Risultato della ricerca:

Scienza & Moderna Inquisizione – Quando il “potere” condanna la libertà di scelta terapeutica e di ricerca

Sono oggi disponibili nuove scoperte scientifiche in grado di cambiare le nostre convinzioni secolarizzate, di farci vedere il funzionamento delle cose in modo completamente diverso, a volte opposto, a quello che abbiamo sempre dato per scontato, nuove teorie in grado di migliorare la vita di tutti.

Abbiamo vissuto per millenni con la convinzione che la Terra fosse piatta, che la Terra fosse il centro dell’Universo, che il sole girasse intorno alla Terra, che l’essere umano fosse stato creato così come lo vediamo oggi, che materia ed energia fossero cose diverse, che l’energia elettrica non potesse essere trasportata senza fili, che l’uomo non potesse condizionare clima e terremoti, e così via.

Se non ci fossero stati scienziati che hanno anche dato la loro stessa vita contro l’oscurantismo delle diverse forme di inquisizione, che sono stati isolati dalla comunità per le loro teorie, oggi vivremmo ancora nelle caverne! Ma se ci fosse stata più apertura e libertà per tutti noi oggi ci sarebbe stato un presente migliore.

OGGI E’ IL PRESENTE MA E’ ANCHE IL PASSATO DEL NOSTRO FUTURO.

E’ ad oggi che dobbiamo guardare, fare oggi qualcosa per realizzare il nostro futuro. Se possiamo fare qualcosa lo possiamo fare proprio adesso!

Oggi i più forti contrasti ci sono nel campo salute. Se qualcuno riuscisse a curare la maggior parte delle forme di cancro senza farmaci o senza chirurgia? Se qualcuno scoprisse che la malattia mentale in realtà non esiste e le persone possono risolvere problemi di natura psicologica senza psicofarmaci e senza psicoterapia ma con interventi psicoeducativi ed informazione? Saremmo contenti realmente? Finalmente liberi di scegliere?

Oppure le lobbyes di potere accademico, coloro che rivestono ruoli di potere decisionale, coloro che hanno basato il proprio potere sulle vecchie conoscenze cercherebbero di impedire l’emergere di tutto questo? Lo scenario sarebbe quello del dibattito scientifico a pari livello oppure sarebbe quello di un tentativo dei poteri istituzionalizzati di censurare?

Chi ha potere avrebbe sempre l’ultima parola e l’innovazione e lo scalpore finirebbero in un mutismo mediatico, in una omertà dei mezzi d’informazione oppure non emergerebbero affatto. Anche le riviste scientifiche non pubblicherebbero. Allora lo scienziato creerebbe libri, una propria rivista, utilizzerebbe il web e convegni per poter continuare a far vedere la verità, altri invece morirebbero civilmente sotto cumuli di silenzio. Nel dubbio poche persone quindi si prenderebbero a quel punto il “rischio” di scegliere diversamente da ciò che viene proposto da chi ha sempre detenuto il potere.

A questo punto il potere istituzionalizzato utilizzerebbe la classica frase “la comunità scientifica internazionale dice diversamente” oppure “non ci sono pubblicazioni su riviste accreditate”, ma accreditate sempre da chi detiene il potere!

Far emergere nuove scoperte per quei pochi che ancora hanno la voglia e la passione di dedicarsi allo studio e alla ricerca scientifica è davvero arduo in questo momento storico così fortemente condizionato da gruppi di potere accademico.

Oggi le “moderne inquisizioni” sono composte dagli stessi scienziati che però rivesto cariche di potere Accademico, politico, economico e decisionale. Oggi la lotta è tra gli “Accademici” con i loro protettori istituzionali e gli scienziati innovatori estranei a tali giochi di potere.

Gli innovatori sembrano tutti ciarlatani, come se nulla potesse essere scoperto, da professionisti e scienziati, al di fuori delle università, delle accademie!  Se qualcuno affermasse “nessuno può inventare nulla al di fuori di quello che noi diciamo” sarebbe un atteggiamento scientifico, aperto o una formula inquisitoria?

