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Verso One Billion Rising, inquinamento acustico e musicale, medito lavoro incontro suono, il pedone deve morire, distruzione degli ecosistemi, to believe is an hindrance, gita a Montalbano

Il Giornaletto di Saul del 15 gennaio 2018 – Verso One Billion Rising, inquinamento acustico e musicale, medito lavoro incontro suono, il pedone deve morire, distruzione degli ecosistemi, to believe is an hindrance, gita a Montalbano

Care, cari, in attesa dell’evento del 14 febbraio in cui tutti insieme nel mondo diremo il nostro no alla violenza, si mette in moto l’organizzazione vera e propria degli eventi che porteranno alla chiamata globale del 14 febbraio 2018. Per questo chiediamo alle associazioni e a tutti coloro che vogliono organizzare un evento di seguire alcune semplici indicazioni, per uniformarci tutti e far sì che l’iniziativa One Billion Rising del 14 febbraio sia veramente un “evento comune”… (Nicoletta)… – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2018/01/11/treia-14-febbraio-2018-deambulazione-in-piazza-in-supporto-di-one-billion-rising-e-contro-la-violenza-di-genere/comment-page-1/#comment-376

Hawaii. Attacco nucleare “per errore” – Scrive Jure: “Strategia della tensione: ho trovato questo: Hawaii, messaggio scatena allarme missile dalla Corea. Le autorità: “Inviato per errore”: Inviato sui telefonini della popolazione. La polizia di Honululu rettifica dopo 38 minuti di panico http://www.repubblica.it/esteri/2018/01/13/news/hawaii_messaggio_scatena_allarme_missile_dalla_corea_le_autorita_inviato_per_errore_-186446025/ – Già, ‘la polizia di Honolulu’ rettifica, scrive Repubblica. Come se fosse credibile che un allarme di attacco nucleare su uno Stato degli USA possa essere gestito dalla … polizia locale. Meno male che scrivono (riportano) che non è un fake autoprodotto, ma un ‘banale errore’. Immagina soltanto di pensare di essere sotto attacco nucleare per 38 eterni enormi minuti, quel che ti può passare per la testa avendo certezza che sia giunta la fine del mondo. Vorrei conoscere, vedere cosa sia successo per le strade delle isole in quei 38 minuti di limbo e attesa della fine. Materiale per una ricerca sociologica e psichiatrica. Magari il vero scopo del falso allarme, un test immaginato al Pentagono o a Langley…”

L’inquinamento acustico e musicale abbassa l’intelligenza e la libido – Quali sono le conseguenze sulla mente e sul corpo umano delle cadenze sonore emesse senza sosta in questa nostra “civiltà” del rumore? L’elettroencefalogramma evidenzia rallentamento dei ritmi, alterazioni dell’attività elettrica delle cellule nervose, riduzione dei riflessi e della memoria, eccitabilità e mancanza di risposte adeguate alle situazioni contingenti, anche alcune forme di cefalea possono essere collegate a traumi acustici… – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2015/10/ecologia-del-suono-linquinamento.html

Svezia che cambia – Scrive Pilar Castel: “Cambiate le regole della Sauna, non più promiscua ma sessi separati dovuto a molestie subite dalle donne e denunce; ora è impensabile che siano gli svedesi, come diceva la radio rai facendo delle battute, ma è ovvio che è dovuto agli immigrati che non hanno avuto un percorso di rispetto della donna e disinvoltura verso corpi nudi. Ma in una sauna si tratta appunto di corpi nudi dove i testosteronici musulmani fanno fatica a controllarsi…”

Mio commentino: “Niente paura, nulla è perduto, se le donne non sono più accessibili i “testosteronici” daranno fastidio ai biondi maschietti…”

Medito lavoro incontro suono – Scrive Ferdinando Renzetti: “…la sera rovescio tutto quel che raccolgo durante il giorno nel mio cesto, lettere parole frasi dialoghi paradossi e metafore in un groviglio chiassoso e ridente poi rileggo tutto prima di addormentarmi la pura essenza della forma senza sfumature solo infinito subconscio ho avuto un’idea ad occhi aperti i pensieri volano liberi si respira bellezza!..” – Continua: http://retedellereti.blogspot.it/2018/01/medito-lavoro-incontro-suono.html

Salvare la Terra e gli umani – Scrive Giuseppe Altieri a commento dell’articolo http://www.circolovegetarianocalcata.it/2018/01/13/non-mangiare-la-carne-conviene/ -: “non basta non mangiare animali, come conseguenza bisogna chiudere tutti gli allevamenti industriali e lasciare al pascolo solo gli animali selvatici gli altri, purtroppo, vanno abbattuti… o gli esseri umani… o le vacche e i maiali, quelli attualmente viventi nelle fabbriche di animali coperte o a cielo aperto… solo una volta eliminati tutti questi animali eccedenti, che oggi mangiano come almeno 20 miliardi di persone… la madre terra tornerà a respirare e noi con lei altrimenti è già la fine cerchiamo di salvar più esseri umani possibile…”

Mia rispostina: “Forse non serve abbatterli, sarà sufficiente non farli più riprodurre… Anche perché lo smaltimento di milioni di cadaveri comporterebbe ulteriore inquinamento! Nel frattempo occorre pian piano diminuire i consumi di prodotti di origine animale, d’altronde il consumo di carne in Italia è negli ultimi anni già diminuito, mentre nei paesi emergenti continua ad aumentare… Buona parte delle carni di animali allevati in Italia viene esportata in paesi come Cina, Giappone, Turchia, etc. e chi potrà convincerli a smetter di mangiar carne?”

