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	<title>Circolo Vegetariano VV.TT. Calcata &#187; Compagni di viaggio</title>
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	<description>Il blog del Circolo Vegetariano di Calcata</description>
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		<title>Roma, 7 febbraio 2012 &#8211; Manifestazione per la tutela del  Patrimonio agricolo pubblico: no alla svendita, sì all&#8217;affitto per i giovani</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/02/04/roma-7-febbraio-2012-manifestazione-per-la-tutela-del-patrimonio-agricolo-pubblico-no-alla-svendita-si-allaffitto-per-i-giovani/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 08:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Compagni di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Patrimonio agricolo pubblico: no alla svendita, sì all&#8217;affitto per i giovani
DDL di Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività, e in particolare
Art. 66 (Dismissione di terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola)
Negli ultimi 10 anni, nel nostro Paese, c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Patrimonio agricolo pubblico: no alla svendita, sì all&#8217;affitto per i giovani</p>
<p>DDL di Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività, e in particolare<br />
Art. 66 (Dismissione di terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola)</p>
<p>Negli ultimi 10 anni, nel nostro Paese, c’è stata una perdita della superficie agricola utilizzata pari a 300 mila ettari*, accompagnata da una riduzione del numero di aziende di circa un terzo (-32,2%)* e da un processo di concentrazione dei terreni in un numero minore di aziende, al quale hanno fatto da contraltare la drastica riduzione delle aziende di piccola agricoltura contadina e un vero e proprio abbandono delle zone rurali;</p>
<p>L&#8217; alienazione massiccia di terre pubbliche, proposta dal Governo in un momento di crisi economica gravissima che colpisce tutti i settori economici, non ultimo quello agricolo, che per altro è ulteriormente penalizzato a causa di una scarsa capacità di accesso al credito, darebbe una occasione unica alle immense disponibilità di liquidità gestite dalla malavita organizzata (Mafia, Ndrangheta, Camorra,..) di appropriarsi a prezzi di favore di una parte ingente del patrimonio messo in vendita, facilitando così il riciclaggio dei proventi illeciti. </p>
<p>Questa vendita di beni pubblici porterebbe ad una immediata e corposa redistribuzione fondiaria a favore di pochi, ma non sarebbe  in grado di sviluppare un volano di rilancio economico conseguente.</p>
<p>La grave crisi economica che stiamo vivendo richiede risposte capaci di assicurare allo Stato e  alle sue articolazioni territoriali  una rendita certa, come può essere la concessione in affitto, e costante nel tempo. Ma è necessario garantire anche garantire e promuovere l&#8217;accesso alla terra e lo sviluppo di nuove imprese agricole, meglio se condotte da giovani imprenditori rurali singoli o associati, includendo anche attività di rilevanza sociale, per dare una serie risposta alla drammatica crisi occupazionale.</p>
<p>Siamo infatti convinti della necessità di promuovere l&#8217;imprenditoria giovanile e  l&#8217;ingresso di nuovi operatori nel settore primario, nonché della necessità di garantire la sopravvivenza delle piccole realtà già esistenti nel settore.  </p>
<p>Mirando a questi obiettivi chiediamo di bloccare l&#8217;inutile alienazione dei terreni agricoli demaniali prevista dal DLL attualmente  in discussione alla 10a Commissione del Senato e di cambiarne l&#8217;impostazione del testo basandosi sulle nostre proposte.</p>
<p>Intendiamo garantire una entrata in tempi certi di risorse aggiuntive alla casse pubbliche attraverso la messa in valore obbligatoria, tramite contratti di affitto ad equo canone riservati ad imprenditori agricoli o coltivatori diretti, con priorità a giovani singoli o associati ed ad iniziative di rilevanza sociale (agricoltura sociale), di tutte le superfici agricole oggi di proprietà pubblica, con l&#8217;obbligo per tutte le pubbliche amministrazioni di attivare le locazioni entro i dodici mesi seguenti alla pubblicazione della legge. </p>
<p>L&#8217;avvio di attività di produzione agricola porterebbe immediato beneficio alla casse pubbliche tramite: 1) le risorse provenienti dai contratti di locazione,  2) le vendita di beni e servizi delle attività avviate che determinano versamenti di IVA, 3) il pagamento degli oneri previdenziali  per i nuovi lavoratori, e non ultimo la creazione di vera nuova occupazione. L&#8217;insieme di questi versamenti porterebbe un vantaggio consistente alla casse dell&#8217;erario in maniera strutturale e non in maniera una tantum e lascerebbe intatto il patrimonio dei beni comuni, che essendo messi a reddito, assumerebbero un maggiore valore come strumenti di garanzia patrimoniale per l&#8217;eventuale accesso al credito da parte dell&#8217;Amministrazione Pubblica, come ulteriore riserva di liquidità da iniettare per investimenti pubblici .</p>
<p>Per fermare la svendita del patrimonio pubblico, promuoviamo una mobilitazione  il 7 Febbraio 2012 a Piazza Montecitorio ore 10<br />
Prime adesioni: AIAB, ALPA, ARI, Campagna popolare per l&#8217;Agricoltura Contadina, Crocevia, Legambiente, Rete Semi Rurali, Terra Nuova, Rete Bioregionale Italiana, Circolo vegetariano VV.TT.</p>
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		<title>Lotte di religione e secolarismo rivolto al potere&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Compagni di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;.Se Mussolini ha cambiato attitudine nei confronti degli ebrei e del loro “terz’ordine secolare” (la massoneria), passando da un’amicizia (interessata)  alla freddezza e quindi alla lotta per motivi tattici (la fondazione di uno Stato totalitario, l’alleanza &#8211; mal gradita ma accettata obtorto collo &#8211; con la Germania hitleriana), pagandone, cruentemente, le conseguenze, il MSI, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;.Se Mussolini ha cambiato attitudine nei confronti degli ebrei e del loro “terz’ordine secolare” (la massoneria), passando da un’amicizia (interessata)  alla freddezza e quindi alla lotta per motivi tattici (la fondazione di uno Stato totalitario, l’alleanza &#8211; mal gradita ma accettata obtorto collo &#8211; con la Germania hitleriana), pagandone, cruentemente, le conseguenze, il MSI, poi MSI-DN, quindi AN, è sempre stato filo israeliano, da Michelini ed Almirante, passando per Accame e Caradonna sino a Fini. Allora perché tanto stupore davanti al viaggio-pellegrinaggio di Fini a Gerusalemme? Ignoranza voluta o invincibile? Finzione e combinazione politica, per mantenere i voti di una “minoranza rumorosa” e non perdere completamente la faccia? Francamente non lo so.</p>
<p>Il punto nevralgico invece è la “quasi-onnipotenza” che dal 1948 ad oggi ha raggiunto Israele, sin da portarci alla costruzione di un Nuovo Ordine Mondiale, eseguito dagli Usa, ma comandato da Israele stesso, partendo dal Medio Oriente (Iraq 1°, Afganisthan, Iraq 2°, Libia e prossimamente Siria ed Iran) per arrivare all’Europa e quindi al mondo intero.</p>
<p>Tutto sembra procedere secondo i loro piani, anche se vi sono sacche di resistenza inaspettate (Afganisthan e Iraq) e una parte d’Europa (Francia e Germania contro la preponderanza Americana), che ritardano la costruzione della “Repubblica Universale” e del “Tempio Universale”, sogno millenarista dell’Israele carnale che ha respinto il Redentore e vuole dominare questo mondo, senza curarsi dell’altro.</p>
<p>Tuttavia “l’uomo propone, ma Dio dispone”. Umanamente parlando la lotta è ìmpari, ma le sorti del mondo, della storia, sono nelle mani della Provvidenza che ci ha promesso: “Le porte dell’inferno non prevarranno!”. Non dimentichiamolo mai!</p>
<p>Da parte nostra dobbiamo fare come se tutto dipenda da noi, ma credere che tutto si svolge come Dio lo vuole. Occorre evitare lo scoraggiamento e la viltà, che porta tanti a nascondersi, come pure l’eccesso della temerarietà che porta pochi a peggiorare la situazione (facendo fare nuove leggi repressive, con atti sconsiderati da tifosi di footbal).</p>
<p>La lotta non deve cessare mai, l’uomo deve cooperare con Dio, non siamo fatalisti; ma nello stesso tempo occorre sapere che l’aiuto principale è nel nome di Dio, il quale esaudisce chi lo prega e vive rettamente, senza vendersi nè esaltarsi&#8230;</p>
<p>Don Curzio Nitoglia</p>
<p>(Tratto da: http://www.doncurzionitoglia.com/israelemsi.htm)</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Un parere collaterale di Joe Fallisi: &#8220;Il fatto è che dinanzi a questo popolo-classe (per usare l&#8217;espressione del marxista De Leon), ci troviamo al cospetto di un vero &#8220;monstruum&#8221; storico, che non ha paragoni ed è ultracompatto pur se con mille facce. Esso, definito da tratti isolazionisti-razzisti-suprematisti fin dall&#8217;origine specialissimi e tanto legati all&#8217;etnia (e all&#8217;endogamismo), quanto alla religione anche se non praticata, ha avuto nei suoi rapporti con i non ebrei (id est col mondo intero) quell&#8217;attitudine sociale che fin dall&#8217;antichità l&#8217;ha reso inviso e odiato universalmente. Come non mi stanco di ripetere, la cartina di tornasole di tutto ciò, nei tempi successivi all&#8217;antichità classica, è il grande regno di Polonia-Lituania-Ucraina, da cui mai furono espulsi e dove per centinaia di anni la loro funzione, il loro specifico &#8220;lavoro&#8221; (che occupava la MAGGIORANZA della popolazione giudaica attiva) fu il sanguisugamento dei goyim (in specie dei contadini ortodossi), nel triplice ruolo di esattori per conto dei principi cattolici fannulloni e disgraziati, di distillatori di vodka e impestatori e per finire di usurai. In un cerchio malefico che costituì l&#8217;accumulo della ricchezza dei loro prominenti e, insieme, la loro stessa condanna e maledizione (a cominciare proprio dalla Polonia, dalla rivolta contadina anti-giudaica di Khmelnytsky). Questa è l&#8217;&#8221;eredità&#8221;, l&#8217;&#8221;ontos&#8221; che si portano sulle spalle. Certo non tutti e certo non necessariamente per omnia saecula saeculorum. Chi lo decide, chi vuole può sgravarsene, convivendo coi gentili senza sfruttarli, ritraendo i canini dalla giugulare. Alcuni &#8211; pochi -, di questi ebrei, ne ho già conosciuti di persona. Mi auguro saranno sempre di più in futuro. Consentitemi, tuttavia, di nutrire un moderato pessimismo&#8221;</p>
<p>Stralcio di  un commento di Maurizio Barozzi: &#8220;Questo articolo di don Curzio Nitoglia è molto importante anche se presenta  molte imprecisioni e alcune distorsioni tipiche dell’ambiente cattolico.<br />
Nel suo insieme comunque è abbastanza veritiero. Devesi però specificare:<br />
1. il MSI fu, senza alcun dubbio, un repellente partito conservatore e di  destra, ad uso e consumo dell’atlantismo. In questo senso fu ovviamente  anche filo israeliano. Privo di ogni vera linea politica e infarcito di un  miscuglio di abborracciate culture di destra e di reminescenze nostalgiche  del ventennio, il MSI partorì anche balorde tematiche strategiche come  quelle che, tutto sommato, Israele era l’ultimo baluardo dell’uomo bianco in  medio oriente e in Africa. Siamo quindi in presenza di un vero e proprio  partito antifascista che come tale si comportò durante tutto il suo mezzo  secolo di vita. Fini ne è stato un coerente e conseguente continuatore che,  gettando in cantina orpelli, saluti romani e altri specchietti del genere  per allocchi, ha reso esplicita quella che era sempre stata la natura  ideologica e politica di questo partito.<br />
Il fascismo e i fascisti non hanno nulla a che vedere con il MSI, come<br />
dimostra la storia della Federazione Nazionale Combattenti della Repubblica  Sociale Italiana che mai nulla ebbe a che vedere con il MSI e, per fare un  esempio, quando nel 1967 affisse i suoi espliciti manifesti, “W La Lotta del  Popolo Arabo”, aggredito da Israele, deteminò la reazione stizzita della  direzione missista&#8221;</p>
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		<title>Programma per l&#8217;Incontro Collettivo Ecologista &#8211; Solstizio Estivo &#8211; Aprilia (Latina) &#8211; 22, 23 e  24 giugno 2012</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/20/programma-per-lincontro-collettivo-ecologista-solstizio-estivo-aprilia-latina-22-23-e-24-giugno-2012/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 07:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Compagni di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici, 
ecco, con le ultime indicazioni sul percorso ricevute da Benito,  e le osservazioni di Riccardo e i consigli di Stefano, di Caterina e di qualcun altro,  abbiamo redatto questo programma di massima, con alcune note generali sui temi trattati, per l&#8217;Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo 2012.  Grazie per l&#8217;attenzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici, </p>
<p>ecco, con le ultime indicazioni sul percorso ricevute da Benito,  e le osservazioni di Riccardo e i consigli di Stefano, di Caterina e di qualcun altro,  abbiamo redatto questo programma di massima, con alcune note generali sui temi trattati, per l&#8217;Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo 2012.  Grazie per l&#8217;attenzione (e per l&#8217;aiuto che vorrete dare nella divulgazione)!</p>
<p>Temi trattati, indirizzi comportamentali e programma per l&#8217;Incontro Collettivo Ecologista del Solstizio estivo &#8211; Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012</p>
<p>Ante Scriptum</p>
<p>Note introduttive sul Bioregionalismo, sull&#8217;Ecologia Profonda, sulla Biospiritualità, sull&#8217;Economia Partecipativa, sulla Biopolitica&#8230;. ed altro ancora.</p>
<p>Il bioregionalismo è una forma attuativa dell&#8217;ecologia profonda. Nel senso che l&#8217;ecologia profonda analizza il funzionamento delle componenti vitali e geomorfologiche ed il bioregionalismo riconosce gli ambiti territoriali in cui tali componenti si manifestano.</p>
<p>Per fare un esempio concreto: il funzionamento generale dell&#8217;organismo vivente viene compreso attraverso il riconoscimento e lo studio delle sue funzioni vitali e dei modi in cui tali funzioni si manifestano ed il bioregionalismo individua gli organi specifici che provvedono a tale funzionamento e le correlazioni fra l&#8217;organismo e l&#8217;insieme degli organi che lo compongono, descrivendone le caratteristiche e la loro compartecipazione al funzionamento globale. Per cui non c&#8217;è assolutamente alcuna differenza fra ecologia profonda e bioregionalismo, sono solo due modi, due approfondimenti, per comprendere e descrivere l&#8217;evento vita.</p>
<p>Abbiamo inserito come terzo elemento componente “l&#8217;osservatore”, cioè l&#8217;Intelligenza Coscienza che anima il processo conoscitivo. Ovvero la capacità osservativa e lo stimolo di ricerca e comprensione della vita che analizza se stessa. Anche questo processo di auto-conoscenza, ovviamente, è parte integrante del processo individuativo svolto nell&#8217;ecologia profonda e nel bioregionalismo. A volte questa intelligenza intrinseca nella vita è anche detta &#8220;Biospiritualità&#8221; &#8211; E cosa si intende per biospiritualità? Biospiritualità è l’espressione, l’odore sottile, il messaggio intrinseco, che traspira dalla materia tutta. Il sentimento di costante presenza indivisa.. la consapevolezza dell’inscindibilità della vita, riconoscibile in ogni sua forma e componente, partendo dal “soggetto” percepiente. La conoscenza &#8220;suprema&#8221; significa essere consapevoli che tutto quel che “è” lo è in quanto tale. Perché l’esistente è uno, non può esserci “altro”…</p>
<p>Altro aspetto importante del discorso è quello della Solidarietà al Tutto (anziché Umana) per far trasparire una visione meno antropocentrica e più rivolta al rispetto dell&#8217;Uno e Molteplice che ci circonda ed in cui siamo. Il termine più appropriato per noi sarebbe Cooperazione Attiva, quindi cooperare alla maniera del fare o dell&#8217;agire cioè del concludere e arrivare a soluzioni e propositività negli intenti, orientati sempre verso l&#8217;alto, cioè lo Spirito. </p>
<p>Nel discorso dell&#8217;ecologia va incluso anche quello della Biopolitica per trasmettere un messaggio che la Politica deve essere inserita sempre in Bios cioè nella Vita, che è un qualcosa che non appartiene solo all&#8217;uomo. E poi l&#8217;Economia Partecipativa, poiché l&#8217;economia deve tornare ad essere a misura delle cose reali e non dei mercati subliminali di borse e speculatori e noi dobbiamo tornare a ridiventare fruitori attivi (ecco il senso di Partecipazione) di questo mezzo di scambio che è nostro (per es. reddito di cittadinanza di auritiana memoria).</p>
<p>Ed ora alcune indicazioni generali per lo svolgimento dell&#8217;Incontro che si tiene al Solstizio estivo. Bisognerebbe che ognuno portasse cibo, preferibilmente vegetariano, da condividere nei tre giorni dell’assemblea, ed anche posate e piatti e canovacci personali, e che la vesseile e la cucina e la pulizia dei luoghi venisse fatta in modo democratico con la partecipazione di tutti.</p>
