggioramento del contratto aziendale: la nuova direzione scarica su di loro 66 milioni di danni prodotti da cattiva gestione ai vertici. Ma i montepaschini hanno reagito con un’inedita dimostrazione di protesta il 16 Marzo in migliaia davanti alla sede di MPS, dove garrivano al vento quasi primaverile striscioni in cui si esprimeva il concetto “Amministratori superpagati, la colpa è vostra, pagate voi, basta sprechi, basta autoregali, non tirate in ballo la crisi, non scaricate su di noi.” Concetto che ritorna nei blog sindacali. Ma questi dipendenti dovrebbero capire e tener presente che sono alle prese non con scelte scorrette di persone specifiche, bensì con una deriva generale del management verso questo tipo di gestione in quanto questo tipo di gestione è quello che arricchisce più e prima il management in un sistema in cui l’economia è finanziarizzata – come meglio si comprenderà proseguendo nella lettura..</p>
<p>Rispetto al passato, nelle aziende, soprattutto in quelle grandi, e in particolare anche nelle grandi banche, si sta scegliendo di avere un personale low cost, poco istruito e poco formato (per evitare che sia capace di criticare, oltre che per risparmiare su formazione e salari) e sostanzialmente precario (per poterlo ricattare e per potersi liberare di quei dipendenti che non rendono o non rendono più). Sovente i nuovi assunti percepiscono salari intorno ai 700 Euro mensili, e si tende al ribasso. Tale livello retributivo trova accettazione perché scarseggiano le alternative e perché abbondano i giovani che tanto rimangono in casa coi genitori e si accontentano di una paghetta per i loro divertimenti o vizietti comuni nelle nuove generazioni. Per gestire questo personale, di bassa capacità, si diffonde l’uso delle procedure standardizzate e rigide (protocolli operativi) e si accentrano i processi decisionali, i controlli, mediante il crescente ricorso a strumenti cibernetici, togliendo autonomia anche ai quadri direttivi. Si tende a omogeneizzare il personale per renderlo più prevedibile, quindi meglio gestibile. Si introduce nei contratti il principio della fungibilità, ossia che l’azienda possa cambiare e abbassare le mansioni di ciascun dipendente, anche dei quadri direttivi, a sua discrezione – cioè si legittima il demansionamento. Con questo e col nuovo art. 18, il datore di lavoro dispone così di strumenti potentissimi, in grado di costringere il dipendente alla totale supinità.</p>
<p>Nelle grandi aziende che tradizionalmente coltivavano un principio di solidarietà, fiduciarietà e riguardo umano verso i dipendenti, anche per costruire una lealtà, una fidelizzazione del personale, da valorizzare nel tempo, questo principio viene abbandonato in favore di un rapporto strettamente utilitario e di sfruttamento in cicli sempre più brevi. La resistenza contro la riforma del lavoro del governo Monti è, alla luce di quanto sopra, una battaglia di retroguardia, se non una formalità ipocrita di chi doveva intervenire molto, molto prima. Ora i buoi sono già scappati.</p>
<p>Ma tutto questo “destino” era già interamente racchiuso nella scelta di aprirsi alla concorrenza con paesi dove i lavoratori costano poche decine o centinaia di dollari al mese, non hanno tutele sindacali, previdenziali, igieniche, antiinfortunistiche. E quella scelta è stata fatta negli anni ‘90 in ambito GATT-WTO con una decisione imposta unilateralmente dalla grande finanza americana e passivamente accettata da parlamenti e governi senza alcun coinvolgimento dei popoli, e senza nemmeno avvisarli che stavano per diventare anch’essi fungibili, cioè intercambiabili nei ruoli, e “licenziabili” – cioè abbandonabili dai capitali prodotti da loro stesso lavoro, perché oramai questi capitali – tutti i capitali – erano divenuti apolidi, footlose. E tutte le persone erano perciostesso divenute mere componenti del processo moltiplicativo di quel capitale. Proprio perché sin da allora gli attuali sviluppi, con le loro ricadute sui lavoratori e sui cittadini, erano prevedibili, oggi non sono credibili i partiti che si stracciano le vesti per l’articolo 18 e la cassa integrazione e i contratti flessibili, mentre allora stavano zitti zitti per non disturbare il manovratore, quando non elogiavano la sua liberale saggezza globalizzatrice. </p>
<p>Dovevano intervenire allora, mobilitare i lavoratori, combattere affinché ciò non avvenisse, arginare la Cina quando era ancora possibile, e intanto spiegare ai lavoratori e agli imprenditori occidentali che l’unico modo per restare competitivi e mantenere il tenor di vita e i diritti cui si erano abituati, era di impegnarsi anima e corpo nel progredire scientificamente, tecnologicamente e organizzativamente, eliminando ogni forma di parassitismo e di consenso elettorale basato sul parassitismo.</p>
<p>Marco Della Luna </p>
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		<title>Consequences of American Default&#8230;  and nearing of the next world war for control of planetary resources  &#8211; by Paolo D&#8217;Arpini</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 16:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lunario]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Consequences of American Default&#8230;  and nearing of the next world war for control of planetary resources  &#8211; by Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>What&#8217;s going on &#8211; One of the reasons that makes it very likely a third world war is that America is close to bankruptcy, and the only way out without having to face an internal revolution, with unpredictable consequences, rest in tryng to control these foreign states with whom he contracted foreign debt .. or that could compete with its power production and military, by creating difficulties in his economic recovery.</p>
<p>These nations are quickly identified: China and Russia.</p>
<p>Then there is the factor that oil supply is nevertheless indispensable for the maintenance of both the technology and food (all of U.S. agriculture is based in agro / industry and use of agricultural machinery), as well as transportation and global trade take place all through the petroleum &#8230; Hence the push to invade first Iraq and Libya and now Iran.</p>
<p>In short, the end of the system is inevitable, with what consequences? One of the indirect effects, in preparation for the next catastrophe is hard servitude of nations of strategic interest, which may serve as a basis for continental missile attack.</p>
<p>Obviously we can clearly see the &#8220;privileged&#8221; position of Italy, called the U.S. aircraft carriers, which suggests the need for close political control (the Governissimo) and military on the peninsula that will absorb as much of an impact of the conflict at hand.</p>
<p>So government Monti Mario (or his worst successor) can not but continue, in order to maintain control increasingly strong on Italy&#8230;.<br />
This explains the reluctance of italian parties to give up Monti&#8217;s government and the  &#8220;judicial&#8221;  action to  silence all opposition. </p>
<p>Receipts from U.S. sources next conflict &#8211; wrote Joseph Farah, an experienced American journalist with good sources, now next to Ron Paul, confirms: &#8220;The Russian army expected an attack on Iran will take place in summer, and has developed a action plan to move Russian troops in Armenia through Georgia, which borders the Islamic republic, according to Russian sources informed. Victor Ozerov, the head of the Russian Security Council said that the headquarters has prepared an action plan in case of attack on Iran &#8216;&#8221;</p>
<p>So as the analyst Barozzi Maurice, sayd:  &#8220;International politics is subject to many unpredictable and variable turns. I personally think that if the West fails in some way to &#8220;tame&#8221; Russia, by the summer there are very strong danger of a war by incalculable consequences. The West (read USA), with all the factions that constitute it,  of a financial nature and razzial-religious, is well aware of being at a historic crossroads, where it needs to eliminate, here and now, before it&#8217;s too late, interference to the constitution of an absolute world power. However, if the information we receive is correct, namely that Russia is gearing up to protect Iran militarily, this time for the US-Israel will not be the usual, convenient and safe walking military preceded by a carpet of bombs on a nation helpless &#8230; &#8221;</p>
<p>Paolo  D&#8217;Arpini</p>
<p>P. S. As for the understanding and consequences of the economic crisis watch this short cartoon explaining the Global Economic Collapse (near future &#8230;) with a cartoon: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/ article.php? storyId = 3977</p>
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		<title>Daniele Carcea: &#8220;Finanziamenti pubblici ai partiti? &#8230; A volte ritornano!&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 06:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunario]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico, (la legge 195/1974 fu promosso dal Partito Radicale nel lontano 1977 e si tenne l’11 giugno 1978.  Nonostante l&#8217;invito a votare &#8220;no&#8221; da parte di quasi tutti i partiti che rappresentavano  il 97% dell&#8217;elettorato, il &#8220;si&#8221; raggiunse il 43,6%; anche se il quorum non fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico, (la legge 195/1974 fu promosso dal Partito Radicale nel lontano 1977 e si tenne l’11 giugno 1978.  Nonostante l&#8217;invito a votare &#8220;no&#8221; da parte di quasi tutti i partiti che rappresentavano  il 97% dell&#8217;elettorato, il &#8220;si&#8221; raggiunse il 43,6%; anche se il quorum non fu raggiunto, fu una grossa vittoria politica. L’operazione dei radicali si ripete nel 1993, in piena tangentopoli, questa volta fu un successone, quorum raggiunto e 90% di SI.</p>
<p>Ma della volontà popolare i partiti se ne fregarono bellamente e l’anno dopo nel 1994 fecero rientrare dalla finestra il finanziamento pubblico, sotto forma di rimborsi elettorali.</p>
<p> Le cifre sono impressionanti, dal 1994 quando i rimborsi elettorali ammontavano a 47 milioni di euro, siamo arrivati nel 2008 a 503 milioni di euro, mezzo miliardo di euro; 10 volte tanto e non c’è nessun tipo di inflazione che giustifichi tale aumento. Inoltre oggi giorno per ogni euro che viene speso per le elezioni i partiti ne incassano 4 e mezzo. Se i partiti incassano il 350% di quello che spendono è chiaro che poi nasce il problema di gestire questo fiume di denaro e inevitabilmente i tesorieri vengono tentati dalla possibilità di gestire questo  bottino frutto di un’estorsione legalizzata ai danni dei cittadini.</p>
<p>Il problema non sta essenzialmente nel tesoriere della Margherita Lusi, che può essersi comprato 10 anziché 5 appartamenti con il denaro versatogli in cassa dallo Stato o in quello della Lega del’ex buttafuori di discoteche Belsito o negli studi del Trota, il problema sta nei partiti e nella partitocrazia, nelle leggi che si sono fatti in 18 anni con le quali si sono aumentati tre volte il finanziamento pubblico camuffandolo da quote dei rimborsi elettorali. Il problema è a monte, il grave danno ai cittadini si compie nel momento in cui quasi tutti partiti presenti in Parlamento, eccetto i radicali, si mettono d’accordo per reintrodurre qualcosa che i cittadini elettori avevano bocciato. </p>