Il parere di renzie: “Il segretario PD, matteo renzie, ha pubblicamente dichiarato: “A Pasqua mangerò l’agnello, è una tradizione familiare. Se uno è vegetariano o vegano merita rispetto ma non bisognerebbe strumentalizzare una scelta personale. Io non farò mai una campagna su questo. In politica ci sono già tanti animali, non mettiamoci anche quelli veri. Comunque sono di Firenze e se mi toccano la ‘fiorentina’ mi arrabbio….”

L’allevamento industriale conduce alla morte del pianeta – Scrive F.L.M.: “Ogni anno gli animali consumano 5.000 tonnellate di soli antibiotici che finiscono nelle falde acquifere. L’aria, la terra, i fiumi ed i mari sono contaminati dalle deiezioni degli animali che producono escrementi 130 volte l’intero genere umano. Le coltivazioni a foraggio, per gli animali dall’allevamento, sono trattate con pesticidi, diserbanti, fungicidi, insetticidi, erbicidi, fitofarmaci, che dall’animale passano nel metabolismo di chi consuma prodotti animali e derivati. Secondo le proiezioni pubblicate dalla Fao, lo stile di vita occidentale porterà la produzione di carne a più che raddoppiare entro il 2050, arrivando dagli attuali 230 milioni di tonnellate a 470 milioni…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2018/01/allevamenti-industriali-e-impatto.html

Allevamento di animali da pelliccia – Scrive Walter Caporale: “Ad oggi, in Europa, diversi Paesi stanno vietando l’allevamento di animali per la produzione di pelliccia o, comunque, spingono per forti restrizioni che, a lungo andare, portano alla cessazione di questa attività. L’Olanda, ad esempio, che è la terza nazione al mondo per produzione di pellicce di visone, nonostante gli interessi economici, ha deciso di fermare la produzione, facendo da apripista a Austria, Danimarca (che però ha detto basta solo per le volpi), Inghilterra, Irlanda del Nord, Scozia, Slovenia, Croazia e Bosnia. In Italia gli allevamenti da pelliccia sono ormai solo una ventina (erano 80 negli anni ‘90), distribuiti tra Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Abruzzo…”

Roma. Il pedone deve morire… – Scrive Vito De Russis: “La persona dignitosa romana RIFIUTA anche la “marciabici” e la “marciaciclopedonale” (ovvero le nuove piste ciclabili Mod. Roma, quelle ricavate sui marciapiedi sottratti alla “mobilità pedonale”; già realizzata al Tunnel Santa Bibiana; prossima è quella sulla Nomentana) perché incrementa le disuguaglianze (che− come è arcinoto – generano violenza) e le paure nonché  la perdita dei diritti e della dignità dei pedoni…” – Continua: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2018/01/roma-il-pedone-deve-morire-iacona-e-le.html

Dentro la Comunicazione Globale – Scrive Claudio Martinotti Doria: “Glauco Benigni, presidente di Web Activists Community ed esperto di comunicazione, ha concesso un’intervista ad un altro amico, Claudio Messora, uno dei maggiori blogger italiani d’informazione e demistificazione – https://www.youtube.com/watch?v=xmzLJOJEzXo – durante la quale svela la trappola in cui la diffusione capillare della tecnologia a livello sociale ci ha fatto cadere rendendoci schiavi, che lavorano gratis e danno il loro assenso per divenire schiavi. Il video è imperdibile…”

Distruzione degli ecosistemi – Scrive WWF: “La distruzione degli ecosistemi rappresenta una rischio non solo per le piante e la fauna selvatica ma anche per gli esseri umani dal momento che gli ecosistemi ci forniscono acqua (e se è inquinata ci ammaliamo), aria pulita, cibo, energia, rimedi naturali. Questo patrimonio si sta riducendo ad un ritmo più veloce di quello necessario al reintegro a causa della pressione umana. Nel giro di pochi decenni sono stati distrutti 2 miliardi di ettari di foresta. Dal 1970 al 2012 le popolazioni di elefanti si è ridotta del 38%. Senza specie animali, gli ecosistemi crolleranno e con loro i servizi che la natura ci fornisce…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2018/01/14/pianeta-terra-morte-certificata-lestinzione-degli-animali-e-la-distruzione-degli-ecosistemi-poco-importa-al-sistema/

La fine di un ciclo – Scrive Vincenzo Zamboni: “L’Eurasia avanza rispetto al lento declino euramericano, nel vecchio continente alla continua esplosione dei conflitti di interesse generati dalla follìa di una unione monetaria tra economie diverse (ne sono fallite quattro nel XX secolo, progressivamente si disgrega anche questa, per i guati prociclici prodotti) si aggiunge la inevitabile fuga della Gran Bretagna dall’unione politica, mentre il nuovo corso statunitense è inevitabilmente protezionista e non più filogermanico (era inevitabile che accadesse). Dunque la grande fase propulsiva neocapoitalista lanciata con la fine della guerra fredda sta esaurendo le realizzazioni delle sue potenzialità, e le contraddizioni secondarie tra fazioni si sommano a quella principale di classe. Ogni ciclo è destinato a finire, incluso questo…”

Believing is an hindrance… – The only incontrovertible truth is the one corroborated by one’s own personal experience but unless one has a direct inner revelation we may say that believing in a religion is a mental exercise and is devoid of any substantiality. Things are different in the case of direct experience or “realization”. But since “realization” is of the Self, we can safely say that “intrinsic truth” is the only real truth all the rest being simple mental projection… – Continue (con testo italiano): https://bioregionalismo.blogspot.it/2018/01/believing-is-static-experimenting-is.html

Integrazione di Ramana Maharshi: “Non permettere alla tua mente di essere distratta dalle cose oggettive e dai pensieri. Ad eccezione del badare al tuo dovere quotidiano nella vita, il resto del tempo dovrebbe essere dedicato nell’Atma-nishta (dimora nel Sé); non sprecare nemmeno un secondo nella disattenzione, nel torpore.”

