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Verso l’ecologia profonda, Treia: the show must go on, fuga dalle religioni, morire è una vera gioia…

Il Giornaletto di Saul del 22 febbraio 2020 – Verso l’ecologia profonda, Treia: the show must go on, fuga dalle religioni, morire è una vera gioia…

Care, cari, la nostra strada verso l’ecologia profonda, verso l’attuazione del bioregionalismo, non è segnata, non abbiamo mappe da seguire, indicazioni che stabiliscano il cammino… ma per procedere dobbiamo iniziare a camminare. La continuità della nostra società, in quanto specie umana, richiede una chiave evolutiva, una visione globale, per mezzo della quale aprire la nostra mente alla consapevolezza di condividere con l’intero pianeta l’esperienza vita. Questa è la visione dell’ecologia del profondo, la scienza dell’inscindibilità della vita…” – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2014/12/bioregionalismo-un-sentiero-senza-mappe.html

Coronavirus e paura – Scrive Adriano Colafrancesco a integrazione dell’articolo https://altracalcata-5altromondo.blogspot.com/2020/02/coronavirus-e-paura.html?showComment=182268448882#c8457177105235503725 -: “…è credibile che si possa trattare di guerra batteriologica scatenata dagli Stati Uniti d’America nei confronti del Governo di Pechino, come paventato dal filosofo Diego Fusaro? O si tratta invece di uno scenario assolutamente “impossibile”, come molti commentatori sostengono in televisione o sui giornali, cioè mero complottismo? Secondo Gabriele Vietti si può dimostrare scientificamente che lo scenario della guerra batteriologica è quello più plausibile…” – Continua in calce al link segnalato

Treia. The show must go on – Lo svolgimento della pratica politica, anche quello locale, assomiglia spesso ad una sceneggiata. Questa è stata la mia impressione assistendo al II consiglio comunale del 2020, tenuto esattamente il 20 febbraio nell’ex Ipsia. Alle ore 18.30, aspettando l’inizio dello spettacolo, mi sono guardato attorno, mentre il pubblico affluiva alla spicciolata ed i consiglieri sostavano fuori scena parlottando tra loro, mi sono ricordato del “Carro di Tespi” dell’amico poeta passotreiese, Maurizio Angeletti. L’atmosfera era quella di un living theatre, a metà tra le scenografie di Plauto e Ibsen, passando per Pirandello. Dramma o commedia? – Continua: https://treiacomunitaideale.blogspot.com/2020/02/treia-20-febbraio-2020-sala-consiliare.html

Dresda come simbolo di terrorismo – Scrive P.S.a commento dell’articolo https://paolodarpini.blogspot.com/2020/02/la-distruzione-di-dresda-come-simbolo.html?showComment=1582300748554#c6938854011914352103 -: “Winfried Sebald in “Storia naturale della distruzione” documenta con precisione la scelta del comando alleato, Churchill in particolare, di colpire le città tedesche non per motivi militari ma per puro terrorismo. Si chiede anche come mai questo comportamento non sia stato sottoposto a critica da parte,, in primis dei tedeschi ma non solo, a guerra terminata…” – Continua in calce al link

Fuga dalle religioni – Scrive FLM: “Si prevede che entro il 2020 il 72% della popolazione nord europea non apparterrà ad alcuna confessione religiosa tradizionale. Pare che questo allontanamento “in massa” da parte di molti credenti, che coincide con il declino delle vocazioni nel seno della Chiesa Cattolica ed il contemporaneo interesse verso le religioni orientali (Induismo, Buddismo, dottrine Yoga, comunità religiose alternative, esoterismo, occultismo ecc.), sia in parte dovuto alla…” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2015/12/fuga-dalle-religioni-tradizionali.html

Macerata. Storia, sport e cultura – Scrive Alberto Meriggi: “L’evento SFERISTERIO 200, si svolge giovedì 27 febbraio 2020, alle ore 17, presso l’Auditorium di Palazzo Mozzi Borgetti a Macerata. Dopo la proiezione di un video introduttivo di Luigi Ricci, Silvano Iommi relazionerà su “Gli anni della grande fabbrica 1820-1829, una intricata vicenda progettuale e costruttiva” e Alberto Meriggi interverrà su “Il gioco del pallone col bracciale; rapporto tra due grandi dell’’800 marchigiano: Giacomo Leopardi – Carlo Didimi”. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi nel duecentesimo anniversario della decisione del Consiglio Comunale di autorizzare la costruzione di un “Circo pel gioco del pallone”

Morire è una vera gioia – …secondo uno studio portato avanti da un equipe di scienziati della Western University, in Canada, e dell’Università di Liegi, in Belgio, la morte non sarebbe poi così male come ce la immaginiamo e, anzi, riuscirebbe a regalare sensazioni decisamente positive. Studiando una serie di casi di persone che hanno vissuto esperienze ai confini della morte, gli studiosi si sono resi conto del fatto che le esperienze provate da questi soggetti fossero tutte legate a sentimenti di gioia ed euforia… – Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2020/02/morire-e-una-vera-gioia-secondo-gli.html

