2012 – Le previsioni fosche di Sandra De Marco: “…preparariamoci ad una prossima guerra. Contro l’Iran, contro la Siria per arrivare fino alla Cina e quindi ad una guerra mondiale nucleare contro la Cina e la Russia che oggi possiede quindicimila bombe atomiche!”

2012 – Le previsioni fosche di Sandra De Marco: “…preparariamoci ad una prossima guerra. Contro l’Iran, contro la Siria per arrivare fino alla Cina e quindi ad una guerra mondiale nucleare contro la Cina e la Russia che oggi possiede quindicimila bombe atomiche!”

Indifferenza, quanta indifferenza… In questa società opulenta ricca di tragicità e di contraddizioni dilaga ormai imperterrito il più atroce sentimento. Si respira ovunque. Indifferenza, quanta indifferenza! Oggi l’uomo ha raggiunto l’apice della disumanità in quel tonfo silenzioso dell’anima ubriaca di materia, spenta nell’assuefazione di mostruosità e di orrori commessi con bestialità inaudita e diabolica ferocia. E da qui, immersa nel peggiore dei suoi mali, avanza in un colossale e sconcertante paradosso la figura della vittima incompresa e deprecata di questa irrefrenabile crisi planetaria. Uno schiaffo alla divina Provvidenza che da sempre ha elargito terre fertili e preziose risorse, ricoprendole di meravigliosi frutti dipinti su paesaggi di un’assordante bellezza. Malgrado ciò, uomini e donne reduci da orgasmi di cronico materialismo inscenano schierati con i loro simili marce funebri di scontenti e pianti di rassegnazione, e alimentati da sussulti d’orgoglio rimpiangono ad ogni passo epoche dorate di abbondanza e di benessere assicurate da una maledetta globalizzazione. Tarli rosicanti armati di isterici pianti e pietosi lamenti alla ricerca esasperata di attenzioni, la cui mente reclama in un mantra disperato ragioni che nessun Dio mai accorderebbe, torti mai subiti e immaginarie frustrazioni. Schiere di anime in pena, che in preda ad un morboso vittimismo e afflitti da un delirio di persecuzione si aggirano in questi tempi difficili alla ricerca di qualche essere che accondiscenda ai loro capricci, emanando stati d’ansia e inquietudini ingiustificati, rievocando e rincorrendo privilegi ormai sfumati… Dove si fosse annidata la loro coscienza in questi anni di ingiustizie, fame, morte e distruzione è palese anche all’occhio stolto e più distratto. In quell’eccessivo edonismo, nella meschinità schizofrenica dei loro mondi borghesi incatenata ad assurde e asfissianti convenzioni mondane. Stavano li, adagiati come marionette patetiche ad uno status sociale, rifugiati nel loro angusto e comodo angolo di visuale ad esprimere insulse teorie e sconclusionati pensieri. Stavano li, risucchiati in un serbatoio di effimere illusioni, vinti da un ineluttabile destino dove ogni responsabilità è catapultata per inerzia nell’ipocrisia e nel più squallido cinismo. Dove istinti e passioni si placano e dissolvono in un’abulia insopportabile, dove le ingiustizie e le più atroci sofferenze si riducono a meri e noiosi teoremi su cui proclamare senza pudore la propria innocenza e il perdono di tutti i peccati. Donne e uomini che hanno vissuto come se il mondo non li riguardasse affatto, facendo dell’indifferenza la protagonista indiscussa. Dove ogni dignità diventa sfuggente, oramai impalpabile, e qualsiasi istinto di fratellanza e di giustizia è privato di ogni carica vitale. Vagano senza meta, impugnando un tenore di vita incerto e inadeguato e reclamando all’Iddio un destino a lor dire ingiusto, non meritato.
Non erano forse gli stessi uomini che dormivano sonni tranquilli in comodi letti e in ricche dimore arredate con gusto in eleganti quartieri? A loro era forse sfuggito che le baraccopoli, le bidonville e le lontane favelas non erano solo leggende, che davvero esistevano. Eppure il Cielo ha visto molto altro: i corpi dei senzatetto e dei clandestini rannicchiati fra le lamiere contorte degli ex capannoni industriali, lungo i gradini delle chiese, sotto i ponti e nei vagoni abbandonati. Raggomitolati negli stracci con la testa appoggiata alle panchine, riparati dal gelo della notte, dalla pioggia e dal vento con pezzi di cartone.
E non erano forse gli stessi uomini che nei supermercati dei grandi centri commerciali han dedicato attente e minuziose letture agli ingredienti nella scelta di alimenti? Con grande affanno hanno contato calorie, elaborato percentuali di grassi e di colesterolo e programmato diete per smaltire gli effetti di un’eccessiva alimentazione. Ma il Cielo ne ha viste tante, milioni di milioni di bocche da sfamare. Orde di uomini e bambini alla ricerca di cibo tra i rifiuti imputriditi, costretti a sniffare droghe per smorzare il dolore degli spasmi e delle ulcerazioni dei tessuti causati da una grave e cronica denutrizione.
E non erano forse gli stessi uomini che per ogni acciacco hanno consultato medici, i migliori specialisti, e valutato decine di diagnosi? Eppure per milioni di bambini morire per un banale raffreddore fa ancora parte dello scorrere dei giorni, tra il fango e le fogne a cielo aperto in assenza di cure, di medicinali e delle condizioni igieniche più elementari.
Non erano forse gli stessi uomini che hanno scelto le scuole migliori per i propri figli, impartito lezioni private e tifato per loro nei campi da gioco? E sono milioni e milioni le donne e i bambini a cui è negata un’istruzione, costretti a vivere di piccoli espedienti e a subire atroci abusi nelle proprie case e ai bordi delle strade. Ma Dio ne ha visti molti altri: nella miseria più assoluta, abbandonati, violentati, torturati. Costretti ad elemosinare una carezza o un sorriso nella solitudine più disperata, condannati a lavorare come schiavi, a morire di sete e di fame.
Ebbene si. Quelli erano gli stessi uomini che per lavare le proprie coscienze han delegato a miseri aiuti umanitari il diritto alla vita, alla salute, ad un’istruzione. Quelli che dai loro comodi salotti non si sono mai allineati, mai schierati, mai indignati. Non hanno dato alcuna voce ai giusti, né sono scesi mai in piazza a protestare. Hanno tollerato tutto, proprio tutto, avvalendosi di un accomodante senso di impotenza ed una ancor più comoda rassegnazione. Ma i loro lamenti e il loro vittimismo non resterà inascoltato. Giungeranno al cielo come infami preghiere e il loro eco risuonerà ai piedi della croce come bestemmie terribili. Perché l’egoismo e la totale indifferenza impedisce loro di realizzare che non sono le vittime di questo sistema, ma carnefici e complici di un mondo feroce.

Giorgio, dopo l’immancabile appello di tutte le arche, apre oggi l’incontro con il messaggio ricevuto durante la sanguinazione delle stigmate: “SE ASCOLTERETE LA MIA VOCE, NELLA VOSTRA SALIVA NON SI INSINUERÀ IL MALIGNO”. Quindi stiamo attenti a quando saliviamo, perché lì ci può essere il maligno. Quando parliamo, quando pensiamo, quando ci manca qualcosa e ci esce la bava dalla bocca: se è positivo c’è Cristo, se è negativo c’è il demonio. Siccome il maligno si insinua nelle nostre parole, la parola stessa uccide o edifica, a volte può dividere e a volte può unire. Quindi dipende da quello che fa. A volte anche se divide può essere Cristo, dipende se sta separando il grano dalla zizzania. Se invece sta separando il fratello dal fratello allora è il demonio. Se separa il male dal bene allora è Cristo. Vi indico una strada per evitare che si possa avere la saliva impregnata di Satana: porsi sempre nell’umiltà e nel servizio. Li non c’è mai Satana perché lui odia l’umiltà e il servizio. Ma quando siete assaliti dal senso della giustizia li ci può essere Satana, perché voi credete che sia giustizia ma in realtà è arroganza, intolleranza. Se invece siete assaliti dal sentimento di umiltà di servizio, di devozione che Satana tanto odia, lui non c’è mai nella vostra saliva. Quando siete assaliti dal sentimento della frustrazione, del vittimismo e vi lamentate sempre che vi manca qualcosa, o che il fratello non ha fatto qualcosa, la saliva è imperniata da Satana. Perché dietro al vittimismo infatti si nascondono l’egoismo e l’inganno.
A questo riguardo nel messaggio del 12 ottobre 2010 Giorgio scrisse:

È IMPORTANTE REALIZZARE E CAPIRE IL VALORE ESTREMAMENTE NEGATIVO E DIABOLICO CHE NASCE DAL SENTIMENTO DEL VITTIMISMO QUANDO ESSO ATTANAGLIA L’ESSERE UMANO. DIETRO AL VITTIMISMO INFATTI SI NASCONDONO L’EGOISMO, IL MATERIALISMO, LA SETE DI POSSESSO E ANCHE L’INGANNO.
LA SOFFERENZA SI SUPERA CON LA FEDE, LA FORZA INTERIORE E VA AFFRONTATA CON ONORE E DIGNITÀ OFFRENDOLA A CRISTO. IL VITTIMISMO CONDUCE ALL’ISOLAMENTO, ALL’APATIA, ALL’INDIFFERENZA E RENDE TIEPIDI. GESÙ HA DETTO: “I TIEPIDI, LI VOMITERÒ DALLA BOCCA”, POICHÈ MENTRE UN PECCATORE CHE SI PENTE SI PUÒ RISCATTARE E SALVARE, LA PERSONA CHE SI CHIUDE NELLA FRUSTRAZIONE DEL SUO VITTIMISMO, CHE SI LAMENTA DI TUTTO E DI TUTTI ADDEBITANDO LA CAUSA DEL PROPRIO DISAGIO AGLI ALTRI, È UNA PERSONA NELLE MANI DEL MALE. SIA NEL CASO CHE LA PERSONA SOFFRA VERAMENTE, SIA QUANDO SI SERVE DI QUESTO SISTEMA PER RAGGIRARE IL PROSSIMO. IL FUSTIGAMENTO, L’AUTOLESIONISMO ANNULLANO E OFFUSCANO LA LUCE DELLO SPIRITO. SI DIVIENE COSÌ FACILE PREDA DELLE FORZE NEGATIVE CHE HANNO IL COMPITO DI FAR CADERE QUANTE PIÙ ANIME POSSIBILE NELLE TENEBRE DELLO SPIRITO.IL VITTIMISMO È UNA TENTAZIONE CHE PORTA ALLA PROPRIA AUTODISTRUZIONE. È TERRIBILMENTE PERICOLOSA E NON PUÒ ESSERE TOLLERATA.NELLA SOFFERENZA DEVE PREVALERE UN UNICO SENTIMENTO: SOSTENERE, CONSOLARE, DONARE UN SORRISO A CHI SOFFRE COME NOI O DI PIÙ. IN QUESTO MODO LA SOFFERENZA DIVENTA MISSIONE E CONDUCE ALLA LUCE DI CRISTO. LA SOFFERENZA SI SUPERA CON LA FEDE, LA FORZA INTERIORE E VA AFFRONTATA CON ONORE E DIGNITÀ OFFRENDOLA A CRISTO.

L’incontro prosegue con la lettura del messaggio del Padre Adonay e il messaggio dei nostri fratelli della luce che oltre a illustrare la natura dell’astronave ripresa da Antonio ribadiscono ancora una volta il motivo della loro presenza sul nostro pianeta. Eclatanti segni del Cielo che annunciano il ritorno di Colui che li ha redenti insieme a miliardi di altre civiltà nell’universo, e che ritornerà come promesso con gran potenza e gloria a separare il grano dalla gramigna. Messaggi che ammoniscono richiamando al ravvedimento, profetizzando catastrofi e guerre nucleari fino all’autodistruzione dell’umanità stessa. Instancabile, il Suo messaggero ci invita ancora una volta a stare attenti e sempre uniti. A non lasciar prevalere il vittimismo, a non permettere che le frustrazioni ci allontanino dal sentiero della Verità. A non dimenticare mai che la sofferenza è il cammino che ci condurrà attraverso quella porta stretta. E che, al di la di tutto quello che potrà succedere, Lui ci ha salvato.
Nel frattempo il collegamento con Antonio Urzi e Simona da Cinisello Balsamo viene ultimato e Giorgio riprende la parola: “Antonio, hai letto il messaggio di Setun Shenar che spiega il passaggio dell’astronave dalla dimensione materiale a quella dinamica?

Urzi: Si, e sono onorato ancora una volta di essere testimone. Ogni filmato per me è importante, ma la qualità di questo video è fantastica e la fattezza di questo meraviglioso disco trasparente è bellissima. Il favoloso messaggio di Setun Shenar per l’ennesima volta fa chiarezza sulle reali intenzioni di questi esseri che non sono qua per fare spettacolo o per farsi una passeggiata, ma sono segni per tutti noi molto importanti. Considerando quello che ogni giorno tutti noi dobbiamo affrontare, vedere che ci sorvegliano dalla mattina alla sera è veramente gratificante. Ti da forza di andare avanti, il coraggio per affrontare la vita quotidiana.

Giorgio: Antonio, sei pronto a filmare il loro atterraggio sulla Terra?

Urzi: Ancora no, ma mi sto allenando. Giorgio ha spiegato che la preparazione per entrare in contatto con questi esseri e per filmare un evento del genere non è semplice né a livello fisico né a livello emotivo. Oltretutto devi poi rientrare in questa realtà e ciò richiede una seria preparazione. Io mi sto preparando. Quando ho filmato l’astronave di cristallo erano più o meno le quattro del pomeriggio e mi trovavo in mansarda, e si è posizionata proprio sullo zenit, perpendicolare… L’astronave si trovava a circa quattromila metri. Infatti si vede anche un aereo di linea che solitamente viaggia dai tre ai quattromila metri e facendo un confronto con la sua apertura alare posso tranquillamente affermare che l’oggetto aveva un diametro di almeno dieci metri.

Giorgio: Antonio, preparati! Presto ci sarà un’altra sorpresa! E ora fatemi domande. Sono venuto per servire, non per essere servito.

D: Nel messaggio il Padre Adonay dice “11-11- 2011 IL RAGGIO DELLA CELESTE MADRE COLPIRÀ CON AMORE E GIUSTIZIA L’ANIMA DEL MONDO”. Il raggio della celeste Madre è inteso come un flare e quindi un possibile elemento di purificazione?

R: No, il raggio della Madre Celeste è un raggio spirituale. È un raggio di energia che ha salvato il mondo da una distruzione che doveva avvenire. Noi dobbiamo ringraziare tanto questi esseri che spesso e volentieri ci hanno tirato fuori dai guai. Adesso non so se lo faranno ancora.

D: Evitando una catastrofe non viene prolungata l’agonia di tutti quegli esseri che soffrono?

R: Gli esseri extraterrestri fino ad ora sono intervenuti perché ci sono uomini che hanno una genetica come la loro e che quindi a tutti i livelli sono loro fratelli. Sono quelli che Gesù chiama gli eletti e per i quali i giorni verranno abbreviati e così evitata la distruzione del mondo. Loro allungano l’agonia per chi soffre nella materia, quindi la sete di giustizia è per chi soffre. Si allunga il calvario, ma allo stesso tempo questo calvario aumenta la possibilità data a milioni di persone di glorificarsi in Cristo. Mentre la persona soffre aumenta il calvario, quindi l’ingiustizia che subisce sulle sue spalle, ma nello stesso momento aumenta la possibilità che questa gente possa ereditare il Nuovo Regno. E viene anche amplificata sempre di più la giustizia del Padre. Quando interverrà il Padre questa gente sarà salva. Adesso subisce, ma quando ci sarà la giustizia divina, gioirà. Coloro che in questo momento godono nella materia saranno invece castigati. Chi subisce deve avere fede e pazienza e perseverare nell’attesa della venuta di Cristo.

D: Considerando che i segni che questi esseri manifestano sono sempre più eclatanti, c’è la possibilità, un qualche filo di speranza, che anche chi è ai tavoli del potere possa in qualche modo redimersi? O che i grandi potenti della terra che comandano il mondo, le grandi banche, i presidenti, i grandi imperi economici vogliano cambiare le cose?

