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Bioregionalismo senza paraocchi, Julian Assange perseguitato politico, vivisezione: pratica satanica, Treia: festa dei precursori 2020, Apollo Sorano e Nisargadatta Maharaj…

Il Giornaletto di Saul del 20 febbraio 2020 – Bioregionalismo senza paraocchi, Julian Assange perseguitato politico, vivisezione: pratica satanica, Treia: festa dei precursori 2020, Apollo Sorano e Nisargadatta Maharaj…

Care, cari, …all’interno della Rete Bioregionale Italiana si sono manifestate posizioni diverse: da quelle che rifiutano tutta la tecnologia che l’uomo ha saputo produrre a quelle che ne fanno un utilizzo mirato e consapevole, da quelle che auspicherebbero un abbandono in massa delle città a quelle che si adoperano per un bioregionalismo urbano, da quelle che condannano senza appello tutta la tradizione giudaico-cristiana o monoteista e propugnano un puro e semplice ritorno al paganesimo a quelle che sono più rispettose della storia e del bagaglio di conoscenze spirituali prodotte ‘anche’ dal monoteismo, da quelle che credono che il vegetarismo sia una scelta eticamente necessaria per l’equilibrio ecologico a quelle che sostengono che una vera etica bioregionale passa per il riconoscimento della sacralità anche cruenta del ‘mangiarsi a vicenda’… – (Alessandro Curti) – Continua: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2020/02/il-bioregionalismo-in-italia-analizzato.html

Commento di U.B.: “Ave o gentes! Io sono seguace di una via un po’ “deviata” del paganesimo tradizionale, quella del Dio Priapo, al quale sacrifico l’operato dei miei lombi. Invito i presenti a concentrare la proprie energie vitali sull’espletamento di questi riti sacrificali…”

Commento di G.C.: “Io invece inneggio ai riti penitenziali. In un Occidente laicizzato la pratica Quaresimale è scomparsa da decenni: ma i mussulmani praticano un mese intero di digiuno veramente radicale, rispettatissimo in tutti i ceti sociali, dall’alba al tramonto. Né cibo, né sesso, né fumo, e neppure un sorso d’ acqua da ingoiare!”

Julian Assange perseguitato politico – Scrive Sputnik: “Julian Assange è stato torturato, ne sono convinti i 117 psichiatri, di 18 differenti Paesi del mondo, che hanno firmato la petizione per porre fine alla condizione di grave stress alla quale il fondatore di WikiLeaks viene sottoposto. E c’è chi prepara delle mobilitazioni anche in Italia. Assange non ha ancora ricevuto le adeguate cure mediche di cui avrebbe bisogno. Assange rischia fino a 175 anni di reclusione negli Stati Uniti…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2020/02/19/julian-assange-e-un-perseguitato-politico-vittima-di-soprusi-vergognosi/

Nota: Il Comitato per la Liberazione di Julian Assange Italia ha organizzato tre manifestazioni, a Milano e Cagliari sabato 22 febbraio ed a Roma domenica 23 febbraio 2020.

Vivisezione. Pratica satanica – Scrive F.L.M.: “Da oltre un secolo un milione di animali al giorno vengono squartati, avvelenati, accecati, soffocati, infettati, segati, bruciati, evirati, bolliti, congelati, impiccati, affamati, trafitti, decerebrati, scarnificati, vivisezionati, ecc. Nell’85% dei casi senza anestesia. Con quali risultati? Nessuno. Clamoroso il disastro del tranquillante Talidomide, giudicato innocuo dai test su animali che invece causò la nascita di 10.000 bambini deformi focomelici…” – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2020/02/19/la-vivisezione-e-una-pratica-satanica/

Serravalle del Chienti. Visita – Scrive Identità Contadine: “Ci ritroviamo Domenica 23 febbraio 2020 alle ore 10 nel Comune di Serravalle del Chienti per visitare un suggestivo “luogo del silenzio”, ospiti della famiglia Barboni, all’antico mulino di Gelagna bassa. Info: identitacontadine@gmail.com”

Treia. Festa dei Precursori 2020 – …anch’io ho fatto un sogno. Ho visto che un piccolo gruppo di amici si era riunito per decidere come salvare il mondo. All’inizio eravamo quattro gatti come suol dirsi poi a mano a mano giungevano altre persone di tutte le razze: nord- europei, mediorientali, cinesi, neri, etc. Lo scopo non era tanto quello di trovare soluzioni per evitare ciò che appariva inevitabile bensì di riuscire a mantenere un’intelligenza, un seme, per la continuazione della comunità umana. Comunque insisto e quest’anno il programma della Festa dei Precursori 2020 è il seguente… – Continua: https://auser-treia.blogspot.com/2020/02/treia-25-e-26-aprile-2020-festa-dei.html

Roma. Arte – Scrive Fidia: “Il 20 febbraio 2020, alle ore 18.00, inaugurazione della mostra “Il mio sogno migliore” di Natino Chirico a cura di Miriam Castelnuovo. Galleria Fidia, Via Brunetti 49 Roma – Info: info@artefidia.com”

