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	<title>Circolo Vegetariano VV.TT. Calcata &#187; Comunicati Stampa</title>
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	<description>Il blog del Circolo Vegetariano di Calcata</description>
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		<title>Velina D&#8217;Arpina Politichina: “Miracolo a Mirabello&#8230;!”</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 07:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[“5 settembre 2010, marcate questa data&#8230; é il giorno del miracolo di Mirabello!” (Saul Arpino) 
 
Da quando ho lasciato Calcata e Roma e mi sono trasferito nella costa adriatica, fra l&#8217;Emilia Romagna e le Marche, ecco che anche il centro di aggregazione e fulcro degli avvenimenti si é spostato.
 
Ora i grandi eventi succedono solo da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm">“<span style="font-size: medium">5 settembre 2010, marcate questa data&#8230; é il giorno del miracolo di Mirabello!” </span><span style="font-size: medium">(Saul Arpino) </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">Da quando ho lasciato Calcata e Roma e mi sono trasferito nella costa </span><span style="font-size: medium">adriatica, fra l&#8217;Emilia Romagna e le Marche, ecco che anche il centro </span><span style="font-size: medium">di aggregazione e fulcro degli avvenimenti si é spostato.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">Ora i grandi eventi succedono solo da queste parti e non mi riferisco solo agli incontri del Circolo vegetariano&#8230; Sia pur che -ad esempio- lo scorso anno la celebrazione per San Francesco si era svolta in pompa magna all&#8217;Arancera di San Sisto a Roma e quest&#8217;anno sarà nella cripta della cattedrale di Treia, e l&#8217;incontro della Rete Bioregionale di fine ottobre, che doveva svolgersi quest&#8217;anno nella riserva di Monte Rufeno ad Acquapendente si terrà invece a San Severino Marche&#8230; </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">Ma anche gli eventi nazionali hanno cambiato quartiere, infatti si respira aria di grande attesa per la convention odierna di Generazione Italia a Mirabello, Ferrara, dove Gianfranco Fini sta attirando i riflettori della politica sulle sue scelte..</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">Il Governo é appeso ad un filo&#8230;? Tutti si muovono verso Gianfranco </span><span style="font-size: medium">Fini, lo fanno Rutelli, Casini, D&#8217;Alema, Bindi, etc. e pare che </span><span style="font-size: medium">Fini sia il liberatore della patria dal dominio berlusconico, un santo </span><span style="font-size: medium">eroe (o martire come il suo conterraneo Italo B</span><span style="font-size: medium">albo) che compie il miracolo  </span><span style="font-size: medium">tanto atteso: liberare l&#8217;Italia dal giogo di Arcore&#8230;.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">Tutti a Mirabello dunque.. e ricordiamoci del vecchio detto: </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">“<span style="font-size: medium">Chi non piscia in compagnia é un ladro od é una spia.. e chi non va a Mirabello  </span><span style="font-size: medium">é un “berlusca” oppure un bidello..“.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">E però c&#8217;é da dire che le speranze per un cambiamento democratico son </span><span style="font-size: medium">veramente poche, gli attori son sempre quelli, e se Fini si defila dal </span><span style="font-size: medium">carro berlusconico é solo perché ha capito che lì non poteva avanzare </span><span style="font-size: medium">di un passo verso la presidenza del consiglio a cui aspira da anni. A </span><span style="font-size: medium">proposito di presidenti del consiglio e di mancanza di credibilità </span><span style="font-size: medium">politica ho ricevuto alcuni detti sul “valore del Parlamento”, </span><span style="font-size: medium">inviatemi dal ravennate GiorgioVitali:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">&#8220;Piero Operti: A Roma, una sera del 1921, all&#8217;Aragno (noto caffè del </span><span style="font-size: medium">Centro, frequentato da parlamentari fino agli anni 50), in un gruppo </span><span style="font-size: medium">di amici, uomini politici, scrittori, tra i quali si trovava Giolitti, </span><span style="font-size: medium">allora Presidente del Consiglio, uno uscì nella domanda: Ma cosa ci </span><span style="font-size: medium">vanno a fare alla Camera i deputati? E Giolitti rispose: Quando ero </span><span style="font-size: medium">ragazzo, mi mandarono una volta per una commissione dal parroco. La </span><span style="font-size: medium">perpetua mi fece aspettare, dicendo che il parroco era in </span><span style="font-size: medium">&#8220;conferenza&#8221;. Io sentivo nella stanza accanto tonfi di pugni sul </span><span style="font-size: medium">tavolo e gridare numeri e figure di carte, e mi chiedevo: ma che razza </span><span style="font-size: medium">di conferenza è questa? Quando i sacerdoti suoi amici se ne furono </span><span style="font-size: medium">andati, il parroco mi domandò: Cosa ne pensi, Giovannino, della nostra </span><span style="font-size: medium">conferenza? Io non risposi ed il parroco spiegò: Il Vescovo ha </span><span style="font-size: medium">ordinato che tutti i parroci della zona si riuniscano una volta alla </span><span style="font-size: medium">settimana per accordarsi sulla loro opera evangelizzante, ma siccome </span><span style="font-size: medium">in questi posti i fedeli sono tutti brava gente che non hanno bisogno </span><span style="font-size: medium">di essere evangelizzati, noi ci riuniamo, sì! Come ha detto il </span><span style="font-size: medium">Vescovo, ma giochiamo a carte. Questa è la stima in cui era tenuta la </span><span style="font-size: medium">Camera dal nostro più grande parlamentare e maggior difensore della </span><span style="font-size: medium">democrazia in Italia.&#8221;</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">E con ciò vi saluto affettuosamente, vostro Paolo D&#8217;Arpini</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">Altre edizioni della Velina D&#8217;Arpina:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium"><a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=velina+d%27arpina">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=velina+d%27arpina</a> </span></p>
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		<title>Treia:  la disfida del bracciale, la dea Iside, Orazi e Curiazi&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 05:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima cosa che mi é venuta in mente, osservando le due squadre avverse composte di tre campioni ciascuna, é stata la sfida fra Orazi e Curiazi&#8230; e forse proprio da quella tenzone sorge la tradizione della disfida del bracciale, cantata in passato anche dal Leopardi, alla quale ho assistito il 1 agosto a Treia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: normal;padding: 0cm" align="left"><span style="font-size: medium">La prima cosa che mi é venuta in mente, osservando le due squadre avverse composte di tre campioni ciascuna, é stata la sfida fra Orazi e Curiazi&#8230; e forse proprio da quella tenzone sorge la tradizione della disfida del bracciale, cantata in passato anche dal Leopardi, alla quale ho assistito il 1 agosto a Treia. </span></p>
<p style="font-weight: normal;padding: 0cm" align="left"><span style="font-size: medium">Trea é l&#8217;antico nome romano della dea alla quale era dedicata la città che nel medioevo fu chiamata Montecchio e successivamente fu ribattezzata con il suo nome originario. La cosa avvenne verso la metà del secolo XIX, consenziente il papato che allora dominava nella Marca, ed accadde subito dopo il ritrovamento nel sottosuolo del santuario del Santissimo Crocifisso di alcune statue egizie, raffiguranti la dea Iside, che furono poi istallate sulla facciata della chiesa stessa&#8230; riconoscendo così la sacralità antecedente e precedente la costruzione del santuario cristiano, costruito appunto sui ruderi di un antico tempio dedicato a Trea, nome romano della dea egizia. Qui a Treia la Dea Madre é ancora viva anche attraverso il culto della “madonna nera” di Loreto.. di cui é conservata una statua, nella chiesetta barocca di Santa Chiara, una copia, o forse l&#8217;originale, ivi trasportata durante l&#8217;occupazione napoleonica.</span></p>