R: La risposta a questa domanda è scritta nel messaggio di Setun Shenar che ho divulgato. Loro manifestano questi segni per stimolare nei nostri cervelli e nei nostri spiriti il discernimento e la realizzazione che loro sono una civiltà superiore alla nostra. Nel consolare coloro che hanno intrapreso un cammino spirituale e, per quanto riguarda chi comanda, sono pronti ad intervenire nel caso si scateni una guerra nucleare. C’è una possibilità che possa cambiare qualche cosa a livello mondiale, ma è una possibilità che possiamo paragonare alla statua del David di Michelangelo: il calore di quella possibilità è pari al calore di quella statua. Io penso che non c’è speranza, però tutto è possibile e il miracolo può accadere. Ma siccome i messaggi dei miei fratelli celesti sono apocalittici oltre ad essere di avvertimento, è più facile che il cambiamento positivo del mondo non avvenga per mano dei potenti, ma grazie ad un intervento militare degli extraterrestri che annientano tutti. Credo molto di più a questo: che si portino via i bambini, le persone oneste, i genitori che hanno sacrificato la loro vita per i figli, i giovani talenti, le piante migliori che ci sono e fanno quello che hanno fatto a Sodoma e Gomorra. Io sono un semplice messaggero di Dio e mi adatto a ciò che i fratelli mi dicono. Certo è, che quando torna Gesù il giudizio sarà severo.

D: Quando affermano che con i loro potenti mezzi potrebbero annientare la nostra civiltà ma che il Padre non lo permette, significa che vorrebbero già intervenire?

G: Il loro istinto è di fare giustizia, però vengono fermati da una volontà superiore. Loro appartengono a civiltà al servizio del Logos Cristico, quindi si adattano alle scelte del Logos Cristico. Loro non possono intervenire e se disubbidiscono perdono la loro posizione.

D: Se la sofferenza è lo strumento che permette di evolvere, colui che fa del male al suo prossimo lo sta aiutando ad evolversi e per tale motivo dovrebbe essere premiato?

R: Colui che fa del male carica su di sé una causa negativa, mentre colui che riceve il male carica su di sé una carica positiva. Quindi nel momento in cui in un individuo c’è la predisposizione a fare del male e lo commette, si assume le sue responsabilità di fronte la legge. Non è un aiuto ad evolversi. È una scelta sbagliata che viene messa in pratica e questa scelta sbagliata deve essere equilibrata da una risposta pari e contraria. Quindi chi subisce deve equilibrare la scelta sbagliata e questo avviene nel momento in cui chi subisce viene premiato e l’altro punito. Chi fa del male non ha una pistola puntata alle tempie, ma semplicemente ha scelto. Quello che riceve non ha scelto, quindi ha diritto ad una consolazione. Se poi chi riceve il male ha addirittura scelto, non solo ha diritto ad una consolazione, ma viene premiato passando nella dimensione superiore. Quindi se subisco un’ingiustizia ma non l’ho scelta, io vengo consolato. Ma se io l’ho scelto, se dico “prendete me o picchiate me al posto dei miei fratelli”, io vengo glorificato in Cristo. E siccome io sono un provocatore, voglio che teniate presente anche un’altra cosa.
Chi decide, e a tal scopo gli vengono dati i mezzi, di fare violenza sulle persone perverse e assassine per proteggere i deboli, viene premiato nello stesso modo di colui che ha scelto di essere crocifisso. Chi decide di usare giustizia contro gli assassini della vita che uccidono i bambini, e gli vengono dati i mezzi per fermarli viene premiato allo stesso modo di colui che ha subito. Ma se non gli vengono dati i mezzi non lo può fare. Quando Elia volle dimostrare che il Signore era con lui, chiese ad Acab di radunare Israele insieme ai 450 profeti di Baal sul monte Carmelo: qui dimostrò la potenza di Dio accendendo, con la preghiera, una pira di legna verde e bagnata. Dopodiché, presso il torrente Kison, scannò tutti i 450 sacerdoti di Baal. Ad Elia vengono dati i mezzi per uccidere, quindi viene premiato. E vi faccio anche un altro esempio. Supponiamo che in questa sala entrino dei delinquenti e sequestrino tutti. Se uno di noi chiede di essere preso e si sacrifica per salvare tutti gli altri, verrà premiato perché compie un grande atto d’amore. Quello di Elia è un atto di giustizia nell’amore. Noi non facciamo violenza, ma se Dio mi da lo strumento per poter fermare gli assassini della vita, io li elimino tutti, uno ad uno. Senza pietà. Anche questo è fare la volontà di Dio. Infatti il Padre si guarda bene dal darmi anche un solo stuzzicadenti. Finché porto i segni di Cristo, lancio grida nel vuoto. Ma se Dio mi da un potere, lo uso.

D: Vorrei un chiarimento riguardo alcune notizie divulgate su internet sui sette maestri asceti presenti sulla Terra per missione, dove si afferma che sono illuminati e collegati ai gesuiti. Sono veritiere queste notizie?

R: Non so se sono veritiere. Quello che posso dire è che l’anticristo ha molti collegamenti e tra questi vi sono gli illuminati, i gruppi Bilderberg e anche i gesuiti.

D: Ora si è evitato qualcosa di grande. Quando si vedranno i segni a livello globale per scuotere le coscienze?

R: I segni per scuotere le coscienze si stanno già manifestando. Fukushima e il disastro del Giappone è stato l’antipasto. Voi dovete capire che il pranzo che serve Dio è un pranzo cosmico. Dopo l’antipasto possono passare tre quattro anni per arrivare al primo piatto, poi altri due tre anni per il secondo piatto.

D: Nel messaggio di Setun Shenar gli extraterrestri fanno riferimento all’uso di armi in caso di necessità. Quali sono e in che modo vengono usate?

R: Loro non ricorrono mai alle armi. Hanno armi solo per difendersi da attacchi di demoni. Si tratta di raggi di antimateria e ogni raggio lanciato dall’astronave può colpire una città e distruggerla in dieci, venti secondi e di questa resterebbe solo materia non uniforme. Questo raggio può essere regolato a livello molecolare per cui può modificare la sola struttura molecolare delle cellule umane e quindi distruggerle, per cui la natura rimane viva. Oppure regolarizzarla solo sulle cellule umane, oppure solo sulle costruzioni lasciando in vita le cellule umane. Dipende dal risultato che vogliono ottenere. Possono cambiare e manipolare la struttura molecolare di tutta la materia, organica e inorganica. Sono padroni della materia e della luce nello stesso modo in cui noi manipoliamo l’argilla. Se sono in grado di farlo con la luce, ciò significa che hanno padronanza assoluta su tutta la struttura materiale che compone la vita organica e inorganica. Non fanno niente di tutto questo perché loro osservano, e perché gli viene chiesto da una intelligenza superiore alla loro che è quella a cui loro ubbidiscono: l’intelligenza cristica. Con i raggi di antimateria hanno distrutto anche Sodoma e Gomorra. Loro mi hanno detto, anche se non l’ho scritto perché non ho motivo di farlo, che potrebbero anche intervenire distruggendo la civiltà umana se l’uomo sperimenta l’antimateria. Perché con le bombe atomiche può distruggere il mondo, ma con un raggio di antimateria può distruggere il sistema solare. Se l’uomo scoprisse l’antimateria, anche senza usarla, loro attuano un attacco preventivo: intervengono e distruggono il mondo. Per ora è stato scoperto dall’uomo a livello teorico, ma non è in grado di utilizzarla. L’uomo è un virus maledetto e per questo motivo siamo controllati a vista dalle intelligenze divine. Perché noi uccidiamo la gente, ammazziamo e violentiamo i bambini, facciamo esperimenti sugli animali, inquiniamo la Terra, abbiamo l’energia atomica, ci odiamo. Siamo gente da tenere sotto osservazione costante.

D: Un atto di giustizia è sempre un atto d’amore?