<p>Altro impegno è quello relativo alle tematiche ed agli interventi. Allora, tanto per iniziare ripetiamo lo scopo di questo Incontro Collettivo Ecologista, che è quello di creare un coordinamento efficace e di comune ausilio sulle iniziative portate avanti dai gruppi e dalle persone che in Italia si riconoscono nell’ecologia profonda, nel bioregionalismo, nella biospiritualità e nel riabitare la terra in modo gentile, armonico e solidale. Potremmo dire che lo scopo evidente è quello di definire i nodi di una Rete delle Reti degli operatori sensibili all’ambiente ed alla vita.</p>
<p>Quindi durante il convegno sono ben accette proposte operative, e descrizioni di progetti già avviati in chiave locale da tutti i partecipanti, insomma si parla di condivisione delle esperienze e di trasmissione delle stesse, se utili alla causa comune. La formazione di gruppi di lavoro specifici è auspicabile, per un successivo approfondimento sui temi di maggior interesse… Chiunque potrà partecipare ai gruppi di lavoro che ritiene più prossimi ai propri intendimenti e competenze. Per semplificare l’esposizione dei temi da affrontare ci siamo dati un indirizzo (già sperimentato in simili occasioni) di partecipazione diretta al dialogo in tempi stabiliti.</p>
<p>Per la prima sessione di sharing e proposte, ognuno è invitato a portare un suo intervento scritto in cui sintetizzare il proprio pensiero e proposta, in una lettura non superiore ai 10 minuti. Le letture avverranno a rotazione. Ovviamente ci sarà la presenza di un moderatore facilitatore scelto fra i presenti che consenta l’ordinato svolgimento degli interventi nei tempi stabiliti, e che restituisca la parola a chi vuole ribattere dopo il primo giro di condivisione. Scende la sera e si prepara quindi la cena, la sala, etc. dopo mangiato si potrà tenere una esibizione di talenti artistici per allietare i presenti, con canti, poesie, musica, etc.</p>
<p>Gli altri interventi durante le successive sessioni potranno essere fatti a braccio. </p>
<p>Tutti gli interventi scritti che preventivamente saranno stati inviati alla segreteria redazionale verranno riuniti in un dossier “Quaderni di Vita Bioregionale &#8211; edizione 2012” che sarà distribuito, come atti dell’Incontro, a tutti i partecipanti e ad altri interessati, in modo che possano tenerne memoria e divulgarne i contenuti. </p>
<p>Paolo D’Arpini, Riccardo Oliva, Benito Castorina</p>
<p>&#8230;&#8230;.</p>
<p>Per adesioni all&#8217;incontro scrivere a: </p>
<p>saul.arpino@gmail.com &#8211;<br />
info@mementonatura.org &#8211;<br />
bcastorina@gmail.com </p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p>Programma di massima:</p>
<p>Incontro Collettivo Ecologista Solstizio estivo 2012 &#8211; Tematiche: Ecologia profonda, Bioregionalismo, Biospiritualità, Alimentazione naturale, Cure naturali, Rapporto uomo natura animali, Ecologia sociale, Economia partecipativa, Solidarietà con il Tutto, Biopolitica, Risparmio energetico, Gestione ecologica delle risorse, etc. </p>
<p><strong>Venerdì 22 giugno 2012: Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia </strong></p>
<p>Dalle h. 14.00 &#8211; Arrivo, sistemazione alloggi ed accoglienza. Benvenuto agli ospiti con degustazione dei prodotti del territorio e approccio al territorio “Aprilia comune rurale – Città della Terra”. Segue escursione al mare con rievocazione narrativa di Carna. (a cura di Memento Naturae)<br />
h. 18.30 &#8211; Ritorno al Campo, preparazione della cena e riordino.<br />
h. 20.00 &#8211; Pasto conviviale e riordino della sala.<br />
h. 22.00 &#8211; Osservazione ad occhio nudo del cielo stellato con riconoscimento astri (a cura di Memento Naturae).<br />
h. 23.00 &#8211; Sistemazione per la notte.</p>
<p>&#8230;&#8230;.</p>
<p><strong>Sabato 23 Giugno 2012: Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia </strong></p>
<p>h. 7.30 &#8211; Sveglia, toilette personale e colazione<br />
h. 9.30 &#8211; Inizio dell&#8217;Incontro. Seduti in Cerchio, a rotazione (con il bastone della parola) ognuno interviene con proprie proposte sui temi trattati e con narrazione di esperienze vissute. Tempo di lettura 10 minuti per ciascuno. Al termine ripetizione del giro di interventi per ulteriori approfondimenti.<br />
h. 12.00 &#8211; Preparazione del pasto, consumazione e successivo riordino<br />
Dalle h. 14.00 alle 15.00 &#8211; Riposo<br />
h. 15.00 &#8211; Visita nel bosco circostante con riconoscimento erbe (a cura di Vivere con Gioia)<br />
h.16.30 &#8211; Riprende il Cerchio di condivisione pareri e formazione di eventuali gruppi di lavoro, su specifici temi da portare avanti successivamente.<br />
h. 18.30 &#8211; Break per tisana e preparazione del pasto.<br />
h. 20.00 &#8211; Consumazione della cena e riordino<br />
h. 21.30 &#8211; Attività ludiche collegiali. Canti, danze, poesie, espressioni corporee<br />
h. 23.30 -Sistemazione per la notte</p>
<p>&#8230;..</p>
<p><strong>Domenica 24 giugno 2012 &#8211; Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia </strong></p>
<p>h. 7.30 &#8211; Sveglia, toilette personale e colazione<br />
h. 9.30 &#8211; Sessione finale di condivisione in cerchio e affinamento su progetti futuri.<br />
h. 11.30 &#8211; Preparazione del pasto, consumazione e sistemazione del luogo, pulizia generale, riordino, etc.<br />
h. 15.30 &#8211; Discorso sulle proprietà del cibo, basate sui colori, sapori, forma ed odori (a cura del Circolo vegetariano VV.TT.)<br />
h. 16.00 &#8211; Discorso sull&#8217;utilizzazione e proprietà del vetiver, la pianta dai mille usi e vantaggi (a cura di Benito Castorina)<br />
h.17.00 &#8211; Conclusioni generali, riepilogo degli argomenti trattati e ultimi avvisi ai naviganti.</p>
<p>…&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Durante la manifestazione verrà distribuita la brochure “Incontro Collettivo Ecologista 2012 &#8211; Quaderni di vita bioregionale&#8221; con gli interventi pervenuti preventivamente (redazione a cura di Daniela Spurio &#8211; inviare testi a: europeanconsumers.tuscia@gmail.com)<br />
 <br />
Avvertenza: Non è richiesta una quota di partecipazione ma un&#8217;offerta volontaria per l&#8217;organizzazione sarà gradita. Ognuno è invitato a contribuire con cibi e bevande (possibilmente biologici vegetariani) e a partecipare alla conduzione generale, vesseille, pulizia, cucina, etc. Sono disponibili una dozzina di posti letto (con sacco a pelo proprio) riservati a donne, bambini ed anziani. Sono inoltre a disposizione due/tre dozzine di posti al coperto (con materassino e sacco a pelo proprio). E&#8217; possibile campeggiare con tenda e camper senza problemi. La struttura che ci ospita dispone di servizi igienici e di cucina ed ha un salone per gli incontri. </p>
<p>Info. e contatti: </p>
<p>Informazioni Generali: Rete Bioregionale Italiana &#8211; circolo.vegetariano@libero.it &#8211; Tel. 0733/216293<br />
Informazioni logistiche e sui programmi: Associazione Memento Naturae &#8211; info@mementonatura.org – Tel. 333-8902499</p>
<p>Informazioni per la permanenza ed accoglienza: Benito Castorina &#8211; bcastorina@gmail.com &#8211; Tel. 338.4603719</p>
<p>&#8230;&#8230;.</p>
<p>Per giungere al luogo dell&#8217;incontro:<br />
S. S. Pontina Km 44,300 da Roma &#8211; I Giardini del vetiver<br />
Distributore Benzina Q8  Stazione Campo di Carne<br />
Percorso principale:<br />
1. SS Pontina direzione Roma – Aprilia, uscire al km 44,300 circa , poi girare direzione centro commerciale Aprilia2  rotonda  via della Riserva Nuova  via della Cogna  via Savuto (m.100 a dx dopo il distributore Q8)  continuare per via Savuto per circa km 2;<br />
Altri percorsi:<br />
2. chi viene dai Castelli Romani per altre vie;<br />
3. chi viene dai Castelli Romani dalla Nettunense;<br />
4. chi viene da Aprilia centro;<br />
5. chi viene da Latina e dintorni: via Pontina uscita Campo di Carne  via del Genio Civile  via della Cogna  via Savuto (m.100 a dx dopo il distributore Q8)  continuare per via Savuto per circa km 2;<br />
6. chi viene da Anzio e dintorni;<br />
7. chi viene da Tor San Lorenzo.<br />
8. per chi viene col treno che Parte da Roma Termini ogni ora, scende alla fermata Campo di Carne (la prima dopo la fermata Aprilia), e può chiamare per il servizio navetta gratuito della Impresa “Latium Vetiver” cell. 338.4603719.</p>
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			<wfw:commentRss>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/20/programma-per-lincontro-collettivo-ecologista-solstizio-estivo-aprilia-latina-22-23-e-24-giugno-2012/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Villa San Giovanni in Tuscia, 28 gennaio 2012 &#8211; Eugenio De Vito, il gioco della danza&#8230;. ed un amarcord</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 12:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Compagni di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze sul Circolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ante scriptum
Avevo già &#8220;declassato&#8221; il programma che segue, solo perchè si chiedono 10 euro di partecipazione&#8230; Ma poi ci ho ripensato, in fondo anche i danzatori debbono campare e non saranno quei 10 euro a rovinare un bilancio. Il fatto è che anch&#8217;io amo, forse dovrei dire amavo, la danza.. I primi anni della mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ante scriptum</p>
<p>Avevo già &#8220;declassato&#8221; il programma che segue, solo perchè si chiedono 10 euro di partecipazione&#8230; Ma poi ci ho ripensato, in fondo anche i danzatori debbono campare e non saranno quei 10 euro a rovinare un bilancio. Il fatto è che anch&#8217;io amo, forse dovrei dire amavo, la danza.. I primi anni della mia permanenza a Calcata, dal 1977 al 1983 circa, ogni sera o quasi c&#8217;era qualcuno che si metteva a suonare la chitarra, magari anche la fisarmonica (erano specialisti Zì Pietro e Paolino), qualcun altro tirava fuori gli immancabili tamburi, tamburelli e nacchere.. ed ecco lì che il popolo iniziava a danzare. Più che altro balli popolari, of course, saltarelli e danze in cerchio, ma lo sfogo era assicurato.. A fianco dei suonatori fiaschi e fiaschi di vino sempre riempiti di fresco in modo da non far mancare il carburante, sia ai musicanti che ai danzanti. Insomma comparando i prezzi di allora con quelli di adesso mi sa che il costo del vino ed i 10 euro chiesti da Eugenio, di Villa San Giovanni in Tuscia, stanno sullo stesso piano, pareggiano il conto&#8230;.<br />
Poi, lo confesso, a Villa San Giovanni in Tuscia non ci sono mai stato, forse non l&#8217;ho mai nemmeno menzionata nei miei scritti.. ed allora ho voluto rimediare&#8230; rilanciando le notizie sotto riportate, ricevute pel tramite degli amici bioregionalisti Marco e Marina di Blera (Blera sì che la conosco, ci ho pure fatto un paio di feste all&#8217;aperto)&#8230;</p>
<p>Paolo D&#8217;Arpini</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p><strong>Sabato 28 Gennaio 2012, dalle 16,00 alle 19,00 &#8211; Centro Polivalente di Villa San Giovanni in Tuscia, seminario &#8220;IL GIOCO DELLA DANZA&#8221; </strong></p>
<p>La cosa più importante che vorrei trasmettere, con questo breve incontro, è che la danza, come il teatro, è un gioco. Non è un gioco per femmine piuttosto che per maschi, o per persone particolarmente dotate o solo per chi è giovane.</p>
<p>Invece è un gioco aperto a tutti, che comprende diversi elementi: il corpo, il movimento, il contatto, la relazione con lo spazio e con gli altri. Ma anche l&#8217;immaginazione, l&#8217;ispirazione, l&#8217;improvvisazione, le emozioni che ci attraversano e di cui possiamo, anzi, dobbiamo fare uso per nutrire il movimento.</p>
<p>Poi, ma questa è già un&#8217;idea più personale, la danza è qualcosa che si fa prima di tutto in gruppo, a contatto con gli altri, un momento di scambio e condivisione. Dopo, magari, si arriva anche a fare un assolo, ma solo se uno ne ha voglia e sente di avere qualcosa da dire con il suo movimento. Perché secondo me la danza, come il teatro, esiste per comunicare.</p>
<p>Per questo il programma prevede tanti assaggi di lavoro sul corpo, soprattutto in gruppo, dunque:</p>
<p>- muoversi nello spazio, usando il pavimento come un alleato, imparando ad andare a terra e rialzarsi senza fare fatica;</p>
<p>- muoversi a contatto con gli altri, sfruttando tutte le possibilità del corpo;</p>
<p>- disegnare lo spazio;</p>
<p>- uso consapevole del respiro, del peso, allineamento del corpo e movimento confortevole;</p>
<p>- il coro danzante, ovvero nutrire il gruppo con il movimento, con le pause, con le suggestioni.</p>
<p>I linguaggi del corpo che userò si rifanno a diverse tecniche che ho studiato nel corso degli anni, tra cui: floor work, contact improvisation, release tecnique, yoga, clown, teatro fisico, maschera neutra.</p>
<p>Vi aspetto!</p>
<p>Eugenio Di vito</p>
<p>Nota aggiunta &#8211; La mia formazione.</p>
<p>Danza contemporanea con Susanna Odevaine, Anna Paola Bacalov, Simonetta Alessandri, Paola Rampone, Diana Damiani;<br />
Ashtanga Yoga con Roberto Quintili; Verticalismo e metodo biotransazionale con Daniele Sardella e Ketty Russo; workshop e seminari intensivi con: Geordie Cortes Molina, Vera Mantero, Giovanna Agostini, Yasmine Godder, David Zambrano, Luic Touzé, Giovanna Velardi, Giorgio Rossi, German Jauregui Allue, Marco Torrice;<br />
Teatro fisico, gestuale, maschera neutra con Isaac Alvarez; voce con Daniella De Panfilis;<br />
Canto con Sonia Cannizzo, corpo e voce con Moss Beynon Juckes, Heini Kunari;<br />
Clown teatrale con Gonzalo Alarcon, Pierre Byland, Stefano D&#8217;Argenio, Emanuele Av</p>
<p>Il seminario è aperto a tutti!</p>
<p>Per info e prenotazioni: 3294155464, info@tempocreativo.it<br />
(La quota di partecipazione è di 10 euro) </p>
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		<item>
		<title>Per una cultura spirituale laica: &#8220;Dal mondo cibernetico virtuale al mondo della Noosfera, verso lo stadio cosmico dell&#8217;evoluzione umana e l&#8217;esopolitica intergalattica&#8230;&#8221;</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/15/per-una-cultura-spirituale-laica-dal-mondo-cibernetico-virtuale-al-mondo-della-noosfera-verso-lo-stadio-cosmico-dellevoluzione-umana-e-lesopolitica-intergalattica/</link>
		<comments>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/15/per-una-cultura-spirituale-laica-dal-mondo-cibernetico-virtuale-al-mondo-della-noosfera-verso-lo-stadio-cosmico-dellevoluzione-umana-e-lesopolitica-intergalattica/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 13:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Compagni di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il concetto di Noosfera elaborato dal visionario scienziato russo V I Vernadsky è entrato a far parte del dizionario scientifico e filosofico contemporaneo ed alcuni cibernetisti e futuristi predicono che la geopolitica e la geoeconomia verranno inglobate o rimpiazzate nei prossimi decenni da noopolitica e nooeconomia dal momento che gradualmente ma rapidamente ci stiamo sollevando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto di Noosfera elaborato dal visionario scienziato russo V I Vernadsky è entrato a far parte del dizionario scientifico e filosofico contemporaneo ed alcuni cibernetisti e futuristi predicono che la geopolitica e la geoeconomia verranno inglobate o rimpiazzate nei prossimi decenni da noopolitica e nooeconomia dal momento che gradualmente ma rapidamente ci stiamo sollevando sopra il livello planetario verso uno stadio cosmico della nostra evoluzione.</p>
<p>L’articolo 28 del capitolo 2 della Costituzione etica noosferica per il genere umano riguarda “gli artefatti dell’informazione dei contatti con le civiltà extraterrestri” e tali strumenti di apprendimento sono parte indispensabile per raggiungere la Grande Sintesi che dà la Nuova Conoscenza a cui allude il Dr. Liubov Gordina, in linea con l’affermazione dell’accademico Vlail Kaznacheyev della connessione intrinseca della civiltà con l’Intelletto Cosmico o la Coscienza.</p>
<p>Il genere umano fino adesso resta sotto l’autorità di quello che possiamo chiamare un ordine cosmologico intellettualmente pre-Copernicano che vede ancora la Terra e le sue specie umane dominanti come uniche o perlomeno eccezioni molto rare nell’universo dotate della straordinaria, semi-soprannaturale capacità di pensare la realtà esterna ed interna e sviluppare teorie per spiegarla. Usando le parole dello scienziato pioniere del computer Jan Amkreutz: “Gli umani…sono stati la prima specie a rompere la catena tra il pensiero e la macchina biologica che ha creato il pensiero…gli umani hanno spezzato il cordone ombelicale che unisce il pensiero all’esecuzione automatica del pensiero” (in un articolo intitolato “Essere Digitali o perché il Futuro ha bisogno di noi” per World Affairs, Vol. 14, no. 3, Autunno 2010).</p>
