Siamo alla frutta – Il “peccato originale” è un’invenzione religiosa che va smentita

La Chiesa deve dichiarare l’inesistenza del peccato originale. È un dovere, perché la Chiesa deve seguire e proclamare sempre la verità.

Due ragioni intervengono:

Adamo ed Eva, la prima coppia, non sono personaggi storici; i primi undici capitoli della Genesi sono ritenuti oggi dall’esegesi non storici ma mitostorici.
Adamo ed Eva non possono essere la prima coppia umana in quanto le ricerche e scoperte della paleontologia portano le origini dell’umanità a centinaia di migliaia d’anni indietro.

Del resto, nel racconto del giardino di Eden ci sono passaggi chiaramente mitici come l’albero della vita, oltre al serpente tentatore.

Perciò il peccato di Adamo non è un peccato reale, che possa essere trasmesso, ma un racconto simbolico sulla fragilità dell’uomo, il suo cadere nel peccato. Perciò gli esegeti e i teologi, almeno i più avanzati nella ricerca (così Karl Rahner, Dubarle, Ravasi) preferiscono non parlare di peccato originale ma di peccato del mondo o altre espressioni.

C’è un famoso errore nella traduzione latina del testo greco paolino della Lettera ai Romani che sviluppa il parallelo: Cristo come principio di grazia che si trasmette all’umanità, Adamo come principio di peccato. Qui l’eph’o – per il fatto che tutti hanno peccato, viene tradotto con in quo – in lui Adamo tutti hanno peccato. Passaggio che viene preso molto seriamente dalla Chiesa cattolica romana che, proprio con l’appoggio di questo testo, definisce nel Concilio di Trento il peccato originale come dogma di fede.
Per cui in ogni essere umano, dal suo concepimento, nella gestazione, nell’infanzia, e poi sempre (salvo che venga cancellato dal battesimo) v’è questo peccato, e con esso la concupiscenza, che porta al peccato. Così la Chiesa, cresciuta, diventata un impero, un centro di potere (come lo è ancora) può meglio dominare l’uomo.

La festa dell’Immacolata Concezione, cioè di Maria concepita senza questo peccato perché doveva essere la madre del Cristo, è dunque un nonsenso, e dev’essere abolita; senza nessuna offesa a lei, che certo ama la verità.
Ma ecco i due ostacoli maggiori alla soppressione del peccato originale: la festa dell’Immacolata e l’infallibilità della Chiesa nelle definizioni conciliari; la Chiesa deve riconoscere che non è infallibile, come pretende, ma può errare.

Prof. Arrigo Colombo
E-mail arribo@libero.it

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Commento di Marco Bracci: “Interessante articolo, ma errato alla base e che, quindi, porta a conclusioni errate. Il motivo è che parte da un concetto inculcatoci da secoli e senza base veritiera: che il peccato originale sia quello commesso da Adamo ed Eva, perciò tutti i loro discendenti ce l’avrebbero.
Niente di più sbagliato, infatti è nel Concilio di Trento che si stabilisce il concetto del peccato originale e già a quel tempo la chiesa cattolica era completamente fuorviante e finalizzata a dominare il mondo tramite anche i dogmi.
Che tale concetto sia sbagliato lo dimostrerebbe anche il fatto che Dio maledì (ma sarà vero? io non ci credo) non ricordo quale peccatore e i suoi discendenti fino alla quarta generazione. Perciò, perché TUTTI i discendenti di Adamo porterebbero il peccato originale?
Il peccato originale esiste, si, ma è l’atto di ribellione di Satana contro la Legge Divina eterna e Universale, non l’atto sessuale fra due esseri umani o simili, come ci viene fatto credere. Ed è vero che tutti gli uomini e le anime non incarnate sono affette da questo peccato, ma NON perché figli di Adamo ed Eva. Lo sono perché a suo tempo hanno scelto di seguire Satana e crearsi una legge propria (quella del karma) al di fuori dei Cieli, invece che osservare la Legge di Dio.
Peccato che ha portato alla caduta (dai Cieli), dove ritorneremo quali tanti “figliol prodigo” dopo aver ripulito la nostra anima tramite il riconoscimento dei nostri errori, il non rifarli più, il richiedere perdono agli offesi e il perdonare chi ci ha offeso.”

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