R: Se in questa sala entra una persona con l’intenzione di uccidere tutti compreso i bambini, e non avendo i mezzi per poterli difendere mi offro come ostaggio per liberare tutti voi, questo è un atto di grande giustizia nell’amore perché con amore mi offro e faccio giustizia liberando tutti voi. L’atto di giustizia sta nel liberare gli innocenti e non importa come lo fai. Non sta nel fare del male al potenziale assassino. Oppure stermini l’assassino e quindi fai giustizia con un atto di giustizia, La differenza sta nella metodologia. La giustizia, dopo la procreazione, è la più grande forma d’amore dell’universo. La prima, inimitabile grande forma d’amore che esprime il Padre nell’Universo è la procreazione. La creazione, che noi mettiamo in atto quando mettiamo al mondo dei figli. Quello è il primo atto d’amore. Il secondo atto d’amore che è inimitabile è la giustizia. Il terzo atto d’amore inimitabile è la pace. Con questi tre valori regna l’universo: Giustizia, pace e amore. Il tripode è questo. Poi c’è anche la fratellanza, l’amicizia… ma il tripode è questo.

D: Setun Shenar lo definisce il “TRIPODE DEI SENTIMENTI SUL QUALE POGGIA LA STRUTTURA DELL’EDIFICIO COSMICO”. Noi invece li definiamo valori come se si trattasse di qualcosa di più elevato rispetto al sentimento, che può essere inquinato.

R: Il termine che ha usato Setun Shenar è corretto perché sono sentimenti, o valori. La giustizia è un valore, ma lo puoi esprimere anche con un sentimento.

D: Il sentimento è un sentire sul piano umano?

R: Il sentimento è il sentire sul piano spirituale, sul piano interiore. Il piano umano si chiama sensazione, che è diverso. Il sentimento viene dal cuore, può essere positivo o negativo e a volte può essere sbagliato se non hai discernimento. Quindi la giustizia, la pace e l’amore sono valori e sentimenti.

D: Il Padre Adonay nel suo messaggio dice “IL COSMO, L’UNIVERSO, LE STELLE, I MONDI, LA TERRA. INIZIANO, SI ELEVANO E TRASMUTANO PER DARE VITA AL SOLE DELLO SPIRITO, ALLA BEATITUDINE DIVINA”. Significa che tutto quello che viene creato dal Padre ritorna a Lui e che quindi Lui crea per poi comunque ricevere amore dal suo stesso creato?

R: Si, esatto. Ma c’è un motivo, un movente specifico se Lui fa questo: per poter dire “IO SONO”. Quando sei là da Lui non lo sai dire. Se ti rivolgi ad una formica, anche se è viva e ha il diritto di essere amata, non può dire ‘Io sono’. Lo farà quando diventerà individuo, per questo il Padre vuole che torniamo a Lui: per diventare come Lui. Adonay è un Dio. Qualcun altro prima di Lui l’ha creato. Tutti diventeremo dei soli perché il nostro destino è creare, arrivare alla settima dimensione. Cristo ha detto “voi siete dei e farete cose più grandi di Me” perché Lui sa cosa abbiamo dentro. Il Padre crea, noi lo raggiungiamo e godiamo tutto l’universo. Ma dobbiamo ubbidire alle sue leggi altrimenti godremo solo il buio, il tormento.

D: Nel programma Voyager hanno intervistato un signore in Russia che si è autoproclamato l’incarnazione di Cristo. Cosa ne pensi?

R: Lo conosco personalmente, si chiama Vissarion e l’ho incontrato durante un viaggio in Russia. Onestamente mi fa pena. Se pensate che io possa dire che Gesù mi fa pena, lascio a voi intendere che cosa penso di questo signore.

D: Hai detto che il 2012 è il tempo per scegliere da che parte stare. Cosa significa concretamente?

R: Significa che dobbiamo prepararci. Non significa che succederà a tutti, ma per chi segue il segno delle stimmate significa che dobbiamo lasciare tutto e dare la vita per Cristo. Anche essere uccisi se necessario. Se non siamo pronti a questo, sarete provati nella carne e nello spirito. Vi invito a prepararvi, a essere pronti perché il Cielo può chiederci di lasciare tutto ed essere pronti a dare la vita se è necessario. Questo non significa che il cielo ce lo chiederà, ma che ci dobbiamo preparare. Se noi non facciamo questo lavoro interiore, saremo provati e ci perderemo. Gesù ci chiede tutto questo per la nostra salvezza. A noi che abbiamo ricevuto tutto da Lui, abbiamo avuto i segni più grandi che il cielo abbia potuto dare, a noi che abbiamo mangiato con Lui, che abbiamo dormito con Lui, che abbiamo visto la sua misericordia ci verrà chiesto tutto. E quando dico tutto, non mi riferisco ai beni, qualora dovessimo averli, ma alla vita. Se noi non siamo pronti a dare la vita perderemo tutto. Questo è per me il 2012. La preparazione deve essere interiore, non dovete scendere in piazza e spogliarvi di tutto. Io questa scelta l’ho fatta prima del 2012 ma non riguarda solo me, riguarda tutti voi. Un giorno vi verrà chiesto se siete disposti a lasciare marito, moglie, figli, la casa, il lavoro… se siete disposti a dare la vita. Io la mia risposta l’ho già data e questo è quanto vi sarà chiesto per entrare nel Suo Regno.
Io a Lui ho detto: “Signore da me prenditi tutto quello che vuoi, anche la mia vita. Anche la mia anima” purché la faccia finita con questo schifosissimo mondo. Per il 2012 dobbiamo prepararci a delle scelte forti. Non vi aspettate che io bussi alla vostra porta e vi dica di lasciare tutto e seguirLo. Io non sono Gesù. Io non ve lo chiederò mai, soprattutto se avete dei figli. Però vi dico che Colui che viene dopo di me, che era prima di me e che era più avanti di me ve lo chiederà. Questo qualcuno si chiama Gesù Cristo e lo chiederà a tutti. Uno ad uno. Jesus non è come me, Lui è molto duro. È il figlio di Dio e ritorna con la spada, non ritorna con la croce. Però c’è una cosa bella che vi voglio dire. A Lui non importano i nostri peccati. Noi siamo miserabili, siamo uomini e Lui sa che abbiamo tanti peccati, che sbagliamo, che siamo gelosi, invidiosi, che abbiamo debolezze umane, istinti fisici bestiali. Ma quello che Lui vuole è la nostra disponibilità. Che noi lasciamo tutto per seguirLo. Che ci amiamo tra di noi, anche se facciamo schifo; che ci amiamo, che proviamo amicizia e amore tra di noi, che ci prodighiamo per il fratello.
Se chiediamo al Signore di far ammalare noi invece del fratello, se ci prendiamo carico delle sue fatiche e permettiamo che il fratello riposi, se andiamo a cercare il fratello che non c’è, Gesù cancella tutti i nostri peccati perché gli stai dando la vita. Ecco perché al ladrone che in croce dice “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”, Lui risponde “In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso”. C’erano tutti i perbenisti sotto la croce. Anche i suoi apostoli si trovavano sotto la croce, ma prima di farli entrare in paradiso li ha fatti girare per tutta la Terra a lacerarsi la carne, a essere perseguitati e incarcerati. Non li ha portati in paradiso, perché lo avevano tradito; invece il ladrone criminale e assassino in croce riconosce che Lui è il Cristo e che è innocente. Dà la vita davanti a tutti per difendere Cristo. Quindi Cristo si dimentica che Lui è un criminale perché gli ha dato la disponibilità. Mentre noi vigliacchi siamo scappati. Lui premia la disponibilità. Nel 2012 noi dobbiamo scegliere. Essere come il ladrone o essere perbenisti. Se amiamo Cristo non possiamo scappare quando Lui ci chiede il coraggio. Io voglio essere come il ladrone. Voi siate quello che volete.

D: Giustizia, pace, amore, sensazioni, sentimenti.. Il denominatore comune senza il quale non vi è nulla è la Verità?

R: La Verità, sempre. La verità insieme alla Via, e la Vita che è Cristo. Quindi il denominatore comune è Cristo, sempre. Senza di Lui non c’è salvezza.

D: Cosa ne pensi della situazione mondiale riferita alla potenziale guerra in Iran?

R: Come hanno detto Setun Shenar e gli extraterrestri io penso che ci dobbiamo preparare ad una prossima guerra. Contro l’Iran, contro la Siria per arrivare fino alla Cina e quindi ad una guerra mondiale nucleare. Perché l’ultima guerra sarà contro la Cina e la Russia che oggi possiede quindicimila bombe atomiche.