Se chiunque al di fuori delle accademie contrastasse scientificamente gli assiomi dominanti il potere istituzionalizzato oggi si vedrebbe accusato di non essere scientifico, di essere un ciarlatano, verrebbe censurato, sospeso o radiato dal proprio ordine professionale secondo la nota formula dell’inquisizione che recita più o meno così: “Dato che sui nostri testi di riferimento, c’è scritto Questo e i nostri testi dicono la verità, chiunque affermasse o cercasse di dimostrare il contrario, sarebbe un ciarlatano e condannabile” 

La formula dell’inquisizione parte dal presupposto che nulla si può dire o dimostrare al di fuori di quello che il conformismo scientifico ha stabilito. Questo non è soltanto un pericolo, è una realtà sotto i nostri occhi ma che la maggior parte di noi ignora o pensa sia un dibattito estraneo ai propri interessi. Ma quando dobbiamo scegliere la cura che crediamo più efficace, potremmo scegliere soltanto tra ciò che è rimasto, tra ciò che i “luminari” accademici dicono che sia scientifico. Di fatto avremmo soltanto l’illusione della libertà di scegliere perché di altro non ci viene data notizia.

Contro tale forma di “moderna inquisizione” in favore della libertà di scelta, c’è l’informazione, la comunicazione. L’informazione è la prima forma di tutela. Se su un miliardo di persone uno soltanto dicesse la verità? Sarebbe più facile credere ad un miliardo contro uno! Ma volgendo lo sguardo alla storia degli scienziati innovatori ricordiamo Nome e Cognome, perché era quell’uno su un miliardo! Questo ci dovrebbe insegnare una sola cosa, Che non possiamo distruggere o censurare a priori ma è necessario che ci sia libertà di scelta per tutti (per lo scienziato, per il professionista di applicare in scienza e coscienza ciò che ritiene utile al benessere, per ogni persona di scegliere a chi rivolgersi). Ciò che è utile lo decide il mercato nella sua libertà e autonomia ma chi mantiene il proprio potere su vecchi assiomi vedrebbe così la perdita del proprio dominio e, anziché mettersi sullo stesso livello dell’innovatore, censura quest’ultimo, lo mette a tacere minacciando di stessa sorte chiunque lo seguisse.

Questo incontro-dibattito, promosso dal movimento 68scientifico.org, è aperto a tutti coloro che vogliono conoscere, che vogliono essere liberi artefici della propria esperienza.

UN EVENTO UNICO

A Roma il 13 maggio 2010 ore 18.00 c/o il Caffè Letterario in via Ostiense, 95, si terrà l’incontro-dibattito “Scienza & Moderna Inquisizione. Quando il potere condanna la libertà di scelta”.

Interverranno (in ordine alfabetico per cognome) i relatori hanno offerto la propria disponibilità a titolo completamente gratuito in favore della scienza, del sapere e della libertà di scelta.

Marco Baranello, psicologo e scienziato fondatore della teoria emotocognitiva

Tullio Simoncini, medico e scienziato autore del libro “il cancro è un fungo”

Michele Trimarchi, psicologo e scienziato fondatore neuropsicofisiologia candidato Nobel per la pace 1986

Giorgio Vitali, chimico giornalista scrittore si occupa di “mercato della salute”

Per informazioni: www.68scientifico.org

Tel +39 068148055 (SRM Psicologia)

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

La funzione della neuropsicofisiologia nella medicina integrata per lo sport – di Michele Trimarchi

Premessa

L´espressione delle potenzialità umane della donna e dell´uomo all´interno dello sport concretizza tutti gli aspetti emozionali, razionali e creativi capaci di superare continuamente i limiti evidenziati dalla stessa attività sportiva nell´evoluzione socio-culturale dei popoli.

Ogni disciplina sportiva utilizza alcuni aspetti dell´attività psicomotoria e metabolica dell´asse psico-neuro-endocrino che agisce costantemente sull´attività metabolica dell´intero organismo.

Non è  possibile separare muscoli, tendini, circolazione, e quindi cuore, fegato, reni e soprattutto cervello, per esprimere al meglio e al massimo le potenzialità dell´essere umano per il raggiungimento di qualsiasi attività sportiva e agonistica, poiché essi nell´organismo sono interdipendenti e svolgono il proprio ruolo con l´unico scopo di rendere efficace ogni espressione dell´intero organismo.

Creatività  e agonismo sportivo

Sulla competizione agonistica occorre puntualizzare che è necessario educare gli atleti ad una profonda conoscenza delle potenzialità del proprio corpo, onde evitare di richiedere ai propri tessuti, organi o metabolismo più di quanto essi possono dare.