Gita a Montalbano, il borghetto dei presepi – Scrive Caterina Regazzi: “Domenica, 14 gennaio 2018, ci siamo trovati alle 10 da noi e siam partiti alla volta di Montalbano, passando da Ponte Samone e Missano, fermandoci a dissetarci ad una fonte di acqua fresca e, almeno apparentemente, pura. Poi, arrivati a Montalbano, l’abbiamo girato in lungo e in largo per ammirare i numerosissimi presepi dalle fattezze e sistemazioni le più fantasiose e strampalate, davvero simpatici e originali! Non finivo più di scattare foto. La giornata era soleggiata e perfetta per la nostra gita…” – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2018/01/14/14-gennaio-2018-gita-a-montalbano-il-borghetto-dei-presepi/

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Non sono italiano
non sono omosessuale
non sono fiorenzuolano
non sono laureato
non sono eterosessuale
non sono trans
non sono vegano
non sono carnivoro
sono un raggio d’infinito
che attraversa il tuo sguardo”
(Paolo Mario Buttiglieri)

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Pianeta Terra: morte certificata – L’estinzione degli animali e la distruzione degli ecosistemi poco importa al sistema…

Nel Living Planet, il Report Biennale sullo stato di salute della terra: entro il 2020 si prevede il crollo del 67% delle specie animali e vegetali; le cause più comuni sono: l’agricoltura non sostenibile (dicasi monocolture di mangimi per animali); il disboscamento (in genere per adibirlo a pascolo); l’inquinamento dovuto ai mezzi di trasporto (gli allevamenti inquinano più di tutti i mezzi di trasporto del pianeta); lo sviluppo residenziale o commerciale (crescete e moltiplicatevi), la produzione di energia elettrica; lo sfruttamento minerario, la caccia indiscriminata, il bracconaggio, etc.

La distruzione di questi ecosistemi rappresenta una rischio non solo per le piante e la fauna selvatica ma anche per gli esseri umani dal momento che gli ecosistemi ci forniscono acqua (e se è inquinata ci ammaliamo), aria pulita, cibo, energia, rimedi naturali.

Questo patrimonio si sta riducendo ad un ritmo più veloce di quello necessario al reintegro a causa della pressione umana. Nel giro di pochi decenni sono stati distrutti 2 miliardi di ettari di foresta. Dal 1970 al 2012 le popolazioni di elefanti si è ridotta del 38%. Senza specie animali, gli ecosistemi crolleranno e con loro i servizi che la natura ci fornisce quotidianamente.

(Fonte: WWF)

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Le piante fonte di vita sul pianeta…

Credo sia importante rendersi conto che oggi in Europa dovremmo considerare l’agricoltura assolutamente morta. Finita. Nel giro di un paio di generazioni abbiamo assistito ad un’autentica “deportazione” di massa: la popolazione agricola in Italia, per esempio, è passata dal 70% degli anni del dopoguerra al 3% di oggi e la popolazione rurale dal 90% allo 0%.  Oggi, infatti, non si può più parlare di vita né di società né di cultura rurale. Chi vive in campagna non è ”rurale” ma dipende completamente dalla cultura urbana e metropolitana. 

La megamacchina della megalopoli divora e controlla tutto diffusamente. E dall’altra parte chi ancora lavora nei campi non è più certamente un contadino ma un “addetto agricolo”, una sorta di operaio ibrido e sottopagato generalmente ignorante ed ottuso alle totali dipendenze dell’industria chimica e meccanica che applica nei suoi campi dei protocolli demenziali decisi a migliaia di chilometri dai suoi lunghi senza capirli né discuterli e che serviranno a produrre tonnellate di ”merce” di cui non conosce né lo scopo né l’utilizzo né la destinazione. E nemmeno se saranno distrutte o diventeranno cibo o cos’altro. E’ quindi un alienato che né ama né conosce quello che produce. 

La valle degli orti o il mulino bianco sopravvivono solo sullo schermo televisivo o nel nostro immaginario. Non esistono luoghi reali neanche vagamente simili. Questa è oggi la situazione con quel che ne consegue, lasciando le evidenti considerazioni sulle lacerazioni sociali che un tale drastico cambiamento ha portato, vorrei concentrarmi di più sull’aspetto indissolubilmente collegato che riguarda la pianta, il cibo e il nutrimento.
Oggi i pochissimi contadini rimasti sono contadini per scelta chiara e determinata, direi quasi militante. Siano contadini di ritorno o lo siano perché nati sul luogo. Nel mio caso sono un contadino di ritorno. Non sono nato in campagna e non sono figlio di contadini. La genesi della mia scelta si perde però molto indietro, nelle nebbie dell’infanzia o forse ancora prima, chissà. 

Sto parlando quindi di motivazioni che non sono né intellettuali né razionali ma intuitive. L’uomo non può trovare la sua profonda essenza intrappolato fra muri, mattoni, cemento e asfalto. Quello che troverà lì saranno soltanto logoranti palliativi. 

L’uomo ha invece bisogno di cielo, di vento, di neve, di sole, di profumi, terra e piante. Ha bisogno di rapportarsi con la pianta.
La pianta è grande maestra al cui insegnamento l’uomo accede con la sua volontà. Sulla terra è la pianta che sa raccogliere la luce. L’animo umano anela alla luce racchiusa in un involucro di tenebra. Il corpo animale non è ricettivo nei confronti della luce. L’anima e il corpo accedono alla luce grazie alla pianta e questa è la vera essenza del nutrimento. Abbiamo un profondo bisogno di immergerci negli elementi di cui la pianta è interprete e conseguenza per capire noi stessi, prendere coscienza di noi stessi e riconoscere l’amore universale di cui siamo figli. 