<p style="font-weight: normal;padding: 0cm" align="left"><span style="font-size: medium">Ma occorre che io ritorni al presente, alla disfida del bracciale ed agli eventi vissuti in questo primo di agosto 2010, una giornata densa di eventi e di immagini, una sequenza quasi sognata di un ritorno al passato –presente- e molto reale&#8230; Veramente questa mia giornata é iniziata la notte del 31 luglio, con l&#8217;ascolto di racconti sussurrati nell&#8217;accademia Georgica da un segretario compito ed accurato, che ha descritto nei particolari tutta la storia di Treia, la cui memoria -sotto forma di pergamene e libri- é conservata nel palazzetto attribuito a Valadier. Lì, mentre la musica a palla impazzava in piazza, fuori dalla bolgia e dentro una nicchia di rimembranze di gloriosi trascorsi, ho appreso ad amare Treia. Ovvero la sua cultura giacché ad amare la sua bellezza, il suo odore di pulito, le sue mura tonde, le colline attorno, la pianura verde coltivata ed i suoi tramonti, avevo già iniziato da quando son qui ad abitarvi, nove giorni fa. Ed oggi l&#8217;apoteosi dei colori&#8230;. mentre attonito mi mescolavo alla folla ridente e pulita di donne tondeggianti, bambini, anziani, marchigiani e stranieri, turisti e lavoratori di colore, tutti insieme senza distinzioni né separazioni&#8230; Una società senza discriminazione fra esseri umani&#8230; </span></p>
<p style="font-weight: normal;padding: 0cm" align="left"><span style="font-size: medium">Il corteo in costume dei rappresentanti dei 4 quartieri che gareggiavano per la conquista del Palio era variopinto: nobili verdi, artigiani viola, contadini azzurri e zingari gialli&#8230; Sì, avete letto bene, anche il quartiere degli zingari -assieme agli altri- ha partecipato alla gara. Forse Treia é l&#8217;unico posto in Italia dove gli appartenenti di questo popolo nomade ha ricevuto lo status di “compaesani”. Il nome dei vari rioni é molto evocativo: Vallesacco, Borgo, Cassero ed Oglavina.. ognuno con i propri colori, erano gli stessi colori della fascia che stringeva la camicia dei giocatori, tre per ogni squadra, che si sono confrontati nel gioco più antico d&#8217;Italia, quello di una palla di cuoio lanciata a lunga distanza con un bracciale di legno duro e punzuto. </span></p>
<p style="font-weight: normal;padding: 0cm" align="left"><span style="font-size: medium">La palla volteggiava nell&#8217;aria, sbattendo a volte su una muraglia che costeggiava il piazzale della partita, mentre il pubblico gremito ai lati osservava senza spaventarsi per le frequenti cadute del proiettile tondo in vicinanza delle loro teste. Descrivere la regola del gioco non é semplice e forse é meglio che io mi tenga nel vago&#8230; sperando così di invogliare qualche lettore a voler assistere ad un prossimo torneo, quello che si svolgerà a Treia la prima domenica dell&#8217;agosto 2011, in cui i vincitori di quest&#8217;anno, i nobili del Cassero, rimetteranno in palio il gonfalone in una nuova disfida del bracciale&#8230; </span></p>
<p style="font-weight: normal;padding: 0cm" align="left"><span style="font-size: medium">Paolo D&#8217;Arpini</span></p>
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		<title>Velina D&#8217;Arpina&#8230; vespertina &#8211; C&#8217;é chi muore, chi chatta su facebook e chi parte&#8230; La vita é sogno, diceva Calderon de la Barca&#8230;!</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/06/24/velina-darpina-vespertina-ce-chi-muore-chi-chatta-su-facebook-e-chi-parte-la-vita-e-sogno-diceva-calderon-de-la-barca/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 17:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Di solito la velina é mattutina ma stavolta scrivo una velina vespertina. E&#8217; sera e sono appena tornato da una commemorazione &#8220;funerea&#8221; per la morte dell&#8217;amico Pippo Giacobino di Calcata, presidente dell&#8217;associazione delle Forre. Tutto sommato l&#8217;incontro é stato &#8220;arioso&#8230;&#8221; pur bagnato da qualche lacrima di commozione&#8230; Diverse persone hanno parlato a turno.. per ricordare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di solito la velina é mattutina ma stavolta scrivo una velina vespertina. E&#8217; sera e sono appena tornato da una commemorazione &#8220;funerea&#8221; per la morte dell&#8217;amico Pippo Giacobino di Calcata, presidente dell&#8217;associazione delle Forre. Tutto sommato l&#8217;incontro é stato &#8220;arioso&#8230;&#8221; pur bagnato da qualche lacrima di commozione&#8230; Diverse persone hanno parlato a turno.. per ricordare Pippo, mi sembrava di stare ad uno dei nostri giri di condivisione, in cui ognuno dice la sua sull&#8217;argomento trattato&#8230; e stavolta l&#8217;argomento é stato Pippo Giacobino.</p>
<p>Trasferitosi Pippo a Calcata nel 1986, quando era da poco stato fondato il Circolo Vegetariano,  allora collaborammo fattivamente a vari progetti, fra cui il più importante quello per  la partecipazione al concorso di Airone per il Paese Ideale d&#8217;Italia.</p>
<p>(Vedere articolo: <a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/06/02/calcata-amarcord-proiezione-del-video-calcata-citta-invisibile/">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/06/02/calcata-amarcord-proiezione-del-video-calcata-citta-invisibile/</a> )</p>
<p>Terminata la cerimonia di commiato, alla quale hanno partecipato diversi amici che non vedevo da tempo,  e con in mente l&#8217;immagine di una situazione possibile di quello che avrebbe potuto essere il mio funerale (infatti pensavo che forse anche il mio funerale potrebbe essere così -in forma laica- senza preti e senza orpelli, solo amici e compagni di viaggio..) ed avendo appena firmato il registro delle presenze (sopra vi ho scritto: sono venuto a far la fila con umiltà e pazienza per firmare per l&#8217;amico Pippo&#8230;!), infine sono andato al baretto sotto al comune a bere un cappuccino.</p>
<p>Lì al bancone non c&#8217;era nessuno ed ho chiamato forte, finché  é uscita la barista (una signora giovane) che mi ha subito  chiesto: &#8220;Ma é vero che te ne vai da Calcata, ti sei stufato di stare qui?&#8221;</p>
<p>Ed io:  &#8220;Sono appena tornato dai saluti finali ad uno che se n&#8217;é andato per davvero&#8230; Pippo, lo conoscevi? E comunque no, non me ne vado perché sono stufo di Calcata ma perché mi sono fidanzato con una signora di fuori, credo di avertela presentata, si chiama Caterina&#8230; insomma me ne vado per amore e non per rabbia&#8230;&#8221;</p>
<p>E lei tutta contenta e sorniona ha commentato: &#8220;Fai bene, fai bene, al cuor non si comanda&#8230; sì me la ricordo é anche una bella donna&#8230;&#8221; Mi ha preparato il cappuccino caldo caldo e poi ha aggiunto: &#8220;&#8230;ma ora ti saluto, sai stavo chattando, qui nel retrobottega, con un amico su facebook&#8230;&#8221;.</p>
<p>Insomma c&#8217;é chi muore, chi chatta su facebook e chi parte&#8230; La vita é sogno, diceva Calderon de la Barca&#8230; </p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Fiume Treja  balneazione proibita&#8230; Come faremo per il battesimo della Vigilia di San Giovanni?&#8221;  Grazia richiesta a Giunone Curite</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/06/14/fiume-treja-balneazione-proibita-come-faremo-per-il-battesimo-della-vigilia-di-san-giovanni-grazia-richiesta-a-giunone-curite/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 08:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/06/14/fiume-treja-balneazione-proibita-come-faremo-per-il-battesimo-della-vigilia-di-san-giovanni-grazia-richiesta-a-giunone-curite/</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; apparso sui muri di Calcata l&#8217;avviso sindacale che  ordina alla popolazione: &#8220;In seguito alla immissione di liquami nel Treja, provenienti da un allevamento bovino sito nel territorio di Nepi, é fatto divieto di attingere alle acque per uso agricolo, di pesca e di balneazione nel fiume Treja.