<p>Addirittura negli anni 90 tentano la strada “più democratica” del 4 per mille nella denuncia dei redditi, ma quando si rendono conto che le firme volontarie sono una percentuale minima e che quindi i fondi raccolti sono per loro nettamente insufficienti, in quattro e quattr’otto sbaraccano la legge e introducono i congrui rimborsi elettorali.</p>
<p>Oggi sono tutti pronti a stracciarsi le vesti e a proporre rivoluzioni normative, ma fino a ieri mattina tutti i partiti, con l’unica eccezione del movimento a 5 stelle di Beppe Grillo, che ha rinunciato ai rimborsi per i 4 consiglieri regionali eletti, si sono incamerati l’intero ammontare del finanziamento pubblico mascherato, Di Pietro compreso, che fra l’altro fa finta di non sapere che l’anno prima delle elezioni politiche non si può presentare alcuna richiesta di referendum abrogativo in Cassazione.</p>
<p>Appare evidente l’urgenza di riformare tutta la materia: abolendo quasi totalmente i finanziamenti pubblici, lasciandone solo una piccola quota, magari un ottavo dell’attuale somma erogata ai partiti, incentivando le iscrizioni ai partiti e quindi l’autofinanziamento come vorrebbe l’etica liberale,  concedere la possibilità ai partiti di non pagare la posta cartacea che mandano e le telefonate che fanno, in sostanza agevolare l’attività partitica concedendo anche  la gratuità di servizi essenziali per fare politica, come ad esempio la possibilità di utilizzare strutture pubbliche per poter fare convegni, comizi, riunioni, assemblee senza tirar fuori un soldo. Indispensabile è anche una norma che assoggetti i partiti a rendere pubblico il proprio bilancio e magari a metterlo su internet, comprese tutte le spese che vengono sostenute, una vera e propria rendicontazione conoscibile da tutti. La trasparenza è senz’altro il miglior antidoto allo sperpero  di denaro pubblico  e alla corruzione dentro e tramite i partiti.</p>
<p>Daniele Carcea</p>
<p>348/2839738</p>
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		<title>Jorge Luis Borges: &#8220;Le rovine circolari&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 05:46:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunario]]></category>

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		<description><![CDATA[Le rovine circolari
And if he left off dreaming about you
Through the looking-glass, IV
Nessuno lo vide sbarcare nella notte unanime, nessuno vide la canoa di bambù incagliarsi nel fango sacro; ma pochi giorni dopo, nessuno ignorava che l’uomo taciturno veniva dal Sud e che la sua patria era uno degli infiniti villaggi che sono a monte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le rovine circolari</p>
<p>And if he left off dreaming about you<br />
Through the looking-glass, IV</p>
<p>Nessuno lo vide sbarcare nella notte unanime, nessuno vide la canoa di bambù incagliarsi nel fango sacro; ma pochi giorni dopo, nessuno ignorava che l’uomo taciturno veniva dal Sud e che la sua patria era uno degli infiniti villaggi che sono a monte del fiume, nel fianco violento della montagna, dove l’idioma zend non è contaminato dal greco e dove la lebbra è infrequente. L’uomo grigio bacio il fango, montò sulla riva senza sostare(probabilmente senza sentire) i rovi che gli laceravano le carni, e si trasse melmoso e insanguinato fino al recinto circolare che corona una tigre o cavallo di pietra, che fu una volta del colore del fuoco ed è ora di quello della cenere. Questa rotonda è ciò che resta d’un tempio che antichi incendi divorarono, cui profanò la vegetazione delle paludi, e il cui dio non riceve più onori dagli uomini. Lo straniero si stese ai piedi della statua. Si svegliò a giorno fatto. Constatò senza stupore che le ferite s’erano cicatrizzate; chiuse, gli occhi pallidi e dormì, non per stanchezza della carne ma per determinazione della volontà. Sapeva che questo tempio era il luogo che conveniva al suo invincibile proposito; sapeva che gli alberi incessanti non erano riusciti a soffocare, più a valle, le rovine d’un altro tempio propizio, anch’esso di dei incendiati e morti; sapeva che il suo obbligo immediato era il sonno. Verso la mezzanotte lo svegliò il grido inconsolabile d’un uccello. Orme di piedi nudi, alcune frutta e un bacile l’informarono che la gente del luogo aveva spiato con rispetto il suo sonno e sollecitava la sua protezione, o temeva la sua magia. Sentì il freddo della paura e cercò nella muraglia dilapidata una nicchia sepolcrale, si coprì con le foglie sconosciute.<br />
Il proposito che lo guidava non era impossibile, anche se soprannaturale. Voleva sognare un uomo: voleva sognarlo con minuziosa interezza e imporlo alla realtà. Questo progetto magico aveva esaurito l’intero spazio della sua anima; se qualcuno gli avesse chiesto il suo nome, o un tratto qualunque della sua vita anteriore, non avrebbe saputo rispondere. Gli conveniva il tempio disabitato e rotto, perché era un minimo di mondo visibile; anche gli conveniva la vicinanza dei contadini, perché s’incaricavano di sovvenire ai suoi bisogni frugali. Il riso e la frutta del loro tributo erano pascolo sufficiente al suo corpo, consacrato all’unico compito di dormire e di sognare.<br />
Al principio i sogni furono caotici, poco dopo, di natura dialettica. Lo straniero si sognava al centro d’un anfiteatro circolare che era in qualche modo il tempio incendiato; nubi di alunni taciturni ne appesantivano i gradini; i volti degli ultimi si perdevano a molti secoli di distanza e ad un’altezza stellare, ma erano del tutto precisi. L’uomo dettava lezioni d’anatomia, di cosmografia, di magia: quei volti ascoltavano con ansietà e procuravano di rispondere con senno, come se indovinassero l’importanza di quell’esame, che avrebbe riscattato uno di loro dalla condizione di vana apparenza, e l’avrebbe interpolato nel mondo reale. Nel sogno, o più tardi, da sveglio, l’uomo considerava le risposte dei suoi fantasmi, non si lasciava ingannare dagli impostori, indovinava in certe perplessità un’intelligenza crescente. Cercava un’anima che meritasse di partecipare all’universo.<br />
Dopo nove o dieci notti comprese che non poteva sperare in quegli alunni che accettavano passivamente la sua dottrina, ma bensì in quelli che arrischiavano, a volte, una contraddizione ragionevole. I primi, sebbene degni di amore e di buon affetto, non potevano aspirare alla condizione di individuo; gli altri preesistevano un poco di più. Un pomeriggio (ormai anche i pomeriggi erano tributari del sonno, ormai non vegliava che un paio d’ore al mattino) congedò per sempre il vasto collegio illusorio e restò con un solo alunno. Era un ragazzo taciturno, melanconico, discolo qualche volta, dai tratti affilati che ripetevano quelli del suo sognatore. La brusca eliminazione dei suoi condiscepoli non lo sconcertò troppo a lungo; dopo poche lezioni, i suoi progressi già meravigliavano il maestro. Ma ecco sopravvenne la catastrofe. Un giorno l’uomo emerse dal sonno come da un deserto viscoso, guardò la luce vana d’un tramonto che prese per un’aurora, comprese di non aver sognato. Tutta quella notte e tutto il giorno seguente la lucidità intollerabile dell’insonnia s’abbatté su di lui. Volle esplorare la selva, estenuarsi; ma poté appena, tra la cicuta, dormire pochi frammenti di sonno debole, fugacemente traversati da visioni di tipo rudimentale: inservibili. Volle convocare il collegio, ma aveva appena articolato poche parole d’esortazione che quello si deformò, si cancellò. Nella veglia quasi perpetua, lagrime di rabbia bruciavano i suoi vecchi occhi.<br />
Comprese che l’impegno di modellare la materia incoerente dei sogni è il più arduo che possa assumere un uomo, anche se penetri tutti gli enigmi dell’ordine superiore e inferiore: molto più arduo che tessere una corda di sabbia o monetare il vento senza volto. Giurò di dimenticare l’enorme allucinazione che l’aveva sviato al principio, e cercò un altro metodo di lavoro. Prima di applicarlo, dedicò un mese al recupero delle forze che aveva sprecato nel delirio. Non premeditò più di sognare, e quasi immediatamente gli riuscì di dormire per un tratto ragionevole del giorno. Le rare volte che sognò durante questo periodo, non fece attenzione ai suoi sogni. Per riprendere l’impresa, aspettò che il disco della luna fosse perfetto. Allora di sera, si purificò nelle acque del fiume, adorò gli dei planetari, pronunciò le sillabe lecite d’un nome poderoso e dormì. Quasi subito, sognò un cuore che palpitava.<br />
Lo sognò attivo, caldo, segreto, della grandezza di un pugno serrato, color granata nella penombra d’un corpo umano ancor senza volto né sesso; con minuzioso amore lo sognò, durante quattordici lucide notti. Ogni notte lo percepiva con maggiore evidenza. Non lo toccava: si limitava ad esserne testimone, a osservarlo, talvolta correggerlo con lo sguardo. Lo percepiva, lo viveva, da molte distanze e sotto molti angoli. La quattordicesima notte sfiorò con l’indice l’arteria polmonare e poi tutto il cuore, di fuori e di dentro. L’esame lo soddisfece. Deliberatamente non sognò durante tutta la notte; poi riprese il cuore, invocò il nome di un pianeta e passò alla visione d’un altro degli organi principali. In meno d’un anno giunse allo scheletro, alle palpebre.<br />
La capigliatura innumerevole fu forse il compito più difficile. Sognò un uomo intero, un giovane, che però non si levava, né parlava, né poteva aprire gli occhi. Per notti e notti continuò a sognarlo addormentato.<br />
Nelle cosmogonie gnostiche, i demiurghi impastano un rosso Adamo che non riesce ad alzarsi in piedi; così inabile, rozzo ed elementare come quest’Adamo di polvere, era l’Adamo di sogno che le notti del mago avevano fabbricato. Una sera, l’uomo fu quasi per distruggere tutta l’opera, ma si pentì. (Più gli sarebbe valso distruggerla). Fatto ogni voto ai  numi della terra e del fiume, si gettò ai piedi dell’effigie che era forse una tigre, o forse un cavallo, e implorò il suo sconosciuto soccorso. Sul crepuscolo dello stesso giorno, sognò questa statua. La sognò viva, tremula: non era un atroce bastardo di cavallo e di tigre, ma queste due veementi creature ad un tempo, e anche un toro, un rosa, una tempesta. Questo molteplice Iddio gli rivelò che il suo nome era Fuoco, che in quel tempio circolare (in altri eguali) gli erano stati offerti i sacrifici e reso il culto, e che magicamente avrebbe animato il fantasma sognato, in modo che tutte le creature, eccetto il Fuoco stesso e il sognatore, l’avrebbero creduto un uomo di carne e di ossa. Gli ordinò di inviarlo, una volta istruitolo nei riti, nell’altro tempio in rovina le cui torri sussistevano più a valle, affinché una voce tornasse a glorificare il fuoco in quell’edificio deserto. Nel sonno dell’uomo che lo sognava, il sognato si svegliò.<br />