Va precisato che gli atleti dovranno acquisire una consapevolezza capace di gestire  creativamente le proprie risorse psicofisiche, poiché è la creatività che deve competere nell´agonismo sportivo: uno sport fondato sulla creatività, che utilizza le potenzialità del corpo umano, sarà la vera cultura sportiva che può dare gioia e gratificazione sia agli atleti che a chi ama lo sport.

Una gara di creatività nella gestione delle proprie risorse psicofisiche in tutte le discipline sportive metterà in luce le immense potenzialità racchiuse nel cervello umano e nel soma; e soprattutto si ridurranno i gravi rischi non solo di traumi fisici ma anche di vere e proprie patologie che possono instaurarsi nel tempo.

Occorre ricordare che il corpo umano è regolato da leggi fisiche che non possono essere violate senza subire una “sanzione” in termini di danno o patologia. La conoscenza di tali leggi sarà un ulteriore aiuto per prevenire i danni che ogni giorno si producono all´interno di alcune discipline sportive

Scienza e coscienza nello sport

Scienza e coscienza sono indispensabili per un´educazione sportiva che porti al rispetto della Dignità come valore della propria esistenza e, di conseguenza, dell´altrui Dignità. La Pari Dignità va sempre tenuta in considerazione in qualsiasi attività competitiva per il raggiungimento del successo e ciò è possibile soltanto con la creatività nelle discipline sportive.

L´unicità della persona si esprime con l´originalità delle proprie azioni che, per definizione, possono essere prodotte solo dalla creatività 

A questo punto, è facile comprendere come una conoscenza fisiologica di tutti gli aspetti della realtà umana ci permette di dare coscienza all´Io, o al Pilota dell´individuo, di come gestire le proprie risorse bio-psicologiche; mentre l´integrazione delle scienze mediche può offrire gli strumenti agli operatori della salute per le terapie tendenti al recupero funzionale delle attività metaboliche e organiche dell´organismo in toto.

L´Integrazione delle Scienze e la nascita della Neuropsicofisiologia

Negli anni settanta-ottanta, io ed altri ci siamo dedicati all´Integrazione delle Scienze, al fine di dar vita ad “Una Scienza Integrata” propedeutica alla verifica e alla comprensione del continuum funzionale tra cervello e soma e tra cervello e ambiente, affinché si comprenda come l´Io, o il Pilota, deve gradualmente appropriarsi della gestione di tutta l´attività del proprio cervello e del proprio corpo: la Neuropsicofisiologia.

La Neuropsicofisiologia integra in sé tutte le potenzialità del corpo umano dove mente, cervello, soma sono interdipendenti e dinamici, riconoscibili e descrivibili come processi neuropsicofisiologici.

Le scienze psicologiche, biologiche e mediche richiedono un processo di integrazione, affinché i vari professionisti della salute possano usufruire di una conoscenza fisiologica che sia in grado di partecipare, in fase terapeutica, con l´opera fisiologica endogena che il “medico genetico” mette in atto per il recupero funzionale di tutta l´attività organica che ha subìto alterazione nel rapporto con l´ambiente circostante.

Il cervello è certamente la sede di controllo e di gestione di tutto ciò  che accade nella totalità dell´organismo.

Tutto avviene in un continuum funzionale dove istante per istante ogni parte del corpo informa del proprio funzionamento il cervello, comunicando qualsiasi alterazione si possa creare, affinché il cervello stesso provveda a intervenire per risanare la situazione.

Migliaia e migliaia di segnali raggiungono in ogni istante il cervello, monitorando l´equilibrio metabolico, omeostatico dell´attività scheletrica e muscolare, indicando inoltre la posizione corretta (ortostatica) nello spazio e nel tempo 

Ciò che contraddistingue il benessere psicofisico dell´individuo è il dinamismo della comunicazione tra cervello e soma e tra soma e cervello; la comunicazione va vista a livello intracellulare, intercellulare, organica.

Quel che è  certo è che la vita è comunicazione con uno scambio continuo e costante di energia che, in varie forme, acquisisce il ruolo di informazione.

L´informazione è dunque energia e materia. Esiste, quindi, un principio di equivalenza tra energia-materia-informazione: E=M=I.

La conoscenza di come il cervello mantiene il dinamismo del soma è fondamentale al fine di favorire (e non interferire) il riequilibrio costante dell´omeostasi intracellulare, intercellulare, dell´intero organismo.