D: In alcuni messaggi di questi ultimi anni si dice che la Russia avrebbe sparso i suoi mali nel mondo. A cosa fa riferimento?

G: Alle armi.

D: Il sarcofago costruito intorno al reattore di Chernobyl sta cedendo. C’è il rischio che la storia si ripeta?

R: Certo, e può succedere anche con centrali nucleari nelle nostre zone. Tutto può succedere. Sulla Terra ci sono 438 centrali nucleari attive alcune delle quali sono state messe in funzione negli anni settanta. Ma la gente non fa nulla, non protesta, e poi si lamenta se succedono catastrofi come quella del Giappone. Ma noi dobbiamo pensarci prima! Vi siete mai chiesti dove sono state depositate le centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti radioattivi raccolti in barili di piombo provenienti da queste centrali? Se li disponessimo uno vicino all’altro, riusciremmo a ricoprire tutto il territorio nazionale italiano. Dove sono? Sono sotto l’Africa, negli oceani, sotto il Mar Mediterraneo, in Sicilia nella miniera di Pasquasia, sotto il territorio argentino, in Campania… Perdiamo tempo a parlare del risanamento dell’economia mentre stiamo morendo tutti di cancro! Cosa diamo da mangiare ai nostri bambini? La nuova generazione è debole rispetto alle vecchie che percorrevano anche centinaia di chilometri a piedi. Noi dopo quattro ore di lavoro siamo stanchi. È tutto fuori controllo. La malattia del cancro si è centuplicata perché siamo cosparsi di rifiuti radioattivi. Io aspetto che il Padre Adonay faccia piazza pulita. Quindi è una difesa della Terra far sprofondare e cambiare la geografia perché questi rifiuti atomici possono smaltirsi solo tra 50/60 mila anni. La Terra per poter sopravvivere deve far riemergere le terre sprofondate 20/30 mila anni fa. Chi non sarà prelevato da un’astronave extraterrestre è consigliabile che si trasferisca nelle zone di alta montagna da subito. Altro che pensare all’economia del 2012 o ai posti di lavoro!

D: Parlando di giustizia e amore mi torna in mente il caso di Ilaria Alpi.

R: Ilaria Alpi aveva scoperto oscuri traffici di tangenti, riciclaggio di danaro sporco, armi, rifiuti tossici e scorie radioattive gestito da faccendieri italiani e stranieri, con la complicità di rappresentanti delle istituzioni del governo Craxi. Aveva scoperto i rapporti tra ONU, Italia, Stati Uniti e Somalia, tra mafia italiana e mafia somalese del governo di Siad Barre e il deposito illecito di scorie lungo il tratto della Garowe-Bosaso, l’autostrada delle scorie nucleari. Per questo l’hanno uccisa: ha pagato con la vita la ricerca della verità.

D: Come e quando hai ricevuto il compito di istituire le arche? Con quali presupposti e con quali fini?

R: L’ho ricevuto dalla Madonna alla fine degli anni ’80, inizio anni ‘90, e mi è stato poi confermato agli inizi dell’anno 2000. C’è stato un periodo di fermo, verso la fine degli anni novanta, perché era in atto un attacco fortissimo delle forze demoniache alla mia persona e questo condizionava molto la sopravvivenza delle arche stesse. Quando questo attacco è stato diluito ed eliminato agli inizi dell’anno 2000 l’ordine è stato riconfermato. Le arche sono luoghi, centri spirituali dove le persone che desiderano farne parte fondano delle associazioni culturali legali, semplici o Onlus. Per farne parte è assolutamente necessario seguire il messaggio che io divulgo e che si divide in tre parti. La prima è l’annuncio della seconda venuta di Gesù Cristo con i segni evangelici e la presenza extraterrestre; la seconda è la denuncia dei mali del mondo, quindi dell’anticristo; e la terza è aiutare chi soffre. Questi sono i compiti che devono svolgere le arche. Non è assolutamente obbligatorio costituirle, ma farlo ed esserne socio significa assumersi delle responsabilità e seguire il messaggio che io diffondo. Se ti assumi l’impegno puoi dedicarti solo a questo perché altrimenti svolgi male i tuoi impegni. In caso contrario puoi anche partecipare come semplice simpatizzante, frequentare l’arca e acquisire conoscenza che è gratuita e accessibile a tutti, non devi pagare alcuna tessera. In questo caso puoi anche frequentare qualunque associazione e seguire qualunque maestro. Puoi andare da Sai Baba o partecipare agli incontri dei Testimoni di Geova. Ma se tu porti al collo quella stella bellissima che io ti ho dato, significa che non puoi dedicarti ad altro perché l’hai scelto tu, l’hai voluto tu. Devi fare quello che faccio io, cioè seguire l’opera giovannea perché questa è la strada dell’opera di Giovanni. Queste sono le arche. A me piace parlare chiaro e trasparente anche se talvolta la mia metodologia non viene compresa e le persone che non mi capiscono se ne vanno. Ma meglio chiari e trasparenti, che ipocriti. Scegliere di portare la stella, che è un simbolo, significa che non puoi fare altro. Devi seguire me e basta. Perché la stella non è un abbellimento. Gli abbellimenti lasciamoli agli showmen. La stella è un simbolo sacro che porto con me da quattordicimila anni e che Eugenio Siragusa mi ha trasmesso come legame. Infatti chi porta il Sole è legato a lui o a me. Se incontro un fratello che porta la stella che per qualsiasi motivo non vuole più servire questa Verità o non frequenta l’arca, io lo invito a riconsegnarla o a buttarla nella spazzatura. Perché quello è il mio segno e il segno di Giovanni e tu che la porti devi seguire quella strada, non ne puoi seguire un’altra altrimenti si ripercuote contro di te. Tu devi risvegliare le anime e portarle a Cristo. Le arche sono create per denunciare i mali del mondo, per gridare la verità. Quella è l’opera e si concretizza in attività informative, conferenze, trasmissioni alla radio a seconda dei fondi disponibili. Noi non siamo una istituzione che gode di finanziamenti di milioni di euro.. noi siamo poveri disgraziati apostoli, che abbiamo nelle mani quel poco che abbiamo.. ma le arche esistono per questo. Per testimoniare la Verità. Per gridare la verità e per denunciare i mali del mondo. Non è un luogo di salotto, o un luogo dove si esercita la realizzazione individuale. Chi lavora all’arca deve farsi il mazzo e risvegliare altre anime. Il fatto che tu frequenti un’arca significa che tu sei già risvegliato, quindi io e te ci dobbiamo amare per risvegliare il terzo che non c’è. Quindi mi irrito molto quando i fratelli vengono all’arca solo per sé stessi. Uno viene perché deve risvegliare chi non c’è. Io e te non dobbiamo dirci più niente perché siamo fratelli in Cristo. Dobbiamo cercare il fratello che dorme e non dobbiamo nemmeno dormire di notte per farlo.

D: Si può comunque continuare a fare delle riunioni e stabilire incontri in cui si affronta e si approfondisce la scienza spirituale?

R: Si, se il fine è fare la guerra. Se il fine è quello di arricchire solo noi stessi, a che serve? Queste sono semplicemente delle preparazioni. Una volta che ci siamo preparati dobbiamo fare la guerra. Il soldato si allena e il fine giustifica i mezzi. Perché siamo qui oggi? Perché domani mattina dobbiamo andare in guerra, dobbiamo risvegliare le anime, dobbiamo parlare al nostro vicino, alla nostra famiglia e ai colleghi di lavoro. Altrimenti la riunione di stasera è stata sterile. Questo deve fare l’arca. Nelle riunioni come questa ci dobbiamo riempire di Cristo, ma poi domani dobbiamo lavorare. Domani non possiamo andare da Sai Baba, poi da Padre Pio, da Madre Teresa e poi da Yogananda. Questo è un atto di egoismo perché sfruttiamo gli altri per godere noi stessi, ma rimaniamo con un pungo di mosche nelle mani. Perché quando tornerà Gesù Cristo ti chiederà cos’hai fatto e quali opere hai compiuto, e ti dirà che dovevi fare il pane e poi darlo a chi soffriva. Gridare giustizia, lavorare a favore della vita. E se invece ti sei girato tutte le chiese lo hai fatto solo per te stesso.