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Il mistico prova ad esplorare i misteri della morte e, nell’esplorarli inevitabilmente arriva a conoscere la vita e l’amore. Ma questi non sono i suoi obiettivi. Il suo obbiettivo è penetrare la morte perché sembra che non ci sia nulla di più misterioso della morte. L’amore ha qualche mistero per via della morte, e la vita ha qualche mistero per via della morte…” (Osho)

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Attuazione bioregionale politica, la Palestina non c’è più, il culto della “memoria”, Marche: terremoto che occasione, le cosmogonie di Lorenzo Merlo…

Il Giornaletto di Saul del 16 febbraio 2020 – Attuazione bioregionale politica, la Palestina non c’è più, il culto della “memoria”, Marche: terremoto che occasione, le cosmogonie di Lorenzo Merlo…

Care, cari, … il Bioregionalismo ha due obiettivi: recuperare e tutelare al massimo l’ambiente naturale; ridisegnare nuovi confini delle regioni, tenendo finalmente conto delle loro caratteristiche etniche, ambientali, linguistiche, sociali e produttive. Il tutto in una visione della Stato che ”invece di amministrare se stesso attraverso la sola tutela della burocrazia, si occupi finalmente e seriamente dei grandi problemi nazionali e della tutela dei cittadini… – Continua: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2017/12/bioregionalismo-ecologia-profonda-e_27.html

Firenze. Bio e Terra Nuova – Scrive Nicholas Bawtree: “Conto alla rovescia per Bio & Terra Nuova Festival 2020, Fortezza da Basso, via Strozzi 1, Firenze, dal 20 al 22 marzo 2020, per mettere sotto i riflettori il biologico, il biodinamico e tutte le buone pratiche per la sostenibilità e il benessere…”

Israele si appropria dell’intera Palestina – Scrive Paola Manduca: “Vi prego di leggere l’articolo segnalato di Richard Falk e pensare ai parallelismi del destino fornito dagli accordi del deal e l’assedio di Gaza, in termini di sorveglianza al minor costo di energia umana e al più alto profitto economico per il governo di Israele, passando il costo per investimenti o beneficenza da ” altri attori “… Sembra la realizzazione / rimodellamento del modello dell’assedio di Gaza in Palestina…” – Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2020/02/15/israele-e-la-realizzazione-dellassedio-della-palestina/

Coronavirus e panico – Scrive Paola Botta Beltramo a integrazione dell’articolo https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2020/02/coronavirus-e-paura.html?showComment=1581748409405#c5291366265320945531 -: “Nell’articolo si parla di paura-panico della morte. In genere è uno shock emozionale forte e duraturo che, come ho scritto, può essere aggravato da previsioni di morte “religiose” o “scientifiche”-. Spesso si ha paura quando non si conoscono le vere cause delle malattie o si accettano diagnosi in modo acritico perché si pensano verità assolute…” – Continua al link segnalato

Il culto della “memoria” (corta) – Scrive Michele Rallo: “Da alcuni anni a questa parte é scattata su giornali e tv una campagna ben mirata, volta a fornire al pubblico una “vulgata” assolutamente falsa e fuorviante delle vicende storiche italiane del secolo scorso. L’obiettivo – nemmeno tanto nascosto – é quello di suscitare una corale riprovazione verso una parte politica del passato, per poter poi traghettare quella riprovazione fino ai nostri giorni, indirizzandola contro politiche del presente, accusate di essere eredi o continuatrici di quelle del passato…” – Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2020/02/il-culto-della-memoria-corta.html

Gioventù cornuta – Scrive Spiritual: “Le generazioni più giovani stanno sviluppando delle “corna” nella parte posteriore della testa per via dell’uso esteso di tecnologia come smartphones e tablets. Due ricercatori australiani hanno fatto la bizzarra scoperta esaminando centinaia di radiografie di persone di età tra i 18 e i 30 anni. In effetti quasi la metà presentavano crescite ossee. Il dott. Sahar ha raccontato che lo studio si basa su 218 radiografie di giovani di cui il 41% presenta delle escrescenze ossee a forma di corno…”

Marche. Terremoto, che occasione d’oro! – Scrive F.G.: “…e quando ti si offre una occasione d’oro come il terremoto, li lasci all’addiaccio, in tenda, nel camper, in campeggio al mare, o nelle casette in cui sui pavimenti crescono funghi, i cui boiler ghiacciano, i cui tetti crollano. Non gli ricostruisci una cippa e rimandi in grembo a Giove la decisione se le case siano agibili o no. Vedrai che alla fine se ne vanno e anziché viaggiare sul chilometro zero, fisiologico per chi lì produce e consuma, ma micidiale per la globalizzazione, da Arquata del Tronto si andrà a…” – Continua: http://paolodarpini.blogspot.com/2018/11/marche-inquiete-terremoto-che-occasione.html

Roma. Stile di vita – Scrive FLM: “Alle ore 18,00 in piazza Asti 5/a Roma, presso sede AVA. Conferenza del 20 febbraio 2020: “DAL CORRETTO STILE DI VITA ALLA PIENEZZA DELLO SPIRITO” del Prof. Antonello Senni. Info: francoliberomanco@fastwebnet.it”