Insomma il rituale battesimo al fiume Treja, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; apparso sui muri di Calcata l&#8217;avviso sindacale che  ordina alla popolazione: &#8220;In seguito alla immissione di liquami nel Treja, provenienti da un allevamento bovino sito nel territorio di Nepi, é fatto divieto di attingere alle acque per uso agricolo, di pesca e di balneazione nel fiume Treja.</p>
<p>Insomma il rituale battesimo al fiume Treja, da noi organizzato il 23 giugno, per la vigilia di San Giovanni, é proibito a causa della quantità di merda dispersa nel corso d&#8217;acqua sacro ai Falisci.</p>
<p>Non avrei voluto commentare l&#8217;inquinamento del Treja, seguendo in ciò l&#8217;esempio dei due sindaci dei comuni di Mazzano e Calcata, siti nel  parco del Treja. In questi giorni ho rilevato sugli organi di stampa solo gli allarmi del sindaco Angelelli di Civita Castellana, anche per la messa a rischio della consueta gara del &#8220;Treja cup&#8221; una scorribanda a mollo su pneumatici gonfiati, a mo&#8217; di gommoni, che si svolge in questo periodo nel tratto di fiume che scorre sotto  Civita Castellana: &#8220;Lo svolgimento del Treja Cup é a rischio, a causa dell&#8217;inquinamento delle acque&#8230;!&#8221; </p>
<p>Andatelo un po&#8217; a dire alle migliaia di pesci ed anfibi galleggianti in superficie, ovvero deceduti, in seguito alle tonnellate di feci riversate nel fiume….</p>
<p>Il fiume Treja, torrente dal flusso perenne, che scorre nell’originario alveo antico (risalendone il corso all’inverso) del fiume Tevere, ha  contribuito alla nascita ed alla vita delle prime comunità falische. La collina di Narce, assieme a Pizzo Piede e Monte Li Santi, fu riconosciuta dall&#8217;archeologo inglese Potter come la sede della antica Fescennium, risalente a duemila anni prima di Cristo. Il Treja con il suo bacino imbrifero contraddistingue tutto l&#8217;Agro Falisco. Nepi stessa fa parte di questo bacino&#8230; ed é nel territorio di Nepi che l&#8217;attentato al Treja si é compiuto. </p>
<p>Voglio ricordare il convegno da noi organizzato a Calcata nel 1991, presso il comune, in cui facemmo ufficialmente la richiesta di ampliamento del Parco del Treja a tutti i comuni del suo bacino imbrifero&#8230; vi parteciparono Paolo Portoghesi, Fulco Pratesi e Francesco Rutelli, tale proposta fu reiterata in vari altri incontri, tenuti a Nepi, Civita Castellana, Campagnano ed altri paesi, di cui il più recente tenuto a Faleria nel 2008. </p>
<p>Ma la cattiva volontà delle amministrazioni, le gelosie, la paura di perdere il possesso e l&#8217;uso del territorio, impedirono che tale progetto venisse attuato&#8230; I più retrivi, che opposero un fermo rifiuto, furono proprio gli amministratori di Civita Castellana.. (l&#8217;allora sindaco Angeletti, somigliante per nome e partito  all&#8217;attuale sindaco Angelelli)  gli stessi  che ora si preoccupano per le &#8220;condizioni miserande del Treja&#8221;&#8230;. </p>
<p>L&#8217;infognamento del Treja in verità inizia  da quel rifiuto del 1991, infatti come si può ideare un Parco del Treja che protegge solo un piccolo tratto di fiume, lasciando le sorgenti e la foce alla mercé di ogni inquinamento? Come si può costituire un Parco, senza ottemperare alla Legge Galli sulla depurazione delle acque reflue immesse nel fiume?</p>
<p>Ed allora, alla faccia di tali istituzioni, anch&#8217;io mi &#8220;pre-occupo&#8221;  della buona riuscita della manifestazione pluriennale del rito battesimale di San Giovanni al Treja&#8230; E scrivo una richiesta di grazia indirizzandola alla Dea Giunone, che sulle rive del Treja, vicino a Narce, aveva un tempio sacro e dove le abluzioni purificatorie erano d&#8217;obbligo, affinché renda la giusta mercede agli inquinatori ed agli ignavi amministratori&#8230;. di tutti i comuni del bacino del Treja, che non hanno saputo rispettare la loro origine ancestrale ed il luogo avito&#8230;</p>
<p>Il rito del battesimo di San Giovanni quest&#8217;anno lo faremo al fiume Rio, un affluente del Treja che é ancora abbastanza pulito, ci scaricano solo alcune fogne di Magliano Romano.</p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Proposta per il parco dell&#8217;agro falisco:</p>
<p><a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/09/24/parco-regionale-dellagro-falisco-la-proposta-viene-avanzata-durante-il-convegno-citta-regione-bioregione-dal-3-al-5-ottobre-allex-lazzaretto-di-faleria/">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/09/24/parco-regionale-dellagro-falisco-la-proposta-viene-avanzata-durante-il-convegno-citta-regione-bioregione-dal-3-al-5-ottobre-allex-lazzaretto-di-faleria/</a></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Notizie dal Parco:</p>
<p>Parco Valle del Treja &#8211; Sito Ufficiale dell&#8217;Ente Parco. Disastro ambientale sul fiume Treja. Nella notte tra il 3 e il 4 giugno una &#8230;  <a href="http://www.parcotreja.it/">www.parcotreja.it</a></p>
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			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/06/14/fiume-treja-balneazione-proibita-come-faremo-per-il-battesimo-della-vigilia-di-san-giovanni-grazia-richiesta-a-giunone-curite/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Carlo Monopoli: “Quando l’arte si fa messaggio dell’anima..” &#8211; Creazione di un affresco dal vivo, nell’ambito della prima Biennale di Viterbo, da parte di un maestro  dell’affresco classico</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/05/31/carlo-monopoli-%e2%80%9cquando-l%e2%80%99arte-si-fa-messaggio-dell%e2%80%99anima-%e2%80%9d-creazione-di-un-affresco-dal-vivo-nell%e2%80%99ambito-della-prima-biennale-di-viterbo-da-parte-di-un-ma/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 19:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[“Nessun grande artista vede mai le cose come sono veramente. Se lo facesse smetterebbe di essere un artista”  (Oscar Wilde)
Carlo Monopoli ha tutte le caratteristiche  dell’artista completo, egli è un vero “maestro” dell’espressione. Le sue capacità sono molteplici e variegate ma è soprattutto nell’arte antica dell’affresco che egli riesce a dare il meglio di sé. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Nessun grande artista vede mai le cose come sono veramente. Se lo facesse smetterebbe di essere un artista”  (Oscar Wilde)</strong></p>
<p>Carlo Monopoli ha tutte le caratteristiche  dell’artista completo, egli è un vero “maestro” dell’espressione. Le sue capacità sono molteplici e variegate ma è soprattutto nell’arte antica dell’affresco che egli riesce a dare il meglio di sé. Durante il corso della prima Biennale d’Arte Creativa di Viterbo, nei giorni 4, 5 e 6 giugno 2010, Carlo Monopoli sarà ospite nel capoluogo della Tuscia per realizzare un affresco dal vivo. L’opera avrebbe meritato uno spazio istituzionale e comunque  resterà esposta al pubblico, poiché  istallata nel giardino interno della Zaffera, un nobile ristorante viterbese (sito in Piazza S. Carluccio) la cui proprietaria fungerà da anfitrione,  prestandosi ad ospitare l’artista per il tempo necessario al compimento dell’opera. Anticamente erano i papi ed i cardinali ed i principi che accoglievano gli artisti per ricavare dalla loro  arte lustro per  chiese e  palazzi… evidentemente i tempi son cambiati.. ma ciò non toglie nulla sia alla bellezza del gesto della Zaffera, sia alla genialità dell’artista che lavorerà gratuitamente lasciando dietro di sé un affresco di sublime fattura.</p>
<p>La prima mostra alla quale Carlo Monopoli partecipò in terra di Tuscia fu  quella organizzata a Calcata alcuni anni fa  sul tema della “creatività umana”, lì egli espose uno strappo d’affresco ritraente una bella donna mora, nuda ed incinta, che versa acqua da una caraffa verso la terra…   e  “<em>zaffera</em><strong>”</strong> è il nome di un’anfora dalla linea corposa, il che lascia presagire un abbinamento auspicioso…</p>