Apollo Sorano e Nisargadatta Maharaj – Durante il pellegrinaggio compiuto il 27 settembre 2009 sino alla cima del monte sacro Soratte, ove c’era il tempio di Apollo Sorano ed oggi esiste l’eremo di San Silvestro, il papa contemporaneo all’imperatore Costantino (quello che rese istituzionale il cristianesimo), una mia accompagnatrice mi rivolse a bruciapelo una domanda “…ma tu hai raggiunto te stesso?” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2014/05/spiritualita-laica-sul-monte-soratte.html

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione” (Osho)

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Treia, 25 e 26 aprile 2020 – “Festa dei Precursori” – Presentazione e Programma

category Eventi Paolo D'Arpini 19 febbraio 2020

Come Martin Luther King, anch’io ho fatto un sogno. Ho visto che un piccolo gruppo di amici si era riunito per decidere come salvare il mondo. All’inizio eravamo quattro gatti come suol dirsi poi a mano a mano giungevano altre persone di tutte le razze: nord- europei, mediorientali, cinesi, neri, etc.

Lo scopo non era tanto quello di trovare soluzioni per evitare ciò che appariva inevitabile bensì di riuscire a mantenere un’intelligenza, un seme, per la continuazione della comunità umana.

Infine dovevamo prepararci ad una guerra e il consiglio dell’esperto era: “Per sopravvivere ad una guerra, mantenendo intelligenza e coscienza, occorre non lasciarsi travolgere dalle emozioni cercando bensì di adempiere a quanto necessario per la sopravvivenza mantenendo il senso del “bene comune”. Ero anch’io d’accordo… E non siamo forse oggi in procinto di una guerra globale che mette a rischio la sopravvivenza dell’Umanità?

Cosa possiamo risolvere con le nostre chiacchiere e le nostre piccole azioni per salvare il mondo?

Comunque insisto e quest’anno il programma di massima della Festa dei Precursori è il seguente:

Treia – 25 aprile 2020

Ore 10.30 – Appuntamento nella sede di Auser Treia, in Via Lanzi 20, per una passeggiata conoscitiva del centro storico e delle sue bellezze.
Ore 13.30 – Pic-nic nel giardino del Circolo Vegetariano VV.TT. in Vicolo Sacchette, ognuno porta qualcosa
Ore 16.00 – “Per una spiritualità laica”, tavola rotonda nella sede del Circolo. Introduzione di Alberto Meriggi. Intervista di Simonetta Borgiani con Paolo D’Arpini e presentazione del libro “Compagni di viaggio” (Edizioni OM – Bologna). Interventi di Italo Carrarini, Caterina Regazzi ed altri
Ore 20.00 – Nella sala di meditazione del Circolo canti spirituali con accompagnamento di strumenti indiani. Partecipano il solista Upahar Anand ed il gruppo Luce di Stelle.

Treia – 26 aprile 2020

Ore. 10.30 – Presso TAM, località Moje di Treia, passeggiata erboristica con Aurora Severini
Ore 13.30 – Pic-nic autogestito nel prato
Ore 15.30 – Esposizione delle erbe e dei frutti
Ore 16.30 – Dialogo con Enrico Manicardi, autore di “Liberi dalla civiltà”, sul ritorno alla natura primitiva
Ore 18.30 – Piccola performance musicale contadina a cura di Andrea Biondi e Chiara Teloni
Ore 19.30 – Tisana calda e saluti

Info: circolovegetariano@gmail.com –
auser.treia@gmail.com -Tel 0733/216293
Info su come raggiungere Moje di Treia: 348.7255715

Finalità:
Lo scopo della Festa dei Precursori di quest’anno, che si tiene a Treia dal 25 al 26 aprile 2020, è quello di riportare l’attenzione sul senso della Comunità e sul come vivere nel luogo traendone nutrimento senza danneggiarlo. Tanto per cominciare che questa festa si manifesti con l’avvento della primavera è anche un segnale di rinascita. Soprattutto necessaria in questi momenti di crisi, in cui il sistema industriale tecnologico e consumista dimostra la sua inadeguatezza a conservare una “comunità” umana bioregionale. Occorre aguzzare l’ingegno e trovare la via giusta per la fioritura armonica delle capacità creative dell’uomo. Indovinare il punto di incontro fra la società e l’ambiente. Questa capacità si manifesta dove c’è un sincero e concreto lavoro personale, teso a sviluppare le proprie abilità creative mantenendone anche viva la memoria e la capacità operativa per le generazioni future.