Il mago eseguì gli ordini. Dedicò qualche tempo (e furono finalmente due anni) a scoprirgli gli arcani dell’universo e del culto del fuoco. Nell’intimo, gli doleva di separarsi da lui. Col pretesto della necessità pedagogica, allungava ogni giorno le ore dedicate al sonno. Rifece anche l’omero destro, forse mal riuscito. A volte, l’inquietava un’impressione che tutto quello fosse già avvenuto… In complesso i suoi giorni erano felici; chiudendo gli occhi pensava: “Ora starò con mio figlio”. O più di rado: “Il figlio che ho generato m’aspettava, e non esisterà se non vado”.<br />
Gradualmente, lo venne avvezzando alla realtà. Una volta gli comandò di imbandierare una cima lontana. Il giorno dopo, sul monte, fiammeggiava la bandiera. Tentò altri esperimenti di questo genere, ogni volta più audaci. Comprese con una certa amarezza che suo figlio era pronto per nascere. Quella stessa notte, per la prima volta, lo baciò, e lo inviò all’altro tempio, le cui vestigia biancheggiavano a valle, a molte leghe di selva inestricabile e di acquitrini. Prima (perché non sapesse mai che era un fantasma, perché si credesse un uomo come gli altri) gl’infuse l’oblivio totale dei suoi anni di apprendistato.<br />
La sua vittoria e la sua pace non furono senza melanconia. All’alba e al tramonto si prosternava dinanzi alla figura di pietra, pensando forse che il suo figlio irreale stesse eseguendo riti identici, in altre rovine circolari, più a valle; la notte non sognava, o sognava come gli altri uomini. Percepiva un poco impalliditi i suoni e le forme dell’universo: il figlio assente si nutriva di queste diminuzioni della sua anima. Lo scopo della sua vita era raggiunto: continuava a vivere in una specie di estasi. Dopo un certo tempo che alcuni narratori della sua storia preferirono di computare in anni, altri in lustri, lo svegliarono a mezzanotte due rematori; non ne vide i volti, ma gli parlarono di un uomo magico, in un tempio del Nord, capace di camminare nel fuoco senza bruciarsi. Il mago ricordò bruscamente le parole del dio. Ricordò che di tutte le creature che compongono l’orbe, il fuoco era l’unico a sapere che suo figlio era un fantasma. Questo ricordo, tranquillamente al principio, fini per tormentarlo. Temette che suo figlio meditasse su questo strano privilegio e scoprisse in qualche modo la sua condizione di simulacro. Non essere un uomo, essere la proiezione del sogno di un altr’uomo: che umiliazione incomparabile, che vertigine! A ogni padre interessano i figli che ha procreato (che ha permesso) in una mera confusione o felicità; è naturale che il mago temesse per l’avvenire di quel figlio, pensato viscere per viscere e lineamento per lineamento, in mille e una notte segrete.<br />
Il termine del suo rimuginare fu brusco, ma lo precedettero alcuni segni. Primo(dopo una lunga siccità) una remota nube sopra un colle, leggera come un uccello; poi, verso sud, un cielo rosa come la gengiva del leopardo; poi le fumate, che arrugginirono il metallo delle notti; infine la fuga impazzita delle bestie.<br />
Poiché si ripeté ciò che era già accaduto nei secoli. Le rovine del santuario del dio del fuoco furono distrutte dal fuoco. In un’alba senza uccelli il mago vide avventarsi contro le mura l’incendio concentrico. Pensò un istante, di rifugiarsi nell’acqua; ma comprese che la morte veniva a coronare la sua vecchiezza e ad assolverlo dalle sue fatiche. Andò incontro ai gironi di fuoco: che non morsero la sua carne, che lo carezzarono e inondarono senza calore e senza combustione. Con sollievo, con umiliazione, con terrore, comprese che era anche lui una parvenza, che un altro stava sognandolo.</p>
<p>Jorge Luis Borges</p>
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		<title>Rete Bioregionale Italiana ed il Bioregionalismo nella visione di Peter Berg</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 11:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunario]]></category>

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		<description><![CDATA[Rete Bioregionale Italiana                     
Il concetto di “Bioregione” è stato formulato negli anni ’70 nell’ambito di una ricerca, volta all’individuazione di un approccio sostenibile alle risorse naturali, condotta da Peter Berg, esponente delle avanguardie culturali nord-americane, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rete Bioregionale Italiana                     </p>
<p>Il concetto di “Bioregione” è stato formulato negli anni ’70 nell’ambito di una ricerca, volta all’individuazione di un approccio sostenibile alle risorse naturali, condotta da Peter Berg, esponente delle avanguardie culturali nord-americane, e dall’ecologista statunitense Raymond Dasmann. Il lavoro prodotto da queste due personalità singolari venne pubblicato, nel dicembre del 1977, in un articolo della rivista americana The Ecologist in cui, per la prima volta, vennero impiegati i termini “Bioregione” e “Bioregionalismo”. </p>
<p>Negli stessi anni, Peter Berg fondò il movimento noto come Plunet Drum (Il tamburo planetario), allo scopo di diffondere nel mondo il concetto di bioregione come punto di partenza per la sostenibilità, nonché le implicazioni culturali, ideologiche e di vita quotidiana che da esso derivano. </p>
<p>Da allora la teoria bioregionale ha destato l’interesse di scienziati, ecologisti, agronomi, ed economisti di tutto il mondo, è stata oggetto di critiche e confutazioni, dovute soprattutto “alla difficoltà di identificare dei criteri univoci per la delimitazione delle bioregioni”, ha ottenuto consensi e pareri favorevoli e, in tutti i casi, ha collezionato innumerevoli pagine nella letteratura specializzata di tutto il mondo. </p>
<p>Ad oggi, è possibile attingere a numerose definizioni di “Bioregione” e “Bioregionalismo”, fornite dalle più varie personalità mondiali e sulla base di approcci eterogenei. Nel complesso, si può affermare che tutti concordano nel sostenere che per “bioregione” si intende “un territorio non delimitato da confini politici o amministrativi ma da confini ‘oggettivi’ (ecosistemi naturali) e ‘soggettivi’ (identità sociali); quindi un’area geografica circoscritta da limiti fisici (bacino fluviale, catena montuosa) e da un’omogeneità ambientale e naturale degli ecosistemi (clima, suolo, flora, fauna) e delle caratteristiche sociali delle comunità locali (costumi,tradizioni, identità collettiva, senso di appartenenza al territorio)”.  </p>
<p>Per quanto riguarda la definizione di “bioregionalismo”, la questione è più complessa: nelle intenzioni dei suoi fondatori, il bioregionalismo è una scelta di vita prettamente ideologica e radicale che comporta, in primo luogo, l’esperienza dell’ecologia profonda, dell’auto sostentamento e dell’autosufficienza, è la capacità degli abitanti di una bioregione di organizzarsi autonomamente e di reperire tutte le risorse di cui necessitano entro i confini della propria regione, annullando la pratica del trasferimento di risorse nello spazio e nel tempo ed estendendo, dunque, il concetto di sostenibilità all’intero ecosistema e non soltanto in riferimento all’ambiente naturale e alle sue risorse. </p>
<p> Un simile approccio appare, per certi versi, estremamente utopico e poco realizzabile in un mondo ormai globalizzato, ciò ha condotto alcuni studiosi a riformulare la definizione di bioregionalismo per mezzo di un approccio più pragmatico e meno radicale che vede “la sostenibilità globale del sistema planetario come sommatoria di una gestione sostenibile delle risorse naturali di un territorio da parte delle comunità locali”. Nell’ambito di una simile idea di sostenibilità, la scelta bioregionale non nega la prospettiva di uno sviluppo, purché sostenibile e che parta dalle scelte delle popolazioni locali, né preclude la possibilità di interazione con operatori economici esterni alla bioregione, purché avvenga secondo criteri di “buonsenso ecologico” fissati dalle popolazioni locali. </p>
<p>In entrambi i casi, comunque, il bioregionalismo prevede una scelta di vita che evita l’inquinamento e lo speco, che promuove la conservazione e il riciclaggio, che valorizza i prodotti tipici della regione, che adatta i sistemi produttivi ai caratteri ambientali del luogo e che, soprattutto, implica un ridimensionamento al livello locale della gestione delle risorse naturali, come punto di partenza imprescindibile per un qualsivoglia tentativo di sostenibilità ambientale.   </p>
<p>In Italia il “movimento bioregionale” si è andato affermando agli inizi degli anni ’80 coordinato da un gruppo di attivisti riconducibili al giornale AAM Terra Nuova. Dopo un primo periodo di entusiasmo e di attività febbrile, l’interesse verso l’argomento cominciò a scemare per tornare alla ribalta dopo circa 10 anni grazie al lavoro di divulgazione operato da un’altra rivista, Lato selvatico, particolarmente devota alla filosofia del bioregionalismo. </p>
<p>Nel 1996 nasce la Rete Bioregionale Italiana, “un insieme di gruppi, associazioni, comunità e singole persone che condividono l’idea bioregionale e in prima persona, nel proprio luogo, si danno da fare per praticarla”. In breve tempo, la Rete, attraverso incontri periodici, diffusione di newsletter, pubblicazioni a vario titolo e contributi all’interno di riviste specializzate, diventerà il principale punto di riferimento nazionale per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, intendono intraprendere una scelta di vita bioregionalista. </p>
<p>Coerentemente con il carattere prettamente locale della pratica bioregionalista e, considerando che “l’idea bioregionale è ispirata dai sistemi naturali selvatici”, anche la struttura organizzativa interna della rete mira al decentramento della “gestione” eliminando figure che rivestano ruoli di coordinamento nazionale, ritenute poco utili, e limitandosi a costituire un Consiglio di referenti tematici formato da soggetti con qualifiche diverse, ognuno dei quali, secondo le proprie competenze, porta avanti le specifiche attuazioni del bioregionalismo. </p>
<p>(Fonte: http://common-way.jimdo.com/2012/02/29/rete-bioregionale-italiana/)</p>
<p>Altri articoli su Peter Berg e Bioregionalismo:<br />
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/09/05/ecologia-profonda-la-visione-bioregionale-e-sociale-di-peter-berg-pulvis-in-pulvis-e-spirito-nello-spirito-della-terra-dipartita-di-un-ecologista-antesignano-americano/</p>
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		<title>Barack Obama (se viene rieletto): &#8220;Controllo  con microchip obbligatori per ogni cittadino americano, tanto per cominciare..&#8221;</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/03/22/barack-obama-se-viene-rieletto-controllo-con-microchip-obbligatori-per-ogni-cittadino-americano-tanto-per-cominciare/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 19:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere inviate e ricevute]]></category>
		<category><![CDATA[Lunario]]></category>

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		<description><![CDATA[Ante scriptum
Da qualche tempo circola sul web la notizia che negli Usa si prepara una legge per rendere obbligatoria l’implantologia sottocutanea RFID come nuovo sistema di identità evoluto. 