A tale scopo, è di fondamentale importanza la nutrizione, che rifornisce di tutte le sostanze necessarie (che sono sempre e comunque energia, materia, informazione) indispensabili al buon funzionamento dell´intera “macchina” umana.

La “qualità” della nutrizione determina la qualità del buon funzionamento dell´intero organismo, cervello compreso.

Lo sport, nelle sue varie forme di competizione, mette in luce i limiti consentiti dalla fisiologia psicosomatica e qualsiasi tentativo di valicare tali confini rappresenta un rischio che può portare alla patologia funzionale organica.

Si richiede, al fine di evitare danni, una buona conoscenza educativa della gestione delle proprie potenzialità psicofisiche.

Un corretto equilibrio nutrizionale, un ottimo rapporto sonno-veglia, nonché  esercizi appropriati specifici per il tipo di sport esercitato, danno all´atleta e a tutti coloro che praticano sport una reale conoscenza delle proprie potenzialità psicofisiche.

L´intelligenza posta a servizio dell´Io Cosciente e consapevole della corretta utilizzazione delle proprie potenzialità è un buon indicatore, nel tempo e nello spazio, della salute e del benessere nel mondo dello sport.

Un breve cenno va dato sulle funzioni degli emisferi cerebrali che attraverso il corpo calloso, formato da circa duecento milioni di fibre che mettono in comunicazione le varie aree del cervello, sono fondamentali per comprendere come è possibile gestire al meglio le potenzialità creative dell´individuo, superando quelle forme di condizionamento che sin dalla nascita si sviluppano all´interno dell´emisfero sinistro del cervello, creando stili di vita, comportamenti e caratteri che riducono fortemente l´utilizzazione delle proprie risorse energetiche e delle stesse potenzialità cerebrali e somatiche.

La creatività  nello sport è possibile qualora l´individuo ha subìto pochi condizionamenti limitanti il sinergismo interemisferico; questi sono coloro che si distinguono per le loro prestazioni sportive proprio per la ridotta limitazione data da condizionamenti acquisiti.

Per tale ragione, occorre un intervento educativo per liberare gli atleti da tali condizionamenti, favorire il sinergismo interemisferico, riducendo l´ansia da prestazione e quindi per ottenere migliori prestazioni psicofisiche nell´ambito delle discipline sportive.

Conclusioni

L´argomento richiede grandi approfondimenti per far comprendere soprattutto che esistono in ogni essere umano enormi possibilità e potenzialità qualora il sinergismo interemisferico viene attivato dall´integrazione delle informazioni percepite e dalla rimozione di quei condizionamenti che deformano la percezione e portano a commettere errori nell´esecutività psicomotoria predeterminata dall´Io. La predeterminazione dell´obiettivo da parte dell´Io subisce una deformazione nell´esecuzione, a causa di specifici condizionamenti sviluppatisi nell´arco delle esperienze esistenziali che vanno rimossi al fine di migliorare il rapporto tra ideazione dell´azione ed esecutività 

Le emozioni, le pulsioni, legate spesso a condizionamenti, la paura di sbagliare, le memorie di precedenti errori, le pressioni psicologiche degli avversari, la suggestione indotta dalla disonestà poco sportiva di alcuni, producono troppo spesso gravi danni, non solo al mondo dello sport ma anche alla motivazione sportiva delle nuove generazioni a scapito della qualità della vita all´interno dell´evoluzione culturale e sociale del genere umano.

Tutto ciò  richiede un grande impegno, soprattutto educativo, scientifico e culturale, finalizzato a dare valore allo sport non come successo economico e di potere sugli altri, ma come capacità creative delle immense possibilità che il nostro cervello e il nostro corpo mettono a disposizione di tutti coloro che amano la vita anche attraverso lo sport.

Prof. Michele Trimarchi – isn.npf@gmail.com 

Lectio Magistralis tenuta al Corso teorico-pratico “La patologia tendinea nell’arto superiore: stato dell’arte” – Sabato, 24 aprile 2010 Museo del Calcio Centro Tecnico Federale F.I.G.C. Coverciano (FI)

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

OGM, 2 marzo: “La patata Amflora, geneticamente modificata, è introdotta dalla CEE nelle coltivazioni comunitarie – Di chi è il vantaggio?” – Notizie di cronaca comunitaria ed un commento su Scienza e Coscienza di Michele Trimarchi

Sono solo sei gli stati europei che hanno coltivazioni Ogm, la superficie totale coltivata ad Ogm nel continente è diminuita del 12% in un anno. La Germania a fine 2008 ne ha vietato la coltivazione. L’Europa sembra schierarsi contro queste coltivazioni, nei Paesi in via di sviluppo, in Cina, in Brasile invece gli Ogm aumentano.

