Paola Giannone: “Appello al Matteo Renzi contro i possibili dissesti dell’Anfiteatro Flavio causati dalla Metro C di Roma”

Al Presidente del Consiglio Dei Ministri della Repubblica Italiana
Matteo Renzi

Oggetto: Appello contro i possibili dissesti dell’Anfiteatro Flavio causati dalla Metro C di Roma

Faccio seguito all’inoltro via mail alla White House dell’ “Unesco Petition to World Heritage Committee-UNESCO, “The Role of CULTURE AND PROTECTION OF ARCHEOLOGICAL SITE “ROMAN FORUM”, “WORLD HERITAGE SITE IN ROME”, che nel 16 luglio 2013 ricevette l’immediato riscontro dello Staff della White House.

A nome e per conto dei Cittadini (italiani e non) che da tutto il Mondo hanno firmato come Sostenitori la Unesco Petition to the World Heritage Committee – UNESCO: “The Role of CULTURE AND PROTECTION OF ARCHEOLOGICAL SITE “ROMAN FORUM”, WORD HERITAGE SITE IN ROME, sono certa che Lei, Egregio Premier Renzi, sia già informato in merito alla necessità di esternare a tutti gli Organi di Governo Italiani ed Europei i timori per i pericoli che corre l’Anfiteatro Flavio.

Il suddetto monumento ha già subito “crolli” di enormi “blocchi di marmo” nella parte settentrionale-est e nella parte meridionale, a causa del delicato equilibrio del sedime di fondazione, costituito da terreni alluvionali.

In particolare nella parte meridionale, dove sono avvenuti i crolli maggiori, il terreno presenta la seguente stratigrafia: 1) – Argilloso, con sedimenti fluvio-lacustri, olocenici, in origine bonificato, 2) – Rocce tufacee, 3) – Unità continentali pleistoceniche, perché già acquitrinoso, all’epoca della costruzione, terminata intorno all’anno 80 d.C.

Nella parte settentrionale del terreno sono presenti rocce vulcaniche, più solide, ma anche in questa zona si sono manifestati crolli e lesioni che potrebbero aggravarsi a seguito degli invasivi lavori della stazione della Metro C, prevista nelle immediate vicinanze del Colosseo.

I crolli e le lesioni, che hanno richiesto gli importanti interventi di restauro attualmente in corso, rischiano addirittura di proseguire in modo più grave, irreversibile e repentino, con danno per il monumento e pericolo per la moltitudine di persone che lo vengono a visitare ogni giorno da ogni dove.

Nessuno può infatti prevedere l’entità delle variazioni dei livelli di falda causati dalla presenza dell’enorme struttura in cemento armato della stazione, che si estenderebbe dal piano strada sino al profondo strato impermeabile delle argille plioceniche e che pertanto costituirebbe un incredibile ostacolo al libero fluire delle acque nel sottosuolo. Allo stesso modo nessuno può prevedere le ripercussioni di tali variazioni sul delicato equilibrio dei terreni di fondazione, per loro natura estremamente sensibili al contenuto in acqua e al battente idrico.

L’acqua delle ricche falde presenti nel sottosuolo del Colosseo non potrà essere “contenuta” e se le verrà impedito di andare da una parte, se ne andrà da un’altra. Solo Dio sa con quali ripercussioni per la stabilità del monumento!

Con la presente istanza, Egregio Premier Renzi, desidero raccomandarle che non sia messa a rischio l’incolumità dell’Anfiteatro Flavio. E per memoria rammento che già più di un anno fa l’autorevole Associazione ITALIA NOSTRA ha denunciato i rischi per la stabilità del Colosseo a causa dei lavori della Metro C:

Colosseo a rischio con i lavori della metro C
http://.ilfattoquotidiano.it/2013/02/19/roma-italia-nostra-denuncia-con-lavori-della-metro-c-colosseo-arischio/505819/

La denuncia è stata poi successivamente confermata dal noto luminare Prof. Antonio Tamburrino, con l’intervista contenuta nel video che segue:

Ultima fermata Roma
http://www.beppegrillo.it/2013/10/ultima_fermata_roma.html

Sentitamente, Vi ringrazio per l’attenzione e resto in attesa di un cortese riscontro.
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Arch. Paola Giannone

E-mail: pgiannone9@gmail.com
PEC: p.giannone@pec.archrm.it

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