Tutto ciò, nei limiti del possibile (ed a scopo dimostrativo), avviene durante i due giorni della Festa dei Precursori. Attraverso le immagini, i racconti, gli esperimenti concreti, il rinnovo della convivialità e della condivisione familiare, lo stimolo al canto ed alla musica, il ritorno nella natura per conoscerne alcuni suoi segreti…

L’importante è che dentro di noi resti quel lumicino acceso di coscienza, di amore e di impegno per il bene comune. In tempi così bui è l’unica azione positiva che possiamo compere senza demordere. Almeno così vidi in un altro sogno, molto significativo, in cui mi vedevo intento a difendere il mio piccolo lumicino circondato dalle tenebre, restando chiuso in me stesso, poi mi decisi di lanciarmi ed affrontare le tenebre “succeda quel che succeda”. Le tenebre davanti a me erano sempre fitte ma sbirciando dietro di me risplendeva la luce. A noi precursori è data la funzione del rompighiaccio…

Paolo D’Arpini

Per la manifestazione viene richiesto il patrocinio morale del Comune di Treia

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Arte e natura, P.C.I. o sarPDine?, USA: blissful ignorance, Milano: “NoCanal”, catechesi religiosa e spiritualità laica a confronto…

Il Giornaletto di Saul del 17 febbraio 2020 – Arte e natura, P.C.I. o sarPDine?, USA: blissful ignorance, Milano: “NoCanal”, catechesi religiosa e spiritualità laica a confronto…

Care, cari, spesso quel che è rappresentato nella natura trova una corrispondenza anche nella coscienza dell’uomo, infatti l’atto creativo, sia esso ascritto a un Dio od a Madre Natura, è stato spesso paragonato a quello di un artista che produce la sua opera. Ciò avviene poiché nel Logos del mondo manifesto si riconosce un disegno od uno scopo… – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2017/12/ecologia-spiritualita-arte-e-natura.html

Commento di Giuseppe: “Secondo me anche l’arte naturalis ha come scopo il nutrimento che può essere fisico, emotivo, spirituale, ma anche simultaneo a tutti e tre gli aspetti dell’essere… vero che l’aspetto che resta perennemente è lo spirituale…”

P.C.I. o sarPDine? – Scrive Adriano Colafrancesco: “…una sola strada è possibile, oltre che necessaria, per salvare il salvabile, prima che sia troppo tardi: la Rifondazione del P.C.I. (non è chiaro se debba essere comunista o cattolico ndr) – nella sua veste inalienabile di sostenitore, difensore e promotore dei valori non negoziabili di cui è depositario – finalizzata alla tutela e valorizzazione del Bene Comune in tutte le sue espressioni di interesse pratico della società civile…” – Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2020/02/sarpdine-o-pci.html

La rinuncia al cibo animale è necessaria – Scrive Marco Bracci a integrazione dell’articolo https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2020/02/13/la-rinuncia-al-cibo-animale-e-la-chiave-della-rigenerazione-umana/comment-page-1/#comment-481 -: “…un’amica, che vive in Svezia e lavora in un centro di ricerca sul clima, mi ha riferito che gli scienziati, nei corridoi, dicono che, se l’umanità non cambia al più presto il modo di vivere, le rimangono max dieci anni prima dell’autodistruzione”. E qual è la principale causa del cambiamento climatico? GLI ALLEVAMENTI DI ANIMALI PER USO ALIMENTARE…” – Continua in calce al link segnalato

USA. Blissful ignorance… – Edward Curtin write: “…their control of the mainstream media is so complete today that every evil government action is immediately seconded, whether it be the lies about the attacks of September 11, 2001, the wars against Afghanistan, Iraq, Syria, Libya, Yemen, Iran, etc., the coups disguised as color revolutions in Ukraine, Venezuela, Bolivia, Hong Kong, the downing of the Malaysian jetliner there, drone murders, the Iranian “threat,” the looting of the American people by the elites, alleged sarin gas attacks in Syria, the anti-Russia bashing and the Russia-gate farce, the “criminals” Assange, Manning, Snowden – everything. The New York Times, Wall Street Journal, The Guardian, Fox News, the Washington Post, CNN, NPR, etc. – all are stenographers for the deep state…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2020/02/16/u-s-a-stupidity-willful-ignorance-laziness-indifference/

Gioco d’azzardo elettorale – Scrive Roberto Tumbarello: “Ci appassiona sempre l’azzardo, persino in politica. Archiviate le ultime campagne elettorali altre sono imminenti. Tra poco ci contenderemo il successo nelle rimanenti regioni d’Italia. L’entusiasmo con cui seguiamo i confronti tra partiti, ha indotto il legislatore a non concentrarle tutte in un election day, ma a diluirle in diversi appuntamenti. Così la tensione rimane viva, aumentano le spese, i giornali possono aizzare i lettori e il governo dedicarsi alla ricerca del successo, anziché alla buona gestione del paese…”

Milano. “NoCanal” – Scrive Luigi Caroli: “La dedico agli amici NOCANAL. Un bel ricordo per scordar il mal. Larga la faglia, ristretta la via, al “bene del Comun” non v’è chi sia. Già, da tre lustri almeno, si sapea che in DATEO passar metro dovea. Ma il parcheggio sotto ha raddoppiato (uno a fianco dell’altro) chi migliorar bramava il risultato…” – Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2020/02/cera-una-volta-milano-nocanal.html

Eretici. Da inquisizione a inquisizione – Scrive R.R. a commento dell’articolo https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2020/02/14/treia-17-febbraio-2020-in-memoria-del-martirio-di-giordano-bruno/ -: “La santa inquisizione oggi è sostituita dall’inquisizione politica e di parte, quella dei poteri forti che ti condanna perché non integrato nel loro sistema…”