Italia, terra di passaggio (per il gas) – Scrive V.B.: ” …il sottosegretario agli Esteri, Di Stefano del M5S, ha difeso il fatto che l’Italia starebbe per concludere un accordo alternativo per la fornitura di gas israeliano con Israele, Cipro e Grecia mediante un gasdotto sottomarino (East-Med) che verrebbe in Europa da Israele…” Continua: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2020/02/15/guerra-e-pace-dellenergia-di-demostenes-floros-gasdotti-e-sovranita-nazionale-ridotta/

Mio commentino: Al proposito dell’East-Med e del gasdotto che dovrebbe attraversare l’Italia, per portare il gas israeliano in Europa, ripropongo il mio articolo: http://paolodarpini.blogspot.com/2020/01/dopo-la-scoperta-di-tamar-e-leviathan.html

Treia. Resoconto di One Billion Rising – Venerdì pomeriggio del 14 febbraio 2020, giorno dedicato a Venere ed a San Valentino, come già da diversi anni, abbiamo fatto sentire la nostra voce (metaforicamente, in realtà abbiamo esposto vari cartelli) per manifestare contro la violenza sulle donne. L’iniziativa tenuta a Treia è denominata “Stand Up for One Billion Rising”. Non passa giorno, quasi, che chi si vuole informare guardando il telegiornale o ascoltando i giornali radio o leggendo i cartacei, non venga rattristato da notizie di violenze sulle donne…” – Continua: https://auser-treia.blogspot.com/2020/02/resoconto-dello-stand-up-for-one.html

Cosmogonie… – Scrive Lorenzo Merlo: “L’idea della perfezione, allusione all’equilibrio, si può riconoscere in tutte le cosmogonie. È anche vero che Platone, Aristotele, Socratici e presocratici avevano dedicato il loro tempo al tema della perfezione. Ma, insieme alla questione dell’ordine, fu da parte loro trattata in termini prettamente filosofici e ontologici, vuoti di strumentalizzazione diretta verso alcuna ideologia. La loro indagine non ebbe ricadute politico-sociali paragonabili a…” – Continua: https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2020/02/cosmogonie-ed-avere-essere-storia.html

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Come è possibile che l’uomo, figlio della natura, possa pensare se stesso fuori dalla natura? Questa presunzione è la nostra malattia originaria…” (Anonimo)

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Trasmissione spirituale nella spiritualità laica, Roma: nel nome di Giordano Bruno, Treia: in memoria del martirio di Giordano Bruno

Il Giornaletto di Saul del 15 febbraio 2020 – Trasmissione spirituale nella spiritualità laica, Roma: nel nome di Giordano Bruno, Treia: in memoria del martirio di Giordano Bruno…

Care, cari, …nella ricerca spirituale non è importante ricoprire una carica autorevole anzi, è esattamente il contrario. Se noi andiamo a vedere la funzione che svolsero gli insegnanti, o santi, o maestri che furono, erano sempre sotto traccia. Poi dopo, successivamente magari, venivano portati in auge e descritti come chissà che, ma nel momento in cui vivevano la loro normale esistenza terrena, erano persone normalissime, probabilmente anche abbastanza emarginate. È un aspetto da tenere in considerazione (…) …perché non ci si può vantare di essere un maestro. Il compito (o la missione) deve essere, o può essere, compiuto senza pretese, soltanto in forma semplice e conviviale… – Continua https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2020/02/bioregionalismo-ecologia-profonda.html

Commento reloaded di Ferdinando Renzetti: “Parliamo pensiamo e viviamo senza dire io! Quando riapriamo gli occhi ci ritroviamo in mezzo al mondo con questa consapevolezza e per la prima volta nella vita ci accorgiamo di non essere nel mondo pur essendo del mondo, almeno in qualche forma, e se siamo ciò che siamo non occorre un metodo per realizzarlo…”

Roma. Nel nome di Giordano Bruno – L’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” come ogni 17 febbraio in Campo de’ Fiori a Roma (dalle ore 17.00) ricorderà il filosofo Giordano Bruno, fiamma della ragione contro l’oscurantismo. Sono trascorsi 420 anni da quel 17 febbraio del 1600, quando Giordano Bruno fu arso vivo in Campo de’ Fiori a Roma per ordine del tribunale della Santa Inquisizione… – Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2020/02/roma-17-febbraio-2020-nel-nome-di.html

Extraterrestri. Ipotesi siluriana – Scrive Jamas Hansen: “È sorprendentemente popolare l’ipotesi che alcuni rappresentanti di altre civiltà aliene abitino di nascosto tra noi sulla Terra. Tardano, è vero, a rivelarsi, ma possiamo sempre supporre che se non siano presenti ora, ciò non esclude però che possano esserci stati in passato…”