I sostenitori degli Ogm affermano che utilizzando semi Ogm aumenti la resa dei campi, il rovescio della medaglia è però che i contadini si ritrovano ad usare dei semi brevettati che devono acquistare di anno in anno, dalle Multinazionali. C’è poi il problema della contaminazione: chi decide di essere Ogm-free rischia di avere comunque un raccolto Ogm se nei campi limitrofi vi sono tali coltivazioni.

La sfida per il futuro non è facile, secondo stime delle Nazioni Unite la popolazione mondiale crescerà del 34% e nel 2050 il pianeta si troverà dover sfamare 9,1 miliardi di persone. Secondo alcuni solo gli Ogm possono soddisfare questo bisogno, secondo altri è necessario puntare sulla qualità e sul benessere alimentare di tutti, solo così il mondo potrà salvarsi.

Il 2 marzo u.s. la Commissione europea ha dato l’autorizzazione alla coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora, e all’importazione di alcune varietà di mais Gm.

In questo dibattito ci proponiamo di approfondire la questione attraverso dichiarazioni e interviste ad esperti, ricercatori, professori universitari e divulgatori scientifici.

Partecipano: Luca Marini, Il ministro Luca Zaia, Mario Tozzi, Gianni Tamino , Marcello Buiatti, Michele Trimarchi, Roberto Burdese, Pietro Perrino, Vandana Shiva, Fondazione diritti genetici

Fonte notizie citate:  Agricoltura Italiana Online
www.aiol.it

…………

 

Michele Trimarchi

Psicologo, fondatore della neuropsicofisiologia negli anni ’70-’80, presidente ISN (International society of neuropsychophysyology) di Roma.

Margherita Hack in un’intervista ha dichiarato che si tende a “demonizzare la scienza” e ha citato al riguardo la paura verso gli OGM. Lei crede che i cittadini abbiano “paura” degli organismi geneticamente modificati?

Prof. Trimarchi: ”Margherita Hack sa che non è la scienza che viene demonizzata ma l’uso improprio che si fa della scienza per scopi contrari ai fini della scienza stessa.

Gli organismi non vengono modificati dalla scienza, ma da tecnocrati che pensano di gestire la Natura a proprio uso e consumo con motivazioni che troppo spesso offendono la Logica e l’Evoluzione della Natura.

La Natura sa come modificare i geni; l’uomo, con il suo empirismo, tenta di farlo e aspetta di vedere i risultati; e tali risultati devono sempre e comunque dare profitto a chi investe danaro su tali manipolazioni.

Che c’entra la scienza con il profitto, con il potere dell’uomo sull’uomo, quando la scienza dovrebbe produrre conoscenza per tutti?

Come si fa a non avere paura di organismi geneticamente modificati che vengono resi sterili da tali modificazioni?

Il buonsenso, o il senso comune, ha in sé una “logica” che spesso sfugge all’intelligenza artificiale con la quale si vanno a modificare organismi evolutivamente perfetti.”

Lei ha dichiarato “mi viene da sorridere quando ascolto le affermazioni di grandi specialisti come genetisti, biologi, chimici, biochimici, infarciti di un sapere che nega a priori l’intelligenza della Natura e con tali affermazioni decidere il destino dell’ecosistema e dell’intera umanità”, tuttavia è innegabile che la scienza abbia, spesso, “aiutato” la natura stessa. Esiste un futuro possibile in cui la natura e la scienza collaborano senza danneggiarsi?

Auspico un futuro possibile in cui la scienza possa favorire la Natura senza danneggiarla; e ciò è possibile nel momento in cui gli scienziati scoprono la “sacralità” della memoria genetica di ogni organismo esistente, poiché ogni seme contiene in sé il progetto filogenetico ed ontogenetico della specificità del seme.

La scienza deve produrre conoscenza e, come tale, avere grande rispetto del Dinamismo e della Logica della Natura.