Mia rispostina: “…trattasi sempre di un potere costituitosi al fine di dominare l’uomo”

Catechesi religiosa e spiritualità laica a confronto – Un’idea morale ed un’etica utopica esercitano sovente un grande appeal attrattivo su molti intellettuali. Come tutte le idee aldilà della portata attuativa rischia però di diventare un’altra forma di “ismo”, una ideologia che si prefigge attraverso i suoi propagatori di elevare la coscienza con il solo risultato di contribuire a ulteriormente dividere la società umana in “credenti” e “infedeli”, buoni e cattivi. Insomma una religione che inneggia alla morale ed all’etica manca spesso di capacità attuativa e come tutte le finalità religiose resta un ideale alla portata di pochi “eletti” disgiunti dal contesto umano… – Continua con testo bilingue: https://bioregionalismo.blogspot.com/2020/02/religious-catechesis-and-lay.html

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Discard all traditional standards. Leave them to the hypocrites. Only what liberates you from desire and fear and wrong ideas is good. As long as you worry about sin and virtue you will have no peace.” (Nisargadatta Maharaj)

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Trasmissione spirituale nella spiritualità laica, Roma: nel nome di Giordano Bruno, Treia: in memoria del martirio di Giordano Bruno

Il Giornaletto di Saul del 15 febbraio 2020 – Trasmissione spirituale nella spiritualità laica, Roma: nel nome di Giordano Bruno, Treia: in memoria del martirio di Giordano Bruno…

Care, cari, …nella ricerca spirituale non è importante ricoprire una carica autorevole anzi, è esattamente il contrario. Se noi andiamo a vedere la funzione che svolsero gli insegnanti, o santi, o maestri che furono, erano sempre sotto traccia. Poi dopo, successivamente magari, venivano portati in auge e descritti come chissà che, ma nel momento in cui vivevano la loro normale esistenza terrena, erano persone normalissime, probabilmente anche abbastanza emarginate. È un aspetto da tenere in considerazione (…) …perché non ci si può vantare di essere un maestro. Il compito (o la missione) deve essere, o può essere, compiuto senza pretese, soltanto in forma semplice e conviviale… – Continua https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2020/02/bioregionalismo-ecologia-profonda.html

Commento reloaded di Ferdinando Renzetti: “Parliamo pensiamo e viviamo senza dire io! Quando riapriamo gli occhi ci ritroviamo in mezzo al mondo con questa consapevolezza e per la prima volta nella vita ci accorgiamo di non essere nel mondo pur essendo del mondo, almeno in qualche forma, e se siamo ciò che siamo non occorre un metodo per realizzarlo…”

Roma. Nel nome di Giordano Bruno – L’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” come ogni 17 febbraio in Campo de’ Fiori a Roma (dalle ore 17.00) ricorderà il filosofo Giordano Bruno, fiamma della ragione contro l’oscurantismo. Sono trascorsi 420 anni da quel 17 febbraio del 1600, quando Giordano Bruno fu arso vivo in Campo de’ Fiori a Roma per ordine del tribunale della Santa Inquisizione… – Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2020/02/roma-17-febbraio-2020-nel-nome-di.html

Extraterrestri. Ipotesi siluriana – Scrive Jamas Hansen: “È sorprendentemente popolare l’ipotesi che alcuni rappresentanti di altre civiltà aliene abitino di nascosto tra noi sulla Terra. Tardano, è vero, a rivelarsi, ma possiamo sempre supporre che se non siano presenti ora, ciò non esclude però che possano esserci stati in passato…”

Treia. In memoria del martirio di Giordano Bruno – Giordano Bruno privilegiò, senza dubbio, la propria coscienza, intesa come il corpus di conoscenza cui era stato condotto dall’osservazione e riflessione, rispetto all’obbedienza cieca verso l’autorità costituita. Bruno si trovò a pagare tale scelta con la morte, condannato dalla “Santa” Inquisizione cattolica al rogo. E nella ricorrenza del suo martirio, il 17 febbraio 2020, anche a Treia ricorderemo la figura di Giordano Bruno, tenendo a mente il suo fulgido esempio di laicità morale e di libertà del pensiero… – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2020/02/14/treia-17-febbraio-2020-in-memoria-del-martirio-di-giordano-bruno/

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Non è un buon cuoco quello che mette troppi piatti a tavola per i suoi commensali in un solo pranzo o in una sola cena. Non è un buon maestro quello che pretende di trasmettere troppe conoscenze ai suoi allievi in una sola lezione.” (Giovanni Lamagna)

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Bioregionalismo, ecologia profonda, spiritualità laica – Intervista di Lorenzo Merlo con Paolo D’Arpini


Intervista di Lorenzo Merlo con Paolo D’Arpini

LM: Paolo, come sei definito dalle persone?

P D’A: Sderenato. Anzi mezzo sderenato, perché sono anche una persona abbastanza equilibrata e anche un po’ impegnata.

Ma mezzo sderenato penso sia una tua definizione di te stesso, le persone, come ti definiscono?