D: Ritornando al nostro compito di risvegliare le anime ho notato che alcune persone sono già pronte a ricevere il tuo messaggio, e altre invece si lasciano coinvolgere dalla giustizia sociale e quindi mi seguono con più attenzione quando parlo di Funima o Antimafia. Alla fine però la maggior parte di loro anche se condivide poi non fa nulla, non si sporca le mani. Questo significa che io non sono capace di trasmettere il messaggio e quindi devo fare più attenzione?

R: No, è molto semplice. Tu sei un gioielliere che sta dando delle perle e loro sono i porci che te le risputano in faccia. Allora tu prendi quelle perle sporche della loro saliva, gli dai una pulita e le riponi dov’erano prima e dici “avanti il prossimo”. Cristo ha detto “Non date le perle ai porci”, quindi io non nego a nessuno di parlare e di rispondere al mio messaggio. Ma mi è capitato spesso di trovarmi di fronte ad interlocutori e a persone chiuse che sono tali perché hanno scelto di esserlo, e allora io alimento la loro chiusura, li alimento del loro stesso fetore. Faccio un esempio. Se una persona esprime dubbi e timore di fronte ai sacri segni che porto, io lo invito a mantenere le distanze per evitare di venire infettato e lo saluto. Non mi capita spesso, anzi mi succede spesso il contrario Mentre se la persona dimostra un’apertura io gli parlo della Madonna e del miracolo.

D: Quando un uomo lascia la famiglia, la moglie o il marito per Cristo le persone a lui care saranno custodite e consolate dal distacco del congiunto? Coloro che vengono lasciati riceveranno segni per comprendere?

D: Non ne ho idea, so che vi succederà questo e basta. A tutti succederà, ma non ti devi preoccupare. Questo non significa che tutti dobbiamo lasciare la moglie e i figli. Dobbiamo essere solo pronti. Magari Gesù non lo chiederà a nessuno. Io non lo so se lo chiederà, o a chi lo chiederà. Lui mi ha detto che quello che ha chiesto a me, Lo chiederò a tutti i miei fratelli. Io ve lo dico, poi se lo farà o come lo farà io questo non lo so. Per aiutarvi desidero sottolineare un concetto perché altrimenti rischiamo di non comprendere. Se lasciamo moglie e figli per Cristo, in realtà ce li ritroviamo perché Cristo è la loro salvezza. Chi sta con Cristo è salvo. Cristo ci mette alla prova per vedere se noi amiamo di più le nostre cose o Lui. Purtroppo dalla chiesa cattolica avete ricevuto un insegnamento perverso. La chiesa vi ha inculcato quello che non esiste, perché in realtà lasciare la moglie e i figli per Cristo non significa lasciarli, ma riconquistarli.

D: Qual è la linea di confine tra l’impeto positivo della sete di giustizia e l’arroganza, e come possiamo individuarla?

R: Mettendoci in gioco, sempre. Anche se siamo nell’errore, questo non ci vieta di dire quello che sentiamo. Se io penso che tu stai sbagliando e vengo aggredito dal sentimento della giustizia, per evitare di cadere nell’errore dell’arroganza ti devo dire che stai sbagliando, che non sei giusto, che non mi cerchi o che non ami i fratelli. Ma devo esprimere il mio pensiero con calma, dire quello che sento, la sensazione e il sentimento che provo. Posso dirti che secondo me stai sbagliando, che tu non stai facendo una cosa giusta. Però te lo dico con amore e ti bacio.
Ti ho detto quello che penso ma non sono caduto nell’arroganza. Se un uomo agisce con violenza nella parola è animato sempre dall’invidia e dalla gelosia, a meno che non stia proteggendo un innocente. L’invidia e la gelosia sono sentimenti diabolici. Se invece stai proteggendo un innocente, una creatura che non si può difendere, non è invidia e neppure gelosia. Quello è un atto di amore. Che cosa ottengo se ti aggredisco verbalmente? Se lo faccio è perché sono geloso. Quindi la lingua riceve gli impulsi dal cervello, il cervello li riceve dal cuore e il cuore li riceve dallo spirito. Perciò il messaggio che ho ricevuto oggi ammonisce e vi invita a stare attenti a non farvi possedere nello spirito da Satana. L’importante è che se cado nell’errore e ti aggredisco, poi chieda perdono. In quel caso satana se ne va perché lui non sopporta l’umiltà, il servizio e neppure il perdono, anche quando non è giusto che io lo chieda. Quando tu chiedi perdono lui se ne va, sempre. Quando Cristo ha scelto di andare in croce non ha esorcizzato tutti noi?

D: Colui che ci chiederà di lasciare famiglia, la casa o il lavoro si manifesterà al nostro essere?

D: Si manifesterà al vostro essere attraverso dei segni chiari e inequivocabili, non certamente con un giochino. Io auguro a tutti voi che questo Colui si presenti con tanto amore e vi dica “ lascia tutto. Seguimi, dobbiamo fare una missione”. Però può accadere anche con una catastrofe che rade al suolo tutte le case e ci lascia in mezzo alla strada, dove ci obbliga a lasciare tutto. Come è successo a Genova, all’Aquila o a Fukushima. Io prego giorno e notte che accada nella forma più amorevole. Se noi lo serviamo ce lo chiede con amore, o addirittura non ce lo chiede. Ma se noi non lo pensiamo o addirittura abbiamo paura che ce lo possa chiedere, lo farà con le forze della natura.

D: Hai accennato al fatto di mettersi in gioco, e questo secondo me significa appunto lasciare tutto e seguire l’opera del Maestro. Questo comporta delle scelte radicali, alle quali magari non siamo pronti ma che dobbiamo fare comunque perché se la nostra priorità è l’opera dobbiamo metterci in gioco e dire si incondizionatamente.

R: Assolutamente si. Questa è la scelta più grande, la migliore, ma per arrivare a questo è necessaria una iniziazione, un allenamento. Chi ci arriva prima è più bravo degli altri, ma non lo puoi fare dall’oggi al domani. Lo devi prima realizzare e questo avviene con la scuola spirituale, quella che stiamo facendo giorno per giorno. Io l’ho realizzata perché un po’ mi è stata anche imposta, mi sono arrivati dei segni e non avevo scelta. Potevo anche dire di no, ma se dicevo di no forse nemmeno ti avrei conosciuto. Nel caso vostro forse avete qualche chance in più comunque alla fine per servire Cristo bisogna assolutamente scegliere. Don Ciotti ha scelto di servire Cristo e serve i ragazzi che soffrono, gestisce e trae un uso sociale dalle terre confiscate alle mafie. Lui vive il si incondizionato. Gandhi ha fatto lo stesso, così come Falcone e Borsellino. Loro non avevano altro tempo, loro cercavano di abbattere la mafia, non avevano sabati e non conoscevano domeniche. Si sono sposati in cinque minuti, una cerimonia brevissima, un panino ed è tornato a lavoro. E’ una scelta. I missionari vanno in Africa e vivono tutta la vita lì. Quello è servire Cristo e lo fanno col cuore. Non c’è una cosa che sono obbligati a fare. Ti metti in gioco perché vorresti fare una cosa ma non puoi farla perché sai che ne devi fare un’altra, ma vieni animato dalla tua coerenza per aver detto si incondizionatamente. Io non credo che a Don Ciotti piaccia tutto ciò che fa, e non credo che a Borsellino piacesse tutto ciò che faceva. Anzi voleva respirare un attimo, stare con la famiglia, ma si imponeva di stare li perché aveva scelto di dare la vita per noi, gli ingiusti. Perché Falcone come Borsellino hanno dato la vita per noi ingiusti. Quindi se la nostra scelta è incondizionata noi dobbiamo dare la vita. Se la nostra scelta è condizionata andremo avanti lamentandoci sempre. Guarda la cosa che mi da più fastidio dell’uomo è quando si lamenta, anche se ha ragione o ha bisogno. Io diffido molto quando i fratelli si lamentano. Il che non significa che io non ascolto o che non consolo. Ma con me di fronte alla morte non li porto perché non sono affidabili. Io porto con me chi ha sempre il sorriso e si accontenta sempre di tutto; e quando si sente perseguitato o vede qualche ingiustizia la lamentela la trasforma in una richiesta d’amore. Questa gente è quella che mi convince ad andare insieme contro il male. Io ho bisogno di anime che mi chiedono con amore le cose giuste e che non si lamentano mai. Quando sanguino e sono trafitto dai chiodi mi avete mai sentito dire “Signore, ce l’hai con me?”. Io sorrido, certamente non mi metto a ridere ma se ho bisogno e non ce la faccio più dico “Signore, aiutami un pochino, se puoi. Però sia fatta la Tua volontà e non la mia”. Questi insegnamenti che dall’alto passano attraverso me, io sono il primo a doverli mettere in pratica.