La pianta è il ricettore per eccellenza della matrice universale della vita; è lo specchio e l’interprete del macrocosmo che si riproduce nel microcosmo senza soluzione di continuità; è il mezzo per cui ciò che è sopra diventa uguale a ciò che è sotto e che rende uguale e unico il miracolo della vita biologica al miracolo della vita universale. 
Le piante coltivate con il metodo chimico-industriale possono perdere fino all’80% della loro capacità fotosintetica, ossia la loro capacità di catturare la luce e di conseguenza di fissare carbonio e azoto. Di cosa ci nutriamo allora? Cibandoci dei frutti di queste piante perdiamo il gusto e col gusto la gioia di vivere ma soprattutto interrompiamo il flusso che ci lega e ci rende partecipi della vita cosmica e del divino. 

L’uomo non può pensare al proprio futuro, alla propria evoluzione e a quella del pianeta intesa come un essere senziente senza passare dall’Agricoltura. l frutti dell’Agricoltura sono frutti della natura che ha accettato di dialogare con la creatività e il lavoro umano. Ci nutrono materialmente ma soprattutto spiritualmente e senza che i due aspetti si scindano. Alla sostanza fatta di elementi e di luce si unisce il piacere del gusto e della convivialità e la gioia di collegare tutto questo a un paesaggio agrario a cui di buon grado la terra ha accettato di farsi modellare. La terra accetta, anzi desidera l’Agricoltura perché ne esce anch’essa spiritualmente migliorata. 

La natura selvaggia ha i suoi tempi e i suoi modi che appartengono ad un’epoca evolutiva che non è più quella di oggi. La collaborazione e il dialogo tra la natura e la creatività, il cuore umano mediato anche dall’intelligenza, migliora e ingentilisce la terra che non può che gioirne. Una buona Agricoltura è come una musica portatrice di armonia, melodia e acustica. Non può che essere una buona alleanza fra la natura e l’uomo tra l’uomo c il suo pianeta. Un’alleanza d’amore vicendevole e profondo. L’abbandono del territorio che abbiamo sono gli occhi in tutte le zone cosiddette “marginali” o la sua devastazione e cementificazione nelle zone cosiddette sviluppate creano invece squallore, disarmonia e cacofonia di cui risente la terra e pure la nostra salute fisica e psichica.
Tutto questo ha a che fare con la libertà. Questo grandioso incontro tra l’uomo c il suo pianeta, che si chiama Agricoltura deve essere un incontro tra liberi. Non si può imbrigliare la terra con un’agricoltura arrogante, come non si può con l’arroganza imbrigliare l’uomo. 

E qui è “cascato l’asino”: arroganza figlia della supponenza, figlia a mio parere di un disastro iniziato l0.000 anni fa chiamato patriarcato. In natura contrariamente a ciò che ci hanno insegnato, non c’è prevaricazione. 

Non c’è la lotta in cui vince il più forte e soccombe il più debole. È un flusso unico di collaborazione e cooperazione. Tutto si aiuta a crescere in un unico canto di gioia di vivere. Da bambini lo sappiamo molto bene, poi gli insegnanti intellettuali ci fanno scordare tutto e facciamo una fatica improba a riappropriarci di quella coscienza e consapevolezza dell’amore e della collaborazione universale. 
Questa è altresì la coscienza della libertà. 

Ci si sente liberi se si è fedeli a quello si è e al luogo (Terra) dove viviamo. Non siamo liberi nella  sopraffazione né del prossimo né della vita della terra, né dell’acqua o dell’aria. Quando inquiniamo un fiume inquiniamo noi stessi, quando uccidiamo la terra coi veleni o col cemento sono semi di morte che introduciamo nel nostro essere totale. 

Ogni atteggiamento arrogante è cattiveria che acquisiamo e che non è la nostra, che ci logora, ci fa soffrire, ci toglie libertà. 
Siamo liberi quando ci riconosciamo. Nasciamo come esseri di amore. Il vero seme che è nel cuore umano è quello. Soverchiati di idee, di bugie, di paure, ci dimentichiamo e diventiamo a ciò che ci dice il cuore e finiamo per rinnegarlo, generando sofferenza; prima su noi stessi e inevitabilmente sugli altri. Siamo vittime di migliaia di anni di pregiudizi di violenza di paure, che ci fanno corrosi e bacati. 

Credo che siamo di fronte a un momento positivamente critico dell’evoluzione umana in cui esistono le condizioni per liberarci via via di queste assurde catene di violenza e umiliazione. Siamo pronti a riconoscere con semplicità la nostra luce interiore, il nostro dio interiore, che partecipa, anzi cosa unica con il Dio universale e lasciarsi finalmente andare a questa nostra natura dolce e amorevole. 

Una liberazione dell’Agricoltura, una nuova Agricoltura è senz’altro lo strumento fondamentale di questo passaggio nel quale concepire il lavoro dell’uomo come servizio al prossimo e nel contempo alla natura e alla terra. Il lavoro umano non è merce è amorevole servizio. 
La terra non è nemico a cui strappare i frutti con arroganza e violenza ma è madre generosa e amica da accudire e rispettare. Un gesto agricolo scellerato può distruggere in breve ciò che la terra/natura ha creato in migliaia di anni. Un gesto agricolo sano può creare un suolo vivo e unico in pochi anni, far entrare molta più luce nel cuore della terra, può moltiplicare infinite volte la sua fertilità e la sua forza vitale. Questo è il vero libero rapporto d’amore; quello in cui ci si migliora reciprocamente e non ci si usa o ci si sfrutta. Senza calcolo ma come dono gratuito. Come una quercia che lascia cadere migliaia e migliaia di ghiande di cui solo alcune saranno semi.