L’obiettivo &#8220;ufficiale&#8221; è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ante scriptum</p>
<p>Da qualche tempo circola sul web la notizia che negli Usa si prepara una legge per rendere obbligatoria l’implantologia sottocutanea RFID come nuovo sistema di identità evoluto. </p>
<p>L’obiettivo &#8220;ufficiale&#8221; è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”. L’impianto di un microchip per i pazienti, che contenga tali informazioni, effettivamente, viene perrseguito da un po’ di tempo … (in attesa che la proposta diventi legge, in vista del nuovo piano sanitario di Obama), ma già oggi, negli ospedali americani sono adottate tecnologie RFID e hanno già iniziato ad impiantare i chip RFID nei pazienti per scopi sanitari… a quelli ad esempio che hanno la malattia di Alzheimer. Così come in Italia li stanno impiantando per monitorare la curva glicemica dei diabetici. </p>
<p>Certo, ancora non è obbligatorio ma sia negli USA che in vari stati occidentali ci sono diversi gruppi politici che sostengono e spingono in questa direzione. E possiamo prevedere che, visti i lauti guadagni possibili per le ditte che procucono questa tecnologia, diventi non solo legale ma presto anche obbligatorio. C’è, senza dubbio, una spinta da parte dell’industria privata, degli investitori, e dei governi a stimolare e promuovere presso l’opinione pubblica questa tecnologia per scopi di “sicurezza” sia nel campo medico che in altri …</p>
<p>Ed anche in Italia si sta lavorando per introdurre l’implantologia RFID come metodo di controllo psicofico. Già Berlusconi l’aveva anticipato sul Giornale parlando di una sperimentazione sull’ impianto del chip ’salvasalute’ proprio al San Raffaele: ‘Con questo chip vivremo tutti fino a 120 anni, Italiani!’ (magari è un chip pensato anche per allungare ulteriormente l’età pensionabile…).</p>
<p>Dobbiamo vigilare costantemente ed impedire che i dittatori “democratici” schedino tutti i cittadini rendendoli docili marionette nelle loro mani.. con la scusa della prevenzione sanitaria..<br />
Ricordate che anni fa ci provarono pure con la proposta del braccialetto “antiviolenza” per le donne?</p>
<p>Intanto nel programma ufficiale per la rielezione di  Barack Obama (su suggerimento di chi sappiamo) si propone il controllo &#8220;sanitario&#8221;  obbligatorio e totale sulla popolazione americana, a mezzo microchip&#8230;.</p>
<p>Paolo D’Arpini</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Se verrà confermato alla Casa Bianca nelle presidenziali del prossimo 6 novembre, Obama ha chiarito che renderà obbligatorio nel corso del 2013 l&#8217;inserimento del microchip sottocutaneo in tutta la popolazione americana. L’obiettivo dichiarato è di creare un registro nazionale di identificazione che permetterà di “seguire meglio i pazienti avendo a disposizione tutte le informazioni relative alla loro salute”. Il nuovo progetto relativo alla salute (HR 3200) è stato adottato recentemente dal Congresso e alla pagina 1001, contiene l’indispensabile necessità per tutti i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario di essere identificati con un microchip, il cui prototipo definitivo è allo studio della FDA (Food and Drug Administration) dal 2004. </p>
<p>Un passo indietro<br />
Né George Orwell, né Aldous Huxley nelle loro distopie si erano spinti così lontano da poter prevedere l’avvento di una popolazione controllata da microchip sottocutanei. 1984 e Il Mondo Nuovo ci hanno tramandato due sistemi totalitari che hanno preceduto sulla carta, con inquietante forza visionaria, innovazioni politiche che ci hanno reso progressivamente sempre più “trasparenti” e schiavi di fronte all’ingerenza statale. </p>
<p>Già nel 1932 Huxley era arrivato a prevedere addirittura un sistema in cui gli abitanti sono concepiti e prodotti industrialmente in provetta. Sotto il mito del progresso i cittadini vengono condizionati fin dall’infanzia con tecnologia e droghe e da adulti si ritrovano ad occupare ruoli sociali prestabiliti dalla nascita. La rinuncia a ogni emozione, privacy, libero arbitrio che contraddistingue il Grande Fratello di Orwell e lo stato totalitario di Huxley offrono però ancora in minima parte una via di fuga, di reazione anarchica alla violenza livellatrice dello Stato. In 1984 il protagonista Winston Smith può ancora provare almeno a ribellarsi, allontanandosi dai centri abitati e tramando con l’amante lontano dall’occhio onnipresente del Grande Fratello. Questo perché nel mondo immaginato da Orwell i cittadini non sono ancora totalmente “trasparenti”. Essi sono sottomessi a un controllo quasi totale ma non del tutto globale. </p>
<p>La transizione sta per essere attuata ora sotto l’amministrazione democratica di Barack Obama che si avvia alla riconferma nelle Presidenziali del 2012. A dimostrazione che il Presidente americano più che un outsider della politica si è rivelato in linea con gli interessi delle lobby, che non distinguono tra democratici o repubblicani. È la Casta americana che macina provvedimenti per il proprio tornaconto e che sulla propria agenda politica ha l’ennesimo chiodo da piantare nella bara della nostra privacy.</p>
<p>Microchip per tutti<br />
“Se posso mettere un microchip al mio cane per ritrovarlo quando scappa, perché dovrebbe essere illegale fare lo stesso con un messicano?”. La provocazione a dir poco delirante è stata lanciata dal candidato repubblicano al Congresso USA Pat Bertroche. In attesa che la proposta di siglare gli stranieri irregolari o non regolari sul territorio sbarchi anche in terra Padana, l’argomentazione ha suscitato un putiferio in America. Il pensiero è corso subito ai tatuaggi dei deportati nei campi di concentramento nazisti. </p>
<p>Si sbaglierebbe chi ritenesse questo genere di proposta soltanto una provocazione estrema in materia di sicurezza. Il ricorso a microchip sottocutanei per “mappare”, controllare e, chissà, manipolare a distanza gli individui non interessa soltanto gli stranieri. Le iniziative da stato fascista globale si stanno infatti insinuando in campo medico grazie anche ai democratici. Quale metodo migliore per controllare la popolazione che dotarla di microchip come le bestie dietro motivazioni sanitarie? Violare i diritti civili di stranieri per quanto illegale desterà sempre reazioni contrastanti, anche violente perché i detrattori della proposta faranno appello a concetti quali razzismo, violenza sui più deboli, etc. Ma se si convincesse invece la popolazione della necessità dell’inserimento di chip sottocutanei in ogni membro del Paese per il proprio bene &#8211; come nel caso di vaccini forzati per contrastare fantomatiche pandemie – allora si raccoglierebbero minori resistenze. Ci verrà detto che è per il nostro Bene e molti di noi cadranno nella trappola facendosi impiantare i dispositivi sottocutanei, senza riflettere prima sulle conseguenze.</p>
<p>La paura come metodo<br />
Per la costituzione di uno stato totalitario che ceda progressivamente il passo un nuovo ordine mondiale, il primo passo è manipolare il pensiero, le credenze delle persone, inserendo emozioni di terrore, destabilizzazione, rabbia, ansia, per poi proporre una soluzione alle paure collettive. È il sistema di azione-reazione descritto ampiamente da David Icke nei suoi saggi. Creare un sistema di paura pubblica con l’identificazione di un nemico visibile o invisibile che sia – terroristi, epidemie, crisi finanziarie &#8211; alimentare costantemente queste paure fino al parossismo bombardando le persone con immagini o notizie quotidiane di violenza, scardinando ogni sicurezza per poi costringere i cittadini ad accettare delle limitazioni alla propria privacy come ovvie misure di sicurezza. Una limitazione delle proprie libertà civili. Da qui le ben note norme contenute nel Patriot Act, l’introduzione di telecamere, bodyscanner negli aeroporti o nei luoghi ad alto rischio attacco, satelliti, intercettazioni di conversazioni telefoniche o mail private etc. Un graduale allentamento delle libertà individuali per garantire la sicurezza dal nemico che si aggira tra noi. Un insieme di limitazioni che Obama, lungi dal sopprimere come promesso in campagna elettorale, sta portando avanti seguendo le orme di George W. Bush: con la notizia della “morte” di Osama bin Laden – vera o falsa che sia – gli USA si sono visti “costretti” a incrementare gli investimenti sul fronte Sicurezza. Dal 2001 a oggi la Difesa americana ha stanziato 2 mila miliardi di dollari in programmi di antiterrorismo. Ma anche in Europa siamo mappati, marchiati, monitorati e neanche ce ne rendiamo conto. O forse ci fa comodo non rendercene conto per aggrapparci a quell’idea di sicurezza effimera che ci propinano i governanti. Alle norme di controllo globale per garantire la sicurezza – attraverso l’accrescimento delle paure collettive &#8211; si affianca un processo più strisciante che affonda i propri tentacoli in quell’apparato che dovrebbe invece garantire la salute delle persone: la sanità. L’introduzione dei microchip passerà in primis dal campo psichiatrico, dove le vittime sono da sempre le più deboli…</p>
<p>I Verichip per salvarvi la vita<br />
La FDA (Food and Drug Administration) ha infatti concesso il permesso alla vendita dei Verichip, prodotti in Florida dalla Applied Digital Solution, e al loro impiego in campo medico. Il dispositivo, della grandezza ormai di un granello di sabbia, verrebbe inserito sotto la pelle del braccio o della mano con una siringa. Contiene un numero per l’identificazione del paziente. Il portatore del dispositivo, una volta arrivato in ospedale anche in stato incosciente, se dotato di Verichip, sarebbe in grado di trasmettere una cifra legata alla cartella personale. In questo caso il beneficio promesso sarebbe la possibilità di effettuare diagnosi più veloci e la riduzione di rischi legati a somministrazione di farmaci sbagliati qualora vi siano delle intolleranze o allergie. Per favorire l’utilizzo del Verichip negli USA la Applied Digital ha gentilmente promesso gratuitamente a più di 200 ospedali e istituti privati gli scanner per leggere i dispositivi sottocutanei. Lo scenario di orwelliana memoria assume contorni più chiari in vista della Riforma Sanitaria di Obama: se tutti possono accedere alle cure, tutti possono essere altresì curati e sottoposti a trattamenti obbligatori quali vaccini o impianti…</p>
<p>I VeriChip sono già realtà<br />
Vi sembrano teorie fantascientifiche? </p>
<p>Sappiate invece che il VeriChip è già approdato in Messico, dove la società distributrice Solusat ha già impiantato diverse migliaia di pazienti. Il dispositivo è arrivato anche in Europa. In Italia è ancora al vaglio. </p>