Treia. In memoria del martirio di Giordano Bruno – Giordano Bruno privilegiò, senza dubbio, la propria coscienza, intesa come il corpus di conoscenza cui era stato condotto dall’osservazione e riflessione, rispetto all’obbedienza cieca verso l’autorità costituita. Bruno si trovò a pagare tale scelta con la morte, condannato dalla “Santa” Inquisizione cattolica al rogo. E nella ricorrenza del suo martirio, il 17 febbraio 2020, anche a Treia ricorderemo la figura di Giordano Bruno, tenendo a mente il suo fulgido esempio di laicità morale e di libertà del pensiero… – Continua: https://circolovegetarianotreia.wordpress.com/2020/02/14/treia-17-febbraio-2020-in-memoria-del-martirio-di-giordano-bruno/

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Non è un buon cuoco quello che mette troppi piatti a tavola per i suoi commensali in un solo pranzo o in una sola cena. Non è un buon maestro quello che pretende di trasmettere troppe conoscenze ai suoi allievi in una sola lezione.” (Giovanni Lamagna)

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Bioregionalismo, ecologia profonda, spiritualità laica – Intervista di Lorenzo Merlo con Paolo D’Arpini


Intervista di Lorenzo Merlo con Paolo D’Arpini

LM: Paolo, come sei definito dalle persone?

P D’A: Sderenato. Anzi mezzo sderenato, perché sono anche una persona abbastanza equilibrata e anche un po’ impegnata.

Ma mezzo sderenato penso sia una tua definizione di te stesso, le persone, come ti definiscono?

Se potessero conoscere il significato del termine mezzo sderenato credo che lo userebbero volentieri perché mi rappresenta.

Ma non conoscendolo?

Non conoscendolo forse potranno dire che sono un tipo particolare molto strano, un po’ mezzo sciroccato in sostanza, anche perché il mio modo espressivo si manifesta in questa forma.

In occasione della tua presentazione tenuta a Treia a una mia pubblicazione, ho scritto di te: “Uno dei referenti della ricerca umanistica, per non dire spiritualistica italiana”. In che termini ti calza? O non ti calza?

Ci sta perché nella ricerca spirituale non è importante ricoprire una carica autorevole anzi, è esattamente il contrario. Se noi andiamo a vedere la funzione che svolsero gli insegnanti, o santi, o maestri che furono, erano sempre sotto traccia. Poi dopo, successivamente magari, venivano portati in auge e descritti come chissà che, ma nel momento in cui vivevano la loro normale esistenza terrena, erano persone normalissime, probabilmente anche abbastanza emarginate. È un aspetto da tenere in considerazione.

C’è una sorta di piccola vanità – senza accezione negativa – nel ricordare questa similitudine?

Certo, senza accezione negativa. Perché effettivamente non ci si può vantare di essere un maestro. E se non c’ è il vanto, non c’è neanche l’esposizione di se stessi nel mondo; ne è una conseguenza. O perché si è magari incapaci di esprimere sentimenti, pensieri o, scusa la parola, insegnamenti. Non si può fare come se fosse un insegnamento cattedratico dove uno si erge a maestro. Il compito o la missione deve essere, o può essere, compiuto senza pretese, in una forma del tutto semplice e conviviale.

Quanto hai appena detto, ha dei legami con la tua educazione, la tua famiglia, la tua biografia diciamo giovanile?

Può darsi. Nel senso che devi sapere che la mia famiglia (dal lato paterno) era di origine ebraica. Durante il periodo fascista, per evitare i problemi che tutti possiamo immaginare, mio nonno decise di cambiare il cognome e di convertirsi al cristianesimo e così evitò di essere perseguito. In seguito a ciò, non è che la nostra famiglia fosse diventata cristiana, però era diventata laica. Nel senso che non seguiva più nessuna forma religiosa. Questo imprinting in qualche modo mi è rimasto, nonostante a quel tempo non è che fossi particolarmente consapevole di ciò che era avvenuto. In seguito ne venni a conoscenza e compresi il motivo per cui non c’erano particolari convenzioni religiose nella mia famiglia e ci si limitava nel perseguimento di un’etica umana. Tutto ciò è stato importante per me, perché non sono stato impregnato di una particolare religione. In seguito alla morte di mia madre fui invece mandato in collegio dai salesiani e lì cominciai ad apprendere anche qualcosa della religione cattolica. La novità mi prese però per breve tempo, nel senso che appena capii che il cattolicesimo non era altro che una sequela di dogmi e favole, capii che tutto sommato non faceva per me e quindi proseguii sulla strada della laicità. Nella prima parte della vita tutti i bambini vivono in una dimensione dove ciò che sognano si realizza, perciò se sognano di cavalcare nel cielo, prendono una scopa e la cosa si compie. E non possono che riferire di aver cavalcato nel cielo.

Quell’incanto quando si è interrotto per te? Ti ricordi il momento, o la circostanza o l’episodio che ha provocato l’infrazione?