<p>Anche degli studi scientifici così lungimiranti e apparentemente imparziali come il Millenium Project della Foundation for the Future (FFF) nelle sue relazioni dei seminari Humanity 3000 del 1999-2000 non vogliono prendere seriamente in considerazione l’evidenza che siamo su un pianeta che ruota attorni ad uno dei trilioni di stelle come il Sole in universo apparentemente infinito che esiste da sedici bilioni di anni mentre le nostre specie sembrano essere apparse solo poche centinaia di migliaia di anni fa al massimo. Le loro conclusioni considerano relativamente poco importante e probabile la possibilità di contatto extra-terrestre (3.825 e 2.359 rispettivamente per un indice composito di 25.702, vicino al fondo della loro scala di priorità per il futuro genere umano). Si azzardano a prevedere che la ricerca di vita extra-terrestre sarà deludente visto che non sarà trovato niente di interessante nemmeno nei prossimi mille anni, al contrario della probabilità calcolata da </p>
<p>Frank Drake. Questa è paura dell’ignoto o la vecchia arroganza umana?<br />
Richiede una visione “dispensionalista” basata sulla fede teologicamente parlando, piuttosto che una valutazione spassionata, il ritenere che siamo i soli o addirittura la forma di vita più avanzata in questo cosmo così vasto e vario che nemmeno ci si immagina. Tuttavia, i nostri scienziati che sono presumibilmente imparziali e razionali tendono ad affermare anche oggi che possiamo essere l’unica specie che gode di una intelligente natura avanzata, o almeno la più altamente evoluta in uno spazio interstellare che sarebbe altrimenti deserto.</p>
<p>L’alternativa, una visone davvero post-copernicana, sostenuta quattro secoli fa da Giordano Bruno (1548-1600) e altri pionieri della cosmologia, è che siamo uno delle innumerevoli specie più o meno evolute su un equivalente genetico della scala di Jacob in cui ci troviamo ad un livello indeterminato. L’universo allora non ha bisogno di noi per essere visto e capito ma piuttosto, esso produce in maniera costante e pervasiva forme di vita uguali o differenti dalle nostre, proprio come un albero produce fiori e frutti o come le nebulose generano le stelle. Siamo espressioni mentali e biologiche della Mente Cosmica, proprio come un’ipostasi o un prosopon di Energia e la nostra percezione di realtà esterne ed interne è un’interfaccia insieme con la loro essenza altrimenti indefinibile. Si può dire che il Cosmo comprende ed inventa se stesso- è una ricreazione, in entrambi i sensi di tutte le sue creature frutto del verbo che insieme lo creano e lo mantengono attraverso la loro esistenza e la loro riproduzione. L’intero e le parti sono inseparabilmente interdipendenti.</p>
<p>L’esopolitica, come la definiscono i suoi fondatori e pionieri- il canadese Alfred Lambremont Webre, l’australiano Michael Salla, l’italo-americana Paola Leopizzi Harris e l’americano Steve Bassett- (www.exopolitics-institute.com) è la scienza che traccia la mappa e studia le leggi della Città Cosmica che si estende oltre il sistema solare verso la galassia e l’universo o oltre il multiverso. In quanto tale fa parte della Noopolitica dal momento che ogni forma di vita fa parte del Nous.</p>
<p>Non dovrebbe sorprendere che un orizzonte così cosmo-centrico e bio-centrico non piaccia alla nostra coscienza egocentrica e che i “poteri” che controllano il Zeitgeist si rifiutino fortemente di accettarlo e cercano di nasconderlo da quelli che governano. Quindi le antichissime credenze, supportate quasi quotidianamente da solide e univoche osservazioni, secondo cui ci sono molti altri abitanti nell’universo e alcuni sono attorno a noi o addirittura tra di noi sono state praticamente bandite dalla comunità scientifica, religiosa e politica e sono rimaste fino ad ora ai margini della realtà pubblicamente conosciuta.</p>
<p>Tuttavia questo sta cambiando adesso sotto l’irresistibile pressione dell’evidenza e negli ultimissimi anni e mesi, possibilmente a causa di tutta la complessiva crisi che ha avvolto l’intera società, numerose irrecusabili conclusioni e dichiarazioni pubbliche ufficiali stanno preparando la strada per un’epifania noosferica. L’esopolitica aiuta a rivelare la complessità dell’universo e la sua profusione biologica e noetica nonché il suo Ordine che si cela dietro il Caos. Non siamo i primi, non siamo gli ultimi, non siamo i più grandi ma neanche i più piccoli. Come tutte le particelle dell’infinito, comprendiamo tutto l’infinito. Come gli altri innumerevoli esseri, siamo permanentemente in transizione lungo un corso infinito verso un obiettivo indefinito che possiamo chiamare Punto Omega, Tao,Cunya, Parabrahman, Al Azal, Ain Soph o semplicemente lo sconfinato Oceano di Luce che li comprende tutti.</p>
<p>Ecco alcuni dei recenti o attuali sviluppi e rivelazioni che, arrivando come una lunga successione di eventi che sono stati per lo più nascosti o ufficialmente negati, ci mostra che la nuova era sta tramontando. Un’era nella quale si può raggiungere un potenziale illimitato per l’apprendimento e il progresso oltre le nostre più ambiziose speranze, non esclusivamente da soli ma come ha scritto Costa Andrade “stando sulle spalle dei giganti”.</p>
<p>Dall’ultima guerra mondiale, è stata raccolta una considerevole quantità di dati che, presi insieme forniscono gli elementi di una nuova visione del mondo, non più geo o antropocentrica.<br />
Molti oggetti nello spazio funzionanti artificialmente e intelligentemente, definiti nel gergo tecnico militare come UCT (bersagli scoordinati), sono stati rilevati nell’ultimo mezzo secolo da telescopi, radio-telescopi e satelliti esploratori. Lo spazio è infatti abitato da veicoli di origine sconosciuta.<br />
La prima reazione dei governi che si sono trovati di fronte all’evidenza di interventi da parte di sconosciuti poteri intelligenti è stata previdibilmente dettata dallo sconcerto, incredulità e confusione. Tra il 1946- quando la fine della guerra ha dato un’opportunità a coloro a cui spettavano le scelte civili e militari di studiare i fatti- e nel 1960, una politica di rifiuto ufficiale accoppiata con la ricerca di alta priorità e l’analisi segrete sono state scelte dal governo statunitense e qualche altro stato.</p>
<p>In America in particolare è stata sviluppata una strategia di sistematico rifiuto attraverso la derisione e il ridicolizzare da parte delle relative agenzie militare e dei servizi segreti, in particolare la CIA, all’interno del programma Mockingbird ideato da Frank Wisner Sr. per manipolare i media e i contenuti dei notiziari attraverso talune manovre psicologiche e la cosiddetta Voliera. Il rifiuto e lo “sfatare” sono stati raccomandati nel Durant Report del gruppo di Robertson promosso dalla CIA sulla questione UFO nel 1953. Tuttavia è stato riportato che è stata adottata una politica di segretezza riguardo agli avvistamenti di UFO dai governi degli USA e del Canada dal lontano 1936. Gran parte delle prove dell’occultamento è stata accuratamente raccolta da Steven Greer nel suo libro Disclosure – Military and Government Witnesses reveal the Greatest Secret in Modern History (Crossing Point, 2001 e www.disclosureproject.com).</p>
<p>Questa Ricerca e Analisi ha portato alla R&amp;S di tecnologie ricavate da o inspirate ai veicoli alieni e ai loro passeggeri. Il processo, che si cela sotto diversi strati di segretezza e inganno, all’interno della classificazione ripartita dei SAP (Special Access Projects) e dei CAP (Classified Access Projects), altrimenti comunemente detti “Black Programmes”, è stato in parte rivelato da alcuni agenti ai vertici dell’esercito e dei servizi segreti, spesso durante eventi molto pubblicizzati quali la Disclosure Conference che si è tenuta al National Press Club a Washington DC il 12 novembre del 2007 sotto la presidenza dell’ex-governatore dell’Arizona Fife Symington che è stato testimone diretto degli incredibile avvistamenti “luci di Phoenix” nel 1997.<br />
Uno studio scientifico commissionato dalla canale televisivo della National Geographic ha stimato che l’alzata richiesta dal massiccio veicolo (circa 450 metri d’ampiezza) avvistato su Phoenix da centinaia di testimoni quell’anno, era di cira 112.000 tonnellate, così che proprio come è stato scritto nel LIFE Magazine nel 1952, “non esiste né è stato progettato alcun sistema umano di sollevamento capace di una cosa simile” (citato da Larry Lowe, autore del documentario per la National Geographic).</p>
<p>Successivamente è stato reso pubblico in Francia il Cometa Report del 1999 del GEPAN (www.cnes-geipan.fr), affiliato allo Stato, seguito dal Sigma/3AF Progress Report del 31 marzo 2010 da parte della French Association of Aeronautics (AAAF), che affermavano entrambi che un’origine extra-planetaria era la più probabile o meglio l’unica soddisfacente spiegazione per giustificare gli UFO e i relativi fenomeni. Bisogna notare che tra i 1600 casi registrati dalla GEIPAN dal 1954, circa il 25%, o i 400 strani casi, sono di Tipo D, cioè fondati, confermati e non spiegati.<br />
La diffusione da parte del Ministero della Difesa britannico di 7200 file finora riservati e confidenziali, che risalgono al solo 1967, che è iniziata nel 2008 continuerà fino al 2012. Nel secondo caso, ogni successiva diffusione è stata abbondantemente commentata dalla BBC e il Brasile nell’agosto del 2010 ha abrogato lo State Security Institutional Act 5 che proibiva a tutti i media di comunicare avvistamenti ed incontri di UFO in mancanza di previa approvazione dell’Air Force.</p>
<p>Il nuovo regolamento adottato dall’aeronautica militare brasiliana e firmato dal suo comandante, il generale Juniti Saito nell’agosto del 2010, dopo varie dichiarazioni pubbliche e la diffusione il 20 maggio del 2005 di rapporti fino ad allora segreti da parte dei quartieri generali dell’Air Defence, invece impone a tutti i piloti di comunicare qualsiasi osservazione o esperienza anomala. Molti altri governi si stanno dimostrando sempre più interessati ad ammettere che la presenza aliena non può più essere negata a priori. I media cinesi ad esempio hanno fatto vedere una serie di avvistamenti di massa spettacolari nell’estate del 2010 e i commenti che hanno portato nelle istituzioni scientifiche. </p>
<p>Una valutazione dell’astronomo dell’osservatorio Red Mountain, Wang Si Chao, che ha affermato che gli oggetti osservati nel Paese negli ultimi tempi erano guidati intelligentemente, extra-terrestri o di certo non umani, è stata riportata dal People’s Daily.<br />
Nel frattempo i frequenti e singolari “cerchi nel grano” che sono apparsi in Inghilterra e in qualche altro paese attraverso un processo misterioso, che comporterebbe l’emissione di microonde da una fonte sconosciuta ed invisibile per produrre istantaneamente forme molto complesse, sofisticate dal punto di vista geometrico e ricche di simbolismo, è considerato dai più seri studiosi della materia come un’altra traccia dell’attività “aliena”, con l’apparente intento di sollevare domande ed aspettative tra la gente.</p>
<p>Alcuni leader politici e altre personalità eminenti si sono battuti a lungo e con forza per far un po’ di luce sull’enigma degli UFO e attraverso gli sforzi di Eric Gairy, allora Primo Ministro del Grenada, è stata presa una decisione dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1978 (No. 22/426) per incoraggiare i governi di tutto il mondo a condividere ogni informazione trovata in materia e a sostenere la creazione di un’istituzione internazionale di ricerca.</p>
<p>Tuttavia è ampiamente diffusa l’idea che dalla sua posizione nel Consiglio per la Sicurezza gli USA hanno bloccato qualsiasi azione su questa risoluzione e, che sia un caso oppure no, Eric Gairy è stato spodestato da Maurice Bishop in un colpo favorito dagli USA mentre si trovava ad un incontro ai quartieri generali dell’ONU a New York con il Segretario Generale non per sua iniziativa.<br />
Negli USA stessi si sta portando avanti un lento ma intenso processo di istruzione pubblica, soprattutto da parte dei mass media nel genere della fantascienza mentre sono state intraprese poche iniziative importanti. Tra esse c’è il cosiddetto Piano C, una bozza di Libro Bianco per la divulgazione ideato da Scott Jones, un veterano investigatore di fenomeni paranormali che è stato consulente scientifico dell’ultimo senatore Claiborne Pell del Rhode Island, Presidente della Commissione Relazioni Internazionali del Senato dal 1987 al 1994 e lui stesso vivamente impegnato a raccogliere informazioni relative agli UFO.</p>
<p>L’inventore ed industriale Robert Bigelow, fondatore e presidente della Bigelow Aerospace (Nevada, USA), che sta costruendo una stazione spaziale commerciale privata, ha difeso la ricerca sugli UFO per molti anni attraverso il suo Institute of Discovery Science e ha parlato delle sue ricerche al reporter Kenneth Chang in un articolo pubblicato sull’International Herald Tribune del 9 giugno 2010. Un’altra impresa nello stesso campo è nota come iniziativa Rockefeller intrapresa da Laurance Rockefeller nel 1997 per convincere i suoi amici, il presidente Bill Clinton e la moglie a lanciare una ricerca pubblica sul mistero degli UFO ed aprire i relativi archivi segreti. Pare tuttavia che Bill Clinton abbia detto all’ultimo Larry Rockefeller che avrebbe corso un rischio a livello personale e politico troppo grande a fare una cosa del genere.</p>
<p>John Podesta, capo dello staff del presidente Clinton e quindi capo del team di transizione per Barack Obama, ha partecipato alla conferenza stampa sulla divulgazione all’NPC e ha espresso ufficialmente in altre occasioni il suo supporto alla ricerca o almeno al governo USA per scoprire i suoi file sul tema degli UFO. Negli ultimi anni una serie di documentari supportati da fatti, come quelli diretti da James Fox e abbondantemente pubblicizzati in famosi talk show americani come Larry King Live hanno reso la politica ufficiale del silenzio e del rifiuto sempre più insostenibile.<br />
Pare che gli USA e le strutture del potere militare e civile della NATO siano profondamente divise, specialmente da quando dei veicoli molto grandi sono stati non solo avvistati ma anche rilevati dai radar dell’Air Defence e seguiti da caccia a reazione nel solo piccolo spazio aereo sopra Stephensville in Texas, vicino al ranch Crawford dell’allora presidente George W Bush, nell’estate del 2008.</p>
<p>Fin da settembre del 2010, il presidente Kirsan Ilyumzhinov di Kalmykia nella Federazione russa, che dichiara di essere stato rapito a bordo di un’astronave aliena dalla sua casa a Mosca nell’aprile del 1997, ha chiesto la creazione di un istituto di ricerca sugli UFO e fenomeni del genere dopo che un membro italiano del Parlamento europeo Mario Borghezio ha promosso una risoluzione affinché gli stati membri rivelino quello che sanno e ha costituito una commissione d’inchiesta.<br />
Non è trapelato molto di quello che gli USA ed altri governi hanno scoperto nel corso di decenni di ricerche sul fenomeno. Più di 30 anni fa, il noto scienziato e ricercatore “UFO” Jacques Vallee ed alcuni suoi colleghi hanno espresso dei dubbi riguardo la divulgazione di informazioni conservate da agenzie ufficiali o segrete in un reame, che si dimostra ostinatamente impenetrabile alla luce dell’ (allora) attuale sapere scientifico e che sembra ancora eludere il comprendere la razionalità umana.</p>
<p>Se contiamo su quello che si evince da vari rapporti trapelati ma fino ad adesso mai confermati, possiamo concludere che molte razze “aliene”, alcune molto simili se non identiche all’“homo sapiens” e altre piuttosto diverse, operano in varie dimensioni, si muovono dentro e fuori al “nostro” spazio-tempo e dimostrano la padronanza delle tecnologie connesse alla gravitazione, all’elettromagnetismo e con proprietà di fisica quantistica. Alcuni mostrano una mente collettiva come se fossero tutti agganciati senza fili ad un comune supercervello (o supercomputer) che controlla sia loro che le loro imbarcazioni.</p>
<p>Alcuni ufficiali militari di alto livello impegnati a monitorare la ricerca, come l’ammiraglio George W Hoover (un pioniere dei viaggi spaziali e il padrino assieme a Wernher von Braun del programma Orbiter prima di diventare il capo dell’intelligence navale) e il colonnello Philip Corso che ha appoggiato al Consiglio di sicurezza nazionale ha attribuito un origine eso-cronica ad almeno alcuni dei “visitatori”, intendendo che venissero da un’altra dimensione spazio-temporale, specificamente dal “nostro” futuro come se fossero stati mandati in retromarcia per osservare e forse dar forma agli eventi in vista di un risultato desiderato o programmato. In questa realtà ricorsiva e teolologica, ciò che sarà determina ciò che è stato ed è, indirizzandolo verso corsie preferenziali all’interno di un labirinto a ragnatele di strade possibili.</p>
<p>Una tale visione ha gettato una nuova luce sulla rappresentazione sanscrita del monarca supremo come Governatore del Tempo e spiega perché secondo la cosmologia hindu il Tempo è creato, o piuttosto ha origine prima dello spazio che è una sua conseguente estensione.<br />