<p>Che cosa c’entra Obama con tutto questo?<br />
Dietro l’estensione della riforma sanitaria a tutti i cittadini americani – che come spiego nel mio libro L’altra faccia di Obama avrà come conseguenza primaria l’arricchimento delle società di Assicurazione, non il benessere dei contribuenti &#8211; potrebbe esserci una ragione occulta, meno umanitaria del previsto.</p>
<p>La legge di riforma sanitaria introdotta da Obama fa infatti riferimento all’introduzione di un dispositivo di “registro di sistema” di classe 2 che viene descritto come “un dispositivo impiantabile di transponder a radiofrequenza che sia in grado di registrare i crediti, i dati di anamnesi del paziente – standardizzati e con immagini analitiche che permettano la condivisione degli stessi in diversi ambiti – oltre a qualsiasi altro dato ritenuto opportuno dal Segretario”. Insomma, per poter avere un’anamnesi immediata di un paziente, per poter monitorare i senzatetto e i pazienti psichiatrici – e magari gli stranieri – per razionalizzare la sanità, Obama ha pensato bene di inserirlo, anche se per ora non in via obbligatoria, all’interno della riforma. All’approvazione della Food and Drug Administration la percentuale della popolazione favorevole all’impianto del dispositivo, nel 2004, salì dal 9 al 19%. E se il chip venisse promosso, consigliato o addirittura obbligatorio per accedere alle cure statali a quanto salirebbe il consenso? </p>
<p>Se il Verimed nasce sul mercato civile per le sue applicazioni mediche, il Verichip più in generale può essere usato in vari campi della società, sicurezza, finanza, identificazione di emergenza, etc. Il chipping avviene in una ventina di minuti in anestesia locale. Una volta inserito sottopelle, il chip rimane invisibile a occhio nudo. Intanto una piccola quantità di energia in radiofrequenza parte dallo scanner e stimola il dispositivo inattivo che emette il numero di verifica tramite segnali in radiofrequenza. In questo modo il portatore del chip può essere sempre rintracciato, da qui l’idea di inserirlo tra i senzatetto e gli stranieri… </p>
<p>Il sistema di introduzione del chip tra la popolazione di una nazione avverrà infatti con la sua applicazione medica in forma di VeriMed; una volta raccolto il consenso della maggior parte dell’opinione pubblica potrà essere reso obbligatorio come certi vaccini ed esteso ad altre applicazioni: nel caso della riconferma di Obama alla casa Bianca, sembra infatti che il chippaggio dell&#8217;intera popolazione americana avverrà obbligatoriamente nel 2013. </p>
<p>Non occorre molta immaginazione per prevedere le conseguenze di tale progetto: una volta marchiati saremmo controllati da uno stato fascista globale, ben oltre l’Occhio elettronico del Grande Fratello, che poteva almeno sfuggire ad alcune zone out della società… Non bastava il controllo attraverso dispositivo GPS dei cellulari o dei navigatori satellitari, delle etichette nei vestiti, delle tracce lasciate da carte di credito, tessere fedeltà, bancomat etc. Con l’introduzione dei chip saremo sempre raggiungibili, controllati. Insomma, trasparenti.</p>
<p>Verso una popolazione di “vetro”<br />
Se in 1984 l’azione sovversiva contro il totalitarismo era ancora possibile anche se ardua, una volta impiantato il chip il controllo sarà globale. Chi è davvero disposto a rinunciare alla propria libertà pur di vivere in una società &#8211; forse più ordinata &#8211; ma controllata in tutto e per tutto fin nell’intimità, senza possibilità di autodeterminazione, di scelta? La distopia orwelliana è forse vicina più di quanto non si pensi? Il controllo capillare e pervasivo sarebbe completo in caso di chipping di tutta la popolazione: nessuno sfuggirebbe ai Sorveglianti. Ognuno di noi sarebbe un “uomo di vetro”, trasparente, sotto costante controllo, addomesticato. Lo sguardo del Governo ci seguirebbe in ogni attimo della nostra esistenza. L’occhio elettronico del Grande Fratello accompagnerebbe costantemente ogni nostra azione grazie alle frequenze emesse dal chip. E non si può escludere che le sperimentazioni di impulsi a distanza nel campo della guerra – che vedremo più avanti &#8211; per modificare il comportamento dei soldati non vengano adottate anche nella vita quotidiana. </p>
<p>La degenerazione della democrazia in totalitarismo sarebbe completa con la realizzazione di un sistema di ingerenza totale nella vita quotidiana dei cittadini: il rischio di una “gogna elettronica” avanzato dal giurista Stefano Rodotà, già presidente della Commissione scientifica dell&#8217;Agenzia per i diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea, pende davvero sulle nostre teste? Stiamo rinunciando alle nostre libertà individuali per l’illusione di più sicurezza e controllo sulle nostre strade? Dalla videosorveglianza sulle strade, negozi, luoghi pubblici alle banche date che da carte di credito, abbonamenti tv e web registrano ogni nostro consumo, tendenza, interesse. Siamo già controllati, schedati. La ricerca e l’attuazione di un sistema di trasparenza e controllo globale sono valori o rischiano di degenerare in un incubo collettivo? Fino a che punto siamo disposti a sacrificare il diritto alla privacy per l’illusione di sentirci più sicuri?</p>
<p>Una popolazione di ibridi<br />
Con l’aumento degli attentati veri o presunti, del terrore, di stragi o sparizioni di bambini la popolazione mondiale si sentirà obbligata ad accettare l’inserimento dei chip sottocutanei per tutelarsi dalle “atrocità” che ogni giorno si sentono in televisione o ci raccontano i giornali. Con spontaneità l’obbligo ai microchip diventerà globale e la popolazione diventerà infine simile a un gregge schedato di pecore. Chi si rifiuterà di divenire un “ibrido di intelligenza elettronica e anima” &#8211; citando il dottor Peter Zhou, creatore del microchip Angelo Digitale &#8211; verrà bollato come probabile criminale, avendo sicuramente qualcosa da nascondere. Verrà segnalato alle autorità, costretto a piegarsi o a vivere fuori dalla società. </p>
<p>I VeriChip non sono gli unici dispositivi per ora sul mercato. La Motorola ha prodotto per la Mondex Smartcard dei dispositivi dotati di GPS che i Paesi dell’Unione Europea stanno pensando di adottare per la semplificazione dell’unificazione monetaria. Dall’anamnesi del paziente passiamo così alla giustificazione dell’impianto per i pagamenti! Così come il VeriChip misura 7 mm di lunghezza e 0,0775 di larghezza, contiene un transponder e una batteria a litio ricaricabile tramite la temperatura corporea. La Mondex, che ha acquisito il 51% del pacchetto azionario della Mastercard, ha speso 1,5 milioni di dollari per effettuare studi sul Biochip.</p>
<p>Da queste ricerche sarebbe emerso che i posti più adatti per inserire il dispositivo sarebbero il capo sotto la fronte e nella mano destra. In questo caso la ragione ufficiale per l’impianto sarà la facilitazione del pagamento in sostituzione di denaro corrente o carta di credito, a cui si andrà ad affiancare la procedura di riconoscimento della persona e il ritrovamento di persone scomparse, siano essi bambini oppure criminali… Insomma una carta d’identità elettronica munita di GPS per essere rintracciati ovunque. Ed ecco che il Grande Fratello è realtà! Inoltre per evitare la clonazione dell’impianto o meglio l’estrazione individuale del chip, il dispositivo contiene litio che nell’ipotetico tentativo di estrazione si romperebbe creando una vescica sottocutanea e la dispersione di sostanze chimiche dannose. Oltre, ovviamente, a essere rintracciati immediatamente dai Sorveglianti… </p>
<p>Manipolazione a distanza<br />
Tra i teorici del complotto a insistere sull’ipotesi di un progetto segreto di ricerca sul controllo mentale mediante microchip, a fianco di David Icke si schiera la meno nota dottoressa Rauni-Leena Luukanen-Kilde, ex medico finlandese nota tra gli appassionati di ufologia per i suoi saggi nel campo UFO. La Rauni Kilde sostiene che sia possibile controllare il comportamento delle persone e influenzarne a distanza le azioni medianti l’impianti di microchip nel cervello, simili a quelli che le entità aliene impianterebbero nell’encefalo degli addotti nella zona ipofisaria. Sul giornale Spekula la Rauni Kilde pubblicò un lungo articolo sugli impianti sottocutanei mettendo in guardia gli americani dal pericolo di controllo di massa imminente. Ecco alcuni stralci: “È tecnicamente possibile inserire ad ogni neonato un microchip che potrebbe servire per identificare una persona per il resto della sua vita. Simili piani sono stati discussi segretamente negli Stati Uniti, senza nessuna esposizione delle questioni relative alla privacy […] Gli esseri umani con impianti possono essere seguiti ovunque: le funzioni cerebrali possono essere monitorate a distanza da supercomputers e persino alterare mediante il cambiamento delle frequenza. Cavie di esperimenti segreti sono stati detenuti, soldati, malati di mente, bambini portatori di handicap, audiolesi, ciechi, omosessuali, donne single, anziani, scolari e qualsiasi gruppo di persone considerato marginale dalle elites di sperimentatori”. La Rauni Kilde cita come esempi di primi esperimenti i dispositivi cerebrali impiantati chirurgicamente nel 1974 nello stato dell’Ohio, ma anche in Svezia a Stoccolma: “Elettrodi cerebrali furono inseriti nei crani di bambini, nel 1946, senza che i genitori ne fossero a conoscenza. Negli anni ’50 e ’60, impianti elettrici furono usati nel tentativo di cambiare il comportamento umano e i suoi atteggiamenti. Influenzare il funzionamento del cervello umano divenne un obiettivo importante dei servizi segreti e militari”. E ancora: “Il sistema elettronico di sorveglianza della NSA può simultaneamente seguire e gestire milioni di persone. Ognuno di noi ha un’unica frequenza di risonanza bioelettrica nel cervello, proprio come abbiamo impronte digitali uniche. Con stimoli cerebrali completamente decodificati dalle frequenze elettromagnetiche, segnali elettromagnetici pulsanti possono essere inviati al cervello creando la voce desiderata ed effetti visivi, perché vengano percepiti dal soggetto prescelto. È una forma di guerra elettronica”. Stando alla teoria della Rauni Kilde sarebbe possibile non solo la costituzione di un esercito composto da cyber soldati da controllare a distanza, ma anche la manipolazione di individui normalissimi che potrebbero essere “accesi” in qualsiasi momento e indotti a credere alla realtà di impulsi elettromagnetici quali allucinazioni visive o uditive creati ad hoc. Allo stesso modo si potrebbe torturare una persona dotata di microchip causandole dolore insopportabile e piegandola alla propria volontà.</p>
<p>Retroingegneria: chi copia chi?<br />