<p>Ma lasciamo che sia Carlo Monopoli stesso ad esprimere qualche pensiero sull’ispirazione che lo guida, tratto da uno stralcio di una sua lettera a me indirizzata: “Carissimo Paolo..come promesso ti invio una lettera che un po’ mi racconta. Il mio desiderio, verso la realizzazione di un sogno, può abbracciare il tuo incontro. Ho scritto in un passo, che .. “<em>il caso non esiste</em>”.  Ricordo esattamente le parole della  mia amatissima nonna Italia, in un freddo mattino, mentre mi accompagnava a scuola: “<em>Carletto..un giorno dipingerai grandissimi affreschi, come Raffaello”.</em> Rimasi folgorato da quella frase!<strong>  </strong>Il caso non esiste. Tutto ciò che accade è determinato dalle nostre scelte.. consce o inconsce che siano. Ogni scelta, ogni incontro fatto, ha determinato il mio cammino da allora:  ma quella frase, così spontanea,  come la bellezza spirituale, etica e morale di mia nonna, non mi ha mai abbandonato….”.</p>
<p>Ed è cosi che Carlo Monopoli ha  accettato, su invito di Laura Lucibello e mio, di scendere a Viterbo, dalla lontana Desenzano Del Garda, per compiere quest’opera meritoria, del condividere e ritrasmettere l’ispirazione che lo guida  ai suoi estimatori della Tuscia.</p>
<p>“D’altronde  –come ebbi occasione di rispondergli-  anche la più intima poesia non ha valore se non viene spartita con  altri che  conoscono il significato della poesia&#8230; Fra poeti ci si scambia i versi, non c&#8217;è nulla di male&#8230; è un arricchimento, non è prosopopea od arroganza. E&#8217; modestia nella parola,  é sorriso nel donare agli altri ciò che noi siamo. Non è forse così che fai con i tuoi dipinti? Non sono forse essi offerti agli amanti dell&#8217;arte?”</p>
<p>Paolo D’Arpini</p>
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		<title>Una fessura temporale  con vista sugli accadimenti dell’inaugurazione della prima Biennale d’Arte Creativa di Viterbo</title>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 09:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[A Viterbo la prima uscita ufficiale del neo assessore all’arte della Regione Lazio, on. Fabiana Santini, che ha partecipato con grand e puntualità all’inaugurazione della prima Biennale d’Arte Creativa. “Sono lieta di essere stata invitata a Viterbo, città meravigliosa che merita di essere riconosciuta come luogo della cultura, per questa encomiabile iniziativa artistica promossa dall’associazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Viterbo la prima uscita ufficiale del neo assessore all’arte della Regione Lazio, on. Fabiana Santini, che ha partecipato con grand e puntualità all’inaugurazione della prima Biennale d’Arte Creativa. “Sono lieta di essere stata invitata a Viterbo, città meravigliosa che merita di essere riconosciuta come luogo della cultura, per questa encomiabile iniziativa artistica promossa dall’associazione per la Promozione delle Arti in Italia e dal Circolo Vegetariano VV.TT., questa mia visita –ne son certa- sarà l’inizio di una lunga serie…”. Ed ancora (in chiusura): “Sono emozionata… ieri l’altro ero ad una manifestazione con dodicimila persone ma dentro di me sentivo di non aver quasi nulla da conservare nel cuore… qui in mezzo a voi percepisco una forte presenza umana e questa resterà una memoria indelebile… Grazie!”</p>
<p>“Sono contento che la nostra Provincia abbia raccolto questo frutto ed oggi con la presenza dell’on. Santini inizierà una collaborazione stretta fra le  azioni culturali della Tuscia e quelle della Regione”. Questa la dichiarazione dell’assessore provinciale Fraticelli, seguita dai saluti del consigliere Salvatori, in rappresentanza del comune di Viterbo.</p>
<p>E’ stato poi il turno di Mauro  Galeotti che in duplice veste – di rappresentante del Consorzio Biblioteche e  storico di Viterbo-  egli ha parlato della mostra in corso a Palazzo Santoro, con molti reperti originali da lui raccolti, e del suo maestoso libro su Santa Rosa (cinque chili di carta stampata a colori) e su tutte le testimonianze storiche raccolte sulla protettrice di Viterbo. Egli ha fatto dono di una copia del testo all’on. Fabiana Santini.</p>
<p>Nella Sala Gatti gremita e risplendente di colori e profumi sembrava di stare in una grande salotto luminoso, la metamorfosi compiuta nel preparare l’allestimento della mostra è stata notevole, anche  grazie alla coreografia creata da Vincenzo Illiano e Michela Mezzomo Stucchi.  Mentre il canto della Pastorella di Faleria al suono di una fisarmonica paesana ha introdotto le presentazioni ufficiali, con la moderazione accorta e sorniona di Arnaldo Sassi.</p>
<p>“La peculiarità di questa biennale è che non c’è stata alcuna selezione, gli artisti hanno potuto esprimersi liberamente e non solo nel campo della pittura, scultura e grafica ma anche nella poesia, nella musica e nelle arti innovative e poi  -un’altra novità- la premiazione del concorso annesso verrà decisa da due giurie congiunte, la prima composta dai bambini dai tre ai cinque anni di una scuola materna  -perché solo i bambini hanno l’occhio pulito per giudicare la vera arte- e la seconda da una normale giuria composta da esperti.”    </p>
<p>“E’ bello veder realizzata questa prima edizione della Biennale di Viterbo –ha detto il sottoscritto-  dopo tanti anni che inseguivo questo sogno finalmente ne vedo la nascita e sono riconoscente a tutti coloro che hanno silenziosamente contribuito alla buona riuscita dell&#8217;evento. <strong>. </strong> Ringrazio in particolar modo quegli amici viterbesi, fra cui Osvaldo Ercoli, Romualdo Luzi, Peter Boom ed altri, per avermi incoraggiato e sostenuto moralmente. Da oggi Viterbo, con questa Biennale d’Arte Creativa, può divenire un faro di luce della spiritualità laica. L’arte infatti non è professione ma espressione dell’anima”.</p>
<p>Sul tema della spiritualità dell’arte si é poi espresso Aurelio Rizzacasa: “L’arte e la religione sono un binomio ed una cura per combattere il materialismo moderno”. E Simonetta Badini: “La creatività è l’unico modo per sostenere la crescita educativa ed intellettuale della nostra gioventù”.</p>
<p>Infine, mentre gli astanti si deliziavano con le specialità offerte da Ejelo al rinfresco  e con i vini della Tuscia viterbese, gli ospiti istituzionali si recavano a passeggio per Viterbo, fino alla piazza San Carluccio dove nell’ex chiesa di San Salvatore sono in mostra le opere del concorso e le opere scultoree della Biennale.</p>
<p>I programmi imminenti dei prossimi giorni sono il concertino dell’ottetto sax diretto da Tommaso Liuzzi, “i suoni del colore”, che si tiene alla Sala Gatti lunedì il 31 maggio, mentre il 2 giugno ci sarà una dimostrazione di disposizione floreale (Ikebana) curata da Paolo Biagini. </p>
<p>Per la Biennale d’Arte Creativa: Paolo D’Arpini</p>
<p>……………</p>
<p>Altri articoli sulla Biennale di Viterbo:</p>
<p><a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=biennale+d%27arte+creativa+viterbo"><strong>http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=biennale+d%27arte+creativa+viterbo</strong></a><strong> </strong></p>
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		<item>
		<title>Viterbo, 29 maggio 2010 &#8211; Palazzo Santoro, San Carluccio, Sala Gatti &#8211; Inaugurazione della Biennale d’Arte Creativa</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/05/24/viterbo-29-maggio-2010-palazzo-santoro-san-carluccio-sala-gatti-inaugurazione-della-biennale-d%e2%80%99arte-creativa/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 16:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[“L’Arte non è professione ma espressione dell’anima” (Saul Arpino)
Inizia il 29 maggio a Viterbo l’esperimento tanto atteso per l’attuazione della libertà espressiva culturale ed artistica: la prima edizione della Biennale d’Arte Creativa.