L’interruzione avvenne per un fatto fortuito che improvvisamente mi rese consapevole della vacuità di ciò che appare. Avvenne tantissimi anni fa quando i miei si erano trasferiti a Trieste a causa di mio padre che lavorava nelle ferrovie. Ero un bambino piccolissimo, avrò avuto forse tre anni, o qualcosa di più. Una sera, voci sotto casa annunciavano lo spettacolo di un circo. La promessa dei miei genitori, che mi avrebbero portato a vedere lo spettacolo, accese – come sarebbe accaduto ad ogni bimbo – la mia eccitazione.
Mi ero piazzato sotto al tavolo e mi agitavo come fa un bambino che cerca di attirare la attenzione. Improvvisamente, alzandomi in piedi sbattei la testa e persi i sensi. O forse no, perché ricordo che ero perfettamente consapevole di ciò che stava accadendo. Tuttavia caddi a terra senza più riuscire a muovermi. Intanto però vedevo che i miei genitori mi prendevano, mi portavano a letto, cercavano di rianimarmi. Ero completamente cosciente e allo stesso tempo non compivo alcun gesto, alcun movimento.
Fu da quell’esperienza che mi resi conto, che ciò che consideriamo reale, non è la realtà come se fosse un oggetto, ma è soltanto uno stato interiore della consapevolezza. Quello stato permaneva nonostante l’apparente o effettivo svenimento. Quando riaprii gli occhi mi ritrovai in mezzo al mondo con questa consapevolezza. Per la prima nella mia vita mi accorsi di non essere nel mondo pur essendo del mondo, almeno in qualche forma.

Lungo il tuo percorso ti sei avvicinato alla dimensione altra, alla dimensione che la cultura non ci passa, chiamiamola genericamente spirituale. Pur condividendo la tua critica al concetto di insegnamento, hai avuto un maestro?

Da un punto di vista formale intendi?

Volevo arrivare a chiederti, da cosa è scaturita la tua ricerca spirituale?

È scaturita soltanto da esperienze vissute, non da trasmissioni consapevoli, di conoscenza se così vogliamo chiamarla. A parte l’apprendimento attraverso libri in cui magari venivo a conoscenza di una certa forma di spiritualità “altra” basata sull’autoconsapevolezza e sulla ricerca di sé. Ma quello era un accrescimento se vogliamo intellettuale. Dal punto di vista invece spirituale vero e proprio, quella conoscenza non può essere trasmessa sul piano intellettuale. Può essere invece assorbita soltanto attraverso una trasmissione diretta, attraverso un riconoscimento diretto. Potremmo chiamarlo energetico, vibratorio o estetico. Ed è esattamente il tipo di rapporto che ebbi in primis con il mio maestro spirituale. Con il quale scambiai pochissime parole, ma tutto quanto passò attraverso una trasmissione energetica, diretta, immediata. Non c’era assolutamente bisogno di spiegazioni perché la consapevolezza avveniva da sé. Usare il termine telepatia è limitante. Avveniva perché c’era un’osmosi totale, una totale condivisione. E quindi quello che passava era semplicemente ciò che veniva risvegliato. Non poteva proprio essere definito un insegnamento.

Da allora, dalla giovinezza ad oggi, sono passati diversi decenni. Puoi puntualizzare i passaggi della tua evoluzione, della tua ricerca?

Corrispondono alle fasi della vita. Nei periodi in cui la giovinezza ci rende più baldi, più fieri e più dediti all’agire, le forme di esperienza si manifestavano anche in modi concreti come attraverso ad esempio dei viaggi. Intrapresi infatti un lungo viaggio in Africa con mezzi di fortuna, spesso a piedi. Tutta l’Africa nera mi insegnò il ritorno alla presenza nella natura, mi sentii vicinissimo agli animali. Incontrai anche animali che consideriamo pericolosi come leoni, elefanti, scimmie soprattutto. Sono una forma di riconoscimento della nostra origine che ci fa capire quanto siamo loro affini.

Il momento in cui sei inserito ora, sul quale sei concentrato, si chiama spiritualità laica, ecologia profonda e bioregionalismo?

In questa fase è come quando si va avanti con l’età. A un certo punto si fa una sintesi di tutto quello che si è vissuto e che si è appreso attraverso l’esperienza. In qualche modo si chiama elaborazione e rielaborazione, memoria, visione all’interno e proiezione. Accade anche in forma di dialogo, come stiamo facendo in questo momento.
Magari, come negli anni trascorsi, quando non ero così propenso a un dialogo di questo tipo, che in qualche modo comporta anche una concettualizzazione se vogliamo così chiamarla, avevo uno spirito più poetico, scrivevo poesie o raccontini. Adesso invece per poter condividere non disdegno l’uso anche di terminologie che forse potrebbero essere definite intellettualismi, perché comunque è un modo per precisare il significato.
Mi viene in mente un amico, Massimo Angelini. Un giornalista anche lui, che ha scritto (e che abbiamo presentato qui a Treia) un libro dal titolo Ecologia della parola. In cui, attraverso il percorso etimologico, si scoprono i cambiamenti dei significati. Si da un valore alla parola attraverso la sua vera accezione. È uno studio sui significati reali che le parole hanno assunto nel tempo, senza mai trascurare l’accezione originale. Quindi, quando si parla di spiritualità laica – un tema sul quale scrivo da diversi anni per la rivista NonCredo – Il primato laico del dubbio, tengo presente che il primo punto della spiritualità laica è quello di non identificarsi con qualsiasi credo, con qualsiasi fede religiosa, perché la spiritualità laica non è soltanto una forma di laicità o di laicismo, è la spiritualità naturale dell’uomo. Quella che in forma di ecologia profonda possiamo definire l’intelligenza-coscienza, che ci consente di poter testimoniare la vita.
Tuttavia, nella spiritualità laica c’è una predilezione della relazione con la natura o addirittura un annullamento della relazione con la natura, a causa di un’identificazione di noi stessi come parte della natura.