La persona dotata di chip può esser manipolata in molti modi. Usando frequenze diverse, si può modificare la vita emotiva di una persona creando una specie di realtà virtuale – come sembra accada anche nelle abductions &#8211; attraverso la stimolazione dell’encefalo: “La si può rendere aggressiva o letargica. La sessualità può venire influenzata artificialmente. I segnali del pensiero e le riflessioni del subconscio possono essere letti, i sogni influenzati e persino indotti, tutto senza che la persona con l’impianto lo sappia o acconsenta”. La somiglianza con i rapimenti alieni pone alcuni quesiti che approfondisco in L’altra faccia di Obama: chi copia chi? I militari terrestri hanno adottato la retroingegneria aliena piegandola ai propri obiettivi, oppure le abductions si riducono per lo più a MILABS, ovvero rapimenti da parte di militari che ricostruiscono scenari virtuali in cui sarebbero entità extraterrestri ad agire sugli addotti? Come se questo scenario non fosse abbastanza agghiacciante, ecco aggiungersi in parallelo all’irradiamento tramite impulsi elettromagnetici, i metodi chimici di controllo delle masse. E qua il pensiero corre alle misteriose scie chimiche di più recente comparsa e agli esperimenti che ufficialmente dovrebbero modificare il clima. Droghe, sostanze chimiche tossiche e gas da inalazione potrebbero essere diffusi nell’aria o negli acquedotti. Se negli USA il metodo per influenzare la popolazione a scegliere di farsi impiantare un microchip passerà molto probabilmente per la via della riforma sanitaria, in Europa i governi sembrano aver scelto la strada della moneta unica: sostituire il denaro corrente, carte di credito e bancomat con un chip. La crisi, il caos economico non sarebbero altro che scorciatoie per condurre la popolazione il più velocemente possibile verso il controllo globale. “Quando le nostre funzioni cerebrali saranno ormai connesse ai supercomputers, tramite impianti radio e microchips, sarà ormai troppo tardi per protestare. Questa minaccia può essere sconfitta solo istruendo il pubblico” ha avvisato la Rauni Kilde. E con uno scenario del genere meglio essere pronti e passare per pazzi che farsi trovare impreparati, o come diceva Karl Popper, “il prezzo della libertà è la costante vigilanza”.</p>
<p>A cura della d.ssa Enrica Perucchietti</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Ed ecco la prova di quanto affermato, direttamente dallo staff di Obama:</p>
<p>Oggetto:  I like Obamacare<br />
Da:  info@barackobama.com<br />
A:  &#8220;Paolo D&#8217;Arpini&#8221;<br />
Data:  23/03/2012 20:36  </p>
<p>Paolo &#8211;</p>
<p>It&#8217;s been exactly two years since President Obama signed health reform into law.</p>
<p>For me, this is very personal.</p>
<p>Thirty years ago, we found our 7-month-old daughter, Lauren, blue and limp in her crib. She&#8217;d had a seizure, the first of what would be thousands. Her insurance didn&#8217;t cover the expensive drugs she needed to subdue the seizures, and her epilepsy made it impossible to qualify for another plan. We almost went broke.</p>
<p>Today, children with pre-existing conditions can no longer be denied coverage.</p>
<p>That is Obamacare. Because of it, other families won&#8217;t face the same pressures mine did.</p>
<p>You better believe I&#8217;m proud to be standing alongside the President who got it done.</p>
<p>Today, stand up and say it: &#8220;I like Obamacare.&#8221;</p>
<p>President Obama never lost sight of the fact that this reform is about people. His own mother spent the last years of her life fighting cancer &#8212; and fighting with insurance companies, too. That shouldn&#8217;t happen. And because of Obamacare, it can&#8217;t.</p>
<p>So next time you hear someone railing against this law, remember what they&#8217;re actually saying they want to take away.</p>
<p>Stand with me in saying, &#8220;Hell yeah, I&#8217;m for Obamacare&#8221;:</p>
<p>http://my.barackobama.com/I-Like-Obamacare</p>
<p>Thanks,</p>
<p>David</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Si avvicina la fine del Kali Yuga,  il cambiamento epocale è previsto per il 2.030&#8230;. Da quella data ricomincia l&#8217;Età dell&#8217;Oro e della Verità (Satya Yuga)</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/03/20/si-avvicina-la-fine-del-kali-yuga-il-cambiamento-epocale-e-previsto-per-il-2-030-da-quella-data-ricomincia-leta-delloro-e-della-verita-satya-yuga/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 06:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunario]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;OGNI TANTO GIOCHIAMO UN POCO (MA NON TROPPO). METTIAMO QUINDI DA PARTE LA GEOPOLITICA, LA POLITICA E ALTRO.
HO QUI RIASSUNTO CERTE RELAZIONI CHE RIGUARDANO L’ETA’ OSCURA (KALI’ YUGA), ALLE QUALI HO MODESTAMENTE AGGIUNTO ALCUNE MIE IMPRESSIONI.  ESSENDO IL SOTTOSCRITTO, UN PROFANO IN QUESTA MATERIA, PRENDETE IL TUTTO CON UN CERTO DISINCANTO.  SE POI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;OGNI TANTO GIOCHIAMO UN POCO (MA NON TROPPO). METTIAMO QUINDI DA PARTE LA GEOPOLITICA, LA POLITICA E ALTRO.<br />
HO QUI RIASSUNTO CERTE RELAZIONI CHE RIGUARDANO L’ETA’ OSCURA (KALI’ YUGA), ALLE QUALI HO MODESTAMENTE AGGIUNTO ALCUNE MIE IMPRESSIONI.  ESSENDO IL SOTTOSCRITTO, UN PROFANO IN QUESTA MATERIA, PRENDETE IL TUTTO CON UN CERTO DISINCANTO.  SE POI TRA VOI C’E’ CHI E’ MOLTO PIU’ PREPARATO DI ME, INTERVENGA, SPECIFICHI E SE IL CASO CORREGGA&#8221;</p>
<p>Un saluto Maurizio Barozzi<br />
&#8230;..</p>
<p>Ebbe magnificamente a riassumere J. Evola: </p>
<p>&#8220;&#8230;mentre l’uomo moderno ha creduto e, in parte tuttora crede al mito dell’evoluzione, le civiltà antiche quasi senza eccezione e perfino le popolazioni selvagge riconobbero invece l’involuzione, il graduale decadere dell’uomo da uno stato primordiale concepito non come un passato semiscimmiesco ma come quello di un’alta spiritualità.</p>
<p> La forma più nota di tale insegnamento è il mito di Esiodo circa le quattro età del mondo – dell’oro, dell’argento, del bronzo e del ferro – le quali corrispondono a gradi successivi dell’accennata discesa o decadenza.</p>
<p> Del tutto analogo è l’insegnamento indù circa gli yuga, cicli complessivi e successivi che sono ugualmente in numero di quattro e che da una “età dell’essere” o “della verità” – satya yuga – vanno fino ad una “età oscura” – kali yuga.</p>
<p>Secondo tali tradizioni, i tempi attuali corrispondono all’epicentro proprio di quest’ultimo periodo: noi ci troveremmo nel bel mezzo della “età oscura”.</p>
<p>Benché la formulazione di tali teorie sia antichissima, di fatto i caratteri previsti per “l’età oscura” corrispondono in modo abbastanza sconcertante alle caratteristiche generale dei tempi nostri&gt;&gt;.  </p>
<p>Dopodiché Evola riportò alcuni passi tratti &lt;&lt;dal Vishnu-purana, testo che ci ha conservato gran parte del tesoro delle antiche tradizioni e degli antichi miti dell’India&quot;.  </p>
<p>Nei paragrafi qui riportati Evola intese aggiungere, fra parentesi, alcune delucidazioni per  sottolineare le corrispondenze più evidenti. </p>
<p>Riproduciamo il tutto, aggiungendo anche, tra parentesi quadre, qualche modesta nostra (N.d.A.)  breve osservazione di carattere storico: </p>
<p>“Razze di servi, di fuori casta e di barbari si renderanno padroni delle rive dell’Indo, del Darvika, del Candrabhaga e del Kashmir. I capi che regneranno sulla terra, come nature violente. Si impadroniranno dei beni e dei loro soggetti. </p>
<p>[Esattamente quello che sta accadendo attraverso la potenza militare dell’occidente, in particolare USA, Gran Bretagna, Israele, e l’usura bancaria estesa  oramai a livello planetario N.d.A.]</p>
<p> Limitati nella loro potenza, i più sorgeranno e precipiteranno rapidamente.  Breve sarà la loro vita, insaziabili i loro desideri ed essi quasi ignoreranno cosa sia la pietà.  I popoli dei vari paesi, ad essi mescolandosi ne seguiranno l’esempio.”</p>
<p> (Si tratta di quelle nuove invasioni barbariche con conseguente immissione del virus del materialismo e della selvaggia volontà di potenza propria all’Occidente moderno in civiltà ancora fedeli e millenarie, sacre tradizioni.  Tale processo, come si sa, in Asia è in pieno sviluppo. Evola).</p>
<p> “La casta prevalente sarà quella dei servi”.</p>
<p>(epoca proletario-socialista: comunismo Evola).   [In realtà, la fase del comunismo, oltretutto irrealizzato e irrealizzabile, è oramai superata da un disfacimento esistenziale collettivo e la casta prevalente, se si intende come dominante, è quella plutocratica. Se si intende come prevalenza numerica nel mondo, allora possiamo dire che non prevale il proletariato, quanto, una plebaglia umana informe, povera o ricca che sia. N.d.A.]</p>
<p> “Coloro che posseggono diserteranno agricoltura e commercio e trarranno da vivere facendo servi o esercitando professioni meccaniche” </p>
<p>(proletarizzazione e industrializzazione. Evola).</p>
<p> “I capi invece di proteggere i loro sudditi, li spoglieranno e sotto pretesti fiscali ruberanno le proprietà alla casta dei mercanti” </p>
<p>(crisi della proprietà privata e del capitalismo, statizzazione comunista della società. Evola). </p>
<p>[Anche qui l’analisi storica di Evola, pecca di anticomunismo a prescindere, perché non è la statizzazione comunista della società che ha finito per affermarsi, ma un sistema mondialista controllato da poche stirpi di famiglie dell’Alta finanza e del resto non poteva essere che così in quanto, alla cosiddetta casta proletaria, mancano i “mezzi” intellettuali e materiali per gestire il potere mondiale. Quindi abbiamo ai vertici del potere mondiale, sempre dei paria, ma sortiti dal mondo della speculazione].</p>
<p> “La sanità (interiore) e la legge (conforme alla propria natura) diminuiranno di giorno in giorno finché il mondo sarà completamente pervertito.  Solo gli averi conferiranno il rango. Solo movente della devozione sarà la preoccupazione per la salute fisica, solo legame fra i sessi sarà il piacere, sola via al successo nelle competizioni sarà la frode. La terra sarà venerata solo per i suoi tesori minerali” </p>
<p>(industrializzazione ad oltranza, morte della religione della terra. Evola).   [Niente di più vero N.d.A.].</p>
<p> “Le vesti sacerdotali terranno il luogo della dignità del sacerdote.   La debolezza sarà la sola causa dell’obbedire </p>
<p>(fine degli antichi rapporti di lealismo e di onore. Evola). </p>
<p>[Vediamo benissimo come oggi ogni rapporto umano, di lavoro, di servizio, ecc., è regolato esclusivamente da una mercede. N.d.A.]</p>
<p> “La razza sarà incapace di produrre nascite divine.</p>