Se potessero conoscere il significato del termine mezzo sderenato credo che lo userebbero volentieri perché mi rappresenta.

Ma non conoscendolo?

Non conoscendolo forse potranno dire che sono un tipo particolare molto strano, un po’ mezzo sciroccato in sostanza, anche perché il mio modo espressivo si manifesta in questa forma.

In occasione della tua presentazione tenuta a Treia a una mia pubblicazione, ho scritto di te: “Uno dei referenti della ricerca umanistica, per non dire spiritualistica italiana”. In che termini ti calza? O non ti calza?

Ci sta perché nella ricerca spirituale non è importante ricoprire una carica autorevole anzi, è esattamente il contrario. Se noi andiamo a vedere la funzione che svolsero gli insegnanti, o santi, o maestri che furono, erano sempre sotto traccia. Poi dopo, successivamente magari, venivano portati in auge e descritti come chissà che, ma nel momento in cui vivevano la loro normale esistenza terrena, erano persone normalissime, probabilmente anche abbastanza emarginate. È un aspetto da tenere in considerazione.

C’è una sorta di piccola vanità – senza accezione negativa – nel ricordare questa similitudine?

Certo, senza accezione negativa. Perché effettivamente non ci si può vantare di essere un maestro. E se non c’ è il vanto, non c’è neanche l’esposizione di se stessi nel mondo; ne è una conseguenza. O perché si è magari incapaci di esprimere sentimenti, pensieri o, scusa la parola, insegnamenti. Non si può fare come se fosse un insegnamento cattedratico dove uno si erge a maestro. Il compito o la missione deve essere, o può essere, compiuto senza pretese, in una forma del tutto semplice e conviviale.

Quanto hai appena detto, ha dei legami con la tua educazione, la tua famiglia, la tua biografia diciamo giovanile?

Può darsi. Nel senso che devi sapere che la mia famiglia (dal lato paterno) era di origine ebraica. Durante il periodo fascista, per evitare i problemi che tutti possiamo immaginare, mio nonno decise di cambiare il cognome e di convertirsi al cristianesimo e così evitò di essere perseguito. In seguito a ciò, non è che la nostra famiglia fosse diventata cristiana, però era diventata laica. Nel senso che non seguiva più nessuna forma religiosa. Questo imprinting in qualche modo mi è rimasto, nonostante a quel tempo non è che fossi particolarmente consapevole di ciò che era avvenuto. In seguito ne venni a conoscenza e compresi il motivo per cui non c’erano particolari convenzioni religiose nella mia famiglia e ci si limitava nel perseguimento di un’etica umana. Tutto ciò è stato importante per me, perché non sono stato impregnato di una particolare religione. In seguito alla morte di mia madre fui invece mandato in collegio dai salesiani e lì cominciai ad apprendere anche qualcosa della religione cattolica. La novità mi prese però per breve tempo, nel senso che appena capii che il cattolicesimo non era altro che una sequela di dogmi e favole, capii che tutto sommato non faceva per me e quindi proseguii sulla strada della laicità. Nella prima parte della vita tutti i bambini vivono in una dimensione dove ciò che sognano si realizza, perciò se sognano di cavalcare nel cielo, prendono una scopa e la cosa si compie. E non possono che riferire di aver cavalcato nel cielo.

Quell’incanto quando si è interrotto per te? Ti ricordi il momento, o la circostanza o l’episodio che ha provocato l’infrazione?

L’interruzione avvenne per un fatto fortuito che improvvisamente mi rese consapevole della vacuità di ciò che appare. Avvenne tantissimi anni fa quando i miei si erano trasferiti a Trieste a causa di mio padre che lavorava nelle ferrovie. Ero un bambino piccolissimo, avrò avuto forse tre anni, o qualcosa di più. Una sera, voci sotto casa annunciavano lo spettacolo di un circo. La promessa dei miei genitori, che mi avrebbero portato a vedere lo spettacolo, accese – come sarebbe accaduto ad ogni bimbo – la mia eccitazione.
Mi ero piazzato sotto al tavolo e mi agitavo come fa un bambino che cerca di attirare la attenzione. Improvvisamente, alzandomi in piedi sbattei la testa e persi i sensi. O forse no, perché ricordo che ero perfettamente consapevole di ciò che stava accadendo. Tuttavia caddi a terra senza più riuscire a muovermi. Intanto però vedevo che i miei genitori mi prendevano, mi portavano a letto, cercavano di rianimarmi. Ero completamente cosciente e allo stesso tempo non compivo alcun gesto, alcun movimento.
Fu da quell’esperienza che mi resi conto, che ciò che consideriamo reale, non è la realtà come se fosse un oggetto, ma è soltanto uno stato interiore della consapevolezza. Quello stato permaneva nonostante l’apparente o effettivo svenimento. Quando riaprii gli occhi mi ritrovai in mezzo al mondo con questa consapevolezza. Per la prima nella mia vita mi accorsi di non essere nel mondo pur essendo del mondo, almeno in qualche forma.