Questo non è in qualche modo legato al paganesimo o all’animismo e perciò con un contenuto di fede?

Ci sono delle affinità. La differenza sostanziale è che nel paganesimo si faceva riferimento ad enti, ad entità reali rappresentative della natura. Quindi Genius Loci o, Spiritus Loci. Mentre invece nella spiritualità laica si tiene conto della valenza di tutti gli elementi viventi, o anche non viventi che però rappresentano una sostanzialità nella natura, ma non come forme di dignità altre, sono solo espressioni diverse della totale manifestazione naturalistica. Allora potremmo definire l’ecologia profonda una forma di naturalismo, ma nell’accezione in cui tutto è, non nell’accezione di una parcellizzazione delle forme.
Questa differenza delle forme è chiaro che esiste come esiste la differenza tra tutti gli esseri umani o fra tutto ciò che è vivente. Non c’è una foglia dello stesso albero che sia uguale all’altra. Non c’è un granello di sabbia su migliaia e migliaia di granelli che sia uguale all’altro. Ciò non toglie che tutti rappresentino la medesima sostanza, origine, madre. Questo è importante.
Per cui la spiritualità laica, è laica perfino nei confronti della spiritualità laica.

Proviamo a descrivere la natura o l’identità del Bioregionalismo e dell’Ecologia profonda.

Inizialmente il bioregionalismo aveva un carattere prevalentemente geografico. Adottava gli habitat naturali per suddividere le regioni della natura. Dava all’area considerata il titolo di entità organica. In quanto i suoi differenti abitatori, minerali, vegetali e animali si erano aggregati a mo’ di organismo unico.
Peter Berg è stato colui che s’è inventato la parola. Di lui ricordiamo Alza la posta. Saggi storici sul bioregionalismo. La sua scia è stata seguita da altri, tra cui Gary Snyder con La pratica del selvatico. Buono, selvatico, sacro e altri titoli.
Nel frattempo – la questione era iniziata negli anni ’60 del secolo scorso, negli Stati Uniti, connessa alla Cultura Beat – il bioregionalismo ha evoluto il suo contenuto andando praticamente a condividere il principio base dell’Ecologia Profonda, ovvero che c’è una sola vita, che tutto è sua espressione.
Ma il tuo stesso libro Sul fondo del Barile – Crisi sociale e recupero del sé o quello di Guido della Casa, Ecologia Profonda, sebbene, appunto, in chiave di ecologia profonda fanno riferimento alle espressioni della natura come differenze formali, tutte interdipendenti, di una sola vita. Come è per i vari organi di un organismo vivente. Solo successivamente interviene la descrizione degli organi specifici, ma sempre tenendo presente che esso, come tutti gli altri sono terminali della stessa natura. Una montagna, un fiume, un deserto, una pianura, cioè ogni cosa, ha la sua specificità, in cui la vita si manifesta in un certo modo, con forme differenti e con aggregazioni funzionali. Un’eventuale pan-ingegneria sarebbe disastrosa.

Siamo espressioni di un grande corpo dunque?

Questo grande corpo non è soltanto la terra. Di solito nell’ecologia profonda ci occupiamo del pianeta Terra, Gaia, come una forma vivente in se stessa no? Allo stesso tempo l’ecologia profonda compie un passo verso quello che potremmo definire anche panteismo, secondo la visione di Giordano Bruno, dove tutto quanto ciò che è Uno si manifesta in ciò che è in tutte le forme.

Rispetto a questi tre temi Spiritualità Laica, Ecologia Profonda e Bioregionalismo, e coniugando la tua ricerca e contemporaneamente la conduzione di un blog e di diversi siti dedicati a questi argomenti, pensi di avere il polso della diffusione di questi concetti e della cultura che implicano? Oppure, qual è la maggiore difficoltà o il più frequente equivoco in cui le persone rischiano di incappare nei confronti di questi temi che interessano lo Spirito e il Tutto? Il Tutto in che cosa viene colto, in che cosa viene equivocato?