Ciò renderà possibile un “dialogo” con la Natura favorendola nella sua opera di fornire a noi umani tutto quello che ci occorre per vivere serenamente. Gli attuali modelli teorici non tengono conto di quella comunicazione dinamica e integrata della “tecnologia” della Natura. E’ per questo che mi viene da sorridere quando si fanno passare i modelli teorici come verità, quando sono soltanto brandelli di verità e non tutta la verità.

Il discorso è lungo e complesso e non è rispondendo a queste domande che posso esprimere la mia conoscenza di tali processi.

Io sono uno scienziato che non rompe i “giocattoli” per comprendere come sono fatti, ma li osserva nella loro espressione per comprendere le cause che li hanno prodotti.

Per il 2050 dovremmo sfamare più di 9 miliardi di persone. Qual è la soluzione?

Sono tanti anni, ormai che sento fare domande di questo genere. Adesso, addirittura, si ipotizza che nel 2050 dovremmo sfamare più di 9 miliardi di persone. Conosco bene i furbi che pongono questo tipo di domande. Ricordo, tanti anni fa, quando il Club di Roma fece fare una ricerca da cui venne fuori che nel 2000 saremmo stati 6 miliardi di persone e che bisognava ridurre le nascite per evitare la sovrappopolazione della Terra.

Quanta limitatezza c’è in queste affermazioni!

Anche attualmente ci sono milioni di persone che muoiono di fame e ce ne sono tante altre che muoiono per eccesso di cibo.

Invece di porci queste domande, dobbiamo chiederci come mai c’è ancora su questo Pianeta così tanto egoismo da distruggere derrate alimentari piuttosto che distribuirle a chi ne ha bisogno. Forse, perché le leggi di mercato, le organizzazioni nazionali pseudo-democratiche o le multinazionali impediscono il soddisfacimento dei bisogni fondamentali delle popolazioni.

Chi è che non si sente di affermare che sul nostro Pianeta non c’è abbastanza cibo per tutti? Perché anche quando eravamo 4 miliardi di persone c’erano milioni di persone che morivano di fame?

Bisogna rispondere a questo tipo di domande se vogliamo risolvere i problemi. Non si può continuare a inventare nuovi problemi, per giustificare azioni contrarie al rispetto per Dignità Umana, senza rispondere ai vecchi, senza rispondere a quelli già esistenti.

E la soluzione di tutto questo è a portata di mano: educare le coscienze alle Pari Dignità, affinché ognuno impari ad amare il prossimo come se stesso.

Questa non è una frase fatta, ma è qualcosa di molto importante su cui dobbiamo tutti riflettere, senza continuare a cercare soluzioni astratte che vìolano i diritti fondamentali, non solo degli esseri umani, ma anche della Natura e dell’ecosistema.

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

Intervento di Michele Trimarchi: “Neuropsicofisiologia come terapia per la patologia oncologica e paragoni con il metodo Luigi Di Bella”

La patologia oncologica rappresenta per l’organismo in toto la più grave forma di “ribellione” a quelle leggi fisiche e fisiologiche che regolano l’integrità psicofisica della comunicazione intracellulare, intercellulare, organica, in sintesi neuropsicofisiologica.

Un postulato di base sostanzia la Neuropsicofisiologia: E = M = I (Energia = Materia = Informazione). Ciò significa che gli atomi, le molecole, le cellule, gli organi, l’intero organismo scambia costantemente materia, energia, informazione.

Tali scambi avvengono attraverso processi elettromagnetici, biochimici, biofisici da cui tutta la materia biologica (e non) è costituita.

Comprendere il “linguaggio” elettromagnetico degli atomi e delle molecole ci consente di ricercare le cause non solo della patologia oncologica ma di tutta la nomenclatura della patologia medica.

Occorre tenere presente che la fisiologia umana nei suoi processi filogenetici ed ontogenetici è regolata da leggi fisiche “perfette” e solo le violazioni di tali leggi sono causa, nel tempo, di squilibri metabolici che, se non rimossi, possono provocare gravi patologie e, in ultima istanza, anche la morte.

Dato che Luigi Di Bella era e rimane fisiologo e scienziato e fonda la sua terapia su principi fisiologici strettamente correlati a quelle leggi fisiche che consentono l’armonizzazione delle funzioni dell’intero organismo e che la patologia è certamente una risposta a violazioni delle stesse leggi fisiologiche, ci sembra ovvio che tale terapia contrasta con chi ritiene che è necessario aggredire l’organismo per curare.

