USA. Putin si è comprato pure FBI

Pensavate che la campagna elettorale statunitense avesse raggiunto il fondo? No! Ci sono possibilità di altre sorprese, ma alcuni casi degli ultimi giorni passeranno alla storia comunque. Non capita tutti i giorni che dei senatori accusino il direttore dell’FBI di lavorare per Putin, giusto? Dopo che il direttore dell’FBI James Comey informava il Congresso che l’FBI aveva ripreso le indagini sui documenti segreti che Hillary Clinton aveva posto su un server privato, è stato immediatamente accusato di essere un “agente russo”. Un’accusa senza precedenti, ma non è tutto. Hillary Clinton invitava il direttore dell’FBI a rendere immediatamente disponibili al pubblico le prove dell’FBI sui legami tra la Russia e Donald Trump.

Dicendo così, fa pensare che la direzione dell’FBI abbia tali prove ma non voglia presentarle all’elettorato statunitense. Per un attimo, crediamo che Hillary Clinton e i senatori democratici credano che Putin abbia una rete di agenti nella comunità delle agenzie di sicurezza degli USA. Guarda che bellezza gli agenti segreti russi hanno arruolato col direttore dell’FBI! James Comey è un repubblicano, ex-viceprocuratore generale degli Stati Uniti e vicepresidente della Lockheed Martin, la società che si occupa di sviluppare armi top-secret per il Pentagono. Comey è anche membro del consiglio di amministrazione della NSBC Bank e direttore dell’FBI, personalmente nominato da Barack Obama. Se l’intelligence russa ha davvero reclutato un funzionario statunitense così, allora gli Stati Uniti hanno serissimi problemi d’interferenza elettorale. Infatti, se il quartier generale di Clinton è pronto a lanciare simili accuse ai vertici degli organi di sicurezza statunitensi, significa che la situazione è davvero critica.

Se la situazione fosse sotto controllo, lo staff di Clinton penserebbe alle conseguenze, ad esempio come tali dichiarazioni minino la fiducia degli statunitensi e della loro élite nei servizi d’intelligence degli Stati Uniti. E questo è davvero dannoso per la stabilità del Paese. Chi crede a tali accuse fatte in tutta serietà, può domandarsi: come ha fatto Putin, eventualmente, a comprarsi il direttore dell’FBI che, oltre a lavorare per il Federal Bureau of Investigation, guadagna palate di soldi con la transnazionale più ricca e influente?… Forse la Russia non è così debole come dicono i media? E forse va visto proprio ciò che la Russia potrebbe offrire ai funzionari statunitensi? E’ tempo di dare a Clinton il premio per la migliore pubblicità ai servizi segreti russi. Vorrei anche soffermarmi sulle accuse al direttore dell’FBI, in particolare che nasconda la prova dei legami tra Trump e la Russia. Pensiamo quali conclusioni possano trarne i devoti democratici statunitensi, che credono veramente nei loro leader e nei media del sistema.

Prima conclusione: CIA, NSA e tutte le altre agenzie d’intelligence statunitensi sono costituite da perdenti che non sanno nemmeno trovare i legami di Trump con Mosca, e anche se li trovano, non li pubblicano. E così si scopre che tutto dipende dalla buona volontà di un agente di Putin che, a quanto pare, è a capo dell’FBI. È una catastrofe nazionale.

Seconda conclusione: la leadership dell’FBI è una rete di agenti di Putin. In caso contrario, i patrioti statunitensi dell’FBI l’avrebbero fatto sapere ai media o consegnato al Congresso la prova letale della cooperazione tra Trump e la Russia. Questa è la seconda catastrofe nazionale. E’ il momento d’introdurre lo stato di emergenza e non solo fare appello alla coscienza di James Comey. Ma non vedo molto panico nei media statunitensi. Ciò significa che anche i sostenitori più incalliti di Clinton sanno che sono tutte accuse insensate.

Ma ecco un’altra conclusione. Si nota come Clinton e compagnia vedono l’elettorato statunitense quale branco di idioti a cui rifilare anche le più incredibili bugie, e che ancora gli crede. É una posizione perdente. Un manipolatore può e deve sfruttare i punti deboli di chi cerca di manipolare, e non solo degradare tali manipolazioni. La fiducia che la gente se la beva, prima o poi comporta che un manipolatore più bravo l’attragga. Ed allora non saranno infiammati solo i commenti sui social network, ma anche i pneumatici sulle strade degli USA. Tale scenario spaventa chi chiede a Trump di riconoscere le elezioni come legittime. Se Trump si rifiuta, si concede la possibilità di portare in piazza la gente. Naturalmente, se rivolte iniziassero negli Stati Uniti, ne sarà incolpato Putin. Ma non ci baderemo troppo, perché saremo in prima fila con i popcorn.

Ruslan Ostashko
http://politrussia.com/world/putin-kupil-fbr-602/

Traduzione di Alessandro Lattanzio – Sito Aurora
https://aurorasito.wordpress.com/2016/11/03/la-accuse-a-putin-sono-la-catastrofe-nazionale-degli-usa/

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Articolo collegato: http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2016/11/tutti-i-retroscena-della-disfida-tra.html

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