Michele Meomartino scrive a Paolo e Caterina

Fabiola Paolo Caterina e Michele a Treia

Cari Paolo e Caterina,
innanzitutto grazie. Una gratitudine che mi sgorga dal cuore per la vostra disponibilità e attenzione che sempre ci riservate ad ogni nostra visita a Treia. E come sempre, il soggiorno è stato bello, sereno e proficuo.

Dalla pizzata di Venerdì sera, in compagnia di Adriano e sua moglie, fino alla visita alla cooperativa La Talea, di Domenica mattina, passando per la presentazione del mio libro a La Scentella e l’incontro al “baretto” con gli amici operatori olistici è stato un susseguirsi di incontri significativi che potrebbero preludere a future e auspicabili collaborazioni. Anche per questa possibilità, grazie Paolo e Caterina!

Il tempo e gli impegni imminenti non mi permettono di dilungarmi più di tanto sul Week End nelle Marche. Mi piace sottolineare, però, l’encomiabile lavoro di cronaca quotidiana, di storie cosiddette sui bordi, che, di certo, non hanno l’obbiettivo di catturare il lettore con effetti speciali, che Paolo e Caterina, attraverso il Giornaletto di Saul, sanno narrarci. Un servizio discreto, umile e prezioso.

In un mondo mediatico dominato da notizie sensazionalistiche, per non dire catastrofiche, da un vojerismo ruffiano che sa solo suscitare pruriti indecenti, da falsi miti ed eroi in “giacca e cravatta”, la narrazione nuda e cruda della quotidianità, a cui non fa difetto l’acutezza dell’osservazione e la bellezza della poesia, rappresenta un fatto inusuale che restituisce alla normalità la sua dignità tradita.

Una normalità fatta di semplicità e di lentezza, sempre più rare e apprezzate, perché la febbre che tanto eccita gli animi umani si nutre di smanie, di protagonismi, di ostentazioni, di rivalità…

Per questo e per tanto altro ancora sono grato a Paolo e Caterina. Non sono un assiduo lettore del Giornaletto, preso come sono dai miei impegni…, confesso la mia latitanza. Ma con un’unica eccezione rappresentata dalla lettura delle loro storie di ordinaria quotidianità perché mi restituiscono una dimensione interiore in cui il tempo è scandito da ritmi lenti e da un respiro profondo che ci invita a sostare e a rallentare i nostri passi…. Forse per riflettere o ammirare un panorama o per cercare un senso che ci motivi, o forse una sospensione tra le preoccupazioni del vivere…, forse…

Michele Meomartino – 1 settembre 2014

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Risposta

Caro Michele, la tua lettera giunge in un momento propizio… e non sai quanto opportuna risulti, soprattutto per i suoi contenuti pieni di amore e simpatia.
Stavamo dicendo ieri sera con Caterina come spesso io mi trovi a dover ripagare i favori ricevuti da amici e conoscenti sino al punto che -spesso- queste restituzioni sfocino nel “dovuto”, ovvero che gli altri continuano a ritenere che sia loro “dovuta” la riconoscenza. Questo non è assolutamente il tuo caso, anzi continuo a considerare che tutto ciò che da te ho ed abbiamo ricevuto non potrà mai essere “ripagato” perché tu continui ad essere in “credito”. La tua dedizione amichevole si manifesta con atti concreti e non con pie buone intenzioni e questo è un caso raro se non unico.

Grazie ancora per la tua amicizia fraterna e ricevi il nostro abbraccio a te e Fabiola.

Paolo e Caterina

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