D: Se una persona a cui si vuole bene è egoista come possiamo dirlo per aiutarlo?

R: Se abbiamo di fronte una persona egoista, noi dobbiamo dare l’esempio concreto di altruismo. L’egoismo nasce dal fatto che una persona è poco evoluta. Se invece è evoluta ed è comunque egoista, questo nasce dal fatto che vuole sopraffare gli altri e quindi vuole emergere sugli altri con arroganza. Se si dimostra egoista ed ha un talento per essere altruista ci sono due modi per dirglielo. Nel primo caso con amore dai l’esempio, ma se non lo capisce con l’amore lo deve capire con la giustizia. Se ti riferisci ad una persona cara e davvero non vuole capire, la lasci. Anche questo è un atto d’amore perché solo così capirà. Quando si ritroverà sola comincerà ad essere altruista perché comincerà a cercare qualcuno, quindi a dare amore.

D: È importante la meditazione?

R: Io sono un messaggero di Dio e possiedo la conoscenza. Ma la gnosi l’ho acquisita cercando il fratello, non meditando. Pregando poco, operando senza stancarmi mai, unendo gli altri, leggendo i messaggi di Eugenio. Sempre. Quello che lui diceva lo volevo fare subito, la notte stessa, l’indomani mattina. Io non ne voglio sapere di meditare. Io ho acquisito la gnosi con il movimento, e tutte le informazioni arrivavano senza che io mi dovessi concentrare. Più io camminavo con le gambe, più correvo cercando di mettere insieme i fratelli facendo con amore delle cose profondamente materiali e umane, più mi veniva data tutta la conoscenza suprema attraverso la ghiandola pineale. Così gli extraterrestri si sono presentati e hanno detto di avermi scelto perché loro cercano operatori, non cercano maestri o guide. E siccome in te vedo un potenziale operatore, ti ho dato il segreto, la pietra filosofale per raggiungere quello che io ho raggiunto. Cercare gli altri, prendere pesci in faccia, essere il cretino della situazione, quello che cerca di mettere sempre la buona parola, di trasmettere amore, unione, comprensione. Ti rendi veicolo, dove tutti vogliono bere da te. Quindi diventi il calice della comunione e la luce cristica riempie il calice se tu sei la sua azione. Se tu sei la sua azione, il più grande regalo che un iniziato possa avere è la conoscenza, la gnosi. Io l’ho ricevuta perché voglio stare nella mischia, voglio stare con i miei fratelli, perché la mia vita sono i miei fratelli. Se mi togliete i fratelli, mi togliete la vita. Io non voglio insegnare, non voglio conoscere niente, voglio amare ed essere unito ai miei fratelli in Cristo. A me hanno dato la gnosi, ma non è quello che cerco. È come se mi avessero dato la medaglia d’oro. Non la rifiuto, ma io cerco di stare insieme con i miei fratelli in Cristo ed è per questo mi seguono anche tanti giovani. Certo io sono uno autoritario, ma non perché sono un tiranno e voglio comandare. Semplicemente perché sono un veterano e so come si possono fare certe battaglie. Niente di più.

Gioacchino, fratello di antica data, aggiunge : “ Giorgio, io sono stato sempre accanto a te e non ti lascerò mai. E quello che dici è vero. Da sempre tu sei stato il numero uno, quello che univa la gente, che veniva sempre a trovarci. Eri sempre in prima linea, a leggere i messaggi e a leggere il Vangelo”.

D: Cosa sono le vite parallele?

R: Le vite parallele sono vite precedenti di uno spirito che si incarna per missione, e si chiamano parallele perché ripetono la stessa esperienza in forme diverse con storie diverse. Ma è la medesima esperienza. Questo è prerogativa di quegli spiriti che vengono per missione. Questi esseri sono di luce si dividono in esseri di luce angeli e in maestri. In particolare queste missioni sono messe in pratica da alcuni esseri che si chiamano mutanti. Il mutante è uno spirito che si incarna e vive delle vite parallele. Io sono stato Giorgio oggi, e nel passato sono stato Davide Lazzaretti e Giovanni Battista. Sono tre vite completamente diverse, ma l’esperienza è la stessa: al servizio di Cristo. Quindi per migliorare la mia condizione spirituale, se c’è la necessità e questo mi aiuta a svolgere meglio la missione in questa incarnazione, posso attingere da quelle vite parallele. Il mio spirito ritorna in quel tempo e se ha bisogno della forza di Davide Lazzaretti se la prende. Se ha bisogno del coraggio di Giovanni Battista se lo prende. Invece gli spiriti normali non rivisitano la propria vita parallela. Può succedere però di sognare una vita precedente.

D: Questo è possibile perché la forza e il coraggio rimangono nell’etere?

R: Tutto rimane nell’etere, anche le immagini. Gli extraterrestri utilizzano macchine in grado di immagazzinare in un apparato computerizzato tutto ciò che è successo duemila anni fa. Sono delle forze magnetiche che si possono agglomerare in un software che poi elabora e mostra le immagini in 3D, compreso i respiri, i pensieri… Se lo possono fare le macchine, figuriamoci uno spirito. Se la condizione umana di quel momento è tentata o si trova in difficoltà, quando va a letto si sdoppia e se ha bisogno di più coraggio se lo va a prendere, il che significa che va rivedere ciò che ha fatto. Io per esempio mi ricordo nei minimi particolari anche il respiro delle ultime dodici ore della vita di Cristo. Il resto lo ricordo a tratti. Ma dall’ultima cena fino a quando è spirato io lo ricordo nei minimi particolari,.

D: Come avviene il battesimo di Gesù?

R: Mi ricordo tutto del battesimo, anche quello che non trovate scritto nel Vangelo. Giovanni era immerso fino alla vita nell’acqua del fiume Giordano, ad una ventina di metri di distanza dalla riva. Gesù faceva la fila insieme ad altre persone già in coda dal bagnasciuga fino a dove si trovava il Battista, Giovanni lo aveva intravisto da lontano ed era rimasto in silenzio perché non immaginava che Gesù volesse essere battezzato. Pensava piuttosto che lo avrebbe raggiunto e sostituito. E invece quando si avvicina, Giovanni lo guarda fisso in attesa di istruzioni ma Lui gli fa cenno con gli occhi di battezzarlo. Giovanni allora dice «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?», ma Gesù lo convince rispondendogli «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia».
Mentre gli altri li battezzava versando sul loro capo l’acqua del fiume, fa avanzare Gesù fino al punto in cui l’acqua raggiunge lo stomaco e poi lo immerge sott’acqua. Dopo una manciata di secondi Lui riemerge con gli occhi chiusi e mentre l’acqua ancora gli scendeva sul volto alza lo sguardo verso l’alto e riapre gli occhi. In quel momento Giovanni vede aprirsi il cielo e lo Spirito Santo discendere su di Lui come una colomba. E si sentì una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto”. La colomba è in realtà un raggio di luminoso che Lo compenetra, dove Cristo prende possesso totale del corpo e dello spirito di Gesù; mentre la voce del Cielo conferma che il Cristo è operante nel mondo e da quel momento non è più Gesù, è Gesù Cristo. Quindi Cristo prende forma nel corpo di Gesù, anche se fino a quel momento lo aveva seguito dietro l’aura. E con il battesimo Lo compenetra e diventa l’uno e l’altro. Cristo non ha più lasciato Gesù. Infatti poi ha fatto una scelta che comunemente altri personificatori non fanno: lo ha resuscitato, il che significa che diventa con Lui la stessa cosa. Se Gesù invece fosse morto in croce e fosse rimasto nel sepolcro Cristo sarebbe ritornato nella luce e Gesù in una luce divina minore. In questo caso Gesù oggi sarebbe di nuovo Gesù, ma siccome è stato risorto, non sarà mai più Gesù ma Gesù Cristificato. E la gerarchia continua. Cristo a sua volta non è solo Lui è anche il Padre, perché il Padre compenetra Cristo, Cristo compenetra Gesù, Gesù compenetra l’uomo disponibile a servirLo. Ecco perché se io dico ‘fate questo’ è Gesù che lo vuole, è Lui che vi parla. Perché Gesù si può servire dell’uomo di buona volontà e lo compenetra. Cristo si serve di Gesù, Dio si serve di Cristo e lo Spirito Santo si serve di Dio. Questa è la compenetrazione.