Il probabile processo in azione dietro al fenomeno UFO può essere analiticamente diviso come una complessa operazione a lungo termine che implica i seguenti interventi che, per una questione mnemotecnica chiamerò le dieci I:<br />
-         Iniziazione: innescando visioni ed esperienze trascendentali mentali e fisiche, con elementi “fuori dal corpo”, il che suggerisce l’esistenza di una realtà più alta, soprannaturale e misteriosa.<br />
-         Ispirazione: trasmettendo messaggi, in forma letterale o simbolica (come affermazioni telepatiche o vocali, “cerchi nel grano” o segni nel cielo, ecc.)<br />
-         Informazione: inoltrando dati e strumenti spirituali, scientifici e tecnologici in vari modi, quando si rapiscono esseri umani per esempio o si comunica con individui selezionati o presi a caso, come quello contatti dagli enigmatici “Ummiti” in Europa durante gli anni ’60 o dagli altrettanto numerosi membri del gruppo italiano di studio Amicizia negli anni ’70 e ’80, come riportato in libri scritti da alcuni testimoni.<br />
-         Innesto: come viene definito nel film di Christopher Nolan; “innestare” idee e concetti nella mente delle persone, possibilmente attraverso i sogni e per mezzo di:<br />
-         Impiantazione di vari meccanismi microscopici che sono stati rilevati ed identificati in un gran numero di essere umani.<br />
-         Infiltrazione di individui “ET”, macchine biologiche e cellule in mezzo alla società, anche con l’aiuto di:<br />
-         Inseminazione di essere umani con geni alieni (possibilmente per scatenare l’azione del cosiddetto “DNA spazzatura”) per creare esseri ibridi con maggiori capacità e funzioni.<br />
-         Invasione: una “fusione” pacifica, ordinata e graduale delle specie umana ed ET su questo pianeta e nello spazio per una cooperazione ad ampio raggio. Fa parte di questo processo l’indagine e il monitoraggio degli UFO, almeno dalla Seconda Guerra Mondiale negli importanti impianti e strutture strategici di tutto il mondo, in particolare i centri di ricerca atomica e le centrali nucleari, aeree per il lancio di astronavi e satelliti artificiali, silos ICBM, basi di sottomarini dell’Air Force e nucleari, gruppi che trasportano velivoli e cose del genere.<br />
-         Immanenza sarà il risultato di un’interpenetrazione profonda tra gli ET e noi nel senso che, come sta già succedendo da decenni, molti intervalli tecnologici e trasformazioni euristiche frutto dell’influenza “aliena” si stanno portando avanti come fossero completamente domestiche ed indigene rispetto alle nostre specie.</p>
<p>Quindi un grado minimo, sebbene sostanziale, di “alienazione” è stato causato dall’attuale rivoluzione epistemica e tecnogenica poiché non è vista come il risultato di un coinvolgimento esterno da parte di un’entità molto più alta e potente così che stiamo attraversando, apparentemente da soli, con il processo radicale dell’Invenzione e chiudendo il cerchio attraverso la nostra propria invasione di entrambi le dimensioni esterne (macroscopiche) ed interne (microscopiche) della linea spazio-temporale.</p>
<p>Il risultato cercato dall’alto è la “fusione senza (con minima) confusione” descritto dal cardinale Nicolaus Cusanus nel XVI secolo.</p>
<p>Così “essi” ci stanno influenzando su vari livelli (molti di essi, subconsci o completamente impercettibili) per destare lacune facoltà mentali latenti, sfidare le nostre percezioni e credenze, indurci a modificare la nostra visione del mondo e a sviluppare un certo numero di tecnologie che ci permettano di incontrarci a metà strada. Se degli umani diventano più simili a loro, può avere luogo la connessione o fusione senza grandi traumi dal momento che diventerebbe un processo immanente.</p>
<p>Possiamo brevemente menzionare alcune scoperte epistemiche e tecnologiche che rappresentano dei punti di riferimento nel processo di trasformazione nella condizione meta-umana che impressa nella nostra programmazione genetica, come se l’individuo completamente sviluppato è compreso nell’embrione così che ogni presente contiene sia il suo passato che il suo futuro. Il futuro è la spiegazione di quello che è stato e di quello che questo passato sta divenendo.</p>
<p>Di seguito quelli che abbiamo scelto, senza un ordine particolare:<br />
1-     Il futuro Punto di Singolarità come definito da Ray Kurzweil (La singolarità è vicina: quando gli esseri umani trascendono la biologia, 2005) cioè quando la velocità del computer supererà la capacità del cervello umano, che dovrebbe essere raggiunto nel 2048, nello stesso anno in cui la Cina dovrebbe diventare la prima potenza economica mondiale e l’India la terza sebbene il PRC potrebbe fare concorrenza agli USA in termini di PIL entro il 2029 quando Kurzweil prevede che le nostre macchine intelligenti passeranno per prime il test di Turing. A quel punto ci saranno le condizioni per la completa convergenza tra organismi biologici e tecnogenici.<br />
2-     Information Technology, IT si sta facendo spazio tra tutte le nostre strutture tecnologiche, economiche, logistiche e politiche. Sulle sue orme l’AIT, l’Artificial Intelligence Technology sta rapidamente crescendo e portando all’ET: Exotechnology, portandoci oltre la nostra condizione fisiologica, che in cambio ha le chiavi della TT: Transtechnology che i nostri visitatori padroneggiano.<br />
3-     Il conseguimento degli stadi successivi di Alvin Toffler nell’evoluzione umana, dall’Era dell’Informazione siamo passati all’Era Transumanista e Tecnologia cognitiva alla quale William E Halal aggiunge un livello successivo: quello Esistenziale (The Life Cycle of Evolution, nel Journal of Future Studies, Vol. 9, No. 1, Agosto 2004).<br />
4-     Futuristi come Kurzweil e Gregory Stock (Metaman: The Merging of Humans and Machines into a Global Superorganism, New York, 1993) hanno parlato della fusione dell’uomo con le macchina caricando la “mente” umana o almeno le funzioni e le memorie celebrali su un chip e raggiungendo così virtualmente l’immortalità fisica.<br />
5-     Il Millenium Project prevede che la tecnologia e la relativa e conseguente evoluzione umana porteranno a “offuscare il confine tra le capacità individuali e il potenziale ambientale” attraverso l’uso della Nanotecnologia, insieme con la Robotica e l’Ingegneria Genetica (NRGE) e le future Picotecnologia (la manipolazione di nuclei atomici), Femtotecnologia (il controllo di particelle subatomiche) e l’assistenza di computer quantistici dotati di microchip interni. La tecnologia digitale è già aperta non solo a leggere ma anche riscrivere alcuni codici neuro-genetici, utilizzando byte anziché geni in un modello di realtà virtuale dell’universo fisico che evoca un ologramma ultramoderno del mondo delle idee di Platone.<br />
6-     L’astrofisico Paul Davies acclama una rivoluzione della coscienza umana come risultato delle scoperte contemporanee e convergenti nello spazio interno (coscienza) ed esterno. Il suo libro Are we Alone? –Philosophical Implications of the Discovery of Extraterrestrial Life (1995, Basic Books) ha ispirato successivamente Laurance Rockefeller a lanciare la sua iniziativa sopramenzionata.<br />
7-     Stanno aumentando le prove dell’esistenza di un metodo per catturare o meglio integrare coerentemente l’EFTV, l’energia dal “punto zero” sub-atomico o il vuoto quantico (descritto come un flusso virtuale di particelle) che è in effetti tutt’altro che vuoto. L’introduzione di una massa carica in uno spazio senza masse genera un’interazione che viene registrata come un campo o una forza fisica. Un campo elettrico è, come dice il tenente colonnello T E Bearden: “Una condizione senza forze in uno spazio senza masse” (World Affairs, Vol. 9, no.4, inverno 2005)<br />
In ricerche condotte nell’ex URSS, negli Stati Uniti e in altri paesi è stato sperimentato l’utilizzo delle onde longitudinali o onde elettromagnetiche scalari in un certo numero di applicazioni, in base alle scoperte basate sul lavoro di Maxwell, Poynting, Faraday e ET Whittaker, fatte da pionieri quali  Nikola Tesla, TT Brown, J Searl, JL Naudin, PK Anastasovsky  e T E Bearden (www.cheniere.org). Implicazioni di questa proprietà della Natura, uscendo fuori dal modello Kaluza-Klein, includerebbero la possibilità di fermare o invertire la corrente del tempo e l’invecchiamento delle cellule viventi (organismi).<br />
8-     Un Sistema di Controllo globale è stato postulato da Jacques Vallee nel suo libro Le College Invisible (1975), in analogia con la teoria comportamentale di “programma di rinforzo” progettata da B F Skinner (Reinforcement Programs di Ferster e Skinner, Appleton-Century, 1957) attraverso la ricerca sostenuta dall’Ufficio per la ricerca navale (ONR) degli USA.</p>
<p>Skinner ha dimostrato che il modo più efficace per trasportare animali ed esseri umani è rinforzare in maniera selettiva e a caso certe azioni inspiegabili che dovrebbero determinare il loro adattamento ad una nuova realtà. L’apprendimento trasmesso in questo modo apparentemente imprevedibile è irreversibile dal momento che si insinua nei livelli più profondi di coscienza creando miti che sono “più veri della verità”. La Terra e tutto i suoi abitanti sembrano funzionare in base ad un sistema di controllo cibernetico che agisce attraverso un’ampia gamma di processi apparentemente “naturali” o computerizzati che a volte ci appaiano come soprannaturali o interventi “divini” e a volte possono celarsi dietro eventi geologici, meteorologici o causati dall’uomo.</p>
<p>Pare infatti che gli alieni utilizzino questo metodo mentre restano misteriosi e “meta-logici” nelle loro apparizioni e interventi. Il potere specifico di un mistero, sottolinea Vallee, risiede nel non essere spiegato o dissipato. Egli cita il famoso pioniere di una cultura psichedelica, Timothy Leary che ha trasmesso il seguente messaggio: “L’obiettivo dell’evoluzione è produrre sistemi nervosi capaci di comunicare e rispondere nella rete galattica dove noi, i vostri parenti interstellari, vi aspettiamo”. Cita anche l’opera del collega di Leary, John Lilly, Programming and Meta-Programming in the Human Bio-Computer (Crown,1887). Ci può essere una connessione tra questa più ampia comprensione delle funzioni cerebrali e l’enigma posto dal millenario teschio messicano studiato da Lloyd Pye (www.starchildproject.com) in cui è stato rilevato un DNA con un nucleo ibrido umano-alieno nonché componenti apparentemente sintetici nel materiale del teschio che è in parte organico e in parte di ceramica. Pye è un esponente dell’Intervention Theory (“A Brief Introduction to Intervention Theory” in www.lloydpye.org) che postula un ruolo determinante degli ET nella creazione dell’homo sapiens.</p>
<p>La teoria è ben illustrata in una dichiarazione scritta trovata in uno dei molti documenti che sono stati mandati a molti ricercatori in un certo numero di paesi negli anni sessanta e settanta dagli Ummiti dei quali abbiamo prima parlato: “non abbiamo intenzione di interferire con l’evoluzione sociale del vostro pianeta per ragioni trascendenti. Una moralità superiore impedisce qualsiasi atteggiamento paternalistico” e in un altro brano: “Non cambiate le vostre idee per le nostre” citato in Vallee, Ibid.). Sembra esserci la volontà di informare, almeno coloro che sono pronti ad ascoltare o leggere ma non di imporre l’informazione in modo da non creare stress o panico nella società.<br />
9-     Il sopramenzionato Millenium Project ha messo in evidenza un certo numero di speranze di cambiamento che appaiono al nostro orizzonte sociale. Li citiamo insieme con altre ugualmente importanti vie di trasformazione:<br />
-         l’espansione di Internet. Vinton Cerf, inventore del TCPIP e Vicepresidente di Google, sta ideando una rete Internet interplanetaria per sostenere l’esplorazione e la colonizzazione dello spazio.<br />
-         l’interfaccia cervello-computer e la simbiosi tra cibernetica e cervello, compresa la tecnologia per il monitoraggio del cervello (lettura della mente) che la NASA sta elaborando e altre organizzazioni pubbliche e private sulla base di tecniche inventate da Igor Smirnov e Robert Parks nell’area della psicotronica.<br />
-         l’ingegneria genetica sulla base della decriptazione dei codici delle bio-informazioni elettromagnetiche nelle interazioni intercellulari, in base alla ricerca di V Kaznacheyev.<br />
-         trasferimento da umano a umano delle interconnessioni e download sinattici.<br />
-         la creazione di chip quantici (che non funzionano più con la fotolitografia).<br />
-         la capacità di connettere macchine AI alle reti globali di conoscenza.<br />
-         la generazione di forme di vita artificiale prive di citoplasma e modelli neurali biologicamente basati.<br />
-         la mappatura di sinassi e neuroni (simili ma più grandi di dimensioni rispetto al Progetto Genoma Umano) per sviluppare la neuro-biologia.<br />
-         ottenere una sintesi meccanica per reazioni chimiche prodotte dall’ingegneria in modo da produrre i materiali desiderati da atomi e particelle sub-atomiche.<br />
-         creare sinergia tra intelligenza artificiale, bionica, scienze dei materiali, nanotecnologia, telecomunicazioni e robotica, in modo da ottenere l’ “Internet delle cose” per rimpiazzare l’attuale Internet audio-visivo.<br />
10- Nel campo dell’aero ed austronautica, sono stati condotti un certo numero di esperimenti e sono stati costruiti veicoli con forme e caratteristiche simili a quelle di alcuni UFO, secondo quanto detto. Un esempio attuale è il Locomoskyner russo, di forma discoidale, che cammina ad elio con motori elettrici, che stanno costruendo a Ulyanovsk e di cui è stato presentato un prototipo al Moscow’s MAKS 2009 Air Show a Mosca come pioniere per la generazione futura di velivoli che decolleranno e atterreranno verticalmente e non avranno bisogno di carburante liquido per cui non richiederanno più piste d’atterraggio.<br />
11-  Un numero sempre maggiore di eminenti scienziati, come Michio Kaku della City University di New York (Parallel Worlds: A Journey through Creation, Higher Dimensions and the Future of the Cosmos, Random House, 2007) ed Elizabeth Sahtouris (Expanding Our Worldwiew to Other Dimensions , When Cosmic Cultures Meet, 1995) riconoscono che il nostro universo “ha molte mansioni” come Cristo disse nel Vangelo, nel senso che comprende molte dimensioni o piani paralleli, dentro e sotto la fetta di realtà che percepiamo con i nostri sensi. Quest’emergente “multi-visione del mondo” riflette le implicazioni della Teoria quantistica come l’Incertezza, il Non-Luogo e il Groviglio Quantistico. Può anche aiutare a giustificare l’influenza dimostrabile altrimenti impercettibile che le onde cerebrali hanno su “particelle materiali” ed organismi come i geni.<br />
12-  Quelle scoperte propriamente scientifiche che spesso si possono definire come intuizioni (meta) logiche dedotte da equazioni matematiche ci portano a rompere con la logica convenzionale stessa in modo da percepire una realtà più ampia che sfugge alle norme di ragione sillogistica e sembra tanto assurda quanto gli aforismi taoisti, i paradossi dei Sufi o il Koan Zen. Così impariamo che, come aveva capito Francis Bacon più di trecento anni fa, il nostro sapere è modellato dalla nostra struttura di pensiero perché vediamo quello che crediamo nonostante sia evidente il contrario.</p>
<p>Conclusioni<br />
Stiamo subendo un’associazione, a vari livelli di coscienza e attività (scientifica e tecnologica, economica, sociale, religiosa e politica), in una più ampia comunità di essere e di sapere attraverso un processo di transizione che serve probabilmente a proteggere la disintegrazione della nostra società o la scomparsa della nostra specie. Può essere il futuro stesso che agisce per portarci avanti se accettiamo la prospettiva teolologica nella quale “la finalità prevale sulla causalità (Costa de Beauregard e Kervran). Questa strada ha senso solo se siamo consapevoli che qual è l’obiettivo e se non ci siamo mai arrivati prima, siamo cechi per definizione e possiamo contare solo su guide più avanzate di cui ci fidiamo sulla base della nostra ragione, memoria e visione. In tal modo sì che possiamo avere una visione della storia olistica, stereoscopica, non-lineare ma ciclica e logaritmica.<br />
Crediamo di stare andando avanti da soli mentre stiamo venendo trainati. L’espansione è l’effetto dell’attrazione verso i successivi stadi dell’essere e le dimensioni più alte.</p>
<p>Come Carpentier de Gourdon</p>
<p>Traduzione a cura di Daniela Mannino<br />
(Fonte: http://www.eurasia-rivista.org/)</p>
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		<title>Benito Castorina ed il piano strategico bioregionale,  per  la bonifica dell’ambiente e per il recupero della biodiversità..</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Compagni di viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Care, cari, 
ecco qui un bell&#8217;intervento di Benito Castorina, socio del Circolo vegetariano VV.TT e responsabile per l&#8217;agricoltura naturale della Rete Bioregionale Italiana. Egli ci ospiterà, nel suo podere del vetiver di Aprilia, all&#8217;Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo 2012. 