La manifestazione viene inaugurata in tre fasi. La mattina alle h 11.00, inaugurazione della Mostra Grafica su S. Rosa di Mauro Galeotti, Biblioteca  degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“L’Arte non è professione ma espressione dell’anima” (Saul Arpino)</p>
<p>Inizia il 29 maggio a Viterbo l’esperimento tanto atteso per l’attuazione della libertà espressiva culturale ed artistica: la prima edizione della Biennale d’Arte Creativa.</p>
<p>La manifestazione viene inaugurata in tre fasi. La mattina alle h 11.00, inaugurazione della Mostra Grafica su S. Rosa di Mauro Galeotti, Biblioteca  degli Ardenti &#8211; Piazza G. Verdi 3.</p>
<p>Alle h 12.00, inaugurazione del Concorso &#8220;Nel segno l&#8217;Arte&#8221; &#8211; ex Chiesa S. Salvatore in Piazza S. Carluccio (San Pellegrino).</p>
<p>Alle h 15.30, apertura ufficiale del1a Biennale d&#8217;Arte Creativa &#8211; Sala Gatti &#8211; Via Macel Gattesco (adiac. P.zza delle Erbe). Saluti dei rappresentanti delle Istituzioni patrocinanti.  Presentazione  a cura di  Laura Lucibello e Paolo D’Arpini, promotori dell’iniziativa. L’evento continua con una  Tavola Rotonda &#8220;Arte come espressione dell&#8217;anima&#8221;. Moderatore Arnaldo Sassi, giornalista. Relazione introduttiva: Aurelio Rizzacasa. Intervengono: Simonetta Badini, Fabio Caporali, Giovanni Faperdue, Mauro Galeotti, Ennio La Malfa, Romualdo Luzi. Gli interventi sono intercalati da stacchi poetici e canti del Coro della Pastorella di Faleria coordinato da Patrizia Pellegrini. L’incontro termina con un rinfresco offerto da Enoteca  Prov.le Tuscia Viterbese e Ejelo.</p>
<p>…..</p>
<p>Dichiarazione del prof. Aurelio Rizzacasa sul tema della mostra “Nel segno l’Arte” e della tavola rotonda “l’Arte come espressione dell’anima”:</p>
<p>“Quando la bellezza è armonia dei colori e delle figure, allora si realizza una fusione tra l’uomo e il mondo naturale, in cui la spiritualità si manifesta nella bellezza, dando luogo ad uno sviluppo creativo del reale. Questo è il motivo di fondo da cui trae inspirazione la mostra nella quale gli artisti compiono il tentativo di rivisitare i temi consueti dell’arte, nell’intento di superare l’idea della riduzione etica, nella quale l’arte, abbandonando il mistero della creazione, si riduce ad un fatto tecnico che la rende fabbrica del bello. In tale prospettiva, la manipolazione dei colori e dei materiali si propone di veicolare un linguaggio simbolico in cui la perennità dell’espressione estetica ci riconsegna ad una pacificazione con la natura. Si realizza così, un’attività dell’uomo che sintetizza l’armonia del cosmo per il  recupero di una spiritualità profonda senza frontiere e senza conflitti. Questo è il proposito, a volte implicito e a volte esplicito, che anima questa biennale d’arte creativa; pertanto tale motivo estetico ed organizzativo nel contempo, rende attuale la fusione dialogica delle differenti espressioni artistiche.”</p>
<p>Artisti che partecipano alla Biennale d’Arte Creativa:</p>
<p>Roberta Agostini, Laura Alamia, Aquarubra, Bernardino Balzi, Maria<br />
Barone Piras, Giuseppe Canali, Lucilla Frangini Ballerini, Enzo<br />
Capogrosso, Patrizia Ceccarelli, Simone Costa,  Giandonato Cuzzucoli,<br />
Francesca De Simoni, Leonardo Nazzareno Enea, Consiglio Ferrante,<br />
Mariano Filippetta, Anna Maria Gaglioli, Alberto Giovannini, Giuliano<br />
Governatori, Vincenzo Illiano, Ruslan Ivanytskyy, La cometa azzurra,<br />
Daniela Lai, Tommaso Liuzzi, Luigi Lombardi, Manuela Lo Franco, Laura<br />
Lucibello, Mirna Manni, Claudio Massimi, Mastro Cencio, Michela<br />
Mezzomo, Kristina Milakovic, Carlo Monopoli, Alberto Monti, Alberto<br />
Morucci, Daniele Novelli, Lucia Pasculli, Enrico Petrucci, Rosella<br />
Saffioti, Ursula Salomè, Pino Salvatore, M.Teresa Serra, Enza<br />
Siciliano, Fredy Suarez, Ania Swoboda, Renzo Tonello, Natascia Toppi,<br />
Eleonora Trombetti, Emanuela Trombetti, Paolo Veneziani, Mirella<br />
Ventura, Carmelo Viglianisi, Alessia Zeami.</p>
<p>Informazioni: <a href="mailto:info.apai@virgilio.it">info.apai@virgilio.it</a> &#8211; <a href="mailto:circolo.vegetariano@libero.it">circolo.vegetariano@libero.it</a></p>
<p>Cell. 333.5994451 – Tel. 0761/587200</p>
<p>Siti web:  <a href="http://biennaleviterbo.forumfree.it/">http://biennaleviterbo.forumfree.it</a> -  <a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/">www.circolovegetarianocalcata.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Comunicati stampa per presentare la prima edizione della Biennale d’Arte Creativa di Viterbo (29 maggio &#8211; 6 giugno 2010) e calendario degli eventi</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/05/20/comunicati-stampa-per-presentare-la-prima-edizione-della-biennale-d%e2%80%99arte-creativa-di-viterbo-29-maggio-6-giugno-2010-e-calendario-degli-eventi/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 17:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/05/20/comunicati-stampa-per-presentare-la-prima-edizione-della-biennale-d%e2%80%99arte-creativa-di-viterbo-29-maggio-6-giugno-2010-e-calendario-degli-eventi/</guid>
		<description><![CDATA[Comunicato a cura dei promotori ed organizzatori: Laura Lucibello, dell’Ass. per La promozione delle Arti in Italia e Paolo D’Arpini del Circolo Vegetariano VV.TT.