Tale ragionamento non è scientifico perché esclude la profonda conoscenza fisiologica dell’integrità psicofisica nel suo dinamismo.

Per “assurdo”, nel primo caso la patologia altro non è che l’estensione dell’azione della fisiologia finalizzata alla sopravvivenza dell’organismo fino alla rimozione della causa che induce lo “stato patologico”.

L’oncologia, quindi, non va vista come malattia, ma come logica conseguenza di un’azione il cui “obiettivo” è sempre e comunque sopravvivenza.

Esempio: se l’ignoranza spinge l’essere a nutrirsi con sostanze tossiche che l’organismo non riesce a smaltire, non ci dovremmo sorprendere nel vedere neoplasie nel fegato o nel rene, poiché l’unica risposta che può dare l’organismo è quella di aumentare quelle cellule che dovrebbero smaltire tale tossicità; così come una carenza di ossigeno nel sangue potrebbe indurre una neoplasia polmonare e ciò sarebbe ancora tentativo da parte dell’organismo per prolungare la vita.

Ecco perché  l’intervento neuropsicofisiologico è in grado di verificare quanto l’individuo è capace di gestire il proprio rapporto con la nutrizione e con un’auto-educazione capace di favorire l’espressione fisiologica dell’intero organismo.

L’essere umano ignora le potenzialità del mezzo principi nel quale si esprime e ciò lo conduce in situazioni conflittuali con se stesso e con l’ambiente naturale e sociale in cui vive; quindi, è l’ignoranza la causa prima di tutte le malattie e soprattutto degli infiniti conflitti che egli vive nell’arco della sua esistenza.

La Neuropsicofisiologia educa l’individuo ad una profonda conoscenza delle proprie potenzialità psicofisiche spingendolo, di conseguenza, verso l’autostima e la consapevolezza di come prevenire qualsiasi forma di malattia e soprattutto insegna che non siamo nati per soffrire ma possiamo anche progettarci il nostro benessere.

Michele Trimarchi – isn.npf@gmail.com

Abstract dell’intervista su  radiotvsanmarino  tg del 16/01/2010 h. 19,30

Commenti disabilitati

Risultato della ricerca:

“Contr’Ordine” – Roma: Convegno con SRM Psicologia sulla comprensione dei meccanismi della mente aldilà dell’analisi psichiatrica e terapeutica tradizionale … (leggi tutto)

Interessandomi io stesso di archetipi psicologici e di ricerca sulle tendenze innate, legate agli apetti elementali ed energetici presenti in natura e nell’uomo, ho sempre avuto un debole per lo studio della psicologia. Ho scritto anche degli articoli sulla correlazione fra la psicanalisi junghiana ed il Libro dei Mutamenti (I Ching), nonché sulla psicologia transpersonale e le teorie del Sé profondo vicine alla filosofia Advaita dell’India  (alcuni potete leggerli qui: http://www.circolovegetarianocalcata.it/veggente-hou ).

Inoltre ho intavolato spesso e volentieri discussioni e scambi di vedute con amici psichiatri, psicologi e psicoterapeuti… a volte opponendo alla visione tecnicistica della scienza attuale una visione olistica e psicosomatica, in tal senso potete leggere i resoconti di vari incontri avuti con Michele Trimarchi sulla neuropsicofisiologia (http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=neuropsicofisiologia ).

Nell’analisi psicologica dei soggetti trattati, secondo me, occorre tener presente che la comprensione degli stati psichici esaminati nell’individuo “osservato”  necessitano di una buona dose di commistione ed empatia, ovvero lo psicologo deve essere anche un po’  “intrigante e speculativo”.   