L’equivoco si manifesta a tutti i livelli, ad esempio nell’ambito bioregionale, ricordo che tanti anni fa partimmo con La Rete Bioregionale Italiana (ufficialmente nata ad Acquapendente nella primavera del 1996) e con l’idea di diffondere il bioregionalismo. Se ne appropriò la Lega Nord per definire le bioregioni come ambiti etnici, dove la vita delle persone era praticamente condizionata dalla cultura locale e quindi dall’etnia che viveva in quel luogo. Questo è stato un fraintendimento, perché tutti noi bioregionalisti ci riconosciamo nel luogo in cui siamo nati o viviamo.
Quindi bioregionalista può essere anche una persona che non è nata nel luogo, ma che vivendolo lo riconosce come un’espressione di sé. A quel punto si integra completamente nel luogo. Ma non solo nel luogo, anche nella comunità con cui vive. E non solo quella umana, ma di tutti gli esseri viventi che vi partecipano. Per questo chiunque può essere bioregionalista in qualsiasi luogo, perché è soltanto un’apertura verso la presenza nel luogo. Questo è stato il primo fraintendimento.
Il secondo fraintendimento riguarda l’ecologia profonda. Come dicevi prima si fa quasi menzione a una sorta di New-age, dove tutto quanto è legato alla natura e i riti Wicca e questo e quell’altro.
Anche noi bioregionalisti organizziamo le celebrazioni dei vari equinozi e solstizi… ci sono determinati momenti dell’anno che vanno riconosciuti come importanti. Però non gli diamo un’importanza assoluta in quanto riconoscimento di una qualche divinità naturalistica. È soltanto un percorso da celebrare per essere felici di poter vivere nel momento in cui siamo. Un modo per riconoscere che altri, più belli o più brutti, hanno un loro significato e valore.
La maggior parte della gente, soprattutto quelli che fanno riti un po’, diciamo così, pagani, magari preferisce festeggiare il solstizio d’estate, ricordare i Celti, Stone Age e tutte le cose di quel genere, per contemplare la bellezza del sole nella sua pienezza. Ma altrettanto importante, chiaramente, è il solstizio invernale perché dopo la vita che si è richiusa ad approfondire le radici, risorge e pian piano ritorna ad esprimersi. Oppure l’equinozio di primavera, dove la vita ci riporta ad una bellezza. O quello d’autunno, come in questa occasione, dove condividiamo la consapevolezza che questa bellezza ha un grande valore.
Se in primavera di questo valore non ce ne rendiamo conto perché tutto quanto fiorisce, in autunno le cose che cominciano pian piano a scemare, hanno un significato più forte. Non a caso si dice che proprio l’autunno è il momento per la raccolta dei frutti migliori dell’uomo, per l’uomo. Come ad esempio la vite e l’ulivo. L’ulivo è simbolo di vita in assoluto, non soltanto in termini cristiani. La vite perché è quello spirito, il senso dello spirito e non a caso anche nella religione cristiana viene utilizzato il vino per la comunione.

Il mio pensiero è che il messaggio di Cristo abbia un grande valore, che i contenuti del cristianesimo abbiano un grande valore, mi riferisco per esempio non solo all’amore ma al perdono, soprattutto rispetto a quanto succede in altre religioni, dove il perdono è sostituito dalla legge del taglione. Il vero messaggio cristico più che cristiano, nella vulgata è andato perduto e sono rimasti quelli i dogmi, gli schemi, le gerarchie. Sei d’accordo con questa lettura? Sei d’accordo con il fatto che il cristianesimo abbia un grande annuncio da fare e l’ha fatto a suo tempo, del tutto frainteso, del tutto dimenticato?

Certamente sono d’accordo per quanto riguarda l’insegnamento del Cristo di cui noi abbiamo ricevuto soltanto briciole e anche travisate e manipolate. Sarebbe bella una ricerca, soprattutto per quanto riguarda dei messaggi più genuini di quelli che sono chiamati i Vangeli Apocrifi e anche dei famosi Rotoli di Qumran, dove c’è l’insegnamento esseno che corrisponde a quello cristico ma a lui antecedente. Comunque possiamo riscontrare che questa filosofia, continuiamo a chiamarla cristica, è sicuramente un messaggio innovativo all’interno di tutta una serie di impostazioni religiose che in quel periodo erano dominanti nel Medio Oriente mediterraneo.
Il senso del perdono che non è come viene inteso, un calcolo per sottrarci alle nostre responsabilità, come molti fanno nei confronti della confessione. Come stavo leggendo in un testo scritto da Franco Berrino, Daniel Lumera, David Mariani – Ventuno giorni per rinascere – Mondadori, dove il perdono è un reggente della guarigione se autentico amore.
Poi c’è il perdono razionale che calcola, che si considera valido per cancellare dalla nostra mente la tendenza alla recriminazione. E poi c’è quello emozionale, che è invece rivolto ad un perdono verso se stessi e quindi alla cancellazione anche del senso dell’offesa, perché si rivede nella trasposizione della posizione come: “è successo” e basta. E quindi non c’è neanche più bisogno del perdono.

Il perdono perciò corrisponde o è sovrapponibile a quello che la tradizione orientale ci tramanda come accettazione?

Io direi che è molto simile al concetto della compassione buddista. In quel caso la compassione equivale al perdono.

Quindi il perdono, la compassione, hanno un valore terapeutico nei confronti dell’individuo che riesce ad arrivare a quel livello per non ritenersi più offeso nell’orgoglio?