Sappiamo tutti che una pianta per stare bene ha bisogno di un terreno umico e vitale. 
Nessuna persona di buon senso seminerebbe sul cemento, però i nostri campi sono ridotti a forza di pratiche agricole scellerate, in condizioni di vitalità non molto differenti da quelle di una spianata di cemento. 
La pianta non si nutre dalla terra ma dal cielo. Gli elementi costitutivi della pianta sono al 95% costruiti a partire dall’energia solare e dall’atmosfera. 
Grazie all’energia solare, planetaria e astrale la pianta costruisce e produce amminoacidi e proteine per costruire se stessa e il suolo: dona al suolo l’enorme surplus che produce. Di questo surplus gode tutta l’incredibile massa della vita ipogea (si calcola sia 10 volte superiore a quella della vita epigea) e questo mondo vitale perfettamente organizzato e intelligentemente coordinato collabora con le piante diventando indispensabile alleato del suo sviluppo e del suo metabolismo. 

Sono i micro-organismi che guidano le radici nella profondità della terra a trovare i minerali di cui 
necessitano, a renderli solubili e compatibili con la linfa e infine a introdurli nel sistema ricettivo della radice e quindi nella linfa. Una pianta che si trovasse in un suolo con scarsa vitalità è una pianta disorientata che non su più trovare ciò di cui ha bisogno e che per forza dovrà essere dopata e sostenuta da bombe chimiche. 

Non sarà più una pianta ma un simulacro di pianta. Pensiamo che una pianta di grano coltivata in agricoltura sana e pulita in un suolo vivo può penetrare fino a 10 metri nel suolo producendo 5 km di filamenti radicali. Una pianta di grano chimico-industriale non supera i 5-10 centimetri di penetrazione radicale con poche centinaia di metri di filamenti radicali. 

La sua maturazione, al contrario di come dovrebbe fare una pianta di grano, inizia dalla spiga che quando sarà matura avrà ancora la parte basale verde. Il frumento, pianta solare per eccellenza, deve maturare esattamente al contrario; non in modo discendente ma ascendente, come sarebbe nella sua natura. 

E’ ovvio che non potremo essere né sani né equilibrati né tantomeno liberi se ci nutriamo dì un tal genere di piante: quale rapporto col mondo minerale? Giocoforza dovremo ricorrere a integratori alimentari. Quale rapporto col mondo della luce? Giocoforza avremo costantemente tendenza depressive, castrazione creativa e così via.

La Biodinamica è senza dubbio un metodo agronomico geniale e “funziona” molto bene. Con  estrema semplicità riesce a far confluire e catalizzare sulla terra e nella pianta tutto il mondo energetico che riguarda l’agricoltura e il rapporto tra uomo e piante e viceversa. I risultati sono spesso mirabili, entusiasmanti e buoni, ma tutto questo non ci può portare granché lontano senza rivedere nel suo complesso il rapporto dell’uomo con la terra, con la pianta, e tra uomo e uomo.

Nel passato vi erano saperi spirituali e profondi di tipo istintivo che abbiamo perso quasi completamente. 
Tuttavia un atteggiamento nostalgico non serve a nulla. Dovremmo avere il coraggio di ricostruire quei saperi con la coscienza, ma in una dimensione del tutto nuova. Il passato è andato e non è riproponibile e oserei dire “grazie a dio” perché insieme a quei saperi c’era anche un tal carico di orrori di cui personalmente faccio a meno volentieri. 

La crescita armonica e fluida non può che essere garantita dal giusto equilibrio tra il principio femminino creativo-ricettivo che dovrebbe essere leggermente preponderante, da logica, su quello mascolino attivo-esecutivo. Dovremmo guardare all’Agricoltura del futuro nonché all’uomo del futuro in quest’ottica e sarà una grande fatica perché questo equilibrio è stato rotto più di diecimila anni or sono e li portiamo tutti sulle spalle. Fatica merita e ritengo indispensabile per ritrovare appieno quella gioia di vivere che è intrinseca alla vita stessa. Basta guardare un bambino.

 Stefano Bellotti
(http://www.triplea.it/)

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Il satori che ci aspetta, cibo artificiale non buono, ingegneria sociale, tratta di schiavi o invasione?, verso l’estate, visioni psichedeliche pre e post mortem…

Il Giornaletto di Saul del 22 maggio 2017 – Il satori che ci aspetta, cibo artificiale non buono, ingegneria sociale, tratta di schiavi o invasione?, verso l’estate, visioni psichedeliche pre e post mortem…

Care, cari, il dubbio viene definito la porta del satori ma il satori è aldilà della ragione. Ed è proprio in questo stato “aldilà del ragionamento” che è veramente possibile godere in pieno della vita, nella sua interezza, è uno stato di perenne “comprensione” in cui è impossibile perdere, si vive momento per momento, con chiarezza, intelligenza, creatività. E’ un vivere nell’ignoto!.. – Continua: http://paolodarpini.blogspot.it/2017/05/il-satori-e-aldila-del-ragionamento.html

Commento di Valentino Valeriani: “Ma non si può nemmeno dubitare ad oltranza, o essere scettici per partito preso.”