Lungo il tuo percorso ti sei avvicinato alla dimensione altra, alla dimensione che la cultura non ci passa, chiamiamola genericamente spirituale. Pur condividendo la tua critica al concetto di insegnamento, hai avuto un maestro?

Da un punto di vista formale intendi?

Volevo arrivare a chiederti, da cosa è scaturita la tua ricerca spirituale?

È scaturita soltanto da esperienze vissute, non da trasmissioni consapevoli, di conoscenza se così vogliamo chiamarla. A parte l’apprendimento attraverso libri in cui magari venivo a conoscenza di una certa forma di spiritualità “altra” basata sull’autoconsapevolezza e sulla ricerca di sé. Ma quello era un accrescimento se vogliamo intellettuale. Dal punto di vista invece spirituale vero e proprio, quella conoscenza non può essere trasmessa sul piano intellettuale. Può essere invece assorbita soltanto attraverso una trasmissione diretta, attraverso un riconoscimento diretto. Potremmo chiamarlo energetico, vibratorio o estetico. Ed è esattamente il tipo di rapporto che ebbi in primis con il mio maestro spirituale. Con il quale scambiai pochissime parole, ma tutto quanto passò attraverso una trasmissione energetica, diretta, immediata. Non c’era assolutamente bisogno di spiegazioni perché la consapevolezza avveniva da sé. Usare il termine telepatia è limitante. Avveniva perché c’era un’osmosi totale, una totale condivisione. E quindi quello che passava era semplicemente ciò che veniva risvegliato. Non poteva proprio essere definito un insegnamento.

Da allora, dalla giovinezza ad oggi, sono passati diversi decenni. Puoi puntualizzare i passaggi della tua evoluzione, della tua ricerca?

Corrispondono alle fasi della vita. Nei periodi in cui la giovinezza ci rende più baldi, più fieri e più dediti all’agire, le forme di esperienza si manifestavano anche in modi concreti come attraverso ad esempio dei viaggi. Intrapresi infatti un lungo viaggio in Africa con mezzi di fortuna, spesso a piedi. Tutta l’Africa nera mi insegnò il ritorno alla presenza nella natura, mi sentii vicinissimo agli animali. Incontrai anche animali che consideriamo pericolosi come leoni, elefanti, scimmie soprattutto. Sono una forma di riconoscimento della nostra origine che ci fa capire quanto siamo loro affini.

Il momento in cui sei inserito ora, sul quale sei concentrato, si chiama spiritualità laica, ecologia profonda e bioregionalismo?

In questa fase è come quando si va avanti con l’età. A un certo punto si fa una sintesi di tutto quello che si è vissuto e che si è appreso attraverso l’esperienza. In qualche modo si chiama elaborazione e rielaborazione, memoria, visione all’interno e proiezione. Accade anche in forma di dialogo, come stiamo facendo in questo momento.
Magari, come negli anni trascorsi, quando non ero così propenso a un dialogo di questo tipo, che in qualche modo comporta anche una concettualizzazione se vogliamo così chiamarla, avevo uno spirito più poetico, scrivevo poesie o raccontini. Adesso invece per poter condividere non disdegno l’uso anche di terminologie che forse potrebbero essere definite intellettualismi, perché comunque è un modo per precisare il significato.
Mi viene in mente un amico, Massimo Angelini. Un giornalista anche lui, che ha scritto (e che abbiamo presentato qui a Treia) un libro dal titolo Ecologia della parola. In cui, attraverso il percorso etimologico, si scoprono i cambiamenti dei significati. Si da un valore alla parola attraverso la sua vera accezione. È uno studio sui significati reali che le parole hanno assunto nel tempo, senza mai trascurare l’accezione originale. Quindi, quando si parla di spiritualità laica – un tema sul quale scrivo da diversi anni per la rivista NonCredo – Il primato laico del dubbio, tengo presente che il primo punto della spiritualità laica è quello di non identificarsi con qualsiasi credo, con qualsiasi fede religiosa, perché la spiritualità laica non è soltanto una forma di laicità o di laicismo, è la spiritualità naturale dell’uomo. Quella che in forma di ecologia profonda possiamo definire l’intelligenza-coscienza, che ci consente di poter testimoniare la vita.
Tuttavia, nella spiritualità laica c’è una predilezione della relazione con la natura o addirittura un annullamento della relazione con la natura, a causa di un’identificazione di noi stessi come parte della natura.

Questo non è in qualche modo legato al paganesimo o all’animismo e perciò con un contenuto di fede?

Ci sono delle affinità. La differenza sostanziale è che nel paganesimo si faceva riferimento ad enti, ad entità reali rappresentative della natura. Quindi Genius Loci o, Spiritus Loci. Mentre invece nella spiritualità laica si tiene conto della valenza di tutti gli elementi viventi, o anche non viventi che però rappresentano una sostanzialità nella natura, ma non come forme di dignità altre, sono solo espressioni diverse della totale manifestazione naturalistica. Allora potremmo definire l’ecologia profonda una forma di naturalismo, ma nell’accezione in cui tutto è, non nell’accezione di una parcellizzazione delle forme.
Questa differenza delle forme è chiaro che esiste come esiste la differenza tra tutti gli esseri umani o fra tutto ciò che è vivente. Non c’è una foglia dello stesso albero che sia uguale all’altra. Non c’è un granello di sabbia su migliaia e migliaia di granelli che sia uguale all’altro. Ciò non toglie che tutti rappresentino la medesima sostanza, origine, madre. Questo è importante.
Per cui la spiritualità laica, è laica perfino nei confronti della spiritualità laica.