Questo sarà un appuntamento estremamente importante per riportare in luce quegli aspetti dell&#8217;ecologia profonda, del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Care, cari, </p>
<p>ecco qui un bell&#8217;intervento di Benito Castorina, socio del Circolo vegetariano VV.TT e responsabile per l&#8217;agricoltura naturale della Rete Bioregionale Italiana. Egli ci ospiterà, nel suo podere del vetiver di Aprilia, all&#8217;Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo 2012. </p>
<p>Questo sarà un appuntamento estremamente importante per riportare in luce quegli aspetti dell&#8217;ecologia profonda, del bioregionalismo del riabitare la terra in modo gentile e solidale, che in questo momento storico sono di assoluta necessità per riportare ordine nella civiltà umana, in condizione di degrado profondo&#8230; </p>
<p>Ma intanto leggete il piano strategico elaborato da Benito (P.D&#8217;A):</p>
<p>Caro Paolo D&#8217;Arpini,<br />
sul Giornaletto di Saul mi fa piacere di trovare persone meravigliose che infondono serenità e simpatia, ma incontro anche coloro che non si rendono conto che tirando il fango sugli altri perlomeno si infangano la mano, altri che amano farsi del male come chi si lamenta dei cattivi italiani che nel 2008 hanno boicottato il “20 20 20”, cosa che non è. Così non sentendomi un cattivo italiano ed essendo uno che apprezza persone come te che da perfetto cronista riporti quanto giunge sul tuo desk citando le fonti, consiglio al simpatico anonimo di eco-news di fare altrettanto per evitare che quanto scrive sia inteso come una sua idea, qualcosa di cui si fa responsabile, che in assenza di riferimenti si basa sul nulla.</p>
<p>Tanto scrivo non per spirito polemico ma per l’amore ed il rispetto che ho per il mio Paese, che già martoriato da situazioni esterne ed interne non abbisogna di critiche che non merita, in quanto in quell’anno (2008), se ricordo bene, il nostro Governo nella persona del Ministro Frattini e forse anche di Scajola, chiedeva di alleggerire quelle richieste per quelle strutture che avrebbero comportato la chiusura di settori industriali strategici o il licenziamento di lavoratori in assenza di una graduale applicazione degli accordi programmati.</p>
<p>Io sono abituato quando non sono d’accordo con una Legge a rispettarla, ma allo stesso tempo mi attivo per modificarla e ce la metto tutta!.</p>
<p>Ringrazio comunque l’anonimo (forse solo per me) perché mi ha spinto a fare due salti sulla rete, così comincio col leggere il file greehouse-gas[1].pdf , che ti allego, caro Paolo, dal titolo: Greenhouse gas reductions in Germany and the UK – Coincidence or policy induced?<br />
Poi mi collego tramite il link:  http://unfccc.int/meetings/bangkok_mar_2008/meeting/6318.php  che come altri della serie, consente di portarsi sul sito delle Nazioni Unite, poi con le frecce avanti e indietro di accedere ai reports di tutte le conferenze sui cambiamenti climatici tenute negli anni.<br />
Scorro in su e in giù, ripasso anno dopo anno le principali notizie e decisioni, poi torno a leggere il file greehouse-gas[1].pdf dal titolo: Greenhouse gas reductions in Germany and the UK – Coincidence or policy induced?</p>
<p>A questo punto vado sul sito WWW.Pv-magazine.com  e trovo un’articolo del 9 agosto 2011,  di John Stevens, Presidente della Luvata Appleton LLC, (http://www.pv-magazine.com/opinion-analysis/blogdetails/beitrag/why-wont-the-us-live-up-to-its-pv-potential_100003843/),  il quale scrive, che l’industria del fotovoltaico negli anni 90 era dominata dai giapponesi e che poi si era spostata in Europa, in particolare in Germania, ed ammira quanto abbiano saputo giocare bene i mercati in Europa col discorso degli incentivi e il fotovoltaico sui tetti e gli piacerebbe se gli americani che poi sono quelli che hanno ceduto i brevetti sfornati dal MIT alle grosse industrie americale quali la First Solar, Inc. (FSLR), la Opel Solar, Inc. (Opel), ecc.e  in Europa inizialmente ai tedeschi, seguissero la stessa strada…. A questo punto mi sovviene che il Governo Tedesco con l’emanazione della legge sulla energia rinnovabile, [( Erneuerbare-Energien-Gesets, (EEG)], entrata in vigore nel 2000  determinò per i tedeschi un risveglio delle forze, la scintilla iniziale di quel colossale sviluppo dell’industria per l’energia rinnovabile, che portò in seguito gli italiani a diventare i venditori dei prodotti tedeschi, sull’eco monotona di queste parole…  mi addormento.</p>
<p>Mi addormento e sogno di essere a colloquio con Stevens il quale è convinto e nutre la speranza che gli americani capiscano che adottando sistemi come gli incentivi a favore di chi installa i pannelli fotovoltaici sui tetti e/o altri mezzi di persuasione, potrebbe verificarsi un’esplosione dell’industria del fotovoltaico e un recupero di immagine degli USA, colpevole di alimentare col carbone  il 50% delle centrali elettriche, si potrebbe replicare il lancio incredibile verificatosi in Germania.<br />
A questo punto gli dico che non capisco e lui si mette a ridere e si meraviglia perché non ho ancora capito che gli inglesi d’accordo con gli americani ed i tedeschi avevano fatto un piano strategico per risollevare le loro economie in crisi. Il piano consiste nello sfruttare il “perbenismo” di paesi come il Portogallo, l’Irlanda, la Grecia e la Spagna e la smania di protagonismo dell’Italia, come strumenti di persuasione per condurre una campagna di risanamento ambientale che partendo dall’Europa grazie all’effetto domino contamini tutto il mondo per la realizzazione degli obiettivi del protocollo di Kyoto: nasce così il piano industriale che poi diventerà l’obiettivo europeo espresso con la terna numerica 20 20 20.</p>
<p>La fretta e la globalizzazione sono i catalizzatori dell’operazione,  l’una perché, guarda caso sul mercato ci sono pronti i pannelli solari, che non richiedono fatica e producono vantaggi economici a chi li commercia ma molto di più a chi li produce  (la potente industria fotovoltaica tedesca formata da giganti come Ferrostaal, Stadtwerke Trier (SWT), Jung &amp; Willenbacher (JUWI) , Siemens, ecc. l’altra spinge le piccole e medie imprese dei Paesi, che poi verranno unificati sotto l’acronimo PIGS, ad internazionalizzarsi e quindi indebitarsi e per poi fallire per aver seguito gli indirizzi dell’UE e dare così spazio alle multinazionali, alle multiproprietà, alle multi…portando danari ai mercati inglesi, americani e tedeschi alla corte dei quali si accodano da perfetti cortigiani i francesi per raccattare qualche briciola e fanno il gioco della Germania ridendo insieme e chiamando porci (pigs) i paesi di cui compreranno con pochi spiccioli siti archeologici, opere d’arte, ecc. tranne la democrazia perché gli è stata tolta da tempo.</p>
<p>A questo punto mi sveglio e sono felice di trovarmi in mezzo al mio vetiver e dal momento che non sono complottista mi faccio una risata per coprire la brutta sensazione provata. Appunto provata. </p>
<p>Non si può parlare di pace sin quando non ci saranno pari opportunità per i Popoli e non si potrà parlare di democrazia sin quando non ci saranno pari opportunità per le persone.</p>
<p>Più o meno in buona fede si manifesta per la pace e per la democrazia e ci si lava la coscienza mandando qualche spicciolo ai bimbi che muoiono di fame… uno … due… tre… le ONG, con la loro missione di raccolta di fondi, nel migliore dei casi, fanno la stessa funzione del prete che confessa e toglie i peccati.</p>
<p>Occorre un piano strategico a lungo termine, una presa di coscienza dello stato del pianeta e sulle condizioni dei suoi abitanti, comunque a tempo da determinare come si è fatto per  la bonifica dell’ambiente e per il recupero della biodiversità, per superare l’attuale ipocrisia, per superare tutte le disuguaglianze, per inserire nel piano ogni essere ed ogni organismo vivente, nessuno escluso, trovando nell’unità, l’uscita, il successo.</p>
<p>Vogliamoci bene,  un abbraccio, Benito Castorina </p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p>Di questo argomento se ne parlerà durante l&#8217;Incontro Collettivo Ecologista, previsto ad Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012<br />
Info: circolo.vegetariano@libero.it </p>
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		<title>2012, i Maya, l&#8217;Ungheria, Celestino V°, le banche&#8230; ed i vaticini di Gianluca Freda</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 09:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Compagni di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere inviate e ricevute]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggendo i quotidiani in questi primi giorni dell’anno della fine del mondo (se a fine 2012 scopriremo che i Maya avevano esagerato in pessimismo coi loro vaticini, bisogna però dargli atto fin da ora che ci si erano avvicinati parecchio) mi imbatto in notizie buone e cattive.
Prima le cattive.