“L’Arte non è professione ma espressione dell’anima” (Saul Arpino)
Da quando esiste una società costituita, in qualsiasi forma essa si sia strutturata, la tutela e la promozione dell&#8217;arte sono stati appannaggio delle Istituzioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato a cura dei promotori ed organizzatori: Laura Lucibello, dell’Ass. per La promozione delle Arti in Italia e Paolo D’Arpini del Circolo Vegetariano VV.TT.</p>
<p>“L’Arte non è professione ma espressione dell’anima” (Saul Arpino)</p>
<p>Da quando esiste una società costituita, in qualsiasi forma essa si sia strutturata, la tutela e la promozione dell&#8217;arte sono stati appannaggio delle Istituzioni. Nella lunga e travagliata storia d&#8217;Italia vediamo che tale cura fu evidente, in particolar modo,  nel “Rinascimento” (dal verbo “rinascere”). Infatti si intendeva che,  dalla caduta dell&#8217;impero romano e per tutto il medioevo, la cultura fosse morta  e rinascesse solo allora, dopo mille anni.</p>
<p>Noi sappiamo oggi che non fu così, poiché l&#8217;Arte, in quanto &#8220;espressione spirituale&#8221; non può mai perire,  sia l&#8217;arte che la spiritualità naturale (o laica) sono infatti due degli aspetti principali che contraddistinguono l&#8217;uomo e la sua civiltà millenaria. Avvenne  allora che i motori di propulsione dell’arte, apparentemente riaccesi durante il Rinascimento,  siano stati in realtà messi a fuoco nell&#8217;attenzione sociale e religiosa  che tornava a considerare l&#8217;arte e la cultura come un degno corollario della civiltà.</p>
<p>Il Rinascimento ebbe il grande pregio di esprimere il desiderio di far rivivere il vero volto dell’arte classica  ed è da questa, infatti, che gli artisti rinascimentali -e tutti i loro successori sino ai nostri giorni-  ereditano l’ideale dell’armonia e dell’equilibrio, l’ideale dell’uomo inteso come sintesi di bellezza e di bontà, di empatia tra l’uomo e la natura, tra l’uomo e Dio, tra ragione e devozione.</p>
<p>Con l&#8217;inaugurazione di questa Biennale d&#8217;Arte Creativa, Viterbo può farsi portatrice di un nuovo messaggio culturale laico, purché non sia utilizzativo dei metodi significativi moderni del semplice  vantaggio economico, che è un pessimo &#8220;modo d&#8217;uso&#8221; attraverso il quale gli artisti assumono una “funzione”  nella società dei consumi. In questa Biennale vogliamo perciò agevolare le rivelazioni artistiche che sorgono spontaneamente dal popolo e che non sono omologate con il sistema  corrente  che spesso utilizza speculativamente  l’arte e la  cultura.</p>
<p>L’arte infatti non può essere professione ma espressione spirituale dell’anima.</p>
<p>Gli uomini di cultura, indipendentemente dalla provenienza e dall&#8217;ambito attraverso il quale esercitano il loro talento, sono invitati a partecipare a vario titolo a questo primo esperimento &#8220;sincretico&#8221; ed innovativo, che é appunto la Biennale d&#8217;Arte Creativa di Viterbo. Possiamo chiamarla mostra,  collezione o festival, sicuramente un evento non  impostato sulle “pompe”.  Sono chiamati a raccolta i giovani e gli sconosciuti artisti non proni al mercato ma in grado di creare un nuovo processo di sviluppo. Infatti &#8220;la creatività può anche divenire una risorsa economica e sociale&#8221;…..</p>
<p>I promotori della Biennale d&#8217;Arte Creativa di Viterbo:</p>
<p>Paolo D’Arpini –  <a href="mailto:circolo.vegetariano@libero.it">circolo.vegetariano@libero.it</a> </p>
<p>Laura Lucibello – <a href="mailto:info.apai@virgilio.it">info.apai@virgilio.it</a></p>
<p>…………………</p>
<p>Programma generale della prima edizione della Biennale d&#8217;Arte Creativa di Viterbo, dal 29 maggio al 6 giugno 2010</p>
<p> </p>
<p><span style="text-decoration: underline">29 maggio </span></p>
<p> </p>
<p>h 11.00 Inaugurazione Mostra Grafica su S. Rosa di Mauro Galeotti, Biblioteca  degli Ardenti &#8211; Piazza G. Verdi 3</p>
<p> </p>
<p>h 12.00 Inaugurazione Concorso &#8220;Nel segno l&#8217;Arte&#8221; &#8211; ex Chiesa S.Salvatore in Piazza S.Carluccio &#8211; Quartiere San Pellegrino</p>
<p> </p>
<p>h 13.00 Pausa pranzo</p>
<p> </p>
<p>h 15.30 Apertura ufficiale 1a Biennale d&#8217;Arte Creativa &#8211; Sala Gatti &#8211; Via Macel Gattesco (adiac. P.zza delle Erbe). Saluti dei rappresentanti delle Istituzioni patrocinanti.  Presentazione  a cura di  Laura Lucibello e Paolo D’Arpini</p>
<p> </p>
<p>h 16.00 Tavola Rotonda &#8220;Arte come espressione dell&#8217;anima&#8221;. Moderatore Arnaldo Sassi, giornalista. Relazione introduttiva: Aurelio Rizzacasa. Intervengono: Simonetta Badini, Fabio Caporali, Giovanni Faperdue, Mauro Galeotti, Ennio La Malfa, Romualdo Luzi. Stacchi poetici e  Coro della Pastorella di Faleria coordinato da Patrizia Pellegrini</p>
<p> </p>
<p>Rinfresco offerto da Enoteca  Prov.le Tuscia Viterbese e Ejelo di G.Russo, V.Saffi 102</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span style="text-decoration: underline">30 maggio </span></p>
<p> </p>
<p>h 11.00 Appuntamento al Bullicame e recita di poesie a cura di Giovanni Faperdue  &#8211; pic-nic al sacco in loco</p>
<p> </p>
<p>h 15.30 Francesco Boschi: performance di body painting, performer Sonya (Chiara Moraglio) &#8211; Sala Gatti</p>
<p> </p>
<p>h 19.00 Teatro Cinabro di Calcata  con “Agenzia Fregoli” &#8211; ex Chiesa S.Salvatore in Piazza S.Carluccio</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span style="text-decoration: underline">31 maggio </span></p>
<p> </p>
<p>h 18.00 “I suoni del colore” Ottetto Euterpe di Sax direttore M° Tommaso Liuzzi &#8211; Sala Gatti</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span style="text-decoration: underline">2 e 4 giugno </span></p>
<p> </p>
<p>h 17.30 Paolo Biagini: dimostrazione di ikebana, scuola Ohara &#8211; Sala Gatti</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span style="text-decoration: underline">3 e 4  giugno </span></p>
<p> </p>
<p>h 17.30 Enrico Petrucci: interventi musicali e concezioni costruttive di liuteria con esibizione di chitarre antiche &#8211; ex Chiesa S.Salvatore in P.zza S.Carluccio</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span style="text-decoration: underline">4, 5 e 6 giugno </span></p>
<p> </p>
<p>h 10.30-19.30  Performance di Carlo Monopoli con realizzazione dal vivo di un affresco presso lo sponsor Ristorante La Zaffera &#8211; piazza S.Carluccio 7</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span style="text-decoration: underline">5 giugno </span></p>
<p> </p>
<p>h 16.00 Relazione di Peter Boom e Alberto Morucci su: “Gli alberi come espres-sione spirituale e il legno come primo materiale per la creatività umana” e poesie di Annamaria Gaglioli &#8211; ex Chiesa S.Salvatore in P.zza S.Carluccio</p>
<p> </p>
<p>h 18.00 Enrico Petrucci: interventi musicali e concezioni costruttive  di liuteria con esibizione di chitarre antiche – ex Chiesa S.Salvatore in P.zza S.Carluccio</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span style="text-decoration: underline">6 giugno </span></p>
<p> </p>
<p>h 11.00 Visita guidata ai monumenti di Viterbo con Giovanni Faperdue &#8211; appuntamento sala Gatti</p>
<p> </p>
<p>h 13.00 Pausa pranzo</p>
<p> </p>
<p>h 15.15 Tavola Rotonda &#8220;Laicità, diritti umani e non violenza&#8221;. Moderatore: Paolo D&#8217;Arpini. Interventi di: Ciro Aurigemma, Angela Braghin, Bettina Corke, Mauro Elefante, Osvaldo Ercoli, Laura Lucibello, Michele Trimarchi, Giorgio Vitali &#8211; Sala Gatti</p>
<p> </p>
<p>h 17.30 Marcia Theophilo poetessa candidata al Nobel declama poesie e premia gli artisti in Concorso, articoli offerti da Nero Grafite, V.Garibaldi 36</p>
<p> </p>
<p>h 18.00 Chiusura 1a Biennale d’Arte con performance di Spirit Dance Download, Compagnia di Teatro e Danza, Libera Espressione Artistica Creativa</p>
<p> </p>
<p>Degustazione offerta da Enoteca  Provinciale Tuscia Viterbese</p>
<p>…….</p>
<p>Info: <a href="mailto:circolo.vegetariano@libero.it">circolo.vegetariano@libero.it</a>  &#8211; <a href="mailto:info.apai@virgilio.it">info.apai@virgilio.it</a></p>
<p>Tel. 0761/587200 – 333.5994451</p>
<div><span style="font-size: x-small"><a href="http://biennaleviterbo.forumfree.it">http://biennaleviterbo.forumfree.it</a></span></div>
<p><span style="font-size: x-small"> <a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it">www.circolovegetarianocalcata.it</a></p>
<p> </p>