Proviamo a descrivere la natura o l’identità del Bioregionalismo e dell’Ecologia profonda.

Inizialmente il bioregionalismo aveva un carattere prevalentemente geografico. Adottava gli habitat naturali per suddividere le regioni della natura. Dava all’area considerata il titolo di entità organica. In quanto i suoi differenti abitatori, minerali, vegetali e animali si erano aggregati a mo’ di organismo unico.
Peter Berg è stato colui che s’è inventato la parola. Di lui ricordiamo Alza la posta. Saggi storici sul bioregionalismo. La sua scia è stata seguita da altri, tra cui Gary Snyder con La pratica del selvatico. Buono, selvatico, sacro e altri titoli.
Nel frattempo – la questione era iniziata negli anni ’60 del secolo scorso, negli Stati Uniti, connessa alla Cultura Beat – il bioregionalismo ha evoluto il suo contenuto andando praticamente a condividere il principio base dell’Ecologia Profonda, ovvero che c’è una sola vita, che tutto è sua espressione.
Ma il tuo stesso libro Sul fondo del Barile – Crisi sociale e recupero del sé o quello di Guido della Casa, Ecologia Profonda, sebbene, appunto, in chiave di ecologia profonda fanno riferimento alle espressioni della natura come differenze formali, tutte interdipendenti, di una sola vita. Come è per i vari organi di un organismo vivente. Solo successivamente interviene la descrizione degli organi specifici, ma sempre tenendo presente che esso, come tutti gli altri sono terminali della stessa natura. Una montagna, un fiume, un deserto, una pianura, cioè ogni cosa, ha la sua specificità, in cui la vita si manifesta in un certo modo, con forme differenti e con aggregazioni funzionali. Un’eventuale pan-ingegneria sarebbe disastrosa.

Siamo espressioni di un grande corpo dunque?

Questo grande corpo non è soltanto la terra. Di solito nell’ecologia profonda ci occupiamo del pianeta Terra, Gaia, come una forma vivente in se stessa no? Allo stesso tempo l’ecologia profonda compie un passo verso quello che potremmo definire anche panteismo, secondo la visione di Giordano Bruno, dove tutto quanto ciò che è Uno si manifesta in ciò che è in tutte le forme.

Rispetto a questi tre temi Spiritualità Laica, Ecologia Profonda e Bioregionalismo, e coniugando la tua ricerca e contemporaneamente la conduzione di un blog e di diversi siti dedicati a questi argomenti, pensi di avere il polso della diffusione di questi concetti e della cultura che implicano? Oppure, qual è la maggiore difficoltà o il più frequente equivoco in cui le persone rischiano di incappare nei confronti di questi temi che interessano lo Spirito e il Tutto? Il Tutto in che cosa viene colto, in che cosa viene equivocato?

L’equivoco si manifesta a tutti i livelli, ad esempio nell’ambito bioregionale, ricordo che tanti anni fa partimmo con La Rete Bioregionale Italiana (ufficialmente nata ad Acquapendente nella primavera del 1996) e con l’idea di diffondere il bioregionalismo. Se ne appropriò la Lega Nord per definire le bioregioni come ambiti etnici, dove la vita delle persone era praticamente condizionata dalla cultura locale e quindi dall’etnia che viveva in quel luogo. Questo è stato un fraintendimento, perché tutti noi bioregionalisti ci riconosciamo nel luogo in cui siamo nati o viviamo.
Quindi bioregionalista può essere anche una persona che non è nata nel luogo, ma che vivendolo lo riconosce come un’espressione di sé. A quel punto si integra completamente nel luogo. Ma non solo nel luogo, anche nella comunità con cui vive. E non solo quella umana, ma di tutti gli esseri viventi che vi partecipano. Per questo chiunque può essere bioregionalista in qualsiasi luogo, perché è soltanto un’apertura verso la presenza nel luogo. Questo è stato il primo fraintendimento.
Il secondo fraintendimento riguarda l’ecologia profonda. Come dicevi prima si fa quasi menzione a una sorta di New-age, dove tutto quanto è legato alla natura e i riti Wicca e questo e quell’altro.
Anche noi bioregionalisti organizziamo le celebrazioni dei vari equinozi e solstizi… ci sono determinati momenti dell’anno che vanno riconosciuti come importanti. Però non gli diamo un’importanza assoluta in quanto riconoscimento di una qualche divinità naturalistica. È soltanto un percorso da celebrare per essere felici di poter vivere nel momento in cui siamo. Un modo per riconoscere che altri, più belli o più brutti, hanno un loro significato e valore.
La maggior parte della gente, soprattutto quelli che fanno riti un po’, diciamo così, pagani, magari preferisce festeggiare il solstizio d’estate, ricordare i Celti, Stone Age e tutte le cose di quel genere, per contemplare la bellezza del sole nella sua pienezza. Ma altrettanto importante, chiaramente, è il solstizio invernale perché dopo la vita che si è richiusa ad approfondire le radici, risorge e pian piano ritorna ad esprimersi. Oppure l’equinozio di primavera, dove la vita ci riporta ad una bellezza. O quello d’autunno, come in questa occasione, dove condividiamo la consapevolezza che questa bellezza ha un grande valore.
Se in primavera di questo valore non ce ne rendiamo conto perché tutto quanto fiorisce, in autunno le cose che cominciano pian piano a scemare, hanno un significato più forte. Non a caso si dice che proprio l’autunno è il momento per la raccolta dei frutti migliori dell’uomo, per l’uomo. Come ad esempio la vite e l’ulivo. L’ulivo è simbolo di vita in assoluto, non soltanto in termini cristiani. La vite perché è quello spirito, il senso dello spirito e non a caso anche nella religione cristiana viene utilizzato il vino per la comunione.