I morti e i feriti da botti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo i quotidiani in questi primi giorni dell’anno della fine del mondo (se a fine 2012 scopriremo che i Maya avevano esagerato in pessimismo coi loro vaticini, bisogna però dargli atto fin da ora che ci si erano avvicinati parecchio) mi imbatto in notizie buone e cattive.</p>
<p>Prima le cattive.</p>
<p>I morti e i feriti da botti di capodanno sono drasticamente diminuiti a causa dei divieti di sparacchio celebrativo imposti in numerose città italiane. Questo è un vero peccato. L’ecatombe pirotecnica di imbecilli annualmente generata dal gioioso abuso di botte a muro, raudi fischioni e siluri di Maradona era per me un ritemprante appuntamento con l’eroica resistenza della selezione naturale, improvvidamente abrogata dalle politiche sociali e sanitarie. Era un’occorrenza gaudiosa, la lieta novella del drastico assottigliarsi della schiera nazionale di mentecatti terminali, che periodicamente mi riconciliava col mondo, mi permetteva d’iniziare il nuovo anno in bellezza e di digerire il cenone di San Silvestro tra frizzanti flatulenze. Quest’anno, purtroppo, pare che i deficienti morti schiattati siano soltanto due. Uno a Roma, che ha fatto saltare in aria l’intero appartamento nella comprensibile foga di festeggiare le rutilanti prospettive politiche ed economiche che il nuovo anno porta al nostro paese. Si può perlomeno consolarsi pensando che, se il numero di coglioni che accedono alle praterie di Manitù per autodeflagrazione si è tristemente ridotto, la loro qualità va però crescendo costantemente. Un altro è defunto a Casandrino, in provincia di Napoli, raggiunto da un proiettile vagante mentre, in piena notte, modulava una sinfonia per mefisti e tricchetracche bighellonando per le strade della camorra. Unica nota positiva: i mutilati e gli straziati nella carne restano pur sempre un numero cospicuo, nell’ordine delle centinaia. Fra essi – come c’informa “Repubblica, con la lacrima al ciglio – vi sono anche “76 bimbi”, cioè 76 figli, nipoti e bisnipoti di cerebrolesi, probabili cerebrolesi futuri, che dovranno trascorrere l’eventuale tempo che gli resta da vivere con una dotazione di mignoli, pollici, arti ed organi di varia natura inferiore al limite di legge. Ciò è un bene. La privazione, anche anatomica, del pollice opponibile contribuirà a renderli più facilmente riconoscibili.</p>
<p>Veniamo alle buone notizie, che quest’anno sono veramente clamorose.</p>
<p>Viktor Orbán, il promettente premier ungherese al quale, qualche tempo fa, avevo già dedicato un post di entusiastica ammirazione, ha deciso stavolta di superare se stesso. Dopo aver buttato fuori a calci il FMI dal proprio paese, dopo aver tagliato gli emolumenti dei dipendenti pubblici, a partire dai banchieri, dopo aver ridotto di 9 punti la tassazione per le aziende, dopo aver vietato i mutui in valuta straniera che facevano concorrenza a quelli in valuta nazionale, sentite un po’ cos’altro ha fatto questo folle.</p>
<p>Sfruttando la maggioranza schiacciante in Parlamento conquistata dal suo partito (Fidesz) nelle ultime elezioni, e fregandosene del ricatto di FMI ed UE, che adesso minacciano di bloccare i prestiti al suo paese e di trascinarlo alla Corte Europea di Giustizia, Orbán ha imposto – trema la penna nello scriverlo – la quasi-nazionalizzazione, di fatto, della Banca Centrale Ungherese. Le nuove leggi varate dal Parlamento hanno tolto al presidente della banca centrale, Andras Simor, il diritto di nominare i suoi vice; hanno aumentato da sette a nove membri i componenti del Consiglio Monetario (che decide, tra l’altro, l’entità dei tassi d’interesse) attribuendo maggior peso ai membri di nomina governativa, passati da due a tre; hanno creato un’apposita posizione per un terzo vicepresidente (anch’esso di nomina governativa). Inoltre, grazie alla maggioranza dei due terzi (assai abbondanti) che può vantare in Parlamento, Orban ha varato una serie di riforme costituzionali (ben sette, finora) l’ultima delle quali prevede la fusione della banca centrale con l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, il che implica la possibilità di scavalcare il governatore della banca centrale nelle decisioni più rilevanti.</p>
<p>Inutile dire che Standard &amp; Poor’s e Moody’s si sono affrettati ad abbassare il rating ungherese a livelli da quarto mondo, come sempre si fa con i recalcitranti che si vuole ricondurre all’obbedienza, strillazzando la solfa consueta, secondo la quale tali misure “restringono le prospettive di crescita economica del paese”. E’ noto che solo lo strozzinaggio di FMI e BCE è in grado di garantire una crescita economica degna di questo nome, come Italia e Grecia sono lì a dimostrare. Orbán non si è lasciato intimidire. “E’ una moda europea quella di tenere le banche centrali in una posizione di sacra indipendenza”, ha dichiarato alla stampa. “Nessuno può interferire con l’attività legislativa ungherese, nessuno al mondo può dire ai rappresentanti eletti dal popolo ungherese quali leggi approvare e quali no”. Poffarbacco. Non crederà mica, questo demente, di dar vita ad una nazione sovrana e monetariamente autonoma in un continente di sguatteri degli Stati Uniti? Non crederà mica sul serio che “democrazia” significhi rispettare la volontà degli elettori andando contro i diktat della BCE? Perché non obbedisce e se ne sta buono, come fanno tutti, a partire dal nostro farfugliante e reverente inquilino quirinalizio?</p>
<p>Pare che invece Orbán a queste fole creda davvero. Le misure di semi-nazionalizzazione della banca centrale sono solo la punta dell’iceberg. Qui le buone notizie si fanno gustose davvero.</p>
<p>Il parlamento ungherese, per reagire alle misure punitive europee e al fallimento dell’asta dei titoli di stato tenutasi nei giorni scorsi, ha nazionalizzato 10 miliardi di euro di fondi pensione privati.</p>
<p>Ha imposto alle banche di ripagare, con proprio capitale, parte dei debiti contratti in valuta estera, a partire dai mutui.</p>
<p>Ha spodestato il capo della Corte Suprema, Andras Baka, sostituendolo con giudici di sua nomina. Tunde Hando, moglie di uno dei parlamentari di Fidesz, ha ricevuto piena facoltà di nominare i nuovi magistrati, compresi quelli che andranno a rimpiazzare le dozzine di pensionamenti che si avranno da quest’anno grazie all’abbassamento dell’età pensionabile dei giudici, varata dalla stessa maggioranza parlamentare.</p>
<p>Ha sostituito il Consiglio Fiscale “indipendente” (cioè obbediente alle imposizioni dissanguatici dell’UE) con un organismo dominato dai membri e dagli alleati del partito di maggioranza.</p>
<p>Anche a capo dell’organismo di revisione della contabilità di stato (il “Consiglio di Bilancio”, assimilabile alla nostra Corte dei Conti) è stato posto un esponente di Fidesz, di nomina parlamentare.</p>
<p>Ma la parte migliore sono le leggi in favore della cultura nazionale, con cui si sta cercando di sottrarre l’informazione pubblica alla schiavitù del melmoso sistema di lavaggio del cervello filostatunitense che impesta da decenni il nostro rivoltante panorama mediatico.</p>
<p>E’ stato imposto un tetto massimo del 20% alle notizie di cronaca nera nei telegiornali, ponendo finalmente un limite al dilagare di sarescazzi, roseolindi e annemariefranzoni che rincitrulliscono e terrorizzano i telespettatori, costringendoli a temere il nulla e a disinteressarsi delle notizie di politica e finanza, cioè di ciò che più ardentemente dovrebbero temere.</p>
<p>E’ stato imposto ai giornalisti investigativi l’obbligo di rivelare le proprie fonti, arginando la mareggiata di diffamazioni e calunnie senza fondamento di cui i nostri mezzi di disinformazione – con in testa la sempre sculettante “Repubblica” – si sono serviti per distruggere reputazioni e far cadere governi in ossequio alle direttive americane. I giornalisti ungheresi, poveretti, sono già da 20 giorni in sciopero della fame contro queste leggi “liberticide” che pongono restrizioni intollerabili alla loro inalienabile libertà di essere dei cialtroni bugiardi e venduti ai nemici del proprio paese. Mentre mi rimpinzavo di zampone e lenticchie, li ho immaginati, con delizia, assisi nel gelo della notte di Budapest, con i loro merdosi striscioni e cartelli inneggianti alla “democrazia” e alla “libertà d’espressione”. In un momento di estasi, ho fantasticato di divertenti spettacoli pirotecnici organizzati in loro onore dalla forza pubblica ungherese, con petardi e bengala arricchiti di abbondanti percentuali di piombo. Era solo un sogno, purtroppo, ma è bello sapere che esistono ancora luoghi, nel mondo, in cui i sogni, in un futuro nemmeno tanto remoto, potrebbero tornare ad essere realtà.</p>
<p>Nel preambolo della Nuova Costituzione varata dal parlamento è stato reintrodotto il riferimento alle radici cristiane del paese, ai territori perduti nel corso della Prima Guerra Mondiale ed annessi ad Austria, Romania e Repubblica Slovacca, nonché un accenno alla “Sacra Corona di re Stefano”, utilizzata per incoronare i sovrani ungheresi dal XIII secolo in avanti.</p>
<p>E’ stato anche stabilito che la TV ungherese dovrà trasmettere una percentuale minima del 40% di musica ungherese sul totale di musica trasmessa, il che male non fa.</p>
<p>Infine, orrore degli orrori: i deputati dell’opposizione, che la settimana scorsa manifestavano inermi e frementi di venerabile sdegno contro le “leggi liberticide” del governo, sono stati arrestati dalla polizia, compreso l’ex primo ministro Ferenc Gyurcsány. Immagino si sia trattato di un provvedimento che il governo Orbán ha varato a favore del turismo. Molti cittadini delle ex nazioni europee sborserebbero alle agenzie di viaggio cifre considerevoli per assistere all’arresto e alla manganellazione costumata dei traditori della patria di un qualunque parlamento continentale. Se lo spettacolo dovesse continuare, mi prendo un weekend libero e prenoto il primo torpedone in partenza per Budapest. Magari prima sentiamoci, se prenotiamo per comitive spendiamo meno. Speriamo ci siano anche delle cartoline con le fasi salienti del pestaggio da inviare agli amici.</p>
<p>In poche parole, il governo di Orbán ha fatto tutto ciò che Berlusconi, con la sua maggioranza, avrebbe potuto fare in Italia se solo non fosse stato l’incompetente, corrotto, semianalfabeta, pusillanime e venduto piazzista di casseruole che noi tutti amiamo.</p>
<p>La cosa più divertente è stata la lettura delle prevedibili reazioni degli zampognari dell’editoria nostrana a questa sacrilega ribellione magiara al credo ideologico costituito. Da “Repubblica” al “Corriere” è tutto un coro dolente di anatemi, di atti di dolore, di dàlli al fascista, di querimonie d’onta e vituperio. Prendo a modello esemplificativo l’articolo su “Repubblica” di tale Andrea Tarquini, talentuoso scribacchino eziomaurico, di stirpe ed opere a me ignote. Dopo aver esordito con una probabile storpiatura delle dichiarazioni di Orbán (il premier ungherese avrebbe detto “se qualcuno tenterà di deviare la nostra traiettoria, lo allontaneremo educatamente”, citazione che non ho trovato attestata da altre fonti), il tarquino ci ricorda che il premier ungherese è “un ammiratore di Putin, Lukashenko e Berlusconi”, il che immagino sia ai suoi occhi di adepto scalfarico un crimine contronatura assimilabile allo stupro di un’armadilla disabile, punibile con l’iniezione letale senza ultima sigaretta. L’eziomaurico c’informa poi che i provvedimenti legislativi di un parlamento ungherese eletto a schiacciante maggioranza popolare rappresentano “uno schiaffo” a Barroso e “al Segretario di Stato USA Hillary Clinton”. Passi Barroso, che con quella faccia da salumaio che si ritrova i ceffoni se li tira. Ma quel mostro di Orbán ha osato alzare le sue sordide mani su una donna! Vi rendete conto? E quella donna è Hillary, la dolce Hillary, la venerea fanciulla che sghignazzava “We came, we saw, he died” di fronte al cadavere di Gheddafi ancora sanguinante. E lui l’ha presa a schiaffi! Come potremo mai ringraziarlo a sufficienza, campassimo pure cent’anni?</p>
<p>Da notare alcuni forbiti accorgimenti stilistici, miranti ad accrescere l’indignazione del lettore contro la setta anticristica: il parlamento magiaro non è composto a maggioranza dal partito di Orbán, ma è “dominato dal suo partito”. Quest’uomo è un dominatore, un Hitler, un Gengis Khan, come del resto lo sono tutti i capi di stato democraticamente eletti le cui decisioni non si sposano con gli interessi degli Stati Uniti e dei loro lavapiatti.</p>
<p>La lagna della prefica repubblicana prosegue poi con la litania sulle “leggi liberticide”, cioè la nazionalizzazione della banca centrale e le “leggi che privilegiano i cristiani”, laddove, se a questo mondo esistesse ancora un po’ d’educazione, dovrebbero privilegiare i gay e i devoti del Liberismo Libico a Grappolo.</p>
<p>A un certo punto il tarquino sclera di brutto, forse impietrito dall’esecrando spettacolo dei poveri giornalisti costretti al digiuno protestatario sansilvestrino, al freddo e al gelo, e con sprezzo della misura definisce l’Ungheria “un paese mitteleuropeo magnifico e vitale [bontà sua] ma [MA!] sulla via di una dittatura dal crescente fetore di fascismo”. Un fetore che noi italiani, grazie a “Repubblica”, non conosceremo mai. Al massimo annuseremo quello del pesce incartato, restando troppo a lungo esposti ai suoi editoriali, ma per quello è sufficiente lavarsi le mani.</p>
<p>Segue poi la citazione di alcuni salmi di Hillary Clinton (“Siamo preoccupati per la democrazia in Ungheria”, ahi ahi ahi, bombe a grappolo in arrivo) e il fremito d’orrore dinanzi all’ennesima efferatezza di Orbán, la terribile ridenominazione della “Repubblica Ungherese” in semplice “Ungheria”. Quale entità demoniaca ha potuto perpetrare quest’estremo oltraggio al giornale con cui il marcopasquico procura il pane ai suoi macilenti rampolli?</p>
<p>La pianto qui con l’analisi del delirio giornalistico di questo poveraccio, ma faccio notare, in chiusura, un’inesattezza del testo che mi ha umanamente ferito. Il linciatore di libici scrive, a un certo punto, che i miserandi giornalisti magiari in sciopero della fame sono stati “vergognosamente ignorati dal resto d’Europa”. Beh, questo non è vero. Col senso civico che da sempre mi contraddistingue, io ero perfettamente a conoscenza delle traversìe e dello strazio che hanno colpito i colleghi ungheresi di Andrea Tarquini e ne ho goduto soverchiamente. Sapendoli vittime del crudele regime, ieri sera mi sono abbuffato, alla faccia loro, di spumante e capriolo con polenta. Dedico a loro e ai giornalisti di “Repubblica” il mio BURP! di commossa solidarietà.</p>
<p>P.S.: Se l’articolo di Tarquini vi ha divertito, non perdetevi quello del “Corriere”, redatto da un non altrimenti noto Giorgio Pressburger (si tratta probabilmente di una figura professionale reperita dai talent scout del quotidiano milanese tra i cassintegrati di McDonald’s). Mai letta una roba del genere, giuro, mai letta. Roba da far riaprire i manicomi entro 24 ore per decreto d’urgenza. L’ardita tesi del Cheeseburger è che Dante (Dante!) avrebbe avuto parole di severa condanna contro l’atteggiamento antieuropeo del premier ungherese. O si tratta di un oscuro “avvertimento in codice” contro Orbán (Dante, sostiene Paolo Franceschetti, era un Rosacroce e di “punizioni” ai traditori della fratellanza se ne intendeva) oppure siamo di fronte ad una mutazione del pur pessimo giornalismo in forme patologiche che hanno ormai più attinenza con la cura dei disturbi neurobiologici che con la satira politica. Un assaggio:</p>
<p>“Nel corso della Seconda Guerra Mondiale il Paese (cioè i suoi governanti di allora) si è alleato, al pari dell’Italia, con i nazisti della Germania. Quello non è stato un atto d’onore. Ma l’Ungheria si era infestata di orrendi razzisti, di veri sanguinari assassini. Questi però non rappresentavano gli ungheresi [ah no?, NdR]. Il popolo ungherese come quello italiano non è razzista, se questi sentimenti non vengono inculcati con i mezzi più subdoli e purtroppo efficaci […e se non lo sanno al Corriere!, NdR], studiati scientificamente [Azz!, NdR] da gruppi politici. L’uomo è un essere sociale, non rifiuta lo straniero, lo sconosciuto. Perché a tutti i costi vogliono invece insegnargli l’odio e la violenza? [Pecché?? Pecché??!!, NdR]Oggi in Ungheria, come in Italia, hanno in qualche modo ridestato queste ombre, questi zombie. Cosa direbbe Dante di fronte a questo? “Va! Ammazza quei fetidi Rom! Elimina dal mondo gli ebrei!”? Griderebbe così? Credo, sono certo che nessuno osi pensare questo”.</p>
<p>Cosa direbbe Dante? Immagino:</p>
<p>“La grave idropesí, che sí dispaia / le membra con l’omor che mal converte, / che ‘l viso non risponde a la ventraia, / faceva lui tener le labbra aperte” (Inferno, Canto XXX).</p>
<p> Gianluca Freda    &#8211; gianlucafreda@supereva.it</p>
<p>Fonte: http://blogghete.altervista.org/ </p>
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		<title>Agricoltura contadina &#8211; Proposte e discorso critico sulla situazione dei contadini in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Compagni di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere inviate e ricevute]]></category>