<p></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/05/20/comunicati-stampa-per-presentare-la-prima-edizione-della-biennale-d%e2%80%99arte-creativa-di-viterbo-29-maggio-6-giugno-2010-e-calendario-degli-eventi/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>“Bullicame&#8230; Bullicame delle mie brame&#8230; dimmi chi é il più bello del reame!” &#8211; Passeggiata al Bullicame del 30 maggio 2010, nell&#8217;ambito della Biennale d&#8217;Arte Creativa di Viterbo</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/05/16/%e2%80%9cbullicame-bullicame-delle-mie-brame-dimmi-chi-e-il-piu-bello-del-reame%e2%80%9d-passeggiata-al-bullicame-del-30-maggio-2010-nellambito-della-biennale-darte-creativa-di-viterbo/</link>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 08:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo quasi giunti alla presentazione ufficiale del programma per la prima edizione della Biennale d&#8217;Arte Creativa di Viterbo&#8230; il 20 maggio p.v. ci sarà la conferenza stampa al Comune di Viterbo, con inviti del Comune stesso, in quel momento verrà illustrata l&#8217;iniziativa ed i risvolti culturali positivi che per la città di Viterbo e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo quasi giunti alla presentazione ufficiale del programma per la prima edizione della Biennale d&#8217;Arte Creativa di Viterbo&#8230; il 20 maggio p.v. ci sarà la conferenza stampa al Comune di Viterbo, con inviti del Comune stesso, in quel momento verrà illustrata l&#8217;iniziativa ed i risvolti culturali positivi che per la città di Viterbo e per la Tuscia.</p>
<p>Quindi il programma é ancora &#8220;top secret&#8221;,  ma una piccola chicca vorremmo anticiparla.. si tratta della passeggiata terapeutica, archeologica, poetica che si svolgerà alle pozze storiche del Bullicame di Viterbo la mattina, alle h. 11, del 30 maggio 2010. Abbiamo lì un appuntamento con Giovanni Faperdue, giornalista e scrittore viterbese nonché presidente dell&#8217;associazione Bullicame, il quale declamerà alcune poesie da un suo testo dedicato alla memoria di Dante al Bullicame.  Poi i partecipanti potranno bagnarsi nella calde acque termali, nella speranza che l&#8217;afflusso idrico ultimamente diminuito venga ripristinato adeguatamente. Dopo il bagno è previsto un picnic, da tenersi sotto l&#8217;unico albero dell&#8217;area, con i cibi vegetariani da ognuno portati.</p>
<p>Per le informazioni di come giungere al Bullicame, sia dal nord che dal sud, dabbasso trovate le indicazioni dettate da Giovanni Faperdue.</p>
<p>Ricordiamo inoltre che é possibile visionare alcune recenti immagini del Bullicame sul sito di &#8220;National Geographic&#8221;  in cui sono presenti  le fotografie dell&#8217;area naturalistica, archeologica e termale. Oltre alle fotografie vi é anche il recente reportage  apparso sul &#8220;National Geographic&#8221; di maggio 2010. Le fotografie e il reportage sono raggiungibili dalla home page del sito: <a href="http://www.nationalgeographic.it/">www.nationalgeographic.it</a>  cliccando sulla sezione &#8220;Italia&#8221;.</p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini e Laura Lucibello</p>
<p>Promotori della Biennale d&#8217;Arte Creativa di Viterbo</p>
<p>Info: 0761/587200 &#8211; 333.5994451 <a href="mailto:circolo.vegetariano@libero.it">circolo.vegetariano@libero.it</a>  - <a href="mailto:info.apai@virgilio.it">info.apai@virgilio.it</a></p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Percorso per raggiungere la “callara” dantesca del Bullicame </p>
<p>Per chi arriva dalla superstrada Orte Viterbo:</p>
<p>Uscire da Viterbo Nord. Appena usciti seguire le indicazioni per Viterbo centro. Dopo aver superato il cimitero monumentale di Viterbo, che si trova sulla destra a circa 500 metri dallo svincolo, ed è facilmente riconoscibile da tanti alberi di cipressi e lecci, tenersi sulla destra e seguire le indicazioni per Tuscania. La strada è agevole e ha una doppia corsia per un breve tratto. Quando finisce la doppia corsia tenere d’occhio la recinzione a rete della zona militare che corre sulla destra della strada. Al termine della recinzione della zona militare, sulla destra si trova un altarino devozionale con una Madonnina. A questo punto abbandonare la strada Tuscanese e girare a sinistra in Strada Terme. Percorrerla per circa 400 metri seguendo il muro di recinzione di un’altra zona militare. Il muro, all’altezza della Strada Bulicame, fa una curva a sinistra. Fare la stessa cosa e imboccare quindi Strada Bulicame (che dopo 50 metri diventa bianca) e percorrerla per circa 400 metri. Ad un certo punto sia a destra che a sinistra si erge una recinzione metallica. Quella di destra recinge l’Orto Botanico, quella di sinistra il Parco del Bulicame. Continuare dritti fino a quando, sulla destra si incontra il cancello, ben visibile, dell’Orto Botanico. Qui girare a sinistra e imboccare la strada che si diparte proprio davanti a questo cancello. Dopo pochi metri parcheggiare e dirigersi a piedi poco più avanti dove c’è un cancello pedonale che consente di entrare nel Parco del Bulicame. Da qui si può già vedere la recinzione in cristallo che circonda la “callara”, uno dei monumenti naturali più belli del mondo che incantò anche Dante Alighieri. </p>
<p>Per chi arriva dalla Cassia Sud o dalla Cassia Cimina:     </p>
<p>Portarsi al distributore Agip e Ristorante Mc Donald che si trova a ridosso di Porta Romana. Da qui ritornare verso Roma sulla Cassia Sud fino al primo semaforo e girare a destra (la freccia per chi gira è sempre verde). Seguire la strada principale tenendosi sempre a destra. Duecento metri dopo il secondo semaforo, la strada scende fino ad una rotonda (notare sulla destra meravigliose mura merlettate da torri civettuole). Girare attorno alla rotonda per ¾ e imboccare la Strada Bagni che è all’opposto della Porta Faul, ben visibile sulla destra della rotonda. Percorrere la strada Bagni fino ad un piccolo svincolo dove è possibile sia uscire a destra (costeggiando l’antica Fontana del Boia) che proseguire con una piccola curva a sinistra. Tenere la destra e passando davanti al fontanile, imboccare la Strada Bullicame. Andare sempre diritti superando un cavalcavia che corre sulla superstrada e dopo circa duecento metri sulla sinistra si troverà il cancello dell’Orto Botanico. A questo punto imboccare la strada bianca che corre davanti al cancello. Dopo pochi metri parcheggiare e dirigersi a piedi poco più avanti dove c’è un cancello pedonale che consente di entrare nel Parco del Bullicame. Da qui si può già vedere la recinzione in cristallo che circonda la “callara”, uno dei monumenti naturali più belli del mondo che incantò anche Dante Alighieri. </p>
<p>Per chi arriva dalla Teverina:</p>
<p>Arrivati al passaggio a livello di Porta Fiorentina proseguire dritti in Via della Ferrovia. Al semaforo andare dritti e dopo circa 80 metri girare a sinistra in Via Genova. Alla fine di Via Genova andare dritti e imboccare il semianello, che porta diretto alla Strada Tuscanese. La strada è agevole e ha una doppia corsia per un breve tratto. Quando finisce la doppia corsia tenere d’occhio la recinzione a rete della zona militare che corre sulla destra della strada. Al termine della recinzione della zona militare, sulla destra si trova un altarino devozionale con una Madonnina. A questo punto abbandonare la strada tuscanese e girare a sinistra in Strada Terme. Percorrerla per circa 400 metri seguendo il muro di recinzione di un’altra zona militare. Il muro all’altezza della Strada Bulicame, fa una curva a sinistra. Fare la stessa cosa e imboccare quindi Strada Bulicame (che dopo 50 metri diventa bianca) e percorrerla per circa 400 metri. Ad un certo punto sia a destra che a sinistra si erge una recinzione metallica. Quella di destra recinge l’Orto Botanico, quella di sinistra il Parco del Bulicame. Continuare dritti fino a quando, sulla destra si incontra il cancello, ben visibile, dell’Orto Botanico. Qui girare a sinistra e imboccare la strada che si diparte proprio davanti a questo cancello. Dopo pochi metri parcheggiare e dirigersi a piedi poco più avanti dove c’è un cancello pedonale che consente di entrare nel Parco del Bulicame. Da qui si può già vedere la recinzione in cristallo che circonda la “callara”, uno dei monumenti naturali più belli del mondo che incantò anche Dante Alighieri. </p>
<p>Giovanni Faperdue, presidente associazione “Il Bullicame”</p>
<p> </p>
<p>Articoli sulla Biennale d&#8217;Arte Creativa di Viterbo:</p>
<p><a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=biennale+d%27arte+creativa+Viterbo">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=biennale+d%27arte+creativa+Viterbo</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Introduzione alla Tavola Rotonda &#8220;Laicità, diritti umani e non violenza&#8221; &#8211; Sala Gatti 6 giugno 2010, in chiusura della Biennale d&#8217;Arte Creativa di Viterbo</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2010/05/03/introduzione-alla-tavola-rotonda-laicita-diritti-umani-e-non-violenza-sala-gatti-6-giugno-2010-in-chiusura-della-biennale-darte-creativa-di-viterbo/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 09:31:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il testo che segue è un’introduzione al tema della Tavola Rotonda &#8220;Laicità, diritti umani e non violenza&#8221; – che si tiene a Viterbo, nella Sala Gatti il 6 giugno 2010, alle h. 15.15,  in chiusura della Biennale d&#8217;Arte Creativa.