Mia rispostina: “Il dubbio è una energia propulsiva, è utile per indagare sulla nostra vera natura. Il sé pensò: “Come può essere tutto questo senza di me? Se l’eloquio è fatto dalla lingua, il respiro dai polmoni, la vista dagli occhi, l’udito dagli orecchi, l’odorato dal naso e la meditazione dalla mente, allora, chi sono io?” (Aitareya Upanishad) Nel dubbio ci si chiede “chi sono io?”. Anche se l’io non può essere un oggetto della nostra conoscenza poiché è il Conoscitore, il fissare l’attenzione sulla Coscienza, che è l’Io, aiuta ad uscire dalla concettualizzazione. Infatti come detto nell’articolo che segue “il nichilismo (il non credere) apre la porta del satori”. Perché è così importante il non credere? Beh, Non serve “credere” per sapere che “io sono”, lo sappiamo senza ombra di dubbio da noi stessi. Mentre per sentenziare l’assunzione di una fede o la mancanza di una fede, o l’identificazione con una persona che crediamo di essere, non possiamo fare a meno di usare il termine “credo” oppure “non credo”. Se ne deduce che l’essere ed esserne contemporaneamente coscienti è naturale ed inequivocabilmente vero, mentre sostenere qualcosa che ha il suo fondamento nel pensiero, cioè nella speculazione mentale, è solo un processo, un concettualizzare. D’altronde anche questo discorso lo è… è una indicazione di percorso, come il dito che indica la luna, non la sostanza…”

Mia integrazione: “Un approfondimento sul discorso del satori” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2015/06/nichilismo-porta-dingresso-del-satori.html

Giro di propaganda bellica di Trump – Scrive Marco Palombo della lista No Nato: “Dopo essere arrivato a Roma nella serata del 23, il 24 maggio Trump incontrerà a Roma Papa Francesco in mattinata,. Nel pomeriggio incontrerà al Quirinale il presidente Mattarella. Il giorno seguente sarà a Bruxelles dove chiederà che i paesi della Nato aumentino davvero le loro spese militari come hanno accettato dopo la richiesta di Obama di dedicare almeno il 2% del Pil ad armi e militari. Il 26 e 27 Trump sarà poi a Taormina al G7. A Bruxelles e nelle vicinanze di Taormina, Giardini Naxos, ci saranno iniziative di protesta. Un presidio, anche piccolo, a Roma si unirebbe a presidi vari in Belgio e Sicilia che sicuramente saranno visibili anche sui media. A Roma è prevista la sera del 23 maggio una iniziativa di cittadini statunitensi vicini al partito democratico USA. E NOI NON SI FA PROPRIO NULLA?”

Il cibo artificiale è malsano – Scrive Franco Libero Manco: “…fertilizzanti, pesticidi, diserbanti, ormoni della crescita, additivi e farmaci permangono nel nostro organismo e vengono immagazzinati nei tessuti grassi e siccome il cervello è costituito in larga misura da sostanza grassa succede che questo accumulo di tossine generi ansia, depressione, difficoltà di apprendimento ecc. Una tecnica di lavorazione degli alimenti industriali è l’irradiazione che consiste nel bombardare gli alimenti con radiazioni per uccidere i batteri….” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2017/05/la-foto-kirlian-lo-dimostra-il-cibo.html

Strategia del caos – Scrive Claudio Martinotti Doria: “Lo scopo della strategia del caos è governare con minori difficoltà, essendo l’altro mezzo ampiamente utilizzato in precedenza, molto più oneroso ed impegnativo, cioè il ricorso ad un welfare sempre più prodigo di concessioni, redistribuzione più equa della ricchezza prodotta, riduzione della povertà, ecc., cioè gestire le numerose e complesse istanze sociali con metodi almeno apparentemente democratici ed equi, molto più comodo creare le condizioni per giustificare una specie di legge marziale permanente, favorire l’apparato militare e lo stato di polizia e relegare le persone in casa davanti alla tv in attesa di essere informata sui prossimi attentati commessi o sventati o sui modelli di riferimento cui doversi adeguare.”

Ingegneria sociale – Scrive Adriano Colafrancesco: “Le classi dirigenti hanno adottato il caos come metodo di governo efficace per mantenersi al potere. Quel caos che fingono di combattere, è la loro strategia privilegiata di controllo. Jacques Attali, il futurologo ebreo che ha creato Macron, lo ha detto chiaro nei suoi scritti e nelle conferenze. I dirigenti d’oggi non perseguono che due scopi; il primo realizzare un governo mondiale; l’altro, proteggere il governo mondiale da ogni rovesciamento e nemico” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/05/21/lingegneria-sociale-che-avanza-nel-senso-che-ce-ne-e-anche-troppa/

Commento di Giorgio Vitali: “Ingegneria sociale è anche la manifestazione tenuta a Milano, pro immigrati, o meglio a favore della TRATTA DEGLI SCHIAVI DI COLORE. Qui l’operazione è più evidente e NON SI DISCOSTA DA VECCHIE ABITUDINI DI LORSIGNORI (vedi chi erano i MERCANTI che, nelle piazze delle Americhe, del Nord e del Sud, vendevano schiavi – http://paolodarpini.blogspot.it/2016/06/la-mdre-di-ogni-schiavismo-e-giudea-dai.html), evidentemente non sanno fare altro: sfruttamento finanziario & tratta di schiavi. Tutto il resto è funzionale…”

Macelleria umana. Espianto/trapianto di organi – Scrive C.R. a commento dell’articolo http://paolodarpini.blogspot.it/2017/05/macelleria-umana-espiantotrapianto-di.html -: “A proposito della donazione di organi mi è stato spiegato (e non ho motivo di dubitarne) che il prelievo è a cervello morto e non vivo e che il cuore batte solo perché artificialmente è stato fatto ripartire, altrimenti sarebbe morto anche quello.”

Risposta di Franco Trinca: “Per quanto riguarda la domanda sul tema “espianto d’organi” la mia personale posizione è ben espressa da questo sito: http://www.antipredazione.org/sost.htm – In sostanza ho mille perplessità, sia per la mancata emanazione del decreto attuativo della L. 91/99 previsto all’art. 5 (che dovrebbe creare un albo ufficiale dei donatori e non-donatori), scavalcato d’autorità da decreti ingannevoli e contro-legge, sia perché non mi fido della buona fede di uno Stato e un Sistema che convivono da decenni con diffusi fenomeni di traffico d’organi!”