<p> Deviati da miscredenti, gli uomini si chiederanno insolentemente: “Che autorità hanno i testi tradizionali? Che sono questi Dei, che è la casta detentrice dell’autorità spirituale? (Brahmana)”.</p>
<p> “Il rispetto per le caste, per l’ordine sociale e per le istituzioni (tradizionali) verrà meno nell’età oscura.  I matrimoni in questa età cesseranno di essere un rito e le norme connettenti un discepolo ad un maestro spirituale non avranno più forza.  Si penserà che chiunque per qualunque via possa raggiungere lo stato di rigenerati  (è il livello democratizzante delle pretese moderne della spiritualità. Evola) </p>
<p>e gli atti di devozione che potranno ancora esser eseguiti non produrranno più alcun risultato.  Ogni ordine di vita sarà uguale promiscuamente per tutti” </p>
<p>(conformismo, standardizzazione. Evola).</p>
<p> “Colui che distribuirà più danaro sarà signore degli uomini e la discendenza familiare cesserà di essere un titolo di preminenza” </p>
<p>(superamento della nobiltà tradizionale. Evola).</p>
<p> “Gli uomini concentreranno i loro interessi sull’acquisizione, anche se disonesta, della ricchezza.  Ogni specie di uomo si immaginerà di essere pari ad un brahmana” .  (pretese prevaricatrici della libera cultura accademica; arroganza dell’ignoranza. Evola).</p>
<p> “La gente quanto mai avrà terrore della morte e paventerà l’indigenza: solo per questo conserverà forma (un’apparenza) di culto.</p>
<p> Le donne non seguiranno il volere dei mariti o dei genitori.   Saranno egoiste, abiette, discentrate e mentitrici e sarà a dei dissoluti che si attaccheranno.</p>
<p> Esse diventeranno semplici oggetti di soddisfacimento sessuale”.</p>
<p> E concludeva Evola: &quot;Se l’attualità di tale profezia del Vishnu-purana ha tratti difficilmente contestabili, per il significato complessivo di esso bisognerebbe aver un senso del punto di riferimento, ossia di ciò che sarebbero state le origini, lo stato da cui via via l’umanità sarebbe decaduta .Ma che significato oggi potrebbero avere, per i più, termini come “età dell’essere” e “età dell’oro”? Purtroppo si ridurranno a semplici, vuote reminiscenze mitologico-letterarie.</p>
<p> Nel testo in questione varrebbe la pena di notare due motivi ulteriori che mitigano alquanto le tetre prospettive dell’età oscura.  Vi accenneremo soltanto.</p>
<p> Il primo è l’idea che chi, essendo nato nel Kali-yuga, malgrado tutto sa riconoscere i veri valori e la vera legge, raccoglierà frutti sovrannaturali difficilmente raggiungibili in tempi più facili.  “Pessimismo eroico” direbbe un Nietzsche e questa idea non è estranea allo stesso cristianesimo.</p>
<p> Il secondo punto è che lo stesso Kali-yuga, per rientrare in uno sviluppo ciclico cosmico più vasto, avrà esso stesso una fine.  Per via di un fatto non semplicemente umano si produrrà un mutamento generale.  Ne seguirà una specie di rigenerazione, un nuovo principio.</p>
<p> Speriamo che sia così e soprattutto che, prima, non si debba giungere proprio sino in fondo alla china, con le delizie che “l’era atomica” ci riserva&quot;.</p>
<p>E qui terminiamo il nostro riassunto da Julius Evola.</p>
<p>Ora è indubbio che se i caratteri indiscutibili dell’età oscura sono facilmente individuabili attorno a noi, si “sentono” e si “avvertono” a senso, anche se bisognerebbe vedere a quale grado di degenerazioni ci troviamo, molto più difficile è stabilire inizio e fine di queste quattro “età” dell’oro, dell’argento, del bronzo e del ferro.</p>
<p>Varie scuole Tradizionali si sono interessate a questo problema. Alcune sostengono che non è possibile stabilire, neppure approssimativamente, inizio e fine di ogni “età”, così come non è possibile individuare inizio e fine dei cicli cosmici.</p>
<p>Altre scuole invece ritengono che sia possibile, sia pure con una certa approssimazione individuare queste date. </p>
<p>In entrambi i casi varie e diverse considerazioni si fanno poi per stabilire se ci sono, e in questo caso se sia anche possibile determinarle, oppure se non sia possibile stabilire queste analogie tra il tempo lineare, cronologico, e quello ciclico che caratterizza invece i cicli cosmici.</p>
<p>A mio avviso è forse la prima scuola, quella della indeterminatezza, che mi sembra più realistica, ma io non sono di certo un profondo conoscitore di questa materia ed in ogni caso, se così fosse, il discorso sarebbe chiuso, cerco invece di riassumere quello che asserisce la seconda scuola, quella “determinista” (alquanto diffusa in Francia tra una parte di coloro che si rifanno al pensiero di Renè Guenon) che consente di individuare, approssimativamente, verso il terzo decennio del 2000 (circa il 2030) la fine dell’età oscura o kali yuga e quindi di una intera manifestazione delle quattro età all’interno di un ciclo cosmico.</p>
<p>IL KALPA</p>
<p>Cominciamo con il dire che la Manifestazione cosmica, di cui anche noi facciamo parte e di cui la nostra esperienza sensibile e intellettiva ci consente di viverne e di osservarne tutti i fenomeni del mondo sensibile, regolato da leggi fisiche e biologiche e dalle leggi dello spazio e del tempo, occorre immaginarla come la corona di un rosario, una manifestazione completa o Kalpa, composto da 14 palline, ognuna delle quali chiameremo Manvantara, le quali ultime, a loro volta si compongono di quattro età dell’umanità.  E così via.</p>
<p>E’ bene premettere che tra un Manvantara ed il successivo, come con il precedente, vi è uno iato, che non consente, con i mezzi della scienza e ricerca profana, di conservarne il ricordo o la possibilità di individuarne “residui” storici di alcun genere. Anzi sembrerebbe che il passaggio da un Manvantara ad un altro sia caratterizzato da un evento traumatico, di proporzioni apocalittiche, come potrebbe per esempio esserlo lo spostamento dell’asse terreste con tutto quello che questo fenomeno comporta. </p>
<p>Ricordando che tempo rettilineo e tempo ciclico non sono la stessa cosa, vediamo, nonostante questo, di quantificare tutta la manifestazione di un Kalpa, tralasciando di riportare analogie e simbologie, miti e leggende che consentono di individuarlo compiutamente.</p>
<p>Un Kalpa avrebbe la durata cronologica di 910.000 anni durante la quale, al suo interno,  si realizzano 14 Manvantara di 64.800 anni ciascuno. </p>
<p>In generale si ritiene, anche in base a certe tradizioni, simbologie, miti e sapienza antica, che noi contemporanei dovremmo essere alla fine del settimo Manvantara, ovvero saremmo alla metà del Kalpa. </p>
<p>Più nello specifico, come abbiamo visto, Evola ha interpretato il mito di Esiodo e le tradizioni Indù, per i quali noi ci troveremmo, più o meno a metà dell’età oscura, mentre secondo la scuola determinista francese saremmo   alla fine di quest’ultima  (kali yuga) delle quattro età del nostro Manvantara. Le due diverse valutazioni temporali però potrebbero anche coincidere se pensiamo che quelle sapienze si riferivano a situazioni di tempo e di spazio di molti  anni addietro. </p>
<p>Andando avanti con la scuola determinista quindi, si ritiene che l’inizio di questo Kalpa (quando ovviamente iniziò il primo Manvantara) sia avvenuto, computando con il tempo cronologico, nel 453.000 A.C., in modo che, di conseguenza, dopo altri sette Manvantara si avrebbe un ciclo cosmico completo di 910.000, ovvero tra 455.000 anni. </p>
<p>Prendiamo ora il nostro Manvantara, quello che ci riguarda. Come detto dovrebbe avere una durata cronologica di 64.800 anni, nella quale si manifestano le sue quattro età, nella proporzione 4 + 3 + 2 + 1, per cui potremmo dire che la prima età, quella dell’oro avrebbe una durata di 25.920 anni, la seconda età, quella dell’argento 19.440 anni, la terza età quella del bronzo altri 12.960 anni ed infine la nostra, l’ultima, quella del ferro, o età oscura, 6.480 anni. </p>
<p>Evola considera anche, all’interno dell’età oscura la possibilità di un raddrizzamento, forse sia pure temporalmente limitato, per così dire “eroico”, che ristabilirebbe almeno i valori e i parametri esistenziali tipici della manifestazione trascendentale. Ma questo è un altro discorso che sconfina anche con aspetti politici. </p>
<p>Il Manvatara dunque, è composto da quattro età, tutte a loro volta caratterizzate da una “caduta” progressiva dell’uomo sempre più verso una condizione “umana” dove anche tutta la natura che lo circonda va a perdere la sua componente “magica”, come se certe “forze” spirituali si siano ritirate del tutto.</p>
<p>Con queste proporzioni, e premettendo che nello spazio (regioni geografiche della terra), i processi di decadenza possono avere sensibili diversità temporali e caratteriali, possiamo dire che il nostro Manvatara (il settimo del Kalpa) ebbe inizio 63.000 anni A.C. datazione che caratterizzava quindi:</p>
<p>l’età dell’oro o krita yuga. E’ l’età che indica la “civiltà solare” dove, nonostante una certa perdita della “natura divina” e la comparsa della dualità umana (mito di Adamo – Eva e cacciata dall’Eden), questa è armoniosa. E’ caratterizzata anche dall’inizio della grande Glaciazione. Dovrebbe avere avuto termine, dopo una durata complessiva di circa 25.920 anni, nel 37.000 A.C.   Si scende quindi:</p>
<p> nell’ età dell’argento o treta yuga, che avrebbe avuto inizio nel 37.000 A.C. appunto, e dopo una durata complessiva di 19.440 anni, dovrebbe aver avuto termine nel 17.500 A.C. </p>
<p>Questa seconda età dovrebbe essere stata caratterizzata da una totale perdita dello “stato divino” per natura, per il quale si determina anche  la necessità della “scoperta” di arti e mestieri per far fronte agli elementi della natura, sopperendovi con i “lavori”. Società di tipo lunare (sacerdotale) Un riferimento preistorico può genericamente riferirsi al periodo Masteriano ed Aurinacciano, mentre un riferimento biblico è forse il diluvio universale ed uno leggendario potrebbe essere il mito di Atlantide.  Arriviamo ora:</p>
<p>all’età del bronzo o dvpara yuga, che dovrebbe essere iniziata nel 17.500 A.C. circa  e dopo una durata di  complessiva di 12.960 anni circa, avrebbe avuto termine nel 4.500 A.C. circa, Questa età è caratterizzata da una evidente corruzione del genere umano e dalla diffusione di arti e mestieri. Riferimento preistorico Sulutreano e Magdaleniano. Fine del periodo glaciale. Leggende dei Titani e perdita della Tradizione Unica. Riferimento biblico: torre di Babele. </p>
<p>Finiamo quindi con:<br />
l’età del ferro o kali yuga (età oscura). Come precedentemente indicato inizierebbe nel 4.450 A. C. e dopo una durata complessiva di 6.480 anni andrebbe a terminare nel 2.030 D.C., praticamente tra circa 18 anni.  L’età oscura è caratterizzata da tutte le manifestazioni degenerative dell’uomo e della società precedentemente descritte. Alla perdita dei valori e del rapporto spirituale con la dimensione divina, vi possiamo però anche aggiungere, una accellerazione del ciclo verso la sua parte  finale ed una inversione, come allo specchio, della simbologia tradizionale. </p>
