Italietta dell’assurdo: “Chi resiste va in galera” – A margine del terremoto, l’incredibile vicenda di Pescara del Tronto

Bizzarro Paese, il nostro, che trova il tempo d’arrestare, tenere due notti in cella, mandare a processo un uomo, ultimo disperato abitante di un paesello distrutto, che – dopo aver partecipato ai soccorsi fin dal primo terremoto – disobbedisce all’ordinanza di sgombero e resiste – come può – a pubblici ufficiali.
La vicenda del signor Enzo, arrestato perché amava troppo quella sua Pescara che il sisma ha sbriciolato e la neve ha sepolto – attaccato ad essa come l’ostrica al suo scoglio* – è nelle cronache nazionali e locali del 2 febbraio, vedi alla voce Pescara del Tronto e poi alle voci tristezza e vergogna.
Si legge con tristezza questa pagina che racconta, come altre, di un terremoto e di un dolore entrambi senza tregua né termine. Si legge vergognandosi di questo sostituto procuratore, Umberto Monti, che accusa un signore innocuo e disperato di interruzione di pubblico servizio (!) e resistenza a pubblico ufficiale (ha strattonato e sgomitato i Carabinieri che lo prelevavano a forza dalla sua tenda), lo manda in cella e poi a processo. Bravo, da promuovere a ministro della giustizia, magari succederà.
Verbali, carte bollate, fascicoli, mezzi, uomini, e… tempo: il tempo che chissà come si trova sempre, anche nelle più proibitive emergenze, per far cazzate, quando intelligenza e umanità sono sostituite da ottuso burocratismo, militarismo e forza muscolare.
Eterno carnevale di un’italietta che perde tempo ad arrestare innocui poveretti, quando Carabinieri e forze dell’ordine in genere ne hanno in casa loro un bel po’, da mandare in galera o almeno da buttar fuori dalla porta.
Sarà perché feroce coi deboli questo Paese lo è da sempre, che i Carabinieri sbattono in cella il signor Enzo di Pescara del Tronto, invece di cacciare – anzi il Governo gli proroga di un anno l’incarico in scadenza – il loro Comandante Generale Tullio del Sette, pesantemente indagato nell’inchiesta Consib (con altri eccellenti colleghi come il Comandante dell’Arma in Toscana); e la Guardia di Finanza, per continuar citando, si tiene stretti quei suoi alti gradi indagati qua e là per l’Italia e quel suo Comandante Generale Toschi dal passato e dal presente non proprio specchiati.
E’ sorprendentemente uguale quest’italietta di oggi a quell’altra, dei Don Abbondio e degli Azzeccagarbugli, seicentesca e spagnolescamente asservita, in cui “la forza legale non proteggeva in alcun conto l’uomo tranquillo, inoffensivo” e le leggi – congegnate con sapienza perché i furbi e i potenti vi sgusciassero abilmente attraverso – avevano l’effetto immediato “d’aggiunger molte vessazioni a quelle che i pacifici e i deboli già soffrivano da’ perturbatori”.
La roulotte in arrivo dalla Francia e le Associazioni solidali che l’hanno procurata vestono oggi per il signor Enzo – che dopo il terremoto non riesce più stare tra pareti in muratura – i panni della manzoniana Provvidenza: forse potrà restare nel suo angolo ignorato di mondo, vicino a quei sassi abitati da ombre che non vuol lasciare.
Ma ecco già affacciarsi burocratici dubbi, tra i nostri amleti in doppiopetto, sulla sistemazione della caravan, e ci si prepara a disquisire sul dove sul come sul perché, si scoverà magari che ci vuole una licenza edilizia…
Sarà uno scherzo, per politici – burocrati – forze dell’ordine – procuratori – tecnici – trovare il tempo anche per quello, n’est-ce-pas?

* “Insomma l’ideale dell’ostrica, direte voi! Per altro il tenace attaccamento di quella povera gente allo scoglio sul quale la fortuna li ha lasciati cadere, mentre seminava principi di qua e duchesse di là, questa rassegnazione coraggiosa ad una vita di stenti, questa religione della famiglia, che si riverbera sul mestiere, sulla casa, e sui sassi che la circondano, mi sembrano – forse pel quarto d’ora – cose serissime e rispettabilissime anch’esse”

*Giovanni Verga, Fantasticheria, in “Vita dei campi”, 1880

Sara Di Giuseppe – faxivostri.wordpress.com

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