Tratta degli schiavi o invasione programmata? Il rischio dell’ignavia politica – Quello dell’accoglienza ai migranti è l’unico “affare” che ancora regge, consentendo di mantenere il PIL su un livello accettabile. Ma questa massa di stranieri non potrà essere rimpatriata. Il più delle volte non si sa nemmeno da dove provengono poiché rifiutano di farsi identificare. L’Italia si concede due anni per stabilire il diritto di accoglienza stabile agli aventi diritto gli altri vengono allontanati dagli ospizi con un foglio di via. Ma non se ne vanno. Le frontiere del nord Europa per loro sono chiuse. Di ritornare ai luoghi di origine non ci pensano nemmeno. Lavorare non possono perché privi di documenti e di permesso di soggiorno. Alternative? Finire vittime dei caporalati del lavoro nero, dedicarsi alla prostituzione, al furto, alla rapina.. oppure armarsi e conquistare un pezzo di territorio italiano in cui affermare il loro diritto all’esistenza… – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/05/21/l%E2%80%99inarrestabile-invasione-di-africani-e-mediorientali-e-l%E2%80%99ignavia-dei-nostri-politici/

Farinetti “piace” – Scrive Giorgio Mauri: “Avere come supporter uno come Farinetti, che sprizza simpatia da tutti i pori, è una bella garanzia di successo. Se gli si accostano il vecchio porco Berlusca, l’amico Verdini, e i “renziani”, vengono davvero i brividi!..”

Dichiarazioni lisergiche – Scrive Enrico galoppini: “Titoloni Ansa sulla dichiarazione di Trump, durante la visita in Arabia: “Musulmani combattete gli estremismi”. Ogni commento è superfluo. Anzi, no: i titolisti dell’Ansa di che droga si fanno?”

Produzione energetica bioregionale – Se la produzione energetica fosse diffusa sul territorio è vero che scomparirebbe qualche inutile e dannoso posto lavoro nelle grandi centrali ma ne sorgerebbero a migliaia in altri contesti. Nella ricerca di nuovi ed ecologici sistemi di assorbimento energetico dal sole, ad esempio, o nel ripristino di chiuse idriche e ventole, nel recupero di materie organiche di scarto per il biogas, nell’utilizzo di fonti termali… e chissà in quanti altri modi si può produrre energia elettrica pulita…. Ed in quanti modi si può incentivare l’occupazione… – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2016/05/produzione-energetica-bioregionale-la.html

Anche le api sono figlie di Dio – Scrive Nicola Saviano a commento dell’articolo https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2017/05/19/anche-le-vespe-sono-figlie-di-dio-i-vaccini-invece-no/ -: “Eccomi a Calcata,con buone notizie per le nostre amiche api e lavorando per la vita. Da poco mi sono trasferito nel paese di Calcata e vi saluto. mi occupo di apicultura naturale, e così salvo le api dall’industrializzazione e dallo sfruttamento da parte dell’uomo riportandole ad uno stato semi-selvatico…” – Continua in calce al link segnalato

Verso l’estate con la saggezza del re Janaka – Con i Gemelli entriamo di soppiatto nell’estate. Castore e Polluce. La curiosità e la provocazione. C’è una storia indiana che può rappresentare questo modello, con una prova di saggezza. Tanto tempo fa alcuni preti vollero mettere alla prova la realizzazione dell’Uno professata da Janaka, un re che viveva l’unitarietà di tutte le cose. Essi inviarono alla sua reggia un gruppo composto da un bramino (casta sacerdotale), un intoccabile, una vacca, un elefante ed un cane… – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2016/05/21/dal-21-maggio-al-21-giugno-con-i-gemelli-in-viaggio-verso-lestate/

Foga vaccinale della Lorenzin – Scrive Paolo Mario Buttiglieri a commento dell’articolo http://www.circolovegetarianocalcata.it/2017/05/20/la-foga-vaccinale-della-lorenzin-e-legge-nellinteresse-di-chi/ -: “Politici, giornalisti e multinazionali farmaceutiche occupano il parlamento e proclamano la vaccinazione di massa per i bambini che ora non appartengono più alle loro famiglie ma allo Stato per chi ha nostalgia della libertà terapeutica non rimane che emigrare all’estero…”

Altro commento sul tema – Scrive Anna Maria Campogrande: “Siamo in pieno nella strategia di dominio dell’economia e della finanza globalizzata che i nostri politici accettano e sostengono avendo messo al centro della loro riflessione e azione non più il cittadino e il suo reale benessere ma gli interessi e il benessere dell’economia e della finanza mondiale e delle multinazionali. Dodici vaccini obbligatori, una vera follia!…” – Continua in calce al link sopra segnalato

Visioni psichedeliche pre e post mortem – Un’esperienza psichedelica è un viaggio in nuovi reami della coscienza. Lo scopo e il contenuto dell’esperienza sono illimitati, ma le sue rappresentazioni caratteristiche sono la trascendenza dei concetti verbali, delle dimensioni spazio-tempo, e dell’ego o identità. Queste esperienze di coscienza espansa possono avvenire in una varietà di modi: privazione sensoriale, esercizi yoga, discipline di meditazione, estasi mistiche religiose o estetiche, oppure spontaneamente. Più di recente, esse sono divenute disponibili a chiunque, attraverso l’ingestione di certe sostanze psichedeliche come LSD, psilocibina, mescalina, DMT, ecc. – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2015/09/allucinazioni-pre-e-post-mortem-nel.html