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		<description><![CDATA[Ai Referenti delle Associazioni co-promotrici della Campagna popolare per l&#8217;agricoltura contadina: Da: salerin@libero.it; A: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , 
4 dicembre 2011
Anche quest&#8217;anno è importante avere un momento di incontro collettivo per confrontarci e definire insieme azioni comuni, invitiamo tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ai Referenti delle Associazioni co-promotrici della Campagna popolare per l&#8217;agricoltura contadina: Da: salerin@libero.it; A: , , <a>, , , , , , , , , , , , , , , , , , </p>
<p>4 dicembre 2011<br />
Anche quest&#8217;anno è importante avere un momento di incontro collettivo per confrontarci e definire insieme azioni comuni, invitiamo tutti quindi ad incontrarci</p>
<p>DOMENICA 18 DICEMBRE  con orario 14,30 &#8211; 18,30<br />
presso l&#8217; Agriturismo di Mezzano &#8211; via di Mezzano 36 &#8211; Strada in Chianti (FI)<br />
www.firenzechianti.it  &#8211; abbiamo proposto questo luogo e data cogliendo l&#8217;occasione di svolgerla subito dopo la conclusione dell&#8217;incontro annuale della Rete semi rurali , in cui sono presenti già una parte delle Associazioni (così come era avvenuto anche due anni fa).</p>
<p>I temi in discussione saranno:<br />
- RESOCONTO AZIONI 2011<br />
-  iniziative e struttura organizzativa</p>
<p>-INIZIATIVE PER IL 2012<br />
 . sviluppo dei contatti istituzionali (Ministero,Parlamento e Regioni) e lavoro giuridico<br />
 . proposta d&#8217;azione nata nell&#8217;incontro di Genuino Clandestino a Bologna ottobre<br />
 . connessioni con le iniziative sull&#8217;Accesso alla terra<br />
 . altri temi che si vorranno proporre dalle Associazioni</p>
<p>Penso sia chiaro a tutti quanto sia fondamentale, per agire in modo collettivo e condiviso, partecipare a questo incontro, pur sapendo gli impegni in cui ognuno di noi è coinvolto. Chiediamo a tutti i Referenti delle Associazioni di DARE CONFERMA della partecipazione e segnalare eventuali altri punti da discutere.<br />
Per il Coordinamento nazionale<br />
Roberto Schellino</p>
<p>…………………………………</p>
<p>Commento di Emilio: 13 dicembre 2011</p>
<p>Salve,  spiace constatare che anche questo coordinamento, voglia rincorrere le velleitarie parole d&#8217;ordine del cosidetto Movimento Genuino Clandestino. I contadinicritici e non solo, chiunque vive di agricoltura lotta ogni giorno, per non scomparire, per non essere ridotto ad un clandestino, ad un fuorilegge, da plotoni di funzionari delle ASL, Repressione Frodi, Nas, ecc&#8230; I contadini (critici e non) certamente non credono di dover rivendicare la clandestinità, nè per sè, nè per le proprie produzioni. Rispetto alla genuinità chiedono che gli venga riconosciuta, ma in un ambito di norme certe e condivise. Per quanto riguarda, l&#8217;altro tema &#8220;forte&#8221;, l&#8217;accesso alla terra, chiedo a chi vive in campagna e di agricoltura; è questa l&#8217;emergenza primaria? Il tema più sentito tra i contadini? La lotta per la sopravvivenza, le azioni per contrastare la chiusura, la moria di migliaia di piccole e medie aziende agricole è la vera emergenza! Queste parole d&#8217;ordine, vuote di contenuti, dopo essere state riesumate da qualche scaffale polveroso, dove riposavano dagli anni &#8216;70, rimbalsano da tre anni tra i promotori ed hanno preso solo ora vigore e senso, a seguito del Decreto governativo relativo alla alienazione di terreni demaniali, pubblici. Si definiscono &#8220;movimento di resistenza contadina&#8221; ma i contadini li cacciano, come è successo recentemente all&#8217;interno dell&#8217;ass. Terraterra, dove il portavoce, Tonino Lepore, afferma  “scardiniamo l&#8217;apologia del contadino, che è limitante”. L&#8217;assenza di iniziativa, di mobilitazione del Movimento Contadino, non può divenire l&#8217;alibi per dare credito a iniziative estemporanee, senza futuro, di un movimento che, nella migliore delle ipotesi è di &#8220;distrazione contadina&#8221;.<br />
Emilio x i Contadinicritici</p>
<p>…………………….</p>
<p>Replica di Roberto: 13 dicembre 2011</p>
<p>In questo momento non ho titolo per parlare a nome di tutti, ma come uno dei coordinatori nazionali mi sento di risponderti in questo modo: -come Contadini Critici avete liberamente aderito alla Campagna per l&#8217;agricoltura contadina, però devo constatare che , fino ad oggi, a parte episodiche comunicazioni mail come questa, non avete mai dato alcun reale contributo concreto, anche solo propositivo, a questa iniziativa.<br />
Quindi spetta a voi capire se vi interessa continuare questa esperienza, con coscienza e dimostrandolo con azioni concrete &#8211; allora per me avrà un senso rispondere nel merito alle vostre contestazioni. Ma finchè state alla finestra a pontificare e non vi sporcate le mani nel confronto con le differenze, allora credo non potrà esservi di fatto alcuna collaborazione. Ma, ripeto, questo è il mio parere personale.<br />
Roberto S.</p>
<p>………………..</p>
<p>Commento ulteriore di Emilio: 14 dicembre 2011</p>
<p>Non ho voglia ne tempo per polemizzare, quindi, la mia risposta:<br />
Dal 2000 al 2010 hanno chiuso i battenti il 32,2 per cento delle aziende agricole italiane. Lo dicono i dati provvisori del 6° Censimento dell’Istat (http://censimentoagricoltura.istat.it/) pubblicati pochi mesi fa. Queste le cifre: alla data del 24 ottobre 2010 in Italia risultano attive 1.630.420 aziende agricole e zootecniche di cui 209.996 con allevamento di bestiame destinato alla vendita: il 32,3 per cento in meno, appunto, dell’anno 2000. E’ il risultato di un processo pluriennale di concentrazione dei terreni agricoli come effetto delle politiche comunitarie e, anche, dell’andamento del mercato. Comunque, se l&#8217;adesione a Genuino Clandestino, è già un fatto acquisito, vi chiedo di togliere l&#8217;adesione dei Contadinicritici alla Campagna. Vi auguro un buon proseguimento&#8230;<br />
Emilio x i Contadinicritici</p>
<p>……………..</p>
<p>Intervento di Caterina Regazzi: 14 dicembre 2011</p>
<p>Se posso rispondere in poche parole direi che il giusto sta nel mezzo e che bisogna considerare vari fattori: economici (purtroppo sono quelli che condizionano di più il tutto), ma anche sociali, politici, pratici e anche spirituali?<br />
L&#8217;agricoltura perché é in crisi?<br />
Perché i prodotti dell&#8217;agricoltura, nei paesi in cui vige il benessere materiale, hanno perso sempre più valore a scapito di altri beni, sempre materiali, che ne hanno acquistato uno sempre maggiore e penso prima di tutto, a quelli tecnologici, beni che richiedono un consumo di altri beni (territorio, energfia) sempre maggiori.<br />
Da qui la diminuzione dei campi lasciati incolti, tenuti come pascoli, coltivati a cereali od orticole e frutta.<br />
Del resto, la frutta e i pomodori, tanto per fare esempi eclatanti, ogni anno vengono distrutti o lasciati marcire sulle piante perché, per questo benedetto (maledetto) mercato il gioco non vale la candela, la raccolta e il trasporto non vengono ripagati dal ricavato.<br />
Vengono invece impiegati terrreni ex agricoli, per impiantare pannelli fotovoltaici o coltivare colza.<br />
Lasciamo perdere il discorso degli allevamenti intensivi.<br />
Quando é iniziata la meccanizzazione del lavoro ed ora l&#8217;informatizzazione sarebbe diminuita la necessità di lavorare fisicamente (ed anche temporalmente) invece più o meno si lavora come prima e quindi é necessario produrre beni per far lavorare persone e quindi altre persone devono essere incentivate ad acquistare questi beni, poi c&#8217;é la globalizzazione, scarpe prodotte nel terzo mondo che costano meno di quelle prodotte in Italia e quindi altra sottrazione di lavoro per noi.. insomma é un casino.<br />
Comunque ritorniamo al discorso iniziale: i prodotti agricoli, tranne qualche prodotto particolare costano sempre meno in proporzione, da cui l&#8217;abbandono del mestiere del contadino tradizionale.<br />
Di contro si sta sviluppando una nuova figura di &#8220;contadino alternativo&#8221; che ha con la terra un rapporto di amicizia, di amore e complice il fatto di un desiderio di ritornare ad una vita in sintonia con la natura, vorrebbero vivere in semplicità, dei frutti del loro lavoro, svolto con cura, ma in quantità modeste, senza dover affrontare la moltitudine di balzelli burocratici e pseudo sanitari, quando questi produttori produrrebbero come si faceva in casa una volta o poco più e con la stessa cura che utilizzerebbero per produrre per sé.<br />
Secondo me c&#8217;é lo spazio per l&#8217;uno e per l&#8217;altro e ce ne sarà sempre più, in questo momento di crisi e nella eventuale ulteriore crisi futura dovuta all&#8217;impoverimento delle riserve di combustibili fossili e di altre fonti energetiche non rinnovabili.<br />
Il cibo diventerà un bene, ritornerà anzi, un bene IMPORTANTE, al quale dare il giusto valore, anche in funzione di un recupero di uno stato di benessere inteso proprio come salute del genere umano che per troppo tempo si é &#8220;accontentato&#8221; di cibarsi di prodotti ottenuti da terreni impoveriti e contaminati da prodotti tossici, da liquami, con un&#8217;aria e piogge piene di gas di scarico, di fumi di fabbriche e di riscaldamenti domestici, da animali allevati in condizioni stressanti, al limite della sopravvivenza, che non sopravvivono se non riempiti di antibiotici.<br />
Se torniamo ad un&#8217;alimentazione naturale, basata principalmente sui prodotti della terra, avremmo tutti da mangiare e senza bisogno di ricorrere a tante sostanze di sintesi.<br />
In questo mondo il mestiere del contadino, potrebbe diventare quello più importante e ben pagato o comunque tale da dare a tanti piccoli operatori da che vivere più che dignitosamente, senza bisogno da parte delle ausl di fare tanti controlli.</p>
<p>Caterina Regazzi, referente per agricoltura e zootecnia della Rete Bioregionale Italiana</p>
<p>…………….</p>
<p>Vedi propste ed articoli sul tema: http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=agricoltura+contadina</p>
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		<title>Il Segreto della Laguna… ed il Luogo sacro e inviolabile dei Veneti:  VΕΝΕΤΗ ΕΣΤΙΑ</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/22/il-segreto-della-laguna%e2%80%a6-ed-il-luogo-sacro-e-inviolabile-dei-veneti-v%ce%95%ce%9d%ce%95%ce%a4%ce%97-%ce%95%ce%a3%ce%a4%ce%99%ce%91/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 13:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Compagni di viaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circolovegetarianocalcata.it/?p=3452</guid>
		<description><![CDATA[Ante scriptum
Ho ricevuto il testo che segue dal dr. Giuseppe Nacci, di cui alcuni scritti sono già presenti su questo sito, il testo è preceduto da questa annotazione: &#8220;Marsala, 1984. Il caldo sole di mezzogiorno batteva implacabile sul vecchio volante della mia vecchia auto, lungo la strada bianca e polverosa di quell’angolo della Sicilia su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ante scriptum</p>
<p>Ho ricevuto il testo che segue dal dr. Giuseppe Nacci, di cui alcuni scritti sono già presenti su questo sito, il testo è preceduto da questa annotazione: &#8220;Marsala, 1984. Il caldo sole di mezzogiorno batteva implacabile sul vecchio volante della mia vecchia auto, lungo la strada bianca e polverosa di quell’angolo della Sicilia su cui arrancavo, con il serbatoio della benzina ormai quasi vuoto, fra i campi di stoppie bruciate di un lontano giorno d’Agosto di molti anni fa&#8230; Poi, l’auto si fermò, in uno stridìo di freni consumati, e abbassai il finestrino con la vecchia manovella a mano. Accanto ad un bancone di frutta e verdura, una bella ragazza stava riordinando e accatastando pile di fogli per volantinaggio. Più in là, ritto sull’attenti nei suoi vecchi jeans, con una strana camicia rossa e uno strano berretto garibaldino dello stesso colore, un tizio batteva ritmicamente un vecchio tamburo di latta, quasi a voler chiamare a raccolta i fantasmi di un lontano passato , senza più Storia né Ricordo. La ragazza mi sorrise e mi porse un lungo foglio scritto a mano, in bella grafia, che riguardava l’antico segreto di una laguna… “MANDA IN GIRO, QUANDO SARA’ TRE VOLTE UNDICI…”.  La guardai, e mi accorsi soltanto allora che i suoi occhi avevano la Stanchezza del Tempo, di un Tempo che non era più…<br />
Sogno o Realtà ? Non lo seppi mai…&#8221;</p>
<p>Inutile dire che sono rimasto sorpreso dal tipo di approccio in cui questo saggio mi è stato presentato&#8230; Perchè proprio nel 1984 fondai il Circolo vegetariano VV.TT. e tra l&#8217;altro anch&#8217;io sono veneto, padovano, da parte di madre, nata  a Bagnoli di Sopra, nei pressi della laguna.  I miei ricordi di quella zona sono magici&#8230; anche perchè vissi in varie parti del Veneto durante l&#8217;arco della mia vita, prima a Trieste, poi a Verona, e visitai il Veneto in lungo ed in largo durante un periodo di quattro o cinque anni durante i quali svolgevo un&#8217;attività commerciale nelle Tre Venezie&#8230; E Venezia me la ricordo bene.. fu lì, al casinò, che vinsi i primi soldi raggranellati per il mio viaggio epico alle radici,  verso l&#8217;Africa -prima- e poi l&#8217;India&#8230;</p>
<p>Beh, leggete ora&#8230;</p>
<p>(Paolo D&#8217;Arpini)</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<br />
Il Segreto della Laguna…</p>
<p>Può forse capitare, in una sera d’inverno, di fermarsi sui margini di una laguna salata, dove i canneti nascondono ancora le rovine di mura abbattute e di misteriose scritte in greco antico, incise sui muri di quelle rovine, come ad indicare il nome di una città misteriosa, posta laggiù, nel profondo dei canneti, quasi il nome perduto di un luogo antico, dove i secoli e i millenni sembrano ancora incontrarsi, scavalcando il muro inviolabile del Tempo….</p>
<p>E ti assale allora la strana sensazione di un ricordo antico, quasi come di una reminiscenza, dimenticata e sepolta nell’oblio, che porta alla memoria il ricordo di coloro che tentarono di ricostruire la loro civiltà perduta, in un mondo che non era più il loro, e che era stato ormai distrutto dalle guerre, dalle invasioni, dalle pestilenze, dalla fame e dalle carestie…</p>
<p>Dice la Storia, che da quei canneti passarono a decine di migliaia: uomini, donne e bambini, terrorizzati dalla furia devastatrice dei Barbari. </p>
<p>Dalla sponda di quella laguna, lungo strani e segreti passaggi, immersi fra isolotti di sabbia e lunghi canneti ancora esistenti, passarono intere popolazioni, a ondate successive, fin dall’anno del Signore del 401, per sfuggire ai Goti di Alarico, e ancora nell’anno 452 davanti agli Unni di Attila, che avevano appena distrutto Aquileia, la terza città più grande dell’Impero…</p>
<p>Dalla via Postumia vennero a decine di migliaia coloro che erano scampati agli eccidi e ai massacri perpetrati dai Barbari a Mediolanum, Ticinum, Placentia, Cremona, Brixia, Mantua, Verona, Vicetia, Opitergium…<br />
Lungo l’Adige, da Bauzanum e Tridentum…<br />
Dalla via Annia vennero i profughi di Patavium, Tarvisus, Sagittaria, Forum Iulii…<br />
Da traverso il mare, giunsero persino da Pola&#8230;<br />
In quella laguna salata cercarono scampo anche gli abitanti di Ancona, Fortunae Fanum, Pesaurum, Ariminum, Caesena, Forum Livii, Bononia, Mutina, Regium Lepidum, Parma, Ravenna e di tante altre località che la Storia ha ormai dimenticato.</p>
<p>E in quei canneti, tra le acque basse e paludose, cercarono la salvezza altre decine di migliaia di uomini, donne e bambini nell’anno del Signore del 568, davanti ai Longobardi di Alboino, che avevano già bruciato Tergeste, sterminando tutta la sua popolazione, e per poi dilagare in tutta l’Italia, dove avrebbero creato il loro dominio nei due secoli successivi, facendo di Pavia, o di ciò che ne restava, la loro capitale.</p>
<p>Ma i Longobardi  non furono gli ultimi Barbari, perché vennero ancora gli Avari e gli Ungari a devastare e a distruggere ciò che ancora non era stato vinto.</p>
<p>Ma quei fuggiaschi, che ad ondate successive si riversavano fra i canneti della laguna, vi trovarono finalmente riparo dalla furia devastatrice dei Barbari.</p>
<p>Si dice che, dopo aver disceso il Padus (Po), il Mincio, l’Adige, il Brenta, il Bacchiglione, il Piave, il Tagliamento e l’Isonzo, remando in piedi sulle loro lunghe barche nere, ed essere così arrivati ai confini di quelle paludi e di quei canneti, usassero allora cercare di nascosto, ai margini della grande laguna salata, delle strane indicazioni scritte in greco, per trovare la cosiddetta “Casa Veneta”, dove la parola “Casa” in greco classico-ellenistico si diceva “Estia” e la parola “Veneta“, in greco-romano del Tardo Impero, si scriveva “Venete”, perché “Estia” era appunto una parola greca, e quindi sconosciuta ai Barbari, che sapevano a malapena il Latino, e il suo significato più profondo era anche quello di “Luogo sacro e inviolabile”.</p>
<p>E tale “Casa dei Veneti” era situata in un luogo segreto della laguna&#8230;</p>