Il mio pensiero è che il messaggio di Cristo abbia un grande valore, che i contenuti del cristianesimo abbiano un grande valore, mi riferisco per esempio non solo all’amore ma al perdono, soprattutto rispetto a quanto succede in altre religioni, dove il perdono è sostituito dalla legge del taglione. Il vero messaggio cristico più che cristiano, nella vulgata è andato perduto e sono rimasti quelli i dogmi, gli schemi, le gerarchie. Sei d’accordo con questa lettura? Sei d’accordo con il fatto che il cristianesimo abbia un grande annuncio da fare e l’ha fatto a suo tempo, del tutto frainteso, del tutto dimenticato?

Certamente sono d’accordo per quanto riguarda l’insegnamento del Cristo di cui noi abbiamo ricevuto soltanto briciole e anche travisate e manipolate. Sarebbe bella una ricerca, soprattutto per quanto riguarda dei messaggi più genuini di quelli che sono chiamati i Vangeli Apocrifi e anche dei famosi Rotoli di Qumran, dove c’è l’insegnamento esseno che corrisponde a quello cristico ma a lui antecedente. Comunque possiamo riscontrare che questa filosofia, continuiamo a chiamarla cristica, è sicuramente un messaggio innovativo all’interno di tutta una serie di impostazioni religiose che in quel periodo erano dominanti nel Medio Oriente mediterraneo.
Il senso del perdono che non è come viene inteso, un calcolo per sottrarci alle nostre responsabilità, come molti fanno nei confronti della confessione. Come stavo leggendo in un testo scritto da Franco Berrino, Daniel Lumera, David Mariani – Ventuno giorni per rinascere – Mondadori, dove il perdono è un reggente della guarigione se autentico amore.
Poi c’è il perdono razionale che calcola, che si considera valido per cancellare dalla nostra mente la tendenza alla recriminazione. E poi c’è quello emozionale, che è invece rivolto ad un perdono verso se stessi e quindi alla cancellazione anche del senso dell’offesa, perché si rivede nella trasposizione della posizione come: “è successo” e basta. E quindi non c’è neanche più bisogno del perdono.

Il perdono perciò corrisponde o è sovrapponibile a quello che la tradizione orientale ci tramanda come accettazione?

Io direi che è molto simile al concetto della compassione buddista. In quel caso la compassione equivale al perdono.

Quindi il perdono, la compassione, hanno un valore terapeutico nei confronti dell’individuo che riesce ad arrivare a quel livello per non ritenersi più offeso nell’orgoglio?

Certo non solo quello, ma è anche la porta di ingresso per poter accedere all’autoconoscenza. Perché poi essendo in grado di poterci identificare nell’altro attraverso il perdono, automaticamente siamo anche più propensi ad accettare noi stessi per quel che siamo e quindi siamo in grado di poterci vedere sempre più in profondità, fino a superare quel velo dell’illusione che ci fa identificare con un nome e una forma. Quel vedersi sempre più in profondità è ulteriormente terapeutico. Beh a quel punto direi che la terapia scompare. Fino ad un certo punto ci può essere, fino alla psicologia transpersonale noi possiamo intuire che c’è un percorso attraverso l’approfondimento, ma poi c’è una fase successiva che non può essere più razionalmente analizzata e quindi non ci può essere più neanche una terapia. Se vogliamo intraprendere un percorso in cui piano piano ci liberiamo della zavorra e dalle sovrastrutture è comunque corretto interpretarlo come perdono-terapia. Le vie spirituali, se sono sincere ed oneste tutto sommato danno questo indirizzo. Nel Taoismo, c’è l’abbandono. Pian piano impariamo a rilasciare ciò che ci aveva fatto assumere una posizione, che ci faceva considerare particolarmente benedetti, fino al punto di pensare di essere in grado di poter decidere, per la natura, per la vita, per gli altri esseri senzienti. Quindi fino a farci credere nel nostro egoismo.

Intervista rilasciata a Treia il 21 settembre 2019

Fonte:
http://www.victoryproject.net/articolo.php?id=712

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