<p>Miti, leggende, favole?  In parte, ma non del tutto, perchè molte cose stanno a indicare che le cose stanno proprio così.</p>
<p>Maurizio Barozzi</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p> Articoli collegati:<br />
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/06/26/spiritualita-laica-o-della-natura-e-ritorno-alleta-delloro/</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Vivisezione: gli ultimi fuochi di un paradigma morente …  che esercita ancora il suo dominio monopolizzando l’informazione..</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/03/16/vivisezione-gli-ultimi-fuochi-di-un-paradigma-morente-%e2%80%a6-che-esercita-ancora-il-suo-dominio-monopolizzando-l%e2%80%99informazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 17:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lunario]]></category>

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Risposta al direttore dell’Istituto Mario Negri, prof. SILVIO GARATTINI
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<p>Risposta al direttore dell’Istituto Mario Negri, prof. SILVIO GARATTINI</p>
<p>                                                    Alcuni dati statistici<br />
                                                    92 per cento Sono i farmaci che risultano innocui sugli animali e vengono poi scartati durante le prove cliniche sul’uomo (dato di “Pubmed”, Inghilterra)<br />
                                                    5-25 per cento E’, secondo Ralph Heywood, ex direttore del centro di ricerca inglese Huntington Life Sciences, la coincidenza tra la reazione dell’animale e quella dell’uomo<br />
                                                    82 per cento E’ la quota dei medici inglesi preoccupati per i danni    prodotti dalla sperimentazione su animali (Studio di Tns Healthcare)<br />
                                                    60 per cento E’ di quanto differiscono le risposte dei test fatti sui topi in laboratorio da quelle fornite dai ratti, loro stretti parenti<br />
                                                    4° posto è la posizione delle malattie iatrogene (cioè provocate dai farmaci) nella classifica delle cause di morte dei paesi industrializzati.</p>
<p>Premessa:<br />
Nel luglio del 2007 il NRC (Consiglio Nazionale delle Ricerche USA) presentò un Rapporto di aggiornamento sulla tossicologia, richiesto dall’EPA (agenzia per l’ambiente) intitolato “Tossicologia del XXI secolo: una visione e una strategia”. In esso veniva annunciata una Rivoluzione, all’epoca già iniziata: le valutazioni di tossicità (che coprono il 75% dei test su animali effettuati nel mondo) avrebbero abbandonato il “modello animale”, da tempo contestato in quanto inaffidabile e privo di predittività per la specie umana (vari articoli in merito a ciò erano già stati pubblicati su Nature, BMJ, New Scientist, Scientific American, Spere, Biologi italiani, the Scientist, ecc.) per fare ricorso al grande potenziale di una moderna ricerca, perlopiù in vitro e su cellule umane, ispirata alle straordinarie nuove conquiste della scienza (specie nella genetica e nella biologia).Tale rivoluzione, secondo il Rapporto, costituisce “un avvenimento epocale, di quelli che danno un nuovo corso alla storia della scienza, come è avvenuto con la scoperta della penicillina, quella del DNA, con la nascita del primo computer… “</p>
<p>Il Comitato Scientifico EQUIVITA dette massimo risalto alla notizia. Jeremy Rifkin pubblicò un articolo su l’Espresso (15.11.07) dal titolo “La grande notizia scientifica dell’anno 2007 di cui non avete mai sentito parlare” in cui egli osservava: “Da anni leghe anti-vivisezione e associazioni animaliste sostengono questa tesi e da anni esse vengono schernite da enti scientifici, associazioni mediche e lobby industriali che le accusano di essere contro il progresso e di tenere più agli animali che alle persone. Ora però è l&#8217;establishment scientifico a essere arrivato alle stesse conclusioni. Le prove di tossicità eseguite sugli animali sono da considerarsi scienza di cattiva qualità.”</p>
<p>Cosa è successo da allora:<br />
Negli USA: le indicazione del CNR sono state ampiamente applicate da tutti gli organi di ricerca statale: un piano quinquennale di tossicologia cellulare è stato subito sottoscritto nel corso di un’assemblea della AAAS, Associazione Americana per l’Avanzamento della Scienza, da tutte le maggiori agenzie di controllo statali (FDA, EPA, NIEHS, ecc.), per la valutazione di numerose decine di migliaia di sostanze chimiche che minacciano la salute dei cittadini americani e di cui nessuna valutazione critica era mai stata fatta. Sul progetto, ancora in corso, si legge un interessante aggiornamento in un articolo del Scientific American del 13.10.11. (http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=robot-allows-high-speed-chemical-testing).<br />
Nella UE: nel 2007 viene varato il regolamento REACH, anch’esso per la valutazione di tossicità delle nuove sostanze da introdurre nell’ambiente. Ma il progetto REACH, che inizia con lo studio di 30.000 sostanze già presenti, prevede l’obbligo dei test su animali (con le poche eccezioni dei rari metodi approvati dall’ECVAM) e fallisce dunque in partenza nel suo presunto intento di tutelare la salute e l’ambiente.<br />
Nel 2010 viene votata la nuova direttiva sulla sperimentazione animale, che non solo non muove alcun passo verso i nuovi metodi, ma rende l’uso del modello animale ancora più stringente di prima.</p>
<p>Cosa succede oggi:<br />
L’appello che viene dal mondo della scienza (ed è sempre più diffuso) ribadisce che il “modello animale” non ha valore scientifico (ogni specie animale può essere modello soltanto di se stessa) e che di conseguenza la sperimentazione animale rappresenta:<br />
· un pericolo per la salute umana e per l’ambiente,<br />
· un freno allo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica fondati sulle straordinarie acquisizioni scientifiche del nostro tempo,<br />
· un ostacolo alla possibilità di attingere a risposte ben più affidabili, esaurienti, veloci ed economiche, forniteci dalle nuove tecnologie pertinenti per l’uomo.<br />
- uno spreco inaccettabile di risorse: qualsiasi cosa venga verificata studiando una cavia dovrà essere di nuovo verificata studiando l’essere umano.</p>
<p>Risposta al Prof. Silvio Garattini per quanto riguarda lo studio dei primati:<br />
·      Nelle analisi comportamentali le informazioni ottenute con le ricerche di etologia, fatte nell’ambiente naturale in cui vivono i primati, forniscono risposte assai migliori di quelle che si ottengono nell’ambiente artificiale del laboratorio.<br />
·      Le analisi delle cellule (neuroni) attraverso metodiche invasive forniscono risposte assai meno complete di quelle che si ottengono con metodiche del tutto non-invasive di nuova generazione. Queste ultime hanno inoltre il grande vantaggio di poter essere effettuate direttamente sull’uomo (ad esempio con il neuroimaging funzionale, la magnetoencefalografia, la risonanza magnetica funzionale, ecc.)<br />
·      La sperimentazione sulle scimmie si è rivelata fallimentare anche per la ricerca<br />
farmacologica. Infatti, dei circa 100 vaccini elaborati per curare la malattia delle scimmie simile all’Aids, non uno solo ha potuto essere applicato all’uomo, nonostante gli effetti riscontrati sulle scimmie. L’indice di successo è stato uguale a zero: un risultato che in nessun altro campo della scienza sarebbe tollerato, specie se si considera che queste ricerche comportano investimenti di  molti milioni di dollari (senza contabilizzare l’investimento in sofferenza).</p>
<p>Va anche ricordata l’eterna lotta ai tumori e la sconfitta nella guerra alle “malattie del secolo”. Ci limitiamo ad alcune citazioni:<br />
·      &#8220;Il tumore che insorge spontaneamente nell&#8217;uomo nulla ha a che vedere con il tumore indotto artificialmente nel topo&#8221; (&#8221;Un male curabile&#8221;, prof.Umberto Veronesi)<br />
·      “Ogni specie può essere modello soltanto di se stessa. Investire ancora in un metodo di ricerca fallace, non predittivo per noi, e definito ‘cattiva scienza’ in organi ufficiali (vedi la rivista Nature,10/11/05) significa sprecare risorse incalcolabili”. (prof.Gianni Tamino, presidente del Comitato Scientifico Equivita)<br />
·      &#8220;Ogni anno le industrie farmaceutiche sprecano migliaia di milioni di dollari usando come modelli i roditori nella ricerca oncologica&#8221; (prof.Robert Weinberg di MIT)<br />
·       &#8220;Se considerate i milioni e milioni di topi che siamo riusciti a curare e poi li confrontate con ciò che siamo riusciti, o meglio non siamo riusciti a fare nella cura delle metastasi umane, vi renderete conto che in quei modelli qualcosa è sbagliato&#8221; (“Perchè stiamo perdendo la guerra contro il cancro”, Fortune 2004).</p>
<p>Infine:<br />
L’86% dei cittadini europei (in un sondaggio del 2006 della Commissione europea) così come lo stesso 86% dei cittadini italiani, (secondo un’indagine Eurispes), che hanno detto essere contrari alla sperimentazione animale, chiedono che venga rispettato l’art.13 del trattato di Lisbona, che sancisce il rispetto degli animali quali esseri senzienti.<br />
Con le manifestazioni indette a Greenhill e a Correzzana contro l’importazione e l’allevamento  degli animali da laboratorio, i cittadini italiani intendono esprimere un dissenso che va ben oltre tali attività commerciali.</p>
<p>I cittadini italiani ed europei sono contrari alla sperimentazione animale e useranno ogni metodo pacifico e lecito per accelerare l’abolizione, ormai da tutti attesa e frequentemente annunciata, della fuorviante e crudele pratica di sperimentazione animale, o vivisezione (1).</p>
<p>           (1): Per quanto riguarda la parola &#8220;vivisezione&#8221;, in tutti i dizionari italiani vivisezione e sperimentazione animale vengono considerati sinonimi.<br />
           Enciclopedia americana: Vivisection: &#8220;il termine si applica d ogni tipo di sperimentazione sugli animali, che questi vengano sezionati o no&#8221;.<br />
           Webster dictionary: &#8220;ogni forma di sperimentazione animale, specialmente se provoca sofferenze al soggetto&#8221;.  </p>
<p>Per informazioni:</p>
<p>Comitato Scientifico EQUIVITA<br />
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949<br />
E-mail: equivita@equivita.it  &lt;equivita@equivita.it  &gt;<br />
Sito internet: www.equivita.it</p>
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