Interventi previsti: Angela Braghin, Ciro Aurigemma, Osvaldo Ercoli, Michele Trimarchi, Bettina Corke, Laura Lucibello, Mauro Elefante, Giorgio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo che segue è un’introduzione al tema della Tavola Rotonda &#8220;Laicità, diritti umani e non violenza&#8221; – che si tiene a Viterbo, nella Sala Gatti il 6 giugno 2010, alle h. 15.15,  in chiusura della Biennale d&#8217;Arte Creativa.</p>
<p>Interventi previsti: Angela Braghin, Ciro Aurigemma, Osvaldo Ercoli, Michele Trimarchi, Bettina Corke, Laura Lucibello, Mauro Elefante, Giorgio Vitali. Moderatore: Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>&#8230;&#8230;.</p>
<p>Genesi e sviluppo della dottrina dei diritti umani.</p>
<p>La protezione dei diritti fondamentali dell’uomo ha trovato storicamente le sue prime manifestazioni nell’ordinamento giuridico nazionale. L’idea di partenza è basata sul concetto che vede l’individuo come il soggetto cui devono essere indirizzati i fini dell’azione pubblica statale poiché ci sono diritti che spettano all’individuo-cittadino che lo Stato non può sopprimere o disconoscere.</p>
<p>Il processo storico- politico che ha caratterizzato in particolare l’Europa tra il XV e XVII secolo e l’evoluzione del pensiero illuministico hanno condotto, la società europea nel corso degli anni, ad identificare nel principio della tolleranza la base dei diritti umani da riconoscere al cittadino e non più al suddito.1 Infatti, il cammino filosofico e di conseguenza ideologico che ha caratterizzato l’Europa del XVII e XVIII secolo ha accentuato il concetto di soggettività, ovvero ha posto al centro del dibattito il singolo individuo. I limiti di tali precedenti passi nell’ambito dei diritti umani sono caratterizzati dall’essere stati concepiti senza i doverosi meccanismi di garanzie e di attuazione degli stessi, dunque sono restati, seppur siano molto importanti, meri principi o enunciati. Tali enunciazioni sono inoltre rivolte e pensate per i singoli individui, senza un coinvolgimento organico e sistematico dei gruppi, ovvero della società, che non contemplava, tra le altre cose, neanche un ruolo paritario tra donne e uomini.</p>
<p>“Qual è l’albero genealogico di quelle Dichiarazioni? La prima grande matrice la ritroviamo nelle istituzioni politiche del tempo e nella necessità- imperiosamente avvertita da tanti- di sopprimerle. Ciò spiega perché le Dichiarazioni, come gli altri grandi documenti politici che le accompagnarono, furono ossessionate dall’idea che l’autorità- per definizione oppressiva- dovesse essere circoscritta quanto più possibile. Libertà – nel testo delle Dichiarazioni- significava potere all’individuo di agire senza essere disturbato dallo Stato”.</p>
<p>Sarà  solo nel XIX secolo che il diritto internazionale si occupa maggiormente dei diritti umani con la condanna della schiavitù e stipulando la Convenzione dell’Aja del 1893 anche se c’è da sottolineare che: “A ben guardare, però, la portata propriamente “umanitaria” di questi strumenti giuridici è piuttosto limitata. Nel caso degli accordi che vietano la tratta degli schiavi, dietro la volontà di tutelare la dignità della persona umana si può riscontrare un interesse statale ben preciso, ovvero quello dei paesi europei che, non avendo più interessi coloniali nelle Americhe, volevano fermare il flusso di manodopera a basso costo verso altri Stati. Le Convenzioni dell’Aja, invece, sebbene motivate dall’intento di limitare le sofferenze causate dalla guerra, sono improntate soprattutto alla tutela degli interessi degli Stati coinvolti nel conflitto, piuttosto che a quella degli individui. Inoltre, esse si applicano solo ai conflitti armati internazionali( cioè ai conflitti tra Stati, e non a quelli di carattere interno); dunque la concezione è quella tradizionale in base alla quale gli individui sono presi in considerazione in quanto pertinenza dello Stato”.</p>
<p>La società  europea, ancora una volta, subisce un repentino cambiamento di costumi, regole ed esigenze con la prima e soprattutto la seconda Rivoluzione Industriale  che crea nuovi bisogni e soprattutto nuovi problemi.</p>
<p>I dibattiti si incentrano sui diritti civili, sulla eguaglianza formale e sostanziale degli individui, sul ruolo e il riconoscimento giuridico delle donne, sui diritti dei civili in tempo di guerra e sui diritti delle minoranze.</p>
<p>Nella sua indiscussa sovranità, lo Stato-apparato è chiamato a gestire dunque bisogni sempre più complessi, correlati ad altrettanti diritti.</p>
<p>&#8220;Esistono diritti soggettivi che il diritto oggettivo ha dovuto formulare, ma n’esistono altri che esso ha potuto semplicemente rilevare, come nel caso dei diritti dell’uomo. Dunque, diversamente dagli altri diritti soggettivi la cui sussistenza dipende dalla mutevole valutazione dell’ordinamento giuridico, (visto che per la relatività del diritto, i vari sistemi di regole cambiano nel tempo e nello spazio), per i diritti della persona umana, il riconoscimento dell’ordinamento statale ha un puro carattere dichiarativo e non già costitutivo. Questi in teoria sono inalterabili e perenni, poiché spettano a ciascun uomo in quanto tale, indipendentemente dal contesto politico o sociale in cui agisce, ed ogni Stato deve riconoscerli e tutelarli”.</p>
<p>Il percorso storico d’alcuni Stati del XX secolo sembra invece aver imboccato una strada inversa in tal senso e hanno trascinato i propri cittadini in un contesto civile e politico involutivo. Infatti, il Novecento è stato il secolo in cui i diritti umani sono stati negati, violati, cancellati dai regimi totalitari, attuando politiche di stermini di massa e arresti arbitrari.</p>
<p>“Agli occhi di Himmler l’Olocausto non fu che uno sgradevole dovere da compiere al servizio di una missione storica, per il quale le future generazioni sarebbero state riconoscenti”.</p>
<p>Era purtroppo necessaria un’esperienza così traumatica come quella di dover affrontare due guerre mondiali, a distanza di neanche venti anni l’una dall’altra, contare alla fine della guerra circa cinquantasei milioni di vittime e l’esplosione di due bombe atomiche perché l’umanità si rendesse conto delle aberrazioni cui si può giungere, quando l’uomo disprezza e calpesta il diritto dei propri simili ad esistere.</p>
<p>Tale consapevolezza è frutto di un paradosso: se non fossero esistiti i campi di concentramento, nei quali sono state commesse diverse atrocità come gli esperimenti genetici e le camere a gas, in cui sono morti circa sei milioni d’ebrei8 forse non si sarebbe arrivati a comprendere che il rispetto dei diritti umani sono il presupposto indispensabile per una convivenza pacifica.</p>
<p>Dott.ssa Angela Braghin</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>Altri articoli sulla Biennale d&#8217;Arte Creativa di Viterbo:</p>
<p><a href="http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=biennale+d%27Arte+Creativa+Viterbo">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=biennale+d%27Arte+Creativa+Viterbo</a></p>
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