<p>Vennero a decine di migliaia nelle loro lunghe barche:  le donne, coperte di nero, portavano in grembo, sotto le vesti, la carne putrida di animali morti, quale loro ultimo mezzo di difesa se fossero cadute vive in mano ai Barbari….</p>
<p>Quelli che venivano da Nord fecero sosta lungo la costa dell’Adriatico. Poi, da Grado e dalla laguna di Marano si diressero verso Caorle, e poi da lì, attraverso le perdute isole di Ammiana e Costanziaca, fino a Torcello, Burano, Mazzorbo, Alba (Sant’ Erasmo) e Murano…</p>
<p>Coloro che vennero da Sud, lungo il Po, abbandonando il Polesine, si diressero a Loreo e Cavarzere, e così raggiunsero Clodea (Chioggia), giungendo fino a Malamocco, alle Fogolane, a Sant’Ilario e alle altre isole di Popilia (Poveglia) e di Biniola (Vignale)…</p>
<p>E su quei miserabili brandelli di isolotti, in una laguna salata e battuta dal vento gelido del Nord-Est che i Greci chiamavano “Borra”, seguendo le indicazioni scritte lungo i canali d’acqua e i sentieri che attraversavano le isole di canne della laguna, giunsero infine, stanchi e affamati, ad Olivolo, alle Gelmine, a Luprio e a Spinalunga. E sull’isola di Rivolto trovarono alla fine la “Casa Veneta”, il “Luogo sacro e inviolabile dei Veneti”.</p>
<p>E là, sull’isola di Rivolto, decisero di  fondare  la loro “Nova Aquileia”.</p>
<p>                                             &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Allora posero la prima pietra della loro prima chiesa, quella di San Giacometo, che ancora è rimasta, così com’era, con le sue colonne di Aquileia, già arse dal fuoco: simbolo estremo della Civiltà Romana che stava morendo in tutta l’Europa, e che pochi decenni più tardi, nell’anno 476, un capo tribù degli Eruli, di nome Odoacre, avrebbe definitivamente sepolto, facendo inviare le insegne imperiali di Ravenna, capitale dell’Impero Romano d’Occidente, a Bisanzio, capitale di un Impero Romano d’Oriente che non aveva più nulla di romano tranne il nome, e dove adoravano il proprio Imperatore come un Dio…</p>
<p>Ma coloro che in seguito si sarebbero definiti gli “Ultimi dei Romani”, perchè non contaminati da sangue barbarico, fecero di  quelle isole, ultimo lembo di Roma  non ancora calpestato dai Barbari, l’estremo baluardo di un mondo che ancora si sarebbe amministrato per altri Mille e Trecento anni con l’antica Legge del Diritto della Roma repubblicana, ai margini di un mondo che non era più il loro, ma che era diventato quello di una Europa feudale, quella dei Barbari invasori, che avrebbero oscurato per Mille anni la storia dell’Occidente nei secoli bui del Medio Evo che era appena nato.</p>
<p>Papa Gregorio VII, che a Canossa, nel 1077, avrebbe obbligato il capo supremo delle tribù barbare del Nord ad inginocchiarsi nella neve, nel 1073 non avrebbe esitato a definire i “Veneti delle Isole”, che avevano osato ergersi a baluardo della loro antica romanità contro l’intero mondo feudale dell’Europa medioevale, come “… l’unico Popolo e l’unico Stato in Europa rimasto fedele alla sua origine e alla sua secolare tradizione romana, perché gelosamente custodite e incontaminate dai Barbari invasori. Fieri di essere gli ultimi eredi di una Civiltà antica che ancora sopravviveva in loro, perché incontaminati dalle tirannidi  e dalle corruzioni morali che imperversavano in tutte le corti d’Europa e d’Oriente. Le loro isole erano l’unico luogo al mondo dove ancora sopravviveva la Libertà politica e lo Spirito dell’antica Roma repubblicana&#8230; Quegli isolani ancora riuscivano a tenere vivo e ad onorare, con tenace fedeltà, il Culto della Libertà, di quella Libertà sana e vigorosa che fa grande e possente una Nazione e uno Stato, mantenendo perennemente vitale l’antico spirito della prima Roma della Repubblica…</p>
<p>                                     &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Gli “Ultimi dei Romani”  avevano così fondato la loro “Nova Aquileia” sull’isola di Rivolto, la “Civitas Rivoalti”, quella che sarebbe divenuta poi la “Civitas Venetorum”…la città dei Veneti…</p>
<p>E su quelle isole di sabbia, per Tredici secoli di lì a venire, avrebbero scritto la Storia: Oriente e Occidente avrebbero infatti scatenato innumerevoli guerre contro quegli orgogliosi villaci, che non avevano nemmeno la terra per costruirci sopra le case della loro strana città costruita sull’acqua, e che sfidavano l’Ordine costituito dei Poteri imperiali del mondo intero, cristiano o mussulmano che fosse, con strane e assurde idee che affermavano l’assoluta eguaglianza di tutti davanti alle loro sacre Leggi, perché Popolo e Senato erano, per quei villaci, una unica cosa, e loro si sentivano quindi tutti uguali davanti alla Legge, fossero ricchi o poveri, cristiani o ebrei, guelfi o ghibellini, cattolici o protestanti, atei o credenti…</p>
<p>E per quanto possa sembrare strano, quei “Villaci delle Isole di Sabbia”, che avevano quale loro strano simbolo un Leone alato, e la cui bandiera aveva il colore del sangue, in ricordo degli spaventosi eventi da cui era nata la loro città, onorarono realmente, e fino in fondo, le loro sacre origini: in Tredici secoli di Storia non persero mai nemmeno una guerra. Le vinsero tutte.</p>
<p>                                                 &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>L’ultimo lembo di Roma cessò di esistere per sempre  il 16 maggio del 1797, quando i Francesi di Napoleone, senza colpo ferire, sbarcarono sull’isola di Rialto, dando inizio al saccheggio della città, culminato con la profanazione della chiesa di San Giocometo, il luogo più sacro dei Veneti. </p>
<p>Ma, ormai, quei nuovi Barbari calpestavano soltanto il cadavere di una vecchia città che non aveva più nulla del suo Spirito antico, e quei Galli poterono impunemente trasformare la chiesa di San Gregorio in una fornace a cielo aperto per la Zecca di Stato di Napoleone, facendovi fondere in grandi lingotti tutto l’oro e tutto l’argento sottratto alla città. Comprese le tombe, che vennero aperte per essere anch’esse depredate.</p>
<p>Ma l’antico spirito non era morto, perché gli “Ultimi dei Romani” combatterono ancora, in quella che sarebbe stata la loro ultima guerra della loro Storia: ciò avvenne circa sessant’anni dopo la caduta della loro città, quando 194 Veneti, con le loro camicie tutte di un solo colore, e che erano dello stesso colore della loro antica bandiera, sbarcarono a Marsala, seguiti da 434 Lombardi, 156 Liguri, 78 Toscani, 71 Siciliani e 20 Sardi: tutto ciò per riunificare una Nazione, Mille e Quattrocento anni dopo la caduta dell’Impero. </p>
<p>E ciò che i Barbari avevano diviso, venne nuovamente riunificato.</p>
<p>                                                  &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>E oggi, fra quei canneti, sulle sponde di quella laguna, fra le vecchie mura in rovina di antichi porticcioli  di  piccole isole abbandonate, tra le paludi di canne, quando alla sera più nulla viene a disturbare il silenzio, e il tempo sembra assumere una dimensione antica, lontana dal nostro mondo di oggi, e lo sciacquordio del remo inizia a prendere la sapienza e il ritmo di un Tempo antico, si dice che sia ancora possibile leggere, durante la bassa marea, alla base di un’esile colonnina rupestre ricoperta dal muschio vecchio di secoli, nello strano gioco dell’incerto chiarore delle ultime luci del sole al tramonto, un’antica indicazione, risalente ai tempi dei Romani, e che porta incisa sulla pietra, sopra un segno che sembra una freccia, la parola in greco dell’antica “Casa  Veneta”, “il Luogo sacro e inviolabile dei Veneti”:</p>
<p>VΕΝΕΤΗ ΕΣΤΙΑ</p>
<p>Tratto dal libro “Come affrontare il Diabete”, Editoriale Programma Padova.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Francesco Boccia e Noemi Longo: &#8220;Di chi è la colpa se l&#8217;umanità si trova nella situazione in cui si trova?&#8221; &#8211; Corsi e ricorsi storici</title>
		<link>http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/11/20/francesco-boccia-e-noemi-longo-di-chi-e-la-colpa-se-lumanita-si-trova-nella-situazione-in-cui-si-trova-corsi-e-ricorsi-storici/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 15:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo D'Arpini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Compagni di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere inviate e ricevute]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrive Francesco Boccia, economista e politico PD: 
“Altro che complotti: la Grecia è fallita perché ha il più alto tasso di corruzione e di evasione [e, aggiungerei, di fannullonismo dei suoi impiegati pubblici, che andavano in pensione a 50 anni circa] d’Europa, l’Italia è in grave crisi per l’inadeguatezza della sua intera classe politica”. Parole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive Francesco Boccia, economista e politico PD: </p>
<p>“Altro che complotti: la Grecia è fallita perché ha il più alto tasso di corruzione e di evasione [e, aggiungerei, di fannullonismo dei suoi impiegati pubblici, che andavano in pensione a 50 anni circa] d’Europa, l’Italia è in grave crisi per l’inadeguatezza della sua intera classe politica”. Parole sante. Ma la gente, i famosi “cittadini”, non capiscono di aver sempre sbagliato. E’ più consolatorio attribuire le colpe agli altri, a entità onnipotenti e misteriose: i Poteri Forti. Ma in democrazia liberale, cioè la nostra, l’unico vero potere forte è il popolo che vota. </p>
<p>Certo, deve essere maturo, se no per lui è quasi meglio la &#8230; dittatura, cioè uno solo che pensa per tutti&#8230; Se infatti il popolo non vota, o vota male, o vota senza informarsi o senza essere intelligente, o si disinteressa della cosa pubblica, o non fa sentire la propria voce, o non protesta, o peggio si adatta a vivacchiare nella corruzione accontentandosi di qualche piccolo privilegio, non se la prenda con gli altri&#8230;.&#8221;</p>
<p>&#8230;&#8230;..</p>
<p>Commento di Noemi Longo:</p>
<p>&#8220;Ieri, in occasione della Notte dei Musei in musica,camminando verso il mio appuntamento ho incontrato Barba (un simpatico e colto uomo che vive per la strada proprio vicino casa mia) aveva lo stereo acceso con Cat stevens che cantava le sue canzoni, così passando come al solito accenno un saluto, ma questa volta con l&#8217;occasione ci siamo intrattenuti qualche minuto a discorrere di musica. Barba, mostrandomi il cd che gli avevano appena regalato, inizia a parlarmi di Leonard Cohen e Bob Dylan&#8230; </p>
<p>Gli chiedo: Barba che musica ti piace?<br />
A me piace molto il jazz risponde.<br />
- Io sto proprio andando ad assistere ad un concerto jazz, vuoi venire al concerto?<br />
- Ma io non ho soldi!<br />
- Ma non servono, è gratuito!<br />
- e lui, voltandosi verso i suoi pochi averi esclama: E dove lascio tutte quest cose?<br />
Sorrido all&#8217;evidenza dei fatti&#8230;<br />
Lui: Sarà per la prossima volta, una buona serata e divertiti!]</p>
<p>Non so perché vi ho raccontato questo episodio, forse perché avrei voluto trasmettere la gioia che questo incontro mi ha reso&#8230; ma detto questo..</p>
<p>E&#8217; possibile fare una domanda a Francesco Boccia?</p>
<p>Lei crede, Francesco Boccia che se le cose non stiano veramente come ha sopra descritto il signor Raffaele&#8230; </p>
<p>(intervento menzionato: “Tempo fa, conoscendo un senatore ero stato invitato a fargli visita al senato e, trovandomi a Roma avevo deciso di andarlo a trovare. Dopo le necessarie autorizzazione, mentre mi recavo il quell&#8217;ufficio notavo un sostenuto viavai nei corridoi. Alla domanda fatta al senatore se tutte quelle persone erano parlamentari, mi sono sentito dire: noo..!! quelli vengo qui per affari, non penserai mica che qui facciamo politica, la politica ve la facciamo vedere per televisione. Purtroppo i fatti le davano ragione, ecco, questa è la politica italiana e quando non sanno più come rubare spremono il popolino come un limone; altro che andare in parlamento o ad occupare posti di rilievo nelle istituzioni, all&#8217;Asinara devono andare e se vogliono mangiare devo piegare il groppone altrimenti a pane e acqua, questi affaristi di carriera non hanno una professione, una dignità, sono degli incapaci e incantatori di serpenti. Nell&#8217;arte di rubare sono dei campioni&#8230;.”)</p>
<p>&#8230;.il mondo, intendo dire, il popolo stagnerebbe ancora in questa fantomatica crisi economica?<br />
Crede davvero che un voto consapevole, intelligente e giudizioso al giorno d&#8217;oggi possa cambiare qualcosa nella logica automatica del nostro vivere in cui, nella maggior parte dei casi il reddito è indirettamente proporzionale all&#8217;impegno lavorativo?<br />
Ho una mamma che non vota da 20 anni circa, e cerco continuamente di spronarla e dirle che è un un suo diritto, un diritto che è stato conquistato con forza e determinazione da chi ci ha preceduti&#8230;<br />
&#8230;Ma poi, mi guardo intorno, e vedo gente che lavora veramente per due soldi, giovani laureati fare la fame,  sopravvivere di lavori in nero, impieghi precari e di contratti di lavoro a mio avviso assolutamente anticostituzionali&#8230; o quantomeno fortemente limitanti ad ogni prospettiva di vita futura.<br />
E come faccio a darle torto? Mettere coscientemente una crocetta su una scheda elettorale è divenuta un atto assai difficile qualora l&#8217;individuo voglia rispettare la sua intima dignità.<br />
Io personalmente non mi intendo molto di politica, o meglio diciamo pure che me ne disinteresso con più o meno difficoltà dal giorno in cui accadde che una mela di Newton mi cadde sulla testa&#8230;<br />
&#8230;Ma certo non sarà la mia mela in testa a poter cambiare le  logiche acquisite di una cittadinanza assonnata ormai abituata ad essere schiavizzata.<br />
Però.. poi capita di sentire parlamentari porgere gli elogi al nuovo governo, sentire una leggera brezza di aria fresca&#8230; e credere veramente che qualcosa possa finalmente cambiare&#8230;<br />
Mi auguro che le persone possano realmente tornare democraticamente a vivere come normali esseri umani, tutti dignitosamente&#8230;<br />
Questo mio pensiero non vuole soltanto essere un auspicio ma una sorta di preghiera..<br />
Auguro a tutti una buona domenica!&#8221;</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>Mia riflessione:<br />
&#8230; fino all&#8217;ultimo ero stato indeciso se pubblicare (http://saul-arpino.blogspot.com/2011/11/il-giornaletto-di-saul-del-20-novembre.html)  quell&#8217;impertinente giudizio sugli italiani (e sui) greci espresso da quel Francesco Boccia (uomo politico del PD -sic-). Infine l&#8217;ho pubblicato pensando che in mezzo a tutte le critiche sul sistema ci poteva star bene una critica a chi il sistema lo sostiene con il suo voto (almeno apparentemente sembra sia così). Ora la  lettera così lucida ed umana di Noemi riporta tutto nel suo giusto alveo&#8230; Che colpa ne ha il popolo, il singolo intendo, se nel V secolo d.C. la società europea crollò sotto la spinta delle invasioni barbariche e dell&#8217;incongruenza del potere costituito? Quel che deve succedere succede&#8230;</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Commento alla mia riflessione di Noemi Longo:</p>
<p>&#8230;Perché cosa accadde di così eclatante nel v secolo che non era accaduto già prima e prima di Cristo?<br />
&#8230;Dalla tua posizione Paolo credo sia&#8217; bene accettare tutto, anche quello che va un pò  indigesto&#8230; dalla mia posizione però, concedimi di scagliare una lancia in favore del popolo lavoratore, sul quale la Repubblica Italiana si fonda. <img src='http://www.circolovegetarianocalcata.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
&#8230;Volevo, ci provo, ma al gioco del silenzio perdo sempre&#8230; </p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p>Mia risposta: </p>
<p>E&#8217; pur vero e giusto&#8230; infatti E fai bene a scagliare una lancia.. e spero colpisca il bersaglio.<br />
Le energie mentali influiscono nella conduzione mentale della nostra società. D&#8217;altronde le energie mentali sono indipendenti da ogni influenza dei recettori/trasmettitori come un apparecchio radio non può influire sulla qualità del programma ascoltato. Ma in questo gioco della coscienza tutto è molto più complesso e sottile di quel che sembra..  Quindi&#8212;-</p>
<p>&#8230;&#8230;..</p>
<p>Salutino finale di Noemi:</p>
<p>Sarà caduto l&#8217;impero romano d&#8217;occidente?<br />
E che sarà mai&#8230;ci resta l&#8217;Oriente ancora per mille anni circa!<br />
Però andando a ritroso, forse e per molti aspetti quasi preferivo la Grecia, anche loro attraverso opere pubbliche cercavano la coesione del popolo ed avevano costituito un vasto impero, combattevano anche loro contro i barbari e le forze del caos, e per alcuni aspetti ci riuscivano e vivevano assai meglio&#8230;quindi direi&#8230;che stando ai fatti, sono forse nata con qualche millennio di ritardo e in tutta onestà,  un pò invidio la democrazia greca.. e aggiungo&#8230; il computer non mi sarebbe mancato a quei tempi! </p>
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