Certo non solo quello, ma è anche la porta di ingresso per poter accedere all’autoconoscenza. Perché poi essendo in grado di poterci identificare nell’altro attraverso il perdono, automaticamente siamo anche più propensi ad accettare noi stessi per quel che siamo e quindi siamo in grado di poterci vedere sempre più in profondità, fino a superare quel velo dell’illusione che ci fa identificare con un nome e una forma. Quel vedersi sempre più in profondità è ulteriormente terapeutico. Beh a quel punto direi che la terapia scompare. Fino ad un certo punto ci può essere, fino alla psicologia transpersonale noi possiamo intuire che c’è un percorso attraverso l’approfondimento, ma poi c’è una fase successiva che non può essere più razionalmente analizzata e quindi non ci può essere più neanche una terapia. Se vogliamo intraprendere un percorso in cui piano piano ci liberiamo della zavorra e dalle sovrastrutture è comunque corretto interpretarlo come perdono-terapia. Le vie spirituali, se sono sincere ed oneste tutto sommato danno questo indirizzo. Nel Taoismo, c’è l’abbandono. Pian piano impariamo a rilasciare ciò che ci aveva fatto assumere una posizione, che ci faceva considerare particolarmente benedetti, fino al punto di pensare di essere in grado di poter decidere, per la natura, per la vita, per gli altri esseri senzienti. Quindi fino a farci credere nel nostro egoismo.

Intervista rilasciata a Treia il 21 settembre 2019

Fonte:
http://www.victoryproject.net/articolo.php?id=712

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Dal turbocapitalismo all’ecologia profonda, prima della religione, coronavirus e paura, la via dello zen…

Il Giornaletto di Saul del 12 febbraio 2020 – Dal turbocapitalismo all’ecologia profonda, prima della religione, coronavirus e paura, la via dello zen…

Care, cari, dal turbocapitalismo, che ci spinge all’appagamento dei sensi attraverso il continuo consumo ossessivo e compulsivo di carne e al sacrificio rituale del sangue degli animali, all’economia circolare e all’ecologia profonda degli sguardi e delle parole scambiati liberamente. Immaginare/raccontare la nostra terra e le nostre vite è una chiave concreta per salvarci da questo mondo, in questa particolare curva dell’antropocene… – (Fedinando Renzetti) – Continua: https://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2020/02/dal-turbocapitalismo-allecologia.html

Riunione via Skype del GSE – Scrive Suolo Europa: “Martedì 11 Febbraio 2020, alle ore 21:00. Tutti sono invitati, coloro che non vi hanno finora partecipato devono prima contattare via Skype: mario.catizzone7”

Prima della religione… – …son qui, come al solito, lancia in resta contro i mulini a vento… son rimasto solo, anche Sancho Panza se n’è andato (gli hanno offerto un posto come inserviente alla mensa dell’Opus Dei), pazienza mi rimane ancora Dulcinea ed ho pensato bene di scriverle il testamento che segue, prima della dipartita finale….”Dulcinea carissima,  siamo arrivati ad un redde rationem” – Continua: https://paolodarpini.blogspot.com/2020/02/prima-della-religione-testamento-aperto.html

P.S. – “Ho una mia visione sincretica dell’intelligenza e ritengo che agire ed intervenire sui mali correnti delle religioni, come pure del pensiero materialista, sia utile e necessario per l’evoluzione della nostra specie. Ho notato che esistono forti preclusioni all’intelligenza laica (cioè all’accettazione del libero pensiero) sia in campo ateo che in quello religioso…” – Continua in calce al link soprastante

Coronavirus e paura – Scrive Paola Botta Beltramo: “…l’attuale paura del morbo potrebbe derivare dalle affermazioni cosiddette “scientifiche”? Scrisse H.P. Blavatsky a proposito di epidemie: “La potenza dell’immaginazione sulle nostre condizioni fisiche si può constatare in molti modi. I medici intelligenti non esitano ad accordare a quella un potere curativo o morbigeno di gran lunga superiore alle pozioni. La paura spesso uccide ed i dispiaceri hanno un grande effetto sui fluidi sottili del corpo”… – Continua: https://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2020/02/coronavirus-e-paura.html

Nota – Scrive Sputnik: “Il direttore generale dell’Oms ha annunciato che l’epidemia da coronavirus rappresenta “una minaccia molto grave per il resto del mondo”. Il nuovo coronavirus si chiamerà COVID-19. Lo ha comunicato il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale per la Salute, Tedros Adhanom Ghebreyesus…”

Bologna. Libraria – Presentazione del libro: “Ingredienti per l’intelligenza collettiva” con gli autori Francesco Pifferi e Massimo Giorgini. 21 febbraio 2020, ore 18:30, presso Albero della Vita in Via Saffi 1 – Bologna – Info e prenotazioni: 335.395227″

La via dello zen. Recensione – Scrisse Heugen Herrigel: “Anche se lo volessero certe persone non riuscirebbero a capire sino a che punto sia distorta la loro concezione della vita. Questa è la ragione per cui il buddhismo Zen rinuncia a svegliarle, non predica modelli da seguire, non crede nella forza edificatrice della parola. Sono discorsi che sfiorano l’orecchio ma non penetrano nel cuore…” – Continua: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2019/11/chi-teme-lo-zen.html

Ciao, Paolo/Saul

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Pensiero poetico del dopo Giornaletto:

“Conversare con genti diverse rende saggi gli uomini” (Miguel de Cervantes)

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