D: Non ricordo con esattezza il numero delle tue sanguinazioni, ma è davvero sconcertante il silenzio assordante da parte della scienza.

R: A partire dal 1989 credo che le sanguinazioni siano state circa settemila. Ma la scienza non dice mai la verità perché è scomoda.

D: Gesù come ha lavato i piedi ai suoi discepoli?

R: Gesù era bello, un uomo virile, un ragazzo alto 1,85 ed era figlio di un falegname quindi aveva un tono muscolare molto accentuato. Prima dell’ultima cena Gesù si è tolto la veste ed è rimasto a petto nudo. Prese un asciugamano e se lo cinse intorno alla vita e cominciò a lavare i piedi, uno ad uno, e ad asciugarli. I discepoli erano seduti su una tavola, simile al cenacolo di Leonardo, e Gesù dopo aver asciugato i loro piedi ad ognuno di loro disse qualcosa. Simon Pietro disse “«Signore, tu lavi i piedi a me?» e Gesù rispose «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo». «Se non ti laverò, non avrai parte con me», altrimenti non poteva entrare nel regno dei Cieli. Al che Simon Pietro disse: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo». Gesù oltre all’esempio di umiltà infinita ci offre un grande insegnamento: se vuoi essere maestro dei tuoi fratelli devi essere l’ultimo, devi servirli. Quindi Gesù servitore è un insegnamento. E oltre a questo c’è un insegnamento scientifico spirituale perché ai piedi si attaccano le larve che ti rendono fastidioso, arrogante, nervoso. Nei piedi ci sono sempre le larve perché camminiamo con le scarpe per terra, quindi prima di andare a letto devono essere sempre puliti. Per avere una purificazione del corpo e della psiche si consiglia ogni sera di lavare i piedi con l’acqua fresca, se è possibile. Meglio ancora se usate dei sali.

D: Gesù ha dovuto sopportare sofferenze alle quali l’uomo non sarebbe sopravvissuto..

R: Gesù era bello. Lo hanno bastonato e torturato infierendo con una violenza inaudita. Non avrebbe resistito se Cristo non fosse stato con Lui. Era forte, aveva gli occhi profondissimi e marroni scuro, il naso aquilino, i capelli lunghi, la Sua carnagione era più mulatta che bianca. Non era ebreo: era palestinese perché era galileo. Infatti in Galilea dove Lui è nato ma mai abitato, lo amavano. Invece a Nazareth, la sua patria, lo odiavano. A Gerusalemme i giudei lo odiavano. Gesù quando maledice gli ebrei, maledice i giudei: “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali; e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata. Infatti vi dico che da ora in avanti non mi vedrete più, finché non direte: ‘Benedetto colui che viene nel nome del Signore!” Io me lo ricordo. L’ultima cosa che farò prima di ritornare al Padre è scrivere il quinto Vangelo. Se sarò degno di ritornare al Padre, altrimenti andrò dove vuole Lui. Se mi manda all’inferno mi metto a predicare Gesù anche lì e cercherò di cambiare i diavoli. Non posso replicargli.

D: In un tuo messaggio del 1999 sulla morte seconda hai scritto: […]L’UOMO HA ASSUNTO COSÌ UN ISTINTO INNATURALE ANIMALESCO E QUINDI È AGGRESSIVO E DISTRUTTIVO COME GLI SPIRITI CHE STANNO FACENDO LA MORTE SECONDA E COSÌ PER LEGGE DI CAUSA ED EFFETTO IN QUESTO MOMENTO SI INCARNA IN BRANCO DI ANIMALI UOMINI. PER ESEMPIO, I FIGLI CHE OGGI NASCONO, ALCUNI PORTANO UNA GENETICA CHE È IN STRETTA SINTONIA CON L’ANIMA DELLA TERRA IN EVOLUZIONE, ALTRI PORTANO UNA GENETICA IN SINTONIA CON SPIRITI EVOLUTI SOLARI O DI ALTRI MONDI, ALTRI PURTROPPO NASCONO CON L’ISTINTO DEI LORO GENITORI E PROGENITORI I QUALI ATTUALMENTE SCONTANO LA MORTE SECONDA, POSSONO DIVENTARE INDIVIDUALI MA SE SONO TRASCINATI DAI VALORI NEGATIVI, COME PURTROPPO STA ACCADENDO PER LA GRANDE MASSA, ESSI RIENTRANO NELLA COLLETTIVITÀ ANIMALE-UMANA. CERTAMENTE TUTTO CIÒ FA PARTE DI UN PROCESSO DI FLUSSI E RIFLUSSI, DI CAUSA ED EFFETTO, DI PURIFICAZIONE E DI RISCATTO. UN ALTRO ESEMPIO: I GRANDI MOVIMENTI INTEGRALISTI ISLAMICI CHE UCCIDONO E SCARNIFICANO DONNE E BAMBINI IN ALGERIA, SONO “MORTE SECONDA”; CIOÈ SONO ALCUNI SPIRITI INCARNATI IN ANIMALI-UOMINI, I QUALI, IN BRANCO, COMMETTONO QUESTI TERRIBILI GENOCIDI, […]. Se questi esseri si purificano facendo la morte seconda, perché si incarnano in uomini-animali che agiscono in branco? E perché viene concesso loro di fare ancora del male?

R: La morte seconda è il tormento delle anime perverse che hanno commesso genocidi tremendi. Vengono puniti con la morte seconda per scontare e per soffrire così come loro hanno fatto soffrire, quindi gli viene data l’incarnazione nell’animo collettivo animale che può anche essere un’anima collettiva animale-umana. Siccome il nostro mondo sta regredendo e la razza umana sta ritornando ad assomigliare sempre di più nell’accoppiamento fisico al ceppo animale, questa involuzione biologica, questi mutamenti genetici negativi causati dall’inquinamenti, dalla perversione, dal fatto che stiamo distruggendo la razza umana anche a livello biologico, oggi portano alla nascita di uomini con fattezze che ricordano il ceppo animale da dove sono scaturiti. Questo fa si che alla psiche, più anima collettiva animale che essere umano di chi deve scontare la morte seconda, viene data la possibilità di incarnarsi in questi gruppi di bestie-uomini. Nel momento in cui si incarnano in bestie-uomini devono patire il tormento, che consiste nel vivere vagando come i cani che cercano da mangiare e ricordano di essere stati uomini, oppure nel tormento dell’aggressività. Vengono usati dalle forze luciferiche come soldati, come strumenti di morte e quindi commettono questi atti. E si prestano a questo perché hanno bisogno del tormento per purificarsi. La loro punizione è essere tormentati, e nel tormento c’è la sete di sangue e la ferocia. Ecco perché ci sono uomini, come i narcotrafficanti, che uccidono un niente. Quelli sono esseri che fanno la morte seconda e dovranno scontarla finché non finirà il loro tormento che può durare mille anni e anche più. Quella di incarnarsi in un cane che cerca solo da mangiare è la più efferata delle morti. Alcuni sono coscienti di ciò che fanno, altri no. Loro non godono, sono tormentati. Questo mondo finché non torna Cristo è come un ospedale psichiatrico, uno dei più terribili che esistono nell’universo. In questo mondo rinascono così, mezzi uomini e mezzi animali. Ma in altri mondi possono rinascere come animali.

Si chiude così un altro cerchio in questa spirale di vita che si avvolge in un continuo divenire, alla conquista di quella verità che ci renderà liberi, ma liberi davvero.

Sandra De Marco
San Giovanni di Polcenigo (PN)

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