Sempre avanti! Ciao, Paolo/Saul

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Pensieri poetici del dopo Giornaletto:

“Aspettando il moro bianco,
ed infiniti cereali di mutua Cerere
arrampicandomi su ginestre e radici
sull’alto Ambro sospirando
al tuo fianco
traendo la vita ed armoniose acque
di verde incanto
sussurrando altre ciliege di fuoco,
i cinque sapori ed odori e più
io resiliente vita al tuo fianco
lussureggianti soglie terrene, stagioni 
al centro che l’orto pianto e ripianto,
e ripianto di colto fato non fatuo
dall’algida contrada
udendo biondi cieli sparsi e fronde
a testa alta, al tuo fianco.”
(Carlos Hung Drum)

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“La vita è una questione di equilibrio. Sii gentile, ma non lasciarti sfruttare. Fidati, ma non farti ingannare. Accontentati, ma non smettere mai di migliorarti.” [Buddha]

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Risultato della ricerca:

Rifiuti solidi urbani: “Tutte materie prime da recuperare!”

“Rifiuti: opzione zero!”. Negli ultimi trent’anni ed anche più ho costantemente combattuto per ottenere questo risultato… ho studiato le problematiche legate alla gestione dei rifiuti, con un’attenzione particolare ai pericoli derivanti dall’incenerimento ed alle alternative di non combustione più sicure e più sostenibili.

E qui ripeto che occorre far entrare nelle maglie della consuetudine culturale l’idea che “non esiste altro posto che questa Terra in cui possiamo vivere e di conseguenza è meglio mantenerla pulita e vivibile”. A volte esperimenti encomiabili son stati avviati, come ad esempio “l’avvio della raccolta differenziata”, ma sono iniziative senza risultati sostanziali. Tant’é che il reale riciclaggio o riuso è praticamente assente…

Eppure se non risolviamo il problema dei rifiuti a monte… nessun “termovalorizzatore” potrà salvarci, dico questo con tristezza… ma è la pura verità….

Se si facesse partire un sistema di recupero e riciclaggio al 100% dei RSU, considerandoli materie prime, ecco che l’economia troverebbe il volano di una ripresa immediata. Si creerebbero nuovi posti di lavoro, si risparmierebbe sulle materie prime, non sarebbe più necessario importare metalli qui da noi rari (come l’alluminio), etc. si risparmierebbe sulla costruzione di discariche ed inceneritori che sono in fondo solo bombe ad orologeria, etc….

Eppure il primo passo, necessariamente deve essere quello della diminuzione nella produzione dei rifiuti, ritornando al sistema di riuso dei vuoti e alla proibizione degli involucri e degli imballaggi in plastica (tra l’altro anche in considerazione del continuo aumento del costo del petrolio e della sua crescente penuria)…

Insomma, serve uno scatto di reni e di cervello e non l’accettazione dei termovalorizzatori che producono poca energia ad altissimo costo ed hanno il solo vantaggio di far sparire dalla vista i rifiuti, ma non le sostanze velenose che restano nell’aria o diventano polveri residue tossiche altamente inquinanti e che richiedono un trattamento ed una conservazione come quella delle scorie nucleari.

Nelle altre grandi città italiane, con la situazione delle discariche al pieno, c’è il rischio di dover risolvere il problema dei rifiuti urbani (in perenne emergenza) con il sistema “terminator” che porterà inevitabilmente alla creazione di una serie di nuove discariche ed inceneritori. Le residue aree verdi diverranno una pattumiera gigante o terra bruciata, si tratta solo di scegliere se si vuole l’inceneritore o la discarica oppure il termovalorizzatore per la produzione elettrica (che funziona a RDF, ovvero mattonelle ricavate dai rifiuti).

E se vogliamo che la vita continui nel territorio asfissiato dai fumi e dalle puzze non possiamo pensare di risolvere con questi metodi il problema dei RSU. L’incenerimento, già lo sappiamo, è fonte di inquinamento pesantissimo ed inoltre è diseducativo dal punto di vista della salvaguardia delle risorse.

Ed osserviamo quello che sta avvenendo nell’ecosistema.. ad esempio alle api, che a centinaia di miliardi, in tutti i continenti o sono trovate morte, o non ritornano più nelle arnie. All’inizio, qualche anno fa, sembrava una delle solite “fisiologiche” epidemie, dovuta a fattori ormai ben conosciuti, come la Varroa. Governi e istituzioni scientifiche hanno ignorato o sottovalutato le prime grida di allarme degli apicoltori. Poi si è percepito che si trattava di qualcosa di ben più grave, per la quantità delle api scomparse e per i killer che potevano essere chiamati in causa: pesticidi, riscaldamento globale, onde emanate dai telefonini cellulari, Ogm, fumi, neoticonoidi presenti dentro i prodotti per la concia del mais, stress dovuto a molteplici altre fonti. Si è cominciato a percepire vera la “profezia” (attribuita ad Einstein) secondo cui: “Quando le api spariranno, all’umanità resteranno quattro anni di vita”. La scomparsa delle api può mettere profondamente in crisi non solo la produzione di miele o di fiori o di frutta, ma l’intero già precario equilibrio ecologico e biologico del pianeta.

Non si può continuare a tappar buchi aumentando sempre più la piaga dell’inquinamento. Da qualche parte occorre iniziare per fermarsi e lanciare un segnale positivo. Partiamo da noi stessi…

La battaglia contro la produzione rifiuti e sprechi energetici deve partire dalla casa di ognuno, dalla consapevole e personale azione di ognuno di noi. Non posso far a meno di affermare che se non iniziamo da noi stessi il processo del “ritorno” all’ecologia profonda ed al bioregionalismo non decolla…

Paolo D’Arpini

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