Intrigante deriva da intrigo (macchinazione, trama,  intesa, etc.) questa parola esprime un sacco di doppi sensi, a volte viene usata nell’accezione positiva, in quanto una cosa intrigante é interessante, varia, divertente, attraente… oppure nel senso negativo il che significa confusa, cunning,  con risvolti celati, etc.  Il termine Speculazione esprime un altro aspetto tipico dell’analisi, oltre quello dello specchiarsi… anche indagine, ricerca, riflessione, pretesto…

L’empatia ed il transfert sono necessari per la comprensione dei giochi della mente, la compartecipazione ed il riconoscimento di condividere tutti gli aspetti esaminati, questo é il solo modo -secondo me- per poter trovare soluzioni agli squilibri ed alle disfunzioni della psiche. Perciò lo psicoterapeuta svolge anche una funzione sacerdotale, sciamanica… e questo non è un atteggiamento eretico… anzi proprio questo atteggiamento consente di apportare elementi di guarigione…  All’inverso dove c’è assunzione di sanità nell’osservatore e riconoscimento di insanità nell’osservato, subentra una sorta di strumentalizzazione della “malattia” e di uso medico-terapeutico falsato…

Ho perciò accolto con grande interesse l’invito ricevuto a partecipare all’incontro su queste tematiche che è previsto per  sabato 28 novembre 2009,  a Roma. Dove  si terrà il primo convegno nazionale di “Contr’Ordine” in cui saranno affrontati temi inerenti scelte e posizioni dell’Ordine degli Psicologi del Lazio anche in materia di provvedimenti disciplinari (saranno discussi alcuni casi recenti di radiazione e sospensione). La questione non riguarda solo gli psicologi ma più ampiamente tutti coloro che vivono in questo paese, in quanto il caso è emblematico di ciò che avviene o potrebbe avvenire in tema di scienza, professione e sopratutto in tema di libertà e salute.

Saranno affrontati temi inerenti le scienze psicologiche, la professione di psicologo, la libertà di scelta della cura da parte delle persone, la ricerca, il diritto/dovere dello sviluppo di conoscenze, i rischi di abuso di chi riveste incarichi in posizione dominante.  Durante il convegno saranno presentati dei fatti, si terranno discussioni aperte ed analizzate tutte le considerazioni, alla fine ad ognuno sarà dato di trarre le proprie conclusioni.

Ecco cosa dicono gli organizzatori nel discorso introduttivo: “Sono invitati a partecipare tutti coloro che credono che l’Italia abbia bisogno di essere più competitiva sul piano scientifico, tutti quei professionisti estranei ai giochi di potere accademici che vedono minacciata la propria autonomia scientifica e professionale, le famiglie che vogliono, per i propri figli che hanno investito in professioni intellettuali, un futuro in questo paese, chi vuole vedere rispettato il proprio diritto alla libera scelta della cura, chi crede che la democrazia sia basata anche sul diritto al dissenso, chi non vuole più che l’Italia sia il paese con uno dei più alti tassi di fuga di cervelli al mondo, tutte le persone che credono nella libertà e nello spirito di colleganza, tutti coloro che credono nella competenza e nel merito e sono stanchi di chi usa in modo eccessiva una posizione dominante.

Tutti gli essere umani sono uguali, nessuno ha il diritto di considerarsi un essere umano superiore ad un altro. Chi riveste un ruolo istituzionale è sempre una persona, alla pari di ogni altra. Anche chi giudica può essere giudicato e chi riveste ruoli di rappresentanza di una intera categoria dovrebbe rispettare per primo i principi di cui si fa garante. Possiamo essere osservatori passivi e continuare a lamentarci che le cose funzionano così nel nostro paese oppure essere elementi attivi, costruttori del sistema in cui viviamo, e mettere un freno a tutto questo!

La scelta come sempre é libera!

Questo  Convegno é utile  per Permettere a Membri della Società Civile di discutere in materia di cultura, scienza e ordinamento professionale. Un convegno per un confronto libero. Per la libertà di espressione, per la libertà di pensiero, per la libertà di fare scienza, per la libertà di scegliere”. 

Raccomando a tutti  coloro che sono interessati alla comprensione dei processi mentali, in qualsiasi forma, di partecipare a questo interessantissimo convegno universale e sincretico sulla psicanalisi.

Paolo D’Arpini

 ………….

SEDE E ISCRIZIONI

Data: 28 novembre 2009, sabato ore 10.00-12.30

Luogo: Palazzetto delle “CARTE GEOGRAFICHE” (centro convegni) – Sala 1

Indirizzo: via Napoli, 36 – 00184 Roma

Posti: 90 (iscrizione gratuita)

Iscrizione Telefonica: +39 06 8418055 (segreteria SRM Psicologia)

Si ringrazia la SRM Psicologia per la gentile collaborazione

(www.srmpsicologia.com )

Commenti disabilitati